I sionisti utilizzano al-Qaida per attaccare la Siria

Dean Henderson, Left Hook 13/2/2012

Non è stata una sorpresa per gli studiosi della storia del Medio Oriente che ieri, il leader di al-Qaida Ayman al-Zawahiri abbia chiesto l’estromissione dalla Siria del “regime pernicioso e canceroso“. La Siria progressista è stata presa di mira da al-Qaida, in passato, ed è attualmente sotto attacco degli islamisti dell’esercito libero siriano addestrato da CIA/Mossad. Quando al-Zawahiri era il capo della Jihad islamica egiziana, nel 1984, la CIA di Reagan inviò i mujahidin del suo amico Ali Mohammed negli Stati Uniti, dove si mise ad addestrare i terroristi afghani a Brooklyn e Jersey City, nei fine settimana. Durante la settimana era istruito dalle forze speciali statunitensi a Fort Bragg. Nel 1998 ha partecipato al bombardamento delle ambasciate statunitensi in Kenya e Tanzania. La reazione di una puttana.
Più tardi la CIA ha aiutato i terroristi della Jihad islamica egiziana a sfuggire alla giustizia, inviandoli a combattere con i musulmani bosniaci e con i narcos del Kosovo Liberation Army, che dovevano fare a pezzi la Jugoslavia. Gli islamisti sono stati utilizzati per uccidere Gheddafi e privatizzare la banca centrale libica per conto del cartello Rothschild. Ora, queste creazioni dell’intelligence occidentale – Israele, Turchia, CCG e NATO – vengono utilizzate per attaccare il governo di Assad in Siria e occupare la banca centrale della Siria per conto del cartello sionista bancario degli Illuminati. E la strada per attaccare l’Iran corre diritta attraverso Damasco. L’articolo che segue del Dr. Boris Dolgov – Ricercatore del Centro di Studi Arabi dell’Istituto russo di Studi Orientali – è la migliore che si sia letta sulla situazione. E’ apparso sull’eccellente sito Oriental Review.

