Libia: i partigiani di Gheddafi contrattaccano

Joan Tilouine e Youssef Ait Akdim Jeune Afrique 28/10/ 2014

Tre anni dopo la tragica fine della “Guida” della Libia, Muammar Gheddafi, l’inversione delle alleanze avviene discretamente con il ritorno in sella di frange di sostenitori del vecchio regime, in nome della guerra al terrorismo.

Ahmad Gheddafi al-Dam

Ahmad Gheddafi al-Dam

Era meglio prima“, sono soliti lamentarsi i nostalgici della ex-Jamahiriya che avvertirono, nel 2011, contro l’idra islamista e gli appetiti delle potenze imperialiste. Compiacendosi di aver previsto il disordine attuale, ma leggendo il futuro dal retrovisore: dopo la rivoluzione che ha portato violenza e distruzione, si torna indietro. Concludendo, come un editorialista del quotidiano francese Le Monde, “molti libici dicono di rimpiangere i tempi di Muammar Gheddafi“, non ce che un passo pericoloso da compiere. Alcuni di coloro schierati con il regime nel 2011, prima di essere costretti all’esilio in particolare in Tunisia ed Egitto, sono meno discreti e si presentano alleati oggettivi del campo nazionalista contro gli islamisti. Gli eredi orgogliosi del nazionalismo di Umar al-Muqtar, l’eroe della resistenza agli occupanti italiani, di fatto recuperano i vecchi sostenitori di Gheddafi, soprattutto quando si presentano come patrioti onesti che non hanno sparso sangue o sperperato denaro pubblico. La riconciliazione di circostanza obbedisce alla situazione delle forze di sicurezza dello Stato libico fallito e al rifiuto quasi unanime di un nuovo intervento militare straniero.

Anti-gheddafisti contro islamisti
Abbiamo usato gli azlim (appellativo dispregiativo dei sostenitori del vecchio regime) come spaventapasseri dal 2011. Difatti, la minaccia alla sicurezza proviene ancora dagli islamisti e dai loro sostenitori stranieri“, ha detto un alto ufficiale dell’esercito libico. Dietro il fronte di ex-ufficiali di polizia e dell’esercito contro il terrorismo jihadista, si avvia senza problemi un rovesciamento di alleanze: ieri rivoluzionari ed islamisti (tra cui veterani dell’Afghanistan) contro la dittatura; oggi nazionalisti del vecchio regime e nemici di Gheddafi contro gli islamisti. Non c’è da stupirsi che dicano si sentirsi traditi e di “difendere gli obiettivi della rivoluzione del 17 febbraio“. Nel quadro di tale crociata i sostenitori di Gheddafi si alleano discretamente, date le circostanze, al debole blocco anti-islamista politico-militare allineato alle autorità legittime di Tobruq. Nel contesto della guerra, le alleanze politiche e tribali si riaffermano e i gheddafisti riattivano le loro reti. Finora in agguato nell’ombra, ma ben organizzati, i “Verdi” hanno continuato a seguire gli sviluppi in Libia dall’interno, attraverso i loro informatori e sostenitori, in particolare nei ministeri e nell’esercito. Alle grandi figure del vecchio regime, la vittoria dei “non-islamisti” alle legislative dello scorso giugno offre la possibilità di essere utili. Alcuni gheddafisti si sono schierati con il governo di Tobruq (parlamento, governo, esercito) riconosciuto dalla comunità internazionale, ma contestato e contrastato dalla coalizione islamista Fajr Libia.

I sostenitori di Gheddafi in primo piano
Tre anni dopo la tragica fine, il 20 ottobre 2011, della “Guida” alla periferia di Sirte, sua città natale, i sostenitori di Gheddafi ricompaiono sulla scena. Se i figli del colonnello sono stati neutralizzati, caduti combattendo come Muatasim e Qamis, o detenuti a Zintan e a Tripoli come Sayf al-Islam e Sadi, altre figure dell’ex-Jamahiriya alimentano la fiamma verde. Il cugino di Muammar Gheddafi, trasferitosi a Cairo, Ahmad Gheddafi al-Dam, ha ottenuto l’improvvisa revoca del congelamento dei beni da parte della Corte di giustizia dell’Unione europea (UE). Influente e colorito, s’è assicurato i servizi, tra gli altri, dell’avvocato Hervé de Charette, ex-ministro degli esteri francese. I gheddafisti diffidano vedendolo venire sgravato dal congelamento dei beni, in quanto “decisione molto politica”. Ma tutti sono convinti che con la sua fortuna, stimata in diversi miliardi, Gheddafi al-Dam aiuterà le forze di sicurezza, ora senza un soldo, a procurarsi le armi e contribuire attivamente alla lotta al terrorismo. L’ex-coordinatore dei rapporti con l’Egitto, ha detto alla BBC araba: “Il mondo ricorderà a lungo Gheddafi e i libici scopriranno che si sono sbagliati su di lui“. Vero o falso, a pochi giorni dal terzo anniversario del 20 ottobre 2011, il quotidiano iracheno al-Zaman indicava le parole impetuose della figlia di Gheddafi, Aysha, dove su facebook ha detto di essere stata “rapita con i figli e la madre” a Muscat, nel sultanato dell’Oman. Non lontano, a Doha, Musa Qusa, ex-capo dei servizi segreti, riceve visite regolari, ma non ispira fiducia ai sostenitori di Gheddafi. (E’ difatti un traditore. NdT) Da Johannesburg, l’ex-Capo di Stato Maggiore della “Guida”, Bashir Salah, s’é appellato alla corte della UE per la revoca del congelamento dei beni, nella speranza che il caso di Gheddafi al-Dam costituisca un precedente. Salah si riunisce regolarmente e attivamente con, tra gli altri, ufficiali di Zintan che supporta. Con le sue capacità relazionali in Africa e Parigi, questo francofono emerge quale interlocutore credibile con i governi occidentali. Così, alla fine di settembre, ha ripreso i colloqui con i suoi “contatti” francesi, cercando di organizzare la migliore accoglienza a Maliqita Othman, capo della potente milizia zintana Qaqa, in visita a Parigi il 1° ottobre. Ricevuto al ministero della difesa, quest’ultimo ha chiesto il sostegno militare e attacchi aerei mirati dai francesi. Per tale signore della guerra filo-governativo, nessuna collaborazione con i gheddafisti dalle “mani insanguinate”, ma ammette di essere disposto a dare un ruolo a Sayf al-Islam, sottoposto a mandato d’arresto dalla Corte penale internazionale (ICC) per “crimini contro l’umanità”.

Sayf al-Islam agli arresti domiciliari
Dal suo arresto nel sud della Libia, il 19 novembre 2011, Sayf al-Islam è detenuto, o meglio agli arresti domiciliari o protetti, a Zintan. Gli ufficiali zintani lo consultano regolarmente sapendo che conosce la complessità dell’organigramma islamista libico. Anche i capi tribù a lui fedeli, a cominciare dai warshafana sotto il tiro della Fajr Libia, che vogliono “sradicarli”. Indeboliti dalla sconfitta militare a Tripoli, mancanza di munizioni e divisioni tra politici e militari, i zintani sanno di essere vulnerabili. Alcuni di loro cercano di approfittare del bottino di guerra Sayf al-Islam, ambito dalla Fajr Libia. “Una controrivoluzione è in corso contro gli islamisti“, ha detto un vicino ai zintani. E i sostenitori di Gheddafi sono indispensabili per via delle loro reti ed esperienza riguardo amministrazione e militari, per non parlare della loro forza finanziaria per ricostruire e dirigere l’apparato statale. Ma ciò che sembra un’alleanza per alcuni è denunciata come tradimento dei valori della rivoluzione da altri.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

