Il piano segreto del Sud Africa per creare l’arma ebola

Daniel Taylor, Global Research, 20 ottobre 2014
Wouter-Basson-602x400Nel Sudafrica dell’apartheid nei primi anni ’80, il dottor Wouter Basson lanciò un programma segreto per armi biologiche, chiamato Project Coast. L’obiettivo era sviluppare agenti biologici e chimici che potessero uccidere o sterilizzare la popolazione nera e assassinare nemici politici. Tra gli agenti sviluppati vi erano i virus marburg ed ebola. Basson era immerso negli intrighi, avendo detto all’Alta corte di Pretoria, Sud Africa, che “l’agente della CIA a Pretoria mi minacciò di morte davanti l’ambasciata statunitense sulla Schoeman Street“. Secondo un articolo del 2001 della rivista New Yorker, l’ambasciata statunitense di Pretoria era “terribilmente preoccupata” che Basson rivelasse le profonde connessioni tra Project Coast e Stati Uniti. Nel 2013 Basson fu riconosciuto colpevole di “condotta non professionale” dal consiglio sanitario sudafricano. L’esperta di armi biologiche Jeanne Guillemin scrive nel suo libro Armi biologiche: dall’invenzione dei programmi sponsorizzati dallo Stato al bioterrorismo contemporaneo, “Negli anni di sviluppo del progetto, nel 1982-1987, sviluppò una gamma di agenti biologici (come antrace, colera, i virus marburg ed ebola e la tossina botulinica)...” Il programma di armi biologiche di Basson ufficialmente si concluse nel 1994, ma non vi fu alcuna verifica indipendente che gli agenti patogeni creati siano stati mai distrutti. L’ordine di distruggerli proveniva direttamente da dottor Basson. Secondo il Wall Street Journal, “L’integrità del processo poggia unicamente sull’onestà del dottor Basson“.
david-kelly Basson sostiene di aver avuto contatti con agenzie occidentali che hanno fornito “assistenza ideologica” al Project Coast. Basson ha dichiarato in un’intervista per il documentario Guerra dell’antrace di aver incontrato più volte il dr. David Kelly, il famoso ispettore ONU in Iraq. Kelly era il massimo esperto di armi biologiche del Regno Unito che fu trovato morto vicino casa nell’Oxfordshire, nel 2003. Mentre la versione ufficiale sostiene il suicidio, i medici ne dubitano. In un articolo del 2007 del Mailonline, si afferma che una settimana prima della morte, il dottor Kelly sarebbe stato interrogato dall’MI5 sui suoi legami con il dottor Basson.
Il dr. Timothy Stamps, Ministro della Salute dello Zimbabwe, sospetta che il suo Paese abbia subito un attacco biologico quando Basson operava. Stamps disse a PBS Frontline, nel 1998, che “c’erano prove molto chiare che non si trattasse di eventi naturali. Se fossero causati da inoculazione diretta intenzionale o meno, è una domanda cui dobbiamo rispondere“. Stamps disse specificamente che i virus ebola e marburg erano sospetti, e pensava che il suo Paese fosse stato utilizzato come campo di prova per l’arma ebola. “Parlo di antrace e colera in particolare, ma anche un paio di virus che non sono endemici in Zimbabwe (come) il virus Ebola e, pensiamo anche il virus marburg. Ci chiediamo se in realtà non siano associati alla guerra biologica contro il Paese durante le ostilità… Ebola apparve lungo il (fiume) Zambesi, e ho il sospetto che potesse essere stato un esperimento per vedere se poteva essere utilizzato un nuovo virus per infettare direttamente le persone“.
The Ghanian Times riportava ai primi di settembre dell’epidemia di ebola, notando legami tra Basson e la ricerca su armi biologiche. L’articolo sottolinea che, “…vi sono due tipi di scienziati nel mondo: coloro così preoccupati per il dolore e la morte causate da malattie agli esseri umani anche da sacrificare la propria vita per curare malattie mortali, e coloro che usano le loro abilità scientifiche per uccidere gli esseri umani su ordine del governo…” Infatti, queste idee non sono nuove. Platone scrisse più di 2000 anni fa nella sua opera La Repubblica che una classe dirigente deve guidare la società, “…il cui scopo è preservare la popolazione” e inoltre disse: “Ci sono molte altre cose che si dovranno prendere in considerazione, come ad esempio gli effetti di guerre, malattie e agenti simili, allo scopo, per quanto è possibile, di evitare che lo Stato diventi troppo grande o troppo piccolo“. Come rivelato da The Age, il microbiologo australiano premio Nobel Sir Macfarlane Burnet esortò segretamente il governo australiano, nel 1947, a sviluppare armi biologiche da utilizzare contro i “Paesi sovrappopolati del Sud-Est asiatico”. In un incontro del 1947 con il Comitato per lo sviluppo delle nuove armi ed attrezzature, il gruppo raccomandò che “le possibilità di un attacco alle scorte alimentari dell’Asia del Sud-Est e dell’Indonesia utilizzando agenti da guerra biologica, dovrebbero essere considerate dal piccolo gruppo di studio“.
Tali informazioni forniscono una prospettiva interessante sulla recente inaudita epidemia di ebola. È un fenomeno naturale? Forse tale ceppo di ebola è sfuggito accidentalmente da un laboratorio di armi biologiche? Oppure è stato deliberatamente diffuso?

defense-largeCopyright © 2014 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Come la potenza militare russa erode l’alleanza occidentale

Rakesh Krishnan Simha RIR 3 ottobre 2014

Sostenuta da un potenza militare risorgente, la potente politica estera della Russia espone i limiti dell’avventurismo statunitense indebolendo l’alleanza occidentale.

321494La Russia è ancora l’unico Paese con la possibilità di cancellare gli USA dalla faccia della Terra. Con 8500 testate nucleari (e almeno 30000 in riserva) le forze strategiche russe sono le più temibili del mondo. Contro tale massiccia potenza di fuoco, gli Stati Uniti hanno 7500 testate nucleari, più altre 20000 in deposito. La differenza non può essere ampia, ma le forze strategiche russe hanno un arsenale molto più potente di quello degli Stati Uniti. Gli statunitensi sanno che in una guerra tra le due potenze, i missili balistici intercontinentali (ICBM) russi, disposti nei silos super-temprati all’incredibile pressione di 6000 psi contro i 300 psi di quelli dei missili statunitensi, sono decisivi. Questa forza da fine del mondo è temprata per sopravvivere non solo a un primo attacco nucleare, ma per penetrare facilmente le difese antimissile esistenti. Gli Stati Uniti non hanno alcuna protezione contro una salva di missili balistici intercontinentali russi. Mosca ha anche un’altra forza da Armageddon. Si tratta dei missili da crociera nucleari lanciati dai suoi potenti bombardieri strategici, i Tu-160 Blackjack, Tu-95 Bear e T-22M Backfire. Blackjack e Bear possono decollare dalle basi nella Russia occidentale e meridionale, sorvolare il Polo Nord e, a distanza di sicurezza, lanciare centinaia di missili da crociera nucleari contro gli Stati Uniti. Contemporaneamente, i Backfire dal raggio d’azione relativamente breve nell’oriente russo possono lanciare missili da crociera nucleari sulle coste occidentali degli Stati Uniti. Già nel 1980, i russi erano così sicuri dell’esattezza dei loro missili che i Backfire trasportavano solo un missile a testata nucleare Raduga Kh-22 (nome in codice NATO AS-4 Kitchen). Secondo gli esperti Bill Sweetman e Bill Gunston questi missili potrebbero essere “programmati per entrare dalle finestre del Pentagono“. Infatti, proprio la forza dei 195 bombardieri strategici russi, contro i 171 statunitensi, può far sparire la vita umana negli Stati Uniti continentali in un’ora.

