‘Pussy Riot’, CIA e terrorismo culturale

Oriental Review 22 agosto 2012

Venerdì scorso il famigerato ‘punk-group’ Pussy Riot è stato condannato a due anni di carcere dal tribunale penale di Mosca. Nelle ultime settimane il destino di tre mediocri pagliacci russi è stato al centro dell’attenzione del pubblico in tutto il mondo. La galassia delle celebrità mondiali e ufficiali, da McCartney al Bundestag tedesco hanno sprecato il loro tempo scrivendo lettere che richiedevano il loro rilascio. Decine di arrapate mascherate si sono mostrate in luoghi pubblici per sostenere le loro copie russe. Molto probabilmente le isterie intorno alle Pussy Riot saranno alimentate per qualche tempo. Nel frattempo un’analisi sobria di questo scandalo viene ovviamente sospesa.
Ricordiamo la cronologia della storia per coloro che per fortuna non l’hanno seguita fin dall’inizio. Lo scorso febbraio un gruppo di ragazze e di loro sostenitori, sono entrati nella maestosa Cattedrale di Cristo Salvatore, nel cuore di Mosca. Si erano avvicinate all’altare, e indossando mantelli fantasiosi e passamontagna, iniziarono ad agitare le gambe, gridando versi osceni e blasfemi. Formalmente avevano offeso intenzionalmente i fedeli. La performance è durata meno di un minuto mentre il gruppo di sostegno ai rivoltosi stava filmando l’azione sui telefoni cellulari, e il loro servizio di sicurezza era occupato a respingere i tentativi degli ecclesiastici di fermarli. Più tardi, quel giorno un video-clip della ‘performance’ con una traccia musicale sovrapposta, appariva su YouTube .
E’ ancora opinabile se la decisione di perseguire i bestemmiatori sia corretta. Hanno perso la libertà,  ma per un po’ hanno avuto ‘fama’ mondiale. Senza dubbio non è stato il singolo atto spontaneo di un gruppo di individui dissoluti, ma un episodio di una campagna globale molto più ampia, volta a scuotere e alla fine rovinare società e istituzioni tradizionali. E’ attuato dagli stessi potenti ambienti che hanno ispirato, per esempio, le caricature offensive del Profeta Maometto su un giornale danese nel 2005. Il lavaggio del cervello della macchina mediatica internazionale ha trasformato un misero incidente a Mosca in uno scandalo globale. Queste tre troie, precedentemente conosciute in Russia esclusivamente per un disgustoso atto di sesso di gruppo, esibendosi in pubblico con i loro partner nel Museo Zoologico di Mosca, nel 2008 (quelli non troppo esigenti, possono vedere una foto di quell’orgia qui), sono stati scelti come simbolo della ‘protesta civile’ e dell”abuso di potere’ in Russia! Per i russi, è stata un’azione ridicola e anche grottesca. Tuttavia, per i cosmopoliti post-moderni, occupati a plasmare le future società globale, apparentemente non è così.
Si tratta di un segreto di Pulcinella che l’avanguardismo sia diventato popolare in Occidente negli anni ’50-’60, grazie al sostegno inusitato della CIA, e che è stato usato dagli Stati Uniti come potente arma ideologica. Donald Jameson, ex funzionario della CIA, ha confessato a The Independent nel 1995: “Per quanto riguarda l’Espressionismo Astratto, mi piacerebbe poter dire che la CIA l’ha inventato solo per vedere cosa succedesse a New York e a SoHo l’indomani! È stato riconosciuto che l’espressionismo astratto era il tipo di arte che ha fatto sembrare il realismo socialista ancora più stilizzato, più rigido e limitato di quanto non fosse. E quel rapporto è stato sfruttato in alcune mostre“.
Nelson Rockefeller (1908-1979), che agiva come assistente speciale del Presidente degli Stati Uniti per la guerra psicologica e come direttore del New York Museum of Modern Art negli anni ’50, comprese chiaramente che l’arte moderna non è solo business, ma un potente strumento di formazione della coscienza umana, secondo la dovuta (proiettata) direzione. Tra l’altro, il Consiglio di fondazione del museo includeva alti ufficiali della CIA come William Paley (un caro amico di Allen Dulles) e Henry Luce (creatore dell’impero mediatico Time/Life).
Non c’è da stupirsi che un tale rispettoso patrocinio dell’Arte Moderna (naturalmente insieme ad iniezioni dai grandi sponsor) abbia ben presto portato alcuni frutti maleodoranti. Nel 1961 lo scandaloso scultore italiano Pietro Manzoni ha scioccato il pubblico con un nuovo capolavoro, chiamato “Merda d’Artista”. Ha spiegato l’idea in questo modo: “Se un collezionista vuole ottenere qualcosa in cui l’artista ci ha messo tutto se stesso, dategli la sua merda, che al 100% è personale“. Così ha fatto sigillare i suoi escrementi in lattine etichettate come ‘Merda d’Artista’ in italiano, inglese, tedesco e francese. Era riuscito a produrre 90 lattine autografate prima che un infarto al miocardio lo seppellisse due anni dopo. La realtà devastante è che ha usato, per vendere queste lattine da 30 grammi, la stessa misura per l’oro. Nel 2000. la famosa Tate Gallery di Londra ha comprato la lattina N° 4 per £ 22.300, e nel 2007 un altro capolavoro è stato venduto da Sotheby per 124.000 euro! In effetti, l’arte contemporanea non è piuttosto un arte, ma il simbolo di un’ideologia politica incarnata in certi artefatti. Il suo valore è proporzionale al rateo con cui l’ideologia si propaga. Dagli anni ’50 il degrado culturale globale è stato uno dei progetti più riccamente pagati in occidente. Questi semi sono stati coltivati anche in Russia come lo show escrementizio delle Pussy Riot. L’oltraggiata reazione pubblica all”arte occidentale moderna’, che improvvisamente è stata vomitata dall’underground radicale sull’altare della Cattedrale, era naturale e comprensibile. La risposta delle autorità, conseguente a tali sfide, deve essere più intelligente la prossima volta.
