L’Ucraina si prepara ad allargare la guerra civile in Crimea

Defense Armée, 12/07/2014
10364026Notizie inquietanti provengono dalla Crimea, congiuntasi con la Russia dopo la dichiarazione d’indipendenza e il referendum del 16 marzo 2014. Infatti, forze ucraine si sono ammassate nell’Istmo di Perekop, una striscia di terra di 8 km, quasi unico collegamento tra Crimea e Ucraina. Il concentramento di artiglieria è assai significativo e il governo di Kiev ha annunciato la mobilitazione generale degli uomini dai 18 ai 35 anni nella provincia confinante di Kherson. Allo stesso modo, il lato ucraino del banco di sabbia di Arbatskaja Strelka (nei pressi del villaggio Strelkovoe), che collega la Crimea alla terraferma, è stata rafforzata con truppe e lanciarazzi Grad. Sul piano politico, Kiev si prepara ad annettere la Crimea, di cui non ha il controllo ma che rivendica, alla regione di Kherson avanzando dichiarazioni bellicose. Detto ciò i media ucraini, dove regnano censura e propaganda, annunciano che tali concentrazioni di truppe rafforzano solo la protezione del Paese. Tuttavia, le forze russe in Crimea sono nettamente superiori in numero e qualità, ed è improbabile che una blitzkrieg ucraina abbia successo. Al contrario, l’artiglieria concentrata può permettersi di sparare fino a 20-30 km sperando nel panico della popolazione. L’Ucraina punta principalmente sulla quinta colonna. I capi della Mejlis tartara, scontenti per l’esclusione dal potere in Crimea ed impegnati a riavere le terre confiscate sotto Stalin, vecchia rivendicazione della minoranza. Alcuni tartari combattono a fianco della milizia nazionalista ucraina contro i ribelli russi, partecipando ad esecuzioni sommarie e saccheggi a Marjupol, finendo nel mirino della giustizia russa. La grande speranza di Kiev è provocare una guerra civile in Crimea, in modo che la Russia debba anche qui difendervi i russofoni.

Distrarre dal Donbas
Krym2Se il governo di Kiev vuole assolutamente il conflitto in Crimea, è perché cerca di distrarre dal Donbas, dove gli insorti resistono, ed ora hanno anche carri armati e lanciarazzi presi al nemico, con cui l’equilibrio di potenza tende ad invertirsi. Le forze pro-Kiev subiscono  anche moltiplicati attacchi alle spalle e  diversivi (come a Kramatorsk e Slavjansk recentemente occupate) sostenendo combattimenti con la resistenza esplosa dappertutto, tra cui Kharkov (sabotaggi), Odessa (contributi umanitari, intelligence, attacchi a postazioni isolate ucraine) o addirittura ad Uzhgorod, nella parte occidentale del Paese. Inoltre, se gli insorti hanno recentemente abbandonato Slavjansk e Kramatorsk, dove furono bloccati, ripiegando su Donetsk e organizzando il territorio controllato dalla guerriglia. Il comandante delle forze ribelli a Slavjansk, Igor Strelkov (ovvero Girkin), ha messo ordine nel bazar politico anonimo regnante a Donetsk ed in pochi giorni ha organizzato la difesa della città e del fronte, unificando i comandi e iniziando a sistemare vari problemi: scarsezza numerica degli insorti sotto-equipaggiati in artiglieria, armi e munizioni, litigi tra comandanti, tentati tradimenti politici…
Ora gli insorti controllano saldamente monte Savr Mogila, nel sud del territorio. Da questa collina di 277 metri si può osservare il Mar d’Azov distante 90 km. Da lassù, gli insorti hanno piazzato lanciarazzi con cui continuamente martellano le forze ucraine che cercano di aggirarli da sud, per occupare Sneznoe a 90 km dal confine con la Russia, controllata dalla guerriglia; hanno anche distrutto, l’altro ieri, una colonna corazzata di diverse decine di veicoli delle forze pro-Kiev, e ieri un’altra ancora. L’est è ancora controllato, nonostante i continui combattimenti intorno Izvarino e Rovenkij. A nord-est, l’esercito di Lugansk (8500 veterani) ha diverse basi militari nella città (tra cui un impianto chimico) ed ha respinto i pro-Kiev di 10 km. A Nord, tutti i ponti sul Donets sono stati minati dagli insorti ritiratisi sulla riva sud. Ad ovest, oltre ad aver respinto gli attaccanti ucraini a Kramatorsk e Slavjansk, gli insorti hanno catturato diversi importanti nodi di comunicazione  (compresa Popasnaja) e continuano a controllare Artemovsk. A sud-ovest finalmente c’è un fronte continuo presso l’agglomerato urbano di Donetsk-Gorlovka, quasi simile per configurazione a quello di Slavjansk-Kramatorsk, molto favorevole agli insorti che possono contare sulla densità del tessuto urbano e sulle infrastrutture esistenti. Donetsk è decisa a difendersi, diversi borghi e villaggi della zona sono stati fortificati dagli insorti che si preparano ad organizzare l’evacuazione del massimo numero di civili in Russia. In breve, il Donbas oggi è più inespugnabile che mai.
