Lo squalo nuota e l’imbarazzo cresce…

DeDefensa

In generale, quando un giornalista rilancia informazioni esclusive, “sensibili”, nell’ambito classico della sicurezza nazionale riguardanti le strutture fondamentali del Pentagono e delle forze armate, e riceve in risposta un muro di ferme negazioni, non insiste. Se insiste, ha trovato alcune fessure nell’atteggiamento ufficiale ed è sicuro delle sue fonti. Questo schema è, in generale, pratica comune negli Stati Uniti, a Washington, sulle informazioni che impegnano responsabilità e una certa debolezza potenzialmente grave in ambito ufficiale… Questo sembra essere il caso della comunicazione circa l’avventura del supposto sottomarino russo classe Akula, probabilmente a giugno-luglio nel Golfo del Messico, e senza che l’US Navy rilevasse l’intruso. (Vedasi Bloc Notes 1517 agosto 2012.)
Infatti, il giornalista Bill Gertz, che ha pubblicato la notizia il 14 agosto sul sito FreeBeacon.com, lo ripropone il 21 agosto 2012. L’articolo, abbastanza lungo, contiene la maggior parte degli elementi già pubblicati, per “rivestire” i punti essenziali che possono essere raggruppati intorno a due nuovi punti.
– Il primo punto è che le informazioni di Gertz, o Gertz stesso o i suoi confidenti, hanno convinto, direttamente o indirettamente, un senatore repubblicano del Comitato sulle Forze Armate ad inviare una lettera ufficiale al Capo delle Operazioni Navali (Chief of Naval Operations o CNO), il Capo di Stato Maggiore della Marina degli Stati Uniti, Ammiraglio Greenert, chiedendo spiegazioni. Probabilmente, si può quindi ragionevolmente supporre che il senatore abbia ricevuto alcune informazioni riservate, con gli hanno permesso di andare avanti su un terreno relativamente stabile, in questo tipo di polemica sia tecnica che politica, dove si tratta di avere delle buone munizioni in termini di comunicazione.
Un membro del Comitato sulle Forze Armate del Senato ha chiesto all’ammiraglio comandante della Marina di spiegare le notizie su un sottomarino russo che operava inosservato nel Golfo del Messico, recentemente. “Il pattugliamento sottomarino, insieme ai bombardieri, sembra rappresentare un atteggiamento più aggressivo e destabilizzante dei militari russi, che possono porre dei rischi alla nostra sicurezza nazionale”, ha detto il senatore John Cornyn (R., Texas) in una lettera del 17 agosto al Capo della Operazioni Navali Amm. Jonathan Greenert. “Questo è preoccupante soprattutto alla luce dei tagli drastici alla difesa chiesti dal presidente Obama, che includono la riduzione dei finanziamenti per i sistemi di difesa antisommergibile.” [...]
“Se i rapporti sono accurati, le implicazioni sono gravi”, ha dichiarato Cornyn. “Mi pare di capire che i sottomarini classe Akula possono essere armati con una ampia gamma di armi, tra cui missili da crociera e siluri a lungo raggio in grado di distruggere sottomarini nucleari e portaerei degli Stati Uniti.” Cornyn ha chiesto a Greenert di fornire una spiegazione dettagliata dei fatti relativi alle notizie. Un portavoce di Greenert non risponde alle e-mail di Cornyn riguardanti la lettera.”

