Quando l’intelligence si ribella alla strategia suicida della Francia in Siria

Arabi Press Afrique-Asie 3 gennaio 2013

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Secondo un ex ufficiale dell’intelligence francese, “la crisi siriana ha risvegliato l’orso russo … Assad tiene, e noi dobbiamo cambiare la nostra politica.”

AD, un ex ufficiale della DGSE (Direzione generale per la sicurezza esterna francese) scommette sui tempi per riparare agli errori commessi dal governo francese nella crisi siriana, negli ultimi due anni. Di ritorno da Beirut (si rifiuta di ammettere di aver visitato la Siria e di avervi incontrato  funzionari di diversi servizi di sicurezza), elenca gli errori dalla Francia:
– L’allineamento alla politica degli Stati Uniti di alleanza con gli islamisti, a prescindere dagli interessi storici della Francia in Siria.
– Rinunciare alle preziose fonti di informazioni siriane che provenivano dai servizi antiterrorismo siriani che da molti anni proteggevano la Francia dal terrorismo.
– L’inconsulta scommessa sulla caduta del regime di Bashar al-Assad, scommessa che ha risvegliato l’orso russo con il precedente libico, spingendolo a difendere fieramente i propri interessi. Il risultato è una nuova guerra fredda che mina i fragili interessi della Francia nel mondo.
– La perdita della cooperazione strategica e di sicurezza con la Siria, e gli svantaggi politici di una situazione il cui esito sarà amaro, nel migliore dei casi, e nel peggiore dei casi un enorme caos che non salverà le strade delle periferie di Parigi, che ospitano un’alta concentrazione di popolazione musulmana.
Cosa faceva un ex ufficiale dell’intelligence francese in Libano, nei pressi del confine con la Siria? Risposta da un altro esperto di politiche di sicurezza occidentali: “A casa, un ufficiale dei servizi segreti in pensione o diventa un intellettuale o un contadino o un professionista o uno sciocco. In Francia, continua l’esperto, diventa un ricercatore, per contratto a titolo personale o mette le sue abilità al servizio di uno dei molti istituti o aziende che offrono servizi di consulenza al governo, all’opposizione o a soggetti influenti di entrambi i campi.” Il nostro ufficiale in pensione AD è diventato un ricercatore, e ritiene che la Francia abbia commesso errori strategici e stupidi in Siria, perché è entrata in una partita (contro il regime siriano), in cui perderà comunque e gli unici vincitori saranno gli statunitensi. Per quanto riguarda le perdite, la Francia fa la parte del leone, se trionfa il piano dei suoi nemici armati e finanziati dai paesi della NATO e dalle monarchie del Golfo.
A proposito della passata cooperazione franco-siriana, l’ex ufficiale francese dice: “La politica di escalation tra la Francia e la Siria non è un problema in sé, fra gli Stati non c’è amicizia o animosità eterna, solo gli interessi decidono la natura dei rapporti. La Grande perdita della Francia è la fine della sua cooperazione per la sicurezza con la Siria.” Aggiungendo: “I servizi di sicurezza siriani hanno salvato la Francia più volte dai terribili disastri che i terroristi di origini arabe si apprestavano a causare. Solo le informazioni fornite dai servizi siriani ci hanno permesso di sconfiggerli e di salvare delle vite innocenti.”
Parla sempre l’ex-ufficiale: “Fino all’inizio della crisi attuale, la cooperazione continuava e i funzionari di entrambe le parti collaboravano strettamente contro il terrorismo internazionale. Ma la stupidità dei politici francesi ha messo con le spalle al muro i servizi antiterrorismo siriani, ponendo fine a tale cooperazione. Io non li biasimo! Come possiamo mettere sotto sanzioni francesi ed europee degli ufficiali (come Hafiz Maqlouf) feriti durante un’operazione contro dei terroristi che volevano attaccare le ambasciate statunitense e francese a Damasco?! Immaginate qualcuno che salva i nostri figli da morte certa, e invece di ringraziarlo la nostra diplomazia lo tratta da terrorista e l’inserisce come un criminale nell’arrogante lista delle