Ucraina: la catastrofe del Fronte meridionale

Cassad 26 agosto 2014

0zEGehRxVAgAttualmente, si assiste ad eventi epici e storici. L’esercito e i battaglioni della spedizione punitiva subiscono una sconfitta catastrofica a sud di Donetsk. Poco prima le repubbliche erano in cattive acque, la RPD era effettivamente appesa a un sottile filo dei rifornimenti che il governo tentava di tagliare tra Shahtjorsk e Krasnij Luch; il saliente di Saur-Mogila era stato abbandonato e la controffensiva di Bolotov non aveva comportato successi decisivi. Molti pensavano che le forze della milizia di autodifesa erano alle corde e sul punto di rottura, portando al crollo di Novorossija e alla vittoria militare della junta fascista. Tuttavia, la milizia riuscì a resistere ai peggiori colpi, la junta usava tutte le forze a sua disposizione fino alla metà di agosto. La junta non nascose i suoi obiettivi, e parlava apertamente di assalti a Shahtjorsk e Lugansk. Le numerose notizie trionfalistiche che accompagnavano le avanzate delle brigate meccanizzata, le esageravano. Il primo momento critico fu quando i soldati delle Forze Armate dell’Ucraina, la 25.ma brigata aeroportata e le unità della Guardia nazionale, irruppero a Shakhtjorsk. La RPD in quei giorni era letteralmente appesa a un filo, la junta era a un passo da una vittoria strategica. Ma i pochi miliziani che combattevano nella città tennero fin quando arrivarono i rinforzi, salvando Novorossija dall’essere spezzata in due parti. Nelle successive battaglie l’avanzata della junta su questa posizione fu fermata e, dopo aver subito pesanti perdite in effettivi e mezzi, la junta vi rimediava la sconfitta. Il secondo momento critico si ebbe quando venne attaccata Debaltsevo da Fashevka, per incontrare la 24.ma brigata meccanizzata, rompendo l’accerchiamento meridionale. Era un piano ambizioso, il nemico cercava di dividere Novorossija utilizzando le unità descritte quali gruppo d’attacco. Quest’attacco congiunto su Mjusinsk e Krasnij Luch innescava una grave crisi in Novorossija; c’erano poche truppe in zona. Mjusinsk, su cui i convogli meccanizzati della junta puntavano, era quasi indifesa, e alcuni cosacchi delle milizia abbandonarono le posizioni a Krasnij Luch. Emerse la minaccia che Novorossija venisse divisa in due, con la distruzione delle forze della milizia a Torez-Snezhnoe-Saur-Mogila. Ma ancora una volta, il coraggio dei soldati semplici che si attestarono nelle città permise di resistere fino a quando le riserve arrivarono, eliminando il nemico da Mjusinsk e tenendo Krasnij Luch. Dopo aver superato la crisi, la milizia vi ha vinto battaglie decisive, dalle conseguenze di vasta portata. Poiché l’offensiva su Jasinovataja fallì, la puntata su Verkhnjaja Krinka e Zhdanovka per isolare Gorlovka fu fermata, e la junta non riuscì a compiere alcun progresso su Enakievo, nella seconda metà di agosto l’offensiva della junta iniziava a smorzarsi e la milizia a poco a poco riprese slancio offensivo.
Oggettivamente, la situazione richiedeva che la junta fermasse l’offensiva, raggruppasse e concentrasse le riserve, creando depositi di carburante e munizioni, e poi proseguisse l’offensiva riunendo nuovi gruppi d’attacco. Tuttavia, considerazioni politiche richiesero la continuazione dell’offensiva con gli stessi gruppi tattici esauriti. Poiché il fronte della RPL si era stabilizzato, l’accerchiamento da sud fu sventato e l’offensiva a nord di Donetsk arrestata; la junta cercava di strappare ulteriori vittorie simboliche, continuando l’offensiva da sud cercando d’investire direttamente Ilovajsk e Mospino, nonostante il grave rischio operativo. E mentre la junta sprofondava sempre più in tali battaglie urbane, il fronte dell’offensiva si restringeva, iniziata ai primi di agosto su un ampio fronte, ma già dal 20 agosto era stata efficacemente ridotta ad un unico punto. I punti deboli di tale offensiva erano le pendici meridionali del Saur-Mogila, la semi-circondata Mospino e la periferia sud di Ilovajsk. Negli ultimi giorni dell’offensiva, le truppe furono semplicemente ridotte a spingersi su Ilovajsk. Nel frattempo, una minaccia incombeva sul fianco meridionale, ignorando ciò che poi si rivelava fatale. Dopo aver fermato l’accerchiamento a sud e respinto l’offensiva su Mjusinsk e Krasnij Luch, la milizia riprese Marinovka (passata di mano 2 volte nel luglio-agosto) ed iniziò a penetrare dal valico di frontiera di Uspenka, circondando il gruppo di Amvrosevka. E’ difficile dire perché la junta non abbia risposto a tale minaccia, forse decise che si trattava solo di gruppi da ricognizione/sabotaggio, cosa sgradevole ma di nessuna importanza operativa. Forse pensava che avrebbe preso Ilovajsk presto, e quindi respinto la minaccia da sud. Comunque, la milizia accumulò una forza sufficiente a sud-est di Amvrosevka, effettuando l’attacco che ruppe le linee di rifornimento delle principali forze della junta coinvolte nei combattimenti presso Ilovajsk, Mospino e Saur-Mogila. Allo stesso tempo, vi fu l’attacco delle brigate meccanizzate della milizia ad ovest di Mospino, verso le unità delle milizia che avanzavano da sud, ciò fu completamente inaspettato per la junta, poiché fino a poco tempo prima cercava di circondare Mospino da entrambi i lati. L’intelligence della junta apparentemente non rilevò questa offensiva, e quindi non notò la relativamente piccola forza della milizia che intercettava le principali vie di rifornimento del più grande gruppo tattico della junta a sud di Donetsk. Nel gruppo era concentrata la maggior parte delle unità combattenti, tra cui i 3 battaglioni speciali “Azov“, “Shakhtjorsk” e “Donbass-1″, tutte le unità che avevano assaltato Mospino, Saur-Mogila e Ilovajsk, oltre a varie unità di rinforzo ed indipendenti. Più di 5000 soldati e circa 180 mezzi militari finirono per essere circondati assieme a 90 pezzi di artiglieria, mortai e MLRS.
Confrontare le due operazioni è ridicolo in termini di scala, ma la milizia in realtà effettuò una mini “operazione di accerchiamento” simile a quella di Stalingrado, il classico attacco a tenaglia su direzioni convergenti. Naturalmente le unità della junta non avevano rumeni e italiani ai fianchi, ma da una parte c’era solo un vuoto, e dall’altro una cortina incapace di resistere ad un attacco delle unità meccanizzate. Di conseguenza, oltre ai resti accerchiati a Djakovo, si ebbe l'”accerchiamento di Amvrosevka”, attorno cui la milizia cominciava ad espandere la zona che controllava, ampliando l’offensiva a sud e a sud-ovest, occupando insediamenti in profondità al tergo dei gruppi tattici meridionali della junta. Allo stesso tempo, la disorganizzazione dilagava tra i comandi della junta. Il battaglione “Azov” in realtà si dileguò e la maggior parte fuggì a Marjupol, i battaglioni Donbass-1 e Shakhtjorsk rimasero bloccati nei combattimenti urbani di Ilovajsk, e invece di uscire dalla sacca, iniziarono a richiedere carri armati e artiglieria ai militari per continuare l’assalto sulla città, che era praticamente una causa persa. Poiché solo distaccamenti della retroguardia senza armi pesanti rimasero all’esterno dell’accerchiamento, la milizia iniziò immediatamente l’offensiva a sud-ovest di Amvrosevka, verso Starobeshevo, presa la sera del 26 agosto. Nel frattempo, i combattenti delle milizie già muovevano su Volnovakha il 25. In effetti, una volta prese quelle aree strategiche, la junta non ha nemmeno le posizioni da cui provare a rompere gli accerchiamenti. Le truppe circondate, in sostanza, sprofondarono tra la retroguardia, lontano dalla nuova linea del fronte e con una quantità limitata di carburante e munizioni. Davanti la nuova prima linea c’è il vuoto della junta, e nulla per colmarlo. I resti delle forze della junta, tra cui il battaglione “Azov”, fuggivano a Marjupol, abbandonando diversi insediamenti praticamente senza sparare un colpo. Perciò, la milizia avanzò direttamente sui sobborghi di Novoazovsk e gli approcci per Marjupol. Non c’è praticamente nessun fronte della junta da Starobeshevo a Novoazovsk. La mancanza di milizie disponibili era l’unica cosa che rallentava la catastrofe a sud. Allo stesso tempo, la milizia sviluppava un’offensiva a ovest di Mospino, su Ugledar, Elenovka e Nikolskoe. Qui le forze della junta erano scarse, quindi l’offensiva della milizia ebbe successo, anche se non troppo rapidamente. A Elenovka si ebbe un altro “mini-accerchiamento” e i collegamenti dei gruppi della junta semi-accerchiati verso Donetsk furono irrimediabilmente spezzati. La junta non ha riserve con cui aiutare il gruppo circondato e colmare il vuoto enorme al fronte, ora ritira frettolosamente le truppe da Perekop (al confine della Crimea) portando al fronte dei battaglioni territoriali dalla dubbia prontezza al combattimento. Ha anche annunciato la 4.ta mobilitazione cercando di trascinare velocemente vecchissimi mezzi in prima linea, al fine di compensare le enormi perdite in uomini e mezzi.
Nel complesso, non è del tutto chiaro come la junta possa evitare una sconfitta totale. Chiaramente non potrà ripristinare il vecchio fronte, l’unica domanda è se le truppe circondate potranno uscirne (e dovendo farlo da sole, probabilmente dovranno prendere la decisione ASAP) e dove si fermerà l’offensiva della milizia che ha ancora forze limitate, mettendo in rotta una forza grande con una minore. Nel frattempo, il fronte, una volta solido che si estendeva da Marinovka a Elenovka, ora s’è dissolto in sacche separate di resistenza con linee di rifornimento interrotte. Dopo questo disastro, appare assolutamente chiaro che la junta non ha alcuna capacità militare per distruggere Novorossija. Sperperando le brigate più efficienti in operazioni offensive continue, le forze della junta si sono dissanguate subendo una schiacciante sconfitta puramente militare. Il fronte sud è crollato. Novorossija sarà!

