Washington gioca alla roulette russa con la difesa missilistica

F. William Engdahl, Nsnbc, RT 30 dicembre 2013
BMD-conceptNel suo recente incontro annuale con i media, il presidente russo Vladimir Putin ha risposto a una domanda sul presunto posizionamento dei missili Iskander russi a Kaliningrad, alle porte della Polonia. Ha affermato che la difesa missilistica degli Stati Uniti rimane una minaccia alla sicurezza nazionale russa e che la Russia ha il diritto di disporre i missili Iskander a Kaliningrad, ma ha sostenuto che tale passo non era ancora stato preso. Putin ha aggiunto, tuttavia, che porre i missili Iskander a Kaliningrad sarebbe una risposta logica ai piani statunitensi di costruzione del sistema di difesa missilistica in Europa. Ciò che pochi in occidente, al di fuori di una manciata di esperti militari, capiscono tuttavia è che il piano statunitense di installare i missili e i radar speciali della  cosiddetta Ballistic Missile Defense in Polonia, Repubblica Ceca, Turchia e Bulgaria, è un atto estremamente provocatorio di Washington contro la Russia, e rischia di trascinare il mondo sull’orlo di una guerra nucleare.
Le osservazioni di Putin fanno seguito a un report del quotidiano tedesco ardentemente filo-statunitense Bild Zeitung. Alcuni giorni prima dei commento di Putin, il Bild aveva riferito che immagini satellitari segrete mostravano missili Iskander-M di stanza presso il confine polacco. Sia il Bild che i media mainstream statunitensi ed europei ripresero l’articolo su Kaliningrad come conferma dell’aggressione russa e del ritorno della Guerra Fredda. Difatti, per Washington e l’esercito statunitense, la guerra fredda non è mai finita. La Difesa antimissile di Washington è la provocazione più estrema che si possa immaginare nell’era nucleare. Si tratta della versione atomica della roulette russa che rende la probabilità di una reazione preventiva di Mosca contro i missili polacchi e i radar cechi dell’AMD altamente logica. È utile ricordare il contesto.

Putin a Monaco di Baviera
Nel febbraio 2007, il presidente russo Vladimir Putin partecipò in Germania all’annuale Conferenza internazionale sulla sicurezza di Monaco di Baviera, in precedenza nota come Conferenza di Wehrkunde. In un discorso straordinario sotto qualsiasi aspetto, le osservazioni di Putin suscitarono la sorpresa di molti in occidente: “La NATO ha piazzato le sue forze di prima linea ai nostri confini. E’ ovvio che l’espansione della NATO non abbia alcuna relazione con la modernizzazione dell’Alleanza o la garanzia della sicurezza in Europa. Al contrario, rappresenta una seria provocazione che riduce il livello di fiducia reciproca. Abbiamo il diritto di chiedere: contro chi viene intesa questa espansione? E cosa è successo alle assicurazioni dei nostri partner occidentali dopo la dissoluzione del Patto di Varsavia?” Putin continuava: “E’ impossibile sanzionare la comparsa di nuove, destabilizzanti armi ad alta tecnologia… nelle nuove aree del confronto, specialmente nello spazio. Le guerre stellari non sono più una fantasia, ma una realtà. A parere della Russia, la militarizzazione dello spazio potrebbe avere conseguenze imprevedibili per la comunità internazionale, e provocare nientemeno che l’inizio della guerra nucleare. I piani per espandere certi elementi del sistema di difesa antimissile in Europa non possono aiutarci, ma danneggiarci. Chi ha bisogno di un ulteriore passo di ciò che sarebbe, in tal caso, l’inevitabile corsa agli armamenti?
Il ministero degli Esteri russo ha ufficialmente risposto al programma AMD di Washington, nel 2007, dichiarando che “L’intenzione degli Stati Uniti di dispiegare componenti della difesa antimissile, che diverranno strutture militari strategiche nelle immediate vicinanze dei confini russi, è fonte di particolare preoccupazione. Dovremo tener conto delle potenziali strutture negli ulteriori passi politico-militari e nella pianificazione militare russi. Tali piani contraddicono l’impegno della NATO a frenare il dispiegamento di forze, come affermato nell’Atto fondativo Russia-NATO“.
Nel gennaio 2007, poco prima delle osservazioni critiche di Putin a Monaco di Baviera, il Pentagono aveva annunciato i piani degli USA di dispiegare un sistema di difesa antimissili balistici in Europa. Il Pentagono ha sostenuto che lo schieramento mirava a proteggere le installazioni statunitensi e della NATO contro le minacce dei nemici mediorientali, in modo esplicito l’Iran, non la Russia. A seguito della osservazioni a Monaco di Putin, il dipartimento di Stato statunitense pubblicò un commento formale, rilevando che l’amministrazione Bush era “perplessa dai ripetuti commenti caustici sul sistema previsto da Mosca.” In ulteriori dichiarazioni, Washington ha insistito che lo schieramento europeo dell’AMD è rivolto contro la potenziale minaccia di un attacco missilistico iraniano in un Paese europeo della NATO o negli stessi USA. Come Putin ha sottolineato nel suo intervento a Monaco di Baviera, ciò non ha militarmente senso. “Come diciamo in Russia, sarebbe come usare la mano destra per raggiungere l’orecchio sinistro.” Ora, circa sette anni dopo, proprio mentre Mosca ha facilitato la soluzione diplomatica dei grovigli siriani e iraniani di Washington, Washington amplia l’anello di siti missilistici dell’AMD intorno alla Russia in Romania, Turchia e Bulgaria, nonché Polonia e Repubblica ceca. Cruciale per afferrare il motivo per cui Mosca si rifiuta di accettare il dispiegamento dei missili degli Stati Uniti, è come contribuirebbe all’equilibrio della pace.

