Occupare Wall Street e l'”autunno americano”: si tratta di una “rivoluzione colorata”?

Parte I
Michel Chossudovsky Global Research, 13 ottobre 2011

C’è un movimento di protesta popolare che si diffonde in tutta l’America, che comprende persone di ogni ceto sociale, di tutte le età, consapevoli della necessità di un cambiamento sociale e impegnate a invertire il corso. La base di questo movimento costituisce una risposta all'”agenda di Wall Street” di frodi e di manipolazioni finanziarie che sono servite a innescare la disoccupazione e la povertà in tutto il paese.
Questo movimento costituisce, nella sua forma attuale, uno strumento di riforma significativa e di cambiamento sociale in America? Qual è la struttura organizzativa del movimento? Chi sono i suoi principali artefici? Il movimento o segmenti di questo movimento sono stati cooptati?
Questa è una domanda importante, che deve essere affrontata da coloro che fanno parte del Movimento ‘Occupare Wall Street’ così come da coloro che, in tutta l’America, sostengono la democrazia reale.

Introduzione
Storicamente, i movimenti sociali progressisti sono stati infiltrati, i loro leader cooptati e manipolati, attraverso il finanziamento aziendale di organizzazioni non governative, sindacati e partiti politici. Lo scopo ultimo del “finanziamento del dissenso” è impedire al movimento di protesta di contestare la legittimità delle élite economiche:
Con una amara ironia, una parte dei guadagni fraudolenti finanziari di Wall Street, negli ultimi anni, sono stati riciclati nelle fondazioni esenti da tasse e nella beneficenza delle élite. Questi disonesti guadagni finanziari non sono stati utilizzati solo per acquistare i politici, ma sono anche stati convogliati a ONG, istituti di ricerca, centri sociali, gruppi religiosi, ambientalisti, media alternativi e per i diritti umani, ecc.
L’obiettivo interno è “fabbricare il dissenso” e stabilire i confini di una opposizione “politicamente corretta”. A sua volta, molte ONG sono infiltrate da informatori che spesso agiscono per conto di agenzie di intelligence occidentali. Inoltre, un segmento sempre più ampio dei media progressisti e dei notiziari alternativi su internet, è diventato dipendente dai finanziamenti di fondazioni private ed enti di beneficenza.
L’obiettivo delle élite aziendali è quello di frammentare il movimento popolare in un vasto mosaico “fai da te”.” (Vedi Michel Chossudovsky, Manufacturing Dissent: the Anti-globalization Movement is Funded by the Corporate Elites, Global Research, 20 settembre 2010)

