Del Kazakhstan, ovvero Grillo, Chiesa e adoratori di mummie

Il fronte anti-eurasiatico italiano si allarga

nazarbayevLa vicenda del truffatore bancarottiere più amato dalla sinistra italiana, dal PD ai rottami dell’hoxhismo, passando per SEL e M5S, il kazaco Mukhtar Abljazov, si trasforma in una sempre più ampia operazione invasiva ai danni della residua politica economica e diplomatica dell’Italia. L’assalto ai robusti rapporti economici tra Roma e Astana sembra sempre più manipolata e organizzata dall’estero; un auto-sabotaggio prono agli interessi estranei a quelli italiani. Ad esempio è rivelatore ciò che dice sulla sua pagina FB, il deputato di M5S Alessandro Dibattista in relazione alla vicenda della moglie del dissidente-bancarottiere Abljazov, “Ho presieduto la Commissione Affari Esteri, ero emozionato. Attaccare questo Parlamento che non funziona ed è la tomba della nostra democrazia non significa non rispettare le istituzioni, significa l’esatto opposto, significa amarle a tal punto da provare rabbia immensa a vederle ridotte in questo stato. … Ho avuto negli ultimi giorni diversi incontri privati con numerosi Ambasciatori … Se non ci fossimo noi chi avrebbe il coraggio di … mettere in relazione (magari ci sbagliamo ma indaghiamo) l’affare kazako con gli interessi del Satrapo di Arcore? Chi avrebbe il coraggio di dire la verità, di dire che da Paese a sovranità limitata nei confronti degli USA ci stiamo trasformando, contemporaneamente, a Paese a sovranità limitata nei confronti della Russia?
Bella dichiarazione, dopo aver confessato incontri segreti con ambasciatori ‘europei’ (vedasi USA, Regno Unito e Francia) ed ‘asiatici’ (vedasi Israele) ed aver risposto a una mia domanda su chi fossero questi ‘ambasciatori’ così: “con ambasciatori di paesi europei e asiatici. la diplomazia (e questo faccio, in parte) presuppone anche riservatezza”, si fornisce una dimostrazione di scarsa coerenza con la vantata ventata di novità nelle stanze della politica, ma anche di scarsissima coerenza con le indignate declamazioni sulla subalternità italiana agli USA e altre belle parole su ‘democrazia’, ‘sovranità’ ecc. Ma la frase sull’Italia che non deve essere una ‘colonia della Russia’, svela soltanto la solita vile modalità di far politchetta in Italia. Pur di non disubbidire agli ordini e alle direttive degli USA, e del suo attuale ambasciatore in Italia John Phillips (Filippi), si tira fuori la panzana di non voler essere subalterni alla Russia (ma non si parla del Kazakhstan? Un lapsus freudiano). Tutto ciò inizia a svelarsi sgradevolmente quale indirizzo generale e di fondo dei cosiddetti ‘cittadini in Parlamento’ rispetto le cose serie, e non più verso la polemica-cabaret sul teatrino politico italidiota.
Sostanzialmente si assiste all’assalto concentrico ed eterodiretto contro gli ultimi legami non-atlantisti dell’Italia. Un elemento rivelatore è fornito dall’atteggiamento assunto dalla bella manica di guru della sinistra cimiteriale italiana. Ad esempio, il malthusiano che si traveste da ‘marxiano’ Giulietto Chiesa scrive sulla sua pagina FB: ‘Credevamo di essere una colonia americana, invece siamo anche una colonia kazakhstana‘. Ci tiene che si resti colonia di una sola potenza. Il fatto che usi l’acca al posto della i nella parola ‘Kazakhstan’, non lo rende di certo un amico dell’ex-URSS, anzi, Chiesa è sempre stato orgoglioso del suo ruolo nell’avvento al potere di Eltsin, in Russia, come di essere amico del pupazzo delle oligarchie Gorbaciov, autore di un libro che svelava la necessità di distruggere l’URSS e che, ancora non pago, oggi si propone di portare a termine l’opera con la disintegrazione di Russia e Cina: ‘Le uniche due potenze che si oppongono al Nuovo Ordine Mondiale‘, spiega Gorbaciov accompagnato dal suo messia apocalittico Giulietto Chiesa. Ma cos’altro aspettarsi da chi, negli anni ’90, partecipò come conferenziere a dieci riunioni al Dipartimento di Stato USA, più una al quartier generale della CIA, dove sicuramente avrà spiegato come cercare di distruggere la Federazione Russa (cos’altro poteva mai spiegargli questo esperto genovese di cose russe citato nei manuali dell‘US Army? (pag. 10)).
A costoro si affiancano i relitti piccisti di ogni sfumatura, come il teorico del socialismo in un solo quartiere di Roma, Sergio Cararo, che afferma: “Sarà una coincidenza ma il famigerato impianto del giacimento gigante di Kashagan… ha inaugurato la sua entrata in funzione proprio il 30 giugno scorso, dopo cinque anni di ritardi, traversie, problemi insorti con le autorità kazache e con la magistratura italiana per via di alcune tangenti. Un avvio di operatività a un mese esatto di distanza dalla cattura della moglie e della figlioletta di Ablyazov. Un coincidenza o una cambiale dal e con il governo kazaco?” Qui, il nemico in nome del ‘marxismo’ delle ‘teorie del complotto’ sull’11 settembre e al-Qaida, invece gradisce adottare il complottismo pecoreccio di Repubblica. Tale presunto nemico proletario del sistema capitalista ama sempre adottare totalitaristicamente modalità, analisi, pensieri e scopi del suo apparente nemico. Se l’obiettivo è prendersela con chi contrasta o sfugge al controllo della NATO e degli USA, Cararo, Contropiano e annessi arnesi si trovano sempre in prima fila. Su Libia, Siria e oggi Kazakhstan; sempre in agguato, assieme al sodale berlingueriano Chiesa, nell’attesa di una bella resa dei conti contro il ‘fascista rosso-bruno’ Putin.
Scendendo nella scala della rivoluzione, ci s’imbatte nell’auto-smascheramento democretinista dei tanti piccolo-borghesucci italiani che vanno in giro travestiti da zorro del ‘marxismo-leninismo’, come il partito-individuale Piattaforma Comunista che, scopiazzando Repubblica e altri organi del ‘bolscevismo mondiale’, riesce ad affermare: “la polizia italiana ha operato in modo oscuro e semigolpista, di propria iniziativa e/o in combutta con alcuni agenti dei servizi, nel prelevare e trasferire dall’Italia in Kazakistan la moglie e la figlia del principale dissidente politico del presidente Nazarbaev (notoriamente amico di Berlusconi)…” Eccola qui, in tutto il suo fulgore, l’analisi scientifica-materialistica di questo adoratore di mummie. Il solito concentrato di luogocomunismo più democretino che si possa trovare nell’ambiente analfabeta e allucinato della  sinistra italiana.
Tutta questa brodaglia sinistra, dall’opusdeista Renzi all’ultimo farabutto settario, sa benissimo chi sia il ‘dissidente’ Abljazov e da chi sia protetto. Si ricordi che la Shalabaeva, la moglie del ‘dissidente’ kazaco, aveva un passaporto della Repubblica Centrafricana, Stato africano occupato con un golpe-invasione dalle truppe francesi all’inizio di quest’anno. Saranno stati loro a consegnare il passaporto fasullo a Shalabaeva? E perchè? Nessuno se lo chiede, poiché così gli è stato ordinato dai loro veri referenti atlantisti, così come gli è stato anche ordinato di sabotare i rapporti economici tra Italia e Kazakhstan, dove un terzo delle aziende estere che vi operano è italiano, e di certo non tutte sono di Berlusconi. Inoltre, alcuni pur di abbattere questo ignobile governo Letta-Alfano sono disposti ad affossare l’Italia. Ad esempio, dipingendo come un satrapo Nazarbaev, l’M5S ha già preso una pessima china, già vista su Libia, Siria e Iran. Lo scopo? Comprare lo shale-gas dagli USA quale piano energetico alternativo del M5S, e non solo del M5S?
In conclusione, la disintegrazione del sistema Italia ha portato al controllo delle leve del potere politico, economico e diplomatico, una serie di guitti oltraggiosi, esiziali, micidiali. Non si tratta dell’inane nano di Arcore e del suo fido scudiero senza attributi, o degli altrettanto futili e dannosi Letta, Bonino, Kyenge, Lorenzin, Boldrini e circo al seguito. No, anche le presunte alternative, genovesi o meno, sono bacate, guaste e prone ai ben noti interessi estranei. L’Italia è nata grazie a una classe politica infida, truce ed infame, e oggi sta morendo per mano di un ceto politico-culturale ancor più infame, vile e infido. Un ciclo storico sta per concludersi.