libya-administrative-mapIl 24 settembre, a Tripoli esplodeva la rivolta contro gli islamisti, mentre almeno sei attacchi aerei centravano le postazioni degli islamisti di Fajr Libia (Alba della Libia) nel sud della capitale. Molti islamisti furono eliminati assieme a diversi blindati. Il primo ministro Abdullah Abdurahman al-Thani, da Tobruq, invocava la sollevazione “in risposta all’appello dei residenti di Tripoli per liberarli dai militanti”. In precedenza, il ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian aveva invocato l’intervento francese in Libia, sostenendo che sia diventata la “base dei terroristi. Oggi suono l’allarme sulla gravità della situazione in Libia. Il sud è una sorta di hub per i gruppi terroristici che vengono riforniti anche di armi e si riorganizzano. Nel nord, i centri politici ed economici del Paese ormai rischiano di cadere sotto il controllo jihadista… Dobbiamo agire in Libia e mobilitare la comunità internazionale“. Aveva detto che le truppe francesi dispiegate in Mali dovevano trasferirsi in Libia attraverso l’Algeria. “Questo avverrà in accordo con gli algerini, principali attori della regione“. “Le milizie islamiste occupavano Tripoli da fine agosto, e il governo in esilio ‘legittimo’, era a 1200 km di distanza, a Tobruq, da cui non governa nulla, le ambasciate occidentali sono state sgombrate e il sud del Paese è rifugio dei terroristi e le coste centro del traffico dei migranti. Il tutto avviene in un contesto di rapimenti, omicidi e torture, completando il quadro di uno Stato in via di estinzione”, scriveva Le Figaro, il quotidiano finanziato dall’industria bellica francese.
Nel frattempo, l’Egitto salutava la formazione del nuovo governo libico guidato da Abdullah al-Thini, sottolineando l’intenzione di collaborare con il nuovo governo. “La formazione del governo libico è un passo positivo verso il raggiungimento della stabilità politica e il ripristino di pace e sicurezza nel Paese“, dichiarava il portavoce del ministero degli Esteri egiziano Badr Abd al-Aty. Il ministro degli Esteri egiziano Samah Shuqri aveva dichiarato che gli egiziani era interessati ad unificare le istituzioni libiche per avviare il dialogo nazionale. Cairo aveva organizzato una conferenza sulla Libia il 25 agosto, con rappresentanti di Egitto, Algeria, Tunisia, Sudan, Ciad e Niger, raggiungendo un accordo di cessate il fuoco tra i gruppi in conflitto, la stesura di una nuova costituzione, l’avvio del dialogo e il riconoscimento della legittimità del nuovo Parlamento libico. Aqila Salah Isa, presidente della Camera dei rappresentanti libica, dichiarava: “Questo non sarebbe accaduto se la comunità internazionale avesse preso la situazione in Libia sul serio“, chiedendo l’invio di armi e aiuti per ripristinare la sicurezza e ricostruire le istituzioni. “Il terrorismo e l’estremismo… ora formano un ampio fronte che si estende dall’Iraq all’Algeria” e l’inazione lascerà la comunità internazionale di fronte agli effetti di un’ulteriore espansione in Nord Africa e Sahel. La mancata fornitura di armi e addestramento all’esercito libico, nella guerra al terrorismo, è nell’interesse dell’estremismo“. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, a fine agosto, aveva approvato una risoluzione che irrigidisce l’embargo internazionale sulle armi alla Libia. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov dichiarava a sua volta, “A proposito, parlando di armi chimiche, ci piacerebbe avere informazioni reali sullo stato dell’arsenale chimico in Libia. Sappiamo che i nostri colleghi della NATO, dopo aver mutilato il Paese in violazione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, preferiscono non toccare il caos che hanno creato, ma la questione dell’arsenale chimico libico, privo di controllo, è troppo seria per chiudervi un occhio“.
Il 5 ottobre 2014, a Derna sfilava il gruppo islamista al-Galuo, composto da terroristi di ritorno da Siria e Iraq, che si preparavano alla nomina a capo dell’emirato islamico di Derna di uno yemenita. Nel frattempo il presidente egiziano al-Sisi incontrava il premier libico Abdullah al-Thini per discutere delle relazioni bilaterali e degli sforzi dell’Egitto per aiutare il governo libico a sradicare le organizzazioni terroristiche in Libia e renderne sicuri i confini. Il 14 ottobre, aerei libici decollati dall’Egitto avviavano un’operazione in appoggio alle truppe di Qalifa Haftar a Bengasi, eliminando almeno 12 terroristi di Ansar al-Sharia.
In Libia esistono due ‘parlamenti’ e due ‘governi’. Quello di Tobruq guidato dal premier al-Thani e riconosciuto dalle Nazioni Unite, e quello di Tripoli del ricostituito Congresso Nazionale Generale (CNG) guidato dal premier islamista al-Hasi. Tripoli è sostenuta da Qatar, Turchia e Sudan; Tobruq è sostenuta da Arabia Saudita, Egitto ed Emirati Arabi Uniti. Nella seconda metà di ottobre, nella base aerea di Mitiga, controllata dagli islamisti della coalizione Fajr Libya, formata da milizie di Misurata, berberi ed islamisti radicali della Tripolitania, erano atterrati almeno 3 aerei da trasporto qatarioti carichi di rifornimenti militari. Quindi, le forze islamiche avviavano un’offensiva contro Zintan, sul Jabal Nafusa, al confine tunisino. In risposta, velivoli libici bombardavano la base islamista di Gharyan, 120 chilometri a sud-ovest di Tripoli, e veniva avviata una controffensiva sui villaggi Qaqla e al-Qala. A Bengasi le forze di Haftar riconquistavano diverse zone, con la controffensiva della 204° Brigata corazzata appoggiata da velivoli, riprendendo il controllo del quartiere Ras Ubayda e della base della Brigata Martiri del 17 Febbraio, nel quartiere Fuwayhat. Di contro, il Consiglio della Shura dei Rivoluzionari di Bengasi, formata da Ansar al-Sharia, Majlis al-Shura, Brigata Martiri del 17 Febbraio, Scudo della Libia e Liwa Rafallah al-Sahati, scatenavano una serie di attentati suicidi uccidendo oltre 80 persone, tra cui 9 soldati morti nell’attentato contro la casa del generale Haftar, nel quartiere Zaytun. Inoltre gli islamisti attaccavano la base della 204° Brigata, la collina al-Rahma e l’aeroporto di Benina, base principale di Haftar.

photo_1372271056869-1-0Note:
al-Masdar
Global Research
ITAR-TASS
Nsnbc
Nsnbc
RIAN
RID
RussiaToday
Wsws
Zerohedge

Casagladio, dalla Siria all’Ucraina

Il ratto perde il pelo, ma non il vizio, neanche in Crimea
Alessandro Lattanzio, 26/10/2014

Il vero pensiero di Casapound, aldilà dei vari sofismi sullo steccato da superare e un europeismo antimperialista, è esplicato da tale manifesto, affisso sul vero sito di CPI.

Il Generale Patton, ispiratore dei fascisti ‘antiamericani’ di casapound-zentropa, afferma che i nazisti non dovevano essere annientati per far posto ai mongoli, i sovietici. Tale è il pensiero autentico di Casapound, aldilà dei vari sofismi sullo ‘steccato da superare’ e un ‘europeismo antimperialista’, esplicato efficacemente da tale manifesto, affisso sul vero sito di CPI.

Negli ultimi mesi non pochi sodali di Casapaound (CasaGladio), si sono agitati per riferire che no, i ragazzotti di Iannone, Distefano e Fontana non appoggiano il golpe della NATO a Kiev, e i massacri a Odessa e nel Donetsk. Anzi, ci dicono che costoro, tramite l’onlus Sold.Id (Solidarité Identité), associata ai neonazisti versione ‘Himmler in Tibet’ de L’Uomo Libero onlus, hanno perfino aperto una ‘missione’ in Crimea. Qualche ‘dottor gonzo’ ci cascherebbe con tutte le scarpette, poiché tale missione è stata sì aperta, ma nel 2012, con lo scopo preciso di suscitare tensioni etniche nella penisola a maggioranza russa, inventandosi una nuova minoranza, quella ‘italiana’, da usare come leva contro i sentimenti russofili della popolazione locale:
mp231sm “Da Bolzano a Kerch. Viaggio di Solidarietà in Crimea, per incontrare la Comunità italiana locale nel 70° anniversario della sua deportazione nei gulag sovietici. Queste foto sono state pubblicate con la speranza di poter diffondere una storia che riguarda dei nostri connazionali e tristemente mai raccontata dalla storiografia ufficiale italiana. Mi auguro inoltre che queste umili foto possano invitarvi a visitare i paesaggi e la comunità italiana di quelle terre tanto lontane dal suolo natio, ma tanto vicine a un Amor patrio che oggi come oggi è sempre più raro a casa nostra”.
L’Uomo Libero onlus – Solidarité Identité onlus.
Un buon esempio di linguaggio ‘antimperialista’ ed ‘oltre lo steccato’ profuso da tali ambienti di fiancheggiatori dei servizi segreti della NATO e di servizio alla propaganda atlantista. A proposito di antimperialismo, è tale pezzo dell’associazione ‘culturale’ Zenit, fiancheggiatrice di Casapound e già nota per le ‘simpatie’ pro-Siria, ma assai meno per le simpatie pro-Golpe di Gladio in Ucraina (qui convergendo con i presunti ‘antifa’):
“Per quanto la Federazione Russa possa essere definita da certa stampa nostrana “un impero” e una riproposizione in chiave liberista dell’U.r.s.s. e Putin il nuovo “Zar”, ricordiamo che chi rivestiva questa carica i dissidenti li faceva squartare pubblicamente e non concedeva amnistie e che, se ci fosse stata oggi l’Unione Sovietica, per la tensione generata dalle rivolte di Kiev sulla popolazione crimeana, gli uomini e le donne di Kiev sarebbero finiti sotto i cingolati dell’Armata Rossa” Associazione culturale Zenit
Difatti, sono i loro ‘eroici camerati anticomunisti’ a bombardare le case delle popolazioni di Donetsk e Lugansk. Ma le bombe fasciste, come quelle atlantiste, sono buone, non ammazzano mica come le brutte bombe sovietiche. E difatti, qualche miserabile ‘fascista post-fascista’ ha tentato si spacciare tale porcherie russofobe come dimostrazione dell’allineamento pro-Novorossija dei neonazisti di CasaGladio. Non ci si faccia ingannare.


I nazisti ucraini, sostenuti a Voerzio, frequentati da Fontana, elogiati da Cazzulani, Casapound e italofascistume vario, protetti da Mogherini e dai servizi segreti italiani, abbracciati dall’ANPI, assassinano, di notte come si conviene ai farabutti, dei civili sequestrati nel Donbas. Di certo, i giornalisti di servizio italiani, dipendenti della CIA, diranno che sia un falso, o che si tratta dei russi che sterminano dei pacifici nazisti.

i neonazisti di Gladio di Casapound affermano una loro vicinanza alla Siria baathista, ma il loro ambiente e i loro sodali, sono pesantemente infiltrati dal Mossad e dalle altre agenzie spionistiche israeliane.

I neonazisti di Gladio di Casapound affermano una loro vicinanza alla Siria baathista, ma il loro ambiente e i loro sodali sono pesantemente infiltrati dal Mossad e dalle altre agenzie spionistiche israeliane. Non è un mistero per nessuno che Israele destabilizzi sia la Siria che l’Ucraina. E non è un caso che Casapound-Zentropa sia presente in entrambi i teatri di guerra.

In realtà, lo spazio dove Casapound esprime il suo pensiero autentico è questo sito Zentropaville. Qui si esplicita al vero e s’illustra l’autentico volto di Casapound e della sua Onlus Solid.Id (Solidarité Identité). Tale sito pseudo-francese non fa altro che elogiare i mercenari della legione straniera, la repressione contro i partigiani algerini, vietnamiti, africani, quando non passa il tempo a celebrare i sicari ucrofascisti di Soros e della NATO, il cui nesso francese è guarda caso un altro mercenario, Gaston Besson, che recluta terroristi nazisti per massacrare la popolazione di Novorossija. I veri ispiratori ideologici di Casapound sono OAS, Aginterpress ed ‘intellettuali’ bianco-africani e sudafricani, come l’ennesimo mercenario Ruben Rosiers, tutti allievi di Jacques Soustelle, un noto golpista anti-DeGaulle e animatore dell’OAS, l’organizzazione terroristica francese finanziata dalla CIA per uccidere DeGaulle. In Italia si camuffano dietro il ‘superamento degli steccati’, trabocchetto cui può cascare qualche giovin filosofo dalla lingerie marca Vattimo. Sono sempre e comunque integralisti anti-comunisti, russofobi, sinofobi e indianofobi.

