La guerra contro la Siria potrebbe causare un cambiamento di regime ad Ankara?

Moon of Alabama 8  agosto 2012

La lotta per Aleppo vede prevalere il governo siriano. L’esercito siriano ha lanciato la sua offensiva su Aleppo e ucciso il leader dell’insurrezione. Gli insorti sono in ritirata tattica dalla loro roccaforte di Aleppo, Salaheddin. Gli ci vorrà del tempo per riprendersi. Quando la politica non è riuscita a dare a Washington ciò che voleva, si è deciso di aumentare la violenza in Siria promuovendo al-Qaida, per riempire il vuoto che la missione Annan ha lasciato:
Le stime degli Stati Uniti è che l’agenda del ‘cambio di regime’ in Siria è sempre bloccata nel fango. Il regime siriano è intatto. Pertanto, ciò che è necessario è una spinta militare. Il nome del gioco è realizzare un ‘atterraggio morbido’ a Damasco, senza spargimento di sangue statunitense” – dice il WaPo. Ora che gli Stati Uniti e i loro alleati si sono liberati dal fastidio di Kofi Annan, la strada è libera. L’unico modo per andare avanti, per entrambe le parti della guerra per procura in Siria, è l’opzione militare:
Fino a quando Assad o i suoi oppositori armati non otterranno una grande vittoria militare che si traduca in immediati vantaggi politici, costringendo così i giocatori esterni a negoziare, non ci sarà alternativa alle continue operazioni militari e di combattimento. L’opposizione armata – con tutte le sue diverse fazioni che la compongono, combattenti siriani, arabi e stranieri, salafiti e di altre ideologie – è divenuta più organizzata e attrezzata nel condurre una guerra prolungata. Sta ricevendo grandi quantità di attrezzature militari più sofisticate, di giorno in giorno. Il regime si è anch’esso regolato per una lunga battaglia, dove nessun caposaldo è bloccato e si sente giustificato a scatenare tutta la potenza di fuoco a sua disposizione. Entrambe le parti sono ugualmente convinte che per avere un grande trionfo militare, come il controllo di Aleppo, deve essere utilizzata la massima forza, in modo da spingere la crisi verso una risoluzione, anche se non necessariamente a una soluzione politica pronta in qualunque momento.”
Gli Stati Uniti e i loro alleati stanno inviando altre armi ed estremisti in Siria. Ma l’umore dell’opinione pubblica in Occidente su questo conflitto sta cambiando. Perfino la TV pubblica tedesca, che fa piena propaganda anti-Assad, avverte sui ribelli salafiti. C’è anche qualche problema tra i fanatici siriani e i loro ospiti jihadisti stranieri:
Voglio essere chiaro. Io sono un islamista, i miei combattenti sono islamisti. Ma c’è più di un tipo di islamista”, ha detto alla Reuters. “Questi uomini provengono da combattimenti nelle insurrezioni, come l’Iraq. Sono troppo estremisti, vogliono far saltare in aria qualsiasi simbolo dello stato, anche le scuole.” … Uno dei gruppi più efficaci ed elusivi di Aleppo, che ora invia rinforzi a Damasco, si chiama Ahrar al-Sham, “Gli uomini liberi della Siria”. I suoi combattenti accettano la maggior parte dei combattenti jihadisti stranieri a Idlib e Aleppo, dicono i ribelli. “Sono estremamente efficaci e segreti. Si coordinano con noi per attaccare il regime, ma non prendono ordini da nessuno. Prendono armi ed esplosivi di contrabbando provenienti dall’estero, che sono assai migliori”, ha detto un ribelle di Aleppo, chiamato Anwar”.
In considerazione delle atrocità di questi ribelli  radicali, molti siriani che erano critici nei confronti del loro governo, stanno dando il loro sostegno al loro governo:
Il video di Aleppo pubblicato la settimana scorsa, che sembrava mostrare combattenti dell’ELS giustiziare più di una dozzina di presunti criminali del regime, chiamati shabiha, e Aawayini, cioè collaboratori, in una scuola, non servirà a conquistare la fiducia dei siriani scettici sulle motivazioni degli insorti. Può anche contribuire a spingere alcuni sostenitori dell’opposizione ad allontanarsi, disgustati dalla reale o presunta violenza dell’ELS.” “Parlano di volere la democrazia, ma ora sono troppo spaventati anche per esprimere la mia opinione in pubblico, per paura di essere chiamati collaboratori ed essere uccisi”, mi ha detto un’insegnante di 60 anni in pensione, di nome Obeyda, davanti a un caffè, nel suo salotto a Muhajirin, a fine luglio. Era molto critica nei confronti del regime, ma ora lei è più critica verso l’ELS”.