Il bluff di Washington
Il governo russo non ha perso tempo a rispondere alla recente svolta dei P5+1 tra Washington e Teheran, per negoziare una soluzione diplomatica al programma nucleare iraniano. Il 25 novembre, il ministro degli Esteri russo Lavrov ha detto ai media occidentali, a Roma, “Se l’accordo con l’Iran viene attuato, il motivo dichiarato per la costruzione dello scudo della difesa non sarà più applicabile.” Mosca definisce bluff di Washington il suo dispiegamento di missili in Europa come rivolto non contro la Russia ma l’Iran. Washington si è affrettata a rispondere. Il 16 dicembre, il segretario della Difesa statunitense Chuck Hagel ha dichiarato che il piano di azione congiunto P5+1, concluso tra l’Iran e gli Stati del P5+1 riguardo il programma nucleare di Teheran, “non elimina la necessità degli Stati Uniti ed alleati europei di continuare ad attuare i piani della difesa missilistica in Europa“. Hagel ha continuato “gli sforzi della difesa antimissile della NATO non costituiscono una minaccia per la Russia“, e ha invitato le parti a continuare le consultazioni sui futuri piani missilistici in Europa. Hagel non si preoccupava di spiegare perché l’accordo di Teheran non eliminasse il “bisogno” dell’AMD degli Stati Uniti. Il presidente Putin ha aggiunto, “il programma nucleare iraniano era la ragione principale per il dispiegamento degli scudi missilistici. E cosa abbiamo adesso? Il problema nucleare iraniano svanisce mentre lo scudo missilistico rimane al suo posto. Anzi, viene ancora sviluppato.

L’anello mancante per il primo colpo
Sfumando le sottigliezze, Hagel semplicemente mente. Come ex-capo del programma della difesa antimissile del Pentagono del presidente Reagan, il colonnello Robert Bowman ha detto a questo autore, in una intervista telefonica del 2009, che lo sviluppo dello “scudo” antimissile USA attorno alla Russia, lungi dall’essere difensivo, è offensivo all’estremo. Bowman ha definito lo schieramento dell’AMD, “l’anello mancante per un Primo Colpo“. Gli Stati Uniti perseguono la possibilità di una guerra nucleare con il suo unico rivale nucleare attuale, la Russia, come ‘possibile!’ Ciò è realmente e veramente ‘pazzesco’. La prima nazione con una ‘difesa’ antimissile nucleare (AMD) avrebbe de facto la ‘capacità di primo colpo’, perché potrebbe paralizzare la rappresaglia nucleare abbattendo i missili. Lo scudo della difesa missilistica nucleare degli Stati Uniti, che segue il programma di sviluppo top secret del Pentagono dagli anni ’70, prevede un sistema terrestre che potrebbe rispondere a un attacco missilistico limitato. Attualmente ci sono cinque parti del sistema statunitense AMD, compresi gli impianti dei radar phased array in grado di rilevare il lancio di missili nemici e di tracciarli. In teoria, una volta che i missili lanciati vengono rilevati e confermati puntare sugli Stati Uniti o su qualsiasi altro obiettivo specifico, la fase successiva sarebbe lanciare uno o più del centinaio di missili intercettori, per distruggere il missile balistico nemico prima che raggiunga lo spazio aereo statunitense.
Una volta che l’AMD degli Stati Uniti sarà attivo e operativo, attorno alla Russia, la tentazione di certuni al Pentagono e alla Casa Bianca (non che qualsiasi persona mentalmente instabile possa mai occupare la Casa Bianca), di lanciare un primo attacco nucleare contro l’arsenale nucleare russo, sarebbe definitiva. Tale “primato” nucleare è stato il sogno del Pentagono fin dagli anni ’50. In un articolo del marzo 2006, la più importante rivista di politica estera degli Stati Uniti, Foreign Affairs, due alti analisti militari statunitensi hanno formulato osservazioni in tal senso: se la modernizzazione nucleare degli Stati Uniti fosse realmente rivolta contro gli Stati canaglia o i terroristi, la forza nucleare del Paese non avrebbe bisogno delle migliaia di testate che si otterranno dal programma di aggiornamento delle W-76. La forza nucleare attuale e futura degli Stati Uniti, in altre parole, sembra progettata per effettuare un attacco preventivo contro la Russia o la Cina. Non c’è da meravigliarsi, allora, che la Russia abbia o sia in procinto di schierare missili Iskander e di adottare altre misure per contrastare il folle dispiegamento dell’AMD di Washington.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

