Putin in America Latina

Nil Nikandrov Strategic Culture Foundation 16/07/2014

Putin-CastroDurante il suo tour latino-americano, il Presidente Putin non ha mai detto che il viaggio è la risposta alle provocazioni di USA e NATO ai confini russi. Non ha mai fatto dichiarazioni di natura conflittuale, non importa se gli USA sfruttano la grave crisi in Ucraina per flettere i muscoli lungo i confini russi. La Russia e i suoi politici subiscono continue minacce e offese dagli Stati Uniti. Il viaggio riguarda Cuba, Nicaragua, Argentina e Brasile. Nulla di simile è mai accaduto ai tempi dell’Unione Sovietica. La visita di numerosi Stati sarà routine. Vi sono inviti, ordini del giorno adempiuti e precisati. C’è ogni motivo per parlare di rinascita delle relazioni latinoamericane-russe… L’isolamento della Russia è una bolla, una fantasia di Foggy Bottom, solo un altro tentativo di avverare un sogno che riflette il fallimento di Obama nel percepire adeguatamente gli eventi  mondiali. La seria supposizione che gli Stati Uniti avranno altre possibilità di costruire un mondo unipolare, ne suscita il rifiuto anche dagli alleati di Washington. Solo gli anglosassoni sembrano accettarlo. Lo stile amichevole e costruttivo di Putin nel comunicare con i suoi partner latinoamericani, il suo impegno al raggiungimento di accordi reciprocamente vantaggiosi nell’economia, finanza, politica e cultura è molto apprezzato dai leader latinoamericani e trova risposte positive tra la gente comune. Le attività dei blogger confermano l’efficacia della visita del presidente. Ecco alcuni esempi:
Putin è un politico eccezionale che visita l’America Latina. La nuova strategia russa è un nuovo motivo per Obama di arrabbiarsi. I latino-americani fanno paragoni a favore della Russia. L’ambasciata degli Stati Uniti fa quel che vuole qui, in Paraguay; i media trascurano le notizie sulla visita. Chi pensa capisce bene quello che succede”.
“Hai ragione, amigo dal Paraguay; molti Paesi latinoamericani erano satelliti degli USA, tra cui il mio preferito, Kiskeya (Repubblica Dominicana)”.
“I legami tra Russia e Cuba sono sempre più forti facilitando pace, progresso, lotta contro la povertà e per l’uguaglianza sociale in America Latina. Questo è un esempio della strategia positiva di Putin volta alla coesistenza pacifica. L’impero degli Stati Uniti, le sue società petrolifere e di armi devastano interi territori, come Siria e Ucraina. Fiumi di sangue scorrono per consentire agli Stati Uniti di acquisire risorse petrolifere e minerarie. Ecco perché l’America Latina accoglie con favore il presidente russo e l’amico popolo russo”.
“E’ grande la Russia che tende una mano per salvare l’America Latina dal giogo statunitense. La caduta dell’impero, che si presenta ancora come la principale economia mondiale, si avvicina. Hugo Chavez ha detto che sarebbe successo a metà secolo. Gli Stati Uniti saccheggiano gli Stati latino-americani con il cosiddetto contributo finanziario, mentre ne arraffano le risorse minerarie. Gli USA lo fanno in Perù, Paraguay, Suriname e America Centrale. Negli Stati sull’istmo centroamericano solo il Nicaragua ha conservato la sovranità, grazie all’aiuto di Cina e Russia”.
“Qualunque cosa ho letto sul Presidente Putin mi convince che sia un grande leader. Ci sono pochi politici così sinceri e modesti”.
I media occidentali percepiscono la visita come una sfida geopolitica della “Russia al contrattacco!” Lo spagnolo El Pais è un media antirusso utilizzato dai servizi speciali degli Stati Uniti per spargere informazioni ostili sui “regimi populisti” nell’emisfero occidentale. Questa volta dà rilievo speciale alla cooperazione militare tra Russia e Paesi dell’America latina. I commenti di questo tipo sono usati per scopi antirussi dipingendo l’interazione militare come “aggressione armata”. Ecco come i voli dei bombardieri strategici (per rifornirsi) e l’approdo di navi da guerra sono dipinti. L’idea che tali visite siano usate per far riposare gli equipaggi e la manutenzione tecnica, suscita panico al Pentagono e tra i militari statunitensi situati in decine di basi in Colombia, Guatemala, Honduras, Paraguay e altri Paesi. I media USA sembrano seguire la visita di Putin su istruzione di Obama. La propaganda statunitense risuscita i fantasmi raccapriccianti dell’aggressione russa all’Ucraina, quando il presidente russo lo trova come il momento propizio per visitare l’America Latina. I media statunitensi usano il modello tradizionale, ignorare o denigrare. “I russi fanno promesse che non mantengono mai”. Come i grandi accordi firmati a L’Avana, compresa l’estrazione di petrolio. Il debito multi-miliardario di Cuba viene cancellato eliminando una dissonanza nel rapporto bilaterale. A Managua il Presidente Putin ha avuto intensi colloqui con il Presidente Daniel Ortega, che ha definito storica la visita. Ha detto che un presidente russo era sul suolo nicaraguense per la prima volta nella storia, e che il popolo era felice di dargli il benvenuto. Ortega ha confermato la volontà irremovibile di sviluppare la cooperazione con Mosca. Ha detto che Managua è pronta ad unirsi alle iniziative di pace mondiali della Russia. La risoluzione dei conflitti non viene raggiunta dai bombardamenti, ma da approcci ragionevoli e dalla volontà del popolo. Il Nicaragua è un alleato vero e provato della Russia in America Latina. Ortega è stato uno dei primi a sostenere la Russia sull’adesione della Crimea alla Federazione russa con il referendum di marzo. La Russia concede al Nicaragua un significativo aiuto economico e finanziario, fornisce grano, autobus e automobili Lada Kalina utilizzate dai tassisti. La Russia ha interesse a partecipare alla costruzione del canale interoceanico, alternativo al Canale di Panama, non escludendone la partecipazione alla difesa da attacchi marittimi o aerei. Il programma di cooperazione militare con le forze armate sandiniste ha grandi prospettive.

