IlManifesto e il fascinoso nazismo ucraino

Alessandro Lattanzio, 20/10/2014800_externalIl fecciume di sinistra italiano continua a tessere elogi alle strappone naziste di George Soros e Federica Mogherini, come dimostra l’accoglienza entusiastica che i pornofilm propagandistici delle Femen, presentati all’ennesimo festival ‘cinofilo’ di Bologna, ricevono da parte del pornoquotidiano virtuale ilmanifesto, ultimo sopravvissuto della serie di testate della sinistra integralista anticomunista, come Liberazione e l’Unità, sempre in prima linea, assieme ai camerati de ilfattoquotidiano, nell’aggredire e infangare chiunque si trovi sulla strada dell’impero statunitense, come Jugoslavia, Libia, Siria, Iran e ultimamente Novorossija. Oggetto del pezzaccio di propaganda pecoreccio-hollywoodiana del fantasma virtuale manifestarolo (scritto dall’ennesima esimia nullità lgbt e ripreso acriticamente dai vari lerci siti post-sessantottini fluttuanti sul nulla virutale che esprimono), è la propaganda autoelogiativa delle attività delle ‘kompagne’ Femen, che si descrivono così, “Noi siamo un piccolissimo gruppo che catalizza la forza di una piazza intera piena di gente che protesta per gettare in faccia al potere la sua violenza, mettendo al centro la questione gender. Quanto sta accadendo in Ucraina, a loro avviso, è un po’ la grande eco della resistenza che le Femen avevano iniziato nell’aprile 2008, con migliaia di azioni anche fuori dal loro paese, subendo una repressione di violenza inaudita. Per esempio in Bielorussia, dove ad azione nemmeno iniziata sono state caricate su un furgone dalla polizia, scortate al confine e lasciate in mezzo al nulla dopo essere state picchiate duramente. A piedi e al buio hanno dovuto orientarsi per arrivare nel paese oltreconfine, mentre Kitty è stata trattenuta per ore in un ufficio del Kgb di Minsk”. Quindi, ecco cosa scriveva l’11 giugno 2014 lo squallido e nauseante porno-giornalaccio sorosiano ilmanifesto, sempre prodigo e attivo nel supportare qualsiasi crimine atlantista nel mondo, e che ora si aggrappa alle tette delle troie della NATO per istigare ulteriormente la propaganda naziatlantista contro la Novorossija e la rinascita della Russia. Rivoltante e stomachevole fogliaccio, cui il ‘sommo solone’ Manlio Dinucci presta la penna per legittimare da ‘sinistra’, dal fianco ‘antimperialista’, tale cloaca, de ilmanifesto, che continua a traboccare di propaganda atlantista e marketing ideologico sorosiano. Ripeto, l’articoletto è stato scritto l’11 giugno 2014 quando era chiaramente noto a chiunque cosa siano le Femen e la loro partecipazione attiva e diretta al massacro di Odessa; crimine che non ha smosso il fard e il liner del vladimirluxurismo vigente nella redazione de ilmanifesto e nelle menti bacate della vecchia oltraggiosa ciabatta Rossanda e dei due vecchi ipocriti Dinucci e Parlato.

Evgenija Krajzman, una duecetta delle Femen mentre sollazza la stragressivistà del pornogiornale il Manifesto.

Evgenija Krajzman, una ducetta delle Femen, a Odessa il 2 maggio 2014, davanti alla Casa dei sindacati incendiata dai nazisti di Gladio. Krajzman qui sollazza la ‘stragressività’ cercata ed esaltata dal pornogiornale di punta della sinistra ilmanifesto. Sulla pagina fb è scritto: Avanti Odessa, avanti Ucraina! Per l’unità del Paese, sottolineando un totale entusiastico appoggio alla strage di Odessa. Manlio Dinucci, solone ‘antimperialista’, presta la sua firma alla cloaca imperialista de ilmanifesto, che per mezzo dei testi di una scribacchina nazi-lesbica, supporta una campagna mediatica russofoba, atlantista e filo-nazista in Italia.