‘Nessuno prevarrà militarmente sulla Russia': Putin punta ai 700 miliardi di dollari per far progredire le forze armate russe

RussiaToday 12 dicembre 2013

putin-congratulates-knyazevaLa Russia non permetterà ad alcuna nazione di dominarla militarmente, ha detto il presidente russo. Alcune nazioni sviluppano nuovi tipi di armi, che possono mutare l’equilibrio strategico globale, ma la Russia sa come contrastarle. “Che nessuno s’illuda di strappare la superiorità militare sulla Russia. Non lo permetteremo mai“, ha detto Vladimir Putin in un discorso all’Assemblea Federale, la sessione congiunta delle due camere del parlamento russo. Di particolare interesse per la Russia sono gli elementi del sistema di difesa nazionale antimissile balistico (AMD) degli USA, che prevedono di schierare in Europa. Il progetto è stato per anni giustificato dalla presunta minaccia da Paesi come l’Iran. La controversia sul programma nucleare iraniano potrebbe presto essere risolta, ma l’AMD va avanti come previsto, ha sottolineato Putin. “Ci rendiamo conto chiaramente che il sistema AMD viene definito esclusivamente difensivo, mentre in realtà si tratta di una componente significativa del potenziale offensivo strategico”, ha sottolineato.
Le obiezioni di Mosca sull’AMD europeo e la mancata garanzia di Washington che non sia destinato contro la Russia, hanno impantanato le relazioni bilaterali a lungo. Ma a parte l’aspetto militare, il futuro sistema dimostra anche il desiderio degli Stati Uniti di bloccare l’allontanamento dell’Europa e di ravvicinarla, ha detto a RT Aleksej Pushkov, presidente della commissione Esteri del parlamento russo. “Il collante della NATO è sempre più debole. Pochissimi Paesi europei  adempiono ai loro obblighi finanziari verso la NATO”, ha detto, citando le denunce del capo dell’alleanza, Anders Fogh Rasmussen, durante l’ultima conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera. “Gli Stati Uniti hanno disperatamente bisogno dell’Europa quale alleata. E l’AMD probabilmente è progettato per fornire tale legame“, ha aggiunto Pushkov. “Ma questo non può essere spiegato così. Sembra una militarizzazione, e lo è. Quindi si deve inventare e dire che è colpa della Corea democratica o dell’Iran.”
Putin ha anche aggiunto che Mosca monitora lo sviluppo di nuovi tipi di armi da parte di altre nazioni, comprese le piccole armi tattiche nucleari, missili strategici di precisione convenzionali e armi di precisione ipersoniche. Queste ultime possono essere i mezzi tecnologici per un cosiddetto “attacco decapitante”, un massiccio attacco a sorpresa contro le infrastrutture chiave di una nazione, tra cui silos per i missili strategici, centri di comunicazione o edifici governativi, in teoria infliggendo abbastanza danni per evitare un massiccio attacco nucleare di rappresaglia. “Se vengono realizzati tutti questi piani, avranno un effetto assai negativo sulla stabilità regionale e globale. L’insieme dei sistemi strategici di precisione convenzionali di altre nazioni combinate con l’incremento della potenza dell’AMD, potrebbe vanificare ogni precedente accordo sulla limitazione e la riduzione delle armi nucleari strategiche e ribaltare l’equilibrio strategico“, ha detto Putin. Chiaramente allude al nuovo trattato di riduzione nucleare del 2010, tra Russia e Stati Uniti,  elogiato come una delle più importanti vittorie in politica estera del primo mandato di Barack Obama. Il trattato fu firmato durante il conflitto sulla parte europea del sistema AMD. Invece di risolvere la questione, Mosca e Washington hanno deciso di portare avanti l’accordo e di discutere dello scudo antimissile in seguito. Finora non è stato trovato nessun compromesso.
Ci rendiamo conto di tutto questo e sappiamo cosa fare“, ha avvertito Putin. L’esercito russo  aumenta le risorse per lo sviluppo di nuovi missili strategici nucleari, così come dei loro sistemi di lancio, tra cui sottomarini a propulsione nucleare e bombardieri strategici. Avanza anche piani per creare un sistema spaziale integrato da ricognizione e puntamento mondiale in tempo reale, che migliorerebbe la capacità della Russia di utilizzare il proprio arsenale nucleare, ha detto il presidente russo. “La Russia risponderà a tutte le sfide, politiche e tecnologiche. Abbiamo tutto il potenziale necessario“, garantisce.
I commenti di Putin si rispecchiano nelle dichiarazioni del vicepremier Dmitrij Rogozin, che supervisiona l’industria della difesa russa. Ha avvertito che la Russia ha i mezzi per difendersi dalle armi avanzate e future. “Ogni aggressore deve rendersi conto che quello che farà nella difesa antimissile balistico o tentando di dotarsi di armi di precisione ipersoniche per neutralizzare il potenziale nucleare della Russia, non sarà nient’altro che illusorio, e tale rimarrà. Non staremo fermi“, ha detto, aggiungendo che a differenza dell’Unione Sovietica, la Russia non permetterà di essere trascinata in una costosa corsa agli armamenti e manterrà la parità militare con mezzi asimmetrici.
Il programma di modernizzazione militare che il governo russo attua, ha uno stanziamento di 700 miliardi di dollari fino al 2020.