Per illustrare la reazione del pubblico russo alla provocazione delle pussy, postiamo un frammento della lettera aperta a Sir Paul McCartney, scritta da un sacerdote russo. (Che ha risposto al recente toccante messaggio della star inglese a sostegno delle ‘rivoltose’).
Caro Sir Paul,
Alcuni mesi fa la Russia ha visto un atto malvagio. Noi, credenti russi, percepiamo l’evento in questo modo. Nella chiesa, costruita in onore della liberazione della Russia dall’invasione di Napoleone, nella chiesa che per noi è il più grande santuario nazionale, quattro ragazze hanno iniziato a ballare proprio davanti all’altare del giuramento, cantando canzoni sacrileghe e offensive verso il Patriarca, che è per tutti di noi un leader spirituale e un uomo d’onore. Tutto questo Baccanale è stato filmato e diffuso nel mondo. Inutile dire che shock e insulto nell’animo è stato per noi, religiosi ortodossi russi, averlo subito.
Diverse settimane prima di questo evento, le Pussy Riot hanno cercato di fare qualcosa di simile in un’altra chiesa di Mosca. Gli è stato gentilmente chiesto di andarsene senza dare un simile spettacolo pubblico. Hanno condotto una azione simile nella Piazza Rossa, esattamente dove voi, caro Sir Paul, avete dato il vostro concerto. E ancora, il sacrilegio e la distorsione sono rimasti senza conseguenze. Alla fine, prima dell’”azione” nella Chiesa di Cristo Salvatore, i membri delle Pussy Riot hanno ripreso ed eseguito un atto di sesso di gruppo con i loro partner al Museo zoologico di Stato, in pieno giorno e in presenza di visitatori, compresi dei bambini. Video e foto di questa sfrontatezza sono stati diffusi su Internet e mostrati sui canali televisivi centrali russi.
Sir Paul, vorrei chiederle se considera queste azioni normale? Cosa potrebbe accadere in futuro, se questi cosiddetti artisti punk rock, che in realtà non hanno nulla a che vedere né con il movimento punk, né con la musica rock, non saranno fermati? Certo, i tempi stanno cambiando e nel “mondo civilizzato” questo è probabilmente considerato normale, ma non riesco a immaginare che i musicisti del gruppo dei Beatles, anche con la loro non conformità, consentirebbero qualcosa di simile in presenza di bambini in un museo. Esistono alcune norme di morale, decenza, etica, bene e male, non necessariamente connessi con questa o quella religione, che nessuno può trascurare. Perché se la gente oltrepassa questi limiti, perderà il carattere di Homo Sapiens e diventerà un animale.
Caro Sir Paul, sono sicuro che voi e altri musicisti famosi, siete stati indotti in errore circa l’essenza di quest’ultimo evento, ed avete parlato in favore delle Pussy Riot senza conoscere questi dettagli. Questo è il motivo per cui mi sono avventurato a farvi conoscere la posizione dei credenti russi.  Nella vostra lettera indirizzata alle Pussy Riot, lottate per la libertà d’arte e l’autoespressione.  Nessuno vi è contrario. Tutto, la libertà, l’arte e la libera espressione, sono diritti elementari che Dio ha dato ad ogni uomo. Come Nostro Signore Gesù Cristo ci insegna, Conoscerete la verità, e la Verità vi renderà liberi (Il Vangelo secondo Giovanni, cap. 8 par. 32). Il cristianesimo è la religione delle persone amanti della libertà e del libero pensiero.
E nella Russia di oggi, il nostro desiderio di essere liberi è moltiplicata dall’esperienza di vita nello stato totalitario comunista che noi, russi, abbiamo avuto. Sir Paul, si ricordi che la Chiesa ortodossa russa non invita a punire le Pussy Riot: il procedimento giudiziario ha avuto luogo su petizione di privati che sono stati profondamente offesi dal loro gesto. E capisco queste persone. Quando le Pussy Riot bestemmiano in strada, è un loro affare privato. Molte persone fanno lo stesso. Ma se  irrompono nella nostra chiesa disturbando la gente che prega, insultando il nostro Dio, la nostra fede, il nostro patriarca, offendono personalmente ognuno di noi.
Vi prego, ditemi, Sir Paul, quale sarebbe la vostra reazione se qualcuno durante un vostro concerto irrompesse sul palco e iniziasse a rompere i vostri strumenti, ostacolando le vostre prestazioni, per poi prendere il microfono e con parolacce offendere tutto ciò che è caro e sacro per voi, cioè vostra moglie, i vostri genitori, la vostra arte, i vostri valori morali? La chiamereste auto-espressione e libertà di arte o la considererete una condotta distorta? E che cosa fareste in una situazione del genere? Penso che come uomo in possesso di dignità, non avreste aspettato la guardia, ma avreste reagito voi stessi contro tale persona.
Probabilmente la condanna delle Pussy Riot è severa. Ma è stato emessa dagli organi giudiziari. Volendo il bene di queste giovani donne, vi prego di capire anche noi, credenti ortodossi. A nessuno si vuole fare del male, o dare il carcere, molto tempo in carcere, ma allo stesso tempo desideriamo che i nostri santuari, per i quali i nostri padri e nonni hanno versato il sangue, e non in un così lontano passato, non siano sottoposti ad un affronto. Non siamo stati noi che abbiamo preso i membri del gruppo Pussy Riot, ma sono loro che sono entrati nella nostra chiesa e insultato profondamente le persone presenti, e migliaia di utenti di Internet che hanno visto il video di questo sacrilegio. Ci hanno preso in giro davanti all’altare di Dio. E non vogliamo che queste donne ignoranti e disturbate passino molto tempo in carcere, ma solo che qualcosa del genere non avvenga in una delle nostre chiese.

