Cina e Russia costruiranno uno scudo antimissile congiunto

Dedefensa 15 ottobre 20141338471173_swalker.ru_don-2n-28Conosciamo l’importanza strategico-comunicativa che lo sviluppo della rete antimissili balistici statunitense (BMD e BMDE per l’Europa) ha acquisita nel 2002-2003, divenuto importante punto di disaccordo strategico tra Stati Uniti e Russia dal 2006-2007, e da allora ha continuato ad aggravarsi. Resta inteso che, nelle condizioni attuali, tale dinamica antagonistica tra le due potenze crescerà in modo esponenziale. Ma… ecco apparire un nuovo elemento. Ci sono voci e informazioni sempre più corroborate che la Russia stia sviluppando un sistema diversificato e sofisticato completamente orientato sui missili, a livello strategico, naturalmente, ma anche tattico. Inoltre, secondo Vasilij Kashin di Voce della Russia, vi è convergenza tra Cina e Russia sulla necessità strategica di sistemi di difesa missilistici, e dello sviluppo embrionale di un tale sistema da parte cinese, con la possibilità molto seria, secondo Kashin, dello sviluppo di un sistema antimissile congiunto russo-cinese. Sarebbe una vera e propria inversione delle tendenze strategiche, politiche e comunicative con il passaggio dalla dialettica offensiva e perentoria degli Stati Uniti, con il proprio sistema antimissile, al panico istigato dal progetto russo, in particolare se tale progetto diventa un progetto russo-cinese con una cooperazione che, apparendo assai seria, indubbiamente va considerata nelle dinamiche in accelerazione…. Il testo di Voce della Russia (13 ottobre 2014), presenta informazioni più precise su questa situazione russa e russo-cinese. “Il ministro della Difesa della Russia Sergej Shojgu ha recentemente dichiarato la creazione di un Sistema Unificato Spaziale (SUS), il nuovo sistema di allarme missilistico e priorità per lo sviluppo delle forze missilistiche strategiche. Secondo il parere degli esperti, nelle condizioni attuali del sistema di allarme missilistico, si tratta di uno dei più promettenti assi di cooperazione tecnico-militare tra Russia e Cina. Il sistema russo comprenderà satelliti di nuova generazione e una rete di posti di comando protetti per l’elaborazione delle informazioni ricevute dallo spazio orbitale. Questo gruppo di satelliti sostituirà il recente sistema di Oko-1 dalle caratteristiche insoddisfacenti. (…) Il SUS può rilevare non solo i lanci dei missili balistici intercontinentali, ma anche dei missili tattici. Il SUS sarà quindi un fattore della sicurezza strategica e fornirà dati preziosi per la ricognizione dei conflitti locali. Il satelliti di allarme saranno più duraturi della precedente generazione. (…) La Cina ha bisogno anch’essa di un sistema di allarme affidabile. La sua importanza cresce a poco a poco costruendo le nuove forze nucleari strategiche, mobili ed efficienti capaci, se necessario, del colpo preventivo. La Cina deve prendere in considerazione non solo la minaccia dagli Stati Uniti, ma anche i moderni missili a medio raggio dei Paesi vicini. Pechino cerca di creare un potente sistema di difesa missilistica strategica e ha testato sistemi di difesa antimissile in grado di intercettare obiettivi balistici nella fase centrale e finale della loro traiettoria. Inoltre ha prodotto diversi programmi per lo sviluppo di armi antisatellite. E’ chiaro che la capacità del sistema di allarme cinese non riflette lo sviluppo delle forze nucleari strategiche nazionali e quello dei sistemi antimissili e antisatellite. Nel frattempo, la Russia non solo costruisce attivamente il suo sistema di allarme missilistico, ma anche le stazioni radar avanzate terrestri come il radar Voronezh. Così nelle attuali circostanze il sistema di allarme missilistico avanzato è una delle mutue aree più promettenti della cooperazione tecnico-militare. Non si tratta solo di fornire equipaggiamenti e tecnologia russa alla Cina. La creazione di un sistema comune può anche testimoniare la nuova fase del partenariato strategico bilaterale“. Questo orientamento è ovviamente d’importanza ben superiore all’aspetto strategico, di massima politica e si può anche dire che sia la “prima politica”. Questa osservazione deriva dal fatto che il sistema antimissile con maggiore operatività riguarda naturalmente il campo strategico-nucleare, ma anche e forse soprattutto riguarda il fatto che il sistema statunitense, con le sue varie intenzioni per uno schieramento aggressivo intorno la Russia, ha suscitato un fenomeno molto importante che riguarda la comunicazione delle interpretazioni politiche. Vi sono tre punti di riflessione sulla dimensione dell'”alta politica” nello sviluppo del sistema missilistico russo, la possibilità di svilupparne uno russo-cinese e le trattative già avviate in questa direzione…
• Il primo è il fatto che la crisi ucraina e il deterioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Russia hanno effettivamente spinto la Russia ad avviare un programma degli armamenti volto a contrastare il potere militare degli Stati Uniti in tutti i campi, senza eccezioni. Quello della difesa missilistica è particolarmente significativo, paradossalmente allo stato attuale delle forze strategiche, è un elemento della difesa che accentua in modo significativo la capacità offensiva delle forze nucleari strategiche. I russi hanno scelto un percorso che sembrerebbe più efficiente e più completo rispetto al sistema statunitense: il sistema SUS è un sistema autonomo di rilevamento, comunicazione e leadership che abbraccia diversi tipi di minacce (da quelle strategiche a quelle tattiche), cui è asservita la rete di difesa antimissile (S-300, S-400 e S-500) in cui i russi eccellono e sono i primi al mondo. Ciò conferma che i russi ricercano la superiorità strategica sugli USA (vedi 6 ottobre 2014), e non semplicemente di bilanciare la minaccia. Il significato politico di questo approccio è evidente ed estremamente importante perché riconosce che la Russia è spinta, certamente contro la sua volontà volendo che le relazioni di potere responsabili con gli Stati Uniti permangano, considerare lo sviluppo del suo potere da un punto di vista unilaterale, essendo necessario per la propria sicurezza, e non uno sforzo concertato al bilanciamento, come avvenuto durante la Guerra Fredda tra URSS e USA.
• La cooperazione tra Russia e Cina in tale campo, con intesa la leadership russa, è un evento politico della massima importanza. Si tratta di un inasprimento assolutamente decisivo dei legami strategici, quindi un evento di grande potere politico per i due, che ne suggella l’alleanza strategica al massimo livello. Entrambi i Paesi trarranno beneficio nel rafforzare la loro alleanza: la Cina ottenendo una garanzia strategica operativa di grande importanza, rafforzandone la posizione di potenza nucleare significativa verso le due più grandi; la Russia rafforzando la propria posizione con un’alleanza strategica che si sviluppa molto rapidamente per via degli eventi (Ucraina e politica del blocco BAO), ma con una dinamica che mette la Cina in posizione di forza verso la Russia, per via della sua superiorità finanziaria e patrimoniale. Infatti, un tale progetto mostrerebbe la potenza tecnologica e militare della Russia bilanciando nell’alleanza la forza finanziaria e capitale della Cina.
• Dal punto di vista del sistema di comunicazione, possiamo essere sicuri, se il progetto di cooperazione prende forma e quando commentatori ed esperti statunitensi cominceranno a capire cosa succede, allarme e panico prevarranno immediatamente nelle sue reazioni. Esperienza e isterismo in tal senso sono inconfondibili. Ciò porterà ad ulteriori tensioni, un ulteriore radicalizzazione degli Stati Uniti nel rafforzare bilancio e programmi di sviluppo del Pentagono (tra cui il programma missilistico, certamente). Ciò sarebbe eccellente perché riguardo al blocco tecnologico e all’esaurimento burocratico e di gestione in cui sguazza l’apparato della sicurezza nazionale degli Stati Uniti, con una tale spinta supplementare rafforzerebbe confusione e disordine dell’iper-comunicazione nel cuore di tale sistema. Quindi ci si aggrapperebbe all’isterismo e alla resurrezione di progetti di comunicazione come la superiorità nucleare strategica dell’attacco preventivo del primo colpo, come discusso in particolare nel 2006 e recentemente ricordato (31 marzo 2006 e 9 giugno 2014). (Il primo colpo diventa assai problematico se c’è una seria rete antimissile). Ancora una volta, la confusione e l’iperdisordine, questa volta intellettuale dalla psicologia isterica dominante, renderanno ancora più incomprensibile, incontrollabile, terrorizzata e imprevedibile la politica strategica degli USA… Tale reazione sarà “terrorizza” soprattutto per la misera Europa, impantanata nel suo osceno vassallaggio, trovandosi ad affrontare una escalation esplosiva che dovrà seguire mentre confina con la Russia ed è priva di capacità strategiche per la propria sicurezza.
In generale, un tale progetto dovrebbe ulteriormente migliorare significativamente la rinascita della potenza militare della Russia, insieme alla seria costruzione strutturale dell’alleanza strategica tra Cina e Russia. In un certo senso, potremmo dire, che il progetto giunga a termine o meno, non c’è che d’aspettare la conclusione per ottenerne l’essenza. Infatti, l’effetto principale d’aspettarsi è la pura comunicazione nel diluvio e scontro delle varie narrative che ingombrano le menti delle élite del Sistema del blocco BAO; e tale effetto accrescerà dubbi e isteria nelle menti dell’élite del Sistema del blocco BAO… Non nascondiamo a nostro avviso che tale estensione è il modo migliore per innescare reazioni che promuovano uno stretto processo causa-effetto tra superpotenza del Sistema ed accelerazione della trasmutazione della superpotenza in distruzione. Ne scriviamo secondo l’osservazione, ormai data a nostro avviso, che la superpotenza del Sistema in accelerazione costante è divenuta una dinamica che gira a vuoto perché avviene nel declino causato da impoverimento e confusione degli strumenti utilizzati. Quindi, sì, superpotenza immediatamente entrata operativamente nel processo di auto-distruzione.

oknofacilityatnurekTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il potenziale nucleare strategico della Russia sarà aggiornato entro il 2020

Dmitrij Litovkin, RIR, 6 ottobre 2014

In reazione all’espansione della NATO, la Russia crea nuovi missili balistici, perfeziona l’aviazione strategica, costruisce sottomarini e aggiorna il sistema di controllo spaziale.1385714Mosca accelera il rinnovamento della propria deterrenza nucleare, con il rinnovo completo delle forze entro il 2020, secondo il Viceprimo ministro Dmitrij Rogozin, responsabile del complesso militare-industriale della Russia. Oggi vi sono ragioni sostanziali per la Russia di preoccuparsi della difesa, dice Viktor Esin ex-comandante delle forze missilistiche strategiche. “Gli USA costruiscono il loro sistema di difesa missilistico in Polonia, Romania e infine Paesi baltici minacciando direttamente la sicurezza della Russia. La comparsa dei sistemi antimissile in questi Paesi aiuterà gli Stati Uniti a realizzare il cosiddetto piano del ‘colpo di fulmine'”, spiega Esin. “In sostanza posizionare i sistemi antimissile il più vicino possibile alle basi di lancio dei missili balistici del potenziale nemico e impedirne il lancio”.

Rafforzare lo scudo nucleare
Fa notare che mentre il missile Pershing II potrebbe arrivare a Mosca in 7-10 minuti da un sito di lancio in Germania, i missili dei nuovi sistemi antimissile nei Paesi baltici dovrebbero coprire tale distanza in metà tempo. “Con tale intervallo il sistema di difesa missilistico russo sarebbe impotente“, chiarendo che ciò è uno dei motivi per cui Mosca modernizza il suo ‘scudo nucleare’ al più presto possibile. Nell’ambito del piano per lo sviluppo strategico nucleare, un passo importante è stato compiuto verso la creazione di nuovi missili balistici, per esempio lo RS-26 Jars, che dispone di diverse testate nucleari ipersoniche manovrabili. Ognuna ha un proprio sistema di guida e può superare qualsiasi sistema di difesa missilistica. Il piano è sostituire con questi missili i complessi mobili e fissi missilistici Topol e Topol-M, in totale 186 missili.

