La roccaforte di Gheddafi, Bani Walid, sotto attacco

Stephen Lendman Globalresearch, 20 ottobre 2012

La Guerra di Washington alla Libia infuria. La guerra non è finita dopo che la NATO ha detto che la sua “missione” del 2011 si era conclusa dopo sette mesi. Devastare un paese non belligerante non era abbastanza. La durezza dell’occupazione infligge altro dolore. La resistenza della Jamahiriya è forte. La sua lotta continua. E non si fermerà fino a quando la Libia riacquisterà la libertà. I lealisti non vogliono partecipare ai leader fantoccio controllati dalla NATO, al saccheggio e agli abusi  imperiali al popolo libico. Gli scontri per la libertà esplodono frequentemente. Le tribù vi sono coinvolte. Le milizie locali hanno una propria agenda. I ribelli si combattono tra loro e contro la Resistenza verde per il controllo.
Le forze governative servono Washington e i principali partner della NATO. Dagli inizi di ottobre, Bani Walid è assediata. Migliaia di miliziani combattono. Cibo, forniture mediche, carburante e altre cose essenziali scarseggiano. Uomini armati bloccano i veicoli con generi di prima necessità, medicine e altro all’entrata. I quartieri residenziali vengono attaccati. I villaggi nelle vicinanze sono stati saccheggiati e bruciati. Il cosiddetto Congresso Nazionale Generale (GNC) della Libia approva l’assalto. I fantocci al governo vogliono che i residenti consegnino i presunti responsabili dell’uccisione di Omran Shaaban, un ribelle coinvolto nella cattura e nell’assassinio di Gheddafi.
Lo scorso autunno, la NATO ha devastato Bani Walid. Per settimane, bombardamenti terroristici, bombardamenti indiscriminati e attacchi di terra l’hanno ridotta a una città fantasma. E’ stata una delle ultime città della Libia a cadere. E’ la casa di oltre 80.000 abitanti. Hanno pagato un prezzo enorme. Molte le vittime. Molti i morti e i feriti. Migliaia sono gli sfollati. Centinaia sono stati arrestati e imprigionati. Il loro crimine è il desiderio di vivere liberi. Oggi i residenti di Bani Walid sono di nuovo sotto attacco. Finora stanno resistendo valorosamente. Lo scorso autunno, le forze della NATO e i ribelli hanno usato chimiche e altre armi illegali. I rapporti suggeriscono che sono usate anche oggi. Le ferite non sono correlate ad armi convenzionali. Israele fa la stessa cosa agli abitanti di Gaza. Così fanno le forze statunitensi nei teatri di guerra del Pentagono.
Mathaba ha riferito che i residenti ricoverati hanno gravi ustioni, “allucinazioni, spasmi muscolari, bava alla bocca, tosse, irritazioni agli occhi, vertigini, difficoltà di respirazione e perdita di coscienza.” La NATO e le sue forze fantoccio combattono tutte le loro guerre in modo sporco. I civili soffrono di più. I media delinquenziali sopprimono ciò che dovrebbe fare titolo. Mathaba citava il Dr. Taha Muhammad: “Abbiamo cominciato a ricevere pazienti con sintomi strani che non ho mai visto prima. Le persone colpite avevano difficoltà respiratorie, vertigini e tosse. Non tutti manifestano gli stessi sintomi, ma alcuni sono anche affetti da allucinazioni, schiuma alla bocca e perdita di coscienza. Crediamo che siano stati esposti a qualche tipo di gas.” Le strutture e le attrezzature mediche disponibili non possono diagnosticare correttamente o curare le vittime. I medici fanno il meglio che possono. I pazienti soffrono. Le violazioni dei diritti umani continuano ogni giorno.
Il 19 ottobre, Reuters intitolava “Il capo dell’esercito libico a Bani Walid, dopo gli scontri“, dicendo: “Il capo dell’esercito Yussef al-Mangoush ha detto che le truppe sono “pronte ad entrare a Bani Walid, e ci aspettiamo (di entrare) pacificamente. L’esercito sta per prendere il controllo della situazione.” Il colonnello della Resistenza Salem al-Wa’er, ha detto “Bani Walid è stata bombardata da questa mattina da tre lati: sud, est e sud-est”. Gli abitanti della città dicono che i bombardamenti continuano. Il commercio è cessato. I beni essenziali si stanno esaurendo. Le tensioni sono alte”.
Il 18 ottobre, Russia Today intitolava “Undici uccisi mentre la roccaforte libica di Gheddafi viene bombardata dalle milizie“, affermando: “Le autorità libiche continuano a lottare contro i gruppi di miliziani, mentre cresce il disordine politico.” Il 19 ottobre, AFP intitolava “Gli scontri tengono il mediatore fuori da Bani Walid“, dicendo: “I miliziani pro-regime martellano la città. Fino ad ora, i combattenti della resistenza gli hanno impedito di entrare e di prendere il controllo. Il presidente del GNC Mohammed Megarief ha promesso di venire, ma i combattimenti lo hanno tenuto lontano.” In precedenza aveva fondato il Fronte Nazionale per la Salvezza della Libia (NFSL). Si trattava di un gruppo anti-Jamahiriya finanziato da CIA/Arabia Saudita, che ha diretto dall’ottobre 1981 al maggio 2012. E’ attivamente anti-Gheddafi. Più volte ha cercato di cacciarlo con un Colpo di Stato, ma non c’era riuscito. Dopo la sua morte, si è trasformato nel Partito del Fronte Nazionale. Ha vinto tre dei 59 seggi nelle elezioni del luglio 2012 per il GNC. L’Alleanza delle Forze Nazionali (NFA) di Mahmoud Jabril ha ottenuto 39 seggi.
