Il deterrente definitivo: come funziona il sistema russo ‘Perimetro’

Anton Valagin, Rossijskaja Gazeta 3 aprile 2014 – RBTH

Il Sistema di Difesa finale russo invierà un attacco nucleare di ritorsione, anche se le linee comando e comunicazione delle forze strategiche missilistiche sono totalmente distrutte. Il sistema si chiama ‘Perimetro’ e negli Stati Uniti è stato soprannominato ‘mano morta’.

199680215Il comando e controllo principale dei missili strategici si chiama Kazbek. E’ famoso per la valigetta nucleare, nome in codice Cheget. Perimetro è un sistema di comando alternativo delle forze nucleari della Russia. E’ stato progettato per controllare automaticamente un attacco nucleare massiccio. Lo sviluppo del sistema di ritorsione assicurato iniziò durante la Guerra Fredda, quando divenne chiaro che i sistemi di guerra elettronica, costantemente migliorati, avrebbero presto potuto bloccare i canali regolari di controllo delle forze nucleari strategiche. È stato necessario un sistema di comunicazione di backup che garantisse ai comandi il controllo dei lanciatori. Fu allora che l’idea venne concepita utilizzando un missile dotato di un potente trasmettitore radio come collegamento per le comunicazioni. Mentre sorvola l’Unione Sovietica, il missile invierebbe il comando di lancio non solo ai centri di comando della forza missilistica strategica, ma anche direttamente ai lanciatori. Il 30 agosto 1974 il decreto segreto N°695-227 dell’URSS ordinò al Juzhnoe Design Bureau di Dnepropetrovsk, produttore di missili balistici intercontinentali, di creare questo sistema. L’UR-100UTTKh (designazione NATO Spanker) fu utilizzato come base del sistema. I test di volo iniziarono nel 1979, e il primo lancio riuscito con il trasmettitore avvenne il 26 dicembre. I test confermarono che tutti i componenti del sistema Perimetro potevano interagire con successo, e che la testata del comando missilistico avrebbe indicato la traiettoria desiderata. Nel novembre 1984 il missile comando fu lanciato da Polotsk e diede un comando all’impianto del silo di lancio di un ICBM RS-20 (SS-18 Satan) di Bajkonur. Il Satan fu lanciato, e dopo che ogni stadio venne testato, fu confermato quando la testata cadde sul quadrante giusto del poligono di Kura nella penisola di Kamchatka. Nel gennaio 1985, Perimetro entrò in servizio. Da allora il sistema è stato aggiornato più volte, ora i moderni ICBM sono utilizzati come missili comando.

Quattro ‘se’
Il sistema si compone di missili balistici comando che invece di volare verso il nemico, volano sulla Russia, e invece di testate termonucleari, trasportano trasmettitori che inviano il comando di lancio di tutti i missili da combattimento disponibili su silos, aerei, sottomarini e unità terrestri mobili. Il sistema è completamente automatizzato, il fattore umano è escluso o minimizzato. La decisione di lanciare i missili comando è presa da un sistema di controllo e comando autonomo, un sistema d’intelligenza artificiale complessa che riceve e analizza un’ampia varietà di informazioni su attività sismica, radiazioni, pressione atmosferica e intensità delle vibrazioni delle radiofrequenze militari. Controlla la telemetria dai posti di osservazione della forza missilistica strategica e i dati provenienti dai sistemi di allerta precoce (EWS). Se rileva, per esempio, più fonti puntuali di potenti ionizzanti e radiazioni elettromagnetiche, li confronta con i dati sui disturbi sismici nelle stesse posizioni, e prende la decisione se ci sia o meno un attacco nucleare massiccio. In quest’ultimo caso, Perimetro avvierebbe l’attacco di rappresaglia bypassando anche Kazbek.
Un altro scenario è il caso in cui la leadership del Paese riceva informazioni dal sistema di allerta precoce secondo cui altri Paesi hanno lanciato missili, attiverebbe Perimetro. Se il comando di arresto non arriva entro un certo periodo di tempo, il sistema lancerebbe i missili. Ciò elimina il fattore umano e garantisce che vi sia l’attacco di rappresaglia, anche se le squadre di comando e lancio sono state completamente distrutte.
In tempo di pace, Perimetro è dormiente, ma continua comunque ad analizzare le informazioni in entrata. Quando è in allerta o quando riceve un segnale di avvertimento da EWS, forze strategiche, o altri sistemi, una rete di sensori di monitoraggio viene attivata per rilevare i segni delle esplosioni nucleari. I leader russi hanno ripetutamente assicurato i governi stranieri che non vi è alcun rischio di un lancio accidentale o non autorizzato. Prima di lanciare, Perimetro controlla quattro condizioni. In primo luogo, se c’è un attacco nucleare. Poi controlla le comunicazioni con lo Stato Maggiore.  Se ci sono ancora, il sistema si spegne. Se lo Stato Maggiore non risponde, Perimetro invia una richiesta a Kazbek. Se non c’è risposta neanche da lì, l’intelligenza artificiale dà ad ogni persona nel bunker di comando il diritto di decidere. E solo allora s’attiva.

e529737d69e7dfe926437421716Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Prompt Global Strike: un altro passo ambizioso

