“Abbiamo perso in Siria!”
ottobre 3, 2012 2 commenti
L’autoattentato turco è il grido disperato dei Davitoglu-Erdogan-Gulen: “Abbiamo perso in Siria; abbiamo perso la faccia; abbiamo perso davanti ai militari” (il 10% dei comandanti militari turchi si trova oggi in galera, ma nessuno lo sa in Italia).L’operazione è di sicuro una messa in scena ordita dai tagliagole salafiti e dagli ambiti spionistici turchi inquinati dal movimento settario gulenista Erdogan e affiliati spingono per inasprire la situazione, perchè altrimenti devono rendere conto dei loro misfatti internazionali e interni, che sono alquanto gravi. Difficile che i vertici militari turchi accettino avventure.
I Siriani hanno schiacciato i mercenari terroristi salafito-atlantisti impiegando le forze di sicurezza interna e una frazione delle forze armate (la potente offensiva dell’ESL si è rivelato essere solo una serie di autobombe: lo stadio bellico di chi ha esaurito mezzi e uomini), ed è improbabile che i comandi turchi, che finora hanno sopportato le follie settarie dei Davitoglu-Erdogan, vadano a sprofondare in una guerra senza prospettive (invadere la Siria per esportarvi la democrazia di Erdogan e di al-Thani?).
Checchè ne sognino tanti compiaciuti profeti di catastrofi o cosiddetti ‘esperti’ acquistati nei bazaar da emiri o da banche islamiche, non ci sarà nessun intervento armato. Intanto, perchè c’è già stato, ed è fallito miseramente. Salafiti, neo-ottomanisti e atlantisi sanno di aver perso, la NATO è uscita esaurita dalla guerra alla Libia, così come le forze armate statunitensi, che non solo stanno riducendo il numero di brigate dell’US Army da 56 a 43, ma hanno adottato ufficilamente la dottrina del ‘Mai più Iraq o Afghanistan‘.








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niente “corridoi umanitari” o “zone cuscinetto” ?