1625679Confezionare un nuovo pugno
Mosca ha una serie di nuove armi che escono dalle linee di montaggio per integrare questi guerrieri freddi. I potenti bombardieri strategici saranno accompagnati dal super-maneggevole Sukhoj Su-27 Flanker e il più recente membro della famiglia Flanker, il Su-35 Super-Flanker, in grado di trasportare un’enorme varietà e numero di carichi bellici. Una delle armi più potenti del Su-35 è la versione propulsa da un ramjet del missile aria-aria K-77 e il missile da crociera Kh-59. Entrambi i velivoli sono quasi invisibili ai radar durante il volo super-maneggevole. La costruzione dei sottomarini nucleari ha un posto di rilievo nella Russia post-sovietica. I nuovi sottomarini d’attacco nucleari della classe Jasen, ne saranno costruiti 10, saranno l’ombra dei sottomarini nucleari dell’US Navy, i “boomers” che si nascondono silenziosamente nelle profondità dell’oceano. Nel 2012, un vecchio sottomarino Akula poté infiltrarsi nel Golfo del Messico e pattugliare le acque degli Stati Uniti per oltre un mese senza essere rilevato dall’US Navy. La forza dei sottomarini strategici è stata rinnovata con i battelli della classe Borej, lunghi 170 metri e armati con 20 nuovi missili balistici Bulava dalle capacità difensive avanzate progettate per penetrare i sistemi di difesa missilistica degli USA. Inoltre, dalla guerra dei cinque giorni in Georgia, nell’agosto 2008, l’esercito russo è diventato più agile, meglio collegato ed armato. Con 300000 soldati e 2500 carri armati (tra cui l’avanzato ‘carro armato volante’ T-90), e con i missili antiaerei e antimissili S-400 e S-500, l’esercito russo ha una potenza di fuoco senza eguali in Europa. La Russia ha circa 845000 truppe da combattimento pronte e quasi 2,5 milioni di riservisti. Gli Stati Uniti hanno 1,4 milioni di soldati in servizio attivo e 850000 riservisti. Ma mentre quasi tutte le truppe russe sono disponibili in Russia, le forze statunitensi sono sparse su 598 basi in tutto il mondo. Come la lenta risposta dei militari statunitensi in Crimea e la continua crisi ucraina dimostrano, affrontare l’esercito russo non è compito per deboli di cuore. Inoltre, dopo anni di lotta incessante e perdite imbarazzanti in Iraq e Afghanistan, le truppe statunitensi sono stanche e demoralizzate, se non ancora mentalmente sconfitte. Le forze armate degli USA sono, quindi, contrarie a un altro impegno militare, soprattutto contro un Paese che ha sconfitto e rovinato Napoleone e Hitler. In ogni caso, l’esercito statunitense, nonostante la spesa per la difesa sette volte superiore a quella della Russia, fornisce poca potenza al dollaro. Il ‘successo’ delle armi statunitensi è dovuta in gran parte alla CNN piuttosto che al campo di battaglia, e anche contro le piccole forze di Iraq, Serbia e Libia. In tale contesto, la rinascita dell’esercito russo ha spazzato via anche la pretesa di un’azione militare contro Mosca. E’ questa scarsa reattività ha costretto gli Stati Uniti e il suo Venerdì, Regno Unito, a scegliere le sanzioni.
Le sanzioni hanno portato a ulteriori sanzioni e controsanzioni, portando alla prospettiva di una guerra commerciale, ma ciò che non hanno compiuto è un cambio politico al Cremlino. Al contrario, la diplomazia calibrata del Presidente Vladimir Putin ha assicurato che la Russia rispondesse all’intero blocco occidentale. Mosca ha anche ricevuto l’ampio sostegno dei BRICS. La forza delle armi russe, al passo con una diplomazia soave ben esemplificata dall’arguzia di Vitalij Churkin alle Nazioni Unite, ha di fatto neutralizzato l’occidente. Tedeschi e francesi non sono minimamente interessati a una guerra con la Russia. I sentimenti filo-russi sono forti in Grecia, altro membro della NATO, come anche in Italia, Spagna e piccoli Paesi dell’Europa meridionale, che non vedono alcuna ragione per cui debbano intromettersi nel battibecco tra Russia e Ucraina. Ironia della sorte, è la NATO che ha contribuito a rendere rachitiche le forze militari di quasi tutti i Paesi europei. Compiaciuta dall’ombrello dell’Alleanza, l’Europa ha permesso che la spesa per la difesa precipitasse, ben sapendo che gli Stati Uniti s’impegnano a proteggerla. Alcuni Paesi, come Grecia e Bulgaria, filo-russi, sono nella NATO solo perché hanno paura della Turchia. Le guerre in Iraq e Afghanistan, in cui circa 22 Paesi hanno combattuto a fianco degli Stati Uniti, hanno ucciso l’appetito per altre guerre in quei Paesi. Il parlamento del Regno Unito, sapendo che poteva finire nella terza guerra mondiale, ha rifiutato di appoggiare l’attacco alla Siria. Ma ora che gli Stati Uniti si vedono incapaci di fare altro che lanciare stanche minacce di sanzioni, gli europei si chiedono che cosa diamine facciano le truppe statunitensi in Europa, se non possono combattere. Si tratta di un nuovo corso geopolitico, e la presenza statunitense in Europa potrebbe essere spazzata via dalla sua forza.
A giugno, mentre Putin partecipava alle celebrazioni del D-Day in Francia, un vecchio generale cinese disse in una conferenza sulla sicurezza regionale in Asia, che l’inazione degli Stati Uniti in Ucraina è sintomo inequivocabile della “disfunzione erettile” strategica degli USA. Peggio ancora, le sanzioni iniziando a mordere di nuovo. Le mele per i mercati russi marciscono in Polonia, danneggiando i piccoli agricoltori polacchi. I produttori di latte nei Paesi Bassi sono seduti su mucchi di formaggio marcio. Sono centinaia le storie del genere in ogni Paese europeo involontariamente trascinato nelle sanzioni. I più colpiti sono gli europei continentali che avevano fiorenti attività con la Russia. D’altra parte, il meno colpito sembra essere il Regno Unito, che continua a beneficiare del suo orgoglioso status di portiere dei miliardari russi. Ma nel complesso, l’Europa è malmessa in quanto non del tutto uscita dalla recessione economica. La povertà trasforma le relazioni, in peggio. Mentre l’angoscia economica aumenta, lo sfilacciamento dei legami nell’alleanza occidentale è quasi certo. A differenza delle generazioni precedenti, oggi gli europei, meglio informati grazie ai social media, vogliono risposte dalla loro leadership politica. Se l’alleanza da 1 trilione di dollari (bilancio militare annuale delle nazioni occidentali) non può nemmeno badare alla Russia, allora a che serve la NATO? Se gli Stati Uniti appoggiano i neonazisti ucraini, provocando una guerra in Europa, allora come contribuiscono alla sicurezza dell’Europa? Per Sun Tsu e Chanakya Aver la vittoria ideale è quella che si ottiene senza spargimento di sangue, con la diplomazia e i sotterfugi. La grande potenza militare di Putin potrebbe essere sul punto di dargli una vittoria senza sparare un colpo all’occidente.

borei_classTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Biolabs USA: una nuova epidemia di vaiolo in Georgia

Henry Kamens New Oriental Outlook 30/05/2014

800px-Biolab_Tbilisi_02-e1381199448933Jeffrey Silverman, giornalista investigativo nella Repubblica di Georgia e veterano dell’esercito statunitense, una volta era di stanza in un deposito di armi chimiche degli Stati Uniti, il Bluegrass Army Depot di Richmond, Kentucky, durante il suo servizio. Da tempo afferma che una struttura di ricerca biologica degli Stati Uniti, presso il Tbilisi International Airport, sia coinvolta non solo nel traffico di gas tossici e altri agenti utilizzati nei conflitti nel mondo, ma anche che sviluppi nuovi virus e presumibilmente ne infetti il bestiame, diffondendolo per vedere come gli ignari georgiani rispondono e il loro potenziale utilizzo militare. Per diversi anni Stati Uniti e Georgia hanno negato tale possibilità, rigettando totalmente le affermazioni di Silverman, nonostante il fatto che il laboratorio prenda il nome dal senatore Richard E. Lugar e sia stato ufficialmente inaugurato dall’ambasciatore degli Stati Uniti e dal presidente georgiano dell’epoca. Infatti, gli Stati Uniti insistevano tanto su ciò che il personale della struttura inesistente lo spedì all’ospedale con una ferita alla testa e l’ambasciata l’insultò personalmente sui media, mentre veniva screditato sul sito ufficiale degli Stati Uniti. L’ambasciata afferma che le sue affermazioni sulla politica degli Stati Uniti sono assolutamente senza alcun fondamento e che, purtroppo, ciò riflette la veridicità della  fonte. Nel frattempo però un paio di cose interessanti sono successe. In primo luogo l’esistenza del laboratorio è stata pubblicamente riconosciuta da Stati Uniti e Georgia, anche se fu descritto come un semplice istituto scientifico. Poi fu preso sotto il controllo del nuovo governo georgiano, per monitorare ciò che realmente vi succedeva. Poi armi biologiche furono utilizzate in Siria, Egitto, Iraq, Yemen, Afghanistan e Ucraina. Prendete una mappa, tracciare le linee tra questi Paesi e vedete dove s’incrociano. Ora il Center for Disease Control (sebbene non preventivo), o CDC, un’istituzione statunitense di Atlanta, annuncia in un comunicato stampa che un nuovo virus simile al vaiolo è stato scoperto nella Repubblica di Georgia. E’ stato catturato da due lavoratori zootecnici che vivono di allevamento. L’hanno recuperato, ma non si sa quanti altri ne siano stati colpiti prima che ciò venisse alla luce, e quanti ne saranno in futuro, non potendo curare un virus di cui non si sa nulla. Contattato in proposito, Silverman ha risposto: “Odio dirtelo, ma te l’avevo detto, e se volete i dettagli basta contattare il responsabile affari pubblici presso l’ambasciata degli Stati Uniti a Tbilisi, di come impazzirono per screditare la mia indagine, rovinando la storia e la mia reputazione, e guardate le successive interviste rilasciate alla stampa georgiana lo scorso aprile, sui pericoli di una rete di laboratori di armi biologiche in costruzione in Georgia, uno in prossimità di Tbilisi, da parte del contraente dell’US DoD Bechtel National“. La storia viene ora raccolta dalla stampa mainstream, tra cui US National Public Radio, The Guardian e altri. Il tempo ci dirà quanto sia grave questa ultima epidemia, ma tutti devono fare attenzione.

Ciò che ha detto
Silverman fece la seguente dichiarazione lo scorso anno, segnalata da Veterans Today e dai media russi, tra cui la TV di Stato russo, cui diede un’intervista esclusiva nel maggio 2013. Silverman è anche capo dell’ufficio locale di Veterans Today e sulle questioni militari del giornale, fu redattore capo del Georgian Times e altre pubblicazioni regionali. “Presto mi resi conto che il governo degli Stati Uniti e il dipartimento della Difesa, DoD, volevano studiare nuovi ceppi infettivi come l’Anthrax, evoluti in natura tra mandrie di bovini nelle regioni rurali della Georgia. Va ricordato che questo piccolo Paese e Tbilisi una volta erano al centro del sistema di ricerca sulle armi biologiche, per la guerra contro animali e vegetali dell’Unione Sovietica. Ho potuto accedere ai progetti dell’impianto biologico e parlando con imprenditori e informatori, ben presto seppi che il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti gestisce una rete di laboratori in Georgia con capacità offensiva. Alcuni addirittura arrivarono ad affermare che il governo statunitense usa la Georgia e la sua popolazione nelle sue ricerche. Ho anche il sospetto di ciò, ed è per questo che cerco prove solide per l’accusa. La questione è se i georgiani siano usati nei sinistri bio-programmi e nei test sul campo dei vaccini. Può essere difficile dimostrarlo, ma anche gli Stati Uniti fecero esperimenti sulla propria popolazione negli anni, e possono utilizzare la popolazione della Georgia negli esperimenti sul campo per i vaccini, senza il loro pieno ed informato consenso“. Fondamentalmente Silverman ha accusato Georgia e US DoD di fare esperimenti sulla popolazione locale, senza il permesso, commettendo così atrocità degne di Joseph Mengele, il famigerato medico di Auschwitz. E’ noto che molti studi clinici furono condotti in Georgia, spesso di nascosto, tra cui alcuni su farmaci sperimentali per la TB. Questi studi sono finanziati dai soliti noti: agenzie di sviluppo, tra cui l’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale, e varie aziende farmaceutiche europee. L’eventuale esplosione di una nuova malattia del vaiolo può avere ampie conseguenze sulla salute pubblica. Ora il CDC è coinvolto nei regolari programmi di vaccinazione contro il vaiolo, reintegrabili come misura preventiva in quanto forniscono un certo grado di protezione da virus simili che influenzano il bestiame, come il vaiolo bovino. Come il vaiolo stesso, questi virus possono essere mortali per persone dal sistema immunitario soppresso.

Quello che è stato trovato
chemweapon1Il virus scoperto di recente è stato descritto come “cugino di secondo grado del vaiolo“. Come il vaiolo provoca dolorose vesciche su mani e braccia e altri sintomi che includono febbre, ingrossamento dei linfonodi e debolezza generale. I due allevatori di bestiame che l’hanno preso negano di avere avuto vaccinazioni contro il vaiolo. Una volta erano obbligatorie, ma furono  sospese nel 1980, quando la malattia si supponeva debellata. Solo i militari sono vaccinati ora, e il laboratorio di Tbilisi è stato istituito dal dipartimento della Difesa statunitense, non dal dipartimento della Salute, impiegando scienziati militari. Il detective forense per le malattie Neil Vora, che ha guidato il team che ha fatto la scoperta, ha detto che “i ricercatori del CDC considerano tale famiglia di virus molto importante, perché il vaiolo potrebbe essere usato come agente nel bioterrorismo”. Ma come, se la malattia non esiste più? L’unico posto dove si può trovare il virus del vaiolo è un laboratorio di ricerca scientifica, i cui campioni sono ancora conservati. Gli Stati Uniti riconoscono che possono in qualche modo fuoriuscire da tali istituzioni ed essere usati in guerra. L’anno scorso il governo degli Stati Uniti spese circa 460 milioni di dollari per un relativamente nuovo farmaco sul vaiolo, nel caso in cui il virus fosse volutamente rilasciato con un attacco bioterroristico. La quantità di farmaco in questione potrebbe trattare circa due milioni di persone, essendo questa la dimensione di un previsto attacco. Quattro virus della famiglia orthopox colpiscono le persone: vaiolo, vaiolo bovino, monkeypox e vaiolo vaccino. Gli altri tre colpiscono gli animali all’inizio, e poi passano alle persone opportunisticamente. Ora che le persone non sono immunizzate contro il vaiolo, gli altri virus della stessa famiglia hanno spazio per riemergere, mentre l’immunizzazione contro uno dei quattro protegge anche contro gli altri. Ma non è chiaro perché un nuovo virus debba emergere, a meno che naturalmente qualcuno lo diffonda.

Quali conclusioni trarre?
Sappiamo che il laboratorio inesistente in Georgia, invece esiste, e che i laboratori hanno campioni dello stesso tipo del vaiolo apparso. Sappiamo che il nuovo virus, descritto dagli esperti statunitensi simile al vaiolo e membro della stessa famiglia virale, è stato scoperto in Georgia e ha colpito due allevatori. Inoltre, il precedente governo georgiano di Mikheil Saakashvili sospese l’immunizzazione del bestiame su richiesta del governo degli Stati Uniti in modo che il centro inesistente potesse studiare la diffusione delle malattie nelle mandrie di bovini georgiani. Tutto ciò  è coerente con quanto Silverman, egli stesso laureato e ricercatore su malattie degli animali nella Facoltà di Agraria dell’Università del Kentucky, dice da molti anni. Sostiene che il nuovo virus è probabilmente un ibrido, una combinazione di diversi virus legati per produrre il massimo effetto, essendo tale pratica seguita da molti anni e in diversi campi scientifici. Silverman richiama l’attenzione su una sospetta epidemia di morbillo in Georgia lo scorso anno, che colpì adulti e bambini, tra cui persone che già subirono tale malattia e avrebbero dovuto esserne immunizate permanentemente. Ricorda come egli stesso si sentì dire dai funzionari della sanità pubblica che doveva vaccinarsi, anche se aveva fatto tutte le vaccinazioni necessarie nelle forze armate degli Stati Uniti, che sapesse. Le vaccinazioni che i funzionari georgiani cercavano d’imporgli furono  donate dal dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Nessuno si preoccupò di avere il consenso informato di coloro cui dovevano somministrarli. Silverman ritiene che facevano parte dello stesso programma per iniettare malattie ai georgiani, a loro insaputa, per testare la reazione umana ai potenzialmente mortali nuovi virus utilizzabili in guerra.