Distrarre dal Donbas consente a Kiev di far ignorare i crimini delle proprie truppe. Abitazioni, scuole e ospedali bombardati, esecuzioni sommarie, purghe, mobilitazione forzata uomini nella Slavjansk occupata… è lunga la lista di predazioni, saccheggi e atrocità commesse in nome del nazionalismo ucraino. Molti civili sono fuggiti in Russia, che oggi ospita 500-800 mila ucraini, tra cui centinaia di migliaia di persone arrivate nelle ultime settimane. Altri hanno aderito alla rivolta, nonostante la defezione di alcuni gruppi nella periferia occidentale di Slavjansk, passando da 2 a 4000 uomini nelle ultime due settimane; tuttavia, il problema degli equipaggiamenti e dell’addestramento non è finito, anche se combattono per la propria terra, famiglie e morti. Ora il Donbas è carico di odio, generazioni vivono nello spirito della vendetta e chiunque sia il vincitore, il divario tra Donbas e Ucraina non sarà colmato.

Chi vuole trascinare in guerra la Russia?
1978674Soprattutto, il suono degli stivali in Crimea è una nuova provocazione ucraina contro la Russia.  Dato che l’Ucraina è sostenuta da Unione europea e Stati Uniti, una guerra tra la Russia e Ucraina causerà la rapida fuga del gioco di alleanze, veloce come la guerra locale tra serbi e austriaci che provocò la conflagrazione della Prima Guerra Mondiale. Non è la prima volta che l’Ucraina provoca la Russia. A giugno, due blindati ucraini penetrarono per diverse centinaia di metri in territorio russo; un posto doganale fu demolito e l’equipaggio del secondo blindato non esitò a puntare le armi sui russi pur di recuperare il primo blindato fuori uso; anche degli aerei ucraini sono entrati nei cieli russi. Poi, villaggi russi sono stati colpiti da proiettili sparati dalle forze ucraine; diverse case nella grande città di Donetsk, a pochi chilometri dal posto di frontiera d’Izvarino detenuto dagli insorti, sono state distrutte. Mentre le provocazioni continuano ai primi di luglio, la Russia ha inviato un ultimo avvertimento a Kiev, annunciando che reagirà con forza alla prossima violazione delle frontiere. E’ vero che la situazione economica degli Stati Uniti è catastrofica. La crisi del debito sovrano degli Stati Uniti, del debito totale interno (individuale, di imprese, comunità e governo), supera i 60000 miliardi di dollari, appare imminente, mentre la fiducia internazionale nel dollaro è minata. Paesi asiatici e Russia hanno iniziato a interagire nelle rispettive valute nazionali piuttosto che con il dollaro, sullo strategico mercato petrolifero; inoltre vendono a poco a poco le obbligazioni del governo degli Stati Uniti e ritirano i loro fondi dalla Federal Reserve (che per inciso non è né una riserva né federale). Per non correre da soli, gli Stati Uniti cercano di trascinarsi l’UE, con il cosiddetto Grande mercato transatlantico o TAFTA, moltiplicando le guerre per garantirsi gli approvvigionamenti di petrolio, convenzionale o di scisto, di cui sono importatori netti. L’unica soluzione alla crisi appare ora una nuova guerra mondiale. Ma il gioco nucleare rischia di essere terribile.

carte-insurrection-12-7Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Perché il dominio militare degli Stati Uniti sta svanendo

Mackenzie Eaglen National Interest 30 giugno 2014

F-35_PinottiSi è spesso detto che il Congresso odia tagliare o cancellare sistemi d’arma, di solito per motivi connessi a lavoro ed elezioni. Ma i fatti dimostrano che il Congresso assai probabilmente limiterà l’acquisto di nuovi mezzi militari piuttosto che sbarazzarsi o ritirare il materiale obsoleto. Tale tendenza è sempre più problematica per l’esercito statunitense. In molti settori i margini tradizionali della supremazia tecnologica militare degli Stati Uniti sono in declino. Troppo spesso i politici pensano che la sfida emergente potrà essere affrontata nei prossimi anni. Ma come è stato documentato e dichiarato da molti alti funzionari del Pentagono, lo scorso anno, il calo della superiorità militare degli Stati Uniti è ormai un problema del “qui e ora”. Frank Kendall, sottosegretario per l’acquisizione, tecnologia e logistica, di recente ha detto “Sono molto preoccupato dall’erosione della superiorità tecnologica e dalla strada presa. [...] Sono passati 20 anni dalla fine della guerra fredda (e) dalla presunzione degli Stati Uniti di esser tecnologicamente superiori sul piano militare. Non credo che sia un presupposto sicuro. In realtà, credo che ci siamo compiaciuti e fatti distrarre negli ultimi dieci anni dalla lotta contrinsurrezionale“. Il comandante della flotta del Pacifico ammiraglio Sam Locklear ha ribadito lo stesso punto, di recente, notando “Il nostro predominio storico di cui molti di noi in questa stanza si compiacciono, è in diminuzione, non c’è dubbio“. Ora che i bilanci della Difesa per il quarto anno diminuiscono, la tendenza a finanziare il vecchio avviene sempre più a spese del nuovo. Acquisire materiale vecchio non è un piano statico o passeggero, ma avanza con l’invecchiare degli equipaggiamenti, divenendo sempre più costoso mantenerli. Tali restrizioni iniziano a colpire gli investimenti per l’innovazione e le forze future, e il loro margine sul campo di battaglia.
Negli ultimi dieci anni, il Congresso ha approvato la fine e risoluzione anticipata di molte armi, grandi e piccole. Continuare con il materiale ereditato o già esistente si dimostra sempre più difficile per i leader del Pentagono. Si veda il disegno di legge per il finanziamento della Difesa approvato dalla Camera per il 2015, per esempio. L’F-35 Joint Strike Fighter è fondamentale nei piani di modernizzazione di Air Force, Marine Corps e Navy. Eppure, con il permanere del sequestro del budget, il Pentagono è costretto a ridurne l’acquisto rispetto allo scorso anno, passando da 42 F-35 previsti per il 2015 a soli 34, secondo l’ultimo bilancio del presidente. La Camera dei Rappresentanti ha deciso tale piccolo lotto di F-35 senza alcuna resistenza nella sua NDAA, e sostenuto i tagli, anche se di 4 aerei invece di 8, nell’ultima finanziaria per la Difesa per il 2015. L’F-35 è un caccia multiruolo destinato a sostituire molte vecchie cellule tra cui l’A-10 Warthog, in servizio da quasi 40 anni. Come con l’F-35, il Pentagono è costretto a proporre netti tagli sull’A-10, a causa del quasi sequestro del budget promulgato dal Congresso. Eppure, a differenza dell’F-35, i tagli all’A-10 hanno generato dibattiti e azioni al Congresso in quanto  i legislatori ne hanno respinto il ritiro. Se il Congresso vieta al Pentagono di radiare l’A-10, con i tagli sul bilancio incombenti l’Air Force sarà costretta a togliere fondi ad altre priorità, come gli aeromobili e forse anche l’F-35. Le reazioni molto diverse del Congresso ai tagli proposti per A-10 ed F-35 dimostra che è più rapido e politicamente facile ridurre, annullare o ritardare lo sviluppo o la produzione di nuove armi che sbarazzarsi di quelle esistenti. Tale approccio da “uccello in mano”  del Congresso, infine impone la necessità di ridurre, rinviare o eliminare i programmi più recenti per comprare materiale obsoleto che invecchia.
Il Congresso detiene l’importante ruolo di supervisore del bilancio per la sicurezza nazionale.  Eppure, nonostante le frequenti caricature sul Congresso che sosterebbe esclusivamente nuove costose armi, al di sopra di ogni altra cosa, la realtà è che i parlamentari sono spesso scettici sui nuovi programmi e tendono a far quadrato attorno ai vecchi sistemi che il Pentagono si propone di sbarazzare. Mentre le ultime versioni della finanziaria della Difesa attraggono l’attenzione bloccando una varietà di piani militari, tra cui la proposta radiazione di A-10 e aerei spia U-2, così come la naftalina per 11 incrociatori e 3 navi anfibie, lo scetticismo congressuale sulla radiazione  proposta non è recente. Nel 2001, il Congresso vietò la radiazione dei sottomarini classe Los Angeles ed Ohio, a meno che non fossero considerati insicuri. Nel 2005, il Congresso bloccò la radiazione dei caccia stealth F-117 impiegati nel 2004, così come tutti i modelli dell’aerocisterna KC-135E. Il Congresso rafforzò tale posizione l’anno successivo, ancora bloccando il ritiro di KC-135E e F-117. Nel 2011, il Congresso impedì alla Navy di radiare il velivolo spia EP-3E. Nel 2013 e 2014, il Congresso respinse la proposta del Pentagono di radiare gli incrociatori e le navi d’assalto anfibio della Navy (con una sola eccezione), così come del velivolo RQ-4 Block 30 Global Hawk. Altre azioni del Congresso per limitare l’abbandono dei sistemi, dal 2001 riguardano i velivoli cargo C-5 e C-130E, e i bombardieri B-1 e B-52.
A suo credito, in molti dei casi in cui il Congresso ha bloccato il ritiro, poi lo permise gradualmente. Ad esempio, anche se bloccò il ritiro dei KC-135E nel 2005 e 2006, nel 2007 autorizzò l’Air Force a ritirarne 29 e 85 nel 2008, in subordine ai progressi dello sviluppo di un tanker di nuova generazione. Allo stesso modo, mentre il Congresso impedì il ritiro dei B-1 nel 2012, rilassò la posizione nel 2013 autorizzando il Pentagono a ritirarne 6. Questi graditi passaggi danno al Pentagono più autorità sul proprio bilancio. Eppure il ritiro dilatorio e limitato ha un costo reale: il Pentagono è stato costretto a risparmiare altrove dollaro-per-dollaro sul suo bilancio, riducendo altre capacità militari e interrompendo i piani del dipartimento della Difesa. Nel frattempo, il Congresso ha spesso dato ai dirigenti del Pentagono un ampio margine di manovra nel limitare ed escludere programmi per equipaggiamenti più recenti. Gli esempi più notevoli si ebbero nel 2010 e 2011, quando il segretario alla Difesa Robert Gates propose l’annullamento o la cessazione della produzione di armi come il caccia F-22, il velivolo cargo C-17, l’incrociatore CG(X), il motore alternativo F-136, l’elicottero da ricerca e salvataggio in combattimento dell’Air Force, l’elicottero presidenziale VH-71 e il Future Combat Systems dell’Army. Altri programmi ad alto profilo chiusi di recente sono l’elicottero Comanche, l’aereo da ricognizione PE-X, l’obice semovente Crusader, l’Expeditionary Fighting Vehicle, l’Advanced SEAL Delivery System e l’aereo da trasporto C-27J. Mentre nel caso del C-27J il Pentagono poté salvare qualcosa trasferendo 7 velivoli dall’Air Force allo Special Operations Command e 14 alla Guardia Costiera, troppo spesso, come ad esempio con il Comanche e l’EFV, il dipartimento della Difesa ha speso miliardi di dollari senza mettere in campo dei sistemi operativi. I sistemi di difesa missilistici sono stati duramente colpiti con cancellazioni o la fine di Multiple Kill Vehicle, Kinetic Energy Interceptor, Airborne Laser, Area Theater Ballistic Missile Defense della Navy e Third Generation Infrared Surveillance. Egualmente, molti sistemi satellitari sono stati anche oggetto dei tagli, compresi National Polar-Orbiting Operational Environmental System e Transformational SATCOM System dell’Air Force. I sistemi di alto profilo non sono stati i soli programmi di sviluppo o produzione presi di mira dalla leadership del Pentagono e Capitol Hill. Sistemi ancora più piccoli sono stati ridotti, eliminati o uccisi, compresi Aerial Common Sensor dell’Army, Advanced Deployable System della Navy, Precision Tracking Space Sensor e Surface-Launched Advanced Medium Range Air-to-Air Missile. Mentre chiaramente alcuni divieti di ritiro ed alcune cancellazioni di armi possono essere stati prudenziali, il vecchio travisamento secondo cui il Congresso non incontrasse un nuovo sistema che non gradisse, semplicemente non è preciso. La realtà è che il Congresso fa blocco nel proteggere gli equipaggiamenti in uso da anni piuttosto che comprarne di nuovi. Mentre di tanto in tanto è sano, tale istinto ad opporsi all’intenzione di abbandonare materiale oramai vecchio minaccia di rendere ancora più anemici i piani di modernizzazione delle forze armate USA. Peggio ancora, tale  preferenza sottrae sempre più dollari in favore di sistemi sempre meno efficienti. Nel lungo periodo, l’incapacità del Congresso di cambiare lo status quo erode la prontezza dei militari al prossimo scontro, ipotecando il futuro per il presente. Alla fine, i responsabili politici dovranno ristabilire l’equilibrio nel portafoglio del dipartimento della Difesa, per garantire adeguatamente che le forze di domani abbiano le migliori attrezzature, proprio come quelle che utilizzavano in precedenza.

314049Mackenzie Eaglen collabora al Marilyn Ware Center for Security Studies presso l’American Enterprise Institute.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Mosca: i grandi progetti per la Crimea

Valentin Vasilescu, Reseau International 24 giugno 2014
crimea-map-sPochi giorni dopo l’adesione della Crimea alla Russia, Vladimir Putin ha annunciato di aver approvato un investimento di 3 miliardi di dollari per la ripresa economica della Crimea che ha un potenziale enorme. Questo annuncio è stato fatto durante la riunione della Commissione presidenziale sul monitoraggio dello sviluppo socio-economico della Federazione russa, dove s’è deciso di raddoppiare il numero di posti di lavoro in Crimea, compresi nei cantieri navali di Kerch e Theodosia, specializzati nelle costruzioni navali artiche e di navi di guerra per la Flotta russa del Mar Nero. Putin ha ordinato alla società statale Sovcomflot il trasferimento tecnologico dai Cantieri Baltiskij della società Zaliv a Kerch per la costruzione di 30 nuove petroliere (in aggiunta alle 101 oggi attive), di 14 navi-cisterne GPL (oltre alle 6 attualmente operanti) e di navi portacontainer a propulsione nucleare, tutte destinate per il Mar Glaciale Artico. Il beneficiario del progetto, la Gazprom, le finanzia. Le navi saranno utilizzate per rifornire di petrolio la Cina dal Mare della Siberia orientale e dallo Stretto di Bering, nell’ambito del recente megacontratto da 400 miliardi di dollari. La catastrofe della centrale nucleare di Fukushima e il contratto con la Cina hanno convinto il parlamento giapponese a rifornire il proprio Paese di 20 miliardi di metri cubi annuali di gas russo, tratti dalla quota precedentemente destinata all’Europa. Il governo giapponese ha approvato il finanziamento di un gasdotto sottomarino di 1350 km che colleghi l’isola giapponese di Hokkaido all’isola di Sakhalin, per un investimento di 6 miliardi di dollari. Fino a quando l’oleodotto non sarà  pronto, Gazprom s’impegna a rifornire via mare il Giappone di gas liquefatto. Attualmente, la Russia è l’unico Paese ad avere una flotta di rompighiaccio nucleari nella regione artica (costruiti dal 1985), che mantengono le rotte di navigazione permanentemente aperte al trasporto di petrolio.  Putin risponde così alle pretese dei media occidentali sugli scaffali vuoti nei negozi della Crimea e sulla Russia senza i soldi per pagare pensioni e stipendi degli abitanti di Crimea.
15_sevmorpyt_big__1_La città di Kerch si trova nell’omonimo stretto largo 4,5 km che separa due mari: il Mar Nero e il Mar d’Azov. Il Cantiere No. 532 di Kerch è meglio conosciuto per la costruzione, nel 1984-1991, di 8 fregate classe Krivak da 3300 tonnellate, tra cui la nave ammiraglia della Marina ucraina, Hetman Sagajdachnij. Inoltre, in questo sito fu costruita nel 1975 la prima di 8 navi-cisterna classe Crimea, lunghe 295 m e con una stazza di 150000 t. La prima fu consegnata al Vietnam con il nome Chi Linh. Ma pochi sanno che nel 1988 il cantiere Zaliv completò la costruzione di uno dei quattro rompighiaccio portacontainer a propulsione nucleare sovietici, appositamente costruiti per operare nella regione artica. La nave di 61880 t, la Sevmorput, è dotata di un reattore nucleare da 135 MW. Secondo il programma presentato dal Presidente Putin, il cantiere Kerch dovrà iniziare la costruzione di due navi a propulsione nucleare classe Sevmorput. In seguito, il Viceprimo Ministro Rogozin, responsabile dell’industria della Difesa della Russia, ha detto che il cantiere Mare di Teodosia è in cima alla lista di 23 aziende della Crimea destinate ad armare la Flotta nel Mar Nero. Il governo federale russo ha stabilito che lo sviluppo del progetto sarà completato entro il 1° luglio 2014. Teodosia è un comune di 80000 abitanti situato nella parte orientale della penisola di Crimea. È noto ai turisti per la sua famosa spiaggia dorata lunga 15 km, e anche per i quadri marini del famoso Ivan Ajvazovskij che visse e lavorò in questa città. Nell’epoca sovietica, tutti sentirono parlare di Teodosia per via del suo Cantiere Mare, che dal 1959 è specializzata nella produzione di hovercraft passeggeri ad alta velocità. Furono costruiti più di 1000 navi di questo tipo, principalmente per l’esportazione, come le Raketa, Kometa e Voskhod-2 che possono trasportare 58-118 passeggeri ad una velocità di 60-80 km/h. Nel 1983-1989, il cantiere Mare di Teodosia ricevette l’ordine per la costruzione di 16 motosiluranti veloci (70-80 km/h) classe Muravej per il Mar Nero. Le realizzazioni più importanti furono gli hovercraft classe Zubr (Progetto 1232.2). In origine  progettati e costruiti nel cantiere dai sovietici. Le navi Zubr sono dotate di cinque turboelica Kuznetsov NK-12, le più potenti del mondo, del bombardiere Tu-95. Le Zubr possono trasportare 150 tonnellate di materiale (3 carri armati T-90 o 8 blindati cingolati o 10 APC, o ancora 360 soldati della fanteria di marina equipaggiati). La Flotta del Mar Nero avrà bisogno di 4-6 nuovi Zubr quando riceverà le prime portaelicotteri Mistral, che possono trasportare 16 elicotteri d’assalto Mi-8 Amtsh Terminator e un battaglione di carri armati T-90 o due battaglioni di fanteria dotati di APC.
Dopo 23 anni, la Russia ha ripreso ad ordinare hovercraft ad alta velocità per usi militari e commerciali presso il cantiere Mare di Teodosia. Le prime quattro navi passeggeri ad alta velocità ordinate a Teodosia navigheranno sul Volga, sulla tratta Kujbishev-Uljanov-Kazan-Gorkij. Vengono invitati ad aderire al programma russo in Crimea gli esperti ucraini nella progettazione navale dei tre cantieri Nikolaev (Oceanico, 445 e 444) che costruirono durante l’era sovietica 2 portaelicotteri e 7 portaerei per l’URSS (Kiev, Minsk, Novorossijsk, Baku, Admiral Kuznetsov, Varjag e Uljanovsk).  Una delegazione guidata dal Viceprimo Ministro russo Dmitrij Rogozin ha visitato Nikolaev per fare proposte in questa direzione. L’offerta è ancora più interessante per il fatto che dal 1° giugno il rublo è diventata la moneta ufficiale della Crimea, e stipendi e pensioni, conformati alle norme della Federazione Russa, sono quattro volte superiori a quelli ucraini.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il missile portatile russo “Verba” viene utilizzato in Ucraina?

Valentin Vasilescu Reseau International 21 giugno 2014
600Dmitrij Timchuk, direttore del centro di ricerca politico-militare di Kiev ha lanciato l’ipotesi infondata che l’aereo ucraino An-30B, abbattuto il 6 giugno a Slavjansk, sarebbe stato vittima dei federalisti equipaggiati con il nuovo sistema missilistico portatile “Verba“. Si noti che l’aereo da ricognizione ucraino An-30B volava a 430 km/h ad una quota massima di 7300 m. La sua posizione richiedeva che il tiratore federalista avesse un puntatore in scala 1:3000, ottenuta con una fotocamera ad alta risoluzione (810×785 millimetri) al di sotto della quota di 4000 metri. Pertanto, l’An-30B potrebbe essere stato abbattuto da un sistema esistente nell’arsenale dell’esercito ucraino catturato dai federalisti. Secondo telegraph.co.uk, citando funzionari di Kiev, “i terroristi con cinismo e tradimento hanno abbattuto con una mitragliatrice di grosso calibro”, nella notte del 13 giugno, un altro velivolo da trasporto militare ucraino, un Iljushin Il-76 in avvicinamento e in fase d’atterraggio nell’aeroporto di Lugansk. Una portavoce del dipartimento di Stato USA, Marie Harf, ha anche accusato i ribelli federalisti dell’Ucraina orientale di essere equipaggiati di carri armati e lanciarazzi russi, senza mostrare alcuna prova. Al contrario, il dipartimento di Stato degli Stati Uniti è sordo e cieco davanti le prove dei soldati ucraini che usano armi di distruzione di massa, come munizioni al fosforo bianco, contro i civili nella città di Slavjansk. Cosa vietata dalla Convenzione di Ginevra. Tutto ciò maschera l’incapacità dell’aeronautica militare ucraina nel condurre missioni ottimali con  l’An-30B e di aver un dispositivo di sufficiente sicurezza presso l’aeroporto di Lugansk, permettendo ai federalisti di posizionarsi in silenzio e aspettare l’Il-76 avvicinarsi alla pista di atterraggio per abbatterlo. Come nelle forze di terra dell’esercito ucraino, la deprofessionalizzazione dell’aeronautica va messa sul conto della politica del Pentagono. Il Pentagono ha imposto la rimozione di 41000 ufficiali e sottufficiali dell’esercito ucraino, nel 2005-2014, fornendo involontariamente un grande nucleo composto di soldati addestrati e motivati, pronti a servire la causa della federalizzazione dell’Ucraina. Questi battaglioni di auto-difesa di Donetsk e Lugansk, formati principalmente da ufficiali della riserva, sembrano essere ben al di sopra del livello addestrativo dell’attuale esercito ucraino.