sanzioni.” Continuava: “Hafiz Maqlouf e altri ufficiali siriani hanno compiuto missioni i cui benefici non erano limitati solo alla Siria, ma che hanno beneficiato il popolo francese e gli altri popoli d’oriente e d’occidente. Non divulgo un segreto, dicendo che quest’uomo ha ricevuto i ringraziamenti di grandi aziende farmaceutiche per avere smantellato fabbriche clandestine di farmaci contraffatti, e arrestato i trafficanti di droga più importanti che utilizzavano una rete siriano-libanese per vendere i loro veleni in Europa e soprattutto in Francia. Invece di ringraziarli, li abbiamo messi sulla lista delle sanzioni!”
La fonte francese continua: “Attraverso la cooperazione con la Siria, abbiamo avuto informazioni preziose che ci aiutarono a sventare un complotto terroristico nel 2008, che avrebbe provocato migliaia di morti nella metropolitana di Parigi. I servizi di intelligence siriani diedero le loro preziose informazioni dopo che il colonnello Maqlouf aveva smantellato un gruppo dei più pericolosi terroristi di al-Qaida, tra cui Aymen al-Daher alias Khaled al-Qashef, Abdullah Azzam (che non ha nulla a che fare con la teorico palestinese famoso, ora defunto, e che era il mentore di Osama bin Ladin, di cui è omonimo), Ghassan Abu Qassab, Abdelhakim Qassem, Naaman al-Mandou, Layth Badran, e il più pericoloso di tutti, Asaad Houriah, responsabile dell’operazione fallita ‘della Metropolitana di Parigi’, che avrebbe ucciso migliaia di persone, se non fosse stata sventata in tempo. Questa operazione, al-Qaida ha impiegato anni per svilupparla, e il gruppo è stato arrestato sulla via per la Francia, attraverso la Siria, Libano e Beirut. Si stavano muovendo per attuare il loro piano terroristico.”
Gli ufficiali dei servizi antiterrorismo francesi erano quasi di casa a Damasco. Parlavano con i capi dei servizi di sicurezza siriani. “Questi leader continuano a collaborare con noi contro il terrorismo che punta ai nostri civili in Francia, mentre li abbiamo messi sulla lista nera e gli abbiamo vietato l’ingresso nel nostro paese?!” Si chiede l’ex ufficiale francese che conosce a memoria il problema: “I politici francesi sono ragionevoli, quando credono di fare un servizio alle legittime aspirazioni del popolo siriano sostenendo i terroristi, anche quelli che abbiamo combattuto fianco a fianco con i nostri omologhi siriani? Il governo siriano ci ha salvato dagli attacchi terroristici e lo stiamo ringraziando sostenendo gli attacchi terroristici sul suo territorio! É una politica ragionevole?!”
Questa analisi del disilluso ex-ufficiale francese, che ha il sostegno della stragrande maggioranza dei servizi anti-terrorismo francesi, finirà per pesare sui responsabili politici di Parigi e a convincerli a cambiare direzione prima che che sia troppo tardi? A questa domanda, l’ex ufficiale francese ha risposto: “Sì! Ci sono molte persone ragionevoli nel servizio francese. Sono in grado di influenzare il corso della politica francese nei confronti della Siria, in particolare dopo il fiasco dello scenario libico, progettato e realizzato da Parigi e Londra. La posizione della Russia alla fine rafforza il campo pragmatico e mette in difficoltà gli estremisti che cercano di soddisfare gli Stati Uniti. Soprattutto da quando è diventato chiaro che il regime siriano tiene, e che il sostegno russo non è congiunturale: è strategico, coerente e non cambierà. Sta a noi a cambiare e dobbiamo farlo per gli interessi della Francia.”

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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2 Responses to Quando l’intelligence si ribella alla strategia suicida della Francia in Siria

  1. momogis scrive:

    La Siria è un difficile gioco di scacchi che si sta giocando al livello internazionale. La Russia e la Cina sono diventati angeli protettori degli indifesi? col tempo potremmo aver la conferma.

  2. Pingback: Francia: intelligence si ribella a strategia in Siria – italian.irib.ir | NUOVA RESISTENZA

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