“Produrre il Dissenso”
Allo stesso tempo, “il dissenso fabbricato” è intento a promuovere divisioni politiche e sociali (ad esempio all’interno e tra i partiti politici e i movimenti sociali). A sua volta, s’incoraggia la creazione di fazioni all’interno di ogni organizzazione.
Per quanto riguarda il movimento anti-globalizzazione, questo processo di divisione e frammentazione risale ai primi giorni del Forum Sociale Mondiale. (Vedasi Michel Chossudovsky, Manufacturing Dissent: The Anti-globalization Movement is Funded by the Corporate Elites, Global Research, 20 settembre 2010)
La maggior parte delle organizzazioni progressiste del periodo post-II Guerra Mondiale, compreso la “sinistra” ufficiale europea , nel corso degli ultimi 30 anni, è stata trasformata e rimodulata. Il sistema del “libero mercato” (neoliberismo) è il consenso della “sinistra“. Questo vale, tra gli altri, per il Partito socialista in Francia, il partito laburista in Gran Bretagna, i socialdemocratici in Germania, per non parlare del partito dei Verdi in Francia e Germania.
Negli Stati Uniti, il sistema bipartisan non è il risultato dell’interazione della politica dei partiti al Congresso. Una manciata di potenti gruppi di lobby aziendali controlla sia i repubblicani che i democratici. Il “consenso bi-partisan” è stabilito dalle élites che operano dietro le quinte. E’ applicata dai principali gruppi di lobby aziendali, che esercitano una morsa su entrambi i maggiori partiti politici. A sua volta, i leader della AFL-CIO sono stati cooptati dall’establishment aziendale contro la base del movimento operaio degli Stati Uniti. I leader delle organizzazioni dei lavoratori partecipano alle riunioni annuali del Forum economico mondiale di Davos (WEF). Collaborano con la Business Roundtable. Ma al tempo stesso, la base del movimento operaio degli Stati Uniti ha cercato di apportare delle modifiche organizzative che contribuiscano a democratizzare le leadership individuali dei sindacati. Le élite promuoveranno un “dissenso rituale” con un alto profilo sui media, con il supporto delle reti televisive, dei notiziari aziendali così come di internet.
Le élite economiche – che controllano grandi fondazioni – supervisionano anche il finanziamento di numerose organizzazioni della società civile, che storicamente sono state coinvolte nel movimento di protesta contro l’ordine stabilito economico e sociale. I programmi di molte organizzazioni non governative (comprese quelle coinvolte nel movimento ‘Occupare Wall Street‘) si basano molto sui finanziamenti di fondazioni private tra cui le fondazioni Tides, Ford, Rockefeller, MacArthur, tra le altre.
Storicamente, il movimento anti-globalizzazione che è emerso negli anni ’90 si è opposto a Wall Street e ai giganti del petrolio del Texas, controllati da Rockefeller, e altri. Eppure, le fondazioni e le associazioni di beneficenza di Rockefeller, Ford et altri, hanno, nel corso degli anni, generosamente finanziato reti progressiste anti-capitaliste e ambientaliste (opposte a Big Oil), al fine di sorvegliare e, in ultima analisi, l’elaborarne le varie attività.

“Rivoluzioni colorate”
Nel corso dell’ultimo decennio, “rivoluzioni colorate” sono emerse in diversi paesi. Le “rivoluzioni colorate” sono operazioni di intelligence degli Stati Uniti che consistono nel sostenere segretamente i movimenti di protesta, al fine di innescare “cambi di regime” sotto la bandiera di un movimento pro-democrazia.
Le “rivoluzioni colorate” sono supportate dal National Endowment for Democracy, dall’International Republican Institute e dalla Freedom House, tra gli altri. L’obiettivo di una “rivoluzione colorata” è quella di fomentare disordini sociali e utilizzare il movimento di protesta per rovesciare il governo esistente. L’obiettivo finale della politica estera è quella di instaurare un compiacente governo filo-USA (o “governo fantoccio“).

“La primavera araba”
Nell’Egitto della “primavera araba“, le principali organizzazioni della società civile, comprese Kifaya (Basta) e il Movimento Giovanile 6 aprile, non erano supportati solo da fondazioni degli Stati Uniti, hanno anche avuto l’avallo del Dipartimento di Stato americano. (Per i dettagli si veda Michel Chossudovsky, Il movimento di protesta in Egitto: “I dittatori” non dettano, obbediscono agli ordini, Global Research, 29 gennaio 2011)
Con amara ironia, Washington ha sostenuto la dittatura di Mubarak, comprese le sue atrocità, ma ha anche sostenuto e finanziato i suoi detrattori, … sotto gli auspici della Freedom House, i dissidenti e gli oppositori egiziani di Hosni Mubarak (vedi sopra) sono stati ricevuti nel maggio 2008 da Condoleezza Rice … e alla Casa Bianca dal consigliere per la Sicurezza Nazionale. Stephen Hadley.” (Si veda Michel Chossudovsky, Il movimento di protesta in Egitto: “I dittatori” non dettano, obbediscono agli ordini, Global Research, 29 gennaio 2011)