Il grosso problema dell’aeronautica ucraina sono le sue dotazioni di bombe a gravità. In caso di bombardamento a quote superiori ai 5000 m, la precisione è molto scarsa. Le bombe dell’aeronautica ucraina seguono un’ellisse di dispersione determinata dalla normale legge  gaussiana, distribuzione della densità che include anche le proprie truppe di terra in contatto diretto con i federalisti. Questo è il motivo per cui i PRND (razzi non guidati) vengono utilizzati; la gittata massima dei razzi non guidati è di 3-4 km. Poiché il lancio di tale tipo di arma avviene in picchiata  ad un angolo di 20-40 gradi, la quota d’attacco non deve superare i 3600 m e la cabrata i 1500-2000 m, esponendo a grande vulnerabilità i velivoli Su-25 e MiG-29, utilizzati dall’esercito ucraino per le missioni di attacco al suolo, ad ogni tipo di missile portatile esistente. Ciò porta al sistema portatile russo Verba, ovvero il sistema 9K333 Verba presente alle esercitazioni militari russe di Kaliningrad. Il sistema è entrato in produzione di serie nel 2012 quando la KBM Kolomna decise di sostituire i vecchi sistemi Strela-2/3 e Igla-1/2, incrementando le prestazioni di oltre il 30% rispetto ai vecchi sistemi. Il raggio d’azione minimo del missile Verba è 6400 m, con una quota pratica è 4500-5000 m e una velocità di 500 m/s. I sensori di puntamento del missile operano contemporaneamente su tre bande dello spettro visibile e dell’infrarosso, e sono gli unici al mondo insensibili agli inganni termici avviati dai velivoli presi di mira. I Verba che equipaggiano le subunità della Difesa aerea proteggono le unità delle divisioni d’assalto aviotrasportate dell’esercito russo. Ogni gruppo della Difesa aerea equipaggiato con i sistema missilistico portatile Verba ha un sistema di controllo automatico dello spazio aereo (ACS) montato su veicoli blindati dei paracadutisti. L’ACS ha un piccolo radar in banda millimetrica che può rilevare bersagli aerei a una distanza di 30 km, ed apparecchiature di guerra radio-elettronica utilizzate dai radar di ricerca. Il radar di ricerca rileva le emissioni radar degli aerei a distanze di oltre 50 km, cioè prima che gli obiettivi appaiano sul radar. Ogni ACS invia le informazioni sulla situazione aerea ai gruppi subordinati dotati di missili portatili Verba, utilizzando frequenze criptate. 30-60 secondi prima dell’apparizione del bersaglio aereo nel campo visivo, il tiratore riceve dall’ACS il tempo approssimativo di arrivo del bersaglio, coordinate, quota di volo e tipo di aeromobile. Quando il velivolo appare, il tiratore punta sul bersaglio e avvia il lancio dei missili, il tutto in 3-8 secondi. Ricaricare il lanciamissili portatile richiede 10-20 secondi, consentendo il lancio a ripetizione contro i velivoli nemici.
I sistemi Verba sono accoppiati ai complessi automatizzati di rilevamento, controllo e disturbo elettronico Barnaul-T dei reggimenti aeroportati russi, che utilizzano la rete satellitare GLONASS oltre a cannoni da 30 mm e missili antiaerei Bagulnik montati sui veicoli corazzati. I missili Bagulnik hanno una gittata di 10 km e sostituiscono i famosi sistemi Strela-10. Il Barnaul-T, che neutralizza per disturbo i radar degli aerei nemici, presto riceverà generatori d’interferenza laser, per disturbare missili e bombe a guida laser lanciati dai velivoli nemici.

0_c0fde_498b75fa_XLTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’antimissile non funziona, e allora?

