I veri rosso-bruni: il PD e i nazisti del battaglione Azov

Alessandro Lattanzio, 17/9/2014

L'ex-pornogiornale ufficiale del PD, l'Unità, affermò che la strage di Odessa fu opera delle stesse vittime. Alla luce dei legami tra la banda Mogherini/Pittella e Gladio neonazista in Ucraina, ora appare chiara la ragione politica di tale oscena affermazione.

L’ex-pornogiornale ufficiale del PD, l’Unità, affermò che la strage di Odessa fu opera delle stesse vittime. Alla luce dei legami tra la banda Mogherini/Pittella e Gladio neonazista in Ucraina, appare chiara la ragione politica di tale oscena affermazione.

L’inglobamento dell’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica mette a serio repentaglio la sicurezza energetica ed economica dell’UE, che vedrebbe naufragare la possibilità di rafforzare la propria economia tramite l’integrazione di un Paese dalle enormi potenzialità umane, agricole, industriali come l’Ucraina
Matteo Cazzulani, responsabile del Partito Democratico metropolitano per i rapporti con il dissenso ucraino

E sì, certamente la Russia di Putin ha rivitalizzato un atteggiamento di egemonia regionale che accentua la competizione con “l’Occidente”, senza dubbio alcuno“.
Federica Mogherini, ministra degli Esteri del PD nel governo Renzi

International Conference on Libya“Il responsabile dell’Ufficio Affari  Internazionali dei Democratici di Sinistra (DS) e parlamentare Luciano Vecchi, nell’aprile 2006 discusse del chiaro arretramento democratico della Russia, come dimostra il suo crescente  coinvolgimento nella politica interna di Bielorussia e Ucraina e l’oppressione interna delle ONG. Vecchi raccontò come prevedesse d’incontrare un contatto russo membro di un piccolo partito di opposizione, ma che poco prima cancellò l’incontro perché “Putin aveva appena firmato un decreto eliminando il nostro partito“. Vecchi dichiarò che la Russia è un punto interrogativo perché è strategicamente molto importante per l’Italia come partner energetico, ma vi erano preoccupazioni sul suo arretramento democratico. Come osservò Vecchi, vi è purtroppo assai poca differenza tra la Russia moderna e la Russia totalitaria: prima c’era un solo partito, ora ce sono molti, ma solo una conta. Vecchi era accompagnato da Federica Mogherini”. Wikileaks

Per chi votano i banderisti in Italia?
“Per le elezioni Europee del 25 maggio vogliamo segnalarvi dei nomi di politici Italiani che si sono impegnati per la causa Ucraina. Lo facciamo in maniera bipartisan così che ogniuno possa scegliere senza tradire la propria fede politica. Sono politici del PD, Forza Italia e Partito Radicale. Altri non sono stati inserite in quanto hanno posizioni non a favore o comunque non siamo venuti a conoscenza della loro attività in supporto della democrazia in Ucraina.

imagesWOS250K4ORESTE ROSSI
Forza Italia, è il parlamentare Italiano con il 100% delle presenze in Parlamento. Ha dimostrato sensibilità verso l’Ucraina interessandosi al nuovo corso democratico e presentando alcune delle nostre proposte al Parlamento Europeo in tema di sicurezza ma anche riguardo la problematica dei Marshrutka. Si è attivato presso una grande azienda farmaceutica per il nostro progetto dei farmaci oncologici. Si presenta nelle circoscrizioni di Piemonte, Lombardia, Liguria e Valle d’Aosta.

0GIANNI PITTELLA
Partito Democratico, è stato il primo politico a giungere a Kiev nel mese di Gennaio e a portare la sua solidarietà al popolo Ucraino dal palco di Maidan, si è sempre espresso a favore del nuovo corso. E’ stato vice Presidente del Parlamento Europeo e si presenta a queste elezioni nella CIRCOSCRIZIONE MERIDIONALE

patrizia-toiaPATRIZIA TOIA
Partito democratico si presenta nella circoscrizione Nord Ovest e collabora con Matteo Cazzulani nostro personale amico e grande difensore in Europa dell’Ucraina. Pertanto invitiamo tutti coloro che si riconoscono in questi due partiti a scrivere il voto di preferenza dei candidati sopra citati alla lista collegata (e nelle circoscrizioni ove si presentano) in quanto potremo avere degli interlocutori diretti all’Europarlamento per poter veicolare le nostre proposte o proporre delle problematiche.
Essendo il nostro gruppo Apartitico è gradito evitare polemiche tra appartenenti di partiti differenti (almeno in questa occasione), in questa fase cerchiamo solo di supportare i pochi che hanno dimostrato sensibilità e vicinanza al nostro comune interesse che si chiama UCRAINA.”

voerzio3Sul sito dei banderisti in Italia, sotto l’appello a sostenere la raccolta fondi per la Guardia Nazionale (gli squadroni della morte neonazisti ucraini), vi era il programma della Festa dell’’Unità Ucraina’ (ovvero, lo sterminio dei russofoni e degli oppositori ucraini antifascisti ed antigolpisti), il programma della kermesse vedeva l’intervento di Anna Zafesova, giornalista russofoba, dei neonazisti Mauro Voerzio e Fabio Prevedello ed infine di Matteo Cazzulani, “analista, saggista, esperto di politica dell’Europa Centro-Orientale e di questioni energetiche… delegato del PD metropolitano milanese per i rapporti con il dissenso ucraino, ha fatto parte della missione a Kyiv del Vicepresidente del Parlamento Europeo Gianni Pittella”; in sostanza aveva partecipato alla pianificazione del golpe atlantista (Gladio) a Kiev, dove gli elementi neonazisti locali stavano ‘mettendo su un esercito parallelo, strutturato non solo a Kiev e non solo per difendere la piazza’, come ci spiega compiaciuta della sua esperienza golpista, la nostra ministra degli Esteri Federica Mogherini (BlogMog).
L’unità più famosa della Guardia nazionale ucraina, il battaglione Azov, per conto del quale il nazista Fontana, intervenuto alla kermesse di Milano dei banderisti del 14 settembre, tra una spiegazione di come traesse godimento spirituale nel bruciare vive le persone nella casa dei sindacati di Odessa o di come rivivesse la gioventù perduta bombardando le case con gente inerme dentro, lanciava un appello lacrimevole in aiuto dei ‘bisognosi’ tirapiedi armati dell’oligarca mafioso Kolomojskij, “C’è urgenza di tutto, dagli anfibi alle mimetiche, ai giubbotti antiproiettile. Ho visto i combattenti del battaglione Kiev. Vanno in trincea con le scarpe da ginnastica” (Fonte: Popoff Quotidiano)

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Fontana si vanta di aver partecipato al massacro di Odessa.

Cazzulani, assieme ai giovani fascisti di majdan: ""

Cazzulani, esponente del PD arringa i fascisti di Majdan: “un giovane deputato di uno dei partiti di opposizione … ci spiega con disinvoltura inconsapevole che stanno mettendo su un esercito parallelo, strutturato non solo a Kiev e non solo per difendere la piazza.”

Qui di seguito è descritto cosa sia il battaglione ‘Azov‘, per cui il Partito Democratico, tramite il figuro Cazzulani, suo esponente ufficiale lombardo, si sbraccia per fargli avere finanziamenti dai cittadini italiani.

Dopo mesi dal nostro ritorno in Crimea, siamo stati allertati dal presidente degli esperantisti dell’Ucraina, un ebreo, su tale personaggio abominevole. Ciò che non dice l’articolo seguente è che a Majdan, come rilevato dal quotidiano israeliano Haaretz, c’erano ad inquadrare i battaglioni nazisti degli ex-agenti del Mossad prossimi a Kolomojskij. Né i legami tra Bernard Henry Levy e tale spazzatura sono svelati, quando recentemente BHL s’è recato in TV per presentare tale putredine; inoltre lo stesso BHL ha fatto uno spettacolo sulla coscienza intellettuale europea (lui stesso) ad Odessa, la città dove l’oligarca ha compiuto la sua Oradour sur Glane nella casa dei sindacati. Personalmente ho completamente rotto con certi israeliani socialdemocratici che difendono “la pace ora”, o sono vicini a J. Call, che riprende compiaciuto la propaganda di Kolomojskij, sostenendo sulla loro rete la tesi del falso opuscolo antisemita prodotto da tale spazzatura. Proprio allora faceva assassinare il sindaco di Kharkov (ebreo come lui), ma rifiutando il fascismo banderista. Il paradosso di chi riprende tale spazzatura presso la socialdemocrazia israeliana, come nella sinistra intellettuale si riprende BHL. In Francia, la socialdemocrazia pubblica le menzogne sull’Ucraina e la virtù democratica di questi bastardi. La cosa triste sono i comunisti che si fanno travolgere da tali torbidi senza dire nulla e senza lottare a fianco di coloro che si difendono, lasciando alla destra e all’estrema destra la cura di rivelare i fatti e nel senso che immaginiamo. Danielle Bleitrach, Histoire et Societé

I frutti della collaborazione tra PD e neonazisti italiani in Ucraina:

Pittella e Cazzulati

Pittella e Cazzulati

I bisognosi che il nazista Voerzio e il piddino Cazzulani aiutano.

I bisognosi che l’ex-vigile urbano nazista Voerzio e il giovane piddino Cazzulani aiutano.

