I bombardieri strategici russi compiono 16 incursioni nello spazio aereo statunitense

Picco dei sorvoli di Bear-H come test delle difese aeree statunitensi
Bill Gertz Freebeacon 7 agosto 2014
35I bombardieri strategici russi hanno effettuato almeno 16 incursioni nelle zone della difesa aerea degli Stati Uniti nord-occidentali, negli ultimi 10 giorni, un insolito picco di penetrazioni aeree, secondo i funzionari della difesa degli Stati Uniti. I numerosi voli di bombardieri russi Tu-95 Bear-H hanno indotto il decollo immediato di caccia statunitensi in diverse occasioni, tra le accresciute tensioni USA-Russia per l’Ucraina. Inoltre, durante un’incursione di bombardieri nei pressi dell’Alaska, un aviogetto da ricognizione russo è stato rilevato assieme ai bombardieri. “La scorsa settimana, il NORAD ha identificato visivamente aerei russi operare entro e intorno le zone d’identificazione della difesa aerea degli Stati Uniti“, ha detto il Maggiore Beth Smith, portavoce dell’US Northern Command e del Comando della Difesa Aerospaziale del Nord America (NORAD). Smith ha definito i voli russi “picco di attività” cercando di minimizzarne la minaccia e indicandoli come missioni di addestramento ed esercitazioni di routine. I voli dei bombardieri hanno avuto luogo prevalentemente lungo la zona d’identificazione della difesa aerea dell’Alaska sulle isole Aleutine e la parte continentale dello Stato, e un’incursione s’è avuta nella zona della difesa aerea del Canada, ha detto Smith. Gli aerei strategici russi erano bombardieri pesanti Tu-95 Bear-H e aerei da ricognizione marittima Tu-142 Bear-F, aggiungendo che un velivolo Il-20 per la raccolta delle informazioni era stato rilevato nelle incursioni dei precedenti 10 giorni. I voli dei bombardieri sono l’ultimo tintinnio di sciabole nucleari russe. Tuttavia, altri funzionari della difesa hanno detto che il gran numero di incursioni aeree è assai insolito e richiama la Guerra Fredda, quando i bombardieri sovietici spesso cercavano di attivare le difese aeree lungo il perimetro territoriale degli Stati Uniti, in preparazione del conflitto nucleare. Mosca, sotto la forte presidenza di Vladimir Putin, è impegnata in un importante programma sulle forze nucleari strategiche. La modernizzazione comprende nuovi missili da diverse gittate, nuovi sottomarini strategici e nuovi bombardieri a lungo raggio. Con i sorvoli dell’aviazione a lungo raggio presso le coste degli Stati Uniti, la Russia ha aumentato nettamente le attività, soprattutto nel Pacifico nord-occidentale, presso Alaska, Canada e West Coast.
Washington Free Beacon aveva riferito di due incursori di Bear entro 50 miglia dalle coste della California, il 9 giugno, i più vicini da quando i bombardieri nucleari i russi compiono voli dalla fine della Guerra Fredda. Un F-15 aveva intercettato i bombardieri. Un funzionario della difesa è in disaccordo con il portavoce sulle incursioni dei bombardieri. Le Forze nucleari strategiche russe sembrano “cercare di testare la reazione della nostra difesa aerea, o i nostri sistemi di comando e controllo“, ha detto un funzionario addentro alle relazioni sulle incursioni. “Queste non sono solo missioni di addestramento“, ha aggiunto il funzionario. Northern Command e NORAD, in passato spesso hanno cercato di presentare le incursioni dei bombardieri russi come non minacciose ma nell’ambito del conciliante “resettaggio” della politica dell’amministrazione Obama volta a cercare legami più stretti con Mosca. Il Pentagono e altri comandi, tuttavia, hanno temperato la retorica verso la Russia e le sue attività dopo l’annessione militare russa della Crimea in Ucraina, a giugno.  Le relazioni tra Washington e Mosca sono inasprite. Il dipartimento di Stato il mese scorso ha accusato Mosca di violare il trattato del 1987 sulle Intermediate-range Nuclear Forces sviluppando un nuovo missile da crociera. Mosca ha respinto le accuse come false.
L’ammiraglio Cecil Haney, comandante del Comando Strategico degli Stati Uniti, ha espresso preoccupazione per l’aumento delle attività strategiche russe durante un discorso a Washington il 18 giugno. Haney ha detto che le attività nucleari russe coincidono con le recenti tensioni sull’Ucraina , tra cui il lancio di prova di sei missili da crociera aerolanciati, in una dimostrazione di forza. Una dichiarazione del Ministero della Difesa russo sui lanci sperimentali dei missili da crociera afferma che un bombardiere Tu-95 “è in grado di distruggere obiettivi cruciali del nemico con missili da crociera, di giorno e di notte, con qualsiasi condizione meteo e in qualsiasi parte del globo”. Mosca ha anche condotto alcune grandi manovre nucleari a maggio, ha detto Haney. “Inoltre, abbiamo visto significative implementazioni di aerei strategici russi in prossimità di luoghi come Giappone, Corea e anche la nostra West Coast“, ha detto Haney in una colazione con l’industria della difesa. “La Russia continua a modernizzare tutte le capacità strategiche della propria triade, e fonti open source hanno recentemente citato le prove in mare del suo ultimo sottomarino lanciamissili, le prove del suo nuovo missile da crociera aerolanciato e la modernizzazione della sua forza intercontinentale balistica comprendente la forza mobile dell’arma”, ha detto.
I recenti incontri aerei in stile Guerra Fredda della Russia sul Pacifico, presso l’Alaska, fanno seguito a un duello aereo USA-Russia sull’Europa. Funzionari degli Stati Uniti hanno confermato che un aereo d’intelligence elettronica RC-135 Rivet Joint fu costretto a violare lo spazio aereo svedese da un caccia russo, il 18 luglio. L’aviogetto statunitense cercava di eludere l’intercettatore russo. Tale incontro ebbe luogo il giorno dopo che il volo MH17 Malaysian Airlines venne abbattuto da un missile sull’Ucraina orientale.