tumblr_nba1dhDdc21rnng97o1_1280tumblr_nc42zphuV91rnng97o1_500“Io non so chi ha ragione e chi ha torto, chi è il nemico e quali sono gli interessi dei rispettivi progetti, alla fine vince il più abile e più machiavellico nel grande gioco geopolitico, quali disastri o reati portano questi giorni di tumulto… Ma quello che so è che questo faccia da bambino imbrattato di fuliggine, arroccato su una barricata un cocktail molotov in mano, non ha ricevuto un assegno dalla CIA, che non aspira a un televisore gigante schermo piatto o una vacanza al Club Med di San Domingo… è lì per un’idea, una speranza, un soffio, un sogno (Quale? Le fosse comuni nel Donbas)… E questo ragazzo, proprio come i suoi fratelli, non posso che ammirare e onore. Al di sopra di ogni altra considerazione. Poiché si tratta di sangue e linfa, quando tanti altri non sono altro che carta e inchiostro. Perché lui è in piedi quando tanti altri sono proni. Perché lui è coraggioso e folle, quando tanti altri sono sciolti e ragionevoli. Forse è romanticismo. Ma il romanticismo è il contrario di tutti i surrogati lezioso e sciropposo…, onore ai figli di Kiev così a quelli di Praga, Budapest e di Tiananmen” Zentropaville. Puro nazismo di servizio all’Atlantismo, causa vera per cui combattono questi lerci mercenari, non quella fumosa spacciata da Casapound, ma quella attenta e precisa studiata al Pentagono, attuata da Gladio e Mossad e comprata dai mafiosi Soros e Kolomojskij. Altro che disinteresse e puro spirito di ribellione. Infatti, si tratta soltanto di nemici di qualsiasi progetto alternativo all’imperialismo di Washington, nonostante una fraseologia alla ‘Europa-nazione’ volta a soggiogare i soliti “dottor gonzo”. Ma è appunto un inganno degno del livello culturale dei servizi segreti italiani, che non è di certo pari a quello degli ufficiali francesi della cosiddetta ‘guerra rivoluzionaria’ o dei creatori dell’organizzazione CATENA. Ovviamente, gli strapponi di CasaGaldio poi straparlano delle ‘marocchinate’, dimenticando che furono opera proprio della Legion Etranger di cui sono le sfegatate croupies. Ma da tali personaggi ci si deve attendere solo malafede e cervelli bacati. Gli schemi ideocratici qui utilizzati, sono gli stessi, identici, utilizzati dai servizi segreti sionisti e atlantisti per recuperare e intruppare le centinaia di migliaia di terroristi e mercenari islamisti scagliati contro la Siria. Gladio, e quindi CasaGladio e il restante fecciume naziatlantista, svolge un compito, assegnatogli dalle centrali della guerra sovversiva della NATO. Il resto è soltanto fumo come il lirismo su riportato illustra.

tumblr_ndp4jiVTdz1rnng97o2_1280Quindi, non si ci faccia ingannare dall’operazione simpatia di CasaGladio verso la Siria. Si tratta solo di un’operazione d’infiltrazione negli ambienti che esprimono simpatia per la causa del governo baathista siriano, un modo per monitorare tale area area oltre che per infiltrarsi direttamente in territorio siriano.
Di seguito i passi salienti di un reportage elogiativo (ma anche esplicativo), svolto dai soliti giornalisti a libro paga della CIA, e volto a suscitare simpatia e supporto mediatico ai terroristi nazi-atlantisti di Gladio che operano in Ucraina. Il figuro in questione è un militare svedese inviato dall’intelligence di Stoccolma a partecipare al golpe nazisorosiano a Kiev e alla repressione della popolazione russofona. Non è un caso che la Svezia si sia inventata una nuova sindrome, quella del ‘sottomarino russo fantasma’, al solo scopo di mobilitare l’opinione pubblica interna per sostenere i crimini nazisti ed atlantisti commessi in Ucraina.E-solidarity-for-syria “Mike Skillt, svedese, 47enne, di professione cecchino. Dice di aver ucciso almeno 150 persone… è un mercenario, … c’incontriamo a bere il tè in un bar a piazza Majdan a Kiev… tutto allo scoperto,… Mike dice di essere in Ucraina perché votato a una causa superiore “non è la mia guerra ma questa è la mia Europa e sono per un’Europa unita contro l’Imperialismo” (ovviamente quello russo), tanto che al momento ha rimandato a data da destinarsi il prossimo campo di battaglia, la Siria, perché prima deve finire il suo lavoro nell’Est (“ho qualche altro russo da uccidere”). In Svezia era un soldato, poi ha iniziato a viaggiare per prestare il suo sniper a guerre straniere. Il governo svedese ha smentito la sua presenza in Ucraina: “Siamo interessati solo ai nostri concittadini che partecipano alle attività legate al terrorismo, come ad esempio nei gruppi di al-Qaeda ispirati in Siria”, aveva spiegato a febbraio. Ma la faccia e il nome di Mike non sono così difficili da trovare in rete. (La Svezia, nell’ambito di Gladio, ha supportato e supporta il golpe naziatlantista a Kiev e la guerra di propaganda contro la Russia).tumblr_n1o6c8JDyd1rnng97o1_500
“Alle spalle di Majdan in un vecchio palazzo sorvegliato come una fortezza, il Battaglione Azov ha aperto una delle sue sedi amministrative. Qui avvengono i reclutamenti e nelle stanze dormono i ragazzi che devono affrontare due settimane di addestramento. Si presentano solo con lo zaino in spalla, devono imparare presto a eseguire ordini militari e soprattutto a combattere prima di essere inviati nel Donbass. Mike, nel quartiere generale di Kiev, è uno degli insegnanti, ma sul campo di battaglia è parte di una squadra speciale di poche decine di uomini che vengono mandati in prossimità della prima linea per “ripulire la zona” dopo l’intervento dell’artiglieria pesante (leggasi l’assassinio di civili nel Donbas). Il comandate dell’Azov Andrej Biletskij, leader politico del gruppo nazionalista, ha pubblicato su Internet i due principi fondamentali a cui devono ispirarsi i soldati. Principi che porterà anche in Parlamento se verrà eletto il 26 ottobre: “Preparare l’Ucraina per la liberazione dell’intera razza bianca dalla dominazione del capitalismo e punire le moltissime perversioni sessuali e ogni contatto interrazziale che porta all’estinzione dell’uomo bianco”. Mike è stato attirato anche da questo. Racconta che l’esperienza ucraina è diversa dalle altre guerre a cui ha partecipato. “Qui combatto per qualcosa in cui credo, per questo accetto di essere pagato 2000 grivnie al mese (circa 110 euro), lo stipendio di un normale soldato ucraino”. (Anche i ratti nazisti e nazipiddini Voerzio, Fontana e Cazzulani esprimono un’identica ideologia).
“I contractor italiani al fianco degli ucraini: Con i commilitoni (“camerati”) il saluto è una stretta di avambraccio (è il saluto dell’OAS, setta culto presso Casapound e altre associazioni legate a Gladio), l’uniforme è nera, il braccio spesso si tende verso il cielo durante i raduni o nel cortile delle esercitazioni. L’impronta di estrema destra ha attirato tanti uomini soprattutto dall’Europa occidentale che hanno deciso di arruolarsi come Mike. “Con me ci sono anche alcuni italiani che fanno ancora parte dell’esercito in Italia”, racconta Skillt. Con uno in particolare lavora spesso insieme, ha una quarantina d’anni e viene dall’Italia settentrionale. Un uomo “coraggioso, incredibile”. … I contractors lavorano su indicazione di “sponsor”, come li definisce lo svedese, che in accordo con i gruppi militari o paramilitari nelle zone di crisi si muovono e chiamano i soldati indicando anche la tariffa.” Corriere

sudafrica-solidMilitari italiani, quindi, partecipano al massacro nel Donbas sotto le bandiere del nazismo. Perciò si capisce ancora meglio come mai i nazisti Voerzio e Cazzulani, e il mercenario assassino Fontana, possano muoversi liberamente in Italia; sono protetti dall’AISE e dall’AISI, le agenzie d’intelligence-zerbino della CIA.
E ad integrazione di quanto riportato: “Se è vero che estremisti di destra sono presenti in Siria, servizi segreti e altri hanno motivo di preoccuparsi. La scoperta accidentale di un possibile gruppo estremista di destra in Germania getta luce su tale potenziale: Nel marzo 2012 un uomo fu trovato morto in un albergo nel villaggio Herzberg, circa 60 km a nord ovest di Berlino. L’uomo, identificato come Joerg Lange, era morto d’infarto. Tuttavia, nella sua stanza, la polizia trovò uno zaino militare contenente tre armi, tra cui un fucile mitragliatore modificato di fabbricazione statunitense, e 300 cartucce. Le indagini hanno dimostrato che stava creando un centro di addestramento (per la Siria o per l’Ucraina?). Il necrologio in una pubblicazione estremista notava che Lange aveva combattuto come volontario nelle guerre jugoslave, dalla parte croata (ovvio) e che la morte fu una grave battuta d’arresto “organizzativa e politica” per il progettato centro di addestramento”. Hate-speech
SNIPERSNon si tratta di denunciare il fascistucolo che ancora piange la salma trafugata di Mussolini, o di dare la caccia all”om salvadeg‘ rossobruno, che quando esiste, è coccoloso ospite di PD e ANPI. Si tratta di esporre l’inganno ideologico avanzato da tali arnesi di Gladio, strumenti della NATO per condurre una guerra contro la Storia, e non a caso, l’atlantismo non può che ricorrere ai cadaveri che la Storia ha seppellito nel 1945, ma che il Pentagono e la CIA hanno riesumato e che conservano nel freddo obitorio ideologico politico chiamato Atlantismo.