10525934Per una rassegna video abbastanza precisa della situazione sui fronti:

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Sulla questione delle “sacche” ucraine

Vineyard Saker 26 agosto 2014

10314677Molti si chiedono cosa sia la questione delle cosiddette “sacche” in cui le forze ucraine vengono circondate diverse volte. I generali ucraini sono semplicemente stupidi, o cos’altro? Cercherò di spiegare.
Si ricordi che le forze ucraine sono in genere “pesanti”. Hanno molti carri armati, artiglieria, munizioni, soldati, ecc., almeno inizialmente. Ma sono anche assai inferiori in competenze tattiche, morale e volontà. Al contrario, le forze della Resistenza hanno assai meno meno carri armati, pezzi d’artiglieria, munizioni e soldati. Ma il loro morale è alle stelle, le capacità tattiche sono eccellenti e combattono sulla propria terra, “giocare in casa” è un grande vantaggio. Si aggiunga che gli ucraini cercano disperatamente di dimostrare al mondo che “vincono”, mentre la Resistenza cerca di espellere una forza occupante. Ora, se si tiene tutto ciò in mente, si potrà facilmente capire come mai queste “sacche”. Succede così:
I politici a Kiev ordinano ai comandanti della cosiddetta “operazione antiterrorismo” di mostrare dei risultati. Questi si riuniscono e definiscono ciò che considerano città e villaggi importanti. Poi ordinano alle loro forze di entrare e prendere tali città o villaggi. Le forze della junta si muovono con molta potenza di fuoco, superiore per la sola distruzione di un paio di posti di blocco della Resistenza sulle strade principali, su cui passano per occupare le dette città. A questo punto dicono “missione compiuta, la nostra bandiera è sull’amministrazione della città X”. La BBC prende tali informazioni dai suoi ucraini e il mondo viene a conoscenza di un’altra vittoria ucraina. Nel frattempo, gli squadroni della morte ucraini eliminano eventuali simpatizzanti della Resistenza nelle città occupate. I carri armati vengono utilizzati per proteggere le forze ucraine mentre l’artiglieria a lungo raggio viene utilizzata per terrorizzare la popolazione della prossima città sulla lista. Poi tutto va a rotoli.
In primo luogo, una grande forza richiede molta benzina, lubrificanti, munizioni, rifornimenti, cibo, ecc. Ma le strade sono sotto la costante minaccia delle forze della Resistenza. Successivamente, i novorussi, lentamente ma inevitabilmente, portano qualche pezzo d’artiglieria che inizia a bombardare le forze ucraine. A poco a poco, le forze ucraine, più grandi, sono costrette a trincerarsi mentre la Resistenza riprendere il pieno controllo delle strade principali e dei dintorni delle città. Questo è tutto; il cerchio si chiude, gli ucraini sono circondati e si forma la ‘sacca’. A quel punto accadono due cose: a) gli ucraini cercano di ritirarsi, b) rinforzi vengono inviati per salvarli. Ma a questo punto densità e qualità delle forze della Resistenza sono sufficienti a bloccare le strade principali e ad impedire ritirate o rinforzi. In alcuni casi gli ucraini riescono ad uscirne o ad aver rinforzi, ma in genere con grandi perdite in attrezzature e vite. E ciò porta ad un altro punto importante:
Gli ucraini preferiscono combattere sulle arterie principali. La Resistenza è di casa nelle foreste, colline, campi e cespugli (ciò che l’esercito russo chiama “la macchia”). Ciò significa che i movimenti ucraini sono molto prevedibili. Non così per la Resistenza. Gli ucraini temono la “macchia”, i novorussi l’amano. Non so di una sola battaglia, finora, in cui gli ucraini abbiano attaccato attraverso la “macchia”. I novorussi lo fanno sempre. Ben presto i rifornimenti diventano un problema reale, e con più o meno l’intera aviazione ucraina defunta, data la densità delle armi antiaeree della Resistenza, anche le grandi unità passano dalla modalità di combattimento a quella di sopravvivenza. Almeno 4 squadroni della morte ucraini vi si trovano proprio oggi. Ma si ricordi, gli ucraini hanno più armi e potenza di fuoco, quindi non è così facile ridurli e schiacciarli nelle sacche, ed è per questo che la Resistenza ha bisogno di tanto tempo per finirli. Facendolo, però, una per una. Se avessero tempo e forze, avrebbero potuto farlo facilmente, ma non è così. In questo momento, le principali forze che proteggono Marjupol sono bloccate in 2-3 sacche a sud-est di Donetsk. Ma invece di perdere tempo a ridurle, le Forze Armate della Novorussia hanno lanciato l’attacco lungo le coste su Marjupol, dove gli ucraini sono già nel panico non essendovi nulla che si frapponga tra loro e la Resistenza. E questa è la mossa giusta dei novorussi. Proprio come negli scacchi, un pezzo bloccato è essenzialmente inutile, come le forze ucraine in una sacca. La cosa importante è mantenere l’iniziativa e sfruttare il vantaggio. Questo è il motivo per cui la Resistenza avanza verso Marjupol. Se la città viene presa, o anche circondata, o se le sacche a sud di Donetsk sono ridotte, sarà il crollo del fronte meridionale ucraino contro Novorussia. Ci sono dei rischi però.
In primo luogo, qualsiasi forza dei novorussi diretta su Marjupol rischia di esser accerchiata dai rinforzi ucraini. Ora, non si sa di certo cosa facciano gli ucraini, ma è probabile siano nel panico totale a Kiev e che rinforzi saranno inviati da tutto il Paese per evitare che Marjupol cada in mano dei novorussi. I novorussi devono fare molta attenzione al loro tergo (ma poi, c’è la certezza che i tanti occhi del GRU, nello spazio e a terra, lo stiano già facendo al loro posto). In secondo luogo, gli ucraini circondati potrebbero cercare di unire le forze per uscirsene o attaccare verso nord. Se non ci riescono, probabilmente faranno ciò che hanno già fatto, scappare per salvarsi abbandonando tutte le attrezzature pesanti, o combattere fino all’ultimo. In entrambi i casi va bene per i novorussi.
Spero che la breve (e un po’ semplificata) spiegazione tracci, almeno nelle linee generali, perché e come tali “sacche” vanno costantemente formandosi.

Cordiali saluti, Saker

10649673Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Novorossija: Donetsk avanza, Kiev in rotta

Alessandro Lattanzio, 26/8/2014

10557760Dopo il fallimento delle offensive su Donetsk e Lugansk, con enormi perdite materiali e umane, la junta di Kiev pensava di passare a una strategia difensiva. La leadership ucraina si preparava a una campagna invernale e alla possibile ritirata da Donetsk e Lugansk, per attestarsi sulla linea Slavjansk-Marjupol e iniziare operazioni repressive nelle regioni di Kharkov e Zaporozhe. Perciò il ministero della Difesa ucraino avviava l’edificazione di due aree fortificate, “Slavjansk – Kramatorsk – Druzhkovka – Konstantinovka – Artemovsk” e “Marjupol”. Le linee difensive dovevano essere dotate di aree fortificate, distaccamenti militari e depositi di materiale, con un sistema di comunicazione nelle basi aeree di Kramatorsk e Marjupol. L’offensiva generale majdanista per distruggere Novorossia era iniziata il 1° luglio, e sebbene parecchie città venissero occupate, gli aggressori avevano subito enormi perdite senza raggiungere alcun obiettivo strategico, mentre le milizie sempre più spesso conducevano riuscite operazioni di difesa strategica contro l’esercito majdanista. Infatti, dall’8 al 15 agosto, l’esercito di Novorossija aveva catturato 18 carri armati T-64, 24 BMP, 11 BTR, 2 BRDM, 9 BMD, 2 MLRS BM27 Uragan, 2 cannoni semoventi (SAU) 2S4 Tjulpan, 2 SAU 2S9 Nona, 10 SAU 2S1 Gvozdika, 6 mortai automatici da 82mm, 3 cannoni antiaerei ZU-23-2 e 44 autoveicoli. Quindi, in totale dal 20 giugno al 15 agosto, secondo gli stessi militari ucraini, le milizie avevano catturato: 65 carri armati T-64, 69 BMP, 39 BTR, 2 BRDM, 9 BMD, 2 BM27 Uragan, 2 2S4 Tjulpan, 6 2S9 Nona, 25 2S1 Gvozdika, 10 obici D-30, 32 mortai da 82 mm, 18 cannoni antiaerei ZU-23-2, 124 autoveicoli. Inoltre andarono distrutti oltre 200 tra pezzi di artiglieria e sistemi lanciarazzi (MLRS) Grad e Uragan, assieme a circa 500 tra carri armati, veicoli da combattimento della fanteria (BMP) e corazzati da trasporto truppa (BTR), costringendo la junta di Kiev a riesumare mezzi dai depositi vecchi anche di 40 anni, “le cui condizioni sono a dir poco insoddisfacenti: pezzi mancanti, motori che non si avviano … i pezzi di ricambio devono essere ordinati in Russia”. Allo stesso tempo, la situazione più catastrofica riguarda l’aviazione. “Dopo aver perso nell’operazione ATO quasi tutto ciò che poteva volare, ovvero 32 (36) tra aerei ed elicotteri, possiamo dire che l’aviazione ucraina non esiste più, né ci sono fondi e professionisti per ricostruirla. Pertanto, senza un adeguato supporto di fuoco, le normali truppe restano azzoppate. Gli ufficiali hanno rifiutato di guidare le loro unità al fronte. E i politici pensano solo a minacciare. Ecco il ‘cambiamento di tattica’” presentato da Poroshenko il 18 agosto. Infatti, il 20 agosto la milizia abbatteva un cacciabombardiere ucraino Su-24M nella regione di Lugansk, presso il villaggio di Novosvitlivka, dove era stato abbattuto anche un altro aereo d’attacco Su-25 ucraino. Sempre il 20 agosto, presso Ilovajsk, la Guardia nazionale ucraina perse 21 militari ed altri 63 furono feriti. Il 21 agosto veniva abbattuto un elicottero d’attacco Mi-24 ucraino presso Lugansk.
10400030 Il 24 agosto, le forze federaliste arrivavano nella zona di Novoazovsk, sul Mar d’Azov, dove erano presenti un centro della difesa aerea ucraina e un concentramento di truppe confinarie. La milizia federalista aveva trovato un vuoto tra le forze ucraine a sud-est di Marinovka; un’aerea non presidiata dalle truppe golpiste. Di conseguenze le unità da ricognizione e sabotaggio federaliste arrivarono a Novoazovsk, Kholodnoe e Sedovo, colpendo diversi posti di blocco majdanisti sulla strada per Marjupol. In sostanza, tra Novoazovsk, Marjupol e Amvrosievka Kiev scopriva di non avere un reale presidio militare. Si ebbero combattimenti anche a Ilovajsk, Savrovka, Shakhtjorsk e Torez. La milizia contrattaccava a Djakovo, mentre a nord di Donetsk contrattaccava su Uglegorsk per assicurare Gorlovka e Enakievo. Presso Zhdanovka altre truppe majdaniste venivano accerchiate, mentre il saliente nella zona di Verkhnaja e Nizhnaja Krinka, verso Donetsk-Makeevka, veniva liquidato; la milizia faceva diversi prigionieri e catturava molti mezzi ucraini. A nord di Debaltsevo la milizia effettuava un attacco contro i golpisti avvicinandosi a Severodonetsk. L’assalto a Lugansk era fallito, i majdanisti furono cacciati da Khrjashevatoe a Novosvetlovka, mentre la milizia conduceva un’offensiva su Lutugino e Shaste. Lutugino e Debaltsevo sono i punti chiave della rete viaria di Novorossija e controllarli era obiettivo dell’iniziativa operativa della milizia, permettendo così, il 22 agosto, che il convoglio umanitario russo arrivasse a Lugansk, “La consegna delle merci umanitarie è iniziata. I carichi saranno poi distribuiti tra i residenti“, dichiarava il portavoce della città di Lugansk. Il Presidente Vladimir Putin aveva detto alla cancelliera tedesca Angela Merkel che ulteriori ritardi nell’invio degli aiuti umanitari russi era inammissibile, così Mosca aveva ordinato al convoglio di entrare in Novorossija. “Le nuove richieste e i pretesti di Kiev sono artificiali e… intollerabili. Tutti i pretesti per impedire la consegna degli aiuti alla popolazione della zona del disastro umanitario sono esauriti. La parte russa ha preso la decisione di agire“, aveva detto il ministero degli Esteri russo. Nel frattempo, nella zona di Zaliznishne Guljajpolskij, regione di Zaporozhe, in un’imboscata veniva distrutto un convoglio di 6 autocarri majdanisti, bloccando anche la linea ferrovia della Pridneprovskaja, avendo fatto esplodere il convoglio a un passaggio a livello, interrompendo anche la linea elettrica. In un’altra azione d’intelligence militare federalista, furono prelevati dei documenti operativi dell’esercito ucraino, permettendo a una brigata d’artiglieria della milizia di rilevare un’unità majdanista e di bombardarla distruggendo 1 ZU-23-2, 2 BMD e un carro armato. L’esercito della Repubblica Popolare di Donetsk si era ampliato, creando 4 brigate di fanteria e comprendendo 2 battaglioni di carri armati, 2 di artiglieria lanciarazzi, 2 di cannoni semoventi e 3 di artiglieria, divenendo l’Esercito Popolare di Novorossija.
Tra il 24 e il 25 agosto, l’Esercito Popolare di Novorossija accerchiava, nei pressi di Donetsk, tra Alekseevskoe, Blagodatnoe, Vojkovskij, Kutejnikovo, Uljanovskoe e Uspenkoe, il comando dell’8.vo corpo d’armata ucraino, assieme alle 28.ma e 30.ma brigate meccanizzate, alla 95.ma brigata avioportata e ai battaglioni della naziguardia Ajdar, Donbass e Shakhtjorsk, “Circa 7000 militari, 120 carri armati, 380 blindati, 50 lanciarazzi multipli Grad e Uragan, ed oltre 100 pezzi d’artiglieria“. Ciò avveniva nell’ambito della controffensiva dell’esercito federalista della Novorossija su Olenovskoe, nella sua prima grande operazione. Nella controffensiva l’Esercito Popolare di Novorossija distruggeva 4 MLRS Smerch, 12 MLRS Grad, 17 carri armati, 30 blindati, 50 autocarri ed eliminato oltre 150 effettivi majdanisti, “Abbiamo catturato 7 depositi militari con grandi quantità di armamenti, munizioni, rifornimenti, razioni alimentari e beni dei cittadini espropriati dalle guardie nazionali durante le operazioni di rastrellamento, tra cui veicoli fuoristrada. Da ora intendiamo annientare completamente le forze nemiche intrappolate nei pressi di Olenovskoe e Kutejnikovo-Blagodatnoe-Uspenskoe“, affermava il comando supremo dell’esercito di Novorossija. “Il comando generale dell’esercito della RPD ha deciso di passare dall’azione con piccole unità ad operazioni con ampie formazioni appoggiate dal pieno supporto dell’artiglieria“, con tre brigate di fanteria della milizia. Un reggimento era costituito da minatori del Donbas e militari ucraini passati ai federalisti. “Negli ultimi due giorni abbiamo formato due battaglioni di carri armati, tre battaglioni di MLRS Grad, due battaglioni di obici semoventi, tre battaglioni di artiglieria, utilizzando gli armamenti che le milizie avevano catturato alle forze nemiche nell’ultima controffensiva“, riferiva il comunicato dell’esercito di Novorossija. Le direttrici dell’offensiva dell’esercito popolare di Novorossija a nord erano Perevalsk, Lisichansk e Severodonetsk (dove il sobborgo di Sirotino Borovskoe era sotto il controllo dell’esercito popolare), mentre su Stakhanov puntava la guardia nazionale cosacca. I resti delle forze majdaniste invano tentavano di attaccare sul fianco. A sud, il gruppo ucraino di Amvrosievka veniva accerchiato, intrappolando almeno 4000 uomini e circa 200 blindati. Scontri a Starobeshevo ed Elenovka, quasi sotto il controllo federalista. In queste prime fasi, l’EPN aveva subito 7 caduti, 18 feriti e la perdita di 2 blindati, mentre i majdanisti avevano perso 250 effettivi, 300 feriti, 16 blindati, 6 mortai, 3 pezzi d’artiglieria e 2 cannoni semoventi. Durante l’offensiva le milizie distrussero la base militare ucraina di Sedovo, spazzando via la presenza majdanista anche da Novoazovsk, aprendo la strada per Marjupol. Aspri combattimenti presso i villaggio Nikolskoe e Markino contro i battaglioni “Dnepr-1″ e “Donbass“. Qui le forze majdaniste subivano 110 morti e 75 feriti, e perdevano 28 mezzi militari. La mattina del 25 agosto un terzo gruppo ucraino veniva accerchiato tra Stepanovka, Amvrosievka e Stepano-Krinka, mentre le milizie stringevano l’accerchiamento dei due gruppi ucraini bloccati nella zona di Vojkovskij, Kutejnikovo, Blagodatnoe, Alekseevskoe, Uspenka, Uljanovskoye ed Elenovka, intrappolando 40 carri armati, 100 BMP, BTR e BMD, 50 MLRS “Grad” e “Uragan” e oltre 60 pezzi d’artiglieria. Presso Elenovka, dei reparti dell’Esercito Popolare di Novorossija distruggevano 8 carri armati, 19 blindati e una batteria di mortai, e catturava 3 cannoni anticarro, 1 cingolato armato e 1 GAZ-66. La milizia aveva lanciato l’offensiva oltre che su Severodonetsk, nel nord-ovest della regione di Lugansk, anche su Debaltsevo, nell’est della regione di Donetsk, ed avanzava su Lisichansk liberando i villaggi Belaja Gora e Borovskoe.
10492602 Nel 2014 la Shanghai Cooperation Organization (SCO) condurrà due grandi manovre in Cina. Vostok-2014, per settembre, e Missione di Pace per il 24-29 agosto presso la base di Zhurihe, nel nord della Cina. Si trattava di un’esercitazione antiterrorismo cui partecipavano 7000 militari di Russia, Kazakhstan, Kirghizistan, Tagikistan e Cina. Zhurihe è la più grande e moderna base d’addestramento della Cina. La base si estende su una superficie di circa 1000 kmq, e la sua funzione primaria è organizzare le unità a livello di divisione, brigata e reggimento nelle esercitazioni tattiche combinate e nella cooperazione con le forze corazzate e le altre armi dell’EPL. Infine, truppe indiane arrivavano a Lipetsk, in Russia, per partecipare alle esercitazioni aeree Aviaindra 2014, dal 25 agosto al 5 settembre, “Dal 25 agosto al 5 settembre 2014 l’esercitazione congiunta russo-indiana Aviaindra 2014 si terrà sul territorio russo sotto la guida del comandante in capo dell’aeronautica russa. I piloti indiani esamineranno le aree dei prossimi voli e i simulatori moderni del Lipetsk State Aviation Center, mentre il personale della difesa aerea si addestrerà nell’Air Force Training Center di Gatchina“, aveva dichiarato il portavoce del Ministero della Difesa russo, colonnello Igor Klimov. Alle esercitazioni partecipavano equipaggi misti russo-indiani su velivoli Su-30SM Flanker-C, e su elicotteri Mil Mi-35 Hind-E e Mi-8 Hip nei poligoni di Pogonovo e Ashuluk, nelle regioni di Voronezh e Astrakhan. Gli equipaggi dei Su-30SM Flanker-C effettueranno anche degli aviorifornimenti con le aerocisterne Iljushin Il-78 Midas, mentre le squadre della difesa aerea respingeranno un attacco simulato con i sistemi antiaerei S-300, S-400, Buk-M1 e Pantsir-S1.

1qaeN2WEfwgFonti:
Alawata
Cassad
Cassad
Cassad
Cassad
E-News
ITAR-TASS
ITAR-TASS
ITAR-TASS
Global Research
LifeNews
Novorossia
RIAN
RIAN
RussiaToday
Russiepolitics
Rusvesna
Sociologia Critica
StopNATO

1057706624agosto2014106468311512457

I bombardieri strategici russi compiono 16 incursioni nello spazio aereo statunitense

Picco dei sorvoli di Bear-H come test delle difese aeree statunitensi
Bill Gertz Freebeacon 7 agosto 2014
35I bombardieri strategici russi hanno effettuato almeno 16 incursioni nelle zone della difesa aerea degli Stati Uniti nord-occidentali, negli ultimi 10 giorni, un insolito picco di penetrazioni aeree, secondo i funzionari della difesa degli Stati Uniti. I numerosi voli di bombardieri russi Tu-95 Bear-H hanno indotto il decollo immediato di caccia statunitensi in diverse occasioni, tra le accresciute tensioni USA-Russia per l’Ucraina. Inoltre, durante un’incursione di bombardieri nei pressi dell’Alaska, un aviogetto da ricognizione russo è stato rilevato assieme ai bombardieri. “La scorsa settimana, il NORAD ha identificato visivamente aerei russi operare entro e intorno le zone d’identificazione della difesa aerea degli Stati Uniti“, ha detto il Maggiore Beth Smith, portavoce dell’US Northern Command e del Comando della Difesa Aerospaziale del Nord America (NORAD). Smith ha definito i voli russi “picco di attività” cercando di minimizzarne la minaccia e indicandoli come missioni di addestramento ed esercitazioni di routine. I voli dei bombardieri hanno avuto luogo prevalentemente lungo la zona d’identificazione della difesa aerea dell’Alaska sulle isole Aleutine e la parte continentale dello Stato, e un’incursione s’è avuta nella zona della difesa aerea del Canada, ha detto Smith. Gli aerei strategici russi erano bombardieri pesanti Tu-95 Bear-H e aerei da ricognizione marittima Tu-142 Bear-F, aggiungendo che un velivolo Il-20 per la raccolta delle informazioni era stato rilevato nelle incursioni dei precedenti 10 giorni. I voli dei bombardieri sono l’ultimo tintinnio di sciabole nucleari russe. Tuttavia, altri funzionari della difesa hanno detto che il gran numero di incursioni aeree è assai insolito e richiama la Guerra Fredda, quando i bombardieri sovietici spesso cercavano di attivare le difese aeree lungo il perimetro territoriale degli Stati Uniti, in preparazione del conflitto nucleare. Mosca, sotto la forte presidenza di Vladimir Putin, è impegnata in un importante programma sulle forze nucleari strategiche. La modernizzazione comprende nuovi missili da diverse gittate, nuovi sottomarini strategici e nuovi bombardieri a lungo raggio. Con i sorvoli dell’aviazione a lungo raggio presso le coste degli Stati Uniti, la Russia ha aumentato nettamente le attività, soprattutto nel Pacifico nord-occidentale, presso Alaska, Canada e West Coast.
Washington Free Beacon aveva riferito di due incursori di Bear entro 50 miglia dalle coste della California, il 9 giugno, i più vicini da quando i bombardieri nucleari i russi compiono voli dalla fine della Guerra Fredda. Un F-15 aveva intercettato i bombardieri. Un funzionario della difesa è in disaccordo con il portavoce sulle incursioni dei bombardieri. Le Forze nucleari strategiche russe sembrano “cercare di testare la reazione della nostra difesa aerea, o i nostri sistemi di comando e controllo“, ha detto un funzionario addentro alle relazioni sulle incursioni. “Queste non sono solo missioni di addestramento“, ha aggiunto il funzionario. Northern Command e NORAD, in passato spesso hanno cercato di presentare le incursioni dei bombardieri russi come non minacciose ma nell’ambito del conciliante “resettaggio” della politica dell’amministrazione Obama volta a cercare legami più stretti con Mosca. Il Pentagono e altri comandi, tuttavia, hanno temperato la retorica verso la Russia e le sue attività dopo l’annessione militare russa della Crimea in Ucraina, a giugno.  Le relazioni tra Washington e Mosca sono inasprite. Il dipartimento di Stato il mese scorso ha accusato Mosca di violare il trattato del 1987 sulle Intermediate-range Nuclear Forces sviluppando un nuovo missile da crociera. Mosca ha respinto le accuse come false.
L’ammiraglio Cecil Haney, comandante del Comando Strategico degli Stati Uniti, ha espresso preoccupazione per l’aumento delle attività strategiche russe durante un discorso a Washington il 18 giugno. Haney ha detto che le attività nucleari russe coincidono con le recenti tensioni sull’Ucraina , tra cui il lancio di prova di sei missili da crociera aerolanciati, in una dimostrazione di forza. Una dichiarazione del Ministero della Difesa russo sui lanci sperimentali dei missili da crociera afferma che un bombardiere Tu-95 “è in grado di distruggere obiettivi cruciali del nemico con missili da crociera, di giorno e di notte, con qualsiasi condizione meteo e in qualsiasi parte del globo”. Mosca ha anche condotto alcune grandi manovre nucleari a maggio, ha detto Haney. “Inoltre, abbiamo visto significative implementazioni di aerei strategici russi in prossimità di luoghi come Giappone, Corea e anche la nostra West Coast“, ha detto Haney in una colazione con l’industria della difesa. “La Russia continua a modernizzare tutte le capacità strategiche della propria triade, e fonti open source hanno recentemente citato le prove in mare del suo ultimo sottomarino lanciamissili, le prove del suo nuovo missile da crociera aerolanciato e la modernizzazione della sua forza intercontinentale balistica comprendente la forza mobile dell’arma”, ha detto.
I recenti incontri aerei in stile Guerra Fredda della Russia sul Pacifico, presso l’Alaska, fanno seguito a un duello aereo USA-Russia sull’Europa. Funzionari degli Stati Uniti hanno confermato che un aereo d’intelligence elettronica RC-135 Rivet Joint fu costretto a violare lo spazio aereo svedese da un caccia russo, il 18 luglio. L’aviogetto statunitense cercava di eludere l’intercettatore russo. Tale incontro ebbe luogo il giorno dopo che il volo MH17 Malaysian Airlines venne abbattuto da un missile sull’Ucraina orientale.