NICARAGUA-RUSSIA-PUTIN-ORTEGABuenos Aires è un’altra tappa. I colloqui Russia-Argentina si sono svolti in un’atmosfera estremamente cordiale. Le ragioni sono evidenti. Il Presidente Putin e la Presidentessa Cristina Kirchner hanno opinioni simili sulle principali questioni internazionali. Ritengono che la Carta delle Nazioni Unite debba essere rispettata quale documento fondante per mantenere la pace sul pianeta. Gli accordi raggiunti includono: un contratto prolungato tra i governi sull’energia nucleare, che prevede la costruzione di centrali nucleari, la ricerca congiunta e la generazione di isotopi per l’industria e le esigenze mediche. Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato accordi sull’energia nucleare con l’Argentina, nell’ambito del viaggio latino-americano volto a costruire l’influenza della Russia nella regione. L’Argentina ha costruito centrali elettronucleari per il suo programma nucleare riducendone la dipendenza dai combustibili fossili, nel pieno della crisi energetica. Putin e la Presidentessa Cristina Fernandez hanno detto che la società atomica russa Rosatom sarà coinvolta nella costruzione di un’unità della centrale nucleare argentina Atucha III. “Si tratta di accordi molto importanti”, ha detto Fernandez, assente dal pubblico per una settimana per via di un’infezione alla gola. “L’Argentina è leader nell’America Latina nella produzione elettronucleare”, ha detto Fernandez alla conferenza stampa congiunta al palazzo presidenziale. “Riaffermiamo i nostri legami di amicizia e i legami strategici”. L’Argentina ha uno dei più grandi giacimenti di petrolio e gas di scisto del al mondo, ma solo poche aziende hanno preso impegni per svilupparli. I membri della delegazione russa hanno visitato Vaca Muerta, un giacimento nella provincia di Neuquen. “Ne parliamo con la Russia, uno dei principali produttori mondiali di gas e petrolio del mondo. Ma noi argentini abbiano i nostri e sembra che altri l’abbiano notato”, ha detto Fernandez. Secondo stime preliminari Vaca Muerta può produrre energia sufficiente a soddisfare le esigenze di Argentina e Paesi del Cono Sud. I capi di Stato si sono scambiati regali tradizionali. Il Presidente Putin ha dato a Cristina Kirchner uno squisito scrigno d’argento come dono. Cristina gli ha regalato un bandoneon, strumento musicale per il tango.
La tappa brasiliana non sarà meno fruttuosa. La Presidentessa Dilma Rousseff ha contributo notevolmente al successo dei colloqui, abolendo alcune formalità. Putin l’ha ringraziata per l’atteggiamento ben augurante. Rousseff ha sottolineato che vi sono grandi prospettive nella cooperazione su sfruttamento del petrolio, costruzione delle ferrovia e sfera militare. Il Brasile è consapevole della posizione leader nella produzione di armi della Russia. Alcuni esperti latinoamericani dicono che il saluto particolarmente caldo di Rouseff all’ospite russo, sottolinea il malcontento per le recenti rivelazioni sullo spionaggio statunitense su suolo brasiliano. Rousseff ha dimostrato che atteggiamento positivo e fiducia sono possibili nel rapporto tra Stati. Gli Stati Uniti possono strappare una pagina dal libro Russia-Brasile.

Russian President Vladimir Putin Visits Argentina

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Scacco matto dei BRICS nel cortile di Washington

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 15/07/2014 modi-brics-story_650_051914125040Stati Uniti e loro più stretti alleati hanno cercato di isolare la Russia e il Presidente Vladimir Putin dalla scena mondiale. Come risultato del sostegno occidentale al regime ucraino, salito al potere con le violenze a Kiev, le azioni intraprese dalle potenze occidentali contro la Russia comprendono l’espulsione della Russia dal G-8 delle potenze capitaliste, il congelamento dei beni dei funzionari del governo e delle banche russi, e divieto di viaggio a prominenti cittadini russi. Tuttavia, Putin ha messo sotto scacco il presidente degli Stati Uniti Barack Obama nel suo cortile di casa. I difensori di Obama immaginano il loro presidente come un maestro di “scacchi a 11 dimensioni”. Tuttavia, in Brasile, il vertice delle nazioni BRICS di Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa, mostra al mondo che è Putin, non Obama, il maestro di scacchi a 11 dimensioni. In realtà, Obama potrebbe mollare la scacchiera. Putin è in visita in Brasile partecipando al summit 2014 nella città di Fortaleza. Il vertice BRICS avviene mentre i membri dell’amministrazione Obama, tra cui neo-con come l’assistente del segretario di Stato per gli affari europei Victoria Nuland, stilano piani per inasprire le sanzioni contro la Russia, portandoli ai livelli di Iran, Siria e Cuba. Putin e i suoi colleghi dei BRICS firmeranno un accordo a Fortaleza per la creazione della banca di sviluppo BRICS che aiuterà a schivare il tentativo dei neo-con d’isolare la Russia dalle reti bancarie internazionali. Qualsiasi rafforzamento delle sanzioni, come quelle imposte da Washington a Iran, Siria, Cuba, corre il rischio di punire le banche brasiliane, indiane, cinesi, sudafricane e di altre società, qualcosa che potrà far finire l’amministrazione Obama nelle acque bollenti del tribunale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio che decide sulle pratiche commerciali che violano le norme dell’OMC.
L’eredità dell’amministrazione Obama è la politica da Guerra Fredda verso un’America Latina che ha chiuso definitivamente il vecchio dominio politico-economico degli Stati Uniti dell’emisfero occidentale. Obama ha piantato l’ultimo chiodo sull’arcana dottrina Monroe che decise che gli Stati Uniti avrebbero impedito alle nazioni non dell’emisfero occidentale, comprese le potenze d’Europa, dall’intervenire nelle Americhe. L’interventismo in Paesi come Venezuela e Honduras svolto dalla collega neocon della Nuland, Roberta Jacobson, assistente del segretario di Stato per gli affari dell’emisfero occidentale, ha portato un grosso contingente di leader latinoamericani a partecipare con Putin, il presidente cinese Xi Jinping e gli altri leader dei BRICS al vertice in Brasile in cui gli Stati Uniti non avranno un posto. In effetti, gli Stati Uniti e le loro politiche imperialistiche saranno un tema importante in Brasile, un Paese che ha visto le sue telecomunicazioni, comprese chiamate ed e-mail private della presidentessa brasiliana Dilma Rousseff, regolarmente spiate dalla National Security Agency degli Stati Uniti. Putin ha svolto il grosso della sua visita di sei giorni in America Latina. Ha condonato il debito di Cuba verso la Russia, durante la visita a L’Avana ed si è anche fermato in Nicaragua e Rio de Janeiro. A Cuba Putin ha incontrato l’ex-leader cubano Fidel Castro e suo fratello Raul Castro, presidente di Cuba, due leader che continuano a far infuriare i centri di potere di destra e neo-con di Washington. Putin ha anche presenziato alla finale della Coppa del Mondo a Rio. La Russia sarà l’ospite della Coppa del Mondo 2018. Putin ha anche visitato l’Argentina dove ha firmato un accordo sull’energia nucleare. L’interesse di Iran, Argentina, Nigeria, Siria ed Egitto nel far parte dei BRICS potrebbe presto far divenire la sigla del gruppo “BRICSIANSE”. Un tale sviluppo farà trionfare le nazioni che si rifiutano di prendere ordini da Washington, e la presenza della Siria significherà la sconfitta definitiva della dottrina Obama della “R2P”, o “responsabilità di proteggere” filo-USA, e dell’intelligence occidentale che finanzia i capi dell’opposizione intenti a sostituire i governi anti-americani con regimi filo-USA. La Siria che entra nei BRICS come membro, a pieno titolo o associato, sarà il paletto nel cuore della R2P.
bricsfortal10411234L’amministrazione Obama non è riuscita a convincere un solo leader sudamericano ad evitare il vertice BRICS in Brasile. Infatti, due dei leader sudamericani sedutisi con Putin, Xi, Rousseff e gli altri leader in Brasile, il presidente del Venezuela Nicolas Maduro e il presidente del Suriname Desi Bouterse, sono stati oggetto dei tentativi di destabilizzazione della CIA e del dipartimento di Stato, collegati a minacce di sanzioni. Erano anche presenti presso i BRICS la presidentessa argentina Cristina Fernández de Kirchner, il presidente della Bolivia Evo Morales, la presidentessa del Cile Michelle Bachelet, il presidente colombiano Juan Manuel Santos, il presidente dell’Ecuador Rafael Correa, il presidente della Guyana Donald Ramotar, il presidente del Paraguay Horacio Cartes, il presidente del Perù Ollanta Humala e il presidente dell’Uruguay José Mujica. Le sanzioni statunitensi contro la Russia e la sua dimostrazione di forza contro la Cina attraverso Giappone e  Filippine, sono cadute nel vuoto in Sud America. Le buffonate adolescenziali di Nuland, Jacobson, della consigliera per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti Susan Rice, dell’ambasciatrice degli Stati Uniti alle Nazioni Unite Samantha Power, saranno di sicuro discusse nei pettegolezzi dei leader riunitisi a Fortaleza. La presenza del presidente della Colombia Santos è particolarmente degna di nota. Santos ha recentemente sconfitto il candidato della destra sostenuto dagli stessi interventisti dell’amministrazione Obama che hanno sabotato l’economia del Venezuela. Il candidato perdente, Oscar Ivan Zuluaga, aveva il pieno sostegno del predecessore di destra e pro-Israele/USA di Santos, Alvaro Uribe. Notizie recenti dimostrano che Uribe ha istituito un sistema di sorveglianza nazionale delle comunicazioni, in stile NSA, contro i suoi avversari. I legami di Zuluaga con gli stessi elementi che cercano di deporre Maduro in Venezuela non sono stati dimenticati da Santos, che continua ad impegnarsi in negoziati di pace a L’Avana con i guerriglieri di sinistra delle FARC e a migliorare i rapporti con il Venezuela, con grande disappunto degli agenti della CIA che vivono nello splendore di Miami, in Florida.
A Rio, Putin è riuscito a sabotare gli sforzi degli Stati Uniti per isolarlo, incontrando il primo ministro di Trinidad e Tobago Kamla Persad-Bissessar e il primo ministro di Antigua e Barbuda Gaston Browne, oltre al primo ministro ungherese Victor Orban, al presidente della Namibia Hage Geingob, al presidente del Gabon Ali Bongo e alla cancelliera tedesca Angela Merkel. Merkel e Rousseff hanno molto in comune, in quanto entrambi hanno avuto i loro cellulari personali monitorati dalla NSA, un fatto che Putin, che ha fornito asilo all’informatore della NSA Edward Snowden, probabilmente ha menzionato di sfuggita. L’unico tentativo che gli Stati Uniti hanno potuto fare affinché qualche funzionario latinoamericano criticasse i contatti tra i leader dell’emisfero occidentale e Putin, è stato organizzare il viaggio privato del capo dell’opposizione di Trinidad, Keith Rowley, per condannare il viaggio del primo ministro del suo Paese in Brasile. Rowley ha criticato Persad-Bissessar e suo nipote per l’incontro con Putin e gli altri leader a Rio, perché il viaggio è stato compiuto durante la controversia che coinvolge il dipartimento dell’immigrazione di Trinidad. Il potere d’influenza di Washington sugli eventi nell’emisfero occidentale è davvero sprofondato in nuovi abissi. L’ordine del giorno delle nazioni dei BRICS è  diversificato come quello di qualsiasi riunione del G-7, non più chiamato G-8 dopo che la Russia è stata espulsa. Nell’agenda del vertice BRICS vi sono commercio, sviluppo, politica macroeconomica, energia, finanza, terrorismo, cambiamenti climatici, sicurezza regionale, traffico di droga e criminalità transfrontaliera, industrializzazione dell’Africa e ciò che sarebbe il campanello d’allarme per Wall Street, Banca Mondiale, Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale e altri strumenti del capitalismo occidentale, la riforma delle istituzioni finanziarie internazionali (IFI). Le operazioni di sicurezza dei Paesi BRICS in Afghanistan sostituiranno quelle degli Stati Uniti, dopo il ritiro delle loro truppe. La Russia guida gli sforzi dei BRICS per affrontare il riciclaggio di denaro e la criminalità transfrontaliera ottenendo la partecipazione di Bielorussia, India, Kazakistan, Cina, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan. Osservatori provenienti da Mongolia e Armenia si sono uniti ai colloqui. Nel settore della sicurezza, è evidente il sinergismo tra BRICS e Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), guidando Russia e Cina nella politica di sicurezza comune con gli Stati dell’Asia centrale come Kazakistan e Uzbekistan. Russia e Cina sembrano intenzionate a che Ucraina e Georgia siano la “linea sulla sabbia” di eventuali ulteriori invasioni delle rivoluzioni “R2P” di George Soros e CIA nello spazio eurasiatico. E’ anche chiaro che Putin ha battuto in astuzia Obama nel suo cortile di casa.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’America Latina si rifiuta di vivere nella “caserma globale” degli Stati Uniti

Nil Nikandrov Strategic Culture Foundation 08/07/2014
raul-castro-vladimir-putinL’America Latina ha dato grande interesse al discorso del Presidente Putin alla conferenza degli ambasciatori e rappresentanti permanenti della Federazione Russa, il 1.mo luglio. L ‘interesse è cresciuto ancora più quando è stato riportato, il 4 giugno, che il presidente russo Vladimir Putin visiterà Cuba, Argentina e Brasile entro la fine mese. Il Presidente visiterà l’America Latina e parteciperà al vertice del gruppo BRICS delle cinque principali economie emergenti (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) del 11-16 luglio… “A margine del vertice BRICS, Putin  incontrerà i leader di Cina, India e Sud Africa, così come numerosi leader latinoamericani”, ha detto il Cremlino. Il sesto vertice dei BRICS si terrà nel nord-est del Brasile, a Fortaleza il 15 luglio. L’Argentina parteciperà al vertice su invito della Russia. Nel corso della riunione, i Paesi BRICS discuteranno dell’eventuale ammissione dell’Argentina come sesto Paese aderente. Tutelare gli interessi nazionali della Russia e rafforzare i fondamenti e i principi delle relazioni internazionali sono gli obiettivi prioritari stabiliti da Putin presso il Ministero degli Esteri e tutte le missioni russe all’estero. Il Presidente ha esortato l’occidente (in primo luogo gli Stati Uniti) a fermare la trasformazione del mondo in una “caserma globale” dettando regole agli altri. “Spero che il pragmatismo prevalga. L’occidente dovrà sbarazzarsi dell’ambizione d’imporre una “caserma globale”, organizzando tutti secondo i ranghi, imponendo regole uniformi di comportamento e vita sociale”, ha detto Putin.
Le sanguinose guerre scatenate da dipartimento di Stato, Pentagono e servizi speciali degli USA nel ventre molle della Russia, dall’Afghanistan all’Ucraina, non possono lasciare indifferenti i politici ragionevoli dell’America Latina. Riassumendo quanto è stato riportato da periodici seri come Punto Final (Cile), La Jornada (Messico), Granma (Cuba) e molti altri media, si abbassano i toni. Tutta la potenza degli Stati Uniti è diretta contro Russia e Cina, Paesi che possono contrastarne qualsiasi azione aggressiva. Obama ha bisogno di riavere l’immagine di “duro” mentre la sua popolarità è al minimo, per cui gli Stati Uniti cercano una preda, un regime ostile da colpire. Obama difficilmente avrà il coraggio di avviare un’operazione punitiva in regioni lontane mentre l’economia è in stasi, quindi la vittima dovrà essere trovata più vicino, a sud del Rio Grande, nel cortile dell’impero. Chi sceglierà Washington per una “neutralizzazione” dimostrativa? È l’argomento in cima all’elenco delle questioni prioritarie dell’America Latina. Si sottolinea che gli Stati Uniti conducono azioni sovversive intense, in particolare contro i governi “populisti” utilizzando i metodi più avanzati della guerra dell’informazione. Vi molti obiettivi nel continente latino-americano: Cuba, Venezuela, Ecuador, Nicaragua, Bolivia, Argentina e perfino Brasile, ben lungi dall’adottare politiche populiste, ma che segue una politica estera in linea ai propri interessi nazionali. Le nazioni insulari dei Caraibi, mantenendo stretti legami con Cuba e Venezuela e che partecipano al progetto Petrocaribe, possono affrontarne la stridula furia. Petrocaribe è un’alleanza petrolifera di molti Stati caraibici con il Venezuela, per l’acquisto di petrolio a condizioni preferenziali. L’alleanza fu lanciata nel 2005, periodo preliminare della lotta di Washington contro i regimi ostili, utilizzando i metodi morbidi della destabilizzazione, come aggravare le crisi economiche, provocare movimenti di protesta con l’aiuto di organizzazioni non-governative guidate da operatori della Central Intelligence Agency o attivisti di USAID, informazioni di natura dubbia dedicate prevalentemente alla corruzione e regolarmente sparsi tra la popolazione per creare tensioni. Fanno del loro meglio per screditare i leader. Gli intrugli più primitivi sono utilizzati allo scopo, come informazioni sui conti bancari privati. Hanno detto che i depositi di Fidel Castro erano per 40 miliardi di dollari (esattamente questo dato), hanno anche scritto dei conti di Hugo Chavez e Daniel Ortega presso grandi banche estere, senza mai fornire alcuna prova.
Quando la destabilizzazione ribolle a un certo punto, i servizi speciali degli Stati Uniti la scaldano. In Ecuador i poliziotti al comando degli agenti dei servizi speciali USA che lavorano con la copertura dell’ambasciata, organizzarono l’ammutinamento armato ed attaccarono il presidente. In Bolivia, i diplomatici statunitensi guidarono un gruppo terroristico formato in Europa dalla CIA e tratto da vecchi mercenari. Le azioni risolute delle unità per le operazioni speciali boliviane eliminò  parte della formazione terroristica, alcuni ribelli furono messi agli arresti. Gli Stati Uniti continuano le attività in Bolivia, e regolarmente vengono svelate le attività degli agenti della CIA, le proteste dei poliziotti spiegate dai loro legami con gli agenti degli USA nel Paese. Tale congettura ha una giustificazione. In Venezuela i servizi speciali degli Stati Uniti provocarono sovversione economica, scarsità artificiale di prodotti alimentari e beni primari quotidiani, proteste di piazza organizzate, strade bloccate, palazzi del governo incendiati e terrorismo. In Brasile le organizzazioni non governative sponsorizzate dall’USAID lanciarono una campagna di protesta contro la coppa del mondo nel Paese, con lo slogan per lottare contro la “caduta della politica sociale” della Presidentessa Dilma Rousseff. Slogan diffamatori. Nessun presidente ha mai attuato grandi programmi di politica sociale come Ignacio Lula Da Silva e Dilma Rousseff.
