La militarizzazione dello spazio degli USA

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 21/12/2012

x37-orbit-580x424L’11 dicembre 2012 un velivolo, un Boeing X-37B, veniva lanciato da Cape Canaveral per il suo terzo volo di prova. Il primo velivolo orbitale di prova (OTV-1) venne lanciato nell’aprile 2010 e tornò sulla Terra a dicembre. Fu il primo velivolo senza equipaggio degli Stati Uniti a tornare dallo spazio e ad atterrare da solo. La navetta spaziale era l’unico velivolo spaziale in grado di atterrare su una pista. Un secondo OTV-2 ha stabilito un record, per un velivolo spaziale riutilizzabile, a giugno del 2012, quando ha completato una missione di 469 giorni. In confronto, la più lunga missione dello Space Shuttle era durata 17 giorni.
Il velivolo orbitale sperimentale (X-37B), fu ideato dalla NASA nel 1999, ma il progetto venne assegnato alla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) nel 2004, e poi all’US Air Force nel 2006. Si tratta di un spazioplano senza pilota riutilizzabile a decollo verticale e atterraggio orizzontale. L’X-37B può rientrare nell’atmosfera terrestre e atterrare autonomamente senza pilota. Il robot può anche regolare la sua orbita nello spazio invece di seguire la stessa prevedibile orbita, una volta decollato. La navetta non ha un abitacolo, nessun sistema di supporto vitale, e né l’Air Force, né la NASA hanno espresso il desiderio di aggiornarlo al volo spaziale umano. L’autonomia della navetta orbitale è dovuta ai suoi pannelli solari che generano potenza elettrica dopo essere dispiegati dal vano di carico, permettendogli di rimanere in orbita per 270 giorni. L’X-37B è lungo 8,8 metri e largo 4,5 m, con un vano di carico delle dimensioni di un camioncino. Due velivoli X-37B potrebbero rientrare nel vano di carico di uno Space Shuttle.
Il costo totale del progetto è sconosciuto poiché il bilancio è classificato da quando il progetto X-37B è stato trasferito alla DARPA. L’identità specifica del carico utile non è stato rivelato… L’Air Force ha dichiarato solo che il velivolo spaziale avrebbe “eseguito vari esperimenti e consentito a sensori, sottosistemi, componenti per satellite e alla tecnologia associata di essere immessi nello spazio e fatti rientrare.”

