Nashya-chan: come distruggere con un tratto di matita la propaganda BAO (Blocco Americanista-Occidentalista)

Alessandro Lattanzio, 26 marzo 2014

Natalia_Poklonskaya_by_phanc002Con la nomina del nuovo procuratore generale della Repubblica Autonoma di Crimea, Natalija Pokhlonskaja, Mosca infligge un notevole colpo alla propaganda mediatica occidentalista-hollywoodiana rappresentata dall’orridume delle Femen, le cubiste dell’imperialismo del XXI secolo, che i loro referenti e mandanti (e mezzani), Radio Free Europe/Liberty (ovvero la CIA) e George Soros, finanziatore di ogni golpe colorato mascherato da carnevalata giovanil-democratica, nonché loro agente presso i mass media occidentali, soprattutto presso organi come MTV (finanziata da Soros stesso) e RAI3/TG3, utilizzano per spacciare in modo mirato e sistematico presso il pubblico o segmenti specifici del pubblico occidentale, la paccottiglia vomitata dai ‘pensatoi’ massmediatici anglosassoni. La pornografia integralista rappresentata dalle Femen, affiancata da un invertitismo sessuale/di genere elevato a modello totalitario di vita, sono le ultime armi mediatiche impiegate dall’industria della disinformazione occidentale/occidentalista. Armi, però, spuntate, poiché ideate per un pubblico esclusivamente occidentalista dal pensiero ottusamente occidento-centrico di cui sono preda le dirigenze atlantiste, della NATO e dell’UE,  impedendogli antropologicamente di comprendere che presso la vasta maggioranza del resto del mondo, al di fuori dei confini dei salotti più o meno alternativi della NATO/UE, le Femen vengono percepite semplicemente per quel che sono, delle prostitute, mentre il discorso integralista sull’omosessualità militante e interventista non può scalfire di certo gli ambiti socio-culturali esterni al Non-mondo occidentale. Si pensi ai viados e ai transgender presenti e accettati in realtà come il Brasile o la Thailandia. Figurarsi quale sconvolgimento potrebbero mai procurare in queste regioni le chiacchiere sul ‘matrimonio per tutti’ e altra consimile réclame televisiva. E in certe regioni, in Africa od Oceania, per esempio, merito anche dell’ideologia religiosa americanista spacciatavi, essere di gusti sessuali alternativi è realmente un gravissimo rischio.
Tornando su Nashya-chan, infatti, il fenomeno che in questi giorni la vede oggetto dell’interesse degli ‘otaku’ di tutto il mondo è merito, non a caso, dei giapponesi, che nonostante la presenza materiale degli USA nel loro Paese, sono riusciti a produrre un sistema massmediatico e culturale nazional-popolare autenticamente indipendente e distinto dalla macchina disinfo-mediatica di Hollywood.
Se l’imperialismo culturale americanista ha deciso d’incentrare il proprio apparato sull’immagine ‘realistica’ degli esseri umani (o meglio, sulle figure degli attori che interpretano film, telefilm, soap opera), in realtà riflettendo solo una stilizzazione oltraggiosamente appiattita e schematica dal gretto scopo utilitaristico, nemico/amico, american/unamerican sul piano politico, o per segmenti di mercato sul piano economico; in Giappone, invece, si è deciso di puntare sull’animazione. Sebbene la potente industria degli Anime del Giappone sia nata negli anni ’60, essa si basa su un retaggio ultrasecolare. In Giappone è assai diffusa la produzione dei Manga, la formula locale dei fumetti occidentali, ma dal carattere assai più libero e democratico poiché non si tratta soltanto si usufruire della produzione, ma di parteciparvi direttamente. Gli autori di Manga in Giappone sono migliaia; e a migliaia si cimentano nella realizzazione di tali serie non solo nel disegno dei personaggi, ma anche nella sceneggiatura e nella elaborazione caratteriale dei personaggi, spesso, quasi sempre, molto più profondi e umani delle macchiette hollywoodiane spacciate dai media occidentalisti. Umani a una dimensione contro personaggi disegnati che assumono quadridimensionalità grazie ai loro creatori ed autori, che come detto, sono gli eredi di una pratica ultrasecolare. Il Giappone dal 1608 al 1868 visse in pace, senza partecipare a guerre o subire particolari tumulti. I samurai, disoccupati, quindi iniziarono a posare la katana per dedicarsi ai libri, a studiarli e a scriverli. La lettura divenne un’occupazione nazionale e popolare. Ed oggi, come già indicato, questa tradizione si riflette sugli autori di Manga (i mangaka); e i Manga a loro volta sono alla base del 90% degli Anime (le animazioni) prodotti in Giappone. Come detto, l’imponente industria dell’animazione giapponese nacque negli anni ’60, anche con un indiretto imput sovietico, ma è esplosa nel 1995, quando l’industria subì un notevole processo di ristrutturazione, infatti da allora sono stati prodotti oltre 3000 serie di Anime, su un totale di circa 6000 serie prodotte in 50 anni.
E Nashya-chan, Natalija Pokhlonskaja, che c’entra?
Natalia-Poklonskaya6x Quasi sempre, le protagoniste oggettive e soggettive dei Manga/Anime sono le ragazze, le donne. Ovviamente la donna concepita nel pur moderno Giappone contemporaneo, difficilmente riflette l’idealtipo occidentalista, men che meno oggi, anche nei casi più estremi, quando si tratta perfino di guerriere terrestri o aliene, soldatesse di eserciti immaginari, o meno, raffigurate nella panoplia quasi infinita di caratteri e generi presenti nella produzione dei Manga/Anime: in sostanza il personaggio, donna, ma anche uomo, perfino nelle controfigure malvagie, viene sempre tenuta nell’ambito della dimensione umana, al contrario dei personaggi-monstre hollywoodiani. Quindi, una figura come il Procuratore Generale di Crimea Natalija Pokhlonskaja, non poteva non attrarre l’interesse dei mangaka del lontano Giappone dal tradizionalismo futuristico. L’aspetto di donna in divisa, con poteri, ma che apparendo con netta immagine di donna, resta nella sua dimensione umana. E’ questo che ha intrigato la produzione nazional-popolare giapponese, riflessa poi sul sempre più ampio pubblico mondiale dei Manga/Anime. Una fortuna che riguarda l’estranea Pokhlonskaja e che invece ignora le laide professioniste dell’immagine quali Femen, Madonna, Lady Gaga o Mily Cyrus, il cui squallore mai concederà loro l’onore di divenire acclamati personaggi dell’universo Manga/Anime. Quindi non a caso proviene dall’oriente questo notevole colpo mediatico del mondo multipolare, oramai sempre più esausto dell’invasione mediatico-disinformativa hollywoodiano-atlantista.

