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		<title>Spionaggio USA in Venezuela: Colpo di Stato all&#8217;opera</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 17:54:07 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Nil Nikandrov <a href="http://www.strategic-culture.org/pview/2013/05/18/us-spying-in-venezuela-coup-in-works.html" target="_blank"><em>Strategic Culture Foundation</em></a> 18.05.2013<br />
<a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/tracyobamalarge.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-3849" alt="tracyobamalarge" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/tracyobamalarge.jpg?w=630&#038;h=306" width="630" height="306" /></a>Tracy è arrivato in Venezuela nel settembre 2012 posando da regista con il compito di seguire la campagna pre-elettorale dell&#8217;allora presidente Hugo Chavez e del candidato dell&#8217;opposizione Henrique Capriles. Ma si comportò in modo insolito fin da subito. Per esempio, non è mai apparso nel Quartier generale dell&#8217;Associazione di Corrispondenti Esteri (APEX). Perfino i corrispondenti indipendenti fanno in modo di rendere il loro soggiorno nel Paese più comodo, evitando di apparire come dei giornalisti petulanti dalle troppe domande. Tracy sapeva bene dove andare a Caracas e non trovava difficoltà nel trovare le persone giuste. Usò un elenco di individui raccomandati per stabilire i primi contatti con attivisti dell&#8217;opposizione radicale e avviarne il finanziamento delle attività. I contatti inclusero la <em>Juventud Activa de Venezuela Unida</em> – JAVU e il Movimento Venezuelano del 13 aprile. Strinse legami con il Movimento Rivoluzionario <em>Tupamaro,</em> guidato da persone che più di una volta hanno detto di esser pronte a prendere le armi se l&#8217;opposizione avesse tentato di rovesciare il governo legittimo. In particolare, Tracy cercava di valutare quanto sia potente l&#8217;organizzazione ed ammise che possiede realmente la capacità di usare la forza, così come quanto fosse efficace la sua interazione con le forze di sicurezza. Secondo SEBIN, la missione principale di Tracy era provocare conflitti e scontri tra chavisti e l&#8217;opposizione o, in altre parole, creare i presupposti per la guerra civile.<br />
Agendo sotto copertura, Tracy è riuscito sorprendentemente a sguazzarvi sempre bene. Per esempio, ha ripreso le istruzioni ai giovani militanti dell&#8217;opposizione, contro le forze di polizia, date dal generale in pensione Antonio Rivero, figura di spicco dell&#8217;organizzazione estremista Volontà del Popolo. Ha anche ripreso i disordini vicino all&#8217;ambasciata di Cuba a Caracas, il 14 febbraio 2013. Tracy è stato visto da agenti di sicurezza del SEBIN a Puerto Cabello, dove si trova la principale base navale del Paese. Il giornalista ha prestato particolare interesse al palazzo presidenziale e ha cercato di scattarne delle foto (cosa vietata senza un permesso speciale). Facendo questo, è stato arrestato dalle guardie, che lo rilasciarono molto presto. Le guardie del palazzo erano in allerta da maggio 2004, la misura era dovuta a un tentativo di assaltare l&#8217;edificio per uccidere il Presidente Chavez da parte di una formazione di 130 cospiratori di estrema destra e di paramilitari colombiani con divise di fatica militari venezuelane. Gli analisti del SEBIN non hanno dubbi che Tracy abbia ricevuto un addestramento specifico per operare in &#8220;ambiente ostile&#8221;. La congettura è corroborata dalla sua grande abilità nel penetrare varie organizzazioni. E&#8217; ancora poco chiaro se sia stato addestrato dalla <em>Central Intelligence Agency</em>, dalla<em> Defense Intelligence Agency</em> o dalla <em>Drug Enforcement Administratio</em>n (DEA) degli Stati Uniti. Lo statunitense non era troppo loquace quando interrogato, fingendo che il suo spagnolo non fosse adeguato. Le domande venivano poste con l&#8217;aiuto di un interprete dandogli la possibilità di pensare sulle risposte. La giornalista venezuelana Ivana Cardinale ha detto, in un articolo pubblicato da <em>aporrea.org</em>, che ha fatto ricerche  su Internet, subito dopo lo scandalo, per trovare qualcosa sul regista, ma non ha scovato nulla! Due-tre settimane dopo fu sorpresa nel scoprire che, &#8220;improvvisamente&#8221;, i risultati di Google mostravano informazioni e non-so-quante-foto di Tim Tracy. Forse hanno pensato che i servizi di sicurezza venezuelani sarebbero stati troppo impegnati con il Presidente Chavez in difficoltà, per prestare attenzione a un collegamento. Anche il suo passaporto aveva solo un anno di validità. Pensavano che il regime sarebbe caduto prima della scadenza?<br />
Dopo la detenzione di Tracy, una campagna per la sua difesa venne lanciata negli Stati Uniti. Non importa quanto si dimostrassero nette le prove, gli amici e i parenti più prossimi dissero che era innocente. Beh, i genitori e un paio di borsisti universitari della Georgetown potrebbero essere stati degli attori. Ed anche le informazioni circa la sua permanenza all&#8217;università sono torbide, non concretizzate da date precise. Forse perché si crede che l&#8217;università, e giustamente, sia il centro accademico della CIA. Lo stesso presidente Obama agì in sua difesa. Durante la sua visita in America Latina, Obama disse che le accuse contro il documentarista Tim Tracy, 35 anni, erano &#8220;ridicole&#8221;. E il caso di Tracy verrà gestito come ogni altro in cui un cittadino degli Stati Uniti finisce in un &#8220;groviglio legale&#8221; all&#8217;estero. Aengus James ammette di essere amico e socio di Tracy a Hollywood, California. L&#8217;uomo è un vero regista e produttore, ma il nome di Tracy non è mai menzionato in nessuno dei suoi film. Può essere che sia stato avvicinato con la richiesta di dare una mano al connazionale, nei guai a causa della sua lotta contro il &#8220;comunismo in America Latina&#8221;. James ha accettato di aiutarlo, &#8220;<em>Non hanno preso un agente della CIA. Non hanno preso un giornalista. Hanno preso un bambino con una macchina fotografica</em>&#8220;, ha detto. Descriveva James Tracy come &#8220;senza paura&#8221;, ma anche un po&#8217; donchisciottesco. &#8220;Tutta questa storia è nata durante una festa nel sud della Florida&#8221;, ha detto. &#8220;<em>Ha incontrato questa ragazza carina che gli dice: &#8216;Se sei veramente un documentarista, verrai a raccontare la storia di ciò che sta accadendo in Venezuela&#8217;, e se dici una cosa del genere a Tim, lui va, anche se non conosce una sola persona o non sa nulla della situazione politica o delle conseguenze.</em>&#8221; James ha davvero inventiva nel raffigurare Tracy come un uomo che si tiene lontano dalla politica, con l&#8217;inclinazione alle avventure, troppo vivace e ingenuo per i suoi 35 anni. Che cosa volete da uno come lui?<br />
Apparvero articoli sul materiale raccolto da Tracy per un film sulle organizzazioni criminali che operano nel nord degli Stati Uniti nel contrabbando, nella droga e nella tratta di esseri umani. Ma dove è il film? Forse Tracy ha agito come regista da qualche parte nella zona di frontiera canadese, ma in realtà ha lavorato per la DEA mantenendo i locali trafficanti di droga sotto sorveglianza. Non è forse la ragione per cui i funzionari degli Stati Uniti indugiarono quando il caso di Tracy venne alla ribalta? Le attività della DEA sono vietaei in Venezuela a causa del precedente coinvolgimento dell&#8217;agenzia nel raccogliere informazioni su politici e militari venezuelani. Coloro che furono reclutati, sono stati utilizzati per gestire il traffico di cocaina o per operare contro il governo di Chavez. La situazione nel Paese è già abbastanza complicata, l&#8217;ambasciata degli Stati Uniti è sotto stretto e intensificato controllo dalle forze dell&#8217;ordine venezuelane. E non poteva essere altrimenti, se si prendono in considerazione i diversi fatti sul coinvolgimento dell&#8217;ambasciata in cospirazioni, tra cui il tentato colpo di Stato dell&#8217;aprile 2002 e lo &#8220;sciopero del petrolio&#8221; tra la fine del 2002 e l&#8217;inizio del 2003. Ecco perché operatori come Tracy vengono inviati in Venezuela per pianificare un altro complotto. Con Washington che vede, nella situazione dopo le elezioni del 14 Aprile 2013, quando Maduro ha vinto con un vantaggio stretto, favorevole a un &#8220;cambio di regime&#8221; con il &#8220;soft power&#8221; e l&#8217;aiuto dei leader e degli studenti dell&#8217;opposizione.<br />
Gli Stati Uniti ritengono che vi sia la solida possibilità di credere che la sconfitta di Capriles possa essere trasformata in una revanche, aumentando gradualmente la pressione sul leader bolivariano.  L&#8217;opposizione agisce liberamente, controlla l&#8217;80% dei canali TV e delle stazioni radio che ne diffondono la propaganda, i giovani radicali incitano le proteste nelle grandi città, con tentativi di bloccare gli edifici amministrativi, e le forze di polizia vengono provocate in azioni repressive.  L&#8217;opposizione possiede un potenziale di mobilitazione con cui fare i conti. In determinate circostanze può ripetere le manifestazioni dell&#8217;aprile 2002, quando Chavez fu temporaneamente costretto a lasciare il potere. L&#8217;inflazione, scarsità di cibo causata dalle società private (la ripetizione dello scenario cileno), campagne di propaganda che gonfiano la questione della corruzione ai vertici in modo sproporzionato, qualcuno che ha sempre qualche motivo di esser stufo dei politici del &#8220;periodo di Chavez&#8221;, alcuni dei quali appartengono alla &#8220;quinta colonna&#8221; nel governo, tutti questi problemi sono davvero difficili da affrontare. Nicolas Maduro saprà evitare uno scenario tipo aprile 2002, quando l&#8217;opposizione grazie a nuove nomine e a divisioni interne proprio nel palazzo Miraflores, gettò dei bolivariani dietro le sbarre senza un processo? Allora il presidente Pedro Carmona disse che Chavez doveva essere eliminato. Anche Capriles e il suo team saranno degli spietati liquidatori del potere bolivariano. Spargono sangue, ma si può essere certi che l&#8217;impero non interverrà. Questa è la legge della vendetta.<br />
&#8230; Nell&#8217;aprile 2010 agenti del servizio d&#8217;intelligence colombiano DAS furono arrestati nello Stato di Barinas, stavano raccogliendo informazioni sulle infrastrutture energetiche venezuelane E&#8217; ben noto che il DAS collabori strettamente con la comunità d&#8217;intelligence degli Stati Uniti. Nell&#8217;agosto 2012 un marine statunitense in pensione, che operò in Afghanistan e in Iraq, fu arrestato nello Stato di Tachira. Prima della cattura, cercò di cancellare i suoi appunti. Non molto tempo fa le autorità  dichiararono persone non grate due addetti militari degli Stati Uniti. Ufficiali patriottici  venezuelani indicarono che cercavano di reclutare agenti tra le fila dell&#8217;Aeronautica. Il numero di tali episodi è in aumento, lo testimonia il fatto che gli sforzi ostili per la raccolta d&#8217;informazioni si sono intensificati. In questo modo le informazioni sulle infrastrutture energetiche vengono utilizzate dai nemici del regime bolivariano per causare dei black-out. La gente ha dovuto attendere dei giorni prima che l&#8217;energia venisse ripristinata. Il ripetersi di tali incidenti conduce all&#8217;esasperazione degli elettori, che cresce in proporzione. Ciò fu uno dei motivi del critico passaggio a favore dell&#8217;opposizione, dalle elezioni del 7 ottobre 2012 a quelle del 14 aprile di quest&#8217;anno.</p>
<p>La ripubblicazione è gradita con riferimento alla rivista on-line della <a href="http://www.strategic-culture.org" target="_blank"><em>Strategic Culture Foundation</em></a>.</p>
<p>Traduzione di Alessandro Lattanzio &#8211; <em><a href="http://sitoaurora.altervista.org/home.htm" target="_blank">SitoAurora</a></em></p>
<br />Archiviato in:<a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/bolivarismo-2/'>Bolivarismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/covert-operation/'>Covert Operation</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/imperialismo/'>Imperialismo</a> Tagged: <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/agenti-dinfluenza/'>agenti d'influenza</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/alba/'>Alba</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/america-latina/'>America Latina</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/antiterrorismo/'>antiterrorismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/antonio-rivero/'>Antonio Rivero</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/barack-obama/'>Barack Obama</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/black-operation/'>black operation</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/bolivarismo/'>bolivarismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/central-intelligence-agency/'>Central Intelligence Agency</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/cia/'>CIA</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/colonialismo/'>colonialismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/controspionaggio/'>controspionaggio</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/covert-operation-2/'>covert operation</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/covert-operations/'>Covert Operations</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/dea/'>DEA</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/dia/'>DIA</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/false-flag/'>False flag</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/guerra-dinfluenza/'>guerra d'influenza</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/guerra-dinformazione/'>guerra d'informazione</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/guerra-di-propaganda/'>guerra di propaganda</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/guerra-psicologica/'>guerra psicologica</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/hugo-chavez/'>Hugo Chavez</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/imperialismo/'>Imperialismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/infiltrazione/'>infiltrazione</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/intelligence/'>intelligence</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/italy/'>Italy</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/latino-america/'>Latino America</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/latinoamerica/'>Latinoamerica</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/mass-media/'>mass media</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/mercenari/'>mercenari</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/narcotraffico/'>narcotraffico</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/nicholas-maduro/'>Nicholas Maduro</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/nuovo-ordine-mondiale/'>Nuovo ordine mondiale</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/paese/'>Paese</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/pentagono/'>Pentagono</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/propaganda/'>Propaganda</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/puerto-cabello/'>Puerto Cabello</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/repubblica-bolivariana-del-venezuela/'>Repubblica bolivariana del Venezuela</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/rivoluzione-colorata/'>rivoluzione colorata</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/servizi-segreti/'>servizi segreti</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/sovranismo/'>sovranismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/sovranita/'>sovranità</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/spionaggio/'>spionaggio</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/stati-uniti/'>Stati Uniti</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/syria/'>Syria</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/terrorismo/'>terrorismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/united-states/'>United States</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/usa/'>USA</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/venezuela/'>Venezuela</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/aurorasito.wordpress.com/3846/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/aurorasito.wordpress.com/3846/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3846&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La CIA, il Qatar e la creazione di Jabhat al-Nusra</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 18:52:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Phil Greaves, Global Research, 17 maggio 2013 Una recente intervista rilasciata da un &#8216;anonimo&#8217; funzionario della sicurezza del Qatar, ha gettato ulteriore luce sull&#8217;invio segreto dalla CIA di armi ai militanti che combattono in Siria. In questo articolo della Reuters, il funzionario &#8216;anonimo&#8217; della sicurezza e diversi comandanti ribelli confermano che il Qatar ha &#8220;strettamente [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3842&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Phil Greaves, <em><a href="http://www.globalresearch.ca/the-cia-qatar-and-the-creation-of-syrias-jabhat-al-nusra/5335453?print=1" target="_blank">Global Research</a></em>, 17 maggio 2013</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/556754.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3724" alt="556754" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/556754.jpg?w=630"   /></a>Una recente intervista rilasciata da un &#8216;anonimo&#8217; funzionario della sicurezza del Qatar, ha gettato ulteriore luce sull&#8217;invio segreto dalla CIA di armi ai militanti che combattono in Siria. In questo articolo della <em>Reuters,</em> il funzionario &#8216;anonimo&#8217; della sicurezza e diversi comandanti ribelli confermano che il Qatar ha &#8220;<em>strettamente coordinato i traffici di armi dirette [plurale] alla Siria</em>&#8220;, per la presunta preoccupazione che le armi finiscano nelle mani di militanti estremisti islamici legati ad <em>al-Qaida;</em> gli stessi militanti, come notato in precedenza, che continuano a formare la punta di lancia della rivolta contro il governo siriano: &#8220;<em>I combattenti ribelli in Siria dicono che negli ultimi mesi il sistema di distribuzione delle armi è diventato più centralizzato, con le armi consegnate attraverso il Comando Generale della Coalizione dell&#8217;opposizione nazionale guidata da Selim Idriss, un generale che ha disertato ed è uno dei preferiti da Washingto</em>n.&#8221;<br />
Ciò che è stato da tempo confermato dalle &#8220;fonti ufficiali&#8221; sulla stampa mainstream, è che queste spedizioni di armi sono iniziate almeno &#8220;all&#8217;inizio del 2012&#8243;. Possiamo essere sicuri, come nella maggior parte dei resoconti ufficiali, che libertà d&#8217;azione sia stata concessa con queste dichiarazioni: è assai probabile che un piccolo traffico di armi in Siria sia iniziato molto prima che le dichiarazioni di testimoni oculari, in Libia, confermassero che le spedizioni di armi dal porto di Misurata, roccaforte del <em>Libyan Islamic Fighting Grou</em>p, cominciassero subito dopo la caduta di Gheddafi. Sibel Edmonds ha anche riferito, nel novembre 2011, quindi molto prima che i grandi media lo rivelassero, che la CIA, insieme ai suoi omologhi turchi e della NATO, operava dal &#8220;centro nevralgico&#8221; congiunto statunitense-turco della base aerea di Incirlik, in Turchia, coordinando &#8216;ribelli&#8217; e &#8216;attivisti&#8217; già dall&#8217;aprile-maggio del 2011. Edmonds teorizza che probabilmente ciò fu una delle prime fasi in cui la CIA e i suoi partner regionali avviarono il contrabbando di armi, combattenti e materiale in Siria, mentre la rivolta prendeva piede.<br />
Molte di queste informazioni di base, &#8216;fonti ufficiali&#8217; e discrepanze sui resoconti danno l&#8217;impressione che i media non diano le informazioni quando le ricevono e che trattengano gli elementi cruciali degli eventi, adattandosi alla favola delle &#8220;<em>forze di Assad che uccidono manifestanti pacifici</em>&#8220;. Ciò che apprendiamo dal rapporto <em>Reuters</em> è che il Qatar (agendo direttamente agli ordini della CIA) ha scelto di &#8220;stringere&#8221; il coordinamento delle sue forniture di armi alla Siria, non essendoci modo coerente e strutturato di distribuire le armi, una volta raggiunto il confine con la Siria: &#8220;<em>Il Qatar ora [maggio 2013] passa alla Coalizione aiuti umanitari e militari attraverso il comando militare</em>,&#8221; ha detto un comandante nel nord della Siria intervistato a Beirut. Ciò pone subito la domanda: chi distribuiva le migliaia di tonnellate di armi del Qatar (su ordine della CIA) prima dell&#8217;aprile 2013? L&#8217;articolo prosegue affermando: <em>&#8220;Prima che la coalizione fosse formata, passavano attraverso gli uffici di collegamento e altre formazioni militari e civili. Ciò all&#8217;inizio. Ora è diverso, tutto passa  attraverso la Coalizione e il comando militare&#8221;. &#8220;Vi sono molte consultazioni con la CIA, che aiuta il Qatar nell&#8217;acquisto e trasferimento delle armi in Siria, ma solo come consulent</em>e&#8221; ha detto. La CIA ha rifiutato di commentare.<br />
Questo pezzo di disinformazione deve essere preso almeno con un pizzico di sale. Quali sono esattamente gli &#8220;<em>uffici di collegamento, e le formazioni militari e civili?</em>&#8221; L&#8221;opposizione&#8217; non ha mai avuto nulla di simile a una formazione militare. Indipendentemente da ciò, questo pone diversi interrogativi e serie domande sui resoconti sul conflitto siriano. Sappiamo da tempo che il principale fornitore di armi ai &#8216;ribelli&#8217; era ed è tuttora il Qatar, agendo direttamente sotto la &#8220;consulenza&#8221; della CIA. Sappiamo anche che queste spedizioni di armi furono notevoli &#8220;all&#8217;inizio del 2012&#8243; e continuarono a crescere in quantità e frequenza. Un&#8217;inchiesta del <em>New York Time</em>s ha confermato che è stato proprio così, riferendo che ottantacinque aerei cargo militari hanno volavato dal Qatar alla Turchia portando le armi dirette alla Siria tra gennaio 2012 e marzo 2013. (Il carico massimo di un aereo da trasporto militare medio è di circa 50-60 tonnellate.) Quali altri simili aspetti del conflitto sappiamo essere iniziati e progrediti &#8220;dall&#8217;inizio del 2012&#8243;? La dinamica più chiara e lampante verificatasi lungo questo lasso di tempo, e che ha continuato a crescere e aumentare notevolmente, sono il numero di morti che quello dei profughi all&#8217;interno della Siria. Come ampiamente indicato prima, il numero di morti in Siria è mensilmente quasi raddoppiato &#8220;dall&#8217;inizio del 2012&#8243;, e ha continuato ad aumentare rapidamente. Tutte le risorse disponibili e i dati sui morti forniti dai gruppi di opposizione o di &#8216;attivisti&#8217;, grosso modo lo confermano, come si può vedere in questo grafico compilato dalla <em>Reuters</em>:<br />
<a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/bko-berciaauaye-large.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-3844" alt="bko-berciaauaye-large" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/bko-berciaauaye-large.png?w=630"   /></a>Un altro fattore critico collega direttamente l&#8217;aumento del flusso di armi (ad opera di CIA/Qatar) all&#8217;enorme aumento del numero di morti. Cioè: il successo, la proliferazione e il rafforzamento di<em> Jabhat al-Nusra</em> e di simili gruppi militanti salafiti/jihadisti. <em>Jabhat al-Nusra</em> o, come è ormai noto, Stato Islamico d&#8217;Iraq e al-Sham (ISIS) era attivo in Siria come derivazione dal gruppo Stato islamico dell&#8217;Iraq (<em>al-Qaida</em> in Iraq &#8211; IQA) anni prima della rivolta siriana. In effetti, fin dalla formazione di IQA nelle regioni orientali della Siria (confinante con l&#8217;ovest iracheno e la provincia di Anbar), queste sono state un focolaio delle attività di al-Qaida subito dopo l&#8217;invasione degli Stati Uniti nel 2003. E&#8217; fuor di dubbio che <em>Jabhat al-Nusra</em> e altri gruppi salafiti/jihadisti collaborazionisti, siano la forza trainante della rivolta armata. Per la maggior parte del conflitto armato, è stato <em>Jabhat al-Nusra</em> che ha condotto gli attacchi degli insorti alle principali installazioni militari siriane; le basi della difesa aerea e le autostrade costiere nei seri tentativi di bloccare le linee di rifornimento dell&#8217;EAS, la stragrande maggioranza degli attentati suicidi in aree civili e degli omicidi di importanti funzionari della sicurezza pubblica. Questi gruppi estremisti sono divenuti sempre più attrezzati, più organizzati, ben finanziati e, soprattutto, con i maggior successi sul terreno. Mentre gli Stati Uniti e i loro alleati del Golfo pretendono di avere armato, addestrato e sostenuto solo i ribelli &#8216;controllati&#8217; e &#8216;moderati&#8217;, la realtà in Siria non dimostra assolutamente alcuna coerenza con queste affermazioni.<br />
Ora abbiamo alcune opzioni teoriche, primo: la CIA sosterrà, come l&#8217;amministrazione statunitense afferma, di aver armato e supportato solo gruppi moderati e &#8216;coordinati&#8217;; come abbiano fatto gli  estremisti va oltre il mandato della CIA. Scaricandone così la responsabilità solo al Qatar o ai contrabbandieri turchi che trasportano armi in Siria. Anche in questo caso, il servizio d&#8217;intelligence del Qatar può anche rivendicare una negazione plausibile, passando la patata bollente ai contrabbandieri e ai ribelli che ne controllano il traffico al confine turco. Quindi le ramificazioni di questa politica, anche se fosse vera, assolverebbe dall&#8217;incoscienza puramente distruttiva e dall&#8217;evidente rafforzamento degli estremisti che ha permesso? Un altro risultato probabile, o negazione dell&#8217;associazione con questi gruppi, sarà che l&#8217;esercito arabo siriano e il governo siriano, a causa della presunta leadership degli alawiti, avrebbero preso la decisione di instillare consapevolmente il settarismo nel conflitto, al fine di reprimere il movimento di protesta. Quando si guardano da vicino le aperture del governo siriano verso il movimento di protesta pacifica, e le concessioni del governo di Assad fatte durante le prime fasi della protesta, è ancora una volta difficile vedervi una qualsiasi realtà confermare l&#8217;intenzione di Assad di dividere la Siria e d&#8217;iniziare una guerra settaria su vasta scala. In effetti, molte concessioni sono state fatte, tra cui: massiccia liberazione di prigionieri politici; una nuova costituzione che promette pluralità politica e un massimo di mandati presidenziali, il licenziamento di diversi governatori regionali e il licenziamento completo del governo siriano. Queste concessioni non recano il segno distintivo di un leader che cerca di emarginare la maggioranza del suo Paese, dove la popolazione sunnita era, ed è, fortemente rappresentata sia nel governo che nell&#8217;esercito.<br />
La cosa più probabile, è che la CIA, insieme ai suoi partner del Qatar, conosca bene l&#8217;ideologia di chi arma e sostiene, scegliendo di perseguire questa politica semplicemente perché la più efficace a indebolire l&#8217;esercito siriano e a dividere il pacifico e multi-etnico tessuto della società siriana. Come detto sopra, è <em>Jabhat al-Nusra</em> che guida la lotta in Siria e che ha colpito le basi della difesa aerea della Siria in parecchie occasioni. Quale minaccia i missili antiaerei e i radar della difesa rappresentano per i piccoli gruppi di insorti con armi leggere, è difficile capirlo, suggerendo che questi gruppi agiscano su ordini di Stati esteri, le cui intelligence li utilizzano perseguendo il risultato desiderato d&#8217;indebolire le capacità di difesa strategica della Siria. Per coloro che studiano gli incessanti tentativi di sovversione e destabilizzazione dei governi degli Stati Uniti, questa tattica di fomentare e sostenere gli estremisti islamici non sarà una sorpresa. Non è solo la capacità tattica e l&#8217;esperienza in battaglia di <em>Jabhat al-Nusra</em> (IQA) che l&#8217;ha spinta alla leadership, senza soldi né armi e con il solo appello psicologico per avvincere le reclute, l&#8217;esperienza non vale nulla. Questi gruppi, presumibilmente originati da <em>&#8220;al-Qaida&#8221;,</em> sono più un&#8217;ideologia che formazioni operative coerenti e capaci di condurre una guerra internazionale; formano le &#8220;truppe d&#8217;assalto&#8221; settarie che da tempo gli Stati Uniti e i loro alleati hanno concordato di fomentare per sostenere i loro tentativi di bloccare la &#8220;resistenza&#8221; della &#8220;mezzaluna sciita&#8221;, allevandole letteralmente in modo incontrollato. Il Qatar (su &#8220;consulenza&#8221; della CIA) ha tacitamente incoraggiato, promosso e armato quei gruppi divenuti oggi i più importanti: gli estremisti salafiti/jihadisti che abbracciano l&#8217;odio settario contro sciiti e minoranze per promuovere divisione e caos sociale. Questo presumibilmente è accaduto proprio sotto il naso della CIA, con la sua tacita &#8220;consulenza&#8221; e senza riuscire a notare questa dinamica estremista in rapida espansione? Un altro possibile vantaggio per gli Stati Uniti e i loro alleati è stato recentemente sottolineato dal commentatore politico libanese Dr. Asad Abu Khalil, che ha osservato: “<em>elencando il fronte al-Nusrah quale organizzazione terroristica, il governo degli Stati Uniti ha sostanzialmente concesso la licenza a tutti gli altri gruppi armati siriani di commettere ogni sorta di crimini di guerra. Quindi un qualsiasi gruppo armato può farla franca con i suoi crimini di guerra se solo batte la bandiera di al-Nusrah. È tutto quello che ci vuole. Così un gruppo armato appartenente all&#8217;ombrello del libero esercito siriano, per esempio, può commettere crimini di guerra, e quindi emettere una condanna il successivo giorno. Si tratta di una licenza illimitata ai crimini di guerra</em>.”<br />
Una forza a tutti gli effetti e totalmente malleabile delegata ai combattimenti, che promuove la sovversione, la divisione settaria e il caos totale per raggiungere l&#8217;obiettivo desiderato dagli Stati Uniti della distruzione dello Stato siriano, <em>ergo</em>: la rimozione di un alleato chiave dell&#8217;Iran e della resistenza all&#8217;egemonia occidentale nel Medio Oriente. Quando l&#8217;estremismo e la brutalità diventano troppo appariscenti per consentirne l&#8217;aperto sostegno occidentale, gli Stati Uniti indicano dei &#8220;terroristi&#8221; che, con un cambio di casacca, diventano la menzogna che è l&#8217;&#8221;ELS&#8221;.</p>
<p><em><strong>Phil Greaves</strong> è uno <a href="http://notthemsmdotcom.wordpress.com/" target="_blank">scrittore ed analista inglese</a> dedito all&#8217;analisi della politica estera anglo-statunitense e dei conflitti nel medio oriente dalla seconda guerra mondiale.</em></p>
<p><em>Copyright © 2013 Global Research</em></p>
<p>Traduzione di Alessandro Lattanzio &#8211; <em><a href="http://sitoaurora.altervista.org/home.htm" target="_blank">SitoAurora</a></em></p>
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		<title>Il sogno degli Stati Uniti si schianta in Asia centrale</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 10:42:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Atul Bhardwaj (India) Purple Berets &#8211; Oriental Review 13 maggio 2013 Il 3 maggio, un aereo cisterna KC-135 dell&#8217;aeronautica degli Stati Uniti si è schiantato nel nord del Kirghizistan. Tutti e tre i membri dell&#8217;equipaggi a bordo sono rimasti uccisi. In precedenza, il 27 aprile, quattro aviatori statunitensi sono morti quando un aereo da sorveglianza [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3836&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Atul Bhardwaj (India) <em><a href="http://purpleberets.blogspot.in/" target="_blank">Purple Berets</a></em> &#8211; <a href="http://orientalreview.org/2013/05/13/the-u-s-dream-crashes-in-central-asia/" target="_blank"><em>Oriental Review</em></a> 13 maggio 2013</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/198224475.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3838" alt="198224475" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/198224475.jpg?w=630"   /></a>Il 3 maggio, un aereo cisterna KC-135 dell&#8217;aeronautica degli Stati Uniti si è schiantato nel nord del Kirghizistan. Tutti e tre i membri dell&#8217;equipaggi a bordo sono rimasti uccisi. In precedenza, il 27 aprile, quattro aviatori statunitensi sono morti quando un aereo da sorveglianza e ricognizione MC-12 si è schiantato nel sud dell&#8217;Afghanistan. Il 30 aprile, un&#8217;altra tragedia si è avuta quando un cargo Boeing 747 si è schiantato poco dopo il decollo nella base militare statunitense di Bagram, in Afghanistan. Tutte le sette persone a bordo sono morte. Il velivolo era impiegato dalla <em>National Air Cargo</em>, una controllata delle <em>National Airlines</em> della Florida. Nell&#8217;anno in corso, l&#8217;incidente dell&#8217;aero-cisterna è stato l&#8217;ottavo riguardante un aereo militare statunitense impegnato nelle operazioni in Afghanistan. Quattro elicotteri, un aereo da combattimento F-16 e un velivolo Beachcraft MC-12 <em>Liberty</em> dell&#8217;USAF sono tra i velivoli schiantatisi.<br />
Le perdite di elicotteri sono regolari in Afghanistan e ricevono una copertura mediatica di routine.  Tuttavia, dato che gli incidenti degli aerei ad ala fissa sono rari, ricevono molto più spazio nei media. Gli incidenti aerei sono causati da vari motivi, ma un grande fattore nella maggior parte dei disastri aerei è la fatica degli equipaggi e l&#8217;eccesso di fiducia, che spesso emergono durante campagne militari prolungate. La ultradecennale campagna statunitense in Afghanistan s&#8217;è dimostrata essere assai impegnativa per gli effettivi delle forze armate degli Stati Uniti e gli effetti negativi iniziano a mostrarsi. Il KC-135 è precipitato vicino a Manas, la base militare statunitense presso la capitale del Kirghizistan Bishkek. Viene utilizzato dai militari degli Stati Uniti come base logistica nel trasferimento di attrezzature e truppe dentro e fuori l&#8217;Afghanistan. Manas è stata creata nel 2001 ed è sede di una flotta di aerei-cisterna con 1.500 effettivi statunitensi. Manas è stata il pomo della discordia tra Stati Uniti e la nazione ospitante, il Kirghizistan. Nel 2009, il Kirghizistan aveva affittato il terreno agli Stati Uniti per 60 milioni di dollari all&#8217;anno. Il contratto scadrà nel giugno 2014. Washington vuole una proroga del contratto di locazione, al fine di garantirsi il regolare ritiro delle truppe dall&#8217;Afghanistan, ma Bishkek è decisa a porre fine all&#8217;accordo sull&#8217;affitto.<br />