Riferimenti:
Les Crises
Indybay

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Tra gli amici di Krajzman, nome ebraico, compare ovviamente Pravij Sektor. Krajzman rappresentava le Femen al massacro di Odessa. Ilmanifesto non ha mai condannato tale crimine, essendo partecipe al circuito della propaganda naziatlantista ucraina, alimentata anche dall’oligarca sionista mafioso Kolomojskij. Dinucci e Parlato svolgono la funzione di proteggere a ‘sinistra’ l’infiltrazione e la diffusione di tale propaganda naziatlantista.

Il fascino discreto dei nazisti ucraini
Vladimir Novkov, Nevskoe VremjaNovorossia

10659277Uno dei miei colleghi giornalisti si lamentava con amara ironia dei tanti presi dalla febbre della guerra dell’informazione che paragonano i radicali ucraini ai nazisti. Presumibilmente è propaganda, ma non si dovrebbe perdere completamente il buon senso! Molti di noi hanno, se non genitori, amici o parenti in Ucraina. Rimangono come sempre gente semplice che lavora, visita gli amici, si innamora, hanno figli. Quindi di quali nazisti preoccuparsi? In risposta ho chiesto al mio collega, come lui immagini i nazisti veri? Si suppone abbiano corna e zanne, artigli? Oppure vadano in giro con un’uniforme nazista ornata di svastiche ogni giorno a sparare a qualunque cosa che si muova con le loro “Schmeissers”? I tedeschi divennero nazisti dal 1933, ma allo stesso tempo non cambiarono esternamente e neanche internamente. Continuavano ad amare come prima i loro figli e le loro mogli, ascoltavano buona musica e poesia. Probabilmente aiutavano le vecchiette ad attraversare la strada. È difficile dire cosa li rese diversi da ciò che erano prima di divenire nazisti. In un primo momento rimasero persone abbastanza normali e anche rispettabili. E’ solo ora, con il senno del poi vediamo che non erano normali. La caratteristica dei nazisti tedeschi era la loro fede nella loro eccezione, la convinzione di essere il popolo eletto. Eletti non per ricchezza o per talento, ma solo perché appartenevano alla grande razza tedesca, la schiatta degli “ariani”. La seconda caratteristica distintiva è la totale assenza di rimorso e compassione per coloro che non avevano il loro stesso sangue. Al contrario, l”inferiore’ umiliava il vero ariano testimoniandone origini dubbie. Penso che non valga la pena di continuare ad elencare altri tratti, tutti sanno la Storia. Ma torniamo ai nostri affari ucraini. Sono d’accordo con il mio collega che sull’Ucraina spesso si parli dei nazisti in modo spiritoso, o in assenza di argomenti. Dove è più facile attaccare un’etichetta per arrivare al fondo delle cose. Gli ucraini che ho incontrato puntano l’indice alla testa e si chiedono se siamo diventati matti in Russia, prendendoli per nazisti. No, non siamo pazzi. Io onestamente cerco di vedere chiaramente e sapere se ci sono nazisti nell’Ucraina contemporanea. Penso che ci siano, non perché qualche moccioso di “Pravij Sektor” o dei cosiddetti ultras del calcio usino simboli nazisti leggermente camuffati, riprendano l’uniforme della Wehrmacht con berretto, giacca, cintura. Non perché sia stato tradotto in ucraino il saluto nazista “Sieg Heil!”, come “Gloria all’Ucraina-Gloria agli eroi”. E’ solo il mimetismo di un senso di debolezza e infantilismo: presumibilmente, se vi piacciono i grandi e terribili soldati nazisti, ereditereste parte della loro gloria e forza.