Una missione da interpretare
Le fonti ufficiali dell’US Air Force dicono che il velivolo viene utilizzato come “programma di test sperimentali per la dimostrazione tecnologica di una piattaforma a controllo remoto, affidabile e riutilizzabile, da testare nello spazio per conto dell’US Air Force.” Vi sono diverse versioni di ciò che il velivolo spaziale dovrebbe fare, mentre orbita intorno al pianeta in quote dichiarate che variano da 200 a 750 km sopra la superficie terrestre. L’idea iniziale era che il velivolo spaziale agisse come un nuovo tipo di satellite di sorveglianza che potesse cambiare le orbite volando sopra un determinato territorio della Terra. Questa versione è confermata dal fatto che la navetta ha sorvolato Afghanistan, Iran, Iraq, Corea del Nord, Pakistan e ha cambiato orbita più di una volta.
E’ quasi certamente un aereo spia, o almeno un banco prova per attrezzature di sorveglianza spaziale, e una piattaforma di lancio per mini-satelliti spia. Il carico utile del veicolo è sufficiente per alcuni equipaggiamenti da spionaggio come telecamere e sensori. Il velivolo non ha un portello di attracco, non potendo così essere un altro piccolo velivolo da carico per la ISS o qualsiasi altra stazione orbitale. Sarebbe anche un modello di prova per un futuro “bombardiere spaziale” che sarebbe in grado di distruggere obiettivi dall’orbita. Alcuni si chiedono se l’X-37B, in sé, possa essere un sistema da bombardamento nucleare, se l’astronave è destinata a rientrare nell’atmosfera terrestre e, con il pilota automatico, sganciare bombe su un bersaglio nemico. Ma altri analisti non sono d’accordo, dicendo che il carico utile è troppo piccolo e le specifiche non sono conformi allo scopo. Alcuni ipotizzano che l’X-37B sia un satellite-tracker o un satellite-killer. O entrambe le cose.
James Lewis, direttore del Programma di Tecnologia e Politiche Pubbliche presso il Centro di studi strategici e internazionali di Washington, dice che la durata della missione indica che l’OTV ha anche una missione ancor più segreta. Non ci sarebbe la necessità di rimanere in orbita per mesi, altrimenti, dice Lewis. “Non si tratta solo di un bus progettato per prendere le cose nello spazio e riportarle indietro.” Questo esperimento dimostra che gli Stati Uniti possono utilizzare lo spazio “come piattaforma per i sensori in grado di raccogliere dati dagli altri paesi e in in modo veramente continuo” aggiunge. Nel caso dell’X-37B ciò probabilmente comprende la raccolta “di segnali elettronici di tutti i tipi“, che si tratti di comunicazioni a microonde o della capacità di misurare dei dati a distanza. “Nel caso, per esempio, del recente lancio del missile nordcoreano, questo potrebbe includere i messaggi tra il controllo a terra ed il missile, così come misurare la firma termica e la traiettoria del lancio” (1).
Il presidente di Global Network, Dave Webb (che è anche il presidente della Campagna per il disarmo nucleare del Regno Unito) ritiene che il velivolo spaziale sia parte degli sforzi del Pentagono per sviluppare la capacità di colpire ovunque nel mondo con una testata convenzionale, e in meno di un’ora. Dice: “Crediamo che lo spazioplano X-37B faccia parte degli sforzi del Pentagono per sviluppare la capacità di colpire ovunque nel mondo con una testata convenzionale in meno di un’ora; noto come Prompt Global Strike. Così, mentre gli Stati Uniti portano avanti questi tipi di sistemi di attacco globale spaziali, sarà probabile che la Russia e la Cina saranno costrette a rispondere, rifiutandosi di ridurre le armi nucleari e sviluppando tecnologie spaziali per contrastare il programma degli Stati Uniti. “Global Networ sostiene che lo sviluppo di questi nuovi spazioplani è uno dei motivi per cui l’amministrazione Obama e il Pentagono sono desiderosi di ridurre le scorte di armi nucleari di Russia e Cina, in futuro. Come elementi chiave dell’avanzamento del programma di primo attacco degli Stati Uniti (insieme ai sistemi della cosiddetta ‘difesa antimissile’), diventano ancora più efficaci se gli Stati Uniti possono far ridurre le capacità di rappresaglia nucleare dei loro potenziali rivali, fornendo al Pentagono una probabilità ancora maggiore di scagliare con successo un decisivo attacco di primo colpo” (2).
Il ruolo della navetta può essere ampliato in futuro. Allo stato attuale, il velivolo potrebbe condurre missioni di carico attraccando ai vani di approdo congiunto di un avamposto orbitante, affermano dei funzionari della Boeing (3).
Vorrei aggiungere qualcosa, un parere strettamente personale sulla base di una modesta esperienza militare. Le altitudini utilizzate a fini militari e di esplorazione, oggi, vanno da 0 a 20 km e da 140 km in poi. C’è un vuoto da riempire tra tali orbite, che viene considerato come un potenziale teatro bellico. L’X-37 è chiaramente un mezzo per riempire il vuoto dall'”alto” in basso, mentre il Boeing X-51 (noto anche come X-51 Wave Rider), va dal “basso” o da un livello inferiore in alto. L’X-51 è un velivolo senza pilota per la dimostrazione nelle prove di volo del scramjet ipersonico (Mach 6, circa 4.000 miglia orarie (6.400 km/h) in quota). Nelle dimostrazioni di volo, l’X-51 viene trasportato da un B-52 ad una altitudine di circa 50.000 piedi (15,2 chilometri) e poi rilasciato sopra l’oceano. Il programma è gestito dall’US Air Force. La navetta ha completato con successo il suo primo volo a motore nel maggio 2010, ed ha anche compiuto il volo alla velocità di oltre Mach 5 di maggiore durata.