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La democrazia spontanea di Iannone, Voerzio, Cazzulani-in-Pittella e Federica -manoamica- Mogherini

L''anitmperialismo' di Gladio

L”antimperialismo’ di Gladio

Ciò non dimeno, non va dimenticato che ampi settori del cosiddetto antagonismo anarcoide, legato agli autonomen e agli antideutsches tedeschi, finanziati da Soros e diretti dalle intelligence atlantiste BND e Mossad, si siano schierati al fianco dei nazisti ucraini, non solo diffondendo propaganda atlantista spacciandola come analisi ‘marxiste’, che in realtà sono solo puro schematismo ideologico, settario e ultrasettario, delle varie frange ‘fringe’ dell’ultra-sinistrismo occidentalista, hollywoodiano, che ha come padri fondatori ideologi settari accolti nelle istituzioni accademiche statunitensi, come Mattick, Goldner, Korsch ed altri epifenomeni del ‘marxismo’ quale ideologia statunitense, filo-imperialista e ultracapitalista. La matrice settaria filo-statunitense traspare da tale ‘letteratura’ sottoforma di denigrazione dell’esperienza sovietica, e do vere e proprie espressioni di razzismo verso i russi, cinesi, vietnamiti, latinoamericani. Tali settari, che per vendere meglio la loro mercanzia scaduta e fradicia, smentita dai fatti fin dal ….1848, si camuffano di volta in volta in trotskisti, maoisti, guevaristi, anarchici (cosa che sono in realtà), partigianisti, antifa, antideustche, ecc. Ma il loro segno distintivo, il marchio della bestia, e la sempre indefessa azione di supporto alle aggressioni imperialiste della NATO, denigrando i governi presi di mira dal Pentagono e da Soros (che finanzia le attività di tale feccia rossa e rosso-nera), avanzando la pretesa che siano sempre ‘borghesia nazionalisti’, ‘comunisti nazionali’, ‘nazionalisti capitalisti’, ‘capitalisti di Stato’, ‘centralisti’, e quant’altro. La loro azione si riflette nell’azioni di coloro che appaiono loro ‘avevrsari’, ma che in realtà sono complementari, come Casapound, anarco-nazisti, animalisti specisti e altro pattume umano-politico.
mossad_mottoQuindi non è un caso che tale circo delle pulci rosse, critiche-critiche, antagoniste, anarchiche o autonome, di fatto sostengano sempre e comunque le operazioni della NATO e di Gladio. Come insegna la summa ideologico-organizzativa di tale cloaca, l’OAKKE greca. I santoni di tale sottile strato di melma ideologico-settaria, dedita a disinformazione e sabotaggio, sono i cheerleders dell’UCK Andrea Ferrario e Ilairo Salucci, e i cheerleaders di al-Qaida Antonio Moscato, Valerio Evangelisti e Francesco Ricci, ecc. ecc., tutti proni alla propaganda atlantista, a supporto delle azioni della NATO, dalla Jugoslavia all’Ucraina, con analisi contorte, speciose, confusionarie, contenenti dosi abbondanti di falsità e menzogne, (specialità di gente come Ferrario e Moscato), e cosparse di polverina magica ‘marxiana’ giusto per esaltare e dare allegria ai “dottor gonzi” pronti a cedere all’orgasmo dell’analisi ‘finalmente marxistica’. Poveri fessi, mentre costoro abboccano, i kameraden antifa e antideustche, su ordine del BND e del Mossad che li gestiscono, raggiungono le file dei banderisti-atlantisti a Kiev, per massacrare i ‘subumani russofoni della Novorossija’, che i sunnominati scarafaggi ‘marxistici’ dipingono quale realtà neofascista; come hanno fatto con la Jugoslavia di Miloshevich, la Libia di Gheddafi, la Siria di Assad e il Venezuela di Chavez.

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Antifa supporter degli ucrofascisti

Antifa supporter degli ucrofascisti

PS 1. Le minacce dalla fogna
Marco Bolis Lattanzio è in malafede totale ed avrebbe bisogno di una legnata lui come tanti altri sa che il fatto Fascismo è stato altra cosa ma a lui sta bene così deve dimostrare ai suoi lettori che i fasci stanno col capitalismo fanno schifo lui e tutti gli altri che riferendosi agli ucraini parlano di nazisti!

Carlo M. Breschi ci vorrebbe molto tempo e molta pazienza per rispondere a certi deliri….e forse un par di legnate ben assestate ridonerebbero umiltà….ma anche i “migliori” hanno fatto finta di non capire….meglio lasciare sfumare sta questione…

Ps 2. L’infiltrata
Irina Osipova Dire che Lattanzio è in malafede è non dire nulla. Per lui io sono Kretina Osipova vlassoviana che lavora per la CIA e esegue gli ordini di CasaPound (esatto). Ragazzi? Lattanzio è il più squallido personaggio autore di articoli sul tema Ucraina che io abbia mai conosciuto. Per lui una qualsiasi persona con la sfumatura “nera” è agente CIA. Su CPI ne ha scritti altri di articoli mettendoci delle menzogne. L’unica cosa vera della faccenda è che in CPI ci sono ucraini, siam membri, sia simpatizzantt CPI che gestiscono Zentropa, la loro pagina su VK fino poco tempo fa a loro insaputa e fanno quotidianamente il lavaggio di cervello ad alcuni militanti. Ma si tratta di amicizie nate da tempo, prima che accdesse tutto. infatti alcuni di CPI simpatizzano l’idea della terza posizione in Ucr, altri no per niente. Infatti la linea ufficiale di CPI si può leggere nelle interviste a Iannone e Di Stefano alla vigilia della manifestazione del 18 con la Lega e postumi. Lattanzio ha offeso a me, perché non sono comunista, trozkista e mai sarò. Quindi, vedete, pure i russi pro-russi, ma non rossi sono i suoi nemici. Figuriamoci CPI.

Irina Osipova, che piace spacciarsi da 'rappresentante dei russi' in Italia, si compiace della devastazione culturale e storica del proprio Paese. Degna accompagnatrice dei fascisti di Casapound e dei maneggioni della Lega.

Lo squallore dei guitti. Irina Osipova, che piace spacciarsi da ‘rappresentante dei russi’ in Italia, irride alla devastazione culturale e storica del proprio Paese. Degna accompagnatrice dei fascisti di Casapound e dei maneggioni della Lega. Notare il nullismo umano del vecchio viceguru, gli anni di galera per omicidio non l’hanno reso meno spiritoso.

Irina Osipova Lattanzio che prende la foto dal film dove uno tiene con i denti un pezzo di braccio staccato scrivendo la replica – CPI sostiene questi nazisti è ridicolo. Capisco se fossero storie e critiche vere ma qui questo, come è stato detto fa di tutta l’erba un fascio collegando cose assurde.

Ecco le ‘cose assurde‘. Ovviamente Osipova si guarda bene dall’esprime qualcosa sulle foto delle vittime a Odessa e Donetsk dei suoi amici nazitalantisti.

Il servizio esclusivo di Irina Osipova per il sito neofascista Il Primato Nazionale:

Lo stesso giorno, sempre il Primato Nazionale metteva on line quest’altro suo video ‘esclusivo’ realizzato in Ucraina:

Cosa sponsorizza Irina Osipova, e chi rappresenta in realtà? Non i russi, questo è sicuro.

Ps 3. L’infiltratissimo
Luca Mad Mai detto, che Cpi è filo-Nato. Ho solo detto che certe posizioni “terzaposizioniste” tendono ad avvallare posizioni di quel tipo: insomma , avendo navigato a vista o essendosi fermati alle “sovrastrutture” (simboli, ecc.) hanno avvallato una posizione che senz’altro non avvantaggia il fronte anti-Nato. Motivo? Sono ragazzi, forse! Ma potrei dirti che frange consistenti del trockijsmo italico (PCL, LCT, PAC, ecc.) ha sostenuto le rivolte in nord Africa pensando che il popolo se scende in piazza ha sempre ragione! E cannavano tutto, perdendo di credibilità! Idem Cpi, che ha senz’altro dentro ragazzi per bene. Infatti so riconoscere che in Cpi c’è dentro di tutto, così come nei centri sociali di sinistra e nei vari partiti. Non sono come Lattanzio che fa dossier ma poi s’incazza se io scrivo articoli vs Stato e impotenza o se Saverio Ferrari, Claudia Cernigoi e Valerio Evangelisti gli rompono i maroni perchè scrive su “Eurasia”! Loro fanno dell’antifà, una caricatura dell’antifascismo dei padri, un mezzo per distrare le masse e fare la guerra come fra cowboy e indiani. Mr lattanzio, che scrive che sono al soldo della Cia e del Mossad (Patetico!) (sarebbe patetico se fosse vero, ma luca andriola si sopravvaluta un tantino se pensa che io sopravvaluti lui a tal punto. Patetico sì) usi un pò di coerenza, usi epiteti diversi contro l’avversario (se fossi Iannone ecc. lo querelerei per l’uso del termine CasaGladio, che non è una semplice critica come faccio io, ma insulto puro. Io da marxista – diverso dai coglionazzi radical chic che vietano pure i concerti metal [vedi il psot sul sito di Ugo Maria Tassinarie la vaccata fatta dall'Anpi] – contesto Cpi e a sua ideologia come ho avuto le palle di contestare certe tue riflessioni che non condividevo davanti a te, seduto a due passi dalla tua scrivania, in casa dell’interlocutore, cioè con la dialettica, senza mancare di rispetto, darmi – come ha fatto con me – della “scimmia ammaestrata che mangia la merda!” (lo ribadisco) e alte cose per cui si va davanti ad un tribunale. Lattanzio è identico ai dossieristi pennivendoli che lui e i suoi amici ibridi denunciano da anni! Sono – scusa lo sfogo – segaioli!

PS 4. Il viceguru sugli specchi
Maurizio Murelli Lattanzio l’ha fatta fuori dal vaso e di brutto…. ma di brutto proprio. Fa il paio con quelli che pensando alla Germania credono li ci sia Hitler. Lui pensa che la Russia di Putin sia quella di Baffone. Roba propria dei comunisti. Siccome non sono settario, posso dire che qualche volta nei suoi scritti ci coglie. Più spesso è accecato da risentimento ideologico e vede l’atlantismo anche sotto i tappi della Coca-cola. (Al contrario di tale poveraccio, si guardi pure sotto quei tappi).

Maurizio Murelli  Mi pare di sognare: Questo sarebbe un comunicato filoatlantista e anti russo?
E’ il documento che citi te, Luca Mad.
«Roma, 22 Febbraio – “Lo sforzo eroico del popolo ucraino, soprattutto dell’opposizione nazionalista, protagonista indiscussa della piazza negli ultimi giorni per riconquistare la propria sovranità, non può che far esultare chiunque abbia a cuore la causa dei popoli e delle nazioni”. Lo afferma CasaPound Italia in una nota a proposito di quanto sta avvenendo in questo ore a Kiev. “Ora però – continua Cpi – noi che conosciamo fin troppo bene le politiche oligarchiche e antinazionali dell’Unione europea auspichiamo che gli ucraini lottino per avere uno stato sovrano, con una banca nazionale pubblica e una propria moneta, che faccia accordi commerciali con chicchessia ma nell’esclusivo interesse dell’Ucraina. Per far questo, tuttavia, sarà necessario un eguale sforzo della componente nazionalista contro i tentativi eterodiretti di trasformare la rivolta ucraina in una ‘rivoluzione arancione’ che abbatta una oligarchia per insediarne un’altra. Le sirene della Nato, della Ue, dei vari professionisti della destabilizzazione come George Soros o Bernard-Henri Lévy sono per ogni popolo, Ucraina compresa, più pericolosi di ogni governo corrotto».

