I paesi della NATO non potranno mai sfuggirvi: anche i governi e partiti di sinistra sono infiltrati dagli atlantisti

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 30.07.2012

Francia e Grecia sono gli unici paesi della NATO che sono usciti con successo dalla struttura militare dell’organizzazione occidentale «di difesa». Nel 1966, il presidente Charles de Gaulle fece uscire la Francia dalla struttura di comando militare della NATO ed espulse il quartier generale della NATO da Parigi. La Francia è a pieno titolo membro dell’ala militare della NATO dal 2009, quando Nicolas Sarkozy, con il solo esibizionismo verbale del Partito socialista francese, ha annullato la politica di quasi quarantanni di de Gaulle.  Infatti, nel 1966, il Partito socialista francese censurò de Gaulle per aver ritirato la Francia dalla struttura militare della NATO. Il presidente socialista Francois Hollande non ha mostrato alcuna inclinazione verso una di riadozione della politica di de Gaulle per ritirare la Francia dal comando militare della NATO. Hollande, come Sarkozy e l’ultimo presidente socialista Francois Mitterand, è un pieno atlantista.
Nel 1974, la Grecia si è ritirata dalla struttura di comando militare della NATO, per protestare contro l’occupazione turca della parte settentrionale di Cipro. Tuttavia, il primo ministro del conservatore Nuova Democrazia, Costantino Karamanlis, un fervente sostenitore della NATO, si era ricongiunto alla struttura del comando militare della NATO nel 1980.
I documenti declassificati della Central Intelligence Agency indicano un importante programma degli Stati Uniti per corteggiare i leader dei paesi europei della NATO, nel sostenere l’alleanza, anche se avessero fatto delle promesse di sinistra, almeno in pubblico, contro le politiche della NATO.
Un caso esemplare di paese in cui la CIA ha avuto successo nel cooptare governi di sinistra nel sostenere l’agenda della NATO, è la Danimarca. Un memorandum precedentemente riservato della CIA, prodotto dal National Foreign Assessment Center dell’agenzia nel 31 gennaio 1980, dettaglia il programma della CIA per assicurarsi che il Partito Socialdemocratico di centro-sinistra della Danimarca  ritirasse l’idea di tagliare il bilancio della difesa e sostenesse la decisione della NATO di modernizzare la sua forza nucleare di teatro (TNF), schierando 572 missili da crociera (GLCM) e missili Pershing II dotati di testate nucleari, in Europa occidentale. La decisione della NATO venne vista a Mosca come una delle ragioni principali per lanciare l’invasione dell’Afghanistan, perché i leader sovietici sentivano che non avevano nulla da perdere rispondendo alle installazioni missilistiche della NATO in Europa.
La CIA, ovviamente, vide il governo socialdemocratico della Danimarca, con le sue forti tendenze pacifiste, come una minaccia al programma NATO di modernizzazione della TNF. E’ anche chiaro che il primo ministro danese Anker Jorgensen che, in superficie sembrava essere di sinistra, era saldamente nel campo della NATO. I punti del memo della CIA: «Jorgensen è probabile che faccia pressione crescente sulle questioni della difesa per le forze nucleari di teatro della NATO, sul parlamento più pacifista eletto ad ottobre».
Le elezioni di ottobre rafforzarono i socialdemocratici a spese dei conservatori. I partiti anti-NATO posero fine alla precedente coalizione tra i socialdemocratici e il partito conservatore liberale. La CIA decise di mobilitare i suoi sostenitori, tra cui Jorgensen, per la causa della NATO e di neutralizzare il potere parlamentare dei partiti della sinistra anti-NATO, compresi i liberali radicali, i socialisti di sinistra e il Partito Popolare Socialista. La CIA aveva i partiti conservatori sotto il suo controllo, ed è dalle le fila di uno di essi, il Partito Liberale, che la NATO ha tratto l’attuale Segretario Generale, Anders Fogh Rasmussen, già salito alla carica di Primo Ministro, dove era un leale soldato dell’aggressione militare degli Stati Uniti ad Afghanistan e Iraq.
E’ interessante notare che nel documento della CIA, Henning Christophersen, il leader in Parlamento del Partito liberale di Rasmussen, sia indicato «molto cauto nelle dichiarazioni sull’Afghanistan. Era disposto a spingersi fino a ‘condannare’ le azioni sovietiche, lì».