Aspetti giuridici
Dalla metà del XX.mo secolo, lo spazio è stato utilizzato per le operazioni dei velivoli spaziali militari come i satelliti per le comunicazioni e la ricognizione, e da alcuni missili balistici che passano attraverso lo spazio durante il volo. Finora, tuttavia, le armi non sono state dislocate nello spazio. Le armi nucleari e di distruzione di massa sono vietate nello spazio in virtù del trattato del 1967, i cui principi governano le attività degli Stati nell’esplorazione e nell’uso dello spazio, compresi la Luna e gli altri corpi celesti, che di solito viene chiamato Trattato sullo Spazio. Ma il Trattato non vieta il posizionamento di armi convenzionali in orbita. Azioni e piani attuali di Washington hanno suscitato preoccupazioni sulle armi non nucleari nello spazio. Attraverso risoluzioni e discussioni in seno alle Nazioni Unite, un accordo generale ha dichiarato che una corsa agli armamenti nello spazio deve essere evitata. Tuttavia, a causa della struttura del regime giuridico internazionale e ad eccezione di un piccolo numero di stati, come gli Stati Uniti, per esempio, non è ancora stato negoziato un trattato per impedire completamente lo schieramento di armi spaziali. Gli Stati Uniti sostengono che una corsa agli armamenti nello spazio non esiste ancora, e non è quindi necessario intervenire sulla questione.
Il 12 febbraio 2008, il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, rivolgendosi alla Conferenza aveva presentato un progetto della Russia di trattato per la prevenzione del collocamento di armi nello spazio, la minaccia o l’uso della forza contro oggetti spaziali (PPWT), sostenuto anche dalla Cina. Fu il primo progetto di trattato sulla questione formalmente presentato alla Conferenza sul Disarmo (CD), anche se si basava su elementi proposti in un documento di lavoro per il CD, del giugno 2002, da Russia, Cina, Vietnam, Indonesia, Bielorussia, Zimbabwe e Siria. Il Ministro Lavrov aveva spiegato che il progetto di trattato era volto “ad eliminare le lacune esistenti nel diritto spaziale internazionale, creare le condizioni per l’esplorazione e l’utilizzo dello spazio, a conservare le costose proprietà spaziali, a rafforzare la sicurezza generale e il controllo degli armamenti.” In precedenza la Cina e la Russia avevano presentato diversi “documenti di lavoro” per impedire una corsa agli armamenti nello spazio, ed elementi preliminari del trattato definito dai precedenti documenti congiunti.
L’allora Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon, in un discorso al gruppo sul disarmo, espresse costernazione per la lunga impasse nei colloqui volti a fermare la diffusione di armi pericolose. Eppure l’iniziativa di Russia-Cina non è arrivata a compimento per l’opposizione degli Stati Uniti. Donald Mahley, in qualità di viceassistente del segretario si Stato statunitense per la riduzione delle minacce, i controlli sulle esportazioni e le trattative, aveva detto, “Gli accordi vincolanti sul controllo degli armamenti non sono che semplicemente uno strumento efficace per migliorare le interessi a lungo termine per la sicurezza spaziale degli Stati Uniti e dei loro alleati.”
Gli Stati Uniti continuano a investire in programmi che potrebbero fornire armamenti anti-satelliti e spaziali. Nel luglio 2010, l’amministrazione Obama lanciava la nuova politica spaziale nazionale degli Stati Uniti, affermando: “Gli Stati Uniti restano impegnati nell’utilizzo di sistemi spaziali a sostegno della propria sicurezza nazionale e interna. Gli Stati Uniti investono nella capacità di conoscere la situazione e di lanciare velivoli; di sviluppare i mezzi per garantire le funzioni essenziali delle missioni spaziali, di migliorare la nostra capacità di identificare e caratterizzare le minacce, di dissuadere, difendere e, se necessario, sconfiggere le minacce volte a interferire o ad attaccare sistemi spaziali degli Stati Uniti o degli alleati“(4).
La nuova politica rileva inoltre che gli Stati Uniti esamineranno proposte e concetti sulle misure di controllo degli armamenti, se sono “equi, effettivamente verificabili e volti a migliorare la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e dei loro alleati.” Secondo gli Stati Uniti, il comune progetto di trattato russo-cinese sulla prevenzione del collocamento di armi nello spazio (PPWT) non rispondeva ai criteri degli Stati Uniti, in quanto è “fondamentalmente errato” e non forniva motivi per iniziare dei negoziati. In qualche modo, gli Stati Uniti non sono riusciti a venire incontro a una qualsiasi altra iniziativa, finora, dando priorità alla continua militarizzazione dello spazio.
Militarizzare lo spazio distruggerà l’equilibrio e la stabilità strategica, minerà la sicurezza internazionale e nazionale, compromettendo il regime di controllo delle armi e provocando una corsa agli armamenti. Il modo per evitarlo è un trattato multilaterale per non lanciare velivoli spaziali militari in missioni avvolte dal segreto.

Riferimenti:
1. The Christian Science Monitor, US launches super-secret, orbiting, robotic plane, 12 dicembre 2012,
2. War is Crime.org, Planned Military Space Plane Launch Highlights Keep Space for Peace Week Concerns, 6 ottobre 2012
3. The space.com, Air Force’s Secret X-37B Space Plane Lands in Calif. After Mystery Mission, 16 giugno 2012
4. National_Space_Policy_6-28-10

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – Sitoaurora

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3 Responses to La militarizzazione dello spazio degli USA

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  3. fausto scrive:

    Basta un solo incidente, uno solo, ed il progetto di spedire bombe in orbita rischia di essere archiviato. Mi domando anche quanto possa costare questa ennesima follia militare.

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