“La situazione attuale in Siria rimane una delle componenti più importanti della politica Mediorientale e internazionale. Utilizzando la crisi interna della Siria e perseguendo i propri obiettivi, NATO, Israele, Turchia e monarchie del Golfo Persico stanno cercando di minare il regime siriano. Dall’inizio della crisi in Siria ho fatto due viaggi in questo paese, in qualità di membro di delegazioni internazionali, nell’agosto 2011 e nel gennaio 2012. Se osserviamo le dinamiche dello sviluppo della situazione in questo periodo, da un lato si può affermare l’intensificarsi dei gruppi terroristici in Siria, e d’altra parte si vede il supporto accresciuto del popolo al presidente Bashar Assad e una chiara distinzione delle posizioni delle forze politiche. Due attentatori si sono fatti esplodere davanti a sedi fortemente sorvegliate delle agenzie di intelligence della Siria, uccidendo almeno 44 persone e ferendone altre decine, in un attentato diretto, il 23 dicembre 2011.
Negli ultimi due mesi la Siria ha visto una serie di attacchi terroristici. I terroristi hanno attaccato militari e strutture militari, agenzie delle forze dell’ordine, istituzioni, oleodotti, ferrovie siriani ed effettuato omicidi e sequestrato cittadini pacifici (nella città di Homs, gli insorti hanno ucciso cinque noti scienziati), incendiato scuole e ucciso insegnanti (da marzo 2011, 900 scuole sono state incendiate e 30 insegnanti sono stati uccisi). Gli attacchi terroristici a Damasco sono stati i più sanguinosi. Due di essi sono stati effettuati il 23 dicembre 2011, quando auto cariche di esplosivo sono esplose di fronte agli edifici del servizio di sicurezza dello Stato, uccidendo 44 persone e ferendone circa 150. Il 6 gennaio 2012 un attentato kamikaze su una strada trafficata ha ucciso 26 e ferito 60 persone. C’erano ufficiali delle forze dell’ordine tra le vittime, ma la maggior parte di loro erano passanti.
Nel gennaio del 2012, Damasco ha un aspetto più grave rispetto all’estate del 2011. Addetti alla sicurezza controllano i passaporti sulla strada per l’aeroporto, chiedendo alla gente da quale paese provengono. Gli ingressi di molte istituzioni statali sono protetti da blocchi di cemento. Ci sono punti di controllo con sacchi di sabbia in prossimità delle stazioni di polizia, che sono protette da soldati con giubbotti antiproiettile. Anche i cancelli che chiudono l’ingresso ad alcune delle strade sono sorvegliati da soldati e giovani con mitragliatrici – volontari provenienti dai movimenti giovanili pro-governativi. Ma la vita di tutti i giorni non è cambiata drasticamente. Non ci sono militari, veicoli armati o verifiche dei documenti in città. Damasco è ancora una città frenetica, senza posti liberi negli internet cafè e nei fine settimana le strade sono affollate di coppie, famiglie e giovani. Dopo gli attacchi terroristici a Damasco, manifestazioni a sostegno di Bashar Assad e di condanna dei terroristi si sono svolte tutti i giorni. Manifestazioni simili sono state organizzate in altre grandi città, come Aleppo, Homs, Hama, Daraa, Deir az-Zor. Queste manifestazioni sono state coperte dalla TV siriana. Durante il nostro soggiorno in Siria, abbiamo potuto muoverci liberamente per la città e parlare con la gente a nostro piacere, ma non abbiamo visto una singola manifestazione anti-governativa. La maggior parte dei partecipanti dei raduni erano giovani.
Il presidente siriano Bashar al-Assad ha salutato i sostenitori durante una apparizione pubblica a Damasco, l’11 gennaio 2012, in cui ha promesso di sconfiggere il “complotto” contro la Siria. La manifestazione più massiccia ha raccolto decine di migliaia di persone, e si era tenuta il 1° gennaio nel centro di Damasco. A quel raduno, Bashar Assad indirizzò alla nazione il suo discorso con le parole: “Fratelli e sorelle“. Parlava di una storia lunga migliaia di anni, della necessità di combattere il terrorismo e il sostegno che i terroristi ricevono dall’estero. Il discorso di Assad è stato accolto con vero entusiasmo e non c’erano segni che questa reazione fosse una messa in scena. Tutta la piazza (decine di migliaia di persone) aveva gridato lo slogan popolare “Allah, Siria, Bashar!” (“Allah, Siria Bashar wa bas!“). L’8 gennaio, in memoria delle vittime degli attentati terroristici a Damasco, una cerimonia di commemorazione si svolse nella Cattedrale Santa Croce di Damasco. Il Mufti di Siria, Ahmad Badr al-Din Hassoun, il Metropolita della Chiesa siro-ortodossa e il Priore del monastero cattolico sono intervenuti alla cerimonia. Nei loro discorsi hanno condannato “gli assassini e coloro che hanno messo le armi nelle loro mani e li hanno mandati in Siria“. La tragedia del Muftì della Siria, il cui figlio è stato ucciso da membri di un gruppo terroristico islamico, dopo che il Muftì aveva rifiutato di passare con l’opposizione straniera, il cui scopo è rovesciare Bashar Assad, è un esempio eloquente di per sé.
Dopo l’adozione di una nuova legge sui partiti politici, un processo attivo per la loro creazione è in corso in Siria. Anche se formalmente la Costituzione prevede un sistema pluripartitico e sette parti sono rappresenti  in parlamento, in conformità con la clausola 8 il ruolo di governo di primo piano apparteneva al partito Baath. Attualmente vi è un ampio dibattito in Siria su questa clausola. Un funzionario del ministero degli Esteri siriano ci ha detto che nella nuova costituzione (in cui il referendum nazionale si terrà a  febbraio), questa clausola sarebbe stata abolita, se la maggior parte delle forze pubbliche e politiche fossero d’accordo su questo (E così è stato – NdT). Nel suo discorso alla nazione, Bashar Assad ha detto che la nuova costituzione sarebbe stata approvata nel marzo 2012. Le elezioni parlamentari si terranno nel maggio-giugno 2012. Insieme con la legge sui partiti politici, sono stati adottate le nuove leggi sulle elezioni generali, dell’amministrazione locale e sui mass media. In conformità con la nuova legge, nel dicembre 2011 si sono svolte le elezioni per i governi locali. Ma a causa della minaccia di attacchi terroristici, l’affluenza è stata solo del 42%, come è stato confermato dai funzionari del Baath. Tuttavia, le amministrazioni locali sono state elette ed hanno cominciato a lavorare. Ai sensi della legge recentemente adottata sui mass media, si stanno creando nuove reti televisive in aggiunta alle attuali 20, 15 stazioni radio e 30 quotidiani.