Alessandro Lattanzio, 18/7/2013

Boldrini, sinistra italiana e primavera araba

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La democrazia portata in Egitto (e altrove) dalla Primavera Araba, esaltata dal pattume democraticista e ultrasinistra; in Italia da rifognazione comunista, dal fango anti-trotskista delle microsette psicotiche dei Francesco Ricci (PdAC) e dei Salvatore Cannavò (Sinistra Critica), dalla setta allucinata del democristiano ‘maoista’ Scuderi (PMLI), passando, scendendo verso le fogne, per gli agenti dei servizi segreti militari, italiani e non, come lo scribacchino rivoluzionario, reggipanza berluscomico Valerio Evanglisti, il cialtrone ‘sovranista’ Stefano d’Andrea, cheerleaders garibaldino di al-Qaida e di Erdogan, il ‘comunista’ Moreno Pasquinelli, nano-ducetto del campetto filo-imperialista e sodale del gonzo nazista Cristiano Tinazzi, arruolato dai servizi assieme a Ricucci, braccio destro di Minoli, quale agente di collegamento con i terroristi inviati e armati dall’Italia in Siria, a combattere contro un popolo che di questa ‘maledetta primavera’ non vuole saperne niente.
Non trascurando di menzionare i sodali dell’islamismo, fulminato e impazzito, che devasta il Medioriente, soggetti della Roma da bere: l‘odiosa snob umanitaria Boldrini, la stupidissima Kyenge, l’evasore dopata Idem, ed altri animali del circo dello spettacolo coloniale interno e internazionale: Gino Strada, supporter della distruzione della Libia e dell’Africa; il caravanserraglio integralista ed islamo-sinistro del PD e di SeL: Aya Homsi, l’imam integralista di Sicilia Dachan Mohamed Nour (siriani che godono della protezione dei servizi segreti italiani), Lapo Pistelli, Emma Bonino, Flavio Lotti, Infopal, NENAnews, Lettera43, varie ONG pacifinte e liste elettorali di sinistra, caterve di presunti centri studi geopolitici di servizio, ecc.
Insomma, un coacervo di teppaglia che ha salutato l’avvento al potere dei Fratelli musulmani, del terrorismo salafita che, in questi giorni, perseguita in Egitto la comunità sciita. In un paesino, lo sheikh sciita Hassan Shahata e quattro altri musulmani della sua comunità sono stati linciati selvaggiamente, semplicemente perché sciiti, da coloro chie qui ci vengono  presentati quali ‘pacifici manifestanti per la democrazia e i diritti umani'; gli stessi che gli orridi fantocci al governo non solo ci invitano ad accogliere a braccia aperte acriticamente, ma anche ad armare e celebrare nell’aggressione contro Libia e Siria
Ecco dove portano le azioni degli integralisti idrofobi, che gli islamo-sinistri e i dirittiumanitari marci e fasulli alla Gino Strada e Laura Boldrini, ci appellano a sostenere!
Ecco il gioioso futuro che le suddette canaglie ci promettono:

ComeDallaCloaca. Ovvero come discaricare cervello e dignità

998325Comedonchisciotte presentatosi quale forum dell’informazione alternativa, è divenuto il forum della disinformazione strategica. Trampolino di lancio di piccoli guitti avvelenati dall’odio anti-Grillo. Una pratica che si sa essere anche remunerativa. (Francesco Lanza) E qualcuno, nel forum di Comedonchisciotte sembra essere fin troppo solerte nel sputacchiare bava contro il Movimento 5 Stelle, neanche Berlusconi e le centinaia di milioni scomparsi presso casa PD(ue), tra Lusi e il Monti dei Paschi di Siena, ha suscitato tanta schiuma rabbiosa. Vabbè, ognuno si merita il pubblico che ha.
Difatti oramai intervengono solo, con quotidiane somministrazioni di pillole abortive dell’intelligenza, sfegatati seguaci del neo-piddismo (renzie-smo) o del cripto-berlusconismo di ritorno, prima così odiato presso questa residence per cure mentali che è diventato il sito di ‘Truman Burbank’, l’incappucciato in capo dei ‘capuccetti neri’ del sito CdC. Il tutto ricoperto dalla melensa e annacquata glassa del ‘Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo‘, dovrebbero aggiungervi, per quell’onestà intellettuale che non hanno, ‘finché ci aggrada’. Se difatti CdC è roba loro, cioè dell’incappucciato Burbank, ingegnere presso Finmeccanica, o di un tale Davide, allora che scrivano sulla testata invece della battuta ipocrita su riferita, semplicemente ‘proprietà privata’.
Aldilà degli isterismi anti-Grillo dei forumisti di CDC, c’è di peggio.
Infatti, per anni CdC aveva tenuto il link al presente blog, poi d’un tratto il link è sparito. Esattamente intorno all’inserimento del post dedicato ai quattro ‘giornalisti’ italiani ‘rapiti’ dai ‘combattenti per la libertà siriani’, operanti sul confine tra Turchia e Siria. Nell’articolo si avanzavano dubbi sulle dichiarazioni e le spiegazioni ufficiali del ‘sequestro’. Mentre il capoccia del gruppo di ‘liberi giornalisti’ parlava dicendo che non gli ‘avevano torto un capello’, si gentili parean i barbuti integralisti, la giornalista del gruppo, riferiva invece di: “Eravamo in un villaggio ormai disabitato a causa dei bombardamenti del regime. Attendevano l’arrivo del loro capo. A sera, lo sheikh è finalmente arrivato e siamo stati portati in quella che sembrava una scuola. Non c’era elettricità, la luce era quella delle candele. Verso mezzanotte il primo spostamento. Ci hanno fatto incappucciare e salire sui veicoli. All’alba siamo finalmente arrivati nel nuovo covo, freddo e già più simile a una prigione. Il clima era brutto, molto pesante, sentivo le urla di altre persone torturate… Già durante il trasporto ero in un veicolo diverso. Ma dal quel momento in poi, il mio destino si è completamente diviso da quello dei colleghi e mi hanno tenuto in isolamento. Loro erano tre maschi, italiani. Io una donna, sola e italo-siriana. A causa delle mie origini, della doppia nazionalità e dei tanti timbri libanesi sul mio passaporto mi hanno preso per una spia. La prima domanda del capo è stata: ‘per quale intelligence lavori’?” (Agenparl)
I dubbi sollevati dall’articolo devono aver turbato le candide menti dei volterriani incappucciati e finmeccanici di Comedonchisciotte. Perciò avevano deciso di cassare il link al blog AuroraSito. Non casualmente, poco dopo compariva, in sua vece, il link ad Appello al popolo, sito del presunto sovranista Stefano d’Andrea, guru e figura di culto di una cerchia appartenente all’infinita sfilza di signoraggisti. Il soggetto, per rendere un pò più appetibile la sua mercanzia, l’ha resa un po’ originale spruzzandovi del garibaldinismo inacidito e del ‘sovranismo’ sinistro. Ovviamente, i volterriani di Donchisciotte, gli hanno steso un loro tappetino rosso elettronico pubblicizzandone le gesta teoriche e relativo convegno. Nell’oggettiva scia del successo di Paolo Barnard e del successone di Grillo & Casaleggio, che tanto tenta anche il sovranista sinistro dallo spirito garibaldino (molto spirito, tipo quello usato per collezionare teste di ‘briganti’ terroni, che tanto debbono a Garibaldi.)
In effetti, dopo la dipartita di Bagnai, una specie di Bruto-Zingales del signoraggismo sinistro, un qualche guru sabotatore in piazza deve pur esserci. E Stefano d’Andrea deve averne fiutato l’immancabile opportunità di racimolare anche qualche altro ottuso seguace.
Ma che c’entra questo con la Siria?
C’entra invece: “Erano gli uomini pii, i religiosi combattenti che abbiamo visto in azione in Iraq, dove hanno mantenuto alcune (non irrilevanti) posizioni ; e in Afghanistan, dove, assieme ai Talebani, controllano il territorio. Il nome questa volta è Jabhat al-Nusra (o Nusrah). Jabhat al-Nusra e solo Jabhat al-Nusra è Al Qaeda in Siria. E come in Afghanistan e in Iraq, Al Qaeda non è alleata degli Stati Uniti. Infatti, mentre tutti gli altri ribelli, secondo i vertici politici e militari degli Stati Uniti, sono “combattenti per la libertà”, gli uomini di Al Qaeda in Siria sono stati prontamente inseriti dagli Stati Uniti nella lista nera dei gruppi terroristici. …
Jabhat al-Nusra non terrorizza la popolazione ma ne conquista il consenso
 …
Si tratta di guerrieri straordinari, che si è portati a credere esistano soltanto nella favole, nei giochi di bambini, nei film d’avventura e nei video-giochi. La calma che mostrano in questo video (si può partire dall’inizio del secondo minuto), mentre sono sotto attacco e in parte esposti è quasi affascinante; l’opposto dell’agitazione dei soldati statunitensi osservati in più occasione durante la  guerra irachena.