L'opportunità di Fontana, il filantropismo di Voerzio, la democraticità di Cazzulani

L’opportunità di Fontana, il filantropismo di Voerzio, la democraticità di Cazzulani

Battaglione Azov, milizia neonazista internazionale finanziata dall’oligarca israelo-ucraino I. Kolomojskij
Solidarité Internazionale 17 settembre 2014

BotspkyCYAA9-Nw.jpg largePropaganda mediatica è ben definita, anche se caricaturale: i combattenti per la libertà europeisti in marcia per schiacciare gli infidi separatisti filo-russi. I nostri amici di Junge Welt e di altri giornali interessati all’obiettività, hanno studiato i “battaglioni di volontari”, riportando storie edificanti.
Cosa accade in Ucraina? La confusione regna in un Paese in cui il popolo è ostaggio di rivalità inter-imperialiste, calcoli di oligarchi corrotti ora tutti allineati nel campo filo-occidentale, pronti a finanziare orde fasciste per conservare i propri privilegi. Di fronte alle fragile coesione e morale dei militari ucraini, le autorità utilizzano gruppi paramilitari: oltre alla carta bianca a servizi segreti (SBU), compagnie mercenarie statunitensi (ad esempio, Blackwater), la “Guardia Nazionale” viene integrata da combattenti dei gruppi di estrema destra, i “battaglioni di volontari” civili. Tali “battaglioni” furono autorizzati dal ministro dell’Interno Arsen Avakov nell’aprile 2014, permettendo la creazione di gruppi paramilitari per 12000 uomini (le dimensioni di una divisione di fanteria!). Ora si valuta la loro integrazione nell’esercito regolare. Il battaglione ‘Azov‘ con i battaglioni ‘Dnepr‘ e ‘Donbass‘ fa parte di tali battaglioni di volontari. E’ indicativo del contenuto politico controrivoluzionario di tali gruppi fascisti, così come dei calcoli di coloro che li finanziano.

Il braccio armato del partito nazista “raggruppamento nazionalsociale”
Il battaglione Azov si compone di circa 500 combattenti, tutti civili dalle stesse convinzioni: quella di un “nuovo ordine” basato sulla superiorità della razza bianca, una “rivoluzione nazionale” antidemocratica, antisemita, anticomunista, ma dietro Stati Uniti ed Unione europea. La spina dorsale del battaglione è composta da attivisti dell'”Adunata nazionalsociale” (SNA), tra cui il capo del battaglione Andrej Belitzkij, che non è altro che il capo del ramo paramilitare della SNA “Patrioti ucraini”. SNA fu fondata nel 2008 e si dichiara apertamente nazista, è nata dalla fusione di alcuni gruppuscoli neo-nazisti. Ha apertamente criticato il partito fascista Svoboda per la sua moderazione, la sua parte “liberale” (sic), ma anche i neo-nazisti di “Settore destro”, accusati di debolezza, anche se il rapporto tra SNA e Settore destro è stretto. SNA ufficialmente, come si può vedere sul loro sito, mira a “guidare la rivoluzione nazionale” e la “pulizia etnica dell’Ucraina”, “guidando i popoli bianchi nella lotta mondiale per la sopravvivenza, contro il nemico subumano, i semiti”. Sulla base del programma nazista, Andrej Belitzkij può impostare obiettivi più concreti: “la missione storica della nostra nazione in questo momento critico è guidare le razze bianche in una crociata finale per la sopravvivenza“.

I simboli del battaglione: wolfsangel, sole nero, divisa banderista
Il battaglione Azov ha scelto come simbolo il “wolfsangel” su sfondo bianco, il simbolo della SNA e vecchio riferimento iconografico nazista, preso dalla 2° divisione SS Panzer “Das Reich“, responsabile del massacro di Oradour-sur-Glane. Su tale emblema: oltre ai colori ucraini (blu e giallo) e il simbolo nazista “wolfsangel”, vi sono anche il sole nero sullo sfondo, presumibilmente ideato dal capo nazista Heinrich Himmler, che rappresenta le tre svastiche divenire un’identità e mitico riferimento dei gruppi neonazisti degli ultimi decenni. Il motto del battaglione: “Morte al nemico!” adottato come saluto dalle truppe del nazionalista ucraino Stepan Bandera, che collaborò con i nazisti nel 1941: “Gloria all’Ucraina” paragonabile a “Gloria agli eroi”. Le forze neo-naziste come SNA passano ora all’offensiva, non solo militare ma anche politica, illustrando la fascistizzazione dell’Ucraina in cui l’estrema destra continua a radicalizzarsi: Svoboda, Settore Destro e infine SNA.

Il battaglione Azov al servizio di Ljashko, il deputato di estrema destra che vuole distruggere il Partito Comunista!
L’ascesa di tale battaglione è correlata a quello della nuova stella politica ucraina, Oleg Ljashko, capo del populista Partito Radicale di estrema destra, che ha avviato il procedimento per bandire il partito comunista. Ljashko appare spesso mentre insulta poliziotti, minaccia funzionari di arresto o assassinio sul posto, costringendo sindaci a cedergli i poteri. Spesso è accompagnato dal “battaglione Azov“, di cui è il padrino politico. Il ruolo militare del “battaglione Azov” è ancora più oscuro. La maggior parte dei combattenti non ha un vero e proprio addestramento militare, se non il loro fanatismo ideologico. Hanno partecipato alla presa di Marjupol, dove uccisero una ventina di persone. Sembra che l’esercito usi i battaglioni di volontari per “sgombrare il terreno” nel corpo a corpo, come nella periferia di Donetsk, preferendo combattere a distanza. In ogni caso è ciò che dice il capo del battaglione Andrej Belitzkij. Si sappia che Andrej Belitzkij fu condannato per comportamento violento durante una manifestazione a sostegno del suo camerata del SNA Igor Mosijchuk colpevole di un attentato dinamitardo nel 2011, come Belitzkij, Mosijchuk è stato graziato dal nuovo potere. Il deputato fascista populista Oleg Ljashko di recente ha detto che più della metà dei combattenti del battaglione “Azov” sono ex-detenuti o criminali: “Preferisco che tali ex-prigionieri combattano tale guerra che delle persone innocenti muoiono per mano del nemico“.

Brigate internazionali del fascismo
495px-SS-Panzer-Division_symbol_svg Da dove provengono questi combattenti? Sono ancora per la maggior parte ucraini, anche se un numero crescente proviene non solo dalla Russia, ma anche da Paesi occidentali: Svezia, Italia, Irlanda, Francia, Finlandia, Norvegia. Il battaglione Azov ha anche lanciato una campagna di reclutamento internazionale di “volontari” per l’Ucraina, un appello che impressiona i gruppuscoli neo-nazisti di tutta Europa. Il reclutatore è il francese Gaston Besson. Mercenario e militante di estrema destra, ha combattuto in Laos, Cambogia, Birmania, Suriname e soprattutto in Croazia. Ha partecipato alla guerra in Bosnia a fianco delle HOS (Hrvastke Obrambene Snage), le forze di difesa croate, ala paramilitare del fascista “Partito croato dei diritti”, nostalgici dei collaborazionisti ustasha dei nazisti. Sostiene di ricevere “15, 16 domande al giorno, anche se solo 2-3 sono serie“. Chi vuole impegnarsi riceve da Besson una risposta scritta che l’informa che non sarà pagato e che resterà a lungo lontano dalla famiglia. Ancora più importante, chiarisce il senso politico: “Non dimentichiamo che siamo il braccio armato del SNA, e che siamo vicini a “Settore destro”. Siamo socialisti, nazionalisti, radicali“. Tale messaggio ha attirato i combattenti fascisti da tutto il mondo.
Due ritratti sintomatici di tale “brigata internazionale” di estrema destra. Il primo è lo svedese Mikael Skillt, cecchino dell’esercito e della guardia nazionale. È un attivista noto di Svenskarnas Party (svedese), organizzazione neonazista fondata nel 2008 sulle ceneri del “Fronte Socialista Nazionale”. Skillt mostra con orgoglio i suoi tatuaggi nazisti, presi in prestito dalla mitologia norrena, presentato dalla BBC come ‘combattente’ per il potere bianco innamoratosi degli indignati di Majdan con i loro scudi di legno e sbarre di ferro. Balzò da Stoccolma ad Azov. Il secondo, Francesco Saverio Fontana, sulla cinquantina. è italiano, fa parte di “Casa Pound“, organizzazione neo-fascista relativamente influente a Roma. Fontana è stato da giovane in Avanguardia Nazionale, gruppo terroristico di destra degli anni ’70, ramo giovanile del Movimento Sociale Italiano (MSI), successore del Partito Nazionale Fascista italiano. Fontana dice di essere stato sedotto dalle barricate di Kiev, che gli ricordavano la giovinezza in Avanguardia nazionale, incoraggiandolo a riprendere servizio in Ucraina.

Igor Kolomojskij, l’oligarca israelo-ucraino dietro tali battaglioni
Chi finanzia questi gruppi? Un nome, quello dell’oligarca miliardario Igor Kolomojskij, il secondo più ricco del Paese, l’uomo più potente del Paese dopo l'”oligarca sanguinario” Rinat Akhmatov. Kolomojskij è stato nominato governatore della regione chiave di Dnepropetrovsk, nel processo di feudalizzazione del Paese, mentre un altro oligarca, Sergej Taruta, è a capo della regione di Donetsk. La Russia accusa del finanziamento del ‘battaglione Azov‘ l’oligarca Kolomojskij, non solo via stampa (Voce della Russia), ma da parte del ministro degli Esteri Sergej Lavrov. Anche se dobbiamo stare attenti, come in qualsiasi propaganda di guerra, tale informazione non sorprende, Kolomojskij è noto per i suoi stretti legami con la formazione neo-nazista “Settore destro“. Il nuovo governatore di Donetsk, Sergej Taruta, fu costretto a lamentarsi il 20 agosto sul sito “LB.ua” di un “governatore pubblicamente associato al capo di Settore destro, Dmitrij Jarosh”. Fonti meno probabili di alimentare la propaganda filo-russa, il Wall Street Journal, ha recentemente confermato che Kolomojskij ha finanziato diversi battaglioni oltre ad Azov, come il Dnepr soprannominato “battaglione Kolomojskij”. È istruttiva che tale alleanza tra virulenti antisemiti e un sionista convinto non sia un problema per la milizia neo-nazista, o per il miliardario che orgogliosamente sostiene Israele (ha anche fondato un enigmatico “Parlamento ebraico” nel 2011!). Quanto tempo durerà la propaganda occidentale, basata su menzogne, ipocrisie, contraddizioni tra ideologia e pratica? In tempi bui, il “coraggio” è “cercare la verità e dirla”.