L’approccio ostile di Washington ai problemi internazionali è un fattore negativo permanente per l’intero sistema delle relazioni internazionali in America Latina. Parlando agli ambasciatori, il presidente russo ha dato una definizione precisa delle motivazioni politiche degli Stati Uniti in America Latina, “vorrei cominciare dicendo che il Ministero degli Esteri e le nostre ambasciate sono sotto pressione; lo vediamo, ne siamo consapevoli, ma tale pressione non sarà ridotta. Aumenterà, così come l’obbligo di dimostrare efficienza, precisione e flessibilità nelle nostre azioni per garantire gli interessi nazionali della Russia. Sapete quanto dinamici e imprevedibili possano talvolta essere gli sviluppi internazionali. Sembrano spinti e purtroppo non tutti sono positivi. Un possibile conflitto nel mondo è in crescita, le vecchie contraddizioni sono sempre più acute e quelle nuove sono provocate. C’imbattiamo in tali sviluppi, spesso inaspettatamente, e osserviamo con rammarico come il diritto internazionale non funzioni, le norme più elementari della decenza non siano rispettate e il principio del permissivismo totale abbia il sopravvento”. Gli Stati Uniti sono fermamente convinti nel cercare di preservare il modello unipolare del sistema mondiale fallito. La politica di attenersi ai vecchi modi non può che comportare implicazioni globali. L’infrastruttura delle basi militari USA e NATO è stata creata per azioni offensive; i piani d’attacco nucleare contro Russia e Cina sono costantemente rinnovati. Gli esperti del Pentagono freddamente valutano i parametri dei danni accettabili in caso di attacco di rappresaglia contro gli Stati Uniti. In teoria le perdite sono accettabili; gli specialisti del Pentagono cinicamente calcolano a milioni i morti statunitensi. Freddi calcoli al cui confronto le storie dell’orrore di Hollywood impallidiscono. Ciò è esattamente quel che ha detto il presidente russo, “Non c’è quasi alcun dubbio che l’ordine mondiale unipolare non ci sarà. Popoli e Paesi alzano la voce in favore dell’autodeterminazione e dell’identità civile e culturale, in contrasto ai tentativi di certi Paesi di mantenere il dominio nella sfera militare, politica, finanziaria ed economica, e ideologica”. È giunto il momento di riconoscere il diritto di essere diversi e di determinare il proprio destino in maniera indipendente, non secondo le istruzioni di qualcuno. Ma certi Paesi dell’America Latina hanno a che fare con quanto viene detto da Washington. Colombia, Honduras, Guatemala, Paraguay e altri vivono nella caserma degli Stati Uniti. Le strutture militari sul loro territorio sono utilizzate dal Pentagono per ricattare i regimi ostili ed infiammare conflitti militari.
Il Presidente Putin ha detto che la Russia è pronta a sviluppare le relazioni con tutti i partner. Ha  sottolineato la ricca esperienza dei legami politici ed umanitari tra la Russia e l’America Latina, l’enorme potenziale dei mercati emergenti dell’America Latina. Ad esempio, a L’Avana il Presidente Putin e Raul Castro discuteranno di commercio, economia, aviazione civile, energia e trasporti, sanità e uso pacifico dello spazio. L’agenda del Presidente Putin comprende incontri con il leader storico della Rivoluzione cubana Fidel Castro. Ciò ha un grande significato simbolico. Prima della visita, la Duma russa ha deciso di cancellare il debito di Cuba verso la Russia di oltre 30 miliardi di dollari. Si trattava prevalentemente di spese per esigenze militari. L’eliminazione del debito e il processo di liberalizzazione dell’economia cubana aprono la strada a brillanti prospettive nel campo della cooperazione economica. Le compagnie russe Rosneft e Zarubezhneft hanno già firmato accordi con Cuba per lo sviluppo dei giacimenti petroliferi sottomarini cubani, in prossimità delle coste degli Stati Uniti. I piani per revisionare il porto di Mariel, e per trivellazioni e posa dei tubi. I media cubani hanno riferito che il futuro porto di Mariel è progettato per avere 770 metri di ancoraggio, consentendo di ricevere contemporaneamente due grandi navi oceaniche. I piani per il 2022 prevedono che Mariel ospiti strutture logistiche per l’esplorazione petrolifera off-shore e la creazione di un nuovo terminal per container e merci varie alla rinfusa, per movimentazione e stoccaggio refrigerati e una zona di sviluppo economico speciale per la produzione di elettricità e stoccaggio. Il nuovo porto di Mariel potrà gestire le navi più grandi ad Havana Bay, dove un tunnel sotto il canale riduce la profondità a 11 metri. Il terminal container di Mariel avrà una capacità annuale di 850000-1 milione di container, rispetto ai 350000 di L’Avana. Questi sviluppi dovrebbero consentire a Mariel di accogliere le grandi navi portacontainer in transito dall’Asia attraverso il Canale di Panama, una volta ampliato quest’ultimo, nell’estate del 2014. Il presidente russo Putin discuterà anche dei grandi progetti economici in Argentina e Brasile. Il tutto dimostra che c’è un’alternativa al “sistema da caserma mondiale” imposto da Washington.