Gli uomini di Al Qaeda si immolano, schiantandosi, con attacchi suicidi, contro le basi dell’esercito di Assad. In questo modo riescono ad attaccare e ad avanzare. Essi sono sempre all’attacco

Più durerà la guerra e più Jabhat al-Nusra acquisirà consenso. Nella condizione storica che si trova a vivere la Siria, se un uomo è puro, serio, coraggioso, coerente fino all’estremo sacrificio, generoso, nobile, allora conquista il consenso. Sono certo che prima o poi Jabhat al-Nusra attaccherà anche i mostri drogati torturatori e mercenari, che per lungo tempo hanno imposto di tifare per Assad.

Adesso il nemico di Assad è Al Qaeda (che non è composta dai mercenari che hanno combattuto in Libia e simili), la quale è nemica anche degli Stati Uniti, qualsiasi cosa ne pensino tanti contro-informati che di questa materia non hanno mai capito nulla. E Al Qaeda conquisterà il cuore della parte islamista o solo fortemente islamica del popolo siriano. Questa parte politica ha subito una dittatura. Questo è un fatto. Si può parteggiare per la dittatura di Assad, perché laica. Ma non si può disconoscere il diritto di ribellarsi alla dittatura a una parte considerevole del popolo siriano. Vinca il migliore, dunque, e perdano gli Stati Uniti.” (Appello al Popolo)
Delirante, no?
Ebbene questo posato ‘professorone’, che si spaccia da araldo della sovranità d’Italia, si tramuta in questo fenomenale cheerleader sgambettante eccitato alla vista di integralisti fulminati che torturano un popolo intero. Sadismo? Compiacimento nel dolore inflitto ai deboli? Malcelato ardore bondage? Masochismo conclamato? Amore omosex verso villosi e virili trucidi figuri? Gay pride halal?
Chissenefrega!
Semmai, quale sovranismo rappresenterebbe questo cialtrone che inneggia ed esalta coloro che hanno contribuito a distruggere un alleato fondamentale per l’Italia, per la sua sopravvivenza economica, diplomatica, geopolitica e strategica, quale era la Repubblica Popolare della Jamahiriya Libica? Una domanda che la truppaglia di ottusi seguaci di quest’ennesimo guru neanche si porrà. Come molte domande sulla realtà incappucciata che si cela dietro il motto beffardo (un mottetto?) degli pseudo-volterriani del ‘Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo‘, il cui sito d’informazioni, non informa più da un pezzo sulle vicende Siriane. Casualità?
E forse il link al blog AuroraSito non connetteva più con tale quadretto, e quindi, su esempio di Hamas quando ospitò a Gaza il moribondo principe panzone di Doha, hanno pensato bene di cancellare simboli e segni non graditi a sua graziosa maestà ‘al-Dandria’a’.
Truman Burbank non vuole ledere la sensibilità del guru economicamente sovranista? Ha paura di una bolla di scomunica? O che qualche ‘freedom fighter’ islamo-garibaldino ne esponga fantozzianamente la testa decapitata in qualche mensa di Finmeccanica?

Alessandro Lattanzio 15/6/2013

Femen fino ai capezzoli!

Revizor per Voix Nouvelle e Soraya Sossi per TV5 Monde, 1 aprile 2013
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Riprendersi il corpo femminile. Abbattere la dominazione maschile. Lottare contro la prostituzione.  Queste sono le lotte delle femen, queste femministe folli provenienti dall’Ucraina e insediatesi di recente a Parigi, moltiplicando le azioni in topless in tutta Europa. Il loro messaggio? Siamo in grado di colpire dove vogliamo, quando vogliamo. Queste femministe di un nuovo genere, ci hanno aperto le porte del loro centro di addestramento. Le strade sono piene di spazzatura e le fogne traboccano, facendo uscire piccoli rivoli d’acqua che finiscono sotto le bancarelle dei venditori ambulanti. Le facce sono brune e di carnagione scura, il francese è tinto da una varietà di accenti. Un parrucchiere attira la clientela con un nome piuttosto insolito: “Barack Obama Hair Fashion“. Un uomo propone telefonini o lettori MP3 ai passanti.  Improvvisamente il Lavoir Moderne. Il quartier generale delle femen è un castello rosso in un quartiere popolare.
Il Lavoir Moderne si annuncia all’ingresso con un poster sul “teatro impegnato”. Gli indignati non sono mai lontani. Una volta entrati ci troviamo faccia a faccia con alcuni giornalisti francesi e belgi. Proprio come noi, devono aspettare che Inna Shevshenko, capo delle femen, ci faccia entrare nella loro palestra. Risuonano le grida “pope no more”, “in gay we trust“, ecc. Infine, le femen ci fanno entrare. Sono tutte lì, con un cenno di sorriso, le note e le sconosciute, le ucraine e le francesi. “Io sono una musulmana tunisina“, dice Meriam. Molte di loro partecipano alla loro prima sessione di prove. Questo è in particolare il caso di Meriam. L’occhio della telecamera, nonché i microfoni, le inquietano. Presto si abitueranno.
I manifesti sui muri documentano quasi tutte le loro azioni. Uno di essi attira la nostra attenzione, c’è scritto: “La donna non è un oggetto. Fuck me in Porsche Cayenne“. È Inna Shevshenko che guida le sue truppe. “Ripetete dopo di me! Poor because of you! Poor because of you!”. Le anziane gridano fino a lacerarsi le corde vocali. Le nuove sono più timide. “Non sorridere mai! Allarga le gambe per sembrare aggressiva! È necessario spaventarli!“, Julia, una femen francese presente alla maggior parte delle azioni, rimprovera chi non segue queste istruzioni. Le urla gli slogan a pochi centimetri dalla faccia. Non siamo molto lontani da “Full Metal Jacket“.
Raggruppatevi! Seguiteci recitando le parole d’ordine“, dice in inglese la carismatica Inna Shevshenko. Julia traduce in francese per coloro che non comprendono. “Omofobo via! Omofobo via! Omofobo via! La lotta per il matrimonio per tutti è nella mente di tutti“. “La nostra azione contro gli omofobi di Civitas è quella che abbiamo preparato in anticipo da più tempo, vale a dire un mese. Non potevamo lasciare nulla al caso. Sapevamo che sarebbe stata violenta“, dice Julia. E’ proprio per affrontare le violenze che le femen compiono gli esercizi che le coprono i volti di sudore. “Giù! Fai dieci flessioni senza slogan e dieci con gli slogan!” Le ragazze compiono l’esercizio. “Not a sex toy! Not a sex toy!” Molte non riescono a tenere la schiena diritta. La tunisina Meriam sembra avere problemi di respirazione. “Okay, ragazze, vi mostreremo come affrontare la polizia“, tuona Inna, “È necessario ritardare l’arresto il più possibile, ma non diventate violente, non siamo qui per questo! Quando vi prendono, buttatevi giù, continuate a gridare il vostro slogan! Potete continuare a impegnarli. In Vaticano, una di noi ha rubato cappello di un poliziotto e l’ha gettato via. Quell’idiota mollò tutto per recuperarlo, questo è il tipo di cose che dovete fare!”
Una delle femen viene scelta da Inna. Si muove ripetendo continuamente “basta Berlusconi“. Improvvisamente, tre “sexattiviste” balzano su di lei, la lotta è feroce, le apprendiste poliziotte fanno di tutto per metterla a tacere, la tirano per i piedi, le torcono le braccia, l’imbavagliano. La femen continua a chiedere le dimissioni del playboy della politica italiana impantanatosi nel suo “bunga bunga”. Nonostante la sua determinazione, l’attivista è bloccata. Il suo gomito è graffiato e perde una lente a contatto. “E’ stato bello,” dice Inna. “Ma se tu avessi affrontato tre uomini da 85 chili, non saresti durata tre secondi.” I suoi occhi incontrano i miei, ho paura che mi faccia giocare il ruolo di un CRS. La minaccia viene sbrigativamente accantonata, “Avresti dovuto buttarti giù prima e distogliere la loro attenzione. Ditegli che l’amate, per esempio.”

