La Svezia mobilita le forze armate nella caccia a un sottomarino

Tyler Durden Zerohedge 19/10/2014Sweden Submarine SearchNel fine settimana, mentre tutti sono concentrati sulla minaccia del contagio ebola negli Stati Uniti e nel mondo, la capitale altrimenti sonnolenta della Svezia, Stoccolma, avviava un’operazione militare che coinvolge le forze armate svedesi, Marina, Esercito e Aeronautica, quando il sabato sera le forze armate svedesi intensificavano un’operazione che coinvolge oltre 200 uomini, navi furtive, dragamine ed elicotteri su un’area di circa 50 chilometri ad est della capitale. L’operazione è stata avviata venerdì dopo che le forze armate affermarono di essere state informate su un “manufatto umano” in quelle acque. Secondo Local.se, i militari negano di andare a “caccia di un sottomarino” chiamando la mobilitazione, una delle più grandi salvo le esercitazioni della guerra fredda, “operazione d’intelligence”. Anche sabato sera, il direttore comunicazioni e affari pubblici delle forze armate svedesi, Erik Lagersten, ha detto: “Al momento eseguiamo un’operazione d’intelligence nell’arcipelago di Stoccolma con ricognizione ottica e navi da guerra equipaggiate con sensori subacquei specifici. Le unità attivate provengono da tutti i rami delle forze armate svedesi, Marina, Esercito ed Aeronautica“. E mentre non è stato né confermato né smentito un articolo del rispettato quotidiano svedese Svenska Dagbladet, che accusa della rapida mobilitazione ciò che chiama sottomarino russo danneggiato al largo di Stoccolma. Il rapporto afferma che l’intelligence militare svedese aveva intercettato i segnali radio tra una zona al largo di Stoccolma e l’enclave russa di Kaliningrad, sede di gran parte della flotta del Mar Baltico della Russia. Svenska Dagbladet ha riferito che l’avvistamento è avvenuto su un’isola nel Kanholmsfjaerden, insenatura a poco più di 50 chilometri dalla città. Secondo Dagbladet, un testimone dell’avvio dell’operazione militare, Robert Eriksson, ha detto che era su una barca da pesca al largo dell’isola di Skarpoe intorno alle 16:00. “La guardia costiera è arrivata all’ingresso con un aereo che ha volato in tondo per molto tempo“, ha detto all’agenzia stampa TT. Presto spuntava anche la marina. “C’era una grande barca militare rimasta più a sud nel Kanholmsfjaerden“, ha detto.
Stefan Ring, esperto di strategia militare presso il Collegio della difesa nazionale svedese (Foersvarshoegskolan) ha detto che era importante mandare un segnale. “E’ importante in questa situazione, quando notiamo un’escalation nel Mar Baltico, segnalare molto chiaramente che siamo allerta“, ha detto. “Se non dovessimo fare nulla o evitassimo di fare effettivamente qualcosa, allora sarebbe un segnale per l’avversario che ciò non è così importante per noi“. Sempre su The Local: “C’è stata una trasmissione su una frequenza speciale, utilizzata dalla Russia in situazioni di emergenza“, ha scritto il giornale, citando fonti militari svedesi coinvolte nella ricerca. Le forze armate svedesi sono silenti ma dicono che l’attenzione si concentra su “attività subacquee”. “Le forze armate svedesi non possono smentire o verificare notizie e speculazioni sui media su un sottomarino straniero scomparso”, ha detto il portavoce Erik Lagersten. “Al momento conduciamo un’operazione d’intelligence nell’arcipelago di Stoccolma con ricognizione ottica e navi da guerra equipaggiate con sensori subacquei specifici… per stabilire se ci sono o ci sono state attività subacquee straniere nella zona“.
Fonti militari anonime hanno detto al Svenska Dagbladet che un segnale di emergenza in russo è stato intercettato giovedì sera, e che i segnali ulteriormente criptati sono stati inviati venerdì, dopo che le forze armate svedesi hanno iniziato a rastrellare la zona. 14 anni fa, nell’agosto 2000 il sottomarino nucleare russo Kursk, fu affondato nel Mare di Barents con la morte dell’intero equipaggio. Le autorità russe furono in seguito criticate per aver rifiutato l’assistenza internazionale e ingannato il pubblico circa le loro operazioni di salvataggio non riuscite. Negli ultimi mesi, la Svezia ha riferito l’incremento nelle manovre nel Mar Baltico dalla forza aerea russa. In un incidente a settembre, due cacciabombardieri Su-24 sarebbero entrati nello spazio aereo svedese in quello che l’allora ministro degli Esteri Carl Bildt chiamò “l’incursione aerea più grave dei russi in un decennio”. Negli anni ’80 e primi anni ’90 l’allora neutrale, e ora non allineato Paese nordico, era regolarmente in allerta per gli avvistamenti di sottomarini russi, tra cui il caso notevole del 1981, quando un sottomarino sovietico si arenò a diverse miglia dalla più grande base navale della Svezia. Considerando che l’occidente è fin troppo ansioso di scatenare una guerra fredda 2.0, non sarebbe sorprendente se la Russia abbia deciso di visitare Stoccolma.LosharikNel frattempo, la Russia nega tutto. Dalla TASS: “Non ci sono navi militari russe in situazioni di emergenza, ha detto il portavoce del ministero della Difesa russo. I sottomarini della Russia, come le navi di superficie, hanno eseguito i loro compiti negli oceani del mondo secondo i piani” ha detto. “Non ci sono state emergenze o incidenti nelle navi militari russe“. Se non la Russia, allora chi? Solo nove Paesi hanno accesso al Mar Baltico: oltre alla Svezia, Germania, Danimarca, Lettonia, Lituania, Polonia, Russia, Finlandia ed Estonia. Solo Germania, Polonia, Russia e Svezia hanno sottomarini. Secondo almeno una fonte, il sottomarino russo in questione è il Losharik, vale a dire il Projekt 210 o AC-12, un sottomarino nucleare entrato in linea nel 2003, dopo l’incidente del Kursk. E poi c’è questo:

B0RQQ6GCEAIAL_zCosì un sottomarino russo s’è semplicemente perso, o è solo in rotta mentre la Russia militarizza l’Artico per difendere i propri numerosi giacimenti di petrolio e di gas ivi situati?

f2e3d61c1523In realtà si tratta di un sottomarino olandese della classe Waalrus, fotografato da un coppia di Uppsala e che secondo Carl Bergqvist, maggiore dell’aeronautica svedese che dal 2007 gestisce il blog su difesa e sicurezza Wiseman’s Wisdoms, si tratta probabilmente appunto di un sottomarino olandese della classe Waalrus. Le forze armate svedesi hanno ricevuto le foto della famiglia Berlin, ma l’addetto stampa delle forze armate svedesi Philip Simon non conferma ne smentisce che il sottomarino sia olandese.

b114c2e1b28e0e4fb29ba12346be2ce94d75Fonti:
VLT
Politonline

Le forze armate svedesi ammettono di aver diffuso false informazioni sul presunto sottomarino
(ora che si è scoperto essere un intruso della NATO, e non russo, Stoccolma cala un velo di pietoso silenzio)

RIA Novosti 21 ottobre 2014

Sweden Military Alert -2Le forze armate svedesi ammettono di non essere state chiare e di aver diffuso false informazioni sul presunto sottomarino straniero nell’arcipelago di Stoccolma. “Le Forze Armate conducono un’operazione d’intelligence nell’arcipelago di Stoccolma… Siamo tenuti a farlo con la massima trasparenza, mantenendo solo il segreto operativo. Questo è come una credibile e corretta autorità dovrebbe e deve agire, preservando la fiducia del pubblico. Deve essere detto che le forze armate in un certo senso hanno fallito in ciò“, afferma un comunicato delle forze armate svedesi. Il 19 ottobre, le forze armate svedesi diffondevano la fotografia di un oggetto sospettato essere un sottomarino straniero nell’arcipelago di Stoccolma, e una mappa che presumibilmente mostrava dove la foto era stata scattata. L’areadell’avvistamento sarebbe stata nel Jungfrufjarrden, un fiordo vicino Dalaroe, a sud di Stoccolma. Tuttavia, un’indagine effettuata dall’emittente pubblica svedese SVT ha dimostrato che nessun località della zona combacia con la foto. Dopo essere stati interrogati dai giornalisti della SVT, i militari svedesi hanno ammesso la diffusione di informazioni false per evitare di “aiutare potenze straniere”. “Col senno del poi, avrei dovuto essere più chiaro nella conferenza stampa in cui mostravo una mappa con leposizioni approssimative, perché non volevo rivelare le posizioni esatte dell’operazione“, ha detto il vicedirettore operativo Anders Grenstad. Le forze svedesi avevano lanciato una grande operazione al largo di Stoccolma, dopo aver ricevuto informazioni da un civile sulla presenza di un oggetto sommerso sconosciuto nella regione, sospettato essere un sottomarino straniero.

swedenmysteryTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Cina sviluppa armi anti-stealth

Wendell Minnick 31/01/2011F-117_Night_Hawk_in_ChinaLa Cina utilizza tecnologia occidentale sottratta per realizzare il suo jet da combattimento furtivo J-20? Forse, ma forse un argomento più pressante è se tale conoscenza sia utilizzata per sviluppare armi per abbattere gli aerei da guerra statunitensi. L’alto istituto di ricerca della difesa aerea della Cina ha investito notevoli risorse nella progettazione di missili aria-aria. Nuove immagini su Google Earth indicano che la Cina ha costruito dei modelli in scala reale del caccia stealth F-117, presso il Luoyang Optoelectro Technology Development Center (LOEC) nella provincia di Henan. Secondo un ex-addetto militare statunitense a Pechino, l’aspetto del modello non sorprende notando che la Cina ha anche costruito i modelli di F-22 Raptor e F-35 Lightning II per studiarli. Funzionari di Pechino smentiscono le notizie diffuse dalla stampa secondo cui parti dell’F-117 Stealth Fighter dell‘US Air Force abbattuto in Serbia, nel 1999, siano in mani cinesi. Vi sono molte “prove aneddotiche” secondo cui la CinaNoshir Gowadia ha avuto accesso all’F-117 abbattuto, ha dichiarato Larry Wortzel, membro della Commissione economica e sicurezza Cina-USA. La Cina smentisce anche le accuse che un ex-ingegnere della Northrop Grumman, Noshir Gowadia, abbia venduto dati classificati sul sistema di soppressione della traccia dei motori del bombardiere stealth B-2, utilizzato per proteggere l’aereo dai missili ad infrarossi. Gowadia è stato condannato per cinque capi d’accusa a 32 anni di carcere, il 24 gennaio, presso una corte federale degli Stati Uniti. Vi sono anche questioni sul ruolo di Dongfan Chung, ex-analista degli stress alla Boeing, che avrebbe potuto giocare nell’acquisizione della Cina di tecnologia stealth. Chung è stato condannato da un tribunale federale degli Stati Uniti, nel luglio 2009, per sei capi d’accusa di spionaggio per conto della Cina.
imagesLAJO1EJ6Conosciuto anche come Istituto 612, il LOEC è famoso per i suoi missili aria-aria e i sistemi di guida di precisione delle bombe, tra cui la bomba di precisione LS-6 Thunder Stone, il sistema missilistico superficie-aria TY-90 e i missili aria-aria PL-5, PL-9 e PL-12 (SD-10). PL-5 e PL-9 sono stati esportati in Myanmar, Iran, Corea democratica, Sudan, Venezuela e Zimbabwe. Il Pakistan avrebbe ordinato il PL-12. I dati sulla società sono pochi. Secondo un opuscolo del LOEC distribuito al Zhuhai Air Show del 2006, la società “possiede tre impianti di assemblaggio di prodotti ottici, meccanici ed elettronici integrati, un istituto di ricerca per dispositivi optoelettronici, tredici laboratori e impiega 1978 dipendenti di cui 528 ingegneri e tecnici“. L’immagine del finto F-117 del LOEC segue la notizia secondo cui la Cina ha sviluppato il suo primo caccia stealth, il J-20. Le foto del nuovo caccia sono state pubblicate a dicembre, seguite da un volo di prova all’inizio di questo mese. Un funzionario della difesa di Taiwan ha detto che la Cina sviluppa un nuovo missile aria-aria, il PL-21, progettato specificamente per gli aerei stealth. Spinto da un ramjet e un sistema di propulsione a razzo solido, il PL-21 avrà un raggio di 100 chilometri. La Cina si procura anche sistemi di difesa aerea dalla Russia e dall’Ucraina, per compensare le lacune indigene, tra cui il sistema missilistico mobile superficie-aria russo S-300PMU2 e il sistema di rilevazione radar ucraino Kolchuga, ha detto Richard Fisher vicepresidente del Centro di strategia e valutazione internazionale di Washington. L’acquisizione cinese dei sistemi missilistici di difesa aerea S-300 è iniziata nei primi anni ’90, secondo un funzionario della difesa di Taiwan. Con la versione PMU2, la Cina può coprire Taiwan nord-occidentale dalle basi nella provincia di Fujian, ha detto.

article-0-0018C28200000258-883_634x422Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il bombardiere futuro allo studio in Cina e Russia

Richard Fisher Jr., Bill Sweetman e Maksim Pjadushkin, Aviation Week & Space Technology, 18 settembre 2014 – Strategy Center3aa7dd2c_resizedScaled_659to433Mentre l’US Air Force persegue lo sviluppo del progetto di bombardiere a lungo raggio, cercando di lanciarne lo sviluppo su larga scala il prossimo anno, anche Russia e Cina procedono sui piani di un bombardiere. Nel caso della Russia, il PAK-DA (PerspektivniJ AvjatsjonniJ Kompleks dal’nej Aviatsij, Futuro sistema aereo a lungo raggio) è il primo nuovo bombardiere allo studio dal Tupolev Tu-160 nel 1977, mentre il futuro nuovo sistema della Cina dovrebbe essere il primo bombardiere nazionale.
Il PAK-DA è allo studio dell’unità Tupolev della United Aircraft Corp. (UAC) responsabile di quasi tutti i bombardieri a lungo raggio della Russia dalla fine della seconda guerra mondiale. La decisione di perseguire lo sviluppo del nuovo bombardiere fu presa nel 2007 quando l’esercito russo iniziò a definire gli aggiornamenti dell’esistente forza bombardieri, colmando il divario finché il nuovo velivolo sarà pronto, oltre all’analisi di configurazioni e approcci alternativi. Su decine di potenziali candidati, anche dalle tecnologie supersonica e ipersonica, quattro finalisti sono emersi, e il progetto preferito è un tuttala subsonico o velivolo corpo-ala fusi dalla capacità furtiva presentati nei primi mesi del 2012, probabilmente è il primo aereo russo progettato con tale aspetto, ampiamente furtivo, caratteristica fondamentale introdotta dal B-2 quando entrò in servizio nel 1997. Alla fine dell’anno scorso sarebbe stata presa la decisione di costruire il PAK-DA, avviando i lavori nel 2014 presso l’UAC che s’è aggiudicato il contratto di progettazione e integrazione del PAK-DA, e il bombardiere dovrebbe compiere il primo volo nel 2019, con assemblaggio finale presso lo stabilimento Kazan dell’UAC. Si prevede di completare le prove di accettazione nel 2023 e l’entrata in servizio nel 2023-25, secondo i rapporti russi più affidabili. All’inizio di quest’anno, l’unità JSC Kuznetsov dell’United Engine Corp., che ha propulso la maggior parte dei bombardieri Tupolev, è stata scelta per sviluppare il motore del PAK-DA, basato sul turbofan NK-32 del Tu-160. Oltre a ciò, poco è noto del PAK-DA. Tuttavia, è possibile fare alcune ipotesi plausibili sul programma, in base a dimensioni e forma della forza bombardieri russa e le probabili missioni del nuovo velivolo.
L’attuale forza bombardieri a lungo raggio comprende uno squadrone con Tu-160 (una forza totale di 13 velivoli), 63 subsonici Tu-95MS costruiti nei primi anni ’80 come vettori per missili da crociera (31 nella versione MS16 con piloni subalari e 32 MS6 senza), e un numero sempre più ristretto di Tu-22M3, la maggior parte originariamente costruita per attaccare le portaerei degli Stati Uniti e i loro gruppi di sostegno. La forza di Tu-22M3 assegnata alle missioni di teatro viene sostituita dal più piccolo e più versatile Sukhoj Su-34. Il ministero della Difesa russo ha annunciato, all’inizio del 2012, che i Tu-160 saranno modernizzati nel 2020 e ridesignati Tu-160M. Ciò a seguito della decisione nel 2009 di aggiornare la flotta di Tu-95 con la denominazione Tu-95MSM. Entrambi i programmi di aggiornamento sono ampi, con nuovi radar della serie Leninets utilizzati dal Su-34 e miglioramenti per guerra elettronica, schermi e processori che attualmente utilizzano tecnologia degli anni ’80. Il Tu-160M sarebbe pronto per le prove di accettazione dalla fine del 2013. Gli aggiornamenti includono anche l’estensione della vita, riguardanti un nuovo motore dalle rinnovate capacità, motori NK-32 di nuova produzione per il Tu-160 e la progettazione di un più e affidabile e longevo motore. Nel 2010 il governo russo annunciava investimenti per oltre 8 miliardi di rubli (220 milioni dollari) per questo programma fino al 2020. Il lotto di pre-produzione dei nuovi motori NK-32 dovrebbe essere pronto nel 2016. Questi aggiornamenti saranno alla base del motore del PAK-DA. Entrambi i bombardieri sono armati con missili da crociera a lungo raggio aerolanciati (ALCM). La Russia segue anche due importanti progetti di ALCM dai primi anni 2000 della divisione Raduga della Tactical Missiles Corp. Il Kh-555 è un ALCM convenzionale prodotto modificando i Kh-55 nucleari degli anni ’80 con un sistema di guida combinato inerziale, radar di corrispondenza mappatura-terreno e sistema di guida ad infrarossi. La stessa compagnia ora ha in piena produzione il nuovo e più grande Kh-101/102 (versioni convenzionale e nucleare). Il Tu-160 può trasportarne 12 internamente e il Tu-95MS otto su quattro piloni subalari. È il più grande ALCM in uso, con il peso al lancio di 2600 Kg. Originariamente progettato come missile a raggio ultra-lungo con motore prop-fan, ora ha un turbofan retrattile simile al Kh-55. L’attuale arsenale di missili da crociera a lunga gittata ammonta a 850 armi.
russian-stealth-1 Tali ampi lavori di aggiornamento indicano che i bombardieri dovranno operare per almeno 5-10 anni dopo che il PAK-DA sarà entrato in servizio, con il nuovo aereo presumibilmente assegnato al ruolo di bombardiere d’interdizione. L’annuncio che il motore del nuovo bombardiere si basi sul NK-32, insieme al fatto che i bombardieri russi tradizionalmente fanno poco affidamento sul rifornimento in volo rispetto all’US Air Force, indica un grande velivolo. L’NK-32 è un motore a tre assi a basso rapporto di diluizione che produce una spinta a regime di 16000 kg e 27000 kg con postcombustione. La variante allo studio del PAK-DA avrà un motore senza postcombustione, possibilmente con un leggero aumento del rapporto di diluizione. I quattro motori indicherebbero un peso massimo di 200 tonnellate, più grande del B-2 (e probabilmente molto più grande del LRS-B) corrispondente ad un carico bellico e un’autonomia maggiori.
Nel frattempo, la Cina starebbe lavorando ad un nuovo bombardiere. Si è tentati di sottovalutare le ambizioni della Cina nel costruire un aereo d’attacco strategico globale dato che l’Aeronautica dell’Esercito di Liberazione Popolare (PLAAF) e l’Aeronautica navale (PLAN-AF) sembrano accontentarsi di versioni aggiornate del sovietico Tupolev Tu- 16. Questo bombardiere compì il primo volo nel 1952, e in Cina dal 1959 viene costruito dalla Xian Aircraft Corp. (XAC) come Hong-6 (Bombardiere-6, H-6). Tuttavia, ha continuato l’aggiornamento e la produzione dell’H-6 dimostrando che la Cina conserva interesse su una forza aerea a lungo raggio. Il governo cinese e l’Esercito di Liberazione Popolare (PLA) non dicono praticamente nulla delle loro ambizioni sui bombardieri, ma la serie di “dati grigi” e una recente rivelazione indicano che probabilmente la Cina sviluppi un nuovo bombardiere. Lo scorso aprile una fonte di un governo asiatico ha rivelato di ritenere che la prossima generazione di bombardieri cinesi, denominata H-20, comparirà nel 2025. Tale tempistica sull’H-20 sarebbe coerente con l’evoluzione degli obiettivi strategici cinesi. Un nuovo bombardiere estenderebbe la capacità della Cina di negare accesso strategico agli Stati Uniti ben oltre la “prima catena di isole” dal Giappone a Taiwan e al nord delle Filippine, comprendente i mari della Cina del nord e del sud. In secondo luogo, questo aereo sosterrà le ambizioni della leadership cinese di proiezione di potenza militare. Tale piattaforma consentirà alla forza aerea cinese d’integrare la forza globale delle portaerei e la capacità di proiezione anfibia della marina militare nazionale. La nuova generazione di bombardieri cinesi, secondo voci da fonti informali, sarebbe allo studio dalla metà degli anni ’90. La determinazione cinese a procedere è stata probabilmente rafforzata dall’uso del Northrop Grumman B-2 nel bombardamento dell’ambasciata cinese a Belgrado, il 7 maggio 1999. Non è chiaro quanti dati relativi al B-2 la Cina possa trarre dall’ingegnere della Northrop Grumman Noshir Gowadia che nei suoi 18 anni di lavoro nella società è stato uno dei principali progettisti del sistema di propulsione del B-2 a bassa osservabilità. Nel gennaio 2011 fu condannato a 32 anni per divulgazioni di segreti militari alla Cina.
La Xian Aircraft Corp. (XAC), principale grande produttore di aeromobili militari del PLA, è probabilmente il contraente principale del nuovo bombardiere. Come i bombardieri di nuova generazione di Russia e Stati Uniti, l’H-20 dovrebbe utilizzare una configurazione “ala volante” furtiva subsonica. Indicazioni interessanti ma non ufficiali sono forniti da accademici del PLA. Resoconti dai media cinesi dell’ottobre 2013, indicavano che il Colonnello Wu Guohui della PLAAF, professore associato presso la National Defense University, affermasse che i bombardieri stealth avevano ricevuto “rinnovata attenzione nazionale” e che “in passato la Cina era debole in materia di bombardieri, ma in futuro svilupperà aerei d’attacco a lungo raggio”. Il professore associato Fu Guangwen della National Defense University notava in un’intervista nel dicembre 2013 che lo sviluppo del bombardiere cinese affronta diversi ostacoli, tra cui la sfida a sviluppare motori e materiali efficienti. Ma poi osservava che il futuro bombardiere cinese dovrebbe coprire gli obiettivi tra seconda catena delle isole, Guam, Mar Cinese Meridionale e India; essere furtivo per migliorare la capacità di penetrazione; poter condurre un “confronto informatico” o una guerra informatica/elettronica; e avere capacità di attacco convenzionale e nucleare. Un articolo su Sina.com del gennaio 2014 citava una pubblicazione della Aviation Industry Corp. cinese che affermava che la progettazione del futuro bombardiere stealth cinese era iniziata nel 2008. La relazione osservava anche che questo velivolo era probabilmente un ala volante che avrebbe avuto l’autonomia per colpire le coste occidentali degli Stati Uniti. Anche se rientra nella categoria dei “dati ambigui grigi”, nei primi mesi del 2013 un’immagine di un giornale d’ingegneria universitaria cinese mostrava il possibile aspetto del velivolo, molto simile al B-2. Nei primi mesi del 2014 un’altra immagine cinese indicava due aeromodelli con ala a pipistrello, dei possibili modelli radiocomandati per test. Non ci sono altre informazioni che colleghino tali modelli ai programmi in corso, ma è confermato che la Cina prevede formalmente dei modelli degli aerei militari futuri, mentre le immagini dei modelli trapelate sono spesso rivolte al pubblico interno ed estero. I modelli successivi potrebbero anche rappresentare nuovi velivoli da combattimento senza pilota (UCAV) a lungo raggio, evidenziando anche la possibilità per la Cina di sviluppare velivoli d’attacco senza pilota a lungo raggio. Con qualche fanfara mediatica cinese, il velivolo UCAV con ala a freccia Lijian (Spada temprata), prodotto in collaborazione dalle imprese Shenyang e Hongdu, volava il 20 novembre 2013. Simile per dimensioni e forma al Boeing X-45C, vi sono indicazioni che il Lijian sia alla base di un UAV/UCAV dalla maggiore apertura alare di Shenyang/Hongdu, come suggeriscono alcune fonti cinesi. È concepibile che Xian possa eventualmente sviluppare una versione senza equipaggio dell’H-20, soprattutto se Russia e Stati Uniti sviluppano così i loro nuovi bombardieri. Il possibile interesse cinese a un nuovo bombardiere supersonico regionale fu segnalato nel maggio 2013 con la comparsa del modello di nuovo bombardiere a bassa osservabilità bimotore, assieme al modello del noto Lijian. Con una lunghezza stimata di 25-30 metri, il bombardiere si avvicina per dimensioni al Convair B-58 della fine degli anni ’50 (il più grande bombardiere supersonico occidentale ad entrare in servizio). Tuttavia, le informazioni disponibili non confermano se si tratta di un programma attivo, del perdente di un concorso o di un semplice concetto.
Img378692808 Anche se il PAK-DA è apertamente un sistema di deterrenza strategica rivolto contro obiettivi USA, è difficile che qualsiasi nuovo bombardiere cinese sia destinato a un ruolo simile. Tuttavia, una piattaforma a lungo raggio e con grande carico di missili sarebbe una potente risorsa regionale, minacciando le basi terrestri e le forze navali avversarie, in particolare in combinazione con i cacciabombardieri aerei supersonici stealth J-20. Il PLA continua a sviluppare nuove versioni dell’H-6 e ad aggiornare i modelli più vecchi con nuove armi. Probabilmente stimolato nei primi anni ’90 dal rifiuto russo di vendere il Tupolev Tu-22M3 (anche se le richieste furono definitivamente abbandonate nel 2003-04), il PLA ha deciso di sviluppare una versione radicalmente aggiornata dell’H-6. L’H-6K è equipaggiato con il turbofan russo da 13000 kg di spinta UEC-Saturn D-30KP-2, circa il 30% più potente dei turboreattori degli anni ’50 delle versioni precedenti, e più efficiente con un rapporto di diluizione superiore (2.24:1) rispetto al JT8D-200. Ciò aumenta il raggio di combattimento a 3500 km. Apparso all’inizio del 2006, l’H-6K ha sostituito il vecchio muso vetrato con un grande radome e un sensore di puntamento elettro-ottico. Il velivolo ha una moderna cabina di vetro e sei piloni subalari per trasportare i nuovi missili da crociera da 1500-2000 km di gittata CJ-10/KD-20. Questa versione probabilmente può utilizzare la grande varietà di bombe di precisione prodotte da quattro aziende cinesi. La Cina ha anche aggiornato i vecchi H-6. La forza aerea di tre reggimenti di H-6G potrebbe presto essere armata con il nuovo missile antinave supersonico propulso da un ramjet YJ-12 dalla gittata di 400 km. I vecchi H-6M della PLAAF vengono aggiornati per trasportare due missili da crociera CJ-10/KD-20. La fonte del governo asiatico già citata rileva che il PLA possiede 130 H-6 nel 2014, ma questo numero potrebbe crescere a 180 entro il 2020, indicando una prolungata produzione dell’H-6K, attualmente in servizio in due reggimenti della PLAAF.
Il futuro bombardiere strategico a lungo raggio del PLA è legato anche allo sviluppo di efficienti aerocisterne. A marzo-aprile la PLAAF ha aumentato modestamente le piattaforme di rifornimento con l’acquisizione di tre Iljushin Il-76MD convertiti in aerocisterne Il-78 in Ucraina. Ognuno ha tre sistemi di rifornimento a tubo e imbuto russi UPAZ, considerando che la flotta precedente di circa 24 aerocisterne H-6U trasportano assai meno carburante ed hanno solo due unità tubo e imbuto RDC-1, derivati dal sistema inglese della Flight Refueling Ltd. (ora Cobham) FRL Mk 32 acquisito a metà anni ’80. Le piattaforme di aerocisterne future potrebbero includere la conversione dei cargo pesanti Xian Y-20, dell’aereo di linea Comac C919 o una variante del futuro widebody oggetto della collaborazione russo-cinese. Ma per rendere le future aerocisterne più efficienti e compatibili con velivoli più grandi, la Cina può anche valutare sistemi di rifornimento in volo rigido dalla velocità di trasferimento più elevata. In un articolo su una conferenza nel 2013, tre ingegneri della Scuola di Elettronica e Informazione del Politecnico del Nord-Ovest proposero l’utilizzo del sistema di navigazione satellitare cinese Beidou combinato a sistemi ottici per creare un sistema di controllo automatizzato applicabile ai sistemi di rifornimento aereo.