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 13/02/2014

ahw_1260Lo scorso febbraio Zachary Keck, noto esperto, associate editor di The Diplomat e giornalista di The National Interest, ha pubblicato un brillante pezzo che dice che la Marina degli Stati Uniti esplora la fattibilità di missili ipersonici sub-lanciati nell’ambito del programma del Sistema d’Attacco Globale (CPGS). Si riferisce ad un rapporto della Difesa che afferma che l’ufficio Programmi Sistemi Strategici della Marina sollecita proposte per “studi biennali industriali per rimpolpare le opzioni tecnologiche e l’architettura di un sistema d’arma d’attacco globale a medio raggio convenzionale”. Il rapporto afferma che la gara rientra nel “piano del dipartimento della Difesa per l’anno fiscale 2014, per studiare lanciatore, missile e testata di un’arma dal potenziale rivoluzionario”. L’ufficio ha annunciato la gara ed è pronto ad aggiudicare contratti “per valutare le opzioni tecnologiche e confrontare le considerazioni su costi, prestazioni e tecnologia di tali opzioni”. Oltre un decennio fa, nel tentativo di mantenere la superiorità militare e un potente deterrente, gli Stati Uniti individuarono la necessità di una nuova funzionalità. Ciò portò l’esercito statunitense a creare il concetto controverso di capacità di attacco globale ad alta precisione. Il programma è attualmente in fase di ricerca e sviluppo e punta principalmente allo sviluppo di armi convenzionali a lungo raggio ed alta precisione che possano raggiungere il bersaglio in qualsiasi parte del mondo entro un’ora. L’amministrazione Obama ha indicato che intende prendere una decisione di acquisizione entro la scadenza dei termini.
Il programma Prompt Global Strike (PGS) comprende numerose tecnologie. I componenti potenziali sono missili balistici intercontinentali dotati di testate non-nucleari ad alta precisione, missili da crociera strategici ipersonici o missili da crociera ipersonici aerolanciati, come il Boeing X-51 o l’Advanced Hypersonic Weapon, e armi cinetiche ancora allo studio. L’Air Force e la DARPA sviluppano un aliante ipersonico che potrebbe essere schierato su una versione modificata del missile balistico Peacekeeper, noto come Sistema missilistico d’attacco convenzionale (CSM). Il Congresso può rivedere le altre opzioni per le armi della missione PGS. Queste includono non solo  missili balistici e sistemi plananti, ma anche bombardieri e missili da crociera, possibilmente con scramjets o altre tecnologie avanzate. Inoltre, una volta che l’amministrazione Obama avvia la gara  di acquisizione, l’industria può anche presentare ulteriori idee. Gli Stati Uniti mirano a combinare il PGS con le tecnologie spaziali e antimissile per formare un sistema di difesa integrato che potrebbe rendere le armi strategiche degli altri Paesi, anche nucleari, quasi inutili. Vi sono alcuni risultati tangibili. Il 1 maggio 2013 un velivolo senza pilota sperimentale sviluppato per l’US Air Force ha volato a più di cinque volte la velocità del suono, in un test al largo della California. Il test ha segnato il quarto e ultimo volo dell’X-51A dell’Air Force, un passo avanti nella tecnologia scramjet. L’aereo ha raggiunto la velocità di Mach 5,1 (4828 km/h) a 18288 metri, rendendosi ipersonico. Ha percorso 230 miglia in poco più di sei minuti. Il velivolo s’è tuffato nell’oceano, come previsto. Il velivolo X-51A è noto come Wave Rider (Surfista), perché vola, in parte, per la portanza generata dalle onde d’urto generate dal volo. Una volta sganciato da un bombardiere B-52, un booster a propellente solido viene utilizzato nella fase iniziale del volo dell’aereo accelerando alla velocità che consente al motore di attivarsi, risucchiando l’aria mentre il velivolo accelera. Raggiungere un volo scramjet è tecnicamente molto impegnativo per via delle alte velocità e temperature generate.
Il Wave Rider è stato progettato per raggiungere una velocità di Mach 6 o superiore, sei volte la velocità del suono e abbastanza veloce per attraversare l’Oceano Atlantico e colpire un bersaglio in Europa in meno di un’ora. L’US Air Force continuerà la ricerca ipersonica e i successi del X-51A daranno un contributo al programma dell’Arma d’Attacco ad Alta Velocità attualmente in sviluppo.  X-51 non è un concorrente del Trident convenzionale, che avrà una gittata di soli 600 miglia nautiche. Viene aerolanciato da un velivolo, quindi spinto con un razzo a propellente solido prima che il motore ipersonico venga attivato. È la prima arma a non essere un missile balistico a volare a velocità ipersonica.
Nel suo recente libro, Silver Bullet? Asking The Right Questions about Prompt Global Strike, James Acton, senior associate nel Programma di Politica Nucleare della Carnegie Endowment for International Peace, sostiene la necessità di un più ampio dibattito sui meriti e demeriti del sistema. Vi sono diversi fattori destabilizzanti inerenti al programma, come la sua dipendenza dallo sviluppo di missili a lungo raggio con esplosivi convenzionali al posto delle testate nucleari, che potrebbe facilmente spingere uno Stato a scambiare un’arma CPGS per una testata nucleare, la cui potenziale ambiguità costituisce una notevole minaccia alla stabilità strategica. C’è un altro aspetto del problema. I velivoli aerolanciati a lunga gittata con testate convenzionali di precisione e armi non nucleari plananti non sono coperti da accordi. La questione non è inclusa nel programma di sicurezza e controllo degli armamenti, innescando una nuova corsa agli armamenti. Altri Paesi non hanno alcuna via d’uscita se non affrontare tale sfida, e lo fanno. Le preoccupazioni sono molto reali, tali fatti dimostrano che tentativi sono già in corso. Ci potranno essere profonde implicazioni per la sicurezza internazionale, se la questione non viene affrontata in tempo. Il dibattito negli Stati Uniti su come usare le armi CPGS per colpire duramente obiettivi in profondità, inevitabilmente sollevano le preoccupazioni della Russia sulla possibilità di sopravvivenza dei missili balistici intercontinentali nei silos. Funzionari russi hanno espresso aspre critiche verso i piani degli Stati Uniti per l’iniziativa del PGS.
Il 19 giugno 2013, poche ore prima che il presidente Barack Obama chiedesse ulteriori riduzioni nucleari a Berlino, il Presidente Vladimir Putin avvertiva confutandolo e precisando che, “vediamo che si lavora in tutto il mondo allo sviluppo di sistemi d’arma convenzionali ad alta precisione con  capacità d’attacco che si avvicinano a quelle delle armi nucleari strategiche. I Paesi con tali armi aumentano notevolmente la loro capacità offensiva”. A seguito del vertice del collegio del ministero della Difesa russo a Mosca, il 10 dicembre 2013, il ministro della Difesa, Generale Sergej Shojgu, e il Capo di Stato Maggiore Generale, Generale Valerij Gerasimov, istruirono i vertici sulle priorità militari. I comandanti hanno detto che lo sviluppo del Prompt Global Strike è una delle principali minacce che affronta il Piano della Difesa. Un piano è stato redatto per schierare missili nucleari su rotaie in possibile risposta al Prompt Global Strike. Il 18 dicembre 2013, il Tenente-Generale Sergej Karakaev ha detto, “Un rapporto del ministero della Difesa è stata presentato al presidente ed è stato dato l’ordine di sviluppare una progetto preliminare di sistema missilistico su rotaie”. Karakaev ha aggiunto che un’analisi approfondita del sistema d’arma statunitense ha portato alla conclusione che “vi sia la necessità di riconsiderare la questione del sistema missilistico su rotaie, data la sua maggiore capacità di sopravvivenza e la portata della nostra rete ferroviaria”. “Se parliamo dei vettori balistici convenzionali esistenti, chiaramente si percorre la via dell’escalation del conflitto dalle estreme conseguenze apocalittiche”, ha detto il Viceministro degli Esteri Sergej Rjabkov. Il Viceprimo ministro russo Dmitrij Rogozin ha detto, lo scorso dicembre, che Mosca si riserva il diritto di usare le armi nucleari in risposta ad un attacco convenzionale, vedendolo come “grande stabilizzatore” che riduce la probabilità di un’aggressione… Rogozin ha detto che coloro che “sperimentano armi strategiche non-nucleari” dovrebbero ricordarsi che “se saremo attaccati senza dubbio useremo le armi nucleari, in certe situazioni, per difendere il nostro territorio e gli interessi dello Stato”.
I leader di Stati Uniti e Russia sanno essere saggi e perspicaci. Hanno firmato dal 1972 i trattati ABM, INCSEA, SORT e START e gli esperimenti anti-satellite sono stati abbandonati. Non è tempo di far rivivere quel passato? Altri Stati come la Cina potrebbero essere inclusi nel processo di controllo degli armamenti, un’alternativa migliore alla corsa agli armamenti incontrollata.

La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Questioni nucleari: parole e fatti

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 16/01/2014

4.2.3Il presidente degli Stati Uniti Obama ha dichiarato l’obiettivo di un mondo libero dal nucleare. La Nuclear Posture Review 2010 afferma che gli Stati Uniti si preparano a ridurre l’arsenale nucleare a 1000 testate o meno. Nell’estate del 2013 si offrirono di avviare colloqui su ulteriori riduzioni delle armi strategiche che la Russia ha rifiutato. La direzione di Obama del Pentagono punta alla riduzione del ruolo delle armi nucleari nella strategia della sicurezza globale degli Stati Uniti e a restringere la strategia della deterrenza nucleare, come infatti ha affermato la Casa Bianca nel 2013.  Molti iniziano a dire che gli Stati Uniti hanno perso interesse per le armi nucleari, mentre cercavano di intralciare la Russia con la scusa che si rifiuta di seguirne l’esempio. La Deterrence and Defence Posture Review 2012 della NATO collega i cambiamenti della postura nucleare dell’alleanza alla politica nucleare della Russia, affermando che “la NATO è disposta a considerare l’ulteriore riduzione delle armi nucleari non strategiche assegnate all’Alleanza nel contesto di iniziative reciproche con la Russia”. Nell’indirizzo del 19 giugno 2013 presso la Porta di Brandeburgo di Berlino, Obama disse: “Non possiamo più vivere nella paura dell’annientamento globale, ma fin quando esisteranno armi nucleari, non saremo veramente al sicuro”. Sembrava emozionante. L’idea si evolse nella proposta di Obama per un nuovo round per la riduzione delle armi nucleari con la Russia, a giugno, a Berlino. Mosca subito respinse tale proposta e continua a respingerla (e a crescere e modernizzare il proprio arsenale nucleare). Alla fine dello scorso anno il presidente russo Vladimir Putin ha fatto una serie di dichiarazioni annunciando l’intenzione di mantenere un forte deterrente nucleare strategico del Paese, adottando nuovi sistemi nell”arsenale. Tutti questi temi sono in cima all’agenda propagandistica per il Vertice sulla Sicurezza Nucleare che si terrà all’Aia il 24 e 25 marzo 2014. Obama ha annunciato che gli Stati Uniti avrebbero anche ospitato un vertice sulla sicurezza nucleare nel 2016.
Gli Stati Uniti hanno davvero “perso interesse per armi nucleari”? La Russia incrementa il suo potenziale senza ragione o provocazione? Tale ragionamento regge? O è una ritorsione di Mosca per mantenere l’equilibrio esistente? Un rapido sguardo ai fatti contribuirà a darne un giudizio…

USA: nessun arretramento sulle armi nucleari anche in tempi di budget ristretti
Il Congresso affronta tagli lineari da 1200 miliardi dollari al bilancio federale, nei prossimi dieci anni, con il Budget Control Act del 2011. Non importa se un’ampia revisione dell’arsenale nucleare del Paese è in corso. La modernizzazione dell’arsenale nucleare degli Stati Uniti riguarda 5113 testate, piattaforme e impianti di produzione. Fu prudenzialmente stimata in 355 miliardi dollari per il prossimo decennio secondo il think tank Stimson Center. Tale cifra coincide con le stime del Congressional Budget Office, come si può vedere qui. Tuttavia, la relazione del Centro dice che la spesa potrebbe salire, soprattutto se il compito estremamente importante ma pubblicamente sottovalutato viene ancora ignorato. Obama ha patteggiato con i repubblicani del Senato nel 2010, promettendo l’ammodernamento dell’arsenale nucleare per garantirsi l’approvazione dell’accordo sulla nuova iniziativa per la riduzione degli armamenti con la Russia. Secondo i dati appena pubblicati della Federazione degli Scienziati Atomici (FAS), gli Stati Uniti hanno attualmente 4650 testate nucleari, 2130 operative. Oltre alle 4650 testate, Washington ne ha 2700 in deposito per essere smantellate. Secondo le stime della FAS, attualmente “1620 testate strategiche sono schierate sui missili balistici: 1150 sui missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM) e 470 sui missili balistici intercontinentali (ICBM); circa 300 testate strategiche si trovano nelle basi dei bombardieri degli Stati Uniti e quasi 200 testate non strategiche sono dispiegate in Europa”. Gli Stati Uniti spenderanno 1000 miliardi di dollari per mantenere e modernizzare l’arsenale nucleare nei prossimi 30 anni, secondo il rapporto Trillion Dollar Nuclear Triad: US Strategic Modernization over the Next 30 Years, diffuso il 7 gennaio 2014 da James Martin del Center for Nonproliferation Studies (CNS), un think tank indipendente. Si afferma “i contratti per sostituire piattaforme e testate associate raggiungerà il picco nell’arco di quattro-sei anni, poco dopo il 2020. Durante tale periodo di picco, gli Stati Uniti dovranno spendere il tre per cento del bilancio annuale per la difesa per il proprio arsenale nucleare. Ciò è simile alla percentuale del bilancio della difesa dedicata alla modernizzazione dell’arsenale nucleare degli Stati Uniti di Ronald Reagan, negli anni ’80”, come notano gli autori Jon B. Wolfsthal, Jeffrey Lewis e Marc Quint.
I piani dell’amministrazione Obama costeranno circa 355 miliardi dollari nei prossimi dieci anni, ha detto il Congressional Budget Office il 20 dicembre 2013. Cioè quasi 150 miliardi dollari in più ai 208.500 milioni di dollari stimati dall’amministrazione in un rapporto al Congresso dello scorso anno, ha detto un analista di un gruppo di controllo degli armamenti, poiché la modernizzazione è solo all’inizio i costi dovrebbero aumentare notevolmente dal 2023. L’ufficio del bilancio ha detto che il presidente Barack Obama ha chiesto 23,1 miliardi dollari per le forze nucleari statunitensi per l’anno fiscale 2014, tra cui 18 miliardi dollari per mantenere armi e laboratori di supporto, così come sottomarini, bombardieri e missili vettori. Nel decennio finito con il 2013, i piani dell’amministrazione per modernizzare e mantenere sottomarini, bombardieri e missili prevedevano un costo di circa 136 miliardi dollari, affermava il CBO in un rapporto di 25 pagine. Gli Stati Uniti modernizzano tutti i vettori strategici esistenti e ristrutturano le testate che trasportano in vista dei prossimi 20-30 anni o più. I sistemi di lancio nucleari statunitensi sono in via di ammodernamento continuo, comprese la ricostruzione completa degli ICBM Minuteman III e degli SLBM Trident II.  L’US Navy attualmente prevede l’acquisto di 12 nuovi SSBN per sostituire i 14 SSBN classe Ohio, che saranno gradualmente radiati. Ogni nuovo SSBN costerà circa 4-6 miliardi di dollari. La vita operativa dei sottomarini lanciamissili balistici Trident della classe Ohio è stata estesa. Inoltre, il nuovo sottomarino, l’SSBNX, che sostituirà la classe Ohio è in via di sviluppo e dovrebbe costare circa 100 miliardi, secondo il Congressional Budget Office. L’US Navy ha ora intenzione di acquistare il primo SSBNX nel 2021, il secondo nel 2024 e uno all’anno tra il 2026 e il 2035. Il primo battello dovrebbe diventare operativo nel 2031. Di conseguenza, l’US Navy schiererà 10 sottomarini lanciamissili balistici tra il 2030 e il 2040. L’US Air Force sviluppa una nuova serie di bombardieri d’interdizione a lunga autonomia (LRPB) nucleari. Modernizza continuamente il B-2 (anche il bombardiere B-52H è stato aggiornato) della flotta, divenuto operativo nel 1997 e che dovrebbe restare fino al 2058. L’arma attualmente si occupa della sostituzione dell’ALCM, il missile da crociera standoff a lungo raggio (LRSO). L’US Air Force pianifica l’inizio della produzione del nuovo missile da crociera intorno al 2025, se si decide di portare avanti il LRSO. L’arsenale degli Stati Uniti di testate e bombe nucleari è continuamente rinnovato attraverso il Programma di estensione della vita operativa della NNSA (LEP). L’United States Air Force attualmente dispone di 450 ICBM Minuteman III situati presso la F. E. Warren Air Force Base, Wyoming, Malmstrom Air Force Base, Montana, e Minot Air Force Base, Dakota del Nord. Un programma di estensione della vita operativa da 7 miliardi di dollari è in corso per mantenere gli ICBM sicuri e affidabili fino al 2020; e il generale Robert Kehler, Comandante in Capo di STRATCOM, ha detto che i programmi di modernizzazione manterranno operativi i Minuteman III fino al 2030. Il programma di modernizzazione comporta essenzialmente un “nuovo” missile, ampliandone le opzioni di puntamento e migliorandone l’accuratezza e la capacità di sopravvivenza. L’Air Force attualmente esplora la possibilità di estendere l’operatività del missile Minuteman III fino al 2050 o all’arrivo di un nuovo sistema. L’US Air Force aggiorna anche le testate nucleari del Minuteman sostituendo parzialmente le vecchie testate W78 con nuove e più potenti testate W87, già schierate sui defunti ICBM MX Peacekeeper. L’US Air Force e US Navy inoltre hanno un LEP congiunto per ristrutturate le testate sostituendo le W78 e W88. Un programma per modernizzare la bomba nucleare B61 è in corso. La testata B61 è l’arma nucleare principale utilizzata sia dall’aviazione della triade strategica degli Stati Uniti (bombardieri, missili balistici intercontinentali e sottomarini) che dagli aerei d’interdizione di teatro di Stati Uniti e NATO. Ha un solo seppur importante obiettivo: la deterrenza nucleare. I governi europei hanno detto in numerose occasioni che vorrebbero far rimuovere tali armi. Invece, le armi dovrebbero essere aggiornate con capacità avanzate. La prima B61-12 dovrebbe essere completata entro il 2020. Entro il 2024, tutte le vecchie bombe dovrebbero essere sostituite. Poi, secondo il piano, nuove armi saranno schierate sui jet da combattimento come l’F-16, il nuovo F-35 e  bombardieri strategici come il B-2 Spirit o il nuovo bombardiere LRSB. Gli esperti vedono la B61-12 come molto più di un puro programma di prolungamento operativo o versione leggermente aggiornata delle vecchie bombe. Al contrario,  ritengono che sia de facto un nuova arma, uno sviluppo che violerebbe lo spirito dell’impegno preso dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama di non produrre eventuali nuove armi nucleari o dalle nuove specifiche. “La B61 è l’unica arma in riserva che soddisfa missioni tattiche e strategiche“, ha detto nell’audizione al Congresso del 6 novembre 2013 il Generale Robert Kehler, capo del Comando Strategico. La testata termonucleare B61 potrebbe costare 10 miliardi dollari in cinque anni.
Götz Neuneck dell’Istituto per le ricerche sulla pace e la politica di sicurezza di Amburgo vede un futuro onere per il governo tedesco. “Dovrebbero far capire a Washington che l’Europa non ha bisogno di nuove bombe e non ne renderà disponibile alcun vettore.” Inoltre, la NATO deve urgentemente fare proposte concrete alla Russia sul controverso sistema di difesa missilistico degli Stati Uniti, visto da Mosca come una minaccia. “Se tutto ciò fallisce”, ha detto Neuneck, “nuove armi nucleari tattiche saranno di stanza in Europa, e il disarmo nucleare sarà impossibile per decenni.” Alcuni della comunità di controllo degli armamenti affermano che la modernizzazione della triade nucleare è inutile strategicamente. Joseph Cirincione, Presidente del Fondo Ploughshares, scrive nel suo recente libro “Incubi nucleari: assicurare il mondo prima che sia troppo tardi”, “L’arsenale nucleare degli Stati Uniti è ancora configurato per contrastare la minaccia da guerra fredda di un massiccio attacco nucleare russo… la riconfigurazione della forza nucleare per affrontare l’ambiente delle reali minacce del XXI.mo secolo potrebbe ridurne drasticamente le dimensioni nel prossimo decennio, senza sacrificare le vitali missioni militari”.