Le nuove soldatesse del femminismo
I motivi che hanno portato queste giovani donne a entrare nelle fila delle femen sono diversi come le loro storie. Inna e Oksana si sono ribellate per il ruolo dato alle donne in Ucraina: o prostituzione, o donne buone solo per il matrimonio, ecc. Una francese afferma di avere aderito al movimento dopo essere stata licenziata, aveva denunciato il suo capo per molestie sessuali. Meriam per la rivolta in Tunisia. “Gli uomini non ti lasciano in pace. Chiedete aiuto a un agente di polizia e cerca di avere il vostro numero di telefono. Anche i ginecologi sono così. Vuoi vivere da sola? Tutti ti considerano una puttana! Dopo la rivoluzione, è anche peggio. Gli islamisti radicali occupano le piazze, diventando pericolosi.”
Cinque anni fa Meriam fuggì dalla Tunisia a seguito della rottura con il suo fidanzato. Da allora vive in Francia, dove cerca di ricostruirsi una vita. “Spesso ripenso a tutto quello che ho lasciato. Ma non riesco a perdonare. Quello che sono oggi non è coerente con quello che devo essere lì. A parte mio padre, nessuno sa del mio coinvolgimento con le femen. Sarebbe un disastro per la mia famiglia e per me.” Avete capito, situazioni ingiuste e violente sono spesso la causa dell’impegno nelle femen. Tuttavia, ci si può anche chiedere se non partecipano alla creazione di un nuovo estremismo, femminista e ateo. Le loro apparizioni in Vaticano o a Notre-Dame de Paris non sono passate inosservate. “Non abbiamo nulla contro la religione. Inoltre, uno dei nostri membri si guadagna da vivere dipingendo icone ortodosse. Non supportiamo il patriarcato e tutto ciò che ne consegue: l’omofobia, il rifiuto della donna, l’intolleranza“, dice Julia. “Ovviamente non vogliamo sostituire un dominio con un altro. Siamo egualitarie e pacifiche“.
Se le femen non si sono rese colpevoli di violenze, non esitano ad utilizzare un vocabolario guerriero. “Siamo terroriste pacifiche. Noi femministe ci mettiamo in prima linea per colpire duro laddove fa male“, continua Julia. “Mostriamo solo il petto, che a loro piace così tanto. Ma questa volta non gli sorridiamo, li spaventiamo. Noi non siamo violente, guardate la loro reazione! Ci possono picchiare, come hanno fatto i Civitas durante le manifestazioni per il matrimonio per tutti. Ci minacciano ogni giorno, ci possono rapire come hanno fatto in Bielorussia. Possono anche cercare di ucciderci“, continua Inna in inglese. Julia annuisce. Un’altra fuma una sigaretta con un ghigno. “Sappiamo che ci possono uccidere. E poi?  Uccidono due o tre attiviste, e altre donne più arrabbiate le sostituiranno. La paura non è una nostra componente. Non abbiamo paura”, dice Julia.

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Oksana Shashko e Inna Shevshenko

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Laura Boldrini, lingua biforcuta e volto ‘umano’ della NATO