2013_Tu-142M_01Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Novorossija, disfatta della ‘grande offensiva’ di Kiev

Alessandro Lattanzio, 5/8/2014
10527718Il 29 luglio, nel pomeriggio, i majdanisti avrebbero lanciato 4 missili tattici OTR-21 Tochka, di cui almeno 2 su Savrovka (Savr Mogila), ma alcun missile Tochka ha raggiunto gli obiettivi. Il missile può trasportare una testata di 454 chili ed ha una gittata di 80 km. Tale azione faceva seguito ai combattimenti tra milizie di autodifesa e truppe golpiste presso Shakhtjorsk, dove furono eliminati 125 blindati dell’esercito ucraino. Il viceministro della Difesa della Repubblica Popolare di Donetsk (RPD) Fjodor Berezin aveva affermato “Il nemico ha perso 125 blindati a Shakhtjorsk, ieri, tra cui carri armati, veicoli da combattimento della fanteria e veicoli corazzati da trasporto truppa. I miliziani hanno preso il controllo di Shakhtjorsk, mentre la Guardia nazionale si nasconde nel fitto dei boschi“. 200 blindati ucraini parteciparono all’offensiva per spezzare la linea difensiva della Novorossija, sulla strada che collega Torez e Lugansk a Donetsk. La Milizia federalista respinse l’offensiva distruggendo 125 mezzi ucraini (carri armati, BMP, BTR, autocarri, ecc.), quindi i bombardamenti degli MLRS “Grad” della milizia sulle posizioni della 25.ma brigata, eliminavano 23 paracadutisti ucraini dell’unità A1126, tra cui il comandante del battaglione. Complessivamente, nei combattimenti a Shakhtjorsk del solo 29 luglio, i majdanisti persero 85 effettivi, quasi tutti della 25.ma brigata aeroportata, oltre a 30 blindati distrutti, 2 BMP catturati e la perdita di tutta l’artiglieria della 25.ma brigata.
Il 30 luglio, Savrovka (60 km a sud-ovest di Donetsk) restava nelle mani delle milizie dopo tre giorni di aspri combattimenti, respingendo gli assalti dei majdanisti e distruggendo 2 carri armati, 2 BTR, 1 BRDM e diversi autocarri Kamaz. Presso Gorlovka, 20 km a nord-ovest di Donetsk, i bombardamenti dei majdanisti uccidevano 27 civili in tre giorni. A Debaltsevo, 30 km a nord-est di Donetsk, un convoglio golpista veniva attaccato, perdendo 3 autocarri Ural e 1 compagnia. A Khartsitsk, la milizia abbatteva un aereo da trasporto militare ucraino. Ad Avdievka, 10 km a nord di Donetsk, la milizia catturava 3 BMP ucraini. A Jasinovata, 10 km a nord di Donetsk, l’assalto dei blindati ucraini veniva respinto con la distruzione di 1 BTR e 2 carri armati ucraini.
Il 31 luglio, Aleksandr Prosjolkov, viceministro degli Esteri della Repubblica Popolare di Donetsk, veniva assassinato da terroristi majdanisti. Aleksandr Prosjolkov era anche leader dell’Unione della Gioventù Eurasiatica del distretto federale meridionale della Russia. L’attentato avvenne in prossimità di Krasnodon, dove alcuni ignoti bloccarono l’auto di Prosjolkov e gli spararono quattro volte. Prosjolkov era stato distratto da alcuni sconosciuti rimanendo fuori dalla visuale delle guardie del convoglio di cui la sua auto faceva parte.
glnews.ru_ministrom-oborony-dnr-naznachen-igor-strelkov_1Il 1 agosto 2014 si svolgeva uno scambio di prigionieri: due miliziani catturati scambiati con due “paracadutisti” majdanisti fatti prigionieri. Tuttavia, mentre i prigionieri majdanisti se ne andarono con le loro gambe, i miliziani prigionieri erano stati restituiti dagli ucraini in condizioni gravissime, poiché sottoposti a torture. In seguito a questo incidente, Strelkov ordinava che nessun ufficiale della 25.ma brigata venisse fatto prigioniero. Sempre il 1° agosto, l’esercito ucraino si ritirava da diverse aree, in particolare dai checkpoint di frontiera di Dolzhanskij, Izvarino e Chervonopartizansk e da Savrovka. Ma l’esercito majdanista tentava di prendere il controllo di Krasnogorovka, Jasinovataja e Marinka, venendo respinto sempre dopo aver subito gravi perdite. Alle 13:00 i golpisti avviavano un’offensiva sulla periferia sud-ovest di Donetsk, con circa 40 blindati, e su Krasnogorovka. Il Corpo Volontario di “Pravij Sektor“, rinforzato da elementi della 51.ma brigata ucraina, si avvicinarono a Krasnogorovka, dove subirono perdite in effettivi e blindati, per poi ritirarsi. Nella periferia nord di Donetsk, l’esercito majdanista tentava di prendere il controllo di Jasinovataja, per tagliare la strada da Gorlovka a Donetsk, ma anche tale assalto veniva respinto con la perdita di 2 carri armati e 2 blindati. Nella regione Shakhtjorsk-Snezhnoe-Torez, i resti della 25.ma brigata aeromobile e del battaglione naziatlantista Dnepr-1 venivano circondati. Nella notte del 31 luglio – 1 agosto, si svolgeva uno scontro presso Serditoe, sulla strada Donetsk-Snezhnoe. I majdanisti cercavano di rompere l’accerchiamento con una colonna di blindati e fanteria, fallendo anche questa volta. A sud di Snezhnoe, la Milizia bombardava le posizioni dei majdanisti presso Stepanovka, Savrovka e Amvrosievka, distruggendogli 5 autoveicoli e 2 depositi di munizioni. Inoltre la Milizia distruggeva una base majdanista nei pressi di Elenovka, dove erano raccolti MLRS, obici e munizioni dei golpisti. Alle 14:30, presso Shakhtjorsk, la milizia di Motorol abbatteva un drone ucraino Tu-143 Rejs. A Dmitrovka, 50 km a est di Donetsk, il battaglione della Milizia Vostok distruggeva 2 blindati ucraini. Unità della 1.ma Compagnia da Ricognizione attaccavano una postazione majdanista presso Andreevka, eliminando 1 carro armato e 2 BMP. I circa 1500 uomini circondati nella sacca meridionale, si dichiaravano pronti ad arrendersi e a ritirarsi in cambio della cessione di tutte le loro armi, munizioni e di circa 60-70 blindati, tra cui 30 carri armati, BMP, BTR, MLRS Grad e pezzi di artiglieria.
Il 2 agosto, secondo la Repubblica popolare di Donetsk, i golpisti ucraini inviavano sistemi missilistici balistici a corto raggio Tochka-U verso Donetsk, “L’esercito ucraino invia verso Donetsk complessi missilistici Tochka-U. Colonne nemiche con BM-30 Smerch e BM-27 Uragan sono state avvistate“. Il comandante della milizia della Repubblica Popolare di Donetsk, Igor Strelkov, aveva dichiarato che dei sistemi Tochka-U erano schierati a Kramatorsk per attaccare gli impianti chimici e di depurazione di Donetsk e Lugansk. Tre persone venivano uccise dai bombardamenti majdanisti su Donetsk. Tra Enakevo e Makeevka, nella regione di Donetsk, veniva abbattuto un aereo da attacco al suolo Su-25 ucraino. Nella notte tra il 2 e il 3 agosto, 438 soldati ucraini, tra cui 164 guardie di frontiera, fuggivano in Russia, nella regione di Rostov sul Don. A Orlovo-Ivanovka, 40 km nord-est da Donetsk, alle 13:00 si svolgevano pesanti combattimenti; dopo il tiro di preparazione dell’artiglieria, unità ucraine attaccavano con 25 carri armati e blindati. L’assalto veniva respinto dalla milizia che distruggeva 3 carri armati, 3 BMP, 3 BTR, 1 BMD e 1 autocarro majdanisti. A Pervomajsk la milizia respingeva per due volte l’offensiva del battaglione naziatlantisa “Donbass”, che subiva notevoli perdite. A Shahktjorsk la milizia distruggeva altri 3 carri armati, 3 BMP e 2 autoveicoli della 25.ma brigata ucraina.
Il 3 agosto, tra Marienka e Aleksandrovka, 10 km ad ovest di Donetsk, la milizia respingeva le unità della 51.ma brigata meccanizzata ucraina, che perdeva 2 carri armati T-62 e 2 BTR. La milizia subiva 2 caduti e 15 feriti. A Stakhanov la milizia abbatteva 1 Sukhoj Su-25 ucraino.
10472740Il 4 agosto, la 72.ma brigata ucraina si disintegrava, con 450 soldati che fuggivano nel territorio della Federazione Russa abbandonando tutto il materiale nelle loro posizioni, tra cui 70 automezzi e blindati, ed altri 702 soldati ucraini che si arrendevano alla Milizia di Shahktjorsk. I soldati erano rimasti per giorni senza rifornimenti e munizioni, dopo che la giunta aveva perso 7 velivoli da trasporto per tentare di rifornirli. Gli unici che non si arrendevano erano i mercenari polacchi e i neonazisti di Fazione destra presenti tra le unità ucraine. Tra il 29 luglio e il 3 agosto, la 72.ma brigata aveva perso 454 soldati e 125 automezzi, tra cui 30 carri armati T-64. I resti della 79.ma brigata aeroportata, della 24.ma brigata fucilieri motorizzati, dei battaglioni Shakhtjorsk e Azov rimanevano intrappolati nella sacca meridionale. Pavel Gubarjov, a capo del Dipartimento Mobilitazione del Ministero della Difesa della Repubblica Popolare di Donestk, dichiarava, “Ciò che vediamo è il punto di svolta in questa guerra. Abbiamo fiducia, ci avviciniamo alla vittoria. L’esercito ucraino scompare, tutti si arrendono, fuggono nella Federazione Russa, non essendo più disposti a combattere. La mobilitazione non funziona e lo spirito combattivo sparisce; perciò posso certamente prevedere che non solo raggiungeremo Kiev, ma anche Lvov, e strangoleremo questa gentaglia in modo che gli ucraini dimentichino Bandera, Shukhevich e il nazionalismo integralista ucraino per altri 3 o 4 secoli. Devo sottolineare che non combattiamo ucraini, combattiamo nazisti. Costoro hanno mentalità molto diverse, ecco perché ci appelliamo agli ucraini che hanno la cattiva sorte di ritrovarsi nell’esercito ucraino, o sono stati forzatamente mobilitati. Arrendetevi e vi tratteremo con buona volontà, altrimenti disertate. Questo è il modo migliore per uscirsene. Ai nazisti ucraini che, con i loro seguaci, urlarono a Majdan “Heil agli eroi!”, la suddetta feccia fascista, non saranno risparmiati! D’ora in poi non faremo altro che scacciare tali bastardi. Non permetteremo che il Donbas diventi un campo per il fracking delle aziende occidentali. Non lasceremo che il Donbas diventi un deserto saccheggiato. Vogliamo vedere la nostra regione verde, rigogliosa e ricca. É per questo che combattiamo”.
A Gorlovka, un nuovo bombardamento majdanista uccideva una persona e ne feriva altre 17. A Pervomajsk, nel bombardamento dei majdanisti veniva ucciso il pope Georgij Nikishov. A Makievka abbattuto 1 aereo d’attacco Su-25 Grac’ ucraino, mentre ad Amvrossievka veniva abbattuto 1 elicottero ucraino. A Marjupol, tiratori scelti eliminavano diversi consiglieri statunitensi.
L’offensiva della junta di Kiev falliva miseramente, e il ministro della Difesa ucraino Valerij Geletej annunciava l’esaurimento dell’offensiva ed iniziava a contattare la Bielorussia con l’intenzione di chiedere a Lukashenko di essere  l’intermediario nelle trattative. Il Segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale e Difesa, il nazista Andrej Parubij, veniva dimissionato assieme al vicecapo della polizia politica (SBU) Jurij Stets.
10561576Il 1° agosto, il ministero della Difesa russo mobilitava i riservisti per le esercitazioni da svolgersi tra agosto e ottobre, “L’addestramento delle principali specialità si terrà per due mesi in presidi e unità militari“. Le esercitazioni hanno lo scopo di familiarizzare i riservisti all’impiego e manutenzione dei nuovi sistemi d’arma ed equipaggiamenti dei rami specializzati in comunicazioni, missili, artiglieria, logistica, fanteria motorizzata e forze costiere. Inoltre, anche l’aeronautica russa avviava le esercitazioni di combattimento coinvolgendo oltre 100 aerei tra caccia, bombardieri ed elicotteri nei distretti militari centrale e occidentale della Russia. Il colonnello Igor Klimov dichiarava che le esercitazioni si svolgevano in collaborazione con le forze della difesa aerea russa, “In tutto, le manovre coinvolgeranno 100 aerei ed elicotteri come caccia multiruolo Su-27 Flanker, caccia MiG-31 Foxhound, cacciabombardieri Su-34 Fullback, bombardieri Su-24 Fencer così come elicotteri da combattimento Mi-8, Mi-24 e Mi-28N“. L’esercitazione prevedeva tiri contro bersagli a terra e in aria nei nuovi poligoni di tiro, nonché lanci di missili antiaerei nel poligono di Ashuluk nella regione di Astrakhan, e missioni di volo dalle basi aeree della Russia meridionale di Armavir, Krymsk, Mozdok, Morozovsk, ecc.

