Gli Stati Uniti vogliono fare dell’Ucraina una seconda Chernobyl

Leonid Savin Strategic Culture Foundation 26/04/2014usubcIl 26 aprile 2014 segna il 28° anniversario della catastrofica esplosione del quarto reattore della centrale di Chernobyl, quando un’allarmante notizia giunge ad evocare preoccupazione per il futuro dell’industria nucleare ucraina. L’uso di combustibile prodotto dagli USA per i reattori sovietici non è compatibile con la loro progettazione e viola i requisiti della sicurezza. Potrebbe comportare disastri paragonabili a quello di Chernobyl. L’Unione internazionale dei veterani dell’energia e dell’industria nucleari (IUVNEI) ha rilasciato la seguente dichiarazione, il 25 aprile, “Il combustibile nucleare prodotto dalla società statunitense Westinghouse non soddisfa i requisiti tecnici dei reattori sovietici e l’utilizzo potrebbe causare un incidente simile al disastro di Chernobyl del 26 aprile 1986″. [1] IUVNEI riunisce più di 15000 veterani dell’industria nucleare di Armenia, Bulgaria, Ungheria, Finlandia, Repubblica Ceca, Russia, Slovacchia e Ucraina. È stata fondata nel 2010 a Mosca. L’impresa statale ucraina Energoatom e la società Westinghouse avevano precedentemente deciso di prorogare fino al 2020 il contratto per la fornitura di combustibile nucleare statunitense per le centrali nucleari ucraine. Due anni fa ci fu un quasi incidente in Ucraina, quando un TVS-W con armature distanziate danneggiate rischiò la sostanziale diffusione incontrollata di radiazioni pericolose. Solo per miracolo non ci fu un disastro nella centrale nucleare dell’Ucraina meridionale. Ma ciò non ha impedito la firma dell’accordo. Una centrale nucleare ceca di fronte alla depressurizzazione degli elementi del combustibile prodotto da Westinghouse, diversi anni fa, spinse il governo ceco ad abbandonare l’azienda quale fornitrice di carburante. Secondo Jurij Nedashkovskij, il presidente dell’ente nucleare statale del Paese, Energoatom, il 23 aprile 2014 il governo ad interim dell’Ucraina ha ordinato di destinare 45,2 ettari di terreno per la costruzione di un sito di stoccaggio dei rifiuti nucleari nell’area spopolata intorno l’impianto di Cernobyl, tra i villaggi Staraja Krasnitsa, Burjakovka, Chistogalovka e Stechanka, nella regione di Kiev (il programma per lo stoccaggio del combustibile esaurito della centrale con i reattori VVER dell’Ucraina). Il carburante proveniva dalle centrali nucleari di Khmelnitskij, Rovno e Ucraina meridionale. Attualmente il combustibile utilizzato è in gran parte trasportato nel nuovo impianto di stoccaggio a secco presso l’impianto minerario e chimico di Zheleznogorsk nella regione di Krasnojarsk, e nell’impianto di ritrattamento e stoccaggio di Majak, nella regione di Cheljabinsk, entrambe le strutture sono situate nella Federazione Russa.
Nel 2003 l’Ucraina iniziò a cercare alternative ai depositi russi. Nel dicembre 2005, Energoatom firmò un accordo da 127,75 milioni di dollari con la Holtec Internazional statunitense per avviare il programma di stoccaggio del combustibile esaurito per le centrali con i reattori VVER dell’Ucraina.  Il lavoro di Holtec riguardava progettazione, licenza, costruzione, avvio della struttura, trasporto e fornitura di sistemi di ventilazione verticali per lo stoccaggio a secco del combustibile nucleare usato dai VVER. Alla fine del 2011 la Holtec International dovette chiudere il suo ufficio a Kiev [2] essendo travolta da dure critiche in tutto il mondo. E’ opinione diffusa che la società abbia perso la licenza in alcuni Paesi per via della scarsa qualità dei suoi contenitori, con conseguente fughe di radiazioni. [3] La Westinghouse e la Holtec sono membri dell’US-Ukraine Business Council (USUBC). Morgan Williams, presidente/CEO dell’USUBC lavora in Ucraina dal 1990. “Oggi è uno dei giorni più importanti dall’indipendenza dell’Ucraina, mentre gli sforzi di queste due aziende dalla fama internazionale compiranno un lungo cammino per assicurare all’Ucraina una maggiore indipendenza energetica“, ha detto alla cerimonia dedicata alla firma dei contratti con l’Ucraina di Westinghouse Electric Company e Holtec Internazionale. Il presidente della USUBC ha aggiunto: “Questo è reso ancora più importante dal fatto che per l’Ucraina, l’energia e l’indipendenza politica sono strettamente interdipendenti. Mi unisco a tutti i membri dell’USUBC nell’acclamare il successo di queste due grandi aziende associate, mentre lavorano per assistere l’Ucraina nel suo cammino verso l’integrazione euro-atlantica, una forte democrazia e un mercato privato nazionale“. [4]
Morgan Williams è un noto lobbista che rappresenta gli interessi di Shell, Chevron ed ExxonMobil in Ucraina. Ha legami diretti con Freedom House, coinvolta nell’attuazione delle “rivoluzioni colorate” in Eurasia, Nord Africa e America Latina.
Un altro fatto interessante da menzionare. Qualche tempo fa fu riferito che secondo accordi occulti tra governo ad interim dell’Ucraina e i partner europei, i rifiuti nucleari provenienti dagli Stati dell’UE saranno depositati in Ucraina. Essendo una violazione della legge, l’affare è tenuto segreto. Alcuni alti funzionari di Kiev furono ben remunerati. Aleksandr Musichko (Sashko Bili), un capo nazionalista di Rovno, cercò di ricattare i governanti di Kiev minacciando di rendere pubblica la cospirazione. Perciò venne ucciso su ordine del ministro degli Interni Arsen Avakov.