Stemma della 9.na Divisione Panzer SS ìHoenstaufenì

Stemma della 9.na Divisione Panzer SS Hoenstaufen

Stemma di Gladio/Stay Behind

Stemma di Gladio/Stay Behind

Fonti:
Wall Street Journal, 27 giugno 2014: “Ukraine’s secret weapon : feisty oligarch Ihor Kolomoisky”;
The Daily Telegraph, 11 agosto 2014: “Ukraine crisis: the neo-nazi brigade fighting pro-russian separatists”;
Frankfurter Rundschau, 10 agosto 2014: “Neonazis in Haüserkampf”;
La voix de la Russie, 15 giugno 2014: “Moscou exige de punir les auteurs de l’attaque contre l’ambassade de la Russie”;
La voix de la Russie, 13 agosto 2014: “Les symboles nazis des forces armées d’Ukraine et des bataillons de Kiev”;
LB.ua, 20, 20 agosto 2014: intervista a Sergej Taruta;
Junge Welt, 25 agosto 2014: “Kreuzzug für Weiße Rassen”;
Junge Welt, 12 settembre 2014: “Die stimmung sinkt”;

Questi pensionati di Donetsk, non saranno più un minaccioso peso per il libero e democratico golpista di Kiev, andato al potere con l'aiuto del PD

Questi pensionati di Donetsk, non saranno più un minaccioso peso per il libero e democratico governo golpista di Kiev, andato al potere con l’aiuto del PD.

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Un’altra opportunità del nazista Fontana, sodale di Cazzulani, responsabile dei rapporti con la ‘dissidenza’ ucraina del Partito Democratico

Madre e figlia liberate da Mogherini/Pittella/Cazzulani

Madre e figlia liberate dal battaglione Mogherini/Pittella/Cazzulani

Grazie ai combattenti di Novorossija che affrontano questa mostruosità a nome di tutti noi
Histoire et Societé 17 settembre 2014

Oggi veniamo a sapere della creazione dell’esercito unificato di Novorossija che unisce le forze delle repubbliche di Donetsk e di Lugansk. Dobbiamo sostenere il Donbas, in cui lavoratori, intellettuali e contadini non solo hanno preso le armi per impedire che il proprio popolo venisse assassinato come ad Odessa, moderna Oradour sur Glane perpetrata da individui che indossano i simbolo di coloro che avevano fatto le stesse cose in Francia.

L’emittente pubblica tedesca ZDF, che per questo è minacciata di una grossa multa, ha trasmesso il video di soldati ucraini con simboli nazisti. Nel telegiornale della sera di qualche giorno fa, trasmise i video di soldati ucraini con simboli nazisti sui loro elmetti. Ora viene perseguitata per una disposizione che vieta la pubblicazione di simboli nazisti, una vergogna che dimostra il grado di ipocrisia dei media occidentali e su chi e per cosa s’impone la censura. Il corrispondente Bernhard Lichte ha mostrato le immagini di un soldato che indossa un elmetto con le infami rune “SS” del corpo d’élite di Hitler. Un altro soldato aveva una svastica sul suo equipaggiamento del battaglione Azov con il Sole Nero. Il video è stato ripreso la scorsa settimana in Ucraina da un team dell’emittente norvegese TV2. Il battaglione Azov è la maggiore unità di volontari che combatte contro il popolo della Nuova Russia. Fu fondato dall’Assemblea nazionale socialista, un’alleanza di partiti di destra ultra-nazionalisti. Molti membri del battaglione Azov sono probabilmente neonazisti. Nei colori del battaglione nazista Azov c’è un emblema simile al wolfsangel usato durante il nazismo. Grazie ai combattenti di Novorossija che affrontano questa mostruosità a nome di tutti noi.

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Patrioti di Novorossija. In Italia s’è scatenata presso l’estrema sinistra una campagna denigratoria contro le Repubbliche Popolari di Novorossija, bollandole come fasciste, mentre tacciono sui crimini dei naziatlantisti ucraini, quando non li approvano apertamente. Le punte di lancia di tale miserabile azione di supporto al golpe di Gladio in Ucraina sono quasi tutte le sigle presunte ‘trotzkiste’, i sionisti di contropiano e militant, aut e altri anarchici che supportano i makhnoisti galiziani affiancati ai banderisti, le varie sigle della sinistra pacifinta che predicano pace e amore tra massacratori e massacrati, il fatto quotidiano, organo ufficiale di tale palude sinistra. Altri, come Gino Strada e il suo feudo Emergency, mantengono un silenzio plumbeo dopo aver esaltato la ‘rivoluzione’ golpista. Tutti costoro, stelline della costellazione social-colonialista nostrana, sono allineati alla sovversione nazitatlantista in Ucraina e sono sostenitori delle spedizioni punitive contro i lavoratori e la popolazione di Novorossija.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il principio di Newton russo: Mosca si prepara alla chiamata alla guerra occidentale

VestiReseau International 12 settembre 2014

7999e60b815e24bffbdc478aa7923fb9La Russia deve essere pronta a qualsiasi provocazione bellica. S’è parlato al Cremlino delle nuove armi per l’esercito nel prossimo futuro. Vladimir Putin ha avuto una riunione sul programma degli armamenti del governo entro il 2025, mentre l’infrastruttura militare della NATO si avvicina ai confini della Russia. Mosca non ha intenzione di rimanere inerte, come negli anni ’90. Il presidente ora dirigerà personalmente i lavori del complesso militare-industriale.
Spettacolo affascinante: il missile balistico da 30 tonnellate Bulava, decollava da sotto il mare e scompariva all’orizzonte. Questo è il primo lancio dal sottomarino “Vladimir Monomakh” nelle manovre militari nel Mar Bianco. E il primo lancio riuscito, come annunciato dallo Stato Maggiore Generale, dopo pochi minuti le testate del missile raggiungevano il loro obiettivo in Kamchatka. “Nell’ambito dei test del sottomarino lanciamissili strategico ‘Vladimir Monomakh’ è stato lanciato con successo un missile strategico dal Mar Bianco“, annunciava con orgoglio il comandante della Marina militare Victor Tshirkov. Ciò è servito a introdurre il grande incontro al Cremlino sul nuovo programma degli armamenti del governo.
Al fine di valutare il numero di missili, sottomarini, carri armati e armi varie necessari alla Russia, Putin ha riunito i vertici militari e finanziari, iniziando con questa notizia: “È stato firmato il decreto sulla creazione della nuova Commissione militare-industriale della Federazione Russa. Questo comitato riferisce al Presidente. Abbiamo discusso la questione con il governo e il capo del governo. Abbiamo convenuto che in questo modo il lavoro sarà più efficace, considerando che la commissione supervisionerà una parte significativa della sostituzione delle importazioni. Su tale punto devono concordare non solo il governo ma anche le varie strutture direttamente sotto l’autorità del presidente“, ha spiegato il presidente ai partecipanti alla riunione. Il Vicepresidente del Comitato sarà il vicepremier Dmitrij Rogozin, che supervisionerà i lavori del complesso militare-industriale. La sua prima preoccupazione sarà il nuovo programma degli armamenti del governo per il periodo 2016-2025. Questo programma ha una base finanziaria solida; l’esercito ha ricevuto 2500 miliardi di rubli nel 2000 e sarà di oltre 20 miliardi di dollari entro il 2020, assieme a 3 miliardi di dollari assegnati separatamente alle industrie militari. Il presidente ha sottolineato che si tratta di enormi spese necessarie. “Questa concentrazione di risorse si spiega con il fatto che dobbiamo ri-equipaggiare l’Esercito e la Marina Militare e modernizzare l’industria della Difesa. Non è collegata ad alcuna corsa agli armamenti. Questo perché il nostro armamento principale, il nostro sistema difensivo e i nostri sistemi offensivi sono in esaurimento o obsoleti, sostituendoli con equipaggiamenti avanzati e moderni, dall’affidabilità solida. Dobbiamo recuperare il tempo perduto, quando la nuova tecnologia passò a una produzione ridotta e le fabbriche hanno perso le loro capacità e i loro dirigenti“, ha proseguito il presidente russo.
Il Capo di Stato Maggiore fornisce dati sulla situazione di agosto. L’esercito ha ricevuto 3600 armamenti di base e 241000 pezzi. Quali esattamente, non l’ha specificato. I dettagli probabilmente furono riportati nella riunione a porte chiuse. Vladimir Putin ha impostato la nuova missione del Consiglio del complesso militare-industriale e i punti cui prestare attenzione: “Bisogna misurare in modo affidabile e completo le potenziali minacce alla sicurezza militare del nostro Paese. Ciascuna di tali minacce deve essere definita adeguatamente come un’efficace risposta. Come sappiamo, da un paio di anni gli Stati Uniti hanno violato unilateralmente il trattato ABM, attivando il loro sistema di difesa antimissile. I colloqui al riguardo non funzionano, tanto che il sistema viene sviluppato in Europa e Alaska, presso i nostri confini”, ha avvertito il capo dello Stato. “L’espansione della NATO a Est è una seria preoccupazione. Le promesse su ciò di Stati Uniti e loro alleati sono dimenticate. Sapete che è stato deciso recentemente di aumentare la presenza della NATO in Europa orientale. La Crisi ucraina, causata e creata dai nostri partner occidentali, viene ora utilizzata per rilanciare il blocco militare della NATO. Tutto ciò deve essere preso in considerazione e considerato nel processo decisionale per garantire la sicurezza del nostro Paese. Faremo tutto ciò che è necessario affinché la sicurezza sia affidabile e completamente garantita. abbiamo già annunciato e ripetuto che, se saremo costretti, dico costretti, adotteremo misure adeguate per garantire la nostra sicurezza. L’abbiamo detto più e più volte, e vedremo che ne conseguiranno reazioni isteriche quando saranno adottate definitivamente tali decisioni ed agiremo. Voglio sottolineare che tutto ciò che facciamo è una risposta“, ha ripetuto il presidente. “Un’ulteriore minaccia alla Russia è il rapido colpo globale (Prompt Global Strike), studiato e attivamente sviluppato dagli Stati Uniti, e che dovrebbe annientare tutti i centri di comando delle forze strategiche. La Russia non rimarrà semplice spettatrice“. Come annunciato dal viceministro della Difesa e dal segretario del nuovo comitato, la Russia svilupperà la propria risposta. “Possiamo, se saremo costretti dal materializzarsi della minaccia, prima di tutto sviluppare la risposta a tale nuova arma“, è stata la risposta ai giornalisti del viceministro della Difesa russo Jurij Borisov. “I finanziamenti per questi programmi si baseranno sull’economia russa e non sarnno a scapito dello sviluppo“.
Alcuni vorrebbero riprendere la corsa agli armamenti, ovviamente non rientrano in tale quadro, è assolutamente escluso. Agiremo secondo le reali prospettive di sviluppo economico“, ha detto Vladimir Putin. “Se il programma del governo precedente era basato sulla modernizzazione delle armi esistenti, il nuovo programma sarà anticipare“, afferma Dmitrij Rogozin. “La posta in gioco sono le armi intelligenti ad alta tecnologia“. “Questo programma degli armamenti deve garantire la piena possibilità difensiva del nostro grande Paese, con l’uso di armi ‘intelligenti’ che, dice, trasformeranno il soldato e l’ufficiale in operatori degli armamenti; queste armi saranno attivate a distanza dagli operatori militari, lontano dalle zona di combattimento. De facto, dobbiamo vedere il nemico prima che lui ci veda, sentirlo prima che ci senta, rilevarlo, seguirlo e distruggerlo“, ha detto Dmitrij Rogozin sulle nuove armi intelligenti. Un altro compito attuale è la sostituzione delle importazioni in risposta alle possibili sanzioni economiche degli occidentali. “Non abbiamo intenzione di disturbare indebitamente la cooperazione con i nostri partner stranieri, ma dobbiamo comprendere i rischi esistenti, la nostra industria deve essere pronta a fornire attrezzature e materiali critici necessari e disporne la produzione, come di conseguenza tecnologie, sviluppo e base tecnica”, questo è il compito specificato da Vladimir Putin ai dirigenti del complesso militare-industriale. Oltre all’indipendenza, ciò sarà uno stimolo per l’industria degli armamenti. Tali ordini erano attesi da tempo nel settore.
Il secondo incontro s’è svolto a porte chiuse, costituendo la prima riunione della nuova commissione militare-industriale guidata da Vladimir Putin. Qui il Cremlino ha finalmente approvato il nuovo principio delle Forze Armate russe, il principio della non-aggressione, del non intervento e dell’autosufficienza militare.

BulavaMonomakhTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Avanza la Shanghai Cooperation Organization

Alexander Clackson (UK) Oriental Review 18 settembre 2014

41d504a7b89788664539Mentre continua il braccio di ferro tra Russia e occidente, un’organizzazione sembra essere completamente fuori dal radar, eppure è riuscita a compiere grandi passi avanti nello sviluppo e nella crescita. Questo organismo è l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), un gruppo intergovernativo dei Paesi dell’Asia centrale volto a promuovere la cooperazione tra i sei Stati membri: Russia, Cina, Kazakistan, Uzbekistan, Kirghizistan e Tagikistan. L’obiettivo principale della SCO è fungere da forum per allentare le tensioni nella regione. Nel 2002 lo statuto sulle “misure di fiducia” dell’organizzazione fu fissato come prima priorità dell’Alleanza. Un aspetto chiave di questa strategia è la lotta ai cosiddetti “tre mali”: terrorismo, estremismo e separatismo. I media occidentali parlano raramente di questa organizzazione, però al suo vertice annuale tenutosi l’11-12 settembre in Tagikistan, la SCO ha suggerito e realizzato alcune proposte degne di nota. Il forum è stato presenziato dai leader regionali, tra cui il presidente russo Vladimir Putin e le sue controparti cinese e iraniana Xi Jinping e Hassan Rouhani. In un importante passo avanti nell’espansione dell’influenza regionale, la SCO ha perfezionato le procedure per l’adesione di nuovi membri, con India, Pakistan e Iran primi in lizza. Infatti ampliare la SCO è una delle principali priorità dell’organizzazione. Teng Jianqun dell’Istituto di studi internazionali cinese ha recentemente dichiarato che “l’ampliamento è assolutamente necessario” per la SCO. Il ragionamento alla base della necessaria espansione è evidente. Alla SCO, per avere un peso reale sulla scena internazionale ed essere una prestigiosa organizzazione che rivaleggi con la NATO, sono necessarie ulteriori adesioni. Se India, Pakistan, Iran e Mongolia diventano membri permanenti, cosa probabile, il gruppo controllerà il 20 per cento del petrolio e la metà di tutte le riserve mondiali di gas al mondo. Oltre a ciò, il blocco rappresenterebbe circa la metà di popolazione mondiale. Ciò rafforzerà la reputazione della SCO come organizzazione dominante, e inoltre la Turchia ne diverrebbe un membro. La sua leadership da tempo cerca di aderire e i governi turcofoni sono propensi a sostenerne la richiesta.
Anche se il terrorismo e la sicurezza regionale (in particolare in Afghanistan) restano in cima dell’agenda della SCO, gli eventi in Ucraina sicuramente ne influenzano i membri. La natura aggressiva delle azioni occidentali verso la Russia ha certamente unito i membri della SCO. Ciò che li lega, membri ed osservatori, è il rifiuto delle istituzioni controllate dagli occidentali come la Banca Mondiale o il Fondo Monetario Internazionale, tutte basate negli Stati Uniti. La SCO, come i BRICS, con la creazione della Banca per lo Sviluppo, si propone come forum contro l’ordine globale dominato dall’occidente. Prima del vertice, il presidente cinese Xi Jinping ha incontrato il Presidente Vladimir Putin per colloqui bilaterali. Putin ha dichiarato che la Russia “attribuisce importanza e apprezza le posizioni della Cina e alle sue proposte sulla questione ucraina“. Ha detto che la Russia è disposta a continuare a comunicare con la Cina sulla situazione in Ucraina. Putin ha anche suggerito che Cina e Russia “migliorino il coordinamento sulle questioni internazionali e regionali“. Promuovendo la SCO Cina e Russia perseguono il comune obiettivo di creare un’architettura di sicurezza asiatica indipendente da Stati Uniti e loro alleati. Mentre l’enfasi principale era sulla sicurezza, il vertice SCO ha anche incoraggiato ulteriormente la cooperazione economica tra i suoi membri. L’integrazione economica è una parte sempre più grande del programma della SCO, in particolare la Cina promuove la sua idea di Cintura economica della Via della Seta che comprenda gli Stati membri e osservatori della SCO. La Cina ha già confermato che stanzierà 5 miliardi di dollari di credito per i Paesi membri della SCO per realizzare i progetti comuni. I due operatori dominanti del gruppo, Cina e Russia, hanno anche rifinito il nuovo partenariato energetico. Recentemente, la Russia ha iniziato a costruire la sua sezione del gasdotto Cina-Russia. Entrambi i leader vogliono che la SCO sia un’organizzazione più forte e che garantisca stabilità e sviluppo a tutti i suoi aderenti. La Russia agirà come Presidente della SCO fino al prossimo summit nel 2015. Il paese ha già delineato i piani per questo periodo per un più ampio uso delle monete nazionali negli accordi. Le prospettive sono buone per il lancio dei grandi progetti multilaterali nel settore dei trasporti, energia, ricerca e tecnologia innovative, agricoltura ed uso pacifico dello spazio. Business Council, Consorzio interbancario ed Energy Club della SCO sono in prima linea nell’espandere la cooperazione tra gli Stati membri. Saranno inoltre adottate misure per stabilire relazioni con l’Unione economica eurasiatica, attualmente è composta da Russia, Kazakistan e Bielorussia, con Armenia e Tagikistan che probabilmente vi aderiranno nel prossimo futuro.
Nel complesso, il futuro della SCO sembra assai promettente. Una combinazione di nuove adesioni e determinazione faranno dell’organizzazione un importante e influente blocco, garantendo che la SCO continui a svilupparsi e ad espandersi. L’ambizione di creare un’organizzazione dominante e libera da qualsiasi influenza occidentale potrebbe diventare realtà nel prossimo futuro.

Map_SCOAlexander Clackson è il fondatore di Global Political Insight, think tank di Londra e organizzazione politica mediatica.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Chi c’è dietro le decapitazioni dello Stato islamico (SIIL)? Il Group Intelligence SITE