y8uuQLa Russia incrementa il potenziale nucleare
Il 3 gennaio il portavoce del ministero della Difesa ha detto che l’esercito russo prevede di testare circa 70 tipi di razzi e missili presso un importante poligono, per quest’anno. Secondo il colonnello Igor Egorov, portavoce del ministero, il programma dei test al poligono di Kapustin Jar, nella Russia meridionale, riguarderà circa 300 lanci di razzi, missili e droni di oltre 180 programmi di ricerca e sviluppo. Lo sforzo non si limita al “prolungamento della vita operativa” o all’aggiornamento tecnico dei vecchi sistemi presenti nell’arsenale come: i missili balistici intercontinentali (ICBM) SS-18, SS-19 e SS-25 e i missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM)  SS-N-18 e SS-N-23. L’obiettivo è sostituire una forza obsolescente con nuovi missili, testate e piattaforme. Il Tenente-Generale Sergej Karakaev, il comandante in capo delle Forze missilistiche strategiche, ha annunciato che l’intera forza nucleare strategica russa sarà aggiornata entro il 2021.  La maggior parte dei missili balistici intercontinentali russi è alla fine della vita utile, ciò rende l’implementazione e l’ammodernamento dei missili attuali e nuovi fondamentale per mantenere le capacità nucleari del Paese. Attualmente, la maggioranza degli ICBM della Russia è costituita dai vecchi missili balistici intercontinentali SS-18, SS-19 e SS-25 entrati in servizio nell’era sovietica. La Russia vuole sostituire entro il 2016 108 di questi vecchi missili con i nuovi e più avanzati RS-24 Jars-M (SS-29) e Topol-M (SS-27)  mobili, così come 30 SS-19 di nove divisioni basate sui silo.
Nel corso della riunione allargata del Ministero della Difesa del 10 dicembre, Putin ha dettagliato gli sforzi per la modernizzazione delle forze nucleari, ricordando che la Russia deve ricevere 40 ICBM avanzati e aggiornati. Faceva seguito a un vertice con i leader delle forze missilistiche strategiche russe, alla fine del novembre scorso, dove furono discussi in dettaglio i piani per il dispiegamento di 40 ICBM RS-24 Jars-M, 22 sui silo e 18 mobili. Mosca ha annunciato che implementerà un nuovo missile balistico intercontinentale pesante a propellente liquido nel 2018, che vanta caratteristiche superiori a tutti i precedenti missili russi, compresa l’immunità dai sistemi di difesa missilistica. La Russia ha sviluppato un nuovo ICBM a propellente solido, l’RS-26, da testare per la fine di quest’anno. Poche caratteristiche sono note, mentre il missile sarebbe dotato di una nuova testata. La Russia sta attuando il programma degli otto nuovi sottomarini nucleari della classe Borej per l’arsenale della marina, divenendo il nucleo della forza nucleare strategica navale, mentre vengono sostituiti i vecchi sottomarini Typhoon, Delta III e IV. Ogni Borej è dotato di 16 (le versioni successive ne avranno 20) nuovi SLBM Bulava. Il PAK-DA, nuovo bombardiere a lungo raggio, è in via di sviluppo per sostituire la sempre più obsoleta flotta di bombardieri strategici Tu-95MS Bear e Tu-160 Blackjack. L’aeromobile sarà equipaggiato con i nuovi missili da crociera nucleari Kh-101 e Kh-102 che vantano una gittata di 10000 km. Armi nucleari tattiche potranno essere configurate anche per i nuovi cacciabombardieri Su-34 recentemente introdotti in servizio.

Cause e ragioni di tale posizione
La Russia vede una minaccia nello sviluppo dell’iniziativa Prompt Global Strike che consente agli Stati Uniti di colpire obiettivi in tutto il mondo con armi convenzionali in meno di un’ora, così come lo sviluppo della difesa missilistica statunitense, che modifica la bilancia globale del potere. In  risposta s’è concentrata sul rafforzamento del deterrente nucleare. Poco prima di del suo terzo mandato a presidente della Russia, Vladimir Putin ha scritto un articolo per la rivista Foreign Policy, in cui ha sottolineato la particolare importanza per Mosca del suo potenziale strategico. Il Presidente ha osservato che, “In un mondo in sconvolgimento c’è sempre la tentazione di risolvere i propri problemi a spese di qualcun altro, attraverso la pressione e la forza. In altre parole, non dobbiamo tentare nessuno permettendoci di essere deboli. Noi, in nessun caso, cederemo la nostra  deterrenza strategica. Infatti, la rafforzeremo”. Parlando al suo annuale indirizzo alla nazione del dicembre 2013, il Presidente Putin ha sottolineato, “L’incremento in Paesi stranieri dei propri sistemi strategici ad alta precisione non nucleari e l’ampliamento delle possibilità della difesa antimissile, potrebbero rovinare gli accordi precedentemente raggiunti sul controllo e la riduzione degli armamenti nucleari, rompendo il cosiddetto equilibrio strategico… Nessuno dovrebbe farsi illusioni sulla possibilità di superare militarmente la Russia”, ha detto. “Non lo permetteremo mai”. Il 23 giugno, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov suggeriva che riduzioni oltre i livelli del nuovo START renderanno gli arsenali nucleari di Stati Uniti e Russia paragonabili a quelli di altri Paesi con armi nucleari. “Ciò significa che ulteriori eventuali proposte per la riduzione effettiva delle armi strategiche offensive, dovranno essere riviste multilateralmente. Parlo non solo delle potenze nucleari ufficiali, ma di tutti i Paesi che possiedono armi nucleari”, ha detto Lavrov alla TV Rossija 1. La Russia insiste sul fatto che ulteriori riduzioni nucleari dipendono anche dalla risoluzione delle sue preoccupazioni sui piani della difesa missilistica strategica degli Stati Uniti. La difesa missilistica, i programmi di modernizzazione in corso delle forze nucleari, il concetto Prompt Global Strike, l’evidente superiorità degli Stati Uniti nelle armi non nucleari di alta precisione a lungo raggio, la crescente proliferazione delle armi nucleari nel mondo (aspetto che gli Stati Uniti evitano di prendere in considerazione, pur presentando proposte sui tagli delle forze strategiche), tutti questi fattori definiscono la posizione della Russia sulla questione… Speriamo che questi temi scottanti siano nell’agenda del prossimo evento dell’Aia, venendo affrontati costruttivamente da tutti i partecipanti che realmente si sforzano di rendere il mondo un posto più sicuro rispettando ogni altra preoccupazione e agendo concretamente, invece di insistere con dure parole dal senso torbido, come ogni tanto accade nei migliori eventi mondiali.

TBXjbTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Come il Su-30MKI cambia la strategia dell’IAF

Rakesh Krishnan Simha RIR 5 gennaio 2014

941520Con l’adozione di un gran numero di notevoli caccia Sukhoj Su-30MKI, l’Indian Air Force (IAF) non solo ha fatto un balzo tecnologico dalla flotta di MiG-21, ma la sua dottrina di combattimento è cambiata, concentrandosi sulle missioni strategiche e a lunga portata. L’aggressività è un requisito fondamentale nel combattimento aereo, e l’IAF è stata tradizionalmente una forza orientata all’attacco. Ad esempio, il 3 dicembre 1971 in risposta alle incursioni della Pakistan Air Force (PAF) su 11 basi aeree indiane, l’IAF rispose subito colpendo quella notte stessa, espandendo gli attacchi aerei in una ritorsione massiccia la mattina successiva. Nelle guerre precedenti, non importava se gli avversari avessero aerei e radar migliori, i piloti dell’IAF li compensarono con i loro addestramento ed ingegno superiori. I piloti dell’IAF interiorizzarono ciò che Sergej Dolgushin, asso dell’aviazione sovietica con 24 vittorie della seconda guerra mondiale, disse essere un prerequisito per il pilota da caccia di successo: “l’amore per la caccia, un grande desiderio di essere il cane di punta”.

Lungo raggio e due fronti
Fu con il MiG-29 Fulcrum che l’IAF per la prima volta acquisì un aereo superiore a quelli della PAF. Tuttavia, il vantaggio qualitativo era marginale. D’altro canto, il Sukhoj Su-30MKI è un “caccia per il dominio aereo” che permette all’IAF di eseguire una molteplicità di missioni necessarie per seguire la statura mondiale dell’India. La versatilità del Sukhoj, grazie alle sua estesa autonomia, velocità, potenza di fuoco e super-manovrabilità ha dato all’IAF un considerevole margine di manovra nello schieramento del velivolo in missioni offensive. Nell’aprile 2013, la IAF effettuò la più grande esercitazione coinvolgendo ben 400 aerei da combattimento e più di 200 aerei ed elicotteri da trasporto. L’esercitazione aveva lo scopo di testare la capacità dell’IAF in una guerra su due fronti contro Cina e Pakistan, distribuendo “stormi” dal teatro occidentale a quello orientale.
Nelle esercitazioni i Sukhoj Su-30MKI compirono missioni di bombardamento a 1800 km da Chabua, in Assam, al fronte occidentale, con un rifornimento in volo. Questo fu possibile perché il Sukhoj ha un’autonomia di 4,5 ore con il carburante interno e i piloti dell’IAF possono condurre missioni di oltre 10 ore.

BrahMos e mini-aviazione
Il Su-30MKI ha 12 piloni per missili e bombe. L’IAF effettua modifiche strutturali sui Sukhoj per consentirgli di trasportare la variante aerolanciata del missile da crociera BrahMos. Se le imprese contraenti potranno ridurre massa e peso del missile, il velivolo potrà trasportarne tre. Nelle guerre precedenti, l’IAF evitò attacchi alle infrastrutture non militari, preferendo colpire fabbriche di carri armati e basi militari. La decisione di dotare i Sukhoj dei BrahMos crea nuove sinergie e segnala un nuovo intento. Il Radar del Sukhoj può rilevare edifici alti a una distanza di 400 km e un piccolo edificio a 120 km. Il BrahMos è un missile altamente distruttivo e appartiene alla classe di missili russi progettati per tagliare a metà piccole navi da guerra. Così, nella prossima guerra, ci si aspetteranno parecchi danni alle infrastrutture nemiche: dighe, centrali elettriche e distretti industriali sono tutti possibili bersagli. C’è un altro aspetto sinistro. Il Comando delle Forze Strategiche dell’India (SFC) ha chiesto 40 aerei d’attacco nucleari da utilizzare congiuntamente con i missili balistici terrestri e sottomarini. Anche se non è chiaro se l’IAF o la SFC gestiranno questa mini-aviazione, è chiaro che proprio 40 Su-30MKI sono stati convertiti per trasportare i BrahMos. E’ una coincidenza. Il BrahMos aerolanciato con testata nucleare sparata da un super-maneggevole Su-30MKI non solo rafforzerà ulteriormente la capacità di attacco e la sopravvivenza dell’IAF, ma complicherà la pianificazione della difesa nemica.

