L’US intelligence nasconde la verità sul jet malese abbattuto in Ucraina

Generale Leonid Ivashov e Tamara Zamjatina, Global Research, 24 luglio 2014

mh17_brief_09-900Sei giorni dopo la tragedia del Boeing malese, funzionari dell’intelligence degli Stati Uniti hanno riconosciuto che Washington non aveva informazioni sul coinvolgimento diretto della Russia nell’incidente aereo del 17 luglio. “Pertanto, i servizi di sicurezza degli Stati Uniti hanno respinto la dichiarazione del Segretario di Stato John Kerry del 20 luglio, secondo cui il sistema missilistico della difesa aerea aveva abbattuto il Boeing-777 malese nella parte orientale dell’Ucraina era stato consegnato dalla Russia“, ha detto ad ITAR-TASS il presidente del Centro internazionale di analisi geopolitiche, Colonnello-Generale Leonid Ivashov. “I funzionari della sicurezza statunitensi continuano a sostenere che l’aereo di linea malese sia stato abbattuto ‘per errore’, avendo la milizia scambiato per un aereo da guerra, ma non insistono sul ruolo della Russia nell’invio di sistemi di difesa aerea alle forze di Donetsk. Non danno dettagli tecnici, così non cercano prove per indagare sull’incidente del Boeing, ma fare infondate accuse politiche“, ha detto Ivashov, ex-capo del dipartimento di cooperazione militare internazionale del Ministero della Difesa russo. “Dopo che il Ministero della Difesa russo ha pubblicato i dati dell’intelligence raccolti dai sistemi di radiosorveglianza, la comunità internazionale ha compreso che Mosca sa chi sia responsabile dell’incidente del Boeing malese. L’esercito russo ha individuato i luoghi esatti in cui sono stati implementati i sistemi missilistici di difesa aerea Buk ucraini, individuato il decollo di un caccia  ucraino, presumibilmente un Sukhoj Su-25, e trasmesso queste informazioni all’Unione europea.  Gli Stati Uniti hanno dichiarato di avere le immagini satellitari, ma nulla è stato reso pubblico”, ha detto Ivashov. “In queste condizioni i servizi di sicurezza statunitensi hanno dovuto riconoscere che la Russia non è coinvolta nella tragedia dell’aereo di linea. Ma Washington nasconde la verità sul ruolo di Kiev nell’attacco al Boeing, anche se sicuramente possiede tali informazioni. I servizi di sicurezza non dicono mai tutta la verità sugli interessi di Stato“, ha detto. “Secondo una delle teorie, il Boeing è stato abbattuto da unità militari ucraine che non hanno un centro di comando comune, e agiscono da sole, ad esempio le forze del governatore (della regione di Dnepropetrovsk) (Igor) Kolomojskij, Fazione destra (partito ultra-nazionalista) e truppe ucraine. Gli statunitensi  certamente analizzano tale teoria“, ha aggiunto Ivashov. “La ragione per cui gli Stati Uniti cercano comunque di rigettare la responsabilità del Boeing abbattuto alla Russia, accusando il Paese di ‘creare le condizioni’ per la tragedia, è che l’incidente aereo ha scosso la comunità internazionale. Washington cerca di trattenere la rabbia dell’opinione pubblica e volgerla contro Mosca e Putin personalmente”, ha detto. “Gli Stati Uniti perdono posizioni geopolitiche in molte regioni del mondo: in Medio Oriente, dove un califfato islamico viene creato, nonostante la volontà di Washington; nel Vecchio Mondo, dove gli Stati Uniti non riescono ancora a spingere l’Unione europea ad imporre sanzioni industriali alla Russia, in Ucraina e anche in America Latina, dove si è tenuto il riuscito vertice BRICS e una nuova banca di sviluppo congiunta è stata creata per rivaleggiare con il Fondo Monetario Internazionale (FMI). Gli USA sfruttano la tragedia del Boeing d’indebolire la posizione in via di consolidamento della Russia nel mondo. I 298 passeggeri innocenti morti nello schianto del Boeing potrebbero essere pedine di un grande e sporco gioco politico“, ha detto Ivashov. “Gli Stati Uniti possono continuare i tentativi di destabilizzare la Russia, basandosi sulla ‘quinta colonna’ nel Paese e istigando conflitti interetnici. La questione è stata discussa in una riunione del Consiglio di sicurezza russo. Gli Stati Uniti possono consegnare armi all’Ucraina e poi spingere il Paese ad un’invasione della Crimea (divenuta parte della Russia a marzo)“, ha detto l’esperto. “L’attuale amministrazione statunitense non si calmerà prima di raggiungere l’obiettivo di confrontarsi con la Russia e l’Ucraina direttamente de, infine, spezzare i legami politici ed economici tra Russia ed Europa. Pertanto, la leadership e i cittadini russi non dovrebbero rilassarsi”, ha aggiunto Ivashov.

Leonid-Ivashov-Academia-Copyright © 2014 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

MH17: verso la verità?

Jacques Sapir Russeurope 23 luglio 2014

7117673Mentre il tempo passa, le questioni sollevate dalla caduta del volo MH17 sono pesanti. Ora, il noto giornalista statunitense Robert Parry, l’uomo che rivelò le operazioni illegali dell’era Reagan (Iran-Contra), ha appena pubblicato sul sito della sua fondazione [1] diversi articoli importanti, accusando l’esercito ucraino [2] e un misterioso “disertore” dell’esercito [3]. Possiamo quindi tentare di riformulare tali interrogativi. Perciò, dobbiamo prima sapere di cosa si parla.