James F. Tracy, Global Research, 15 settembre 2014
web_revue--672x359Da metà agosto 2014 le principali agenzie di stampa trasmettono dei video che sarebbero stati trovati on-line dal Group Intelligence SITE. Non sorprende che gli stessi media omettano di chiedersi cosa sia tale società privata, in realtà, e se il materiale che promuove debba essere accreditato.
Il Search for International Terrorist Entities Intelligence Group (SITE) fu co-fondato da Rita Katz nel 2001. Nel 2003 Katz scrisse il libro Terrorist Hunter: La storia straordinaria di una donna che s’infiltrò nei gruppi radicali islamici operanti in America, che pubblicò con lo pseudonimo “Anonymous“. Nel libro, Katz spiega come assunse i crismi da donna musulmana per infiltrarsi nelle riunioni dei terroristi islamici radicali. La trama è improbabile, soprattutto se si considera che tali riunioni segrete tra fondamentalisti sono quasi sempre divisi lungo linee di genere e nessuna donna, anche coperta, avrebbe accesso senza che la sua identità sia fermamente stabilita.
Il SITE Intelligence Group è costituito da Katz e due “consiglieri”, uno dei quali è Bruce Hoffman, responsabile antiterrorismo e controinsurrezione alla RAND Corporation ed ex-direttore dell’ufficio di Washington DC della RAND. Il Group Intelligence SITEmonitora costantemente internet e media tradizionali su materiale e propaganda dei gruppi jihadisti e loro sostenitori”, annuncia il sito della società. “Una volta ottenuto, SITE traduce immediatamente il materiale e fornisce l’intelligence oltre all’analisi contestuale che spiega la fonte del materiale e la sua importanza ai nostri abbonati“. [1] Nel 2003 e 2004, SITE ricevette finanziamenti dal governo degli Stati Uniti. Anche nel 2000 SITE stipulò un contratto di consulenza per l’FBI. [2] Sembrerebbe che SITE abbia abbandonato il suo status di no-profit e si basi su abbonamenti aziendali e individuali per le entrate. Nel 2005 la compagnia mercenaria Blackwater salutò SITE come “risorsa preziosa”. [3] La maggior parte dei “gruppi jihadisti, operano su più media producendo e pubblicando “prodotti multimediali e, in alcuni casi, stampa e riviste“, spiega sul suo sito SITE. “Queste unità multimediali coinvolgono team di produzione e corrispondenti che riportano direttamente dal campo di battaglia, e la propaganda per indottrinare e reclutare nuovi combattenti per i gruppi“. SITE fornisce collegamenti diretti a siti di gruppi jihadisti o alle loro produzioni multimediali dalla propria piattaforma. [4] Katz descrive SITE come rivolta alla jihad islamica internazionale, “Noi di SITE da oltre un decennio ricerchiamo e studiamo i jihadisti on-line”, spiega. Abbiamo studiato e monitorato i jihadisti online, sempre più sofisticati, seguendone le tecniche e studiandoli. E sulla base di ciò, possiamo prevedere dove caricheranno i loro video. Dopo tutto, dobbiamo ricordare che gran parte di questa propaganda va on-line. Le loro versioni vengono diffuse in linea [sic]. Così possiamo rilevare i punti per caricare i loro video prima della pubblicazione”. [5]
Anche se abitualmente trascurato nel turbinio delle prime pagine dei media corporativi assegnate ai tre video delle decapitazioni, l’ultima del cooperante scozzese David Cawthorne Haines, è noto che SITE riceve gli inquietanti dichiarazioni e video dei terroristi ben prima dei tanti servizi segreti degli Stati Uniti così generosamente finanziati. Ad esempio, il Washington Post riportava nel 2007, “Una piccola azienda d’intelligence privata che monitora i gruppi terroristici islamici ha avuto il nuovo video di Usama bin Ladin prima della sua pubblicazione ufficiale, il mese scorso, alle 10 del 7 settembre… due alti funzionari vi accedettero a condizione di non rivelarlo prima della diffusione da parte di al-Qaida. In 20 minuti, una serie di agenzie di intelligence lo scaricavano dal sito della società. A metà pomeriggio di quel giorno, il video e una trascrizione della sua traccia audio erano trapelate dall’amministrazione Bush ai notiziari via cavo e trasmessi in tutto il mondo“. [6] Il video poi si rivelò fasullo. Con in mente quanto sopra, ci si può chiedere se nell’amministrazione presidenziale degli Stati Uniti o nel dipartimento di Stato abbiano cercato di ignorare il possibile ampio controllo della comunità d’intelligence su tali questioni, fornendo al tempo stesso il mezzo per propagandarli efficacemente presso il pubblico statunitense; per fini più ampi, quale modo migliore che contrarre i servizi di un’agenzia quale SITE?
Se c’è qualche merito nella valutazione di cui sopra, la disposizione viene ora spinta all’estremo dall’amministrazione Obama spianando la strada verso l’obiettivo a lungo cercato: la guerra al regime di Bashar al-Assad in Siria. Infatti, servizi come SITE sono un mezzo potente e prezioso per dirigere l’opinione pubblica, come nelle ultime settimane sull’azione militare contro lo Stato islamico. Lungo tali linee, una decina di anni fa, John Kerry e George W. Bush accreditarono la rielezione di quest’ultimo con la surrettizia apparizione di Usama bin Ladin su un video alcuni giorni prima del voto. [7] Giocando un ruolo simile a SITE, INTELCENTER agiva da intermediario tra il presunto braccio mediatico di al-Qaida, al-Sahab, e i principali media. In altre parole, “acquistano i video e li trasmettono alla stampa, avendo anche previsto quando sarebbero stati diffusi“, riferisce Paul Joseph Watson. “INTELCENTER è gestito da Ben Venzke, ex-direttore dell’intelligence della società iDefense, della Verisign. iDefense è una società di sicurezza di rete che monitora l’intelligence sui conflitti in Medio Oriente e si concentra su minacce informatiche, tra l’altro. E’ anche fortemente infarcita di ex-funzionari dell’intelligence militare”. [8] Come notato, le agenzie di stampa raramente ritengono opportuno analizzare attentamente SITE o Katz sulle loro attività di ricerca sulla propaganda terroristica. Una ricerca di LexisNexis su SITE Intelligence negli articoli dei giornali statunitensi e delle principali pubblicazioni mondiali, negli ultimi due anni, produce 317 articoli, cifra bassa data l’importanza delle rivelazioni di SITE. Eppure una ricerca simile solo su “Steven Sotloff” porta ad oltre 1000 articoli di giornale e 600 trascrizioni di trasmissione, suggerendo l’uso sensazionalistico e l’effetto dei dati di SITE, così come né SITE né Katz sono chiamati a spiegare i loro metodi specifici e i risultati. Infatti, una ricerca simile su “SITE Intelligence” e “Rita Katz” da solo 26 voci in due anni. Di queste, 14 appaiono sul Washington Post, ben collegato all’intelligence degli Stati Uniti. Quattro articoli del New York Times presentano i dati combinati.

Alla CNN, sulla scia della decapitazione di Sotloff, Katz spiega come SITE ha curiosamente superato le capacità di tutta la comunità d’intelligence statunitense nell’intercettare il video di Sotloff. “Il video mostra la decapitazione di Steven Sotloff“, Katz inizia con cautela dopo essere stata interrogata sull’autenticità del documento. “Il punto da cui il video è stato preso è un luogo in cui il SIIL di solito carica i video originali [sic]. Il video è un chiaro messaggio del SIIL, che segue quello precedente. Ed in effetti in un breve arco di tempo dalla nostra pubblicazione, i dati del SIIL sui social media indicavano che a breve avrebbe pubblicato il video, solo che in realtà già avevamo quel video e l’abbiamo preceduto nel pubblicarlo”. Questa affermazione insolita sulle notevoli capacità di SITE, dovrebbe mettere le agenzie di stampa in guardia sulla sua affidabilità. Indubbiamente è difficile chiedere ciò a media che troppo spesso orientano l’opinione pubblica verso la guerra, prodezza che ancora una volta adempiono con l’aiuto di SITE. Gli interessi e le alleanze delle entità transnazionali che possiedono i media le rendono pronte ad approfittare dei piani geopolitici elaborati dai clienti aziendali e governativi di SITE, il più importante dei quali sarebbe cercare di allargare il conflitto mediorientale. Senza dubbio, l’accettazione su vasta scala di tale propaganda è anche dovuto alle capacità critiche assai diminuite del grande pubblico, come avviene ormai da diversi decenni.

enterpriseNote:
[1] “Services” SITE Intelligence Group
[2] Berni McCoy, “So, a ‘Charitable Organization’ Released the bin Laden Video”, Democratic Underground
[3] “SITE Institute”, Sourcewatch.org, Center for Media and Democracy, s.d.
[4] “Media Groups”, SITE Intelligence Group, s.d.
[5] Karl Penhaul, Pamela Brown, Alisyn Camerota, Don Lemon, Paul Cruickshank, “Joan Rivers on Life Support; Chilling Words From ISIS Terrorist; How to Fight Radical Recruitment”, CNN, 2 settembre 2014.
[6] Joby Warrick, “Leak Severed a Link to Al Qaeda Secrets”, Washington Post, 9 ottobre 2007.
[7] Paul Joseph Watson, “Another Dubious Osama Tape Appears When the Neo-Cons Need It Most”, Prisonplanet.com, 16 luglio 2007.
[8] Ibid. Vedasi Kurt Nimmo, “Sotloff Video Found by Group Responsible For Releasing Fake Osama Bin Laden Video”, Infowars.com, 3 settembre 2014.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I ‘banderisti’ del PD, ovvero come il PD finanzia i neonazisti ucraini

Alessandro Lattanzio, 15/09/2014

Mauro Voerzio

Mauro Voerzio

Fabio Prevedello, Mauro Voerzio e Matteo Cazzulani sono attivisti e propagandisti del golpe naziatlantista a Kiev, e sotto la protezione dell’intelligence della NATO (Gladio), i tre soggetti tramite l’organizzazione “Associazione Nazionale Italia Ucraina Maidan”, organizzano in Italia la raccolta di fondi destinati alle bande paramilitari della Guardia nazionale ucraina. Tali figuri, in sostanza, chiedono agli italiani di finanziare le stragi commesse dai neonazisti galiziani contro le popolazioni russofone ucraine (Odessa, Donetsk, Slavjansk), e responsabili dell’assassinio e della scomparsa di centinaia di dissidenti anti-golpisti.
Va ricordato che la guardia nazionale, che tali banderisti piddini vogliono finanziare, è responsabile della scomparsa di almeno 200 persone che ha sequestrato:
“Il 13 settembre, fonti di Novorossija hanno annunciato che: ‘Lo scambio di prigionieri è in stallo a causa del fatto che nel corso della registrazione nelle celle del servizio segreto ucraino (SBU) e nelle gabbie dei battaglioni neonazisti (guardia nazioonale), non sono state trovate numerose persone indicate sulle liste ufficiali (dei prigionieri) presentate dal regime di Kiev alle autorità di Novorossija. L’SBU ha riferito che ‘queste persone non sono più nelle sue mani’. Ciò significa che dopo essere state sequestrate, queste persone sono morte per le torture o sono state giustiziate. I battaglioni (comandati da Arsen Avakov, “ministro degli Interni” di Kiev) si sono particolarmente distinti negli omicidi dei prigionieri. I battaglioni della guardia nazionale praticano la tortura ed esecuzioni extragiudiziali dei prigionieri sospetti sostenitori delle milizie di Novorosssija. Ora a Kiev si cerca di trovare un modo rapido per uscirsene da tale situazione. Un”opzione’ sarebbe dichiarare che i prigionieri di guerra scomparsi sono ‘fuggiti'; un’altra sarebbe annunciare che i prigionieri “scomparsi” si sono pentiti e si rifiutarono di tornare” (un linguaggio menzognero assai consonante con quello della spia neonazista Voerzio quando esalta Majdan e accusa Putin d’infangare la nobile rivolta ‘spontanea’ di Majdan). Si parla di almeno duecento persone”. 24 ore prima della diffusione di tale notizia, Arsen Avakov che guida i suddetti battaglioni della guardia nazionale (era con il battaglione neonazista Azov a Marjupol) dichiarava sulla sua pagina personale di Facebook: ‘Abbiamo preso due volte e imprigionato ‘Topaz‘. La prima volta la Corte di Kharkov l’ha messo agli arresti domiciliari, da cui è fuggito e dopo aver occupato la sede dell’SBU di Lugansk, combatté nella banda di Girkin (Strelkov). Poi l’abbiamo ripreso di nuovo e fu rilasciato dal carcere su richiesta della Procura della Repubblica (!!!) … Questa è follia, abbaglio… Quello che vedo è violare il buon senso a Kharkov, che aiuta i traditori, e il tradimento di Kharkov verso Euromaidan. Da ministro degli Interni del governo ucraino, non capisco e non accetto tali decisioni a Kharkov. Non capisco come tali decisioni possono essere prese. Penso che sia criminale, inaccettabile per l’Ucraina!’ Quindi, 200 prigionieri, la cui esistenza è stata ufficialmente confermata da Kiev sono scomparsi improvvisamente, e poco prima di ciò, Avakov sfogava la sua rabbia secondo cui i prigionieri che avevano non dovevano essere rilasciati. Confessione pubblica di un crimine contro l’umanità commesso dal ministro degli Interni ucraino Arsen Avakov. Sarebbe opportuno per la Russia e la Novorossija avviare immediatamente un’indagine. A tal proposito, in un’intervista Avakov disse che se sapeva come gli eventi si sarebbero svolti nel sud-est dell’Ucraina, avrebbe fatto saltare l’edificio dell’amministrazione di Donetsk con i sostenitori della federalizzazione all’interno.”