OTPOR e il Centro per l’applicazione dell’azione non violenta e strategie (CANVAS)
I dissidenti egiziani del Movimento Giovanile 6 aprile che, per diversi anni, erano in collegamento permanente con l’ambasciata USA al Cairo, sono stati addestrati dal Centro Serbo per l’applicazione dell’azione non violenta e strategie (CANVAS), una società di consulenza e formazione specializzata in “rivoluzioni” sostenuta da FH e dalla NED. CANVAS è stata fondata nel 2003 da OTPOR, un’organizzazione serba sostenuta dalla CIA che ha svolto un ruolo centrale nella caduta di Slobodan Milosevic, in seguito ai bombardamenti NATO del 1999 sulla Jugoslavia. Appena due mesi dopo la fine dei bombardamenti della Jugoslavia 1999, OTPOR ha svolto un ruolo centrale nell’installazione di un governo “ad interim” in Serbia, promosso da USA-NATO. Questi sviluppi hanno anche aperto la strada verso la secessione del Montenegro dalla Jugoslavia, l’istituzione della base militare statunitense Bondsteel e alla fine la formazione di uno stato mafioso in Kosovo.
Nell’agosto 1999, la CIA avrebbe creato un programma di formazione per OTPOR in Bulgaria, nella capitale Sofia:
Nell’estate del 1999, il capo della CIA George Tenet, apriva un ufficio a Sofia, in Bulgaria per “educare” l’opposizione serba. Lo scorso 28  agosto [2000], la BBC ha confermato che uno corso speciale di 10 giorni era stato seguoto dai militanti di Otpor, anche a Sofia. Il programma della CIA è un programma in fasi successive. Nella fase iniziale, lusingano il patriottismo e lo spirito di indipendenza dei serbi, in agendo come se rispettassero queste qualità. Ma dopo aver seminato confusione e spezzata l’unità del Paese, la CIA e la NATO farebbero molto di più.” (Gerard Mugemangano e Michel Collon, “To be partly controlled by the CIA ? That doesn’t bother me much”, Interview with two activists of the Otpor student movement, International Action Center (IAC), 6 Ottobre 2000. Vedasi anche “CIA is tutoring Serbian group, Otpor“, The Monitor, Sofia, tradotto da Blagovesta Doncheva, Emperors Clothes, 8 settembre 2000)

“Il business della rivoluzione”
Il Centro per l’applicazione dell’azione non violenta e strategie (CANVAS) di OTPOR, si descrive come “una rete internazionale di formatori e consulenti” coinvolti nel “Il business della rivoluzione“. Finanziato dal National Endowment for Democracy (NED), costituisce un paravento nella consulenza e formazione dei gruppi di opposizione sponsorizzati dagli Stati Uniti in oltre 40 paesi.
OTPOR ha giocato un ruolo chiave in Egitto. Egitto, Tahir Square: quello che sembrava essere un processo di democratizzazione spontaneo, era una operazione di intelligence accuratamente pianificata. Vedasi il video qui sotto.

Il “Movimento Giovanile 6 aprile” dell’Egitto, ha lo stesso pugno come logo; fonte Infowars. Sia il Movimento 6 aprile che Kifaya (Basta!) hanno ricevuto una formazione preventiva dal CANVAS a Belgrado, “nelle strategie per una rivoluzione non violenta“. “Secondo Stratfor, la tattica utilizzata dal Movimento 6 aprile e da Kifaya “deriva direttamente dal curriculum formativo di CANVAS.” (Citato in Tina Rosenberg, Revolution U, Foreign Policy, 16 febbraio 2011)
Vale la pena notare la somiglianza dei loghi e dei nomi coinvolti nelle “rivoluzioni colorate” sponsorizzate da CANVAS-OTPOR. Il Movimento Giovanile 6 Aprile in Egitto ha usato il pugno chiuso come suo logo, Kifaya (“Basta!“) ha lo stesso nome del movimento di protesta giovanile supportato da OTPOR in Georgia, che è stato chiamato Kmara! (“Basta!“). Entrambi i gruppi sono stati formati da CANVAS.

