La difesa aerea siriana resiste ai test della NATO

Andrej Areshev Strategic Culture Foundation 25.06.2012

Ankara sta cercando di trarre il massimo dall’incidente, quando un aereo da ricognizione turco è stato abbattuto mentre sorvolava le acque territoriali siriane, il 22 giugno. Il Consiglio del Nord Atlantico si riunirà il 26 giugno per consultazioni sulla questione.
La portavoce della NATO Oana Lungescu ha detto che la Turchia presenterà una relazione a Bruxelles. Il 22 giugno un caccia RF-4E Phantom dell’aviazione turca scomparve dagli schermi radar, un’ora e mezza dopo il decollo dalla base aerea di Erhach nella provincia di Hatay, nella Turchia sud-orientale, al confine con la Siria (1). Un po’ più tardi Damasco riferiva che il velivolo era stato colpito dopo essere entrato nello spazio aereo siriano, sottolineando che l’incidente non doveva essere considerato un “atto ostile contro la Turchia“. Ankara aveva risposto dicendo che la Siria aveva avvertito l’equipaggio sull’azione, prevista dal diritto internazionale. In questo modo la Turchia aveva ammesso che il suo aereo aveva violato lo spazio aereo siriano. Anche in una situazione molto meno tesa di quella vigente in Siria, ciò non poteva essere senza conseguenze. È vero, la Turchia ha aggiunto in seguito che, mentre era nello spazio aereo internazionali, il caccia abbattuto “accidentalmente” si era avvicinato alla Siria, ma ciò non sembrava assolutamente convincente. Subito dopo Kalyn Ibrahim, consigliere per la politica estera del premier turco, ha accusato la Siria di “violare la legge internazionale” e nel commento postato sul suo microblog, diceva che la Turchia avrebbe preso “misure forti e risolute” in risposta all’abbattimento del caccia.
Secondo i dati disponibili, l’aereo da ricognizione abbattuto aveva compiuto due ampie virate sulla costa siriana, invadendo lo spazio aereo del paese. Volando a bassa quota,  aveva la missione di testare le difese aeree siriane e riferirne le informazioni al rispettivo centro NATO. Dopo aver sorvolato Latakia, l’aereo invasore aveva cercato di farla franca impunemente, attraversando lo spazio sopra le acque territoriali siriane. Un secondo aereo turco operava in prossimità, coordinando il volo. Come riferiscono fonti della NATO, la missione doveva testare l’operatività della difesa aerea siriana disponibilità. La NATO ha bisogno di sapere con precisione se  le unità di difesa aerea sulle coste siriane hanno l’ordine di abbattere senza indugio un aereo straniero, nel caso in cui violi lo spazio aereo nazionale o se i militari avrebbero riferito a Damasco perdendo tempo. Ora sanno la risposta: la difesa aerea siriana reagisce immediatamente senza alcun preavviso, nel caso in cui un qualsiasi apparecchio invade lo spazio aereo nazionale.
Alcuni dicono che la palese intrusione era in relazione alla recente defezione di un pilota di MIG-21 in Giordania. Allo stesso modo, due caccia dell’aviazione libica disertarono a Malta, il 21 febbraio 2011. I disertori chiesero asilo politico, i sistemi di identificazione ‘amico-nemico’ finirono nelle mani della NATO. In un mese l’Alleanza iniziò a colpire la Libia. che era stata effettivamente lasciata senza capacità di difesa aerea.
La provocazione “multifunzionale” dell’aereo turco sarà utilizzata per screditare gli sforzi di Mosca volti a trovare una soluzione alla crisi siriana, e rendere il dialogo Russia-Turchia ancora meno distinto. La posizione responsabile di Mosca, che rifiuta la possibilità di un intervento straniero in Siria, è stata oggetto di dure critiche da parte di alcune forze in Turchia. Il presidente Gul pensa che Mosca vedrà infine che non avrà altra scelta che unirsi a coloro che cercano di far dimettere Bashar Assad. Non basta per l’Occidente, che vuole che la retorica anti-siriana dei leader turchi sia temprata e convertita in azioni.
Il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e il suo omologo turco hanno discusso dell’incidente dell’aereo abbattuto per telefono. Va osservato che, contrariamente al caso della Libia, le forze siriane armate mantengono alta la capacità di combattimento. Gli sforzi esercitati dall’Occidente e dai suoi alleati, volti a disgregare le sue forze armate, sono stati inutili. Salvo singoli casi di diserzione, non una singola unità dell’esercito regolare siriano è passato dalla parte delle bande terroristiche inviate nel paese dagli Stati confinanti, compresa la Turchia. Per esempio, la settimana scorsa il New York Times aveva riferito che degli esperti della CIA erano presenti nelle aree del territorio turco confinanti con la Siria, al fine di coordinare gli invii di armi all”Esercito libero siriano‘. Il 25 giugno è stato riferito che le guardie di frontiera siriane avevano eliminato un gruppo di terroristi che cercavano di attraversare il confine dalla Turchia.
Lo spazio aereo siriano è difeso dai sistemi di difesa aerea prodotti dalla Russia. E’ una sicura garanzia della sovranità del paese.
Si dovrebbe dare alla leadership siriana ciò che le è dovuta, essendo stata debitamente perspicace. Belgrado aveva iniziato a chiedere alla Russia di fornire sistemi di difesa aerea di vario tipo, alla vigilia di attacchi aerei della NATO, era ormai troppo tardi allora. Damasco non ha mai ripetuto l’errore d’indovinare la ragione riguardo le intenzioni degli USA e dei loro alleati, che hanno iniziato a fare progetti contro la Siria nel lontano 2003, quando il vicino Iraq era stato occupato. Poi i siriani hanno cercato di modernizzare le loro aviazione e difesa aerea, ma gli accordi non passavano mai a causa delle controreazioni Washington e Tel-Aviv. La guerra dell’informazione anti-siriana aveva iniziato a prendere forza nel 2005, dopo che il politico libanese Rafic Hariri fu ucciso. Ci sono versioni diverse per quanto riguarda i motivi del delitto. Nel settembre 2007 l’aviazione israeliana, sostenuta dagli statunitensi, compì un attacco aereo per eliminare una struttura segreta nella regione della Siria di Deir ez-Zor, difesa dagli obsoleti sistemi di difesa antiaerea sovietici S-125 Neva/Pechora (classificazione NATO SA-3 Goa). Divenne chiaro allora che la Siria doveva prepararsi per una grande guerra. Un certo numero di misure furono prese in anticipo. A settembre l’esercito siriano prese parte alle esercitazioni Sodruzhestvo Boevoe, tenutisi nel poligono militare di Ashuluk. Poterono vedere e valutare le prestazioni dei sistemi di difesa aerea russi più aggiornati, come il sistema a lungo raggio S-300 Favorit (nome in codice NATO SA-10), a corto raggio Tor (nome in codice NATO SA-15 Gauntlet), a medio raggio Buk (nome in codice NATO: SA-11 Gadfly), per prendere una decisione per l’acquisto di nuovi sistemi e l’aggiornamento di quelli presenti nell’arsenale.
Forse in questo momento c’è qualcuno che è fortemente infastidito dal fatto che lo scenario libico non possa essere ripetuto in Siria. Ma il quadro è ormai chiaro. Sacrificando l’aereo turco della NATO, hanno ricevuto una risposta: se non si vogliono perdere più  piloti e armi, lascino in pace i siriani.