In Ucraina ci sono solo 'nazisti non veri' e 'partigiani diversamente antifascisti'.

In Ucraina ci sono solo ‘nazisti non veri’ e ‘partigiani diversamente antifascisti’.

“Questo sarebbe un comunicato filoatlantista e anti russo”, si domanda il vecchio arnese. Abituato a minacciare e a spacciare fumo, Murelli evita di citare i documenti successivi al 22 febbraio, data che celebrerà assieme al 28 ottobre e al 30 gennaio.
“L’altra cosa da cui vorrei un risposta da Washington è sulla visita segreta del coordinatore di Pravij Sektor, Andrej Artjomenko, a Washington per presunti incontri con Victoria Nuland. Vogliamo risposte perché è assai grave manipolare gli eventi in Europa dall’Atlantico. Non è un telecomando. E’ molto grave per noi” (MID)

Jarosh non nasconde il fatto che il suo movimento è guidato dalle idee di Bandera, quindi diamone un’occhiata:
• “Compito generale è la pulizia del territorio dell’Ucraina dal massimo numero di ‘moskali’ ostili (soprannome dispregiativo per i russi e gli ucraini russofoni), al fine di non distrarre significative forze nella custodia dei prigionieri di guerra o persone internate nel corso della difficile lotta”.
• “La gente ucraina sa: Mosca, Polonia, Ungheria ed ebrei sono i tuoi nemici. Uccidili!”. Cherson and Molschky Cherson and Molschky

L’assistente del segretario di Stato per gli affari europei ed euroasiatici, Victoria Nuland, aveva  incontri il gruppo neofascista ucraino Pravij Sektor a Washington DC. I capi di Pravij Sektor, tra cui il coordinatore di Pravij Sektor Andrej Artjomenko, a fine aprile 2014 si erano recati negli Stati Uniti con l’aiuto dell’ambasciatore statunitense a Kiev Jeffrey Payet, per colloqui con i rappresentanti del dipartimento di Stato degli Stati Uniti, per negoziare con Victoria Nuland. Gli statunitensi hanno dato assistenza finanziaria e informativa ad Artjomenko per creare il partito Pravij Sektor. I funzionari del dipartimento di Stato USA avrebbero “investito” nella costruzione del partito neonazista ucraino 5/10 milioni di dollari. Tale finanziamenti non soddisfacevano il ducetto di Pravij Sektor Dmitrij Jarosh. Per lui la cifra offerta da Washington era insufficiente. Real War in Ukraine

mossad_mottoIl 26 febbraio 2014 l’ambasciatore d’Israele in Ucraina, Reuven El Din, si è incontrato con la dirigenza del movimento “Pravij Sektor“, compresa il suo capo Dmitrij Jarosh. I capi del movimento hanno informato l’ambasciatore sulla loro posizione sul futuro dell’Ucraina, e sottolineato che seguono una politica di tolleranza sulle questioni nazionali. Dmitrij Jarosh ha anche sottolineato che ogni retorica odiosa, in particolare l’antisemitismo, non solo è condannata dal “Pravij Sektor“, ma che l’avrebbero combattuta con tutti i mezzi giuridici legittimi. L’obiettivo del movimento è costruire un’Ucraina democratica, avere  trasparenza nel governo, combattere la corruzione e garantire pari opportunità per tutte le nazioni e dei popoli; intendono unire il popolo e costruire uno stato governato dal popolo. Le parti hanno convenuto d’istituire un numero verde per evitare provocazioni e problemi di coordinamento che si presentano. I capi del movimento hanno sottolineato che qualsiasi manifestazione di sciovinismo e xenofobia sarebbe stata punita. EmbassiesHeritage FL

CPi, affiliati ed altri arnesi di Gladio, tentano di affermare che in Ucraina non ci sono nazisti e fascisti, ma fantomatici ‘nazisti non veri’, qualsiasi cosa ciò significhi. Intanto, il figlio del vicecapo dei kollabos nazisti uraini, inaugura il ‘nuovo parlamento’ di Kiev. I kollabos dei nazisti, nel Walalla del neofascistume non entrano, essendo dei nazisti non sufficientemente ‘veri’.

544e139203655_38377La prima sessione del nuovo parlamento ucraino sarà aperta da Jurij Shukhevich, figlio del braccio destro di Stepan Bandera, duce dell’UNA-UNSO, il vecchio partito nazista ucraino. Shukhevch è stato eletto nel partito del terrorista neonazista pedofilo Oleg Ljashko. Novorossia

reinhard_gehlen_1945La verginità anale dei neofascisti: “I veri fascisti non stanno con gli americani”, come no! I generali e i comandanti delle SS non erano ‘veri nazisti’, secondo la psicolabilità del nullismo neofascista italiano:
L’ex-assistente di Adolf Eichmann, Otto von Bolschwing, fu reclutato dai servizi segreti statunitensi, proprio perché sapevano della sua carriera di criminale di guerra nelle SS, per contrastare la diffusione del comunismo e l’influenza del blocco sovietico. Uno spauracchio tutt’ora agitato dai ‘saltatori di steccati ideologici’ di Casapound. Otto von Bolschwing, braccio destro di Eichmann durante lo sterminio degli ebrei, a quanto pare per Murelli e camerateria avariata di contorno non era un ‘vero nazista’. Rivendicare la ‘non-nazistità’ dei comandanti e dei generali delle SS la si può definire paraculismo? Romanamente e autarchicamente, sì. “Nel 1980 l’FBI protesse dalle indagini del ministero della Giustizia 16 nazisti che vivevano negli USA che lavoravano per l’agenzia. Nel dopoguerra gli USA reclutarono 1000 nazisti secondo il New York Times (molti di più, in realtà), utilizzandoli nella lotta contro l’URSS. Il capo dell’FBI Edgar Hoover e quello della CIA Allen Dulles decisero di importare tali nazisti da usare contro Mosca proteggendoli dalle indagini sui crimini commessi negli anni ’30 e ’40. Hoover in persona approvò il reclutamento delle ex-SS, sostenendo che la meticolosità e l’anticomunismo viscerale di tali “nazisti moderati” fossero preziose per gli USA. Eccoli qua i ‘nazisti non veri’, i ‘nazisti moderati’ di Hoover. Sono costoro i numi tutelari dell’odierno paraculismo naziatlantista di CPI e cameratti? “Il New York Times racconta che quando il ministero della Giustizia si preparava a processare Aleksandras Lileikis, capo della Gestapo responsabile del massacro di 60mila ebrei lituani, la CIA cercò di difendere la spia, reclutata nel 1952… I giudici tennero duro e alla fine si giunse ad un compromesso: la magistratura avrebbe rinunciato a condannare Lileikis solo se nel processo fossero venute fuori questioni tali da mettere in pericolo la sicurezza nazionale USA. Non successe e il criminale nazista finì in galera.” Corriere

Edgar Hoover, santo patrono dei nazisti in America

Edgar Hoover, santo patrono dei nazisti in America

Uno spauracchio tutt'ora agitato dai 'saltatori di steccati ideologici' di Casapound.

Lo spauracchio tutt’ora agitato dai ‘saltatori di steccati ideologici’ di Casapound.

Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna

Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna

Giornalista tedesco: I media europei scrivono menzogne su ordine della CIA

Sottotitoli in italiano

Udo Ulfkotte, giornalista tedesco ed ex-redattore del quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung, racconta come la CIA corrompe e sottomette i media europei per svolgere propaganda favorevole agli Stati Uniti e contraria alla Russia. I non allineati perdono il posto di lavoro. Ulfkotte ha rilasciato questa intervista ad RT e Russia Insider.

Barzani incoronato per salvare Kobané e il nuovo progetto di Erdogan per salvare il SIIL

Nasser Kandil Mondialisation, 23 ottobre 2014
Trascrizione e traduzione di Mouna Alno-Nakhal per Mondialisation

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“Verso il complicato Oriente, volavo con idee semplici”
(Charles de Gaulle, Memorie di guerra)

Chi oggi può vantare semplici idee su questo Oriente, che sembra sempre più complicato? Chi è disposto a credere a coloro che vivono le tragedie che lo sconvolgono e a diffidare di coloro che diffondono menzogne? Le analisi di Nasser Kandil, sviluppate sulla rete TV siriana al-Fadaiya, dovrebbero rientrare nella categoria delle “opinoni” o dei fatti? Ai lettori giudicare. (NdT)

1. Signor Kandil, vede alcuna efficacia negli attacchi aerei quotidiani della “coalizione internazionale” in Iraq e Siria, e pensa che esista un ordine del giorno degli Stati Uniti che non ha nulla a che fare con la lotta al terrorismo?
È certo che a livello locale ed internazionale ci avviciniamo a un periodo post-SIIL (Stato Islamico in Iraq e Levante). In ogni caso, ciò che viene fuori dal discorso di Obama, mi sembra vero non per l’importanza del SIIL, ma perché ciò ha comportato la nascita dell’organizzazione terroristica e pertanto l’emergere della “Coalizione internazionale contro il SIIL” sotto la bandiera della lotta al terrorismo, è il risultato di un’equazione emersa dopo tre anni di guerra concentrata sulla Siria. Infatti, a meno di un imprevisto, la tendenza è verso la vittoria dell’Esercito arabo siriano e della Resistenza libanese in diverse regioni. E’ un dato di fatto per la maggior parte degli analisti, perché se andiamo indietro di sei mesi ricordando la sconfitta dei gruppi armati nel Qalamun (Siria occidentale), gruppi divenuti il SIIL contando elementi di Jabhat al-Nusra, ELS e molte altre brigate, alcune delle quali ormai dimenticate o sterminate, come il gruppo Ahrar al-Sham, ecc. Così come le loro sconfitte a Qara, Nabaq, Yabrud… possiamo parlare di un effetto valanga accompagnato dal loro crollo morale e militare. Non lo dico io ma la stampa estera come l’Independent, ecc, che credono che la Siria si sbarazzerà in 1/3 mesi dei gruppi armati. Ciò significa che esce da questa guerra da vincitrice, cosa che John Kerry ha cercato di evitare quando disse a una riunione annuale tenutasi nel luglio 2013 nella Sala dei Congressi del Mar Morto, in Giordania, “Vogliamo evitare una situazione con vincitori e vinti nella regione, in quanto ciò darebbe, in un modo o nell’altro, all’asse vittorioso un segno religioso e a quello sconfitto un altro segno, per cui sarà difficile trovare un compromesso internazionale“. In altre parole, nonostante il braccio di ferro continuo tra Stati Uniti e Russia, c’è la necessità di una situazione win-win, impossibile nella nostra regione: l’Iran dalla parte dei vincitori, mentre l’Arabia Saudita non potrà che uscire perdente ed Israele impotente. E ciò è ancora più vero un anno dopo (la dichiarazione di John Kerry) per l’Arabia Saudita dopo gli eventi in Yemen e la guerra d’Israele a Gaza, e le successive vittorie dell’esercito della Siria sui gruppi terroristici; cosa che gli Stati Uniti non possono tollerare. Qui mi limiterò a ricordare ciò che disse Richard Perle, il principale organizzatore dei neoconservatori statunitensi che portarono George W. Bush alla presidenza degli Stati Uniti con il “Progetto per un Nuovo Secolo Americano” del 1998 [1] e divenuto ufficiale per il Pentagono nel 2000. Da membro della Commissione responsabile della politica della Difesa degli Stati Uniti, Perle disse in sostanza: “Gli interessi degli Stati Uniti e la loro supremazia nel mondo dipendono dal controllo delle fonti di gas e petrolio e dalle modalità strategiche per trasportali“. E’ quindi chiaro che l’invasione di Afghanistan e Iraq soddisfacesse tali interessi, ma gli Stati Uniti sono bloccati, tra le altre cose, dal “complesso del Vietnam”. Da qui l’idea che il processo “sarà probabilmente lungo, in assenza di un qualche evento catastrofico e catalizzatore, come una nuova Pearl Harbor“. [2] E poi improvvisamente e per puro caso, avvenne l’attacco dell’11 settembre giustificando l’invasione di entrambi i Paesi. E ora che gli USA hanno bisogno di un equivalente per riequilibrare una situazione vincitori-perdenti, improvvisamente e per puro caso, appare il SIIL!
Il SIIL è un’entità creata per colpire tutti, impantanandoli in un vicolo cieco ove cercare una soluzione per uscirsene. Ricordate i titoli dei media: “Se la Siria esce vittoriosa in breve tempo, cosa accadrà se i mujahidin occidentali, come si dice, tornassero all’ovile?“. Tutti temono il loro ritorno e prendono misure per proteggersi iniziando dall’Arabia Saudita, ma anche Gran Bretagna, Olanda, Australia, Canada, ecc. Cosa fare quando si teme il loro ritorno? Risposta: creare un “sogno seducente” che mantenga quelli già nella nostra regione e attrarre coloro che sono ancora in occidente. Un’altra regola dice: “Se non potete creare ulteriori motivi per una vostra vittoria, potete organizzarvi per creare ulteriori motivi per trascinare il vostro avversario nelle crisi.” La “crisi di bilanciamento” diventa la soluzione che compensa l’incapacità di spezzare le difese del nemico. Così Israele può spezzare la deterrenza della Resistenza in Libano e Palestina, continuando a creare problemi simili al suo. Da qui, come fare il possibile affinché Arabia Saudita e Turchia siano, in ultima analisi, gli unici due Paesi fuori dalla crisi? Affinché Iran, Siria e Resistenza subiscano la stessa crisi? Come? Risposta: inventando il SIIL! Ma il SIIL incontra anche il secondo requisito imposto dal fatto che vi sono due blocchi nella nostra regione, da un lato Iran, Siria e Resistenza; dall’altro il blocco guidato dagli Stati Uniti. Anche se gli Stati Uniti svolgono un gioco win-win con la Russia a livello internazionale, rimangono ancora meno “perdenti” su scala regionale, anche se i loro alleati lo sono. Chi altro agirebbe da terzo assegnando a vittoria agli alleati degli Stati Uniti, se non il SIIL? Così, alla fine di questo lungo film statunitense, Arabia Saudita e Turchia ne usciranno “vincitrici” perché hanno partecipato alla vittoria contro il SIIL. Ciò non impedisce a Stati Uniti e alleati di cercare pur sempre di sconfiggere la Siria e il nostro campo utilizzando il SIIL, anche se non sono arrivati ad unire le forze con Qatar, Israele, Francia, NATO, al-Qaida e Fratelli musulmani (…). In sintesi, il SIIL è stato prodotto per soddisfare il desiderio d’invadere la Siria, coprendo altre esigenze: crisi di bilanciamento, soccorrere gli alleati perdenti, “sogno seducente” che aliena i terroristi che minacciano la sicurezza nazionale di tutti. Quest’ultimo requisito è di gran lunga il più importante (…). Poi dicono che la Coalizione internazionale è qui per sterminare il SIIL? No! Quale sarebbe l’interesse degli Stati Uniti? Sterminare il SIIL equivale a riconoscere la vittoria della Siria e rischiare il ritorno dei “mujahidin” nel Paese di origine (…). Sono stati inviati per essere uccisi. Sono disposti a morire per una storia inventata, credendo a tutte le stronzate che gli si dicono, le urie che li attendono in cielo, il pranzo alla destra del Profeta… Coloro che comandano sono dell’intelligence e in contatto con il centro che li ha creati, ma non può controllarli. Sono gli aerei da guerra statunitensi a occuparsene. Così hanno dovuto cacciarli da Irbil, a meno che gli USA non li abbiano indirizzati su questa città per raddrizzare Masud al-Barzani e portarlo dalla loro parte. Sono al confine giordano e sono uno spaventapasseri per i sauditi, a cui viene suggerito che attaccheranno subito dopo la festa di al-Adha, e quindi questi si precipitano a mendicare la protezione e pagare 30 miliardi di dollari in apparecchiature elettroniche made in USA.
In conclusione: il SIIL è stato creato per uno scopo. Vietato eliminarlo e le sue azioni sono controllate dal centro degli USA. Da cui lo scopo della coalizione.

2. Oggi al centro della scena c’è Ayn al-Arab (Kobané). Perché proprio questa città e quali sono le equazioni che governano tale battaglia?
Comincio col dire un punto importante che potrebbe sorprendere molti analisti. La propaganda vuole che il SIIL sia collegato a una setta religiosa precisa, e la presenta come protettore degli uni e pericolo degli altri. Alcuni ancora ingollano tale favola. In realtà siamo passati da una fase in cui gli Stati Uniti fomentavano il conflitto settario in Iraq, Siria e Libano, a una nuova fase in cui non è più questione di partizione su basi religiose. Il gioco è diventato troppo pericoloso per l’Arabia Saudita, che cadrebbe. In questo caso, i 10 milioni di barili estratti nella regione di Qatif sotto l’autorità morale di shayq al-Namir [3] andrebbero persi per gli USA e i sauditi. Allo stesso modo, quando Masud al-Barzani annunciò di voler indire un referendum sull’indipendenza del Kurdistan iracheno, dopo l’improvvisa offensiva del SIIL del 9 giugno 2014, trovò solo Netanyahu a congratularsi con lui. Gli Stati Uniti dissero ‘stop’ e vietarono la partizione dell’Iraq e la creazione dello Stato curdo, perché la stessa cosa sarebbe accaduta in Turchia. In breve, ci sarebbe stato un “suicidio” contro cui avvertì l’ex-segretario generale della NATO Rasmussen alla riunione di Francoforte del 2012, discutendo la proposta di partizione del Medio oriente dello storico Bernard Lewis; il progetto era basato sull’esplosione delle componenti sociali ed etniche del mondo arabo e musulmano, spingendo i popoli a uccidersi a vicenda su basi settarie e dottrinali. [4] Così si vuol far saltare i confini disegnati da Sykes e Picot e creare il “caos” costruttore o distruttore, chiamatelo come vi pare.

3. Ma quali sono le conseguenze?
Molti mini-Stati sciiti sulle coste del Golfo Persico dipendenti dall’Iran e mini-Stati alawiti sulle coste Mediterraneo. Angoli confessionali che gli Stati Uniti non hanno particolarmente apprezzato, soprattutto perché questi due valori geostrategici si trovano nell’alleanza guidata dall’Iran. L’obiezione di Rasmussen, presa in considerazione da Henry Kissinger alla riunione del “Comitato dei saggi” presieduto da Madeleine Albright, delegata dalla NATO, lo portò a proporre una nuova teoria per sfruttare le tensioni demografiche e settarie spezzando le società locali e indebolendo gli Stati, senza arrivare alla partizione. Pertanto SIIL e Jabhat al-Nusra hanno tale compito dividendosi su basi settarie più appropriate. Infatti, se la preoccupazione di SIIL e Jabhat al-Nusra fosse confessionale, cosa li avrebbe portati a scegliere Qunaytra, Mosul e Ayn al-Arab? Qunaytra non ha un colore religioso, ma geograficamente è collegata alla sicurezza d’Israele. Analogamente Mosul, scelta come sede del califfato di uno Stato islamico presunto, è lontano da Baghdad, che sarebbe più appropriata in ciò. E perché no Tiqrit? Perché più vicina al confine turco? Pertanto è ora di tracciare nuovi confini. Per provarlo, basta individuare le posizioni di SIIL e Jabhat al-Nusra; per inciso quest’ultima organizzazione è in procinto di essere considerata “il fronte anti-Assad moderato”, mentre è il ramo ufficiale di al-Qaida, che non riconosce il SIIL.
Posizioni di Jabhat al-Nusra:
• Confine tra Libano e Siria
• Confine tra Libano e Palestina
• Confine tra Siria e Palestina
Posizioni del SIIL:
• Confine tra Siria e Iraq
• Confine tra Siria e Turchia
• Confine tra Iraq e Turchia
• Confine tra Iraq e Giordania
• Confine tra Iraq e Arabia Saudita
Riguardo l’invasione di Ayn al-Arab, è volta a chiudere i confini tra Siria e Turchia.
Osserviamone il gioco. Il SIIL si avvicinava ad Irbil (capitale della regione autonoma del Kurdistan in Iraq) con un’espansione che non ha quindi nulla a che vedere con gli sciiti. Se così fosse, sarebbe stato più logico se il SIIL si dirigesse su Samara, ma Samara è una linea rossa. E se il SIIL voleva occupare una zona contestata, sarebbe stato più logico che i suoi combattenti avanzassero su Kirkuk, uno dei più grandi centri petroliferi dell’Iraq. Ma preferì Irbil, un’altra linea rossa, perché, come affermato dal New York Times, una volta che Obama ne fu informato inviò immediatamente i bombardieri B-1 per creare un “muro di fuoco” contro tale avanzata. Risultato: il SIIL è stato utile per denunciare i Peshmerga che presenziarono senza muoversi alla disfatta delle truppe dell’esercito iracheno [5] e Masud al-Barzani (presidente del Governo Regionale del Kurdistan in Iraq e leader del Partito Democratico del Kurdistan PDK) ottemperasse alla volontà degli Stati Uniti. Abbandonò l’idea di uno Stato curdo indipendente in Iraq? Mise i Peshmerga sotto la tutela esclusiva degli Stati Uniti, venendo elogiato dagli israeliani e dai turchi? E’ sempre “protetto” ed è la sua bandiera a sventolare su Ayn al-Arab, non quella della Turchia o del PYD siriano (Partito dell’Unione Democratica Curdo presieduto da Salah Muslim). Questo perché le Unità di protezione del popolo (YPG da Yekineyen Parastina Gel, che formano l’ala armata del PYD) sono una miscela di movimenti indipendenti, spiegando perché agiscono correttamente o sbagliano. Le dichiarazioni del tipo “Siamo all’opposizione, ma non vogliamo colpire la Siria o l’esercito siriano, non vogliamo essere strumenti degli stranieri, perché la Siria è il nostro Paese e non possiamo dimenticare i suoi benefici”, non fanno parte del dizionario degli Stati Uniti, in particolare quando gli Stati Uniti non supportano tale molteplicità di attori e vorrebbero limitarne il numero. Sul gioco curdo, il SIIL ha dovuto abbandonare grandi città come Aleppo e Idlib per entrare ad Ayn al-Arab che, ancora una volta, non è di grande interesse per il loro progetto apparentemente confessionale. Ma qui, a differenza di Irbil, abbiamo avuto spiegazioni dallo Stato Maggiore degli Stati Uniti che ci dice che le condizioni sul terreno gli impedivano di bombardarlo per salvare Ayn al-Arab (…).