500_new_members_1[1]RIAN
[2] Business
[3] NuclearNo
[4] USUBC

La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il deterrente definitivo: come funziona il sistema russo ‘Perimetro’

Anton Valagin, Rossijskaja Gazeta 3 aprile 2014 – RBTH

Il Sistema di Difesa finale russo invierà un attacco nucleare di ritorsione, anche se le linee comando e comunicazione delle forze strategiche missilistiche sono totalmente distrutte. Il sistema si chiama ‘Perimetro’ e negli Stati Uniti è stato soprannominato ‘mano morta’.

199680215Il comando e controllo principale dei missili strategici si chiama Kazbek. E’ famoso per la valigetta nucleare, nome in codice Cheget. Perimetro è un sistema di comando alternativo delle forze nucleari della Russia. E’ stato progettato per controllare automaticamente un attacco nucleare massiccio. Lo sviluppo del sistema di ritorsione assicurato iniziò durante la Guerra Fredda, quando divenne chiaro che i sistemi di guerra elettronica, costantemente migliorati, avrebbero presto potuto bloccare i canali regolari di controllo delle forze nucleari strategiche. È stato necessario un sistema di comunicazione di backup che garantisse ai comandi il controllo dei lanciatori. Fu allora che l’idea venne concepita utilizzando un missile dotato di un potente trasmettitore radio come collegamento per le comunicazioni. Mentre sorvola l’Unione Sovietica, il missile invierebbe il comando di lancio non solo ai centri di comando della forza missilistica strategica, ma anche direttamente ai lanciatori. Il 30 agosto 1974 il decreto segreto N°695-227 dell’URSS ordinò al Juzhnoe Design Bureau di Dnepropetrovsk, produttore di missili balistici intercontinentali, di creare questo sistema. L’UR-100UTTKh (designazione NATO Spanker) fu utilizzato come base del sistema. I test di volo iniziarono nel 1979, e il primo lancio riuscito con il trasmettitore avvenne il 26 dicembre. I test confermarono che tutti i componenti del sistema Perimetro potevano interagire con successo, e che la testata del comando missilistico avrebbe indicato la traiettoria desiderata. Nel novembre 1984 il missile comando fu lanciato da Polotsk e diede un comando all’impianto del silo di lancio di un ICBM RS-20 (SS-18 Satan) di Bajkonur. Il Satan fu lanciato, e dopo che ogni stadio venne testato, fu confermato quando la testata cadde sul quadrante giusto del poligono di Kura nella penisola di Kamchatka. Nel gennaio 1985, Perimetro entrò in servizio. Da allora il sistema è stato aggiornato più volte, ora i moderni ICBM sono utilizzati come missili comando.