Il 18 ottobre, il Guardian intitolava “La confusione si diffonde mentre la città libica di Bani Walid viene tempestata dall’esercito.” “Fino ad ora, le unità dell’esercito non hanno vinto come previsto. Aspri combattimenti continuano. “Abbiamo iniziato a entrare Bani Walid. Non siamo lontani dal centro”, ha detto il portavoce dell’esercito Mohammed al-Gandus. “C’è stata una grande battaglia tra gli abitanti di Bani Walid e il nostro esercito.” I sostenitori di Gheddafi vi si sono “nascosti”, ha aggiunto. “Stanno combattendo molto bene, perché sanno che presto moriranno.”
I rapporti sulla loro fine potrebbero rivelarsi esagerati. Lo scorso autunno, la NATO aveva detto che la resistenza di Bani Walid era stata sconfitta. Un anno dopo, la loro lotta continua. Milioni di libici vogliono la libertà, non l’occupazione del regime repressivo dei fantocci filo-occidentali. Non hanno smesso di combattere e non cederanno in tutto il paese. Bani Walid è uno dei tanti campi di battaglia. Scontri possono scoppiare ovunque e in qualsiasi momento. Non si fermeranno fino a quando la libertà sarà riconquistata. Allo stesso tempo, la violenza quotidiana provoca notevoli danni. La cosiddetta liberazione della NATO offre un inferno vivente. Uccisioni di massa, distruzione e miseria umana accompagnano ogni campagna della NATO, che restano, una volta finita la guerra. Bani Walid si trova a 180 km a sud ovest di Tripoli. E’ la base di origine dei Warfalla, la più grande tribù della Libia. È rimasta fedele a Gheddafi durante i combattimenti dello scorso anno. I   combattenti di Bani Walid resistono meglio che possono. Almeno 10 morti sono confermati e decine i feriti. La valle al-Mardoum è la più colpita. Ma è difesa valorosamente. I due precedenti tentativi, quest’anno, di prendere la città non sono riusciti. Da mesi è indipendente e libera dalle milizie. I residenti hanno assunto la responsabilità della sicurezza locale. Lottano per mantenere ciò che le milizie e i funzionari del GNC vogliono distruggere.
Il 19 ottobre, Mathaba intitolava “Un’assalto completo su Bani Walid è in corso“, dicendo: “La delibera n° 7 del GNC emanata il 27 settembre, chiede alle unità dell’esercito di arrestare i responsabili della morte di Omran Shaban. Le forze di terra hanno attaccato la città. Numerose sono state le vittime da entrambe le parti.” Il comandante dell’esercito al-Gandus ha sostenuto che le sue truppe hanno iniziato ad entrare Bani Walid. Si dirigono verso il centro della città, ha detto. Ha sostenuto che vincere questa battaglia libererà la Libia. I residenti la pensano diversamente da lui. I funzionari del regime sono in gran parte silenziosi. Hanno parlato poco dei loro piani di guerra. Aspettatevi l’uso illegale di armi chimiche, di nuovo, sui residenti della città. Sono circa 2000 le truppe coinvolte. I miliziani li integrano. Le perdite da entrambe le parti potrebbero essere elevate. Un residente di Bani Walid, Ibrahim Warfalli, ha smentito le notizie ufficiali. Ha detto che i combattenti della resistenza mantengono il controllo dell’aeroporto e hanno impedito a unità dell’esercito di entrare in città. La posta in gioco è la libertà o l’occupazione e il controllo imperiale. I combattimenti sono intensi.
Il portavoce dell’esercito ha detto che non sa quanto tempo ci vorrà per controllare Bani Walid. “Forse ci vorrà qualche giorno“, ha detto. “Forse qualcosa di inaspettato accadrà. Ci vorrà del tempo se coloro che sostengono Bani Walid usano i civili come scudo. Noi non vogliamo uccidere civili.” In realtà, li stanno deliberatamente prendendo di mira. Durante l’assedio dello scorso anno e di quest’anno, bombardamenti indiscriminati e gas tossici hanno causato terribili ferite e molte morti. Video e altre immagini mostrano bambini gravemente feriti. Alcuni rimangono in vita. Altri dono deceduti nei combattimenti. Mentre Bani Walid rimane assediata e aggredita, la resistenza continua altrove in tutta la Libia. Aspettatevi una lunga lotta fino fino a quando la Jamahiriya trionferà sulla tirannia. Gli eroici  combattenti per la libertà non si accontentano di meno.