PLAAF_Xian_HY-6_Li_PangTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Novorossia, Siria, Mistral, Africa-Russia: Intervista a Igor Korotchenko

Mikhail Egorov-Gamandij Voce della Russia

Igor Korotchenko è un esperto militare, direttore della rivista russa Nacional’naja Oborona (Difesa nazionale), direttore del Centro Globale di Analisi sul traffico di armamenti e membro del Consiglio pubblico del Ministero della Difesa della Federazione Russa.

vladivostok_4.3.14_bp_0Mikhail Gamandij-Egorov, Voce della Russia: Salve signor Korotchenko! La mia prima domanda sarà sulla Novorossija, essendo probabilmente l’argomento più discusso in questo momento in Russia. Oggi un cessate il fuoco si osserva tra le deboli forze della Novorossija e le forze ucraine. Un cessate il fuoco ripetutamente violato a Donetsk e altri luoghi, che continuano ad essere bombardati dall’artiglieria pesante ucraina. Secondo lei quali sono le prospettive nel prossimo futuro? La ripresa dei combattimenti su larga scala, o il fragile cessate il fuoco che vediamo oggi sarà ancora attuale?
Igor Korotchenko: Vi sono molti rischi che l’attuale cessate il fuoco avvii una nuova guerra. L’Ucraina continua le sue provocazioni. Le città del Donbas continuano ad essere bombardate dai militari ucraini. Senza contare che alcuni battaglioni al comando di Kiev semplicemente non rispettano tale cessate il fuoco. In tali condizioni ed oggettivamente, il rischio di una nuova guerra è grave. Soprattutto dopo l’elezione della Rada ucraina, dove molti seggi saranno occupati da locali signori della guerra che hanno combattuto nel Donbas, e ci sarà generalmente una maggiore radicalizzazione delle posizioni di Kiev. Inoltre, una forte pressione potrà essere esercitata su Poroshenko affinché, in un modo o nell’altro, i combattimenti siano ripresi dagli ucraini.

VdR: Se ciò dovesse accadere, come vede gli eventi sapendo che è molto difficile prevederli. Tuttavia, cosa pensa delle azioni delle forze armate della Novorossia? E cosa dovrà fare la Russia da parte sua?
Igor Korotchenko: Politicamente la Russia sosterrà la resistenza. Ovviamente non possiamo ignorare le atrocità e i massacri commessi contro il popolo della Novorossija, nostri compatrioti russi. Più in generale direi che l’Ucraina come Stato unitario vive gli ultimi giorni. Già è un Paese completamente diviso. Il modo ottimale sarebbe creare il piano complessivo della Novorossija, unificando le regioni del Sud-Est dove i sentimenti filo-russi sono prevalenti. Una Novorossija da Odessa al Donbas, creando un collegamento con la Repubblica moldava del Dnestr. L’Ucraina di Kiev perderà l’accesso al mare e sotto il profilo economico e industriale le regioni più sviluppate. Ciò richiama in qualche modo la situazione delle due Germanie. Qui avremo a che fare con due Ucraine, occidentale e Orientale. Ciò risponderà in modo ottimale all’equilibrio di potere che vediamo ora. É una realtà geopolitica oggettiva. Ripeto ancora una volta, oggi non esiste più un’Ucraina unita e unitaria, che vive i suoi ultimi giorni. Non ci sarà mai più.

VdR: E la Novorossia allargata sarà a medio o lungo termine?
Igor Korotchenko: difficile parlare di tempo in questa situazione. Dobbiamo aspettare e vedere cosa accadrà in Ucraina, soprattutto quest’inverno. Una grave crisi incombe. E qual è la via d’uscita da tale crisi? Una soluzione potrebbe essere creare una grande Novorossija. Altre opzioni sono possibili. Aspettiamo e poi vediamo come vanno le cose, soprattutto perché non rimane molto da aspettare.