Per coloro che hanno seguito il conflitto, l’esistenza dei combattenti radicali stranieri in Siria non ha naturalmente niente di nuovo. Nuova è solo la pubblicità che questi ora hanno. The Hindu. paragona la situazione in Siria alla guerra in Kashmir, dove gli stranieri che hanno sostenuto i radicali erano anche quelli che hanno iniziato l’insurrezione violenta:
I giovani, in particolare, erano irritati dal dominio del partito Ba’ath in Siria, esattamente come erano irritati contro il “governo di Delhi” in Kashmir. Ma mentre quasi tutti volevano un cambiamento, quasi nessuno lo voleva a costo di una violenta devastazione della propria vita. In nessuno dei casi, quindi, fu lo stato il primo a ricorrere alle violenze: al contrario, entrambe le insurrezioni dovevano essere alimentate, in modo che i primi a prendere le armi fossero gli insorti. In Siria, questo è stato fatto dagli islamisti salafiti/takfiristi che hanno attraversato il confine dalla Giordania, nel marzo 2011, e si sono rintanati nella moschea Omari a Dera’am prima di lanciare provocazioni mirate e di attaccare le stazioni di polizia e gli uffici governativi.”
Con il coinvolgimento turco, saudita e qatariota, ora molto visibile, e il rapimento e l’uccisione di pellegrini iraniani, alcuni dei quali ex guardie rivoluzionarie, l’Iran ha dichiarato ufficialmente di esser parte della lotta:
Quello che sta accadendo in Siria non è una questione interna siriana, ma un conflitto tra l’asse della resistenza e i suoi nemici nella regione e nel mondo”, ha detto Jalili nelle osservazioni riportate dalla televisione di stato siriana. Ha poi aggiunto: “L’Iran non tollererà, in qualsiasi forma, la rottura dell’asse della resistenza, di cui la Siria è parte intrinseca”. … .”L’Iran sta dicendo: ‘Siamo impegnati. Siamo in battaglia’”, ha detto Talal Atrissi, un analista politico ed esperto libanese dell’Iran. Ha aggiunto: “Significa che ora c’è una guerra internazionale“.
Presto ci sarà un contraccolpo in Turchia e nei paesi del Golfo che sostengono l’insurrezione. Un po’ comicamente Hillary Clinton mette in guardia contro le turbolenze settarie in Siria, una diretta conseguenza della sua politica:
Coloro che stanno tentando di sfruttare la situazione inviando mercenari o terroristi, devono capire che non saranno tollerati, in primo luogo dal popolo siriano“, ha aggiunto.
Clinton, naturalmente, non dice che i salafiti vengono inviati da lei e dai suoi alleati per scatenare una guerra civile in Siria. Questo avviso è destinato all’Iran che potrebbe pensare di mandare alcune delle proprie forze, in un modo o nell’altro, nella lotta. Washington prevede di aumentare l’efficienza della rivolta. L’account twitter THE_47th ha correttamente annunciato la diserzione dell’ex primo ministro siriano, prima che fosse confermata da chiunque altro. Ieri, ha trasmesso questo:
•Grandi incontri in Turchia la prossima settimana, dopo la diserzione a ripetizione di generali da tutte le fazioni dell’ELS, inclusi dal Jebel Azzawiya e da Deir Ezzor.
•Parte della visita di Hilary Clinton in Turchia, la prossima settimana, deve essere informata sul successo di questo incontro, per assicurarsi che gli obiettivi siano raggiunti.
•Durante gli incontri, la catena di comando sarà ulteriormente implementata, incluse le fazioni che si combattevano in precedenza.
•Anche in questo caso, la maggior parte dell’ELS è in qualche modo collegato, e coordinato, tranne in alcune zone dei governatorati di Homs, Jabal Azzawya e Deir Ezzor.
•Obiettivi: introduzione di brigate addestrate al tiro di missili a guida termica, assegnandole alle brigate ufficiali.
•Obiettivi:  forse ridenominare l’esercito libero siriano in esercito nazionale libero siriano; unire le piccole brigate con quelle più grandi
•L’ultimo punto elude l’adesione delle piccole brigate alle altri più grandi, proprio come la Brigata Tawhid (Brigata Unità)
•Obiettivi: formazione sulla Convenzione di Ginevra sui diritti umani; revisione della struttura del comando; incontri con l’intelligence
•Manaf Tlass sarà presente negli incontri delle prossime settimane, anche con ufficiali disertori e alti funzionari anonimi dalla Guardia Repubblicana.
•Questa grande iniziativa, arriva dopo che la Turchia ha avvertito le forze siriane dell’opposizione che l’occidente diffida sempre più degli elementi islamisti e incoerenti.
•La Turchia sta guidando lo sforzo consigliando, addestrando, inquadrando, sostenendo e armando l’ELS.
•C’è una grande campagna per inserire queste “brigate Abdulhameed bla bla Akbar” nell’ambito di unità nazionali legittime.
