I BRICS contro il dominio del dollaro

Gli Stati Uniti piazzaforte del male
Nil Nikandrov Strategic Culture Foundation 18/07/2014

modi-brics-story_650_051914125040L’assalto sanguinoso della globalizzazione diventa lentamente un ricordo del passato mentre il risveglio va progressivamente intensificandosi. La guerra lampo degli Stati Uniti volta al dominio globale di Washington con lo slogan della “democrazia unipolare” è considerata un fallimento dal resto del mondo. Ma l’amministrazione Obama non è pronta ad ammettere la sconfitta e continua a cercare pretesti per iniziare guerre con provocazioni e propaganda nera creandosi immaginari nemici. Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa, i Paesi che compongono il gruppo dei BRICS, cambiano drasticamente il mondo contemporaneo. Una delle tendenze è abbandonare il sistema finanziario emerso dalla seconda guerra mondiale. I BRICS vogliono mettere fine al predominio del dollaro o all’uso del verdone per comprare tutto ciò che abbia valore materiale, accompagnato dal continuo barare degli Stati Uniti. Intervenendo al VI vertice dei BRICS a Brasilia (15-16 luglio), il Presidente Vladimir Putin ha detto che è matura da tempo la riforma di un sistema finanziario-monetario internazionale che svantaggia il gruppo e ostacola il progresso delle nuove economie mondiali, “Nel caso dei BRICS abbiamo una serie di coincidenti interessi strategici. Prima di tutto, la comune intenzione di riformare il sistema monetario e finanziario internazionale. Nella forma attuale è ingiusta verso i Paesi BRICS e le nuove economie in generale. Dovremmo avere un ruolo più attivo nel sistema decisionale di FMI e Banca Mondiale. Il sistema monetario internazionale dipende molto dal dollaro o, per essere precisi, dalla politica monetaria e finanziaria delle autorità statunitensi. I Paesi BRICS vogliono cambiarlo”. Vi è l’urgente bisogno d’includere i BRICS come partner paritari nel processo decisionale del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale.
A Fortaleza i BRICS hanno firmato la dichiarazione e il piano di azione comuni. La dichiarazione riflette la visione comune della situazione politica ed economica nel mondo contemporaneo e definisce i piani di un’ulteriore cooperazione. Il piano definisce le missioni da effettuare entro il prossimo vertice, che si terrà in Russia nel 2015. Tutti i media globali indicano l’attivazione della Nuova Banca di Sviluppo (NDB) a Shanghai e della Disposizione delle riserve per imprevisti (CRA) da 100 miliardi di dollari dei BRICS, che saranno tolti dalle riserve delle banche centrali dei Paesi membri, mentre il capitale per la banca di sviluppo del gruppo proverrà dai bilanci nazionali.  Secondo il Presidente Putin, “La Banca BRICS sarà una delle principali istituzioni multilaterali finanziarie di sviluppo di questo mondo. In termini di crescente concorrenza internazionale. il compito di attivare la cooperazione commerciale e gli investimenti tra gli Stati membri dei BRICS diventa importante” ha detto il leader russo. Avvicinare le economie emergenti è di vitale importanza nel momento in cui il mondo è colpito dalla crisi finanziaria e i Paesi BRICS non possono rimanere estranei ai problemi internazionali, ha detto la presidentessa del Brasile Dilma Rousseff, che ha ammonito il mondo a non vedere la proposta dei BRICS come desiderio di dominio. “Vogliamo giustizia e parità di diritti. L’FMI dovrebbe urgentemente rivedere la distribuzione dei diritti di voto riflettendo l’importanza delle economie emergenti globali”, ha detto Rousseff. Secondo la presidentessa brasiliana, il gruppo deve in gran parte attenuare l’impatto negativo della crisi globale sulle finanze mondiali e la crescita economica. La creazione della nuova Banca di sviluppo e la Disposizione delle riserve per imprevisti (CRA) dei BRICS mostrano che, indipendentemente da differenze culturali, etniche e linguistiche, il gruppo è pronto a creare un’alleanza strategica positiva per contrastare l’instabilità internazionale. Dilma Rousseff sottolinea che il gruppo è emerso non per contrastare qualcuno, ma per seguire i propri interessi. Crede che i BRICS faciliteranno la prosperità del pianeta. I cinque Paesi BRICS rappresentano quasi 3 miliardi di persone con un PIL nominale complessivo di 16039 miliardi di dollari e circa 4 miliardi di dollari di riserve in valuta estera combinate. Dal 2014, le nazioni BRICS rappresentano il 21 per cento dell’economia mondiale. I Paesi BRICS rappresentano oggi l’11% degli investimenti globali di capitale, e il fatturato commerciale è quasi raddoppiato negli ultimi 5 anni. Il fatturato del commercio nel gruppo è raddoppiato negli ultimi anni, ed è solo l’inizio. Gli esperti russi hanno preparato la strategia dei BRICS per la cooperazione economica. L’attuazione permetterà al gruppo di occupare le prime posizioni nell’economia mondiale.
Un vertice BRICS-UNASUR (Unione delle Nazioni Sudamericane) ha avuto luogo. La propaganda anti-BRICS aveva previsto la partecipazione solo dei “leader populisti”, il presidente venezuelano Nicolas Maduro, il leader ecuadoriano Rafael Correa, il presidente della Bolivia Evo Morales e, forse, l’”eccentrico” presidente dell’Uruguay José Mujica. Invece, tutti i leader sudamericani sono andati in Brasile a vedere di persona i capi degli Stati BRICS ed informarsi in prima persona sulle attività del gruppo. Commercio ed economia erano in cima alla agenda. Il Sud America vuole ottenere il massimo dai suoi contatti con i “Big Five”. Il Presidente Maduro ha detto che il vertice era volto a proteggere il mondo multipolare. In Venezuela il concetto si riflette nella politica dello Stato deciso nel Secondo Piano nazionale del Venezuela socialista 2013-2019, o Piano Patria. L’obiettivo è garantire l’afflusso di petrodollari necessari allo sviluppo socioeconomico del Paese senza compromettere il massimo recupero petrolifero a lungo termine. Il documento è stato approvato dall’Assemblea Nazionale. Il leader venezuelano crede che il suo Paese abbia bisogno di un nuovo ordine economico creato dai latinoamericani sul loro continente. Ha detto che l’incontro è stato d’importanza storica, facendo riunire i sudamericani che scelgono la propria via allo sviluppo e le cinque nazioni dal più rapido sviluppo mondiale. Vi sono stati incontri bilaterali tra le controparti sudamericane. Vladimir Putin ha avuto colloqui fruttuosi con i presidenti di Bolivia, Uruguay e Venezuela.
