Il Congresso degli Stati Uniti motore del patriottismo russo

Dedefensa 13 dicembre 2012

NGOs_2414727bLa pratica generale americanista del Congresso degli Stati Uniti d’interferire spudoratamente nella sovranità delle singole nazioni, forse probabilmente causerà un grave conflitto con la Russia, con il primo ampiamente possibile effetto di suscitare un raggruppamento patriottico in Russia. Robert Bridge, su RussiaToday del 12 dicembre 2012, riferisce delle reazioni della Duma dopo l’approvazione della legge Magnitskij al Senato degli Stati Uniti (vedi anche 10 dicembre 2012). Queste reazioni sono estremamente vive e mostrano la dinamica da Unione Nazionale dei parlamentari contro l’iniziativa degli Stati Uniti, partecipando e sostenendo tutti la legge Dima Jakovlev, che dovrebbe essere la risposta alla legge Magnitskij, riguardante argomenti estremamente sensibili sul comportamenti di cittadini od organizzazioni statunitensi nei confronti di cittadini russi, come nel caso dei bambini russi adottati negli Stati Uniti e sottoposti ad abusi.
Tra l’altro, se la legge Magnitskij produrrà qualcosa, sarà la formazione di un raro consenso tra i diversi membri della Duma di Stato. Tutte e quattro le fazioni presenti hanno co-firmato la legge Dima Jakovlev: Vladimir Vasilev (Russia Unita), Gennadij Zjuganov (Partito Comunista), Sergej Mironov (Russia Giusta) e Vladimir Zhirinovskij (LDPR). Il disegno di legge contiene disposizioni rivolte anche contro i cittadini statunitensi coinvolti in rapimenti e detenzioni illegali, e il perseguimento di punizioni infondate e ingiuste ai danni di cittadini russi. Il disegno di legge diventerà la risposta della Russia alla legge Magnitskij, potrebbe essere firmata come legge dal Presidente entro la fine dell’anno, ha detto a Russia Today il primo vicepresidente del Comitato per gli affari esteri della Duma di Stato, Vjaceslav Nikonov. La Russia e gli Stati Uniti potrebbero avviare un “confronto” nelle liste nere e nell’ampliamento delle limitazioni geografiche, perché Washington ha invitato gli altri paesi a compilare una propria versione della legge Magnitskij, ha detto. Dopo aver abrogato l’emendamento Jackson-Vanik, i legislatori degli Stati Uniti non potevano non sostituirlo con un’altra legge anti-russa, ha detto Nikonov. Per quanto riguarda le conseguenze possibili, la legge Magnitskij purtroppo potrebbe fare anche più danni dell’emendamento Jackson-Vanik, ha detto.”
Bridge ricorda le condizioni iniziali che hanno portato a tale confronto, come il blocco del funzionamento delle istituzioni del governo degli Stati Uniti, e in particolare l’irresponsabilità del Congresso, oggi soggetto solo alle pressioni delle lobby, all’estremismo e agli stati d’animo dell’uno o dell’altro centro di potere parlamentare, senza subire alcuna conseguenza per gli atti che vengono adottati in risposta a queste pressioni. La sequenza del funzionamento di questo potere improduttivo porta a situazioni grottesche, come l’iniziativa dell’esecutivo per richiedere di facilitare le relazioni vantaggiose con un paese straniero che, invece, porta ad una situazione peggiore di quella precedente.
Alla base di questo caso, vi era la volontà dell’amministrazione Obama di rimuovere l’emendamento Jackson-Vanik risalente alla Guerra Fredda e che istituiva condizioni sui diritti di tipo intrusivi nel buon rapporto commerciale USA-URSS (all’epoca), cosa che la Russia oggi considera una arcaica e inaccettabile intrusione alla propria sovranità. Il Congresso si è piegato, ma l’ha sabotato in modo irresponsabile stilando la legge Magnitskij, che sostituisce la legge Jackson-Vanik, ma che è ancora più insopportabile per i russi, aggiornandone l’assalto legislativo.