1535442Fonti
Alawata
Alawata
Cassad
Cassad
Cassad
Cassad
Cassad
ITAR-TASS
ITAR-TASS
NEO
RIAN

RIAN
RIAN
RIAN
Vineyard Saker
Vineyard Saker
Vineyard Saker

0o4vIkW4GDg1

La fine di ogni fascista

La fine che incontra ogni fascista

La verità sul MH17

L’OSCE individua “fori da proiettili e shrapnel” che indicano dei tiri e alcun prova di un missile sull’aereo abbattuto
Prof. Michel Chossudovsky Global Research, 31 luglio 2014

The PieceSecondo il rapporto del pilota ed esperto delle compagnie aeree tedesco Peter Haisenko, l’MH17 Boeing 777 non è stato abbattuto da un missile. Ciò che ha osservato dalle foto disponibili sono fori sulla cabina di pilotaggio: “I fatti parlano chiaro e forte e vanno oltre le speculazioni: la cabina di pilotaggio presenta tracce di tiro! È possibile vedere i fori di ingresso e uscita. Il bordo di una parte dei fori è piegato verso l’interno. I fori più piccoli, rotondi e puliti, mostrano i punti d’ingresso di probabili proiettili da 30 millimetri”. (Revelations of German Pilot: Shocking Analysis of the “Shooting Down” of Malaysian MH17. “Aircraft Was Not Hit by a Missile” Global Research, 30 luglio 2014)
Sulla base di un’analisi dettagliata, Peter Haisenko giunge alla conclusione che l’MH17 non è stato abbattuto da un missile: “Questo aereo non è stato colpito da un missile nella parte centrale. La distruzione si limita alla zona della cabina di pilotaggio. Ora è necessario prendere in considerazione che questa parte è costruita con materiale rinforzato”.