Dopo che la NATO fece pressione su Jorgensen per aumentare la spesa della difesa danese del 3 per cento annuo, rispose affermando che il bilancio della difesa 1978-81 era stato fissato e non poteva essere cambiato. Tuttavia, Jorgensen promise di chiedere un aumento del 3 per cento del bilancio 1981-1985. Era chiaro, nel documento della CIA, che l’agenzia si sentiva in tasca il nominalmente di centro-sinistra Jorgensen. Il documento afferma: «[Jorgensen] ritiene che la NATO sia necessaria e che l’Occidente deve mantenere un ruvido equilibrio militare con il blocco orientale». La CIA vedeva Jorgensen come un baluardo contro «i giovani socialdemocratici, radicali di primo termine in Parlamento».
Ma l’asso nella manica della CIA per la modernizzazione della TNF dell’Europa occidentale, fu subìto dai politici socialdemocratici, tutti citati dal documento della CIA come aventi relazioni, passate e presenti, con gli Stati Uniti. Il documento CIA fornisce i profili dei socialdemocratici nel governo Jorgensen:
«Kjeld Olesen. Ministro degli Esteri Olesen è sempre stato considerato amichevole verso gli Stati Uniti e un pro-NATO. Ci sono indicazioni che ha favorito la modernizzazione della TNF, e l’ha sostenuta nei consigli del partito del 1979. Olesen è un politico ambizioso, e ha mutato l’indirizzo della corrente sinistra del suo partito in materia di difesa, avrà bisogno di incoraggiamento se assumerà un ruolo di leadership per conto delle proposte della NATO». (Nel mondo della CIA, «incoraggiamento» spesso significa fornire favori ad un individuo).
La CIA aveva altre persone di fiducia nel governo Jorgensen. Il documento prosegue:
«Poul Sogaard. Ministro della Difesa. Sogaard è uno specialista in materia di difesa e, come Olesen, ha forti connessioni con gli Stati Uniti… 
Svend Jakobsen. Ministro delle Finanze. Un socialdemocratico di sinistra con stretti legami con i sindacati, sarebbe un convertito prezioso per la causa della modernizzazione TNF. E’ considerato amichevole verso gli Stati Uniti…
Ivar Norgaard. Ministro per gli Affari economici e l’Energia. Norgaard è un sostenitore del SDP, ed è uno dei funzionari più esperti del governo in materia di economia internazionale ed energia… Non ha molto interesse per le questioni di sicurezza, anche se ha lavorato in armonia con i funzionari degli Stati Uniti in molte occasioni.
Knud Heinesen. Leader parlamentare del SDP e ministro delle Finanze nel 1975-79. Heinesen è forse il consigliere più vicino al primo ministro Jorgensen. Heinesen ha visitato gli Stati Uniti nel 1963 nell’ambito del Programma visitatori internazionali, e vi è tornato più volte da allora … Le connessioni di Heinesen con i giovani membri della sinistra del SDP, ne avrebbero fatto un valido alleato nello sforzo di incrementare le forze della difesa.
Poul Dalsager. Ministro dell’Agricoltura e della Pesca. Si crede sia amichevole verso gli Stati Uniti, anche se non è coinvolto in questioni di sicurezza.
KB Andersen. Ministro degli Affari Esteri durante la gran parte degli anni ’70. Come ministro degli esteri, Andersen era generalmente in sintonia con le posizioni degli Stati Uniti in materia di sicurezza, ma come Primo Ministro pone la priorità sulla distensione.
Lasse Budtz. Portavoce della difesa per l’SDP. Scrittore prolifico e portavoce della difesa e l’Alleanza atlantica, Budtz è pro-NATO, ma supporta anche misure volte a favorire la distensione».
La CIA voleva offrire a quelli che considerava amichevoli, le carote degli Stati Uniti. Ma coloro che erano contrari alla modernizzazione delle TNF della NATO, furono anche loro «notati» dalla CIA, tra cui:
«Svend Auken. Ministro del Lavoro. Solo 36enne, Auken è ampiamente considerato come possibile futuro leader del SDP. Fatta eccezione per le dichiarazioni contro la guerra per quanto riguarda il Vietnam, Auken ha detto poco sulle relazioni con l’estero, ma probabilmente è freddo verso le spese per la difesa. Ci sono poche probabilità che possa essere convinto che la TNF ne valga la pena, ma ogni moderazione dei suoi punti di vista potrebbe essere utile agli Stati Uniti.
Karl Hjortnaes. Ministro delle imposte. Come molti leader dell’SDP, ha mostrato poco interesse per gli affari della sicurezza, e gli attribuisce meno importanza che alle questioni sociali. Attualmente è sotto attacco da parte di altri con l’accusa di aver evaso le tasse».
Quando c’era la minima indicazione che la Danimarca potesse allontanarsi dalla NATO, la CIA decideva chi tra i politici danesi poteva entrare nelle grazie statunitensi e chi no. Il copione è lo stesso utilizzato dalla NATO oggi, che dovrebbe adottare il motto: “NATO: una volta che sei dentro, non puoi uscirne“.

È gradita la ripubblicazione con riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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