La legge Magnitskij incorpora le infinite accuse anti-russe del Congresso, l’invasione della sovranità russa, la famigerata illegalità degli atti del Congresso in questo tipo di casi… Il rimedio peggiore del male, quindi, e la reazione della Duma potrebbe esporre qualche fattaccio degli Stati Uniti, soprattutto nei confronti di bambini russi, in particolare, in cui l’emozione è forte peggiorando in modo significativo le reazioni politiche. Il caso apre un registro del confronto che potrebbe portare a situazioni estremamente gravi, in questo momento di comunicazione trionfante e irresponsabilità di certi organi (del Congresso degli Stati Uniti in particolare) che potrebbero surriscaldare situazioni già assai drammatizzate. Entrambe le assemblee si troveranno su un terreno in cui il confronto può degenerare, suscitando gravi tensioni diplomatiche e, forse, compromettere irreparabilmente ciò che resta del rilancio dei rapporti USA-Russia del presidente Obama, risalente al 2009.
La Camera pubblica della Federazione Russa, prendendo spunto dai legislatori statunitensi, si  prepara a stilare una lista degli statunitensi che hanno violato i diritti dei bambini russi adottati da famiglie statunitensi. Le tensioni diplomatiche tra Mosca e Washington si sono accese all’inizio di questo mese, quando i legislatori degli Stati Uniti hanno spacciato la cosiddetta legge Magnitsky come disegno di legge per normalizzare le relazioni commerciali con la Russia. Gli analisti politici dicono che fosse l’unico modo per l’amministrazione Obama per ottenere dai russofobi repubblicani la firma del molto controverso disegno di legge. La legge degli Stati Uniti trae nome da Sergej Magnitskij, indagato per il piano di una massiccia evasione fiscale. Magnitskij, il cui caso è ancora oggetto di indagine da parte delle autorità russe, è morto in custodia cautelare nel novembre 2009. Una delle disposizioni della legge Magnitskij conferisce al Presidente degli Stati Uniti il potere di  creare un elenco di cittadini russi presumibilmente “responsabili di omicidi”, vietandogli di entrare negli Stati Uniti.
Non sorprende che Mosca veda tale atto come grave interferenza negli affari interni della Russia, tanto più che l’inchiesta sulla morte dell’ex dirigente della Hermitage Capital è ancora aperta. Ora i parlamentari russi sono impegnati a lavorare su una legge anti-Magnitskij,  chiamata in onore di Dima Jakovlev, un 18enne russo morto subito dopo che il padre adottivo statunitense l’aveva lasciato chiuso all’interno dell’auto per diverse ore durante una caldissima giornata estiva. Le autorità russe sono pronte a sottolineare, tuttavia, che il tragico caso di Dima Jakovlev rappresenta la punta dell’iceberg degli abusi degli Stati Uniti contro i cittadini russi.

La Camera pubblica ha detto che molte persone hanno familiarità con i casi sensazionali di Viktor Bout e Konstantin Jaroshenko, due cittadini russi arrestati all’estero da funzionari statunitensi, e che ora scontano la pena nel sistema carcerario degli Stati Uniti. Ma vi sono molti casi assai meno conosciuti, in cui funzionari statunitensi non sono riusciti a reagire od hanno agito in modo inadeguato nei casi di bambini russi adottati e sottoposti ad abusi, se non anche uccisi, per mano delle loro nuove famiglie statunitensi…”
La schermaglia mostra perfettamente le condizioni di questa nuova era della psicopolitica in cui  trionfa il sistema della comunicazione, dal momento che si tratta dello scontro tra poteri esecutivi, mentre due dirigenti (Obama e Putin) cercano l’appeasement delle loro relazioni. Ma nel regno della comunicazione, i parlamentari agiscono in base ad esso, soprattutto perché dispongono di procedure e strumenti che meglio si adattano alle condizioni della comunicazione, alla copertura dei media, alla pressione pubblica causata dall’emozione, ecc. Ciò ammesso, constatando le condizioni molto particolari di questo periodo, in cui il potere diretto viene spesso paralizzato dai poteri indiretti, rimane essenziale la questione politica. In questo caso, il Congresso continua con la sua irresponsabilità, molto indicativa per il sistema della comunicazione, nel basarsi sulla natura  violentemente anti-russa della politica americanista, un sostituto della politica-Sistema. (Si ritrova questo carattere anti-russo nella politica mediatica guidata, questa volta, dal Dipartimento di Stato, in particolare tra l’autunno 2011 e l’estate 2012, per fermare l’espulsione dell’USAID dalla Russia: è quindi una politica caratterizzata dalla comunicazione a cui l’esecutivo si adatta, e non solo una tendenza del Congresso o del carattere anti-russo della politica americanista/politica-Sistema, come ampiamente dimostrata.)