1) E’ proprio accanto alla postazione di un nuovo radar della difesa missilistica rivolto contro la Russia e l’Iran.

La ripubblicazione è gradita con riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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6 Responses to La difesa aerea siriana resiste ai test della NATO

  1. Sam Haddad scrive:

    Nessun dubbio che USA e suoi mercenari alleati messi nei libri paga USA e pagati con i petrodollari della Arabia Saudita e Qatar (due paesi protetti da USA- NATO e la loro mass-media nonostante i loro regimi dispotici) che hanno deciso di distruggere e disintegrare la Siria e trasformarla in un secondo Iraq, Si fa presente che 19 paesi europei e non hanno compiute esercitazioni militari in Giordania il mese scorso, La notizia non e’ qui perche’ e’ saputa ma quello che molti non lo sanno e’ che una grande parte dei soldati e loro armi portati in Giordania in quella occasione non ha lasciato la Giordania e sono rimasti distanziati nel territorio Giordano in attesa di essere impiegati quando incomincia l’attacco militare (prima della fine di questo anno) contro la Siria. Come in Iraq ai tempi di Saddam (la guerra andava fatta a prescindere dalla obbedienza Iraqena ai diktat USA) la decisione di fare la guerra comunque alla Siria e’ stata presa. La spada e’ tratta !!!!

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