1463112Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Gli Stati Uniti hanno utilizzato armi nucleari tattiche in Afghanistan e in Iraq

Leonid Savin, Strategic Culture Foundation, 09.04.2012

E’ diventato chiaro, dopo il vertice sul nucleare di Seul, che gli Stati Uniti aderiscono alla vecchia politica, risalente al 1945, di monopolizzare il diritto di usare le armi nucleari, combinando la loro parte nella non proliferazione del diritto internazionale con nuove misure restrittive contro gli altri, compresa la Russia. Tutto ciò dovrebbe riportare alla superiorità nucleare globale degli Stati Uniti.
Nel suo libro Towards a World War III Scenario: The Dangers of Nuclear War, Michel Chossudovsky ci narra dell’interconnessione tra il Pentagono e le grandi aziende statunitensi. Il libro dice che il Congresso statunitense approvò l’uso di armi nucleari tattiche nelle guerre non convenzionali, nel 2003. Secondo i congressisti, ciò era abbastanza “sicuro per i civili” (1).
Infatti, la tecnologia militare è avanzata di parecchio rispetto alle due bombe nucleari usate contro il Giappone, specialmente nel campo dello sviluppo di munizioni nucleari di bassa e bassissima potenza. Già nel 1950 il “cannone nucleareDavy Crocket, il sistema d’arma più piccolo con una gittata di a 4,5 km, faceva parte dell’arsenale delle forze armate (2). Era destinato ad essere distribuito in gran numero in Europa occidentale per combattere un improvviso attacco da parte dell’Unione Sovietica.
Le forze armate statunitensi sono in possesso di 3400 munizioni nucleari dalla potenza variabile (circa 2000 schierate). Un operatore decide la potenza richiesta a seconda della situazione (ad esempio riducendola per colpire nemici nelle immediate vicinanze dell’esercito o della marina statunitense, o nel territorio o nelle acque di uno stato amico/alleato).
Veicoli aerei senza equipaggio possono essere utilizzati come vettori. L’MQ-9 Reaper, oggi presente nell’arsenale delle forze armate, può essere armato con fino 14 missili aria-superficie AGM-114 Hellfire, ognuno del peso di 50 kg. E’ possibile usarlo come vettore di piccole armi nucleari.
In condizioni di guerra ad alta intensità, le armi nucleari tattiche aggiornate possono creare l’illusione della loro assenza sul campo di battaglia nel caso in cui vengano utilizzate insieme a quelle convenzionali. Ad esempio, secondo esperti militari russi, le munizioni nucleari di nuova generazione sono state utilizzate in Libano nel 2006, durante l’operazione contro l’Hezbollah. Allora l’esercito israeliano ha utilizzato le cosiddette bunker busters. I campioni del suolo prelevati dai crateri avevano tracce di uranio arricchito. Allo stesso tempo venne precisato che non c’erano radiazioni gamma e isotopi cesio 137, derivanti da decadimento radioattivo. Il livello di radiazioni era alto all’interno dei crateri, ma scendeva di circa la metà a distanza di soli pochi metri. Non è escluso che le armi siano state inviate in Israele dagli Stati Uniti, per essere testate in battaglia.