Con tutto il rispetto,
Igumeno Sergej (Ribko),
Rettore della Chiesa dello Spirito Santo di Mosca, negli anni ’70 batterista di un gruppo rock e membro del movimento hippy“.

In realtà siamo in grado di comprendere i motivi di Sir Paul e di altre pop-star internazionali che hanno espresso sostegno a questi pagliacci. Prima di tutto erano solo male informati. In caso contrario, non si può spiegare come Anthony Kiedis dei Red Hot Chili Peppers potrebbe concordare mettendosi una t-shirt  favore di uno sconosciuto gruppo ‘porno-punk’ che non sa suonare, cantare o ballare, e non c’è speranza che mai acquisirà tali abilità. Se avesse ascoltato la loro ‘musica’, avrebbe richiesto la pena capitale. Lui e gli altri hanno solo detto che ‘Putin opprime un gruppo femminista che ha bisogno di aiuto’ e hanno fatto quello che potevano. Chi l’ha detto? Alcuni tizi prendono sempre in giro le attività musicali. Ogni produttore intelligente, sa bene che deve fare attenzione con questi tizi, se non vuole avere problemi con la polizia; cronicamente drogati, ubriachi, che distruggono auto e stanze di hotel, e che hanno rapporti sessuali con minorenni.
Sono a conoscenza del fatto che perdono popolarità in Russia, sostenendo un gruppo porno-’punk’ marginale? Probabilmente no. Ma un tale degrado della consapevolezza risulterebbe da una ben pagata campagna mediatica internazionale? Improbabile. Temiamo che il prezzo della merda in lattina sarebbe solo ancora più elevato. I burattinai dell’arte moderna e del terrorismo culturale continuano a svolgere la loro missione.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I fantocci “Pussy Riot” supportati dal Dipartimento di Stato USA

Tony Cartalucci, Global Research, 18 agosto 2012 – Land Destroyer

La troupe di “attivisti” statunitensi continua con i tentativi di dividere e indebolire la società russa.
Quando gli Stati Uniti sostengono apertamente l’invasione terroristica della Siria, vede morte, profughi e rovina di milioni di vite all’estero, mentre ospita un dittatore genocida latitante, allora a cosa mira sostenendo un atto di teppismo in una chiesa russa, mirato contro un rivale geopolitico?
Il cosiddetto “gruppo punk” sostenuto dal Dipartimento di Stato USA, noto con il nome di “Pussy Riot”, ha fatto irruzione in una chiesa di Mosca per diffamare il governo russo, mentre prendeva in giro le credenze dei fedeli con volgarità e comportamento violento. Commercializzato come atto di “libertà di espressione” dai media occidentali e dalla manica di ministri degli esteri occidentale, in realtà si tratta di ciò che verrebbe chiamato crimine dell’odio e condotta violenta, in occidente. Inoltre, sempre in occidente, un tale atto sarebbe colpito da multe salate e da lunghe condanne.
In realtà, casi simili si sono avuti in occidente, con una scarsa finta indignazione su una presunta  violazione della libertà di parola di presunti bigotti, razzisti e teppisti che hanno preceduto le “Pussy Riot.” In molti casi, l’occidente ha perseguito attivamente non solo delle persone, ma ne ha vessato altre, provocando disordini pubblici, e anche coloro che diffondono materiale di persone che pensavano cose che venivano semplicemente percepite come “socialmente pericolose”.
L’occidente ha imprigionato molte persone per reati simili o minori:
- 3 anni di carcere per Revisionismo Storico: nel 2006, la BBC riferiva che lo “storico britannico David Irving era stato condannato a Vienna per negazione dell’Olocausto degli ebrei europei e condannato a tre anni di carcere”. La BBC aveva anche riferito che “il giudice nel processo per le  2000 denunce di diffamazione, lo aveva dichiarato un negatore attivo dell’Olocausto… antisemita e razzista.” Le credenze di Irving, per quanto impopolari possano essere, sono state espresse nei suoi scritti e discorsi, non irrompendo in una sinagoga.
- 4 anni e 2 anni di carcere per la gestione di un sito web “razzista”: Per il reato di gestione di un sito web “razzista” statunitense con l’intento di distribuire “materiale razzista,” due inglesi, Simon Sheppard e Stephen Whittle sono stati condannati a 4 anni e 2 anni rispettivamente nel Regno Unito, nel 2009. Il giudice, secondo la BBC, “disse agli uomini che il loro materiale era “sconveniente e ingiurioso” e poteva causare “gravi danni sociali.”"A differenza delle Pussy Riot, tuttavia, questi 2 uomini avevano solo messo i loro volantini sulla porta di una sinagoga, invece di irrompervi, ed hanno avuto 2-4 anni in prigione.
- 5 anni di carcere per disaccordo con la storia ufficiale: anche nel 2009, un uomo è stato condannato a 5 anni per “propagare idee naziste o per negazione dell’Olocausto” in Austria, afferma la Reuters. Gerd Honsik avrebbe scritto libri e riviste che aveva tentato di distribuire nelle scuole, anche se era il contenuto del materiale, e non il modo in cui ha cercato di distribuirlo, che gli è valsa la sua lunga detenzione. Per quanto impopolari possano essere le sue idee, secondo l’ultima tirata dall’occidente, non solo avrebbe dovuto avere il permesso di pubblicizzarle, ma anche di farlo in un luogo di culto di coloro che disprezzava.
- 3 anni di carcere per molestie a un ebreo e incitamento all’odio pubblico: Nel 2011, un australiano ha pubblicato un video “antisemita” su YouTube, prendendosi 3 anni di carcere. Il video a quanto pare, mostrava l’uomo condannato insultare un ebreo prima di darsi a una filippica “di fronte alla Perth Bell Tower“, riferiva ABC of Australia. Chiaramente insultare qualcuno e provocare disturbo pubblico  in Australia è un reato punibile, ma in qualche modo il governo australiano vede le ingiurie ai fedeli in Russia una “libertà di espressione”. Altrettanto chiaro è che questa ipocrisia e selettività dei principi sono liberamente esercitati.
- Detenzione per disturbo di quiete pubblica per “odio”: Quest’anno, il britannico Daily Mail, nel suo articolo, “Elmo in manette: Uomo vestito come il personaggio di Sesame Street viene portato via da Central Park dopo uno sfogo antisemita di fronte a bambini“, e che “l’aspetto di un uomo che diffonde odio travestito da Elmo era una cosa stridente per molti abitanti di New York che hanno visitato Central Park, nel pomeriggio di domenica.” L’articolo diceva che se l’uomo era stato ammanettato e portato via, non era stato arrestato. Mentre nessun arresto o condanna è stato emesso, la storia indica chiaramente che vi è una linea tra ciò che è “libertà di parola” e ciò che è “disturbo della quiete pubblica” negli Stati Uniti.
- Arresti per gravi commenti “religiosi e razziali” su Facebook: Per il reato di pubblicazione di osservazioni “antisemite” su Facebook; la BBC ha riferito che “cinque uomini e un 15enne” sono stati arrestati nel maggio 2012. La BBC avrebbe proseguito, “le sei persone arrestate sono state accusate di violazione della pace con aggravanti religiose e razziali.”

Ipocrisia politicamente orientata e posa dei fantocci
Indipendentemente dalle proprie convinzioni su cosa possa essere la “libertà di espressione”, e quali linee esistono tra l’uso responsabile e irresponsabile di questa libertà, non si può ignorare la stupefacente ipocrisia esibita dall’occidente, che ora si torce le mani in segno di finta disapprovazione per l’incarcerazione delle “Pussy Riot”, mentre le loro carceri sono piene di “incitatori all’odio”, molti dei quali non hanno nemmeno specificamente preso di mira o disturbato i soggetti del loro presunto disprezzo.


Foto: la campagna di sostegno alle “Pussy Riot” è guidata da Oksana Chelysheva della “Società per l’amicizia russo-cecena” finanziata dal Dipartimento di Stato USA, una stanza di compensazione della propaganda dei terroristi ceceni. Insieme ad Alexey Navalny, sovvenzionato Dipartimento di Stato USA e dai media dell’Occidente dalla loro parte, le “punk rockers” hooligan anti-establishment ora sotto processo a Mosca, hanno un supporto decisamente di “regime”.

La vera ragione per cui i media occidentali si sono così appassionati nel seguire il processo delle “Pussy Riot” non ha nulla a che fare con la “libertà di parola”.
L’occidente, e più specificamente, gli interessi finanziario-corporativi di Wall Street e Londra, vedono l’attuale governo della Russia come una barriera non solo al ritorno dell’implacabile saccheggio del popolo russo, cosa di cui avevano goduto negli anni ’90, ma un controllo ed equilibrio che inibisce le loro ambizioni egemoniche globali. L’Occidente ha appoggiato con denaro e sostegno politico il movimento di opposizione da cui le “Pussy Riot” promanano.
L’ultima prodezza è volta specificamente a dare nuovo respiro alla fatiscente “opposizione” sostenuta apertamente dall’estero; un tentativo di dividere e indebolire la Russia e il governo del presidente Vladimir Putin, prima, durante e dopo il suo ritorno alla presidenza. Invece, quest’ultima prodezza non fa altro che esporre ulteriormente l’ipocrisia sempre più visibile e l’ingiustizia pervasiva di tutte le componenti della società occidentale.
Infine, le “Pussy Riot” non sono punk rockers. Sono strumenti sostenuti dal Dipartimento di Stato USA dell’egemonia corporativo-finanzieria, utilizzati come leva contro il governo russo che si oppone all’ordine mondiale della corporatocrazia internazionale di Wall Street e Londra. La cultura punk, rappresenta l’antitesi di un tale ordine internazionale, ironicamente, infatti, molti hanno superficialmente difeso le “Pussy Riot” presentate più “punk” di quanto esse lo siano sostanzialmente.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Chi o cosa sono le “Pussy Riot?”

La copertura mediatica occidentale delle “Pussy Riot” peggio della propaganda “sovietica”.
Tony Cartalucci Land Destroyer 6 agosto 2012

Accuratamente descritte come bigotte e teppiste, i tre membri della band musicale conosciuta come “Pussy Riot” sono ora sotto processo per “atti di teppismo motivato da odio religioso”. Ciò dopo aver fatto irruzione in una chiesa a Mosca, disturbando la quiete pubblica, mentre deridevano le credenze dei presenti nel tentativo di protestare contro il presidente russo Vladimir Putin. Se degli skinhead avessero fatto qualcosa di simile in una sinagoga in occidente, sicuramente avrebbero già da tempo pagato multe salate e cominciato un lungo periodo di carcerazione per “insulti in pubblico sulla base dell’origine, appartenenza religiosa, razza o origine etnica” (e qui).
L’articolo del Guardian intitolato “Pussy Riot trial ‘worse than Soviet era’“, si svela subito una palese propaganda, descrivendo il tribunale e la bandiera russa come “squallidi” e un cane poliziotto come “in cerca di sangue.” Il giornale britannico tenta di ritrarre la Russia stessa come “fortemente divisa” tra conservatori e liberali, con questi ultimi che combattono contro lo Stato “con ogni mezzo possibile“.
Già il Guardian si mette nei guai – ritraendo la Russia come “divisa”, cosa respinta dalle recenti elezioni che hanno concesso a Vladimir Putin e al suo partito Russia Unita il mandato per la guida del Paese. E se è vero che in realtà, tra l’affluenza alle urne e Putin che raccoglie il sostegno del 63% di quelli che hanno votato (in una elezione con 5 partecipanti), solo il 40% degli elettori totali della Russia registrati ha effettivamente votato per Putin, il suo mandato è ancora più solido di quello del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, con il suo 32% in una corsa a due, o la vittoria dello scorso anno, qui in Thailandia, di Yingluck Shinawatra con un tenue 35%, una vittoria salutata dai media occidentali come “travolgente” .


Foto
: Screenshot tratto dal sito del National Endowment for Democracy sui finanziamenti statunitensi per la ONG Golos. Golos” presumibilmente era alla ricerca di “irregolarità elettorali” nelle recenti elezioni russe. Golos e altre ONG e partiti di opposizione appoggiati dagli USA, stanno ora cercando di attivare una “primavera araba” in Russia.

Va inoltre sottolineato che le recenti elezioni in Russia sono state funestate dal monitoraggio dell’ONG “Golos“, nel tentativo di screditare i risultati come fraudolenti. Si sarebbe in seguito rivelato che questa ONG, definita “indipendente” dalla stampa occidentale, era in realtà finanziata e diretta dal Dipartimento di Stato USA tramite il National Endowment for Democracy (NED).  Tentativi da parte di Wall Street e di Londra d’inquadrare le elezioni fraudolente, sono volte a porre le basi per una più ampia campagna di destabilizzazione politica, e la campagna per le “Pussy Riot” ne è ormai un elemento chiave.

Un’insipida campagna pubblicitaria per conto del Dipartimento di Stato USA
The Guardian è comunque assolutamente corretto quando chiama il processo alle “Pussy Riot” un “processo show”. Tuttavia, sostiene a torto che la spettacolarità sia opera della Federazione russa. Invece, è una messinscena dei media occidentali e della vasta rete di false ONG del Dipartimento di Stato USA. L’Intero articolo del Guardian è propaganda scritta con tono letterario, piuttosto che giornalismo. Lo stesso articolo cita l’avvocato delle convenute, i cui commenti costituiscono il fondamento stesso del titolo dell’articolo. E mentre il Guardian può depredare con successo le emozioni dei lettori male informati, ignari, ma ben intenzionati, non si lascia sfuggire alcuni indizi che ci dicono chi ci sia realmente dietro lo spettacolo. Secondo il Guardian, la difesa “ha cercato di chiamare 13 testimoni, tra cui il leader dell’opposizione Alexey Navalny.” Navalny, naturalmente, è un vecchio agente che riceve sostegno politico e finanziario dall’occidente, nel tentativo di minare il governo della Russia e riportarla ai tempi in cui Wall Street e Londra la saccheggiavano senza ostacoli, come è successo negli anni ’90.
Alexey Navalny è stato Yale World Fellow, e nel suo profilo si legge: “Navalny è la punta di diamante delle sfide legali per conto dei soci di minoranza nelle grandi società russe, tra cui Gazprom, VTB Bank, Sberbank, Rosneft, Transneft e Surgutneftegaz, attraverso l’Unione degli azionisti di minoranza. Ha costretto con successo le imprese a fornire informazioni ai propri azionisti e ha citato in giudizio singoli manager di diverse grandi aziende, per presunte pratiche di corruzione. Navalny è anche co-fondatore del movimento democratico alternativo ed è stato vice-presidente della sezione moscovita del partito politico Jabloko. Nel 2010, ha lanciato RosPil, un progetto sovvenzionato con una raccolta di fondi pubblici senza precedenti, in Russia. Nel 2011, ha avviato RosYama, che combatte le frodi nel settore delle costruzioni stradali.”
Alternativa democratica, anche scritta DA!, è invece destinataria dei fondi del National Endowment for Democracy, il che significa che Alexey Navalny è un agente della sedizione finanziata dagli USA. E nonostante posi da campione della “trasparenza”, Navalny nasconde volontariamente tutto questo ai suoi seguaci. Lo stesso Dipartimento di Stato USA lo indica come operativo dei “movimenti giovanili” in Russia: “DA!: Marija Gajdar, figlia dell’ex primo ministro Egor Gajdar, guida DA! (Alternativa Democratica) Lei è un’ardente promotrice della democrazia, ma realista, per gli ostacoli che incontra. Gajdar ha detto che DA! è focalizzata sull’attività non-partigiana volta a sensibilizzare il mondo politico. Ha ricevuto finanziamenti dal National Endowment for Democracy, un fatto che non pubblicizza per timore di apparire compromessa con una connessione statunitense”.
Navalny è coinvolto direttamente nella fondazione del movimento finanziato dal governo degli Stati Uniti, e ad oggi sono le stesse persone che finanziano DA! che lo difendono su tutti i media occidentali. La menzione della co-fondatrice Marija Gajdar rivela anche come lei abbia collaborato a lungo e, occasionalmente, sia stata arrestata con Ilija Jashin, un altro leader di un gruppo “attivista” d’opposizione russo finanziato dal NED.
Se la difesa delle “Pussy Riot” chiama un noto agente degli interessi occidentali come “testimone”, ci si chiede in quale contesto e in che misura Navalny, e di conseguenza, la National Endowment for Democracy, sia impegnato con le imputate. Navalny ammette che “conosce” una dei membri della band, ma non è in realtà un “testimone”, ma piuttosto avrebbe testimoniato al fine di “difendere la legge e la giustizia.” Appare quindi chiaro che i tentativi della difesa di includerlo nel processo siano politicamente motivati, non avendo nulla a che fare con la legge o la giustizia, e servendo semplicemente come mezzo per collegare le “Pussy Riot” all’opposizione sovversiva del Dipartimento di Stato USA, molti dei cui leader sono stati colti entrare nell’ambasciata statunitense a Mosca, all’inizio di quest’anno.
Inoltre, Oksana Chelysheva, membro del consiglio del Forum Civico russo-finlandese e membro del comitato direttivo del NED, il FIDH finanziato dall’Open Society del criminale riconosciuto George Soros, l’Open Society, la Ford Foundation, la Defenders Front Line finanziata dal Sigrid Rausing Trust e il Forum della società civile UE-Russia affiliato ad Amnesty International, a sua volta diretta dal Dipartimento di Stato USA, dirigono la campagna di sostegno alle “Pussy Riot“.

Foto: la campagna di supporto alle “Pussy Riot” è guidata da Oksana Chelysheva della “Russian-Chechen Friendship Society“, una stanza di compensazione per la propaganda terroristica cecena, finanziata dal Dipartimento di Stato USA. Insieme ad Alexey Navalny, sovvenzionato dal Dipartimento di Stato USA, e appoggiate dai media occidentali, le teppiste anti-establishment “punk rockers” ora sotto processo a Mosca, dispongono di un supporto decisamente “di regime“. (Cliccare sulle immagini per ingrandire).