Al momento ci sono tre tendenze principali nell’opposizione siriana patriottica – democratica, liberale e di sinistra, che è principalmente comunista. Il Partito Social-Nazionalista Siriano è il partito più influente tra le forze democratiche. E’ anche il più antico partito, essendo stato fondato nel 1932. Come Iliah Saman, membro dell’ufficio politico del Partito Social-Nazionalista Siriano, ha detto, il programma del partito è più conservatore rispetto al programma del Baath. Tuttavia non ci sono differenze di principio tra i due partiti. Secondo lui, la politica di Stati Uniti, Francia e Regno Unito è il principale fattore di destabilizzazione in Siria. Ha detto che tali paesi agiscono nell’interesse di Israele allo scopo di dividere la Siria in cinque formazioni statali basate sulle differenze religiose ed etniche. La tendenza liberale dell’opposizione è rappresentata dal nuovo movimento laico democratico sociale guidato da Nabil Feysal, un intellettuale siriano, scrittore e  traduttore. E’ un avversario assoluto del fondamentalismo islamico, sostenitore della democrazia liberale. Il suo obiettivo è trasformare la Siria nella “Danimarca mediorientale“.
Il Comitato nazionale per l’unità dei comunisti siriani è la componente più influente della sinistra (di tendenza comunista) dell’opposizione nel paese. Recentemente ha cambiato il suo nome in Partito Popolare, diretto da Qadri Jamil, un eminente economista siriano e professore presso l’Università di Damasco. È l’unico rappresentante dell’opposizione che sia entrato nel comitato per la progettazione della nuova costituzione. Jamil ritiene che il dialogo nazionale e la creazione del governo di unità nazionale (che dovrebbe includere rappresentanti dell’opposizione patriottica) è l’unica via d’uscita dalla crisi. Allo stesso tempo, pensa che sia necessario rimuovere tutti i politici che non siaono interessati alla conduzione delle riforme da parte del governo, ripulire l’opposizione dagli elementi distruttivi e sopprimere i membri radicali che tendono ad usare la violenza. I comitati di coordinamento sono una significativa forza politica che ha contatti con il Partito della Volontà Popolare. Questi comitati, da un lato organizzano le manifestazioni che richiedono riforme concrete e migliori condizioni di vita, dall’altra parte, con le sue unità di autodifesa armate, protegge i quartieri dagli attacchi dei gruppi terroristici, in particolare, dal cosiddetto Esercito libero siriano.
Va notato che, sebbene all’inizio delle proteste in Siria una parte della popolazione, tra cui gli intellettuali, abbia condiviso il malcontento dell’opposizione verso il regime e le richieste sulla democratizzazione, ora dopo l’intensificarsi delle azioni dei gruppi terroristici, tende a sostenere il regime e le riforme proposte dal governo. Un esempio significativo dei crimini del terrorismo è stato il bombardamento di un quartiere a Homs, l’11 gennaio, che ha ucciso otto residenti locali. Giles Jacquier, un giornalista della TV France-2 è stata un’altra vittima dell’attacco. Abbiamo parlato con Jacquier poco prima della sua tragica morte; era convinto che le proteste venissero represse dal regime autoritario siriano. Cercava l’opposizione dappertutto, per fare dei reportages. Non trovandola a Damasco, si era trasferito con un gruppo di colleghi olandesi e svizzeri a Homs. Ma anche a Homs ha incontrato persone che sostenevano Bashar Assad e chiedevano di proteggerli dai terroristi. Un gruppo di residenti e Giles Jacquier che si trovava vicino, finirono sotto il fuoco dei lanciagranate, cosa comune in quel quartiere. Commentando la tragica morte del giornalista francese Madre Agnés Mariam, che è la priora della cattedrale cattolica di San Giacomo di Damasco, ha detto che non vi è una protesta dell’opposizione in Siria, ma solo dei banditi che uccidono le persone. Molti di coloro che abbiamo contattato in Siria, tra cui giornalisti stranieri indipendenti, ci hanno raccontato della guerra dell’informazione contro la Siria. Secondo loro, il canale del Qatar al-Jazeera, per esempio, al fine di trasmettere un pezzo sulle manifestazioni di massa anti-governative in Siria, ha prodotto un falso filmato con l’ausilio del computer editing, di decine di comparse e di uno sfondo di strade siriane, una sorta di villaggio di “Hollywood”.
Per quanto riguarda l’opposizione siriana all’estero, la sua parte politica è rappresentata dal Consiglio nazionale siriano, con sede a Istanbul. E’ diretto da Burhan Ghalioun, un politologo siriano-francese dell’Università della Sorbona di Parigi. Si tratta piuttosto di una formazione eterogenea che comprende gruppi dai diversi obiettivi. Vi sono rappresentati i Fratelli musulmani e altre organizzazioni sunnite, separatisti curdi, dissidenti liberal-democratici che di solito risiedono in Europa e negli Stati Uniti. L’opposizione armata che  conduce gli atti terroristici in Siria è rappresentata da un certo numero di gruppi, dall’ala militare dei Fratelli musulmani agli islamisti radicali libici e ad al-Qaida. Secondo le informazioni che riceviamo dai nostri colleghi siriani, vi sono campi di addestramento per i ribelli in Libano e Turchia. Gli ufficiali dei servizi di sicurezza della NATO, della Turchia e di alcuni Stati arabi sono responsabili dell’addestramento e dell’armamento degli insorti, mentre le monarchie del Golfo Persico provvedono al loro finanziamento.
Il futuro sviluppo della situazione in Siria dipende molto dalla capacità del regime al potere nel consolidare le forze pubbliche e nek guidare le riforme annunciate. Altre priorità sono la liquidazione dei gruppi terroristici e la stabilizzazione della situazione interna. A sua volta, questo problema è direttamente collegato allo sviluppo delle politiche globali e dipenderà dalle attività dei principali paesi della NATO, della Turchia, della Lega Araba (che ha inviato i propri osservatori in Siria) e dalla Russia e dalla Cina. Quanto alla Russia, essa dichiara fermamente che la ripetizione dello “scenario libico” in Siria è inaccettabile”.

Dean Henderson è autore di BBig Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries e Das Kartell der Federal Reserve.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

About these ads

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 386 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: