Senza commento

Nel mondo di oggi tutta la cultura, la letteratura e l’arte appartengono alle classi definite e sono orientate su linee politiche definite. Non c’è infatti una cosa come l’arte per l’arte, l’arte che si erge sopra le classi, l’arte distaccata o indipendente dalla politica. La letteratura e l’arte proletarie sono parte della causa rivoluzionaria del proletariato, sono, come diceva Lenin, ingranaggi e ruote della macchina rivoluzionaria“.

Mao Zedong

PanzerGirls, Streghe Ucroniche e Ragazze Celesti

GIRLS-und-PANZER_2Davanti allo strapotere mediatico hollywoodiano-disneyano non vi sono forze abbastanza potenti che possano confrontarvisi. Non la Cina, che ha un potente cinema, ma che sul piano internazionale è inesistente nella produzione video. L’URSS e Paesi del Blocco socialista, che avevano oltre a un cinema dalle grandissimi tradizioni una cinema d’animazione all’avanguardia e sviluppato, sono stati emarginati e nullificati con la democratizzazione, (Chi se la ricorda la famiglia Mézil?), mentre autori come Csupo e Tatarkovsky sono emigrati negli USA per rivivificare un’industria d’animazione preda della famiglia Simpson. L’Unione Europea ha una cinematografia piatta e squallida, incentrata sulla contemplazione di orifizi corporali (esclusa qualche eccezione come il film ‘The International’); non citiamo i prodotti TV, quasi sempre grottesche scimmiottature della produzione statunitense… degli anni ’80 (Squadra Speciale Cobra 11 e paccottiglia simile). La produzione europea di animazioni è sottovalutata e confinata alle fasce d’età dei più piccoli, sostanzialmente si segue una politica commerciale vile, superata e volta a non disturbare le gozzoviglie mercantili della famiglia Simpson e del tracotante imperialismo della Disney.
Nel campo dell’animazione, quindi, solo Canada e Giappone dimostrano di avere la volontà e i mezzi per affrontare l’impero hollywoodiano-disneyano e la sua egemonia culturale o pseudo-tale. Un piccolo studio di animazione grafica di Toronto è riuscito a colonizzare il colosso televisivo mondiale statunitense Cartoon Network in pochi anni; la maggior parte dei prodotti che trasmette provengono dal Canada, altro segno del declino dell’egemonia statunitense. A sua volta, il Giappone con la sua sterminata produzione di ‘anime‘ è riuscito a far concorrenza a Hollywood-Disney perfino sul piano dell’influenza culturale, imponendo all’attenzione di un pubblico giovanile sempre più ampio i modelli propri della storico-culturali giapponesi, quindi non solo una grafica e dei modelli artistici e mediatici (anche musicali) della produzione nipponica, ma perfino un’attenzione verso la lingua e la letteratura giapponese (che non si limita certo a Banana Yoshimoto o a Yukio Mishima). La produzione di film e serie televisive dell’animazione giapponese risale ai primi anni ’60. Il primo cartone animato TV prodotto in serie fu ‘Astroboy‘, nel 1962, e dall’allora furono creati più di 6000 serie animate, di cui ne arrivò in occidente e in Italia specificatamente, solo una esigua percentuale, soprattutto prodotti orientati alle fasce infantili e pre-adolescenziali, anche se l’ignoranza sulla sterminata produzione di anime giapponese comportò degli errori; come l’acquisto e la trasmissione di prodotti mirato a giovani quasi adulti ritenendo, in Italia, che i cartoni animati, come insegna la Disney, siano roba da bambini e basta, e come se tutta l’industria dell’animazione si risolvesse nel riprodurre infinite varianti di Topolino & Pluto, o peggio, del tristissimo draghetto Grisù o peggio l’orrore grafico di Peppa Pig, volto a limitare la visione del mondo ai bambini, presentandogli dei personaggi graficamente squallidi: sfoggio di un’ideologia dell’appiattimento e del miserismo. In compenso, gli anime nella TV italiana subirono la censura, per via di del suaccennato errore di interpretazione sui prodotti scelti dalle TV italiane, così giungendo al blocco quasi totale del loro acquisto tra gli anni ’80 e ’90. (Ecco perché Canale 5 riprodusse come miniserie TV il già brutto cartone animato ‘Kiss Me Lycia‘, partorendo un prodotto ancor più abominevole dell’originale).
La crisi che colpì il Giappone nel 1990, rallentò anche la produzione animata fino alla metà degli anni ’90. Ma la crisi fu salutare per quel settore industriale; infatti si decise di riorganizzarsi, non più produzioni chilometriche, come i 245 episodi di Astroboy o i 195 di Urusei Yatsura, ma di produrre serie da 12/25 episodi ciascuna, con ampio ricorso agli OVA, gli ‘Original Video Anime‘ pubblicati esclusivamente per il mercato delle cassette video. Ciò permise di produrre, dal 1995, oltre la metà degli anime pubblicati in Giappone dal 1962.

Miporin, la protagonista di Girls und Panzer, e la 'fascista' Anchovy.