2013_Tu-142M_01Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il sottomarino nucleare top-secret russo entra in servizio

Aleksandr Korolkov, RIR, 18 giugno 2014

Il Severodvinsk, della nuova classe di sottomarini nucleari multiruolo Projekt 885 Jasen, è entrato in servizio nella Marina russa il 17 giugno

10376016La costruzione del sottomarino nucleare Severodvinsk doveva rivoluzionare la flotta sottomarina sovietica, ma per via dei problemi economici negli anni ’90, il progetto fu congelato. La caratteristica fondamentale dei sottomarini classe Jasen, che restano un programma top-secret della Difesa russa, è la sua universalità, una volta irraggiungibile per i predecessori russi o esteri.

Focus sull’universalità
Il lavoro di progettazione sul Severodvinsk terminò nel 1991, segnando la nuova era nella costruzione dei sottomarini russi. Diversamente dagli Stati Uniti, dove da quando la flotta di sottomarini nucleari nacque vi fu la spinta all’uniformità, in URSS vi furono molti sottomarini costruiti sulla base di diversi progetti, difficili da unificare e le cui funzioni spesso si sovrapponevano. Tale pratica venne abbandonata quando un sottomarino di quarta generazione iniziò ad essere sviluppato nel 1977. La decisione fu presa per avere una maggiore specializzazione in combattimento, cioè il nuovo sottomarino nucleare doveva essere agile sia nel colpire bersagli subacquei che di superficie, nonché nel lanciare missili da crociera contro obiettivi terrestri; in altre parole doveva poter adempiere praticamente a tutti i compiti che attendono alla flotta sottomarina. Per raggiungere questo obiettivo, i progettisti dei sottomarini russi ricorsero a soluzioni ingegneristiche originali. Venne deciso che i sottomarini classe Jasen non avrebbero avuto la struttura a doppio scafo dei sottomarini sovietici del momento. Tuttavia, non fu un sottomarino monoscafo come i suoi equivalenti statunitensi. Due scafi garantiscono affidabilità e galleggiabilità al sottomarino, mentre un solo scafo indica silenziosità e invisibilità. Gli Jasen sono una via di mezzo, avendo la cosiddetta architettura “uno scafo e mezzo” con una leggera carena che  parzialmente copre lo scafo a pressione del sottomarino. Un’altra caratteristica tradizionale del progetto sovietico, che non fu implementato nei sottomarini classe Jasen, era la posizione dei tubi lanciasiluri a prua, laddove si trovava il potente sistema sonar Irtysh, quindi non c’era semplicemente più spazio per i siluri. Così i tubi di lancio sono stati collocati nella parte centrale del sottomarino, ad angolo rispetto alla mezzeria. Così, lo Jasen prese in prestito una soluzione costruttiva ampiamente utilizzata negli Stati Uniti.