La consistenza finale
Tutto ciò appare troppo brutto per essere vero, per alcuni. Fino a quando, forse, si tirano fuori un paio di nomi storici. Alois Brunner, il più ricercato criminale di guerra nazista, ancora forse in vita, sosteneva di aver lavorato per l’esercito statunitense come autista. Klaus Barbie, il Macellaio di Lione, fu impiegato dal controspionaggio degli Stati Uniti come consigliere, svelando le tecniche di interrogatorio e tortura nazista alle nuove generazioni, aiutato a sfuggire alla giustizia per molti anni venendo spedito in Bolivia attraverso la ratline degli USA. Walter Schreiber, responsabile per la sperimentazione sui detenuti dei campi di concentramento, fu portato negli Stati Uniti dal governo per lavorare nella Scuola di Medicina dell’Aeronautica Militare. La difesa, l’intelligence e il personale medico militare statunitensi di oggi sono stati addestrati da qualche parte, e volutamente scelti da una lunga serie di istruttori le cui competenze sono state tramandate di generazione in generazione. Questa rete di strutture include anche parti di Ucraina e Unione Sovietica, terreni fertili per la scienza dei pazzi.

Le attività del Pentagono in Ucraina
aaa1_747Gli Stati Uniti sono coinvolti anche nella costruzione di laboratori microbiologici in Ucraina. Il giornale ucraino ‘2000’ riferiva che risiedenti di Kharkov visitarono la sede per esprimere preoccupazione sui piani di costruzione di un laboratorio biologico statunitense nei pressi della cittadina di Shelkostantsja, vicino Merefa. Fu riferito dalla stampa ucraina che il Pentagono è in procinto di costruire una rete di laboratori biologici in tutto il Paese, molti vicino ai confini di Russia, Bielorussia, Polonia e Moldavia. Sono già stati costruiti laboratori a Odessa, Dnepropetrovsk, Lugansk, Lvov, Vinnitsa, Ternopol, Uzhhorod, Kiev, Simferopol e Kherson. La gente del posto esprime ansia per i danni collaterali che potrebbero derivare dalla fuga di sostanze mortali. Tutte le attività di ricerca in Ucraina sono condotte nell’ambito del Cooperative Threat Reduction Agreement dell’agosto 2005. Il Pentagono (che non è un agenzia civile, ma il dipartimento della Difesa) è responsabile del programma. Accordi analoghi sono stati conclusi con Azerbaigian, Armenia, Kazakistan e Uzbekistan. L’accordo di cooperazione nella microbiologia tra Stati Uniti e Ucraina è scaduto nel maggio 2014, ma il programma è ancora attivo. Gli Stati Uniti insistono che dovrebbe essere prolungato fino al settembre 2017, nonostante l’assenza di un accordo, l’atmosfera politica e le forze di ultradestra in Ucraina. In breve, la scoperta di un nuovo virus bovino in Georgia, dove c’è un centro di ricerca biologica che ha i mezzi per produrlo, riposa su una logica orribile. Anche nelle ultime settimane vi sono state inspiegabili epidemie di meningite virale in scuole e asili della Georgia, coincidenza o no; decine di casi confermati finora. E’ stato così grave che le scuole sono state costrette a chiudere, mentre misure di riduzione del rischio sanitario sono state attuate per rallentarne la diffusione.

23987Henry Kamens, giornalista, esperto di Asia centrale e Caucaso, per la rivista online “New Oriental Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Paura di Satana: perché gli Stati Uniti sono terrorizzati dal missile russo

Rakesh Krishnan Simha RBTH 23 maggio 2014

Gli sforzi degli statunitensi contro l’SS-18 della Russia, il missile strategico più potente del mondo, sono suscitati dal timore di vivere all’ombra della paura.

1400140427_ocherednoy-rossiysko-ukrainskiy-dnepr-startuet-v-iyuneNella storia umana non c’è mai stata un arma distruttiva come il missile balistico intercontinentale (ICBM) russo SS-18. Per comprendere il vero potere di questa arma da giudizio universale, provate a paragonarla alla testata nucleare degli Stati Uniti utilizzata per cancellare Hiroshima. La bomba di Hiroshima aveva una potenza di ‘soli’ 15 chiloton (KT) o 15000 tonnellate di TNT, eppure uccise 70000 persone. In confronto, un solo SS-18 trasporta fino a 10 testate nucleari indipendenti di circa 750 KT ciascuna. Alcuni missili sono armati con una colossale testata da 20000 KT. Durante i primi anni dell’era missilistica, gli Stati Uniti superavano la Russia in tecnologia e numeri, ma dai primi anni ’70, quando l’SS-18 entrò in servizio in numero significativo, Mosca colmò il gap missilistico e iniziò ad avanzare inesorabilmente. Nel 1990 Mosca aveva una riserva di circa 40000 testate nucleari (contro le 28000 degli Stati Uniti), ma utilizzando le sole 3000 sui suoi SS-18, avrebbe spazzato via tutta la vita umana negli Stati Uniti in 30 minuti. Nome in codice Satan per la NATO, il gigantesco SS-18 pesa 209000 kg. Il missile russo altamente preciso non solo penetra e distrugge i silos missilistici statunitensi, induriti a 300 psi, ma i suoi silos sono temprati fino agli incredibili 6000 psi, rendendo il missile del tutto inespugnabile. Sorprendentemente, per un missile del suo peso e lunghezza (33 metri) può virare (spostandosi su una serie di curve a forma di S per eludere le difese antimissile) e la sua microelettronica è indurita in modo da operare anche sotto attacco nucleare. Il Satan può irrompere nei complessi missilistici strategici statunitensi attraverso le cosiddette “finestre di vulnerabilità”. La potenza spaventosa di questo missile terrorizza la leadership statunitense, costringendo rapidamente Washington al tavolo dei negoziati. Nei Strategic Arms Limitation Talks dei primi anni ’70, si decise il drastico rallentamento della corsa agli armamenti, finora incontrollabile.

Obiettivo Satan
Poiché l’SS-18 rappresentava una minaccia esistenziale per gli Stati Uniti, il missile fu al centro dei colloqui sugli armamenti tra le due superpotenze. Gli statunitensi si offrirono di togliere di mezzo i loro missili strategici in Europa se i russi avessero deciso profondi tagli alle loro forze missilistiche. Dei 308 silos di lancio degli SS-18 nel 1991, Mosca li ridusse a 154, secondo il trattato START I. START II eliminava tutti i missili SS-18, ma non entrò in vigore e i missili rimasero in servizio. Dal punto di vista della Russia il ritardo si dimostrò una fortuna. Mentre le relazioni con gli Stati Uniti si tesero per l’espansione della NATO sempre più vicina ai confini della Russia, Mosca decise di mantenere le sue superarmi. Ora che il finto romanticismo Russia-USA del 1991 è un lontano ricordo, è abbastanza chiaro al Cremlino che gli ICBM nei silos principali sono decisivi per avere una deterrenza. Ora con un improvviso tuffo nel passato, l’SS-18 è tornato alla ribalta, coinvolto nella guerra delle sanzioni. In risposta alla vaste sanzioni statunitensi, portando Mosca ad annunciare di voler sospendere la vendita di motori a razzo agli Stati Uniti, se tali motori venissero utilizzati per scopi militari, alcuni membri del Congresso degli Stati Uniti hanno proposto una mossa pericolosa.
I deputati degli Stati Uniti vogliono che il loro governo avvii i colloqui con il governo ucraino per por termine alla cooperazione tra Kiev e Mosca sulla manutenzione degli SS-18. Gli statunitensi potrebbero avere una brutta sorpresa. Il missile è prodotto dal complesso industriale militare Juzhnoe Design Bureau dell’Ucraina, ma la Federation of American Scientist dice, “le imprese russe provvedono alla manutenzione degli SS-18 attualmente nell’arsenale”. Anche se gli ucraini sono coinvolti nella manutenzione di alcuni missili strategici russi, gli Stati Uniti non possono influenzare ciò di molto. Viktor Esin, l’ex-capo di Stato Maggiore del Comando missilistico strategico della Russia, ha detto a Nezavisimaja Gazeta che l’impresa ucraina “esiste principalmente grazie al denaro della Russia versato per la manutenzione fornita” al sistema missilistico. “Questi legami economici sono importanti, indipendentemente da chi sia al potere in Ucraina. E non credo che questo accordo intergovernativo sarà revocato“. In ogni caso, cercare di rovesciare la difesa missilistica strategica della Russia sarebbe un buon esempio di hara-kiri della civiltà. Gli Stati Uniti giocano alla roulette nucleare, senza badare alla capacità di reazione del Cremlino.