f6684b3d-72ba-49f9-b790-7bea71623177_W_00960La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Dollaro KO per accerchiamento? I cinesi campioni del mondo nel GO

Caro Reseau International 5 luglio 2014

Bank-of-China_2556148bSun Tzu: vincere la guerra senza combattere
Dall’inizio di luglio, le notizie dalla Cina sono strettamente collegate… e tutte importanti. In primo luogo, per la Cina stessa.

1) La Banca centrale della Cina ha ratificato un accordo con Londra per la conversione yuan/sterlina
Il London Stock Exchange Group (LSEG) ha firmato accordi con due banche statali cinesi per incrementare il commercio off-shore in yuan nel Regno Unito. Una partnership con Bank of China (BoC) consente a LSEG e agenzie del credito di valutare e stabilire le regole di compensazione comuni e il processo di finanziamento dei futuri prodotti denominati in yuan, afferma una dichiarazione pubblicata sul sito del LSEG. La Bank of China, il terzo maggiore istituto di credito in Cina per attività, mira a diventare membro del LSEG. “La Cina potrà abbreviare il processo d’internazionalizzazione della sua moneta di almeno 10 anni, se potrà attingere al mercato europeo“, ha detto Dai. “Londra è un buon punto di partenza, perché la città ha esperienza nel trading di valute estere e perché i risultati dei suoi mercati finanziari hanno un forte impatto sui Paesi dell’eurozona“.

2) La Cina contatta e firma convenzioni con due banche centrali europee:
• La Banca centrale del Lussemburgo
• La Banque de France
La banca centrale ciense ha firmato due protocolli d’intesa con le banche centrali europee. Il contenuto dell’accordo è molto importante perché indica che la firma di questo protocollo d’intesa è il primo passo verso la creazione di un’infrastruttura per la compensazione e il regolamento delle operazioni in renminbi a Parigi. Ciò significa che ora i flussi di capitale non saranno più controllati dai due istituti di compensazione europei Euroclear e Clearstream, anche se Clearstream è di proprietà di Deutsche Boerse sulla carta, dato che sembra che gli azionisti siano statunitensi, ed Euroclear appartiene a JP Morgan. Perché il Lussemburgo? Perché questo Paese è il primo per detenzione di capitale, indispensabile per effettuare quei trasferimenti, che di solito avvenivano nei paradisi fiscali statunitensi o inglesi, avvengano in Asia in modo discreto. Firmando separatamente con le banche centrali nazionali, la Cina neutralizza qualsiasi opposizione di Draghi a riguardo.

3) La Cina crea una banca mondiale concorrente
Finora 22 Paesi hanno partecipato al progetto volto a creare una nuova “Via della Seta”, l’antica rete commerciale tra Asia ed Europa che collega la città di Xian in Cina alla città di Antiochia in Turchia. L’istituto per lo sviluppo dovrebbe portare il nome d’Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB) e coprire un’area che si estende dalla Cina al Medio Oriente. Il finanziamento dovrebbe essere utilizzato per sviluppare tali infrastrutture nella regione, tra cui una colossale linea ferroviaria che colleghi Pechino a Baghdad, secondo fonti citate dal Financial Times.

4) La Cina ha i mezzi per le sue ambizioni, dato che le banche cinesi raccolgono oggi un terzo dei profitti globali
I tre principali investitori mondiali, nel 2013, erano la cinese PetroChina con 50,2 miliardi dollari, la russa Gazprom (44,5 miliardi) e la brasiliana Petrobras (41,5 miliardi). Total è il settimo maggiore investitore con 30,8 miliardi, davanti EDF (17.mo con 18,4 miliardi) e GDF Suez (43.mo con 10,4 miliardi). Questi Paesi non hanno abbandonato il potere sovrano di creare moneta, in cui lo Stato ha il controllo delle società, avendo cinesi, russi e brasiliani capito che la liberalizzazione dei servizi energetici non favorisce gli investimenti.

5) La Cina ha firmato un accordo di libero scambio totale con la Svizzera
Il primo trattato di questo tipo del Regno di Mezzo con un Paese europeo. Gli svizzeri si mettono al riparo da deliri e diktat dell’Unione europea, spesso dettati da Washington.

6) Il prossimo vertice dei BRICS sarà cruciale: la nuova architettura finanziaria
In particolare un fondo di riserva monetaria chiamato Accordo sui Fondi di Riserva (Contingent Reserve Arrangement – CRA) e una banca di sviluppo, chiamata Banca BRICS, avranno funzioni di sostegno multilaterale nella bilancia dei pagamenti e nei fondi per il finanziamento degli investimenti. De facto, i BRICS si allontanano da Fondo monetario internazionale (FMI) e Banca Mondiale (BM), istituzioni insediate 70 anni fa nell’orbita del dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti d’America. In piena crisi, le due iniziative aprono spazi alla cooperazione finanziaria, a fronte della volatilità del dollaro, e al finanziamento alternativo di Paesi in crisi, senza sottoporli alle condizioni dei programmi di adeguamento strutturale e ristrutturazione economica. Il nuovo vertice dei BRICS mette il FMI sottochiave… Inoltre, contrariamente al “Chiang Mai Initiative” (che include Cina, Giappone, Corea del Sud e le 10 economie dell’Associazione delle Nazioni del Sudest asiatico), il CRA dei BRICS può fare a meno del supporto del FMI nei suoi prestiti, assicurandosi una maggiore autonomia da Washington. La guerra valutaria delle economie centrali capitaliste contro le economie della periferia ne richiede l’attuazione in tempi brevi.

7) L’Argentina è invitata al vertice
In questo contesto, è chiaro che la dedollarizzazione accelera in modo inedito. Il potere degli Stati Uniti deriva anche dal fatto che il dollaro è la valuta globale standard. Se perde tale ruolo, gli Stati Uniti non avranno più potere o controllo, saranno un Paese come tutti gli altri. Ed è la de-dollarizzazione che probabilmente causa la massiccia fuga di capitali dagli Stati Uniti, il primo Stato in pericolo di fallimento, incapace di finanziarsi. Così cercano d’immaginare soluzioni deliranti come tassare la rivendita delle obbligazioni del tesoro. Ma quale investitore sarebbe abbastanza sciocco da comprare attività finanziarie che non può vendere senza rischiare gravi perdite finanziarie? O decidono di estendere unilateralmente le scadenze obbligazionarie. O, come appena annunciato da Lagarde, arraffare le assicurazioni, avendo il doppio vantaggio di causare panico in Europa facendo rientrare i capitali negli USA. Ma tali decisioni sono totalmente inefficaci, peggio ancora, aggravano la situazione, come indubbiamente dimostra l’ammenda alla BNP, ricattata politicamente per la consegna di armi alla Russia, probabilmente in obbedienza anche  alla logica di provare con tutti i mezzi a rimpatriare i capitali negli Stati Uniti. Perché ci vorrebbe una vera e propria strategia politica per imporre una politica economica e sociale alla finanza che la rifiuta, una strategia possibile solo se lo Stato mantiene l’autorità suprema di creare denaro… Come nel caso dei Paesi BRICS, perciò la loro strategia è coerente, efficiente e utile all’interesse generale dei popoli che rappresentano. Gli interessi dei finanzieri che gestiscono gli Stati Uniti (azionisti della FED) oggi sono contraddittori, non hanno strategia e sono antagonisti ai loro clienti, così come ai popoli statunitense e dei vassalli europei. In Europa, più che negli Stati Uniti, non vi sono più piloti… e il dollaro sta per essere messo KO dalla strategia coerente della Cina e dei Paesi BRICS, promettendo qualche turbolenza in estate dall’enorme impatto economico e sociale.