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A tutte quelle donne che, pur nascondendo i loro volti con una sciarpa perché temono ritorsioni, non rinunciano a denunciare gli abusi subiti e che con coraggio e determinazione testimoniano la tragedia di un popolo. A loro, la prova vivente delle atrocità commesse dal regime che si accanisce contro i suoi cittadini, va tutta la mia solidarietà, in una giornata che ricorda al mondo quanto essere donna significhi ancora, a ogni latitudine, essere discriminata, usata, violata. In Siria è in corso un disastro umanitario con milioni di persone in fuga ma il mondo sembra voltarsi da un’altra parte, sordo alla richiesta di porre fine a tanto spargimento di sangue. Per quanto ancora le voci di queste donne verranno ignorate?”
Le ‘atrocità commesse dal regime siriano’, ovviamente, questa è la posizione, espressa l’8 marzo 2013, quindi quest’anno, da Laura Boldrini, oggi eletta presidente della Camera dei deputati. Laura Boldrini è una giornalista che ha lavorato per la RAI, e dal 1989 per l’ONU. È stata portavoce dell’UNCHR, l’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’ONU, per il quale ha coordinato anche le attività di informazione per l’Europa meridionale. Ritornando alla posizione assunta dalla portavoce ONUsiana sulla situazione in Siria, chiaramente si schiera con l’asse dell’aggressione anti-siriana, non soltanto elogiando l’operato della Turchia, che avrebbe allestito dei campi che ospiterebbero 65.000 profughi siriani; sebbene siano decine le testimonianze che indicano in questi campi null’altro che delle facciate per camuffare le basi operative della NATO, utilizzate per addestrare ‘65.000’ terroristi e mercenari integralisti islamisti, arruolati e infiltrati in territorio siriano per destabilizzare il governo socialista e patriottico di Damasco, allo scopo di disintegrare la Siria in tanti staterelli etnici governati da banditi salafiti proni agli interessi della NATO e delle petro-monarchie arabe.
Laura Boldrini sa benissimo quel che accade realmente in Siria, ma se ne guarda bene dall’indicarlo, poiché all’assalto concentrico alla Siria, hanno fornito un sostegno mediatico decisivo anche gli organismi ONUsiani proprio come accaduto in Libia, nel 2011. Non si trascuri questo passaggio: “...il mondo sembra voltarsi da un’altra parte, sordo alla richiesta di porre fine a tanto spargimento di sangue…”, ebbene, proprio come nel caso della Jamahiriya Libica, la richiesta di porre fine allo spargimento di sangue viene avanzata dagli esponenti del terrorismo integralista attivo in Siria, che chiedono che la ‘comunità internazionale’, ovvero la NATO e gli USA, invii armi ai cosiddetti ‘ribelli’, bombardi la Siria, e imponga aree protette e ‘corridoi umanitari’ con cui rifornire di armi la legione islamista-atlantista e avere a disposizione una porzione del territorio siriano per poter proclamare un governo provvisorio, a cui poter assegnare la qualifica di governo legittimo della Siria, e avviare l”intervento umanitario’ della NATO, come invocato da Boldrini, e come visto in modo lampante e netto in Libia.
A proposito della Libia, Laura Boldrini aveva già, nel 2010, aggredito, grazie alla copertura di esponente dell’UNCHR, l’accordo tra Libia e Italia riguardo la gestione del flusso di migranti dall’Africa all’Italia. Era chiaramente un’operazione mediatica di preparazione all’aggressione e all’invasione della Libia socialista. Un puro volgare pretesto, poiché la stessa Libia jamahiriyana ospitava ben 2,5 milioni di lavoratori immigrati africani e nordafricani, su circa 6 milioni di abitanti. La strumentalità delle posizioni di Laura Boldrini sono evidenziate dal suo assordante silenzio verso le attuali persecuzioni continue contro gli immigrati e la minoranza libica africana, attuate dagli integralisti-atlantisti finanziati dal Qatar, e armati dalla Turchia, che oggi saccheggiano e devastano ciò che resta della Libia.
Quando si bolla un migrante come clandestino non è un problema di semantica ma si compie una scelta politica … è ovvio che chi fugge da una guerra o una persecuzione non abbia il tempo di portare con sé un documento”. Laura Boldrini afferma così di preoccuparsi della sorte dei migranti che fuggono dalle guerre. Dovrebbe chiarire se fa rientrare in queste guerre anche la categoria degli ‘interventi umanitari’ dell’occidente in Costa d’Avorio, Libia, Mali, Afghanistan, ecc., e quindi se siano colpevoli del disastro umanitario quelle potenze che fomentano rivolte, sovversioni, guerre civili e cambiamenti di regime, tutti causanti una notevole quota di queste migrazioni forzate a mano armata. Ma finora, Laura Boldrini si è limitata ad accusare e a denigrare i governi di Libia e Siria, vittime, e non responsabili, delle guerre e dei conflitti che sfociano in massicci flussi di profughi. Qui, Boldrini può fare la voce grossa sul rispetto dei diritti umani, ma nel suo ruolo di ufficiale dell’ONU, appare chiaramente complice e collusa con le cause e i fautori proprio di quelle tragedie che formalmente denuncia.
Non paga del suo interventismo nel Grande Medio Oriente, svolgendo propaganda attiva a favore delle operazioni di Turchia, Giordania e Qatar in Siria e Libia, Laura Boldrini ha puntato la sua artiglieria ‘umanitaria’ anche contro il popolo greco, accusandolo di razzismo e persecuzione degli immigrati. Il totale disprezzo verso la sorte dei greci, è ben evidenziato da questo passaggio: “caso della Grecia è forse il più eloquente. Nel clima di esasperazione che da due anni vive una parte della società greca si sono insinuati gruppi di ispirazione neonazista che hanno tra gli obiettivi quello di tutelare i valori greci e “ripulire” il paese dagli immigrati considerati la causa dei problemi odierni. … Il partito Alba Dorata che siede nel Parlamento greco non fa mistero delle proprie idee ultra nazionaliste e della sua matrice d’ispirazione politica, così come ha fatto delle drastiche misure anti-immigrazione un suo cavallo di battaglia. … Sulla scorta dell’esperienza greca, a pochi mesi dalle elezioni e nel clima generale di smarrimento, l’avanzare di queste componenti politiche non dovrebbe forse destare preoccupazione e suscitare un serio dibattito?” E altrove ribadisce: “Con una telefonata mentre ero in Grecia: un paese in cui la crisi sociale sta mettendo a rischio in modo impressionante la sicurezza fisica stessa dei migranti di colore, che ormai vengono aggrediti e picchiati in strada senza che nessuno intervenga” Anche in questo caso, la popolazione greca viene colpevolizzata, la tragica situazione socio-economica totalmente ignorata, quando non strumentalizzata, e per l’ennesima volta s’invoca l’intervento armato (l’Eurogendfor? la Blackwater?) contro la Grecia. Un’ottima scusa, il razzismo, per avviare la repressione di un popolo giunto al limite della sopportazione a cause delle politiche economicide e sociocide della burocrazia dell’Unione europea. Burocrazia sovranazionale di cui fa parte la stessa Laura Boldrini.