Il viso fresco di Poklonskaja, che parla alla stampa circondata da microfoni ha ispirato i fan-art giapponesi e russi. La maggior parte delle immagini sono disegnate nello stile manga enfatizzandone grottescamente l’aspetto “simpatico” o “kawaii” di Pokhlonskaja. Dopo la prima apparizione sul repository mangaka giapponese Pixiv, le immagini si sono diffuse viralmente sui forum RuNet e imageboards, come Pikabu.ru, ispirandone varianti memetiche.
_natalia_poklonskaya__by_mikhailn-d7babnu L’11 marzo 2014, Pokhlonskaja è stata nominata Procuratore Generale della Repubblica Autonoma di Crimea e alla prima apparizione a una conferenza stampa definì i golpisti ucraini “diavoli di cenere“; il video venne caricato su YouTube. Non sapeva che avrebbe fatto sensazione su Internet, durante quella notte e nel lontano Giappone, dove non capendo una parola di ciò che diceva, sarebbe stata ammirata non per quello che era diventata, ma per come appariva. Infatti, il 13 marzo, il video venne ricaricato sul canale giapponese YouTubi News, ricevendo così 228000 visualizzazioni e 120 commenti nei primi quattro giorni. Il 15 marzo, il notiziario giapponese RocketNews24 postò diverse foto di Pokhlonskaja e riferì del fandom sul pubblico ministero formatosi tra i netizen giapponesi. Il 16 marzo, su Lowyat Forum venne creato un thread su Pokhlonskaja, indicandola come “nuovo procuratore sexy di Putin“, e il giorno seguente sulla pagina Facebook della comunità venne lanciata la pagina dal titolo “Natalia Poklonskaya“, con numerose foto ed illustrazioni del procuratore di Crimea. Nelle prime 20 ore, la pagina raccolse 1400 mi piace. Il 18 marzo, un thread su Pokhlonskaja fu creato nella pagina internazionale di 4chan la più importante comunità anglofona online del Giappone, con oltre 700000 messaggi al giorno emessi da circa sette milioni di visitatori quotidiani. “È assai più probabile vedere vecchi stoici con impressionanti uniformi sedersi dietro dei microfoni durante le conferenze stampa del mondo reale, piuttosto che attraenti giovani donne ai vertici militari/governativi, molto più abbondanti nel mondo degli anime. Nelle ultime stagioni ne abbiamo viste molte:
Premier New JOIR Sashinami Shouko (Valvrave)
Ammiraglio Ridgett (Suisei no Gargantia)
Tenente/Capitano Vicecomandante in capo Amane (Majestic Prince)
Direttrice Chouno Ami (Girls und Panzer)
Tenente Takamura Yui (Muv-Luv Alternative)”
Ma anche l’ex-premier ucraina Julija Timoshenko ebbe l’onore di esser oggetto di un anime, nel ruolo di boss mafioso:tymosh-animeFonti:
Rabujoi
Know Your Meme
IBTimes
Global Voices online

Senza commento

Nel mondo di oggi tutta la cultura, la letteratura e l’arte appartengono alle classi definite e sono orientate su linee politiche definite. Non c’è infatti una cosa come l’arte per l’arte, l’arte che si erge sopra le classi, l’arte distaccata o indipendente dalla politica. La letteratura e l’arte proletarie sono parte della causa rivoluzionaria del proletariato, sono, come diceva Lenin, ingranaggi e ruote della macchina rivoluzionaria“.