Uomini e donne seri e rispettabili, che lavorano onestamente in ufficio e in fabbrica, pagano le tasse, crescono i figli, non indossano svastiche ma camicie ricamate, al massimo. E almeno non si ritengono dei nazisti. Sono solo convinti della loro superiorità sui “vatniks” (“piumini” indumenti indossati in Russia d’inverno dai lavoratori che lavorano all’esterno, e soprannome dato al popolo della regione mineraria del Donbas, in riferimento alle sue origini proletarie) e “dorifora” (alludendo ai colori del nastro di San Giorgio, emblema patriottico russo) in altri termini ai russi tout court, pur essendo ucraini. Oggi, per un vero ucraino i russi non sono abbastanza umani, proprio come gli schiavi per gli ariani. E come gli ariani, oramai estinti, compassione o semplice comprensione per i “vatniks” sono una vergogna, quasi un tradimento. Le donne ucraine sono sinceramente preoccupate per i loro mariti e figli inviati a combattere, e piangono ad ogni notifica di morte dall’area in cui si svolge l’operazione antiterrorismo (eufemismo di Kiev per evitare di parlare di guerra civile), una semplice reazione umana e normale. Ma quando bruciano vivi coloro che manifestavano contro Majdan nella Casa de sindacati di Odessa, quando strangolato donne in gravidanza, quando uccidono i feriti con mazze da baseball, queste madri e mogli, con i loro mariti e figli fanno gli spiritosi scambiandosi sui social network battute su “grigliate come Odessa” o “bistecche ben cotte”. Mentre i quotidiani assassini di “terroristi” nel sud-est, compresi bambini, sono motivo d’orgoglio per la classe media ucraina. Andava bene quando s’invocava lo sterminio di milioni di persone del proprio Paese pur di non avere più impedimenti ad essere orgogliosamente degli europei, che agli occhi degli ucraini “di coscienza”, sono sinonimo di razza suprema. E non solo per gli ucraini “di coscienza”. Molto prima di Majdan a Kiev, la fede nella superiorità intrinseca dei valori europei divenne un’ossessione per i popoli baltici. “Il vaccino contro il nazismo”, come ha osservato Vladimir Putin, perde la sua efficacia in certi Paesi d’Europa. E ciò non si vede sempre. Apparentemente, gli ucraini che ci sono così vicini e cari, sono rimasti gli stessi di prima: non indossano una divisa nera, si possono sempre visitare, possiamo parlare russo in pace per le strade di Kiev e Lvov. Forse non tutti diventano nazisti, o meglio non tutti hanno partecipato alla Marzabotto di Odessa. Ma qual è la differenza tra i nazisti convinti e coloro che li supportano? Per coloro che vengono uccisi, nessuna. Così non s’inquietano.

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Il ripugnante pornogiornale ilmanifesto ha sempre svolto operazioni di disnformazione diosorientamento, dipingendo a tinte fosche tutti gli avversari dell'imperialismo atlantista, e giustificando sempre le guerre d'aggressione e gli interventi 'umanitari' della NATO. Tale cloaca deve seguire il destino di altri fogli della propaganda atlantista, come l'Unità e Liberazione.

Il ripugnante pornogiornale ilmanifesto ha sempre svolto operazioni di disinformazione dipingendo a tinte fosche tutti gli avversari dell’imperialismo atlantista, e giustificando sempre le guerre d’aggressione e gli interventi ‘umanitari’ della NATO. Tale cloaca deve seguire il destino di altri fogli della propaganda atlantista, come l’Unità e Liberazione.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La spettacolare miseria del piddismo atlantista

La spettacolare miseria del piddismo atlantista

Ricordarsi sempre cos'è il PD e cosa sono le sue cinghie di tramissione non propriamente 'antifasciste'.

Ricordarsi sempre cos’è il PD e cosa sono le sue amicizie ‘non propriamente antifasciste’.

Alla cortese attenzione della Presidenza, della Segreteria e del Comitato nazionale Anpi e della sez. di Vittorio Veneto

380px-Mossad_seal.svg_Oggetto: Convegno Ucraina previsto per sabato 18 p. v. a Vittorio Veneto Sul blog “Aurora”, di evidente orientamento rossobrunista, è comparso questo post di attacco all’Anpi, passibile di querela per i contenuti diffamatori che esprime. L’intento è, palesemente, quello di gettare discredito sulla nostra Associazione al fine di delegittimare l’Antifascismo in generale, soprattutto agli occhi delle masse giovanili che, in alcuni casi, rari certo ma non per questo non allarmanti, ci cascano. Perciò occorre prestare a queste espressioni la massima attenzione.
Il pretesto è quello dell’ennesimo convegno locale che vede nostre sezioni dibattere pubblicamente su temi delicati con personaggi, in teoria e pratica, non proprio in sintonia con l’Antifascismo. Sulla questione ucraina, come ribadito da più parti, il posto dell’Associazione partigiani non può che essere al fianco delle forze che in quelle terre si stanno battendo contro la giunta golpista di Kiev, con i suoi palesi richiami al collaborazionismo filonazista della Seconda guerra mondiale, sebbene nella consapevolezza che l’Antifascismo espresso da quelle forze possa presentare caratteri più patriottici che strettamente valoriali. Anche nella Resistenza, da noi come nei paesi slavi, esistevano però più “pensamenti” (l’espressione è di Sigaro, esponente della Banda bassotti, il gruppo che proprio ora si trova nel Donbass con la Carovana antifascista).
L’Anpi ha in questi tempi preso serie posizioni in netta autonomia dai partiti. Sulla stessa guerra ucraina, fatto salvo un tentennamento iniziale, si sono denunciati i rigurgiti neonazisti; sul Medio Oriente si sono denunciati gli attacchi israeliani a Gaza. Nella politica interna si stanno contrastando energicamente le riforme costituzionali, e sociali, in corso. In luce di ciò, per quanto in quest’occasione il titolo del Convegno presenti un punto interrogativo, l’Anpi, che certo non deve sottrarsi al confronto, ha l‘obbligo, in ogni dove, di mettere al primo posto la condanna del nazifascismo, che qui non risulta affatto.
Salute & solidarietà

Silvio Antonini
Presidente Cp Anpi Viterbo

I nuovi amichetti 'non propriamente antifascisti' dell'ANPI e di Antonini.

I nuovi amichetti ‘non propriamente antifascisti’ dell’ANPI e di Antonini.

Soldato ucraino diversamente antifascista, con cui ANPI e Antonini fanno fronte comune contro l''imperialismo russo'.

Chi è il rosso-bruno? Soldato ucraino diversamente antifascista, con cui ANPI e Antonini fanno fronte comune contro l”imperialismo russo’. Naziatlantismo puro.

Le vergognosa affermazione da tarantolato di tale ‘partigiano’, indica che la denuncia qui presentata, ha solidissime ragioni e fondamenti.
935039 Lo squallore che gronda la lettera di tale Antonini è infinito: chi sostiene Siria, Russia, Cina, Venezuela e Novorossija contro l’aggressione atlantista, viene bollatto, da costui, presunto ‘partigiano’, come un rosso-bruno, infido fascista, pur avendo il sottoscritto perso cinque anni nel cosiddetto Partito della Rifondazione Comunista, e per giunta nella frazione di Ferrando-Grisolia. Ma sempre per tale Antonini, “sono personaggi, in teoria e pratica, non proprio in sintonia con l’Antifascismo”, coloro che invece sostengono il golpe di Gladio a Kiev, attuato per interesse del Patto Atlantico, dell’Unione Europea e degli USA (si chiama imperialismo dappertutto, tranne che nei covi sionisti dell’ANPI e del PD), e tramite l’impiego di bande di teppisti dichiaratamente e apertamente fascisti, autori di massacri a Piazza Majdan a Kiev, ad Odessa, nel palazzo dei sindacati (non mi pare che l’ANPI abbia spiccicato parola su tale crimine), ed infine dei massacri nel Donbass commessi sempre da forze “non propriamente antifasciste”. Che dire? Nauseante, come è nauseante questo mondo di ‘pigliainculo’ della sinistra italiana, tutta allineata in appoggio ai bombardamenti a Jugoslavia e Libia, e alle aggressioni contro Siria, Venezuela, Cuba (la cheeleaders della CIA Yoani Sanchez, è un’icona dell’universo piddino) e ultimamente Ucraina, dove tutta o quasi la cosiddetta sinistra italiana organizzata si è schierata in appoggio alla ‘rivoluzione colorata’ di Majdan e ai conseguenti crimini russofobi, dal divieto del Partito Comunista e del Partito delle Regioni, alla tentata invasione della Nuovarussia, passando per le fosse comuni che sempre più numerose vengono scovate nel Donbas-Donets. Vergognoso, ma non poi tanto. La missione dell’ANPI, oggi, è supportare le aggressioni atlantiste ovunque: dalla Libia a Gaza, dalla Siria ad Hong Kong, ammantantole di farsesche fraseologie democraticiste. Da qui, l’esempio ultimo di denigrare e infangare la Resistenza della popolazione di Novorossija (la Resistenza, lo sanno cos’è la Resistenza i burocratelli piddino-anpini? Non è il voto farsa alle primarie truccate del PD, ad esempio) affermando che è intrecciata con ‘le oscure forze reazionarie’ russe, ungheresi, francesi e peggio che peggio, con Putin stesso, il demonio come indicano Obama e la sua coorte di buffoni mediatici hollywoodiani, referenti culturali-ideologici dell’ANPI, del PD e della cosiddetta ‘sinistra diffusa’. Una sinistra diffusa che seguendo pavlovianamente i cliché ideologici del circo mediatico hollywoodiano, denigra la storia stessa del movimento comnunista e operaio mondiale, infamando le esperienze societica, cinese, jugoslava, perfino cubana, e che oggi diffama chiunque si opponga all’imperialismo: Siria, Iran, Bielorussia, Venezuela, perfino i presidenti autenticamente socialdemocratici latinoamericani come Rousseff, Kirchner, Morales, Ortega e Correa. Tutti vengono infangati quotidianemnte dai pornogiornalacci Repubblica e Fatto quotidiano: guide ideologiche della ‘sinistra diffusa’ italiana e del PD (e quindi anche dall’ANPI) in primo luogo.
Non è un mistero che l’ANPI sia affetto da russofobia, come lo è la sinistra italiana, che più è radicale, più è russsofoba e più sposa l’ideologia creata dall’ex-ufficiale dell’US Army Gene Sharp, specializzato nella guerra psicologica, e spacciata dalle ONG di Washington e di George Soros, il criminale oligarca miliardario statunitense che finanzia tutte le ‘rivoluzioni colorate’ e le ‘primavere arabe’ che solo morte e distruzione hanno saputo diffondere. E sempre, sempre!, tra gli applausi e l’istigazione delle sinistre italiane, ANPI anti-palestinese compresa. Non era l’Unità, quotidiano-cult della sinistra italiana, piddina e anpina, che affermava a tambur battente che i cittadini ucraini, vittime dell’orrendo pogrom nazista ad Odessa cui hanno partecipato i sodali degli esimi invitati ‘non proprio in sintonia con l’Antifascismo’ dell’ANPI, si erano dati fuoco da soli? Questa infamia non ha mai suscitato l’indignazione di Antonini e dei suoi sodali ‘partigiani’?? Non mi risulta.
Riguardo alla Mogherini, che sia una spia degli USA, basta per provarlo questo passaggio:
“C) Mogherini discussed government formation developments in light of the recent decision by DS President Massimo D’Alema to step aside and allow Communist Renewal Secretary Fausto Bertinotti (RC) to take the pole position for the important Presidency of the Chamber of Deputies. She argued that Prodi strengthened his coalition and reinforced the more moderate elements within the Communist Renewal party by giving Bertinotti such a high-profile institutional position in the new government. By making Bertinotti part of the establishment, Prodi weakened the more extreme elements within Bertinotti’s party and has ensured a more cooperative, centrist RC party.”  Wikileaks
Non serve aggiungere altro, se non che non c’è bisogno che qualcuno getti discredito sull’ANPI e ambiente viciniori. Se le getta da sola con le proprie improvvide iniziative; farlo notare è un crimine solo in realtà come l’Ucraina majdanista, l’Arabia Saudita, il Qatar e i califfati islamisti, non a caso realtà applaudite dal PD, dall’ANPI e dal resto della sinistra atlantista e mercenaria d’Italia.
j_49MOBfcUgAlessandro Lattanzio, 4/10/2014

Senza Titolo

La guerra informativa sull’Ucraina

Per i sottotitoli in Italiano, cliccare sul secondo rettangolino, in basso a destra.

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10696178Un grazie ad Alessia

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Tradizionalmente censurati (da Comdonchisciotte, Luogocomune, Stampalibera, Megachip, ecc. )

Verso una resa dei conti

Alessandro Lattanzio, 8/5/2014

10277047Il pogrom di Odessa, dove 116 persone sono state bruciate vive, sgozzate, decapitate, squartate, violentate, crivellate di proiettili è uno spartiacque. Non in Ucraina, dove le cose erano e sono chiare, molto chiare. Ma qui nel flaccido occidente. Ma qui in Italia, da una parte la destra neonazista, dopo le ferule chiacchiere della lotta antimericanista, si bagna le mutandine davanti agli zombie banderisti e alle divise delle SS galiziane, e dall’altra la sinistra radicale (che ci tiene tanto a definirsi ‘sinistra’) sprofondata in un significativo mutismo davanti ai nazifascisti autentici a Kiev: e questo dopo aver speso anni a denunciare, su istigazione dei veri poteri forti, il ‘fascismo’ di Mosca, Beijing, Tripoli, Damasco e perfino Caracas.
Se alle porte di Tripoli e di Damasco è stata disintegrata la varia chincaglieria della sinistra radicale, antifa, anti-razzista, gayofila, altermondialista, social-forumista, anarchica e anarcoide, animalista e bestialista; in sostanza la sala giochi attivista dei pargoli della ricca borghesia cosmopolita, annoiati dal salottino di sinistra e in cerca di svago prima di occupare poltrone e scrivanie socio-economiche riservategli per diritto ereditario, si può affermare recisamente che a Odessa e a Kiev, i loro gemelli neonazisti e neofascisti, da sempre rigorosamente atlantisti, gettano via la mascherata di cartapesta, le affabulazioni ‘ingraiane’ sul percorso ‘alternativo’ e ‘rinnovativo’ del volemose bene e dell”abbattiamo i muri che ci dividono’ perché sennò vincono i demogiudeobolscevicusurai-annunaki, svelandosi per ciò che sono: frottole insegnate nei corsi Gladio di ‘Stay Behind‘. Come i loro camerati galiziani, adoratori dei kollabos delle SS, si sono presentati protendendo una finta mano amica, di plastica ‘made in Langley’, invocando il superamento degli ‘steccati’. S’indovini che significa ciò: “i comunisti devono rinnegare se stessi, in quanto ‘agenti’ del gran complotto giudeo-bolscevico-usurocratico contro quei sant’uomini immacolati, buoni e pacifici, di Mussolini e Hitler” (non era forse animalista e vegetariano il bravo e buono Adolfino? E quel Benitino, mica si meritava quella orrenda fine, avendo fatto tanto del bene in Italia, … Libia, Etiopia, Somalia, Spagna, Jugoslavia, Grecia, Russia….), invitando gli illusi ad abbracciare la soave maestà e superiorità morale di un Pavolini, Borghese, Ricci, Graziani, Himmler, Goebbels, Heydrich, Bormann e altre divinità pagane.
Ma dobbiamo ringraziare i nazisti ucraini allevati dalla NATO, i loro sodali e le loro puttane da campo: dai mercenari agli ‘intellettuali’ non-conformi, dai black bloc di Soros ai cecchini danesi della NATO, dai mercenari della Blackwater giù, fino in fondo, ai fantocci dei carabinieri di CasaPound (pardon CasaGladio). Hanno rigettato definitivamente la mascherata con cui c’intrattenevano da un po’ di anni, anche grazie all’aiuto di velenosi ‘fascistologhi’ della domenica, mostrandosi in tutto il loro reale splendore: Babij Jar, Eisentzgruppen, Quisling e Bandera, Anschluess, cavalieri teutonici, Otto Rahn e le crociate a oriente e/o antibolsceviche. Si sono saputi ben presentare spacciandosi persino da amici della Siria baathista. Ma era un espediente buono solo per colpire (alle spalle) al momento giusto. Non a caso i loro istruttori, nei covi della NATO, hanno saputo trasmettergli la notevole esperienza acquisita insegnando la ‘libertà’ e la ‘democrazia’ ai salafiti primaverili mediorientali, anche loro fratelli gemelli dei nazisti ucraini, che tanto hanno eccitato e fatto sognare, fino a fargli bagnare le mutandine, la bella sinistra radicalista occidentale, così antifa, antiraz, antitutto, soprattutto così anticomunista da disintegrarsi, per fortuna. Ma non prima di aver scatenato la caccia al fascista in ogni ambito anti-imperialista, in ogni supporto alla Resistenza Libica e Siriana, con tanto di campagne di disinformazione e di terrorismo mediatico supportate dai mass media di regime, la sinistra radicale oramai filo-sionista e filo-islamista, la sinistra che insultava Gheddafi con la scusa di immaginarie masse di negri ai ceppi nel pieno Sahara, o che insultava Putin perché spedisce in galera mafiosi e prostitute che infangano la propria nazione, o ancora accusava di stragismo l’ex-presidente Janukovich, perché fautore di immaginarie persecuzioni contro bastardi randagi, (evidentemente perché il sinistro radicale medio italidiota s’identifica con il cane rognoso e idrofobo). Ebbene, tale sinistra così piena di indignazione da rotocalco alla Barbara Durso, è rimasta in silenzio tombale davanti alla strage di 116 cittadini antifascisti, autenticamente antifascisti al contrario della feccia dei centri sociali, così come era rimasta muta davanti ai pogrom della popolazione nera in Libia, vittima dei virgulti primaverili islamisti; e ciò quando non ha deciso di parteggiare dichiaratamente per gli stragisti islamisti in Siria e Libia, e per i veri e autentici nazi-fascisti ucraini, tanto da arrivare a negarne la natura, per non sputtanarsi davanti a se stessa, e in ciò aggrappandosi alle oscenità di giornali pornografici come Internazionale e costeggiando le analisi di ‘esperti’ in disinformazione, gli scribacchini della Rivista Italiana Difesa e di AnalisiDifesa. La feccia si riconosce e si apprezza in quanto tale, aldilà di ogni steccato ideologico o pseudotale.
Tornando ai neonazisti, vengono smascherati e sputtanati dalla loro entusiastica partecipazione al linciaggio di decine di persone inermi, nonostante la loro personale allucinatoria vulgata sull’eroismo del ‘sangue contro l’oro’, una volgarità appunto che si manifesta, sempre, in tali casi: nazisti-fascisti inquadrati e armati da Stay Behind che scatenano il loro ‘eroismo’ su cittadini inermi e indifesi, dopo esser stati puntualmente armati da ogni tipo arma e di addestramento, gentilmente forniti da agenti e mercenari statunitensi (e questo a proposito dell’anti-‘americanismo’ da operetta delle facciate dei servizi segreti occidentali quali casapound e forza nuova). Ora qualcuno, non pochi, senza sapere se sia in buona fede o in malissima, perversa malafede, continua a sbracciarsi come filo-Russo, filo-Putin o quant’altro. Bazzecole, semmai viene da dire: fesso chi ci crede.
I regolamenti di conti contro tali radicalismi italiani ed occidentali, che siano di sinistra o di destra non conta, si svolgono sul campo in Siria e Ucraina. Qui si possono svolgere nell’ambito teorico, ideologico, umanista; dirimente ne è la Geopolitica, fatta oggetto di un sabotaggio ‘scientifico’ da parte di guru e santoni di ogni colore, che sia il mercenario Gino Strada o il mercenario Gabriele Adinolfi, costoro hanno svolto il loro bravo compitino assegnatogli dai centri di disinformazione atlantisti: l’ignoranza è quella forza che, senza sapere realmente per chi o per cosa, permette di assaltare l’ambasciata libica di Roma, di partecipare ai torbidi criminosi di piazza Majdan, o d’invitare e celebrare qualche mafio-fascista italo-venezuelano che vuole rovesciare il governo bolivariano di Caracas.
Si ringrazi la feccia autenticamente rosso-bruna (anzi rosso-bruna-blu atlantico) qui descritta, per tutto ciò.

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