La putrefazione ideologico-culturale cui è giunta la sinistra, viene per l’ennesima volta espressa da questa signora: sostegno all’intervento armato della NATO nel mondo extra-occidentale, supporto alla repressione armata della maggioranza della popolazione in Europa, utilizzando, in ognuna di tali occasioni, la copertura ideologica della difesa dei ‘più deboli’, ovviamente quelli ritenuti tali nel quadro di una visione liberal-liberista della società, quindi i più deboli sono le donne, ‘tutte le donne’ indistintamente intese; le minoranze sessuali, anche quando si tratta delle potenti lobby gay degli USA; una massa indistinta di ‘immigrati’ cui si vuole attribuire ‘carta bianca’. Lavoratori, operai, studenti, disoccupati, casalinghe, soprattutto se italiani, scompaiono totalmente dal quadro generale della situazione. Non hanno più diritto di cittadinanza, in quanto bianchi e italiani?
Si leggano la promesse elettorali della stessa Boldrini: “Si parta con la riforma della legge sulla cittadinanza, in modo da consentire l’inclusione di chi nasce, vive, studia e lavora in Italia … Bisogna superare la ‘Bossi-Fini’, così come il pacchetto sicurezza. L’attuale legislazione non ha in alcun modo facilitato il processo di integrazione e oggi assistiamo al dilagare dello sfruttamento e degli abusi su migranti e rifugiati, oltre ad un aumento esponenziale dei casi di razzismo e xenofobia”. “Valorizzare la figura del migrante vuol dire comprendere la mobilità contemporanea e gestire con realismo e serenità un fenomeno naturale del processo di globalizzazione.”
Valorizzare la globalizzazione, ovvero, niente tutele e garanzie per i cittadini normali, tutela e garanzie indiscriminate ai migranti. Ma perché al compimento del 18.mo anno di età di un immigrato di seconda generazione, non gli deve essere consentito di scegliere, come giustamente propone il M5S? Imporre una cittadinanza a priori, che senso ha? Nessuno governo espelle i figli minorenni di immigrati che vivono e lavorano regolarmente in Italia, o in Europa. Quindi qual’è il problema? Perché poi dev’essere una priorità modificare una delle poche leggi civili, quella sulla cittadinanza, varate in Italia? E questa storia della sicurezza? A che pro? Serve forse a fare entrare in Italia le oramai migliaia di terroristi-mercenari salafiti che hanno compiuto atti di sangue nel Medio oriente? Magari per costituire e fare agire liberamente e impunemente organizzazioni armate islamiste, e magari intruppate da galeotti e finanziate dai petrodollari provenienti dal Qatar, dall’Arabia Saudita e dagli altri regni petroliferi del Golfo Persico, verso cui Laura Boldrini ha mostrato, riguardo la loro politica regionale, più che comprensione, complicità?
Attenzione: sul suo account Twitter, al momento dell’elezione a presidente della Camera, ha scritto: “il mio pensiero a Jamila, Nur, Iman, Fadila e a tutte le donne siriane.” Prepariamo i già magri portafogli per finanziare la guerra ‘umanitaria’ contro la Siria di questi dirittumanitaristi al servizio del Pentagono.

Appendice – Orgogliose di aver bombardato la Libia:
Di seguito, un’intervista a Laura Boldrini, che ne traccia, elogiativamente, il ruolo di supporter dell’aggressione alla Jamahiriya Libica, contro cui ha condotto una campagna denigratoria allo scopo di preparare il terreno sia per la successiva distruzione della repubblica araba socialista nordafricana, sia per scardinare gli ultimi residui del sovranismo italiano.
Indicata come “Italiana dell’anno 2009” dal settimanale Famiglia Cristiana, in ragione del “costante impegno a favore di migranti, rifugiati e richiedenti asilo, oltre che della dignità e della fermezza mostrate nel condannare i respingimenti degli immigrati nel Mediterraneo..”, Laura Boldrini, aveva da poco pubblicato nell’aprile del 2010 per Rizzoli “Tutti Indietro”, un libro che ha squarciato il silenzio sulla realtà dei respingimenti in Libia, affidati dal governo italiano al braccio armato di Muhamar Gheddafi, in cambio di sostanziosi aiuti economici e in palese violazione di diritti riconosciuti dalla Costituzione della Repubblica italiana e dalla Convenzione ONU di Ginevra. Con Lei ho cercato di riflettere sugli atteggiamenti di paura e di difesa che la gran parte dei nostri concittadini ha assunto in questi ultimi 15 anni nei confronti del fenomeno dei migranti e, più in generale, sulla necessità culturale e politica di restare ben ancorati al rispetto di diritti umani uguali per tutti, nonostante la deriva prodotta in Italia dall’introduzione del reato di clandestinità e dalle politiche dei respingimenti. L’intervista, di cui sono particolarmente orgogliosa, è stata registrata tre giorni prima che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite autorizzasse – con la risoluzione 1973 – l’imposizione di una “no fly zone” sulla Libia e il successivo intervento militare delle forze internazionali a protezione dei civili libici.
Fonte: Telestense
Radere al suolo uno Stato, il più avanzato dell’Africa, per questi figuri continua ad essere un atto ‘umanitario’. Dietro a quello che Sartre definì il ‘razzismo delle anime belle’, in realtà si nascondono i più ripugnanti e spregevoli interessi neocolonialisti e imperialisti. Il razzismo insito nel ‘Fardello dell’Uomo bianco’ che esporta la civiltà, si aggiorna nel razzismo dell”antirazzismo’ dell’uomo bianco che esporta diritti umani con gli stessi mezzi: le cannoniere. Chissà poi, se fosse vero quanto segue, che sia possibile un linkage tra Laura Boldrini e l’ENI nell’operazione di sovversione e distruzione della Jamahiriya Libica nel 2011.
Infatti, Boldrini è presumibilmente, (non avendo trovato elementi determinati al riguardo) una discendente di Marcello Boldrini, stimato docente universitario amico di Dossetti, Lapira e di Enrico Mattei,  alla cui morte, occorsa nell’attentato aereo del 1962, divenne presidente dell’ENI. Nel 1919, Marcello Boldrini, casualmente, lavorò a Ginevra per la Società delle Nazioni, l’antenata dell’ONU. Una parentela probabile, suffragabile dall’idolatria cui è oggetto da parte del settimanale Famiglia Cristiana, che le ha assegnato il suddetto premio ‘Italiana del 2009′, e dal fatto di essere entrata in RAI a soli 24 anni, e già con la qualifica di giornalista… Siamo sempre in Italia, no?