4. Non hanno detto che non era la loro missione?
Infatti, John Kerry ha detto che “Kobané non è un obiettivo strategico“. [6] Nel frattempo le forze curde che difendono la città sono state dissanguate e ripiegano, ed Abdullah Ocalan ha invocato l’unità dei curdi [7] per salvare Kobané. Tutti vanno da Barzani, illustrata dalla foto ricordo dei 12 leader politici curdi che gli dichiarano fedeltà. Masud al-Barzani è stato incoronato “capo dei curdi”. La missione per Ayn al-Arab è adempiuta. Indubbiamente non deve cadere in mano al SIIL. I bombardamenti statunitensi sono divenuti più efficaci. [8] Le equazioni vengono modificate e la Turchia deve sedersi al tavolo dei negoziati.

5. Perché la Turchia si astiene dal partecipare alla coalizione internazionale? Come spiegare le condizioni che portano al suo coinvolgimento e in particolare all’accanimento contro il presidente siriano? Come spiegare le dichiarazioni di Erdogan che rifiuta di armare il PYD trattandolo da partito terrorista?
Per me Turchia e Stati Uniti agiscono d’accordo (…). Gli Stati Uniti hanno il loro piano e la Turchia il suo, ma rimane comunque al centro del piano degli Stati Uniti. Il SIIL nasce su richiesta degli Stati Uniti e la Turchia lo gestisce su delega. E’ ormai risaputo che il governo turco e il Qatar sono etichettati Fratelli musulmani, e il piano di metterli al potere in Egitto, Tunisia, Libia, Siria e Iraq è stato assegnato a Hilary Clinton ministra degli Esteri degli Stati Uniti, per por terminare alla Resistenza nella nostra regione (…). Non importa il sacrificio di alleati come Hosni Mubaraq e Zin al-Abidin. Non importava l’uccisione di Muammar Gheddafi. Dovevano piegare Bashar al-Assad e scegliere il più adatto alla bisogna (…). Erdogan sa che non è più il soggetto del momento. Quindi non attribuiscono troppa importanza alle sue parole d’ordine, il suo nuovo piano è diverso ed ha sorpreso i delegati statunitensi che l’hanno visitato la scorsa settimana ad Ankara. Sebbene il SIIL sia una creazione di Stati Uniti e Turchia, è lui che lo controlla e può sempre usarlo come spaventapasseri, alimentando o svezzandolo a seconda delle circostanze, decidendo che sarebbe un peccato fare a meno dei suoi servizi. Quindi parlò ai visitatori della nuova missione del SIIL, carte alla mano. Tale nuova missione è concentrare le forze del SIIL nella zona tra Siria e Iraq, tra Tigri ed Eufrate, evitando Baghdad, occupando il corridoio che va dal deserto alla Giordania. Così pensa di poter far passare il gasdotto del Qatar per l’Europa senza dover combattere con i governi siriano e iracheno. E così pensa di accontentare Stati Uniti ed Europa liberandoli dalla dipendenza dal gas russo (…). I delegati statunitensi risposero che il SIIL deve avere una scadenza, perché è impossibile giustificare l’occupazione di questi territori da parte di terroristi, né presso i militari, né verso l’opinione pubblica, anche se l’hanno creato, e che non è il caso di scherzare in quel modo con l’organizzazione dei Paesi esportatori di gas e petrolio. Ecco il disaccordo tra Turchia e l’amministrazione degli USA, apparire dopo il palese fallimento degli altri alleati sul campo di battaglia (…). Ed è per questo che può, in qualsiasi momento, essere liberato da ogni responsabilità lasciandoli affrontare la crisi da perdenti. Non basta che Erdogan alzi la posta affinché Joe Biden ricordi agli alleati regionali gli ordini ricevuti [9] nel famoso discorso ad Harvard?

1014046Nasser Kandil, 19/10/2014
Nasser Kandil è un ex-deputato libanese, direttore di TopNews-Nasser Kandil e direttore del quotidiano libanese al-Bina

Fonte:

Video al-Fadaiya TV (Siria): Nasser Kandil intervistato dalla signora Rasha al-Qasar

Note:
[1] Progetto per il Nuovo Secolo Americano
[2] Strategia Imperiale per un Nuovo Ordine Mondiale: Le origini della Terza Guerra Mondiale.
[3] La pena di morte in Arabia all’oppositore politico e religioso shayq Baqir al-Nimr
[4] Lo storico Bernard Lewis, la “primavera araba” e i nuovi assassini
[5] I curdi sognano, grazie a ciò che fa il SIIL
[6] Perché Kobané non è una città strategica per gli USA
[7] I curdi uniti per salvare Kobané
[8] Siria: I curdi controllano gran parte di Kobané
[9] SIIL, il non-presidente statunitense Joe Biden, mangia la foglia!

syria-map2Copyright © 2014 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Ottawa false flag?

Aanirfan 22 ottobre 2014_78456282_canadagallery2Michael Joseph Hall è accusato dell’attentato nella capitale del Canada Ottawa. Secondo quanto riferito, ha ucciso il caporale Nathan Cirillo. La sparatoria ha avuto luogo presso il Monumento ai Caduti.

images7XIDFIQHSecondo quanto riferito, Hall è stato poi ucciso nel Parlamento canadese dal sergente Kevin Vickers, che ha lavorato per la polizia canadese per 29 anni. Naturalmente, nessun membro del parlamento è stato colpito. Quanto è facile entrare in parlamento con un’arma dopo aver ucciso un soldato? La madre di Hall, Susan Bibeau, è un alto funzionario pubblico federale dell’ufficio immigrati e rifugiati. Sembra probabile che Hall abbia subito il lavaggio del cervello mentre era in prigione. Hall aveva una lunga fedina penale e fu condanno a due anni per rapina, nel 2003. Le autorità sembravano proteggere Hall. Nel 2011 fu accusato di rapina, ma passò solo un giorno in carcere. Hall si sarebbe convertito all’Islam ribattezzandosi Zehaf-Bibeau. Dailymail.
Il 22 ottobre 2014, la foto di Hall è stata twittata su un account collegato al SIIL, ‘Islamic Media‘. Essendo il SIIL gestito dalla CIA e prossimi, si può supporre che gli eventi di Ottawa siano stati organizzati da CIA e prossimi? Un giornalista dell’Ottawa Citizen, Jordan Press, dal Parlamento ha scritto su twitter che il sospettato era in sovrappeso. Alcuni testimoni hanno detto che il sospettato sembrasse sudamericano. Dailymail.

parliament-attack-shootingCome in simili operazioni “false flag”, c’erano molti fotografi pronti a riprendere molte foto dal ‘vivo’. D’altra parte, gli agenti di polizia di Ottawa hanno puntato le pistole su certi giornalisti ordinandogli di mettersi a terra. “I giornalisti sono stati bloccati nell’androne della Camera dei Comuni“, riporta Josh Wingrove del Globe and Mail.
La sparatoria di Ottawa sembra un’operazione di Gladio. “La sparatoria di Ottawa non deve essere un pretesto per spogliarsi delle libertà civili”.

Quebec Military StruckLa sparatoria di Ottawa segue un incidente in Quebec dove due soldati canadesi sono stati travolti da un’auto guidata da un malintenzionato che, secondo gli agenti, recentemente si sarebbe convertito all’Islam radicale. Una delle vittime poi è deceduta, hanno riferito.

imageCercando di non sorridere, il capo del servizio di sicurezza canadese, Richard Fadden (secondo da destra) lascia l’area della sparatoria sulla collina del Parlamento, a Ottawa, 22 ottobre 2014 (Adrian Wyld/Canadian Press) CTVNews

ottawa-shooting-locationsCome per le precedenti “false flag”, vi sono notizie contrastanti sull’evento. I primi rapporti indicano un possibile altro tiratore. Uno dei luoghi della sparatoria sarebbe stato il Rideau Centre Mall, centro commerciale vicino al Parlamento. Inizialmente un tiratore al Rideau Centre è stato confermato dalla polizia, ma poi ciò è stato ritrattato, secondo The Epoch Times.