Vi è un aspetto del diritto molto importante. Le munizioni termonucleari “pure” non sono controllate da nessun accordo internazionale e formalmente rientrano nei sistemi convenzionali ad alta precisione, anche se la loro potenza distruttiva è di gran lunga superiore. Gli esperti non hanno una visione comune di quanto gli Stati Uniti e altri stati siano avanzati nel campo dello sviluppo di armi a fusione termonucleare ‘pura’. Gli specialisti di uno degli istituti di ricerca militare russi, dicono che le nuove armi nucleari sono al di là delle restrizioni legali di un qualsiasi accordo internazionale su sviluppo, test, proliferazione o uso di armi nucleari (3).
Qualcosa di simile a ciò è stato detto dopo l’11 settembre 2001. Mentre indagavano sull’attentato alle torri gemelle di New York, alcuni esperti di diversi paesi giunsero alla conclusione che le torri furono demolite (insieme alla terza, che viene raramente menzionata nelle relazioni sull’attacco al Trade Center) a seguito di esplosioni di piccole cariche termonucleari (4). Lo scenario si basa sulle scosse sismiche del giorno dell’attacco e sul fatto che alcuni vigili del fuoco e poliziotti, che si trovavano nel luogo della distruzione, morirono anni dopo di cancro.
Nel bel mezzo del dibattito sul START-3 e sullo schieramento dello scudo missilistico europeo, gli Stati Uniti hanno riorganizzato in silenzio il Comando d’attacco globale dell’aviazione. Formalmente, la riorganizzazione è terminata nel dicembre 2011. Ora il nuovo comando avrà sotto il suo controllo la forza aerea strategica (5).
Andrew C. Weber, Assistente del Segretario alla Difesa per i programmi di difesa nucleare, chimici e biologici, ha dichiarato: “Alcuni dicono che non abbiamo mai usato le armi nucleari. La verità è che usiamo armi nucleari ogni giorno per mantenere il mondo sicuro…” Naturalmente il verbo da usare potrebbe significare affrontare. Ma Peter Eyre, un consulente sul Medio Oriente, ha detto che gli USA hanno usato armi nucleari tattiche almeno una volta in Iraq e un paio di volte in Afghanistan, nelle montagne di Tora Bora (questa violazione flagrante della Convenzione di Ginevra è stata sancita dai presidenti degli Stati Uniti, che ne fa dei criminali militari (6)). In questo contesto, il ragionamento espresso da Weber diventa inquietante.
C’è il presupposto che la riorganizzazione del Comando d’attacco globale dell’aviazione abbia per missione assegnare maggiore “flessibilità” all’uso globale delle armi nucleari nel mondo. Una volta che le armi sono state usate in Libano, Iraq e in Afghanistan, cosa impedisce che siano usate in qualche altro posto?

Note:
(1) Chossudovsky M. Towards a World War III Scenario: The Dangers of Nuclear War. Global Research, 2012
(2) S. Yuferev. Ultracompact nuclear weapon – recoilless gun Davy Crocket, Voennoe obozrenie (Military Review), 28 Ottobre 2011.
(3) V. Kretinin, A. Kotomin, A. Shushkov Pure fusion thermonuclear weapon: a myth or reality? Armeisky Vestnik (Army News) 06.06.2011 
(4) Ad esempio, vedasi: Thermonuclear destruction of the World Trade center in New York, The Pandora’s box, 21 settembre 2011
(6) Stein V., CSAF signs munitions realignment program action directive.

La ripubblicazione è gradita con riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation .

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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