Missioni
Tali missioni complesse richiedono sistemi di navigazione potenti. L’India ha scelto di acquistare la cellula dei Sukhoj dalla Russia e d’installarvi equipaggiamenti israeliani e francesi. Inoltre, il radar già eccellente, permettendo di rilevare un aereo a 125 km e un carro armato a 40 km di distanza, è stato sostituito con il Radar attivo a scansione elettronica (AESA) russo Zhuk. Un altro salto quantico dell’IAF sono i missili oltre il raggio visivo (BVR) per i Su-30MKI. A complemento del radar Zhuk vi sarà il missile aria-aria Novator KS-172, con una gittata di 300-400 km e una velocità di Mach 4. Se Russia e India metteranno questo missile in produzione, l’IAF sarà finalmente in grado di compiere missioni anti-AWACS e anti-satelliti. Il Su-30MKI ha dato impulso alla DRDO, che progetta e sviluppa le contromisure elettroniche del velivolo, compreso il radar warning receiver, radio multifrequenze e sistema d’identificazione amico o nemico. Il presidente dell’Irkut, Aleksej Fjodorov, dice che i Su-30MKI sono in corso di aggiornamento nel ‘Super Sukhoj’ dalle caratteristiche simili ai velivoli di quinta generazione.

Numeri in gioco
E’ un fatto che la quantità è una qualità. Compresi gli aeromobili ordinati, la flotta di Sukhoj Su-30MKI dell’India è attualmente di 272. Un numero impressionante di piattaforme per armi potenti e costose. Ciò dimostra un acuto senso di giudizio dell’IAF, che si rende conto che l’utilizzo della flotta al 100 per cento è impossibile e avere un gran numero di aerei da superiorità aerea è la chiave per operare bene. Con tali numeri a disposizione, la IAF può costruire una rete di basi in tutto il Paese. In precedenza, a causa della scarsa autonomia dei suoi aerei da combattimento, assieme al fatto che l’IAF doveva schierarli rapidamente in caso di guerra, la maggior parte delle basi aeree indiane, come Adampur, Jammu, Amritsar e Jodhpur, erano vicine al confine con il Pakistan. Ma ora i Sukhoj sono di stanza in luoghi come Thanjavur, nel profondo sud, Chabua nel nord-est e Pune nell’India occidentale. A causa dell’autonomia e della velocità, i Sukhoj possono entrare in azione con poche ore di preavviso. Un fattore preoccupante, tuttavia, è che la forza prevista di 272 Sukhoj è ben al di sotto dei 400 Sukhoj Su-30 ed equivalenti dell’aviazione cinese. Se i 126 caccia francesi Rafale saranno introdotti nei prossimi anni, l’India dovrebbe raggiungere almeno la parità quantitativa con la Cina. Cioè, fino a quando non arriveranno i caccia stealth cinesi.

428464Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Washington gioca alla roulette russa con la difesa missilistica

F. William Engdahl, Nsnbc, RT 30 dicembre 2013
BMD-conceptNel suo recente incontro annuale con i media, il presidente russo Vladimir Putin ha risposto a una domanda sul presunto posizionamento dei missili Iskander russi a Kaliningrad, alle porte della Polonia. Ha affermato che la difesa missilistica degli Stati Uniti rimane una minaccia alla sicurezza nazionale russa e che la Russia ha il diritto di disporre i missili Iskander a Kaliningrad, ma ha sostenuto che tale passo non era ancora stato preso. Putin ha aggiunto, tuttavia, che porre i missili Iskander a Kaliningrad sarebbe una risposta logica ai piani statunitensi di costruzione del sistema di difesa missilistica in Europa. Ciò che pochi in occidente, al di fuori di una manciata di esperti militari, capiscono tuttavia è che il piano statunitense di installare i missili e i radar speciali della  cosiddetta Ballistic Missile Defense in Polonia, Repubblica Ceca, Turchia e Bulgaria, è un atto estremamente provocatorio di Washington contro la Russia, e rischia di trascinare il mondo sull’orlo di una guerra nucleare.
Le osservazioni di Putin fanno seguito a un report del quotidiano tedesco ardentemente filo-statunitense Bild Zeitung. Alcuni giorni prima dei commento di Putin, il Bild aveva riferito che immagini satellitari segrete mostravano missili Iskander-M di stanza presso il confine polacco. Sia il Bild che i media mainstream statunitensi ed europei ripresero l’articolo su Kaliningrad come conferma dell’aggressione russa e del ritorno della Guerra Fredda. Difatti, per Washington e l’esercito statunitense, la guerra fredda non è mai finita. La Difesa antimissile di Washington è la provocazione più estrema che si possa immaginare nell’era nucleare. Si tratta della versione atomica della roulette russa che rende la probabilità di una reazione preventiva di Mosca contro i missili polacchi e i radar cechi dell’AMD altamente logica. È utile ricordare il contesto.

Putin a Monaco di Baviera
Nel febbraio 2007, il presidente russo Vladimir Putin partecipò in Germania all’annuale Conferenza internazionale sulla sicurezza di Monaco di Baviera, in precedenza nota come Conferenza di Wehrkunde. In un discorso straordinario sotto qualsiasi aspetto, le osservazioni di Putin suscitarono la sorpresa di molti in occidente: “La NATO ha piazzato le sue forze di prima linea ai nostri confini. E’ ovvio che l’espansione della NATO non abbia alcuna relazione con la modernizzazione dell’Alleanza o la garanzia della sicurezza in Europa. Al contrario, rappresenta una seria provocazione che riduce il livello di fiducia reciproca. Abbiamo il diritto di chiedere: contro chi viene intesa questa espansione? E cosa è successo alle assicurazioni dei nostri partner occidentali dopo la dissoluzione del Patto di Varsavia?” Putin continuava: “E’ impossibile sanzionare la comparsa di nuove, destabilizzanti armi ad alta tecnologia… nelle nuove aree del confronto, specialmente nello spazio. Le guerre stellari non sono più una fantasia, ma una realtà. A parere della Russia, la militarizzazione dello spazio potrebbe avere conseguenze imprevedibili per la comunità internazionale, e provocare nientemeno che l’inizio della guerra nucleare. I piani per espandere certi elementi del sistema di difesa antimissile in Europa non possono aiutarci, ma danneggiarci. Chi ha bisogno di un ulteriore passo di ciò che sarebbe, in tal caso, l’inevitabile corsa agli armamenti?
Il ministero degli Esteri russo ha ufficialmente risposto al programma AMD di Washington, nel 2007, dichiarando che “L’intenzione degli Stati Uniti di dispiegare componenti della difesa antimissile, che diverranno strutture militari strategiche nelle immediate vicinanze dei confini russi, è fonte di particolare preoccupazione. Dovremo tener conto delle potenziali strutture negli ulteriori passi politico-militari e nella pianificazione militare russi. Tali piani contraddicono l’impegno della NATO a frenare il dispiegamento di forze, come affermato nell’Atto fondativo Russia-NATO“.
Nel gennaio 2007, poco prima delle osservazioni critiche di Putin a Monaco di Baviera, il Pentagono aveva annunciato i piani degli USA di dispiegare un sistema di difesa antimissili balistici in Europa. Il Pentagono ha sostenuto che lo schieramento mirava a proteggere le installazioni statunitensi e della NATO contro le minacce dei nemici mediorientali, in modo esplicito l’Iran, non la Russia. A seguito della osservazioni a Monaco di Putin, il dipartimento di Stato statunitense pubblicò un commento formale, rilevando che l’amministrazione Bush era “perplessa dai ripetuti commenti caustici sul sistema previsto da Mosca.” In ulteriori dichiarazioni, Washington ha insistito che lo schieramento europeo dell’AMD è rivolto contro la potenziale minaccia di un attacco missilistico iraniano in un Paese europeo della NATO o negli stessi USA. Come Putin ha sottolineato nel suo intervento a Monaco di Baviera, ciò non ha militarmente senso. “Come diciamo in Russia, sarebbe come usare la mano destra per raggiungere l’orecchio sinistro.” Ora, circa sette anni dopo, proprio mentre Mosca ha facilitato la soluzione diplomatica dei grovigli siriani e iraniani di Washington, Washington amplia l’anello di siti missilistici dell’AMD intorno alla Russia in Romania, Turchia e Bulgaria, nonché Polonia e Repubblica ceca. Cruciale per afferrare il motivo per cui Mosca si rifiuta di accettare il dispiegamento dei missili degli Stati Uniti, è come contribuirebbe all’equilibrio della pace.