Mao Zedong

In Italia la stampa di sinistra è merda

José Sant Roz Aporrea 25.07.2013

altan_scalfari_espressoChe guerra bestiale oramai conduce la stampa prostituta italiana contro il Venezuela. Attacchi isterici ripresi dai fogliacci spagnoli “El Pais” e del suo Grupo Prisa. Il gruppo editoriale più grande d’Italia, “La Repubblica” e “L’Espresso” (in teoria di sinistra), non lesinano argomenti di ogni genere per cercare di infangare il Venezuela. Basta prendere due esempi: dopo la vittoria elettorale in Venezuela di Maduro, “La Repubblica” ha parlato apertamente di frode (senza prove) e di “volontà popolare violentata e manipolata“. Inoltre, quando vi è stata la violenza provocata dall’opposizione del Majunche (lo squallido, cioè Capriles Radonski. NdT), ha intitolato semplicemente: “scoppia un’ondata di violenza scatenata dal furto elettorale e dalla forte repressione della polizia“… Evitando di parlare dei morti causati dalle bande impazzite dell’opposizione, istigate dall’appello del dannato Majunche. Questi media, come quelli spagnoli, difendono i propri interessi in America Latina, legati alle transnazionali, insieme a molti gringos. Sono potenti mafie. Tutta l’Europa vive di mafie (che naturalmente fanno le guerre). In quella merda la democrazia è solo uno scherzo  buono a nulla. Ma di solito si tratta della versione delle notizie sul Venezuela di media come The Miami Herald, confezionate dalla SIP.
In 14 anni di governo bolivariano non hanno mai detto niente di buono sul Venezuela. Questa è la strategia. Per loro Chavez era un mostro, un dittatore, un ladro e stupratore di diritti umani. Invece l’Italia, la Grecia, la Francia, la Germania e gli Stati Uniti sono le meraviglie che dovrebbero dettare i modelli del progresso e del benessere sociale a tutto il mondo, ma ogni giorno che passa affondano ulteriormente nella merda. Ogni italiano dovrebbe sottoporsi a un esame copro-rettale per vedere se riesce a cantare come Caruso o a giocare come Mesi, è il meglio che riescono a fare e l’unica cosa che conta per loro in questo mondo: poi li elevano a celebrità, finché non si schiantano contro la verità. Babbioni. Poiché non hanno le palle di vedere la fogna in cui si trovano, nel frattempo vivono ingoiando tutto il miasma che creano i loro media verso il nostro Paese.
Ecco un esempio: ‘L’America contro l’Nsa: da che pulpito viene la predica’

Commento:
8869 L’articolo linkato è un ennesimo articolo-spazzatura, anti-latinoamericano e anti-bolivariano, scribacchiato da tale Maurizio Stefanini, ‘esperto di processi di transizione alla democrazia’ (una qualifica che è un marchio distintivo), per conto della nota rivista di disinformazione Limes (oggi imitata nel suo piattume analitico e nel suo squallore ideologico, anche da certi ex-eurasiatisti scopertisi cheerleader del Pentagono). Inoltre, come ben nota il professor José Sant Roz, questo è il compito degli scribacchini e dei relativi mandanti, cui bisogna includere anche il Fattoquotidiano, parzialmente di proprietà di un ex-dirigente della Lazard Banque, banca specializzata in ‘consulenze internazionali'; ovvero privatizzazione dell’economia e svendita delle risorse dei Paesi del Terzo Mondo per conto del FMI e delle grandi istituzioni finanziarie internazionali. Repubblica, il Foglio, Fattoquotidiano mimano una farsa di dibattito sul teatrino della politichetta italidiota, ma come si sarà ben notato, quando si tratta di Medio Oriente, Eurasia e America Latina, cioè degli interessi dei loro veri finanziatori, allora adottano stranamente tutti la stessa posizione: filo-atlantismo sfegatato e pieno supporto agli interessi delle multinazionali e delle grandi banche internazionali anglosassoni e francesi. Ovviamente tutto ciò non è un caso, poiché a dettare la linea degli ‘organi di informazione’ italiana sono le veline dei Consigli di Amministrazione di queste grandi imprese, naturalmente dopo quelle delle ambasciate di USA e Israele.

José Sant Roz, direttore di Ensartaos.com.ve e Professore di matematica presso l’Università de Los Andes (ULA). Autore di oltre venti libri sulla politica e la storia.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Del Kazakhstan, ovvero Grillo, Chiesa e adoratori di mummie