181825033Perché gli Stati Uniti non devono preoccuparsi
Sembra che l’acuta campagna contro gli SS-18 a Washington sia principalmente dovuta alle paure ataviche degli statunitensi sull’arma del giorno del giudizio che, frustrante, non è in loro controllo ma in possesso del rivale. Nel 21° secolo, quando la Russia non è più un nemico mortale, tali paure sono infondate. Un rapporto del dipartimento della Difesa (DOD) sulle forze nucleari russe, stilato in coordinamento con il direttore della National Intelligence, dice che anche il peggiore scenario di un primo attacco russo avrebbe “poco o nessun effetto” sulla capacità di ritorsione degli Stati Uniti. Il rapporto conclude che la Russia “non potrebbe avere un vantaggio militare significativo da qualsiasi espansione plausibile delle proprie forze nucleari strategiche, anche in caso di rottura o abbandono del nuovo trattato START“. Il Congresso degli Stati Uniti sembra intensificare la retorica perché semplicemente male informato, ignorante e profondamente grossolano.

Satan vive
Nel frattempo, 50 anni dopo la sua prima adozione, l’SS-18 è pronto come sempre. Mentre le forze missilistiche strategiche della Russia riceveranno più di 400 nuovi missili in 10 anni, nell’ambito del programma di modernizzazione, Satan sembra destinato a sopravvivere facilmente fino al 2040 grazie agli aggiornamenti. Strategy Page riferisce: “La maggior parte dei lanci di prova negli ultimi dieci anni ha avuto successo, e altri test di controllo di qualità sono stati positivi. Nonostante il crollo post-Guerra Fredda dei militari russi, finanze e personale di qualità continuano ad andare alle forze missilistiche, l’estrema difesa della nazione più grande del pianeta“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il deterrente definitivo: come funziona il sistema russo ‘Perimetro’

Anton Valagin, Rossijskaja Gazeta 3 aprile 2014 – RBTH

Il Sistema di Difesa finale russo invierà un attacco nucleare di ritorsione, anche se le linee comando e comunicazione delle forze strategiche missilistiche sono totalmente distrutte. Il sistema si chiama ‘Perimetro’ e negli Stati Uniti è stato soprannominato ‘mano morta’.

199680215Il comando e controllo principale dei missili strategici si chiama Kazbek. E’ famoso per la valigetta nucleare, nome in codice Cheget. Perimetro è un sistema di comando alternativo delle forze nucleari della Russia. E’ stato progettato per controllare automaticamente un attacco nucleare massiccio. Lo sviluppo del sistema di ritorsione assicurato iniziò durante la Guerra Fredda, quando divenne chiaro che i sistemi di guerra elettronica, costantemente migliorati, avrebbero presto potuto bloccare i canali regolari di controllo delle forze nucleari strategiche. È stato necessario un sistema di comunicazione di backup che garantisse ai comandi il controllo dei lanciatori. Fu allora che l’idea venne concepita utilizzando un missile dotato di un potente trasmettitore radio come collegamento per le comunicazioni. Mentre sorvola l’Unione Sovietica, il missile invierebbe il comando di lancio non solo ai centri di comando della forza missilistica strategica, ma anche direttamente ai lanciatori. Il 30 agosto 1974 il decreto segreto N°695-227 dell’URSS ordinò al Juzhnoe Design Bureau di Dnepropetrovsk, produttore di missili balistici intercontinentali, di creare questo sistema. L’UR-100UTTKh (designazione NATO Spanker) fu utilizzato come base del sistema. I test di volo iniziarono nel 1979, e il primo lancio riuscito con il trasmettitore avvenne il 26 dicembre. I test confermarono che tutti i componenti del sistema Perimetro potevano interagire con successo, e che la testata del comando missilistico avrebbe indicato la traiettoria desiderata. Nel novembre 1984 il missile comando fu lanciato da Polotsk e diede un comando all’impianto del silo di lancio di un ICBM RS-20 (SS-18 Satan) di Bajkonur. Il Satan fu lanciato, e dopo che ogni stadio venne testato, fu confermato quando la testata cadde sul quadrante giusto del poligono di Kura nella penisola di Kamchatka. Nel gennaio 1985, Perimetro entrò in servizio. Da allora il sistema è stato aggiornato più volte, ora i moderni ICBM sono utilizzati come missili comando.

Quattro ‘se’
Il sistema si compone di missili balistici comando che invece di volare verso il nemico, volano sulla Russia, e invece di testate termonucleari, trasportano trasmettitori che inviano il comando di lancio di tutti i missili da combattimento disponibili su silos, aerei, sottomarini e unità terrestri mobili. Il sistema è completamente automatizzato, il fattore umano è escluso o minimizzato. La decisione di lanciare i missili comando è presa da un sistema di controllo e comando autonomo, un sistema d’intelligenza artificiale complessa che riceve e analizza un’ampia varietà di informazioni su attività sismica, radiazioni, pressione atmosferica e intensità delle vibrazioni delle radiofrequenze militari. Controlla la telemetria dai posti di osservazione della forza missilistica strategica e i dati provenienti dai sistemi di allerta precoce (EWS). Se rileva, per esempio, più fonti puntuali di potenti ionizzanti e radiazioni elettromagnetiche, li confronta con i dati sui disturbi sismici nelle stesse posizioni, e prende la decisione se ci sia o meno un attacco nucleare massiccio. In quest’ultimo caso, Perimetro avvierebbe l’attacco di rappresaglia bypassando anche Kazbek.
Un altro scenario è il caso in cui la leadership del Paese riceva informazioni dal sistema di allerta precoce secondo cui altri Paesi hanno lanciato missili, attiverebbe Perimetro. Se il comando di arresto non arriva entro un certo periodo di tempo, il sistema lancerebbe i missili. Ciò elimina il fattore umano e garantisce che vi sia l’attacco di rappresaglia, anche se le squadre di comando e lancio sono state completamente distrutte.
In tempo di pace, Perimetro è dormiente, ma continua comunque ad analizzare le informazioni in entrata. Quando è in allerta o quando riceve un segnale di avvertimento da EWS, forze strategiche, o altri sistemi, una rete di sensori di monitoraggio viene attivata per rilevare i segni delle esplosioni nucleari. I leader russi hanno ripetutamente assicurato i governi stranieri che non vi è alcun rischio di un lancio accidentale o non autorizzato. Prima di lanciare, Perimetro controlla quattro condizioni. In primo luogo, se c’è un attacco nucleare. Poi controlla le comunicazioni con lo Stato Maggiore.  Se ci sono ancora, il sistema si spegne. Se lo Stato Maggiore non risponde, Perimetro invia una richiesta a Kazbek. Se non c’è risposta neanche da lì, l’intelligenza artificiale dà ad ogni persona nel bunker di comando il diritto di decidere. E solo allora s’attiva.

e529737d69e7dfe926437421716Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Gli USA in allerta per un possibile attacco nucleare