Perdere un aereo in un Paese straniero non è una novità per gli USA, che gestiscono più di 800 basi militari all&#8217;estero. Da quando gli Stati Uniti sono profondamente coinvolti nelle operazioni militari in tutto il mondo, è naturale che vi perdano velivoli e uomini. Fino a quando gli statunitensi utilizzano aerei con o senza piloti nello spazio aereo internazionale, va bene. Tuttavia, quando violano lo spazio aereo di una nazione sovrana, cominciano i guai. Ad esempio, quest&#8217;anno, a metà  marzo, un drone MQ-1 <em>Predator</em> degli Stati Uniti, in ricognizione sul Golfo Persico, è stato intercettato da caccia iraniani. Alla fine, la questione si risolse dopo un duello verbale. Il drone venne scortato alla base da due aerei militari statunitensi. Tuttavia, nel novembre dello scorso anno gli iraniani spararono contro dei droni statunitensi. Nel dicembre 2011, l&#8217;Iran catturò un drone da ricognizione statunitense RQ-170, conosciuto come la &#8216;<em>Bestia di Kandaha</em>r&#8217;. Il video del drone con le ali e il corpo completamente intatti fu diffuso dagli iraniani come prova per aver &#8220;spezzato&#8221; il codice del sistema di comunicazioni dell&#8217;RQ-170, facendolo atterrare in modo sicuro in un aeroporto dell&#8217;aviazione iraniana rimasto ignoto. Tuttavia, gli statunitensi reagirono aspramente alle affermazioni iraniane e dissero che l&#8217;RQ-170 si era schiantato in territorio iraniano.<br />
L&#8217;incidente più pubblicizzato che coinvolse un aereo statunitense avvenne il 1° aprile 2001, quando un velivolo d&#8217;intelligence elettronica dell&#8217;<em>US Navy</em> EP-3E ARIES II, segnalò di aver avuto una collisione in volo con un intercettore J-8II della Marina dell&#8217;Esercito Popolare di Liberazione (PLAN), sopra una zona economica esclusiva cinese. L&#8217;incidente sul Mar cinese meridionale causò l&#8217;uccisione del pilota cinese e l&#8217;atterraggio forzato dell&#8217;EP-3E sull&#8217;isola di Hainan. L&#8217;EP-3 era decollato dalla base aerea statunitense di Kadena a Okinawa, in Giappone. Presso l&#8217;isola di Hainan tutti i 24 membri dell&#8217;equipaggio dell&#8217;EP-3 furono catturati dai cinesi. Dopo le trattative, gli Stati Uniti scrissero una &#8220;lettera di doppie scuse&#8221; e la Repubblica popolare cinese rilasciò l&#8217;equipaggio.<br />
Il più tragico incidente nella storia militare degli Stati Uniti accadde sul suolo canadese. Il 12 dicembre 1985, un aereo di linea DC-8-63CF, di un volo internazionale charter per il trasporto truppe statunitensi dal Cairo, in Egitto, alla base di Fort Campbell, Kentucky, via Colonia, in Germania, e Gander, a Terranova, si schiantò sulla pista di quest&#8217;ultima subito dopo il decollo. Tutti i 256 passeggeri, che appartenevano alle forze armate degli Stati Uniti, e l&#8217;equipaggio a bordo morirono. Il rapporto d&#8217;inchiesta sull&#8217;incidente ne individuò la causa nel: malfunzionamento dell&#8217;apparecchiatura, errore del pilota, impatto con un volatile o azione nemica. Tuttavia, indipendentemente dalle ragioni dell&#8217;incidente, i contribuenti degli Stati Uniti continueranno a perdere soldi, a meno che, naturalmente, l&#8217;amministrazione statunitense decida di ridurre l&#8217;impegno militare all&#8217;estero fornendo riposo e recupero ai propri soldati affaticati.</p>
<p style="text-align:justify;"><span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='630' height='385' src='http://www.youtube.com/embed/lksDISvCmNI?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span></p>
<p><em>L&#8217;autore è un ricercatore presso la Scuola di Studi Liberali dell&#8217;Università Ambedkar, Delhi. È un alunno del College del Re, Londra.</em></p>
<p>Traduzione di Alessandro Lattanzio &#8211; <em><a href="http://sitoaurora.altervista.org/home.htm" target="_blank">SitoAurora</a></em></p>
<br />Archiviato in:<a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/difesa/'>Difesa</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/imperialismo/'>Imperialismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/tecnologia/'>Tecnologia</a> Tagged: <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/aerei/'>aerei</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/aerei-militari/'>aerei militari</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/aeronautica/'>aeronautica</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/afghanistan/'>Afghanistan</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/asia/'>Asia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/asia-centrale/'>Asia Centrale</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/asia-pacifico/'>Asia-Pacifico</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/aviazione/'>aviazione</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/basi-militari/'>basi militari</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/canada/'>Canada</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/cina/'>Cina</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/colonialismo/'>colonialismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/covert-operation-2/'>covert operation</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/covert-operations/'>Covert Operations</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/drone/'>drone</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/drones/'>drones</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/droni/'>droni</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/fort-campbell/'>Fort Campbell</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/forze-armate/'>forze armate</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/geostrategia/'>Geostrategia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/hainan/'>Hainan</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/imperialismo/'>Imperialismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/intelligence/'>intelligence</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/italy/'>Italy</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/kirghizistan/'>Kirghizistan</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/lockheed-martin-rq-170-sentinel/'>Lockheed Martin RQ-170 Sentinel</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/manas/'>Manas</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/mass-media/'>mass media</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/militari/'>militari</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/mq-1-predator/'>MQ- 1 Predator</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/national-airlines/'>National Airlines</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/nato/'>NATO</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/nuovo-ordine-mondiale/'>Nuovo ordine mondiale</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/ricognizione/'>ricognizione</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/servizi-segreti/'>servizi segreti</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/sigint/'>sigint</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/spionaggio/'>spionaggio</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/stati-uniti/'>Stati Uniti</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/strategia/'>strategia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/tecnologia/'>Tecnologia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/tecnologia-aerospaziale/'>tecnologia aerospaziale</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/tecnologia-militare/'>tecnologia militare</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/united-states/'>United States</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/us-army/'>US Army</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/us-navy/'>US Navy</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/usa/'>USA</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/usaf/'>USAF</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/velivoli/'>velivoli</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/velivoli-robot/'>velivoli-robot</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/washington/'>Washington</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/aurorasito.wordpress.com/3836/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/aurorasito.wordpress.com/3836/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3836&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Gli USA interverranno in Libia?</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 09:39:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sitoaurora</dc:creator>
				<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Imperialismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Andrej Akulov, Strategic Culture Foundation, 17.05.2013 Secondo la Associated Press, marines e altre forze statunitensi in Europa sono in elevato stato di allerta, in risposta al deterioramento della sicurezza nella capitale libica Tripoli, hanno detto il 10 maggio degli ufficiali statunitensi. (1) La condizione di prontezza al combattimento riguarda una squadra statunitense per operazioni speciali [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3830&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Andrej Akulov, <a href="http://www.strategic-culture.org/pview/2013/05/17/will-us-intervene-in-libya.html" target="_blank"><em>Strategic Culture Foundation</em></a>, 17.05.2013</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/535846502bf3286a090467488018f2b7_article630bw.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3831" alt="535846502bf3286a090467488018f2b7_article630bw" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/535846502bf3286a090467488018f2b7_article630bw.jpg?w=630&#038;h=299" width="630" height="299" /></a>Secondo la Associated Press, marines e altre forze statunitensi in Europa sono in elevato stato di allerta, in risposta al deterioramento della sicurezza nella capitale libica Tripoli, hanno detto il 10 maggio degli ufficiali statunitensi. (1) La condizione di prontezza al combattimento riguarda una squadra statunitense per operazioni speciali di Stoccarda, in Germania, e un gruppo di forze aeree e terrestri dei marines di Moron, Spagna, secondo gli ufficiali che, stando ai rapporti di agenzia, non sono stati autorizzati a discutere pubblicamente della questione e quindi parlavano sotto anonimato&#8230; Queste forze operano sotto l&#8217;US Africa Command (AFRICOM). L&#8217;ambasciata degli Stati Uniti a Tripoli è sorvegliata da un contingente di 70 marines. Secondo AP, l&#8217;ufficiale ha detto che non esiste un piano per utilizzare alcuna forza nelle circostanze attuali, ma una parte dei circa 500 marines in Spagna dovrebbe essere riposizionata per una possibile risposta rapida ai problemi di Tripoli. Una delle missioni per cui i marines sono addestrati è l&#8217;evacuazione d&#8217;emergenza degli edifici dell&#8217;ambasciata degli Stati Uniti. Nessun rinforzo della marina o dell&#8217;aviazione statunitense è stato inviato nella regione in risposta ai disordini in Libia, ha detto l&#8217;ufficiale citato dall&#8217;agenzia.<br />
Le città libiche di Tripoli, Bengasi e Tobruq sono travolte da massicce proteste dal 10 maggio. La folla è in piazza denunciando l&#8217;uso della forza da parte delle milizie ribelli nel Paese. I Fratelli musulmani vengono accusati di tentare di prendere il potere avanzando una legge controversa che impedirebbe ai funzionari che avevano operato con l&#8217;ex leader del Paese, Muammar Gheddafi, di lavorare nel governo. Per quasi due settimane la Libia è stata attanagliata dalla paura di nuovi conflitti armati, dopo che le milizie hanno assaltato o circondato edifici governativi a Tripoli, bloccando l&#8217;accesso ai ministeri, nel tentativo di costringere il parlamento ad approvare la controversa legge.<br />
Il 10 aprile numerosi miliziani hanno assaltato una manifestazione anti-islamista nella capitale della nazione colpendo i manifestanti. Militanti di Misurata, Suq al-Juma e Tajura hanno circondato il ministero degli Esteri per impedire al personale di entrare negli uffici. Hanno anche bloccato le strade intorno agli edifici con veicoli armati di cannoni antiaerei. I legislatori libici hanno approvato il disegno di legge durante il fine settimana, ma le tensioni rimangono ancora alte, con le armi ancora per le strade. Il Regno Unito ha ritirato temporaneamente una parte del personale della sua ambasciata, alla luce della crescente instabilità politica. Il 9 maggio il dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha detto che sconsiglia ai cittadini statunitensi qualsiasi, se non essenziale, viaggio a Tripoli, a Bengasi e in altre località della Libia, a causa della &#8220;continua instabilità e violenza&#8221;. Il ministero degli Interni ha detto che 400 poliziotti &#8220;altamente qualificati&#8221; rinforzano la sicurezza a Bengasi, e che circa 2.000 cadetti della polizia saranno licenziati nei prossimi giorni, per proteggere la città.<br />
Secondo il Tripoli Post (2), i libici hanno minimizzato le segnalazioni di un possibile intervento straniero. Parlando alla TV libica <em>al-Hurra,</em> Mohamed Abdul Aziz, ministro degli Esteri libico, ha negato le segnalazioni di un intervento statunitense in Libia essendo consapevole che Stati Uniti e Gran Bretagna hanno ritirato alcuni membri non essenziali del personale delle loro ambasciate. Un membro del Congresso Generale Nazionale (GNC), la più alta autorità legislativa eletta in Libia, ha detto al Tripoli Post che esclude qualsiasi intervento militare nel Paese, a questo punto. Alla domanda se questo significa che la situazione instabile del Paese continuerà per un tempo indeterminato, il dottor Mohamed Betru, membro del Comitato per la Sicurezza Nazionale del Congresso generale nazionale, ha detto che il governo molto presto prenderà decisioni audaci per sedare i disordini nella capitale, tra cui la presenza di civili armati. Ha sottolineato che &#8220;<em>ciò che accade a Tripoli non ha nulla a che fare con ciò che viene menzionato nella Carta delle Nazioni Unite come motivo per l&#8217;intervento straniero in Paesi sovrani e la Libia è un Paese sovrano</em>.&#8221; Forse è così per il momento, ma sarebbe utile guardare le motivazioni alla base degli avvenimenti.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>L&#8217;intervento della NATO nel 2011 ha trascinato la Libia nel disordine politico</strong><br />
Uomini armati hanno posto fine all&#8217;assedio ai ministeri degli esteri e della giustizia della Libia, ma le due settimane di stallo hanno lasciato molte questioni irrisolte circa la capacità del governo d&#8217;imporre la propria autorità nella capitale, per non parlare dell&#8217;Est del Paese. Ad oltre 18 mesi dalla caduta del dittatore Muammar Gheddafi, i nuovi governanti della Libia devono ancora imporsi saldamente su un Paese inondato di armi. Gruppi di ribelli che hanno contribuito a rovesciarlo, continuano a rifiutarsi di sciogliersi e rimangono per le strade, più visibili delle forze di sicurezza dello Stato. C&#8217;è un enorme vuoto nella sicurezza, riempito da una moltitudine di milizie, tra cui islamisti radicali che potrebbero essere responsabili dell&#8217;uccisione dell&#8217;ambasciatore degli Stati Uniti e di due suoi collaboratori, a Bengasi, lo scorso settembre. &#8220;<em>La Libia è passata dall&#8217;essere uno Stato tirannico a non essere per nulla uno Stato</em>&#8220;, secondo Robert Kaplan, senior fellow presso il <em>Center for a New American Security</em> (CNAS), in un articolo pubblicato il 9 aprile intitolato &#8216;La discesa in un maggiore caos non si può escludere&#8217;. (3) Il vuoto, inoltre, ha permesso il saccheggio degli enormi arsenali di Gheddafi che finiscono in luoghi come i Paesi del Sahel, Mali e altri, l&#8217;Iraq, la Somalia e l&#8217;Afghanistan. Notevoli quantità di armi libiche sono state rintracciate in Siria, alimentandone la guerra civile, e nelle tribù beduine dell&#8217;Egitto, situate nella penisola del Sinai. Gheddafi fu rovesciato nel 2011, e il Paese subisce ancora un continuo cambiamento politico. Il governo centrale esercita scarso controllo sulle formazioni armate di vario tipo, come gli ultimi eventi dimostrano. L&#8217;incapacità del governo nel garantire la sicurezza nel Paese ha spinto alcuni leader locali e tribali a prendere la situazione nelle proprie mani.<br />
Nell&#8217;oriente ricco di petrolio, centinaia di responsabili politici hanno concordato, l&#8217;11 aprile, di unire le forze per difendere il proprio territorio dagli attacchi armati. &#8220;<em>Non siamo soddisfatti delle prestazioni del ministero degli Interni</em>&#8220;, ha detto Osama al-Sharif, portavoce del consiglio locale di Bengasi. &#8220;E soprattutto della direzione della polizia di Bengasi&#8221;. Un anno fa il Congresso per il Popolo della Cirenaica, che si svolse nella città più grande dell&#8217;oriente libico, Bengasi, attirò l&#8217;attenzione internazionale dopo che il gruppo aveva chiesto maggiore autonomia dal governo centrale. Allora il Consiglio nazionale di transizione (CNT) a Tripoli, respinse immediatamente tali richieste. Credendo che maggiore autogoverno possa dividere lo Stato libico, il leader del CNT, Mustafa Abdel Jalil, aveva promesso di difendere l&#8217;unità della Libia con la forza, se necessario. Ma i rappresentanti politici in Cirenaica non hanno alcuna intenzione di abbandonare le loro richieste di una maggiore indipendenza da Tripoli. Insieme con la dichiarazione di semi-autonomia, i politici della Cirenaica hanno chiesto anche il ritorno al sistema federale pre-1960. Tuttavia, agli occhi dell&#8217;imminente Congresso Nazionale Generale, la formazione di una Libia federale prepara il terreno alla potenziale divisione del Paese e alla richiesta di secessione definitiva della Cirenaica. Sebbene la Cirenaica abbia chiesto solo un po&#8217; di autonomia su certe funzioni governative, eventuali ulteriori richieste di auto-governo potrebbero portare alla dissoluzione della Libia con la secessione. Oppure potrebbero aumentare le violenze attraverso disordini civili. In ogni momento una scintilla potrebbe provocare l&#8217;incendio che trasformerebbe la Libia nella prossima Somalia.<br />
Una delle conseguenze più salienti di maggiori privilegi per l&#8217;auto-governo è lo sviluppo economico. Vasti giacimenti di petrolio, circa i tre quarti della Libia, si trovano in Cirenaica. In effetti, se la regione orientale ottenesse la secessione, diventerebbe uno degli Stati più ricchi del Nord Africa e del Medio Oriente. Anche se i legislatori della parte orientale del Paese non dicono di voler controllare tutti i giacimenti petroliferi della Cirenaica, la possibilità di tenersene il profitto  rimane un potente fattore delle strategie politiche in oriente e in occidente. Gli eventi attuali suscitano dubbi sul governo ad interim guidato dal primo ministro Ali Zidan, insediatosi lo scorso ottobre, nel far fronte al compito di preparare una nuova costituzione e nuove elezioni parlamentari nel 2013.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Le prospettive di un intervento</strong><br />
Forse un intervento militare non è ciò che Stati Uniti e NATO vogliono in questo momento. Ma la situazione è il risultato del loro ardente sostegno alle bande di ribelli straccioni uniti solo dal desiderio di rovesciare il governo di Gheddafi, ma con convinzioni politiche, obiettivi e visione del mondo totalmente diversi. Era chiaro fin dall&#8217;inizio che il Paese avrebbe affrontato un lungo periodo di caos e instabilità. Tenendo a mente gli attentati contro le ambasciate degli Stati Uniti e della Francia, la situazione attuale in Libia ricorda la rivolta dei <em>Boxer</em> in Cina, quando il quartiere delle legazioni a Pechino venne bloccato dalle forze ribelli, determinando l&#8217;intervento militare in quei giorni. Oggi, gli Stati Uniti hanno adottato misure per prepararsi a questo tipo di imprevisti.<br />
Il 10 ottobre 2008, AFRICOM venne separato dall&#8217;USEUCOM ed iniziò ad operare come un vero e proprio Comando Unificato Combattente di base a Stoccarda, in Germania. E&#8217; responsabile delle operazioni militari statunitensi e dei rapporti militari con 53 Paesi africani, tra cui la Libia. La Sesta Flotta è responsabile del supporto delle forze navali in caso di emergenza. Il <em>Combined Joint Task Force &#8211; Horn of Africa</em> è pronto ad interventi d&#8217;emergenza. Il Comando ha acquisito la squadra per le operazioni speciali in autunno. La decisione d&#8217;istituire la squadra d&#8217;azione rapida è stata presa dopo l&#8217;attacco mortale alle strutture diplomatiche degli Stati Uniti nella città libica di Bengasi. La forza di reazione rapida dell&#8217;AFRICOM, o <em>&#8216;In Extremis Force</em>&#8216;, è composta da Berretti Verdi del 10° Gruppo Forze Speciali dell&#8217;esercito, che mantiene una presenza avanzata in Europa del 10° Gruppo Forze Speciali della 4.a Divisione di fanteria di Fort Carson, Colorado. Il Comando svolge attività di addestramento intensivo. A marzo ha condotto l&#8217;operazione <em>Flintlock,</em> un&#8217;esercitazione annuale che coinvolge oltre 1.100 truppe di una ventina di Paesi africani, europei e nordamericani, affinandone le capacità in Mauritania (nel villaggio di Weizen). Lo stesso mese si svolse <em>Saharian Express 2013</em>. La missione era volta a migliorare l&#8217;interazione navale tra Stati Uniti, Europa ed Africa. L&#8217;esercitazione viene organizzata ogni anno dal 2011. E&#8217; una delle quattro esercitazioni navali regionali africane, che si svolgono nel quadro della “<em>African Partnership Station</em> (APS)”, un&#8217;iniziativa navale globale ideata dagli Stati Uniti per rafforzare la cooperazione con le forze armate degli Stati africani.<br />
Tornando al 2011, la NATO oltrepassò la risoluzione 1973 delle Nazioni Unite sulla Libia, andando contro gli avvertimenti della Russia e della Cina di non farlo. Tale situazione è stata determinata dal mancato rispetto della NATO del diritto internazionale. Andando ben oltre la risoluzione delle Nazioni Unite in Libia, le forze aeree della NATO furono utilizzate non per proteggere i civili, come il documento dichiarava avrebbero dovuto fare, ma per aiutare le forze dell&#8217;opposizione a rovesciare il regime di Muammar Gheddafi. L&#8217;intervento della NATO ha prodotto l&#8217;effetto domino in tutto il Sahel dell&#8217;Africa. Il nocciolo della politica estera degli Stati Uniti in Medio Oriente, è il supporto, tra cui l&#8217;uso della forza militare, all&#8217;opposizione che combatte i regimi laici, non importa se in gran parte è influenzata dai radicali, come in Siria per esempio. Il risultato è la regione che sprofonda nel caos, portando volente o nolente a situazioni che richiedono una risposta militare. Gli Stati Uniti possono vincere le guerre, ma fino ad ora non sono per nulla riusciti a vincere la pace.</p>
<p><strong>Riferimenti:</strong><br />
1. <a href="http://www.usnews.com/news/politics/articles/2013/05/10/us-forces-in-europe-on-alert-due-to-libya-unrest" target="_blank">USnews</a><br />
2. <a href="http://www.tripolipost.com/articledetail.asp?c=1&amp;i=10191" target="_blank">Tripoli Post</a><br />
3. <a href="http://mideast.foreignpolicy.com/posts/2013/04/04/syrian_opposition_seized_military_base_near_daraa" target="_blank">Mideast Foreign Policy<br />
</a><br />
La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della <a href="http://www.strategic-culture.org" target="_blank"><em>Strategic Culture Foundation</em></a>.</p>
<p>Traduzione di Alessandro Lattanzio &#8211; <em><a href="http://sitoaurora.altervista.org/home.htm" target="_blank">SitoAurora</a></em></p>
<br />Archiviato in:<a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/geopolitica/'>Geopolitica</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/imperialismo/'>Imperialismo</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/aurorasito.wordpress.com/3830/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/aurorasito.wordpress.com/3830/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3830&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La carta curda giocata da Washington</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 17:47:52 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Olga Zhigalina (Russia) <a href="http://www.journal-neo.com/node/120834" target="_blank"><em>New Oriental Outlook</em></a> &#8211; <em><a href="http://orientalreview.org/2013/05/14/kurdish-card-played-by-washington/" target="_blank">Oriental Review</a></em> 14 maggio 2013<br />
<a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/inter-201025-turquie-kurdistan_grand.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3827" alt="INTER-201025-Turquie-Kurdistan_grand" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/inter-201025-turquie-kurdistan_grand.jpg?w=630"   /></a>L&#8217;Arabia Saudita e le altre monarchie del Golfo Persico hanno interesse nel piano per istituire un &#8220;Grande Kurdistan&#8221;, elemento importante della dottrina statunitense del &#8220;Grande Medio Oriente&#8221;.  Queste monarchie vogliono che l&#8217;Iraq, la Siria, l&#8217;Iran e la Turchia vengano rapidamente smembrate.  Non è la prima volta che Washington prova a giocare la &#8220;carta curda&#8221; nella regione, ed intende utilizzare i curdi come &#8220;quinta colonna&#8221; per aumentare la pressione sui regimi al potere, in particolare in Iran e Siria. Marcate modifiche si sono avute proprio in questo secolo, nel movimento democratico nazionale curdo. La caduta del regime di Saddam Hussein in Iraq e la sua occupazione da parte delle forze della coalizione a guida USA, è stato un fattore importante nel scatenare il nazionalismo tra i curdi iracheni. Il processo politico iracheno ha contribuito al riconoscimento dell&#8217;autonomia del Kurdistan iracheno nella costituzione del nuovo stato federato del 2005. L&#8217;élite nazionale curda ha accettato il federalismo nell&#8217;Iraq post-Saddam e ha proposto una nuova versione nazionalista della semi-indipendenza della loro regione. Nel 2012, i curdi in Siria occuparono parte del Kurdistan siriano e formarono una regione curda autonoma. Il governo iraniano si avvicinava all&#8217;opposizione curda con la proposta di avviare negoziati. Le nuove tendenze in atto in Turchia poterono in grado di facilitare i progressi sul problema curdo.<br />
L&#8217;interesse del primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan nel mantenere il Partito Sviluppo e Giustizia (AKP) al potere e le sue aspirazioni verso la presidenza, hanno contribuito a qualche allentamento della sua linea dura contro i curdi: apparentemente aveva iniziato a mostrare la volontà di modificare la costituzione del Paese e di alterarne il sistema politico. La montante crisi siriana e il deterioramento della situazione al confine turco-siriano (lungo 500 km ed abitato prevalentemente da curdi) hanno spinto Erdo?an ad adottare misure più drastiche. A un tratto si è reso conto che la politica della Turchia verso la Siria, e in particolare il suo sostegno all&#8217;opposizione siriana, veniva giocata dai curdi della Turchia, in particolare dal PKK, sostenendone e favorendone l&#8217;avanzata  demografica, politica e militare. Ciò significava che il coinvolgimento della Turchia nelle ampie  azioni internazionali e regionali volte a limitare l&#8217;influenza iraniana su Damasco avrebbe complicato le relazioni turco-russe e intensificato il conflitto armato con il PKK. Pertanto, la preoccupazione per la questione curda in Turchia e la creazione dell&#8217;autogoverno curdo in parte del Kurdistan siriano, ha spinto i leader della Turchia a moderare le loro mire espansionistiche verso la Siria e fare il passo inedito di aprire dei colloqui con Abdullah Ocalan, nonostante l&#8217;opposizione dai nazionalisti e dei militari turchi.<br />
I colloqui avviati dal gruppo parlamentare curdo coinvolsero rappresentanti dell&#8217;intelligence turca,  producendo un accordo con il capo del PKK Ocalan. Il PKK era stata dichiarata organizzazione terroristica dai leader della Turchia ed opera illegalmente in Turchia. Nonostante un penoso processo di raggiungimento di un accordo sia in corso, si può dire che riguarda disposizioni intese a frenare le aspirazioni nazionaliste dei curdi. L&#8217;élite politica curda ha reagito in modo ambivalente verso la riconciliazione di Ocalan con le autorità turche, con gli oppositori che affermano che le speranze dei curdi possono realizzarsi solo attraverso la &#8220;disintegrazione&#8221; di altri Paesi, in particolare la Siria e l&#8217;Iraq. Diffidano dell&#8217;accordo di Ocalan nel disarmare e ritirare i combattenti curdi provenienti dalla Repubblica di Turchia. Altri sostengono la tesi contraria, che il cessate il fuoco aiuterà il movimento curdo ad espandersi e nel fornire ai curdi più opportunità per soddisfare le loro richieste nell&#8217;ambito della struttura statale esistente. L&#8217;Unione europea, gli Stati Uniti e i curdi iracheni vedono il processo dei negoziati come una mossa positiva. Washington ha detto che sosterrà il popolo della Turchia nei suoi sforzi per risolvere il problema. L&#8217;UE ha esortato le parti ad incontrarsi e a raggiungere la pace promettendo pieno sostegno al processo di pace. I rappresentanti dei curdi iracheni hanno espresso soddisfazione per i curdi turchi che si muovono nella giusta direzione, anche se sentono che sia ancora presto.<br />
Nel frattempo, c&#8217;è tensione in Turchia tra sostenitori e oppositori della politica conciliante sulla questione curda. Alcuni curdi ritengono che tale politica può causare una spaccatura nel PKK e la sua eliminazione progressiva, e che ciò interessa le autorità turche e l&#8217;occidente. Ci sono aspetti positivi e negativi nei tentativi del governo della Turchia di raggiungere un accordo con il PKK. Il governo turco ha riconosciuto per la prima volta che Ocalan è il leader politico dei curdi della Turchia e non un terrorista, ed ha ritenuto opportuno avviare negoziati con lui sulla questione curda. I politici si sono rifiutati di discutere con lui di una prospettiva nazionalista. Vogliono porre la questione di far tornare le relazioni turco-curdi a prima del periodo di Kemal, all&#8217;epoca dell&#8217;impero ottomano, quando il Kurdistan godeva di uno status speciale. Erdogan ha anche accennato alla possibilità di discutere una struttura federata, in futuro. Tuttavia, questo non significa che i curdi guadagnano terreno verso il raggiungimento dei loro obiettivi nazionali, come la creazione di uno Stato curdo. Nel suo messaggio del marzo 2013, tuttavia, il leader del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK) Ocalan ha detto che la fine della lotta armata tra i combattenti curdi e l&#8217;esercito turco apre le porte a una nuova fase dello sviluppo del movimento curdo, all&#8217;intensificazione della lotta democratica e all&#8217;espansione del movimento. Possiamo supporre che, accettando le garanzie costituzionali ai diritti dei curdi, prenderanno respiro iniziando una nuova fase della loro lotta.<br />
Nel frattempo, né la Turchia (e gli altri leader regionali), né gli Stati Uniti sono interessati a creare uno Stato curdo. Gli Stati Uniti sono sempre stati disposti a mantenere in vita il problema curdo,  riuscendo a mantenere vantaggiosamente l&#8217;equilibrio delle forze di cui hanno bisogno nella regione. Infatti, la perdita del Kurdistan della Turchia ne indebolirebbe significativamente la posizione geopolitica in Asia occidentale, impedendole di realizzare i piani strategici per l&#8217;Asia centrale, il Caucaso e la Russia. Uno Stato curdo unificato (costituito dalle aree curde della Turchia e dell&#8217;Iraq) dominerebbe le regioni del sud-est e dell&#8217;est della Turchia, bloccandone l&#8217;accesso all&#8217;Azerbaigian, al Caucaso e alle repubbliche turche dell&#8217;Asia centrale. Rivali della Turchia nell&#8217;influenza nel Caucaso e in Asia centrale, gli Stati Uniti si sono già assicurati posizioni decenti in Azerbaigian. Se il gasdotto che collega il giacimento di Shah Deniz in Azerbaigian con la città turca di Erzurum (attraverso il quale già passa un gasdotto che collega la Turchia e l&#8217;Iran) verrà costruito, gli Stati Uniti, dopo aver ottenuto il sostegno dei curdi turchi, saranno in grado di controllare le forniture energetiche dall&#8217;Asia centrale alla Turchia.<br />
Prendendo l&#8217;iniziativa politica di placare i curdi turchi, allontanandoli dagli Stati Uniti, i leader turchi cercano di evitare che gli Stati Uniti e Israele utilizzino il fattore curdo per bloccare gli interessi della Turchia nel Caucaso e nella regione del Mar Caspio. Anche ignorando le critiche degli Stati Uniti, bypassando Baghdad per concludere contratti petroliferi diretti con la regione del Kurdistan iracheno. La Turchia continua a rafforzare il suoi contatti commerciali ed economici con i curdi iracheni nonostante le preoccupazioni dell&#8217;amministrazione Obama che ciò possa destabilizzare l&#8217;Iraq. In una conversazione telefonica con il presidente del Kurdistan Massoud Barzani, il segretario di Stato degli Stati Uniti John Kerry ha insistito sul fatto che i curdi iracheni non devono stipulare contratti di forniture di greggio alla Turchia ignorando Baghdad, sostenendo che ciò potrebbe portare alla disintegrazione del Paese. Desiderando rimanere l&#8217;unico arbitro regionale, gli Stati Uniti tentano di bloccare e indebolire la posizione della Turchia in Iraq e nel Kurdistan turco, dove la Turchia ha iniziato a rivendicare un ruolo nuovo e più significativo. Il processo di pace nel Kurdistan turco, innescato dagli eventi in Siria, favorisce Erdogan che vuole concorrere alla presidenza, così come alcuni politici turchi che cercano di espandere i loro progetti politici ed economici nel Caucaso e in Asia centrale. Tuttavia, è ancora troppo presto per valutarne l&#8217;impatto sui curdi della Turchia.</p>
<p><em>Olga Zhigalina, Dr. sc.  (Storia), è capo della sezione di curdologia e studi regionali del Medio Oriente e Senior Fellow del Centro per lo Studio dei Paesi del Medio Oriente dell&#8217;Istituto di Studi Orientali dell&#8217;Accademia delle Scienze Russa.</em></p>
<p>Traduzione di Alessandro Lattanzio &#8211; <em><a href="http://sitoaurora.altervista.org/home.htm" target="_blank">SitoAurora</a></em></p>
<br />Archiviato in:<a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/geopolitica/'>Geopolitica</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/imperialismo/'>Imperialismo</a> Tagged: <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/abdullah-ocalan/'>Abdullah Öcalan</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/arabia-saudita/'>Arabia Saudita</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/asia/'>Asia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/asia-centrale/'>Asia Centrale</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/azerbaigian/'>Azerbaigian</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/caucaso/'>Caucaso</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/colonialismo/'>colonialismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/covert-operation-2/'>covert operation</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/covert-operations/'>Covert Operations</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/energia/'>energia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/eurasia-2/'>eurasia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/false-flag/'>False flag</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/gas/'>Gas</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/gasdotto/'>gasdotto</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/geoeconomia/'>Geoeconomia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/geoenergia/'>geoenergia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/geopolitica/'>Geopolitica</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/georisorse/'>georisorse</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/geostrategia/'>Geostrategia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/grande-medio-oriente/'>Grande Medio Oriente</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/guerriglia/'>Guerriglia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/imperialismo/'>Imperialismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/intelligence/'>intelligence</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/iran/'>Iran</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/iraq/'>Iraq</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/kurdistan/'>Kurdistan</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/kurdistan-workers-party/'>Kurdistan Workers Party</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/mar-caspio/'>Mar caspio</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/mashreq/'>Mashreq</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/mass-media/'>mass media</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/medio-oriente/'>Medio oriente</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/medioriente/'>medioriente</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/mediterraneo/'>Mediterraneo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/nato/'>NATO</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/nuovo-ordine-mondiale/'>Nuovo ordine mondiale</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/ocalan/'>Ocalan</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/oleodotto/'>oleodotto</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/petrolio/'>Petrolio</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/pipeline/'>Pipeline</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/pkk/'>PKK</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/propaganda/'>Propaganda</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/recep-tayyip-erdogan/'>Recep Tayyip Erdoğan</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/risorse-di-idrocarburi/'>risorse di idrocarburi</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/risorse-energetiche/'>risorse energetiche</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/rivoluzione-colorata/'>rivoluzione colorata</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/saddam-hussein/'>Saddam Hussein</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/separatismo/'>separatismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/servizi-segreti/'>servizi segreti</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/siria/'>Siria</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/stati-uniti/'>Stati Uniti</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/terrorismo/'>terrorismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/turchia/'>Turchia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/united-states/'>United States</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/usa/'>USA</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/vicino-oriente/'>vicino oriente</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/aurorasito.wordpress.com/3826/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/aurorasito.wordpress.com/3826/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3826&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 09:48:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dedefensa 14 maggio 2013 Osserviamo anzitutto che oggi Netanyahu è andato a presentare i suoi rispetti a Putin, a Sochi-Canossa, come abbiamo visto in altri tempi, quando per problemi di questa portata e di questo settore (la consegna o meno degli S-300 alla Siria dove si svolge una guerra che preoccupa la &#8220;comunità internazionale&#8221;) ci [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3823&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><em><a href="http://www.dedefensa.org/article-les_russes_vent_arri_re_14_05_2013.html" target="_blank">Dedefensa</a></em> 14 maggio 2013</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/942740.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3824" alt="942740" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/942740.jpg?w=630&#038;h=498" width="630" height="498" /></a>Osserviamo anzitutto che oggi Netanyahu è andato a presentare i suoi rispetti a Putin, a <a href="http://www.dedefensa.org/article-s-300_pour_la_syrie_et_netanyahou_sotchi-canossa_13_05_2013.html" target="_blank">Sochi-Canossa</a>, come abbiamo visto in altri tempi, quando per problemi di questa portata e di questo settore (la consegna o meno degli S-300 alla Siria dove si svolge una guerra che preoccupa la &#8220;comunità internazionale&#8221;) ci si rivolgeva agli Stati Uniti, e quando un primo ministro israeliano, se aveva qualcosa da dire a Mosca in questo campo, consultava prima gli USA facendovi affidamento. Ma oggi gli Stati Uniti sono, diciamo, nello spirito dell&#8217;&#8221;<a href="http://www.dedefensa.org/article-bho_isolationniste-cool__14_05_2013.html" target="_blank">isolazionismo</a>&#8220;. Così Netanyahu vedrà direttamente Putin. Putin&#8230; che dirige una potenza che diventa sempre più importante nel Medio Oriente. Alcuni possono pensare che la Russia stia cercando di ritrovare il suo posto nel Medio Oriente dei tempi della guerra fredda. Noi tendiamo ad andare oltre, vale a dire, basta considerare che i russi cercano di avere un ruolo di rilievo, mentre gli Stati Uniti scompaiono&#8230; Abbiamo dettagliato alcuni fatti che sembrano andare in questa direzione, a favore dei russi, direttamente o indirettamente.<br />
• La flotta russa si è stabilita definitivamente nel Mediterraneo, tornando laddove schierava il 5° Squadrone Navale nel Mediterraneo, attivo dal 1967 fino al suo scioglimento nel 1992. La decisione di trasferire un&#8217;unità autonoma russa nel Mediterraneo è stata presa ad aprile e ora abbiamo dettagli sulla flotta permanente, che avrà il proprio stato maggiore e che disporrà possibilmente di sottomarini lanciamissili nucleari. (Novosti <a href="http://en.rian.ru/military_news/20130512/181098977.html" target="_blank">12 maggio 2013</a>.) &#8220;<em>La Task Force Mediterraneo della Russia include 5-6 navi da guerra e può essere ampliata includendovi dei sottomarini nucleari, ha detto l&#8217;Ammiraglio Viktor Chirkov. &#8220;Nel complesso, già da quest&#8217;anno abbiamo in programma di disporre 5-6 navi da guerra e da trasporto [nel Mediterraneo], che saranno sostituite a rotazione da navi di ciascuna delle flotte del Mar Nero, del Baltico, del Nord e, in alcuni casi, anche della flotta del Pacifico. A seconda dello scopo e della complessità delle assegnazioni, il numero di navi da guerra della Task Force potrebbe aumentare&#8221;, ha detto Chirkov a RIA Novosti. “La marina russa ha detto il comandante, potrebbe anche schierare sottomarini nucleari nel Mediterraneo, se necessario.” &#8220;Forse, in prospettiva. I sottomarini erano già presenti all&#8217;epoca del 5° Squadrone. C&#8217;erano sia sottomarini nucleari che diesel. Tutto dipenderà dalle circostanze&#8221;, ha detto</em>.&#8221;<br />
• E&#8217; chiaro che dopo gli attacchi israeliani contro la Siria, decisione della Russia di consegnare S-300 alla Siria rafforza i legami tra la Russia e la Siria. Lo stesso potrebbe accadere con l&#8217;Iran, se il vecchio accordo tra la Russia e l&#8217;Iran sulla consegna agli iraniani di S-300, che la Russia ha finora rifiutato di onorare su richiesta del blocco BAO, venga risolto nella stessa direzione (consegnando gli S-300 all&#8217;Iran). Allo stesso modo, i russi hanno intenzione di accelerare le consegne di armi all&#8217;Iraq dopo lo sblocco (<a href="http://www.dedefensa.org/article-obama_et_le_chimique_l_irak_et_les_rebelles_syriens_27_04_2013.html" target="_blank">27 aprile 2013</a>), del grande contratto sulle armi russe ordinate dall&#8217;Iraq. Ben inteso, naturalmente, si tratta dell&#8217;alleanza Teheran-Baghdad-Damasco che segue una dinamica particolare, godendo del supporto materiale e attivo della Russia.<br />
•&#8230; A ciò dobbiamo ora aggiungere <em>Hezbollah.</em> Le notizie sono riprese, commentate e arricchite da Jean Aziz, giornalista libanese del quotidiano <em>al-Akhbar</em> e della stazione OTV, su <em>al-Monitor Pulse</em> del Libano del <a href="http://www.al-monitor.com/pulse/originals/2013/05/nasrallah-tries-to-reassure-popular-base.html" target="_blank">12 maggio 2013</a>, sui recenti contatti tra la Russia ed <em>Hezbollah,</em> e le prospettive che si aprono per queste due parti, secondo una nuova dinamica della cooperazione. Si segnala la constatazione che le due parti parlano di equilibrio generale, in cui la Russia verrebbe ora chiamata a svolgere un ruolo di primo piano. &#8220;<em>Per la seconda volta in nove giorni, il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha compiuto un discorso televisivo, sapendo che le due apparizioni rientrano nello stesso contesto politico, già discusso in precedenza in queste pagine, indicando tre ragioni dietro la tempistica delle due apparizioni e discorsi. La sezione precedente ha dettagliato del primo motivo dietro l&#8217;apparizione di Nasrallah, confermando i principi religiosi e la giustificazione ideologica della presa di posizione di Hezbollah sulla situazione siriana. La seconda ragione era direttamente collegata agli sviluppi politici in Libano e nelle regioni vicine, a cominciare dalla visita del viceministro degli Esteri russo Mikhail Bogdanov a Beirut, il 26 e il 28 aprile. La visita del ministro russo nella capitale libanese dopo Teheran e Damasco non è priva di significato. Chiaramente Russia, Iran, Siria ed Hezbollah si coordinano ad un certo livello e affrontano gli sviluppi regionali e le posizioni, assunte al riguardo, da uno degli elementi di questo nuovo asse [...] Nel frattempo, fonti consapevoli dei risultati della visita di Bogdanov nella capitale libanese, hanno rivelato ad al-Monitor che la conversazione affrontava nettamente il ruolo della Russia nel proteggere le forze che le sono vicine nella regione, così come l&#8217;importanza di affrontare Washington e spostare a proprio favore l&#8217;equilibrio del sistema globale regionale, nel Medio Oriente almeno. Inoltre, i funzionari hanno commentato sia le prospettive che l&#8217;imposizione della delimitazione delle sfere di influenze internazionali in questa regione. In una conversazione netta e diretta hanno chiarito sia le divergenze che le convergenze ideologiche, economiche, geostrategiche e relative alla sicurezza degli interessi di Mosca e delle forze locali nel raggiungimento di tali obiettiv</em>i&#8221;.<br />
• L&#8217;ultimo punto riguarda ciò che potrebbe essere la riconciliazione tra Arabia Saudita e Iran, una manovra che non dispiacerebbe alla Russia, che ha buoni rapporti con l&#8217;Iran e collegamenti decenti  con l&#8217;Arabia Saudita. La notizia viene riportata da <em>DEBKAfiles</em> (<a href="http://www.debka.com/article/22967/Saudis-explore-Iranian-options-for-Syria-Lebanon-in-talks-with-Iran’s-Salehi" target="_blank">13 maggio 2013</a>), che ora segue con particolare aggressività la sequenza di eventi che segnano il degrado della posizione degli Stati Uniti in Medio Oriente. &#8220;<em>L&#8217;Arabia Saudita ha deciso di esplorare un dialogo con il suo grande rivale regionale dell&#8217;Iran, per porre fine al conflitto siriano e garantendo il futuro politico del Libano, riportano le fonti dal Golfo di DEBKAfile. Hanno rinunciato alla politica degli Stati Uniti verso la Siria, vedendo l&#8217;inflessibile supporto russo e iraniano a Bashar Assad, le sue battaglie vinte con l&#8217;aiuto di Hezbollah e delle forze iraniane Basij, e l&#8217;inazione della Turchia dopo l&#8217;attentato terroristico di sabato nella città di Reyhanli vicino al confine siriano, che ha causato 46 morti. Il ministro degli esteri saudita Saud al-Faisal ha approfittato dell&#8217;Organizzazione della Conferenza Islamica-OCI, a Jeddah questa settimana sul conflitto in Mali, per incontrarsi il 13 maggio con il ministro degli Esteri iraniano Ali Akbar Salehi che vi partecipava. Le nostre fonti indicano che la prima priorità di Riyadh è stabilizzare il Libano attraverso un accordo tra Arabia Saudita e Iran sugli equilibri politici a Beirut. Sarebbero i sauditi i prossimi a cercare un accordo con Teheran sulle conseguenze del conflitto civile siriano. I governanti sauditi sono giunti alla conclusione, che l&#8217;occidente e Israele tardano a riconoscere, che poiché l&#8217;alleanza militare iraniano-siriano-Hezbollah progredisce nel conflitto siriano e raccoglie  vittorie, farebbero meglio a guardare ai loro interessi in Libano, dipendendo pesantemente dal clan sunnita guidato da Saad Hariri. Se aspettano che un Hezbollah vittorioso arrivi marciando prendendo il potere a Beirut, la salvaguardia della comunitaria sunnita del Libano sarebbe molto più difficile..</em>.&#8221;<br />
Il testo fa riferimento al basso credito presso i sauditi del <a href="http://www.dedefensa.org/article-notes_sur_la_danse_de_saint-guy_du_bloc_bao_10_05_2013.html" target="_blank">progetto della conferenza organizzata</a> da Stati Uniti e Russia insieme, soprattutto alla luce della mancanza di entusiasmo dimostrata da Obama sulla cosa, sottolineata dai commenti di Obama nella conferenza stampa del 13 maggio con Cameron sul “<em>persistente sospetto ereditato dalla guerra fredda, tra Russia e Stati Uniti</em>&#8220;. Questa osservazione è molto strana, dal momento che questo sospetto non è uno stato persistente, ma ovviamente è una re-invenzione degli Stati Uniti, a colpi dei lobbies, di &#8220;attacchi soft&#8221;, di accuse umanitarie, ecc. contro la Russia, mentre la Russia ha invece a lungo respinto questo tipo di sospetto di cui Obama parla. La frase di Obama, che potrebbe sorprendere alcuni obamanofili, piuttosto evoca la paranoia persistente negli Stati Uniti, questa paranoia così naturale che non ha bisogno della memoria della guerra fredda per farsi sentire, e che piuttosto è alimentata da quella complessità psicologica di cui gli Stati Uniti non hanno bisogno di nessuno per farla suscitare nel loro capo&#8230; In tutti i casi, la frase evoca la luce meno amichevole dello &#8220;<a href="http://www.dedefensa.org/article-bho_isolationniste-cool__14_05_2013.html" target="_blank">spirito dell&#8217;isolazionismo</a>&#8221; di cui parla Stephen M. Walt, la luce del disincanto scoraggiato da ciò che è in realtà è molto più che un ritiro tattico degli Stati Uniti, ma una posizione sempre più costretta dal proprio declino e del crollo del proprio potere. In questo caso, allora è notevole vedere, nella prospettiva di un possibile fallimento del tentativo russo-statunitense della conferenza sulla Siria, un Paese come l&#8217;Arabia Saudita considerare di rivolgersi all&#8217;Iran, e quindi per semplice sequenza, in parte alla Russia, per trovare un modo per stabilizzare un pasticcio che sfugge sempre più al controllo degli attori esterni. Se si affermasse, questa dinamica certamente non lascerebbe né la Giordania, né l&#8217;Egitto insensibili&#8230; In tale interpretazione, c&#8217;è anche una considerazione alquanto amena sulla Turchia, le cui sfrenate manovre di destabilizzazione per quasi due anni, hanno portato alla situazione di stallo che affligge il proprio territorio, cosa rimproverata anche da Obama a Erdogan. (Gli Stati Uniti sono particolarmente preoccupati per i grandi progetti di riunificazione del Kurdistan turco, con le sue parti siriani e iracheni, a causa delle minacce che il progetto pone non solo all&#8217;Iraq, ma alla Turchia stessa. Ma Erdogan oppone a queste paure l&#8217;assicurazione impeccabile di se stesso e delle sue politiche.)<br />
La conclusione è che, dati gli sviluppi in Siria, il campo costituito dal blocco BAO comincia a cedere alle tendenze della disintegrazione in tutte le direzioni, mentre la Russia gestisce la posizione centrale di una possibile mediazione che diventa sempre meno possibile, puntando sull&#8217;organizzazione di un nuovo raggruppamento in Medio Oriente definito dai suoi legami con Iran, Siria, Iraq ed Hezbollah, e forse altri che diserteranno il campo BAO. Tutto ciò avviene come se il disordine abbia cominciato a esaurire coloro che hanno contribuito a crearlo, con la dispersione di questa coalizione eterogenea, da cui la Russia necessariamente emergerà quale attore esterno chiave nel Medio Oriente. Questa sarebbe una ricompensa logica, e solo se lo si vuole, del ruolo che ha svolto. E per il momento non è nulla di più che un punto di vista, e il disordine è ben lungi dall&#8217;aver detto l&#8217;ultima parola, e senza dubbio avrà sempre voce in capitolo nel contesto della sequenze attuali. Ma la tendenza generale è sempre più chiara, e si afferma a partire dal carattere insopportabile del processo di autodistruzione del sistema, che respinge o colpisce tutti coloro che hanno scommesso sul sistema, con qualcuno che già adesso è alla ricerca di una via d&#8217;uscita dal gioco. In ogni caso, vi è ora la possibilità di un interessante rovesciamento che darebbe alla &#8220;primavera araba&#8221; un aspetto inatteso, e questa possibilità, se viene necessariamente caratterizzata dall&#8217;apparente caos mediorientale, lo sarà soprattutto in questo caso, dalla gerarchia di influenze esterne, con la Russia che ritorna con forza in questa regione, non essendo lontana dal poter  soppiantare gli USA sempre più amareggiati, impotenti nella loro incomprensione della situazione, più stanchi che dotati di spirito, infine. In questo contesto, è possibile che l&#8217;israeliano Netanyahu parli a Putin di qualcosa di molto diverso degli S-300, gli israeliani potrebbero anche valutare che la loro scelta di aver un esclusivo &#8220;padrino&#8221; americanista, sia diventata discutibile. Infatti, a parte questi eventi che hanno significati diversi e talvolta sorprendenti, compare il fenomeno dell&#8217;esaurimento, con conseguente spostamento della politica verso direzioni completamente inaspettate. Questo esaurimento psicologico è un fattore centrale della crisi del collasso del Sistema, mentre continuiamo a sottolinearne le radici storiche fondamentali. Non è che un apparente paradosso se questa stanchezza colpisce gli attori periferici della crisi siriana, più che gli attori diretti, perché questi attori periferici sono collegati direttamente alla crisi del collasso del sistema.  La forte posizione della Russia, che ovviamente tiene alla sua politica di principio, in realtà è basata sulla promozione e la tutela dei principi strutturali, ed è l&#8217;unico modo per sfuggire alla stanchezza causata dalle forze di destrutturazione e disintegrazione del Sistema.</p>
<p>Traduzione di Alessandro Lattanzio &#8211; <em><a href="http://sitoaurora.altervista.org/home.htm" target="_blank">SitoAurora</a></em></p>
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		<title>Qusayrgrad della III Guerra Mondiale?</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 19:03:50 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><em><a href="http://www.syrianews.cc/qussayrgrad-wwiii-anybody/" target="_blank">SyriaNews</a></em></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/4117644-3x2-700x4671.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3818" alt="4117644-3x2-700x467[1]" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/4117644-3x2-700x4671.jpg?w=630&#038;h=420" width="630" height="420" /></a>Una tranquilla città di confine di 30.000 abitanti circondata da bellissime orchidee, una città un tempo molto bella e in posizione strategica, come tutte le città siriane, la maggior parte strategiche al microscopio internazionale, ma questa volta non a causa di una qualsiasi ragione geografica, storia o artistica, ma per motivi molto più pericolosi, si tratta della guerra nucleare la cui fiamma nucleare potrebbe essere stata già accesa. La città di al-Qusayr prenderà presto il nome di &#8216;Qusayrgrad&#8217;.<br />
Il vecchio Hafiz al-Assad ha detto una volta: &#8220;<em>Siamo i migliori a giocare sul bordo del baratro, e se cadiamo, cadiamo sui corpi dei nostri nemici</em>&#8220;, il giovane leone della Siria ha ereditato molte  funzioni dal padre, e questa è uno di esse. Dopo due anni, gli aggressori pensavano di avere il sopravvento nella crisi siriana, e nonostante le centinaia di avvertimenti da Damasco e dai suoi alleati, tra cui dal Presidente Bashar al-Assad: “<em>Se la Siria cade, vi sarà un terremoto, un errore di calcolo e l&#8217;intera regione sarà devastata da un terremoto</em>”. Gli strateghi occidentali notoriamente arroganti e razzisti, in altre parole stupidi, hanno sminuito gli avvertimenti di Assad, che continuava a dire che la Siria è diversa, non è la Libia, l&#8217;Iraq, la Somalia o qualsiasi altro Paese &#8216;democratizzato&#8217; dall&#8217;occidente, come andavano dicendo saltellando i media occidentali tradizionali, sapendo e nascondendo l&#8217;infiltrazione in Siria più di 40.000 terroristi stranieri di <em>al-Qaida,</em> come l&#8217;inviato dell&#8217;ONU Ibrahim ha confermato. Sappiamo che è ciò che ne resta, oggi, su un totale di 125.000 almeno, unitisi ai criminali locali reclutati. I terroristi che controllavano la maggior parte delle campagne di Aleppo e la città di Raqqa, i migliaia provenienti dalla Giordania nel sud che occuparono la città di Daraa, caduta nelle loro mani, che infestarono la provincia di Damasco in molti luoghi, soprattutto Daraya e al-Utaibah, da cui i colpi di mortaio iniziarono a cadere sulla capitale. Non poteva andare meglio per i criminali Stati occidentali; la loro base nella città di al-Qusayr è il loro comando e centro di controllo principale, con ufficiali dei servizi segreti qatarioti, sauditi, israeliani turchi, francesi, statunitensi, inglesi e tedeschi infiltratisi dal Libano, in particolare i francesi, che scomparvero dalla loro base nel nord del Libano quando Damasco non cadde.<br />
La Siria di Assad era sul bordo del baratro sempre più sottile, restando solo con il suo vertice superiore, ma le Forze di Difesa Nazionale avevano finito l&#8217;addestramento intensivo, a <em>Hezbollah</em> era stato chiesto di custodire i santuari religiosi con l&#8217;aiuto dei comitati locali, un&#8217;amnistia presidenziale era stata emanata il 16 aprile, e un mese era stato concesso ai criminali per arrendersi.  Un&#8217;amnistia presidenziale in mezzo a tutto questo?! L&#8217;EAS ha avuto l&#8217;ordine: liberare il Paese e sterminare i terroristi. E l&#8217;EAS l&#8217;ha eseguito.<br />
600 terroristi a Jididet Fadhl, presso Damasco, sono svaniti in 3 ore, facendo impazzire i chierici  wahhabiti che avevano dichiarato la jihad contro la Siria, a cui non risponde più nessuno; la strada dal centro di Hama ad Aleppo, nel nord, è ripulita, un&#8217;altra strada è ripulita da Idlib, nel nord ovest, alla provincia di Latakia, assai infestata da terroristi infiltrati dall&#8217;intelligence turca, dove le enormi operazioni dell&#8217;EAS, delle FDN e della resistenza locale siriana hanno eliminato decine di terroristi, liberando Qirbet Solas, Quota 45 e altri siti strategici; la città di al-Utaibah vicino all&#8217;aeroporto internazionale di Damasco e centro di comando e controllo dei terroristi nel sud, provenienti e riforniti dall&#8217;Iraq e dalla Giordania, attraverso il deserto, è caduta nelle mani dell&#8217;EAS, che poi avvolge la provincia, spostandosi a nord e a sud, e recupera la città strategica di Qirbet Ghazalah, infliggendo così un colpo decisivo ai terroristi nel sud, uccidendo, almeno secondo le stime, 1600 terroristi. E più importante è l&#8217;avanzata tra i villaggi e le città ad ovest del fiume Oronte, nella provincia di al-Qusayr, liberandole una dopo l&#8217;altra, accerchiando la città e impedendo ai terroristi di fuggire verso il Libano. Le armi chimiche, il cui utilizzo da parte dell&#8217;esercito arabo siriano contro i civili, avrebbe attraversato la linea rossa di Obama, non sono state utilizzate; la linea rossa di Obama non é stata attraversata, e la confusione e l&#8217;isteria regnano nel campo occidentale da quando pensava di celebrare la vittoria, invece iniziando a ricevere brutte notizie dalla Siria, ma buone per il mondo intero. Israele viene coinvolto direttamente e compie un raid contro le galline dei pollai e un deposito di armi nei pressi di Damasco, molto probabilmente utilizzando mini-bombe nucleari, in coordinamento con i combattenti di <em>al-Qaida</em> che avevano attaccato 19 diversi posti di blocco dell&#8217;EAS intorno alla capitale, un altro epico fallimento. L&#8217;ex-ambasciatore statunitense in Siria, Robert S. Ford, il padre degli squadroni della morte iracheni noti per uccidere sciiti e sunniti iracheni, oltre ai marine, arriva in una città di confine tra Siria e Turchia, proprio quando una doppia esplosione si verifica in quella città uccidendo più di 40 esseri umani e ferendone circa 100; le accuse contro la Siria sono immediate. Perché questa pazzia improvvisa? La NATO perde, ma c&#8217;è altro.<br />
L&#8217;esercito arabo siriano invita i terroristi di al-Qusayr ad arrendersi, non c&#8217;è più il corridoio per fuggire, il corridoio che hanno usato per entrare, e l&#8217;amnistia presidenziale è passata, i terroristi si rifiutano di arrendersi e le notizie di trattative segrete con il governo siriano, con cui l&#8217;occidente chiede all&#8217;EAS di riaprire il corridoio affinché coloro che sono nella città di al-Qusayr si ritirino in Libano, sono respinte dalla Siria, e John Kerry va a Mosca, Cameron il giorno successivo visita Mosca, Laurent Fabius, che insisteva su una soluzione militare della crisi siriana, improvvisamente afferma che ci deve essere una soluzione pacifica alla crisi politica. Dopo più di due anni, e per al-Qusayr avviene questa svolta? Aspettate. Kerry è d&#8217;accordo con i russi sulla soluzione pacifica e una nuova conferenza internazionale per risolvere la crisi siriana, con Ginevra 2; il giorno dopo Kerry sostiene che laddove non è riuscita Ginevra 1, fallirà Ginevra 2, ovvero la partenza di Assad.  Cameron è d&#8217;accordo con i russi sulla soluzione pacifica e la nuova conferenza internazionale per risolvere la crisi siriana, Ginevra 2, lascia la Russia per Washington e riprende di nuovo la storia delle armi chimiche! Cosa c&#8217;è nella città di al-Qusayr?<br />
Ricapitoliamo: incursione d&#8217;Israele, attentati a Reyhanli, le ripetute accuse sulle armi di distruzione di massa &#8216;irachene&#8217;, funzionari occidentali in pellegrinaggio a Mosca e infine il dipartimento di Stato degli Stati Uniti che presente direttamente la seguente questione in inglese, arabo e persiano..!  Qusayr è la parola chiave principale:</p>
<p>Il dipartimento di Stato sui volantini a Qusayr, Siria<br />
10 maggio 2013<br />
DIPARTIMENTO DI STATO<br />
Ufficio del Portavoce<br />
10 Maggio 2013<br />
2013/0551</p>
<p>DICHIARAZIONE DI JEN PSAKI, Portavoce</p>
<p style="text-align:justify;">Volantini su Qusayr, Siria<br />
Siamo profondamente preoccupati per le notizie secondo cui il regime di Assad ha lanciato volantini su Qusayr dicendo ai civili di evacuare o saranno considerati combattenti. Condanniamo con forza qualsiasi bombardamento di civili o minacce di farlo. Disporre un diverso dislocamento della popolazione civile in queste circostanze, è l&#8217;ultima dimostrazione di brutalità da parte del regime.<br />
I continui indiscriminati bombardamenti aerei del regime su aree civili, tra cui panifici, file per il pane e ospedali, viola il diritto internazionale umanitario. Mentre notizie terribili su atrocità e massacri del regime continuano ad emergere, il regime di Assad e tutti i suoi sostenitori che commettono crimini contro il popolo siriano, dovrebbero sapere che il mondo sta guardando e che saranno identificati e ritenuti responsabili. Mentre il popolo siriano affronta tali responsabilità, gli Stati Uniti continueranno a lavorare con i siriani e la comunità internazionale per sostenere la documentazione delle violazioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Parole chiave: Siria, Qusayr, diritti umani, violazioni del diritto umanitario<br />
<em><a href="http://iipdigital.usembassy.gov/st/english/texttrans/2013/05/20130510147247.html" target="_blank">IIPdigital</a></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Perché</em> non ci sono state dichiarazioni simili per Utaibah, Qirbet Ghazalah, Jididet Fadhl, la provincia meridionale di Aleppo, e tutto il resto?  L&#8217;occidente scatenerà stupidamente la Terza Guerra Mondiale, l&#8217;Armageddon per salvarsi dall&#8217;umiliazione di ciò che il mondo conoscerà su al-Qusayr? L&#8217;Iran ha mostrato solidarietà alla Siria, <em>Hezbollah</em> ha dichiarato che si unirà alla lotta  contro l&#8217;intervento straniero. L&#8217;esercito turco, sicuramente, secondo l&#8217;autore, non appoggerà il Primo ministro dei Fratelli musulmani Erdogan e si rifiuterà di essere coinvolto in una guerra tra Paesi musulmani per niente. I russi non permetteranno che il loro unico punto d&#8217;appoggio al mondo, al di fuori del Mar Nero, cada, non aderiranno alla lotta, ma sosterranno i loro alleati.<br />
L&#8217;occidente è in grado di commettere stupidità e grandi crimini, speriamo che ci sia qualcuno sano di mente che l&#8217;impedisca.<br />
Nel frattempo, guardate questo breve reportage dalla periferia di al-Qusayr:</p>
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<p>Traduzione di Alessandro Lattanzio &#8211; <em><a href="http://sitoaurora.altervista.org/home.htm" target="_blank">SitoAurora</a></em></p>
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		<title>I sei modi con cui Assad ha cambiato la marea in Siria</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 19:50:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sitoaurora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Max Fisher The Washington Post 13 maggio 2013 Il presidente siriano Bashar al-Assad e le sue forze &#8220;stanno cominciando a cambiare il corso della guerra nel Paese&#8220;, Liz Sly del Washington Post riferisce da Beirut, spiegando che Assad è &#8220;sospinto da una nuova strategia, con il sostegno di Iran e Russia e l&#8217;assistenza dei combattenti [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3809&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Max Fisher <em><a href="http://www.washingtonpost.com/blogs/worldviews/wp/2013/05/13/six-ways-assad-has-turned-the-tide-in-syria/" target="_blank">The Washington Post</a></em> 13 maggio 2013</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/40817.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3810" alt="40817" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/40817.jpg?w=630&#038;h=418" width="630" height="418" /></a>Il presidente siriano Bashar al-Assad e le sue forze &#8220;<em>stanno cominciando a cambiare il corso della guerra nel Paese</em>&#8220;, Liz Sly del Washington Post riferisce da Beirut, spiegando che Assad è &#8220;<em>sospinto da una nuova strategia, con il sostegno di Iran e Russia e l&#8217;assistenza dei combattenti del movimento Hezbollah del Liban</em>o.&#8221; Sly scopre che &#8220;<em>il pendolo sta oscillando in favore di Assad</em>&#8220;.<br />
Come hanno fatto le forze di Assad? Ecco alcune delle tendenze che Sly ha trovato, più una da un&#8217;altra fonte:<br />
1) Rimpasto settario all&#8217;interno delle forze armate. La maggior parte dei siriani è sunnita, e così lo sono i ribelli siriani. Ma il regime siriano è dominato da gruppi minoritari come gli alawiti. <em>Hezbollah,</em> un gruppo militante libanese, alleato della Siria, è sciita. Mettendo l&#8217;accento sui combattenti delle minoranze il regime aggira il problema sunnita, con un minor numero di defezioni e soldati più impegnati, anche se rischia di esacerbare le tensioni settarie.<br />
2) Impiego delle milizie. Il regime ha integrato 60.000 &#8220;irregolari&#8221; miliziani nelle forze armate, dando loro sia più potenza di fuoco che un qualitativamente diverso tipo di potenza di fuoco, più adatta ad affrontare i ribelli sul loro stesso terreno.<br />
3) L&#8217;addestramento di <em>Hezbollah</em> nella guerra urbana. I ribelli avevano un vantaggio nella città, nei combattimento da strada. Ora, con l&#8217;aiuto di esperti, le forze del regime stanno colmando il gap.<br />
4) Escludere i ribelli dalle linee di approvvigionamento, indica Sly: &#8220;<em>I lealisti di Assad premono costantemente sui ribelli, isolandoli gli uni dagli altri e tagliando i loro approvvigionamenti, dicono i ribelli. Le unità sono a corto di munizioni, e qualcuna è sempre più disperata</em>.&#8221;<br />
5) Concentramento di tutta l&#8217;energia sui principali nodi, il regime sembra puntare la propria schiacciante forza militare su una manciata di &#8220;nodi&#8221; strategici: periferia di Damasco, il crocevia &#8220;cruciale&#8221; di Homs e i porti costieri, tra gli altri. Ciò significa trascurare le zone meno strategiche per ora, ma probabilmente non per sempre.<br />
6) Capisaldi impenetrabili. CJ Chivers del <em>New York Times</em>, in una recente intervista a &#8220;<em>Fresh Air</em>&#8221; di NPR, ha spiegato che il regime ha usato il suo vantaggio tecnologico ritirandosi in una serie di capisaldi nel Paese, da cui impiega l&#8217;artiglieria, i mortai e gli attacchi aerei contro i ribelli. Poiché i ribelli non hanno la potenza di fuoco per colpire queste strutture, non possono impedire o sottrarsi al bombardamenti.</p>
<p><em>© The Washington Post Company</em></p>
<p>Traduzione di Alessandro Lattanzio &#8211; <em><a href="http://sitoaurora.altervista.org/home.htm" target="_blank">SitoAurora</a></em></p>
<br />Archiviato in:<a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/difesa/'>Difesa</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/geopolitica/'>Geopolitica</a> Tagged: <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/antimperialismo/'>antimperialismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/assad/'>Assad</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/baath/'>Baath</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/bashar-al-assad/'>Bashar Al Assad</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/covert-operation-2/'>covert operation</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/covert-operations/'>Covert Operations</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/damasco/'>Damasco</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/difesa/'>Difesa</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/esercito-arabo-siriano/'>Esercito Arabo Siriano</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/forze-armate/'>forze armate</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/forze-armate-siriane/'>forze armate siriane</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/geostrategia/'>Geostrategia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/hectare/'>Hectare</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/hezbollah/'>Hezbollah</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/iran/'>Iran</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/mashreq/'>Mashreq</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/medioriente/'>medioriente</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/mediterraneo/'>Mediterraneo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/patriottismo/'>patriottismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/repubblica-araba-siriana/'>Repubblica Araba Siriana</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/resistenza/'>resistenza</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/russia/'>Russia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/siria/'>Siria</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/socialismo/'>socialismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/sovranismo/'>sovranismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/sovranita/'>sovranità</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/strategia/'>strategia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/syria/'>Syria</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/tattica/'>tattica</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/washington-post/'>Washington Post</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/aurorasito.wordpress.com/3809/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/aurorasito.wordpress.com/3809/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3809&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La valutazione degli attacchi israeliani in Siria</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 17:44:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Conflicts Forum &#8211; Dedefensa E&#8217; noto (vedasi 22 ottobre 2013), che l&#8217;istituto di ricerca Conflicts Forum di Beirut, sotto la direzione di Alastair Crooke, produca un&#8217;eccellente analisi della situazione e della crisi in Medio Oriente, attualmente concentrandosi principalmente sulla crisi siriana. L&#8217;istituto  pubblica settimanalmente un commento generale della regione. In questa edizione del 3-10 Maggio [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3802&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><em>Conflicts Forum &#8211; <a href="http://www.dedefensa.org/article-_valuation_des_attaques_isra_liennes_en_syrie_13_05_2013.html" target="_blank">Dedefensa</a></em></p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; noto (vedasi <a href="http://www.dedefensa.org/article-policy_briefing_syria_and_the_region_22_10_2012.html" target="_blank">22 ottobre 2013</a>), che l&#8217;istituto di ricerca <em>Conflicts Forum</em> di Beirut, sotto la direzione di Alastair Crooke, produca un&#8217;eccellente analisi della situazione e della crisi in Medio Oriente, attualmente concentrandosi principalmente sulla crisi siriana. L&#8217;istituto  pubblica settimanalmente un commento generale della regione. In questa edizione del 3-10 Maggio 2013, <em>Conflicts Forum</em> si concentra esclusivamente sulla grande storia degli attacchi israeliani alla Siria, analizzando, interpretando e cercando di capire i motivi militari e/o politici dietro queste azioni, considerandone le conseguenze, ecc. Commento illuminante.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/529056.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3803" alt="529056" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/529056.jpg?w=630&#038;h=479" width="630" height="479" /></a><strong><em>Conflicts Forum:</em> Commento settimanale (3-10 maggio)</strong><br />
• L&#8217;obiettivo principale di questa settimana è valutare la &#8216;logica&#8217; dietro gli attacchi israeliani contro la Siria negli scorsi venerdì e domenica, e di valutarne le conseguenze. Apparentemente, Israele ha sostenuto che le sue azioni erano dirette contro <em>Hezbollah</em> per impedirgli di ricevere le armi strategiche che &#8216;cambiano il gioco&#8217;. Questa politica è stata annunciata in occidente negli ultimi anni (per contesti diversi: prima i missili terra-aria S-300, poi i razzi <em>Fateh-110</em> e ultimamente le armi chimiche). Gli Stati occidentali l&#8217;hanno accettato silenziosamente e quindi hanno approvato la rivendicazione di questo &#8216;diritto&#8217;, e tale pretesto viene quindi, senza alcun dubbio, visto in Israele come una cosa contro cui gli Stati occidentali non possono facilmente obiettare.  Quasi una settimana dopo, però, non ci sono prove sostanziali che le armi destinate a Hezbollah siano state difatti intercettate. È vero, la struttura di ricerca di Jurmana, vicino a Damasco, un sito noto per essere stato creato per soddisfare le esigenze militari dei movimenti di resistenza in Libano e in Palestina, è stato attaccato da missili con una spettacolare azione pirotecnica, domenica scorsa, ma informalmente le fonti di Hezbollah suggeriscono che una partita di armi &#8220;efficaci&#8221; era da poco già arrivata (questo è stato confermato anche dai giornalisti di alto livello della stampa israeliana).<br />
Forse collegato a questo, il Libano, da venerdì in poi, è stato oggetto di continui sorvoli a bassa quota di aerei israeliani, come se gli israeliani avessero fallito nel loro obiettivo iniziale, ma che ancora cercassero di individuare il carico, senza riuscire a fermarlo (supponendo che la pretesa di Hezbollah venga considerata accurata, il che probabilmente è). E&#8217; assai  probabile, comunque, che Israele abbia parzialmente ricevuto dell&#8217;intelligence su un trasferimento, che i funzionari israeliani hanno presentato nel loro show ambulante per l&#8217;Europa ottenendo sostegno alla loro missione.<br />
In ogni caso, mentre la polvere si deposita, sembra che le vittime a Damasco siano state molto, molto meno di quanto affermato dalle fonti dell&#8217;opposizione (l&#8217;esercito siriano è un esercito di cittadini, e le grandi perdite, come sostenuto, non potrebbero realisticamente essere nascoste alla popolazione), e nessun risultato strategico militare ne è conseguito. Hezbollah è già completamente armato, e l&#8217;intelligence israeliana suggerisce da tempo che i missili <em>Fateh-110</em> fanno già parte del suo arsenale.<br />
Tutto ciò suggerisce quindi che l&#8217;attacco è stato più politico che sostanziale. Qual&#8217;è poi la logica d&#8217;Israele? Il parere in questa regione suggerisce due possibilità: la prima è collegata alla tempistica: il raid è avvenuto sulla scia dei sostanziali progressi dell&#8217;esercito siriano contro l&#8217;opposizione armata. Ci sono alcuni resoconti non sostanziati ma altamente visibili, secondo cui l&#8217;attacco d&#8217;Israele in stile colpisci e spaventa a Damasco, potesse essere  destinato a dare impulso all&#8217;opposizione, facilitandone un assalto all&#8217;interno di Damasco, poco prima della riunione di Kerry-Putin a Mosca, un evento che se fosse riuscito e avesse avuto successo, avrebbe rafforzato l&#8217;opposizione in questi colloqui. Più probabile, a nostro avviso, è che tutta questa vicenda sia stata costruita con l&#8217;obiettivo di sostenere l&#8217;opinione interna degli Stati Uniti a favore di un intervento più diretto in Siria. Israele senza dubbio ha calcolato (correttamente) che potrebbe cavarsela solo con un intervento così dimostrativo in Siria, senza iniziare una guerra, se gli interventisti riuscissero a spingere Obama ad ignorare la sua &#8216;linea rossa&#8217; sulla questione della Siria utilizzando tale precedente, divenendo più forti nella loro posizione nei confronti di Obama e spingendolo a intervenire anche in Iran.<br />
• Le implicazioni strategiche degli attacchi israeliani, effettivamente hanno alzato il conflitto siriano da guerra per procura contenuta, combattuta all&#8217;interno della Siria, a una in cui i soggetti esterni (Israele, Iran, <em>Hezbollah</em> e Russia) sono sull&#8217;orlo dell&#8217;intervento militare esterno diretto nel conflitto, conseguenza degli ultimi tre interventi diretti d&#8217;Israele in Siria, e nel caso in cui Israele montasse un nuovo attacco. In altre parole, le azioni israeliane ci fanno correre maggiori rischi, facendo evolvere il conflitto siriano in un grande conflitto regionale. Tra le conseguenze degli attacchi di domenica, gli israeliani e altre fonti (vedi <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424127887324059704578475382014483030.html" target="_blank">qui</a>) hanno segnalato la reazione fortemente contrariata dall&#8217;azione israeliana del Presidente Putin. Putin avrebbe avvertito direttamente Netanyahu che la Russia non avrebbe tollerato alcun ulteriore attacco alla Siria, e che una simile mossa avrebbe portato a una risposta diretta russa alle sue azioni, come l&#8217;invio di altri sistemi d&#8217;arma russi in Siria. (Netanyahu, inoltre, avrebbe ricevuto una fredda accoglienza nella sua successiva visita in Cina, ma non fino al punto del verbale &#8216;avvertimento&#8217; che ha ricevuto da Mosca). La Guida suprema iraniana ha anch&#8217;egli promesso sostegno &#8216;integrale e senza limiti&#8217; alla Siria, e il leader di <em>Hezbollah,</em> Sayyed Hassan Nasrallah, ha parlato di una più stretta alleanza militare con la Siria, e della decisione della Siria, di conseguenza, di accelerarne l&#8217;approvvigionamento di armi e d&#8217;includervi nuovi &#8216;equilibri mutevoli&#8217; a vantaggio di <em>Hezbollah</em> (una sfida diretta a Israele). Sorprendentemente, il leader di <em>Hezbollah</em> ha anche sottolineato la decisione siriana di &#8216;recuperare&#8217; il Golan, come ulteriore ricaduta degli attacchi israeliani. Siamo quindi sull&#8217;orlo della guerra? A questo punto, probabilmente no. Gli sforzi (interni ed esterni) per trascinare Obama nell&#8217;intervento in Siria per una presunta violazione della sua &#8216;linea rossa&#8217; sulle armi chimiche, sono alquanto &#8216;collassati&#8217;; come Obama ha spiegato: “<em>Abbiamo la prova che vi è stato l&#8217;uso di armi chimiche in Siria, ma non prendiamo decisioni basate su ciò che viene &#8220;percepito&#8221;. E io non posso organizzare coalizioni internazionali sulla base della &#8220;percezione&#8221;. Abbiamo la prova che, in passato, tra l&#8217;altro, ciò non ha funzionato</em>”. La prova non è lì, e il procuratore dell&#8217;ICC, Carla del Ponte ha dichiarato che vi erano sospetti sull&#8217;uso del gas nervino sarin, ma da parte dell&#8217;opposizione piuttosto che da parte del governo siriano, permettendo ad Obama di scalciare il problema nel sottobosco di una approfondita (e lunga) indagine. Conflicts Forum ritiene che Obama, tenendo a mente la sua eredità storica, si aggrappi ancora al desiderio di essere visto storicamente come l&#8217;uomo che ha fatto uscire gli USA dalle loro fastidiose guerre in Medio Oriente, piuttosto che di averne iniziate altre. Fonti iraniane hanno notato che a seguito dell&#8217;azione israeliana, è arrivato il messaggio a Iran, Siria e Russia che gli Stati Uniti non hanno intenzione d&#8217;intervenire militarmente, e che anche Israele, in seguito, ha inviato un&#8217;ondata di messaggi secondo cui non sta per iniziare una guerra.<br />
• Dove ciò lascia la Siria? Emerge una posizione più fiduciosa e forte sia militarmente che politicamente (vedi<a href="http://english.al-akhbar.com/content/damascus-ready-normalize-relations-cairo-time-our-side" target="_blank"> qui per i recenti commenti ottimistici di un funzionario siriano</a>). Per il momento, l&#8217;attenzione ora sarà sulla questione dei possibili negoziati in una conferenza internazionale proposta per la fine di maggio. In ambito politico, sono gli Stati Uniti, avendo chiuso gli occhi per primi, <a href="http://www.bariatwan.com/english/?p=1656" target="_blank">che si avvicinano</a> alla posizione russa (cioè abbandonando la vecchia richiesta che Assad debba andarsene), mentre la Siria, l&#8217;Iran ed <em>Hezbollah,</em> in questi ultimi giorni, hanno espresso pubblicamente il consolidarsi di un rinvigorito Fronte della Resistenza. Ma l&#8217;occidente sarà in grado di svolgere la sua parte del patto con Mosca, presentando un&#8217;opposizione quale partner credibile (ed efficace) al tavolo dei negoziati? La Russia non avrà una corrispondente difficoltà con Damasco. E nel frattempo le forze governative siriane probabilmente perseguiranno il loro obiettivo di ampliare ulteriormente i loro successi militari sul campo. Ma questo, a quanto pare, non dispiace agli Stati Uniti: segnale, forse, dell&#8217;inizio di un grande cambiamento nel modo di pensare degli Stati Uniti. Rapporti dai colloqui di Mosca, suggeriscono che un obiettivo principale degli USA a Mosca è diventato il mantenimento dell&#8217;esercito siriano (anche sotto il comando di Assad). Sembra che  tardivamente gli Stati Uniti possano rinunciare alla speranza, se mai è veramente esistita al di là di un sogno irrealizzabile, che l&#8217;opposizione non abbia alcuna prospettiva (o addirittura volontà) di eliminare i gruppi armati islamisti, in particolare il Fronte <em>al-Nusra</em> collegato ad <em>al-Qaida.</em> E ora gli Stati Uniti sembrano orientati a ritenere che sia l&#8217;esercito siriano a rappresentare l&#8217;unica forza in grado di distruggere <em>al-Qaida</em> in Siria, e per di più riuscendoci. Forse nessun cessate il fuoco, quindi? L&#8217;esercito siriano continua ad attaccare l&#8217;opposizione islamista, mentre in parallelo l&#8217;opposizione non-jihadista verrebbe invitata alle trattative. Ciò è possibile? Possono i cosiddetti &#8216;laici&#8217; accettare questa divisione? Gli statunitensi stanno già preparando l&#8217;opposizione alla trattativa, ma può l&#8217;opposizione più laica partecipare davvero alle trattative con il governo, mentre il Fronte <em>al-Nusra</em> viene distrutto dall&#8217;esercito siriano? Verrà mai tenuta la conferenza? Se no, allora cosa?</p>
<p>Traduzione di Alessandro Lattanzio &#8211; <em><a href="http://sitoaurora.altervista.org/home.htm" target="_blank">SitoAurora</a></em></p>
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		<title>Siria: dopo la strage di Banias, il massacro della verità</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 09:42:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Bahar Kimyongür, Investig&#8217;Action, Bruxelles 9 maggio 2013 La Siria continua ad agonizzare. Quando preghiamo tutti i pantheon della terra che l&#8217;incubo finisca, continua al meglio. Questa volta, l&#8217;incubo colpisce Banias, una tranquilla cittadina sulle coste siriane finora risparmiata dalle violenze. All&#8217;inizio di maggio, a Banias, l&#8217;innocenza è stata vilmente assassinata. Le donne e i figli [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3796&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Bahar Kimyongür, <a href="http://www.michelcollon.info/Syrie-Apres-le-massacre-de-Banias.html" target="_blank"><em>Investig&#8217;Action</em></a>, Bruxelles 9 maggio 2013</p>
<p style="text-align:justify;"><em>La Siria continua ad agonizzare. Quando preghiamo tutti i pantheon della terra che l&#8217;incubo finisca, continua al meglio. Questa volta, l&#8217;incubo colpisce Banias, una tranquilla cittadina sulle coste siriane finora risparmiata dalle violenze. All&#8217;inizio di maggio, a Banias, l&#8217;innocenza è stata vilmente assassinata. Le donne e i figli più belli tra i fiori più belli della Siria nel periodo di massimo splendore, sono stati uccisi, fucilati, pugnalati da &#8230; da chi? Ad ogni uccisione, la stessa domanda  insopportabile porta e riversa nei nostri cuori rabbia e disperazione. E quando gradualmente ci riprendiamo la mente, cerchiamo di capire l&#8217;indicibile, i padroni del pensiero alla moda già sono sul campo, spingendo le indagini su una sola direzione. Per ora, la confusione e l&#8217;inquinamento ambientale mediatico ci impediscono di dire chi sia l&#8217;autore di questi omicidi. Tuttavia, con le limitate informazioni che abbiamo, possiamo almeno dire chi non lo sia.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/reyhan1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3797" alt="REYHAN~1" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/reyhan1.jpg?w=630&#038;h=358" width="630" height="358" /></a>La regione costiera della Siria, ultima isola relativamente pacifica della Siria, è stata macchiata con il sangue dei suoi bambini, uccisi da mani oscure. A seguito delle uccisioni che si sono avute all&#8217;inizio di questo mese, sono già centinaia i morti. Anche se gli autori di questo crimine efferato non sono noti, le reti sociali pro-ribelli si sono affrettate ad accusare il governo siriano e, in particolare, il capo di origine turca della milizia filo-governativa Mihraç Ural. In un video pubblicato sul sito (momentaneamente offline) del movimento chiamato<em> Muqawama Suriy</em> (Resistenza siriana), si vede spiegare la sconfitta dei terroristi nella parte settentrionale della provincia di Latakia. Ecco un <a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=5CoA76hHwuA" target="_blank">estratto del video</a> che suscita polemiche. Spiega la necessità di ripulire la zona di Banias, dove i terroristi cercano di farsi strada verso il mare dopo la loro sconfitta a Khirbet Soulas, un villaggio nei pressi del Deposito 16 del lago di Tishreen.<a href="http://www.youtube.com/watch?v=NZnnXMPIZaM" target="_blank"> Video della battaglia di Soulas Khirbet</a>, di fonte ribelle, del 29 aprile 2013.<br />
La parola pulizia, &#8220;tathir&#8221;, usata da Mihraç Ural è un luogocomune utilizzato da tutte le parti nel conflitto in Siria e non indica un&#8217;operazione di pulizia etnica come sostengono i media turchi e occidentali. Le vittime dei massacri sono sunniti di Banias, e i media turchi hanno immediatamente colto l&#8217;occasione per regolare i conti con l&#8217;uomo, un veterano del dissenso marxista turco. Un tempo ciò veniva sfruttato dai siti di estrema destra che hanno trovato nel turco Mihraç Ural l&#8217;ideale nemico alawita filo-governativo e comunista. La tesi del coinvolgimento di Mihraç Ural e del suo gruppo armato, tuttavia, non cammina per diversi motivi. In primo luogo, in quanto attivista dalla lunga esperienza nella sinistra turca, Mihraç Ural non ha né il profilo né il discorso o la pratica dello stragista. La sua lotta è patriottica e internazionalista. Mihraç Ural proviene dalla Sinistra rivoluzionaria turca, un movimento politico che, nonostante i suoi molti errori, non ha mai praticato il terrorismo che prende deliberatamente di mira i civili. Prima di mobilitarsi nella guerra dei siriani contro i gruppi jihadisti che infiltravano il confine, Mihraç Ural ha diretto un gruppo scissionista del Partito-Fronte di liberazione popolare di Turchia (THKP-C), chiamato i Soccorritori (<em>Acilciler</em>).<br />
Il THKP-C è un&#8217;organizzazione politico-militare nata alla fine degli anni &#8217;60 sulla scia delle rivolte di studenti e lavoratori che scossero la Turchia. Il colpo di stato militare del 12 marzo 1971 e la caccia all&#8217;uomo che ne seguì e infine l&#8217;assassinio dei massimi leader del THKP-C nel Paese, a Kizildere nel 1972, assieme al fondatore Mahir Cayan, infersero un duro colpo al movimento. Dal 1974, decine di migliaia di giovani presero la fiaccola della lotta rivoluzionaria contro il fascismo e si proclamarono eredi del THKP-C. Tra i movimenti che si sono succeduti al THKP-C, i più famosi sono la Via rivoluzionaria (come <em>Devrimci Yol</em>) e la Sinistra rivoluzionaria (come <em>Devrimci Sol</em>), da cui nacque l&#8217;attuale potente movimento chiamato DHKP-C (Partito Rivoluzionario-Fronte di Liberazione del Popolo). Oltre a <em>Dev-Yol</em> e <em>Dev-Sol,</em> una miriade di piccoli gruppi come <em>Dev-Savas</em> (Guerra rivoluzionaria), <em>Halkin Devrimci Öncüleri</em> (Avanguardia rivoluzionaria del popolo) e <em>Acilciler</em> (i Soccorritori) nacquero in Turchia. Oggi, di tutti questi gruppi nati dal THKP-C, solo il DHKP-C è sopravvissuto. Ma verso la fine degli anni &#8217;70, questi movimenti erano attivi e impegnati nella resistenza armata contro il regime turco e contro le milizie fasciste addestrate dalla CIA e comunemente chiamate Lupi grigi.<br />
Mihraç Ural è stato il fondatore della fazione marxista-leninista conosciuta come &#8220;I Soccorritori.&#8221; Alawita di Antiochia, le sue origini arabe lo portarono a studiare la storia della città e del Sangiaccato di Alessandretta (Hatay in turco), la provincia di cui è capoluogo. Pur sostenendo il comunismo, i Soccorritori divennero gradualmente un&#8217;organizzazione in lotta per la liberazione della provincia di Hatay dall&#8217;occupazione turca e la sua annessione alla Siria. Mihraç Ural fu arrestato poco prima del colpo di stato militare del 12 settembre 1980, che pose fine alla guerra civile tra le forze di sinistra e di destra. Dopo la fuga dal carcere di Adana, andò in esilio in Siria e avendo origine siriana, ottenne la cittadinanza siriana. Da 32 anni, Mihraç Ural pertanto vive nel Paese di Assad.<br />
Rapidamente emarginati dall&#8217;arena politica turca, i leader dei &#8220;Soccorritori&#8221; cercarono d&#8217;infonderle nuova vita in Siria. Il regime di Damasco gli diede un campo di addestramento nella valle della Beqaa in Libano, accanto ai campi della sinistra rivoluzionaria turca come il Devrimçi Sol e il Partito dei lavoratori curdi, il PKK. Ma l&#8217;esilio ebbe rapidamente ragione della combattività del  gruppo di Mihraç Ural. In Turchia, i Soccorritori non ebbero che una manciata di sostenitori arabi nella città di Antiochia. Isolato, Mihraç Ural infine quasi sciolse il movimento e divenne scrittore e giornalista impegnato, ma relativamente indipendente. Dall&#8217;esilio siriano, ha pubblicato regolarmente articoli sulla politica interna turca, la geopolitica nel mondo arabo, la questione curda e il PKK, organizzazione con la quale ha mantenuto buoni rapporti, la questione della minoranza turca degli alawiti e la storia della questione di Hatay. Quando la primavera siriana esplose, come la maggior parte degli attivisti della sinistra turca, ha accusato i ribelli di essere mercenari al soldo delle potenze imperialiste e dichiarò la sua lotta in sostegno della Siria &#8220;laica e progressista&#8221;.<br />
Nel 2012, Ural Mihraç creò nella regione di Idlib il <em>Muqawama Suriy</em> (Resistenza siriana), un&#8217;organizzazione patriottica per la protezione dei civili di carattere multietnico. Mihraç Ural e i combattenti provenienti principalmente da famiglie arabe transfrontaliere si diedero alla macchia  nelle aree forestali di Latakia, lungo il confine turco-siriano sul lato del Kassab, per evitare che i mercenari salafiti s&#8217;infiltrassero in Siria. L&#8217;organizzazione ha beneficiato fin dall&#8217;inizio di una relativa autonomia politica e militare. A differenza di altri comitati popolari e delle forze di difesa nazionale che supportano l&#8217;esercito arabo siriano nella sua &#8220;guerra contro il terrorismo&#8221;, il <em>Muqawama Suriy</em> ha la sua bandiera con la stella rossa e difende il suo progetto politico chiaramente socialista. Nelle parate militari, il <em>Muqawama Suriy</em> espone il ritratto di Che Guevara. Mihraç Ural è anche da molto tempo critico verso il socialismo in Siria. Ritiene che l&#8217;ideologia baathista sia obsoleta e non soddisfi gli interessi di ampi segmenti della popolazione siriana.<br />
Se il bilancio del suo impegno politico può essere sconcertante, un attivista del suo calibro non si sporcherebbe mai le mani con un omicidio senza senso. La sinistra radicale &#8220;turca&#8221; è totalmente estranea a tali pratiche. La sua ragione d&#8217;essere è la stessa brutalità dello Stato turco. Abbiamo contattato telefonicamente Mihraç Ural per avere il suo parere in merito alle accuse che lo descrivono come un genocida anti-sunnita. Il minimo che possiamo dire è che Ural è schifato dall&#8221;odiosa campagna diffamatoria.&#8221; Conta anche d&#8217;inviare un video polemico che proverebbe che i suoi propositi sono stati deviati maliziosamente. Afferma che non era a Banias al momento delle stragi che attribuisce ai terroristi wahabiti e che il video polemico è stato ripreso durante il funerale di Ali Khalil, un militante lealista ucciso nella battaglia di Khirbet Sulas. Mihraç Ural ha detto che i terroristi wahabiti hanno cominciato uccidendo la famiglia dello sceicco Omar Bayassi, imam della moschea di Bayda, con la moglie e il figlio (vedi <a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=600488736629505" target="_blank">link di <em>facebook</em> </a>) e poi hanno trasformato la moschea in una base salafita mutando la natura dell&#8217;appello alla preghiera. Ha aggiunto che di fronte alle loro ripetute schiaccianti sconfitte, i terroristi hanno deciso d&#8217;incendiare la regione di Banyas, un&#8217;operazione denominata &#8220;Vulcano della Costa&#8221; dallo sceicco salafita quwaitiano Naif Hajjaj al-Ajami, <a href="http://www.memritv.org/clip/en/3221.htm" target="_blank">noto per i suoi sermoni razzisti</a>. Anche secondo loro, i massacri di Banias sono opera dei gruppi armati salafiti che volevano vendicare il rifiuto di alcuni uomini di prendere le armi al loro fianco.<br />
Mihraç Ural insiste sui principi morali che caratterizzano l&#8217;organizzazione: &#8220;<em>Il nostro codice di comportamento implica che mai attaccheremo un disarmato, di non fare del male a donne, bambini e anziani, per cui invece lottiamo proteggendoli</em>&#8220;, ha concluso. Gli oppositori anti-baathisti Ahmad Ibrahim e soprattutto il blogger Ahmad Abu al-Qair, nativi di Banias, dicono anche che Mihraç Ural, soprannominato &#8220;<em>al-Kayyal</em>&#8220;, <a href="http://www.arabi-press.com/index.php?page=article&amp;id=71110" target="_blank">non ha nulla a che fare con la strage di Banias</a>. Ahmad Ibrahim Abu al-Qair indica le responsabilità dei gruppi terroristici sconfitti su tutti i fronti e denuncia l&#8217;assalto agli sbarramenti militari nelle zone costiere, <a href="http://www.arabi-press.com/index.php?page=article&amp;id=70772" target="_blank">rimaste relativamente intoccate dalle violenze</a>. I dissidenti siriani accusano anche Ibrahim Yasa, un attivista razzista turco e direttore di un sito anti-sciita, di aver diffuso la menzogna sulle responsabilità di Mihraç Ural nei massacri di Banias. Il sito del militante turco anti-sciita e filo-ribelle è <em>Irantehlikesi.com</em> (che significa &#8220;<em>Il pericolo dell&#8217;Iran</em>&#8220;).<br />
Per ora, non sappiamo chi sono gli autori delle stragi di Banias, ma i primi elementi dell&#8217;indagine tendono a discolpare Mihraç Ural e il suo gruppo armato. In nome della giustizia e di tutti gli innocenti massacrati a Banias, continueremo la nostra ricerca per fare luce su questa nuova pagina oscura della guerra in Siria.</p>
<p>Bahar Kimyongür è autore di <em><a href="http://www.michelcollon.info/spip.php?page=produit&amp;ref=SYR&amp;id_rubrique_thelia=" target="_blank">Syriana, la conquista continua</a></em>.</p>
<p>Traduzione di Alessandro Lattanzio &#8211; <em><a href="http://sitoaurora.altervista.org/home.htm" target="_blank">SitoAurora</a></em></p>
<br />Archiviato in:<a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/covert-operation/'>Covert Operation</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/imperialismo/'>Imperialismo</a> Tagged: <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/al-qaeda/'>Al-Qaeda</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/anticolonialismo/'>anticolonialismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/antimperialismo/'>antimperialismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/antiterrorismo/'>antiterrorismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/arabia-saudita/'>Arabia Saudita</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/baath/'>Baath</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/banias/'>Banias</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/black-operation/'>black operation</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/colonialismo/'>colonialismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/covert-operation-2/'>covert operation</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/covert-operations/'>Covert Operations</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/devrimci-yol/'>Devrimci Yol</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/estremismo/'>estremismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/false-flag/'>False flag</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/hatay/'>Hatay</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/imperialismo/'>Imperialismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/infiltrazioni/'>infiltrazioni</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/intelligence/'>intelligence</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/invasione/'>invasione</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/khirbet-soulas/'>Khirbet Soulas</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/latakia/'>Latakia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/marxismo/'>Marxismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/marxismo-leninismo/'>marxismo-leninismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/mashreq/'>Mashreq</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/mass-media/'>mass media</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/partito-marxista/'>partito marxista</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/propaganda/'>Propaganda</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/resistenza/'>resistenza</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/rivoluzione-colorata/'>rivoluzione colorata</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/salafismo/'>salafismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/servizi-segreti/'>servizi segreti</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/sinistra-turca/'>sinistra turca</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/siria/'>Siria</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/socialismo/'>socialismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/stragismo/'>stragismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/terrorismo/'>terrorismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/turchia/'>Turchia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/turkey/'>Turkey</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/ural-mihrac/'>Ural Mihraç</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/wahhabismo/'>wahhabismo</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/aurorasito.wordpress.com/3796/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/aurorasito.wordpress.com/3796/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3796&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il &#8216;Pivot&#8217; asiatico degli USA passa per la Malesia</title>
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		<pubDate>Sun, 12 May 2013 20:07:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Tony Cartalucci, Land Destroyer 8 maggio 2013 Le ambizioni egemoniche in Asia di Wall Street e Londra, centrate sull&#8217;installazione di regimi fantoccio in tutto il Sud-Est asiatico e sull&#8217;utilizzo del blocco sovranazionale ASEAN per circondare e contenere la Cina, hanno subito un duro colpo questa settimana, quando l&#8217;opposizione filo-occidentale, del partito del leader malese Anwar [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3788&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"> Tony Cartalucci, <em><a href="http://landdestroyer.blogspot.it/2013/05/us-pivot-toward-asia-trips-in-malaysia.html" target="_blank">Land Destroyer</a></em> 8 maggio 2013</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/malaysia.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-3789" alt="malaysia" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/malaysia.gif?w=630"   /></a>Le ambizioni egemoniche in Asia di Wall Street e Londra, centrate sull&#8217;installazione di regimi fantoccio in tutto il Sud-Est asiatico e sull&#8217;utilizzo del blocco sovranazionale ASEAN per circondare e contenere la Cina, hanno subito un duro colpo questa settimana, quando l&#8217;opposizione filo-occidentale, del partito del leader malese Anwar Ibrahim, ha perso nelle elezioni generali. Mentre il partito di opposizione di Anwar Ibrahim, il <em>Pakatan Rakyat</em> (PR) o &#8220;Alleanza del Popolo&#8221;, ha tentato di sfruttare una piattaforma anti-corruzione per la sua campagna, che invece assomigliava ai tentativi ispirati dall&#8217;occidente di sovvertire politicamente i governi in tutto il mondo, tra cui recentemente in Venezuela e in Russia nel 2012.<br />
Proprio come in Russia dove la cosiddetta agenzia di monitoraggio delle elezioni &#8220;indipendente&#8221; GOLOS, si rivelò essere completamente finanziata dal dipartimento di Stato degli Stati Uniti attraverso il <em>National Endowment for Democracy</em> (NED), il cosiddetto centro di monitoraggio elettorale della Malesia, il <em>Merdeka Centre for Opinion Research</em>, è parimenti finanziato direttamente dagli Stati Uniti attraverso il NED. Nonostante ciò i media occidentali, nel perseguimento della promozione dell&#8217;Alleanza popolare filo-occidentale, hanno ripetutamente presentato il Merdeka come &#8220;indipendente&#8221;. La BBC nel suo articolo, &#8220;<em>Le elezioni in Malaysia vedono il record di affluenza alle urne</em>&#8220;, delinea le ben collaudate grida sulle &#8220;elezioni rubate&#8221; utilizzate dall&#8217;occidente per minare la legittimità delle elezioni dove teme che i suoi candidati  possano perdere, citando il Centro <em>Merdeka</em> finanziato dagli USA, nei tentativi per sostenere queste affermazioni. Il finanziamento estero e la scarsa obiettività non sono mai menzionate:<br />
“<em>Le accuse di frode elettorale sono spuntate prima delle elezioni. Alcuni di quelli che hanno già votato, hanno detto alla BBC News che l&#8217;inchiostro indelebile, che dovrebbe durare per giorni, viene facilmente lavato via. L&#8217;inchiostro indelebile può essere lavato via facilmente, solo con l&#8217;acqua, in pochi secondi&#8221;, un elettore, Lo, ha detto alla BBC News da Skudai. Un altro elettore ha scritto: &#8220;Ho votato e sono stato contrassegnato con &#8220;inchiostro indelebile&#8221; alle 10:00, e alle 12:00 l&#8217;inchiostro era già scomparso. Se fossi anche registrato sotto un altro nome e numero ID in una circoscrizione vicina, sarei in grado di votare di nuovo prima delle 17:00!</em>&#8221; <em>L&#8217;opposizione ha accusato il governo di finanziare i voli dei supporter negli Stati chiave, cosa che il governo nega. Il sondaggista indipendente Merdeka Center ha ricevuto rapporti non confermati da cittadini stranieri di aver ricevuto gli ID e il permesso di votare</em>.”<br />
Tuttavia, un organismo di controllo elettorale finanziato da un governo straniero, che cerca apertamente di rimuovere l&#8217;attuale partito di governo in Malesia, a favore del vecchio servo di <em>Wall Street</em>, Anwar Ibrahim, certamente non é più &#8220;indipendente&#8221;. I legami tra l&#8217;&#8221;Alleanza del Popolo&#8221; di Anwar Ibrahim e il dipartimento di Stato degli Stati Uniti non si esauriscono con il <em>Merdeka</em> Center, ma continuano nel movimento di piazza dell&#8217;opposizione <em>Bersih</em>. Affermando di lottare per elezioni &#8220;pulite e giuste&#8221;, Bersih in realtà è un veicolo progettato per mobilitare le proteste di piazza in nome del partito d&#8217;opposizione di Anwar. La presunta leader di <em>Bersih,</em> Ambiga Sreenevasan, ha lei stessa ammesso che la sua organizzazione ha ricevuto denaro direttamente dagli Stati Uniti attraverso il <em>National Endowment for Democracy</em>, il <em>National Democratic Institute</em> (NDI) e l&#8217;<em>Open Society</em> del criminale riconosciuto George Soros.<br />
Il <em>Malaysian Insider</em> ha riferito, il 27 giugno 2011, che il capo del <em>Bersih,</em> Ambiga Sreenevassan, <em>&#8220;…ha ammesso di ricevere soldi da due organizzazioni statunitensi, il National Democratic Institute (NDI) e l&#8217;Open Society Institute (OSI), per altri progetti, che ha sottolineato non erano collegati alla marcia del 9 luglio</em>&#8220;. Una visita al sito dell&#8217;NDI ha rivelato, infatti, che il finanziamento e l&#8217;addestramento erano forniti dall&#8217;organizzazione statunitense NDI, che quindi ha preso nota delle informazioni e le ha sostituite con una versione più benigna e interamente purgata da qualsiasi menzione del Bersih. Per le innocue affermazioni di Ambiga sui finanziamenti, l&#8217;NDI si è precipitato a nascondere i possibili legami con la sua organizzazione, suggerendo così che qualcosa di molto più sinistro è in gioco.<br />
Il sostanziale e attentamente occultato supporto che l&#8217;occidente ha prestato ad Anwar, non dovrebbe essere una sorpresa per coloro che hanno familiarità con le vicende di Anwar. Quando Anwar Ibrahim era presidente del Comitato per lo Sviluppo della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale (FMI) nel 1998, ha ricoperto incarichi di docenza presso la Scuola di studi internazionali avanzati della <em>Johns Hopkins University</em>, è stato consulente per la Banca Mondiale, e  consulente del <em>&#8216;Democracy Award</em>&#8216; della filo-neocon <em>National Endowment for Democracy</em>, e partecipe ad una cerimonia di donazione della NED, la stessa organizzazione degli Stati Uniti che finanzia e sostiene Bersih e la cosiddetta agenzia &#8220;indipendente&#8221; di monitoraggio delle elezioni <em>Merdeka,</em> dipingendo il quadro di un&#8217;opposizione in corsa per le elezioni in Malesia non per il popolo malese, ma chiaramente per gli interessi finanziari aziendali di Wall Street e Londra.<br />
In realtà, la leadership del <em>Bersih,</em> assieme ad Anwar e alla miriade di loro sponsor stranieri, cercano di galvanizzare le reali rimostranze del popolo malese e di sfruttarle per andare al potere. Mentre molti possono essere tentati di suggerire che le &#8220;elezioni pulite e giuste&#8221; sono veramente gli obiettivi del <em>Bersih</em> e di Anwar, e che i finanziamenti degli Stati Uniti tramite l&#8217;NDI, la NED e l&#8217;<em>Open Society</em> del criminale bankster miliardario George Soros sono del tutto innocui, un esame approfondito di queste organizzazioni, di come funzionano e della loro dichiarata agenda, rivela la rupe proverbiale verso cui Anwar e Bersih trascinano i loro seguaci e la Malesia. Mentre il <em>Bersih </em>mobiliterà prevedibilmente le piazze per conto del partito di opposizione di Anwar, a seguito del suo completo fallimento delle elezioni generali della Malesia del 2013, è importante per i malesi capire la vera natura delle organizzazioni occidentali che finanziano i tentativi di indebolire politicamente il partito al governo e di dividere i malesi, mettendoli l&#8217;uno contro l&#8217;altro; e il reale motivo per cui ciò viene fatto, nel più ampio ambito egemonico degli Stati Uniti in Asia.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>I sostenitori di Anwar e del Bersih del dipartimento di Stato degli USA</strong><br />
Il NED e il NDI del dipartimento di Stato degli Stati Uniti, sono certamente dei promotori non benevoli della democrazia e della libertà. Un rapido sguardo al consiglio di amministrazione del NED rivela un milieu di fascio-aziendalisti e di guerrafondai:<br />
• William Galston: <em>Brookings Institution</em> (<a href="http://www.scribd.com/doc/121406132/2010-Brookings-Institution-Annual-Report" target="_blank">Il consiglio di fondazione può essere trovato a pagina 35</a>).<br />
• Moises Naim: <em>Carnegie Endowment for International Peace</em> (<a href="http://carnegieendowment.org/about/development/index.cfm?fa=funders" target="_blank">finanziamenti aziendali</a>).<br />
• Robert Miller: avvocato aziendale.<br />
• Larry Liebenow: Camera di Commercio degli Stati Uniti (importante sostenitore di SOPA, ACTA, e CISPA), Centro Internazionale per l&#8217;Impresa Privata (CIPE).<br />
• Anne-Marie Slaughter: Dipartimento di Stato USA, <em>Council on Foreign Relations</em> (<a href="http://www.cfr.org/about/corporate/roster.html" target="_blank">membri aziendali</a>), direttrice di <em>Citigroup,</em> <em>McDonald Corporation</em> e <em>Political Strategies Advisory Group</em>.<br />
• Richard Gephardt: rappresentante degli Stati Uniti, lobbista di <em>Boeing, Goldman Sachs, Visa, Ameren Corp</em> e <em>Waste Management Inc</em>., lobbista, consulente aziendale, consulente e ora direttore di <em>Ford Motor Company</em>, sostenitore dell&#8217;invasione militare e dell&#8217;occupazione dell&#8217;Iraq nel 2003.<br />
• Marilyn Carlson Nelson: CEO di <em>Carlson,</em> direttrice della <em>Exxon Mobil</em>.<br />
• Stephen Sestanovich: Dipartimento di Stato USA, <em>Carnegie Endowment for International Peace</em>, CFR.<br />
• Judy Shelton: direttrice di <em>Hilton Hotels Corporation</em> e <em>Atlantic Coast Airlines</em>.<br />
• Francis Fukuyama: neocon guerrafondaio, sostenitore pro-egemonico del PNAC.<br />
• Zalmay Khalilzad: neocon guerrafondaio, sostenitore pro-egemonico del PNAC<br />
• Will Marshall: neocon guerrafondaio, sostenitore pro-egemonico del PNAC<br />
• Vin Weber: neocon guerrafondaio, sostenitore pro-egemonico del PNAC<br />
Possono <em>Boeing, Goldman Sachs</em>, <em>Exxon,</em> la SOPA, ACTA, CISPA, sponsor della Camera di Commercio degli Stati Uniti e degli istituti guerrafondai neocon, curarsi di promuovere la democrazia in Malesia? O espandono i loro interessi corporativi-finanziari in Asia con il pretesto di promuovere la democrazia? Chiaramente è quest&#8217;ultima. Il NDI, da cui il capo del <em>Bersih</em> Ambiga Sreenevasan ammette ricevere fondi per la sua organizzazione, è parimenti presieduto da una collezione sgradevole di interessi fascisti aziendali.<br />
Alcuni membri scelti includono:<br />
• Robin Carnahan: formalmente della <em>Export-Import Bank</em> degli Stati Uniti, dove &#8220;<em>ha esplorato le soluzioni innovative per aiutare le aziende statunitensi ad incrementare le vendita di beni e servizi all&#8217;estero</em>&#8220;. L&#8217;ingerenza del NDI nelle nazioni straniere, in particolare in occasione delle elezioni, per conto dei candidati filo-occidentali che favoriscono il libero scambio, e i precedenti legami della Carnahan con una banca che ha cercato di ampliare gli interessi aziendali all&#8217;estero, costituiscono un allarmante conflitto di interessi.<br />
• Richard Blum: banchiere d&#8217;investimento della <em>Blum Capital</em>, <em>CB Richard Ellis</em>. Impegnato nell&#8217;affarismo bellico assieme ai neocon del<em> Carlyle Group</em>, quando le azioni di entrambi furono acquistati dalla EG&amp;G, cui in seguito venne assegnato un contratto da 600.000.000 di dollari dai militari, durante le prime fasi dell&#8217;invasione dell&#8217;Iraq.<br />
• Bernard W. Aronson: fondatore di ACON Investments, in precedenza era consigliere della <em>Goldman Sachs</em> e faceva parte dei consigli di amministrazione di <em>Fifth &amp; Pacific Companies, Royal Caribbean International, Hyatt Hotels Corporation, Chroma Oil &amp; Gas </em>e<em> Northern Tier Energ</em>y. Aronson è anche membro del <em>Council on Foreign Relations</em> (CFR), che a sua volta rappresenta gli interessi collettivi di alcune delle più grandi aziende sulla Terra.<br />
• Sam Gejdenson: il profilo del NDI pretende che Gejdenson sia &#8220;responsabile&#8221; della <em>Sam Gejdenson International</em> che proclama dal suo sito web il &#8220;<em>Commercio Senza Frontiere</em>&#8220;, o in altre parole, il monopolo del grande business tramite il libero scambio. Nel suo profilo autobiografico, afferma di aver promosso le esportazioni degli Stati Uniti come democratico della Commissione per le relazioni internazionali della Camera. Ecco un altro caso di conflitto di interessi tra l&#8217;ingerenza del NDI in politica estera e i membri del consiglio precedentemente coinvolti nella &#8220;<em>promozione delle esportazioni statunitensi</em>.&#8221;<br />
• Nancy H. Rubin: membro del CFR.<br />
• Vali Nasr: membro del CFR e senior fellow presso il grande petroliere e banchiere <em>Belfer Centre</em> di Harvard.<br />
• Rich Verma: partner della <em>Steptoe &amp; Johnson LLP</em> di Washington, uno studio legale internazionale aziendale e governativo che rappresenta per Verma una moltitudine di conflitti d&#8217;interessi e di potenziali improprietà. <em>Setptoe &amp; Johnson</em> è attivo in molte delle nazioni in cui il NDI opera, aprendo la porta alla manipolazione di entrambe le parti per favorire l&#8217;altra.<br />
• Lynda Thomas: investitrice privata, formalmente senior manager/CPA presso <em>Deloitte Haskins &amp; Sells</em> di New York, e della <em>Coopers &amp; Lybrand Deloitte</em> di Londra. Tra i suoi clienti vi erano le banche internazionali.<br />
• Maurice Tempelsman: presidente del Consiglio di Amministrazione di <em>Lazare Kaplan International Inc</em>., la più grande azienda per il &#8220;taglio ideale&#8221; dei diamanti negli Stati Uniti. Inoltre,  senior partner di<em> Leon Tempelsman &amp; Son</em>, coinvolto nel settore minerario, negli investimenti e nello sviluppo del business e del commercio di minerali in Europa, Russia, Africa, America Latina, Canada e Asia. Ancora un altro immenso potenziale di interessi in conflitto, dove Tempelsman trae profitto direttamente, finanziariamente e politicamente, manipolando i governi stranieri attraverso il NDI.<br />
• Elaine K. Shocas: presidente della <em>Madeleine Albright, Inc.</em>, una società di investimento privata. Era a capo del personale al dipartimento di Stato degli USA e della missione degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, durante il mandato di Madeleine Albright, Segretaria di Stato e ambasciatrice alle Nazioni Unite, illustra la particolarmente vertiginosa &#8220;porta girevole&#8221; tra il governo e le grandi imprese.<br />
• Madeleine K. Albright: cattedra alla <em>Albright Group Stonebridge</em> e presidente dell&#8217;<em>Albright Capital Management LLC</em>, una società di consulenza di investimenti, direttamente affiliata al membro del consiglio del NDI Elaine Shocas, rappresenta la relazione incestuosa affari/governo con evidenti conflitti d&#8217;interesse. Infame la dichiarazione della Albright sulle sanzioni contro l&#8217;Iraq che  portarono direttamente alla morte per fame di mezzo milione di bambini: &#8220;<em>ne è valsa la pena</em>&#8220;.<br />
Il malese medio, che potrebbe essere privato dell&#8217;attuale governo, non può assolutamente credere che queste persone finanzino e puntellino delle ONG chiaramente in malafede, sostenendo  direttamente il compromesso Anwar Ibrahim nell&#8217;interesse della Malesia.<br />
La conclusione, per gli Stati Uniti, di un governo dell&#8217;Alleanza popolare di Anwar Ibrahim sarebbe una Malesia che capitola agli Stati Uniti sia sul regime di libero scambio che sulla politica estera. Nel caso della Malesia, ciò lascerà che l&#8217;ampia indipendenza economica raggiunta sfuggendo al dominio britannico, venga distrutta, mentre le risorse della nazione verrebbero sottratte allo sviluppo interno e utilizzate per fungere da ascaro nello scontro con la Cina, così come è già accaduto per Corea, Giappone e Filippine.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Usare l&#8217;ASEAN per rappattumare i regimi fantoccio nella lotta contro la Cina</strong><br />
L&#8217;idea che obiettivo degli Stati Uniti sia utilizzare la Malesia e altri Paesi del Sudest asiatico contro la Cina, non è solo una speculazione. E&#8217; il fondamento di una cospirazione documentata risalente al 1997, e ribadita recentemente dalla segretaria di Stato statunitense Hillary Clinton, nel 2011. Nel 1997, lo scribacchino Robert Kagan del <em>Brookings Institution</em> finanziato da <em>Fortune 500</em> (pagina 19)  scrisse: &#8220;<em>Ciò che la Cina sa che noi non sappiamo: il caso di una nuova strategia di contenimento</em>&#8220;, che enunciava che la politica di Wall Street e Londra erano già in via di attuazione anche allora, anche se in modo alquanto nebuloso. Nel suo saggio, Kagan afferma letteralmente: “<em>L&#8217;attuale ordine mondiale risponde alle esigenze degli Stati Uniti e dei loro alleati, che l&#8217;hanno costruito. Ed è poco adatto alle esigenze di una dittatura cinese che cerca di mantenere il potere interno e di aumentare la sua influenza all&#8217;estero. I leader cinesi sentono i vincoli su di loro e si preoccupano di dover cambiare le regole del sistema internazionale, prima che il sistema internazionale li cambi</em>”. Qui Kagan ammette apertamente che &#8220;l&#8217;ordine mondiale&#8221;, o l&#8217;&#8221;ordine internazionale&#8221;, è semplicemente gestito dall&#8217;egemonia globale statunitense, dettata da interessi statunitensi. Questi interessi, dovrebbe essere tenuto in mente, non sono quelli del popolo statunitense ma sono gli immensi interessi corporativi-finanzieri dell&#8217;establishment anglo-statunitense. Kagan continua: “<em>In verità, il dibattito sul fatto se si debba o meno contenere la Cina è un po&#8217; sciocco. Stiamo già contenendo la Cina, non sempre consapevolmente e non del tutto correttamente, ma abbastanza per infastidire i leader cinesi e ostacolarne le ambizioni. Quando i cinesi utilizzarono le manovre militari e i test dei missili balistici, nel marzo scorso, per intimidire gli elettori di Taiwan, gli Stati Uniti risposero inviando la Settima Flotta. Con questa dimostrazione di forza, gli Stati Uniti dimostrarono a Taiwan, Giappone e al resto dei nostri alleati asiatici, che il nostro ruolo come difensore nella regione non era diminuito tanto quanto si sarebbe temuto. Così, in risposta ad una singola dimostrazione di forza cinese, i legami del contenimento divennero visibili e serrati. La nuova Cina insiste sul fatto che gli Stati Uniti hanno bisogno di spiegare ai cinesi che il loro obiettivo è semplice, come scrive [Robert] Zoellick, evitare &#8220;il dominio dell&#8217;Asia orientale di una potenza o un gruppo di potenze ostili agli Stati Uniti.&#8221; I nostri accordi con Giappone, Corea del Sud, Filippine, Thailandia e Australia, e le nostre forze navali e militari nella regione, mirano solo alla stabilità regionale, non all&#8217;accerchiamento aggressivo. Ma i cinesi capiscono gli interessi degli Stati Uniti benissimo, forse meglio di noi. Mentre accolgono la presenza degli Stati Uniti come un controllo sul Giappone, la nazione che temono di più, si può vedere chiaramente che gli sforzi militari e diplomatici statunitensi nella regione limitano gravemente la loro capacità di diventare la potenza egemone regionale. Secondo Thomas J. Christensen, che ha trascorso diversi mesi intervistando gli analisti militari e civili del governo cinese, i leader cinesi temono che &#8220;giochino a Gulliver con i lillipuziani del Sud-Est asiatico, con gli Stati Uniti che forniscono la corda e la posta in gioco</em>.&#8221; <em>In effetti, gli Stati Uniti bloccano le ambizioni cinesi semplicemente sostenendo quello che ci piace chiamare &#8220;norme internazionali&#8221; di comportamento. Christensen fa notare che i pensatori strategici cinesi considerano le &#8220;denunce delle violazioni delle norme internazionali della Cina&#8221; componente di &#8220;una strategia integrata occidentale, guidata da Washington, per evitare che la Cina diventi una grande potenza</em>&#8220;.&#8221;<br />
Ciò di cui Kagan parla è mantenere la supremazia statunitense in tutta l&#8217;Asia e produrre una strategia della tensione per dividere e limitare il potere di ogni singolo giocatore verso l&#8217;egemonia di Wall Street e Londra. Kagan continua: “<em>I cambiamenti nel comportamento esterno e interno dell&#8217;Unione Sovietica, alla fine degli anni &#8217;80, hanno provocato almeno in parte, una strategia statunitense che potrebbe essere definita “integrazione attraverso il contenimento e pressione per il cambiamento”. Tale strategia deve essere applicata in Cina oggi. Finché la Cina mantiene la sua forma attuale di governo, non può essere pacificamente integrata nell&#8217;ordine internazionale. Per i leader attuali della Cina, è troppo rischioso giocare secondo le nostre regole, ma la nostra mancanza di volontà d&#8217;imporgli di giocare con le nostre regole è troppo rischioso per la salute dell&#8217;ordine internazionale. Gli Stati Uniti non possono né devono essere disposti a sconvolgere l&#8217;ordine internazionale nella convinzione errata, che un accordo è il modo migliore per evitare un confronto con la Cina. Dovremmo tenere la linea, invece, e lavorare per il cambiamento politico a Pechino. Ciò significa rafforzare le nostre capacità militari nella regione, migliorando i nostri legami di sicurezza con amici e alleati, e rendendo chiaro che risponderemo con la forza se necessario, quando la Cina utilizza l&#8217;intimidazione o l&#8217;aggressione militare per realizzare le sue ambizioni regionali; ciò significa anche non commerciare con l&#8217;esercito cinese o fare affari con aziende possedute o gestite dai militari. Significa imporre sanzioni rigide quando scopriamo la Cina impegnarsi nella proliferazione nucleare. Una strategia del contenimento di successo richiederà l&#8217;aumento, e non la diminuzione, delle nostre capacità globali di difesa. Eyre Crowe ha avvertito nel 1907 che &#8220;più si parla della necessità di economizzare sui nostri armamenti, più i tedeschi crederanno saldamente che avremo difficoltà nella lotta e che vinceranno andando avanti.&#8221; Oggi, la percezione del nostro declino militare sta già delineando i calcoli cinesi. Nel 1992, un documento interno del governo cinese affermava che la &#8220;forza degli USA è in relativo declino e che ha limiti su ciò che può fare.&#8221; Questa percezione deve essere dissipata il più rapidamente possibile</em>.”<br />
Il discorso di Kagan sul &#8220;rispondere&#8221; all&#8217;espansione della Cina, chiaramente si manifesta oggi in una serie di crescenti conflitti per procura tra il Giappone e le Filippine sostenuti dagli USA, e in misura minore tra Nord e Sud Corea, e addirittura comincia a mostrarsi in Myanmar. I governi di questi Paesi hanno capitolato agli interessi degli Stati Uniti e al loro desiderio di svolgere il ruolo di procuratori degli statunitensi nella regione, anche a proprie spese; non è una sorpresa. Per espandere ciò, però, gli Stati Uniti prevedono una piena integrazione del Sud-Est asiatico con l&#8217;installazione di regimi fantocci e, quindi, usare le loro risorse e i loro popoli contro la Cina. Nel 2011, l&#8217;allora segretaria di Stato Hillary Clinton svelò la copertura della cospirazione di Kagan del 1997. Pubblicò sulla rivista Foreign Policy un pezzo intitolato &#8220;<em>Il secolo del Pacifico dell&#8217;America</em>&#8221; dove afferma esplicitamente: “<em>Nei prossimi 10 anni, dobbiamo essere intelligenti e sistematici su dove investire tempo ed energie, in modo che ci mettiamo nella posizione migliore per sostenere la nostra leadership, proteggere i nostri interessi e far avanzare i nostri valori. Uno dei compiti più importanti del governo americano, nel prossimo decennio, sarà impegnarsi nella sostanziale avanzata degli investimenti &#8211; diplomatici, economici, strategici e altrove &#8211; nella regione Asia-Pacifico</em>”.<br />
&#8220;<em>Sostenere la nostra leadership</em>&#8220;, &#8220;<em>proteggere i nostri interess</em>i&#8221; e &#8220;<em>far avanzare i nostri valori</em>&#8220;, sono chiaramente affermazioni egemoniche, e indicano l&#8217;obiettivo degli Stati Uniti di un &#8220;<em>sostanziale aumento degli investimenti</em>&#8220;, tra cui l&#8217;acquisto di ONG e partiti di opposizione in Malaysia, utili  direttamente alla leadership, agli interessi e ai &#8220;valori&#8221; degli Stati Uniti, non all&#8217;interno dei confini degli Stati Uniti, ma al di fuori di essi, soprattutto in Asia.<br />
Clinton continua: “<em>In un momento in cui nella regione si costruisce una più matura architettura economica promuovendo stabilità e prosperità, l&#8217;impegno degli Stati Uniti è essenziale. Contribuirà a costruire l&#8217;architettura e a pagare i dividendi della continua leadership americana per tutto il secolo, proprio come il nostro impegno post-bellico per la costruzione di una rete globale duratura di istituzioni e relazioni transatlantiche ci ha ripagato molte volte, e continua a farlo</em>.” L&#8217;&#8221;architettura&#8221; sovranazionale è il blocco ASEAN, e di nuovo Clinton conferma che l&#8217;impegno degli Stati Uniti in questo processo è volto non a sollevare l&#8217;Asia, ma a mantenere la propria egemonia in tutta la regione, e in tutto il mondo. Clinton poi ammette apertamente che gli Stati Uniti cercano di sfruttare la crescita economica in Asia: “<em>Sfruttare la crescita e il dinamismo in Asia è centrale per gli interessi economici e strategici americani e una priorità chiave per il presidente Obama. L&#8217;apertura dei mercati in Asia fornisce agli Stati Uniti un&#8217;opportunità senza precedenti per gli investimenti, il commercio e l&#8217;accesso a una tecnologia all&#8217;avanguardia. La nostra ripresa economica interna dipenderà dalle esportazioni e dalla capacità delle imprese americane di sfruttare la vasta e crescente base consumatrice in Asia</em>.”<br />
Naturalmente, lo scopo di un&#8217;economia è soddisfare le esigenze di coloro che vivono al suo interno. L&#8217;economia asiatica pertanto dovrebbe soddisfare le esigenze e gli interessi degli asiatici, non un impero egemonico sull&#8217;altro lato del Pacifico. L&#8217;articolo di Clinton potrebbe facilmente riprendere la dichiarazione del re d&#8217;Inghilterra Giorgio e le sue intenzioni di svuotare il Nuovo Mondo. E nessun impero è completo senza stabilire una guarnigione militare permanente in un territorio appena conquistato. Clinton spiega: “<em>Con ciò in mente, il nostro lavoro sarà procedere lungo sei linee d&#8217;azione fondamentali: rafforzare le alleanze di sicurezza bilaterali; approfondire i nostri rapporti di collaborazione con le potenze emergenti, tra cui la Cina, impegnarsi con le istituzioni multilaterali regionali, nell&#8217;espansione del commercio e degli investimenti; forgiare una larga presenza militare e promuovere la democrazia e i diritti umani</em>.” Naturalmente, per &#8220;<em>promuovere la democrazia e i diritti umani</em>,&#8221; Clinton indica la continuazione del finanziamento delle pseudo-ONG che sfruttano maliziosamente i diritti umani e la promozione della democrazia per minare politicamente governi presi di mira nel perseguimento dell&#8217;installazione di regimi-fantocci più obbedienti.<br />
Il pezzo è lungo, e mentre molti lettori potrebbero essere tentati dal sorvolare su alcuni dei più brutti  aspetti, apertamente imperiali della dichiarazione di Clinton, la prova delle vere intenzioni degli USA in Asia può essere vista chiaramente oggi, manifestatasi con l&#8217;incoraggiamento intenzionale delle provocazioni tra Corea democratica e Corea del Sud, con l&#8217;ampliarsi del confronto tra la Cina e i delegati degli Stati Uniti, Giappone e Filippine, e con le folle che scendono in piazza in Malesia, nella speranza di rovesciare le elezioni che il candidato degli USA, Anwar Ibrahim, non ha avuto alcuna possibilità di vincere.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Elezioni pulite e giuste?</strong><br />
Mentre il grido di battaglia di Anwar Ibrahim, della sua Alleanza del popolo e del Bersih sono &#8220;elezioni pulite e giuste&#8221;, in realtà, le accuse di frode sono piovute molto prima che le elezioni fossero anche iniziate. Questo non perché il partito d&#8217;opposizione di Anwar avesse le prove di tale frode, ma si trattava d&#8217;impiantarne l&#8217;idea nella mente delle persone, molto prima delle elezioni, e abbastanza profondamente per giustificare la pretesa sulle elezioni rubate, non importa cosa le urne, infine, hanno sentenziato. A un certo punto durante le elezioni, addirittura prima che le schede fossero contate, Anwar Ibrahim ha dichiarato vittoria, una mossa che gli analisti in tutta la regione hanno notato come provocatoria, pericolosa e incredibilmente irresponsabile. Anche in questo caso, non ci poteva essere alcuna prova che Anwar avesse vinto, perché gli scrutini non erano ancora stati contati. E&#8217; stata ancora una volta una mossa destinata a manipolare l&#8217;opinione pubblica e a preparare il terreno per contestare l&#8217;inevitabile sconfitta di Anwar, mandando per le strade le folle e scatenando il caos tipico della rivoluzione colorata sostenuta dall&#8217;occidente.<br />
Bisogna seriamente chiedersi, considerando i sostenitori stranieri di Anwar, le intenzioni dichiarate di quei sostenitori sull&#8217;Asia, e le irresponsabili affermazioni infondate di Anwar, prima, durante e dopo le elezioni, che cosa ci sia di &#8220;pulito e giusto&#8221; in tutto questo? Anwar Ibrahim è una frode, un palese fantoccio degli interessi stranieri. Le sue ONG satellitari, tra cui l&#8217;insidioso movimento Bersih apertamente finanziato da interessi corporativi-finanziari stranieri, e l&#8217;altrettanta insidiosa ONG elettorale Merdeka, che si dipinge come &#8220;indipendente&#8221; nonostante sia finanziata direttamente da un governo straniero, sono anch&#8217;essi delle frodi, trascinando persone in buona fede grazie a un marketing ingannevole, proprio come fanno le aziende di sigarette. E come le aziende di sigarette che vendono ciò che per milioni di persone è essenzialmente una lenta e dolorosa condanna a morte umiliante, che li lascerà in rovina finanziariamente e spiritualmente prima di ucciderli una volta per tutte, l&#8217;opposizione appoggiata dagli USA di Anwar venderà alla Malesia una lenta, dolorosa e umiliante morte. Purtroppo, come con le sigarette, le persone ben intenzionate, ma impressionabili, non comprendono tutti i fatti e invece basano il loro appoggio solo su marketing, espedienti, slogan, e trucchi di una ben oliata macchina politica manipolativa.<br />
Per questa follia, la Malesia potrebbe pagare un prezzo pesante, un giorno, ma Anwar e il suo partito d&#8217;opposizione, oggi, hanno perso le elezioni, e il rivestimento a buon mercato della &#8220;promozione della democrazia&#8221; del pizzo statunitense si sta rapidamente staccando. Per ora, gli USA hanno spostato a metà il perno della propria agenda egemonica verso l&#8217;Asia, con il governo della Malesia che fornisce un modello per le altre nazioni della regione, qualora fossero interessate alla sovranità e al progresso indipendente, non importa quanto imperfetto o lento possano essere.</p>
<p>Traduzione di Alessandro Lattanzio &#8211; <em><a href="http://sitoaurora.altervista.org/home.htm" target="_blank">SitoAurora</a></em></p>
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		<title>Terroristi in Svizzera e Libia</title>
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		<pubDate>Sun, 12 May 2013 10:48:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sitoaurora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aangirfan Claude Covassi è morto all&#8217;età di 42 anni. Secondo quanto riferito: Claude Covassi era una spia del governo svizzero, che agiva da informatore. Ha rivelato che i suoi capi dello spionaggio (SAP) gli ordinarono di organizzare un attentato dinamitardo. Quest&#8217;attentato doveva essere attribuito a Hani Ramadan, direttore del Centro Islamico di Ginevra. Covassi si [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3781&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><em><a href="http://aangirfan.blogspot.it/2013/05/terrorists-in-switzerland-and-libya.html" target="_blank">Aangirfan</a></em></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/arton177493-2de07.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3784" alt="web_covassi 03--469x239" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/arton177493-2de07.jpg?w=300&#038;h=187" width="300" height="187" /></a>Claude Covassi è morto all&#8217;età di 42 anni. Secondo quanto riferito: Claude Covassi era una spia del governo svizzero, che agiva da informatore. Ha rivelato che i suoi capi dello spionaggio (SAP) gli ordinarono di organizzare un attentato dinamitardo. Quest&#8217;attentato doveva essere attribuito a Hani Ramadan, direttore del Centro Islamico di Ginevra. Covassi si rifiutò di organizzare l&#8217;attentato e lasciò il Paese. Covassi infine riuscì ad avviare un&#8217;inchiesta sulla questione da parte di una commissione parlamentare. Alla fine, i membri della Commissione optarono per una soluzione amichevole della questione, evitando in tal modo l&#8217;azione penale per lui e per il SAP. Successivamente Claude Covassi lavorò per una società di sicurezza&#8230; Per un anno e mezzo sfruttò il suo background per indagare sul ruolo del PJAK (gruppo terrorista curdo finanziato dagli Stati Uniti) e dell&#8217;UCK (gruppo terroristico kosovaro sostenuto dalla NATO) nel traffico di droga in Europa. Nel febbraio del 2013, Covassi doveva pubblicare i risultati della sua indagine. Non n&#8217;ebbe  l&#8217;occasione. Fu trovato morto nel suo letto, a casa.<br />
<em><a href="http://www.voltairenet.org/article177493.htm" target="_blank">Rete Voltaire</a></em>, 13 febbraio 2013</p>
<p style="text-align:justify;">Ci sono molte teorie sul motivo per cui il regime di Obama abbia permesso che l&#8217;ambasciatore Stevens venisse ucciso. &#8220;<em>L&#8217;attacco all&#8217;ambasciata americana dell&#8217;11 settembre 2012&#8230; a Bengasi in Libia&#8230; era un lavoro interno</em>.&#8221; <a href="http://www.examiner.com/article/benghazi-attack-was-an-inside-job" target="_blank">L&#8217;attacco di Bengasi è stato un lavoro interno</a></p>
<p style="text-align:justify;">1. Secondo <em>The Examiner</em>:<br />
“Quando la bandiera nera di <em>al-Qaida</em> fu issata sul palazzo di giustizia di Bengasi dopo la caduta del regime di Muammar Gheddafi, alla fine del 2011, era chiaro che le forze di <em>al-Qaida</em> sostenute dalla NATO/CIA, erano ancora una volta responsabili della destabilizzazione e della distruzione definitiva di un altra nazione che non era disposta a collaborare con le organizzazioni globaliste (banche centrali, corporazioni dell&#8217;affarismo bellico, ecc.) e la loro agenda Mediorientale/Nordafricana&#8230; I rinforzi extra della sicurezza furono ironicamente rimossi nei mesi e nelle settimane precedenti l&#8217;attacco&#8230;”</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/adolph_dubs.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3782" alt="Adolph_Dubs" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/adolph_dubs.jpg?w=630"   /></a>L&#8217;ambasciatore Dubs fu ucciso in Afghanistan nel 1979. Pieczenik scrisse un articolo sul <em>Washington Post</em> in cui sostiene di aver sentito da un alto funzionario del Centro operazioni del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, dare il permesso per l&#8217;attentato che causò la morte dell&#8217;ambasciatore statunitense Adolph Dubs a Kabul, in Afghanistan, nel 1979.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Il comandante dell&#8217;<em>US Africa Command</em> (<em>Africom</em>), generale Carter Ham, era pronto a intervenire e decise d&#8217;inviare i rinforzi, nonostante gli ordini diretti di &#8220;fermarsi&#8221; e lasciare che l&#8217;attacco continuasse, senza reazioni. Per la sua decisione di tentare di salvare gli statunitensi sotto attacco da parte delle forze di <em>al-Qaida</em> a Bengasi, contro gli ordini diretti di lasciarli morire da soli, il generale Ham fu immediatamente arrestato e successivamente sollevato della sua posizione di comandante dell&#8217;<em>Africom</em>&#8230; Forse la rivelazione più sorprendente che venne fuori da tutto questo, però, sembra essere il fatto che due droni armati della videosorveglianza, che sorvolarono la scena dell&#8217;attacco per quasi tutta la serata, inviarono in diretta i video degli attacchi ai funzionari della Casa Bianca, del Pentagono e del Dipartimento di Stato&#8230; Gli attacchi possono essere stati inscenati nel tentativo di mettere a tacere l&#8217;ambasciatore, perché sembrava essere l&#8217;intermediario di una operazione di contrabbando di armi in stile <em>&#8216;Fast and Furious</em>&#8216;&#8230;&#8221; <a href="http://www.examiner.com/article/benghazi-attack-was-an-inside-job" target="_blank">L&#8217;attacco di Bengasi è stato un lavoro interno</a><br />
2. L&#8217;attacco a Bengasi diede a Obama la scusa per inviare altre truppe in Africa.<a href="http://english.ruvr.ru/2013_01_11/Benghazi-attack-was-convenient-for-the-US-security-expert/" target="_blank"> &#8216;L&#8217;attacco di Bengasi fu conveniente per gli Stati Uniti&#8217;, secondo un  esperto della sicurezza</a><br />
3. Stevens era un &#8216;arabista musulmano&#8217; e avrebbe ostacolato la politica di Israele d&#8217;impedire qualsiasi ripresa della Libia.<br />
4. L&#8217;ammiraglio a quattro stelle in pensione James Lyons ha suggerito che l&#8217;attacco al consolato statunitense di Bengasi sia stato il risultato di un pasticciato tentativo di rapimento. <a href="http://www.examiner.com/article/some-sources-suggest-the-benghazi-attack-was-a-bungled-abduction-attempt" target="_blank">Le fonti suggeriscono che l&#8217;attacco a Bengasi fosse un rapimento fallito&#8230;</a><br />
L&#8217;ammiraglio James Lyons suggerisce che l&#8217;amministrazione Obama abbia deliberatamente diminuito i livelli di sicurezza del consolato. Nell&#8217;ottobre 2012, il Centro per il giornalismo occidentale suggerì che l&#8217;uccisione dell&#8217;ambasciatore Chris Stevens sia stato il risultato di un tentativo di rapimento fallito da parte dei terroristi che lavoravano per il governo degli Stati Uniti.  Ciò che è andato storto nel piano di Obama fu che, in base alle informazioni ottenute da <em>Fox News</em>, Tyrone Woods e Glen Doherty, entrambi ex <em>US Navy SEALs</em>, ignorarono l&#8217;ordine di &#8220;rimanere a terra&#8221; e reagirono vigorosamente per ore nel tentativo di difendere il consolato.<br />
Il 20 ottobre, Kris Zane pubblicò il primo l&#8217;articolo del Centro sui <a href="http://www.westernjournalism.com/muslim-brotherhood-behind-benghazi-attack-with-link-to-obama/" target="_blank">Fratelli musulmani responsabili dell&#8217;attacco a Bengasi collegati a Obama</a>. Entro 24 ore dall&#8217;evento, l&#8217;intelligence sul campo collegò l&#8217;attacco di Bengasi a Mohammed Morsi, presidente egiziano dei Fratelli musulmani, messo al potere dalla CIA. Zane cita una fonte anonima nella Casa Bianca, secondo cui Obama aveva intenzione di ottenere il rilascio di Stevens rapito, giusto in tempo per il giorno delle elezioni.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/ansar-al-sharia.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3783" alt="Ansar al-Sharia" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/ansar-al-sharia.jpg?w=300&#038;h=224" width="300" height="224" /></a>Opera di <em><a href="http://afrahnasser.blogspot.com/2012/02/who-are-ansar-al-sharia.html" target="_blank">Ansar al-Sharia</a></em>. L&#8217;11 settembre 2012, il Centro operazioni del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti consigliò la <em>Situation Room</em> della Casa Bianca e altre unità di sicurezza statunitensi, che <em>Ansar al-Sharia</em> rivendicava la responsabilità per l&#8217;attacco alla missione diplomatica statunitense a Bengasi, appena avvenuto.</p>
<p style="text-align:justify;">Il 25 ottobre, Kris Zane pubblicò il suo secondo articolo sulla vicenda, &#8220;<a href="http://www.westernjournalism.com/obama-linked-to-benghazi-attack" target="_blank"><em>Obama collegato all&#8217;attacco di Bengasi</em></a>.&#8221; Il 24 settembre 2012, il <em>Wall Street Journal</em> pubblicò un articolo del giudice Michael Mukasey dal titolo “<a href="http://online.wsj.com/article/SB10000872396390444358804578014531735055120.html" target="_blank"><em>Obama libererà lo sceicco cieco e lo rimanderà in Egitto?</em></a>&#8221; Omar Abdel Rahman fu imprigionato per il suo ruolo nell&#8217;attentato della CIA del 1993 al World Trade Center e per aver cospirato per assassinare Hosni Mubaraq, che era diventato un nemico della CIA. <a href="http://www.examiner.com/article/some-sources-suggest-the-benghazi-attack-was-a-bungled-abduction-attempt" target="_blank">Le fonti suggeriscono che l&#8217;attacco di Bengasi sia stato un rapimento fallito&#8230; </a></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Israele soccorre i terroristi di <em>al-Qaida</em> in Siria </strong><br />
<span style="color:#800000;"><strong>Combattenti ricoverati negli ospedali da campo e rimandati in prima linea</strong> </span><br />
Paul Joseph Watson <em><a href="http://www.propagandamatrix.com/articles/may2013/090513_israel_rescues.htm" target="_blank">Propaganda Matrix </a></em>9 maggio 2013</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/03/01mossad-black.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3205" alt="01mossad-black" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/03/01mossad-black.jpg?w=630"   /></a>Israele invia veicoli militari in Siria per raccogliere i terroristi feriti di <em>al-Qaida</em> coinvolti nella lotta contro l&#8217;esercito siriano, prima di rimetterli in sesto e inviarli di nuovo in battaglia, un altro esempio sorprendente di come lo Stato sionista collabori con i suoi presunti nemici giurati per rovesciare il presidente Bashar al-Assad. Questa non è una pretesa dei media statali iraniani o siriani, ma viene tranquillamente ammesso in un pezzo del sito fermamente pro-Israele <em>DEBKAfile.</em> &#8220;<em>Israele ha creato un grande ospedale da campo nei pressi della postazione di osservazione militare Tel Hazakah sul Golan, che si affaccia tra il sud della Siria e la Giordania settentrionale. Lì, arrivano i feriti della guerra siriana che vengono controllati ed esaminati dai medici dell&#8217;esercito israeliano che decidono se applicare le cure e inviarli di nuovo, o se giudicarli gravemente feriti, abbastanza per l&#8217;assistenza ospedaliera. I feriti gravi vengono spostati in uno dei più vicini ospedali israeliani, a Safed o ad Haifa&#8221;, afferma l&#8217;articolo. La relazione rileva che i combattenti feriti vengono probabilmente recuperati da &#8220;veicoli dell&#8217;esercito israeliano&#8221; senza segni, che vanno in Siria &#8220;per raccogliere i ribelli feriti.</em>&#8220;<br />
Oltre ad informazioni più recenti, un rapporto dell&#8217;AFP di marzo documenta anche come l&#8217;IDF abbia istituito un &#8220;ospedale da campo militare&#8221; dell&#8217;esercito presso l&#8217;avamposto 105 nelle alture del Golan, al fine di soccorrere e curare i combattenti dell&#8217;ELS. Curando e riabilitando i militanti dell&#8217;ELS e i terroristi di <em>al-Qaida</em> feriti, Israele aiuta gli stessi ribelli che bruciano bandiere israeliane in pubblico e promettono di schiacciare il regime sionista, una volta rovesciato Bashar al-Assad. Diversi rapporti ora confermano che i militanti in prima linea in Siria nei combattimenti contro le forze di Assad, sono soprattutto membri del gruppo di <em>al-Qaida Jabhat al-Nusra</em>, che &#8220;<em>ha ucciso numerosi soldati statunitensi in Iraq</em>&#8220;, e che adesso è leader delle forze ribelli filo-occidentali in Siria. Dopo che l&#8217;organizzazione è stata dichiarata gruppo terrorista dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, 29 diversi gruppi dell&#8217;opposizione filo-USA in Siria hanno giurato fedeltà ad <em>al-Nusra.</em> Il rapporto di <em>DEBKAfile</em> ammette che i combattenti di<em> Jabhat al-Nusra</em> sono ora fortemente concentrati &#8220;<em>nella zona di separazione di otto kmq sul Golan</em>&#8220;, dove l&#8217;esercito israeliano li recupera per curarli.<br />
Secondo fonti dei servizi segreti egiziani e giordani, il raid aereo d&#8217;Israele sulla Siria dello scorso fine settimana era stato anche programmato per precedere un&#8217;offensiva dei ribelli di <em>al-Qaida</em> contro le forze del Presidente Bashar al-Assad, che segnavano importanti vittorie militari fino a quel momento. Un articolo del <em>Guardian</em> di Londra dell&#8217;8 maggio, rileva come <em>Jabhat al-Nusra</em> &#8220;<em>emerga come la forza più attrezzata, finanziata e motivata nel combattere il regime di Bashar al-Assad</em>&#8220;, e come la gran massa dei combattenti dell&#8217;ELS abbia raggiunto le sue fila. I tentativi occidentali di fare una distinzione tra i ribelli dell&#8217;ELS e i terroristi di <em>al-Qaida</em> per giustificare l&#8217;invio di armi pesanti, sono sempre più screditati dal fatto che <em>Jabhat al-Nusra</em> sia ora la forza di combattimento dominante, organizzando &#8220;tutti i giorni&#8221; i ribelli dell&#8217;ELS ed addestrandoli a costruire autobombe. Mentre l&#8217;influenza di <em>al-Nusra</em> è cresciuta, sono divenute numerose le atrocità, gli omicidi settari, le decapitazioni, gli attacchi terroristici contro scuole e altre infrastrutture civili.<br />
Il sostegno di Tel Aviv ad <em>al-Qaida</em> ha molto senso se si accetta il fatto che sia gli Stati Uniti che Israele, sfruttano la presenza di <em>al-Qaida</em> in una determinata regione come pretesto per l&#8217;intervento militare, sia che tali militanti si battano dalla loro stessa parte, come in Libia e Siria, o dalla parte opposta come in Mali. Stati Uniti e Israele hanno anche armato e finanziato per anni i gruppi di <em>al-Qaida</em> affiliati in Iran, per compiervi attentati e omicidi.<br />
Le potenze della NATO hanno anche apertamente armato e finanziato il Gruppo libico dei combattenti islamici, affiliato ad <em>al-Qaida,</em> per rovesciare il colonnello Gheddafi nel 2011, una politica che contribuì direttamente all&#8217;assalto alla missione diplomatica di Bengasi (che probabilmente era una copertura per il traffico di armi clandestino verso i ribelli siriani). È stato inoltre recentemente rivelato che il Dipartimento di Stato ha arruolato dei militanti filo-<em>al-Qaida</em> per &#8220;difendere&#8221; la missione diplomatica di Bengasi, che fu poi attaccata. I funzionari del Dipartimento di Stato che bloccarono i tentativi per aiutare gli statunitensi sotto attacco, in seguito hanno cercarono di nascondere il coinvolgimento di <em>al-Qaida</em> nell&#8217;attacco. Non solo Israele supporta i ribelli di <em>al-Qaida</em> in Siria, ma nel 2002 Israele fu colto in flagrante mentre effettivamente creava un gruppo di <em>al-Qaida</em> per giustificare gli attacchi contro i palestinesi nella Striscia di Gaza.<br />
La narrativa occidentale sulla Siria, secondo cui la lotta contro Assad è una rivolta organica dei siriani oppressi, è stata completamente screditata, nonostante i migliori sforzi dei media dell&#8217;establishment per mantenere tale mito. Ora diventa evidente che Stati Uniti, Regno Unito e Israele sostengono direttamente i terroristi di <em>al-Qaida,</em> al fine di avere il cambio di regime a lungo pianificato, mentre le potenze della NATO si agitano per armare i ribelli prima che i loro ultimi brandelli di legittimità siano fatti a pezzi.</p>
<p>Traduzione di Alessandro Lattanzio &#8211; <em><a href="http://sitoaurora.altervista.org/home.htm" target="_blank">SitoAurora</a></em></p>
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		<title>Jebel Shambi: fine dello Stato o terra di nessuno tunisina</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 17:34:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sitoaurora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Saif bin Qeder Tunisie-Secret 1 maggio 2013 Lo scontro tra terroristi tunisini ed esercito algerino al confine. Altri scontri tra terroristi ed esercito tunisino nel Jebel Shambi. Saif bin Qeder torna su questi gravissimi eventi che annunciano un futuro pericoloso e la fine del governo tunisino. I fatti del Jebel Shambi non possono essere trascurati, [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3774&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Saif bin Qeder <a href="http://www.tunisie-secret.com/Tunisie-Evenements-de-Jbel-Chaambi-fin-de-regne-de-l-Etat-ou-le-no-man-s-land-tunisien_a376.html" target="_blank"><em>Tunisie-Secret</em> </a>1 maggio 2013</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Lo scontro tra terroristi tunisini ed esercito algerino al confine. Altri scontri tra terroristi ed esercito tunisino nel Jebel Shambi. Saif bin Qeder torna su questi gravissimi eventi che annunciano un futuro pericoloso e la fine del governo tunisino.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/armc3a91.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-3775" alt="armé1" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/armc3a91.jpg?w=630&#038;h=315" width="630" height="315" /></a>I fatti del Jebel Shambi non possono essere trascurati, come vorrebbe Sua Eccellenza il Capo del non Governo nella sua nota informativa, avendo registrato il dodicesimo ferito in questa gravissima aggressione del terrorismo sul nostro suolo. Se si guarda da vicino, ma non troppo vicino ché ho già le vertigini, i fatti si rivelano molto più gravi di un semplice errore tecnico o mancanza di reattività o  coordinamento. Si tratta infatti di uno Stato destrutturato a diversi livelli, che probabilmente sarebbe entrato nello stadio terminale, in procinto di cedere il proprio territorio e ciò che rimane della sovranità. Dite che forse sono eccessivo, forse, ma vi invito a rivedere quello che vedo in questi eventi.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Dal lato del commando terrorista</strong><br />
Quello che possiamo constatare in una prima valutazione, tracciando il numero di mine piazzate e il loro aspetto, si può facilmente dedurre l&#8217;importanza logistica di cui i membri di questo gruppo hanno goduto nel poter trasportare questa quantità di mine, dato il peso e i volumi differenti delle mine antiuomo e di quelle anticarro (entrambi i tipi sono stati individuati), oltre al numero di combattenti nell&#8217;intera missione, che si stima presenti a decine.<br />
Il tempo impiegato per farli spostare e mimetizzare sul terreno è notevole, svelando una completa assenza di capacità di monitoraggio terrestre e aereo; anche una squadra di guardie di un qualsiasi parco avrebbe fatto meglio.<br />
Allo stesso tempo, ci si confronta con la prova inconfutabile del fatto che questa squadra abbia goduto di un&#8217;opera di ricognizione per la localizzazione del campo da costituire, ad opera di un altra cellula locale che non necessariamente avrebbe partecipato alle operazioni militari in programma per il futuro, dal momento che avrebbe dovuto garantire l&#8217;approvvigionamento di cibo e altre necessità di base dalle aree adiacenti.<br />
Va rilevato che i tipi di mine anticarro scelti dal commando la dicono lunga sulla sua nuova strategia, ben oltre le attività di traffico di armi, diventate quasi banali e poco interessanti; inserendo la Tunisia direttamente quale obiettivo militare distruggendone ciò che resta delle sue strutture, e in preparazione di un&#8217;altra offensiva contro il suo corpo armato, che userebbe le armi pesanti. Il messaggio non potrebbe essere più chiaro: il terrorismo andrà fino in fondo e questo è il momento più opportuno.<br />
Ora, se facciamo un incrocio con altri fatti relativi a depositi di armi leggere e semi-pesanti nel cuore di grandi aree urbane del Paese, ci rendiamo conto che ci sono altre operazioni simultanee o in successione in queste aree, per trascinare i corpi in una guerra asimmetrica, mettendo i terroristi in netto vantaggio.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La parte dei media e della società civile</strong><br />
Il coinvolgimento di diverse parti della società civile in un&#8217;opera di legittimazione del terrorismo, senza precedenti nella storia della Tunisia, difatti di legittimazione del terrorismo, è illustrata sia dalle deboli reazioni di condanna dell&#8217;apatia del corpo di sicurezza davanti all&#8217;avanzare dei gruppi che predicano l&#8217;ideologia della morte e le virtù degli attentati suicidi, sia nei luoghi pubblici, privati e nelle moschee, da essi controllate, secondo i dati del ministero del culto, per il 40% del totale in tutto il territorio della repubblica. D&#8217;altra parte, la mancanza di specializzazione nel campo della sicurezza nazionale nelle varie organizzazioni della società civile, a parte l&#8217;Associazione Tunisina per gli studi strategici e le politiche di sicurezza globale, ha lasciato campo libero all&#8217;indolenza del governo. Senza dimenticare anche l&#8217;immensa responsabilità dei media locali che partecipano a questa ondata di legittimazione, concedendo ai seguaci tunisini di bin Ladin lo spazio in cui versare il loro veleno con l&#8217;impunità e la complicità, volontarie o involontarie, delle reti interessate. Mi ricordo di un programma scioccante, prodotto e trasmesso da <em>Watanya</em> <em>2</em>, dove uno dei boss della operazione terroristica di Suleiman veniva presentato quale eroica vittima del regime ZABA, valorizzando al volo anche i suoi coraggiosi tentativi di fuggire dalla prigione al-Rumi, per non parlare di altre piattaforme che invitano alcuni campioni di questi fanatici, tornati di fresco dalla Siria, che ci espongono con orgoglio e senza vergogna le loro attività criminali internazionali. Al più allucinante, ti suicidi!</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Dal lato di Cartagine e della Qasba</strong><br />
<a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/kasserine_tunisia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3776" alt="kasserine_tunisia" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/kasserine_tunisia.jpg?w=300&#038;h=266" width="300" height="266" /></a>Tutto è iniziato nel più anarchico dei tempi moderni di un Paese sottosviluppato come il nostro. Non si è badato a spese per rastrellare i terroristi nelle nostre prigioni e cacciarli da tutte quelle istituzioni non igieniche per la loro salute morale. Ma sono stati tutti liberati! In breve, in questo caso non si può tornare indietro, ma almeno si può cercare di mettere fine a questa storia della fine della Repubblica tunisina. Rimprovero il regime attuale che consegna una curiosa e calorosa accoglienza, riservata alle guide spirituali e ai leader ideologici di questi assassini dal presidente di quella che si chiama ancora Tunisia. Un incontro, tra gli altri, che rientra nel tentativo di alzare il morale delle truppe. La questione è di quali truppe stiamo parlando? Le loro o le nostre? E se aggiungiamo l&#8217;ultima proroga dello stato d&#8217;emergenza con una decisione unilaterale e incosciente che ci costa l&#8217;abbandono di una delle ultime competenze rimaste al capo della difesa, penso che non si può non considerare ul vero declino cui siamo sottoposti.<br />
Dal lato del governo, i segnali della complicità e di una diretta implicazione sono scoraggianti. In primo luogo la nostra ambasciata a Tripoli e il consolato di Bengasi partecipano e organizzano gite a titolo definitivo in Turchia per i &#8220;mujahidin&#8221; tunisini diretti ad Aleppo. L&#8217;intelligence generale dell&#8217;ambasciata non ha comunicato nulla su quantità e tipi di armi e quali percorsi hanno seguito prima di raggiungere i loro depositi di destinazione, sparsi su tutto il territorio. Questa stessa mancata informazione è ancora sorprendente in relazione ai movimenti dei gruppi armati ai nostri confini con l&#8217;Algeria. Ciò si lega alla mancanza di coordinamento con le autorità confinanti e soprattutto al completo fallimento strategico e tattico nell&#8217;intervento preventivo e nella controffensiva.<br />
Ahimè, questo non è tutto. Secondo le testimonianze di quei poveri soldati, vittime delle esplosioni, si scopre che i nostri confini sono deliberatamente abbandonati dalle forze di polizia e dalla Guardia Nazionale, su ordine di non si sa di chi, cosa di cui lo stesso ministro ignora l&#8217;origine. Oltre alla terribile mancanza di attrezzature di base, al punto che qualcuno di loro sostiene di aver dovuto comprare la propria uniforme. Che dire quindi di armi specifiche, immagini satellitari, accessori sofisticati, unità mediche mobili e altri dispositivi che non posso elencare. Al dessert di questo menu hitchcockino, ho messo la componente legale. In realtà, non c&#8217;è nessuna legge che criminalizza l&#8217;ideologia o la propaganda jihadista. Questo ci ha permesso di assistere a un dibattito per le strade di Kasserine, ancora più terribile del film del Jebel Shambi sui benefici delle mine, guidato da una banda di jihadisti residenti nel quartiere Nour, che mi trattengo dal qualificare popolare per non incentivare la confusa conclusione che terrorismo e povertà vanno di pari passo.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Conclusione</strong><br />
Alla fine, come non accusare il regime di complicità, soprattutto quando s&#8217;inseriscono questi eventi in un quadro geopolitico regionale che cospira contro il governo algerino, basandosi proprio su questi gruppi armati nelle zone di confine, e quando un sospetto schieramento militare degli Stati Uniti si è appena verificato in una base spagnola, dedicata a un potenziale e rapido intervento su Algeri, dato lo stato del regime, descritto fragile, come lo stato di salute del suo Presidente! In ogni caso, il governo tunisino non c&#8217;è.</p>
<p>Traduzione di Alessandro Lattanzio &#8211; <em><a href="http://sitoaurora.altervista.org/home.htm" target="_blank">SitoAurora</a></em></p>
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		<title>Il primo Drone-Killer della Cina?</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 12:18:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[David Axe Wired 10 maggio 2013 Un paio di foto sgranate prese da da lontano potrebbero essere ora la migliore prova del primo drone aereo militare, a getto e presumibilmente armato, di Pechino. Le immagini, una delle quali ritagliate e zummate dagli utenti di Internet, è stata qui riprodotta per la prima apparizione nel mondo [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3768&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">David Axe <em><a href="http://www.wired.com/dangerroom/2013/05/china-first-killer-drone/" target="_blank">Wired</a></em> 10 maggio 2013</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/942114.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3815" alt="942114" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/942114.jpg?w=630&#038;h=289" width="630" height="289" /></a>Un paio di foto sgranate prese da da lontano potrebbero essere ora la migliore prova del primo drone aereo militare, a getto e presumibilmente armato, di Pechino. Le immagini, una delle quali ritagliate e zummate dagli utenti di Internet, è stata qui riprodotta per la prima apparizione nel mondo anglofono, sul forum Web <em>Secretprojects.co.uk</em>. Le foto seguono a ruota l&#8217;altrettanto ambigue prime foto dei due prototipi di caccia stealth della Cina (nel 2010 e nel 2012) e del suo aereo da trasporto pesante (quest&#8217;anno). Una foto sfocata e presa da lontano, ancora più ambigua, forse raffigurante il nuovo drone, è apparsa su un sito russo a marzo.<br />
&#8220;<em>Ancora i cinesi, &#8216;Ci risiamo?</em>&#8216;&#8221;, il giornalista Bill Sweetman di <em>Aviation Week</em> così ha scherzato, dopo aver visto le immagini dei presunti droni armati. C&#8217;è consenso tra gli osservatori della Cina sul fatto che il velivolo raffigurato nelle foto sia il <em>Lijian,</em> ossia &#8220;Spada affilata”, un <em>Unmanned Combat Aerial Vehicle</em> nato dalla collaborazione tra le aziende aerospaziali cinesi Shenyang e Hongdu. Propulso da un singolo motore a reazione e dotato di un carrello di atterraggio triciclo, l&#8217;UCAV <em>Lijian</em> sembra sfoggiare una cellula ad ala volante, condivisa da diversi prototipi di droni-killer made in USA. La cellula ad ala volante, utilizzata anche dal bombardiere <em>stealth</em> B-2, è ideale per i velivoli  radar-furtivi. Oltre alla sua fusoliera e alle possibili qualità radar-eludenti, non si sa molto del nuovo drone. Ma questo non significa che l&#8217;aspetto del robot sia inedito. La Cina ha già presentato un rudimentale drone armato ad elica. E nell&#8217;ultima edizione della <a href="http://www.defense.gov/pubs/2013_China_Report_FINAL.pdf" target="_blank">relazione annuale del Pentagono</a> (.pdf) sulle capacità militari cinesi, pubblicata all&#8217;inizio di questa settimana, ha previsto che un più sofisticato UCAV cinese avrebbe presto fatto la sua apparizione. <em>&#8220;L&#8217;acquisizione e lo sviluppo di un Unmanned Aerial Vehicles a lungo raggio&#8230; e di un Unmanned Combat Aerial Vehicle, aumenterà la capacità della Cina di condurre ricognizioni a lungo raggio ed operazioni di attacco</em>&#8220;, afferma il rapporto. Vale la pena notare che la Cina è l&#8217;ultima grande potenza aerospaziale a presentare un primo prototipo di drone armato a reazione e furtivo (con bassa firma radar). Gli Stati Uniti sono in testa, avendo testato non meno di cinque UCAV dalla fine degli anni &#8217;90 e avendo anche una versione non armata, l&#8217;RQ-170, in servizio operativo. L&#8217;Europa ha i modelli <em>Taranis</em> e <em>Neuron</em> in fase di sviluppo e la Russia sta lavorando a una versione del MiG <em>Skat.</em><br />
Come i progettisti di droni di tutto il mondo hanno scoperto, le cellule sono spesso la parte più facile del sistema da realizzare. Ciò che è difficile sono il software, la trasmissione dati, i sistemi di controllo e i carichi utili che rendono quel che sono essenzialmente dei grandi aeromodelli efficaci armi robotiche. Ed è con questi sottosistemi principali che la Cina probabilmente avrà più problemi. Il rapporto sulla Cina del Pentagono elenca specificamente &#8220;<em>elettronica a stato solido, microprocessori e sistemi di guida e controllo</em>&#8221; le tecnologie che Pechino trova più facile comprare o rubare da Stati Uniti, Europa e Russia, piuttosto che sviluppare da sola. Gli esperti statunitensi temono che la Cina possa avere accesso alla tecnologia dei droni statunitensi grazie all&#8217;RQ-170 atterrato in Iran nel 2011.<br />
Finora il <em>Lijian</em> sembra esser stato avvistato solo in fase di rullaggio lungo una pista, durante i test a terra. Non è chiaro se i suoi sviluppatori possano tentare un primo volo. Ancora meno chiaro è se e quando il drone armato cinese possa entrare in servizio.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/sharp-sword1-660x488.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-3770" alt="Sharp-Sword1-660x488" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/sharp-sword1-660x488.jpg?w=630&#038;h=465" width="630" height="465" /></a></p>
<p>Traduzione di Alessandro Lattanzio &#8211; <em><a href="http://sitoaurora.altervista.org/home.htm" target="_blank">SitoAurora</a></em></p>
<br />Archiviato in:<a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/covert-operation/'>Covert Operation</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/difesa/'>Difesa</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/tecnologia/'>Tecnologia</a> Tagged: <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/aeronautica-militare/'>aeronautica militare</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/armamenti/'>armamenti</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/aviazione/'>aviazione</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/beijing/'>Beijing</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/bill-sweetman/'>Bill Sweetman</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/black-operation/'>black operation</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/china/'>China</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/cina/'>Cina</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/covert-operation-2/'>covert operation</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/covert-operations/'>Covert Operations</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/difesa/'>Difesa</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/drone/'>drone</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/droni/'>droni</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/forze-armate/'>forze armate</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/geostrategia/'>Geostrategia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/iran/'>Iran</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/pechino/'>Pechino</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/plaf/'>PLAF</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/project-2049-institute/'>Project 2049 Institute</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/repubblica-popolare-cinese/'>Repubblica Popolare Cinese</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/repubblica-popolare-di-cina/'>Repubblica Popolare di Cina</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/rpv/'>RPV</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/russia/'>Russia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/servizi-segreti/'>servizi segreti</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/sistemi-aerospaziali/'>sistemi aerospaziali</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/sistemi-darma/'>sistemi d'arma</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/stati-uniti/'>Stati Uniti</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/stealth/'>Stealth</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/talassocrazia/'>talassocrazia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/tecnologia/'>Tecnologia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/tecnologia-militare/'>tecnologia militare</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/uav/'>UAV</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/ucav/'>UCAV</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/united-states/'>United States</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/unmanned-aerial-vehicle/'>Unmanned aerial vehicle</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/unmanned-combat-air-vehicle/'>Unmanned combat air vehicle</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/usa/'>USA</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/velivoli/'>velivoli</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/velivoli-robot/'>velivoli-robot</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/aurorasito.wordpress.com/3768/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/aurorasito.wordpress.com/3768/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3768&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Un gigantesco centro di spionaggio negli Stati Uniti</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 10:29:09 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.mondialisation.ca/centre-despionnage-gigantesque-aux-etats-unis/5334119" target="_blank"><em>Mondialisation</em></a>, 6 maggio 2013</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/nsa-ii-parte.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3764" alt="nsa ii parte" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/nsa-ii-parte.jpg?w=300&#038;h=199" width="300" height="199" /></a>Nel deserto dello Utah, negli Stati Uniti, è in costruzione un gigantesco centro di spionaggio, in grado di raccogliere e valutare al livello mondiale e-mail, telefonate, richieste di ricerche su <em>Google,</em> rotte, acquisti di libri, curricula e dati dei personal computer. Amici dell&#8217;intelligence ci hanno inviato alcune notizie. I server occuperanno una superficie di 8000 metri quadrati. Su un altro piano, di 2750000 metri quadrati, saranno collocati gli archivi dati. La quantità di informazioni che potrà essere salvata è difficilmente immaginabile, poiché già oggi un terabyte di dati occupa un chip delle dimensioni di un&#8217;unghia. La quantità di dati che la <em>National Security Agency</em> (NSA) vuole raccogliere è enorme: l&#8217;ex capo di <em>Google,</em> Eric Schmidt, ritiene che tutta la conoscenza umana generata fino al 2003 misuri 5 exabyte. Secondo la società web <em>Cisco,</em> il traffico dati globale su Internet, tra il 2010 e il 2015, aumenterà di quattro volte fino a un volume di 9.766 exabyte. Un milione di exabyte corrisponde a un yottaotteto. Il Pentagono sta cercando di gestire la sua rete di comunicazione globale da yottabyte di dati per sfruttare in diretta?(!) immagini satellitari così come  dati provenienti dai sensori e dalle comunicazioni&#8230;<br />
Allo stesso modo, la NSA memorizzerà ed elaborerà diversi yottaotteti di dati. Quindi è possibile salvare i dati costantemente pubblicati su Internet per diversi anni. Attraverso questo centro costruito per 2 miliardi di dollari, si potrà, a partire dall&#8217;autunno 2013, applicare l&#8217;idea del trattamento totale di tutte le informazioni, come era già stato previsto sotto il presidente George W. Bush. Un impiegato della NSA ha caratterizzato la situazione unendo l&#8217;indice e il pollice e dicendo: &#8220;<em>Siamo ancora lontani dall&#8217;avere chiavi in mano uno Stato totalitario&#8230;</em>&#8220;<br />
I dati sono raccolti dalla rete globale di monitoraggio della NSA (&#8220;<em>aspiratore nello spazio</em>&#8220;) e dalla capacità allargata del sistema di archiviazione. Per aumentare la capacità di calcolo, la NSA ha già deciso nel 2004 di avviare un nuovo progetto, il &#8220;Programma per i Sistemi di Calcolo ad Alta Produttività&#8221; (HPCS). Lo scopo è aumentare di migliaia di volte le prestazioni di calcolo. I nuovi computer, chiamati <em>Patflop,</em> saranno in grado di compiere un migliaio di miliardi di calcoli al secondo(!). Come già al tempo del segreto Progetto <em>Manhattan,</em> con cui venne sviluppata la bomba atomica, s&#8217;è scelto per il programma il nuovo supercomputer di Oak Ridge, dove si trova l&#8217;<em>Oak Ridge National Laboratory Department of Energy</em>. Il programma del supercomputer consisteva in una parte pubblica, che ha pubblicato i risultati della ricerca, e una segreta con cui la NSA ha sviluppato il proprio supercomputer. Nel 2009, i ricercatori del governo sono riusciti a svilupparne il più veloce del mondo, nominato XT-5, che al tempo aveva una capacità di calcolo di 1,75 petaflop.<br />
Nel frattempo, ci hanno dato ulteriori dettagli sul potenziale del nuovo centro di calcolo e di spionaggio. E questo è orribile! Lo scopo del progetto definitivo (in 2-5 anni) è raccogliere quante più informazioni su ogni abitante del mondo! Premendo un tasto si ottiene il profilo completo del &#8220;soggetto cercato.&#8221; Il sistema produce in meno di un minuto fino a 500 pagine di informazioni, che contengono, secondo il profilo scelto, tutti i dati dalla nascita ad oggi. Tutte le pagelle della scuola, tutte le note degli insegnanti e dei datori di lavoro, tutti i viaggi fin dalla gioventù, ecc., saranno registrati. Una seconda pressione del pulsante permette di vedere tutti i rapporti finanziari e la lista di amici e conoscenti. Si avranno informazioni sulle contravvenzioni, le preferenze sul cibo e i vestiti. Inoltre, vi sarà il &#8220;profilo delle debolezze&#8221; che mostra tutte le preferenze nascoste e rivelate. Un &#8220;profilo sulla salute&#8221; che riassume tutto ciò che è stato notato da medici, ospedali, ecc.<br />
E&#8217; interessante il fatto che tutti questi dati siano già memorizzati e disponibili. Se vi è una richiesta da un ufficio amministrativo o dai servizi segreti, basta premere un pulsante per ottenere tutto. &#8220;<em>Dalla nascita alla morte, nessun dettaglio viene perso</em>&#8220;, ci assicura la nostra fonte, che ha già visto il primo computer e il suo impiego &#8220;in diretta&#8221;. Un programma particolarmente insidioso mostra le relazioni tra amici, conoscenti e i rapporti commerciali. Questi, tuttavia, possono essere osservati distintamente nel profilo. Un circolo infinito! Avendo la NSA già oggi un grande deposito di dati, che ha intercettato senza essere in grado di leggere, verrà impiegato sui vecchi dati. Un ex dipendente afferma che molti dati dei governi stranieri, codificati a 128 bit o meno, non sono stati finora decifrati. Più i computer andranno veloci, più saranno in grado di spezzare i codici. Il Grande Fratello davvero ti guarda, e i segreti saranno presto parte del passato.</p>
<p>Fonte originale: <em>Vertraulicher Schweizer Brief</em> n° 1351 del 03/02/13<br />
<em>Copyright © 2013 Global Research</em></p>
<p>Traduzione di Alessandro Lattanzio &#8211; <em><a href="http://sitoaurora.altervista.org/home.htm" target="_blank">SitoAurora</a></em></p>
<br />Archiviato in:<a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/covert-operation/'>Covert Operation</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/imperialismo/'>Imperialismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/tecnologia/'>Tecnologia</a> Tagged: <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/black-operation/'>black operation</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/cia/'>CIA</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/computer/'>computer</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/covert-operation-2/'>covert operation</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/covert-operations/'>Covert Operations</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/disinformazione/'>disinformazione</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/elint/'>elint</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/eric-schmidt/'>Eric Schmidt</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/george-w-bush/'>George W. Bush</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/globalizzazione/'>globalizzazione</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/google/'>Google</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/guerra-dinformazione/'>guerra d'informazione</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/guerra-di-propaganda/'>guerra di propaganda</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/guerra-psicologica/'>guerra psicologica</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/imperialismo/'>Imperialismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/informatica/'>informatica</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/informazioni/'>informazioni</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/intelligence/'>intelligence</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/italy/'>Italy</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/mass-media/'>mass media</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/mondialismo/'>mondialismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/mondializzazione/'>mondializzazione</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/national-security-agency/'>National Security Agency</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/nato/'>NATO</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/nsa/'>NSA</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/nuovo-ordine-mondiale/'>Nuovo ordine mondiale</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/servizi-segreti/'>servizi segreti</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/sigint/'>sigint</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/spionaggio/'>spionaggio</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/stati-uniti/'>Stati Uniti</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/supercomputer/'>supercomputer</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/united-states/'>United States</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/usa/'>USA</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/utah/'>Utah</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/aurorasito.wordpress.com/3763/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/aurorasito.wordpress.com/3763/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3763&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Putin, Netanyahu, S-300 e SS-26</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 08:43:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dedefensa 8 maggio 2013 Come già detto più volte, il sito DEBKAfiles deve essere decifrato tra le sue analisi orientate, se non fabbricate, e le osservazioni fondate e informate che riecheggiano le vere preoccupazioni della comunità di sicurezza nazionale d&#8217;Israele. Si porrà la notizia del 7 maggio 2013 nella seconda categoria. E&#8217; un testo molto [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3752&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><em><a href="http://www.dedefensa.org/article-poutine-netanyahou_les_s-300_et_les_ss-26_08_05_2013.html" target="_blank">Dedefensa</a></em> 8 maggio 2013</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/6bec2d627576f415be813643cc1d4917.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3753" alt="6bec2d627576f415be813643cc1d4917" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/6bec2d627576f415be813643cc1d4917.jpg?w=191&#038;h=300" width="191" height="300" /></a>Come già detto più volte, il sito <em>DEBKAfiles</em> deve essere decifrato tra le sue analisi orientate, se non fabbricate, e le osservazioni fondate e informate che riecheggiano le vere preoccupazioni della comunità di sicurezza nazionale d&#8217;Israele. Si porrà la notizia del <a href="http://www.debka.com/article/22957/US-to-arm-Syrian-rebels-Putin’s-rebuke-Chinese-“peace-plan”-mar-Netanyahu’s-Chinese-trip" target="_blank">7 maggio 2013</a> nella seconda categoria. E&#8217; un testo molto severo sul comportamento e la &#8220;strategia&#8221; di Netanyahu durante la sequenza degli attacchi israeliani in Siria. Il testo si conclude con questa osservazione effettivamente molto grave, in cui si ritiene che il fine manovratore che presumibilmente sarebbe stato Netanyahu, si è ritrovato intrappolato nel viaggio in Cina (5-10 maggio), che ha deciso di effettuare durante la situazione di emergenza tra Israele e la Siria&#8230;<br />
&#8220;&#8230;<em>Chiaramente, il primo ministro Netanyahu avrebbe fatto meglio a rimandare la visita cinese invece di recarvisi mentre le esplosioni dell&#8217;aviazione israeliana si riverberano ancora a Damasco. Rimanendo avrebbe mostrato una più solida e stabile mano sul timone. E dopo il decollo, avrebbe fatto bene a non indugiare per due giorni a Shanghai. Questo ha dato al leader russo la possibilità di spiazzarlo e somministrargli un forte rimprovero assai pubblicizzato, piombando così sull&#8217;agenda dei prossimi colloqui di Netanyahu con i leader cinesi.&#8221; </em>Si noti che questa valutazione molto negativa del comportamento di Netanyahu è condivisa da diversi analisti, e anche dai leader politici intervenuti pubblicamente. Il più interessante di questi interventi è quello di Erdogan, alleato d&#8217;Israele nella guerra contro la Siria di Assad, ma dalla forte antipatia per Netanyahu e con una sfiducia generale verso Israele, che fa di questa &#8220;alleanza&#8221; una circostanza assai debole, se non incredibile. Novosti del <a href="http://fr.rian.ru/world/20130507/198246100.html%3C/p%3E%3Cp%3E17:49%2007/05/2013" target="_blank">7 maggio 2013</a>, riporta la reazione di Erdogan:<em> &#8220;&#8216;L&#8217;attacco israeliano contro Damasco è totalmente inaccettabile e non può avere alcuna giustificazione. Per il regime illegittimo di Assad, questo attacco è un dono e un bene prezioso&#8217;, ha detto Erdogan al gruppo parlamentare del partito al governo Giustizia e Sviluppo (AKP). E spiega che Assad potrebbe sfruttare il raid aereo per distrarre l&#8217;opinione pubblica mondiale dal sanguinoso conflitto in Siria</em>&#8220;.<br />
Nella sua analisi, <em>DEBKAfiles</em> fa riferimento a una conversazione telefonica tra Putin e il primo ministro israeliano del <a href="http://fr.rian.ru/world/20130506/198237215.html" target="_blank">6 maggio 2013</a>, mentre il secondo era a Shanghai. Le circostanze erano davvero assai sfavorevoli per Netanyahu isolato a Shanghai, impegnato in un tour commerciale, mentre Putin sembra abbia parlato di cose ben più gravi. Se il riferimento di cui sopra (Novosti) non è preciso, <em>DEBKAfiles</em> al contrario non è per nulla avaro, facendo riferimento alle proprie fonti che possono essere giudicate un relè semi-diretto dei leader della sicurezza nazionale israeliana&#8230; La sfiducia della comunità è ben nota, se non l&#8217;ostilità verso la leadership politica israeliana in generale, e in particolare verso Netanyahu.<br />
“<em>Putin non ha detto come, ma ha annunciato di aver ordinato l&#8217;accelerazione delle forniture delle più  avanzate armi russe alla Siria. Fonti militari hanno rivelato a DEBKAfile che il leader russo si riferiva ai sistemi antiaerei S-300 e ai missili di superficie con capacità nucleare 9K720 Iskander (codice NATO SS-26 Stone), abbastanza precisi da colpire un bersaglio entro 5-7 metri di raggio a una distanza di 280 chilometri. Nella sua telefonata a Netanyahu, il leader russo non ha fatto mistero della sua determinazione a non permettere che Stati Uniti, Israele o qualsiasi altra forza regionale (ad esempio Turchia e Qatar) rovescino il Presidente Bashar Assad. Ha consigliato il primo ministro di tenere ciò in mente. Le nostre fonti aggiungono: Delle squadre della difesa aerea siriane sono già state addestrati in Russia sulla gestione delle batterie di intercettori S-300, che possono entrare in servizio non appena vengano sbarcati da uno dei voli arerei quotidiani dalla Russia alla Siria. Ufficiali della difesa aerea russa supervisioneranno il loro schieramento e la loro preparazione operativa. Mosca non reagisce solo alle operazioni aeree di Israele contro la Siria, ma anche in previsione dell&#8217;imminente decisione dell&#8217;amministrazione Obama di inviare le prime armi statunitensi ai ribelli siriani</em>.”<br />
I dettagli delle armi russi sono importanti. Riguardano due sistemi d&#8217;arma verso cui gli israeliani hanno dimostrato di avere una grande paura. Hanno già chiesto ai russi, al massimo livello (primo ministro) e a più riprese fin dal 2007, di non inviare S-300 e SS-26 agli iraniani e ai siriani. Abbiamo già trovato numerose indicazioni sulla possibilità che i russi consegnino gli SS-26 ai siriani (<a href="http://www.dedefensa.org/article-du_roi_abdallah_de_jordanie_au_ss-26_l_arme_secr_te_des_russes_28_08_2008.html" target="_blank">28 agosto 2008</a>, <a href="http://www.dedefensa.org/article-regard_sur_le_flou_syrien_et_explosif_11_12_2012.html" target="_blank">11 dicembre 2012</a> e <a href="http://www.dedefensa.org/article-du_patriot_l_iskander_20_12_2012.html" target="_blank">20 dicembre 2012</a>). Gli S-300 non hanno molta importanza per la Siria, per ora, ma è proprio adesso il problema. Entrambi i casi sono teoricamente molto preoccupanti per Israele.<br />
• L&#8217;SS-26 è un&#8217;arma offensiva dalla gittata sufficiente a minacciare in profondità Israele dai Paesi vicini. È molto precisa, molto difficile da rilevare ed estremamente difficile da intercettare. In termini di comunicazione e di simbolismo (ovviamente non parliamo dell&#8217;efficacia), vi è il fatto che l&#8217;SS-26 è un arma a doppia capacità (convenzionale e nucleare).<br />
• L&#8217;S-300, a causa della sua gittata, elimina il vantaggio aereo essenziale dell&#8217;IAF, che interviene spesso contro la Siria in modalità <em>&#8220;stand-off&#8221;,</em> cioè da una posizione distante (spesso lo spazio aereo libanese) e sparando missili a lungo raggio, ma questo intervallo è più o meno equivalente appunto all&#8217;S-300. La vasta gittata dell&#8217;S-300 è una grave minaccia siriana all&#8217;aviazione militare israeliana.<br />
Non discutiamo qui il fatto se ci siano state effettivamente delle consegne&#8230; L&#8217;annuncio di molte  consegne o di possibili consegne di queste armi, è di per sé una terribile arma della comunicazione. Ciò significa che la Russia, se lo era, non si ritiene più obbligata ad alcun passato accordo con Israele a non inviare tali armi, se non nel caso estremo in cui ci sarebbe stata una tale decisione. Legami o relazioni tra Israele e Russia in materia di sicurezza sono complesse e talvolta sorprendenti. La Russia può avere nei confronti d&#8217;Israele un approccio &#8220;comprensivo&#8221;. Al contrario, se gli eventi l&#8217;ordinano, la Russia può avere una politica molto rigorosa, e gli israeliani, che conoscono e rispettano i russi, sanno che la determinazione russa in questo caso è un fattore importante che non ha nulla a che fare con la procrastinazione e la politica gommosa degli Stati Uniti in questo settore. Tutto ciò dimostra indirettamente che in questa circostanza, come in altre, ma forse ancora di più in questo caso, la critica dei responsabili della sicurezza nazionale a Netanyahu è fondata, e ricorda del resto quel che abbiamo riportato nel testo del <a href="http://www.dedefensa.org/article-notes_sur_une_guerre-_clair_en_coup_de_vent_07_05_2013.html" target="_blank">7 maggio 2013</a>, che riguardava direttamente Netanyahu: &#8220;<em>Secondo i capi del Shin Bet: mentre era al comando, Yaakov Peri, ritiene di non aver ricevuto durante i sei anni del suo mandato, alcun ordine dai successivi governi. Vi è questa formula, i cui termini sono condivisi dai suoi colleghi: Israele ha vinto la maggior parte delle battaglie, ma senza vincere la guerra. &#8216;Non sapevamo da che parte andare&#8217;, dice Peri. &#8216;C&#8217;era sempre una visione tattica, ma mai strategica&#8217;</em>.&#8221;<br />
Se Putin in realtà ha detto a Netanyahu ciò che DEBKAfiles dice, o anche solo la metà di quello che <em>DEBKAfiles</em> dice, per Netanyahu la situazione è grave&#8230; Erdogan ha ragione quindi nel parlare di un &#8220;regalo&#8221;, che si può definire stupido, fatto da Netanyahu alla Siria. Il vero &#8220;dono&#8221; fatto alla Siria è avere aperto la strada alla Russia&#8230; Finora la Russia consegnava armi alla Siria seguendo un argomento che continuava ad indebolirsi, secondo cui adempiva ai vecchi contratti e/o consegnava principalmente attrezzature che non avevano alcun ruolo nella &#8220;guerra siriana&#8221;. Valido un anno fa, questo argomento è ormai vulnerabile e traballante a causa del prorogarsi e dell&#8217;approfondirsi del conflitto, mettendo la Russia in una posizione più vulnerabile nei confronti del suo &#8220;partner&#8221; del blocco BAO. Ma poi improvvisamente Israele crea la nuova dimensione dell&#8217;aggressione esterna alla sovranità della Siria, un argomento convincente che implica l&#8217;illegalità, la minaccia di un conflitto più ampio che costituirebbe un rischio terribile per la sicurezza della regione, ecc.; tutti argomenti molto forti a favore dell&#8217;atteggiamento russo nei negoziati come nella crisi in generale. Quindi, la Russia può dire che invia armi ad Assad al fine di proteggere la sovranità di un Paese, per contrastare l&#8217;espansione della guerra, per rispondere a un comportamento che può essere descritto non solo illegale, ma anche irresponsabile e catastrofico, tutto a spese d&#8217;Israele. La Russia è ancora una volta in una posizione di grande forza, sapendo discretamente di poter anche intervenire, rendendo un fatto se questo e quest&#8217;altro armamento avanzato venga consegnato e gestito da squadre russe.<br />
Vediamo che S-300 e SS-26, consegnati o no, sono armi molto potenti innanzitutto sul piano della comunicazione. La loro evocazione, in una situazione in cui diventa accettabile, e anche quasi logico e indirettamente &#8220;legale&#8221; fornire tali sistemi, introducendo una terribile minaccia per Israele, non avendo mai nascosto la propria paura per tali armi. Israele perde quei vantaggi che tanto gli servivano ora: una posizione di pseudo-neutralità molto assertiva, supportata dalla minaccia aerea  contro cui nessuno, nella regione, avrebbe potuto fare molto. Dalla scorsa settimana e dalla chiamata di Putin a Netanyahu di ieri, questa percezione è andata in frantumi. Israele viene ora visto strategicamente molto vulnerabile, e questo per un vantaggio aleatorio e puramente tattico. La Siria ha ricevuto un dono regale, la Russia è più che mai padrona del gioco. SS-26 o no, S-300 o no, vi è la possibilità che queste cose inquietanti vengano effettivamente introdotte in Siria&#8230;</p>
<p>Traduzione di Alessandro Lattanzio &#8211; <em><a href="http://sitoaurora.altervista.org/home.htm" target="_blank">SitoAurora</a></em></p>
<br />Archiviato in:<a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/difesa/'>Difesa</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/eurasia/'>Eurasia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/geopolitica/'>Geopolitica</a> Tagged: <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/9k720-iskander/'>9K720 Iskander</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/antisionismo/'>antisionismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/armamenti/'>armamenti</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/attacco-aereo/'>attacco aereo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/bashar-al-assad/'>Bashar Al Assad</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/benjamin-netanyahu/'>Benjamin Netanyahu</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/covert-operation-2/'>covert operation</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/covert-operations/'>Covert Operations</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/debka-com/'>Debka.com</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/difesa-aerea/'>difesa aerea</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/eurasia-2/'>eurasia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/federazione-russa/'>Federazione Russa</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/geoeconomia/'>Geoeconomia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/geopolitica/'>Geopolitica</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/geostrategia/'>Geostrategia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/imperialismo/'>Imperialismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/intelligence/'>intelligence</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/israele/'>Israele</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/mashreq/'>Mashreq</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/mass-media/'>mass media</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/medioriente/'>medioriente</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/missili/'>missili</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/missili-tattici/'>missili tattici</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/nuovo-ordine-mondiale/'>Nuovo ordine mondiale</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/resistenza/'>resistenza</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/russia/'>Russia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/s300/'>S300</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/servizi-segreti/'>servizi segreti</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/shanghai/'>Shanghai</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/siria/'>Siria</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/sistema-di-difesa-aerea/'>sistema di difesa aerea</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/sistemi-darma/'>sistemi d'arma</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/sovranismo/'>sovranismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/sovranita/'>sovranità</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/ss26/'>SS26</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/vladimir-putin/'>Vladimir Putin</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/aurorasito.wordpress.com/3752/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/aurorasito.wordpress.com/3752/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3752&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Guerra in Oriente: come Khalkhin-Gol ha cambiato il corso della seconda guerra mondiale</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 20:15:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rakesh Krishnan Simha Indrus 7 maggio 2013 Nel 1939 un generale sconosciuto di nome Georgij Zhukov, sconfisse il Giappone nella battaglia di Khalkhin-Gol nelle steppe della Mongolia, spostando la traiettoria dell&#8217;espansionismo giapponese verso Pearl Harbour e le colonie asiatiche dell&#8217;Europa. Le ragioni delle spettacolari vittorie sovietiche in Europa durante la seconda guerra mondiale, possono essere [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3742&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Rakesh Krishnan Simha <em><a href="http://indrus.in/blogs/2013/05/07/war_in_the_east_how_khalkhin-gol_changed_the_course_of_wwii_24603.htm" target="_blank">Indrus</a></em> 7 maggio 2013</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Nel 1939 un generale sconosciuto di nome Georgij Zhukov, sconfisse il Giappone nella battaglia di Khalkhin-Gol nelle steppe della Mongolia, spostando la traiettoria dell&#8217;espansionismo giapponese verso Pearl Harbour e le colonie asiatiche dell&#8217;Europa.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/soldat_0.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3745" alt="soldat_0" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/soldat_0.jpg?w=630&#038;h=420" width="630" height="420" /></a>Le ragioni delle spettacolari vittorie sovietiche in Europa durante la seconda guerra mondiale, possono essere ricondotte a una poco nota, ma significativa, battaglia che ebbe luogo in Asia ben due anni prima che Adolf Hitler invadesse l&#8217;Unione Sovietica. Nell&#8217;agosto del 1939, poche settimane prima che Hitler e Stalin invadessero la Polonia, l&#8217;Unione Sovietica e il Giappone combatterono una massiccia battaglia tra carri armati a Khalkhin-Gol, al confine con la Mongolia. Fu la più grande battaglia di carri armati nel mondo fino a quel momento. Khalkhin-Gol cambiò radicalmente il corso della seconda guerra mondiale, e quindi la Storia. Ossessionati dalla schiacciante sconfitta, i giapponesi strapparono i loro piani per annettersi l&#8217;Estremo Oriente russo e la Siberia. Invece decisero che sarebbe stato più facile espandersi verso il Pacifico e il Sud-Est asiatico. Il risultato: Pearl Harbor e l&#8217;invasione giapponese delle colonie asiatiche dell&#8217;Europa.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Offensive e contrattacchi</strong><br />
Se si avesse l&#8217;opportunità di viaggiare indietro nel tempo, si cerchi di evitare la Russia nel 1917.  Alcune cose davvero terribili stavano succedendo lì: la caduta dello zar, la rivoluzione bolscevica e una guerra civile intercontinentale. Tutto questo nel bel mezzo di una guerra mondiale durante la quale l&#8217;esercito tedesco arrivò a 500 km da St. Pietroburgo. (Sì, questo era prima che riapparissero nei paraggi durante la seconda guerra mondiale). Vedendo il vicino gigante in difficoltà, i giapponesi occuparono le sue province dell&#8217;Estremo Oriente e parti della Siberia nel 1918. Tuttavia, l&#8217;avventurismo giapponese non durò a lungo. Nel 1922, i comunisti poterono concentrare le loro forze e costrinsero Tokyo a ritirarsi da quei territori. Ma nel 1931 il Giappone ritornò occupando la Manciuria dove creò lo Stato fantoccio del Manchukuo. Ciò era abbastanza allarmante dal punto di vista dei russi, perché la Transiberiana, il loro unico legame con l&#8217;Estremo Oriente russo, adesso era  alla portata del territorio occupato dai giapponesi. Un altro temibile fattore fu il patto anti-comunista firmato nel 1936 tra la Germania e il Giappone, e successivamente raggiunto da altri Paesi, tra cui Italia, Spagna, Turchia, Croazia, Ungheria e Finlandia.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Motivazioni e paure del Giappone</strong><br />
<a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/gv8ug2attupindoytznozhav20k.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3743" alt="GV8UG2aTTupiNDOYTZNOZHaV20k" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/gv8ug2attupindoytznozhav20k.png?w=300&#038;h=241" width="300" height="241" /></a>I giapponesi avevano validi motivi per espandersi in Asia. Uno, si era ancora nell&#8217;età degli imperi. Se i nazisti parlavano di Lebensraum (spazio vitale in più per i tedeschi dagli occhi azzurri) a occidente, dall&#8217;altra parte del globo il Giappone spacciava la sua Grande Asia Orientale-Sfera di coprosperità, un eufemismo per la propria versione di <em>Lebensraum.</em> Il secondo fattore furono le risorse naturali, tra cui il petrolio. L&#8217;Estremo Oriente della Russia, per esempio, essendo sotto-abitato, sotto-difeso e sovrabbondante di risorse, era semplicemente troppo allettante.<br />
Essendo potenze sul Pacifico, Russia e Giappone erano rivali da decenni. Nella guerra russo-giapponese del 1905, il Giappone aveva affondato l&#8217;intera flotta russa che aveva imprudentemente circumnavigato il mondo dal Mar Baltico. Il Giappone aveva anche occupato Vladivostok durante la guerra civile russa. Ma dal 1930 la Russia risorse. Lo Stato Maggiore Generale Imperiale di Tokyo era particolarmente preoccupato per la minaccia dei sommergibili sovietici alle rotte giapponesi, e per la possibilità che i bombardieri sovietici di Vladivostok potessero colpire l&#8217;entroterra giapponese.<br />
Il Giappone aveva due opzioni strategiche. Il Gruppo dei generali per l&#8217;Attacco a Nord dell&#8217;esercito giapponese voleva occupare la Siberia fino al Lago Bajkal, per via delle sue risorse. Il Gruppo per l&#8217;Attacco al Sud, sostenuto dalla Marina giapponese, cercava le ricche terre del sud-est asiatico, che erano sotto il dominio traballante di potenze europee come Gran Bretagna, Paesi Bassi e Francia.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Colpire in Cina e in Mongolia</strong><br />
Il Gruppo per l&#8217;Attacco a Nord prevalse. Nel 1937, i giapponesi, convinti che le purghe di Stalin del 1935-1937 avessero paralizzato il corpo degli ufficiali sovietici, entrarono in Cina. Il Paese era nel bel mezzo di una guerra civile e non avrebbe potuto reagire. L&#8217;invasione occupò rapidamente Shanghai e Nanchino, dove furono uccisi milioni di civili cinesi. I russi, temendo l&#8217;accerchiamento da parte del Giappone e della Germania, agirono rapidamente. Conclusero un trattato con la Cina, fornendo aiuti finanziari e militari; 450 piloti e tecnici e 225 aerei da guerra furono inviati in Cina nel 1937. Ma la vera posta in gioco venne puntata sulle steppe mongole. Nei mesi di luglio e agosto 1938, il Giappone e l&#8217;URSS si scontrarono ripetutamente al confine tra  Mongolia (alleato dei sovietici) e Manciuria. Dopo aspre battaglie aero-terrestri, i giapponesi infine decisero per lo scontro totale. Scelsero la zona remota del Khalkhin-Gol, il fiume tra la Mongolia e la Manciuria. Nel maggio 1939 i giapponesi occuparono la zona intorno al villaggio di Nomonhan, sperando di sfidare la Russia. L&#8217;esercito giapponese era fiducioso che la propria forza d&#8217;attacco avrebbe colpito il nemico &#8220;<em>come la mannaia del macellaio smembra un pollo</em>&#8220;.<br />
Il comando delle forze sovietiche fu affidato a un generale relativamente sconosciuto, che era sfuggito alle sanguinose purghe di Stalin per puro caso. Questi era il 42enne Comandante di Corpo Georgij Zhukov. A metà agosto, Zhukov aveva raccolto 50.000 soldati, 216 pezzi di artiglieria e 498 veicoli blindati tra cui carri armati. Il supporto aereo era fornito da 581 velivoli. Alle 05:00 del 20 agosto 1939, Zhukov colpì. Iniziarono 200 bombardieri sovietici che martellarono le posizioni giapponesi. Quando i bombardieri si ritirarono, un massiccio sbarramento di artiglieria iniziò, durando quasi tre ore. Nel frattempo, gli aerei tornarono per un secondo bombardamento. Infine, Zhukov ordinò all&#8217;artiglieria un tiro di sbarramento di 15 minuti sui concentramenti delle truppe giapponesi. &#8220;<em>I giapponesi erano rannicchiati nelle loro trincee sotto il bombardamento più pesante a cui qualsiasi unità giapponesi era mai stata sottoposta</em>&#8220;, scrive Stuart D. Goldman in <em>Nomonhan 1939: la vittoria dell&#8217;Armata Rossa che decise la seconda guerra mondiale</em>. &#8220;<em>L&#8217;artiglieria sparava 2-3 colpi al secondo. Terra e cielo pulsavano</em>.&#8221;<br />
Con la propria artiglieria eliminata, i giapponesi erano indifesi contro i carri armati dotati di lanciafiamme, che un ufficiale giapponese descrisse &#8220;<em>sputare dardi rossi come lingue di serpenti</em>&#8220;.  Un comandante d&#8217;artiglieria giapponese descrisse il bombardamento, riverberante come &#8220;<em>i gong dell&#8217;inferno</em>&#8220;. L&#8217;effetto, fisicamente e psicologicamente, fu sconvolgente. L&#8217;epilogo si ebbe quando i soldati giapponesi, traumatizzati, erano così a corto di acqua che per disperazione bevettero il liquido dei radiatori dei loro veicoli, immobilizzandoli. Ciò che seguì fu un assalto combinato. La fanteria sovietica attaccò il centro giapponese e i corazzati circondarono i fianchi giapponesi.  Nell&#8217;11.mo giorno della battaglia, la forza giapponese era decimata e circondata. Poche unità giapponesi riuscirono a rompere l&#8217;accerchiamento, ma coloro che rimasero furono finiti dagli attacchi aerei e dall&#8217;artiglieria. Il 16 settembre la guerra non dichiarata venne dichiarata finita.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Cambiare il corso della storia</strong><br />
<a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/georgi-zhukov.jpg"><img class="alignleft" alt="Georgi-Zhukov" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/georgi-zhukov.jpg?w=210&#038;h=300" width="210" height="300" /></a>Khalkhin-Gol ebbe due importanti risultati. Uno, assicurò le retrovie della Russia. I militaristi imperialisti del Giappone si resero conto di aver gravemente sottovalutato i sovietici. Non avrebbero mai più minacciato l&#8217;URSS. Ed infatti quando la Germania attaccò, i giapponesi, nonostante la tentazione e la pressione di Hitler, ne rimasero alla larga. Zhukov assicurò che la Germania e il Giappone non avessero mai la possibilità di collegare le loro aree conquistate attraverso la Russia. I militari sovietici, oberati, furono in grado di concentrare le proprie forze su un solo fronte. Poterono muovere 15 divisioni di fanteria, tre divisioni di cavalleria, 1.700 carri armati e 1.500 aerei dall&#8217;Estremo Oriente al fronte europeo. Questi rinforzi trasformarono l&#8217;andamento nella battaglia di Mosca nel 1941 (Ma non è vero! NdT). La battaglia catapultò Zhukov ai vertici militari sovietici. Molti dei suoi compagni di trincea a Khalkhin-Gol, in seguito, divennero importanti comandanti in tempo di guerra. S. I. Bogdanov, Capo di Stato Maggiore di Zhukov, continuò a comandare la Seconda Armata corazzata della Guardia, una delle formazioni meccanizzate d&#8217;élite che giocarono un ruolo importante nella sconfitta della Germania. Khalkhin-Gol dimostrò la fattibilità delle tattiche militari sovietiche. Un anno dopo aver contrattaccato respingendo i tedeschi da Mosca, Zhukov pianificò ed eseguì la sua offensiva nella battaglia di Stalingrado, utilizzando una tecnica simile a Khalkhin-Gol. In questa battaglia, le forze sovietiche mantennero il nemico al centro, costruendo una forza massiccia nelle zone inosservate, e lanciò un attacco a tenaglia intrappolando i tedeschi.<br />
In secondo luogo, i pianificatori della guerra giapponesi cominciarono a guardare ai possedimenti coloniali inglesi, francesi e olandesi nel sud-est asiatico, che offrivano maggiori prospettive di espansione. Mentre gli eserciti europei venivano sonoramente battuti dalla Germania, il Gruppo per l&#8217;Attacco a Sud discese spazzando e occupando le loro colonie uno a uno, con la più spettacolare vittoria avutasi nella battaglia di Singapore, dove sconfissero 135.000 truppe inglesi. L&#8217;umiliazione degli ufficiali e dei soldati inglesi di fronte ai popoli asiatici assoggettati, giocò un ruolo enorme nel porre fine al colonialismo in Asia. La marcia d&#8217;inversione del Giappone, inoltre, lo gettò a capofitto nella guerra contro gli Stati Uniti, con il susseguente brillante, anche se in definitiva controproducente, attacco a Pearl Harbor del 7 dicembre 1941.<br />
Il resto, come si dice, è storia.</p>
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<p>Traduzione di Alessandro Lattanzio &#8211; <em><a href="http://sitoaurora.altervista.org/home.htm" target="_blank">SitoAurora</a></em></p>
<br />Archiviato in:<a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/difesa/'>Difesa</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/eurasia/'>Eurasia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/geopolitica/'>Geopolitica</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/category/storia/'>Storia</a> Tagged: <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/adolf-hitler/'>Adolf Hitler</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/armata-rossa/'>Armata Rossa</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/asia/'>Asia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/battaglia/'>battaglia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/battle-of-khalkhin-gol/'>Battle of Khalkhin Gol</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/carri-armati/'>carri armati</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/cina/'>Cina</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/colonialismo/'>colonialismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/colonie/'>colonie</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/estremo-oriente/'>Estremo Oriente</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/eurasia-2/'>eurasia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/europa/'>europa</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/geo-energia/'>geo-energia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/geo-risorse/'>geo-risorse</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/geoeconomia/'>Geoeconomia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/geoenergia/'>geoenergia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/geopolitica/'>Geopolitica</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/georghij-zhukov/'>Georghij Zhukov</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/georisorse/'>georisorse</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/geostrategia/'>Geostrategia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/germania/'>Germania</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/giappone/'>Giappone</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/imperialismo/'>Imperialismo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/japan/'>Japan</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/khalkhin-gol/'>Khalkhin-Gol</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/lebensraum/'>Lebensraum</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/manchukuo/'>Manchukuo</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/manciuria/'>Manciuria</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/mongolia/'>Mongolia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/nuovo-ordine-mondiale/'>Nuovo ordine mondiale</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/oceano-pacifico/'>Oceano Pacifico</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/pacifico/'>Pacifico</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/pearl-harbor/'>Pearl Harbor</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/russia/'>Russia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/seconda-guerra-mondiale/'>seconda guerra mondiale</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/siberia/'>Siberia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/stati-uniti/'>Stati Uniti</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/storia-militare/'>Storia Militare</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/talassocrazia/'>talassocrazia</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/tanki/'>tanki</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/unione-sovietica/'>Unione Sovietica</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/urss/'>URSS</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/usa/'>USA</a>, <a href='http://aurorasito.wordpress.com/tag/vladivostok/'>Vladivostok</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/aurorasito.wordpress.com/3742/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/aurorasito.wordpress.com/3742/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3742&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ed ecco l&#8217;islamo-sionismo in tutto il suo splendore</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 16:50:02 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Karim Zmerli <em><a href="http://www.tunisie-secret.com/Et-voici-l-islamo-sionisme-dans-toute-sa-splendeur_a383.html" target="_blank">Tunisie-Secret</a></em> 6 maggio 2013</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/396972.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3739" alt="396972" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/396972.jpg?w=300&#038;h=227" width="300" height="227" /></a>L&#8217;ultima aggressione israeliana contro la Siria, se necessario, conferma l&#8217;alleanza tattica e strategica tra islamisti e sionisti, tra Arabia Saudita, Qatar e Turchia, da una parte e Israele, Stati Uniti d&#8217;America ed Europa dall&#8217;altra. Un&#8217;alleanza assai vecchia, nonostante le apparenze e la propaganda islamista. Coloro che ancora non capiscono la &#8220;primavera araba&#8221; e la &#8220;rivoluzione dei gelsomini&#8221; si diano una svegliata.<br />
Contro ogni previsione e per il dispiacere degli pseudo-rivoluzionari, la Siria non è caduta come la Tunisia, la Libia, l&#8217;Egitto e, in misura minore, Yemen e Marocco. Peggio per i soldati della NATO e i mercenari dell&#8217;imperialismo che si pretendono rivoluzionari, l&#8217;esercito arabo siriano negli ultimi sei mesi ha decapitato coloro che si definiscono ELS, cioè la Fratellanza musulmana siriana, la barbarica <em>al-Qaida</em> e gli islamo-terroristi stranieri (ceceni, tunisini, libici, sauditi, taliban, australiani, francesi, belgi, inglesi&#8230;) che hanno risposto alla Jihad invocata da Qaradawi, Rashid Ghannouchi e John McCain! L&#8217;eliminazione della mafia islamista s&#8217;è accelerata negli ultimi due mesi, nonostante il sostegno politico, mediatico, diplomatico, finanziario e militare degli &#8220;amici&#8221; degli arabi e dei  &#8220;difensori&#8221; della democrazia.<br />