Quattro ‘se’
Il sistema si compone di missili balistici comando che invece di volare verso il nemico, volano sulla Russia, e invece di testate termonucleari, trasportano trasmettitori che inviano il comando di lancio di tutti i missili da combattimento disponibili su silos, aerei, sottomarini e unità terrestri mobili. Il sistema è completamente automatizzato, il fattore umano è escluso o minimizzato. La decisione di lanciare i missili comando è presa da un sistema di controllo e comando autonomo, un sistema d’intelligenza artificiale complessa che riceve e analizza un’ampia varietà di informazioni su attività sismica, radiazioni, pressione atmosferica e intensità delle vibrazioni delle radiofrequenze militari. Controlla la telemetria dai posti di osservazione della forza missilistica strategica e i dati provenienti dai sistemi di allerta precoce (EWS). Se rileva, per esempio, più fonti puntuali di potenti ionizzanti e radiazioni elettromagnetiche, li confronta con i dati sui disturbi sismici nelle stesse posizioni, e prende la decisione se ci sia o meno un attacco nucleare massiccio. In quest’ultimo caso, Perimetro avvierebbe l’attacco di rappresaglia bypassando anche Kazbek.
Un altro scenario è il caso in cui la leadership del Paese riceva informazioni dal sistema di allerta precoce secondo cui altri Paesi hanno lanciato missili, attiverebbe Perimetro. Se il comando di arresto non arriva entro un certo periodo di tempo, il sistema lancerebbe i missili. Ciò elimina il fattore umano e garantisce che vi sia l’attacco di rappresaglia, anche se le squadre di comando e lancio sono state completamente distrutte.
In tempo di pace, Perimetro è dormiente, ma continua comunque ad analizzare le informazioni in entrata. Quando è in allerta o quando riceve un segnale di avvertimento da EWS, forze strategiche, o altri sistemi, una rete di sensori di monitoraggio viene attivata per rilevare i segni delle esplosioni nucleari. I leader russi hanno ripetutamente assicurato i governi stranieri che non vi è alcun rischio di un lancio accidentale o non autorizzato. Prima di lanciare, Perimetro controlla quattro condizioni. In primo luogo, se c’è un attacco nucleare. Poi controlla le comunicazioni con lo Stato Maggiore.  Se ci sono ancora, il sistema si spegne. Se lo Stato Maggiore non risponde, Perimetro invia una richiesta a Kazbek. Se non c’è risposta neanche da lì, l’intelligenza artificiale dà ad ogni persona nel bunker di comando il diritto di decidere. E solo allora s’attiva.

e529737d69e7dfe926437421716Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Il generale Breedlove ai Paesi dell’Europa orientale: si salvi chi può

Reseau International 27 marzo 2014

119-01Il generale statunitense Philip Breedlove è stato autorizzato a parlare per la prima volta dall’inizio della crisi ucraina. E ha sorpreso tutti coloro che si sono interessati a ciò che ha detto. Breedlove è il comandante supremo della NATO in Europa (SACEUR), ha confermato la disconnessione completa delle truppe ucraine dei loro centri di comando e controllo, attuata con successo dai russi con una nuova generazione di sistemi d’interferenza ed attacco informatico. Un’operazione che neutralizza definitivamente qualsiasi esercito, trasformandolo automaticamente in una sorta di sacco da boxe, e mettendolo in condizione di non poter combattere. Finora, solo l’esercito statunitense poté compiere, a questo livello, una tale operazione. A proposito di questa realtà ormai indiscussa da autorità e generali statunitensi, ne avevo accennato in un precedente articolo. Descrissi in dettaglio l’approccio “soft” dell’esercito russo consistente nell’utilizzo massiccio di sistemi C4I, in particolare di sistemi di memoria, microprocessori e apparecchiature per le comunicazioni via satellite. Tutti questi sistemi C4I sono coordinati da server dedicati dalla potenza d’elaborazione di ultima generazione; il tutto protetto da crittografia digitale su tutto lo spettro delle frequenze. Il risultato di questa operazione è che tutti gli schermi dei canali di ricerca e rilevamento di tutte le forze armate ucraine hanno cominciato a giocare, da soli, ad “Age of Empire” indicando un’invasione su larga scala inesistente e creando vulnerabilità letali nell’esercito ucraino.
In seguito, l’operazione russa si sarebbe potuta trasformare in una manovra per l’occupazione dell’Ucraina. Putin decise di non sfruttare il vantaggio fornitogli dal C4I per l’occupazione dell’Ucraina. Limitandosi all’annessione della Crimea alla Russia, invia un chiaro messaggio della NATO. Sappiate che le truppe USA attualmente di stanza in Europa e dei loro alleati occidentali non possono affrontarci. Gli Stati Uniti si trovano in una situazione in cui devono prendere una decisione sgradevole: o inviare ulteriori truppe di rinforzo dal Pacifico occidentale all’Europa, lasciando l’iniziativa alla Cina nel teatro d’operazione occidentale del Pacifico, o limitare la portata delle truppe statunitensi di stanza in Europa. Nel secondo caso, l’ombrello NATO coprirà solo una piccola parte degli Stati europei.
Il fatto che un formidabile professionista come Breedlove non dica nulla nel suo discorso, neanche di sfuggita, sull’intenzione di dispiegare truppe statunitensi in Europa per contrastare i russi è di una gravità assoluta. Si tratta del riconoscimento che la Russia ha ora una forza militare molto ben preparata e pronta in qualsiasi momento ad operazioni ben più importanti di quella per la Crimea, ovunque in Europa. Da ciò la conclusione del generale che suggerisce qualcosa di simile a si salvi chi può. Questo significa che il ridispiegamento e la ristrutturazione dell’attuale sistema della NATO si riduce rigorosamente alla “vecchia Europa”, lasciando mano libera a Putin in quasi tutti i Paesi ex-comunisti dell’Europa dell’Est, tranne Polonia e Paesi baltici. Breedlove ha dimostrato oltre ogni dubbio che la NATO non ha alcuna soluzione o compiuto un’analisi approfondita della situazione per attribuirne la responsabilità.
1. La responsabilità riguarda l’economia russa, che ha potuto fornire ingenti fondi per lo sviluppo dell’industria della Difesa?
2. O la Russia è interessata a stimolare l’intelligenza creativa nella sua intellighenzia tecnica, a differenza dell’Europa orientale, dove veri valori sono gravemente carenti?
3. Se non sono gli Stati Uniti, sono le condizioni imposte ai nuovi Paesi membri della NATO dell’Europa orientale a costringerli a rinunciare alla missione della Difesa nazionale, annullando le tecniche di combattimento dall’elevata complessità che possedevano?
4. Se non sono gli Stati Uniti, potrebbe esserlo l’obbligo dei nuovi Stati membri della NATO dell’Europa orientale a ristrutturare le loro forze armate, per servire esclusivamente da truppe d’occupazione nelle avventure statunitensi in Jugoslavia, Iraq e Afghanistan?

world-breedloveValentin Vasilescu, pilota ed ex-vicecomandante delle forze militari di Otopeni, laureato in Scienze Militari presso l’Accademia di Studi Militari di Bucarest nel 1992.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Ucraina, il delirante calcolo energetico sul gas di scisto

William Engdahl New Oriental Outlook 19/03/2014cia-mapgimpUna delle storie sentite in questi giorni è la lotta in Ucraina per i suoi enormi giacimenti di gas e petrolio di scisto. I principali funzionari del governo ucraino, anche sotto la sfortunata presidenza Janukovich, si sono convinti che una pentola d’oro si trovi nelle loro rocce di scisto. Hanno collaborato con i giganti del petrolio statunitensi ed inglesi per sfruttare le enormi riserve di gas di scisto non convenzionale e petrolio di scisto nelle formazioni rocciose nell’oriente del Paese. La compagnia anglo-olandese Shell insieme con la Chevron USA avevano già firmato contratti per sviluppare le potenzialità dello scisto dell’Ucraina. C’è un problema che gli ingenui ucraini non hanno ancora scoperto: la “rivoluzione dello shale” degli Stati Uniti è una montatura di Wall Street.  Una ragione per cui alcuni in Ucraina siano così pronti a gettare ogni prudenza e rompere con la Russia è il fatto che nel gennaio 2013, il gigante energetico Shell aveva firmato un contratto con il governo ucraino per sfruttare il gas di scisto ucraino. Attualmente l’Ucraina deve importare circa il 65% del gas naturale che consuma dalla Russia. Secondo il ministro dell’Energia ucraino Edvard Stavitskij, al momento della firma del contratto, l’anno scorso, la Shell disse agli ucraini che “10 miliardi di dollari sarebbero stati investiti se la geologia soddisfa le aspettative“. I diritti della Shell riguardano il campo di Juzivska, nella parte orientale del Paese, proprio dove esiste il più forte sentimento pro-Russia. Poco dopo la Shell, il colosso energetico statunitense Chevron, l’ex-società di Condi Rice, entrava nella mischia nel novembre 2013, proprio quando le proteste antigovernative di piazza Maidan cominciavano. Il governo Janukovich ha firmato un accordo di produzione con la Chevron Corp. per l’estrazione del gas di scisto, ed era in trattative anche con il gruppo Exxon Mobil per la stessa operazione. Le aziende hanno suggerito che l’Ucraina potrebbe produrre abbastanza gas di scisto dai propri giacimenti da coprire oltre il 50% del gas naturale consumato  nazionalmente dall’Ucraina. Una stima del dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, difficilmente una fonte imparziale in questi giorni, ha suggerito che l’Ucraina potrebbe avere più di 40 miliardi di metri cubi di gas di scisto recuperabile, abbastanza per soddisfare decenni di domanda. Il problema è che nessuno lo sa. Anche lasciando da parte gli enormi problemi dell’inquinamento delle falde acquifere con la tecnologia del “fracking“, ovvero la possibilità che la perforazione del scisto provochi terremoti, il sogno del gas di scisto dell’Ucraina è pronto a diventare un incubo.