Il fronte anti-eurasiatico italiano si allarga

nazarbayevLa vicenda del truffatore bancarottiere più amato dalla sinistra italiana, dal PD ai rottami dell’hoxhismo, passando per SEL e M5S, il kazaco Mukhtar Abljazov, si trasforma in una sempre più ampia operazione invasiva ai danni della residua politica economica e diplomatica dell’Italia. L’assalto ai robusti rapporti economici tra Roma e Astana sembra sempre più manipolata e organizzata dall’estero; un auto-sabotaggio prono agli interessi estranei a quelli italiani. Ad esempio è rivelatore ciò che dice sulla sua pagina FB, il deputato di M5S Alessandro Dibattista in relazione alla vicenda della moglie del dissidente-bancarottiere Abljazov, “Ho presieduto la Commissione Affari Esteri, ero emozionato. Attaccare questo Parlamento che non funziona ed è la tomba della nostra democrazia non significa non rispettare le istituzioni, significa l’esatto opposto, significa amarle a tal punto da provare rabbia immensa a vederle ridotte in questo stato. … Ho avuto negli ultimi giorni diversi incontri privati con numerosi Ambasciatori … Se non ci fossimo noi chi avrebbe il coraggio di … mettere in relazione (magari ci sbagliamo ma indaghiamo) l’affare kazako con gli interessi del Satrapo di Arcore? Chi avrebbe il coraggio di dire la verità, di dire che da Paese a sovranità limitata nei confronti degli USA ci stiamo trasformando, contemporaneamente, a Paese a sovranità limitata nei confronti della Russia?
Bella dichiarazione, dopo aver confessato incontri segreti con ambasciatori ‘europei’ (vedasi USA, Regno Unito e Francia) ed ‘asiatici’ (vedasi Israele) ed aver risposto a una mia domanda su chi fossero questi ‘ambasciatori’ così: “con ambasciatori di paesi europei e asiatici. la diplomazia (e questo faccio, in parte) presuppone anche riservatezza”, si fornisce una dimostrazione di scarsa coerenza con la vantata ventata di novità nelle stanze della politica, ma anche di scarsissima coerenza con le indignate declamazioni sulla subalternità italiana agli USA e altre belle parole su ‘democrazia’, ‘sovranità’ ecc. Ma la frase sull’Italia che non deve essere una ‘colonia della Russia’, svela soltanto la solita vile modalità di far politchetta in Italia. Pur di non disubbidire agli ordini e alle direttive degli USA, e del suo attuale ambasciatore in Italia John Phillips (Filippi), si tira fuori la panzana di non voler essere subalterni alla Russia (ma non si parla del Kazakhstan? Un lapsus freudiano). Tutto ciò inizia a svelarsi sgradevolmente quale indirizzo generale e di fondo dei cosiddetti ‘cittadini in Parlamento’ rispetto le cose serie, e non più verso la polemica-cabaret sul teatrino politico italidiota.
Sostanzialmente si assiste all’assalto concentrico ed eterodiretto contro gli ultimi legami non-atlantisti dell’Italia. Un elemento rivelatore è fornito dall’atteggiamento assunto dalla bella manica di guru della sinistra cimiteriale italiana. Ad esempio, il malthusiano che si traveste da ‘marxiano’ Giulietto Chiesa scrive sulla sua pagina FB: ‘Credevamo di essere una colonia americana, invece siamo anche una colonia kazakhstana‘. Ci tiene che si resti colonia di una sola potenza. Il fatto che usi l’acca al posto della i nella parola ‘Kazakhstan’, non lo rende di certo un amico dell’ex-URSS, anzi, Chiesa è sempre stato orgoglioso del suo ruolo nell’avvento al potere di Eltsin, in Russia, come di essere amico del pupazzo delle oligarchie Gorbaciov, autore di un libro che svelava la necessità di distruggere l’URSS e che, ancora non pago, oggi si propone di portare a termine l’opera con la disintegrazione di Russia e Cina: ‘Le uniche due potenze che si oppongono al Nuovo Ordine Mondiale‘, spiega Gorbaciov accompagnato dal suo messia apocalittico Giulietto Chiesa. Ma cos’altro aspettarsi da chi, negli anni ’90, partecipò come conferenziere a dieci riunioni al Dipartimento di Stato USA, più una al quartier generale della CIA, dove sicuramente avrà spiegato come cercare di distruggere la Federazione Russa (cos’altro poteva mai spiegargli questo esperto genovese di cose russe citato nei manuali dell‘US Army? (pag. 10)).
A costoro si affiancano i relitti piccisti di ogni sfumatura, come il teorico del socialismo in un solo quartiere di Roma, Sergio Cararo, che afferma: “Sarà una coincidenza ma il famigerato impianto del giacimento gigante di Kashagan… ha inaugurato la sua entrata in funzione proprio il 30 giugno scorso, dopo cinque anni di ritardi, traversie, problemi insorti con le autorità kazache e con la magistratura italiana per via di alcune tangenti. Un avvio di operatività a un mese esatto di distanza dalla cattura della moglie e della figlioletta di Ablyazov. Un coincidenza o una cambiale dal e con il governo kazaco?” Qui, il nemico in nome del ‘marxismo’ delle ‘teorie del complotto’ sull’11 settembre e al-Qaida, invece gradisce adottare il complottismo pecoreccio di Repubblica. Tale presunto nemico proletario del sistema capitalista ama sempre adottare totalitaristicamente modalità, analisi, pensieri e scopi del suo apparente nemico. Se l’obiettivo è prendersela con chi contrasta o sfugge al controllo della NATO e degli USA, Cararo, Contropiano e annessi arnesi si trovano sempre in prima fila. Su Libia, Siria e oggi Kazakhstan; sempre in agguato, assieme al sodale berlingueriano Chiesa, nell’attesa di una bella resa dei conti contro il ‘fascista rosso-bruno’ Putin.
Scendendo nella scala della rivoluzione, ci s’imbatte nell’auto-smascheramento democretinista dei tanti piccolo-borghesucci italiani che vanno in giro travestiti da zorro del ‘marxismo-leninismo’, come il partito-individuale Piattaforma Comunista che, scopiazzando Repubblica e altri organi del ‘bolscevismo mondiale’, riesce ad affermare: “la polizia italiana ha operato in modo oscuro e semigolpista, di propria iniziativa e/o in combutta con alcuni agenti dei servizi, nel prelevare e trasferire dall’Italia in Kazakistan la moglie e la figlia del principale dissidente politico del presidente Nazarbaev (notoriamente amico di Berlusconi)…” Eccola qui, in tutto il suo fulgore, l’analisi scientifica-materialistica di questo adoratore di mummie. Il solito concentrato di luogocomunismo più democretino che si possa trovare nell’ambiente analfabeta e allucinato della  sinistra italiana.
Tutta questa brodaglia sinistra, dall’opusdeista Renzi all’ultimo farabutto settario, sa benissimo chi sia il ‘dissidente’ Abljazov e da chi sia protetto. Si ricordi che la Shalabaeva, la moglie del ‘dissidente’ kazaco, aveva un passaporto della Repubblica Centrafricana, Stato africano occupato con un golpe-invasione dalle truppe francesi all’inizio di quest’anno. Saranno stati loro a consegnare il passaporto fasullo a Shalabaeva? E perchè? Nessuno se lo chiede, poiché così gli è stato ordinato dai loro veri referenti atlantisti, così come gli è stato anche ordinato di sabotare i rapporti economici tra Italia e Kazakhstan, dove un terzo delle aziende estere che vi operano è italiano, e di certo non tutte sono di Berlusconi. Inoltre, alcuni pur di abbattere questo ignobile governo Letta-Alfano sono disposti ad affossare l’Italia. Ad esempio, dipingendo come un satrapo Nazarbaev, l’M5S ha già preso una pessima china, già vista su Libia, Siria e Iran. Lo scopo? Comprare lo shale-gas dagli USA quale piano energetico alternativo del M5S, e non solo del M5S?
In conclusione, la disintegrazione del sistema Italia ha portato al controllo delle leve del potere politico, economico e diplomatico, una serie di guitti oltraggiosi, esiziali, micidiali. Non si tratta dell’inane nano di Arcore e del suo fido scudiero senza attributi, o degli altrettanto futili e dannosi Letta, Bonino, Kyenge, Lorenzin, Boldrini e circo al seguito. No, anche le presunte alternative, genovesi o meno, sono bacate, guaste e prone ai ben noti interessi estranei. L’Italia è nata grazie a una classe politica infida, truce ed infame, e oggi sta morendo per mano di un ceto politico-culturale ancor più infame, vile e infido. Un ciclo storico sta per concludersi.

Alessandro Lattanzio, 18/7/2013

Boldrini, sinistra italiana e primavera araba

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La democrazia portata in Egitto (e altrove) dalla Primavera Araba, esaltata dal pattume democraticista e ultrasinistra; in Italia da rifognazione comunista, dal fango anti-trotskista delle microsette psicotiche dei Francesco Ricci (PdAC) e dei Salvatore Cannavò (Sinistra Critica), dalla setta allucinata del democristiano ‘maoista’ Scuderi (PMLI), passando, scendendo verso le fogne, per gli agenti dei servizi segreti militari, italiani e non, come lo scribacchino rivoluzionario, reggipanza berluscomico Valerio Evanglisti, il cialtrone ‘sovranista’ Stefano d’Andrea, cheerleaders garibaldino di al-Qaida e di Erdogan, il ‘comunista’ Moreno Pasquinelli, nano-ducetto del campetto filo-imperialista e sodale del gonzo nazista Cristiano Tinazzi, arruolato dai servizi assieme a Ricucci, braccio destro di Minoli, quale agente di collegamento con i terroristi inviati e armati dall’Italia in Siria, a combattere contro un popolo che di questa ‘maledetta primavera’ non vuole saperne niente.
Non trascurando di menzionare i sodali dell’islamismo, fulminato e impazzito, che devasta il Medioriente, soggetti della Roma da bere: l‘odiosa snob umanitaria Boldrini, la stupidissima Kyenge, l’evasore dopata Idem, ed altri animali del circo dello spettacolo coloniale interno e internazionale: Gino Strada, supporter della distruzione della Libia e dell’Africa; il caravanserraglio integralista ed islamo-sinistro del PD e di SeL: Aya Homsi, l’imam integralista di Sicilia Dachan Mohamed Nour (siriani che godono della protezione dei servizi segreti italiani), Lapo Pistelli, Emma Bonino, Flavio Lotti, Infopal, NENAnews, Lettera43, varie ONG pacifinte e liste elettorali di sinistra, caterve di presunti centri studi geopolitici di servizio, ecc.
Insomma, un coacervo di teppaglia che ha salutato l’avvento al potere dei Fratelli musulmani, del terrorismo salafita che, in questi giorni, perseguita in Egitto la comunità sciita. In un paesino, lo sheikh sciita Hassan Shahata e quattro altri musulmani della sua comunità sono stati linciati selvaggiamente, semplicemente perché sciiti, da coloro chie qui ci vengono  presentati quali ‘pacifici manifestanti per la democrazia e i diritti umani'; gli stessi che gli orridi fantocci al governo non solo ci invitano ad accogliere a braccia aperte acriticamente, ma anche ad armare e celebrare nell’aggressione contro Libia e Siria
Ecco dove portano le azioni degli integralisti idrofobi, che gli islamo-sinistri e i dirittiumanitari marci e fasulli alla Gino Strada e Laura Boldrini, ci appellano a sostenere!
Ecco il gioioso futuro che le suddette canaglie ci promettono:

ComeDallaCloaca. Ovvero come discaricare cervello e dignità

998325Comedonchisciotte presentatosi quale forum dell’informazione alternativa, è divenuto il forum della disinformazione strategica. Trampolino di lancio di piccoli guitti avvelenati dall’odio anti-Grillo. Una pratica che si sa essere anche remunerativa. (Francesco Lanza) E qualcuno, nel forum di Comedonchisciotte sembra essere fin troppo solerte nel sputacchiare bava contro il Movimento 5 Stelle, neanche Berlusconi e le centinaia di milioni scomparsi presso casa PD(ue), tra Lusi e il Monti dei Paschi di Siena, ha suscitato tanta schiuma rabbiosa. Vabbè, ognuno si merita il pubblico che ha.
Difatti oramai intervengono solo, con quotidiane somministrazioni di pillole abortive dell’intelligenza, sfegatati seguaci del neo-piddismo (renzie-smo) o del cripto-berlusconismo di ritorno, prima così odiato presso questa residence per cure mentali che è diventato il sito di ‘Truman Burbank’, l’incappucciato in capo dei ‘capuccetti neri’ del sito CdC. Il tutto ricoperto dalla melensa e annacquata glassa del ‘Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo‘, dovrebbero aggiungervi, per quell’onestà intellettuale che non hanno, ‘finché ci aggrada’. Se difatti CdC è roba loro, cioè dell’incappucciato Burbank, ingegnere presso Finmeccanica, o di un tale Davide, allora che scrivano sulla testata invece della battuta ipocrita su riferita, semplicemente ‘proprietà privata’.
Aldilà degli isterismi anti-Grillo dei forumisti di CDC, c’è di peggio.
Infatti, per anni CdC aveva tenuto il link al presente blog, poi d’un tratto il link è sparito. Esattamente intorno all’inserimento del post dedicato ai quattro ‘giornalisti’ italiani ‘rapiti’ dai ‘combattenti per la libertà siriani’, operanti sul confine tra Turchia e Siria. Nell’articolo si avanzavano dubbi sulle dichiarazioni e le spiegazioni ufficiali del ‘sequestro’. Mentre il capoccia del gruppo di ‘liberi giornalisti’ parlava dicendo che non gli ‘avevano torto un capello’, si gentili parean i barbuti integralisti, la giornalista del gruppo, riferiva invece di: “Eravamo in un villaggio ormai disabitato a causa dei bombardamenti del regime. Attendevano l’arrivo del loro capo. A sera, lo sheikh è finalmente arrivato e siamo stati portati in quella che sembrava una scuola. Non c’era elettricità, la luce era quella delle candele. Verso mezzanotte il primo spostamento. Ci hanno fatto incappucciare e salire sui veicoli. All’alba siamo finalmente arrivati nel nuovo covo, freddo e già più simile a una prigione. Il clima era brutto, molto pesante, sentivo le urla di altre persone torturate… Già durante il trasporto ero in un veicolo diverso. Ma dal quel momento in poi, il mio destino si è completamente diviso da quello dei colleghi e mi hanno tenuto in isolamento. Loro erano tre maschi, italiani. Io una donna, sola e italo-siriana. A causa delle mie origini, della doppia nazionalità e dei tanti timbri libanesi sul mio passaporto mi hanno preso per una spia. La prima domanda del capo è stata: ‘per quale intelligence lavori’?” (Agenparl)
I dubbi sollevati dall’articolo devono aver turbato le candide menti dei volterriani incappucciati e finmeccanici di Comedonchisciotte. Perciò avevano deciso di cassare il link al blog AuroraSito. Non casualmente, poco dopo compariva, in sua vece, il link ad Appello al popolo, sito del presunto sovranista Stefano d’Andrea, guru e figura di culto di una cerchia appartenente all’infinita sfilza di signoraggisti. Il soggetto, per rendere un pò più appetibile la sua mercanzia, l’ha resa un po’ originale spruzzandovi del garibaldinismo inacidito e del ‘sovranismo’ sinistro. Ovviamente, i volterriani di Donchisciotte, gli hanno steso un loro tappetino rosso elettronico pubblicizzandone le gesta teoriche e relativo convegno. Nell’oggettiva scia del successo di Paolo Barnard e del successone di Grillo & Casaleggio, che tanto tenta anche il sovranista sinistro dallo spirito garibaldino (molto spirito, tipo quello usato per collezionare teste di ‘briganti’ terroni, che tanto debbono a Garibaldi.)
In effetti, dopo la dipartita di Bagnai, una specie di Bruto-Zingales del signoraggismo sinistro, un qualche guru sabotatore in piazza deve pur esserci. E Stefano d’Andrea deve averne fiutato l’immancabile opportunità di racimolare anche qualche altro ottuso seguace.
Ma che c’entra questo con la Siria?
C’entra invece: “Erano gli uomini pii, i religiosi combattenti che abbiamo visto in azione in Iraq, dove hanno mantenuto alcune (non irrilevanti) posizioni ; e in Afghanistan, dove, assieme ai Talebani, controllano il territorio. Il nome questa volta è Jabhat al-Nusra (o Nusrah). Jabhat al-Nusra e solo Jabhat al-Nusra è Al Qaeda in Siria. E come in Afghanistan e in Iraq, Al Qaeda non è alleata degli Stati Uniti. Infatti, mentre tutti gli altri ribelli, secondo i vertici politici e militari degli Stati Uniti, sono “combattenti per la libertà”, gli uomini di Al Qaeda in Siria sono stati prontamente inseriti dagli Stati Uniti nella lista nera dei gruppi terroristici. …
Jabhat al-Nusra non terrorizza la popolazione ma ne conquista il consenso
 …
Si tratta di guerrieri straordinari, che si è portati a credere esistano soltanto nella favole, nei giochi di bambini, nei film d’avventura e nei video-giochi. La calma che mostrano in questo video (si può partire dall’inizio del secondo minuto), mentre sono sotto attacco e in parte esposti è quasi affascinante; l’opposto dell’agitazione dei soldati statunitensi osservati in più occasione durante la  guerra irachena.