La missione OSCE
Vale la pena notare che le prime dichiarazioni degli osservatori OSCE (31 luglio), confermano ampiamente le conclusioni di Peter Haisenko: “Gli osservatori dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa hanno riferito che simili fori furono trovati in due parti separate della fusoliera dello sfortunato aereo delle Malaysia Airlines, che si crede sia stato abbattuto da un missile sull’Ucraina orientale”. Michael Bociurkiw del gruppo di osservatori dell’OSCE, al suo briefing quotidiano, aveva detto come parte della fusoliera dell’aereo sia crivellata da “buchi di proiettili e schegge”. Ha detto che i danni furono esaminati dai funzionari della sicurezza aerea malesi. (Wall Street Journal, 31 luglio 2014)
Il team di osservatori OSCE non ha trovato traccia di un missile sparato da terra, come affermato  dalle dichiarazioni ufficiali della Casa Bianca. Ricordiamo che l’ambasciatrice USA alle Nazioni Unite, Samantha Power, aveva dichiarato, accusando la Russia, che l’aereo malese MH17 fu “probabilmente abbattuto da un missile superficie-aria azionato dalle posizioni dei separatisti“: “Il team di ricercatori internazionali dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) sono incerti se il missile utilizzato sia stato sparato da terra, come gli esperti militari statunitensi hanno già suggerito”, riferiva il Wall Street Journal (WSJ). (Malay Mail)
I primi risultati dell’OSCE tendono a dissipare la pretesa che un sistema missilistico Buk abbia abbattuto l’aereo. Evidentemente i fori sono attribuibili a dei tiri, un’operazione che da terra non avrebbe abbattuto l’aereo che volava a oltre 10000 metri.

safe_imageAerei militari Su-25 ucraini in prossimità del MH17
Lo studio di Peter Haisenko è corroborato dal Ministero della Difesa russo, che indicava un jet ucraino Su-25 nel corridoio del MH17, in prossimità dell’aereo. Ironia della sorte, la presenza di un aereo militare è confermata anche da un rapporto della BBC dal luogo dell’incidente del 23 luglio. Tutti i testimoni oculari intervistati dalla BBC confermarono la presenza di un aereo militare ucraino in prossimità del MH17 Malaysian Airlines, quando fu abbattuto:
Testimone 1: Ci sono state due esplosioni in aria. Ed è così che si è spezzato e i frammenti sparsi così, ai lati, quando…
Testimone 2: …E c’era un altro velivolo, militare, accanto. Tutti l’hanno visto.
Testimone 1: Sì, sì. Volava sotto, perché si poté vedere. Volava di sotto a quello civile.
Testimone 3: Vi furono suoni di un’esplosione, ma in cielo, provenivano dal cielo. Allora questo aereo ha fatto una ampia virata così, cambiando rotta e dirigendosi in quella direzione (indicando la direzione con le mani)”.

Il video originale della BBC, pubblicato da BBC Russian Service il 23 luglio 2014, è stato rimosso dall’archivio BBC. Con amara ironia, la BBC censura i propri servizi.

La spinta mediatica
I media hanno riferito che un missile superficie-aria era stato sparato esplodendo prima di raggiungere l’obiettivo. Non fu il missile ad abbattere l’aereo, ma le schegge dell’esplosione del missile (prima di raggiungere l’aereo) che lo forarono creando la decompressione. Secondo il portavoce della sicurezza nazionale ucraina Andrej Lisenko, in una dichiarazione contraddittoria, l’aereo MH17 “subì una massiccia decompressione esplosiva dopo essere stato colpito dagli shrapnel di un missile“. (IBT, Australia)
In un articolo assurdo, la BBC citava il comunicato ufficiale ucraino dire che: “Il jet delle Malaysia Airlines abbattuto in Ucraina orientale ha subito una decompressione esplosiva dopo essere stato perforato da schegge di un missile. Dicono che l’informazione provenga dai dati di volo dell’aereo, registrati e analizzati da esperti inglesi. Tuttavia, non è chiaro chi ha sparato il missile, con i ribelli pro-Russia e l’Ucraina che si accusano a vicenda. Molte delle 298 persone uccise a bordo del MH17 erano olandesi. Gli investigatori olandesi che seguono l’inchiesta si sono rifiutati di commentare le affermazioni ucraine”.

btdfpohceaaoywp“Fori di proiettili”
I segni delle schegge devono essere distinti dai piccoli buchi di entrata e uscita “probabilmente dovuti a proiettili da 30 millimetri” sparati da un aereo militare. Tali buchi non possono essere dovuti all’esplosione di un missile, come suggerito dal MSN. Mentre l’MSN dice che i “buchi da schegge” possono essere dovuti a un missile (cfr. relazione della BBC), l’OSCE ha confermato l’esistenza di ciò che descrive come “buchi da proiettili di mitragliatrice“, senza tuttavia riconoscere che non siano causati da un missile. In proposito, il cannone GSh-302 del Su-25 arriva a sparare 3000 colpi al minuto, spiegando i numerosi fori di entrata e uscita. Secondo Peter Haisenko: “Se ora consideriamo l’armamento tipico del Su-25, sappiamo che è dotato di un cannone a doppia canna da 30mm GSh-302/AO-17A dotato di 250 proiettili anticarro, incendiari ed esplosivi (dum-dum) disposti in ordine alternato. La cabina dei piloti del MH 017 è stata forata da entrambi i lati: fori di entrata e di uscita si trovano sullo stesso frammento della cabina di guida” (op cit.)
Le accuse rivolte alla Russia, comprese le sanzioni di Washington, si basano su una menzogna. Le prove non supportano la tesi ufficiale degli Stati Uniti, secondo cui MH17 è stato abbattuto da un sistema missilistico Buk della milizia della RPD. Cosa dopo? Più disinformazione, più bugie dai media?

Copyright © 2014 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Novorossija, altre sconfitte di Kiev