1. Cosa ha causato l’incidente?
L’ipotesi più frequentemente citata si riferisce ad un missile SA-11/17 chiamato “Buk” in Russia.  Nella versione M1 o M2 il missile ha una guida radar semi-attiva (SARH – Semi-Active Homing Radar), con una testata di 70 kg con 40/50 kg di esplosivo. L’esplosione del missile è attivata da una spoletta di prossimità. La distruzione del bersaglio è assicurata dalla combinazione di onde d’urto (più violente se più alta è la densità dell’atmosfera) e frammentazione. Va notato che se l’arma è perfettamente efficace contro un cacciabombardiere di 25-35 tonnellate, il Boeing 777 NCM delle Malaysian Airlines pesa 300 tonnellate. Per un confronto, il bombardiere strategico B-52 pesa solo 220 tonnellate, e poté essere distrutto nelle incursioni su Hanoi con missili SA-2 dalla testata di 200kg. Inoltre, questo permette di escludere il “Buk” dalla distruzione di un Antonov che volava a 6500m a 500 km/h. Infatti, questo aereo del peso di 25 tonnellate sarebbe stato completamente distrutto dal missile e il suo equipaggio ucciso. Altre fonti, soprattutto russe, riferiscono di missili aria-aria. Questi missili hanno testate da 7,5 a 60 kg. Si possono escludere i missili leggeri. É  possibile si trattasse di un AA-10 “Alamo” o R-27, il cui peso è di circa 40 kg. Questo missile è solitamente sparato in coppia. Riguardo i missili “pesanti”, l’AA-12 (R-77 in codice russo) appare come altro possibile “colpevole”. La testata del missile è paragonabile a quella del missile “Buk”. Se un missile “Buk” è all’origine del disastro, il missile è esploso probabilmente davanti o su un lato anteriore del Boeing 777. Il sistema di navigazione del missile inerziale anticipa la rotta del suo bersaglio, e mette il missile in rotta di collisione anticipandone i movimenti. Si tratta di una differenza importante dai missili a guida a raggi infrarossi, che generalmente seguono il bersaglio  colpendolo a poppa.

2. Com’è precipitato?
La massa del MH17 superava di gran lunga quella degli aerei militari contro cui i missili terra-aria e aria-aria sono progettati. Ma abbiamo già il caso del Boeing 747 coreano, distrutto nel 1983 dall’Aeronautica Militare Sovietica (IA-PVO), il famoso volo KAL007. In questo caso del 1 settembre 1983, un Boeing 747 della compagnia aerea Korean Air Lines (KAL 007) fu distrutto da uno o due (forse due) missili aria-aria R-98 con testate da 40 kg. Ma l’aereo non esplose, continuò la rotta perdendo quota per alcuni minuti (almeno 4) prima di schiantarsi. Data la massa del Boeing 777 delle Malaysia Airlines (300 t contro 370 del 747 del volo KAL007), è anche probabile che il missile non sia riuscito a far esplodere in volo l’aereo. Dal precedente del Boeing 747 della KAL, si potrebbe pensare, dato l’angolo d’impatto della spoletta di prossimità, che il danno immediato sia dovuto allo shrapnel. E’ molto probabile che questi frammenti abbiano ampiamente colpito la cabina di guida, il che spiegherebbe l’immediata perdita di contatto a terra. Altri danni sarebbero stati causati dall’onda d’urto, anche se a 10000 m è ridotta. Questi danni, oltre a quelli causati dalle schegge in cabina, potrebbero aver perforato la cellula del velivolo, spiegano la distribuzione dei resti per quindici chilometri. Ma ancora con il precedente del KAL-007, sembra che tali danni siano stati progressivi. Il velivolo poté continuare la rotta per un certo tempo prima di iniziare a cadere a pezzi. Pertanto non seguì una traiettoria parabolica, come quella di una bomba, ma una mix di rotta aerodinamica e parabolica. In base a questa interpretazione, confermatami da uno specialista in strutture per aeromobili civili, ho stimato in 30 km la distanza minima tra l’impatto del missile e il luogo dello schianto. Faccio notare che lo specialista piuttosto postulava una distanza di 40-45 km, e un calcolo fatto da un blogger russo dice almeno 30 km [4]. Questo blogger ha anche osservato gli effetti distruttivi dei frammenti, ma non sembra aver fatto il parallelo tra MH17 e KAL007 del 1983. Se MH17 è stato vittima di missili aria-aria, il danno non sarebbe molto diverso. Se i missili erano gli R-27, è possibile che il danno sia stato più ampio. Nel caso di un R-77 sparato contro l’aereo, la testata di quest’ultimo missile è molto simile a quella del “Buk“.