Notando questo triste fallimento, davanti a un esercito patriottico e a una popolazione che non vuole la &#8220;primavera araba&#8221;, Israele ha abbandonato la sua &#8220;neutralità&#8221; nel disperato tentativo di salvare la sua quinta colonna in Siria. Neutralità solo relativa, poiché dall&#8217;avvio su Internet della campagna <em>The Syrian Revolution</em>, nel febbraio 2011, operazione in cui i cyber-collaborazionisti tunisini  hanno avuto un ruolo centrale, i servizi israeliani erano già coinvolti. In pieno coordinamento con l&#8217;emirato wahhabita del Qatar, che un filosofo tunisino ha chiamato Qatraele, e del governo islamista turco, Israele ha supportato militarmente e logisticamente i &#8220;ribelli&#8221;. Oltre alla distruzione della Siria, che gli si oppone da mezzo secolo, l&#8217;interesse di Israele è ovvio: la vendetta su <em>Hezbollah</em> che gli ha inflitto un&#8217;umiliante sconfitta nel 2006, e spezzare l&#8217;asse Teheran-Damasco-Beirut per isolare l&#8217;Iran fino ad attaccarlo con i suoi nuovi alleati sunniti.<br />
Contrariamente alla disinformazione della maggioranza dei media occidentali, secondo cui aerei da guerra israeliani hanno bombardato &#8220;<em>depositi di missili Fateh-110 trasportati dall&#8217;Iran per Hezbollah</em>&#8220;, gli attacchi del 4 e 5 maggio erano volti a salvare gli islamo-terroristi e ad allentare la presa sui mercenari dell&#8217;imperialismo e del sionismo nella regione di Ghouta, un sobborgo di Damasco. Questa aggressione, salutata dagli &#8220;Allah Akbar&#8221; della milizia islamo-terrorista, prendeva di mira anche il centro di ricerca militare di Jamraya, a nord di Damasco, che era già stato attaccato a fine gennaio dagli aerei da guerra israeliani. Inoltre, è stata presa di mira una caserma. Secondo <em>RussiaToday,</em> queste incursioni avrebbero causato centinaia di morti (in realtà &#8216;solo&#8217; quattro. NdT). Dei venti velivoli che hanno condotto il raid, due sono stati colpiti dalla difesa aerea e un terzo è stato abbattuto. Entrambi i piloti, Samuel Azar ed Eysson Gary, sono stati catturati.<br />
Mentre la Lega Araba, che dalla &#8220;rivoluzione dei gelsomini&#8221; è diventata preda dello sceicco  Hamad, ha solo lanciato un vago appello al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e la presidenza egiziana vede in questa &#8220;aggressione&#8221;, &#8220;<em>una violazione dei principi e del diritto internazionale, che (&#8230;) minacciano la sicurezza e la stabilità della regione</em>&#8220;, come era perfettamente prevedibile, l&#8217;usurpatore del governo tunisino, proposto da John McCain e Joe Lieberman, riveduto e corretto dallo sceicco Hamad e dalla sceicca Moza, non ha per nulla risposto a questa aggressione contro la Siria. Normale per un governo venduto e vassallo, il primo a rompere le relazioni diplomatiche con la Siria, mentre la Tunisia ospitava il primo congresso dei traditori e mercenari siriani.<br />
Il silenzio del governo dei vassalli tunisini è così insopportabile che anche il serissimo sito Kapitalis ha dovuto reagire in modo insolito: “<em>Né Moncef Marzuqi, primo responsabile della diplomazia tunisina, né Ali Larayedh, da cui dipende il ministero degli Esteri, né ancora il ministro responsabile di questo reparto, il cosiddetto diplomatico Othman Jarandi, si sono sentiti in obbligo di pubblicare una dichiarazione, anche concisa, di condanna, accennata e pro forma, dell&#8217;attacco dell&#8217;aviazione militare israeliana contro il Centro di Ricerca Scientifica Jamraya a Damasco, nella notte tra sabato e domenica&#8230; Marzuqi e Larayedh attendono istruzioni dall&#8217;emiro del Qatar e dal suo ministro degli esteri, per sapere che posizione prendere?</em>” Ci rassicurano i nostri colleghi di Kapitalis, secondo cui  il governo usurpatore e venduto di Tunisi, alla fine rilascerà una dichiarazione che condanna l&#8217;aggressione israeliana, come del resto l&#8217;emirato del Qatar, per anestetizzare la piazza araba.  Mentre il governo degli Stati Uniti ha già giustificato l&#8217;aggressione israeliana nella sua solita formula: &#8220;<em>Israele ha il diritto di difendersi dagli Stati che minacciano la sua sicurezza</em>&#8220;!<br />
Dalla &#8220;rivoluzione dei gelsomini&#8221;, che ha annunciato la &#8220;primavera araba&#8221;, gli israeliani avevano scelto il loro campo, i &#8220;democratici&#8221; contro la &#8220;dittatura&#8221;, i &#8220;diritti umani&#8221; contro la &#8220;tirannia&#8221;. In modo che le persone non capiscano niente, la propaganda cristiano-sionista ha convinto il pubblico arabo che Ben Ali, Mubaraq e Gheddafi fossero &#8220;agenti dell&#8217;America&#8221; e del &#8220;Mossad&#8221;, attribuendo il proprio tradimento e il proprio servilismo imperialista-sionista ai loro avversari politici. Con l&#8217;aiuto dei cyber-collaborazionisti, era stato detto che Ben Ali e Mubaraq avevano sparato sui manifestanti con proiettili dell&#8217;esercito israeliano, che ufficiali dell&#8217;esercito israeliano assistevano e consigliavano l&#8217;esercito di Gheddafi contro i mercenari di Bengasi&#8230;<br />
Dalla &#8220;rivoluzione dei gelsomini&#8221; nel gennaio 2011, tutto era chiaro, tuttavia, per coloro che hanno una minima esperienza politica e conoscenza della geopolitica. Le cose diventano ancora più chiare quando il numero tre di <em>al-Qaida,</em> Abdelhakim Belhadj, e il numero uno del sionismo francese, Bernard-Henri Levy, erano mano nella mano nella distruzione della Libia. La stessa coppia incestuosa ha continuato la sua macabra crociata contro la Siria, sperando di finire lo sporco lavoro il più rapidamente possibile, per poi dedicarsi all&#8217;Algeria. Ma la Siria, governanti e governati, resiste. Ed è a causa della resistenza di questa grande Nazione che subito Israele è passato dal soft power alla forza bruta&#8230; svelando l&#8217;alleanza islamico-sionista.</p>
<p>Traduzione di Alessandro Lattanzio &#8211; <em><a href="http://sitoaurora.altervista.org/home.htm" target="_blank">SitoAurora</a></em></p>
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		<title>Il gioco del Qatar in Tunisia</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 11:31:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Kapsa* Tunisie-Secret 1 maggio 2013 Il riconoscimento tardivo dell&#8217;intellighenzia tunisina, in questo articolo di Kapsa, pseudonimo di un accademico franco-tunisino, esprime una malinconia che la dice lunga sulla disillusione nella società tunisina. Siamo lontani dall&#8217;euforia rivoluzionaria che la Tunisia ha vissuto due anni fa. L&#8217;articolo qui sotto è stato pubblicato l&#8217;1 maggio 2013, su Politique-Actu.com. [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3728&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Kapsa* <em><a href="http://www.tunisie-secret.com/Les-dessous-du-jeu-qatari-en-Tunisie_a377.html" target="_blank">Tunisie-Secret</a></em> 1 maggio 2013</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/1763790_3_0413_rached-ghannouchi-chef-du-parti-islamiste_aa544e25556e509700f6ff417c7555f7.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3731" alt="1763790_3_0413_rached-ghannouchi-chef-du-parti-islamiste_aa544e25556e509700f6ff417c7555f7" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/1763790_3_0413_rached-ghannouchi-chef-du-parti-islamiste_aa544e25556e509700f6ff417c7555f7.jpg?w=630"   /></a><em>Il riconoscimento tardivo dell&#8217;intellighenzia tunisina, in questo articolo di Kapsa, pseudonimo di un accademico franco-tunisino, esprime una malinconia che la dice lunga sulla disillusione nella società tunisina. Siamo lontani dall&#8217;euforia rivoluzionaria che la Tunisia ha vissuto due anni fa. L&#8217;articolo qui sotto è stato pubblicato l&#8217;1 maggio 2013, su Politique-Actu.com.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Due anni dopo lo scoppio di quella che è comunemente chiamata la &#8220;primavera araba&#8221;, cominciamo a capire meglio i pro e i contro di questa cosiddetta rivoluzione araba, che ha instaurato l&#8217;oscurantismo islamico e, soprattutto, degli incompetenti come Ghannouchi in Tunisia e Morsi in Egitto, con l&#8217;approvazione degli Stati Uniti e il finanziamento saudita-qatariota. Da quei giorni tristi si assiste alla messa in discussione delle conquiste, pagate a caro prezzo dalla Tunisia, un piccolo Paese con scarsi mezzi finanziari ma grandi capacità umane, alla sistematica distruzione delle basi storiche di questo Paese che ha sempre conosciuto e praticato l&#8217;Islam ampiamente contestualizzato e quindi aperto e tollerante. Da allora, è stato sostituito un regime certamente non democratico, ma moderno e laico, con i nuovi despoti attuali, dei piccoli &#8220;barboncini&#8221; ben addomesticati pronti a servire gli interessi stranieri, a cui sono in gran parte asserviti. Qualcuno potrebbe rispondere dicendo che questo è un complotto di gente al soldo del vecchio regime. La verità è che le persone, presumibilmente liberate, rimpiangono amaramente il passato regime, alcune arrivando a chiederne il ritorno oggi, rifiutando in blocco <em>al-Nahda</em> e il suo dilettantismo politico, accoppiato all&#8217;incompetenza permanente.<br />
Quali sono le ragioni occulte di questi principi del deserto, afflitti dallo scherno e dall&#8217;ignoranza delle qualità del popolo tunisino, che ha cominciato a organizzarsi contro il complotto islamo-capitalista di cui la Tunisia è ostaggio? In effetti, tutto è partito dagli attacchi terroristici contro gli Stati Uniti e dalla conseguente invasione dell&#8217;Afghanistan, poi gli statunitensi hanno cambiato strategia nell&#8217;affrontare le diverse correnti islamiche, mutando la posizione assunta fin lì, che considerava gli islamisti un pericolo e dei nemici da combattere. Il rovesciamento di valori e il cambiamento fondamentale nella strategia politica degli Stati Uniti, utilizzerà gli islamisti pentiti e cosiddetti moderati come nuovi guardiani degli interessi statunitensi nel mondo arabo. Lo strumento di questa nuova alleanza USA-islamista, lungi dall&#8217;essere un&#8217;alleanza contro natura, è stata la riproposizione del solito ritornello, in questo tipo di situazione, della costruzione della democrazia e dei diritti umani in questi Paesi, dove è vero che sono da lungo negate, ma con la cauzione e il sostegno degli USA stessi e dei loro &#8220;pupazzi&#8221; dell&#8217;Europa e dei Paesi arabi del Golfo. L&#8217;installazione di queste nuove dittature oscurantiste e reazionarie, obbedisce a determinate condizioni imposte dagli Stati Uniti:<br />
1) accettare il controllo degli Stati Uniti sulle risorse energetiche, tra cui il petrolio del mondo arabo;<br />
2) imporre lo Stato d&#8217;Israele come unica potenza regionale a spese dei legittimi diritti storici dei martiri palestinesi;<br />
3) fermare definitivamente tutti gli attacchi e le attività terroristiche contro gli Stati Uniti ed i suoi interessi nel mondo;<br />
Ma tutti sanno che i diritti umani sono l&#8217;ultima preoccupazione, o meglio l&#8217;ultimo &#8220;avatar&#8221;, secondo il genetista Axel Kahn, della missione civilizzatrice delle ex potenze coloniali e neo-coloniali di oggi. Per provarlo, basta controllare un libro di riferimento su tale diabolico piano degli Stati Uniti, scritto da Robert Dreyfus e dal suggestivo titolo &#8220;<em>Devil’s Game. How the United States Helped Unleash Fundamentalist Islam</em>&#8220;, pubblicato nel novembre 2005. Questi Paesi liberati affrontano oggi la crescente influenza del wahhabismo, considerato una forma estrema di Islam politico, manipolato dagli Stati Uniti, come l&#8217;autore fa notare in modo eccellente. Questo piano venne semplicemente accelerato dal presidente democratico Obama, quando salì al potere negli Stati Uniti. Va ricordato che il presidente Obama aveva un padre keniota musulmano, ed è cresciuto in un ambiente musulmano con un patrigno musulmano indonesiano, conosce bene questo tipo di Islam, piuttosto chiuso e rivolto al comunitarismo e all&#8217;isolazionismo, che contrasta con l&#8217;Islam maggioritario della nazione arabo-musulmana e in particolare nel Maghreb; parlo di un Islam ampiamente contestualizzato, tollerante, aperto al suo ambiente regionale e internazionale, come nel caso della Tunisia.<br />
Va detto che all&#8217;arrivo di Obama alla Casa Bianca, gli islamisti non potevano sperare in un alleato migliore per iniziare finalmente la loro tanto attesa conquista del potere nel mondo arabo, dopo tanti anni di emarginazione e di repressione. Gli islamisti, però, sbagliano e quasi commettono un peccato imperdonabile facendosi tentare da una potenza straniera generalmente islamofoba che cerca solo di assicurare e perpetuare i propri interessi e quelli dei suoi alleati. In breve, questa nuova generazione di dittatori al servizio degli stranieri non si è ancora resa conto di quanto gli Stati Uniti saranno nemici della democrazia e della libertà dei popoli, quando i loro interessi vitali ne saranno toccati. Credo con convinzione alla strategia degli Stati Uniti per indebolire l&#8217;Islam e i musulmani con l&#8217;unico vero veleno che hanno trovato finora, gli islamisti, e che sembra avere effetto. E&#8217; attraverso questa strategia diabolica e machiavellica che la leadership degli Stati Uniti s&#8217;inserisce nel mondo arabo, dopo l&#8217;assai controversa &#8220;primavera araba&#8221;. In altre parole, gli Stati Uniti di Obama sono passati da una certa ostilità per le correnti e le varie organizzazioni islamiche nel mondo, gran parte delle quali incluse nella lista completa dei movimenti terroristici, a quasi alleato strategico dei Fratelli musulmani e dei loro accoliti tunisini. E&#8217; il piccolo Stato del Qatar responsabile dell&#8217;attuazione di questa strategia pericolosa, che porta in sé i semi di gravi conseguenze destabilizzanti per i vari Paesi, già alle prese con delle gravi sfide socio-economiche.<br />
È il caso della Tunisia di oggi, dal momento che è il primo Paese ad aver vissuto questo grande inganno chiamato &#8220;primavera tunisina&#8221;, che non è altro che una grande truffa resa possibile dalla collusione di interessi che vanno ben oltre il popolo tunisino, che fino a ieri non vedeva, ma su cui oggi apre gli occhi, cominciando a chiamare le cose con il loro nome, e cioè che affronta una cospirazione imperialista-islamista, di cui inizia a coglierne i veri pericoli. Come spiegare altrimenti il sostegno quasi spontaneo delle principali monarchie del Golfo alla presunta rivolta tunisina? O anche come spiegare il sostegno finanziario e militare fornito dal Qatar e dall&#8217;Arabia Saudita ai cosiddetti combattenti per la libertà in Siria, che mettono in pericolo la stabilità del Paese e della regione nel complesso, vincolandola agli Stati Uniti e all&#8217;Europa in nome dei diritti umani e della democrazia? Chi sarà il prossimo Paese? Certamente l&#8217;Iran, il Libano e l&#8217;Algeria per poi finire il lavoro definendo un califfato che annetta tutti i Paesi così liberati.<br />
Il coinvolgimento di Doha nella politica interna tunisina è totale fin dalla cacciata dell&#8217;ex presidente Ben Ali, con tutto il suo peso finanziario usato per far a vincere le prime elezioni tunisine ad <em>al-Nahda,</em> non così trasparenti come vogliono far credere, visto che tale Paese ha firmato assegni per circa 300 milioni per il partito islamista <em>al-Nahda,</em> per consentirgli di raccogliere il massimo dei voti e vincere le elezioni. Questa è solo la parte visibile di un iceberg; accordi segreti sono stati firmati con gli islamisti tunisini su una sorta di cassa di guerra per governare la Tunisia da Doha, con effetti su tutti gli Stati coinvolti in questa primavera araba.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Siria, uno Stato attaccato da mercenari&#8230;</strong><br />
Il colmo è che la Tunisia è diventata una retroguardia della Jihad islamica, da cui decine di giovani disoccupati, indottrinati, addestrati, vanno a combattere in Siria per conto della grande jihad, con la promessa di ricevere una notevole somma di denaro. Questi giovani non tornano, perché coloro che cadono vengono cremati sul posto, non lasciando alcuna prova della presenza di mercenari jihadisti. Dopo un periodo di indottrinamento questi giovani vanno al confine con la Turchia, dove finiscono in un conflitto di cui non capiscono assolutamente nulla, se non che sono lì a lottare per il trionfo dello stendardo dell&#8217;Islam. In realtà, questo piccolo regno del deserto non vuole perdere la faccia e non si fermerà davanti a niente per far cadere il regime di Bashar al-Assad, consapevole del fatto che oramai assai coinvolto in questa cosiddetta primavera araba. Doha non ha altra scelta che adempiere a questa strategia machiavellica musulmano-americanista. L&#8217;assai rimpianto Shuqri Bel Aid non si ingannava quando parlò di complotto israelo-statunitense, anche alla vigilia della sua morte, per dominare il mondo arabo-musulmano mettendo alla sua testa governi islamici incompetenti, dei dilettanti della politica.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Appello al popolo e al governo algerini&#8230;</strong><br />
La Tunisia è ormai ostaggio del Qatar, quindi penso che sarà difficile sfuggire al complotto, mentre l&#8217;islamista <em>al-Nahda</em> rimane al potere. <em>Al-Nahda</em> rende conto al Qatar, dal momento che questo movimento deve la sua vittoria agli aiuti finanziari versati da Doha, permettendogli di acquistare voti. Questo è il motivo per cui esorto i nostri amici algerini, prossimo obiettivo di questa grande manipolazione, d&#8217;investire in Tunisia per far fallire questo piano, in gioco vi sono il futuro e la sicurezza dell&#8217;Algeria. Infatti, l&#8217;Algeria dispone di oltre 250 miliardi di dollari, con cui gli sarebbe possibile salvare la Tunisia e se stessa dal complotto. Investendo solo 3 miliardi di dollari per ricostruire la Tunisia, tra cui la costruzione della strada che colleghi il nord e il sud a lungo emarginato, e che continua ad esserlo oggi a due anni dalla rivolta tunisina. L&#8217;Algeria può essere il miglior baluardo contro lo strisciante wahbabismo che minaccia la stabilità del nostro caro Maghreb e del mondo arabo. La prova più evidente è la decisione del Qatar di concedere un prestito alla Tunisia di 5 miliardi all&#8217;enorme tasso d&#8217;interesse del 3,5%, il più alto dei mercati finanziari internazionali, più di quello che il FMI può offrire, mentre il Giappone ha offerto la stessa cifra per un misero 0,5%.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Qatar, Stato terrorista?</strong><br />
Non è più un tabù dire che questo piccolo emirato è fortemente coinvolto nel finanziamento del terrorismo islamico, oggi, in Siria e Mali. Questa verità non rischia oggi di essere scoperta sulla stampa tunisina agli ordini dei principi zelanti del Qatar; è l&#8217;articolo di un giornale algerino <em>The New Republic</em>, che evidenzia chiaramente il ruolo detestabile di questo Paese su tutti i fronti. E&#8217; stato pubblicato il 28 gennaio 2013, riprendendo un articolo pubblicato in Francia dal <em>Canard Enchaîne</em> del giugno 2012, dal titolo: &#8220;<em>Il nostro amico del Qatar finanzia gli islamisti in Mali.</em>&#8221; Questo Paese, infatti, finanzia i Fratelli musulmani egiziani, tunisini e i vari jihadisti in Siria, dopo che ha finito il suo sporco lavoro fornendo sostegno finanziario ai ribelli libici sostenuti dalla NATO, riuscendo ad abbattere Muammar Gheddafi, dopo aver supportato la sua cattura ed esecuzione sommaria, in condizioni di pura barbarie, indegne dell&#8217;islam e dei musulmani.<br />
Il ruolo del Qatar va al di là del Nord Africa, il suo obiettivo è imporsi come  attore chiave nell&#8217;Africa occidentale, per via della sua lunga presenza in Mali. Questo Paese e i suoi vicini sono davvero interessanti, sostanzialmente per la ricchezza di materie prime che richiede notevoli investimenti e infrastrutture per essere sfruttata. Sappiamo che il Qatar si è recentemente specializzato nell&#8217;applicazione di questo tipo di servizio, non mancherà di fornire la sua esperienza, e Doha nel fare ciò cercherà di consolidare la sua presa sul continente. Il successo di questo gioco demoniaco, almeno per il momento, in Tunisia e in Libia, ha dato le ali a questo insignificante emirato, con una politica di disinformazione diffusa dal suo strumento propagandistico, la rete <em>al-Jazeera,</em> che si accontenta di prendere ordini, dimenticando i più elementari principi di etica giornalistica.<br />
La Tunisia è una piccola parte di un più ampio piano di controllo dei Paesi che non rientrano nella linea wahhabita di Arabia Saudita e Qatar, che cercano anche di proteggersi dal presunto pericolo dell&#8217;asse Iran, Siria, <em>Hezbollah.</em> La verità è che cercano di non sprofondare nella Primavera Araba ed essere i prossimi obiettivi dei popoli di questa regione, volutamente tenuti nell&#8217;ignoranza totale dalla solita politica di pace sociale comprata con i proventi del petrolio e del gas. Sono fermamente convinto che sia davvero giunto il momento di affrontare, come un sol uomo questo piano distruttivo che gioca con la stabilità del continente, trasformando la Tunisia, Libia ed Egitto negli ostaggi dell&#8217;imperialismo islamo-capitalista. Oggi è la Siria, domani l&#8217;Algeria, il Libano, l&#8217;Iran e l&#8217;elenco è tutt&#8217;altro che esaustivo. Non si dimentichi il proverbio algerino che dice &#8220;<em>Sono le buche scavate dai topi che fanno cadere il cavallo</em>&#8220;.<br />
Sì! La Tunisia sta vivendo un passaggio significativo nella sua lunga storia, è a un punto di svolta nella sua storia così ricca, tuttavia, resto fiducioso sul futuro della Tunisia, sulla tolleranza, la forza della sua capacità umana e sulla leggendaria comprensione del suo popolo. Un Paese che ha dato alla luce la prima costituzione moderna in un Paese arabo-musulmano, organizzando un potere politico fondato il 26 aprile 1861 da Mohammed Bey Sadoq, dopo la proclamazione del Patto Fondamentale del 1857, un movimento di idee che ha a lungo ispirato le successive generazioni di desturiani, che chiesero costantemente la costituzione dai primi anni del XX.mo secolo fino alla Costituente dopo l&#8217;indipendenza. Un Paese che ha vissuto una drammatica immersione nella modernità sotto Ahmed Bey (1837-1855). Un Paese che si distingue per la sua originalità, che ha abolito la schiavitù il 23 gennaio 1846, due anni prima della Francia (27 aprile 1848). Un Paese, patria di grandi riformatori coraggiosi come Qair al-Din Pasha ha spiegato nel 1868, e cito, &#8220;<em>il futuro della civiltà islamica è legato alla modernizzazione</em>&#8220;. Un paese, quello dello sceicco Mohamed Snoussi, che nel 1897 auspicava la promozione dell&#8217;istruzione delle bambine, o di Abdelqadir Thaalbi, che propugnava la rimozione del hijab, che Bourguiba aveva definito un &#8220;miserabile straccio.&#8221; Il Paese di Mohamed Bayram, Tahar Haddad, emblemi del moderno riformismo tunisino. Un Paese che si distinse per una serie di leggi rivoluzionarie assai avanzate per il loro tempo, intendo il &#8220;Codice dello statuto personale&#8221; che diede diritti alle donne tunisine, come il consenso necessario al matrimonio, la creazione della causa di divorzio e l&#8217;abolizione della poligamia, o ancora il diritto all&#8217;aborto medico e sociale nel 1969, cinque anni prima che venisse concesso lo stesso diritto alle donne francesi&#8230;<br />
Questo Paese non può affondare nell&#8217;irrazionalità. Voglio credere che la Tunisia saprà sempre respingere i complotti e le strategie di destabilizzazione.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>(*) Il signor  Kapsa è lo pseudonimo di un accademico franco-tunisino specialista in questioni geostrategiche. Lo ringraziamo per questo contributo e questa appello coraggioso.</em></p>
<p>Traduzione di Alessandro Lattanzio &#8211; <em><a href="http://sitoaurora.altervista.org/home.htm" target="_blank">SitoAurora</a></em></p>
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<h3 style="text-align:center;"><strong>Vedasi: <a href="http://qatarbook.wordpress.com/about/" target="_blank">Qatar – L&#8217;assolutismo del XXI.mo secolo</a></strong></h3>
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		<title>L&#8217;Unione europea e la McJihad in Siria</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 08:57:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mahdi Darius Nazemroaya, Global Research, 5 maggio 2013 Interessanti sviluppi hanno luogo nell&#8217;Unione europea. L&#8217;allarme aumenta in tutta l&#8217;UE, mentre funzionari dell&#8217;Unione europea e di diversi Stati membri dell&#8217;UE esprimono timore per il ritorno di loro cittadini combattenti in Siria. L&#8217;allarme è iniziato quando sono stati emessi avvisi nei Paesi Bassi su cittadini olandesi che [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aurorasito.wordpress.com&#038;blog=21042422&#038;post=3720&#038;subd=aurorasito&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Mahdi Darius Nazemroaya, <a href="http://www.globalresearch.ca/the-european-union-and-the-mcjihad-in-syria/5333946?print=1" target="_blank"><em>Global Research</em></a>, 5 maggio 2013</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/siria-imperialismo.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3722" alt="siria-imperialismo" src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/05/siria-imperialismo.png?w=300&#038;h=224" width="300" height="224" /></a> Interessanti sviluppi hanno luogo nell&#8217;Unione europea. L&#8217;allarme aumenta in tutta l&#8217;UE, mentre funzionari dell&#8217;Unione europea e di diversi Stati membri dell&#8217;UE esprimono timore per il ritorno di loro cittadini combattenti in Siria. L&#8217;allarme è iniziato quando sono stati emessi avvisi nei Paesi Bassi su cittadini olandesi che si recano a combattere in Siria, seguiti dal Belgio. Poi, l&#8217;Ufficio europeo di polizia (Europol), le forze dell&#8217;ordine dell&#8217;UE che si occupano d&#8217;intelligence criminale, ha riferito che gli scontri in Siria potrebbero creare una futura ondata di terrorismo che potrebbe minacciare i membri dell&#8217;Unione europea, nel suo<a href="https://www.europol.europa.eu/sites/default/files/publications/europol_te-sat2013_lr.pdf" target="_blank"><em> EU Terrorism Situation and Trend Report (TE-SAT) for 2013</em></a>. Per quanto riguarda la Siria, sul rapporto Europol si legge: &#8220;<em>La Siria è divenuta la meta scelta dai combattenti stranieri nel 2012. Un certo numero di cittadini dell&#8217;UE è stato arrestato in Belgio, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito in viaggio da o per la Siria</em>.&#8221; (TE-SAT 2013, p.22).<br />
Il coordinatore antiterrorismo dell&#8217;UE, Gilles de Kerchove, ha poi precisato che circa cinquecento cittadini europei, soprattutto di Gran Bretagna, Francia e Irlanda, erano in Siria a combattere a fianco delle forze anti-governative con l&#8217;obiettivo di rovesciare il governo di Damasco. De Kerchove esprimerebbe le stesse preoccupazioni di Europol su questi cittadini dell&#8217;UE che ritornano nell&#8217;UE dai campi di battaglia in Siria. Le sue preoccupazioni sarebbero state riprese a Londra. Anche se il suo governo lavora per legalizzare il trasferimento di armi britanniche alle forze anti-governative in Siria, il ministro degli Esteri britannico, William Hague, ha avvertito della minaccia posta alla Gran Bretagna dai combattenti inglesi di ritorno dalla Siria. Poco dopo, la Germania ha confermato che cittadini tedeschi prendono parte alla lotta per rovesciare il governo siriano. In precedenza, si ebbe la notizia che anche un cittadino danese, ex prigioniero di Guantanamo, era stato ucciso negli scontri in Siria.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La<em> McJihad</em></strong><br />
La situazione è abbastanza paradossale. La Siria viene presentata, ora dall&#8217;UE, come preoccupante, per l&#8217;&#8221;assenza di Stato&#8221; e come &#8220;covo jihadista&#8221;. L&#8217;ironia è che i membri dell&#8217;UE, a fianco dei loro omologhi di Stati Uniti, Turchia, Giordania Arabia Saudita e Qatar, hanno promosso e agevolato l&#8217;intera McJihad in Siria con l&#8217;obiettivo finale di un cambio di regime a Damasco. Per più di due anni, gli appelli alla jihad contro Damasco sono stati diffusi in tutto il mondo da personaggi come Yusuf al-Qaradawi e altri pseudo-religiosi e tele-predicatori in Arabia Saudita e nelle tirannie del Consiglio di cooperazione del Golfo. I funzionari dell&#8217;UE non hanno detto niente. Inoltre, organizzazioni come i Fratelli musulmani, che reclutano combattenti da mandare in Siria, in realtà lavorano liberamente a Londra, dove hanno sede da molto tempo, così come organizzazioni simili che guardano alla Russia e all&#8217;Asia centrale per le fasi successive della McJihad. Dall&#8217;Afghanistan controllato dai taliban alla Somalia, i cosiddetti “Stati falliti”, operano per conto degli Stati Uniti, e questi stessi Paesi formano i gruppi degli &#8220;Amici della Libia&#8221; e degli &#8220;Amici del popolo siriano&#8221;. Questi Paesi dovrebbero essere chiamati, più correttamente, &#8220;Imperialismo SpA&#8221;. William Hague e soci hanno bisogno solo di guardarsi allo specchio per trovare i colpevoli che minacciano di terrorismo l&#8217;UE.<br />
Il concetto di &#8220;ritorno di fiamma&#8221; o di conseguenze non intenzionali delle operazioni d&#8217;intelligence  diventa vecchio. Da un lato persone provenienti da Paesi come la Gran Bretagna e la Francia inondano la Siria come combattenti anti-governativi, mentre dall&#8217;altra parte spaventano la propria popolazione con il loro allarmismo su questi combattenti. Nella maggior parte dei casi, i combattenti dell&#8217;UE entrati in Siria hanno sostanzialmente avuto il via libera e il permesso dal proprio governo per andarvi a combattere. La situazione era la stessa in Libia, dove cittadini statunitensi, britannici, canadesi, francesi e irlandesi hanno combattuto per rovesciare la Jamahiriya libica. Un cittadino statunitense dell&#8217;Arizona, Eric Harroun, ritornato negli Stati Uniti dalla Siria avrebbe dovuto affrontare un processo per aver combattuto a fianco di al-Nusra, ma suo padre Darryl Harroun ha rivelato il segreto che Eric lavorava per la CIA in Siria.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Punto di svolta?</strong><br />
Un punto di svolta è all&#8217;orizzonte, puntando a una rinnovata spinta contro il governo siriano. Richard Ottaway, un parlamentare dello stesso partito conservatore britannico di William Hague e  presidente del comitato ristretto della Commissione Affari Esteri della Camera dei Comuni britannica, ha annunciato che crede che l&#8217;annuncio dell&#8217;Aja sia legato ai piani britannici per intervenire apertamente in Siria per &#8220;minare&#8221; i jihadisti stranieri. In termini orwelliani, i combattenti stranieri vengono utilizzati come pretesto per armare ulteriormente le forze anti-governative in Siria. Non sarebbe un caso che le capitali dei Paesi membri della NATO annunciano che il gas nervino <em>sarin</em> sia stato utilizzato dal governo siriano. Annunci circa l&#8217;uso di armi chimiche da parte della Siria sono stati fatti da Londra, Parigi, Tel Aviv e Washington DC. Nonostante il fatto che le forze anti-governative abbiano minacciato di usarle, i rapporti sull&#8217;uso di armi chimiche in Siria consegnati dal governo siriano alle Nazioni Unite vengono politicizzati con l&#8217;obiettivo di incolparne Damasco. Ripetendo lo scenario libico, l&#8217;UE ha deciso di iniziare a comprare petrolio siriano dalle forze anti-governative, mentre gli Stati Uniti hanno inviato truppe in Giordania e Israele per la costruzione di infrastrutture per le forze anti-governative e preparandosi ad inviare droni in Siria dallo spazio aereo giordano.<br />
I combattenti stranieri e le forze anti-governative che combattono in Siria collaborano con gli Stati Uniti e i loro alleati direttamente o indirettamente. Ormai il fallimento della cosiddetta &#8220;guerra al terrore&#8221; degli Stati Uniti dovrebbe essere evidente ai più. Sin dall&#8217;inizio non era una guerra contro il terrorismo, ma una &#8220;guerra terroristica.&#8221; Coloro che sono stati etichettati terroristi e jihadisti dal governo degli Stati Uniti e dai suoi alleati, in molti casi erano proprio la fanteria degli statunitensi nella lenta guerra imperialista di conquista.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Avanti con la <em>McJihad</em></strong><br />
L&#8217;alleanza della guerra fredda tra jihadisti e blocco occidentale, durante la luna di miele anti-sovietica in Afghanistan, è stata ripresa. Ancora una volta i combattenti jihadisti vengono utilizzati come fanteria nella McJihad degli USA. Nella chiamata alle armi, al-Qaradawi e la sua gente hanno dichiarato che la Russia è il nemico numero uno degli arabi e dei musulmani. Ma prima sulla loro lista dei nemici c&#8217;è la nemesi degli USA, l&#8217;Iran. Questa posizione è politicamente motivata, perché al-Qaradawi aveva proibito ogni combattimento nel 2010 contro la Russia nel Caucaso del Nord. Il pubblico destinato alla revisione della sua posizione sulla Russia e all&#8217;animosità verso l&#8217;Iran, è composto da battaglioni di combattenti stranieri in Siria, tra cui gruppi militanti del Caucaso del Nord entrati Siria e Libano per combattere attivamente contro il governo siriano, nell&#8217;ambito della McJihad degli USA. Le milizie anti-governative in Siria avevano già espresso la loro ostilità verso Mosca e Teheran.<br />
Il Telegraph di Londra, presentato dalla trionfante lingua di Jake Wallis Simons, commenta che la chiamata alle armi di al-Qaradawi è il segnale che una nuova alleanza di interessi si forma tra le forze che la primavera araba ha portato al potere, come ad esempio i Fratelli musulmani, e l&#8217;occidente, contro l&#8217;asse formato da Russia, Iran e Cina. Simons avrebbe inoltre  implicitamente assegnato Israele a questa nuova alleanza contro Mosca, Teheran e Pechino. Ciò spiegherebbe perché degli israeliani sono stati catturati mentre spiavano le navi russe a Tartus.<br />
La Siria non sarà il capolinea della McJihad. Se la Siria cade, in un modo o in un altro attraverso l&#8217;instabilità cronica o un cambiamento di regime, i combattenti stranieri invaderanno dal suo territorio tutto il mondo, utilizzandolo come chiave di volta per colpire Paesi come l&#8217;Iran e la Russia. Ciò è quello che è successo in Libia, utilizzata come base per inviare armi e combattenti in Siria dal Nord Africa. Potenzialmente, posti come il Distretto Federale del Caucaso del Nord in Russia e le province di confine iraniane poterebbero vedere l&#8217;afflusso di combattenti stranieri ed attentati terroristici. Ma nel breve termine il Libano sarà il prossimo fronte, se la Siria dovesse cadere.</p>
<p><em>Copyright © 2013 Global Research</em></p>
<p>Traduzione di Alessandro Lattanzio &#8211; <em><a href="http://sitoaurora.altervista.org/home.htm" target="_blank">SitoAurora</a></em></p>
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