Il bluff di Washington
Il governo russo non ha perso tempo a rispondere alla recente svolta dei P5+1 tra Washington e Teheran, per negoziare una soluzione diplomatica al programma nucleare iraniano. Il 25 novembre, il ministro degli Esteri russo Lavrov ha detto ai media occidentali, a Roma, “Se l’accordo con l’Iran viene attuato, il motivo dichiarato per la costruzione dello scudo della difesa non sarà più applicabile.” Mosca definisce bluff di Washington il suo dispiegamento di missili in Europa come rivolto non contro la Russia ma l’Iran. Washington si è affrettata a rispondere. Il 16 dicembre, il segretario della Difesa statunitense Chuck Hagel ha dichiarato che il piano di azione congiunto P5+1, concluso tra l’Iran e gli Stati del P5+1 riguardo il programma nucleare di Teheran, “non elimina la necessità degli Stati Uniti ed alleati europei di continuare ad attuare i piani della difesa missilistica in Europa“. Hagel ha continuato “gli sforzi della difesa antimissile della NATO non costituiscono una minaccia per la Russia“, e ha invitato le parti a continuare le consultazioni sui futuri piani missilistici in Europa. Hagel non si preoccupava di spiegare perché l’accordo di Teheran non eliminasse il “bisogno” dell’AMD degli Stati Uniti. Il presidente Putin ha aggiunto, “il programma nucleare iraniano era la ragione principale per il dispiegamento degli scudi missilistici. E cosa abbiamo adesso? Il problema nucleare iraniano svanisce mentre lo scudo missilistico rimane al suo posto. Anzi, viene ancora sviluppato.

L’anello mancante per il primo colpo
Sfumando le sottigliezze, Hagel semplicemente mente. Come ex-capo del programma della difesa antimissile del Pentagono del presidente Reagan, il colonnello Robert Bowman ha detto a questo autore, in una intervista telefonica del 2009, che lo sviluppo dello “scudo” antimissile USA attorno alla Russia, lungi dall’essere difensivo, è offensivo all’estremo. Bowman ha definito lo schieramento dell’AMD, “l’anello mancante per un Primo Colpo“. Gli Stati Uniti perseguono la possibilità di una guerra nucleare con il suo unico rivale nucleare attuale, la Russia, come ‘possibile!’ Ciò è realmente e veramente ‘pazzesco’. La prima nazione con una ‘difesa’ antimissile nucleare (AMD) avrebbe de facto la ‘capacità di primo colpo’, perché potrebbe paralizzare la rappresaglia nucleare abbattendo i missili. Lo scudo della difesa missilistica nucleare degli Stati Uniti, che segue il programma di sviluppo top secret del Pentagono dagli anni ’70, prevede un sistema terrestre che potrebbe rispondere a un attacco missilistico limitato. Attualmente ci sono cinque parti del sistema statunitense AMD, compresi gli impianti dei radar phased array in grado di rilevare il lancio di missili nemici e di tracciarli. In teoria, una volta che i missili lanciati vengono rilevati e confermati puntare sugli Stati Uniti o su qualsiasi altro obiettivo specifico, la fase successiva sarebbe lanciare uno o più del centinaio di missili intercettori, per distruggere il missile balistico nemico prima che raggiunga lo spazio aereo statunitense.
Una volta che l’AMD degli Stati Uniti sarà attivo e operativo, attorno alla Russia, la tentazione di certuni al Pentagono e alla Casa Bianca (non che qualsiasi persona mentalmente instabile possa mai occupare la Casa Bianca), di lanciare un primo attacco nucleare contro l’arsenale nucleare russo, sarebbe definitiva. Tale “primato” nucleare è stato il sogno del Pentagono fin dagli anni ’50. In un articolo del marzo 2006, la più importante rivista di politica estera degli Stati Uniti, Foreign Affairs, due alti analisti militari statunitensi hanno formulato osservazioni in tal senso: se la modernizzazione nucleare degli Stati Uniti fosse realmente rivolta contro gli Stati canaglia o i terroristi, la forza nucleare del Paese non avrebbe bisogno delle migliaia di testate che si otterranno dal programma di aggiornamento delle W-76. La forza nucleare attuale e futura degli Stati Uniti, in altre parole, sembra progettata per effettuare un attacco preventivo contro la Russia o la Cina. Non c’è da meravigliarsi, allora, che la Russia abbia o sia in procinto di schierare missili Iskander e di adottare altre misure per contrastare il folle dispiegamento dell’AMD di Washington.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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