Nuovi gasdotti in costruzione nel Maghreb e Sahel

La strategia del governo franco-israeliano dei finti gruppi GIA/AQIM/GICM/LIFG nel Maghreb e Sahel completamente svelata

La DCRI ha creato AQMI, utilizzando gli harki controllati dal DRS, assieme alla feccia ebraica sionista della kabyla Tewfik, passata sotto la bandiera statunitense, e del suo ‘apprendista’ Kherfi. La DCRI, che non è altro che il Mossad e la Gestapo del CRIF di Parigi, ha preso il controllo di Boko Haram in Niger, e la Francia ha installato una pesante presenza militare, con la cattura di falsi ostaggi francesi, quale  scusa per ri-colonizzare l’intera area. Alain Juppé ha svelato la strategia franco-israeliana di liquidazione e divisione del Maghreb-Sahel durante la sua recente visita in Nigeria. ‘Offrendo aiuti’ al presidente nigeriano Jonathan Goodluck, egli stesso prigioniero degli israeliani che già lavorano a una divisione della Nigeria in due paesi, come il Sudan.
Diversi studi sull’identità degli ‘emiri di AQMI’ hanno portato a conclusioni definitive, gli ‘emiri’ di AQMI non sono quelli che i servizi francesi e i loro harki del DRS algerino pretendono siano, come è stato mostrato per la GIA. Così, l’emiro Abdelhamid Abu Zeid, si chiama Ghadir Mohamed, e non Abid Hamadou come sostengono gli ‘esperti di terrorismo del Sahel’ come l’Interpol o la DCRI, che hanno messo nella loro lista rossa delle persone attivamente ricercate. I falsari dei servizi franco-algerino-israeliani hanno usato il fatto che entrambi avessero lo stesso percorso:
- I due erano in origine dei ‘contrabbandieri’ e si erano uniti al Fronte Islamico di Salvezza per diversi scopi, ‘infiltrazione’ o ‘affari’.
- Entrambi avevano lo stesso profilo: un fratello e due cugini che si sono alleati con loro e si sono uniti ai ‘gruppi armati’.
Le famiglie dei due hanno fornito foto e confermato che Ghadir Mohamed era bianco, nato nella regione di Debdeb, vicino al confine libico, mentre Abid Hamadou detto Abu Zeyd, è nero ed è nato a Touggourt nel dipartimento di Ouargla.
Abid Hamadou morì sotto i colpi dell’esercito franco-algerino dell’israelita Nezzar, nel Sahara, negli anni ’90, ma la sua morte non è stato registrata dai servizi israelo-franco-algerini, che ne hanno usato l’identità per creare AQMI, che non è in realtà affatto presente sul terreno, come il GIA, il cui primo emiro Layada ha apertamente confermato che  Francia-Israele sostengono finanziariamente e militarmente per combattere il FIS e seminare la guerra civile.
Confrontare le prove e le fotografie dei due uomini alle loro madri, con quella dell’ex ostaggio francese Pierre Camatte, rapito il 25 novembre 2009. Camatte, rilasciato nel febbraio 2010, ha aiutato a svelare la vera identità del celebre Abu Zeid con l’aiuto della foto che gli venne presentata. La DCRI è stata smascherata, rivelando la frode del servizio francese. Questo è noto a tutti gli ‘specialisti’, ma l’ordine ai media francesi proibisce di parlarne.
Per ricolonizzare la regione del Maghreb-Sahel, con il pretesto del terrorismo e dei falsi sequestri di persona, in una prima fase, ha il fine di ripristinare basi operative militari ufficiali nella regione del Maghreb-Sahel. Quindi utilizzare ‘le rivoluzioni arabe’, come in Libia, come fattore di destabilizzazione dell’intera regione. Così la DCRI prevede di utilizzare la Libia come copertura per organizzare attentati in Europa, Squarcini e Netanyahu fallirono nel 2008 nel far saltare una centrale nucleare a Lione. Per una terza fase per riprendersi il pieno controllo di questa regione, da parte della NATO e dei suoi generali maghrebini arabi, di cui il Qatar avrà il comando operativo, c’è la famosa NATO araba.
Dopo la guerra in Libia, “l’AQMI non esiste più’, ha assunto una dimensione più ‘europea’ ed è deliberatamente armata e finanziata dalla NATO.
Un “flusso massiccio di armi” dalla Libia viene recuperato da ‘Al-Qaida nel Maghreb islamico’, capirete il DRS-DCRI della Francia-Israele. La Libia era un paese super-attrezzato e super-armato, e tutto l’arsenale (del regime del colonnello Muammar Gheddafi) o una gran parte, è scomparsa ed è finita sugli assi del Sahel.
Un flusso massiccio di armi ha lasciato la Libia sotto la protezione della NATO. Falsi gruppi armati, in realtà contrabbandieri e trafficanti di droga, insieme alla CIA e ai narcotrafficanti colombiani, che fanno atterrare i loro aerei nel Sahel. L’Algeria, che condivide con la Libia circa un migliaio di chilometri di confine, ha anche ‘denunciato’ il flusso di armi dalla Libia, con l’obiettivo di creare una guerra civile e continuare l’instabilità nella regione.
Mali e Mauritania, che sono gestite dalla DCRI, con dei colpo di stato, sono tra i paesi più colpiti dalle attività di questi finti gruppi, assieme al Niger e all’Algeria.
L’esercito mauritano, difatti l’esercito francese, interviene regolarmente in Mali, con il cosiddetto accordo di Bamako, a ‘caccia degli elementi di AQMI’, in realtà un tentativo di delineare zone militari di esclusione attorno alla zone ricche di idrocarburi e delle nuove zone petrolifere ritrovate in Niger, delle aree minerarie di uranio, silicio e fosforo, e per preparare la costruzione di nuovi gasdotti dall’Algeria, al Niger, alla Costa d’Avorio e alla Nigeria. Entrambi i paesi sono stati destabilizzati per consentire la disposizione dei futuri gasdotti e  oleodotti sotto controllo militare occidentale.
Comprendiamo meglio come il governo francese e la NATO abbiano consapevolmente ‘armato AQMI’ finanziando e armando il CNT libico, controllato dall’AQMI stessa, ma col ramo statunitense della CIA. Così la falsa minaccia del terrorismo è una copertura di questa gigantesca truffa che sono le ‘rivoluzioni arabe’, che mirano a incanalare l’energia verso gli Stati Uniti dal Sud e verso l’Europa e dal Nord, e a dominare Africa del Nord e il Sahel con l’imposizione di nuovi pupazzi arabi della NATO, come i generali d’Israele Ammar, Lamrani e Hiftar, il colonnello Riad al-Assad, ai popoli arabi e africani attraverso il politica degli Stati Uniti del ‘Grande Medio Oriente’ e quella europea del PEV ‘Politica europea di vicinato’. Le agende si fondono davanti ai nostri occhi …

Abu Suleyman – Islamic-Intelligence

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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One Response to Nuovi gasdotti in costruzione nel Maghreb e Sahel

  1. icittadiniprimaditutto scrive:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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