Alessandro Lattanzio, 30/7/2014537bc2a3255d6_image1_600Il 24 luglio, a Marinovka e Dubrovka l’artiglieria federalista bombardava le posizioni dei majdanisti, mentre presso Tarani e Grigorevka, veicoli e blindati ucraini venivano distrutti, e la relativa artiglieria soppressa. Le milizie subivano circa 50 feriti e perdevano 2 carri armati, 2 BMP e 1 BTR. Il comandante di “Oplot” e viceministro degli Interni A. Zakharchenko, che aveva guidato personalmente l’attacco a Kozhevnja, veniva ferito a un braccio. Tra Konstantinovka e Novomikhajlovka a sud-ovest di Donetsk, il gruppo ricognizione e sabotaggio ‘Ptitsa’ del 2° Battaglione di Fanteria di Slavjansk faceva saltare in aria due autocarri KAMAZ nemici e un lanciarazzi “Grad” che si avvicinava alla postazione di tiro per bombardare la città. A Ilovajsk le milizie subivano 3 caduti e 2 feriti, ma l’attacco dei majdanisti veniva respinto con l’eliminazione di 7 combattenti ucraini. A Blagodatnoe, a nord di Amvrosevka, i majdanisti attaccavano con il supporto di 4 carri armati e 4 BTR. Durante la battaglia, la 4.ta compagnia del 3° Battaglione di Fanteria Semjonovskij dei federalisti distruggeva 1 BTR ucraino. Lisichansk veniva ripresa dalle forze federaliste. Il centro era saldamente nelle mani della Milizia sebbene sistematicamente bombardato dall’artiglieria golpista. La fanteria della giunta di Kiev era stata cacciata alla periferia della città. I combattenti dell’autodifesa poi distrussero una batteria d’artiglieria dell’esercito ucraino, “nella notte del 22-23 luglio 2014, le forze della milizia hanno attaccato le posizioni delle forze punitive ucraine da diverse direzioni. L’esercito nemico ha subito perdite significative in effettivi e blindati. Furono anche distrutte diverse batterie di artiglieria ucraine, a seguito del quale il bombardamento della città finiva“. A causa della battaglia notturna, le forze golpiste entrate a Lisichansk abbandonavano la città. Un Sukhoj Su-25 ucraino veniva abbattuto su Savr-Mogila, “2 jet Su-25 sono stati abbattuti dai MANPADS presso Dmitrovka“, dichiarava il primo ministro della Repubblica Popolare di Donetsk Aleksandr Borodaj. Altri 2 aerei Su-25 furono abbattuti nei pressi di Zorinsk e Krasnij Luch, nella Repubblica di Lugansk, “Le forze di autodifesa hanno abbattuto 2 jet da combattimento Su-25 Grach. E’ successo a Lugansk, dove gli aerei si schiantarono vicino alle città di Zorinsk e Krasnij Luch. Non abbiamo notizia dei piloti“, dichiarava il portavoce della Repubblica Popolare di Lugansk Volodimir Inogorodtsev. Un’unità da ricognizione del 2° Battaglione di Slavjansk attaccava un checkpoint majdanista presso Starobeshevo, eliminando una tecnica e 2 combattenti golpisti. Kozhevnja veniva liberata, dove 2 BTR ucraini venivano distrutti assieme a 4 mortai, mentre nei pressi di Dmitrovka la milizia abbatteva 1 jet d’attacco al suolo ucraino e 1 altro veniva abbattuto nei pressi di Snezhnoe. La 79.ma brigata ucraina, circondata a sud di Izvarino e Krasnodon, a Grigorovo, cessava di esistere. Parte del personale fuggiva, e una parte si univa alle 24.ma e 72.ma brigate, anch’esse accerchiate. Tutti gli equipaggiamenti della 79.ma brigata erano stati distrutti o danneggiati. È la prima unità dell’esercito ucraino ad essere completamente distrutta, a parte i battaglioni majdanisti distrutti in precedenza.
Il 24 luglio, i 2S9 Nona del gruppo d’artiglieria di Slavjansk, con l’assistenza delle unità da ricognizione del 2° Battaglione di Slavjansk, attaccavano le posizioni nemiche a nord di Kutejnikovo. 1 BTR, 1 BRDM e 1 cannone semovente majdanisti venivano distrutti. Il 4° Reggimento del 3° Battaglione di Fanteria Semjonovka catturava 1 BRDM a Blagodatnoe. A Lisichansk, un colonnello della naziguardia, Aleksandr Radevskij, veniva eliminato. Era noto per l’uso indiscriminato dell’artiglieria contro obiettivi civili e le torture inflitte a miliziani e famigliari a Slavjansk, Nikolaevka e Semjonovka. Presso Donetsk un distaccamento della milizia eliminava 1 BTR e 2 carri armati golpisti, e un altro carro armato veniva catturato. Gli equipaggi furono completamente eliminati nel combattimento. L’artiglieria della Milizia distruggeva un checkpoint dell’esercito ucraino presso Georgevka, eliminando 1 carro armato, 1 BTR e 30 combattenti ucraini. Gravi perdite furono inflitte anche a una colonna golpista presso Bakhmutovka, con la distruzione di 2 carri armati, 2 BTR e oltre 100 majdanisti. Ad Amvrosevka veniva distrutto 1 BRDM-2 majdanista, fatto saltare in aria con una mina radiocomandata. Le posizioni delle forze golpiste presso Ilinka venivano bombardate da MLRS “Grad” e dall’artiglieria della milizia, così come le posizioni delle forze ucraine presso l’aeroporto di Lugansk, Kamishnoe, Berezovo e Avdeevka. Ad ovest di Donetsk, i battaglioni mercenari Dnepr e Shakhtjorsk venivano circondati, mentre Jubilejnij veniva liberata. Presso Volnovakha, i guerriglieri distruggevano 2 autobus majdanisti ed eliminavano un capo di Pravij Sektor della città di Gordenki. La Guardia nazionale subiva gravissime perdite presso Karlovka, il battaglione neonazista Donbass aveva cessato di esistere e 4 carri armati erano stati distrutti assieme a 2 mortai delle forze ucrainiste. A Lugansk, presso l’aeroporto, un gruppo di carri armati majdanisti cercava di circondare i combattenti della milizia; ma qui, dopo un’accanita battaglia, 2 carri armati e 11 soldati ucraini furono catturati dalle milizie. Altri 41 militari ucraini abbandonavano le loro unità, presso Izvarino. Nei combattimenti a Debaltsevo, la milizia perdeva 2 carri armati, 1 BTR e 10 combattenti, le truppe della giunta persero 1 carro armato, diversi BTR e 15-20 effettivi.
J6mln1kgiMw Il 25 luglio, le forze di autodifesa controllavano il valico di frontiera di Marinovka, circondando completamente le unità ucraine chiuse nella sacca meridionale, da cui 300 majdanisti fuggivano in Russia. L’ambasciatore statunitense in Ucraina, Geoffrey R. Pyatt, era coinvolto direttamente nella pianificazione ed esecuzione delle operazioni sotto falsa bandiera in Ucraina da attribuire alla Novorossija. Grandi azioni partigiane contro i majdanisti a Slavjansk, Kramatorsk, Semjonovka, Kharkov e Marjupol. Diffuso il sabotaggio di mezzi ucraini a Kharkov, dove carri armati e BTR vengono ricondizionati. Un carro armato T-64 ucraino è esploso quando il cannone ha sparato il suo primo colpo, uccidendo comandante e cannoniere del carro armato. Presso Marinovka, i miliziani attaccarono la 72.ma brigata motorizzata e la 79.ma brigata aviotrasportata ucraine. I combattenti della milizia avanzavano ai fianchi delle postazioni nemiche da Marinovka e Dmitrovka. Avanzarono per primi i carri armati T-64 seguiti dalla fanteria protetta dai BMP, liberando il terminal doganale. Dopodiché l’esercito ucraino iniziava un massiccio bombardamento delle posizioni della milizia, uccidendo un civile. Dai villaggi di Marinovka, Dmitrovka, Kozhevnja e Chervonaja Zarja partiva l’assalto dei blindati miliziani che, con il supporto dell’artiglieria, attaccavano le 25.ma, 72.ma e 79.ma brigate ucraine. Il giorno successivo, la milizia concentrava il fuoco sulle posizioni majdaniste presso Kozhevnja. 1500 soldati nemici venivano circondati ed isolati dalla milizia federalista quando liberava Marinovka, “I distaccamenti dell’esercito della RPD, combattendo, hanno raggiunto il confine della repubblica con la Federazione russa e preso il controllo del posto di frontiera di Marinovka“. Il checkpoint Marinovka e il territorio adiacente della Federazione Russa furono bombardati dall’esercito ucraino. Così il corridoio ancora aperto della sacca in cui erano intrappolate le forze majdaniste, a sud del Donetsk, veniva chiuso impedendo il passaggio di qualunque rifornimento destinato alle truppe ucraine assediate.
Il 26 luglio, le truppe majdaniste, tra Pervomajsk e Komissarovka, perdevano
3 autocarri Ural, 1 automezzo GAZ-66, 7 BMP, 2 carri armati e un deposito di munizioni. Oltre 100 gli effettivi persi dagli ucraini.
Il 27 luglio, 20 civili venivano uccisi dai golpisti ucraini nelle città di Gorlovka e Debaltsevo, bombardando un asilo, un ospedale, il mercato e varie abitazioni. Altri 3 furono uccisi a Donetsk, in un altro bombardamento dei majdanisti. Scontri presso la 20.ma miniera, a Shakhtjorsk, dove veicoli corazzati ucraini venivano costretti a ritirarsi assieme alla fanteria. Scontri tra bande majdaniste a Shaste, tra l’unità Alpha e i mercenari del battaglione Ajdar. Nei pressi di Depreradovka, unità della milizia della RPL eliminarono 1 carro armato, 2 BTR e 15 militari ucraini.
Il 28 luglio, le milizie distruggevano almeno 10 carri armati tra Shakhtjorsk e Torez. In tutto, quel giorno i majdanisti persero 36 blindati sui 200 impiegati per assaltare le posizioni dell’esercito di Novorossija. Centinaia le perdite nell’esercito ucraino, con diversi ufficiali fatti prigionieri. A 20 km da Lugansk veniva respinto il battaglione corazzato ucraino ‘Chernigov’, che subiva 2 carri armati distrutti e 11 soldati catturati assieme a 1 cannone ed 1 autocarro Kamaz. A Lugansk, i mjadanisti bombardavano una casa di cura uccidendo cinque anziani ricoverativi.
Nel complesso, le forze della Repubblica Popolare di Donetsk, ovvero le unità Bezler e Mozgovoj, i battaglioni Oplot e Kalmjus, l’armata russo-ortodossa, la brigata Vostok e le forze del fronte Savr-Mogila e Marinovka, sono subordinate a Strelkov, mentre i miliziani di Debaltsevo e quelli dell’ataman Kozitzin sono autonomi. Bolotov dirige la gran parte delle unità della Milizia della Repubblica Popolare di Lugansk.
Il comandante della NATO generale Philip Breedlove chiede l’invio in una base in Polonia di armi, munizioni e forniture sufficienti per il rapido dispiegamento di migliaia di soldati. Il generale ha detto in una conferenza a Napoli che la NATO deve “pre-posizionare rifornimenti e materiale nella zona, in una base pronta ad accettare un rapido dispiegamento di forze”. Una base presso Szczecin, al confine polacco-tedesco, sarebbe quella prescelta. “Sarà un quartier generale pienamente funzionante per le forze che potrebbero giungere rapidamente, quando necessario“. Intanto, mentre a Kiev arrivavano nella segretezza più assoluta 180 consiglieri militari statunitensi, l’Ucraina ampliava il numero di basi militari attive, nella terza fase della mobilitazione parziale dei coscritti ucraini. Il colonnello Mikhailo Sherbina, che dirige l’arruolamento dei riservisti, aveva detto che altre 15 basi militari e 44 unità di combattimento saranno allertate nella terza mobilitazione. “L’obiettivo della terza fase di mobilitazione è aumentare il numero di unità dell’esercito, rafforzare la sicurezza nazionale delle frontiere e creare le condizioni di una rotazione“. Le prime due mobilitazioni hanno interessato 53 basi militari e 18 dipartimenti governativi. Nel frattempo, il ministro degli Interni golpista Arsen Avakov, dichiarava che 20000 poliziotti avevano disertato nell’est dell’Ucraina e che devono essere sostituiti.

10320336Fonti:
Cassad
Cassad
ITAR-TASS
ITAR-TASS
ITAR-TASS
RIAN
RussiaToday
StopNATO
Vineyard Saker
Vineyard Saker
Vineyard Saker
Vineyard Saker
Vineyard Saker

0_110f98_44798ec9_XL

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 363 follower