Perché Washington protegge i Fratelli musulmani?

Vladimir Odintsov New Oriental Outlook 31.12.2013

untitled2L’attentato del 24 dicembre 2013 contro una stazione di polizia nella città egiziana di Mansura, ha lasciato 14 morti e oltre 200 feriti. Il primo ministro egiziano Hazim al-Bablawi non ha semplicemente attribuito l’attentato ai Fratelli musulmani, gli ha anche definiti organizzazione terroristica. Tale passo è stato immediatamente seguito da una conversazione telefonica tra il segretario di Stato statunitense e il ministro degli Esteri egiziano, voluta dal primo. John Kerry ha detto al suo omologo Nabil Fahmy che Washington è “seriamente preoccupata” per la definizione dei Fratelli musulmani quale organizzazione terroristica. Ma chi erano i “Fratelli musulmani” in primo luogo? Oggi i Fratelli musulmani operano nella stragrande maggioranza dei Paesi musulmani, tra cui Arabia Saudita, Quwayt, Sudan, Siria, Tunisia, Qatar, Giordania, Bahrain, Emirati Arabi Uniti (gli “uffici” negli ultimi quattro Paesi sono quelli più radicali) insieme a una serie di “uffici di rappresentanza” del mondo occidentale: Germania, Regno Unito, Svizzera, Francia e Stati Uniti. I “Fratelli musulmani” (Jamat al-Iqwan al-Muslimin), sono un’associazione  religioso-politica internazionale fondata in Egitto alla fine degli anni ’20. L’associazione ha l’obiettivo di islamizzare la società e creare uno Stato islamico. Questa organizzazione riunisce i caratteri di ordini sufi, moderni partiti politici e gruppi armati organizzati. La struttura di tale associazione iniziò a penetrare nei processi politici che si svolgevano nel mondo arabo e altrove. A un certo punto è emerso un nucleo radicale guidato da Sayid Qutb. Poi, nella seconda metà degli anni ’40 la confraternita divenne un’organizzazione estremista che ricorse al terrorismo nella grave lotta per l’influenza. Per tutto gli anni ’50 il gruppo compì assassini politici e nel 1954 attentò per tre volte alla vita del presidente egiziano Gamal Abdel Nasser. A poco a poco, una serie di “gruppi segreti” iniziò a formarsi nelle associazioni nazionali dei Fratelli musulmani in Egitto, Siria, ecc. L’uso di misure estreme sembrò la scelta dei Fratelli musulmani che scatenò la persecuzione di tale organizzazione in numerosi Paesi. Ciò comportò l’introduzione di elementi da “società segreta” nella Fratellanza musulmana e di un sistema di dura subordinazione lineare. L’unità di base della Fratellanza musulmana è una “famiglia” di 5-10 membri che si chiamano “fratelli” e sono governati da un leader, un “grande fratello”. Un certo numero di unità forma una “grande famiglia”, guidata da un “padre”. Il “grande concilio dei padri” elegge lo “sceicco”.
Nel settembre 1981, ex-membri dei Fratelli musulmani egiziani uccisero Anwar al-Sadat. Nello stesso periodo i Fratelli musulmani sostennero attivamente i gruppi islamisti inviando propri  reclutatori per trovare nuove reclute da poter spedire in Afghanistan e in altri Paesi. Dalla metà degli anni ’90, la “Fratellanza musulmana” compì una serie attentati contro il presidente egiziano Hosni Mubaraq, fu responsabile di una serie di attentati terroristici contro i turisti e combatterono anche al fianco dei ribelli in Cecenia e Daghestan. Nel 2003, la “Fratellanza musulmana” svolse un ruolo importante nella destabilizzazione del Caucaso. Nel settembre di quest’anno hanno “finanziato” diversi gruppi ribelli con 3 milioni di dollari, per boicottare le elezioni presidenziali in Cecenia e sabotarne la stabilità. Il 28 giugno 2005 il leader della “Fratellanza musulmana” chiese alla popolazione irachena di allinearsi con i palestinesi e il mondo musulmano dichiarando guerra a Stati Uniti e Israele. Nel 2011, i “Fratelli musulmani” rivendicarono il doppio attentato terroristico a Damasco del 23 dicembre. Ai primi di dicembre 2012, come riportato da al-Jazeera, il leader di al-Qaida ebbe un incontro segreto con i rappresentanti dei Fratelli musulmani. L’incontro avvenne nella città pakistana di Peshawar, dove ha sede al-Qaida. In tale riunione la Guida suprema della “Fratellanza musulmana” Muhammad Badie e il capo di al-Qaida Ayman al-Zawahiri firmarono un patto storico che ingiunge alle due organizzazioni di fondersi. Si deve notare che non fu il primo incontro tra Badie e al-Zawahiri, essendosi incontrati spesso a Cairo dopo le elezioni di Muhammad Mursi.
A quanto pare, anche queste briciole d’informazione mostrano che quasi sempre i “Fratelli musulmani” si sono opposti ai regimi al potere, anche se ciò significava l’uso della violenza e del terrorismo. Non c’è da meravigliarsi che la “Fratellanza musulmana” sia stata riconosciuta gruppo terroristico nella Federazione russa, Tagikistan e Uzbekistan. Nel frattempo, Stati Uniti ed alcuni Paesi europei (ad esempio il Regno Unito), ritengono che i “Fratelli musulmani” non siano coinvolti in attività terroristiche e che quindi il gruppo sia assolutamente legale. Inoltre, la “Fratellanza musulmana” è stata ampiamente utilizzata dai servizi segreti di alcuni Paesi occidentali. Ad esempio, l’intelligence inglese mostrò interesse per tale organizzazione fin da quando la “Fratellanza musulmana” fu creata, in quanto permise al Regno Unito di controllare le colonie e di contestare la crescente influenza tedesca in Egitto. Riguardo gli Stati Uniti, è curioso notare che dopo l’11 settembre, la “Fratellanza musulmana” fu accusata di favoreggiamento dei terroristi. Ciò, tuttavia, non ha impedito alle agenzie d’intelligence degli Stati Uniti di utilizzare i “Fratelli musulmani” per attuare i propri piani sul Medio Oriente e il Nord Africa. Basti semplicemente ricordare gli eventi rivoluzionari della “Primavera araba”. Questi fatti furono svelati da una serie di indagini dei media. In particolare, nel 2012 il quotidiano libanese al-Diyar chiaramente sottolineò che, secondo un piano redatto nel novembre 2011, la “Fratellanza musulmana” aveva firmato un accordo con la CIA. Secondo questo accordo, la “Fratellanza musulmana” s’impegnava a prendere parte attiva nella distruzione di “al-Qaida” in cambio del controllo congiunto su tutto il Medio Oriente. Questo “accordo”, o chiamiamolo “cooperazione pragmatica” tra i “Fratelli Musulmani” e l’amministrazione della Casa Bianca, fu confermato da numerosi dispacci diplomatici pubblicati da Wikileaks.
Ciò che sorprende della reazione critica di Washington, sono le parole espresse il 26 dicembre 2013. Gli Stati Uniti fingono di combattere i gruppi terroristici nel mondo quando, in realtà, collaborano con essi da anni.

Vladimir Odintsov, commentatore politico e collaboratore speciale della rivista online “New Oriental Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I sospettati di Woolwich protetti dall’intelligence inglese

AangirfanAangirfan 26 maggio 2013

001Michael Adebolajo venne rilasciato dal Kenya con l’aiuto dell’MI5? Michael Adebolajo, uno dei presunti ‘terroristi’ di Woolwich, sarebbe diventato padre pochi giorni prima dell’attentato a Woolwich. Mirror.co.uk Nel 2010, Michael Adebolajo potrebbe essere stato inviato dai servizi di sicurezza del Regno Unito a collaborare con al-Qaida in Somalia. (al-Qaida viene ora utilizzata per cercare di rovesciare il Presidente Assad della Siria). Secondo quanto riferito, Michael Adebolajo era in un gruppo diretto in Somalia e arrestato in Kenya nel 2010. Michael Adebolajo venne arrestato in Kenya in quanto sospettato di essere al centro di un complotto di al-Qaida e della CIA, nel 2010. L’MI5 ha ‘cercato di reclutare’ il sospettato dell’attentato di Woolwich Michael Adebolajo
Era una delle sette persone, tra cui due ragazzi delle scuole secondarie, arrestate dalla polizia del Kenya nel novembre 2010.

AswatL’ideatore dell’attentato di Londra del 7/7 Aswat (a destra), avrebbe lavorato per l’MI6. Le bombe di Londra: Domande senza risposta

La stampa keniota ha riferito che Michael Adebolajo era “sospettato di essere la mente del gruppo“. Michael Adebolajo sembra aver avuto l’appoggio del governo britannico, perché venne deportato in Gran Bretagna senza spese. Dopo il ritorno dal Kenya, i membri della sua famiglia hanno detto che era costantemente in contatto con agenti dell’MI5. L’MI5 ha ‘cercato di reclutare’ il sospettato dell’attentato di Woolwich Michael Adebolajo. Adel Abdul Majid fu implicato, nel 1981, nell’assassinio del presidente egiziano Anwar Sadat. Nel 1991 fuggì in Inghilterra e subito gli venne concesso asilo politico. Terroristi che lavorano per l’MI6
BBC Newsnight potrebbe essere stata utilizzata per diffondere disinformazione sulla connessione con l’MI5. ‘Un amico di Michael Adebolajo’ ha detto alla BBC che l’MI5 aveva tentato di reclutare Michael Adebolajo sei mesi fa. E’ più probabile che Michael Adebolajo sia stato un agente dell’MI5 per molti anni. Quando Michael Adebolajo fu arrestato in Kenya, alla famiglia era stato detto dalle autorità keniote che sarebbe stato impiccato o decapitato. Ma fu liberato per ritornare in Gran Bretagna. “La decisione sollevò interrogativi sul coinvolgimento ufficiale nel rilascio di Adebolajo, e sulla reale portata dei suoi legami con i servizi segreti quando tornò nel Regno Unito.” L’MI5 ha ‘cercato di reclutare’ il sospettato dell’attentato di Woolwich Michael Adebolajo

0ooooAimee West

Aimee West viene indicata essere l’amante di Lee Rigby. Un’amica di Aimee West, una poliziotta militare, ha detto al Sunday Mirror: “Si sono conosciuti circa due anni fa e le aveva fatto la proposta recentemente. Non credo che potrà mai avere quell’anello.” Il padre del presunto ‘terrorista di Woolwich’ Michael Adebowale è un diplomatico. Lavora per l’Alta Commissione nigeriana e vive in un appartamento a pochi metri dalla prigione di Holloway. La madre Juliette Obasuyi era addetta alla sorveglianza. Era un ragazzo amorevole, tranquillo”, dice Taylor Damilola, tutore di Adebowale. Anders Breivik era figlio di un diplomatico ed era un ragazzo affettuoso. I servizi di sicurezza spesso scelgono persone come Adebowale e Breivik per farne i loro capri espiatori mentalmente controllati. Steve Adebiyi ha detto del suo amico Michael Adebowale: ‘Gli hanno fatto il lavaggio del cervello’. Il presunto ‘terrorista di Woolwich’, Michael Adebolajo, era sotto l’influenza dell’MI5. Parlando al programma della BBC Newsnight, un amico di Michael Adebolajo ha detto che “Michael era stato torturato e vessato dall’MI5, che gli chiese di spiare per conto loro”.
Amico di un sospettato di Woolwich, dopo l’arresto, compare su Newsnight/Attentato di Woolwich: l’MI5 ‘ha offerto un lavoro al sospettato’
(Osama bin Laden, quando viveva a Wembley, sarebbe stato ospite dell’MI6 nel 1996.)

LewthwaiteSamantha Lewthwaite, un altro fantasma sottoposto a lavaggio del cervello.

L’amico di Michael, Abu Nusaybah, è stato arrestato in base alla legislazione antiterrorismo pochi minuti dopo aver agito da ‘informatore’ alla BBC. Abu Nusaybah dice che Michael, mentre studiava in un villaggio in Kenya nel 2012, era stato arrestato e poi violentato. Secondo The Guardian, nel 2012 Michael si recò da un avvocato per lamentarsi delle molestie da parte dell’MI5. Michael Adebowale, il secondo ‘terrorista’ di Woolwich, è sospettato di aver subito il lavaggio del cervello da parte dell’MI5, mentre era nell’istituto correzionale minorile di Feltham. Tra le altre persone dalla mente controllata dall’MI5, presenti a Feltham, si pensa vi fossero Richard Reid e Jermaine Grant. Richard Reid finse di cercare di far saltare in aria un aereo con un ‘scarpa bomba’ e Jermaine Grant è attualmente detenuto in Kenya accusato di terrorismo. Juliet, la madre di Adebowale, vi lavorava come addetta alla sorveglianza. Adebowale apparve brevemente in TV nella serie di Jamie Oliver ‘School Dinners.
Analogie tra quello che è successo nella Casa per bambini di Kincora e la Casa per bambini di Bryn Estyn. MI5 e MI6 torturano bambini? MI5 e MI6 si dice siano state coinvolte nell’organizzazione di pedofili delle Case per bambini di Kincora e di Bryn Estyn, nel Regno Unito. Secondo quanto riferito, l’ex capo dell’MI6 britannico, Sir Maurice Oldfield, sarebbe stato visto dalle sue guardie dello Special Branch avvalersi dei ragazzi della Casa per bambini di Kincora. (The Troubles) Presumibilmente, Oldfield condivideva i ragazzi con Sir Anthony Blunt, diversi vescovi e un arcivescovo.

savile 8Sir Jimmy Savile, sospettato di essere una spia, vicino alla casa di Kincora.

Michael Adebolajo è nato in una ricca famiglia cristiana. Samantha Lewthwaite è la figlia di un soldato. Molti dei bambini controllati mentalmente sono figli di militari. Il 3 marzo 2012, il Daily Mail ha narrato di Samantha Lewthwaite di Aylesbury, Buckinghamshire, in Inghilterra. La ragazza terrorista che di lavora per le spie. Samantha è collegata agli attentati alla metropolitana di Londra del 2005 e al terrorismo a Mombasa, in Kenya. Suo padre era un soldato dell’esercito britannico. I suoi genitori si sono separati quando lei aveva 11 anni. C’è il sospetto che Samantha lavorasse per l’intelligence militare (MI5 o MI6). Potrebbe essere stata sottoposta al lavaggio del cervello. Da adolescente, che indossava make-up e abiti firmati e andava alle feste con i suoi amici, si sarebbe convertita all’Islam.

*CONSULT DAILY MAIL PICTURE EDITOR BEFORE USE* LINDSEY JAMAL (boSamantha e Germaine Lindsay

Mentre studiava per una laurea in religione e politica presso la Scuola di Studi Orientali e Africani di Londra ha incontrato il giamaicano Germaine Lindsay, un collega convertitosi all’Islam. Germaine Maurice Lindsay ha avuto legami con la criminalità droga. Vi è il sospetto che sia stato protetto dalla polizia e dai servizi di sicurezza. La polizia non riuscì a seguire un caso di conflitto a fuoco in cui era coinvolta l’auto usata da Lindsay. (Inchieste del 7/7: la polizia fallisce.) Lindsay ebbe una condanna per importazione di droga. La CCTV della macchina non poteva essere utilizzata “perché fu oscurata da un manifesto della polizia del Bedfordshire.” Il funzionario incaricato delle indagini andò in vacanza e poi partecipò a un corso di formazione. Alla fine, l’auto di Lindsay venne trovata alla stazione ferroviaria di Luton, nell’ambito delle indagini sugli attentati del 7 luglio. Presumibilmente, Germaine Lindsay era uno degli attentatori della metropolitana di Londra del 2005 e morì al King Cross di Londra. Dopo gli attentati del 7 luglio, Samantha fu posta dalle autorità in una ‘casa sicura’. La polizia del Kenya dice che trovò la villa di lusso di Samantha Lewthwaite, nella località turistica di Mombasa in Kenya. Suggerisce che fosse coinvolta in un complotto per far esplodere alberghi e centri commerciali a Mombasa. Aveva un passaporto sudafricano con il nome di Natalie Faye Webb.

article-0-11F7EC47000005DC-607_634x362La polizia ritiene che le persone che vissero nella villa di Mombasa fossero Samantha Lewthwaite e Habib Ghani, originario di Hounslow, nel Regno Unito. Il padrone di casa, Nelson Korir, disse che l’uomo si faceva chiamare Mark e parlava con un accento inglese, che tre bambini erano con la coppia e che la donna indossava vestiti occidentali e non aveva la testa coperta. La polizia keniota era inciampata su una cellula dell’MI6 o del Mossad?

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Egitto: i Fratelli e il Grande Muto

Ahmed Bensaada Reporters, 29 dicembre 2012

Mursi-sacks-Tan8618Quando lo scorso agosto Mohamed Morsi, il primo civile eletto presidente egiziano, ha attaccato l’esercito del suo paese, i titoli dei media “mainstream” applaudirono la sua “epica” impresa e l’esplosione di titoli ditirambici fu immediata: “Il Presidente egiziano colpisce il vertice dell’esercito”, “Il presidente Mohamed Morsi sfida l’esercito”, “Il Presidente Morsi assesta un colpo contro l’esercito,” ecc. Un “esperto” ha spinto il ragionamento facendo uso di espressioni tratte da un racconto africano, confrontando Morsi a una mangusta che attacca il cobra la cui “unica possibilità di sopravvivenza è mordere il temibile mammifero prima che l’afferri alla gola.” E conclude: “E’ così che il presidente islamista Mohamed Morsi affronta l’esercito” [1]: la vittoria straordinaria del Presidente-mangusta sul formidabile esercito-cobra, conferma l’onnipotenza della fratellanza dei Fratelli Musulmani (da cui proviene Morsi) e prova l’inesorabile marcia verso la democrazia, eliminando tutto ciò che trova nel suo percorso.

Morsi e lo SCAF
E’ vero che il presidente Morsi è stato (apparentemente) in grado di “spingere” alla pensione il maresciallo Hussein Tantawi (77 anni), immobile ministro della difesa per venti anni, e il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, il generale Sami Anan (64), il numero due del Consiglio Supremo delle Forze Armate (SCAF),  compito non facile. Per dare sostanza all’atto, questa decisione presidenziale è stata anche accompagnata da voci di arresti domiciliari per i due nuovi “pensionati”, ma sono state subito smentite. Tuttavia, questi media sono stati meno verbosi circa il fatto che il nuovo rais non solo ha deciso di nominarli entrambi “consiglieri del Capo dello Stato”, ma li ha decorati due giorni dopo il loro cosiddetto licenziamento. Si noti, per inciso, che la cerimonia della decorazione è stata trasmessa dalla televisione nazionale, sottolineando l’importanza dell’evento.
Abbiamo visto un presidente profondersi in ringraziamenti verso Tantawi: “Data la vostra fedeltà e il vostro amore per la nazione, questo è un gesto di gratitudine del popolo d’Egitto, e non solo del suo presidente, verso un uomo che è stato fedele al suo popolo e al suo Paese. Dio vi doni il successo!“[2]. Il maresciallo ha ricevuto la “Collana del Nilo”, la più alta onorificenza del paese, mentre al generale è stata assegnata la “Medaglia della Repubblica.” Il maresciallo Hussein Tantawi è stato sostituito da Abdel Fattah al-Sissi, capo dell’intelligence militare. Questo generale si è fatto conoscere, nell’era post-Mubaraq, giustificando i “famosi” test di verginità cui i militari sottoposero le manifestanti egiziane. [3]
Anche se alcuni osservatori hanno interpretato la cerimonia della decorazione come il desiderio di Morsi di risparmiare l’esercito, sembra piuttosto che la decisione delle “dimissioni” sia stata presa in accordo con militari e lo SCAF [4]. Soprattutto, come sembra secondo fonti informate, che il generale Anan “goda di ottimi rapporti con i Fratelli musulmani” [5], come ci renderemo conto in seguito.

Morsi e le commemorazioni storiche
Ma il presidente Morsi non solo ha adempiuto alla cerimonia. Infatti, meno di due mesi dopo questo evento, ha approfittato della ricorrenza della “guerra dell’ottobre 1973″ per decorare, postumo, l’ex presidente Anwar Sadat. Una distinzione assegnata allo stesso maresciallo Tantawi è stata data al figlio del presidente. Ironia della sorte, è in questa stessa cerimonia che, 31 anni fa, quasi nello stesso giorno, venne assassinato Sadat da soldati appartenenti al movimento della Jihad islamica egiziana, fondata da ex membri dei Fratelli Musulmani. Tentando una spiegazione di questo gesto altamente politico, il quotidiano libanese “al-Safir” dice che l’azione del presidente islamista “illumina il rapporto interessante nato negli anni ’70 del secolo scorso, tra Sadat e i vertici islamisti, tra i più fondamentalisti, di cui liberò molti dei membri dalle carceri di Nasser, e che utilizzò in un modo o nell’altro per indebolire i suoi avversari politici nasseriani, i gruppi nazionalisti e di sinistra, ed altri, prima che gli islamici non gli si rivoltassero contro, fino al suo assassinio sul palco per la commemorazione della guerra di ottobre“[6]. Alcuni teorici della “mangusta” hanno avanzato la spiegazione che “mettendo da parte” i due alti ufficiali, il presidente Morsi porrebbe fine alla “generazione del 1973″, per far posto a militari più giovani. [7] Con la decorazione postuma di Sadat, il ciclo si sarebbe chiuso.
Va da sé che questa improvvisa frenesia del presidente nell’assegnare decorazioni militari, che non dimentichiamolo è un civile, è molto curiosa, soprattutto se si tiene conto del breve periodo trascorso dalla sua ascesa alla presidenza e il tormentato rapporto tra la Fratellanza e l’esercito egiziano negli ultimi decenni. Ma cosa più interessante in questo caso è che alcune persone che hanno segnato indelebilmente la storia dell’Egitto moderno, sono state deliberatamente oscurate dal presidente Morsi. A questo proposito, alcuni osservatori hanno notato che all’innegabile leader storico, il compianto Presidente Jamal Abdel Nasser, non è stato decorato (postumo) durante le celebrazioni del 60° anniversario della “rivoluzione del 23 luglio 1952.” Peggio ancora, il presidente dei Fratelli Musulmani ha semplicemente svolto un discorso televisivo in cui ha criticato in modo implicito ed esplicito Nasser. [8] Commentando quell’epoca, Neveen Ahmed ha scritto: “Nessuno può negare che questo periodo sia molto doloroso, nella mente di molti dei Fratelli musulmani, per le detenzioni e le torture nelle carceri. Vi è quindi una storica ostilità tra i fratelli e l’era di Nasser“. [9]
Con questa verità lapalissiana, possiamo solo chiederci, assieme ai sempre (più numerosi) critici del nuovo rais, se Morsi sia il presidente di tutti gli egiziani o solo dei Fratelli musulmani, come suggerito dalla sua selettiva memoria storica. Certo, Nasser è considerato dalla confraternita come il “distruttore” dell’islamismo, ma non è questo aspetto della politica nasseriana che giustifica tale “amnesia” selettiva. Infatti, è ben noto che sia l’esercito egiziano che il governo islamista al potere sono alleati del governo degli Stati Uniti. Il primo riceve una rendita generosa, mentre il secondo gode di un innegabile sostegno politico “post-primavera”. Piuttosto, Nasser e gli Stati Uniti si vedevano come nemici. Per illustrarlo, la cosa che potrebbe essere più eloquente è la famosa affermazione di Nasser: “Se vedete che gli Stati Uniti si compiacciono di me, allora saprete che sono sulla strada sbagliata“.
Se si crede a Bernard Lugan, l’esercito egiziano sarebbe diviso in tre gruppi distinti: “uno stato maggiore composto da vecchi sodali di Washington, una fazione islamista difficilmente quantificabile, e una maggioranza composta da ufficiali e sottufficiali nazionalisti che hanno per modello Nasser“. [10] In questo caso, tenendo conto del fatto che per una frangia significativa della popolazione e di intellettuali egiziani, Nasser non è solo il figlio prediletto dell’Egitto, ma anche un eroe del pan-arabismo, va da sé che Morsi corre il rischio di alienarsi una parte dell’esercito e dell’opinione pubblica, se non è in grado di migliorare la propria immagine di “presidente dei Fratelli.”

Morsi e lo Sceicco Cieco
Durante il suo discorso simbolico a Piazza Tahrir, pochi giorni dopo la sua elezione alla più alta carica dello Stato, Morsi fece una dichiarazione sottaciuta dalla stampa internazionale, ma che non passò inosservata negli Stati Uniti. Ha strombazzato ad alta voce: “Io farò tutto il possibile per la liberazione dei [...] prigionieri, tra cui lo sceicco Omar Abdel-Rahman” condannato nel 1995 all’ergastolo dai tribunali degli Stati Uniti per aver ideato l’attacco contro obiettivi a New York e l’assassinio dell’ex presidente Hosni Mubaraq. [11] Ma chi è questo sceicco di cui Morsi ha sentito l’obbligo  di citare in uno dei suoi primi discorsi presidenziali, come se si trattasse di una questione cruciale per il paese? In realtà, lo sceicco Omar Abdel-Rahman, noto come lo “Sceicco Cieco”, a causa della sua cecità contratta durante l’infanzia, è il leader spirituale della Jamaa al-Islamiya, organizzazione islamista egiziana che ha recuperato i resti della Jihad islamica egiziana ed è stata responsabile di diversi attacchi terroristici in Egitto e negli Stati Uniti. Condannato per il primo attacco contro il World Trade Center nel 1993, lo sceicco Abdel-Rahman sta attualmente scontando la pena negli Stati Uniti. [12]
La richiesta della “liberazione” dello sceicco da parte del neoeletto presidente, ha fatto arrabbiare molti politici statunitensi, come è possibile comprendere leggendo queste reazioni. Il senatore Charles Schumer ha dichiarato che “le offensive dichiarazioni del presidente Morsi sono un insulto alla memoria delle vittime dell’attentato al World Trade Center“, e lo sceicco Abdel-Rahman è “un terrorista che aveva pianificato l’assassinio di americani innocenti, non vi preoccupate, rimarrà al suo posto, in carcere per il resto della sua vita.” La senatrice Kirsten Gillibrand ha, nel frattempo, descritto la dichiarazione di Morsi “non solo scandalosa, ma che rappresenta una fonte di profonda preoccupazione per il rispetto di Mohammed Morsi per lo Stato di diritto e la democrazia“. [13]
Va notato che nel 2006, Ayman al-Zawahiri, da tempo numero due di al-Qaida, ed egli stesso ex-membro di spicco della Jihad islamica egiziana, aveva annunciato la fusione della Jamaa al-Islamiya con al-Qaida. [14] Uno dei motivi avanzati per  tale alleanza, era proprio l’incarcerazione dello sceicco Abdel-Rahman. Elemento interessante in questa storia: lo sceicco è stato incarcerato in seguito all’assassinio del presidente Sadat, accusato di aver emesso una fatwa che ne autorizza l’abbattimento [15] e per avere istigato l’attentato. A causa di mancanze di prove, lo sceicco è stato successivamente rilasciato ma deportato.
Così, è facile vedere l’ambivalenza politica del presidente Morsi: è in grado di decorare postumo un presidente assassinato e chiedere il rilascio della persona su cui pesa il grave sospetto di essere il mandante. Questo caso illustra il doppio gioco di Morsi: vuole essere “il presidente di tutti” onorando i suoi predecessori, ma non dimentica i suoi “compagni” islamisti, la prova della sua lealtà alla confraternita e alla sua “Mourchid” (guida suprema dei Fratelli musulmani).

Un matrimonio molto speciale
Il 31 agosto 2012, poco più di due settimane dopo il “pensionamento obbligatorio” del maresciallo Tantawi e del generale Sami Anan, l’hotel a cinque stelle “al-Masah” di Cairo ha ospitato un matrimonio elegante. L’eccitazione che ha colto l’edificio, di proprietà delle forze armate egiziane, era al culmine per la notorietà degli sposi, ma soprattutto di quella degli ospiti. Quel giorno, Mohamed Mamdouh Shahin convolava a nozze con Ithar Kamal al-Katatni. La coppia felice è formata dal figlio del generale Mamdouh Shahin, membro influente del SCAF e assistente del ministro della difesa responsabile per le questioni giuridiche e costituzionali. La bella moglie di 25 anni, è la figlia dell’ingegnere Kamal al-Katatni parente di Saad al-Katatni, ex presidente della disciolta Assemblea del popolo egiziano, membro del Consiglio direttivo della Fratellanza musulmana e attuale presidente del Partito per la Libertà e la Giustizia (la vetrina politica della Fratelli musulmani).
Ma al di là della vita mondana, il matrimonio tra i figli di un alto militare e di un membro della famiglia di un anziano islamista dei Fratelli musulmani, ha fatto i titoli dei giornali. In primo luogo, la presenza del generale Sami Anan seduto accanto a Saad al-Katatni non poteva passare inosservata. La prima apparizione pubblica del generale “licenziato” ha posto fine alle voci sui suoi arresti domiciliari. Anzi, Sami Anan era arrivato con la stessa auto di servizio che aveva durante lo svolgimento delle sue funzioni, ed era protetto da guardie del corpo. D’altra parte, il quotidiano “al-Youm al-Sabii” ha riferito che alla fine della cerimonia nuziale, il “generale Sami Anan era entrato in una sala VIP con il dottor Saad al-Katatni, e la porta della stanza si era chiusa dietro di loro“. [16] Lo stesso giornale ha pubblicato numerose fotografie dell’evento, tra cui personaggi che è difficile immaginare insieme: il Mufti della repubblica, personalità salafite, sufi o dei Fratelli musulmani, ex ministri, uomini d’affari, ecc. Questo gruppo eterogeneo mostrava come l’esercito e gli islamisti possano vivere in “perfetta armonia” e indicava come Sami Anan coltivi buoni rapporti con i Fratelli musulmani, come accennato in precedenza. Il suo pensionamento e quello del suo superiore, da parte del presidente islamista Morsi, non può essere interpretato come un “licenziamento”, ma piuttosto come un accordo tra le due istituzioni più grandi sulla scena egiziana: l’esercito egiziano e la fratellanza.

L’esercito soccorre Morsi
Contrariamente a ciò che dicono oggi, gli islamisti non sono “rivoluzionari” della prima ora. Erano molto scettici, all’inizio delle rivolte contro Mubaraq, e si sono uniti al movimento di protesta molto tardi. Inoltre, pochi mesi dopo la caduta del presidente deposto, hanno reso pubblico il loro desiderio di dividersi dal movimento pro-democrazia, nato in piazza Tahrir. Commentando questo periodo, il professor Stéphane Lacroix scrive: “Siaono stati alleati o no durante la rivoluzione, i giovani rivoluzionari e i Fratelli hanno rapidamente scelto percorsi diversi. I Fratelli prendono le distanze dalla piazza, preferendo investire nel gioco politico delle istituzioni. Fanno finta di mostrare la loro fiducia nel processo di “transizione” guidato dal Consiglio Supremo delle Forze Armate (SCAF), con la quale, riprendendo le abitudini dell’era Mubaraq, non esitano a negoziare dietro le quinte“. [17] Da allora, i fratelli vengono regolarmente accusati di collusione con i militari. Già nel luglio 2011 (un anno prima del pensionamento dei due anziani membri del SCAF), Mohammed Badie, Mourchid dei Fratelli musulmani, mostrava il cammino ai membri della sua fratellanza. Dopo gli incidenti di piazza Abbassiya, che fecero quasi 300 feriti nelle file dei manifestanti pro-democrazia che volevano marciare sul Ministero della Difesa, ha detto: “Noi difenderemo sempre l’esercito e l’esercito ci difenderà” [18].
Con la promulgazione del decreto del 22 novembre 2012, Morsi si è dato dei poteri definiti “faraonici” dai suoi oppositori. Sono seguite battaglie campali tra gli islamisti e l’opposizione liberale che hanno lasciato sette morti e centinaia di feriti. I carri armati sono ricomparsi per le strade di Cairo e Morsi ha ordinato all’esercito di proteggere il paese. Gli ha dato il diritto di arrestare i civili, potere molto criticato dai “rivoluzionari” durante la transizione post-Mubaraq. Quindi, l’esercito è di nuovo sulla ribalta politica del paese, proteggendo gli islamisti su loro richiesta, come previsto più di un anno prima dal Mourchid, e per impedire al paese di scadere nel caos. Il Fronte di salvezza nazionale (NSF), è la principale coalizione dei movimenti di opposizione di sinistra, laici e liberali mobilitati contro l’autocratico presidente Morsi. La coalizione è fortemente contraria alla volontà del governo di forzare la riscrittura della costituzione, accelerata dagli islamisti, e d’indire assai rapidamente un referendum costituzionale. In considerazione della pericolosa polarizzazione della società egiziana, l’esercito egiziano ha chiesto al governo islamista e all’opposizione di dialogare. Il portavoce delle forze armate ha affermato che, senza dei colloqui, l’Egitto prenderà “un sentiero oscuro, che porterebbe a un disastro“, cosa che l’esercito “non può permettere“. [19]
Pertanto, contrariamente a quanto è stato trasmesso dai media “mainstream”, al momento dell’apparente “spiazzamento” di Tantawi e Anan, le forze militari del paese mostrano unilateralmente come l’esercito non sia sottoposto a un potere e rimanga al timone del paese. Anche se l’incontro tra le due parti infine non ha avuto luogo, si deve rilevare che l’esercito non ha abbandonato l’idea del vertice se non dopo essersi assicurato che il NSF abbia richiesto ai suoi di partecipazione al referendum costituzionale, riducendo notevolmente la tensione politica nel paese. In ultima analisi, tutto indica che l’esercito ha scelto di cooperare con il gruppo politico del paesaggio politico dell’Egitto più forte e più organizzato, vale a dire i Fratelli musulmani. Questa opzione è stata probabilmente “incoraggiata e consigliata” dal governo degli Stati Uniti [20], che ha stretti rapporti con entrambe le parti da decenni. Pertanto, la decisione di mandare in pensione il maresciallo Tantawi e il generale Anan sembra essere stata presa di comune accordo e consensualmente con l’esercito dal governo islamico Morsi. Secondo l’opposizione, la collusione tra le due istituzioni si riflette nell’articolo 197 della nuova costituzione del paese, in cui il bilancio militare non viene realmente posto sotto controllo, potendo così continuare a proteggere i privilegi goduti dall’esercito sotto Mubaraq. [21]
Il 22 dicembre, il giorno della seconda fase del referendum sulla costituzione, Anne Patterson, l’ambasciatrice statunitense a Cairo, ha visitato un certo numero di seggi elettorali nella capitale egiziana. Vedendo la diplomatica, gli elettori hanno iniziato a cantare “Islamiya, Islamiya” (islamico, islamico) [22], vedendo nella visita della signora Patterson un’interferenza degli Stati Uniti negli affari interni del loro paese. Questa animosità popolare ha costretto l’ambasciatrice a rientrare e ad evitare certi uffici “inospitali”. Un aneddoto che mostra come la diffidenza del “piccolo popolo” contro l’onnipresenza statunitense in Egitto (prima e dopo la caduta di Mubaraq), sia in netto contrasto con la qualità delle relazioni tra l’esercito egiziano e i Fratelli musulmani con l’amministrazione statunitense.
Nella mitologia dell’antico Egitto, il dio “Ra” si trasforma in un’enorme “ichneumon” (mangusta) per combattere “Apophis” (serpente gigante che personifica il male). In Egitto, oggi, la mangusta e il cobra più probabilmente danzano insieme al suono del flauto suonato da un incantatore dotato di grande destrezza. Ma gli spettatori non sembrano apprezzare la musica.

Ahmed Bensaada Montreal, 25 dicembre 2012
Questo articolo è stato pubblicato 29 dicembre 2012 dalle quotidiano algerino Reporters

Riferimenti
1 – Christophe Ayad, «Le président égyptien frappe l’armée à la tête», Le Monde, 13 agosto 2012
2 – AFP, «En Égypte, Mohamed Morsi décore les généraux qu’il a limogés», Le Monde, 14 agosto 2012
3 – AFP, «Un général égyptien justifie les “tests de virginité” sur des manifestantes», Le Point.fr, 26 giugno 2011
4 – Karim Kebir, «Morsi écarte l’armée du pouvoir», Liberté, 13 agosto 2012
5 – Maghreb Intelligence, «Le général Anan, au chevet de l’Égypte», 3 agosto 2012
6 – Essafir, «Morsi décore Sadate!», 4 ottobre 2012
7 – Alain Gresh, « Égypte, de la dictature militaire à la dictature religieuse?», Le Monde diplomatique, novembre 2012
8 – Essafir, Op.Cit.
9 – Névine Ahmed, «Entre Nasser et Morsi, des jeunes si semblables…si différents!», Le Progrès Égyptien, 24 luglio 2012
10 – Bernard Lugan, «Irak, Libye, Syrie, Égypte et demain Iran. La stratégie du chaos», Metamag, 14 dicembre 2012
11 – AFP, «Morsi promet d’agir pour faire libérer Omar Abdel-Rahman aux États-Unis», Romandie.com
12 – David D. Kirkpatrick, «Egypt’s New Leader Takes Oath, Promising to Work for Release of Jailed Terrorist», The New York Times, 29 giugno 2012
13 – Jonathan Dienst, «Area Pols Condemn Egypt’s Next President for Supporting ’93 WTC Terrorist», NBC New York, 29 giugno 2012
14 – Andrew Cochran, «New Al Qaeda Tape Announces “Merger” With Egyptian Islamic Group, a.k.a. Gamaa Islamiya», Counter Terrorism Blog, 5 agosto 2006
15 – Christophe Ayad, «Géopolitique de l’Égypte», Editions Complexe, Bruxelles, 2002, pp. 143
16 – Mohamed Ahmed Tantaoui, «En photos: Le général Anan assiste au mariage du fils du général Mamdouh Chahine et rencontre l’ancien chef de l’assemblée du peuple Saad el-Katatni», El-Youm el-Sabii, 31 août 2012
17 – Stéphane Lacroix, «L’Égypte, l’armée et les Frères», Le Monde, 25 juin 2012
18 – Alexandre Buccianti, «Égypte: les Frères musulmans confirment leur rapprochement avec l’armée contre les révolutionnaires», RFI, 25 luglio 2011
19 – AFP, «L’armée égyptienne somme pouvoir et opposition de dialoguer», Libération, 8 dicembre 2012
20 – Jacques Chastaing, «Égypte: la révolution et les islamistes», Culture & Révolution, 28 settembre 2012
21 – R.B., «Égypte: pourquoi le projet de Constitution inquiète» Le Parisien.fr. 23 dicembre 2012
22 – Bahjat Abou Deif, «Les électeurs scandent contre l’ambassadrice américaine “islamique … islamique”», El-Youm el-Sabii, 22 dicembre 2012

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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