I6JYJ46B5432-kKpC-U10302117362303wEC-568x320@LaStampa.it3. Scenari
Il governo statunitense sostiene che un missile superficie-aria sparato dalla zona sotto il controllo degli insorti, sia responsabile del disastro. Sostiene di avere foto satellitari. La batteria missilistica sarebbe giunta dalla Russia pochi giorni prima dell’abbattimento. Ma la distanza tra il probabile punto d’impatto del missile e la frantumazione di MH17 rende l’ipotesi improbabile. Inoltre, gli operatori insorti non erano addestrati alle procedure minime per attivare il missile in un tempo così breve. Ci vogliono diverse settimane per addestrare, anche sommariamente, gli operatori. Mentre è perfettamente possibile che questi operatori siano stati brevemente addestrati in Russia, ma in un periodo di almeno 15 giorni e, probabilmente, più di 21 giorni, ponendo la data della decisione di consegnare una batteria di SA-17 agli insorti a 25 giugno, al più tardi. Non è del tutto impossibile, ma nulla nei combattimenti svoltisi al momento giustificavano l’invio di questo tipo di materiale.  Siamo di fronte a due incongruenze. Robert Parry, nel frattempo, riferisce di una fonte presso la CIA che gli avrebbe detto che il missile è stato sparato dai soldati ucraini fedeli al governo di Kiev, che sarebbero stati brilli al momento del lancio: “… La valutazione iniziale era che le truppe fossero ucraine. Così si pensò che i soldati coinvolti fossero indisciplinati e forse ubriachi, dato che l’immagine mostra ciò che sembrano bottiglie di birra sparse in tutto il sito, secondo la fonte [5]“.
Il Los Angeles Times del 22 luglio ha riportato la possibilità che “le agenzie d’intelligence degli Stati Uniti finora non abbiano potuto determinare nazionalità o identità dell’equipaggio che ha lanciato il missile. Funzionari degli Stati Uniti hanno detto che era possibile che il SA-11 sia stato lanciato da un disertore dall’esercito ucraino addestrato ad utilizzare sistemi missilistici analoghi. [6]“- In altre parole, sarebbe un “disertore” dell’esercito ucraino ad aver sparato il missile da una compagnia dell’esercito di Kiev in zona. Si noti che ciò risolverebbe la contraddizione sulla distanza tra zona dell’impatto del MH17 e zona di lancio del missile. Inoltre, vi sono voci di aerei da combattimento ucraini di scorta all’MH17, e non possiamo escludere che uno di essi l’abbia abbattuto.

4. Conclusioni provvisorie
In realtà abbiamo il governo degli Stati Uniti che sostiene di avere la prova definitiva del coinvolgimento degli insorti, che non vuole mostrare. Si è quindi in presenza di una “comunicazione politica” tipica del governo degli Stati Uniti. Ogni volta proclama o presenta delle presunte prove, ma non le produce. Colpisce il fatto che non gliele si chiedano. I media di Stati Uniti e Paesi della NATO prendono tali dichiarazioni alla lettera e non si curano di una verifica immediata. Naturalmente, in ogni caso, la risposta più probabile sarebbe che tali documenti sono riservati, non possono essere rivelati rendendo pubblici metodi ed attività di mezzi segreti.  Ricordiamo che questo fu il metodo adottato dall’esercito francese durante l’affare Dreyfus. Questa prova, in realtà, dovrebbe essere affidata ad una commissione d’inchiesta internazionale indipendente. E’ vero che la credibilità del governo degli Stati Uniti è lungi dall’essere perfetta dalle falsità pronunciate da Colin Powell alle Nazioni Unite nel 2003. È pertanto urgente che il governo degli Stati Uniti consegni le immagini e i mezzi per verificarle alla commissione d’inchiesta internazionale indipendente. Nel frattempo, è chiaro che il coinvolgimento degli insorti ucraini appare più che dubbio, e possiamo avere buone ragioni per sospettare le autorità di Kiev. La campagna di stampa contro la Russia appare così un’oscenità senza alcuna giustificazione fattuale,  che obbedisce in realtà ad obiettivi politici e geopolitici, in particolare di Stati Uniti ed alleati.

10565283Fonti:
[1] Consortium News
[2] Robert Parry, “What Did US Spy Satellites Vedere in Ucraina?” 20 Luglio 2014 .  Vedi anche blog DeDefensa
[3] Robert Parry, “Il mistero del ‘traditore’ dell’esercito ucraino“, 22 Luglio 2014
[4] Vineyard Saker, vedi pag.  8 e 9.
[5] Consortium News, p.3.
[6] Consortium News, p.3.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Malaysian Airlines MH17 e guerra finanziaria contro la Russia

Prof. Michel Chossudovsky Global Research, 22 luglio 2014

_76348113_malaysian_airlines777_pic624Mentre i media mainstream accusano a caso Mosca, senza dimostrarlo, di aver orchestrato l’abbattimento del Malaysian Airlines MH17 in collegamento con i ribelli di Donetsk, il contraccolpo della crisi sui mercati finanziari internazionali e sul sistema finanziario russo è passato praticamente inosservato. Inoltre, le minacce politiche e le insinuazioni nei confronti della Federazione russa, sulla scia del disastro del 17 luglio, sono accoppiate alle nuove sanzioni economiche a grandi aziende e istituzioni finanziarie russe.

Informazioni interne e prescienza
La condotta delle operazioni speculative, sia prima che dopo l’incidente del 17 luglio, è una considerazione importante: nel funzionamento dei mercati finanziari mondiali, eventi terroristici, disastri naturali nonché grandi tragedie come quella del MH17, avranno inevitabilmente impatto sul comportamento a breve termine dei mercati finanziari, tra cui i principali mercati azionari, il mercato dei cambi e i mercati energetici e delle materie prime. Va notato che la prescienza di un evento terroristico, come l’incidente del MH17 del 17 luglio sulla zona di guerra dell’Ucraina orientale, offre l’opportunità agli autori, così come a coloro che lo sapevano in precedenza, di effettuare transazioni speculative redditizie sui diversi mercati finanziari. Cui bono? Wall Street o istituti finanziari di Mosca? In altre parole, coloro che hanno progettato l’attacco al MH17 (compresi gli sponsor politici ed economici) avevano informazioni preziose e riservate che potevano essere utilizzate per grandi speculazioni, come le opzioni di DJIA, Borsa di Mosca (MICEX), mercati dei cambi, per non parlare del commercio speculativo (ad esempio opzioni put) e delle azioni delle compagnie aeree. Quanto sopra descritto è routine nel frequente commercio speculativo “risk free” delle maggiori istituzioni finanziarie. I principali attori finanziari che avrebbero saputo del MH17 del 17 luglio, avrebbero fatto miliardi di profitto inatteso con operazioni speculative. Prevedendo l’incidente, speculatori istituzionali potevano con precisione “prevedere” il declino a breve termine del Dow Jones Industrial Average e degli altri principali mercati azionari, delle materie prime e indici forex, ed agire di conseguenza con scommesse speculative usando diversi strumenti finanziari. Inoltre, vi è anche una sovrapposizione tra Wall Street e media finanziari: comunicati stampa tempestivi di Bloomberg, Wall Street JournalFinancial Times, ecc., a seguito di grandi eventi internazionali, spesso esercitano un’influenza determinante sul movimento reale dei principali indicatori finanziari. Allo stesso tempo, questi potenti media finanziari influenzano le percezioni degli investitori sulla futura evoluzione del mercato, in simbiosi con gli interessi dei partner di Wall Street direttamente coinvolti nello svolgimento di importanti operazioni. In realtà, i media finanziari sono sempre grandi attori di Wall Street e City di Londra. Chi sono i principali azionisti di WSJ, Financial Times o Economist? C’è un conflitto di interessi?