Il ruolo di CANVAS-OTPOR nel Movimento ‘Occupare Wall Street’
CANVAS-OPTOR è attualmente coinvolto nel Movimento ‘Occupare Wall Street‘ (#OWS). Diverse importanti organizzazioni attualmente coinvolte con Occupare Wall Street (# OWS) il movimento ha svolto un ruolo significativo nella “primavera araba“. Significativo, “Anonymous“, il social media del gruppo “hacktivista“, è coinvolto negli attacchi informatici aisiti web del governo egiziano, al culmine della “primavera araba“. (Anonops, vedi anche Anonnews)
Nel maggio 2011, “Anonymous” ha condotto attacchi informatici contro l’Iran e, lo scorso agosto, ha condotto simili attacchi informatici diretti contro il Ministero della Difesa siriano. Questi attacchi informatici sono stati intrapresi a sostegno dell'”opposizione” in esilio siriana, che è in gran parte integrata dagli islamisti. (Vedasi Syrian Ministry Of Defense Website Hacked By ‘Anonymous’, Huffington Post, 8 agosto 2011). Le azioni di “Anonymous” in Siria e Iran sono coerenti con il quadro delle “rivoluzioni colorate“. Cercano di demonizzare il regime politico e creare instabilità politica. (Per l’analisi sulle opposizioni siriane, si veda Michel Chossudovsky, SIRIA: Chi c’è dietro il movimento di protesta? Fabbricare un pretesto per un “intervento umanitario” USA-NATO, Global Research, 3 maggio 2011)
Sia CANVAS che Anonymous sono ora attivamente coinvolti nel Movimento ‘Occupare Wall Street’. Il ruolo preciso di CANVAS nel Movimento ‘Occupare Wall Street’ resta da valutare. Ivan Marovic, uno dei leader di CANVAS si è recentemente rivolto al movimento di protesta ‘Occupare Wall Street‘, a New York City. Ascoltate attentamente il suo discorso. (Tenete a mente che la sua  organizzazione CANVAS è supportata dal NED).

Clicca sul link qui sotto per ascoltare Ivan Marovic che parla a ‘Occupare Wall Street’, a New York
Ivan Marovic addresses Occupy Wall Street

Marovic riconosceva, in una precedente dichiarazione, che non c’è nulla di spontaneo nella progettazione di un “evento rivoluzionario“: “Sembra che le persone siano appena andate in strada. Ma è il risultato di mesi o anni di preparazione. E’ molto noioso fino ad un certo punto, quando potete  organizzare manifestazioni di massa o scioperi. Se è attentamente pianificata fin dall’inizio, tutto finisce nel giro di settimane“. (Citato in Tina Rosenberg, Revolution U, Foreign Policy, 16 febbraio 2011)
Questa dichiarazione del portavoce di OTPOR Ivan Marovic, suggerisce che i movimenti di protesta nel mondo arabo non si sono diffuso spontaneamente da un paese all’altro, come ritratto dai media occidentali. I movimenti di protesta nazionale sono stati pianificati con largo anticipo. La cronologia e la sequenza di questi movimenti di protesta nazionali, sono stati pure previsti. Allo stesso modo, la dichiarazione di Marovic suggerisce anche che il movimento ‘Occupare Wall Street‘ sia anch’esso oggetto di una attenta avanzata pianificazione, da parte un certo numero di organizzazioni chiave, tatticamente e strategicamente.
Vale la pena notare che una delle tattiche di OTPOR è “non cercare di evitare gli arresti“, ma piuttosto a “provocarli e usarli a vantaggio del movimento” come strategia di pubbliche relazioni. (Ibid)

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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3 Responses to Occupare Wall Street e l'”autunno americano”: si tratta di una “rivoluzione colorata”?

  1. Pingback: Wall Street & Indignati: Rivoluzioni Colorate & Inside Jobs | Libyan Free Press

  2. ho piacere di condividere queste idee, desidero aria nuova e nuovi pensieri, basta con questa normalità senza peniero ne progetto

  3. Pingback: Il business della rivoluzione « I Fatti Tuoi

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