I gruppi di pseudo-sinistra e liberali egiziani manifestano contro Mursi

Johannes Stern, WSWS 23 ottobre 2012

Venerdì scorso i gruppi liberali e di pseudo-sinistra hanno protestato contro i Fratelli musulmani (MB) e il presidente islamista egiziano Mohamed Mursi, in piazza Tahrir a Cairo. La protesta è stata indetta da una coalizione di circa 30 partiti liberali e di pseudo-sinistra e da movimenti politici, con lo slogan “L’Egitto non è un feudo, l’Egitto è di tutti gli egiziani“. Hanno pubblicato una dichiarazione congiunta sul sito web dei socialisti rivoluzionari (SR) piccolo-borghesi. Chiede pari rappresentanza costituzionale a tutti i gruppi politici in Egitto e condanna l’attacco da parte dei membri della MB alle proteste inscenate dai gruppi liberali e di pseudo-sinistra, il venerdì precedente. Il 12 ottobre, teppisti islamisti hanno attaccato un palco allestito dai gruppi laici in piazza Tahrir e picchiato i manifestanti anti-Mursi nel tentativo di intimidire i loro avversari politici laici.
Oltre ai SR e altri gruppi di pseudo-sinistra, i firmatari includono l’Associazione Nazionale per il cambiamento, Mohamed al-Baradei e il suo Partito Costituzionale, la Corrente popolare egiziana del leader nasseriano Hamdeen Sabahi, il Movimento Kefaya, il Movimento Giovanile 6 aprile, il Partito liberale degli egiziani liberi del magnate multi-miliardario Naguib Sawiris e il recente Partito del Congresso guidato da Amr Moussa, ex capo della Lega Araba e ministro dell’ex dittatore Hosni Mubaraq. Oltre a ex funzionari del vecchio regime di Mubaraq e a miliardari egiziani, le manifestazioni sono state supportate anche dai sindacati indipendenti e dalle ONG finanziate dagli occidentali. Una marcia di protesta a piazza Tahrir è stata guidata da Kamal Abu Eita, il capo della Federazione Egiziana dei Sindacati Indipendenti (EFITU), insieme a Kamal Khalil, il leader del Partito degli operai e dei contadini (ex Partito democratico dei lavoratori), istituito dai SR dopo la cacciata di Mubaraq.
I gruppi che partecipavano alle proteste avevano falsamente cercato di presentare le loro proteste come una continuazione della rivoluzione egiziana, quando le lotte di massa della classe lavoratrice egiziana avevano deposto il vecchio dittatore e fantoccio degli USA Hosni Mubaraq, con le lotte di massa rivoluzionarie del febbraio dell’anno scorso. I manifestanti gridavano slogan come “Aspetta popolo. La libertà sta arrivando”, “Mursi è come Mubaraq“, “Abbasso Mursi-Mubaraq” e “Coloro che colpiscono gli egiziani non possono governare l’Egitto.” La pretesa dei gruppi di pseudo-sinistra e liberali di rappresentare la rivoluzione egiziana è una frode. Come i Fratelli musulmani, i gruppi di pseudo-sinistra e liberali non rappresentano le aspirazioni democratiche e sociali dei lavoratori egiziani, che hanno estromesso il vecchio dittatore Hosni Mubaraq con le lotte rivoluzionarie di massa del febbraio dello scorso anno. Parlano per conto degli strati ricchi della classe media e della borghesia alle prese con gli islamisti nella distribuzione delle ricchezze e del potere. In effetti, molti dei gruppi che oggi protestano contro la MB, fino a poco tempo prima sostenevano gli islamisti.
La pseudo-sinistra dei SR e del Movimento Giovanile 6 aprile, fece una campagna a favore di Mursi durante le elezioni presidenziali, presentando la MB come una forza rivoluzionaria. Eita è un membro del partito Karama di Sabahi, che fece campagna nell’Alleanza democratica dei Fratelli musulmani, per le elezioni parlamentari dello scorso novembre. E’ stato eletto al parlamento, oggi disciolto, in una lista della MB. Tuttavia, le tensioni tra gli ambiti islamici e laici nella borghesia egiziana sono aumentate da quando Mursi ha assunto la presidenza, il 30 giugno, e avviato un controgolpe, sostenuto dagli USA, contro la giunta del Consiglio Supremo delle Forze Armate (CSAF). Da allora, Mursi e la MB hanno sistematicamente cercato di rafforzare la loro influenza sull’apparato statale, creando il contesto di una dittatura islamista mentre emarginano le altre forze politiche. Mursi attualmente detiene tutti i poteri legislativi ed esecutivi, governa l’Egitto come un dittatore di fatto.