Washington ha utilizzato il tema dell’Ucraina per intensificare la propaganda contro la Russia sullo sfondo del vertice BRICS-UNASUR. In precedenza, il 15 luglio, Obama aveva esortato gli inviati europei ad imporre misure più severe contro la Russia. Nel caso in cui i capi europei si rifiutassero d’adottare nuove sanzioni, la Casa Bianca avrebbe agito unilateralmente. Gli ambasciatori dell’Unione europea furono invitati alla Casa Bianca. Gli Stati Uniti hanno esercitato pressioni dure per spingere i Paesi europei ad adottare misure dure contro la Russia, per “punirne l’aggressione”. Le nuove sanzioni, le prime cosiddette “sanzioni settoriali” degli Stati Uniti contro la Russia, hanno colpito un certo numero di banche come, ad esempio: OAO Gazprombank e VEB, ed alcune aziende energetiche russe, come OAO Novatek, Rosneft, e Kalashnikov limitandone l’accesso ai mercati dei capitali degli Stati Uniti. Alcuni alti funzionari sono sulla lista. Prima dell’annuncio delle sanzioni il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha commentato, il 15 luglio, “E’ triste che il presidente di una grande potenza si avvicini a tali questioni da tale posizione”, ha detto ai giornalisti. “Vorrei ricordare anche che tutti i leader dei BRICS hanno sottolineato che, condannando le azioni unilaterali nella politica globale non cercano lo scontro, ma sostengono  sforzi congiunti con la partecipazione di tutte le grandi potenze, cercando d’individuare una soluzione reciprocamente accettabile ai vari problemi”, ha aggiunto il diplomatico russo. A questo proposito Sergej Lavrov faceva riferimento alle parole del Presidente Vladimir Putin che parlava dell’esperienza positiva nella cooperazione sulla questione siriana, durante l’incontro con i leader BRICS del 14 luglio. “Ecco perché dobbiamo, probabilmente, avere un approccio filosofico ad ogni problema, ma ci opponiamo ad azioni unilaterali ed emotivi con ragione e pragmatismo”, ha detto il ministro. I BRICS e la maggioranza dei membri UNASUR criticano le sanzioni degli Stati Uniti. Stampa e blogger dicono che Washington persegue un solo obiettivo, aggravare la situazione al confine tra Russia e Ucraina e versare benzina sul fuoco del conflitto, con l’aiuto del governo di Poroshenko controllato dagli statunitensi. Obama sottolinea che gli Stati Uniti hanno un ruolo speciale nella ricerca delle soluzioni a tali conflitti. Quale problema è stato risolto dagli Stati Uniti durante, ad esempio, gli ultimi 25 anni? Paesi devastati, migliaia di morti, centinaia di capi politici e militari assassinati perché non soddisfacevano gli standard democratici secondo gli USA, unici autentici, non è un egregio esempio d’irresponsabilità? Le persone normali non sono spaventate dal forte desiderio degli Stati Uniti di creare la Pax Americana sulle rovine di altre più antiche e più perfette civiltà? Cosa rifiutata anche dai più stretti alleati dell’impero. Leader ragionevoli guardano con preoccupazione gli Stati Uniti trasformarsi inesorabilmente nel centro globale del male.

0,,17516185_303,00La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La guerra tedesca contro Brasile 2014

Itaia Muxaic de Ricart, analista-ricercatore, San Juan/Puerto Rico, novembre 2013 – O Cafezinho

rosa_luxemburg125_enI brasiliani hanno il diritto di risolvere i propri problemi nazionali senza interferenze o interventi di USA, Gran Bretagna o Germania! Nel 2014 gli avversari geopolitici del Brasile di Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania intendono aumentare la loro campagna permanente per destabilizzare il Brasile e por termine al suo ruolo internazionale “indipendente”. Nel 2014 in Brasile si terranno le elezioni nazionali e si ospiterà il Campionato mondiale di Calcio. Già nel 2013, gli avversari del Brasile, Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania, hanno approfittato delle rivendicazioni sociali e politiche di alcuni brasiliani e incoraggiato “improvvise” proteste sincronizzate con le eliminatorie  del campionato di calcio nel 2013. Negli Stati Uniti esistono interessi geopolitici, strategici ed economici nel “frenare” il Brasile. La Gran Bretagna ha interessi geostrategici: un milione di chilometri quadrati di zona economica marittima inglese intorno le sue basi nel Sud Atlantico, che si estendono dai tropici all’Antartico, tra Sud America e Africa. Anche se la Germania non ha alcuna ragione strategica per intervenire contro il Brasile, tuttavia il ministero degli Esteri della Germania (le ambasciate), l’agenzia d’intelligence BND legata alla CIA, le sue forze armate nella NATO, la propaganda TV e dell’agenzia “Deutsche Welle“, e i partiti-fondazioni tedeschi, in particolare la Konrad Adenauer Foundation, ricevono ‘istruzioni’ geopolitiche dall’ambasciata statunitense a Berlino, anche se i cancellieri della Germania fanno finta di avere un completo controllo. Centinaia di ONG tedesche intervengono in Brasile, anche se finanziate principalmente dal governo federale della Germania, molte di tali ONG, come la Heinrich Boell Foundation del Partito dei Verdi e quella del cosiddetto Partito della Sinistra Rosa Luxemburg Foundation, si “ispirano” alle ONG globaliste di Londra. In totale contrasto con l’industria della Germania però, con 1600 filiali in Brasile, oggettivamente contraria alle operazioni geopolitiche tedesche contro il Brasile, che favoriscono solo i concorrenti industriali e agricoli statunitensi.
L’analisi che segue si concentrerà solo su una delle centinaia di ONG tedesche attive contro il Brasile: la Fondazione Rosa Luxemburg, una “false flag” gestita da opportunistici ex-“burocrati” del governo tedesco-orientale ora divenuti utili opportunisti. E’ il “think tank” del Die Linke Partei (Partito della Sinistra) finanziato dal governo federale tedesco, che usa tacitamente la “minaccia rossa” per giustificare la propaganda di destra contro il “socialismo”. La Fondazione Rosa Luxemburg (di seguito “Rosalux”) ha un ruolo di primo piano nelle operazioni tedesche di “falsa ultra-sinistra” per destabilizzare il Brasile. “Rosalux” è stata fondata nel 2000 in Germania “per l’educazione politica e l’analisi sociale” secondo le teorie di Rosa Luxemburg. Il nome “fondazione” è un inganno perché “Rosalux” (come le altre “fondazioni” dei partiti tedeschi) è solo un'”associazione” controllata dai suoi legali 100 “membri” ed è finanziata dal governo federale della Germania, che ha versato a “Rosalux” nel 2011 quasi 40 milioni di dollari, di cui 2 milioni dedicati alle “attività estere”, come la Fundaçao Rosa Luxemburg di Sao Paulo, Brasile, Fundacion Rosa Luxemburg a Quito, Ecuador e Fondazione Rosa Luxemburg a New York, USA. “Rosalux” è la continuazione di un “think tank” post-1989 del PDS, il successore del partito “leader” dell’ex-Germania democratica SED. Nel 2007 il PDS ha cambiato nome in Linke Partei (Partito della Sinistra) e assorbì il piccolo partito tedesco-occidentale “WASG”. Il Linke Partei ha 60000 membri: ex-funzionari e polizipotti di frontiera tedesco-orientali. Notizie della stampa tedesca affermano che Ruth Kampa, una dei leader di Linke Partei sia stata un’informatrice della STASI a livello internazionale. Nel 2013 Linke Partei ebbe solo l’8,3% dei voti nazionali tedeschi, in calo dall’11% essendo colluso nella “privatizzazione” di 65000 appartamenti sociali GSW di Berlino vendendoli a Goldman-Sachs e altri “investitori” di Wall Street, che alla fine trassero un profitto di oltre 800 milioni di dollari! L’attuale presidente della “Rosa Luxemburg Stiftung” di Berlino è Dagmar Enkelmann, prima del 1989 accademico del “Comitato Centrale dell’Accademia per le Scienze Sociali” della Germania democratica.
image001La Fundaçao Rosa Luxemburg di Sao Paulo è stata fondata nel 2003: i suoi metodi: 1) la penetrazione dei dipartimenti di scienze sociali delle università del Brasile fornendo una piattaforma all'”ego” degli accademici di ultra-sinistra (maoista), che a loro volta influenzano la loro “scienza sociale”, i cui studenti a loro volta formano “gruppi di resistenza”. 2) Collegarsi con i partiti di ultra-sinistra PSOL, PSTU, PCB che ricevono circa l’1,3% dei voti nazionali. 3) Compromettere i principali partiti di sinistra della coalizione del governo di centro-sinistra, i loro think tank e sindacati. 4) Finanziare gli organizzatori radicali della “resistenza” e dei gruppi indigeni, trascinandoli nella propaganda per l’Europa. 5) Campagne di propaganda in Europa contro il Brasile. L’agente geopolitico (“Bueroleiter“) di “Rosalux” a San Paolo, tra il 2007 e il 20012, era Kathrin Buhl che divenne prima del 1989 specialista dell’America Latina nelle operazioni estere della Germania democratica. Dopo il 1989 è stata la leader della sola ONG successa alle organizzazioni ufficiali della Germania democratica, ereditando 20 milioni di dollari di fondi della Germania democratica investiti nell’ONG Bruecken Nord-Sued per la quale Kathrin Buhl era principale funzionaria dal 1994 fino a quando fu inviata dalla “Rosalux” come agente politico in Brasile, nel 2007. Nel 2009 Kathrin Buhl pubblicò un compendio degli accademici di ultra-sinistra brasiliani contro l”imperialismo del Brasile’, in particolare le imprese semi-statali parzialmente di proprietà dei fondi pensione dei dipendenti pubblici. Titolo: “Le imprese transnazionali brasiliane nell’America Latina: un dibattito necessario”. Ma il 24 dicembre 2012, Kathrin Buhl morì improvvisamente all’età di 51 anni, per cause ignote a Sao Paulo! (“Janis Joplin”, il suo soprannome tra i gruppi di “resistenza” per via delle somiglianze evidenti, fu elogiata come “donatrice” generosa e incondizionata di fondi, non appariva affatto come un “apparatchik” del blocco sovietico!) “Rosalux” a Berlino nominò subito Gerhard Dilger (54) nuovo “Bueroleiter” (agente geopolitico) a Sao Paulo. Si descrive come “scrittore e maestro”, ma sembra un agente politico e propagandista anti-Brasile delle “ONG falsa bandiera”. Presumibilmente è austriaco, ma molto poco si sa di lui fino al suo arrivo in Colombia nel 1992, dove rimase fino al 1999, “lavorando da giornalista”. Nel 1997-1998 fu inviato da El Tiempo (Bogotà) come corrispondente in Germania: El Tiempo era di proprietà degli oligarchi Santos (Juan Manuel Santos, ministro della Difesa e Francisco Santos Vicepresidente della Colombia nel 2003-2010). Dopo il 1999, Gerhrad Dilger appare in Brasile e risiedette nel 2002-2012 a Porto Alegre, apparentemente “corrispondente” di “Tageszeitung“, un quotidiano dell’ambiente “ultraverde-sinistra liberale” di proprietà di una cooperativa di lettori. Dalla lontana, ma geopoliticamente “interessante” Porto Alegre, Gerhard Dilger invase i media di sinistra, verdi e “neocon-cattolici” di Germania e Austria con una propaganda frenetica contro i presidenti della sinistra nazionalista di Sud America: Dilma Rousseff in Brasile, Evo Morales in Bolivia, Rafael Correa in Ecuador, Hugo Chavez in Venezuela, contro i loro progetti di sviluppo nazionali, contro ogni sviluppo e agricoltura commerciale in Sud America. Gerhard Dilger viaggiò per conto della Chiesa cattolica in Argentina nel 2011, in Ecuador nel 2008 per sostenere “l’uomo della Germania del posto” Alberto Acosta e la sua “falsa ultra-sinistra” contro il Presidente Correa. Gerhard Dilger, propagandista ossessionato da Hugo Chavez, si