Chelysheva era anche “Vicedirettore esecutivo” della Società per l’amicizia russo-cecena, interamente finanziata dal Dipartimento di Stato USA tramite il National Endowment for Democracy. La “Società per l’amicizia” era essenzialmente una facciata per le pubbliche relazioni dei terroristi ceceni filo al-Qaida che devastano la regione caucasica della Russia, offrendo un nuovo esempio rilevante di come gli Stati Uniti, la NATO e gli Stati del Golfo sostengono apertamente gruppi di terroristi simili a quelli che ora devastano la Siria. La “Società per l’amicizia” svolge una funzione simile a quella dell’ormai screditato “Osservatorio siriano per i diritti umani“.
Mentre non si sa, finora, se i membri delle “Pussy Riot” siano stati contattati da uno di questi gruppi, o dal Dipartimento di Stato o da sue controllate, per svolgere il loro vandalismo, è chiaro che questi gruppi e lo stesso Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, hanno trasformato un’altrimenti stupida violazione della quiete pubblica e dei diritti dei praticanti una fede ad andare in Chiesa senza subire le molestie, in un punto di leva politica contro la Russia.
Aiutando ad abbassare la leva politica, arnesi della propaganda come il Guardian raffigurano il processo come il caso di un gruppo di opposizione liberale russo che lotta contro il ritorno al sistema giudiziario dell’Unione Sovietica. In realtà, è un altra produzione Wall Street-Londra, in linea con il movimento Otpor finanziato dagli USA, alla frode Kony 2012 e alla “primavera araba” ideata dagli USA.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Marina and the Diamonds programmata da Monarch?

Sold my soul’, ha venduto la sua anima al diavolo. ‘Changed beyond recognition’ si riferisce al Project Monarch. ‘Sold out too’,  ha ‘venduto la sua anima’, ma ha anche venduto molti dischi, e ha ottenuto ricchezza e fama.
I lived a lot of different lives, Been different people many times.” “Ho vissuto parecchie vite diverse, Conosci diverse persone molte volte.” (Personalità multiple / Ciascuno stato alterato contiene memorie diverse, vite assai diverse).
Electra Heart è il nome del suo blog, e lei descrive “Fear and Loathing” (Paura e delirio) come il Cuore di Elettra. ‘Electra’ potrebbe riferirsi all’elettroshock, l’importanza del suo essere stata ‘electroshocked’.  Per i fan, che dicono che il suo nome deriva da quello della figlia di re Agamennone, avrebbe molto a che fare con l’occulto. Una ricerca su “Electra Heart” dice che sia “un veicolo per ritrarre una parte del sogno americano, con elementi della tragedia greca.” Sta bene.  Ha postato le foto sul suo blog con etichette come “Electra-cute me” (Elettroshock), “Fake Real” (Falsa realtà programmata). Le 3 stesse immagini di se stessa in un collage etichettato come “Electra heart complex“, cioè la la complessità delle sue alterità (torna su “Elettra” la principessa Argiva, la più sconvolgente di tutte: Farmaci/pillole fanno riferimento ai farmaci di Mk-Ultra con l’etichetta: “Slip inside a Snow White sleep” “Scivolare nel sonno di Biancaneve.” Biancaneve è un film della Disney utilizzato nella programmazione Mk-Ultra, e con “sonno di Biancaneve” si intende uno stato di trance (sonno/trance programmata). E’ palese nella sua storia di programmata Monarch, in particolare la parrucca e ‘Paura e delirio‘ (Fear and Loating) che apre ”Electra Heart” (Electroshocked Alter), insieme con l’etichetta”Fake Real” che simboleggia la sua falsa programmazione.

Ha anche ammesso il fatto che ha avuto successo, dopo la sua intervista con Pop Justice.
Ho lavorato con il dottor Luke, Stargate, e ho imparato così tanto. E ho fatto un album – beh, è quasi fatto – è così eccitante e si sente come un vero e proprio album. – Per saperne di più

La star ha lavorato con Dr. Luke, che lavora con altri artisti che hanno dato l’anima, come Katy Perry.
Nella sua canzone “Oh No“, la cantante dice: “Se non state molto attenti, i vostri beni vi possiederanno, la TV mi ha insegnato come sentirmi, ora la vita reale non ha senso.”
Questa frase ha un grave significato, perché la maggior parte delle società è catturata dall’illusione che una celebrità  mondiale crea, è dipendenta dalla TV e la confonde con la realtà. Può essere direttamente sotto controllo mentale, ma il resto del pubblico non è molto diverso, dal momento che siamo tutti bersagli dei messaggi subliminali. Si può diventare dipendenti fisicamente dalla TV, e il nostro subconscio è sempre a rischio.

Ha postato questa foto sul suo blog dicendo: “Utilizzo le bugie per rivelare la verità.” Le bugie sono la sua programmazione, ed eccola con la parrucca dai capelli d’argento, che rappresenta la Programmazione Mirror.

Ha descritto questa foto dell’occhio che tutto vede con “I am Electra Heart“, che suona come un alter ego con riferimento alla sua programmazione.
Ora, su Fear And Loathing Part 1, di  Marina and the Diamonds i testi raccontano tutto, il video è anche simbolico. Chiama questa canzone “Electra Heart: The Start; Fear and Loathing“, e sembra l’inizio di questo alter ego, e l’inizio della paura e del disgusto causati dalla programmazione. Si guarda allo specchio (Programmazione Mirror) mentre si taglia i capelli, trasformandosi in una nuova se stessa.

I lived a lot of different lives, Been different people many times.” Ho vissuto molte vite diverse, divenendo diverse persone molte volte. (Personalità multiple) Non tutti sono così fuori come svitati. Non voglio vivere nella paura e nel disgusto. Voglio sentirmi galleggiare (dissociazione). Ho diverse persone nella mia testa. Mi chiedo quale piace di più. (Significa diverse alterità nella sua testa, e che uno dei suoi alter ego la controlla meglio). E quando il momento arriva, e le luci si spengono, so quando la luce si brucerà; quando mi faranno esplodere. (La menzione del futuro sacrificio o ‘esplosione’ significa conquistare / prendere il pieno controllo di lei, quando le luci sono spente ‘i suoi sentimenti / personalità‘ la usano)

E’ piuttosto evidente che Marina soffre di disturbo della personalità multipla. “Diamonds” significa anche programmazione Jewel, e i moduli di Monarch.