VdR: Passiamo alla Siria. Ancora una volta preoccupa molti osservatori. La cosiddetta coalizione agli ordini degli Stati Uniti oggi bombarda parte del territorio siriano, il tutto senza il consenso del legittimo governo della Siria e senza l’approvazione delle Nazioni Unite. In realtà, la coalizione ha bombardato i suoi ex-alleati. Ma soprattutto c’è il serio rischio che tale cosiddetta coalizione cominci a bombardare le posizioni dell’Esercito arabo siriano. Secondo voi, questo rischio è realmente grave? Un tale scenario è realistico?
Igor Korotchenko: Sì, assolutamente. Cominciando dal bombardamento del cosiddetto Stato islamico si può passare assai rapidamente al bombardamento di Damasco. Gli Stati Uniti non hanno escluso l’obiettivo di rovesciare Bashar al-Assad. Riguardo la recente attivazione dello SI, è il risultato diretto dei fallimentari calcoli della politica estera degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti hanno armato, addestrato, finanziato e fatto affidamento sui terroristi per rovesciare il leader siriano. Ma il cosiddetto Stato islamico, vedendo la lotta accanita delle forze governative siriane, ha optato per una tattica diversa. Le sue truppe si sono spostate dalla Siria all’Iraq attaccando e respingendo le forze governative di Baghdad. E oggi bombardando il loro ex-alleato gli Stati Uniti cercano di far rientrare nella bottiglia il genio che hanno tirato fuori. Ci sono poche probabilità che ci riescano. Sul fatto che cosiddetta operazione avvenga senza l’approvazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, è ovviamente assai negativo. Soprattutto è il governo siriano che deve prima dare il permesso per spazzare via gli islamisti dal suo territorio. Il territorio della Repubblica araba siriana. Poi deve seguire la decisione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite con un mandato chiaro e obiettivi definiti, in modo che gli USA non possano interpretare il mandato come credono e agire da gendarme del mondo.

VdR: Se un tale scenario caotico dovesse accadere, quali dovrebbero essere le azioni dei Paesi e movimenti da sempre contrari a tale scenario, come Russia, Cina, Iran e movimento libanese Hezbollah?
Igor Korotchenko: Nel nostro caso agiremo politicamente. Questo è ciò che facciamo già ricordando sempre che nessuna azione può essere intrapresa senza l’approvazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La stessa posizione è stata adottata dalla Cina. Quindi politicamente agiamo così, oggi. Riguardo l’Iran e le azioni che potrebbe intraprendere, penso che contribuirà direttamente ed amplierà il proprio intervento tecnico-militare in favore di Damasco, nel caso di un tale scenario. E sarà a mio parere una decisione sovrana e corretta di Teheran. Per gli interessi nazionali dell’Iran. Un possibile rovesciamento del Presidente Bashar al-Assad sarebbe un duro colpo per le posizioni dell’Iran nella regione. E infatti l’Iran ha la possibilità di coordinarsi con il movimento in questione, al fine di riconfigurare la situazione a scapito degli Stati Uniti e dei loro alleati.

VdR: Altro tema popolare di questi giorni è la consegna o meno dalla Francia alla Russia delle navi portaelicotteri Mistral. Vediamo molta manipolazione e anche ricatto. La Francia è sotto grande pressione esterna, soprattutto da Stati Uniti e NATO, a cui cede dopo diversi anni. Ora vengono imposte “condizioni” sulla consegna sebbene ne guadagni di più la Francia che non la Russia in tale vicenda. Tuttavia, da grande esperto militare, cosa ne pensa?
Igor Korotchenko: la Russia ha adottato una posizione molto tranquilla sull’argomento. Il contratto è firmato, il denaro versato. Il contratto deve quindi essere adempiuto. Se Parigi e l’Eliseo annullano la transazione, la Francia dovrà rimborsare tutto ciò che ha ricevuto di contratto e pagare una grossa penalità. Quanto a noi, abbiamo reagito con calma, senza eccessi.

VdR: la Francia sarebbe perdente in tale vicenda, in caso di mancata consegna? Abbiamo davvero bisogno di queste Mistral?
Igor Korotchenko: In primo luogo, per la Francia sarà un durissimo colpo alla propria immagine e reputazione di Paese rifornitore. D’altra parte, le Mistral che saranno costruite in Russia sono appositamente studiate per le esigenze e le specifiche russe, che non sono le stesse della Francia che utilizza le Mistral per svolgere missioni in Africa. Le Mistral per la Russia non hanno ponte e hangar delle stesse dimensioni… Primo perché gli hangar sono progettati per gli elicotteri russi Ka-52. Anche la funzione rompighiaccio è adatta alle nostre esigenze. I nostri sistemi sono integrati. Parigi avrà difficoltà a vendere tali navi ad altri che non la Russia. Un altro punto importante è che il rifiuto di eseguire il contratto porterà alla crisi della cantieristica francese. I sindacati hanno già detto apertamente che non accetteranno la risoluzione del contratto. Il presidente francese Hollande, che anche senza tale storia ha perso e continua a perdere sostegno politico, potrebbe divenire il politico che ha apertamente tradito gli interessi nazionali della Francia. Gli elettori francesi non lo perdoneranno. Inoltre non perdoneranno le forze politiche a lui associate. Pertanto, l’eventuale rifiuto di adempiere al contratto farà perdere alla Francia più di quanto ne raccolga. Quanto alla Russia, si concentrerà sui propri mezzi. Non sarà una tragedia.

VdR: L’ultimo tema che volevo discutere con voi è l’Africa, un continente che mi è caro. Questo continente attende il nostro ritorno. Da qualche tempo la Russia ha espresso il desiderio di tornarvi. Oggi ne vediamo i primi risultati. La cooperazione russo-africana è fortemente legata tra l’altro alla collaborazione tecnico-militare, così come ad altri settori dell’economia e del commercio. Pensa che le condizioni siano mature per un ritorno della Russia in Africa e al rafforzamento del partenariato Africa-Russia?
Igor Korotchenko: E’ vero ed è un peccato che in 20 anni abbiamo guardato l’Africa come un continente di poco o nessun interesse. In particolare, le nostre posizioni sono state occupate dagli Stati Uniti. La Cina ha anche una molto forte presenza. Oggi in realtà torniamo. Se parliamo degli armamenti, abbiamo firmato una nuova serie di contratti con l’Egitto, così modernizzeremo e perfezioneremo la difesa aerea egiziana. Vi sono inoltre nuovi contratti con l’Angola per la consegna di blindati e caccia Sukhoj Su-30. Molti Paesi africani acquistano armi russe, soprattutto l’Algeria. L’Uganda ha recentemente firmato un contratto molto importante, anche per aerei da caccia Su-30. Inoltre promuoviamo attivamente i nostri elicotteri. Sono stato di recente nella Repubblica Sudafricana, dove nei pressi di Pretoria si è tenuta una grande mostra di armamenti. La Russia era rappresentata dalle nostre maggiori aziende: Almaz-Antej, Visokotochne Kompleksij, Vertoletij Rossij (“Elicotteri Russi”), Rosoboronexport. Nel complesso tutti sanno che oggi si deve lavorare attivamente con l’Africa. Ma sottolineo ancora una volta che dovremmo lavorare in condizioni di estrema concorrenza. La Cina è molto attiva, come gli Stati Uniti ed altri attori. Il nostro valore aggiunto è poter dare garanzie che i Paesi occidentali non possono. Garanzie politiche, a conferma che la cooperazione continuerà a dispetto di qualsiasi potenziale forza maggiore. Mentre gli Stati Uniti usano l’embargo quando e dove vogliono, rifiutando anche i servizi al cliente o la fornitura di parti di ricambio. L’armamento moderno opera per molto tempo: 20 anni e più. Così il Paese acquirente, con la scelta di questo o quel sistema d’arma, si aspetta che lo Stato fornitore garantisca gli obblighi per tutto il ciclo di vita delle armi in questione. La Russia ha una buona immagine su questo aspetto, di partner affidabile e prevedibile. Inoltre la Russia rafforzerà le sue posizioni e sarà libera politicamente, anche in caso di sanzioni che appaiono paradossali, ma il numero di Paesi disposti a comprare armi russe potrà solo crescere. Questo già si vede oggi. Una posizione forte e indipendente assieme alle ottime caratteristiche dei nostri sistemi di difesa, attraenti per tutti gli acquirenti stranieri, compresa l’Africa.