recò in Venezuela nel 2010 per sostenere il politico della “falsa ultra-sinistra” M. Lopez Maya contro il Presidente Chavez. Nel settembre 2013 Gerhrad Dilger avviò la sua campagna anti-Brasile negli Stati Uniti, in un evento organizzato dalla Fondazione Rosa Luxemburg di New York, che dal 2012 infiltra la sinistra e i movimenti di protesta statunitensi per “farne” dei bersagli della propaganda neocon, quali “influenzati dai comunisti della Germania dell’Est”. Gerhard Dilger si portò dal Brasile gli organizzatori della protesta Eloisa C. Varela, Cosme Felippsen, Joanna Barras e Samuel A. Queiroz S., spacciato nel 2010 dal British Council quale “giovane futuro leader”. (Gerhard Dilger fu negli anni ’80 alla Concordia Institute, di Benmidji, Minnesota, USA). Nei vent’anni in cui Gerhard Dilger riferiva all’Europa del Sud America non ha mai parlato della BND della Germania, affiliata alla CIA (fondata dopo il 1945 dal 45_dilgergenerale nazista R. Gehlen). La BND è attiva in America Latina dai primi anni ’60. Gerhard Dilger menziona contatti con la GTZ, “impresa privata” del governo tedesco nella “cooperazione tecnica”. Gerhard Dilger a Sao Paulo sembra orchestri le operazioni di “Rosalux” contro Brasile 2014, come appare nel documento “Im Schatten der Spiele Ln Dossier 9″, insieme a Christian Russau di Berlino, coordinatore in Germania della campagna permanente anti-Brasile. Christian Russau, (senza la “o”) ha studiato le teorie di Hannah Arendt alla Freie Universitaet di Berlino fino al 1995, e agisce da organizzatore generale in Germania della campagna permanente di destabilizzazione del Brasile, l’asse della campagna sono: 1. Il Linke Partei e la sua Rosa Luxemburg Foundation (in Brasile Fundaçao Rosa Luxemburg di Sao Paulo). 2. Gruene (Partito Verde) e la sua Fondazione Heinrich Boell (in Brasile Fundaçao Heinrich Boell di  Rio), 3. I vescovi neocon della Chiesa cattolica in Germania che, per scopi geopolitici, dirigono la CIMI in Brasile quale “teologia della liberazione”, manovrando sul governo di centro-sinistra. 4. Kooperation Brasilien, un ombrello di ONG manipolato dagli accademici tedeschi interventisti geopolitici e alcuni espatriati brasiliani. La conferenza per la strategia di ‘destabilizzazione di Brasile 2014′ si tenne a Berlino il 31.10.2013, preso la Rosa Luxemburg Stiftung di Berlino, con Christian Russau organizzatore in Germania dell’operazione anti-Brasile; Claudia Favaro, architetta e organizzatrice presunta anarchica del Brasile; Carlos Vainer, sociologo di ultra-sinistra del Partito PSOL del Brasile (Vainer era a Colonia, in Germania, il 29/10/2013 facendo scena gridando a un accademico tedesco che aveva difeso il governo di centro-sinistra del Brasile: “appartiene a Dilma”)!; Felipe Bley Follia un giurista brasiliano che collabora con “Rosalux”.
lutzi-2L’agente di contatto tra i gruppi di “resistenza” a Rio de Janeiro e “Rosalux” di Berlino è la tedesca Lucie Matting coinvolta già nel 2012 nei preparativi per le “proteste” del giugno 2013 in Brasile.  Nel 1999 Lucie Matting aveva pubblicato in Germania “Grenztruppen der Deutschen Demokratischen Republik“, un memoriale nostalgico dei 45000 paramilitari delle guardie di frontiera della Germania democratica nel 1961-1989. Fredricke Strack a Rio quale “consulente” per  “organizzare” la prostituzione, legale in Brasile e Germania ma soggetta a restrizioni che nelle sue campagne vuole cambiare in entrambe le nazioni: Fredericke Strack è contraria ai controlli governativi sui bordelli quali aziende private e promuove il “marchio di qualità della prostituta”, sostenuta da una ONG della California con donatori aziendali degli USA. Ha partecipato a una conferenza del fondo George Soros a New York: le ONG degli USA hanno donatori dai grandi nomi di Wall Street, interessati all’influenza geopolitica per sovvertire i movimenti nazionalisti di sinistra! Altri collaboratori di “Im Schatten der Spiele Ln Dossier 9″: Martin Ling, che si batte contro ogni sviluppo su “Neues Deutschland“, il quotidiano del “Linke Partei”, Thomas Fatheuer, ex-agente politico e Dawid Danilo Bartlet, l’agente politico attuale della Fundaçao Heinrich Boell di Rio de Janeiro (Partito dei Verdi tedesco), Malte Daniljuk, coeditore del blog “amerika21.de” che con il pretesto della “solidarietà”, incoraggia interventisti e avventurieri contro i governi di centro-sinistra “indipendenti” in America Latina per il fatto che non sarebbero “veri socialisti”, ma “deviazionisti” che collaborano con i capitalisti distruggendo l’ambiente e minacciando le comunità indigene e contadine. (I terroristi della RAF tedesca Lutz Taufer, Eva Haule e Christian Klar sono ora gli analisti sull'”America Latina” di “amerika21.de”: Lutz Taufer è stato graziato nel 1996 in Germania da due ergastoli, poi giunse in Brasile ad organizzare i gruppi di “resistenza” nelle favelas di Rio, nel 1999-2011!), Florian Warweg, un carrierista delle ONG “consulente” di Heike Haensel, ex-teologo, ora specialista parlamentare per l’America Latina del Partito della Sinistra tedesca. Claudia Fix, un'”attivista” professionista dell’ONG tedesca. Gli articoli del documento sono scritti da Julio Delmanto, un radicale di Sao Paulo che si batte per la legalizzazione delle droghe in Brasile. La sua tesi ha per titolo: “La ricerca del rapporto tra droga e partiti e movimenti della sinistra in Brasile”. Ridicolizza i maggiori partiti della sinistra del Brasile,  PT e PCdoB come “patetici” (che hanno in totale 2,5 milioni di aderenti). C’è anche un’intervista di Lucie Matting a Carlos Vainer, e un’intervista di Gilka Resende a Marcelo Freixo (deputato locale di Rio dell’ultra-sinistra PSOL). Gilka Resende “organizza proteste” a Rio. Altre parti sono ri-pubblicazioni di relazioni dei gruppi di protesta locali organizzati su scala nazionale come Comites Populares da Copa e Articulaçao Nacisonal dos Comites Populares.
Importante: i nomi degli attivisti locali in Brasile, le cui posizioni personali sono state ri-pubblicate nel documento della “Rosalux” (“Im Schatten der Spiele Ln Dossier 9“) e i loro gruppi locali non  sono qui menzionati perché i brasiliani hanno il diritto di esprimere le loro opinioni e richieste. Ma i “partner” degli “oppositori” in America Latina dovrebbero essere denunciati internazionalmente!

manifs-brc3a9sil2Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Cina in America Latina: la strategia della graduale emarginazione degli USA

Nil Nikandrov Strategic Culture Foundation 30/04/2014
RS_G_ca66f18859646644af287cc3e2ce7c796553c391Mentre gli Stati Uniti sono impantanarsi nella crisi ucraina, la Cina intensifica gli sforzi diplomatici in America Latina. Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha appena terminato il suo viaggio in America Latina. Ha visitato Cuba, Venezuela, Argentina e Brasile. Il leader cinese Xi Jinping visiterà la regione a luglio. Pechino vanta rapporti di partenariato strategico con L’Avana, Caracas, Buenos Aires e Brasilia. Questo è ciò di cui Wang Yi ha parlato con Raul Castro, Nicolas Maduro, Cristina Fernandez e Dilma Rousseff. Senza alcuna esagerazione, è stato accolto a braccia aperte. Negli ultimi anni la Cina ha notevolmente rafforzato la presenza nella zona. Molti dei Paesi a sud del Rio Grande vedono nel commercio dinamico e negli investimenti della Cina un contributo significativo alla riduzione della dipendenza dagli Stati Uniti, con i loro fastidiosi ed incessanti rimproveri ed interferenze su cosa devono fare. I latino-americani vogliono una stretta collaborazione con l’Impero Celeste, lo Stato che vanta un rapido progresso e che guarda con fiducia al futuro divenendo leader del mondo multipolare. Secondo il piano, la visita del Presidente Xi Jinping in Brasile coinciderà con l’annuncio dell’istituzione del Forum ministeriale della Comunità degli Stati latinoamericani e caraibici (CELAC), una piattaforma per promuovere il partenariato cooperativo globale, volto a uguaglianza, mutuo vantaggio e sviluppo comune, garantendo al meglio gli interessi comuni e promuovendo pace, stabilità e sviluppo regionali e mondiali. L’iniziativa è approvata all’unanimità dagli Stati membri della CELAC. L’idea di una stretta amicizia con la Cina è attraente. Lo Stato sta divenendo una superpotenza partecipe in centinaia di programmi congiunti su energia, infrastrutture, comunicazioni, agricoltura, scienza e progetti high-tech. I leader di Cina, Brasile, Cuba, Ecuador, Costa Rica e Saint Vincent e Grenadine saranno presenti alla cerimonia dedicata alla costituzione del Forum. Entro il 2014 la prima riunione ministeriale Cina-CELAC avrà luogo.
La visita di Wan Yi era principalmente focalizzata su questioni pratiche. La zona di sviluppo speciale di Mariel, porto cubano in costruzione con il sostegno finanziario della Cina, è una questione di particolare importanza. Questo megaprogetto a 45 km a ovest de L’Avana sarà un pilastro dello sviluppo cubano grazie alla posizione geografica del porto, ristrutturato per dotarlo di un terminale per la ricezione di navi dal grande pescaggio. Il progetto attirerà anche investimenti in biotecnologia, industria farmaceutica, energie rinnovabili, agroalimentare, turismo e immobiliare. L’attrazione di investimenti esteri contribuirà significativamente a modernizzare il Paese. In Venezuela le parti hanno discusso la diversificazione dell’industria del petrolio e gas e l’espansione del programma di welfare volto a fornire alloggi sociali. In Brasile la protezione delle comunicazioni del Paese e degli Stati dell’UNASUR (Unione delle Nazioni dell’America del Sud)  dall’ingerenza di NSA e CIA degli Stati Uniti, è stata inserita nell’ordine del giorno. Il rapporto Brasile-Stati Uniti s’è notevolmente deteriorato a seguito delle rivelazioni di Edward Snowden.  Washington ha chiaramente detto di non essere dispiaciuta di aver spiato la leadership del Paese, compresa la Presidentessa Dilma Rousseff. La notizia sulle azioni degli Stati Uniti ha spinto molti brasiliani a vedere la realtà mettendo fine alle fantasie su una partnership paritaria.
Molti media hanno riferito che durante il viaggio, Wan Yi ha discusso l’ordine del giorno del sesto vertice dei Paesi BRICS con il suo omologo brasiliano Luiz Alberto Figueiredo Machado. La riunione dei leader si svolgerà nella città brasiliana di Fortaleza, il 15-17 luglio. L’annuncio dell’avvio di una banca di sviluppo con capitale di 50 miliardi di dollari è atteso con grande speranza. Ogni passo costruttivo adottato dai BRICS irriterà gli Stati Uniti. Il presidente Obama non è riuscito a stabilire buone relazioni con il gruppo e Washington non ha alcuna leva per influenzare le attività dell’organizzazione. L’ultimo esempio è il voto all’Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla Crimea di marzo, con quattro dei cinque dei BRICS astenutisi. Ogni membro dei BRICS ha le sue ragioni per non fidarsi dell’amministrazione Obama che ricorre alle pressioni invece d’impegnarsi in un dialogo tra pari. La Cina non ha mai avuto illusioni sul conto dei “partner”  nordamericani. Il perno asiatico annunciato dagli Stati Uniti è visto dalla Cina come un tentativo d’isolarla dal mondo. Corea del Sud, Giappone, Filippine, Malesia e altri Paesi sono al fianco degli Stati Uniti. La recente notizia dal fronte “anti-Cina” è il previsto accordo tra Stati Uniti e Filippine sulle installazioni militari statunitensi da dispiegare nel Paese per una durata iniziale di 10 anni. Certo, la Cina adotta provvedimenti adeguati in risposta aumentano il suo potenziale difensivo. La Cina punta all’espansione dei BRICS per contrastare il predominio finanziario dell’occidente implementato con l’aiuto di Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale. Il gruppo persegue i suoi primi obiettivi strategici, come allontanarsi gradualmente dal dollaro e creare ammortizzatori sicuri contro le turbolenze finanziarie. La Cina sostiene la Russia nell’approccio ai BRICS “per trasformarli da forum di dialogo in meccanismo di piena interazione strategica“.