Miho, la protagonista di Girls und Panzer, e la ‘fascista’ Anchovy.

Come detto, gli anime giapponesi, come i loro corrispettivi su carta, i manga, non si limitano a un pubblico infantile, ma coprono gli interessi di un pubblico di tutte le fasce di età, quindi esistono vari tipi di soggetti e varie formule narrative; i cosiddetti generi e sottogeneri suddivisi per età, sesso, interessi. Non si può affrontare qui l’insieme di queste varianti, anche perché aldilà di ciò che può sembrare, il mondo degli anime/manga è estremamente complesso, riflettendo la complessità della cultura giapponese; quindi si ci concentrerà sulla produzione che più interessa in questo testo, gli anime di carattere storico e ucronico, un genere apparso piuttosto recentemente in connessione con la sempre diffusa passione dei giapponesi con il modellismo, ma anche con la recente esplosione dell’interesse verso la storia contemporanea, trattata spesso, per motivi anche narrativi, tramite la lente performante dell’Ucronia, ovvero della Storia dei ‘se’, del ‘Come sarebbe stato se…’. I soggetti trattati in questi particolari tipi di anime sono sovente di carattere tecnico-militare, argomento saliente delle narrazioni qui affrontate. Affrontate, perché spesso è anche oggettivamente difficile descrivere tali tipo di anime, trattandosi di storie e narrazioni abbastanza peculiari e sui generis.

Un esempio è l’anime della serie Upotte! (rovescio della parola Teppu, arma da fuoco), i cui personaggi sono dei fucili d’assalto antropomorfizzati in studentesse liceali. Un argomento apparentemente astruso, eppure nella cultura giapponese, shintoista e quindi dalla radice animista, all’oggetto inanimato viene attribuito un carattere umano (e in fondo, come insegna Marx, non è nella produzione, nel controllo del proprio lavoro, che l’uomo si auto-forma e si auto-realizza?) una proiezione sostantivante del lavoro umano, una soggettivazione dell’oggetto prodotto dal soggetto, l’uomo stesso che si riflette nel risultato del proprio lavoro. E l’animismo non può essere una forma di filosofia del primo comunismo? Un modo che certe società hanno trovato, come appunto quella giapponese, di scacciare il fantasma dell’alienazione.
Comunque, il filone di Upotte, non proprio ucronico, anzi ben saldo nella contemporaneità della storia e della tecnologia, è di più recente affermazione, in parallelo con il processo di rielaborazione della storia contemporanea e anche della diplomazia del Giappone in quanto Stato-nazione. Le tematiche internazionali, l’ascesa della Cina, la dinamicizzazione dei rapporti con le potenze USA e Russia, il riaccendersi delle dispute storiche, mai sopite, con le due Coree, influenzano, e non poteva essere altrimenti, anche un settore, un sottogenere degli anime; evento inevitabile apparsa con la realizzazione dell’anime sciovinistico ‘Itsuki Koizumi‘, che vede come protagonista l’ex-premier neoconservatore nipponico Junichiro Koizumi duellare con le prime figure della scena internazionale: i Bush, Kim padre e figlio, Putin, Timoshenko, Hu Jintao e Li Peng. Un’ulteriore evoluzione in tale direzione, è la riuscitissima serie Girls und Panzer, dove con un ulteriore passo verso l’universo ucronico, le ragazze liceali studiano, tra le altre cose, anche l”arte’ del saper combattere battaglie tra veicoli corazzati, specialità eminentemente femminile in questo universo para-ucronico, dove i licei sono ospitati a bordo di gigantesche portaerei, “costruite per salvare dalla crisi finanziaria le industrie pesanti, le acciaierie e i cantieri navali” e in cui si insegnano materie come storia, geografia (geopolitica?), matematica, scienze, ingegneria, arte della navigazione e altre bazzecole da far trasecolare i benemeriti professorucoli che anche negli asili vogliono istituire i corsi per omosessualità indotta.

Questi licei per panzergirls si distinguono tra loro richiamandosi a modelli, simboli e divise di un determinato esercito protagonista della Seconda Guerra Mondiale (ad esempio, il liceo Gloriana riprende l’esercito inglese, il liceo Kuromorimine la Wehrmacht, il liceo Saunders l’US Army e il liceo Pravda ovviamente l’Armata Rossa, e non mancherà il liceo ‘Anzio’, le cui studentesse non si vergognano di esibire orbace, camice nere e saluti romani). E proprio qui scatta l’interesse storico-tecnico tipico di quegli sfegatati appassionati di modellismo quali sono i giapponesi medi. Infatti, non solo nell’anime i mezzi corazzati vengono riprodotti con fedeltà fotografica, ma le protagoniste sfoggiano una competenza tecnica e storica da far accapponare la pelle a qualsiasi bonzo dell’ARCI, professorucolo arcobalenico o studente militante di sinistra, perfino se svizzero. Ogni liceo presenta una sua squadra ‘artistica‘, ovvero un battaglione corazzato che partecipa a giochi di guerra la cui posta in palio è un premio: il finanziamento extra per il liceo rappresentato. Negli episodi vengono spiegati le modalità e le tecniche dei combattimenti tra carri, anche con notevoli citazioni storiche. Una visione altamente sconsigliabile agli smidollati che galleggiano nella melensa ipocrisia degli interventi ‘umanitari’ e degli spot del pacifinto hollywoodiano Clouney.