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Mercenario della Guardia nazionale

Mauro Voerzio, che si presenta come tour operator*, partecipa fin dall’inizio ai tumulti banderisti di Majdan, probabilmente è l’ennesimo ‘gladiatore’ che, grazie alla protezione dei servizi segreti italiani (“l’unico italiano accreditato all’ambasciata italiana di Kiev”), viene sempre contattato dai mass media italiani per dettare la propaganda e la disinformazione da diffondere in Italia riguardo il golpe neonazista in Ucraina. Conclude i suoi interventi con lo slogan neonazista “Slava Ukraina!
Matteo Cazzulani, “responsabile per i rapporti del Partito Democratico metropolitano milanese” è il delegato del PD per “i rapporti con il dissenso ucraino” (oggi dovrebbe aggiornarsi, “per i rapporti con i golpisti al potere a Kiev”), ha “fatto parte della missione a Kiev del vicepresidente del parlamento europeo Gianni Pittella”. Quindi, il braccio destro dell’eurodeputato filo-golpista piddino Pittella organizza il finanziamento di bande armate e squadroni della morte in Ucraina responsabili dell’assassinio di centinaia di veri dissidenti anti-golpisti.L’inglobamento dell’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica mette a serio repentaglio la sicurezza energetica ed economica dell’UE, che vedrebbe naufragare la possibilità di rafforzare la propria economia tramite l’integrazione di un Paese dalle enormi potenzialità umane, agricole, industriali come l’Ucraina”, si legge sul blog cazzulesco, dall’inecquivocabile nome “La voce arancione”. In sostanza, lo scopo del golpe majdanista viene qui dichiarato apertamente e nettamente: saccheggiare e devastare l’Ucraina a vantaggio delle potenze occidentali.

Pittella e Cazzulati

Pittella e Cazzulani in viaggio di piacere a Kiev, alla vigilia del golpe di Gladio

Fabio Prevedello, “esperto dell’Ucraina”, altro probabile ‘gladiatore’, partecipa da subito, assieme a Voerzio, al golpe di Kiev “euromaidan”, fondando a Milano “Euromaidan Lombardia” e l’associazione “culturale” Europea Italia-Ucraina Maidan. Quindi un sodale di Voerzio.
Ricordo, ancora, che tutti costoro, spie, esponenti del PD, ‘docenti’ universitari, assieme alla russofoba e squallida giornalista Anna Zafesova, hanno partecipato ad un evento, la ‘Festa dell’Unità Ucraina‘, il cui scopo ‘umanitario’ reale era raccogliere fondi per l’organizzazione paramilitare neonazista ‘Guardia Nazionale dell’Ucraina’, a cui aderisce il famigerato battaglione, del pedofilo Ljashko e del mafioso Kolomojskij ,’Azov‘; tutti colpevoli di omicidi, stragi, torture a civili e prigionieri, ed altri crimini contro l’umanità.

wpid-1405369227049Pittella non è stato l’unico esponente del PD a partecipare ai preparativi del golpe naziatlantista a Kiev: il 10 febbraio 2014, Federica Mogherini, non ancora ministra degli Esteri, si recava a Kiev con una delegazione “dell’Assemblea parlamentare della NATO, per incontrare rappresentanti di tutte le forze politiche (tutte?) … e poi Ong, società civile variamente organizzata, giornalisti.” In sostanza stava partecipando attivamente alla costruzione del golpe di Gladio in Ucraina, contro il presidente eletto Janukovich. “Poco più in là, al di là della piazza, altre barricate proteggono i palazzi del potere, il Parlamento ed il palazzo presidenziale, con blindati e forze di polizia. É qui che passiamo la giornata, in un Parlamento che sembra essere stato aperto solo per noi – e probabilmente é proprio così“. “Ma c’é anche il racconto di un giovane deputato di uno dei partiti di opposizione che, dopo aver richiamato la necessità della non violenza e del dialogo nel corso dell’incontro, nella pausa per il pranzo ci spiega con disinvoltura inconsapevole che stanno mettendo su un esercito parallelo, strutturato non solo a Kiev e non solo per difendere la piazza“. Mogherini e gli altri gerarchi della NATO si erano recati a Kiev ad organizzare le forze naziatlantiste, ovvero Gladio, in vista del golpe che venne attuato il 22 febbraio. E non solo, ma a preprare le forze per reprimere l’opposizione al piano nazi-atlantista e, soprattutto, per distruggere le regioni orientali russofone e filorusse. Ciliegina sulla torta, “E sì, certamente la Russia di Putin ha rivitalizzato un atteggiamento di egemonia regionale che accentua la competizione con “l’Occidente”, senza dubbio alcuno“. Non è un caso che Mogherini, da ministra degli Esteri dell’UE sia all’avanguardia nella nuova crociata contro la Russia, definendola ‘non più un partner strategico dell’Europa’. No, per Mogherini Mosca non è mai stata un partner strategico dell’Europa, perché non è mai stata un partner strategico della NATO, vero referente e creatore di Federica Mogherini, commissaria agli Esteri dell’Unione Europea. BlogMog

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Francesco Saverio Fontana, il neonazista che ha partecipato ai massacri di Odessa e nel Donbas, nei ranghi del battaglione neonazista Azov.

Francesco Saverio Fontana, il neonazista che ha partecipato ai massacri di Odessa e nel Donbas, nei ranghi del battaglione neonazista Azov, alla festa cosponsorizzata dal PD per l”Unità dell’Ucraina’.

Alla Festa dell’Unità Ucraina, organizzata il 14 settembre a Milano dai neonazisti di Pravij Sektor Voerzio e Prevedello assieme al PD di Milano, rappresentato da Matteo Cazzulani, braccio destro del Vicepresidente del Parlamento Europeo, il parlamentare del Partito Democratico Gianni Pittella, era presente il mercenario neonazista Francesco Saverio Fontana, che ha partecipato ai massacri commessi ad Odessa e nel Donbas, dove aveva aderito al battaglione neonazista Azov, e che aveva dichiarato di essere in Ucraina, dove “Io sono volontario, non prendo soldi. Ho pagato per venire in Ucraina. Questa esperienza l’ho sognata tutta la vita, l’ho desiderato. Non c’è spazio per i sentimentalismi. Questa è la guerra. Sono qui per uccidere“. Fascisti stranieri pagano il safari con diritto di uccidere gli ucraini“. Il fatto che individui simili partecipino tranquillamente a una manifestazione pubblica, organizzata assieme al PD, per raccogliere denaro con cui finanziare bande ed organizzazioni armate che praticano la pulizia etnica e la soppressione degli oppositori, dimostra che i servizi segreti, l’AISE e l’AISI, storicamente vicini al Partito Democratico, coprono e partecipano attivamente all’aggressione e alle operazioni terroristiche dei mercenari neonazisti in Ucraina, nell’ambito della struttura atlantista Stay Behind/Gladio, con la consapevole ed attiva collaborazione del Partito Democratico e delle sue cinghie di trasmissione, come l’ANPI ed Emergency, che non a caso non hanno mai condannato i crimini commessi a Odessa e nel Donbas dalla teppa neonazista agli ordini dei golpisti di Kiev.
BqGUZ4OIIAA_uKfInvitato dal presidente dell’associazione Mauro Voerzio a condividere la sua esperienza con i presenti in piazza, Fontana ha detto: “È una vita durissima. Abbiamo a disposizione pochissime armi: qualche Flobert rinforzata, un buon numero di mazze. Gli scontri sono quasi sempre ravvicinati. Combattiamo spesso a colpi di Molotov. È durissima, si lotta corpo a corpo. Da giovane militavo in Avanguardia Nazionale. Sognavo un giorno di prendere parte a una vera rivoluzione patriottica. Questa è la mia ultima opportunità per farlo: come potevo lasciarmela sfuggire?“.

L'opportunità di Fontana, il filantropismo di Voerzio, la democraticità di Cazzulani

L’opportunità di Fontana, il filantropismo di Voerzio, la democraticità di Cazzulani

La manifestazione era stata indetta dall’associazione per raccogliere fondi per i combattenti sul fronte ucraino. “C’è urgenza di tutto, dagli anfibi alle mimetiche, ai giubbotti antiproiettile. Ho visto i combattenti del battaglione Kiev. Vanno in trincea con le scarpe da ginnastica”, ha spiegato Voerzio.

I bisognosi che il nazista Voerzio e il piddino Cazzulani aiutano.

I bisognosi che il nazista Voerzio e il piddino Cazzulani aiutano (a proposito di rosso-bruni).