Dal dicembre 2013 la Cina è il terzo partner commerciale dell’America Latina. Il fatturato  commerciale è in aumento nel 2014. La Cina è diventata il primo consumatore di minerali del continente, preoccupando Washington. Importa petrolio, ferro, rame, soia e beni di consumo. Il peso della Cina cresce significativamente dall’istituzione dell’Alleanza Bolivariana per le Americhe (ALBA) nel 2004. L’organizzazione è un idea di Fidel Castro e Hugo Chavez per contrastare il concetto di area di libero scambio a guida USA. Gli Stati Uniti hanno perso potere finanziario lottando per la leadership mondiale e coinvolgendosi in guerre oltremare. La Cina ha ampiamente preso il loro posto… Nel 2013 l’importo totale dei nuovi investimenti della Cina ha raggiunto quasi i 17 miliardi dollari. E’ diventata il primo partner commerciale di molti Stati della regione, tra cui il Brasile. Solo nel 2005-2011 l’America Latina ha ricevuto oltre 75 miliardi di dollari dalle banche cinesi. Il denaro è stato speso soprattutto per progetti per trasporti, telecomunicazioni, industria mineraria ed energetica. Uno dei motivi per cui la Cina finanzia gli Stati latinoamericani è impedire ai politici pro-USA di andare al potere. Pechino è interessata a preservare la pace sociale nei Paesi dai governi di sinistra. Questo problema è sempre stato seguito durante la visita latino-americana di Wang Yi. Venezuela, Ecuador, Bolivia e altri Stati sono sempre più minacciati dalle attività sovversive dei servizi speciali statunitensi. Il sostegno finanziario dalla Cina è un fattore importante della stabilità regionale.

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La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Basi militari ‘segrete’ nell’emisfero occidentale

Nil Nikandrov Strategic Culture Foundation 13/04/2014

iAV.gKDS7p0YIl picco propagandistico sulla creazione della Russia di basi militari in America Latina e nei Caraibi non finisce. Su iniziativa dei centri da ‘guerra fredda’ degli Stati Uniti, scoperte su basi navali e aeree russe “segrete” in Nicaragua, Venezuela e perfino Argentina appaiono regolarmente nei media.  Più spesso che no, tali notizie sono accompagnate da fotografie di bombardieri strategici Tu-160 (‘Cigno Bianco’) e Tu-95MS, dell’incrociatore a propulsione nucleare Pjotr Velikij (‘Pietro il Grande’), e del grande cacciatorpediniere anti-sommergibile Ammiraglio Chabanenko, che avviarono le visite delle forze navali e aeree della Russia presso gli ospiti del continente americano nel 2008. L’esempio più recente di tale tipo è l’attracco nel porto dell’Avana della nave dell’intelligence russa Viktor Leonov. Nel novembre 2013, l’Assemblea Nazionale del Nicaragua ha ratificato la decisione del governo di permettere alle unità militari russe, navali e aeree, di visitare la repubblica nella prima metà del 2014. I loro equipaggi potranno partecipare all’addestramento dei  militari del Nicaragua e condividerne le esperienze. Il documento menziona anche navi e aerei militari di Cuba, Venezuela, Messico e Stati Uniti. Nel giugno di quest’anno, il governo di Daniel Ortega presenterà al parlamento la proroga del documento per ulteriori sei mesi. Il ministro della Difesa russo Sergej Shojgu ha recentemente annunciato l’intenzione di aumentare il numero di basi all’estero. Ha anche detto che colloqui sono in corso con Cuba, Venezuela, Nicaragua, Vietnam, Singapore e Seychelles. Il Viceministro della Difesa russo Anatolij Antonov ha spiegato la situazione così: “Quando si parla di valorizzare la presenza della marina russa in America Latina, s’intende soprattutto creare le condizioni per una procedura semplificata per le visite delle nostre navi russe nei porti dell’America Latina. Data la notevole distanza dalle coste russe, è ovvio che saremmo interessati a rifornirle di scorte di cibo e acqua, nonché ad organizzare le attività ricreative dei nostri marinai. In alcune circostanze, dobbiamo essere sicuri di poter svolgere piccole e medie riparazioni per le nostre navi”.
Il Presidente Daniel Ortega, ha prospettato la ‘presenza’ amichevole della Russia sulle rive dell’America Latina in un discorso ai militari del Nicaragua, il 6 aprile, dicendo da quando il governo sandinista è tornato al potere nel 2007, di essere disposto a cooperare con qualsiasi Paese possa contribuire a rafforzare e modernizzare l’esercito. Gli Stati Uniti non hanno dato al Paese alcuna speranza. Nonostante i già stretti legami tra Washington e i governi di destra del Nicaragua, il Pentagono non ha fatto alcun tentativo serio per equipaggiare l’esercito del Nicaragua con armi moderne. Gli Stati Uniti vedono sempre l’ideologia dei sandinisti come ostile. Perciò il governo del Nicaragua s’è rivolto alla Russia. Accordi di vasta portata nella cooperazione militare e tecnica sono stati firmati. Secondo Ortega, il contributo della Russia al processo di riarmo militare è “stabile, affidabile ed estremamente importante”, ed è accompagnato dalla previsione incondizionata di aiuti sociali ed economici al popolo nicaraguense. Sono stati inviati rifornimenti di grano, attrezzature agricole, autobus e autovetture. Una considerevole quantità di denaro è stata anche assegnata a  scopi umanitari, tra cui sanare le conseguenze delle catastrofi naturali. Analizzando il contenuto del discorso di Ortega ai militari, il quotidiano conservatore La Prensa di Managua ha osservato che Ortega “giustifica la possibile creazione di basi russe in Nicaragua”. Ecco una citazione dal discorso di Ortega: “Quante navi militari statunitensi hanno visitato (i nostri porti) tra il 2007 e il 2012? Quante navi statunitensi hanno trascorso mesi nei nostri porti dei Caraibi e dell’Oceano Pacifico? Navi militari sfilate per le missioni di pace! E quanti soldati e ufficiali statunitensi sono sbarcati nel nostro Paese diretti nelle loro basi?… Basi (estere) vietate dalla Costituzione, ma (in realtà) ancora presenti”. Per Ortega, il rafforzamento della sicurezza del Paese rimane un obiettivo strategico. Più potente l’esercito, più significativo il suo contributo nel tutelare ogni regione del Paese, e una vita più tranquilla per il popolo nicaraguense, nei nostri tempi difficili. Ortega insiste in particolare sulla necessità di rafforzare la lotta al traffico di droga, tenendo presente che il Nicaragua si trova ‘al crocevia’ dei traffici di cocaina e di altri allucinogeni da Colombia, Perù e Bolivia agli Stati Uniti. Le Forze armate del Nicaragua devono avere moderne capacità operative nel sequestrare e distruggere il traffico di droga via terra, aria e mare. Si potrebbe pensare che l’US Drug Enforcement Agency (DEA), a lungo presente nel Paese, avesse contribuito a modernizzare il suo arsenale. Ma l’Agenzia sviluppa la cooperazione bilaterale esclusivamente nei propri interessi, cioè espandendo la presenza militare statunitense nel Paese. I metodi autoritari della DEA alienano sempre più leader latinoamericani. Perciò le strutture preposte in Nicaragua e altri Paesi centroamericani hanno reagito positivamente al piano della Russia per la formazione di funzionari antidroga in una scuola speciale a Managua. I professionisti del Servizio anti-Narcotici Federale della Russia (FSKN) insegnano nella scuola, e coloro che la frequentano provengono da Nicaragua, Salvador, Panama, Honduras, Repubblica Dominicana e altri Paesi della regione. Il primo gruppo di operatori s’è già laureato. Gli Stati Uniti sono gelosi del successo della FSKN in Nicaragua e in America Latina. Per questo motivo Viktor Ivanov, presidente del Comitato antidroga dello Stato e direttore della FSKN, è stato inserito nella lista nera del governo degli Stati Uniti. I piani per una collaborazione tra Russia e Nicaragua per esplorare e utilizzare lo spazio viene  considerata dal Pentagono come “assai sospetto” quale “componente militare”. Tra l’altro, l’accordo prevede la costruzione di un sistema di sorveglianza satellitare GLONASS in Nicaragua. Attraverso i media del Paese sotto il suo ‘controllo’, l’ambasciata degli Stati Uniti conduce una campagna ostile contro il progetto, ponendo l’accento sul suo uso ‘probabile’ a fini di spionaggio dalla Russia. Questa preoccupazione dell’ambasciata, dove la maggioranza dei 200 diplomatici statunitensi sono dipendenti delle agenzie di intelligence che intenzionalmente lavorano contro il regime Ortega, non è che ironica.
La Russia sviluppa legami militari con Venezuela e Cuba in modo simile. Sembra che nel prossimo futuro, il problema di porre basi militari russe permanenti con grandi infrastrutture e personale militare dispiegato per lunghi periodi di tempo, non sarà più tale. Il Ministero degli Esteri della Russia ha definito gli articoli sulla creazione di basi militari russe in Argentina, una ‘provocazione’. L’unica base straniera al largo delle coste argentine si trova sulle Isole Falkland, occupate dagli inglesi. La presidentessa argentina Cristina Fernández ha definito le isole “base nucleare” della NATO, “la più grande base esistente a sud del 50° parallelo”. Gli strateghi della NATO provedono di coinvolgere le forze armate della Colombia nelle attività dell’alleanza militare. Nel giugno 2013, Juan Carlos Pinzón, ministro della Difesa nazionale della Colombia, firmò un accordo a Bruxelles sulla cooperazione e lo scambio di informazioni con la NATO. Il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha detto, a tal proposito, che l’accordo è stato stipulato “con l’obiettivo ulteriore” di aderire all’organizzazione. Un articolo sul sito aporrea.org commentava che, prima o poi, ci sarà una risposta adeguata all’espansione militare globale degli Stati Uniti e della NATO: “Se gli Stati Uniti hanno un numero incalcolabile di basi in tutto il mondo, allora è logico supporre che altre potenze inizieranno a creare proprie roccaforti. Se gli Stati Uniti hanno riempito l’Europa di missili puntati contro la Russia, è ovvio che la Russia possa rispondere in modo appropriato. Gli Stati Uniti vanno biasimati per la diffusione delle violenze in tutto il mondo, per la loro volontà di preservare l’egemonia. Dopo la sconfitta in Afghanistan, gli statunitensi sono costretti a ritirarsi dal Paese senza essere riusciti a creare una base con missili puntati soprattutto contro Russia, Cina, India e Iran. Ma il messaggio è chiaro: dalla seconda guerra mondiale, l’unico aggressore sul pianeta sono gli Stati Uniti”.

0905_g20_g19.jpg_1853027552La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’America Latina sceglie armi russe

Nil Nikandrov Strategic Culture Foundation 03/04/2014

6046Gli esperti latinoamericani lo sanno bene, le armi prodotte dalla Russia sono note per la qualità. Rosoboronexport (l’agenzia intermediaria di Stato per le esportazioni/importazioni di prodotti, tecnologie e servizi per la Difesa della Russia) ha una vasta esperienza di proposte nell’emisfero occidentale, dal Messico al Cile. I suoi sforzi non sono falliti. I tempi in cui i militari latino-americani erano sotto stretto controllo del Pentagono sono ormai lontani. Le offerte di aeromobili ad ala rotante e fissa, e di carri armati ai vecchi clienti del complesso militare-industriale degli Stati Uniti, sono diventate argomenti quotidiani… sempre più spesso i latino-americani scelgono produttori russi perché, a differenza delle compagnie statunitensi, non impongono mai condizioni politiche. FIDAE-2014, la Fiera Internazionale della Difesa ed Aerospaziale, s’è svolta il 25-28 marzo 2014 a Santiago del Cile. E’ un altro passo sull’espansione della presenza della Russia sul mercato delle armi latino-americane… L’esposizione russa presentava i prodotti di dieci aziende della Rostekh, come Russian Helicopters, SPA Bazalt, High-Accuracy Complexes e United Shipbuilding Corporation. Negli ultimi dodici anni, la Russia ha venduto più di 14 miliardi di dollari di equipaggiamenti ed aerei militari all’America Latina. Le armi offerte da Rosoboronexport sono vantaggiose sul piano “costo-efficacia”. Piani di cooperazione tecnologica sono allo studio. La produzione congiunta di sistemi di nuova generazione è l’opzione più redditizia. Inoltre, i latino-americani hanno la triste esperienza della cooperazione con gli Stati Uniti, che limita l’accesso alla tecnologia militare d’avanguardia e utilizza la corruzione per vendere armi obsolete.