VdR: Ultima domanda. Secondo lei possiamo rafforzare i nostri legami con i Paesi africani che intendono collaborare al massimo livello con la Russia, mentre sono sotto la forte pressione dei loro ex-colonizzatori occidentali e degli Stati Uniti? Mi riferisco segnatamente ai Paesi africani francofoni.
Igor Korotchenko: Certo. Prendiamo l’esempio del Mali che compra le nostre armi. Soprattutto su alcune posizioni non c’è alternativa. Dobbiamo necessariamente rafforzare le nostre posizioni in tali Paesi. Ma devo sottolineare un punto importante che, oltre alla cooperazione tecnico-militare, il nostro business globale deve anche essere molto più attivo nel continente africano. Si guardi come sono attive le aziende cinesi che operano in Africa, in tutti i settori economici del continente. Noi abbiamo interesse a partecipare ai progetti minerari e d’estrazione delle risorse naturali. Il nostro capitale, i nostri investimenti, le nostre armi dovrebbero completarsi a vicenda. Nel mondo di oggi le imprese e la vendita di armi si accompagnano, perché possono promuovere gli interessi strategici del Paese. Senza dubbio, dobbiamo guardare all’Africa dritto negli occhi, essendo stata sottovalutata da tempo come partner. Ecco perché dobbiamo assolutamente ampliare la nostra partnership.

VdR: Grazie di tutto.

166043Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Cina e Russia costruiranno uno scudo antimissile congiunto

Dedefensa 15 ottobre 20141338471173_swalker.ru_don-2n-28Conosciamo l’importanza strategico-comunicativa che lo sviluppo della rete antimissili balistici statunitense (BMD e BMDE per l’Europa) ha acquisita nel 2002-2003, divenuto importante punto di disaccordo strategico tra Stati Uniti e Russia dal 2006-2007, e da allora ha continuato ad aggravarsi. Resta inteso che, nelle condizioni attuali, tale dinamica antagonistica tra le due potenze crescerà in modo esponenziale. Ma… ecco apparire un nuovo elemento. Ci sono voci e informazioni sempre più corroborate che la Russia stia sviluppando un sistema diversificato e sofisticato completamente orientato sui missili, a livello strategico, naturalmente, ma anche tattico. Inoltre, secondo Vasilij Kashin di Voce della Russia, vi è convergenza tra Cina e Russia sulla necessità strategica di sistemi di difesa missilistici, e dello sviluppo embrionale di un tale sistema da parte cinese, con la possibilità molto seria, secondo Kashin, dello sviluppo di un sistema antimissile congiunto russo-cinese. Sarebbe una vera e propria inversione delle tendenze strategiche, politiche e comunicative con il passaggio dalla dialettica offensiva e perentoria degli Stati Uniti, con il proprio sistema antimissile, al panico istigato dal progetto russo, in particolare se tale progetto diventa un progetto russo-cinese con una cooperazione che, apparendo assai seria, indubbiamente va considerata nelle dinamiche in accelerazione…. Il testo di Voce della Russia (13 ottobre 2014), presenta informazioni più precise su questa situazione russa e russo-cinese. “Il ministro della Difesa della Russia Sergej Shojgu ha recentemente dichiarato la creazione di un Sistema Unificato Spaziale (SUS), il nuovo sistema di allarme missilistico e priorità per lo sviluppo delle forze missilistiche strategiche. Secondo il parere degli esperti, nelle condizioni attuali del sistema di allarme missilistico, si tratta di uno dei più promettenti assi di cooperazione tecnico-militare tra Russia e Cina. Il sistema russo comprenderà satelliti di nuova generazione e una rete di posti di comando protetti per l’elaborazione delle informazioni ricevute dallo spazio orbitale. Questo gruppo di satelliti sostituirà il recente sistema di Oko-1 dalle caratteristiche insoddisfacenti. (…) Il SUS può rilevare non solo i lanci dei missili balistici intercontinentali, ma anche dei missili tattici. Il SUS sarà quindi un fattore della sicurezza strategica e fornirà dati preziosi per la ricognizione dei conflitti locali. Il satelliti di allarme saranno più duraturi della precedente generazione. (…) La Cina ha bisogno anch’essa di un sistema di allarme affidabile. La sua importanza cresce a poco a poco costruendo le nuove forze nucleari strategiche, mobili ed efficienti capaci, se necessario, del colpo preventivo. La Cina deve prendere in considerazione non solo la minaccia dagli Stati Uniti, ma anche i moderni missili a medio raggio dei Paesi vicini. Pechino cerca di creare un potente sistema di difesa missilistica strategica e ha testato sistemi di difesa antimissile in grado di intercettare obiettivi balistici nella fase centrale e finale della loro traiettoria. Inoltre ha prodotto diversi programmi per lo sviluppo di armi antisatellite. E’ chiaro che la capacità del sistema di allarme cinese non riflette lo sviluppo delle forze nucleari strategiche nazionali e quello dei sistemi antimissili e antisatellite. Nel frattempo, la Russia non solo costruisce attivamente il suo sistema di allarme missilistico, ma anche le stazioni radar avanzate terrestri come il radar Voronezh. Così nelle attuali circostanze il sistema di allarme missilistico avanzato è una delle mutue aree più promettenti della cooperazione tecnico-militare. Non si tratta solo di fornire equipaggiamenti e tecnologia russa alla Cina. La creazione di un sistema comune può anche testimoniare la nuova fase del partenariato strategico bilaterale“. Questo orientamento è ovviamente d’importanza ben superiore all’aspetto strategico, di massima politica e si può anche dire che sia la “prima politica”. Questa osservazione deriva dal fatto che il sistema antimissile con maggiore operatività riguarda naturalmente il campo strategico-nucleare, ma anche e forse soprattutto riguarda il fatto che il sistema statunitense, con le sue varie intenzioni per uno schieramento aggressivo intorno la Russia, ha suscitato un fenomeno molto importante che riguarda la comunicazione delle interpretazioni politiche. Vi sono tre punti di riflessione sulla dimensione dell'”alta politica” nello sviluppo del sistema missilistico russo, la possibilità di svilupparne uno russo-cinese e le trattative già avviate in questa direzione…
• Il primo è il fatto che la crisi ucraina e il deterioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Russia hanno effettivamente spinto la Russia ad avviare un programma degli armamenti volto a contrastare il potere militare degli Stati Uniti in tutti i campi, senza eccezioni. Quello della difesa missilistica è particolarmente significativo, paradossalmente allo stato attuale delle forze strategiche, è un elemento della difesa che accentua in modo significativo la capacità offensiva delle forze nucleari strategiche. I russi hanno scelto un percorso che sembrerebbe più efficiente e più completo rispetto al sistema statunitense: il sistema SUS è un sistema autonomo di rilevamento, comunicazione e leadership che abbraccia diversi tipi di minacce (da quelle strategiche a quelle tattiche), cui è asservita la rete di difesa antimissile (S-300, S-400 e S-500) in cui i russi eccellono e sono i primi al mondo. Ciò conferma che i russi ricercano la superiorità strategica sugli USA (vedi 6 ottobre 2014), e non semplicemente di bilanciare la minaccia. Il significato politico di questo approccio è evidente ed estremamente importante perché riconosce che la Russia è spinta, certamente contro la sua volontà volendo che le relazioni di potere responsabili con gli Stati Uniti permangano, considerare lo sviluppo del suo potere da un punto di vista unilaterale, essendo necessario per la propria sicurezza, e non uno sforzo concertato al bilanciamento, come avvenuto durante la Guerra Fredda tra URSS e USA.
• La cooperazione tra Russia e Cina in tale campo, con intesa la leadership russa, è un evento politico della massima importanza. Si tratta di un inasprimento assolutamente decisivo dei legami strategici, quindi un evento di grande potere politico per i due, che ne suggella l’alleanza strategica al massimo livello. Entrambi i Paesi trarranno beneficio nel rafforzare la loro alleanza: la Cina ottenendo una garanzia strategica operativa di grande importanza, rafforzandone la posizione di potenza nucleare significativa verso le due più grandi; la Russia rafforzando la propria posizione con un’alleanza strategica che si sviluppa molto rapidamente per via degli eventi (Ucraina e politica del blocco BAO), ma con una dinamica che mette la Cina in posizione di forza verso la Russia, per via della sua superiorità finanziaria e patrimoniale. Infatti, un tale progetto mostrerebbe la potenza tecnologica e militare della Russia bilanciando nell’alleanza la forza finanziaria e capitale della Cina.
• Dal punto di vista del sistema di comunicazione, possiamo essere sicuri, se il progetto di cooperazione prende forma e quando commentatori ed esperti statunitensi cominceranno a capire cosa succede, allarme e panico prevarranno immediatamente nelle sue reazioni. Esperienza e isterismo in tal senso sono inconfondibili. Ciò porterà ad ulteriori tensioni, un ulteriore radicalizzazione degli Stati Uniti nel rafforzare bilancio e programmi di sviluppo del Pentagono (tra cui il programma missilistico, certamente). Ciò sarebbe eccellente perché riguardo al blocco tecnologico e all’esaurimento burocratico e di gestione in cui sguazza l’apparato della sicurezza nazionale degli Stati Uniti, con una tale spinta supplementare rafforzerebbe confusione e disordine dell’iper-comunicazione nel cuore di tale sistema. Quindi ci si aggrapperebbe all’isterismo e alla resurrezione di progetti di comunicazione come la superiorità nucleare strategica dell’attacco preventivo del primo colpo, come discusso in particolare nel 2006 e recentemente ricordato (31 marzo 2006 e 9 giugno 2014). (Il primo colpo diventa assai problematico se c’è una seria rete antimissile). Ancora una volta, la confusione e l’iperdisordine, questa volta intellettuale dalla psicologia isterica dominante, renderanno ancora più incomprensibile, incontrollabile, terrorizzata e imprevedibile la politica strategica degli USA… Tale reazione sarà “terrorizza” soprattutto per la misera Europa, impantanata nel suo osceno vassallaggio, trovandosi ad affrontare una escalation esplosiva che dovrà seguire mentre confina con la Russia ed è priva di capacità strategiche per la propria sicurezza.
In generale, un tale progetto dovrebbe ulteriormente migliorare significativamente la rinascita della potenza militare della Russia, insieme alla seria costruzione strutturale dell’alleanza strategica tra Cina e Russia. In un certo senso, potremmo dire, che il progetto giunga a termine o meno, non c’è che d’aspettare la conclusione per ottenerne l’essenza. Infatti, l’effetto principale d’aspettarsi è la pura comunicazione nel diluvio e scontro delle varie narrative che ingombrano le menti delle élite del Sistema del blocco BAO; e tale effetto accrescerà dubbi e isteria nelle menti dell’élite del Sistema del blocco BAO… Non nascondiamo a nostro avviso che tale estensione è il modo migliore per innescare reazioni che promuovano uno stretto processo causa-effetto tra superpotenza del Sistema ed accelerazione della trasmutazione della superpotenza in distruzione. Ne scriviamo secondo l’osservazione, ormai data a nostro avviso, che la superpotenza del Sistema in accelerazione costante è divenuta una dinamica che gira a vuoto perché avviene nel declino causato da impoverimento e confusione degli strumenti utilizzati. Quindi, sì, superpotenza immediatamente entrata operativamente nel processo di auto-distruzione.

oknofacilityatnurekTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Germania: motore dell’Europa e cinghia di trasmissione della Russia

Valentin Vasilescu Reseau International 9 ottobre 2014putinschroederTra le principali aziende tedesche e quelle francesi, statunitensi, italiane e olandesi esiste una forte concorrenza per la supremazia sul mercato russo. Finora, la percentuale è del 65% a favore della Germania. Invece d’importare, la Russia ha preferito incoraggiare le imprese statali a formare joint venture con società straniere per convincerle a trasferire la produzione in Russia. Con queste condizioni, nel breve e medio termine, le sanzioni economiche imposte alla Russia dall’UE saranno nulle, perché non riguardano le aziende occidentali che producono in Russia. Da parte loro, i russi hanno fatto abbastanza “doni” alle società occidentali, in particolare quelle specializzate nella produzione militare, che potrebbero facilmente subire contraccolpi.
Non è un segreto che l’aereo M-346 Master prodotto da Alenia Aermacchi italiana ed esportato in Israele (30 esemplari), Singapore e Polonia (12 esemplari ciascuno) sia in realtà l’aereo russo Jakovlev Jak-130. Il gruppo francese Thales (ex-Thomson CFS) è specializzato nell’optoelettronica per Gazprom, controllandone la sicurezza di tutti gli obiettivi in Russia con la tecnologia più avanzata. E’ sempre Thales a proteggere gli obiettivi della Lukoil nel mondo. Tuttavia, non bisogna dimenticare che la Germania, riunificatasi nel 1989, ha voluto stabilire un partenariato con la Russia, motivo per cui la Russia ha combattuto per la riunificazione. Non si dimentichi che prima del 1989, il Tenente-Colonnello Vladimir Putin era a capo del KGB in Germania Est, e che ha aumentato il partenariato con la Russia contribuendo a modernizzare i settori economici russi e dando alla Germania il principale mercato europeo: la Russia. La Siemens è entrata nel mercato russo vincendo la gara per la costruzione delle stazioni di liquefazione del gas naturale delle compagnie russe Gazprom e Transneft. Joseph Kaiser, responsabile di Siemens è legato da lunga amicizia con l’ex-cancelliere socialdemocratico Gerhard Schroeder, membro del consiglio di amministrazione di Gazprom. Siemens è uno dei collegamenti più importanti che rendono possibile l’esportazione in tutto il mondo del gas liquefatto russo estratto in Artico a bordo di metaniere.
La Russia è l’unico Paese al mondo con una flotta di rompighiaccio nucleari (costruita dal 1985) per l’Artico, che mantiene costantemente aperte le rotte per il trasporto di prodotti petroliferi. Siemens fabbrica i silenziosi motori elettrici della Russia Permasyn, celle per generatori di energia (detta anche sistema di propulsione indipendente anaerobico – AIP), utilizzati in immersione dai moderni sottomarini d’attacco della Russia, come dalle ultime versioni di sottomarini tedeschi prodotti dalla ThyssenKrupp Marine Systems. Siemens, che ha più di 10000 dipendenti nei propri stabilimenti nei monti Urali in Russia, l’anno scorso ha registrato un fatturato di 2,17 miliardi di euro. La marmitta catalitica è un dispositivo contenente palladio, utilizzato per ridurre la tossicità delle emissioni dei motori a combustione interna, obbligatoria con le norme automobilistiche europee e americane. Dal 1980 ad oggi, il prezzo del palladio è aumentato esponenzialmente, raggiungendo un valore pari a 4 volte l’oro. I principali produttori di palladio nel mondo sono Russia (50-60%) e Sud Africa (27%), due Stati membri dei BRICS. Un blocco delle esportazioni della Russia creerebbe gravi problemi per le case automobilistiche. La Russia è un mercato enorme per l’automobile. Ad esempio, lo scorso anno, 2,78 milioni di veicoli sono stati venduti in Russia, quanto in Germania, maggiore mercato europeo. Dopo l’acquisto di un pacchetto di azioni della Renault-Nissan da parte di RT-Auto (una divisione del consorzio statale Rostekh), i russi hanno compiuto maggiori investimenti sul gruppo tedesco Daimler, da parte dell’OAO KamAZ, nonostante i vantaggi offerti da altri produttori. Uno dei motivi è la divisione autocarri della Daimler, la più grande del mondo. Dal 2011 ad oggi, i camion russi KamAZ sono sempre stati sui tre podi della Parigi-Dakar, godendo delle stesse innovazioni di Mercedes-Benz Daimler. Un altro frutto della collaborazione con Daimler è l’emergere della controllata ZAO Mercedes-Benz RUS. Da sette anni produce o assembla in Russia limousine, furgoni Mercedes-Benz Sprinter (27% delle vendite in questa categoria della Daimler) e autoveicoli di progettazione russa, utilizzando robot, servizi e soluzioni ideati dagli ingegneri tedeschi della Daimler. Sempre da qui provengono anche i nuovi prodotti militari: GAZ-2975 Tigr (simile al HMMWV statunitense), VPK-3927 Volk e URAL- 63099 MRAP.
Oltre 6000 altre aziende tedesche operano in Russia fornendo almeno 300000 posti di lavoro all’indotto in Germania. Le grandi aziende tedesche, rifornite di gas russo con il gasdotto Nord Stream e quelle dipendenti dalle risorse minerarie della Russia, ritengono che la decisione di Washington di costringere l’Europa ad attuare il blocco economico globale contro la Russia sia volto ad eliminare la concorrenza della Germania. Gli Stati Uniti sperano che gli investimenti tedeschi in Russia, lo scorso anno del valore di 20 miliardi di euro rivelatisi proficui, vengano compromessi e che il Cremlino li abbandoni. Ma sono speranze vane.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Perché l’F-35 è un bersaglio dei Flanker

Rakesh Krishnan Simha RIR 12 ottobre 2014

Superato in potenza dalla famiglia degli aerei Su-30 e soffrendo difetti di progettazione critici, l’F-35 statunitense è sulla via dell’obsolescenza creando dei vuoti nelle difese aeree occidentali.