Il New York Stock Exchange
Dopo l’incidente del MH17 del 17 luglio, il Dow Jones Industrial Average (DJIA) è sceso dal picco 17150, successivamente rimbalzando indietro (vedi tabella sotto). La prescienza del MH17 avrebbe consentito di mietere guadagni finanziari sul movimento a breve termine del Dow, da un giorno all’altro.

Tabella 1 Dow Jones Industrial Average (DJIA)
dowjonesjuly172014
Il London Stock Market del 17 luglio
Mentre il NYSE è stato aperto il 17, dopo il disastro ucraino, la borsa di Londra ha aperto il 18 ed ha subito un crollo a breve termine dei titoli, rimbalzando alla fine del 18.

London Stock Exchange FTSE All Share Index
ftsejuly171
La Borsa di Mosca
Il tragico evento del 17 luglio, insieme alle accuse immediate contro la Russia, hanno contribuito a precipitare la caduta della Borsa di Mosca (vedi tabella sotto). Mentre i mercati azionari europei sono stati colpiti, il calo più drammatico è stato registrato dalla Borsa di Mosca, con l’indice MICEX di Mosca calare del 2,3 per cento in un solo giorno e il suo indice in dollari, l’indice RTS, scendere del 3,8 per cento. (Reuters, 18 luglio 2014) (vedi tabella qui sotto). Coloro che sapevano in anticipo dell’incidente del MH17 e delle probabili accuse rivolte contro la Russia dal presidente Obama, avrebbero senza dubbio scommesso sul declino del MICEX e del rublo russo.

Tabella 2 Borsa di Mosca, MICEX Composite Index
MICEXMOSCOWJULY-17
Grafici: Fonte Financial Times, 2014

Il regime delle sanzioni
Le sanzioni economiche dell’amministrazione Obama puntano contro l’industria degli armamenti  della Russia, i principali colossi energetici statali Gazprom e Rosneft e il conglomerato del gas privato Novatek. Le principali istituzioni finanziarie russe sono anche oggetto delle sanzioni. Con amara ironia, la sera del 16 luglio, giorno prima della tragedia del MH17, l’amministrazione Obama aveva annunciato una nuova serie di sanzioni radicali contro la Federazione Russa: Il 16 luglio sera il presidente Barack Obama aveva annunciato nuove sanzioni contro società a grande capitalizzazione della Russia, tra cui grandi società energetiche e bancarie. … “Dobbiamo vedere azioni concrete, e non solo a parole dalla Russia, che infatti s’è impegnata a cercare di porre fine a questo conflitto al confine Russia-Ucraina“, ha dichiarato Obama alla Casa Bianca dopo aver annunciato nuove sanzioni sulle grandi capitalizzazioni della Russia. (Incidente del MH17, nuove sanzioni statunitensi: Attenzione ai Fondi con esposizioni in la Russia, Zaks, 18 luglio 2014).
Vale la pena notare che Rosneft ha un accordo sul gas con Exxon Mobil. Il fine delle sanzioni è la conquista economica, vale a dire indebolire i giganti energetici della Russia con l’obiettivo di modificarne la struttura proprietaria: “L’attacco degli Stati Uniti a una grande azienda (cioè le sanzioni) dimostra che si tratta di affari. Rosneft ha debiti per circa 70 miliardi di dollari, quasi la capitalizzazione di mercato, costringendola a cercare un rifinanziamento persistente e, lasciando da parte qualche finanziamento russo e cinese, solo i mercati internazionali in dollari possono fornire finanziamenti sufficienti. Rosneft dovrà ridurre le proprie spese in conto capitale per via delle sanzioni statunitensi“. (Anders Aslund, Gli Stati Uniti rispondono sul MH17 prima che l’aereo venisse abbattuto, sanzioni imposte alla Russia dopo aver consegnato le armi che hanno abbattuto l’aereo, Market Watch, 18 luglio 2014)
Dopo l’annuncio tempestivo di Obama, il 16 luglio, confermando le nuove sanzioni, il declino dei valori azionari sulla Borsa di Mosca è iniziato all’apertura del 17 luglio, prima dell’incidente del MH17.