01.jpga04aa0c2-2c21-4300-a6fb-e796863ee821LargeGranat vs Tomahawk
L’arma principale del sottomarino sarà il missile supersonico antinave 3M55 Oniks (Jakhont) con una gittata di 350 km. Il lancio multiplo di 24 di questi missili potrebbe presentare un problema serio anche per il potente sistema di difesa aerea di un gruppo portaerei statunitense. I sottomarini classe Jasen saranno equipaggiati con l’equivalente russo del missile Tomahawk statunitense, il Granat, che ha una gittata di 3000 km e, proprio come la sua controparte statunitense, può avere una testata nucleare. Inoltre, il nuovo sottomarino avrà missili 3M14 Kalibr, dalla gittata di oltre 500 km, consentendo ai sottomarini Projekt 885 di effettuare massicci attacchi di alta precisione contro obiettivi a terra. Attraverso i suoi tubi lanciasiluri, il sottomarino potrà lanciare i missili antinave 3M54 Birjuza e i missili antisottomarini 91R così come deporre mine. Per l’auto-difesa, il Severodvinsk avrà speciali dispositivi di lancio per vari sistemi d’inganno, e possibilmente un sistema di difesa attiva antisiluro capace di distruggere siluri nemici con piccoli speciali antisiluri.
Nel suo libro ‘La Guerra Fredda Sottomrina’, il famoso analista navale statunitense Norman Polmar chiude il capitolo sui più recenti progetti sottomarini nucleari statunitensi e sovietici concludendo che vi sono molte prove a sostegno della tesi che i sottomarini sovietici di quarta generazione hanno raggiunto livelli in molti aspetti pari o superiori ai loro rivali statunitensi. Gli equivalenti dei sottomarini classe Jasen degli Stati Uniti sono i sottomarini multiruolo classi Seawolf e Virginia, anche se lo Jasen è destinato ad una più vasta gamma di compiti. Ecco come l’esperto militare russo Igor Korochenko elenca i compiti del nuovo sottomarino: “Primo, seguire i sottomarini strategici missilistici classe Ohio degli USA. Inoltre, eventualmente effettuare pattugliamenti operativi nelle regioni in cui la Marina russa vuole impedire la presenza di sottomarini stranieri. Allo stesso tempo, i sottomarini classe Jasen potranno lanciare missili cruise contro obiettivi terrestri, anche nel caso di conflitti locali in regioni in cui la distribuzione di una forza di terra permanente russa sia impossibile“.

10325508Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il deterrente definitivo: come funziona il sistema russo ‘Perimetro’

Anton Valagin, Rossijskaja Gazeta 3 aprile 2014 – RBTH

Il Sistema di Difesa finale russo invierà un attacco nucleare di ritorsione, anche se le linee comando e comunicazione delle forze strategiche missilistiche sono totalmente distrutte. Il sistema si chiama ‘Perimetro’ e negli Stati Uniti è stato soprannominato ‘mano morta’.

199680215Il comando e controllo principale dei missili strategici si chiama Kazbek. E’ famoso per la valigetta nucleare, nome in codice Cheget. Perimetro è un sistema di comando alternativo delle forze nucleari della Russia. E’ stato progettato per controllare automaticamente un attacco nucleare massiccio. Lo sviluppo del sistema di ritorsione assicurato iniziò durante la Guerra Fredda, quando divenne chiaro che i sistemi di guerra elettronica, costantemente migliorati, avrebbero presto potuto bloccare i canali regolari di controllo delle forze nucleari strategiche. È stato necessario un sistema di comunicazione di backup che garantisse ai comandi il controllo dei lanciatori. Fu allora che l’idea venne concepita utilizzando un missile dotato di un potente trasmettitore radio come collegamento per le comunicazioni. Mentre sorvola l’Unione Sovietica, il missile invierebbe il comando di lancio non solo ai centri di comando della forza missilistica strategica, ma anche direttamente ai lanciatori. Il 30 agosto 1974 il decreto segreto N°695-227 dell’URSS ordinò al Juzhnoe Design Bureau di Dnepropetrovsk, produttore di missili balistici intercontinentali, di creare questo sistema. L’UR-100UTTKh (designazione NATO Spanker) fu utilizzato come base del sistema. I test di volo iniziarono nel 1979, e il primo lancio riuscito con il trasmettitore avvenne il 26 dicembre. I test confermarono che tutti i componenti del sistema Perimetro potevano interagire con successo, e che la testata del comando missilistico avrebbe indicato la traiettoria desiderata. Nel novembre 1984 il missile comando fu lanciato da Polotsk e diede un comando all’impianto del silo di lancio di un ICBM RS-20 (SS-18 Satan) di Bajkonur. Il Satan fu lanciato, e dopo che ogni stadio venne testato, fu confermato quando la testata cadde sul quadrante giusto del poligono di Kura nella penisola di Kamchatka. Nel gennaio 1985, Perimetro entrò in servizio. Da allora il sistema è stato aggiornato più volte, ora i moderni ICBM sono utilizzati come missili comando.

Quattro ‘se’
Il sistema si compone di missili balistici comando che invece di volare verso il nemico, volano sulla Russia, e invece di testate termonucleari, trasportano trasmettitori che inviano il comando di lancio di tutti i missili da combattimento disponibili su silos, aerei, sottomarini e unità terrestri mobili. Il sistema è completamente automatizzato, il fattore umano è escluso o minimizzato. La decisione di lanciare i missili comando è presa da un sistema di controllo e comando autonomo, un sistema d’intelligenza artificiale complessa che riceve e analizza un’ampia varietà di informazioni su attività sismica, radiazioni, pressione atmosferica e intensità delle vibrazioni delle radiofrequenze militari. Controlla la telemetria dai posti di osservazione della forza missilistica strategica e i dati provenienti dai sistemi di allerta precoce (EWS). Se rileva, per esempio, più fonti puntuali di potenti ionizzanti e radiazioni elettromagnetiche, li confronta con i dati sui disturbi sismici nelle stesse posizioni, e prende la decisione se ci sia o meno un attacco nucleare massiccio. In quest’ultimo caso, Perimetro avvierebbe l’attacco di rappresaglia bypassando anche Kazbek.
Un altro scenario è il caso in cui la leadership del Paese riceva informazioni dal sistema di allerta precoce secondo cui altri Paesi hanno lanciato missili, attiverebbe Perimetro. Se il comando di arresto non arriva entro un certo periodo di tempo, il sistema lancerebbe i missili. Ciò elimina il fattore umano e garantisce che vi sia l’attacco di rappresaglia, anche se le squadre di comando e lancio sono state completamente distrutte.
In tempo di pace, Perimetro è dormiente, ma continua comunque ad analizzare le informazioni in entrata. Quando è in allerta o quando riceve un segnale di avvertimento da EWS, forze strategiche, o altri sistemi, una rete di sensori di monitoraggio viene attivata per rilevare i segni delle esplosioni nucleari. I leader russi hanno ripetutamente assicurato i governi stranieri che non vi è alcun rischio di un lancio accidentale o non autorizzato. Prima di lanciare, Perimetro controlla quattro condizioni. In primo luogo, se c’è un attacco nucleare. Poi controlla le comunicazioni con lo Stato Maggiore.  Se ci sono ancora, il sistema si spegne. Se lo Stato Maggiore non risponde, Perimetro invia una richiesta a Kazbek. Se non c’è risposta neanche da lì, l’intelligenza artificiale dà ad ogni persona nel bunker di comando il diritto di decidere. E solo allora s’attiva.

e529737d69e7dfe926437421716Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Russia e Cina svilupperanno un bombardiere di nuova generazione