Le aziende si sbarazzano del gas di scisto negli USA
C’è solo una cosa sbagliata nella prospettiva ucraina della rivoluzione energetica basata sul gas di scisto. Si tratta di menzogne e falsità delle major petrolifere e dei governi di Regno Unito e Stati Uniti. La rivoluzione del gas di scisto negli Stati Uniti è finita a soli pochi anni dall’inizio. La Shell ha appena annunciato una forte riduzione della sua esposizione nello sfruttamento del gas di scisto negli Stati Uniti. La Shell vende i suoi contratti di locazione di circa 700.000 ettari di terre nelle principali aree del gas di scisto di Texas, Pennsylvania, Colorado e Kansas, e dice che dovrà  sbarazzarsene di altre per tamponare le perdite. Il CEO di Shell, Ben van Beurden ha dichiarato: “La gestione finanziaria non è francamente accettabile… alcune delle nostre puntate esplorative non hanno semplicemente funzionato“. Era un eufemismo. Il problema con il gas di scisto non convenzionale è che non si comporta affatto come i normali giacimenti di gas. S’impoverisce rapidissimamente, dopo un picco di uscita iniziale, invece che lentamente nel corso degli anni. Il trucco è uscirsene prima che la bolla scoppi. Ma giganti come Shell e BP vi sono cascati e ora cercano evidentemente di attirare gli ignari ucraini nella trappola del scisto. Possiamo solo sospettare che il lungo braccio del dipartimento di Stato, Victoria Nuland, stimoli l’inferno. Chevron e le altre major petrolifere hanno notevolmente alimentato le illusioni ucraine sull’indipendenza energetica dalla Russia attraverso lo sfruttamento del gas di scisto.
In una recente analisi dei risultati effettivi di diversi anni di estrazione di gas di scisto negli Stati Uniti, così come dell’assai costoso petrolio delle Athabasca Tar Sands canadesi, l’analista  petrolifero David Hughes ha osservato che “la produzione di gas di scisto è cresciuta in modo esplosivo arrivando quasi al 40 per cento della produzione di gas naturale degli Stati Uniti. Tuttavia, la produzione è stazionaria dal dicembre 2011; l’ottanta per cento della produzione di gas di scisto proviene da cinque giochi, molti dei quali in declino. I tassi molto elevati del declino dei pozzi di gas di scisto richiedono input continui di capitale, stimati in 42 miliardi dollari all’anno per perforare oltre 7000 pozzi, al fine di mantenere la produzione. In confronto, il valore del gas di scisto prodotto nel 2012 è stato di appena 32,5 miliardi di dollari“. Poiché il gas si esaurisce così rapidamente, una società è costretta ad investire nella perforazione di sempre più pozzi solo per stabilizzare la produzione di gas, come la tigre che si morde la coda intorno all’albero. In breve, il gas di scisto è un miraggio evanescente.