Un commento finale
Il 17 ottobre, Human Rights Watch (HRW) intitolava “Libia: nuove prove di uccisioni di massa nel luogo della morte di Gheddafi. Un anno dopo, sullo stato dell’avanzamento dell’inchiesta sugli assassini.” Delle prove accusano gli insorti di Misurata. Hanno gravemente picchiato e ucciso decine di fedelissimi di Gheddafi fatti prigionieri. Le autorità libiche avevano promesso di indagare, ma non ha fatto nulla. Secondo Peter Bouchaert di HRW: “Le prove suggeriscono che le milizie dell’opposizione hanno sommariamente giustiziati almeno 66 prigionieri del convoglio di Gheddafi a Sirte. Sembra anche che abbiano portato Mutassim Gheddafi, che era stato ferito, a Misurata e lo abbiano ucciso lì. I nostri dati mettono in discussione l’affermazione delle autorità libiche secondo cui Muammar Gheddafi è stato ucciso dal fuoco incrociato, e non dopo la sua cattura.” Il diritto internazionale è chiaro. “In base alle leggi di guerra, l’uccisione di combattenti catturati è un crimine di guerra, e le autorità civili e militari libiche hanno l’obbligo di indagare sui crimini di guerra e altre violazioni del diritto internazionale umanitario“. Invece di indagare e perseguire i responsabili, le autorità libiche hanno nascosto i loro crimini. Washington, i partner della NATO e i complici regionali devono assumersene la piena responsabilità. I loro tirapiedi libici, messi al potere da loro, faranno quello che gli si dice.

Stephen Lendman vive a Chicago e può essere raggiunto a lendmanstephen@sbcglobal.net. Il suo nuovo libro si intitola “How Wall Street Fleeces America: Privatized Banking, Government Collusion and Class War.” Visitate il suo blog sjlendman.blogspot.com e ascoltate le sue discussioni con ospiti illustri sul Progressive Radio News Hour, del Progressive Radio Network, giovedì alle 10.00 ora centrale degli Stati Uniti, e sabato e domenica a mezzogiorno. Tutti i programmi vengono archiviati per facilitarne l’ascolto.

Copyright © 2012 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

About these ads

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 383 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: