Cosa succede nella misteriosa Area 51?

RussiaToday 10 agosto 2014

Le immagini satellitari della base statunitense Area 51 mostrano ciò che sembra la costruzione di un enorme hangar. Dimensioni, posizione e tempistica della costruzione di questa struttura porta molti a chiedersi: che cosa nasconde?

sat_image_2011_03Nell’agosto 2013, la CIA riconobbe l’esistenza della base militare Area 51 nel deserto del Nevada, utilizzata per programmi di test di volo segreti. Durante la guerra fredda il sito fu utilizzato per testare gli aerei spia in grado di coprire lunghe distanze e volare ad alta quota. Fu costruita nel 1954 presumibilmente come base segreta in cui l’azienda aerospaziale Lockheed Aircraft Corporation potesse sviluppare gli aerei per la CIA. Da allora la base ha continuato a crescere. Nel 2007 una struttura che, secondo alcuni esperti potrebbe contenere il drone-spia segreto RQ-180, fu costruita dalla Northrop-Grumman. Tuttavia, recenti foto satellitari mostrano quello che sembra essere la costruzione di un nuovo grande hangar suscitando grande interesse. Le immagini possono essere visualizzate sul sito Terraserver. Si trova alla fine della pista, a sud della base, come il giornalista Tyler Rogoway, specialista nella difesa, ha pubblicato in un articolo su Jalopnik. Questa posizione potrebbe consentire l’accesso rapido alla pista degli aeromobili all’interno dell’hangar, aggiunge. Secondo l’esperto, i velivoli potrebbero nascondersi ed evitare di essere spiati dai satelliti.

RQ-180-in-flightVolo ipersonico? Nuovo bombardiere?
Alcuni esperti ritengono che si tratti di una base per le operazioni di Lockheed e Boeing per il nuovo prototipo del potente bombardiere strategico LRS-B, cosa logica dato che l’hangar costruito nel 2007 presumibilmente appartiene alla Northrop-Grumman. In alternativa, aggiunge Rogoway, la struttura ospiterebbe i nuovi prototipi delle aziende dell’industria degli armamenti. Il fatto che tale struttura sia così lontana dal resto delle infrastrutture dell’Area 51, potrebbe indicare che vi sia un sistema d’ama che può eseguire attacchi complessi. Rogoway suggerisce che potrebbe anche essere un velivolo in grado di volare a velocità ipersonica, cioè un aeromobile che in pochi minuti potrebbe trasferirsi in un Paese lontano e attaccarlo. Ciò si adatterebbe all’idea dell’amministrazione Obama di impegnarsi in guerre a bassa intensità in cui droni e non forze militari sul terreno, eseguano gli attacchi. Nell’hangar dei misteriosi droni-spia potrebbero esservi gli SR-72 Blackbird, che possono attraversare il territorio degli Stati Uniti in meno di un’ora e, come previsto, entreranno in servizio nelle forze armate statunitensi nel 2030. Secondo l’articolo su Jalopnik, per decenni s’è cercato di sviluppare un velivolo da trasporto furtivo a decollo e atterraggio corto, e qui potrebbe essere ospitato. Oppure, forse si tratterebbe di un velivolo da trasporto tattico furtivo. La struttura sarebbe perfetta per scaricare carichi segreti di dimensioni sproporzionate per tale tipo di trasporto. Tuttavia, secondo l’esperto, sulla base delle immagini satellitari appare più probabile che l’hangar ospiti il nuovo bombardiere strategico a lungo raggio. In realtà, il mese scorso l’USAF annunciava una concorso per sviluppare questo velivolo.
Non sono ancora noti i velivoli che in futuro saranno ospitati nell’enorme hangar, ma “una cosa è certa: l’Area 51 testa grandi e piccoli aeromobili segreti e sembra che gli affari vadano a gonfie vele“, dice Rogoway.

U.S.-Air-Force_Lockheed-Martin-long-range-strike-(LRS)-Aircraft_180113Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I bombardieri strategici russi compiono 16 incursioni nello spazio aereo statunitense

Picco dei sorvoli di Bear-H come test delle difese aeree statunitensi
Bill Gertz Freebeacon 7 agosto 2014
35I bombardieri strategici russi hanno effettuato almeno 16 incursioni nelle zone della difesa aerea degli Stati Uniti nord-occidentali, negli ultimi 10 giorni, un insolito picco di penetrazioni aeree, secondo i funzionari della difesa degli Stati Uniti. I numerosi voli di bombardieri russi Tu-95 Bear-H hanno indotto il decollo immediato di caccia statunitensi in diverse occasioni, tra le accresciute tensioni USA-Russia per l’Ucraina. Inoltre, durante un’incursione di bombardieri nei pressi dell’Alaska, un aviogetto da ricognizione russo è stato rilevato assieme ai bombardieri. “La scorsa settimana, il NORAD ha identificato visivamente aerei russi operare entro e intorno le zone d’identificazione della difesa aerea degli Stati Uniti“, ha detto il Maggiore Beth Smith, portavoce dell’US Northern Command e del Comando della Difesa Aerospaziale del Nord America (NORAD). Smith ha definito i voli russi “picco di attività” cercando di minimizzarne la minaccia e indicandoli come missioni di addestramento ed esercitazioni di routine. I voli dei bombardieri hanno avuto luogo prevalentemente lungo la zona d’identificazione della difesa aerea dell’Alaska sulle isole Aleutine e la parte continentale dello Stato, e un’incursione s’è avuta nella zona della difesa aerea del Canada, ha detto Smith. Gli aerei strategici russi erano bombardieri pesanti Tu-95 Bear-H e aerei da ricognizione marittima Tu-142 Bear-F, aggiungendo che un velivolo Il-20 per la raccolta delle informazioni era stato rilevato nelle incursioni dei precedenti 10 giorni. I voli dei bombardieri sono l’ultimo tintinnio di sciabole nucleari russe. Tuttavia, altri funzionari della difesa hanno detto che il gran numero di incursioni aeree è assai insolito e richiama la Guerra Fredda, quando i bombardieri sovietici spesso cercavano di attivare le difese aeree lungo il perimetro territoriale degli Stati Uniti, in preparazione del conflitto nucleare. Mosca, sotto la forte presidenza di Vladimir Putin, è impegnata in un importante programma sulle forze nucleari strategiche. La modernizzazione comprende nuovi missili da diverse gittate, nuovi sottomarini strategici e nuovi bombardieri a lungo raggio. Con i sorvoli dell’aviazione a lungo raggio presso le coste degli Stati Uniti, la Russia ha aumentato nettamente le attività, soprattutto nel Pacifico nord-occidentale, presso Alaska, Canada e West Coast.
Washington Free Beacon aveva riferito di due incursori di Bear entro 50 miglia dalle coste della California, il 9 giugno, i più vicini da quando i bombardieri nucleari i russi compiono voli dalla fine della Guerra Fredda. Un F-15 aveva intercettato i bombardieri. Un funzionario della difesa è in disaccordo con il portavoce sulle incursioni dei bombardieri. Le Forze nucleari strategiche russe sembrano “cercare di testare la reazione della nostra difesa aerea, o i nostri sistemi di comando e controllo“, ha detto un funzionario addentro alle relazioni sulle incursioni. “Queste non sono solo missioni di addestramento“, ha aggiunto il funzionario. Northern Command e NORAD, in passato spesso hanno cercato di presentare le incursioni dei bombardieri russi come non minacciose ma nell’ambito del conciliante “resettaggio” della politica dell’amministrazione Obama volta a cercare legami più stretti con Mosca. Il Pentagono e altri comandi, tuttavia, hanno temperato la retorica verso la Russia e le sue attività dopo l’annessione militare russa della Crimea in Ucraina, a giugno.  Le relazioni tra Washington e Mosca sono inasprite. Il dipartimento di Stato il mese scorso ha accusato Mosca di violare il trattato del 1987 sulle Intermediate-range Nuclear Forces sviluppando un nuovo missile da crociera. Mosca ha respinto le accuse come false.
L’ammiraglio Cecil Haney, comandante del Comando Strategico degli Stati Uniti, ha espresso preoccupazione per l’aumento delle attività strategiche russe durante un discorso a Washington il 18 giugno. Haney ha detto che le attività nucleari russe coincidono con le recenti tensioni sull’Ucraina , tra cui il lancio di prova di sei missili da crociera aerolanciati, in una dimostrazione di forza. Una dichiarazione del Ministero della Difesa russo sui lanci sperimentali dei missili da crociera afferma che un bombardiere Tu-95 “è in grado di distruggere obiettivi cruciali del nemico con missili da crociera, di giorno e di notte, con qualsiasi condizione meteo e in qualsiasi parte del globo”. Mosca ha anche condotto alcune grandi manovre nucleari a maggio, ha detto Haney. “Inoltre, abbiamo visto significative implementazioni di aerei strategici russi in prossimità di luoghi come Giappone, Corea e anche la nostra West Coast“, ha detto Haney in una colazione con l’industria della difesa. “La Russia continua a modernizzare tutte le capacità strategiche della propria triade, e fonti open source hanno recentemente citato le prove in mare del suo ultimo sottomarino lanciamissili, le prove del suo nuovo missile da crociera aerolanciato e la modernizzazione della sua forza intercontinentale balistica comprendente la forza mobile dell’arma”, ha detto.
I recenti incontri aerei in stile Guerra Fredda della Russia sul Pacifico, presso l’Alaska, fanno seguito a un duello aereo USA-Russia sull’Europa. Funzionari degli Stati Uniti hanno confermato che un aereo d’intelligence elettronica RC-135 Rivet Joint fu costretto a violare lo spazio aereo svedese da un caccia russo, il 18 luglio. L’aviogetto statunitense cercava di eludere l’intercettatore russo. Tale incontro ebbe luogo il giorno dopo che il volo MH17 Malaysian Airlines venne abbattuto da un missile sull’Ucraina orientale.

2013_Tu-142M_01Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il sottomarino nucleare top-secret russo entra in servizio

Aleksandr Korolkov, RIR, 18 giugno 2014

Il Severodvinsk, della nuova classe di sottomarini nucleari multiruolo Projekt 885 Jasen, è entrato in servizio nella Marina russa il 17 giugno

10376016La costruzione del sottomarino nucleare Severodvinsk doveva rivoluzionare la flotta sottomarina sovietica, ma per via dei problemi economici negli anni ’90, il progetto fu congelato. La caratteristica fondamentale dei sottomarini classe Jasen, che restano un programma top-secret della Difesa russa, è la sua universalità, una volta irraggiungibile per i predecessori russi o esteri.

Focus sull’universalità
Il lavoro di progettazione sul Severodvinsk terminò nel 1991, segnando la nuova era nella costruzione dei sottomarini russi. Diversamente dagli Stati Uniti, dove da quando la flotta di sottomarini nucleari nacque vi fu la spinta all’uniformità, in URSS vi furono molti sottomarini costruiti sulla base di diversi progetti, difficili da unificare e le cui funzioni spesso si sovrapponevano. Tale pratica venne abbandonata quando un sottomarino di quarta generazione iniziò ad essere sviluppato nel 1977. La decisione fu presa per avere una maggiore specializzazione in combattimento, cioè il nuovo sottomarino nucleare doveva essere agile sia nel colpire bersagli subacquei che di superficie, nonché nel lanciare missili da crociera contro obiettivi terrestri; in altre parole doveva poter adempiere praticamente a tutti i compiti che attendono alla flotta sottomarina. Per raggiungere questo obiettivo, i progettisti dei sottomarini russi ricorsero a soluzioni ingegneristiche originali. Venne deciso che i sottomarini classe Jasen non avrebbero avuto la struttura a doppio scafo dei sottomarini sovietici del momento. Tuttavia, non fu un sottomarino monoscafo come i suoi equivalenti statunitensi. Due scafi garantiscono affidabilità e galleggiabilità al sottomarino, mentre un solo scafo indica silenziosità e invisibilità. Gli Jasen sono una via di mezzo, avendo la cosiddetta architettura “uno scafo e mezzo” con una leggera carena che  parzialmente copre lo scafo a pressione del sottomarino. Un’altra caratteristica tradizionale del progetto sovietico, che non fu implementato nei sottomarini classe Jasen, era la posizione dei tubi lanciasiluri a prua, laddove si trovava il potente sistema sonar Irtysh, quindi non c’era semplicemente più spazio per i siluri. Così i tubi di lancio sono stati collocati nella parte centrale del sottomarino, ad angolo rispetto alla mezzeria. Così, lo Jasen prese in prestito una soluzione costruttiva ampiamente utilizzata negli Stati Uniti.

01.jpga04aa0c2-2c21-4300-a6fb-e796863ee821LargeGranat vs Tomahawk
L’arma principale del sottomarino sarà il missile supersonico antinave 3M55 Oniks (Jakhont) con una gittata di 350 km. Il lancio multiplo di 24 di questi missili potrebbe presentare un problema serio anche per il potente sistema di difesa aerea di un gruppo portaerei statunitense. I sottomarini classe Jasen saranno equipaggiati con l’equivalente russo del missile Tomahawk statunitense, il Granat, che ha una gittata di 3000 km e, proprio come la sua controparte statunitense, può avere una testata nucleare. Inoltre, il nuovo sottomarino avrà missili 3M14 Kalibr, dalla gittata di oltre 500 km, consentendo ai sottomarini Projekt 885 di effettuare massicci attacchi di alta precisione contro obiettivi a terra. Attraverso i suoi tubi lanciasiluri, il sottomarino potrà lanciare i missili antinave 3M54 Birjuza e i missili antisottomarini 91R così come deporre mine. Per l’auto-difesa, il Severodvinsk avrà speciali dispositivi di lancio per vari sistemi d’inganno, e possibilmente un sistema di difesa attiva antisiluro capace di distruggere siluri nemici con piccoli speciali antisiluri.
Nel suo libro ‘La Guerra Fredda Sottomrina’, il famoso analista navale statunitense Norman Polmar chiude il capitolo sui più recenti progetti sottomarini nucleari statunitensi e sovietici concludendo che vi sono molte prove a sostegno della tesi che i sottomarini sovietici di quarta generazione hanno raggiunto livelli in molti aspetti pari o superiori ai loro rivali statunitensi. Gli equivalenti dei sottomarini classe Jasen degli Stati Uniti sono i sottomarini multiruolo classi Seawolf e Virginia, anche se lo Jasen è destinato ad una più vasta gamma di compiti. Ecco come l’esperto militare russo Igor Korochenko elenca i compiti del nuovo sottomarino: “Primo, seguire i sottomarini strategici missilistici classe Ohio degli USA. Inoltre, eventualmente effettuare pattugliamenti operativi nelle regioni in cui la Marina russa vuole impedire la presenza di sottomarini stranieri. Allo stesso tempo, i sottomarini classe Jasen potranno lanciare missili cruise contro obiettivi terrestri, anche nel caso di conflitti locali in regioni in cui la distribuzione di una forza di terra permanente russa sia impossibile“.

10325508Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Imporre una “no-fly zone” in Ucraina?

Valentin Vasilescu Reseau International 3 giugno 2014
la-proxima-guerra-mapa-de-ucrania-fuerzas-militares-rusas-ucranianas-crimeaIn sempre più capitali occidentali si organizzano manifestazioni generate dal superamento della “linea rossa” in Ucraina per via dei bombardamenti aerei su Donetsk da parte di Su-25 e MiG-29, causando in un solo giorno, più di 50 morti tra i civili. I manifestanti chiedono alle Nazioni Unite d’imporre una “no fly zone” immediata in Ucraina per fermare il massacro dei civili da parte dell’esercito. Attualmente, assistiamo al più grande genocidio etnico dalla seconda guerra mondiale, che affrontano i 18 milioni della minoranza russa in Ucraina. Tutte le richieste a Kiev dalla Russia di smetterla di usare l’esercito contro la popolazione etnica russa in Ucraina orientale, chiedendo il rispetto dei loro diritti e di avviare negoziati con i loro rappresentanti per recuperare la pace, sono state respinte. Inoltre, il giorno dopo l’elezione alla presidenza, Pjotr Poroshenko dicendo che i combattenti filo-russi non avevano disarmato né lasciato gli edifici che occupano, ordinava all’esercito di sterminare i gruppi insorti e gli abitanti di Donetsk e Lugansk. Introducendo equipaggiamenti da combattimento pesanti nella fase attiva dell’operazione, quali cacciabombardieri, elicotteri d’attacco Mi-24 e lanciarazzi BM-21 Grad, i capi filo-occidentali dell’Ucraina e i generali dell’esercito ucraino sono colpevoli di crimini contro l’umanità. Tanto più che Kiev impedisce i rifornimenti di prima necessità alle località dell’Ucraina orientale assediate dall’esercito, e non permette l’ingresso di aiuti umanitari offerti da diversi Stati, come richiesto dalle Convenzioni di Ginevra sulle questioni umanitarie e la protezione dei civili nei conflitti armati. Secondo lo Statuto della Corte penale internazionale (adottato a Roma nel 1998), il posto di   Poroshenko, dei membri del governo e del parlamento e dei generali ucraini, non è la poltrona del presidente, o negli uffici di Kiev e dello Stato Maggiore ucraino, ma il banco degli accusati di genocidio. Dato che loro preoccupazione principale è l’isolamento internazionale della Russia, quindi non volendo intervenire in alcun modo a sostenere la minoranza russa in Ucraina che subisce un genocidio, Stati Uniti con Gran Bretagna e Francia, membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, non vogliono vedere la grave crisi umanitaria che si apre ai loro occhi; essendo giochi già decisi a Washington e avendolo gli Stati Uniti ordinato ancor prima che Janukovich fosse rimosso dalle sue funzioni. La cattiva notizia per Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e loro satelliti è che, una volta superata la “linea rossa”, per applicare i principi del diritto internazionale, creato dall’ONU, non c’è bisogno di cercare l’accordo di uno o l’altro per imporre una “no fly zone” in Ucraina, perché c’è il precedente di Kosovo e Libia. In un precedente articolo, ho detto che l’esercito ucraino potrebbe presto comprendere il valore della protezione degli Stati Uniti per il genocidio del proprio popolo, e l’evacuazione dei bambini da Slavjansk dovrebbe dargli un’idea di ciò che si prepara per i suoi crimini.
Il blocco degli aerei da combattimento ucraini (MiG-29, Su-24, Su-25, Su-27, L-39) sulle sei basi aeree disponibili, mettendo fuori servizio temporaneamente le piste, è il metodo principale per imporre una no-fly zone. Nelle condizioni attuali dell’Ucraina, la restaurazione delle piste richiederebbe almeno sette giorni, durante cui i velivoli restano a terra, eliminando il rischio di bombardare i civili. Un altro obiettivo della no-fly zone sarebbe inchiodare al suolo, per un lungo periodo, i 40 elicotteri d’attacco Mi-24 e i 30 elicotteri da trasporto Mi-17 presenti in due basi aeree ucraine e frequentemente utilizzati per le cosiddette operazione antiterrorismo contro l’Ucraina orientale. Sulla base dell’esperienza della NATO nell’attuazione della “no fly zone” in Libia, i pianificatori operativi sanno che le due missioni non basteranno poiché l’esercito ucraino, nella cosiddetta operazione antiterrorismo, impiega 3-4 brigate rinforzate da tre battaglioni della Guardia nazionale formati da fanatici della regione di Leopoli che, si dice, siano controllati da società mercenarie statunitensi. Le cosiddette truppe antiterrorismo hanno oltre 400 veicoli corazzati leggeri e artiglieria, e una forza di 6000 uomini. Il paradosso è che, in questi ultimi anni, la regione di Leopoli è stata devastata da inondazioni e solo i residenti del Donbas, cioè la minoranza russa,  raccolse i fondi per aiutare le famiglie colpite. In segno di apprezzamento, i volontari della regione di Leopoli si sono uniti alla Guardia nazionale per recarsi nel Donbas ad uccidere a sangue freddo i figli di chi li ha aiutati. Circa il 40% di queste bande è concentrato in tre guarnigioni situate nella parte orientale dell’Ucraina, dove c’è la struttura di controllo dell’operazione ”antiterrorismo”. Questi sono gruppi d’intervento volti a rinforzare su richiesta il sistema offensivo che supporta l’attacco agli insorti, o per supportare il dispositivo se viene attaccato di sorpresa. I corazzati leggeri d’intervento sono schierati in capannoni di lamiera o all’esterno, rendendoli molto vulnerabili agli attacchi con munizioni a grappolo sulle caserme. Il restante 60% delle truppe è collocata stabilmente in punti di controllo sulle arterie stradali, agli ingressi e uscite dei luoghi assediati. Ciascun punto di controllo è costituito da un gruppo di almeno una compagnia di fanteria (90 soldati), con blindati o artiglieria. I punti di appoggio sono fuori dalle città, laddove non c’è riparo per truppe e veicoli blindati leggeri, e sono quindi obiettivi per le munizioni sganciate su di essi. Non si perda di vista il fatto che la crisi umanitaria è iniziata con il massacro della minoranza russa a Odessa, e il genocidio può esplodere in qualsiasi momento nella regione. Vi sono prove sufficienti che i fanatici del battaglione della Guardia nazionale, che comprende mercenari occidentali, siano direttamente coinvolti nell’organizzazione ed esecuzione del pogrom della Casa dei sindacati di Odessa, utilizzando le riserve e ricevendo attrezzature, armi e mezzi di trasporto di una grande unità meccanizzate ucraina di Odessa.
Se la Russia sarà riluttante ad imporre immediatamente la zona di esclusione aerea in Ucraina, vi sarà un ritorno a tale condizione ed essa sarà invitata ad aderire alla NATO prima del vertice del settembre 2014, e per risolvere i propri problemi interni, Kiev moltiplicherà per 1000 gli effetti devastanti sulla popolazione delle tattiche da combattimento dell’esercito ucraino, usando i 260 lanciarazzi multipli BM-21, 9P140 Uragan e 9A52 Smerch-2 che detiene. Inoltre, l’Ucraina riceverà gli eserciti della NATO che verrebbero subito schierati nel Paese, aggravando il genocidio della popolazione russa e rovinando l’est dell’Ucraina. Sarebbe la peggiore catastrofe umanitaria in Europa centrale, in tempo di “pace”, per volontà degli Stati Uniti e con milioni di vittime civili ucraine di etnia russa.
La Russia ha una flotta di 140 bombardieri supersonici Tupolev Tu-22M3, ciascuno armato con otto missili da crociera, 15 Tu-160 ognuno armato con 12 missili da crociera, 55 bombardieri subsonici Tu-95 ciascuno armato con otto missili da crociera. Il Kh-101 è il missile furtivo di nuova generazione, simile alla moderna versione dell’AGM-86 Tomahawk statunitense, adottato dall’esercito russo nel 2013 in sostituzione di una parte dei missili da crociera Kh-55/Kh-555. Entrambi i missili da crociera, il cui attuale numero in dotazione dell’esercito russo è di 2500 pezzi, hanno una gittata di 2500 km. Dopo l’inizio della crisi in Ucraina, l’esercito russo ha rinunciato a rimuovere i quasi 600 missili Kh-555, già sostituiti dai Kh-101. Sono stati ripristinati operativamente tramite collaudo non distruttivo installandovi i nuovi microprocessori TERCOM. Grazie alla sua grande gittata (2500 km) il lancio dei missili da crociera da bordo dei bombardieri russi avviene nello spazio aereo russo. Mentre il sistema di sorveglianza dello spazio aereo nazionale, i radar di controllo dell’aviazione e la difesa antiaerea dell’Ucraina sono di origine sovietica e di due generazioni più vecchi dell’attrezzatura attualmente disponibile nell’esercito russo, la Russia non avrà alcun problema a neutralizzarli con le interferenze. Pertanto, la probabilità dei  missili da crociera russi di superare la difesa antiaerea ucraina è superiore del 100% a quella degli Stati Uniti in Libia, Iraq e Jugoslavia. Una pista di 2500x60m di dimensioni può essere distrutta con un attacco con missili cruise a testata antipista da 500 kg contro il primo terzo, il terzo mediano e l’ultimo terzo. La distruzione al suolo dei 40 elicotteri d’attacco Mi-24 e dei 30 Mi-17 da trasporto nelle due basi aeree ucraine, disposti all’aperto su bretelle di rullaggio, è anch’essa molto semplice con i missili da crociera lanciati dai bombardieri nello spazio aereo russo. A differenza delle piste, truppe e blindati ucraini hanno una certa mobilità, e la probabilità di distruzione del dispositivo “antiterrorismo”’ non è del 100%. Pertanto, dopo la prima ondata di missili da crociera e la valutazione dell’efficacia sul cosiddetto dispositivo antiterrorismo, seguirebbero una seconda e poi una terza ondata d’attacco, ecc., ciascuna della durata non superiore a un’ora. Poiché i bombardieri e i missili da crociera russi non rientrano nel campo d’azione della NATO e i bombardieri russi non entrano nel territorio dell’Ucraina, gli eserciti NATO non potrebbero intervenire o proteggere l’aviazione e i militari ucraini nella regione di Donetsk e Lugansk.
Dato che Odessa è sul Mar Nero, la missione di distruggere gli elementi militari ucraini che parteciparono al pogrom della Casa dei sindacati può essere eseguita al di fuori delle acque territoriali ucraine con i missili P-270 Moskit (gittata di 120 km), lanciati dalle corvette classe Bora della Flotta del Mar Nero. Se necessario, si potrebbe decidere che il resto dell’esercito ucraino si ritiri completamente, entro 24 ore, dietro la linea situata all’estremo ovest dell’Ucraina.

1236195
7H33pTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Paura di Satana: perché gli Stati Uniti sono terrorizzati dal missile russo

Rakesh Krishnan Simha RBTH 23 maggio 2014

Gli sforzi degli statunitensi contro l’SS-18 della Russia, il missile strategico più potente del mondo, sono suscitati dal timore di vivere all’ombra della paura.

1400140427_ocherednoy-rossiysko-ukrainskiy-dnepr-startuet-v-iyuneNella storia umana non c’è mai stata un arma distruttiva come il missile balistico intercontinentale (ICBM) russo SS-18. Per comprendere il vero potere di questa arma da giudizio universale, provate a paragonarla alla testata nucleare degli Stati Uniti utilizzata per cancellare Hiroshima. La bomba di Hiroshima aveva una potenza di ‘soli’ 15 chiloton (KT) o 15000 tonnellate di TNT, eppure uccise 70000 persone. In confronto, un solo SS-18 trasporta fino a 10 testate nucleari indipendenti di circa 750 KT ciascuna. Alcuni missili sono armati con una colossale testata da 20000 KT. Durante i primi anni dell’era missilistica, gli Stati Uniti superavano la Russia in tecnologia e numeri, ma dai primi anni ’70, quando l’SS-18 entrò in servizio in numero significativo, Mosca colmò il gap missilistico e iniziò ad avanzare inesorabilmente. Nel 1990 Mosca aveva una riserva di circa 40000 testate nucleari (contro le 28000 degli Stati Uniti), ma utilizzando le sole 3000 sui suoi SS-18, avrebbe spazzato via tutta la vita umana negli Stati Uniti in 30 minuti. Nome in codice Satan per la NATO, il gigantesco SS-18 pesa 209000 kg. Il missile russo altamente preciso non solo penetra e distrugge i silos missilistici statunitensi, induriti a 300 psi, ma i suoi silos sono temprati fino agli incredibili 6000 psi, rendendo il missile del tutto inespugnabile. Sorprendentemente, per un missile del suo peso e lunghezza (33 metri) può virare (spostandosi su una serie di curve a forma di S per eludere le difese antimissile) e la sua microelettronica è indurita in modo da operare anche sotto attacco nucleare. Il Satan può irrompere nei complessi missilistici strategici statunitensi attraverso le cosiddette “finestre di vulnerabilità”. La potenza spaventosa di questo missile terrorizza la leadership statunitense, costringendo rapidamente Washington al tavolo dei negoziati. Nei Strategic Arms Limitation Talks dei primi anni ’70, si decise il drastico rallentamento della corsa agli armamenti, finora incontrollabile.

Obiettivo Satan
Poiché l’SS-18 rappresentava una minaccia esistenziale per gli Stati Uniti, il missile fu al centro dei colloqui sugli armamenti tra le due superpotenze. Gli statunitensi si offrirono di togliere di mezzo i loro missili strategici in Europa se i russi avessero deciso profondi tagli alle loro forze missilistiche. Dei 308 silos di lancio degli SS-18 nel 1991, Mosca li ridusse a 154, secondo il trattato START I. START II eliminava tutti i missili SS-18, ma non entrò in vigore e i missili rimasero in servizio. Dal punto di vista della Russia il ritardo si dimostrò una fortuna. Mentre le relazioni con gli Stati Uniti si tesero per l’espansione della NATO sempre più vicina ai confini della Russia, Mosca decise di mantenere le sue superarmi. Ora che il finto romanticismo Russia-USA del 1991 è un lontano ricordo, è abbastanza chiaro al Cremlino che gli ICBM nei silos principali sono decisivi per avere una deterrenza. Ora con un improvviso tuffo nel passato, l’SS-18 è tornato alla ribalta, coinvolto nella guerra delle sanzioni. In risposta alla vaste sanzioni statunitensi, portando Mosca ad annunciare di voler sospendere la vendita di motori a razzo agli Stati Uniti, se tali motori venissero utilizzati per scopi militari, alcuni membri del Congresso degli Stati Uniti hanno proposto una mossa pericolosa.
I deputati degli Stati Uniti vogliono che il loro governo avvii i colloqui con il governo ucraino per por termine alla cooperazione tra Kiev e Mosca sulla manutenzione degli SS-18. Gli statunitensi potrebbero avere una brutta sorpresa. Il missile è prodotto dal complesso industriale militare Juzhnoe Design Bureau dell’Ucraina, ma la Federation of American Scientist dice, “le imprese russe provvedono alla manutenzione degli SS-18 attualmente nell’arsenale”. Anche se gli ucraini sono coinvolti nella manutenzione di alcuni missili strategici russi, gli Stati Uniti non possono influenzare ciò di molto. Viktor Esin, l’ex-capo di Stato Maggiore del Comando missilistico strategico della Russia, ha detto a Nezavisimaja Gazeta che l’impresa ucraina “esiste principalmente grazie al denaro della Russia versato per la manutenzione fornita” al sistema missilistico. “Questi legami economici sono importanti, indipendentemente da chi sia al potere in Ucraina. E non credo che questo accordo intergovernativo sarà revocato“. In ogni caso, cercare di rovesciare la difesa missilistica strategica della Russia sarebbe un buon esempio di hara-kiri della civiltà. Gli Stati Uniti giocano alla roulette nucleare, senza badare alla capacità di reazione del Cremlino.

181825033Perché gli Stati Uniti non devono preoccuparsi
Sembra che l’acuta campagna contro gli SS-18 a Washington sia principalmente dovuta alle paure ataviche degli statunitensi sull’arma del giorno del giudizio che, frustrante, non è in loro controllo ma in possesso del rivale. Nel 21° secolo, quando la Russia non è più un nemico mortale, tali paure sono infondate. Un rapporto del dipartimento della Difesa (DOD) sulle forze nucleari russe, stilato in coordinamento con il direttore della National Intelligence, dice che anche il peggiore scenario di un primo attacco russo avrebbe “poco o nessun effetto” sulla capacità di ritorsione degli Stati Uniti. Il rapporto conclude che la Russia “non potrebbe avere un vantaggio militare significativo da qualsiasi espansione plausibile delle proprie forze nucleari strategiche, anche in caso di rottura o abbandono del nuovo trattato START“. Il Congresso degli Stati Uniti sembra intensificare la retorica perché semplicemente male informato, ignorante e profondamente grossolano.

Satan vive
Nel frattempo, 50 anni dopo la sua prima adozione, l’SS-18 è pronto come sempre. Mentre le forze missilistiche strategiche della Russia riceveranno più di 400 nuovi missili in 10 anni, nell’ambito del programma di modernizzazione, Satan sembra destinato a sopravvivere facilmente fino al 2040 grazie agli aggiornamenti. Strategy Page riferisce: “La maggior parte dei lanci di prova negli ultimi dieci anni ha avuto successo, e altri test di controllo di qualità sono stati positivi. Nonostante il crollo post-Guerra Fredda dei militari russi, finanze e personale di qualità continuano ad andare alle forze missilistiche, l’estrema difesa della nazione più grande del pianeta“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 343 follower