Gli uomini di Al Qaeda si immolano, schiantandosi, con attacchi suicidi, contro le basi dell’esercito di Assad. In questo modo riescono ad attaccare e ad avanzare. Essi sono sempre all’attacco

Più durerà la guerra e più Jabhat al-Nusra acquisirà consenso. Nella condizione storica che si trova a vivere la Siria, se un uomo è puro, serio, coraggioso, coerente fino all’estremo sacrificio, generoso, nobile, allora conquista il consenso. Sono certo che prima o poi Jabhat al-Nusra attaccherà anche i mostri drogati torturatori e mercenari, che per lungo tempo hanno imposto di tifare per Assad.

Adesso il nemico di Assad è Al Qaeda (che non è composta dai mercenari che hanno combattuto in Libia e simili), la quale è nemica anche degli Stati Uniti, qualsiasi cosa ne pensino tanti contro-informati che di questa materia non hanno mai capito nulla. E Al Qaeda conquisterà il cuore della parte islamista o solo fortemente islamica del popolo siriano. Questa parte politica ha subito una dittatura. Questo è un fatto. Si può parteggiare per la dittatura di Assad, perché laica. Ma non si può disconoscere il diritto di ribellarsi alla dittatura a una parte considerevole del popolo siriano. Vinca il migliore, dunque, e perdano gli Stati Uniti.” (Appello al Popolo)
Delirante, no?
Ebbene questo posato ‘professorone’, che si spaccia da araldo della sovranità d’Italia, si tramuta in questo fenomenale cheerleader sgambettante eccitato alla vista di integralisti fulminati che torturano un popolo intero. Sadismo? Compiacimento nel dolore inflitto ai deboli? Malcelato ardore bondage? Masochismo conclamato? Amore omosex verso villosi e virili trucidi figuri? Gay pride halal?
Chissenefrega!
Semmai, quale sovranismo rappresenterebbe questo cialtrone che inneggia ed esalta coloro che hanno contribuito a distruggere un alleato fondamentale per l’Italia, per la sua sopravvivenza economica, diplomatica, geopolitica e strategica, quale era la Repubblica Popolare della Jamahiriya Libica? Una domanda che la truppaglia di ottusi seguaci di quest’ennesimo guru neanche si porrà. Come molte domande sulla realtà incappucciata che si cela dietro il motto beffardo (un mottetto?) degli pseudo-volterriani del ‘Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo‘, il cui sito d’informazioni, non informa più da un pezzo sulle vicende Siriane. Casualità?
E forse il link al blog AuroraSito non connetteva più con tale quadretto, e quindi, su esempio di Hamas quando ospitò a Gaza il moribondo principe panzone di Doha, hanno pensato bene di cancellare simboli e segni non graditi a sua graziosa maestà ‘al-Dandria’a’.
Truman Burbank non vuole ledere la sensibilità del guru economicamente sovranista? Ha paura di una bolla di scomunica? O che qualche ‘freedom fighter’ islamo-garibaldino ne esponga fantozzianamente la testa decapitata in qualche mensa di Finmeccanica?

Alessandro Lattanzio 15/6/2013

Femen fino ai capezzoli!

Revizor per Voix Nouvelle e Soraya Sossi per TV5 Monde, 1 aprile 2013
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Riprendersi il corpo femminile. Abbattere la dominazione maschile. Lottare contro la prostituzione.  Queste sono le lotte delle femen, queste femministe folli provenienti dall’Ucraina e insediatesi di recente a Parigi, moltiplicando le azioni in topless in tutta Europa. Il loro messaggio? Siamo in grado di colpire dove vogliamo, quando vogliamo. Queste femministe di un nuovo genere, ci hanno aperto le porte del loro centro di addestramento. Le strade sono piene di spazzatura e le fogne traboccano, facendo uscire piccoli rivoli d’acqua che finiscono sotto le bancarelle dei venditori ambulanti. Le facce sono brune e di carnagione scura, il francese è tinto da una varietà di accenti. Un parrucchiere attira la clientela con un nome piuttosto insolito: “Barack Obama Hair Fashion“. Un uomo propone telefonini o lettori MP3 ai passanti.  Improvvisamente il Lavoir Moderne. Il quartier generale delle femen è un castello rosso in un quartiere popolare.
Il Lavoir Moderne si annuncia all’ingresso con un poster sul “teatro impegnato”. Gli indignati non sono mai lontani. Una volta entrati ci troviamo faccia a faccia con alcuni giornalisti francesi e belgi. Proprio come noi, devono aspettare che Inna Shevshenko, capo delle femen, ci faccia entrare nella loro palestra. Risuonano le grida “pope no more”, “in gay we trust“, ecc. Infine, le femen ci fanno entrare. Sono tutte lì, con un cenno di sorriso, le note e le sconosciute, le ucraine e le francesi. “Io sono una musulmana tunisina“, dice Meriam. Molte di loro partecipano alla loro prima sessione di prove. Questo è in particolare il caso di Meriam. L’occhio della telecamera, nonché i microfoni, le inquietano. Presto si abitueranno.
I manifesti sui muri documentano quasi tutte le loro azioni. Uno di essi attira la nostra attenzione, c’è scritto: “La donna non è un oggetto. Fuck me in Porsche Cayenne“. È Inna Shevshenko che guida le sue truppe. “Ripetete dopo di me! Poor because of you! Poor because of you!”. Le anziane gridano fino a lacerarsi le corde vocali. Le nuove sono più timide. “Non sorridere mai! Allarga le gambe per sembrare aggressiva! È necessario spaventarli!“, Julia, una femen francese presente alla maggior parte delle azioni, rimprovera chi non segue queste istruzioni. Le urla gli slogan a pochi centimetri dalla faccia. Non siamo molto lontani da “Full Metal Jacket“.
Raggruppatevi! Seguiteci recitando le parole d’ordine“, dice in inglese la carismatica Inna Shevshenko. Julia traduce in francese per coloro che non comprendono. “Omofobo via! Omofobo via! Omofobo via! La lotta per il matrimonio per tutti è nella mente di tutti“. “La nostra azione contro gli omofobi di Civitas è quella che abbiamo preparato in anticipo da più tempo, vale a dire un mese. Non potevamo lasciare nulla al caso. Sapevamo che sarebbe stata violenta“, dice Julia. E’ proprio per affrontare le violenze che le femen compiono gli esercizi che le coprono i volti di sudore. “Giù! Fai dieci flessioni senza slogan e dieci con gli slogan!” Le ragazze compiono l’esercizio. “Not a sex toy! Not a sex toy!” Molte non riescono a tenere la schiena diritta. La tunisina Meriam sembra avere problemi di respirazione. “Okay, ragazze, vi mostreremo come affrontare la polizia“, tuona Inna, “È necessario ritardare l’arresto il più possibile, ma non diventate violente, non siamo qui per questo! Quando vi prendono, buttatevi giù, continuate a gridare il vostro slogan! Potete continuare a impegnarli. In Vaticano, una di noi ha rubato cappello di un poliziotto e l’ha gettato via. Quell’idiota mollò tutto per recuperarlo, questo è il tipo di cose che dovete fare!”
Una delle femen viene scelta da Inna. Si muove ripetendo continuamente “basta Berlusconi“. Improvvisamente, tre “sexattiviste” balzano su di lei, la lotta è feroce, le apprendiste poliziotte fanno di tutto per metterla a tacere, la tirano per i piedi, le torcono le braccia, l’imbavagliano. La femen continua a chiedere le dimissioni del playboy della politica italiana impantanatosi nel suo “bunga bunga”. Nonostante la sua determinazione, l’attivista è bloccata. Il suo gomito è graffiato e perde una lente a contatto. “E’ stato bello,” dice Inna. “Ma se tu avessi affrontato tre uomini da 85 chili, non saresti durata tre secondi.” I suoi occhi incontrano i miei, ho paura che mi faccia giocare il ruolo di un CRS. La minaccia viene sbrigativamente accantonata, “Avresti dovuto buttarti giù prima e distogliere la loro attenzione. Ditegli che l’amate, per esempio.”