Mercati valutari: declino del Rublo
Anche i mercati valutari sono stati colpiti. Mentre l’evento non precipitava un calo significativo del ringgit malese, il rublo russo è sceso dell’1,8 per cento nei confronti del dollaro, il maggiore declino in un giorno dal giugno 2013. (Reuters, 18 luglio 2014). Dopo l’incidente in Ucraina del 17 luglio, il rublo russo ha continuato a diminuire (vedi tabella sotto). Le minacce relative al presunto ruolo della Russia nell’abbattimento del MH17, per non parlare delle nuove sanzioni contro la Russia annunciate il 16 luglio, hanno portato ad una significativa riduzione del rublo russo. Deve essere chiaro che la banca centrale russa deve aver agito per impedire un ulteriore calo del rublo, molto probabilmente utilizzando le sue riserve forex per contrastare l’attacco speculativo contro il rublo, portando ad un significativo deflusso di capitali dalle riserve in dollari della Russia.

Tabella 3 tasso di cambio Rublo russo (RUB) Dollaro US (21 giugno 2014 – 21 luglio 2014)
rubleusexhangerate-june-july-2014Fonte: Exchange Rate.com

Declino dei titoli aerei
C’è stato un significativo calo dei valori azionari delle compagnie aeree quotate al Nasdaq, il 17 luglio, dopo lo schianto di MH17 (vedi tabella sotto), caratterizzata da un tuffo il 17 e una ripresa il 18. Coloro che già sapevano dell’incidente del MH17 potrebbero avere effettuato puntate speculative sicure raccogliendo notevoli profitti. Come indicato nella nostra introduzione, il problema della prescienza è d’importanza cruciale. Per definizione gli autori dell’incidente del MH17 già sapendo avrebbero potuto essere usati dagli enti finanziari partner coinvolti nelle speculazioni. Questa particolare dimensione della prescienza sul MH17 ricorda la vendita allo scoperto dei titoli delle compagnie aeree nei giorni precedenti l’11 settembre, richiedendo ulteriori analisi e indagini. Dovrebbe essere componente dell’indagine sull’incidente del 17 luglio.

NYSE Index Airline (XAL), 15-21 luglio 2014
airlinestock
Il destino delle Malaysian Airlines
Con la misteriosa scomparsa del MH370 a marzo, il numero dei passeggeri MH è sceso del 60 per cento. La situazione finanziaria del Malaysian Airline System (MAS) è sempre più fragile. Dopo l’incidente del MH17, Malaysian Airlines System va verso la completa privatizzazione. “MAS è quasi al 70 per cento di proprietà dell’investitore governativo Kazanah Nasional, che all’inizio di quest’anno espresse interesse per cedere parte delle sue partecipazioni“. (ABC New Australia, 21 luglio 2014)

Il declino annuale delle azioni MAS è dell’ordine del 25,8 (vedi tabella sotto)
Tabella 4. Valore delle azioni della Malaysian Airlines MAS (luglio 2013 – luglio 2014)
MAS-stock-annualFonte: Bloomberg, 2014

Copyright © 2014 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Novorossija, il consolidamento delle Repubbliche popolari