Il problema è che il Congresso ha in gran parte accresciuto il sentimento patriottico dei russi, in questo caso perpetuando con notevole costanza la goffa stupidità del carattere invadente ed indifferente ai principi di questa politica americanista. (Gli Stati Uniti,  Congresso in testa e, questa volta, con l’ansioso aiuto dell’UE, raggiungeranno lo stesso risultato con l’Iran, dove le varie sanzioni e intrusioni aggressive hanno rafforzato il generale supporto degli iraniani al potere, in nome del patriottismo.) L’avevamo già evidenziato, in primavera, durante le varie scappatelle dell’ambasciatore degli Stati Uniti a Mosca, McFaul, mentre alcune ONG e altri “dissidenti” pro-americanisti russi restavano un po’ imbarazzati dal comportamento visto da parte statunitense, che interveniva spudoratamente negli affari interni della Russia. Ci furono dichiarazioni dell’opposizione, sostenuta dal blocco  BAO, secondo cui gli Stati Uniti avrebbero potuto suscitare le reazioni patriottiche dei russi, e alcune ONG hanno anche abbandonato l’alleanza troppo appariscente con gli Stati Uniti.
Il raggruppamento riportato alla Duma va nella stessa direzione. Ciò che fanno le persone del Congresso, nella loro abituale cecità e totale impotenza nel capire ciò che non è statunitense (oltre alla loro incapacità di immaginare qualcuno che, non reputando essere come gli Stati Uniti, ritenersi comunque degno di vivere), genera una grande reazione patriottica in Russia. I parlamentari statunitensi non sanno nulla ovviamente della Russia, della sua tradizione di antica nazione e di patriottismo che l’accompagna; i parlamentari statunitensi provengono da un paese che non è una nazione e che si basa sulla sabbia del sistema mediatico. Pertanto, il confronto tra il Senato e la Duma, che appare a prima vista prodotto dal sistema della comunicazione e dalla paralisi che impone al sistema politico, e lo è effettivamente, se si tiene conto degli effetti sulle tradizionali reti politiche, appare in seconda analisi come un formidabile indicatore e un detonatore potenziale di una reazione di notevole importanza.
Tutti questi casi di “aggressione morbida” del blocco BAO-USA, risveglieranno, o meglio già risvegliano, il patriottismo russo, composto da un materiale ben più temprato rispetto alla versione hollywoodiana di ciò che si chiama “patriottismo americano”, che non è mai stato un media usato per mantenere all’ordine le masse informe di popolazioni raccattate in successione dagli Stati Uniti per gestirne la macchina economica. Il Patriottismo russo ha una dimensione spirituale di grande interesse oggi, perché oltre ad affermare la nazione che l’onora, avvia il processo di dissoluzione della modernità americanista-occidentalista che avviluppa il Sistema. Infine, arriviamo a vedere che il Congresso statunitense ha una qualche utilità… aver sicuramente suscitato l’impegno della leadership e della popolazione della Russia a questa “guerra morbida” che la Russia sembra pronta ad avviare in risposta all'”aggressione morbida” degli Stati Uniti e del blocco BAO.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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