RUVR 10 marzo 2014
1982295Il contratto per la progettazione di un bombardiere supersonico strategico di nuova generazione (PAK-DA) tra il governo russo e la Tupolev è stato firmato nel 2013. Il bombardiere rientra nel programma di armamento dello Stato per gli anni 2016-2025, ha detto il direttore del dipartimento dell’aviazione presso il Ministero dell’Industria e del Commercio della Russia, Andrej Boginskij. La Russia dovrebbe cominciare ad acquisire questi aeromobili nei prossimi 10-11 anni, in coincidenza con il completamento di alcuni programmi statunitensi, tra cui il bombardiere pesante B-1B Lancer e il furtivo bombardiere strategico B-2 Spirit. Il nuovo velivolo russo dovrebbe somigliare al B-2 statunitense. Ma questa somiglianza sarà su un livello diverso: il B-2 ha una velocità subsonica e una grande furtività radar.
Durante la progettazione, la discussione si concentrerà sulle lezioni dai progetti statunitensi, e ciò  aiuterà a ridurre i rischi associati a tale progetto, avviatosi in ritardo. Tuttavia, questi rischi sono piuttosto elevati: il bombardiere strategico è un sistema estremamente complesso e costoso. Stati Uniti ed Unione Sovietica, su questi progetti, raccolsero scandali e fallimenti. La questione della razionalità della produzione in serie di questo velivolo apparve in diversi programmi dalla  progettazione complessa e tecnicamente rischiosa. L’obiettivo principale del moderno bombardiere strategico è essere una piattaforma per il lancio di missili da crociera a medio raggio. Questi missili vengono utilizzati senza entrare nella zona della difesa aerea del nemico. I nuovi missili da crociera russi Kh-101 hanno un raggio d’azione di 5500 km. Per i lanciatori di questi missili, la loro gittata è importante quanto l’efficace resistenza al tiro, avanzate attrezzature per la navigazione e un carico utile notevole.
Alcuni aeromobili progettati in Russia hanno già queste caratteristiche tecniche, soprattutto nel caso dell’aeromobile Tu-95MS, costruito negli anni 80 e che può ancora essere utilizzato per decenni senza essere modernizzato. La Russia, probabilmente in considerazione della costruzione del bombardiere a grande raggio d’azione, potrà intervenire nei conflitti locali in diversi scenari. Un tale velivolo potrebbe in particolare prendere di mira siti protetti con potenti bombe guidate o obiettivi in movimento, come le navi. Un lavoro analogo di progettazione di bombardiere a lungo raggio stealth di nuova generazione, viene condotto in Cina. Se la Russia può utilizzare ancora i suoi aerei Tu-95 e Tu-160, la Cina non ha questa possibilità. Il suo ultimo bombardiere H-6K non può attaccare gli Stati Uniti e non può essere rifornito in volo. In passato, Russia e Cina discussero la possibilità di cedere alla RPC bombardieri Tu-22M3, ma i due Paesi non concordarono i dettagli del contratto. Russia e Cina lavorano su progetti simili e molto costosi, cooperazione e coordinamento degli sforzi di entrambe le parti potrebbero contribuire ad eliminare alcune lacune. La stretta collaborazione nella creazione di un così importante sistema d’arma come un bombardiere strategico, potrebbe contribuire a rafforzare la fiducia reciproca, risparmiando notevoli risorse.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Scudo missilistico statunitense: ‘l’orso russo dorme con un occhio aperto’

F. William Engdahl (FWE), RussiaTodayNsnbc

La spiegazione di Washington secondo cui il rafforzamento del suo scudo antimissile in Europa avviene contro la minaccia nucleare iraniana, non è più credibile di quanto non lo fosse 10 anni fa.

030420-N-6141B-009Nonostante i recenti sforzi della Russia per mediare una soluzione pacifica nella crisi delle armi chimiche siriane, così come i buoni uffici nel risolvere il contrasto nucleare iraniano con Washington, l’amministrazione Obama porta avanti l’assai provocatorio dispiegamento della ‘Difesa’ Antimissile Balistico (BMD) intorno la Russia. Ciò che non viene detto dai politici occidentali è il fatto che tale azione, tutt’altro che pacifica, avvicina il mondo più che mai alla guerra nucleare per errore di calcolo. L’11 febbraio, il primo di quattro avanzati cacciatorpediniere statunitensi è arrivato a Rota, in Spagna. Costituiranno una parte fondamentale dello “scudo” antimissile balistico degli USA. Lo scudo viene spacciato come protezione dell’Europa contro un possibile attacco missilistico nucleare iraniano. Le quattro navi rimarranno sul posto per i prossimi due anni, trasportando sistemi di rilevazione avanzata e missili intercettori in grado di abbattere missili balistici, secondo la NATO a Bruxelles. L’USS Donald Cook, un cacciatorpediniere lanciamissili della Marina degli Stati Uniti, equipaggiato con il sistema di combattimento ad alta tecnologia Aegis Ballistic Missile Defense, ha attraccato nel porto meridionale di Rota. Rota, nominalmente comandata da un ammiraglio spagnolo, è totalmente finanziata dagli USA. E’ la maggiore comunità militare statunitense in Spagna, che ospita personale dell’US Navy e dell’US Marine Corps. Vi si baseranno in modo permanente, secondo il segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen. Fogh Rasmussen, che evidentemente capisce poco di strategia nucleare, ha detto alla stampa “L’arrivo dell’USS Donald Cook segna un passo in avanti per la NATO, la sicurezza europea e la cooperazione transatlantica.” Al vertice NATO del novembre 2010 di Lisbona, i governi membri convennero che la NATO sviluppasse la difesa missilistica per “proteggere le popolazioni e il territorio europei della NATO… la piena operatività è prevista per la prima metà del prossimo decennio.”

Obiettivo Russia
Washington continua ad insistere che lo schieramento degli Stati Uniti del BMD in tutta Europa sia volto contro possibili attacchi missilistici iraniani all’Europa. La realtà, come Mosca ha dichiarato più e più volte dal 2001, quando l’amministrazione Bush annunciò il piano, è colpire l’unico arsenale nucleare sulla Terra in grado di contrastare un attacco nucleare degli Stati Uniti, cioè quello della Russia. Infatti, la BMD era prioritaria per il segretario della Difesa Don Rumsfeld e per George W. Bush fin dai primi giorni della loro amministrazione nel 2001. Sei mesi prima degli eventi scioccanti dell’11 settembre 2001, il presidente Bush pronunciò un discorso volutamente ingannevole sul motivo per cui il mondo avesse bisogno del sistema BMD degli Stati Uniti. Il presidente insistette allora, quasi 13 anni fa, che lo scopo del suo impegno nel costruire lo scudo missilistico statunitense non era volto contro la Russia: “La Russia di oggi non è il nostro nemico“, disse Bush. Invece, insisté, il sistema BMD era necessario solo contro i “terroristi” e gli Stati “canaglia” come Iraq, Iran o Corea democratica. In realtà, come esperti militari di Mosca, Pechino e Berlino si affrettarono a sottolineare, i “terroristi” o i piccoli Stati canaglia non avevano la capacità di lanciare missili nucleari. Né l’hanno oggi, secondo l’intelligence statunitense. Perché allora Washington spende decine di miliardi, se non centinaia di miliardi di dollari dei contribuenti per sviluppare il suo sistema BMD? I dettagli delle relazioni ufficiali politico-militari statunitensi dimostrano, oltre ogni dubbio, che si tratta della politica deliberata e incrollabile di Washington dal crollo dell’Unione Sovietica, con cui sistematicamente e inesorabilmente le amministrazioni di quattro presidenti degli Stati Uniti perseguono la supremazia nucleare (distruzione unilaterale assicurata) e l’assoluto dominio militare globale, ciò che il Pentagono chiama Full Spectrum Dominance.

Supremazia nucleare degli Stati Uniti
In un’intervista del 2006 al Financial Times di Londra, l’allora ambasciatrice statunitense alla NATO, l’ex-consigliere di Cheney Victoria Nuland, la stessa persona oggi in disgrazia per la registrazione della sua telefonata all’ambasciatore degli USA in Ucraina Pyatt per il cambio del governo di Kiev (“Si fotta l’UE”), dichiarò che gli Stati Uniti volevano una “forza militare dispiegabile globalmente” e attiva in tutto il mondo, dall’Africa al Medio Oriente e oltre, “su tutto il nostro pianeta.” Nuland poi dichiarò che avrebbe incluso Giappone e Australia, nonché i Paesi della NATO. Aggiunse ,”E’ un animale completamente diverso“, riferendosi ai piani della BMD del Pentagono di Rumsfeld. Gli esperti di strategia nucleare avvertirono, all’epoca, più di otto anni fa, che lo schieramento anche minimo della difesa missilistica, sotto l’allora nuovo CONPLAN 8022 del Pentagono, darebbe agli Stati Uniti ciò che i militari chiamano “Escalation Dominance“, la capacità di vincere una guerra di qualsiasi grado di violenza, anche nucleare.
Come notarono gli autori di un chiaro articolo su Foreign Affairs dell’aprile del 2006: “Il continuo rifiuto di Washington di astenersi dal primo attacco e lo sviluppo della difesa antimissile limitata assume un nuovo e forse più minaccioso aspetto… La capacità di condurre una guerra nucleare  resta componente fondamentale della dottrina militare degli Stati Uniti e il primato nucleare resta un obiettivo degli Stati Uniti.” I due autori dell’articolo, Lieber e Press, continuavano delineando le reali conseguenze dell’attuale escalation della BMD in Europa (e anche contro la Cina in Giappone): “…Le difese antimissile che gli Stati Uniti potrebbero plausibilmente sviluppare sarebbero utili soprattutto in un contesto offensivo, non difensivo, combinandosi alla capacità di Primo Colpo statunitense, e non come mero scudo difensivo. Se gli Stati Uniti lanciano un attacco nucleare contro la Russia (o la Cina), al Paese bersaglio rimarrebbe solo una piccola parte dell’arsenale superstite, se non nulla del tutto. A quel punto, anche un sistema di difesa missilistico relativamente modesto o inefficiente potrebbe anche bastare per proteggersi da eventuali attacchi di rappresaglia“. Conclusero: “Oggi, per la prima volta in quasi 50 anni, gli Stati Uniti sono sul punto di raggiungere la supremazia nucleare. Sarà probabilmente presto possibile agli Stati Uniti distruggere gli arsenali nucleari strategici di Russia o Cina con un primo colpo. Tale drammatico cambiamento dell’equilibrio nucleare deriva da una serie di miglioramenti dei sistemi nucleari degli Stati Uniti, dal rapido declino dell’arsenale russo e dal ritmo glaciale della modernizzazione delle forze nucleari della Cina.”
Non c’è da meravigliarsi quindi che la Russia insista sul fatto che lo schieramento della BMD di Washington, basi missilistiche che essa sola controlla, sia aggressivo. Alle serie proteste russe, Washington risponde con la bugia ancora più vacua che lo “scudo” missilistico europeo sia rivolto contro l’Iran. Oggi, oltre al lanciamissili USS Donald Cook a Rota, gli Stati Uniti hanno basi BMD in Turchia, Bulgaria, Polonia e Repubblica Ceca, tutti puntate contro la Russia. Avendo il comando militare russo fin dal 1991 rifiutato di smantellare completamente la sua potenza nucleare, finché non si fosse assicurato che gli Stati Uniti facessero altrettanto, ogni passo verso il pieno dispiegamento della Ballistic Missile Defense degli Stati Uniti avvicina la possibilità di un attacco nucleare preventivo russo contro Turchia, Bulgaria, Polonia, Repubblica Ceca e ora Spagna, così come ai silos nucleari statunitensi, anche in Germania. Quanto sono stupidi i governi dell’UE? E quanto lo è Washington? Significativamente, poi, da ministro della Difesa polacco nel 2007, Radek Sikorski negoziò con gli Stati Uniti il posizionamento dei missili della sua BMD sul territorio polacco. Oggi, da ministro degli esteri, Sikorski, insieme all’assistente agli affari europei del segretario di Stato degli Stati Uniti, Victoria Nuland, svolge un ruolo chiave nel tentativo di staccare l’Ucraina dalla Russia per isolare ulteriormente la Russia. Ciò che evidentemente non riescono a capire è che, anche se l’orso russo dorme, dorme con un occhio aperto.
L’agenda dei neo-conservatori di Washington nel ridurre la Russia a una nazione frammentata e caotica non è la strategia più intelligente per Washington. Ma difatti, i falchi neo-conservatori non sono mai stati famosi per la loro intelligenza, ma per la loro brutale strategia bellica in Iraq, Afghanistan, Libia, Siria e ora, forse, per una possibile terza guerra mondiale innescata dalla loro insistenza sulla BMD contro la forza d’attacco nucleare russa.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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