La nuova dottrina militare
Inoltre si sviluppano le componenti navali della capacità di deterrenza nucleare strategica. La Russia ha iniziato la costruzione in serie dei battelli di nuova generazione 955 Borej, che saranno la principale componente della triade nucleare navale della Russia. Secondo il programma di difesa dello Stato, entro il 2020 la marina riceverà otto sottomarini nucleari serie 955 dotati di missili balistici. Ciascuno dei vascelli subacquei avrà 16 missili balistici Bulava. Nel frattempo, l’aviazione strategica della Russia assiste alla continua modernizzazione degli equipaggiamenti di bordo dei suoi vettori missilistici Tu-160 e Tu-95. Ciascuno dei 66 bombardieri pesanti riceverà nuovi sistemi di comando, navigazione e puntamento, permettendo ai bombardieri d’essere utilizzati non solo per la deterrenza nucleare, ma anche per il lancio di missili e bombe convenzionali. “La nuova dottrina della sicurezza nazionale in via preparazione per la pubblicazione, oggi, in relazione alle nuove sfide alla sicurezza russa, non includerà il paragrafo sull’attacco nucleare preventivo nel caso di minaccia alla sicurezza del nostro Paese“, dice Jurij Baluevskij, ex-capo di stato maggiore dell’esercito russo. “Ciò nonostante, Mosca si riserva il diritto di possedere e, in caso di emergenza, usare armi nucleari“.

1001731Reazione difensiva
Per fare questo nelle attuali condizioni, non basta avere solo missili balistici, sottomarini e bombardieri. È inoltre necessario disporre di un affidabile sistema di sorveglianza spaziale, per l’allarme sui lanci di missili e il controllo delle proprie armi nucleari. Nell’ambito del programma di Difesa dello Stato 2020, la Russia ha già stabilito lungo i confini una rete di stazioni radar tipo Voronezh per l’allerta sul lancio di missili. La prima di queste stazioni è stata istituita presso San Pietroburgo. Di conseguenza i militari possono “vedere” tutto ciò che accade nell’aria e nello spazio dal Marocco alle Spitsbergen, fino alla costa orientale degli Stati Uniti. Una seconda stazione è stata costruita nei pressi di Armavir, nel territorio di Krasnodar, e controlla ciò che accade tra Nord Africa e India. I sistemi radar controllano lo spazio fino ad oltre 2500 chilometri. La costruzione di un centro nella regione di Kaliningrad ha chiuso il fronte occidentale, e nel prossimo futuro una stazione sarà creata nella regione di Irkutsk, ‘penetrando’ dallo spazio cinese fino alle coste occidentali degli Stati Uniti.
Secondo il Generale Sergej Karakaev, comandante delle forze missilistiche strategiche russe, le forze sotto la sua supervisione sono passate a un nuovo sistema di comando completamente digitale. Ciò aumenta la stabilità del sistema nel caso di conflitto nucleare. “Tale dimostrazione di forza è più una reazione difensiva piuttosto che il desiderio di spaventare qualcuno“, afferma Vadim Kozjulin, docente presso l’Accademia delle Scienze Militari, che sostiene che Mosca e Washington conoscono perfettamente la responsabilità di possedere e il pericolo di usare, armi nucleari. “In caso contrario, le parti non si sarebbero sedute negoziando la preservazione dell’accordo sui missili a media e lunga gittata. Nel campo delle armi strategiche, credo che entrambe le parti manterranno la prudenza“.

borei_class_l2Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Come la potenza militare russa erode l’alleanza occidentale

Rakesh Krishnan Simha RIR 3 ottobre 2014

Sostenuta da un potenza militare risorgente, la potente politica estera della Russia espone i limiti dell’avventurismo statunitense indebolendo l’alleanza occidentale.

321494La Russia è ancora l’unico Paese con la possibilità di cancellare gli USA dalla faccia della Terra. Con 8500 testate nucleari (e almeno 30000 in riserva) le forze strategiche russe sono le più temibili del mondo. Contro tale massiccia potenza di fuoco, gli Stati Uniti hanno 7500 testate nucleari, più altre 20000 in deposito. La differenza non può essere ampia, ma le forze strategiche russe hanno un arsenale molto più potente di quello degli Stati Uniti. Gli statunitensi sanno che in una guerra tra le due potenze, i missili balistici intercontinentali (ICBM) russi, disposti nei silos super-temprati all’incredibile pressione di 6000 psi contro i 300 psi di quelli dei missili statunitensi, sono decisivi. Questa forza da fine del mondo è temprata per sopravvivere non solo a un primo attacco nucleare, ma per penetrare facilmente le difese antimissile esistenti. Gli Stati Uniti non hanno alcuna protezione contro una salva di missili balistici intercontinentali russi. Mosca ha anche un’altra forza da Armageddon. Si tratta dei missili da crociera nucleari lanciati dai suoi potenti bombardieri strategici, i Tu-160 Blackjack, Tu-95 Bear e T-22M Backfire. Blackjack e Bear possono decollare dalle basi nella Russia occidentale e meridionale, sorvolare il Polo Nord e, a distanza di sicurezza, lanciare centinaia di missili da crociera nucleari contro gli Stati Uniti. Contemporaneamente, i Backfire dal raggio d’azione relativamente breve nell’oriente russo possono lanciare missili da crociera nucleari sulle coste occidentali degli Stati Uniti. Già nel 1980, i russi erano così sicuri dell’esattezza dei loro missili che i Backfire trasportavano solo un missile a testata nucleare Raduga Kh-22 (nome in codice NATO AS-4 Kitchen). Secondo gli esperti Bill Sweetman e Bill Gunston questi missili potrebbero essere “programmati per entrare dalle finestre del Pentagono“. Infatti, proprio la forza dei 195 bombardieri strategici russi, contro i 171 statunitensi, può far sparire la vita umana negli Stati Uniti continentali in un’ora.

1625679Confezionare un nuovo pugno
Mosca ha una serie di nuove armi che escono dalle linee di montaggio per integrare questi guerrieri freddi. I potenti bombardieri strategici saranno accompagnati dal super-maneggevole Sukhoj Su-27 Flanker e il più recente membro della famiglia Flanker, il Su-35 Super-Flanker, in grado di trasportare un’enorme varietà e numero di carichi bellici. Una delle armi più potenti del Su-35 è la versione propulsa da un ramjet del missile aria-aria K-77 e il missile da crociera Kh-59. Entrambi i velivoli sono quasi invisibili ai radar durante il volo super-maneggevole. La costruzione dei sottomarini nucleari ha un posto di rilievo nella Russia post-sovietica. I nuovi sottomarini d’attacco nucleari della classe Jasen, ne saranno costruiti 10, saranno l’ombra dei sottomarini nucleari dell’US Navy, i “boomers” che si nascondono silenziosamente nelle profondità dell’oceano. Nel 2012, un vecchio sottomarino Akula poté infiltrarsi nel Golfo del Messico e pattugliare le acque degli Stati Uniti per oltre un mese senza essere rilevato dall’US Navy. La forza dei sottomarini strategici è stata rinnovata con i battelli della classe Borej, lunghi 170 metri e armati con 20 nuovi missili balistici Bulava dalle capacità difensive avanzate progettate per penetrare i sistemi di difesa missilistica degli USA. Inoltre, dalla guerra dei cinque giorni in Georgia, nell’agosto 2008, l’esercito russo è diventato più agile, meglio collegato ed armato. Con 300000 soldati e 2500 carri armati (tra cui l’avanzato ‘carro armato volante’ T-90), e con i missili antiaerei e antimissili S-400 e S-500, l’esercito russo ha una potenza di fuoco senza eguali in Europa. La Russia ha circa 845000 truppe da combattimento pronte e quasi 2,5 milioni di riservisti. Gli Stati Uniti hanno 1,4 milioni di soldati in servizio attivo e 850000 riservisti. Ma mentre quasi tutte le truppe russe sono disponibili in Russia, le forze statunitensi sono sparse su 598 basi in tutto il mondo. Come la lenta risposta dei militari statunitensi in Crimea e la continua crisi ucraina dimostrano, affrontare l’esercito russo non è compito per deboli di cuore. Inoltre, dopo anni di lotta incessante e perdite imbarazzanti in Iraq e Afghanistan, le truppe statunitensi sono stanche e demoralizzate, se non ancora mentalmente sconfitte. Le forze armate degli USA sono, quindi, contrarie a un altro impegno militare, soprattutto contro un Paese che ha sconfitto e rovinato Napoleone e Hitler. In ogni caso, l’esercito statunitense, nonostante la spesa per la difesa sette volte superiore a quella della Russia, fornisce poca potenza al dollaro. Il ‘successo’ delle armi statunitensi è dovuta in gran parte alla CNN piuttosto che al campo di battaglia, e anche contro le piccole forze di Iraq, Serbia e Libia. In tale contesto, la rinascita dell’esercito russo ha spazzato via anche la pretesa di un’azione militare contro Mosca. E’ questa scarsa reattività ha costretto gli Stati Uniti e il suo Venerdì, Regno Unito, a scegliere le sanzioni.
Le sanzioni hanno portato a ulteriori sanzioni e controsanzioni, portando alla prospettiva di una guerra commerciale, ma ciò che non hanno compiuto è un cambio politico al Cremlino. Al contrario, la diplomazia calibrata del Presidente Vladimir Putin ha assicurato che la Russia rispondesse all’intero blocco occidentale. Mosca ha anche ricevuto l’ampio sostegno dei BRICS. La forza delle armi russe, al passo con una diplomazia soave ben esemplificata dall’arguzia di Vitalij Churkin alle Nazioni Unite, ha di fatto neutralizzato l’occidente. Tedeschi e francesi non sono minimamente interessati a una guerra con la Russia. I sentimenti filo-russi sono forti in Grecia, altro membro della NATO, come anche in Italia, Spagna e piccoli Paesi dell’Europa meridionale, che non vedono alcuna ragione per cui debbano intromettersi nel battibecco tra Russia e Ucraina. Ironia della sorte, è la NATO che ha contribuito a rendere rachitiche le forze militari di quasi tutti i Paesi europei. Compiaciuta dall’ombrello dell’Alleanza, l’Europa ha permesso che la spesa per la difesa precipitasse, ben sapendo che gli Stati Uniti s’impegnano a proteggerla. Alcuni Paesi, come Grecia e Bulgaria, filo-russi, sono nella NATO solo perché hanno paura della Turchia. Le guerre in Iraq e Afghanistan, in cui circa 22 Paesi hanno combattuto a fianco degli Stati Uniti, hanno ucciso l’appetito per altre guerre in quei Paesi. Il parlamento del Regno Unito, sapendo che poteva finire nella terza guerra mondiale, ha rifiutato di appoggiare l’attacco alla Siria. Ma ora che gli Stati Uniti si vedono incapaci di fare altro che lanciare stanche minacce di sanzioni, gli europei si chiedono che cosa diamine facciano le truppe statunitensi in Europa, se non possono combattere. Si tratta di un nuovo corso geopolitico, e la presenza statunitense in Europa potrebbe essere spazzata via dalla sua forza.
A giugno, mentre Putin partecipava alle celebrazioni del D-Day in Francia, un vecchio generale cinese disse in una conferenza sulla sicurezza regionale in Asia, che l’inazione degli Stati Uniti in Ucraina è sintomo inequivocabile della “disfunzione erettile” strategica degli USA. Peggio ancora, le sanzioni iniziando a mordere di nuovo. Le mele per i mercati russi marciscono in Polonia, danneggiando i piccoli agricoltori polacchi. I produttori di latte nei Paesi Bassi sono seduti su mucchi di formaggio marcio. Sono centinaia le storie del genere in ogni Paese europeo involontariamente trascinato nelle sanzioni. I più colpiti sono gli europei continentali che avevano fiorenti attività con la Russia. D’altra parte, il meno colpito sembra essere il Regno Unito, che continua a beneficiare del suo orgoglioso status di portiere dei miliardari russi. Ma nel complesso, l’Europa è malmessa in quanto non del tutto uscita dalla recessione economica. La povertà trasforma le relazioni, in peggio. Mentre l’angoscia economica aumenta, lo sfilacciamento dei legami nell’alleanza occidentale è quasi certo. A differenza delle generazioni precedenti, oggi gli europei, meglio informati grazie ai social media, vogliono risposte dalla loro leadership politica. Se l’alleanza da 1 trilione di dollari (bilancio militare annuale delle nazioni occidentali) non può nemmeno badare alla Russia, allora a che serve la NATO? Se gli Stati Uniti appoggiano i neonazisti ucraini, provocando una guerra in Europa, allora come contribuiscono alla sicurezza dell’Europa? Per Sun Tsu e Chanakya Aver la vittoria ideale è quella che si ottiene senza spargimento di sangue, con la diplomazia e i sotterfugi. La grande potenza militare di Putin potrebbe essere sul punto di dargli una vittoria senza sparare un colpo all’occidente.

borei_classTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Il principio di Newton russo: Mosca si prepara alla chiamata alla guerra occidentale

VestiReseau International 12 settembre 2014

7999e60b815e24bffbdc478aa7923fb9La Russia deve essere pronta a qualsiasi provocazione bellica. S’è parlato al Cremlino delle nuove armi per l’esercito nel prossimo futuro. Vladimir Putin ha avuto una riunione sul programma degli armamenti del governo entro il 2025, mentre l’infrastruttura militare della NATO si avvicina ai confini della Russia. Mosca non ha intenzione di rimanere inerte, come negli anni ’90. Il presidente ora dirigerà personalmente i lavori del complesso militare-industriale.
Spettacolo affascinante: il missile balistico da 30 tonnellate Bulava, decollava da sotto il mare e scompariva all’orizzonte. Questo è il primo lancio dal sottomarino “Vladimir Monomakh” nelle manovre militari nel Mar Bianco. E il primo lancio riuscito, come annunciato dallo Stato Maggiore Generale, dopo pochi minuti le testate del missile raggiungevano il loro obiettivo in Kamchatka. “Nell’ambito dei test del sottomarino lanciamissili strategico ‘Vladimir Monomakh’ è stato lanciato con successo un missile strategico dal Mar Bianco“, annunciava con orgoglio il comandante della Marina militare Victor Tshirkov. Ciò è servito a introdurre il grande incontro al Cremlino sul nuovo programma degli armamenti del governo.
Al fine di valutare il numero di missili, sottomarini, carri armati e armi varie necessari alla Russia, Putin ha riunito i vertici militari e finanziari, iniziando con questa notizia: “È stato firmato il decreto sulla creazione della nuova Commissione militare-industriale della Federazione Russa. Questo comitato riferisce al Presidente. Abbiamo discusso la questione con il governo e il capo del governo. Abbiamo convenuto che in questo modo il lavoro sarà più efficace, considerando che la commissione supervisionerà una parte significativa della sostituzione delle importazioni. Su tale punto devono concordare non solo il governo ma anche le varie strutture direttamente sotto l’autorità del presidente“, ha spiegato il presidente ai partecipanti alla riunione. Il Vicepresidente del Comitato sarà il vicepremier Dmitrij Rogozin, che supervisionerà i lavori del complesso militare-industriale. La sua prima preoccupazione sarà il nuovo programma degli armamenti del governo per il periodo 2016-2025. Questo programma ha una base finanziaria solida; l’esercito ha ricevuto 2500 miliardi di rubli nel 2000 e sarà di oltre 20 miliardi di dollari entro il 2020, assieme a 3 miliardi di dollari assegnati separatamente alle industrie militari. Il presidente ha sottolineato che si tratta di enormi spese necessarie. “Questa concentrazione di risorse si spiega con il fatto che dobbiamo ri-equipaggiare l’Esercito e la Marina Militare e modernizzare l’industria della Difesa. Non è collegata ad alcuna corsa agli armamenti. Questo perché il nostro armamento principale, il nostro sistema difensivo e i nostri sistemi offensivi sono in esaurimento o obsoleti, sostituendoli con equipaggiamenti avanzati e moderni, dall’affidabilità solida. Dobbiamo recuperare il tempo perduto, quando la nuova tecnologia passò a una produzione ridotta e le fabbriche hanno perso le loro capacità e i loro dirigenti“, ha proseguito il presidente russo.
Il Capo di Stato Maggiore fornisce dati sulla situazione di agosto. L’esercito ha ricevuto 3600 armamenti di base e 241000 pezzi. Quali esattamente, non l’ha specificato. I dettagli probabilmente furono riportati nella riunione a porte chiuse. Vladimir Putin ha impostato la nuova missione del Consiglio del complesso militare-industriale e i punti cui prestare attenzione: “Bisogna misurare in modo affidabile e completo le potenziali minacce alla sicurezza militare del nostro Paese. Ciascuna di tali minacce deve essere definita adeguatamente come un’efficace risposta. Come sappiamo, da un paio di anni gli Stati Uniti hanno violato unilateralmente il trattato ABM, attivando il loro sistema di difesa antimissile. I colloqui al riguardo non funzionano, tanto che il sistema viene sviluppato in Europa e Alaska, presso i nostri confini”, ha avvertito il capo dello Stato. “L’espansione della NATO a Est è una seria preoccupazione. Le promesse su ciò di Stati Uniti e loro alleati sono dimenticate. Sapete che è stato deciso recentemente di aumentare la presenza della NATO in Europa orientale. La Crisi ucraina, causata e creata dai nostri partner occidentali, viene ora utilizzata per rilanciare il blocco militare della NATO. Tutto ciò deve essere preso in considerazione e considerato nel processo decisionale per garantire la sicurezza del nostro Paese. Faremo tutto ciò che è necessario affinché la sicurezza sia affidabile e completamente garantita. abbiamo già annunciato e ripetuto che, se saremo costretti, dico costretti, adotteremo misure adeguate per garantire la nostra sicurezza. L’abbiamo detto più e più volte, e vedremo che ne conseguiranno reazioni isteriche quando saranno adottate definitivamente tali decisioni ed agiremo. Voglio sottolineare che tutto ciò che facciamo è una risposta“, ha ripetuto il presidente. “Un’ulteriore minaccia alla Russia è il rapido colpo globale (Prompt Global Strike), studiato e attivamente sviluppato dagli Stati Uniti, e che dovrebbe annientare tutti i centri di comando delle forze strategiche. La Russia non rimarrà semplice spettatrice“. Come annunciato dal viceministro della Difesa e dal segretario del nuovo comitato, la Russia svilupperà la propria risposta. “Possiamo, se saremo costretti dal materializzarsi della minaccia, prima di tutto sviluppare la risposta a tale nuova arma“, è stata la risposta ai giornalisti del viceministro della Difesa russo Jurij Borisov. “I finanziamenti per questi programmi si baseranno sull’economia russa e non sarnno a scapito dello sviluppo“.
Alcuni vorrebbero riprendere la corsa agli armamenti, ovviamente non rientrano in tale quadro, è assolutamente escluso. Agiremo secondo le reali prospettive di sviluppo economico“, ha detto Vladimir Putin. “Se il programma del governo precedente era basato sulla modernizzazione delle armi esistenti, il nuovo programma sarà anticipare“, afferma Dmitrij Rogozin. “La posta in gioco sono le armi intelligenti ad alta tecnologia“. “Questo programma degli armamenti deve garantire la piena possibilità difensiva del nostro grande Paese, con l’uso di armi ‘intelligenti’ che, dice, trasformeranno il soldato e l’ufficiale in operatori degli armamenti; queste armi saranno attivate a distanza dagli operatori militari, lontano dalle zona di combattimento. De facto, dobbiamo vedere il nemico prima che lui ci veda, sentirlo prima che ci senta, rilevarlo, seguirlo e distruggerlo“, ha detto Dmitrij Rogozin sulle nuove armi intelligenti. Un altro compito attuale è la sostituzione delle importazioni in risposta alle possibili sanzioni economiche degli occidentali. “Non abbiamo intenzione di disturbare indebitamente la cooperazione con i nostri partner stranieri, ma dobbiamo comprendere i rischi esistenti, la nostra industria deve essere pronta a fornire attrezzature e materiali critici necessari e disporne la produzione, come di conseguenza tecnologie, sviluppo e base tecnica”, questo è il compito specificato da Vladimir Putin ai dirigenti del complesso militare-industriale. Oltre all’indipendenza, ciò sarà uno stimolo per l’industria degli armamenti. Tali ordini erano attesi da tempo nel settore.
Il secondo incontro s’è svolto a porte chiuse, costituendo la prima riunione della nuova commissione militare-industriale guidata da Vladimir Putin. Qui il Cremlino ha finalmente approvato il nuovo principio delle Forze Armate russe, il principio della non-aggressione, del non intervento e dell’autosufficienza militare.

BulavaMonomakhTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I bombardieri strategici russi compiono 16 incursioni nello spazio aereo statunitense

Picco dei sorvoli di Bear-H come test delle difese aeree statunitensi
Bill Gertz Freebeacon 7 agosto 2014
35I bombardieri strategici russi hanno effettuato almeno 16 incursioni nelle zone della difesa aerea degli Stati Uniti nord-occidentali, negli ultimi 10 giorni, un insolito picco di penetrazioni aeree, secondo i funzionari della difesa degli Stati Uniti. I numerosi voli di bombardieri russi Tu-95 Bear-H hanno indotto il decollo immediato di caccia statunitensi in diverse occasioni, tra le accresciute tensioni USA-Russia per l’Ucraina. Inoltre, durante un’incursione di bombardieri nei pressi dell’Alaska, un aviogetto da ricognizione russo è stato rilevato assieme ai bombardieri. “La scorsa settimana, il NORAD ha identificato visivamente aerei russi operare entro e intorno le zone d’identificazione della difesa aerea degli Stati Uniti“, ha detto il Maggiore Beth Smith, portavoce dell’US Northern Command e del Comando della Difesa Aerospaziale del Nord America (NORAD). Smith ha definito i voli russi “picco di attività” cercando di minimizzarne la minaccia e indicandoli come missioni di addestramento ed esercitazioni di routine. I voli dei bombardieri hanno avuto luogo prevalentemente lungo la zona d’identificazione della difesa aerea dell’Alaska sulle isole Aleutine e la parte continentale dello Stato, e un’incursione s’è avuta nella zona della difesa aerea del Canada, ha detto Smith. Gli aerei strategici russi erano bombardieri pesanti Tu-95 Bear-H e aerei da ricognizione marittima Tu-142 Bear-F, aggiungendo che un velivolo Il-20 per la raccolta delle informazioni era stato rilevato nelle incursioni dei precedenti 10 giorni. I voli dei bombardieri sono l’ultimo tintinnio di sciabole nucleari russe. Tuttavia, altri funzionari della difesa hanno detto che il gran numero di incursioni aeree è assai insolito e richiama la Guerra Fredda, quando i bombardieri sovietici spesso cercavano di attivare le difese aeree lungo il perimetro territoriale degli Stati Uniti, in preparazione del conflitto nucleare. Mosca, sotto la forte presidenza di Vladimir Putin, è impegnata in un importante programma sulle forze nucleari strategiche. La modernizzazione comprende nuovi missili da diverse gittate, nuovi sottomarini strategici e nuovi bombardieri a lungo raggio. Con i sorvoli dell’aviazione a lungo raggio presso le coste degli Stati Uniti, la Russia ha aumentato nettamente le attività, soprattutto nel Pacifico nord-occidentale, presso Alaska, Canada e West Coast.
Washington Free Beacon aveva riferito di due incursori di Bear entro 50 miglia dalle coste della California, il 9 giugno, i più vicini da quando i bombardieri nucleari i russi compiono voli dalla fine della Guerra Fredda. Un F-15 aveva intercettato i bombardieri. Un funzionario della difesa è in disaccordo con il portavoce sulle incursioni dei bombardieri. Le Forze nucleari strategiche russe sembrano “cercare di testare la reazione della nostra difesa aerea, o i nostri sistemi di comando e controllo“, ha detto un funzionario addentro alle relazioni sulle incursioni. “Queste non sono solo missioni di addestramento“, ha aggiunto il funzionario. Northern Command e NORAD, in passato spesso hanno cercato di presentare le incursioni dei bombardieri russi come non minacciose ma nell’ambito del conciliante “resettaggio” della politica dell’amministrazione Obama volta a cercare legami più stretti con Mosca. Il Pentagono e altri comandi, tuttavia, hanno temperato la retorica verso la Russia e le sue attività dopo l’annessione militare russa della Crimea in Ucraina, a giugno.  Le relazioni tra Washington e Mosca sono inasprite. Il dipartimento di Stato il mese scorso ha accusato Mosca di violare il trattato del 1987 sulle Intermediate-range Nuclear Forces sviluppando un nuovo missile da crociera. Mosca ha respinto le accuse come false.
L’ammiraglio Cecil Haney, comandante del Comando Strategico degli Stati Uniti, ha espresso preoccupazione per l’aumento delle attività strategiche russe durante un discorso a Washington il 18 giugno. Haney ha detto che le attività nucleari russe coincidono con le recenti tensioni sull’Ucraina , tra cui il lancio di prova di sei missili da crociera aerolanciati, in una dimostrazione di forza. Una dichiarazione del Ministero della Difesa russo sui lanci sperimentali dei missili da crociera afferma che un bombardiere Tu-95 “è in grado di distruggere obiettivi cruciali del nemico con missili da crociera, di giorno e di notte, con qualsiasi condizione meteo e in qualsiasi parte del globo”. Mosca ha anche condotto alcune grandi manovre nucleari a maggio, ha detto Haney. “Inoltre, abbiamo visto significative implementazioni di aerei strategici russi in prossimità di luoghi come Giappone, Corea e anche la nostra West Coast“, ha detto Haney in una colazione con l’industria della difesa. “La Russia continua a modernizzare tutte le capacità strategiche della propria triade, e fonti open source hanno recentemente citato le prove in mare del suo ultimo sottomarino lanciamissili, le prove del suo nuovo missile da crociera aerolanciato e la modernizzazione della sua forza intercontinentale balistica comprendente la forza mobile dell’arma”, ha detto.
I recenti incontri aerei in stile Guerra Fredda della Russia sul Pacifico, presso l’Alaska, fanno seguito a un duello aereo USA-Russia sull’Europa. Funzionari degli Stati Uniti hanno confermato che un aereo d’intelligence elettronica RC-135 Rivet Joint fu costretto a violare lo spazio aereo svedese da un caccia russo, il 18 luglio. L’aviogetto statunitense cercava di eludere l’intercettatore russo. Tale incontro ebbe luogo il giorno dopo che il volo MH17 Malaysian Airlines venne abbattuto da un missile sull’Ucraina orientale.