Alessandro Lattanzio, 16/03/2013

Fonti:
Huffington Post
Africa-news
Huffington Post
Il Fattoquotidiano
Huffington Post
Vita
Boldrini

Il Sistema tra il clown e l’ex comico

Dedefensa 26 febbraio 2013 – Bloc notes

0Italia ci fa grande nel darci la sua versione della famosa “resilienza” anti-sistema dei gruppi che sono in grado di opporsi al Sistema. Le elezioni di domenica hanno mostrato la capacità immaginativa dell’Italia, soprattutto in termini di psicologia e d’inconscio anti-sistema nel corso e nella distribuzione dei voti, formando dei risultati che mostrano un blocco a tre livelli…
• Il primo livello, il più pomposo e pomposamente umiliante per il sistema, è l’esito nefasto del molto serio e competente signor Monti, l’uomo dell’Unione europea e della Goldman Sachs (e dei Bilderberg, Coca-cola, ecc.). La sua “coalizione” (a sua volta dei liberali ottimamente “liberomercatisti”, qualche democristiano sparso, degli ex-neofascisti allo sbando) ottiene circa il 10% dei voti. L’austero Monti non è insoddisfatto del risultato che la realtà qualificherebbe “austero”. “Il suo fallimento è il prezzo degli impopolari aumenti fiscali e delle riforme che l’amministrazione Monti ha imposto con vigore fin dal suo insediamento nel novembre 2011. Monti ha insistito di essere felice dei risultati, avendo creato un programma che presentava agli elettori come una via “realistica” per il Paese. “Il nostro è un risultato soddisfacente”, ha detto in conferenza stampa.” (The Guardian, 26 febbraio 2012)
• Il secondo livello è il ritorno del pagliaccio Berlusconi, diventato fin dalla sua partenza l’orrore ultimo per la politica-Sistema: applicando fino alla nausea le buone maniere più grossolane del Sistema, ma annegandole, fino al soffocamento, in una valanga di scappatelle commentate con un cinismo sfrenato e beffardo, con il solo effetto di ridicolizzare il Sistema; e con un effetto d’inversione molto originale… Tuttavia è tornato, con abbastanza potenza elettorale per bloccare il normale funzionamento del Sistema, rappattumando una specie di coalizione-Sistema, poco meno “austera” di Monti, ma utile. L’odio della sinistra-Sistema (il “centro-sinistra” per le dame) verso Berlusconi dovrebbe essere utile nel perpetuare il blocco di questo punto di vista (l’incapacità di fare un governo o un governo di equilibristi, pronti a cadere alla prima misura impopolare). Il rapporto tra i due sarà veramente stretto. Secondo l’AFP, del 25 febbraio 2013: “Per quanto riguarda Silvio Berlusconi, ha mollato tra i fischi nel novembre 2011, lasciando l’Italia sull’orlo dell’asfissia finanziaria, ma ha compiuto una rimonta spettacolare, promettendo di abbassare le tasse e anche di ripagare l’impopolare tassa immobiliare restaurata da Monti. La coalizione di sinistra di Pier Luigi Bersani, data al 30,3% dai risultati parziali dei tre quarti dei seggi, dovrebbe essere in grado di avere la maggioranza dei seggi alla Camera, con un sistema che dà il 54% dei seggi alla prima coalizione. Ma al Senato, dove il premio di maggioranza viene assegnato su base regionale, i risultati parziali indicano che il centro-sinistra è lontano dalla maggioranza assoluta di 158 seggi. Le ultime stime del quotidiano La Repubblica, indicano 104/105 seggi, e l’alleanza di destra di Silvio Berlusconi in testa, con 113/123 seggi, ma senza possibilità di formare una maggioranza. “E’ certo che, se si avrà una maggioranza alla Camera e un’altra al Senato, non ci sarà nessun governo”, ha osservato con disgusto Stefano Fassina, economista del Partito Democratico, assalito dalle domande al quartier generale elettorale del PD.”
• Il terzo livello del blocco è ciò che AFP ha elegantemente definito “il bum del movimento dell’ex comico Beppe Grillo.” Non è chiaro se Beppe sia un “ex-comico” (perché “ex”?), ma offre prestazioni di altissima comicità, quasi geniali, se si osserva un po’ dall’alto, verso le ambizioni “austere e serie” del Sistema. Beppe è la star delle elezioni, anche a cinque stelle, se necessario, con il suo “Movimento 5 Stelle” (M5S nel dialetto anglosassone raggiunge la superba lingua italiana in questo caso). M5S ottiene “più del 23,5% al Senato e del 25,5% alla Camera dei Rappresentanti, diventando il più grande partito in Italia, prima del Partito Democratico.” Così AFP, riferisce  sobriamente di ciò: “L’Italia sembra dirigersi verso un punto morto, con una Camera dei Deputati e un Senato rimasti senza una maggioranza, con le elezioni che segnano il boom del movimento dell’ex comico Beppe Grillo. “Il voto dà una scossa al Parlamento bloccato”, probabilmente senza maggioranza, titolava sul suo sito web il Corriere della Sera, quotidiano della dirigenza italiana, che riflette le preoccupazioni dei partner della terza più grande economia della zona euro. Il solo vero vincitore delle elezioni, Beppe Grillo e il suo Movimento 5 Stelle, denunciato come “populista” dai suoi avversari, ha saputo sedurre navigando sul rifiuto della classe politica e la rabbia contro l’austerità. Secondo i risultati parziali, avrebbe ottenuto tra il 24 e il 25% in ciascuna delle due camere, diventando il secondo partito politico italiano dopo il Partito Democratico, la prima forza della sinistra.”
• Tre livelli di blocco sono molti, e promettono bene. Le conclusioni generali sono assolutamente frustranti ed estremamente interessate. La Borsa, come nel periodo tra le due guerre, è a disagio e i corsi misurano il disagio con la solita caduta del… In ogni caso, nulla da fare, Beppe occupa il centro della scena dei commenti… Secondo il Guardian:Né destra, né sinistra, hanno la maggioranza assoluta alla camera alta, l’ago della bilancia sarà il Movimento cinque stelle di Beppe Grillo (M5S). Grillo ha escluso il sostegno ad entrambi i partiti, per spazzare via i partiti politici esistenti in Italia e la loro cultura cronachistica, una sensazione che sembra ribadire dopo il conteggio dei voti, insistendo che M5S non ha alcuna intenzione di “fare accordi, grandi o piccoli” e attaccando gli elettori di Berlusconi per aver commesso “un crimine contro la galassia.” “In un messaggio audio trasmesso in diretta on-line, Grillo ha detto che, dopo i “risultati eccezionali del suo movimento, i principali partiti sono finiti, e lo sanno.” “Abbiamo iniziato una guerra di generazioni… Sono rimasti per 25 a 30 anni e hanno portato il Paese al disastro”, ha detto. “Ci sarà una forza straordinaria… ce ne saranno 110 all’interno [del Parlamento] e milioni fuori.””
• Tutti i commentatori del Sistema, vale a dire, i commentatori seri, evidenziano come tutti i dirigenti-Sistema del tipo europeo siano “inorriditi” dalle elezioni italiane e, in particolare, secondo la dialettica del borborigmo-Sistema standard, dall'”ascesa del populismo” (maledetto Beppe). The Independent del 26 febbraio 2013 riassume tutti e tre gli scenari, via via sempre più pessimisti, con il terzo che, secondo il quotidiano londinese, molto probabilmente porterà assai velocemente a nuove elezioni (Beppe, vorrebbe un referendum, o penserebbe ad una seconda “marcia su Roma”, dopo il primo successo di questa domenica): “Il centro-sinistra conquista la Camera ma non forma la coalizione necessaria per far approvare le leggi al Senato. Ieri sera, questo risultato appariva sempre più probabile, mentre il Partito Democratico non è riuscito a farsi strada nei “swing-state” delle regioni di Lombardia, Veneto e Campania. Questa amministrazione azzoppata, potrebbe zoppicare per pochi mesi, ma nuove elezioni saranno praticamente certe. E l’instabilità finanziaria in Italia e non solo, è un pericolo molto reale.”
Tutto questo, comprensibilmente, è davvero e notevolmente anti-sistema. Non si tratta di distribuire virtù, perché l’anti-sistema è per definizione incostante e relativo, e non ha nulla a che fare con la virtù, se non che è assolutamente “rivoluzionario” (caso unico in cui questa parola obsoleta ha ancora ha un senso), trovandosi in una posizione anti-sistema in una circostanza essenziale. Questo è il caso del clown (Berlusconi), sufficiente a impedire un governo stabile o ad interdirlo e, nel caso dell’ex-comico, come lo chiamano, imponendo una ventilata vittoria, immediatamente demonizzata come “populista”. La povertà del linguaggio-Sistema nel screditare coloro che si trovano in una posizione anti-sistema, involontariamente o intenzionalmente, ciclicamente o strutturalmente, è indicativo della brevità della cosa (il Sistema), quasi esausta per le sue trasformazioni quasi transessuali, dalla dinamica di superpotenza alla dinamica dell’auto-distruzione. (Soprattutto quando i due si combinano e aggiungono i loro effetti a vantaggio necessariamente delle dinamiche dell’auto-distruzione, dal momento che solo uno dei due ha uno scopo. Così il sistema esegue la sua trasformazione transessuale rivelandosi ermafrodita, risolvendo il dilemma “sociale” del matrimonio gay.)
Ora, naturalmente, cosa fare? Normalmente, l’artiglieria pesante sarà scatenata e schierata in primo luogo contro Beppe. Le munizioni non mancano: “populista”, si è detto, ma anche “fascista” (perché no?) “Gaucho-anarchico” (per il bene della pluralità), “nichilista” (dopo tutto …), e così via. (Non  si arriverà nemmeno a trattarlo da “comico”, ma comunque….) Tesi fioriranno anche da parte dei commentatori anti-sistema che sognano di scoprire le insidie del Sistema: l’ex-comico sarà un “provocatore” e “manipolatore” o “provocatore manipolato” o (questo equivale a questo e quell’altro), una sorta di remake degli “anni di piombo” versione comica, con l’attivazione delle reti Gladio ed altro, che si potrebbero quindi innescare…Non mancheranno, inoltre, alcuni che sognano l’intervento militare per mettere ordine in tutto ciò: è allora non finiremmo di ridere del loro “disordine creativo”. Nel frattempo, contentiamoci di sottolineare la nostra stima per le vie estreme, esotiche e sorprendenti che prende la “resilienza” della resistenza anti-Sistema. Devo dire che la stupidità abissale delle politiche settoriali oppressive che la politica-Sistema impone ai robot che l’attivano in tutta austerità e in colletto e cravatta, senza cravatta, è un potente aiuto al fenomeno che tende a caratterizzare la frase immortale di Mao sui “Cento Fiori”, questo fiorire in ogni senso degli eventi che s’impongono da sé in una posizione anti-Sistema così piacevole ed efficace, questa fioritura si rinnova continuamente, sempre in contrasto all’avanzata superpotente-distruttiva del Sistema. Questo episodio ci ricorda le virtù della democrazia, che proviene dalla saggezza greca, se correttamente applicata, e la gloria d’Italia, che proviene dalla grandezza romana, se gestita con cura: la modernità non ha completamente distrutto l’essenza di questi due grandi momenti dei tempi antichi.
Ma… dove porta tutto questo? Esclamerebbe qualcuno. E’ vero che il programma di Beppe e delle cinque stelle non è privo di fascino e spirito di appropriatezza, in tutti i casi, al momento   sperando che possa essere mantenuto: non fare nulla e bloccare tutto. Questo è in realtà la lezione che apprendiamo da questa bellissima resilienza anti-sistema, in generale, il 9 novembre 2012, in particolare, non aspettatevi di vedere o sapere cosa verrà fuori da esso, ma al contrario, capire che non sapere nulla e non comprendere nulla è un segno di saggezza, vale a dire: “Le dinamiche all’opera non costruiscono un mondo migliore secondo la dialettica della comunicazione del Sistema, che aggiunge e scuote sempre questo rumore sul “domani che verrà” entro i propri limiti; semplicemente si accontenta di resistere e di dare una traiettoria a questo flusso della resistenza necessariamente strutturante. Questo movimento è ovviamente e necessariamente impercettibile alla coscienza presente, e non ha senso che da un punto di vista che supera il Sistema. Questa è una situazione che avrà un ruolo fondamentale quando si verificheranno altri eventi, mentre altri eventi che non sono identificati formalmente sono già all’opera, i cui effetti indiretti saranno tradotti dal carattere sempre più irregolare, sempre più nichilista e sempre più distruttivo, di per sé, della politica-Sistema“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