Gordon Duff  PressTV  – Reseau International

MIDEAST-ISRAEL-60 YEARS-NAVYGli Stati Uniti sono in allerta e hanno schierato mezzi militari sulla costa atlantica da New York a Charleston, per un attacco con missili da crociera o aerei a bassa quota. Tali misure di sicurezza rafforzate sono iniziate con l’inasprimento delle minacce d’Israele all’Iran, ma sono aumentate dopo la misteriosa scomparsa del Volo 370 delle Malaysia Airlines. Fonti ai vertici delle forze armate e dell’intelligence USA citano la possibilità di un attacco terroristico che vedrebbe anche l’uso di armi nucleari lanciate da un sottomarino. Tuttavia, il piano di cui siamo stati informati dovrebbe riguardare un aereo dirottato da imputare agli iraniani, come Joel Rosenberg ha detto in un’intervista con Greta Van Susteren su Fox News il 18 marzo. Secondo lui, gli iraniani avrebbero dirottato l’aereo per attaccare Israele. Gli Stati Uniti, tuttavia, ritengono che altri che non l’Iran valutino un attacco contro Stati Uniti e non Israele, con l’intenzione di incolpare l’Iran.
Ieri, il reporter investigativo Chris Bollyn ha fatto una scoperta sorprendente: “Secondo i rapporti di osservatori aeronautici, Israele ha un Boeing identico a quello delle Malaysia Airlines. Il Boeing 777-200 è di stanza a Tel Aviv dal novembre 2013. La sola differenza visibile tra l’aereo scomparso e quello di Tel Aviv sarebbe il numero di serie. Cosa pianificano gli israeliani con tale doppione dell’aereo delle Malaysia Airlines? Utilizzando il gemello che hanno in deposito, i cervelli del terrorismo potrebbero aver programmato un piano sinistro in cui l’aereo scomparso riappare per un atroce attacco sotto falsa bandiera. Il fatto che il pubblico sappia dell’esistenza dell’aereo gemello di Tel Aviv potrebbe impedire che tale piano malvagio abbia successo“. Dopo la pubblicazione dell’articolo dettagliato e motivato di Bollyn, Tel Aviv ha lanciato un’offensiva mediatica su larga scala. Tuttavia, fonti statunitensi dicono che tale operazione si sia rivoltata contro gli israeliani, ciò significa che se il loro ruolo nel caso dell’aereo scomparso non era mai stato menzionato prima, ora lo è certamente. Una fonte di alto rango ha detto: “Alla luce degli sforzi israeliani per il rilascio di Jonathan Pollard, compreso un ricatto manifesto, il deterioramento delle relazioni tra Israele e l’amministrazione Obama ha creato una situazione molto pericolosa. Israele potrebbe fare qualsiasi cosa“.

L’avvertimento di Obama al vertice sul nucleare
Il 25 marzo 2014 il presidente Obama ha partecipato al Vertice sulla sicurezza nucleare a L’Aia, Paesi Bassi. 53 capi di Stato vi hanno partecipato. Il primo ministro d’Israele Netanyahu non era presente. Era il 3° Summit sulla sicurezza nucleare boicottato da Israele finora. Alla conferenza stampa di chiusura, il primo ministro olandese Mark Rutte aveva appena finito di congratularsi con l’Iran sulla cooperazione, lodando gli Stati Uniti per il loro successo diplomatico. Rutte fece il seguente annuncio accanto al presidente Obama: “...Si fanno progressi. Prendete l’Iran. Ho parlato con il Presidente Ruhani a Davos al World Economic Forum di gennaio. Ora abbiamo accordi provvisori. Potendo parlare con il Presidente Rouhani, sono il primo leader olandese, da oltre 30 anni, a poter discutere con il leader iraniano; è stato possibile solo grazie agli accordi interinali che sembrano reggere. Gli USA hanno la leadership anche qui“. Poi, il presidente Obama ha detto: “Quando si tratta della nostra sicurezza, continuo ad essere molto più preoccupato dalla prospettiva di un’arma nucleare fatta esplodere a Manhattan“. Normalmente, un tale avvertimento sembrerebbe meno inquietante, ma non viviamo in tempi normali.

Misure speciali
Il dispiegamento prevede velivoli AWACS (Airborne Warning and Control), sistemi di difesa missilistica navali AEGIS e sistemi per la difesa contro missili da crociera JLENS montati su aerostati. Non è inusuale che le navi AEGIS siano dispiegate al largo. È una procedura standard per usare gli AEGIS a difesa di New York e Washington fin dagli “errori procedurali” del NORAD durante l’11/9. Tuttavia, i sistemi AEGIS che furono assegnati a sostegno dell'”Iron Dome“, il famoso sistema di difesa missilistica di Israele, ora non lo sono più. Questo cambiamento indica una o più modifiche nella politica strategica degli Stati Uniti:
• La minaccia di un attacco preventivo contro Israele da parte dell’Iran è considerata inesistente.
• I ritiro dei sistemi dall'”Iron Dome” offre agli Stati Uniti la leva necessaria per rinnovare i colloqui con i palestinesi.
• Gli Stati Uniti riconoscono le relazioni pericolose esistenti tra le fazioni estremiste in Israele e negli Stati Uniti, capaci di azioni come il terrorismo nucleare contro le due nazioni.

Alcune teorie del complotto sulla chiusura delle ambasciate
Nel 2010, lo storico israeliano Martin van Creveld dichiarò che Israele era pronto ad usare armi nucleari contro le capitali del mondo, se “lo Stato ebraico” fosse minacciato. Creveld, che sostiene il ritiro d’Israele nei confini del 1967, è un professore rispettato e pragmatico, e non avrebbe fatti minacce. Avrebbe tentato, a suo modo, d’informare il mondo di una tale possibilità. Quattro giorni fa il ministero degli Esteri israeliano ha chiuso tutte le ambasciate a causa di una controversia salariale con un sindacato. Anche se questo può essere vero, altri “meno fiduciosi” citano la vecchia diceria che vuole Israele aver accumulato armi nucleari in tutte le sue ambasciate. Le armi nucleari tra le altre cose emettono fotoni ad alta energia, il SNM (materiale nucleare speciale) è rilevabile dai sensori satellitari, anche se depositato in un contenitore schermato. Le fonti dicono che “SNM” è stato rilevato in ambasciate e consolati israeliani. Si tratta in realtà di un piano di guerra che include attacchi simultanei ad ambasciate e consolati nel mondo della nazione obiettivo. Anche se nessuna specifica menzione d’Israele viene fatta, l'”opzione Sansone” è l’infame piano israeliano per “trascinare il mondo” in caso di minacce, facendo pensare alle dichiarazioni enigmatiche Creveld. Così, con la misteriosa chiusura degli impianti israeliani in tutto il mondo, i cospirazionisti credono che tali strutture contengano armi nucleari “apocalittiche”.
Altri fattori utilizzati per costruire un mosaico realistico della minaccia:
– La indiscriminate accuse d’Israele sul ruolo dell’Iran nel dirottamento del Volo 370 delle Malaysia Airlines
– Gli Stati Uniti adottano livelli DEFCON che non si vedevano dalla crisi dei missili di Cuba
– L’aumento delle minacce israeliane di attacco preventivo contro l’Iran
– la richiesta di alcuni parlamentari degli Stati Uniti per un attacco nucleare contro l’Iran
– La rimozione di oltre il 70% del personale del comando armamenti nucleari negli Stati Uniti, per “cattiva condotta”.

Il silenzio è d’oro
Assediato da tutte le parti, Israele aveva la possibilità di esercitare moderazione intelligente e diplomazia in risposta all’inaudita condanna globale senza. Tuttavia, ha scelto di usare ogni opzione immaginabile per aumentare non solo disprezzo ed isolamento, ma anche per farsi vedere come ostile ed irresponsabile il più possibile. Ci si può chiedere se tale politica sia volta ad unire gli ebrei dietro gli errori di tali suicidi israeliani piuttosto che per supportare lo “Stato ebraico”.

jlens-0713-deTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Georgia: scomparso il laboratorio di bio-armi a Tbilisi

Henry Kamens New Oriental Outlook 15/02/2014

800px-Biolab_Tbilisi_02Una cosa curiosa è accaduta in Georgia l’anno scorso. Dopo le diffuse speculazioni sui media nell’aprile 2013, secondo cui la Georgia ospitava un laboratorio di armi biologiche, il Richard G. Lugar Center for Public and Animal Health Research di Tbilisi, che gli Stati Uniti avevano a lungo negato esistesse, la struttura, recentemente riconosciuta, fu visitata dal premier della Georgia, dal ministro della Salute georgiano e dell’ambasciatore degli Stati Uniti. Poche ore dopo il governo georgiano annunciava formalmente la liquidazione di tale centro, senza spiegazioni. La maggior parte dei Paesi è orgogliosa del proprio sviluppo scientifico e avrebbe esposto un centro di ricerca sulla salute pubblica e degli animali con orgoglio, in particolare se creato e finanziato dai più prestigiosi degli alleati, gli Stati Uniti. Pertanto, l’improvvisa chiusura di tale impianto nel maggio 2013, solleva molte domande su quale fosse il suo vero scopo, e quali negoziati hanno avuto luogo per installarlo in Georgia e quindi chiuderlo. Sarebbe facile rispondere a queste domande se il laboratorio fosse stato effettivamente chiuso. Ma questo non è successo. Secondo il decreto del governo georgiano 422 del 7 maggio 2013, le attività del Centro dovevano essere trasferite al Centro Nazionale per il controllo delle malattie della Georgia e una commissione per la liquidazione sarebbe stata istituita e presieduta dai rappresentanti di vari enti governativi. Tuttavia, come già riportato, quando i giornalisti interrogarono il personale del Center for Disease Control di Atlanta (CDC) fu detto che “il laboratorio è gestito dal dipartimento della Difesa degli Stati Uniti” suggerendo di contattare l’USAMIRID (US Army Medical Research Institute di Infectious Diseases). Nulla s’è saputo di ciò da allora. Si potrebbe pensare che il neo-eletto governo georgiano si sia preoccupato del mancato adempimento di un suo ordine o, se ciò fosse stato fatto con il suo consenso, spiegare perché il laboratorio rimaneva sotto il controllo delle forze armate statunitensi, almeno secondo il CDC, quando la sua esistenza era oggetto di tanta speculazione sui media.
Quando il laboratorio è stato chiuso è stato affermato che non era attivo e che mai lo era stato. Allora qual è il problema? Perché improvvisamente liquidarlo e consegnarne il patrimonio implicitamente inesistente a un’altra agenzia, se in realtà non aveva mai iniziato ad operare? Fu a lungo ipotizzato che la Georgia conducesse esperimenti pericolosi con agenti biologici. Voce della Russia, funzionari della sanità pubblica russi e media di diversi Paesi l’avevano segnalato. Secondo l’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (OIE, Organisation Mondiale de la Santé Animale), in Georgia microbiologi e virologi georgiani e statunitensi conducono una ricerca congiunta sul virus del colera. Gli enti che partecipano a tale progetto sono USAMRIID, Fort Detrick e l’Istituto di Batteriologia, Microbiologia e Virologia georgiano. Dato l’equilibrio delle risorse tra questi due organi, il progetto può quindi essere meglio descritto come militare, piuttosto che di natura civile. Molti articoli indicano che gli Stati Uniti sono impegnati nella ricerca su armi biologiche illegali, indicandola come violazione della Convenzione sulle armi biologiche (BWC).
Ci sono anche molti statunitensi ed altri che trafficano con Tbilisi, che si possono incontrare nei soliti luoghi di ritrovo per stranieri, e che chiaramente lavorano in questo laboratorio, presumibilmente non attivo. Uno dei suoi dipendenti ha recentemente detto, per difendersi: “Ho già detto che non ci sono agenti biologici in tutto l’edificio? Questo è ciò che rende così divertente queste storie. Ho letto di tutti questi pericoli e che possa accadere qualcosa in Georgia, coincidenza? E’ ridicolo. Non voglio lavorare in un edificio carico di germi pericolosi“. Infatti, giornalisti e fonti esteri suggeriscono che sia stato usato come centro di comando e controllo, non come laboratorio, per numerosi anni, rientrando in un progetto da 40 milioni di dollari, che poi è finito per costarne quasi 300, come al solito in Georgia.

Lo sfondo di questa storia
BioIl Richard G. Lugar Center for Public and Animal Health Research fu aperto con l’assistenza del governo statunitense nel quadro del programma di riduzione della Difesa. Il presunto scopo di tali programmi è mettere sotto controllo nazionale le scorte di armi e agenti biologici rimasti dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Ufficialmente, gli specialisti vi studiano la genetica dei batteri e dei virus, nonostante non fosse attivo secondo queste stesse fonti ufficiali. I contribuenti statunitensi potrebbero avere qualcosa da dire su come i loro fondi vengono spesi impiegando squadre di scienziati, che non costano poco, che vivono in un Paese straniero e presumibilmente s’impegnano in certi lavori per conto proprio. L’ex-consulente mediatico del presidente, Jeffrey Silverman, ritiene che il laboratorio fosse probabilmente impegnato nello sviluppo di un virus, piuttosto che studiarli. Ha anche affermato che il centro esisteva quando veniva negato, e da allora s’è dimostrato come una grande quantità di armi, comprese quelle biologiche, furono spedite dalla Georgia in zone calde del mondo, a sostegno delle posizioni degli Stati Uniti. Vi sono anche i piani di un impianto del Centro che sembrava essere progettato per lo smaltimento di corpi. Del personale che lavorava presso il centro rispose a queste affermazioni, quando fu ricoverato nel novembre scorso per una mattonata sulla fronte. Silverman ritiene che una delle attività del centro sia iniettare nuovi ceppi di agenti biologici in animali utilizzati per la nutrizione, per vedere come il sistema immunitario dei georgiani funziona e come reagisce quando esposto a tali agenti. Cose simili sono state anche sostenute da Ragnar Skre, un giornalista norvegese che fu aggredito da cinque uomini mascherati, poche ore dopo una visita sul posto. Queste affermazioni oltraggiose su atrocità nazistoidi sarebbero incredibili se non fosse per due fattori. Uno, si tratta della Georgia, dove la storia recente ha dimostrato che le affermazioni più estreme sono anche le più probabili a dimostrarsi vere. Due, Silverman finora ha avuto ragione.
Molti media russi e statunitensi hanno affermato che la diffusione di tali malattie pericolose, come l’influenza suina e la febbre del coniglio in Georgia, sia collegata agli esperimenti con agenti biologici. Un improvviso scoppio inspiegabile di morbillo, non limitato ai bambini come avviene di solito, fu collegato a tale programma. Si è anche affermato che in Georgia gli statunitensi abbiano una scorta segreta del mortale virus del vaiolo, anche se puramente a scopo di ricerca. Paata Imnadze, Vicedirettore del Centro Nazionale per il controllo delle malattie della Georgia, che doveva rilevare le attività del laboratorio, ha cercato di smentire l’aumento di influenza e morbillo affermando specificatamente che non aveva “nulla a che fare con il laboratorio“. “Allo stato attuale, gli anziani sono sempre malati perché la loro immunità è bassa. Nel 2008 abbiamo lanciato una vasta campagna per vaccinare un milione di persone, ma ne abbiamo vaccinati solo 500000, e ora ne vediamo le conseguenze“, ha detto. Tuttavia, Imnadze non ha potuto spiegare perché il vaccino per la malattia dei bambini fosse stato donato dal dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, piuttosto che da un ente della sanità pubblica come il Centro per il Controllo delle Malattie di Atlanta, in Georgia. Inoltre, non ha spiegato perché il “consenso informato” non era stato ottenuto dai vaccinati, compresi gli adulti, come la legge richiede. Silverman sostiene che alcuni componenti di questo vaccino non fossero così innocui, e la sua donazione fosse probabilmente parte di un esperimento oscuro.
Nell’ambito della stessa esercitazione sul controllo dei danni, il 13 settembre dello scorso anno, l’ufficio di Voice of America di Mosca parlò del laboratorio finanziato dagli Stati Uniti in Georgia e respinse la tesi che fosse parte di un programma per armi biologiche. Inoltre affermò che queste accuse erano di carattere politico, dato che il Cremlino presumibilmente li fabbricava per avere “un motivo per bloccare l’importazione di frutta e verdura georgiane“. Tali importazioni sono state effettivamente riprese. Il governo georgiano ha descritto come “assurda” la dichiarazione secondo cui un laboratorio alla periferia di Tbilisi sviluppasse virus pericolosi per la salute, testati sugli abitanti della zona. La deputata Irina Imerlishvili ha detto che “il laboratorio fu aperto dal governo del presidente Saakashvili. Lui stesso partecipò alla cerimonia. E’ ben noto che Saakashvili non ama il proprio popolo e ama condurre esperimenti su di esso, naturalmente. Tuttavia, credo che ciò non abbia nulla a che fare con questo caso.” La chiusura del Centro è stato minimizzato dalle fonti ufficiali. Secondo il Georgian Times, un settimanale in lingua inglese, Amiran Gamkrelidze, responsabile del Centro Nazionale per il controllo delle malattie (NCDC) della Georgia , sostiene che il decreto di liquidazione riguardi soltanto lo status giuridico del centro. “Il centro di ricerca è una persona giuridica di diritto privato, e il NCDC è una persona giuridica di diritto pubblico.  Abbiamo dovuto cambiare il suo status giuridico per renderlo proprietà del NCDC“, ha detto al Georgian Times. “Questo non significa che il laboratorio sarà venduto o che il suo profilo sarà cambiato. Manterrà il vecchio nome, ma sarà fuso con il NCDC e avrà un consiglio di sorveglianza multi-settoriale, presieduto dal ministero della Salute“, ha aggiunto. Non ha spiegato però il motivo per cui un centro non funzionante sarebbe descritto in “liquidazione”, piuttosto che messo sotto nuova gestione.
E non finisce qui. Ci sono prove che il Richard Lugar Lab sia una delle tante strutture il cui riconoscimento dell’esistenza sia fondamentalmente un inganno. Tutti i laboratori finora identificati sono collegati al programma Biological Weapon Proliferation Prevention (BWPP) e a vari progetti nel suo ambito. Un altro laboratorio che si occupa di malattie delle piante opera a Kobuleti, sulla costa del Mar Nero, sotto gli auspici del ministero della Difesa del Regno Unito. C’è anche un laboratorio biologico minore a Kutaisi, nella Georgia centrale.