3056Costruito per essere il più letale degli aerei da caccia di tutti i tempi, l’F-35 è letteralmente diventato una preda. In ogni scenario dei giochi di guerra tra l’F-35 e il Su-30 Flanker, l’aereo russo esce vincitore. L’ultimo aereo stealth degli Stati Uniti, da 191 milioni dollari al pezzo, è così gravido di seri difetti di progettazione che probabilmente verrebbe spazzato via in uno scontro con i supermaneggevoli Sukhoj. Ali tozze (che riducono ascensionalità e manovrabilità), fusoliera a bulbo (che lo rende poco aerodinamico), scarsa velocità e un motore incandescente (tanto che anche un radar può rilevarlo) sono solo alcuni dei principali difetti che ne svelano la vulnerabilità nel combattimento aereo. Con più di 600 Flanker (Sukhoi-27 e successive varianti come Su-30, Su-34 e Su-35 Super Flanker) nelle forze aeree di tutto il mondo, il destino dell’F-35 sembra decisamente incerto. Esperti aerospaziali di tutto il mondo sempre più ritengono che il caccia dal programma di sviluppo più costoso degli USA (sui 1500 miliardi di dollari) sarà un facile bersaglio per i Flanker.
E’ un tacchino“, dichiara l’ingegnere aerospaziale Pierre Sprey in un’intervista alla televisione olandese. Poche persone sono qualificate nel parlare di aerei da caccia come Sprey. È il co-progettista dell’F-16 Fighting Falcon e del cacciacarri A-10 Warthog, due degli aerei di maggior successo dell’US Air Force (USAF). Winslow T. Wheeler, direttore dell’US Straus Military Reform Project del Centre for Defense Information è d’accordo. “L’F-35 è troppo pesante e lento per avere successo come caccia” dice. “Se mai affrontasse un nemico con una seria aeronautica, saremo nei guai“. Finora gli Stati Uniti hanno avuto la fortuna di non incontrare mai una forza militare “seria”. Nei cieli dell’esaurito Iraq, della minuscola Libia e dell’assolutamente indifeso Afghanistan, gli aerei statunitensi hanno operato impunemente. Ma la fortuna cambia, e se mai si scontrassero con le forze aeree di Russia, Cina o India, il risultato non sarebbe così unilaterale. In particolare, l’Indian Air Force ha battuto i caccia di quarta generazione dell’USAF utilizzando jet di terza e quarta generazione. Il problema più grande dell’F-35 è che i suoi progettisti statunitensi scommettono sul radar a lungo raggio e lo stealth per compensare scarsa velocità e manovrabilità. Ma la furtività non è davvero tutto ciò su cui puntare; non è il mantello dell’invisibilità. Inoltre, già eccellenti radar russi migliorano. Secondo il Defense Industry Daily (DID): “Nel frattempo, i radar più avanzati sono già schierati sui sistemi missilistici superficie-aria russi ed avanzati sistemi IRST (scansione e inseguimento a raggi infrarossi) sui caccia russi ed europei estendono il raggio di rilevamento degli aerei stealth. Entro il 2020 i radar dei caccia potranno rilevare (a 46 km) anche gli aerei ultra-furtivi come l’F-22, assieme alla capacità IRST d’identificare (a 92 km) lanci di missili aria-aria a medio-lungo raggio e aeromobili meno furtivi“. Nel frattempo, non c’è di meglio del radar in una guerra. “Vi sono molti radar“, spiega Sprey. “E non si può sfuggire a tutti i radar sul campo. Ci sarà sempre un radar che sbircia (dal basso) od osserva dall’alto. Tutti possono vederti“.

138031A corto di potenza di fuoco
Un altro problema è la forma complessiva del velivolo statunitense. “La maggior parte dei grandi aerei è bella perché cerca di ridurre la resistenza“, dice Sprey. “Ma qui, per la furtività, lo devono rendere assai bulboso e grande dovendo trasportare le armi all’interno perché le armi trasportate all’esterno riflettono le onde radar. Quindi c’è l’enorme penalità per le prestazioni del velivolo che ora è grande e goffo come un bombardiere“. Il basso carico interno indica che i progettisti della Lockheed-Martin hanno firmato la condanna a morte dell’F-35. L’aereo trasporta solo due grosse bombe e quattro piccole, e un massimo di quattro missili aria-aria (AAM) a puntamento oltre l’orizzonte (BVR). L’USAF afferma che il radar avanzato dell’F-35 vedrà gli aerei nemici prima e potrà abbatterli con i suoi quattro AAM a lungo raggio. Ma i centri con il BVR sono ancora un sogno per i piloti da caccia e sono piuttosto rari. In realtà, la dipendenza dall’acquisizione radar e dagli AAM può rivelarsi suicida, come in effetti fu una volta. Durante la guerra del Vietnam l’USAF era così innamorata del concetto di combattimento BVR che i primi caccia F-4 erano armati solo di missili. Ma dopo che i piloti dell’Aeronautica Vietnamita li abbatterono con l’artiglieria, gli statunitensi reintrodussero i cannoni sull’F-4. In realtà, la Russia, che ha la gamma più avanzata e variegata di missili BVR al mondo, arma i suoi Flanker con almeno otto missili per la semplice ragione che ci vogliono diversi colpi per centrare un bersaglio in rapido movimento. Gli statunitensi ignorano la lezione fondamentale che il combattimento aereo è confuso. In teoria, i piloti statunitensi giocherebbero ai “videogiochi” colpendo aerei nemici a 1000 km. In pratica, il combattimento aereo è come una lotta al coltello. Secondo DID, l’F-35 molto più probabilmente affronterà avversari più “immediati e diretti” di quanto i suoi sostenitori suggeriscono, mentre utilizzare efficacemente i missili BVR a guida ad infrarossi sarà una complicazione. A differenza dell’F-22, l’F-35 è descritto come “doppiamente inferiore” ai moderni caccia della famiglia Su-30 nei combattimenti ravvicinati. L’arsenale molto più grande e variegato di missili in combinazione con la super-manovrabilità, quindi, conferiscono ai Flanker un vantaggio senza precedenti nel moderno combattimento aereo.

F-35B-and-CScarsa disponibilità
Secondo la nuova filosofia del combattimento aereo definita dagli arrivisti di USAF-Lockheed-Martin, l’F-35 pigliatutto sostituirà tutti gli altri caccia ed aerei di supporto a terra. Ma qui sta il problema. Poiché l’F-35 è un aereo costoso, le forze aeree ne compreranno di meno. Per esempio, il Giappone ha attualmente 100 F-15, ma li sostituirà con soli 70 F-35. Inoltre, poiché l’F-35 è anche costoso da far volare e conservare, le forze aeree ne limiteranno le ore di volo. (Già i tagli alla spesa hanno costretto l’USAF ad eliminare più di 44000 ore di volo mettendo a terra 17 squadroni da combattimento). Ancora, lo ‘Stealth’ ha un prezzo. Sull’F-35 la maggior parte delle operazioni di manutenzione riguarda il rivestimento stealth. “E’ un ostacolo assurdo al combattimento”, dice Sprey. “Siete a terra per 50 ore a giocherellare sul velivolo cercando di renderlo furtivo quando non lo è comunque“. Inoltre, una disponibilità della flotta al 100 per cento è un’impossibilità logistica. La media USAF è circa 75 per cento, abbastanza decente, ma quando si tratta di aerei stealth i dati crollano. Il super-segreto bombardiere stealth USAF B-2A ha un tasso di disponibilità di appena il 46,7 per cento. E il caccia più costoso degli Stati Uniti, l’F-22, nonostante il prezzo di 350 milioni di dollari, ha un tasso di disponibilità del solo 69 per cento. Quindi, se siete per esempio l’aeronautica australiana, solo 48 dei previsti 70 F-35 della vostra flotta saranno pronti al combattimento in qualsiasi momento. Le vostre probabilità contro i cinesi, che hanno 400 Flanker, sono sempre più scarse. Potete scommettere che gli australiani non si uniranno alla lotta al coltello se non scortati dal grande fratello USA.
Wheeler, che si occupa di questioni della sicurezza nazionale degli Stati Uniti da oltre trent’anni, delinea le implicazioni per le forze aeree occidentali che intendono adottare l’F-35: “I piloti andranno peggio ricevendo assai meno addestramento, cosa più importante di qualsiasi problema tecnico. Ci saranno assai meno piloti mentre l’intera forza dovrà ridursi, e fondamentalmente si avrà un aereo che sarà un fiore all’occhiello inutile. Un vero monumento inutile che rovinerà qualsiasi aviazione che l’adottasse“. Il dogfight non è ancora iniziato e i Flanker già segnano 1-0.

13764801380674s_ablogin_su-30sm_57_1500Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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