•Electroshock “Electra-cute me
•Personalità Multiple
•Alter ego: “Electra Heart
•Parrucche
•Pillole “sonno di Biancaneve“; Trance di programmazione al 100%
•Programmazione  Mirror
•Venduto la sua anima
Ha inoltre etichettato una delle sue immagini come:
Ha detto che le ragazze come me valgono una dozzina di diamanti.” * Il suo gestore l’ha scelta e le ha detto che valeva qualcosa del genere. (Nella Programmazione Jewel, si sceglie un gioiello, vi dicono di diventare come quel gioiello che alla fine ricevete)

Nella sua canzone “Hermit the Frog“, lo dice nel testo:

They say you used to be so kind – Dicono che sei solito essere così gentile
I never knew you had such a dirty mind – Non ho mai saputo che aveva una mente malata
Well, I went to the doctors believing – Beh, sono andata dai medici credendo
The devil had control over me – Il diavolo aveva il controllo su di me

Accenna anche questo nella canzone:

I can’t help the devil likes to make my heart a double bed – Non posso aiutare il diavolo a fare del mio cuore un letto matrimoniale
And I can’t help he sometimes like to come and rest his little head – E io non posso aiutarlo quando  ha voglia di venire e di riposare la sua piccola testa

Zebra = Personalità Dissociata / Dualità

BETA Leopard

Mostra la sua fedeltà all’occulto dopo aver venduto la sua anima:

L’Occhio che tutto vede  (Occhio di Horus / Lucifero) e simbolo del Drago/Baphomet con le due dita.

Programmazione All Seeing Eye e Jewel Status

Simbolismo dell’Occhio che tutto vede. 

In un tweet più recente, ha ammesso tutto dicendo:

Media-Exposed

Divertente ‘recensione’; eppure Marina è una delle più belle voci nate in questi ultimi anni, e i testi delle sue canzoni, come dimostra tale ‘recensione’ di stampo ickiano (anche se nel forum di Icke la trattano abbastanza bene), sono tutt’altro che delle banali e trite canzoncine su cuori infranti e amorazzi ‘mocciosi’ che tanto piacciono al cantantume medio italidiota (e annesso pubblico di scimmiette, vascorossiane o meno, et similia).
Ora, Marina, che ha lavorato come modella, è riuscita a farsi notare come cantante, e il nuovo album (Electra Heart, appunto) è così ben fatto e fluente, che ci si può domandare quanto di ciò sia dovuto al suo talento di musicista (che è notevole) e quanto al produttore. E’ una bella ragazza con una gran voce, in grado di scrivere melodie decenti. Ancora più interessante è che i testi delle copertina del CD non corrispondono sempre a quelle delle canzoni.
Segmenti cantati mancano nella copertina, contengono dei messaggi occulti? cosa non inusuale nell’industria musicale.
Molti testi descrivono sensazioni di intorpidimento, ossessioni, esclusione, disperazione nel poter essere coinvolti nel ben mondo di Hollywood, l’idea di essere controllati e dell’inutilità del sacrificio.
Si tratta di programmazione? O è qualcosa di più profondo? Chiaramente, sembra una sensazione assai diffusa, ma la cosa più scioccante è come facile scoprirvi una cospirazione grazie a un atteggiamento da detective dilettante.