*Tour operator: l’Ucraina “continua ad attirare turisti del sesso da mezza Europa: sbarcano da queste parti grazie alle nuove compagnie aree low cost che hanno iniziato a collegare da un paio d’anni l’Ucraina con il resto del Continente“. Gazeta Ukrainska

Matteo Cazzulani, 'esperto' di Ucraina e braccio destro di iGinni Pittella

Matteo Cazzulani, ‘esperto’ di Ucraina del PD e braccio destro di Gianni Pittella

Gianni Pittella

Gianni Pittella

Ecco gli eroi che Voerzio e il PD di Pittella/Mogherini sostengono, e a cui il governo italiano invia armi:

Le opere di bene che Voerzio, Prevedello e Cazzulani finanziano inviando denaro alla Guardia nazionale ucraina (per i sottotitoli in italiano, cliccare sul secondo pulsante (rettangolare) in basso a destra):

Fonti:
Liveleak
Qelsi
Gazeta Ukrainska

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PS: I banderisti ed altro fascistume rintanati nel loro sito clandestino Vivamafarka, rimuginano su quale tipo di spedizione punitiva inviare contro il sottoscritto, vogliono fare oscurare il blog, per diffamazione, e poi intentare causa. Bene, c’è un pirlotto che da i numeri su leggi e fattispecie da usare contro il sottoscritto, ma prima, il pirlotto, dovrebbe pensarci due volte ad agitare tale arma, come fa invece il nazistello Mauro Voerzio, scrivendo bisogna essere come il serpente a sonagli… immobile che studia l’avversario e non reagisce, poi di colpo sferra l’attacco. Inutili le reazioni scomposte. Si studia il caso e poi si decide come muoversi”, sì, una serpe, come solo dei nazistelli sanno essere.
A proposito, riguardo all’iniziativa sul finanziamento della Guardia nazionale ucraina:
“Il finanziamento dei gruppi terroristici è un reato a forma libera nel quale è consentito sussumere ogni tipo di investimento di capitali, di raccolta di fondi o di conferimento di beni o di altra utilità. L’apporto di natura finanziaria deve peraltro essere finalizzato al consolidamento e al mantenimento dell’associazione e non dei singoli associati. Deve inoltre trattarsi di apporto avente una consistenza di carattere economico-patrimoniale tale da condizionare positivamente la realizzazione del programma terroristico”.
A) Associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico (Art. 270-bis).
Chiunque promuove, costituisce, organizza, dirige o finanzia associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico è punito con la reclusione da sette a quindici anni. Chiunque partecipa a tali associazioni è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. Ai fini della legge penale, la finalità di terrorismo ricorre anche quando gli atti di violenza sono rivolti contro uno Stato estero, un’istituzione e un organismo internazionale.
Nei confronti del condannato è sempre obbligatoria la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto, il profitto o che ne costituiscono l’impiego(*).
(*) Articolo dapprima inserito dall’art. 3, d.l. 15 dicembre 1979, n. 625, conv. nella l. 6 febbraio 1980, n. 15, e poi così sostituito, in sede di conversione, dall’art. 1, comma 1, d.l. 18 ottobre 2001, n. 374, conv. con modificazioni in l. 15 dicembre 2001, n. 438.”
Volete portarmi in tribunale? Liberissimi, non è mica la prima volta per me.
Il resto del lungo, lunghissimo, articolo riguardo al finanziamento di bande armate e organizzazioni similari, è qui: AltaLex
Con ciò, Cazzulani e Pittella (che di eversione e banda armata dovrebbe saperne qualcosa), oltre ai nazistelli clandestini di Vivamafarka, sono avvertiti.

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Le probabilità di un’aggressione alla Siria

Ghaleb Kandil New Orient News 12/09/2014
Tradotto dall’arabo da Mouna Alno-Nakhal – Reseau International
10151331Molti sostenitori della Resistenza si preoccupano legittimamente delle manovre degli Stati Uniti con il pretesto della lotta al terrorismo, dopo aver per anni assemblato e sostenuto economicamente e logisticamente le reti terroristiche per colpire e distruggere lo Stato siriano. Tutte le marionette locali delle agenzie d’intelligence occidentali e miliardi di dollari sono stati messi a disposizione della coppia terroristica internazionale David Petraeus e Bandar bin Sultan, per la campagna contro la Siria. Tuttavia, queste due eminenti figure dell'”intelligence occidentale e del Terzo Mondo” hanno perso la scommessa ed infine sono stati licenziato per il fallimento totale dei loro tentativi davanti la solidità dello Stato, del popolo, dell’esercito nazionale e del suo comandante, il Presidente Bashar al-Assad. Ma ora ci chiediamo, ancora una volta, se l’impero statunitense sconfitto e il suo seguace saudita minacciato dal “cataclisma del SIIL”, non useranno la loro guerra al terrorismo per coprire l’aggressione alla Siria, i raid dell’aviazione degli Stati Uniti sulle posizioni dell’esercito nazionale siriano faciliterebbero l’avanzata dei gruppi terroristici nella regione, che saranno addestrati in Arabia Saudita [1], oltre a quelli già addestrati in Giordania [2] avendo l’incarico di staccare la striscia di confine adiacente le alture del Golan e le Fattorie di Shebaa al comando di agenti segreti sionisti. [3] La risposta è ovvia e immediata, ogni sciocchezza è possibile da parte delle potenze coloniali e delle forze reazionarie ad esse asservite, quando affrontano disperazione e sconfitta. Pertanto, la prima cosa da fare è prepararsi al peggio, ed è ciò che è sempre all’ordine del giorno della Direzione siriana e del suo Esercito, e sempre considerato dall’Asse della Resistenza e dai suoi alleati Russia, Cina, India e Paesi BRICS. Infatti, una tale stupida e potenzialmente assai pericolosa avventura è ancora più probabile dato che circostanze e ragioni che costrinsero Obama ad annullare l’assalto minacciato alla Siria, lo scorso anno, sono ancora più gravi oggi; la potenza dell’Esercito nazionale siriano s’è rafforzato in tutti i settori, compresa la Difesa aerea, per ammissione del Capo di stato maggiore dell’esercito degli Stati Uniti, generale Martin Dempsey, e il partenariato e la cooperazione militare tra Repubblica araba siriana, Federazione Russa ed Iran s’è rafforzata. La Russia, che aveva espresso la propria disapprovazione intercettando dei missili diretti sulla Siria nel settembre 2013 [4], ha ulteriori motivi per lanciare messaggi più forti e seri; il confronto USA-Russia in Ucraina e la sanzioni occidentali l’hanno ancora più convinta della correttezza della visione siriana sulla mentalità coloniale di Stati Uniti e NATO che minaccia il mondo intero! Per l’Iran, la posizione è ancor più chiara essendo la Siria considerata baluardo del Medio Oriente libero!
Non è un caso che il “circo degli Stati Uniti” a Jidah [5] coincide con l’annuncio dell’aumento di dieci volte del commercio russo-iraniano e con la dichiarazione di Mosca di sostenere la strategia per sviluppare l’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (SCO), facendone un’alleanza internazionale attiva [6] in tutte le regioni, in particolare con l’Iran. Inoltre, la stessa griglia di lettura va applicata alle notizie provenienti da Russia, Cina e Iran [7]: un avvertimento netto contro qualsiasi attacco alla sovranità degli Stati; implicitamente anche la sovranità della Repubblica araba siriana. Dichiarazioni che saranno tradotte efficacemente sul suolo siriano, con il sistema di cooperazione militare e di sicurezza con gli alleati della Siria che sarà attivato e sviluppato a tempo debito. Ciò è necessario per scoraggiare gli Stati Uniti dalla loro orgia brutale contro uno Stato che si batte contro il terrorismo da solo, al posto di alleati e nemici! Detto ciò, e in previsione di uno stupido attacco, in ogni caso è necessario ricordare la dichiarazione del ministro siriano Walid Mualam, che sinteticamente ha detto che qualsiasi operazione aerea in territorio siriano senza previo coordinamento con il governo della Siria, sarà considerato un attacco che richiederà la legittima risposta difensiva. [8] Gli Stati Uniti, nella loro cosiddetta guerra al terrorismo, ideata per colpire la Siria, hanno scelto di continuare ad armare e finanziare altri gruppi terroristici per demolirla e ostacolarla. Vestono i loro agenti e mercenari di mille maschere, in collaborazione con i governi turco, qatariota e saudita, impantanati fino alla testa nel terrorismo taqfirista. Ciò conferma che “l’alleanza di Jidah” non è volta a contenere il terrorismo o a distruggerlo, ma ad usarlo ancora! Inoltre, l’evasività della Turchia [9] e la riluttanza inglese e tedesca offuscano il quadro della situazione. Naturalmente, la visita di Staffan de Mistura (nuovo inviato delle Nazioni Unite in Siria) a Damasco e il suo incontro con il Presidente Bashar al-Assad, sottolineano la priorità della lotta al terrorismo, parallelamente alla carnevalata della conferenza di Jidah, suggerendo a molti osservatori che gli Stati Uniti cercano di rassicurare Damasco. Alcuni credono che abbiano finalmente deciso di domare i loro agenti prima di mutare copione con lo Stato siriano. Ma la storia ci spinge a considerare le sempre cattive intenzioni degli Stati Uniti e a comportarci di conseguenza, in primo luogo. E se mai si dovesse stringerne la mano e sorridergli, nulla vieta di mostrare le zanne, come la Siria può fare al lupo americano e alle sue iene regionali, se necessario!