Altre opzioni per l’Ucraina?
Un’altra opzione del gas non russo sbandierata da ignoranti riguardo giacimenti di gas ed energia, è l’idea d’importare gas naturale liquefatto (GNL) dal saturo mercato del gas statunitense. L’ex-viceprimo ministro ucraino Jurij Bojko sembra avere tale illusione. In una recente intervista con un giornalista degli Stati Uniti, Bojko ha dichiarato, “Abbiamo bisogno di sostegno negli sforzi per navi metaniere per l’Ucraina. Già dei tentativi erano già in corso per stabilire un terminale off-shore galleggiante di fabbricazione statunitense che dovrebbe ricevere i carichi. Il GNL che arriva via mare in Ucraina su navi battenti bandiera statunitense, sarebbe un modo potente e importante di sostenere l’Ucraina… gli USA potrebbero esportare gas in Europa per compensare l’influenza russa“. Il problema è che il rigido inverno statunitense ha consumato gran parte del surplus di gas degli Stati Uniti. Il secondo problema è che aziende come Shell, BP e altre major chiudono la loro inutile produzione di gas di scisto negli Stati Uniti. Un terzo problema è che la legge degli Stati Uniti risalente alle crisi energetiche degli anni ’70, impone che gli Stati Uniti producano petrolio e gas da consumare negli Stati Uniti, per ridurre la dipendenza dalle importazioni. Naturalmente, il Congresso potrebbe abrogare tale legge, anche se non ci sono indicazioni in tal senso. Il problema resta il fatto che il boom del gas di scisto statunitense sta per finire. Se l’Ucraina si rende dipendente dal gas di scisto degli USA e taglia la sua ancora di salvezza del gas russo, sarebbe peggio che darsi  la zappa sui piedi. La politica energetica dell’Ucraina su un unico livello, è al centro della mossa geopolitica ucraina di Washington. Il problema per l’Ucraina è che Washington attira l’Ucraina con false speranze sui giacimenti di gas di scisto nazionali o con importazioni statunitensi per sostituire il 65% di gas naturale vitale importato dalla Russia.

F. William Engdahl è consulente sui rischi strategici e docente, laureato in politica alla Princeton University è autore di best-seller su petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online “New Oriental Outlook.”

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il mistero del Boeing 777 delle Malaysia Airlines non è forse un mistero?

Malaysia Airlines: a bordo 20 ingegneri legati alla difesa degli Stati Uniti
Ariane Walter Reseau International

2010-11-15-electronic-warfareQuindi c’era una ventina di dipendenti del gruppo Freescale a bordo del Boeing 777 delle Malaysia Airlines. Erano in viaggio per una riunione di lavoro a Pechino. L’Amministratore Delegato del Gruppo, Greg Loewe, l’ha annunciato in un comunicato stampa affermando che dodici di loro erano di nazionalità malese, otto cittadini cinesi. La Freescale Semiconductor è un’azienda di Austin. Ha un team di specialisti dedicato alla Difesa. Prodotti commerciali Freescale coprono diverse aree:
•  Comunicazioni sul campo di battaglia
•  Avionica
•  Bande radar HF, L e S
•  Missili
•  Guerra elettronica
•  Identificazione amico o nemico (IFF)
OK…
Nessuno ne parla nei media mainstream. E’ lì la ragione di ciò? Sembra chiaro che non si tratta di lavavetri in viaggio, ma ingegneri esperti. Allora?
Le Cronache di Rorschach approfondiscono l’argomento:
“Sul mistero del volo MH370 due informazioni importanti non sono state diffuse.
1.  Con le armi elettroniche di oggi, un aereo può sembrare scomparso.
2. Venti passeggeri della Freesacle sono legati ad aziende della difesa degli Stati Uniti nel campo degli armamenti elettronici ad alta tecnologia.
Le funzioni della guerra elettronica consentono di occultare aeromobili. Queste armi elettroniche non sono solo disponibili, ma anche in corso di schieramento. Ne hanno usata una per nascondere o mascherare l’aereo scomparso? Ma vediamo quali sono queste nuove tecnologie: “Nuove armi elettroniche permettono interferenze, accecamento, silenzio e oltre, in modo che un aereo possa scomparire dai radar senza che i sistemi di sicurezza siano attivati”. Al livello di radar le strategie delle contromisure elettroniche di base utilizzate nella guerra elettronica sono:
1. Interferenza radar
2. Modifiche del bersaglio
3. Modifica delle proprietà elettriche dell’aria
Ad esempio, una relazione di valutazione dell’intelligence degli Stati Uniti ha concluso che un attacco israeliano contro l’Iran sarebbe andato ben oltre i bombardamenti con aerei da combattimento e probabilmente avrebbe visto il dispiegamento di armi elettroniche contro rete elettrica, internet, reti mobili e frequenze utilizzate dal pronto soccorso dell’Iran. Un altro esempio, Israele ha sviluppato un’arma in grado di mimare un segnale di manutenzione che ordina alla rete mobile “di spegnersi” e fermare le trasmissioni in modo efficiente. Nel 2007, l’esercito siriano ha avuto un assaggio di questa guerra quando i radar della difesa aerea del Paese furono ingannati dalle forze israeliane. In un primo momento, fecero in modo che nessun aereo apparisse in cielo e poi un attimo dopo fecero in modo che il radar mostrasse centinaia di aerei. L’anno scorso fu annunciato che la nuova tecnologia degli aerei stealth non solo li rende invisibili ai radar, ma anche all’occhio umano come un mantello dell’invisibilità.
Hanno compiuto un dirottamento per uccidere o catturare quei cervelli? Questa mattina un nuovo elemento rivelato dal Nouvel Obs propone questa tesi:
Due fonti vicine alle indagini hanno detto a Reuters che i dati radar indicano che il volo MH370, scomparso senza lasciare traccia era diretto verso le Isole Andamane. Un aereo non identificato che poteva essere il Boeing 777 in questione era su una rotta definita “waypoint“, il che significa che qualcuno con esperienza di volo era al comando quando fu avvistato l’ultima dai radar militari al largo della costa nord-occidentale della Malesia, dicono le stesse fonti.
Tutto questo non è noto da tempo ai governi? Perché perdere tempo alla ricerca di rottami che non esistono? Ci sono trattative segrete? Si sacrificano 219 passeggeri per eliminare 20 studiosi? O hanno catturato 20 cervelli per utilizzarne le conoscenze? Che cosa è successo agli altri passeggeri?
É il singolo episodio di una grande guerra tecnologica? Chi manovra? È questo un modo, dopo l’attentato alla stazione ferroviaria di Kunming che ha fatto 30 morti e 133 feriti, per dire alla Cina di tenersi lontano dal conflitto USA-Russia? Implicito: “Possiamo avvelenarvi la vita facilmente...”
Chiediamoci perché hanno chiesto agli internauti di cercare rottami in mare. Ma se non in mare… ma nella grande marea d’internet molti indizi sollevano anche interrogativi.

Freescale_Semiconductor-465557Electronique
Les Chroniques de Rorschach
Mediapart

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia studia il nuovo caccia MiG-41

mig_41s_by_abiator-d33ho27L’industria aerospaziale russa lavora sul MiG-41, un nuovo caccia supersonico basato sul MiG-31 Foxhound. La velocità del nuovo caccia-intercettore dovrebbe superare Mach 4, secondo il pilota collaudatore Anatolij Kvochur. “Questo aggiornamento doveva aver luogo 20 anni fa. Tuttavia, ciò non è accaduto e così ora le richieste sono aumentate, compresa la velocità dell’intercettore accresciuta a Mach 4,3“, aveva detto Kvochur a RIA Novosti, il 28 febbraio. Ciò renderebbe l’aereo più veloce dell’ex-ricognitore strategico supersonico dell’USAF Lockheed SR-71, che raggiungeva una velocità di Mach 3,2. Il nuovo MiG-41 sarà sviluppato sulla base del caccia-intercettore MiG-31, aveva detto ai giornalisti, presso il Centro Culturale delle Forze armate russe, il vicepresidente del Comitato della Difesa della Duma di Stato Aleksandr Tarnaev, secondo ITAR-TASS. “La decisione è stata presa dal Capo di Stato Maggiore Generale che ha già firmato il documento per la realizzazione dei lavori di ricerca del programma MiG-41″. Secondo il deputato il MiG-41 “incarnerà tutti i vantaggi dell’aviogetto“.
Tuttavia, mentre sviluppano il sostituto da Mach 4 del Foxhound, i russi continueranno il programma di modernizzazione dei Foxhound, revisionando oltre un centinaio di MiG-31, rimettendoli in servizio presso le forze aeree russe. Tarnaev aveva detto alla riunione di esperti della Difesa aerospaziale che il Capo di Stato Maggiore ha firmato anche un ordine per la profonda modernizzazione dei caccia-intercettori MiG-31. “Il governo ha deciso di aggiornare e rendere operativi i caccia-intercettori MiG-31. Un centinaio di aviogetti sarà assegnato alle forze aeree russe dopo essere stato revisionato“.
Il MiG-31 Foxhound è un caccia-intercettore biposto supersonico a lungo raggio, basato sulla cellula del MiG-25 Foxbat. Vola a Mach 2,8 ed ha un raggio di combattimento di 720 km. Un gruppo di quattro Foxhound può controllare una zona di 1200 km di ampiezza. Inizialmente destinato ad intercettare missili da crociera e satelliti a bassa quota, il MiG-31 venne sviluppato nella prima metà degli anni ’70 dall’OKB-155 (attualmente RAC MiG). Il MiG-31 è destinato all’intercettazione e distruzione di bersagli aerei a basse, medie e alte quote in qualsiasi condizione di luce e atmosferica. L’aviogetto ha efficaci contromisure radar elettroniche attive e passive e infrarossi, ed è armato con un cannone a sei canne da 23 millimetri con 260 colpi, ed infine è dotato di sei punti d’attacco per missili aria-aria di vario tipo. La versione aggiornata MiG-31BM può rilevare bersagli fino a 320 km di distanza e colpirli a 280 km. Il numero totale di MiG-31 delle diverse versioni nelle Forze Aeree della Russia è di circa 190 unità. La produzione degli intercettori venne interrotta nel 1994, ma solo recentemente è iniziato l’aggiornamento di questi velivoli nella versione MiG-31BM.