Durante la fiera gli esperti della Rosoboronexport hanno avuto una serie di colloqui con alti ufficiali di numerosi Paesi latino-americani. Il Cile ha espresso maggiore interesse per l’aereo d’addestramento Jak-130, gli elicotteri d’assalto Mi-17, i sistemi portatili di difesa aerea Igla-S ed armi come il fucile automatico Kalashnikov serie-100. Il radar di sorveglianza navale e terrestre Podsolnukh-E ha attirato particolare attenzione. Il Cile studia l’acquisizione di autocarri pesanti Kamaz e Ural da utilizzare in zone montagnose e nel deserto. I team Kamaz hanno preso i primi tre posti nel recente rally Dakar-2014. Il percorso che attraversa Argentina, Bolivia e Cile passa su un terreno estremamente accidentato. Russia e Perù hanno una lunga cooperazione. Nel dicembre 2013 il Perù ha firmato un accordo da 500 milioni di dollari per acquistare 24 elicotteri da trasporto Mil Mi-171 per il suo esercito. I carri armati T-90S sono i prossimi sulla lista. Un vero e proprio ampio contratto per l’acquisto di 110 veicoli è previsto, così nel 2013 Rosoboronexport ha lasciato che i peruviani testassero il carro armato nelle condizioni locali. É andata proprio bene. Una delegazione peruviana visiterà la Russia e valuterà le capacità di combattimento del carro in prove sul campo. Il Perù prevede un accordo per l’acquisto di mezzi blindati (APC) BTR-80A, che si distingue come il veicolo più affidabile tra gli APC contemporanei.
La cooperazione militare tra Russia e Brasile è un successo. Gli elicotteri sono centrali. Elicotteri  d’attacco Mi-35 e la versione civile del Mi-17 sono già stati consegnati. Il Brasile ha espresso il desiderio di acquistare il Ka-62, in fase di sviluppo. Ha anche acquisito il sistema d’arma combinato d’artiglieria antiaerea e missili superficie-aria a breve-medio raggio russo Pantsir-S1 (SA-22 Greyhound) e il sistema di difesa antiaerea portatile a corto raggio Igla (SA-18 Grouse). A giugno-agosto le parti hanno intenzione di firmare un contratto. I brasiliani hanno ricevuto informazioni dettagliate su Pantsir-S1 grazie agli stretti legami con l’Impresa Federale Statale Unita – Instrument Design Bureau Tula. La russa Rostekh e la brasiliana Odebrecht Defesa e Tecnologia hanno firmato un accordo di cooperazione esteso al 2015. Un altro elemento della cooperazione strategica bilaterale, comprendente sistemi ad alta tecnologia militari. La Russia ha invitato il Brasile a partecipare al programma del caccia di quinta generazione T-50, e s’è offerta anche di avviare la produzione su licenza con un nuovo marchio del Pantsir-S1. I colloqui con il partner brasiliano continuano.
Il Venezuela è un grande importatore latinoamericano di armi russe. Rosoboronexport ha firmato il suo primo contratto il 10 marzo 2005 a Caracas, non badando all’opposizione veemente degli Stati Uniti. Grazie alla Russia l’esercito ha potenziato rapidamente le sue capacità di combattimento. Il Paese è stato il primo a ricevere gli elicotteri da combattimento Mi-35M e l’avanzato sistema russo di difesa aerea antimissile balistico Antej-2500 S-300VM (SA-23 Gladiator/Giant). L’Antej-2500 è stato progettato per abbatter missili balistici a breve e medio raggio, missili da crociera, velivoli ad ala fissa, così come piattaforme ECM e per munizioni a guida di precisione. Il Venezuela ha il sistema di difesa aerea Pechora-2M nell’arsenale, il migliore del suo genere. Si tratta di un sistema missilistico superficie-aria antiaereo a corto raggio progettato per la distruzione di aerei, missili da crociera, elicotteri d’assalto e altri bersagli aerei a quota bassa e media. La capacità della difesa aerea venezuelana è inoltre integrata dai sistemi Buk-M2 (SA-17 Grizzly), un sistema missilistico semovente superficie-aria a medio raggio per una solida difesa dei suoi cieli. L’arsenale dell’esercito vanta gli MLRS (sistema lanciarazzi multipli) Smerch, pezzi di artiglieria-obici da 155mm MSTA-S. L’aeronautica ha gli aerei da combattimento SU-30MK2 che hanno dimostrato le loro capacità neutralizzando in breve tempo circa due dozzine di aerei dei narcotrafficanti in volo tra Messico, America Centrale, Colombia e Caraibi. La costruzione di una fabbrica di fucili d’assalto K-103 a Maracay, capitale dello stato centrale di Aragua, volge al termine, così come quella della fabbrica per la produzione di munizioni. Tutto sommato, il Venezuela ha speso 12 miliardi dollari per acquistare armi russe.
Altri Stati seguono. Gli esperti militari di ALBA (Alleanza Bolivariana per le Americhe) notano sempre più spesso che il Pentagono non è onnipotente. Il desiderio degli Stati latino-americani nel rafforzare la cooperazione militare con la Russia diventa sempre più forte con gli avvertimenti da Washington. Gli elicotteri russi hanno avuto una notevole spinta sul mercato latino-americano. Vi sono oltre 500 velivoli ad ala rotante negli arsenali dei Paesi dell’America latina, dal Messico all’Argentina! L’industria militare russa avrà bisogno di un paio di anni di intensi sforzi per adempiere ai propri obblighi sui sistemi di difesa aerea da consegnare all’America Latina. Veicoli corazzati, sistemi lanciarazzi multipli e armi russi sono sempre al centro dell’attenzione delle fiere per attrezzature militari latinoamericane. Il Pentagono fa del suo meglio per evitare che le armi russe arrivino nella regione, ma i giorni dei regimi fantoccio e dei ministri della Difesa corrotti  diventano storia. Sempre più spesso l’America Latina parla con la propria voce, senza badare a Washington. La Cina, non gli Stati Uniti, sembra essere il principale rivale della Russia sul mercato delle armi latinoamericane.

10001293La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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