2013_Tu-142M_01Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il sottomarino nucleare top-secret russo entra in servizio

Aleksandr Korolkov, RIR, 18 giugno 2014

Il Severodvinsk, della nuova classe di sottomarini nucleari multiruolo Projekt 885 Jasen, è entrato in servizio nella Marina russa il 17 giugno

10376016La costruzione del sottomarino nucleare Severodvinsk doveva rivoluzionare la flotta sottomarina sovietica, ma per via dei problemi economici negli anni ’90, il progetto fu congelato. La caratteristica fondamentale dei sottomarini classe Jasen, che restano un programma top-secret della Difesa russa, è la sua universalità, una volta irraggiungibile per i predecessori russi o esteri.

Focus sull’universalità
Il lavoro di progettazione sul Severodvinsk terminò nel 1991, segnando la nuova era nella costruzione dei sottomarini russi. Diversamente dagli Stati Uniti, dove da quando la flotta di sottomarini nucleari nacque vi fu la spinta all’uniformità, in URSS vi furono molti sottomarini costruiti sulla base di diversi progetti, difficili da unificare e le cui funzioni spesso si sovrapponevano. Tale pratica venne abbandonata quando un sottomarino di quarta generazione iniziò ad essere sviluppato nel 1977. La decisione fu presa per avere una maggiore specializzazione in combattimento, cioè il nuovo sottomarino nucleare doveva essere agile sia nel colpire bersagli subacquei che di superficie, nonché nel lanciare missili da crociera contro obiettivi terrestri; in altre parole doveva poter adempiere praticamente a tutti i compiti che attendono alla flotta sottomarina. Per raggiungere questo obiettivo, i progettisti dei sottomarini russi ricorsero a soluzioni ingegneristiche originali. Venne deciso che i sottomarini classe Jasen non avrebbero avuto la struttura a doppio scafo dei sottomarini sovietici del momento. Tuttavia, non fu un sottomarino monoscafo come i suoi equivalenti statunitensi. Due scafi garantiscono affidabilità e galleggiabilità al sottomarino, mentre un solo scafo indica silenziosità e invisibilità. Gli Jasen sono una via di mezzo, avendo la cosiddetta architettura “uno scafo e mezzo” con una leggera carena che  parzialmente copre lo scafo a pressione del sottomarino. Un’altra caratteristica tradizionale del progetto sovietico, che non fu implementato nei sottomarini classe Jasen, era la posizione dei tubi lanciasiluri a prua, laddove si trovava il potente sistema sonar Irtysh, quindi non c’era semplicemente più spazio per i siluri. Così i tubi di lancio sono stati collocati nella parte centrale del sottomarino, ad angolo rispetto alla mezzeria. Così, lo Jasen prese in prestito una soluzione costruttiva ampiamente utilizzata negli Stati Uniti.

01.jpga04aa0c2-2c21-4300-a6fb-e796863ee821LargeGranat vs Tomahawk
L’arma principale del sottomarino sarà il missile supersonico antinave 3M55 Oniks (Jakhont) con una gittata di 350 km. Il lancio multiplo di 24 di questi missili potrebbe presentare un problema serio anche per il potente sistema di difesa aerea di un gruppo portaerei statunitense. I sottomarini classe Jasen saranno equipaggiati con l’equivalente russo del missile Tomahawk statunitense, il Granat, che ha una gittata di 3000 km e, proprio come la sua controparte statunitense, può avere una testata nucleare. Inoltre, il nuovo sottomarino avrà missili 3M14 Kalibr, dalla gittata di oltre 500 km, consentendo ai sottomarini Projekt 885 di effettuare massicci attacchi di alta precisione contro obiettivi a terra. Attraverso i suoi tubi lanciasiluri, il sottomarino potrà lanciare i missili antinave 3M54 Birjuza e i missili antisottomarini 91R così come deporre mine. Per l’auto-difesa, il Severodvinsk avrà speciali dispositivi di lancio per vari sistemi d’inganno, e possibilmente un sistema di difesa attiva antisiluro capace di distruggere siluri nemici con piccoli speciali antisiluri.
Nel suo libro ‘La Guerra Fredda Sottomrina’, il famoso analista navale statunitense Norman Polmar chiude il capitolo sui più recenti progetti sottomarini nucleari statunitensi e sovietici concludendo che vi sono molte prove a sostegno della tesi che i sottomarini sovietici di quarta generazione hanno raggiunto livelli in molti aspetti pari o superiori ai loro rivali statunitensi. Gli equivalenti dei sottomarini classe Jasen degli Stati Uniti sono i sottomarini multiruolo classi Seawolf e Virginia, anche se lo Jasen è destinato ad una più vasta gamma di compiti. Ecco come l’esperto militare russo Igor Korochenko elenca i compiti del nuovo sottomarino: “Primo, seguire i sottomarini strategici missilistici classe Ohio degli USA. Inoltre, eventualmente effettuare pattugliamenti operativi nelle regioni in cui la Marina russa vuole impedire la presenza di sottomarini stranieri. Allo stesso tempo, i sottomarini classe Jasen potranno lanciare missili cruise contro obiettivi terrestri, anche nel caso di conflitti locali in regioni in cui la distribuzione di una forza di terra permanente russa sia impossibile“.

10325508Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Paura di Satana: perché gli Stati Uniti sono terrorizzati dal missile russo

Rakesh Krishnan Simha RBTH 23 maggio 2014

Gli sforzi degli statunitensi contro l’SS-18 della Russia, il missile strategico più potente del mondo, sono suscitati dal timore di vivere all’ombra della paura.

