‘Pussy Riot’, CIA e terrorismo culturale

Oriental Review 22 agosto 2012

Venerdì scorso il famigerato ‘punk-group’ Pussy Riot è stato condannato a due anni di carcere dal tribunale penale di Mosca. Nelle ultime settimane il destino di tre mediocri pagliacci russi è stato al centro dell’attenzione del pubblico in tutto il mondo. La galassia delle celebrità mondiali e ufficiali, da McCartney al Bundestag tedesco hanno sprecato il loro tempo scrivendo lettere che richiedevano il loro rilascio. Decine di arrapate mascherate si sono mostrate in luoghi pubblici per sostenere le loro copie russe. Molto probabilmente le isterie intorno alle Pussy Riot saranno alimentate per qualche tempo. Nel frattempo un’analisi sobria di questo scandalo viene ovviamente sospesa.
Ricordiamo la cronologia della storia per coloro che per fortuna non l’hanno seguita fin dall’inizio. Lo scorso febbraio un gruppo di ragazze e di loro sostenitori, sono entrati nella maestosa Cattedrale di Cristo Salvatore, nel cuore di Mosca. Si erano avvicinate all’altare, e indossando mantelli fantasiosi e passamontagna, iniziarono ad agitare le gambe, gridando versi osceni e blasfemi. Formalmente avevano offeso intenzionalmente i fedeli. La performance è durata meno di un minuto mentre il gruppo di sostegno ai rivoltosi stava filmando l’azione sui telefoni cellulari, e il loro servizio di sicurezza era occupato a respingere i tentativi degli ecclesiastici di fermarli. Più tardi, quel giorno un video-clip della ‘performance’ con una traccia musicale sovrapposta, appariva su YouTube .
E’ ancora opinabile se la decisione di perseguire i bestemmiatori sia corretta. Hanno perso la libertà,  ma per un po’ hanno avuto ‘fama’ mondiale. Senza dubbio non è stato il singolo atto spontaneo di un gruppo di individui dissoluti, ma un episodio di una campagna globale molto più ampia, volta a scuotere e alla fine rovinare società e istituzioni tradizionali. E’ attuato dagli stessi potenti ambienti che hanno ispirato, per esempio, le caricature offensive del Profeta Maometto su un giornale danese nel 2005. Il lavaggio del cervello della macchina mediatica internazionale ha trasformato un misero incidente a Mosca in uno scandalo globale. Queste tre troie, precedentemente conosciute in Russia esclusivamente per un disgustoso atto di sesso di gruppo, esibendosi in pubblico con i loro partner nel Museo Zoologico di Mosca, nel 2008 (quelli non troppo esigenti, possono vedere una foto di quell’orgia qui), sono stati scelti come simbolo della ‘protesta civile’ e dell”abuso di potere’ in Russia! Per i russi, è stata un’azione ridicola e anche grottesca. Tuttavia, per i cosmopoliti post-moderni, occupati a plasmare le future società globale, apparentemente non è così.
Si tratta di un segreto di Pulcinella che l’avanguardismo sia diventato popolare in Occidente negli anni ’50-’60, grazie al sostegno inusitato della CIA, e che è stato usato dagli Stati Uniti come potente arma ideologica. Donald Jameson, ex funzionario della CIA, ha confessato a The Independent nel 1995: “Per quanto riguarda l’Espressionismo Astratto, mi piacerebbe poter dire che la CIA l’ha inventato solo per vedere cosa succedesse a New York e a SoHo l’indomani! È stato riconosciuto che l’espressionismo astratto era il tipo di arte che ha fatto sembrare il realismo socialista ancora più stilizzato, più rigido e limitato di quanto non fosse. E quel rapporto è stato sfruttato in alcune mostre“.
Nelson Rockefeller (1908-1979), che agiva come assistente speciale del Presidente degli Stati Uniti per la guerra psicologica e come direttore del New York Museum of Modern Art negli anni ’50, comprese chiaramente che l’arte moderna non è solo business, ma un potente strumento di formazione della coscienza umana, secondo la dovuta (proiettata) direzione. Tra l’altro, il Consiglio di fondazione del museo includeva alti ufficiali della CIA come William Paley (un caro amico di Allen Dulles) e Henry Luce (creatore dell’impero mediatico Time/Life).
Non c’è da stupirsi che un tale rispettoso patrocinio dell’Arte Moderna (naturalmente insieme ad iniezioni dai grandi sponsor) abbia ben presto portato alcuni frutti maleodoranti. Nel 1961 lo scandaloso scultore italiano Pietro Manzoni ha scioccato il pubblico con un nuovo capolavoro, chiamato “Merda d’Artista”. Ha spiegato l’idea in questo modo: “Se un collezionista vuole ottenere qualcosa in cui l’artista ci ha messo tutto se stesso, dategli la sua merda, che al 100% è personale“. Così ha fatto sigillare i suoi escrementi in lattine etichettate come ‘Merda d’Artista’ in italiano, inglese, tedesco e francese. Era riuscito a produrre 90 lattine autografate prima che un infarto al miocardio lo seppellisse due anni dopo. La realtà devastante è che ha usato, per vendere queste lattine da 30 grammi, la stessa misura per l’oro. Nel 2000. la famosa Tate Gallery di Londra ha comprato la lattina N° 4 per £ 22.300, e nel 2007 un altro capolavoro è stato venduto da Sotheby per 124.000 euro! In effetti, l’arte contemporanea non è piuttosto un arte, ma il simbolo di un’ideologia politica incarnata in certi artefatti. Il suo valore è proporzionale al rateo con cui l’ideologia si propaga. Dagli anni ’50 il degrado culturale globale è stato uno dei progetti più riccamente pagati in occidente. Questi semi sono stati coltivati anche in Russia come lo show escrementizio delle Pussy Riot. L’oltraggiata reazione pubblica all”arte occidentale moderna’, che improvvisamente è stata vomitata dall’underground radicale sull’altare della Cattedrale, era naturale e comprensibile. La risposta delle autorità, conseguente a tali sfide, deve essere più intelligente la prossima volta.
Per illustrare la reazione del pubblico russo alla provocazione delle pussy, postiamo un frammento della lettera aperta a Sir Paul McCartney, scritta da un sacerdote russo. (Che ha risposto al recente toccante messaggio della star inglese a sostegno delle ‘rivoltose’).
Caro Sir Paul,
Alcuni mesi fa la Russia ha visto un atto malvagio. Noi, credenti russi, percepiamo l’evento in questo modo. Nella chiesa, costruita in onore della liberazione della Russia dall’invasione di Napoleone, nella chiesa che per noi è il più grande santuario nazionale, quattro ragazze hanno iniziato a ballare proprio davanti all’altare del giuramento, cantando canzoni sacrileghe e offensive verso il Patriarca, che è per tutti di noi un leader spirituale e un uomo d’onore. Tutto questo Baccanale è stato filmato e diffuso nel mondo. Inutile dire che shock e insulto nell’animo è stato per noi, religiosi ortodossi russi, averlo subito.
Diverse settimane prima di questo evento, le Pussy Riot hanno cercato di fare qualcosa di simile in un’altra chiesa di Mosca. Gli è stato gentilmente chiesto di andarsene senza dare un simile spettacolo pubblico. Hanno condotto una azione simile nella Piazza Rossa, esattamente dove voi, caro Sir Paul, avete dato il vostro concerto. E ancora, il sacrilegio e la distorsione sono rimasti senza conseguenze. Alla fine, prima dell'”azione” nella Chiesa di Cristo Salvatore, i membri delle Pussy Riot hanno ripreso ed eseguito un atto di sesso di gruppo con i loro partner al Museo zoologico di Stato, in pieno giorno e in presenza di visitatori, compresi dei bambini. Video e foto di questa sfrontatezza sono stati diffusi su Internet e mostrati sui canali televisivi centrali russi.
Sir Paul, vorrei chiederle se considera queste azioni normale? Cosa potrebbe accadere in futuro, se questi cosiddetti artisti punk rock, che in realtà non hanno nulla a che vedere né con il movimento punk, né con la musica rock, non saranno fermati? Certo, i tempi stanno cambiando e nel “mondo civilizzato” questo è probabilmente considerato normale, ma non riesco a immaginare che i musicisti del gruppo dei Beatles, anche con la loro non conformità, consentirebbero qualcosa di simile in presenza di bambini in un museo. Esistono alcune norme di morale, decenza, etica, bene e male, non necessariamente connessi con questa o quella religione, che nessuno può trascurare. Perché se la gente oltrepassa questi limiti, perderà il carattere di Homo Sapiens e diventerà un animale.
Caro Sir Paul, sono sicuro che voi e altri musicisti famosi, siete stati indotti in errore circa l’essenza di quest’ultimo evento, ed avete parlato in favore delle Pussy Riot senza conoscere questi dettagli. Questo è il motivo per cui mi sono avventurato a farvi conoscere la posizione dei credenti russi.  Nella vostra lettera indirizzata alle Pussy Riot, lottate per la libertà d’arte e l’autoespressione.  Nessuno vi è contrario. Tutto, la libertà, l’arte e la libera espressione, sono diritti elementari che Dio ha dato ad ogni uomo. Come Nostro Signore Gesù Cristo ci insegna, Conoscerete la verità, e la Verità vi renderà liberi (Il Vangelo secondo Giovanni, cap. 8 par. 32). Il cristianesimo è la religione delle persone amanti della libertà e del libero pensiero.
E nella Russia di oggi, il nostro desiderio di essere liberi è moltiplicata dall’esperienza di vita nello stato totalitario comunista che noi, russi, abbiamo avuto. Sir Paul, si ricordi che la Chiesa ortodossa russa non invita a punire le Pussy Riot: il procedimento giudiziario ha avuto luogo su petizione di privati che sono stati profondamente offesi dal loro gesto. E capisco queste persone. Quando le Pussy Riot bestemmiano in strada, è un loro affare privato. Molte persone fanno lo stesso. Ma se  irrompono nella nostra chiesa disturbando la gente che prega, insultando il nostro Dio, la nostra fede, il nostro patriarca, offendono personalmente ognuno di noi.
Vi prego, ditemi, Sir Paul, quale sarebbe la vostra reazione se qualcuno durante un vostro concerto irrompesse sul palco e iniziasse a rompere i vostri strumenti, ostacolando le vostre prestazioni, per poi prendere il microfono e con parolacce offendere tutto ciò che è caro e sacro per voi, cioè vostra moglie, i vostri genitori, la vostra arte, i vostri valori morali? La chiamereste auto-espressione e libertà di arte o la considererete una condotta distorta? E che cosa fareste in una situazione del genere? Penso che come uomo in possesso di dignità, non avreste aspettato la guardia, ma avreste reagito voi stessi contro tale persona.
Probabilmente la condanna delle Pussy Riot è severa. Ma è stato emessa dagli organi giudiziari. Volendo il bene di queste giovani donne, vi prego di capire anche noi, credenti ortodossi. A nessuno si vuole fare del male, o dare il carcere, molto tempo in carcere, ma allo stesso tempo desideriamo che i nostri santuari, per i quali i nostri padri e nonni hanno versato il sangue, e non in un così lontano passato, non siano sottoposti ad un affronto. Non siamo stati noi che abbiamo preso i membri del gruppo Pussy Riot, ma sono loro che sono entrati nella nostra chiesa e insultato profondamente le persone presenti, e migliaia di utenti di Internet che hanno visto il video di questo sacrilegio. Ci hanno preso in giro davanti all’altare di Dio. E non vogliamo che queste donne ignoranti e disturbate passino molto tempo in carcere, ma solo che qualcosa del genere non avvenga in una delle nostre chiese.

Con tutto il rispetto,
Igumeno Sergej (Ribko),
Rettore della Chiesa dello Spirito Santo di Mosca, negli anni ’70 batterista di un gruppo rock e membro del movimento hippy“.

In realtà siamo in grado di comprendere i motivi di Sir Paul e di altre pop-star internazionali che hanno espresso sostegno a questi pagliacci. Prima di tutto erano solo male informati. In caso contrario, non si può spiegare come Anthony Kiedis dei Red Hot Chili Peppers potrebbe concordare mettendosi una t-shirt  favore di uno sconosciuto gruppo ‘porno-punk’ che non sa suonare, cantare o ballare, e non c’è speranza che mai acquisirà tali abilità. Se avesse ascoltato la loro ‘musica’, avrebbe richiesto la pena capitale. Lui e gli altri hanno solo detto che ‘Putin opprime un gruppo femminista che ha bisogno di aiuto’ e hanno fatto quello che potevano. Chi l’ha detto? Alcuni tizi prendono sempre in giro le attività musicali. Ogni produttore intelligente, sa bene che deve fare attenzione con questi tizi, se non vuole avere problemi con la polizia; cronicamente drogati, ubriachi, che distruggono auto e stanze di hotel, e che hanno rapporti sessuali con minorenni.
Sono a conoscenza del fatto che perdono popolarità in Russia, sostenendo un gruppo porno-‘punk’ marginale? Probabilmente no. Ma un tale degrado della consapevolezza risulterebbe da una ben pagata campagna mediatica internazionale? Improbabile. Temiamo che il prezzo della merda in lattina sarebbe solo ancora più elevato. I burattinai dell’arte moderna e del terrorismo culturale continuano a svolgere la loro missione.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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2 Responses to ‘Pussy Riot’, CIA e terrorismo culturale

  1. Pingback: Cornuti e mazziati « ictumzone

  2. alessiox1 scrive:

    peccato solo che gli hanno dato solo 2 anni di prigione avrei voluto che gli avvesero dato il massimo cioè 7 anni di reclusione, e queste tizie non sono altre che le Sara Tomassi russe, queste tizie durante un esibizione si sono messe un pollo nella vagina alla fine il governo russo invece (giustamente) gli le infilato in culo.

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