L’Assemblea Costituente è dominata dagli islamisti, i Fratelli musulmani e i salafiti dei partiti al-Nur e Asala che hanno presentato una bozza di costituzione che preserva il carattere autoritario della Costituzione del 1971, mentre vi aggiungono riferimenti alla legge islamica. I partiti laici borghesi vogliono un ruolo più importante nel processo di elaborazione della Costituzione e per rimescolare l’Assemblea Costituente. Oggi la Corte suprema amministrativa dovrebbe pronunciarsi sulla validità sui gruppi e il progetto di Costituzione, essendo state depositate diverse cause legali. Un’altra area di conflitto tra la pseudo-sinistra e la MB è la disputa sui sindacati indipendenti e la Federazione Sindacale Egiziana (FSE). Come il CSAF, la Fratellanza aveva inizialmente segnalato di essere pronta ad accettare i sindacati indipendenti in Egitto, come nuovo meccanismo per controllare le lotte della classe operaia. Negli ultimi mesi però è diventato sempre più chiaro che gli islamisti rifiutano di scendere a compromessi significativi con i gruppi di pseudo-sinistra e i sindacati indipendenti. Il ministro del lavoro Khaled al-Azhary siede nella direzione del FSE e difende il vecchio apparato sindacale, e contrasta la nuova burocrazia sindacale ‘indipendente’, che la pseudo-sinistra cerca di costruire. Mercoledì scorso ha rifiutato di promulgare una nuova legge sindacale proposta dai sindacati indipendenti e le modifiche alla restrittiva legge sindacale 35/1976 dell’era nasseriana.
Negli ultimi mesi gli islamisti hanno ripetutamente usato la mano pesante contro scioperi e proteste dei lavoratori. I membri dei sindacati indipendenti sono stati attaccati e interrogati dalle forze di sicurezza di Mursi. I sindacati indipendenti e la pseudo-sinistra non hanno alcuna intenzione di combattere l’instaurazione di un altro regime autoritario in Egitto, tuttavia. Il loro punto di vista non è di mobilitare la classe operaia per una seconda rivoluzione contro il regime di Mursi e per l’instaurazione di un governo dei lavoratori in lotta per il socialismo. Temono più il riemergere delle lotte di massa della classe operaia che la dittatura islamista; il loro punto di vista è convincere gli islamisti a cooperare con loro nella creazione di un regime capitalista ristrutturato in Egitto.
Dopo la decisione di Azhary, il Centro per i sindacati e i servizi dei lavoratori (CTUWS) ha rilasciato una dichiarazione, chiedendo a Mursi di accettare il suo ruolo e avvertendolo delle possibili conseguenze. In una sezione della dichiarazione si legge: “La dura lezione della rivoluzione deve essere importante per tutti quei funzionari arroganti che hanno sempre creduto che non sarebbero mai decaduti. La rivoluzione è stata una conseguenza logica delle condizioni squilibrate nella società egiziana, una condizione che ha spinto milioni di egiziani a protestare, credendo che le cose non sarebbero rimaste le stesse. Purtroppo, quei milioni sono ancora in collera, non potendo credere che, dopo tutto lo spargimento di sangue, stanno ancora richiedendo i loro diritti.”
La CTUWS è sponsorizzata dalla AFL-CIO, e come i SR, il Movimento 6 aprile ed altri gruppi di pseudo-sinistra, ha stretti legami con Washington. Al momento, tuttavia, l’imperialismo degli Stati Uniti, che conduce una guerra per procura per far cadere il presidente siriano Bashar al-Assad e preparare un attacco contro l’Iran, sembra aver deciso di affidarsi principalmente agli islamisti sunniti per difendere i propri interessi regionali. Ieri, il New York Times ha pubblicato un commento di Roger Cohen che loda “il più radicale cambiamento nella politica estera degli Stati Uniti, sotto il presidente Obama“. Cohen ha scritto che la “politica degli Stati Uniti d’impegno verso le correnti, anche estreme, dell’Islam politico in Medio Oriente è salutare“, aggiungendo che “il modello dovrebbe essere esteso. “

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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