Alessandro Lattanzio, 23/7/20141511916Il 16 luglio 2014, alle 5:00 la milizia avviava una massiccia offensiva contro la Guardia Nazionale presso Savr-Mogila, Stepanovka e Marinovka. Le colonne militari ucraine continuavano a ritirarsi attraverso Kozhevnja, Novopetrovskoe, Grigorovka e Amvrosevka, sotto il tiro dell’artiglieria della milizia composta da cannoni semoventi Gvozdika e MLRS Grad. Inoltre le truppe golpiste abbandonavano anche Slavjansk e Kramatorsk. L’area d’Izvarino veniva completamente abbandonata dalle forze ucraine. Qui il comandante della 24.ma brigata meccanizzata, colonnello Aleksandr Pavljuk, era fuggito lasciando la brigata in balia di se stessa, la 72.ma brigata meccanizzata era praticamente distrutta, avendo perso 200 soldati, e il 15.mo e il 95.mo battaglione della 79.ma brigata, assieme alla brigata d’artiglieria Zaporozhja, si ritiravano in disordine. Nell’assalto su Lugansk, l’esercito ucraino aveva perso oltre 40 carri armati. Presso Savr-Mogila, la milizia abbatteva 1 aereo d’attacco ucraino che aveva lanciato 4 missili. Pesanti combattimenti presso Marinovka, che veniva per due volte bombardata da aerei golpisti. I majdanisti in ritirata verso Provale Marinovka subivano gravi perdite presso Birjukovo, dove i miliziani tendevano un’imboscata. Con la liberazione di Marinovka, al confine con la Federazione russa, l’accerchiamento di gran parte delle forze d’assalto ucraine ad opera dalle Forze Armate della Novorossija veniva completato, intrappolando oltre 6000 effettivi majdanisti, 300 blindati e 150 pezzi di artiglieria e sistemi lanciarazzi delle 24.ma, 51.ma e 72.ma brigate meccanizzate, 79.ma brigata aeroportata, 1.ma brigata d’artiglieria, 3° e 9° reggimenti della Guardia nazionale e notevoli forze della guardia di frontiera, tra cui le unità di Lugansk e Donetsk, ed avamposti mobili di altre unità. Durante i combattimenti, le forze si sono ridotte a 2500-3000 effettivi, divisi in tre gruppi quasi privi di comunicazioni tra essi e le altre unità delle forze armate ucraine. In pratica le milizie dell’autodifesa hanno sconfitto 4 brigate meccanizzate e 2 aeromobili, 1 battaglione corazzato, 3 squadre delle forze speciali e 6 battaglioni d’artiglieria.
Il 17 luglio 1 Su-25 ucraino veniva abbattuto su Dmitrevka, mentre presso Kozhevnja, a sud di Dmitrievka, al confine con la Russia, un gruppo da ricognizione e sabotaggio della milizia distruggeva un carro armato e un BTR di un convoglio majdanista bloccato dopo la distruzione del ponte di barche sul fiume Mius. A Snezhnoe, un velivolo cargo Antonov An-26, delle forze aeree ucraine, veniva abbattuto dall’unità antiaerea del battaglione Oplot. Sarebbero andati perduti anche 4 elicotteri Mi-8 delle forze majdaniste. A sud di Mospino, a Svetloe, il gruppo da ricognizione del 2° battaglione attaccava un checkpoint majdanista distruggendo 1 BTR, 1 autocarro Kamaz, 1 autobus e 1 sistema ATGM Konkurs ed eliminando oltre 50 naziguardie, dopodiché gli ucrainisti abbandonavano la posizione. A Stara Krasnjanka (80 km a nordovest da Lugansk) la milizia distruggeva una postazione e 1 BMP dei mjadanisti. La milizia abbatteva un aereo ucraino entrato nello spazio aereo russo, a 6000 metri di quota, alle 19:00 del 16 luglio. Presso Metalist, le milizie del 2° battaglione attaccavano le unità majdaniste infliggendo perdite significative, mentre i miliziani del battaglione Kalmius, in un’imboscata a una colonna ucraina presso Karlovka, distruggeva 2 BMP-2 e catturava il veicolo comando, completo di sistema di trasmissione, documenti e mappe, della 93.ma brigata meccanizzata ucraina.
Il 18 luglio, il bombardamento della giunta fascista di Kiev su Lugansk uccideva  44 civili. Il gruppo da ricognizione e sabotaggio del 1.mo Battaglione della milizia attaccava un checkpoint majdanista presso Ostroe, distruggendo 1 BTR nemico, mentre 8 carri armati majdanisti venivano catturati nei villaggi di Tonenkoe e Severnij, poi bombardati dagli MLRS majdanisti.
Il 20 luglio, a Lugansk, durante la notte un gruppo majdanista tentava di lasciare l’aeroporto, ma la milizia lo respingeva eliminando 4 golpisti e ferendone 15.
L’esercito ucraino avrebbe perso almeno 1600 uomini nelle operazioni contro l’Ucraina del sud-est, tra il 9 e il 15 luglio, cui vanno aggiunti 4723 feriti, 35 carri armati, 96 blindati (BTR e BMP), 38 pezzi di artiglieria, 7 aerei, 2 elicotteri e 104 autoveicoli. Le milizie di autodifesa avevano subito la perdita di 48 combattenti, 64 feriti, 2 carri armati, 8 pezzi di artiglieria e 8 autoveicoli. 496 civili sono stati uccisi dai majdanisti e altri 762 feriti. Quindi, le forze di autodifesa del Donbas hanno compiuto progressi significativi nel corso delle ultime 12 settimane, eliminando 5780 effettivi majidanisti ed un generale della giunta di Kiev, e distruggendo 96 BMP, 2 cannoni d’assalto 2S9 Nona, 100 BTR, 35 T-64, 5 MLRS BM-27 Uragan, 5 MLRS BM-21 Grad, 10 autocarri Kamaz e 12 autocarri Ural-4320, 1 aereo cargo Iljushin Il-76, 1 velivolo da ricognizione Antonov An-30, 8/10 aerei d’attacco al suolo Su-25, 2 cacciabombardieri Su-24, 2 aerei cargo Antonov An-26, 1 aereo da collegamento An-2, 18 elicotteri Mi-24 e Mi-17. I mezzi nemici requisiti dalle milizie sono  2 carri armati T-34, 7 carri armati T-64, 2 cannoni d’assalto 2S9 Nona, 17 blindati BTR, 7 blindati BMP, 5 autobus, 1 autocarro Kamaz, 1 mortaio da 82 millimetri 2B9 Vasilek, 1 sistema anticarro 9K111 Fagot, 3 lanciagranate automatici AGS-17, 1 aereo d’attacco al suolo Su-25, 1 sistema di difesa aerea missilistica Strela-10M.
10410680I combattimenti continuavano presso Lugansk, dove la 24.ma e la 72.ma brigate erano accerchiate, e a nord-ovest di Aleksandrovka, che la giunta aveva preso il 13 luglio e perso il 15. A Lisichansk-Rubezhnoe-Severodonetsk, i golpisti  bombardavano sistematicamente le posizioni della milizia, nel tentativo di distruggere la raffineria di Lisichansk. Scontri anche a Popasnaja e Shaste. Ad ovest di Gorlovka e Donetsk, la milizia distruggeva una serie di punti di controllo majdanisti infliggendogli perdite significative. Il Primo ministro della RPD Aleksandr Borodaj annunciava che la difesa aerea della milizia aveva i complessi SAM Strela-10M,La difesa aerea della milizia da oggi possiede i complessi Strela-10M”. Borodaj osservava che la quota massima di questi complessi è 5000 metri, “Questi complessi, che abbiamo catturato, vengono attualmente aggiornati dal nostro arsenale per essere pienamente operativi“.