A cura di Alessandro Lattanzio

Vaclav Havel, un necrologio

Eroobit 18 dicembre 2011

Infine anche se tardivamente, avrebbe potuto succedere tanti anni o addirittura decenni prima, qualcosa che così tante brave persone, dentro e fuori l’ex Cecoslovacchia, aspettavano da così tanto tempo e con tanta impazienza, è successa. La prostituta americana, la puttana fascista e forse il più rabbioso russofobo sulla superficie di questo pianeta (contando tutte quelli della stessa specie in America, Regno Unito, nei tre cosiddetti Stati Baltici e in Polonia), la creatura velenosa e irrazionale nei suoi molteplici odi, anti-slava e veramente anti-europea, è morta.
Vaclav Havel ha tirato le cuoia.
Vaclav Havel non è stato un drammaturgo come i propagandisti sostengono fosse – poche persone hanno cercato di leggere l’effluente sottigliezza politica, poi apertamente propagandistica, che ha prodotto. Coloro che hanno avuto la sfortuna di tentarlo in poche occasioni, devono esser stati scoraggiati dalla noia e dall’evidente mancanza di un qualsiasi talento, anche per i non troppo elevati standard delle letteratura ceca (potrei citare due scrittori di lingua ceca dimenticati, che sono degni del titolo, anche se entrambi vissero negli anni ’20).
Vaclav Havel è un esempio di scrittore politico, un pamphlettista del tipo camuffato, che ottiene premi, elogi e, infine, benefici per il contenuto politico dei suoi opuscoli impiegati al servizio dell’Impero del Male o del Reich americano del dopoguerra, nella sua lotta contro il comunismo o la Russia, e non per i meriti artistici del suo lavoro.
Solzhenitsyn è stato anche un autore che ha beneficiato della propaganda dell’Impero del Male – anche se a differenza di Havel, Solzhenitsyn era un essere umano decente e un buon scrittore. Solzhenitsyn ebbe tutti i tipi di premi, è stato onorato con un gran numero di traduzioni, un numero di copie stampate come se fosse la Bibbia, il Premio Nobel per la letteratura (beh, anche Obama o Obomber, ha ottenuto il Premio Nobel per la Pace, tanto per la nobiltà del premio Nobel), ha ottenuto lo status di lettura obbligatorio all’università (un totalitarismo fasullo) e infine la venerazione appropriata per una divinità.  Quando Solzhenitsyn è diventato più in se stesso e ha preso la maggior parte dell’ideologia dai suoi scritti, ha smesso di essere un autore di cui chiunque avrebbe avuto notizie nell’Impero del Male (gli USA), infine. Vale la pena sottolineare che Solzhenitsyn scrisse un opera in due volumi sui rapporti ebraico-russi, Due secoli insieme (anche tradotto come Duecento anni insieme, anche se suona un po strana alle mie orecchie), che è stata ignorata negli USA  e nel Regno Unito, e che nessun editore avuto il coraggio di stampare e, dal 2011, non esiste traduzione in inglese, anche se ce n’è una in francese (Deux siècles ensemble) e anche in tedesco (Zweihundert Jahre zusammen).
Vaclav Havel non ha mai affrontato il dilemma di Solzhenitsyn, rimanendo una prostituta, russofoba, atlantista, anti-slava e una puttana propagandista degli statunitensi fino alla fine, anche dopo (per fortuna lui) aver smesso di scrivere i suoi opuscoli.
Vaclav Havel proveniva da quello che era una famiglia a modo sotto orribile dispotismo etnico tra le due guerre dei cechi di Boemia, altrimenti ricordata come Cecoslovacchia. Dopo che Hitler aveva eliminato la Cecoslovacchia (la Slovacchia fece la secessione alla prima occasione, con il pieno consenso degli ex-alleati dell’Intesa, l’unica parte che aveva protestato in modo significativo fu l’Unione Sovietica stalinista), e lo staterello venne diviso nei protettorati di Boemia (effettiva “Repubblica Ceca”) e Moravia, la famiglia di Vaclav Havel aveva collaborato con i nazisti fino alla fine, quando naturalmente cambiò bandiera e subito divenne patriota ceca. Essere un collaboratore e un traditore sembra essere il patrimonio genetico inerente alla famiglia di Havel. Io non sono a conoscenza di una qualsiasi istanza in cui Vaclav Havel condanna la pulizia etnica, i massacri e le espulsioni a scala genocida dei cittadini germanofoni della Cecoslovacchia perpetrati dal cosiddetto Stato democratico filo-americano Ceco, tra il 1945 e il 1948, un crimine che è stato di gran lunga maggiore di qualsiasi cosa in cui l’Unione Sovietica abbia commesso altrove, un crimine che nella sua bruttezza e mostruosità, è paragonabile solo agli eventi che ebbero ka denominazione collettiva di Olocausto nella pratica statunitense, uno slittamento semantico, negli anni ’60.
Stalin, il grande benefattore dell’ingrato e patrono del male (anche se nemico della nazione russa), sentiva un affetto per le piccole fastidiose tribù (avendo avuto origine da una particolarmente maligna), aveva una passione per gli staterelli tribali artificiali, come l’Estonia, che ha conservato per qualche motivo (un atto tragico in retrospettiva), ma ha anche contribuito a ricreare la Cecoslovacchia, ancora una volta come un sistema centralizzato sul governato dalla dittatura etnica di Praga, nonostante i desideri di circa il 70% della popolazione, che piuttosto non avrebbe voluto vivere in un regime centralizzato chiamato Cecoslovacchia. Che percentuale di popolazione è stata ridotta di circa il 25%, i cittadini di lingua tedesca, i cosiddetti tedeschi dei Sudeti o Sudetendeusche, che furono uccisi e cacciati in un atto di pulizia etnica compiuta dallo Stato ceco (non ancora stato slovacco, perché gli slovacchi non avevano stato, ma sono stati trascinati in questa unione empia, questa volta ricreato con l’aiuto di Stalin) su una scala senza precedenti nella storia europea. Neanche la privazione dei diritti della massa di lingua russa negli staterelli etnico-nazisti di Estonia e Lettonia, negli anni ’90, ha raggiunto una frazione della portata del male che ha segnato la pulizia etnica ceca dei  tedeschi dei Sudeti, Boemia e Moravia. Anche sotto la protezione di NATO e UE, gli staterelli fascisti di Estonia e Lettonia sono impegnati nell’etnocidio e nella discriminazione linguistica su una scala senza precedenti altrove, e le persone dell’etnia sbagliata sono costrette ad andarsene sotto le pressioni indirette, finora solo poche persone sbagliate (come gli slavi) sono state effettivamente uccise dai nazisti estoni e lettoni, negli ultimi 20 anni. D’altra parte la pulizia etnica nella Cecoslovacchia post 1945 fu enorme, sanguinosa ed effettuata rapidamente.
Anche se pochi si rendono conto che la Cecoslovacchia è morta nel 1939 e non è mai formalmente risorta, nonostante le marcatura dei prodotti fabbricati con il “Made in Cecoslovacchia” e le notizie relative all’hockey, e il fatto che il nuovo stato fu chiamato Repubblica Ceca e Slovacca, la sua essenza rimase la stessa. Il nuovo stato era impegnato nella pulizia etnica dei tedeschi e nell’omicidio sfrenato dei dissidenti slovacchi e religiosi, ma come tutti gli stati etnici, è stato indulgente con la propria schiatta, e cioè in realtà non ha fatto molto contro i cechi etnici che hanno collaborato con i nazisti (e ciò su circa l’intera nazione. Anche i killer di Reinhard Heydrich dovettero essere spediti dall’Inghilterra). Se non fosse stato il caso dei genitori di Vaclav Havel, sarebbero stati puniti. Vaclav Havel  proveniva da una famiglia antidemocratica e fascista, credenziali cui tenne fede in tutta la sua vita. Miloš Havel produsse un film di propaganda nazista, aveva cenato con Goebbels e ebbe anche una croce di ferro. Anche se Vaclav Havel tradì i tedeschi di Boemia e Moravia (ma mai li ha veramente menzionati o chiesto la restituzione dei beni di cui furono derubati , il traditore è sempre un traditore, il tradimento è un segno), caratteristicamente continuò lo stesso tipo di servizio che i suoi predecessori  familiari resero alla propaganda nazista, tranne che ha servito gli interessi degli Stati Uniti, in quanto questi ultimi occuparono il ruolo del Terzo Reich di guida della crociata contro il comunismo e la Russia sotto qualsiasi forma, comunista o meno.
La Russofobia di Vaclav Havel era insolita per gli standard cechi.
Ironia della sorte, sotto la presidenza di Vaclav Havel (anche se formalmente diede le dimissioni) il lavoro di Hitler per distruggere la Cecoslovacchia venne completata. Questo è forse il risultato più grande e più ironico della sua vita.
Brucia all’inferno, Vaclav.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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