977713-b3b936f4-5923-11e4-821d-5da22c4f991dIl primo ministro del Canada Stephen Harper è sospettato essere un agente d’Israele. Ci sarebbe stata una esercitazione delle autorità prima dell’attacco? Il personale della sicurezza del Parlamento era stato addestrato allo scenario del 22 ottobre 2014. “Hanno anche provato a nascondersi dietro le colonne di marmo che vedete in cima alle scale e a rispondere al fuoco“, ha detto Craig Oliver di CTV.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’epidemia di ebola collegata alla CIA

Kurt Nimmo Global Research, 21 ottobre 2014ebola-ciaIl giornalista investigativo ed ex-funzionario della NSA Wayne Madsen ha detto a PressTV che l’ultima epidemia di ebola in Africa potrebbe collegarsi a precedenti epidemie legate alla CIA. “S’è visto nel 1976 quando gli Stati Uniti violarono una legge del Senato che proibiva agli USA d’impegnarsi nella guerra civile angolana, utilizzando lo Zaire come esca della CIA, quindi si vede l’epidemia di ebola in Zaire. Lo stesso anno in cui George HW Bush era direttore della CIA“, ha detto Madsen. “Negli anni ’80 si vide l’esplosione del virus HIV in Zaire e Angola, dove la CIA operava. Penso che ciò che si debba vedere è un’indagine sull’intenso programma di guerra biologica della CIA in Zaire e Angola nel 1976 – 1980; ciò che ha colpito Sierra Leone e altri Paesi è il ceppo di ebola dello Zaire“. Madsen ha detto che la militarizzazione statunitense per l’ebola in Africa occidentale è sospetta. “E’ assai strano che gli Stati Uniti inviano militari quando ovviamente sono necessari operatori sanitari e medici“, ha detto.
Il coinvolgimento militare di CIA e Stati Uniti nell’uso di agenti patogeni biologici come armi è ben documentato. Nel 1970, prove furono svelate dal Comitato Church. “Anche se tale ricerca militare era altamente classificata, nel 1975 la preoccupazione per le rivelazioni sulle miriadi di abusi dell’intelligence comportarono l’indagine completa del Comitato Church, del Senato degli Stati Uniti, che pubblicò un memorandum della CIA che elencava agenti chimici e tossine mortali stoccate a Fort Detrick, tra cui antrace, encefalite, tubercolosi, veleno letale di serpente, tossine dei crostacei e una mezza dozzina di veleni alimentari letali, alcuni dei quali, il comitato seppe, furono spediti negli anni ’60 in Congo e a Cuba per gli infruttuosi tentativi della CIA di assassinare Patrice Lumumba e Fidel Castro“, scrivono Ellen Ray e Willam H. Schaap in Bioterrorismo: la via americana alla guerra.
Citando gli esperimenti di sifilide a Tuskegee e gli esperimenti di epatite-B del 1978 come precedenti, i ricercatori ritengono che anche la CIA sia responsabile dell’epidemia di AIDS nell’Africa centro-occidentale. Molti leader africani, tra cui l’ex-presidente sudafricano Thabo Mbeki e Wangari Mathai, vincitore del Premio Nobel per la Pace, credono che la CIA ne sia responsabile. Negli anni ’80, John Stockwell, ex-paramilitare e agente dell’intelligence della CIA di stanza in Angola, disse che vi erano prove circostanziali che la CIA fosse coinvolta nella diffusione del virus mortale. Stockwell suggerì che l’origine dell’AIDS possa collegarsi ad una vaccinazione contro il vaiolo condotta dall’OMS e che la malattia sia stata utilizzata dall’agenzia intenzionalmente per colpire gay e consumatori di droga.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Brasile sotto pressione della CIA

Nil Nikandrov Strategic Culture Foundation 21/10/2014BrazilPresidentDilmaRousseff_largeOltre duemila attivisti politici brasiliani, intellettuali e artisti hanno firmato un manifesto per il 26 ottobre evidenziando le azioni ostili di Washington volte ad impedire la vittoria elettorale di Dilma Rousseff. Il documento, diffuso sulle reti sociali, afferma che l’avvento al potere di Aécio Neves del Partido da Social Democracia Brasileira – PSDB, serve gli interessi dei magnati ed infliggerà danni irreparabili al Paese, eliminando ogni ostacolo all’interferenza diretta degli Stati Uniti negli affari interni brasiliani. Neves è uno strumento obbediente del governo degli Stati Uniti. Washington farà di tutto per raggiungere tale obiettivo e portare il suo candidato al potere, alcune cose sono fatte di nascosto, alcuni trucchi sono usati in modo clandestino. Tutte le informazioni e la propaganda della CIA vengono utilizzate per supportare Neves. Circa 80 milioni di brasiliani hanno accesso ad internet, 150 milioni sono utenti di telefonia cellulare. I servizi speciali statunitensi hanno perfetta padronanza delle tecniche di destabilizzazione. Le recenti proteste e i disordini sociali in Brasile, che hanno minacciato la Coppa del Mondo, dimostrano che tali forze sono pronte a reagire con una “rivoluzione colorata” da attuare in qualsiasi momento. Le attività delle organizzazioni non governative non sono limitate in alcun modo; i loro membri hanno stretti legami con l’ambasciata e il consolato degli Stati Uniti, così come l’USAID. L’intelligence umana è usata per screditare la politica del governo di Dilma Rousseff. Le menzogne sulla sua inefficacia sono sparse con tutti i mezzi disponibili. “Esperti” prevedono crolli nel caso in cui la presidentessa abbia un altro termine. Diffondono risultati discutibili su “valutazione dei sondaggi” complicando la visione della realtà. Pubblicazioni della propaganda sono dedicate a previsioni che spesso usano il termine “piano tecnico”, offrendo molte opportunità alla CIA di manipolare e falsificare i fatti per rafforzare le possibilità del candidato alla presidenza che gli Stati Uniti vogliono veder vincere. Alcuni anni fa, la stessa cosa è avvenuta in Messico. Enrique Penha Nieto, candidato appoggiato dagli USA concorse contro Lopez Obrador, populista e sostenitore di Hugo Chavez. Manipolazioni e manovre per far vincere Penha si diffusero e molti messicani ancora dubitano della sua vittoria, ma Washington disse che l’elezione fu trasparente ed onesta.
Rubens Antonio Barbosa è primo consulente di Aécio Neves su affari internazionali e candidato a ministro degli Esteri. I sostenitori di Rousseff credono che sia il principale agente d’influenza della CIA. E’ stato ambasciatore degli Stati Uniti a Londra. Ora dirige il Consiglio Superiore del Commercio Estero della Federazione delle Industrie dello Stato di Sao Paulo. In conformità con il suo orientamento pro-USA, chiede la “depoliticizzazione della politica estera” e di “riconsiderare le priorità strategiche degli Stati Uniti in relazione a Stati Uniti e Cina”. Dopo lo scandalo spionistico, quando la registrazione della CIA delle telefonate di Dilma Rousseff, del governo, della leadership militare e degli alti dirigenti dei servizi speciali emerse e fu seguita dal rifiuto del presidente Obama di chiedere scusa, il Brasile rafforzò i rapporti con la Cina, principale partner commerciale dal mandato dell’ex-Presidente Lula da Silva. Ora Barbosa dice che in caso Neves vinca gli Stati Uniti occuperanno un (predominante) giusto posto nelle priorità della politica estera del Brasile. C’è una frase di Barbosa che fornisce un indizio di come l’aspirante ministro del Brasile agirà. Ha detto che la tutela degli interessi nazionali non sarà più passiva. La Bolivia ha espropriato due raffinerie della Petrobraz e il governo non ha fatto nulla per proteggere gli interessi del Brasile. Neves e Barbosa promettono di fornire accesso alle compagnie petrolifere statunitensi all’estrazione di petrolio dalla piattaforma continentale brasiliana. La gente di Neves dice che la politica sarà “più pragmatica” e completamente priva dell’approccio ideologico tipico del Partito dei Lavoratori. La posizione su questioni come i rapporti con Mercosur (Mercato comune del Sud, un blocco sub-regionale), BRICS ed altri gruppi internazionali sarà corretta.
Washington si prepara in modo approfondito alle elezioni in Brasile; ed è nella fase finale ora. Il dipartimento di Stato ed i servizi speciali degli Stati Uniti inviano decine di agenti esperti nel Paese, dalla ricca esperienza in operazioni simili svolte nel mondo. Ad esempio, Liliana Ayalde, l’attuale ambasciatrice statunitense in Brasile, ha fatto un buon lavoro in Paraguay facendo del suo meglio per contenere la diffusione dell’“ideologia populista”. Il Brasile è il prossimo. I protagonisti coinvolti nella cospirazione contro Dilma sono i funzionari dell’ambasciata e del consolato degli Stati Uniti in Brasile: Alexis Ludwig (consigliere politico), Paloma Gonsalez (funzionaria politica della sezione economica), Samantha Carl-Yoder (capo della sezione consolare), Kathryn Hoffman (funzionaria politica del Consolato Generale di San Paolo) e Amy Radetzky (capo politico ed economico, Consolato degli Stati Uniti di Rio de Janeiro). E’ sufficiente guardare alla carriera di Radetzky per capire che Washington ha preparato una situazione “non standard” per il Brasile. Nel dipartimento di Stato fu responsabile del controllo degli eventi in Brasile per vedere come influenzassero le relazioni bilaterali e come attuare una politica verso questo Paese. Supervisionava i messaggi dall’ambasciata statunitense nella capitale brasiliana. Poi diresse la speciale sorveglianza su nascita e sviluppo delle crisi nella regione e la preparazione di relazioni sulla situazione per la squadra del segretario di Stato John Kerry al dipartimento di Stato. Ora è stata inviata d’urgenza a Rio! La situazione di crisi ha spinto Radetzky ad andare in Brasile? Lo studioso di politica del Venezuela Eleazar Díaz Rangel definisce l’eventuale sconfitta di Dilma un “disastro”. I governi di Lula da Silva e Dilma Rousseff hanno reso la vita migliore a decine di milioni di persone in Brasile, prive anche dell’elettricità, in precedenza. Il Partito dei Lavoratori ha avviato drastici cambiamenti positivi nel continente sudamericano. Secondo Rangel, l’amministrazione Obama ha mobilitato tutte le forze d’opposizione in Brasile e in altri Paesi dell’America Latina, tutti i media e le agenzie per evitare la rielezione di Dilma. Ci sono fondi per sostenere Neves alle presidenziali. Influenti ambienti finanziari ed economici degli Stati Uniti partecipano al sostegno di Neves.
I brasiliani si mobiliteranno evitando il disastro previsto da Eleazar Díaz Rangel? Lo sapremo tra una settimana.

Liliana Ayalde

Liliana Ayalde

La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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