Sul piano politico, i successi della milizia dell’autodifesa sabotavano i colloqui segreti tra il politico ed affarista moscovita Vladislav Surkov e gli oligarchi ucrainia Akhmetov e Kolomojskij, per il tramite dell’agente del Mossad e gorbacioviano Sergej Kurginjan. In sostanza l’oligarchia moscovita (ad esempio Fridman), rappresentata da Surkov, cercava di negoziare con gli oligarchi ucraini la creazione di una “grande Transnistria” composta dalle Repubbliche di Lugansk e Donetsk al cui vertice porre Oleg Tsarjov. Altri esponenti coinvolti in tali trattative erano il sindaco di Donetsk Lukjanchenko (poi fuggito a Kiev), il presidente del parlamento di Novorossija Denis Pushilin (dimissionato), il ministro della sicurezza Khodakovskij (licenziato, mentre il battaglione Vostok che comandava è stato rinominato brigata ed assegnata allo stato maggiore di Strelkov) e il generale della polizia Pozhidaev (che era al ministero degli Interni, da cui è stato epurato subito dopo l’arrivo di Strelkov a Donetsk). Tutti costoro erano collegati all’oligarca di Kharkov Rinat Akhmetov, mentre Antjufeev è stato nominato per imporre la legge marziale a Donetsk ed imporre le dimissioni agli elementi inaffidabili nell’ambito dell’amministrazione di Donestk. Dopo il riavvio dell’azione militare nell’Ucraina orientale, gli oligarchi ucraini in contatto con Mosca, divennero oggetto di una campagna mediatica, una volta scoperti i contatti del deputato di Kolomojskij, Korban, con Kurginjan. Da allora la campagna contro Kolomojskij sui media ucraini ha assunto notevoli dimensioni, e il SBU ha reso pubbliche le registrazioni audio ai danni di Kolomojskij per mettergli contro i neofascisti che finanzia. Nel frattempo gli appelli di Kolomojskij, Filatov e Korban affinché le proprietà di Akhmetov venissero confiscate venivano ignorati dai media locali, che iniziavano a difendere Akhmetov, avendo già consegnato Marjupol alla giunta, e che stava per consegnare anche Donetsk. Dopo l’interruzione dei colloqui, la giunta golpista esitava a distruggere città e infrastrutture, perché il controllo del Donbas può avvenire solo militarmente. Intanto la milizia iniziava a ricevere carri armati, artiglieria, blindati, obici D-30, cannoni semoventi Gvozdika ed MLRS in quantità abbastanza significativa e in pochi giorni. In una settimana la milizia ricevette più armi che nei 3 mesi precedenti, permettendo il 13-14 luglio la controffensiva anti- majdanista iniziata il 13 luglio. Ciononostante la giunta dispone di quantità superiori in effettivi e mezzi, grazie all’aiuto materiale, tecnico ed organizzativo di Stati Uniti e NATO. Quindi la giunta ha continuato l’offensiva, anche dopo la sconfitta subita sul fianco meridionale del Donetsk, attaccando i punti più deboli del fronte del Donetsk. In relazione all”incidente’ del volo MH17, il provocatore Kurginjan arrivava ad affermare che “Strelkov voleva uccidere Putin, e quindi dobbiamo capire che è lui che ha colpito il Boeing“… La provocazione della giunta con il Boeing malese veniva così raccolta dal partito dei disfattisti russi, diffondendo la tesi che dietro l’abbattimento del Boeing ci potesse essere Strelkov e la milizia della RPD, che veniva attaccata sia dagli Stati Uniti e dalla loro giunta di Kiev, che dai compradores disfattisti russi e dai loro agenti mediatici come Kurginjan. L’accusa che Strelkov volesse uccidere Putin era necessaria per spaventare chi volesse sostenere Strelkov, sia tra l’opinione pubblica che ai vertici della dirigenza della Federazione Russa. Il senso complessivo di tale operazione era screditare Strelkov sui media, vera quinta colonna atlantista, al contrario dei buffoni liberal-pederasti, e gettare le basi della sua sostituzione. Non andrebbe escluso che una parte del territorio di Donetsk venisse svenduta per raggiungere tale obiettivo, permettendo così di attaccare Strelkov. La variante ideale era affidare la leadership militare della RPD a Surkov, al fine di evitare qualsiasi iniziativa ed avviare i negoziati con la giunta di Kiev. Se Strelkov e gli altri comandanti sul campo, come Mozgovoj, restano in circolazione, tali piani sono impossibili ed i disfattisti dovranno spendere tempo e capitale politico per distruggere Strelkov.
10526126 Il 21 luglio, le forze majdaniste cercarono di sfondare preso la stazione ferroviaria di Donetsk, che veniva bombardata da vari sistemi lanciarazzi Grad e da aerei da guerra ucraini. Dzerzhinsk, Rubezhnoe e Soledar venivano occupate e 7 miliziani uccisi. A Borovskoe (40 km a nordovest di Lugansk), l’assalto di decine di blindati majdanisti falliva. Anche gli attacchi da ovest e sud, su Juvilejne, Georgovka e Rozkishne, fallivano con la perdita di 3 carri armati e un aereo d’attacco ucraini. Il ministro della Difesa della Repubblica popolare del Donetsk Igor Strelkov osservava che “unità dell’esercito ucraino hanno fatto irruzione da Avdivka in direzione della stazione ferroviaria. Nello stesso tempo, le nostre posizioni sono attaccate a Peskij, Karlovka e Netajlova. Carri armati e veicoli d’assalto corazzati della fanteria sono utilizzati con il massiccio sostegno dell’artiglieria“. Il 22 luglio, pesanti combattimenti intorno gli aeroporti di Lugansk e Donetsk e nella sacca a sud, intorno alle forze golpiste intrappolate. Il leader della Repubblica Popolare di Lugansk Valerij Bolotov ordinava la controffensiva contro l’esercito ucraino, “Considerando la situazione attuale, la resa di Severodonetsk e Lisichansk, e la situazione umanitaria a Lugansk, ho ordinato la controffensiva per sbloccare Lugansk“, che non è stata circondata e “danni considerevoli sono stati inflitti al nemico e un gruppo (di truppe ucraine) rimane intrappolato presso l’aeroporto della città“. Il bombardamento di Lugansk ha ucciso 5 civili. Una piccola unità della nazigardia di 8 elementi veniva distrutta in un agguato alla frontiera tra Kherson e Novorossija. I loro corpi furono allineati lungo la strada, ed armi e attrezzature portate via.
Gli Stati Uniti prevedono d’espandere l’assistenza tecnico-militare all’Ucraina; un disegno di legge presentato al Congresso prevede la fornitura di servizi e addestramento per la difesa all’Ucraina, e l’invio di armi anticarro, antiaereo e leggere, blindati, veicoli polivalenti, gommoni e giubbotti antiproiettile. L’Ucraina deve adottare lo “stato d’emergenza sull’informazione” e la censura, dichiarava Vasilij Kostitskij, presidente della Commissione nazionale ucraina sulla tutela della morale pubblica. Un altro moralista, Dmitrij Jarosh, annunciava la creazione del “Corpo dei volontari ucraini” composto da squadristi di “Pravij Sektor“, per formare un'”unità da combattimento potente simile alle SS” per contrastare “i terroristi del sud-est”.