-Un secondo aspetto di questo articolo, elemento nuovo ed interessante da notare, si trova nel dettaglio delle reazioni del Pentagono all’articolo di Gertz, e riportato da Gertz, soprattutto nella corrispondenza elettronica. Questa serie di corrispondenze mostra in realtà la reazione, se non contraddittoria, in ogni caso divergente, se non ambigua e sfuggente, che Gertz ha descritto come “reazioni contrastanti alla notizia del Free Beacon“; i dettagli riportati di seguito, parte dei quali è necessariamente prese dalla corrispondenza, mostrano una certa confusione ai vertici del Pentagono, nelle varie risposte alle richieste di chiarimenti del giornalista, corrispondenti alle pratiche di indagine a Washington. (Bill Gertz, l’autore di questo articolo, è un veterano del giornalismo del Washington Times.) C’è solo una risposta diretta e chiara (smentita), come è stato detto nel nostro Bloc-Notes del 17 agosto 2012. Il fatto che si tratta di una risposta ad una domanda del corrispondente dei giornale cinese Global Times, alimenta piuttosto la confusione e quindi i sospetti. (Giornali esteri, in particolare cinesi e russi, sono considerati poco avvezzi alle regole delle incursioni dei giornalisti degli Stati Uniti nei canali ufficiali, e sono guardati con un certo sospetto, a questo punto si giudica abbastanza rischioso rispondere nettamente a un caso ancora dubbio.)
Inizialmente, un portavoce della Marina ha rifiutato di commentare quando gli venne chiesto dell’attività sottomarino nel Golfo. “Dopo che la storia è stata pubblicata, il Comandante Wendy Snyder, addetta stampa della Difesa degli Stati Uniti, ha detto al quotidiano Global Times del Partito Comunista Cinese che la notizia era imprecisa. Alla domanda del Free Beacon di specificare le imprecisioni, Snyder ha dichiarato in una email: “Non ho niente altro per voi. Il vostro articolo è falso.” Pressata a dare una spiegazione, Snyder ha rifiutato di dichiarare se un sottomarino russo aveva operato nel Golfo del Messico, di recente.
“In precedenza, un alto funzionario dell’ufficio del Segretario della Difesa per gli affari pubblici, si era rifiutato di fornire dettagli dell’incidente. Il funzionario aveva detto: “Non posso discutere di questioni d’intelligence” [...] All’alto funzionario è stato inizialmente chiesto se il sottomarino era stato rilevato durante la sua incursione lungo le acque strategiche del Golfo, e rispose che l’informazione era “sbagliata”. Si era poi appreso che il pattugliamento del sottomarino d’attacco russo classe Akula, non era stato rilevato dalla Marina degli Stati Uniti, che si occupa delle operazioni anti-sottomarini, fino a quando il battello ha lasciato il Golfo ed ha navigato verso i Caraibi e l’Atlantico.”
L’insieme rientra a sufficienza nel registro dell’incertezza e dell’atteggiamento dilatorio del Pentagono, fornendo una riflessione che alimenta l’ipotesi che è realmente accaduto qualcosa con un sottomarino russo, e che il caso è imbarazzante. Non si tratta solo della presenza del sottomarino, il problema è relativamente minore, e potrebbe essere sfruttato dal Pentagono per alimentare lo spettro una minaccia russa, chiedendo pertanto di rafforzarne il bilancio, secondo le consuete tattiche del complesso militare-industriale. Ciò che è più imbarazzante, naturalmente, è l’idea di una crociera del sottomarino di alcune settimane, al largo delle coste degli Stati Uniti, senza essere scoperto. In questo caso, si tratta di una sfida molto grave alle capacità tecnologiche della Marina degli Stati Uniti, nella zona che è più sensibile per la sicurezza della flotta. (I sottomarini russi sono particolarmente e principalmente progettati per minacciare direttamente la distruzione delle unità navali più importanti della Marina degli Stati Uniti, sottomarini nucleari e portaerei.)
Infine, se il caso risultasse corrispondere alla realtà o ad una parte della realtà, rimarrebbe in ogni caso una domanda importante: come si è avuta conoscenza della crociera dell’Akula da parte delle fonti di Gertz? Se l’Akula non era stato identificato durante la crociera, chi ha informato chi (le fonti di Gertz di questa crociera segreta)? La stessa Marina Militare USA è stata informata dopo la crociera, come e/o da chi era stata posta davanti all’informazione dalla pubblicazione di Gertz, senza sapere se fosse fondata o meno? Facoltativamente, la risposta del CNO, Ammiraglio Greener, al curioso senatore del Comitato sulle Forze Armate, apporterà alcuni elementi aggiuntivi con cui saremo in grado di sviluppare delle ipotesi possibili sul caso.
Un altro elemento da seguire è l’atteggiamento del sistema della stampa, e della stampa specializzata (compresa Internet), spesso vicina ai militari. Il suo silenzio sulle informazioni, finora, è un elemento di incertezza in più, se questo silenzio continuerà. Ora che c’è un elemento ufficiale (la lettera del parlamentare al CNO), la confusione crescerà ancora di più.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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