Note:
[1] L’Arabia Saudita ospiterà campi di addestramento per i ribelli siriani
[2] Washington parteciperà all’addestramento dei ribelli siriani [in Giordania]
[3] Israele in terra siriana: una striscia di confine fino a Damasco: “L’Asse della Resistenza osserva da vicino le pendici orientali del monte Hermon. Fonti attendibili indicano che Israele ha intenzione di occupare la striscia di confine dei villaggi drusi che si estende fino al Rif di Damasco, apparentemente per difendersi dai massacri commessi dai gruppi terroristici siriani… Allo stesso tempo, Israele non si risparmia nel rifornire armi ai terroristi di “Jabhat al-Nusra”, assieme ad assistenza chirurgica e supporto logistico, al fine d’imporre il dominio sulle posizioni dell’Esercito nazionale siriano nella zona centrale di Qunaytra. Insomma, l’Asse della Resistenza si prepara ad affrontare una situazione già vista con l'”esercito di Lahd” nel sud del Libano“. (Antoine Lahd ex-generale dell’esercito libanese, tra il 1984 e il 2000 fu il capo dell’ASL, la milizia libanese alleata dell’esercito israeliano nel sud del Libano).
[4] Il retroscena del lancio di due missili nel Mediterraneo
[5] Coalizione contro l’IS: i Paesi del Golfo si sono riuniti a Jidah
[6] La NATO non è più la principale alleanza militare del mondo; i primi risultati del vertice SCO di Dushanbe
[7] La guerra contro l’IS: Washington vuole “violare la sovranità degli stati”, secondo Teheran
[8] Mualam: la Siria è disposta a collaborare regionalmente e internazionalmente nella lotta al terrorismo
[9] La Turchia non parteciperà alle operazioni contro i jihadisti dell’IS

syria-harra-falls-as-syrian-army-continues-advance-01-jan-14Ghaleb Kandil direttore del Centre New Orient News (Libano)

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Qualcuno già combatte il SIIL: l’Esercito Arabo Siriano

Tony Cartalucci New Eastern Outlook 15/09/2014

13921221000486_PhotoI1Dal 2011, l’Esercito Arabo Siriano (EAS) ha intrapreso una guerra implacabile sul territorio siriano contro ciò che fin dall’inizio ha chiamato invasione di estremisti settari armatissimi ed eterodiretti. In retrospettiva, la natura ridicola degli articoli del Guardian, come “I ribelli siriani si uniscono per cacciare Assad e sostenere la democrazia” è chiara. L’articolo riporta affermazioni sulla Siria in linea con le storie raccontate in occidente, affermando: “In uno degli scontri più feroci dall’insurrezione, le truppe siriane finalmente hanno preso il controllo della città di Rastan, dopo cinque giorni di intensi combattimenti con i disertori dell’esercito schieratisi con i manifestanti. Le autorità siriane hanno detto che combattono bande terroriste”. Col senno del poi, e dopo aver esaminato l’evidente situazione sui campi di battaglia della Siria oggi, le autorità siriane hanno chiaramente ragione. Poco dopo che la NATO effettuò con successo il “cambio di regime” in Libia nel 2011, sotto il falso pretesto dell'”intervento umanitario”, armando, finanziando e sostenendo via aerea i mercenari settari in Libia, ha iniziato ad infiltrarli costantemente in Siria dal confine settentrionale con il membro della NATO Turchia. I terroristi dell’organizzazione terroristica, secondo il dipartimento di Stato, del Gruppo combattente islamico libico (LIFG), contattò ufficialmente i terroristi che combattono in Siria per offrirgli armi, denaro, addestramento e combattenti. Il London Telegraph riferiva nell’articolo “I capi libici islamici incontrano il libero gruppo dell’opposizione armata siriana“, che: “Gli incontri indicano i crescenti legami tra il nuovo governo della Libia e l’opposizione siriana. Il Daily Telegraph ha rivelato che le nuove autorità libiche avevano offerto denaro e armi alla crescente insurrezione contro Bashar al-Assad. Belhaj ha anche discusso l’invio di combattenti libici per addestrare le truppe, ha detto la fonte”. Infatti, i vertici, anche nel lontano 2011-2012, dei cosiddetti “ribelli moderati” erano legati ad al-Qaida, confermando le dichiarazioni del governo siriano di lottare contro il terrorismo straniero, e non una “rivolta pro-democrazia”. Oggi, l’occidente ha espunto ogni retorica “pro-democrazia”, con l’estremismo settario che chiaramente guida i militanti dalle frontiere della Siria con Libano e Iraq. Invece, l’occidente non s’è rassegnato ai tentativi di distinguere i gruppi come al-Nusra affiliati ad al-Qaida. e la loro controparte dello Stato islamico (SIIL), sostenendo che quest’ultimo deve essere affrontato con urgenza, anche a costo di cooperare ancora con l’ex-organizzazione terroristica designata dal dipartimento di Stato USA.

La lunga guerra della Siria
77829 Mentre i combattimenti feroci in Siria iniziarono nel 2011, la guerra dell’estremismo settario eterodiretto iniziò una generazione prima. Nel 1976-1982 il padre del presidente siriano Bashar al-Assad, Hafiz al-Assad, avviò la grande guerra ai Fratelli musulmani. Dopo la dissoluzione dell’organizzazione in Siria, fuggirono e successivamente furono ricostituiti da Stati Uniti e Arabia Saudita, divenendo al-Qaida nelle montagne dell’Afghanistan, combattendo l’Unione Sovietica. Nella relazione del 2008 del Centro antiterrorismo (CTC) dell’US Army di West Point, “Dimamitardi, conti bancari e sangue: al-Qaida da e per l’Iraq“, affermava inequivocabilmente che: “Nella prima metà degli anni ’80 il ruolo dei combattenti stranieri in Afghanistan era trascurabile ed ignorato dagli osservatori esteri. Il flusso di volontari provenienti dal centro dei Paesi arabi era solo un rivolo, anche se c’erano legami significativi tra i mujahidin e i musulmani dell’Asia centrale, soprattutto tagiki, uzbeki e kazaki. Individui come il suddetto Abu al-Walid, furono reclutati con campagne di sensibilizzazione ad hoc avviate in Afghanistan, ma nel 1984 le risorse versate nel conflitto da altri Paesi, in particolare Arabia Saudita e Stati Uniti, aumentò come l’efficacia e la raffinatezza dei reclutamenti. Solo allora gli osservatori stranieri notarono la presenza di volontari stranieri. La repressione dei movimenti islamici in Medio Oriente contribuì ad accelerare la partenza dei combattenti arabi per l’Afghanistan. Un processo importante fu la brutale campagna del regime siriano di Hafiz Assad contro il movimento jihadista in Siria, guidato dall'”avanguardia combattente” (al-Talia al-Muqatila) dei Fratelli musulmani siriani. Il giro di vite avviò l’esodo dei militanti dell’avanguardia negli Stati arabi confinanti. Nel 1984, molti di loro si diressero da Arabia Saudita, Quwayt e Giordania al sud-est Afghanistan per combattere i sovietici”. Nonostante termini come “repressione” e “brutale campagna,” è chiaro che il CTC si riferisce ai pesantemente armati e militarizzati movimenti estremisti su cui gli USA presumibilmente conducono “repressive e brutali” campagne in tutto il pianeta, anche nel vicino Iraq. E’ anche chiaro che la Siria combatte l’estremismo settario da decenni, di cui l’attuale violenza protratta è semplicemente l’ultimo capitolo. E’ anche chiaro che Stati Uniti ed Arabia Saudita certamente puntellano l’estremismo regionale dei Fratelli musulmani e delle sue varie fazioni armate, come di al-Qaida e quindi del SIIL. La Siria combatte una lunga guerra contro gli ascari dell’imperialismo, i terroristi armati fino ai denti ed infiltrati che agiscono da mercenari e da pretesto, se tutto il resto fallisse, per i loro Stati-sponsor d’intervenire direttamente per fermare il caos sparso dai loro piani.

C’è solo un logico alleato nella guerra al SIIL
Se l’occidente fosse veramente interessato a combattere il SIIL, avrebbe un solo alleato nella regione, l’Esercito Arabo Siriano che combatte ferocemente il SIIL ed i suoi affiliati dal 2011, e i suoi predecessori da decenni. Ciò che l’occidente invece propone è aumentare l’armamento e il finanziamento dei cosiddetti “moderati” del SIIL, al-Nusra e innumerevoli altre fazioni estremiste, svelando l’ipocrisia e la doppiezza assoluta delle sue intenzioni in Medio Oriente e Nord Africa (MENA). Si tratta di geopolitici incendiari che cercano di spegnere le fiamme dei loro crimini gettando benzina sull’inferno che infuria. Infatti, dal 2011 i cosiddetti “moderati” dell'”esercito libero siriano” collaborano apertamente con il LIFG, organizzazione terroristica per gli Stati Uniti. Sarebbe inoltre confermato che l'”esercito libero siriano” combatte al fianco della filiale di al-Qaida (se non sua componente integrale) al-Nusra nel territorio che ora sarebbe controllato dal SIIL. Il SIIL infatti non nasce da moderati idealisti, solo il racconto per nascondere l’esistenza e l’entità degli aiuti esteri al SIIL in Siria, e ora in Iraq e in Libano, è cambiato. Fin dall’inizio, e in effetti, prima della guerra in Siria, una grossa forza mercenaria genocida e settaria fu prevista per devastare la regione per conto degli Stati Uniti e dei loro partner regionali, il piano fu svelato già nel 2007. Il giornalista premio Pulitzer Seymour Hersh avvertì, in un profetico articolo sul New Yorker del 2007, intitolato “The Redirection, la nuova politica dell’amministrazione avvantaggia i nostri nemici nella guerra al terrorismo?” che: “Per minare l’Iran sciita, l’amministrazione Bush ha deciso in effetti di riconfigurare le sue priorità in Medio Oriente. In Libano, l’amministrazione collabora con il governo dell’Arabia Saudita, sunnita, in operazioni clandestine volte ad indebolire Hezbollah, l’organizzazione sciita sostenuta dall’Iran. Gli USA inoltre partecipano ad operazioni clandestine contro l’Iran e la sua alleata Siria. Sottoprodotto di tali attività è il rafforzamento dei gruppi estremisti sunniti dalla visione militante dell’Islam ed ostili agli USA, e inclini verso al-Qaida”. Non si può più negare che l’occidente sia la causa, non la soluzione, del caos che lentamente devasta tutto il Medio Oriente e oltre. Non si può negare che l’unica vera forza regionale che combatte al-Qaida e la miriade di suoi alias sia il governo siriano con l’appoggio degli alleati Libano, Iraq, Iran e anche della Russia. L’occidente che posa da “nemico” del SIIL creando una coalizione composta dagli stessi patrocinatori dell’organizzazione terroristica, illustra l’audacia concessa all’occidente con i suoi immensi potere ed influenza ingiustificati, potere ed influenza che devono essere ridimensionati per risolvere veramente le violenze in Medio Oriente ed evitare che un caos simile sia istigato in altre parti del mondo.

1852Tony Cartalucci, ricercatore e scrittore di geopolitica a Bangkok, per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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