Separatist rebels remove a Soviet era T-54 tank from a historical museum in DonetskFonti:
Alawata
Alawata
Asie Centrale
Cassad
Cassad
Cassad
Cassad
Cassad
Cassad
Cassad
Cassad
Eugene DF
ITAR-TASS
ITAR-TASS
ITAR-TASS
StopNATO
Vineyard Saker
Vineyard Saker
Vineyard Saker
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MH17, ulteriori sospetti

Alessandro Lattanzio, 22/7/2014

malaysia-mh-17-and-mh-370-as-9m-mrd-9m-mro-bVi sono numerosi sistemi che consentono di rintracciare rotta e posizione di un Boeing 777 in ogni momento: “Rolls Royce e Malaysian Airlines avrebbero una partnership secondo cui i motori di bordo trasmettono ogni 30 minuti i propri dati al centro globale di monitoraggio delle turbine di Derby, Regno Unito”. Si tratta del sistema ACARS. Inoltre, esiste un dispositivo di bordo noto come Boeing Uninterruptible Autopilot (BUAP), presente sui velivoli Boeing dal 1995, “Questa informazione è stata divulgata, a quanto pare, solo nel marzo 2007, a seguito di una causa. La modifica fu segnalata a FAA, NTSB e ALPA (Associazione dei piloti di linea). … Boeing avrebbe dichiarato che entro il 2009 tutti gli aerei Boeing avrebbero avuto i BUAP, rendendo impossibile dirottare manualmente dall’interno l’aeroplano, ma rendendone possibile il controllo teleguidato dai militari”.


Nel video viene indicata la presenza di un sistema utilizzato dagli aerei militari per ingannare i radar nemici, chiamato ‘chaff’. Al secondo 11, nel video si vedono le strisce chiare di ‘chaff’ galleggiare sul sito dell’impatto. Basandosi sui video dei relitti, sembrerebbe che l’aereo si sia schiantato planando, con superfici mobili ancora attive. Inoltre, l’esplosione e l’incendio al suolo confermerebbero che il velivolo aveva i serbatoi di carburante ancora intatti prima dell’impatto.

flight-radar-mh-17-cancelled-on-7-17-2014-aFlight Radar-24, il giorno dopo l’incidente (18 luglio) indicava che il 17 luglio il volo MH-17 (9M-MRD) era stato “annullato”. Perché il volo “condannato” veniva indicato “cancellato” prima che accadesse l”incidente’? E perché le Malaysia Airlines ripresero la normale programmazione dei voli il giorno successivo (18 luglio), prima di determinare un qualsiasi rischio del ripetersi dell’incidente, facendo decollare il loro aereo 9M-MRL?

a-fateful-thunderstorm-may-have-doomed-flight-mh17Dal 12 giugno al 17 luglio 13 diversi B-777-200 furono assegnati al piano di volo MH-17 per un totale di 36 voli da Amsterdam a Kuala Lumpur. Di particolare interesse è l’ultimo volo di 9M-MRD su questa rotta, prima dell’incidente, cioé il 18 giugno 2014, dopo un intervallo di un mese. Durante tale periodo solo altri 3 aerei seguirono la rotta solo una volta:
1) 9M-MRM il 16 giugno
2) 9M-MRF il 5 luglio
3) 9M-MRC l’11 luglio
Due velivoli volarono lungo la rotta a 12 e a 6 giorni d’intervallo rispettivamente, con la probabilità che entrambi i velivoli volassero nuovamente lungo la rotta prima dei 30 giorni d’intervallo. 9M-MRD e 9M-MRM sono i soli due, dei tredici velivoli, a superare l’intervallo di 3 settimane nel servizio di linea programmato per il Volo MH-17.

mh-17-schedule-completeIl 17 luglio 2014, la sequenza dei notiziari flash sull’Ucraina appare sospetta:
Ultime notizie
17:49 – da fonte classificata: Un aereo passeggeri è stato abbattuto nella regione di Donetsk.
17:26 – Il SNBO [Consiglio di Sicurezza Nazionale] ucraino sostiene che i ribelli hanno attrezzature con cui possono abbattere aerei ad alta quota.
17:23 – L’UEFA separa i club di calcio russi e ucraini tra diverse sezioni europee.
17:12 – Poroshenko presiede la riunione del SNBO ucraino.

BsyD69DCYAAyCPhL’immagine la dice lunga. Si osservi l’orario delle notizie! @anatoliishariiValentina Lisitsa,17 luglio 2014

Riferimenti:
Global Research
Pissin on the Roses
Veterans Today
Vineyard Saker

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