1400140427_ocherednoy-rossiysko-ukrainskiy-dnepr-startuet-v-iyuneNella storia umana non c’è mai stata un arma distruttiva come il missile balistico intercontinentale (ICBM) russo SS-18. Per comprendere il vero potere di questa arma da giudizio universale, provate a paragonarla alla testata nucleare degli Stati Uniti utilizzata per cancellare Hiroshima. La bomba di Hiroshima aveva una potenza di ‘soli’ 15 chiloton (KT) o 15000 tonnellate di TNT, eppure uccise 70000 persone. In confronto, un solo SS-18 trasporta fino a 10 testate nucleari indipendenti di circa 750 KT ciascuna. Alcuni missili sono armati con una colossale testata da 20000 KT. Durante i primi anni dell’era missilistica, gli Stati Uniti superavano la Russia in tecnologia e numeri, ma dai primi anni ’70, quando l’SS-18 entrò in servizio in numero significativo, Mosca colmò il gap missilistico e iniziò ad avanzare inesorabilmente. Nel 1990 Mosca aveva una riserva di circa 40000 testate nucleari (contro le 28000 degli Stati Uniti), ma utilizzando le sole 3000 sui suoi SS-18, avrebbe spazzato via tutta la vita umana negli Stati Uniti in 30 minuti. Nome in codice Satan per la NATO, il gigantesco SS-18 pesa 209000 kg. Il missile russo altamente preciso non solo penetra e distrugge i silos missilistici statunitensi, induriti a 300 psi, ma i suoi silos sono temprati fino agli incredibili 6000 psi, rendendo il missile del tutto inespugnabile. Sorprendentemente, per un missile del suo peso e lunghezza (33 metri) può virare (spostandosi su una serie di curve a forma di S per eludere le difese antimissile) e la sua microelettronica è indurita in modo da operare anche sotto attacco nucleare. Il Satan può irrompere nei complessi missilistici strategici statunitensi attraverso le cosiddette “finestre di vulnerabilità”. La potenza spaventosa di questo missile terrorizza la leadership statunitense, costringendo rapidamente Washington al tavolo dei negoziati. Nei Strategic Arms Limitation Talks dei primi anni ’70, si decise il drastico rallentamento della corsa agli armamenti, finora incontrollabile.

Obiettivo Satan
Poiché l’SS-18 rappresentava una minaccia esistenziale per gli Stati Uniti, il missile fu al centro dei colloqui sugli armamenti tra le due superpotenze. Gli statunitensi si offrirono di togliere di mezzo i loro missili strategici in Europa se i russi avessero deciso profondi tagli alle loro forze missilistiche. Dei 308 silos di lancio degli SS-18 nel 1991, Mosca li ridusse a 154, secondo il trattato START I. START II eliminava tutti i missili SS-18, ma non entrò in vigore e i missili rimasero in servizio. Dal punto di vista della Russia il ritardo si dimostrò una fortuna. Mentre le relazioni con gli Stati Uniti si tesero per l’espansione della NATO sempre più vicina ai confini della Russia, Mosca decise di mantenere le sue superarmi. Ora che il finto romanticismo Russia-USA del 1991 è un lontano ricordo, è abbastanza chiaro al Cremlino che gli ICBM nei silos principali sono decisivi per avere una deterrenza. Ora con un improvviso tuffo nel passato, l’SS-18 è tornato alla ribalta, coinvolto nella guerra delle sanzioni. In risposta alla vaste sanzioni statunitensi, portando Mosca ad annunciare di voler sospendere la vendita di motori a razzo agli Stati Uniti, se tali motori venissero utilizzati per scopi militari, alcuni membri del Congresso degli Stati Uniti hanno proposto una mossa pericolosa.
I deputati degli Stati Uniti vogliono che il loro governo avvii i colloqui con il governo ucraino per por termine alla cooperazione tra Kiev e Mosca sulla manutenzione degli SS-18. Gli statunitensi potrebbero avere una brutta sorpresa. Il missile è prodotto dal complesso industriale militare Juzhnoe Design Bureau dell’Ucraina, ma la Federation of American Scientist dice, “le imprese russe provvedono alla manutenzione degli SS-18 attualmente nell’arsenale”. Anche se gli ucraini sono coinvolti nella manutenzione di alcuni missili strategici russi, gli Stati Uniti non possono influenzare ciò di molto. Viktor Esin, l’ex-capo di Stato Maggiore del Comando missilistico strategico della Russia, ha detto a Nezavisimaja Gazeta che l’impresa ucraina “esiste principalmente grazie al denaro della Russia versato per la manutenzione fornita” al sistema missilistico. “Questi legami economici sono importanti, indipendentemente da chi sia al potere in Ucraina. E non credo che questo accordo intergovernativo sarà revocato“. In ogni caso, cercare di rovesciare la difesa missilistica strategica della Russia sarebbe un buon esempio di hara-kiri della civiltà. Gli Stati Uniti giocano alla roulette nucleare, senza badare alla capacità di reazione del Cremlino.

181825033Perché gli Stati Uniti non devono preoccuparsi
Sembra che l’acuta campagna contro gli SS-18 a Washington sia principalmente dovuta alle paure ataviche degli statunitensi sull’arma del giorno del giudizio che, frustrante, non è in loro controllo ma in possesso del rivale. Nel 21° secolo, quando la Russia non è più un nemico mortale, tali paure sono infondate. Un rapporto del dipartimento della Difesa (DOD) sulle forze nucleari russe, stilato in coordinamento con il direttore della National Intelligence, dice che anche il peggiore scenario di un primo attacco russo avrebbe “poco o nessun effetto” sulla capacità di ritorsione degli Stati Uniti. Il rapporto conclude che la Russia “non potrebbe avere un vantaggio militare significativo da qualsiasi espansione plausibile delle proprie forze nucleari strategiche, anche in caso di rottura o abbandono del nuovo trattato START“. Il Congresso degli Stati Uniti sembra intensificare la retorica perché semplicemente male informato, ignorante e profondamente grossolano.

Satan vive
Nel frattempo, 50 anni dopo la sua prima adozione, l’SS-18 è pronto come sempre. Mentre le forze missilistiche strategiche della Russia riceveranno più di 400 nuovi missili in 10 anni, nell’ambito del programma di modernizzazione, Satan sembra destinato a sopravvivere facilmente fino al 2040 grazie agli aggiornamenti. Strategy Page riferisce: “La maggior parte dei lanci di prova negli ultimi dieci anni ha avuto successo, e altri test di controllo di qualità sono stati positivi. Nonostante il crollo post-Guerra Fredda dei militari russi, finanze e personale di qualità continuano ad andare alle forze missilistiche, l’estrema difesa della nazione più grande del pianeta“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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