Le nuove soldatesse del femminismo
I motivi che hanno portato queste giovani donne a entrare nelle fila delle femen sono diversi come le loro storie. Inna e Oksana si sono ribellate per il ruolo dato alle donne in Ucraina: o prostituzione, o donne buone solo per il matrimonio, ecc. Una francese afferma di avere aderito al movimento dopo essere stata licenziata, aveva denunciato il suo capo per molestie sessuali. Meriam per la rivolta in Tunisia. “Gli uomini non ti lasciano in pace. Chiedete aiuto a un agente di polizia e cerca di avere il vostro numero di telefono. Anche i ginecologi sono così. Vuoi vivere da sola? Tutti ti considerano una puttana! Dopo la rivoluzione, è anche peggio. Gli islamisti radicali occupano le piazze, diventando pericolosi.”
Cinque anni fa Meriam fuggì dalla Tunisia a seguito della rottura con il suo fidanzato. Da allora vive in Francia, dove cerca di ricostruirsi una vita. “Spesso ripenso a tutto quello che ho lasciato. Ma non riesco a perdonare. Quello che sono oggi non è coerente con quello che devo essere lì. A parte mio padre, nessuno sa del mio coinvolgimento con le femen. Sarebbe un disastro per la mia famiglia e per me.” Avete capito, situazioni ingiuste e violente sono spesso la causa dell’impegno nelle femen. Tuttavia, ci si può anche chiedere se non partecipano alla creazione di un nuovo estremismo, femminista e ateo. Le loro apparizioni in Vaticano o a Notre-Dame de Paris non sono passate inosservate. “Non abbiamo nulla contro la religione. Inoltre, uno dei nostri membri si guadagna da vivere dipingendo icone ortodosse. Non supportiamo il patriarcato e tutto ciò che ne consegue: l’omofobia, il rifiuto della donna, l’intolleranza“, dice Julia. “Ovviamente non vogliamo sostituire un dominio con un altro. Siamo egualitarie e pacifiche“.
Se le femen non si sono rese colpevoli di violenze, non esitano ad utilizzare un vocabolario guerriero. “Siamo terroriste pacifiche. Noi femministe ci mettiamo in prima linea per colpire duro laddove fa male“, continua Julia. “Mostriamo solo il petto, che a loro piace così tanto. Ma questa volta non gli sorridiamo, li spaventiamo. Noi non siamo violente, guardate la loro reazione! Ci possono picchiare, come hanno fatto i Civitas durante le manifestazioni per il matrimonio per tutti. Ci minacciano ogni giorno, ci possono rapire come hanno fatto in Bielorussia. Possono anche cercare di ucciderci“, continua Inna in inglese. Julia annuisce. Un’altra fuma una sigaretta con un ghigno. “Sappiamo che ci possono uccidere. E poi?  Uccidono due o tre attiviste, e altre donne più arrabbiate le sostituiranno. La paura non è una nostra componente. Non abbiamo paura”, dice Julia.

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Oksana Shashko e Inna Shevshenko

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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