•L’incontro avverrà la prossima settimana, ma l’implementazione richiederà settimane.
•La buona notizia è: l’addestramento di elementi dell’ELS ai missili a guida termica e altri SAM, è completo e li vedremo sul terreno la prossima settimana.
•Per conoscenza: la maggior parte di questi SAM provengono dalla Libia, per qualche motivo.
•Dopo aver limitato con successo i movimenti a terra di Assad (grazie a IED, defezioni e altre armi anticarro), la battaglia si dirige ora verso il cielo.
Non sappiamo se quanto ciò che dice The_47th sia vero o sia disinformazione. Ma, come piano a medio raggio, questa riorganizzazione della rivolta ha sicuramente senso. Parti di questo annuncio sono certamente vere. Nuove foto mostrano ribelli con cannoni senza rinculo anticarro e missili  superficie-aria spalleggiabili. Il generale playboy Manaf Tlass sembra essere la scelta di Washington come front man di un nuovo stato fantoccio in Siria. Ma molti nell’opposizione non lo vogliono. Ma con o senza Tlass, l’ulteriore organizzazione e armamento dei combattenti radicali stranieri è improbabile che sia sufficiente per abbattere il governo siriano. Washington avrà bisogno di più strumenti e deleghe, e il modo più conveniente è adesso far entrare l’esercito turco nella lotta. Così, quando Hillary Clinton si recherà in Turchia, la prossima settimana, può essere che:
L’argomento che sarà discusso ad Ankara non sarà per nulla piacevole. E’ una questione sgradevole. Discuterà, come sembra, della creazione di una zona cuscinetto in Siria, lungo il confine turco o della Turchia che dovrà colpire obiettivi scelti in Siria, per accelerare il crollo del regime di Bashar al-Assad. Indipendentemente da ciò, si discuterà su come la Turchia sarà trascinata nell’imbroglio siriano, come se non fosse già dentro quel casino fino al naso, grazie al legittimo programma di accoglienza dei rifugiati, e al supporto e alla complicità con le forze ribelli siriane, così come nell’impegno nel presunto programma clandestino di supporto dei terroristi nei campi di addestramento segreti”.
Ma la Turchia è anche il punto debole in questo gioco. La politica estera turca è in difficoltà per il sostegno dato all’insurrezione in Siria:
I peggiori incubi della Turchia stanno cominciando a diventare realtà in Siria: una lunga guerra civile nel suo lungo confine meridionale, con l’emergere de facto di una regione sotto controllo kurdo, amichevole verso il suo principale nemico interno. Il conflitto siriano sta anche avvelenando le relazioni sensibili di Ankara con l’Iran, vitale alleato regionale della Siria e dell’Iraq, e complicando i rapporti con la Russia, minando la dichiarata politica di “zero problemi” con i vicini.”
Se il tentativo di distruggere la Siria fallirà, il ministro degli esteri turco Davutoglu che sta guidando il progetto, probabilmente cadrà:
Il futuro politico del ministro degli esteri turco Ahmet Davutoglu dipende molto dal destino della Siria. Se il regime di Assad cade, allora Davutoglu può benissimo diventare primo ministro. Ma se il regime sopravvive, il capo diplomatico della Turchia sarà un capro espiatorio ed, infine, sarà licenziato. L’uomo che è entrato nella politica estera di “zero problemi verso i vicini”, è riuscito a creare problemi con ciascuno di essi. Nonostante il problema incombente, ci sono altri indizi che la Turchia possa effettivamente prepararsi a un coinvolgimento anche maggiore. Il primo ministro turco Erdogan si è piuttosto improvvisamente reso gradevole verso l’esercito turco, che si è a lungo opposto alla sua agenda d’islamizzazione. Ciò consente a un commentatore di chiedersi:
“Ci deve essere una ragione per questo cambiamento nel nostro stimato primo ministro, che ha affermato una forte volontà politica dietro il caso della pianificazione di colpo di stato, sin dall’inizio. C’è la possibilità di una guerra? Quale potrà essere la ragione di questo cambiamento? … Il terrorismo nel nostro cortile è aumentato, i paesi che noi conoscevamo come amici hanno ora creano gravi preoccupazioni alla Turchia. Lasciamo questi argomenti sul golpe in passato e concentriamoci sulle nostre nobili responsabilità.
Rendersi gradevole agli occhi dell’esercito, mentre il suo governo detiene 68 dei suoi generali in carcere, non sarà facile. Trovo improbabile che i militari turchi vogliano davvero combattere la guerra per procura di Washington in Siria, a vantaggio di Erdogan. Se Erdogan dovesse dare al suo esercito l’ordine di invadere la Siria, l’operazione di cambio di regime contro il governo siriano potrebbe finire per cambiare il suo regime.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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