The Italian party is over

Negli ultimi mesi, tanti uccellacci del malaugurio hanno svolazzato sopra le nostre teste, dall’isterico Giulietto Chiesa che, dal 2004, si sveglia ogni mattina sperando in un bombardamento nucleare dell’Iran, al marmagliume confusionario, violento e pericoloso della cosiddetta sinistra radicale italidiota che, salvo poche eccezioni, aveva partecipato militarmente all’assalto dell’ambasciata libica nel febbraio 2011, in strettissimo coordinamento con le frange terroristiche salafito-qatariote, nel quadro di un’alleanza stretta tra la sinistra radicale e fazioni integraliste finanziate dalle petromonarchie del Golfo Persico, e suggellata  tramite la cosiddetta ‘Freedom Flottilla‘. Oggi, parte di quel pantano ‘rivoluzionario’, o pseudo-tale, vedendo la resistenza opposta dal partito Baath di Damasco all’aggressione salafito-atlantista contro la Siria, per ridarsi verginità e una dignità persa da un decennio buono, si riscopre antimperialista e anticolonialista (ma non Laica e Socialista, termini divenuti nella neolingua ‘partigianny correct’ sinonimo di nazifascismo!), e al solo scopo di salvare il salvabile di una bancarotta irreversibile, evidentissima non solo sul piano internazionalista, ma anche e soprattutto sul piano sociale ed economico, dove il panzer-oekonomismus dei Monti-Marchionne e figli, sta liquidando il costrutto marcio e fatiscente che i sindacati, dal 1991, hanno così faticosamente e meschinamente tirato su, fino a inventarsi e manipolare totalmente il famoso referendum sul TFR dei bei tempi andati di Prodi-bis.
Oggi, per contrappasso, dobbiamo sorbirci gli squittì logorroici e irritanti dei Landini e dei Cremaschi, generalicchi senza truppa tanto incompetenti quanti petulanti e fastidiosi. E spiace per gli operai di ILVA, Sulcis e quant’altro. La loro vita da proletariato andreottiano, moroteo, con pizzichi berlingueriani, è finita. Meglio, terminata. Il mercato mondiale, verso cui l’italietta velinara-berluskina dei guitti antiberlusconiani travaglio-savianei ha espresso un sommo disprezzo snobistico, si vendica con sadismo. Gli altri sono andati avanti, perfino gli spagnoli in crisi, se ne usciranno, poiché hanno investito in infrastrutture, aziende, produzione, mentre l’italietta velinara-tottesca imitava il peggio del circo politico statunitense, irridendo il resto del Mondo non-americanizzato. Il risultato lo stiamo vedendo. La Cina e l’India se ne fanno un baffo delle minacce espresse da bimbiminkia come Benetazzo & friends, e hanno macinato tutto quel che c’era da macinare. Anzi. Non gli è stato consentito di vendere auto sul mercato dell’UE; vedi mai che avrebbero potuto liquidare carrozzoni privati a carico pubblico, come la FIAT, prima di venderne la polpa a Obama e sputandone l’osso invendibile sulla testa di Roma. Ma tant’è, l’importante per i militont ‘rivoluzzionari’ e le femministedisotto, è combattere invece per il diritto delle anarcocapitaliste Pussy Riot di danneggiare i beni pubblici pur di vendere la loro mercanzia scaduta e scadente sul mercato delle Hollywood di terza categoria,  mentre se ne fottono altamente di veri artisti dissidenti, come le due aderenti al gruppo rock-folk maoista Grup Yorum, arrestate e pestate dalla polizia turca. Il cosiddetto ‘internazionalismo’ della compagneria italiana, che si ferma regolarmente sui marciapiedi delle basi della NATO.
Già, perché l’importante è, nell’Italia sull’orlo dell’abisso, combattere per le marce gay e salafite, volantinare per il ‘bombardamento umanitario’ di regimi immensamente più degni dei loro sogni sclerotizzati di paradisi hippies, inventarsi gli orchi rosso-bruni per darsi un’identità diafana, afona e fantasmatica, avendo scoperto di essere totalmente escrescenziali, superflui, per quella che una volta, secoli fa, avrebbe dovuto essere il loro riferimento sociale. Dulcis in fundo, per questa massa amorfa di adolescenziali liderini liceali con la pensione assicurata dalla vituperatissima mamma DC, è vitale perpetrare all’infinito, fino alla tomba, il manicomio post-sessantottino e settantasettino. Un passato, senza storia, che non vuole passare.
Saltando a bomba sulle cose serie. Con la schiacciante sconfitta militare, ad opera della Siria, dell’asse atlantista-gulenista-salafita rappresentata dall’alleanza politico-strategica USA-NATO-Qatar-Arabia Saudita*, l’assalto geostrategico elaborato dal clan Brzezinsky, all’interno dell’amministrazione Obama, subisce un colpo tremendo. A ciò, si unisce la reazione della frazione Putin all’interno dei vertici strategici di Mosca: la cacciata, finalmente!, delle ONG statali USA, che per vent’anni hanno avvelenato l’ambiente politico russo ed ex-sovietico, con la loro opera missionaria: finanziamento a gruppi e gruppetti di teppisti, dai neocon come Kasparov e Navalnij, ai ‘comunisti’ di Udaltsov, alle anarco-capitaliste Pussy Riot, al buffone Limonov (il più amato dai nostrani cacciatori di rosso-bruni, che non capiscono che insultano un loro collega della CIA, che con il movimento Eurasiatico non ha una cippa a che fare. Ma vallo spiegare a dei caproni anarcoidi che si credono aquile leniniste). Obama, impegnatissimo sul fronte della campagna presidenziale, cui partecipa abusivamente, ma potentemente appoggiato dal sistema bancario-mediatico, può solo sparare vacue amenità anti-siriane e anti-iraniane, giusto per gasare amici dichiarati dell’impero USA, e amici travestiti da nemici del medesimo impero. Non è mica poi così facile bombardare Stati come Siria e Iran, anche se si è l’America di Capitan Hollywood. E ciò è ben dimostrato sia dall’isterismo della megera Hillary Clinton che del premier israeliano Binyamin Netanyahu.
La vecchia Clinton, in quattro anni da Segretaria di Stato di Washington, non ha portato a casa che l’Honduras e il Paraguay, mentre la succosissima Libia resta ancora aldilà del traguardo. Ciò farà sprofondare la sua carriera politica, mentre, grazie anche a lei, pure il Medio Oriente sprofonderà nel caos dissolvente degli integralisti islamisti al potere, incapaci di gestire  società ben più complesse degli incubi sociali saudita e qatariota. Incubi che nella porno-italietta hanno trovato, purtroppo, diversi estimatori nel milieux dei cosiddetti amici della Palestina, flottigliatori, campantimperialisti et similia. Potenza dei petrodollari. Da parte sua, il vecchio Biniamyn Netanyahu costerna i nemicissimi del sionismo globale mondiale invincibile, dando un sonoro colpo alla loro amata teoria, e che cioè gli ebrei sono dei formidabili manipolatori dei mass-media, dei telegiornali, del cinema, di Hollywood, della radio e della banda larga su Internet. Smentendo che l’umorismo ebraico sia volto alla conquista del mondo, Netanyahu invece ha dimostrato che il senso dell’humor non è presente in tutti gli ebrei, e che le barzellette dagli shtetl possono avere effetti-boomerang. Così, il famigerato capo del formidabile sionismo invincibile e imbattibile, ha dato uno spettacolo che neanche Meyerchold o Mel Brookes (lasciando perdere quella mezzasega gonfiata di Woody Allen), si sarebbero sognati nelle loro più sfrenate fantasie: presentarsi all’Assemblea Generale dell’ONU con un disegno della Bomba usata nei cartoni animati della Warner Bros., per indicare l’imminente minaccia dell’arma atomica iraniana. Uno sputtanamento simile, da far sganasciare, nell’arco di un paio di secondi, tutto il mondo tramite l’internet messoci a disposizione da quel sant’uomo di Bill Gates.
Manco fosse stato intervistato da Fulvio Grimaldi o Massimo Fini.
Con queste premesse, è improbabile un qualsiasi lancio di petardi sionisti su suolo iraniano, siriano o libanese. Con grande disperazione di quegli anti-americani totali assoluti, che hanno sul comodino le opere omnie dei loro guru e santini: Henry Ford, Robert Dukes, Otis Pike e Anthony Sutton. Ovviamente tutti American WASP purissimi. Se Marx e Trotskij non vanno bene perché erano ebrei, Lenin perché mezzo-asiatico, Mao perchè tutto asiatico, ecc. ecc. Allora agli anti-americanisti totali assoluti restano il peggio della politica statunitense, anzi, americana; anche se si passa da Vichy, Preziosi, Pio XII o Goebbels, finiscono tutti nelle pianure del Midwest o sul Ponte dei Frati Neri, a prendere il thè con Ford, Teddy Roosevelt, Churchill e Houston Chamberlein, tutti anglo-sassoni DOC.
Per fortuna, Mosca, Beijing, Minsk, Damasco, Caracas e tante altre capitali hanno forgiato la loro visione del mondo basandosi su analisi e studi che hanno anche radici secolari, come quelle forniteci da Bolivar o Marx, ma che al contrario dei vari adoratori di mummie adusi a mummificare il cervello per rituale, utilizzano per comprendere la realtà di oggi e non per crearsi fumisterie ideologiche a scopo consolatorio. L’abisso tra occidente, tutto, e l’avanguardia più sveglia del resto mondo, sta essenzialmente in ciò. Ed è stato questo, che ha permesso di sventare la mossa anti-eurasiatica e neoegemonistica studiata da vecchi arnesi come Brzezinsky, Kissinger, Rockefeller, queste ‘speranze’ dell’America che assieme totalizzano quasi 300 anni di età…
Un impero senza futuro, che ha giocato le sue ultime carte puntando sulla primavera araba, un fantasmatico fuoco di artificio, originale e creativo, che ha entusiasmato bimbetti, giornalisti d’assalto della RAI** e analisti della supponente mailing lista accademica Sesamo, ma sempre un fuoco d’artificio, che si spegne rapidamente e lascia solo cenere. Turbinio di cenere che, qui nell’Italietta velinaro-saviannea, ci arriverà in faccia.


Canzone militarista, laico-socialista, in sostanza Rosso-Bruna. Compagnetti, tappatevi le orecchie!!

Note
*Intorno cui ruota una immensa galassia di gruppi di giannizzeri, dalla Fratellanza musulmana alle ONG statali degli USA, dai mercenari della Blackwater e della Legione straniera jihadista, ai volenterosi kollabos dei salotti alternativi parigini, londinesi e della Roma sinistra e destra.
** Ricordiamoci del contegno ripugnante tenuto da Gabanelli, Belinguer, Goracci, Iacona, Ricucci, ecc. ecc.

Alessandro Lattanzio

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