Inventare il futuro
Ci sono anche collegamenti non-così-segreti tra i bio-laboratori in Georgia, il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e i Lincoln Labs del MIT, in particolare il Research Group 48, (biometria forense) impegnato in operazioni in Iraq e in Afghanistan e in stretta collaborazione con il Team di vigilanza persistente (Gruppo 99). Un altro vaso di Pandora in attesa di aprirsi e la tempistica per farlo può essere quella giusta, con tutto ciò che succede nella regione. Fonti dell’intelligence georgiano affermano che non sia un caso che ci siano molti collegamenti ai vertici dell’intelligence fra Boston (non solo MIT e Lincoln Labs, ma altre strutture) e il programma del laboratorio di Tbilisi. La struttura di Boston lavora a stretto contatto con l’Army DA G2 (intelligence) sulla biometria e le applicazioni dell’intelligence. Sviluppando congiuntamente specificamente tecnologia biometrica (DNA, voce, viso), politica forense e concetti operativi. Il laboratorio di Boston è impegnato in molti programmi del dipartimento dell’Homeland Security e del dipartimento della Difesa, in queste aree. Sulla base delle relazioni della Fondazione per la Cultura Strategica russa alla fine dell’anno scorso, gli agenti dell’intelligence georgiani “più favorevoli” al primo ministro Bidzina Ivanashvili hanno collegato i punti tra la fine del presunto attentatore della maratona di Boston, Tamerlan Tsarnaev, la Jamestown Foundation della CIA e l’addestramento di operatori daghestani e ceceni, come Tsarnaev, nei seminari del 2012 co-sponsorizzati dall’Ilia State University di Tbilisi. Anche qui vi è un chiaro collegamento Tbilisi-Boston.
L’intelligence georgiana infatti è ormai diventata una continua fonte di informazioni sulle attività nel Caucaso e zone circostanti di CIA e Mossad, e dei collegamenti con programmi a Boston riguardanti Tbilisi. C’è una ragione, è ovvio che l’accordo con DTRA e Defense Intelligence Agency relativo al Lugar Center, fatto dal presidente pro-USA e filo-israeliano Mikheil Saakashvili, non sia accettabile per il nuovo governo georgiano. Non vi è dubbio che la TV e la stampa filo-governativi siano strumentali nel cambiare la direzione del laboratorio, fornendo una copertura concertata alle accuse su “qualcosa di sinistro che vi  accade” e che “il bene pubblico” o “la salute pubblico” non ne siano mai state le vere mansioni. La Russia a lungo ha sostenuto che, anche quando tale struttura non esisteva ufficialmente, la Georgia diffondeva virus dannosi tra i cittadini della Russia, e questo è il vero motivo tacito per cui la Russia impose l’embargo sui prodotti agricoli georgiani nel 2006. Ora, con il ritorno della democrazia in Georgia, le barriere sono state abbattute e si è avuto rapidamente un miglioramento delle relazioni. Per mostrarsi seria, anche a lungo, come la Russia e altri hanno sempre sostenuto, la Georgia ha deciso tranquillamente di mettere il laboratorio in naftalina, chiedendo che tale struttura sia ricostruita per il suo scopo originale operando come centro di ricerca per la salute pubblica e veterinaria.

Bechtel Nazionale
Il laboratorio di Tbilisi era effettivamente gestito dalla Bechtel Nazionale, un appaltatore della difesa statunitense implicato in una vasta serie di traffici di armi e riciclaggio di denaro. Stipulò un accordo con la Technology Company Management (TMC) georgiana sulla non proliferazione biologica, sotto l’apparente veste di un programma civile. Un generale fu inizialmente incaricato di dirigere tale programma dagli Stati Uniti, nonostante la sua totale mancanza di formazione scientifica o specializzazione nella salute umana o animale. L’ambasciata statunitense in Georgia rispose agli articoli della ricista Georgian Times sul laboratorio, rilasciando una dichiarazione nell’aprile dello scorso anno, che diceva: “Gli Stati Uniti sostengono con forza la libertà di parola e di stampa e da tempo sostengono un ambiente libero e pluralistico nei media, in Georgia e altrove. Tuttavia, la libertà giornalistica comporta responsabilità, ivi compresa la responsabilità di confermare le informazioni prima di segnalarle. I brani dell’intervista a Kviris Palitra, pubblicata oggi sul suo sito web e pagina facebook, contengono una serie di dichiarazioni sulla politica degli Stati Uniti assolutamente prive di fondamento e che, purtroppo, si riflettono sulla veridicità della loro fonte apparente“. Mai l’ambasciata degli Stati Uniti, in realtà, ha presentato una sola prova per confutare le affermazioni fatte sul laboratorio. Le interviste sulla potenziale minaccia rappresentata da tale laboratorio furono trasmesse su quasi tutte le principali reti televisive georgiane, con la notevole eccezione di Rustavi2, portavoce dell’ex-regime di Saakashvili strettamente legato all’intelligence degli Stati Uniti e all’US National Security New Reporting Service.
Se accettiamo che il Richard Lugar Center sia effettivamente funzionante e faccia un buon lavoro, identificando agenti infettivi nocivi per gli animali e la salute, lavorando per combatterli, non c’è nulla di cui preoccuparsi. Ma il centro è stato attivo per circa 10 anni, e in tutto questo tempo non abbiamo mai sentito parlare delle sue ricerche, o che abbiano mai prodotto un qualche risultato positivo. Le uniche cose che sappiamo è che si trattava di un presunto laboratorio di bio-armi che il nuovo governo georgiano ha ritenuto di liquidare dopo che la sua esistenza non poteva più essere apertamente negata.

Cosa succederà dopo?
Ora, per molti non è un brutto momento per finirla con questa bio-infezione. Così tante persone cercano in tante altre direzioni, guidate dai media di qui. Una bella epidemia potrebbe agire da  spinta politica e aiutando lo sforzo bellico della NATO e degli Stati Uniti nel mondo arabo. La loro macchina di PR non funziona molto bene in questo momento, corrosa dalla Flack delle conseguenze non intenzionali delle operazioni militari degli Stati Uniti e dei diversi attacchi sotto falsa bandiera, e quando la persuasione non funziona, l’unica opzione rimasta è usare le brutte maniere. Tutto è possibile per gli statunitensi e i loro partner strategici, anche scatenare attacchi con l’antrace. Se si verificassero, naturalmente si supporrà che uno di quei leader arabi pazzi che hanno intrapreso un programma biologico, abbiano trovato un paio di capsule di Petri dimenticate. Anche se ciò fosse vero, c’è solo un posto da cui potrebbero averle ottenute. Basta guardare chi finanzia i laboratori in cui sappiamo si fanno tali ricerche.

mag-article-largeHenry Kamens, giornalista, esperto di Asia centrale e Caucaso, in esclusiva per la rivista online “New Oriental Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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