v_dmitrenko_savasleyka_08Fonti:
ITAR-TASS
RuAviation
The Aviationist

Alessandro Lattanzio, 14/3/2014

Russia e Cina svilupperanno un bombardiere di nuova generazione

RUVR 10 marzo 2014
1982295Il contratto per la progettazione di un bombardiere supersonico strategico di nuova generazione (PAK-DA) tra il governo russo e la Tupolev è stato firmato nel 2013. Il bombardiere rientra nel programma di armamento dello Stato per gli anni 2016-2025, ha detto il direttore del dipartimento dell’aviazione presso il Ministero dell’Industria e del Commercio della Russia, Andrej Boginskij. La Russia dovrebbe cominciare ad acquisire questi aeromobili nei prossimi 10-11 anni, in coincidenza con il completamento di alcuni programmi statunitensi, tra cui il bombardiere pesante B-1B Lancer e il furtivo bombardiere strategico B-2 Spirit. Il nuovo velivolo russo dovrebbe somigliare al B-2 statunitense. Ma questa somiglianza sarà su un livello diverso: il B-2 ha una velocità subsonica e una grande furtività radar.
Durante la progettazione, la discussione si concentrerà sulle lezioni dai progetti statunitensi, e ciò  aiuterà a ridurre i rischi associati a tale progetto, avviatosi in ritardo. Tuttavia, questi rischi sono piuttosto elevati: il bombardiere strategico è un sistema estremamente complesso e costoso. Stati Uniti ed Unione Sovietica, su questi progetti, raccolsero scandali e fallimenti. La questione della razionalità della produzione in serie di questo velivolo apparve in diversi programmi dalla  progettazione complessa e tecnicamente rischiosa. L’obiettivo principale del moderno bombardiere strategico è essere una piattaforma per il lancio di missili da crociera a medio raggio. Questi missili vengono utilizzati senza entrare nella zona della difesa aerea del nemico. I nuovi missili da crociera russi Kh-101 hanno un raggio d’azione di 5500 km. Per i lanciatori di questi missili, la loro gittata è importante quanto l’efficace resistenza al tiro, avanzate attrezzature per la navigazione e un carico utile notevole.
Alcuni aeromobili progettati in Russia hanno già queste caratteristiche tecniche, soprattutto nel caso dell’aeromobile Tu-95MS, costruito negli anni 80 e che può ancora essere utilizzato per decenni senza essere modernizzato. La Russia, probabilmente in considerazione della costruzione del bombardiere a grande raggio d’azione, potrà intervenire nei conflitti locali in diversi scenari. Un tale velivolo potrebbe in particolare prendere di mira siti protetti con potenti bombe guidate o obiettivi in movimento, come le navi. Un lavoro analogo di progettazione di bombardiere a lungo raggio stealth di nuova generazione, viene condotto in Cina. Se la Russia può utilizzare ancora i suoi aerei Tu-95 e Tu-160, la Cina non ha questa possibilità. Il suo ultimo bombardiere H-6K non può attaccare gli Stati Uniti e non può essere rifornito in volo. In passato, Russia e Cina discussero la possibilità di cedere alla RPC bombardieri Tu-22M3, ma i due Paesi non concordarono i dettagli del contratto. Russia e Cina lavorano su progetti simili e molto costosi, cooperazione e coordinamento degli sforzi di entrambe le parti potrebbero contribuire ad eliminare alcune lacune. La stretta collaborazione nella creazione di un così importante sistema d’arma come un bombardiere strategico, potrebbe contribuire a rafforzare la fiducia reciproca, risparmiando notevoli risorse.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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