Avvertenza
PS: Tutti i calcoli degli articoli citati, in particolare sulle nuove banche di sviluppo e mondiali in via di creazione, sono in dollari per semplicità semantica e facilità giornalistica. Non penso che nel contesto attuale, in particolare nel caso della BNP, queste banche conservino gran parte delle loro attività in dollari.YuanFonti:
China
Xinhua
Agence Ecofin
Contrepoints
Romandie
Swissinfo
Reseau International
Reseau International
Zerohedge
Zerohedge

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’asse Pechino-Mosca in modalità turbo

Dedefensa
TkdEdL’illustre commentatore MK Bhadrahkumar osserva in uno dei suoi brevi interventi sul suo sito Indian Punchline del 7 giugno 2014, il ritmo incalzante che le relazioni Russia-Cina hanno preso dalla visita di Putin a Pechino e dall’istituzione de facto di un “alleanza strategica” tra le due potenze. Questo è un fatto estremamente significativo: l’azione o mancanza di azione a seguito della retorica su riconciliazione e alleanza ci permettono di giudicare la sostanza esatta, molto reale e in pieno sviluppo, o completamente assente, di queste affermazioni. Il verdetto in questo caso è abbastanza chiaro…
La persona chiave di Mosca è Nikolaj Patrushev, ex-capo del FSB divenuto presidente del Consiglio Nazionale di Sicurezza russo e consigliere di Putin sulle questioni di sicurezza nazionale.  Patrushev si manifesta molto nella visita a Pechino, assecondato da Dmitrij Rogozin, Vicepremier e Ministro degli Armamenti, che ha annunciato la collaborazione con la Cina su un aereo da trasporto militare a lungo raggio e un elicottero. Bhadrakumar ritiene rivelatrici le ultime dichiarazioni di Patrushev a Pechino, dov’era il 6 giugno. Vediamo che le organizzazioni (SCO, Organizzazione della Cooperazione di Shanghai) e BRICS (o BRICSA …) sono coinvolte nello sforzo russo-cinese. “Tre dichiarazioni di Patrushev a Pechino devono essere notate. Ha detto “per noi, è particolarmente importante che le posizioni dei nostri Paesi su tutti i temi dell’agenda internazionale coincidano o siano vicine il più possibile”. Ci sono state precedenti osservazioni di alti funzionari russi sui due Paesi che si coordinano su molte questioni di politica estera e/o sul rapporto Russia-Cina al  culmine storico. L’osservazione di Patrushev va oltre. In secondo luogo, i rapporti da Pechino attribuiscono a Patrushev una seconda dichiarazione sottolineando la rinnovata importanza che Mosca attribuisce ai BRICS. Sembra che la domanda dall’Argentina per l’inclusione nei BRICS arriverà al vertice del raggruppamento nel prossimo mese in Brasile. Dato il contesto delle tensioni in Russia e delle relazioni della Cina con gli Stati Uniti, l’inclusione di un secondo Paese dell’America Latina, il ‘cortile di casa’ di Washington, nei BRICS richiama l’ira statunitense. Patrushev ha discusso la questione con il suo omologo cinese. (È interessante notare che l’India appoggia la richiesta di adesione argentina). In terzo luogo, Patrushev è stato citato sottolineare che “molteplici sfide” costringono Russia e Cina in questo momento ad aumentare il potenziale delle organizzazioni regionali. Ha nominato due organizzazioni, Shanghai Cooperation Organization (SCO) e Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO). Mentre il riferimento alla SCO è quasi di routine, in quanto riunisce Russia e Cina, è notevole che Patrushev indichi l’imperativo della cooperazione nel quadro dell’organizzazione nell’Afghanistan post-2014…
Quindi… ha confermato che la goffaggine straordinaria, o meglio, la tendenza irresistibile alla superpotenza autodistruttiva della politica-sistema del blocco BAO nella crisi ucraina, e naturalmente degli Stati Uniti, in particolare proprio sotto l’ispirazione della cricca neocon-R2P, sembra aver creato ciò che gli esperti occidentali ed anglosassoni soprattutto, dall’alto della loro onniscienza, ritenevano impossibile. (“Gli analisti occidentali si compiacciono, data la storia e la  conseguente mancanza di fiducia reciproca tra Russia e Cina, tenendo conto delle prospettive ‘filo-occidentali’ delle élite russe, di ritenere assai improbabile che i due Paesi possano mai diventare partner strategici nel vero senso della parola. Tale tesi sembra essere caduta nel dimenticatoio da quando i due Paesi collaborano per emarginare gli Stati Uniti”).

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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