La guerra per procura della CIA in Siria e la “sinistra” pro-imperialista

Alex Lantier WSWS 3 agosto 2012

I rapporti secondo cui l’intelligence statunitense fornisce assistenza segreta alle milizie “ribelli” in Siria, segnano l’ultima fase di una crescente campagna degli Stati Uniti per una vera e propria occupazione del paese.
Ieri, mentre comparivano dei video che mostrano i “ribelli” siriani che effettuano esecuzioni di massa di soldati catturati ad Aleppo, veniva riferito che il presidente statunitense Barack Obama ha firmato un ordine, all’inizio di quest’anno, che autorizza l’intelligence degli Stati Uniti ad aiutare le forze anti-Assad. Washington sta anche aiutando a distribuire armi e denaro donati dai suoi alleati di destra del Medio Oriente, Turchia, Arabia Saudita e Qatar.
Queste potenze non stanno conducendo una lotta per la democrazia, come parte della “primavera araba”, l’ondata di insurrezioni rivoluzionarie della classe operaia che ha rovesciato i dittatori filo-USA in Tunisia e in Egitto l’anno scorso, e terrorizzato Washington e i suoi alleati in Medio Oriente. Stanno combattendo una guerra reazionaria per cacciare il presidente siriano Bashar al-Assad e installare un regime fantoccio pro-USA a Damasco.
Washington ha creato un “centro nevralgico” della rivolta siriana ad Adana, in Turchia, il sito della Incirlik Air Base, una grande installazione militare e di intelligence degli Stati Uniti, a soli 60 miglia a nord del confine siriano.Questa regione del sud della Turchia è, oggi, un punto di transito fondamentale per armi e combattenti stranieri filo-USA che vanno a combattere in Siria.
I “ribelli” siriani in gran parte agiscono su istruzioni operative di Washington. Le forze statunitensi comunicano regolarmente attraverso i loro alleati con  le forze “ribelli” all’interno della Siria, fornendogli relazioni sui movimenti delle truppe siriane, guidandoli sul terreno.
Combattenti islamisti si stanno riversando da tutto il Medio Oriente per la battaglia in Siria, anche dall’Afghanistan e dall’Iraq occupati, islamisti del regime fantoccio degli USA in Libia, così come da Algeria, Cecenia e Pakistan. Ex ufficiali delle Operazioni Speciali statunitensi hanno dichiarato alla stampa che molti di costoro arrivano in Siria con l’aiuto di al-Qaida, che fa affidamento sui servizi di “trafficanti, alcuni ideologicamente allineati, altri motivati dal denaro.”
Nel mondo orwelliano dei media statunitensi, nessun tentativo viene fatto per conciliare le pretese di Washington, che occupa l’Afghanistan semplicemente per condurre una “guerra al terrore” contro al-Qaida, con la sua alleanza de facto con al-Qaida in Siria.
Le rassicurazioni di Obama, secondo cui gli Stati Uniti forniscono solo “assistenza non letale” alle forze anti-Assad, sono una cinica menzogna. Gli Stati Uniti stanno conducendo una brutale guerra civile per procura, che è già costata decine di migliaia di vite e centinaia di migliaia di sfollati.
Il suo obiettivo è installare un regime fantoccio degli Stati Uniti a Damasco, per isolare e preparare la guerra contro l’Iran, rimuovendo un potenziale nemico di Israele, e far avanzare una più ampia agenda di dominio completo del Medio Oriente, da parte dell’imperialismo degli Stati Uniti. Questo programma, perseguito nel corso di un decennio di guerre degli Stati Uniti in Iraq e in Afghanistan, e che si è intensificato dopo le sollevazioni di massa dello scorso anno in Nord Africa, e con le guerre in Libia e Siria, è profondamente impopolare presso la classe operaia degli Stati Uniti e internazionale.
Il sostegno occulto di Washington ai “ribelli” siriani mette a nudo il ruolo pro-imperialista dei gruppi di pseudo-sinistra, come l’International Socialist Organization (ISO) negli Stati Uniti, il Socialist Workers Party (SWP) in Gran Bretagna e il Nuovo Partito Anti-capitalista (NPA) in Francia, che hanno promosso la guerra in Siria. Il loro “sinistrismo” ammonta a niente altro che dare giustificazioni da “sinistra” ai crimini dell’imperialismo statunitense ed europeo.
L’ISO dichiara apertamente il suo sostegno all’intervento. In un articolo nella loro pubblicazione Socialist Worker, Yusuf Khalil e Lee Sustar scrivono: “Il ruolo crescente della lotta armata solleva la questione se accettare o meno le armi e il sostegno dall’Occidente … Mentre molti nel movimento rivoluzionario siriano si oppongono agli USA e all’intervento occidentale, prenderanno ogni aiuto che possano ottenere.”
Tali argomenti, senza analizzare le forze indicate come “rivoluzionarie”, sono incredibilmente cinici. Da quando la CIA, il fondamentalismo islamico e i vertici dell’esercito turco sono diventati forze di liberazione? Scrivendo in questo modo, l’ISO rende chiaro che parla da fazione pro-imperialista della “sinistra” piccolo-borghese. I suoi tentativi di porsi come organizzazione di sinistra scadono nell’assurdo. La principale preoccupazione che solleva, riguardo l’intervento statunitense in Siria, è che il “sostegno degli Stati Uniti sarà volto a promuovere la loro gente, e a marginalizzare gli altri, anche se questo significa frammentare le forze rivoluzionarie“.
Di quali “forze rivoluzionarie” sta parlando Sustar? Si tratta di una accolita di milizie tra cui  “gente” della CIA, come li chiama, vari operativi di al-Qaida e di quei derelitti della società siriana che queste forze hanno attirato. Nel tentativo di nascondere il carattere reazionario di queste forze sotto il manto della rivoluzione, Sustar semplicemente agisce come uno degli operatori dal linguaggio più di sinistra del Dipartimento di Stato. Sustar continua a lodare l’ISO “dai principi anti-imperialisti, che riesce a camminare e masticare una gomma allo stesso tempo, sostenendo le rivoluzioni in Libia e in Siria contro i regimi dittatoriali, mentre allo stesso tempo, si oppone all’intervento degli USA e dei loro alleati imperialisti“. Questo commento bacato va al cuore della politica dell’ISO e dell’intera pseudo-sinistra piccolo-borghese. Per Sustar, l’ISO è in grado di “camminare e masticare chewing-gum“, perché sostiene le guerre imperialiste mentre allo stesso tempo ha atteggiamenti di “sinistra”.
L’orientamento di classe di un’organizzazione, trova sempre la sua massima espressione nella sua politica internazionale. In Siria, l’ISO e la sua internazionale di co-pensatori non sono niente meno che agenzie politiche dell’imperialismo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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