Dedefensa 20 giugno 2014
2020570235Sappiamo che il programma Missile Ballistic Defense (BMD) è una delle pietre angolari della “dottrina” USA sul cosiddetto “dominio nucleare”, permettendo agli “strateghi” di considerare un “primo colpo” nucleare. (Sappiamo che tale “dottrina” astratta, dall’abbondanza di citazioni, resta in molte menti fantasiose che prendono in considerazione l’attivazione operativa per salvare la civiltà. La Russia sarebbe, nelle attuali circostanze, una ben nota minaccia alla civiltà in via d’insediamento a Kiev, obiettivo che s’avvantaggerà dell’operatività di tale “concetto” strategico, assai sussurrato ai vertici, come si nota il 9 giugno 2014). Questo… è il momento scelto da David William, sul Los Angeles Times del 16 giugno 2014, per pubblicare un grosso articolo sul programma BMD concludendo semplicemente che non funziona, ma fa lo stesso. (Si noti che il programma è stato rinominato da MDB a GMD, Ground-Missile Defense, riferendosi al complesso terrestre costitutivo della dimensione strategica fondamentale del programma. Alcuni “buchi”, nella narrazione sul programma, vengono occlusi dalle unità navali del sistema AEGIS, la cui efficacia è ovviamente discutibile (23 aprile 2014). Il BMD/GMD iniziò ad essere operativo nel 2004, ma chiaramente non lo è. Nelle ultime otto prove dal 2008, in condizioni idilliache ed irreali dato che l’obiettivo è noto per via della rotta preordinata, ecc., cinque hanno fallito. Sembra che il BMD/GMD non possa fare ciò che Guglielmo Tell fece a una mela sulla testa del figlio con la freccia della sua balestra. Appare che il BMD/GMD venga trattato esattamente come il JSF: lo si produce, lo si mette in servizio, si suggerisce o si fa pensare che funzioni, quando poi nei programmi di prova e sperimentazione si scopre che non funziona, si continua o si passa ad altro. Una formula collaudata.
Una sintesi dell’articolo di William cui pensiamo di poter aggiungere la Russia tra gli “Stati canaglia”… “Il sistema di Difesa antimissile terrestre, GMD, dovrebbe proteggere gli statunitensi dall’agghiacciante nuova minaccia di “Stati canaglia” come la Corea democratica ed Iran. Ma un decennio dopo esser stato dichiarato operativo e 40 miliardi di dollari spesi, lo scudo missilistico non sembra affidabile, neanche in test scrupolosamente adattati, assai meno impegnativi di un attacco reale, scopre un’indagine del Los Angeles Times. La Missile Defense Agency ha condotto 16 test sulla capacità del sistema d’intercettare una finta testata nemica, fallendo otto volte, come documenti governativi dimostrano. Nonostante anni di ritocchi e promesse di risolverne le carenze tecniche, le prestazioni del sistema sono peggiorate e non migliorate dai primi test nel 1999. Degli otto test tenutesi dopo che il GMD è diventato operativo nel 2004, cinque sono falliti. L’ultimo successo fu il 5 dicembre 2008. Un altro test è previsto a Vandenberg, sulla costa della Santa Barbara County, a fine mese. Il sistema GMD è stato recuperato dopo che il presidente George W. Bush nel 2002 ordinò uno sforzo incisivo per schierare “una prima linea di difese missilistiche”. L’implementazione frettolosa ne compromise l’efficacia in diversi aspetti. “Il sistema non è affidabile”, ha detto un alto ufficiale da poco in pensione, che ha prestato servizio con i presidenti Obama e Bush. “Abbiamo preso un sistema ancora in fase di sviluppo, un prototipo, ed è stato dichiarato ‘operativo’ per ragioni politiche. A quel punto non si poteva sostenere più che lo si doveva ancora sviluppare e cambiare. Si doveva costruirlo”. Dean A. Wilkening, fisico del Lawrence Livermore National Laboratory di Livermore, in California, ha dato una valutazione analoga. Wilkening lavorò presso la commissione della National Academy of Sciences che nel 2011 pubblicò un rapporto sulla difesa missilistica. Il GMD resta un “prototipo che opera peggio di quanto si sperasse”, ha detto in una conferenza il 28 maggio a Washington DC: “Se si ha intenzione di definire tale sistema operativo, non si dovrebbe esser sorpresi dal fatto che tende a fallire oltre il dovuto”. In una conferenza di questo mese, Wilkening ha definito le prove del sistema “abissali””.
Il giornalista William del Los Angeles Times, conclude il suo immenso articolo con queste osservazioni (a febbraio) di Frank Kendall III, sottosegretario alla Difesa per l’acquisizione e la tecnologia, presentate disertando la narrativa ufficiale sulle sublimi prestazioni del sistema: “Riconosciamo i problemi che abbiamo avuto con tutti gli intercettori in  campo. Le causa principale è il desiderio di mettere in campo tali cose subito e a basso costo… Vediamo tanta pessima progettazione francamente, e ciò per la fretta“. Pertanto, il programma BMD/GMD non funziona… E quindi? Paul Craig Roberts osserva giustamente (il 18 giugno 2014), che in questo universo “immateriale” l’importante è crederci, perché la narrazione è il trucco. Il resto segue, anche l’Apocalisse. “La Russia ha visto gli Stati Uniti ritirarsi dal trattato ABM e sviluppare uno scudo per le “guerre stellari”. (Che non funzioni è irrilevante, l’obiettivo è convincere politici ed opinione pubblica che gli statunitensi sono al sicuro)”.

lockheed martin
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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