Spostandosi verso un piano più prossimo alla fantascienza che all’ucronia, ci si imbatte in alcune animazioni notevoli come Stratos 4, Sky Girls e Infinite Stratos. Sul piano tecnico vi è il serioso ‘Stratos 4‘, dove i mezzi utilizzati dalle protagoniste, delle pilotesse, sono una collezione di mezzi aerospaziali realmente esistiti ed esistenti, come i caccia-intercettori MiG-31 e Jak-28, per l’addestramento, accanto a velivoli mai prodotti in serie, come il cacciabombardiere inglese TSR o il bombardiere supersonico statunitense XB-70 Valkirye. Tutti mezzi utilizzati per distruggere i frammenti dei meteoriti disintegrati nello spazio da un primo anello difensivo anti-meteoriti, costituito anche qui da mezzi aerospaziali realmente esistiti o progettati. In sostanza, il più ‘filosovietico’ degli anime finora visti, dalla narrazione e sceneggiatura tutt’altro che banali, anche se lasciate in sospeso, probabilmente nella versione manga vi è un prosieguo, ma la serie anime termina senza concludersi. ‘Sky Girls‘ è un bella serie, che in Italia non è stata neanche sottotitolata in italiano, si trova solo in francese o inglese (Gli anime qui indicati sono tutti sottotitolati, poiché come detto, fortunatamente non sono stati acquistati da alcun network in Italia, quindi non c’è possibilità, per ora, di vederle sul digitale terrestre, ma su internet sì; e questo proprio grazie all’assenza di diritti di distribuzione). Tra ucronia e fantascienza, le eroine difendono un mondo devastato e in via di lenta ripresa. Il nemico è un’eredità del progresso umano, un virus informatico che è riuscito ad autoriprodursi per poter perseguire gli obiettivi degenerati rientranti nel programma nel proprio software: trattare gli agenti inquinanti, come gli idrocarburi, arrivando a scatenare l’assalto mondiale contro i centri di produzione energetici come raffinerie e centrali elettronucleari, facendo detonare una guerra globale devastante. Le eroine, in questo mondo post-bellico, operano eliminando le ultime tracce del micidiale virus ecologico. Un virus che sarebbe oggetto di brama dei sostenitori della burla del ‘picco del petrolio’ e dello scherzo macabro sulla ‘riduzione della popolazione mondiale’. Ma siamo ancora nel campo della fantascienza, forse.
Infinite Stratos in realtà è abbastanza leggero come soggetto che riprende vari aspetti, stilemmi e moduli apparsi nelle serie anzidette. La grafico e l’animazione sono di qualità elevata, e di certo il contesto, un’enorme scuola militare femminile che vede le avventure del protagonista, l’unico maschile nell’harem di guerriere-fidanzatine, rende abbastanza gradevole la serie. Consigliabile la visione agli alunni sottoposti ai corsi di omosessualità indotti dai suddetti professorucoli arcobalenici, onde evitargli danni permanenti.

Infine, si arriva sul piano propriamente ucronico con le serie Strike Witches e Sora no Woto. Le Strike Witches, o streghe combattenti, sono delle unità d’élites delle aviazioni delle varie potenze di un pianeta che non ha vissuto la prima guerra mondiale e ciò che ne è conseguito, a causa dell’invasione di torme di droni cosmici, avvenuta nel 1914. Le eroine sono giovani streghe che utilizzano le loro capacità sovrannaturali per poter usare motori aeronautici e armamenti per contrastare l’invasione delle oscure entità spaziali. Forti i richiami storici, poiché le varie protagoniste si richiamano, nel nome e nella nazionalità, ai maggiori assi delle aeronautiche militari della seconda guerra mondiale, oltre a un certo gusto anche per la storia navale della seconda guerra mondiale, che nella serie ha un suo posto d’onore. Anche qui l’aspetto storico-tecnico della vicenda narrata ha una forte rilevanza, combinandosi in modo fluente con gli aspetti sovrannaturali tipici della favola folklorica o della leggenda popolare. In questa anime, come in Girls und Panzer, il recupero delle vicende storiche, attraverso l’analisi, la rappresentazione e la raffigurazione soprattutto dei mezzi bellici usati nella seconda guerra mondiale, indicano il ritorno dell’interesse, a livello sociale e di opinione pubblica, a condizioni storico-politiche-internazionali del passato che però ricordano quelle attuali: la frattura del quadro internazionale tra varie e diverse grandi potenze, parzialmente composte entro gigantesche alleanze. Un indiretto riconoscimento, a livello mediatico-narrativo, della fine dell’egemonia statunitense e del suo mondo unipolare. E negli anime giapponesi traspare un certo sollievo in ciò, espresso anche tramite una certa dose di filo-sovietismo (si, proprio filo-URSS), soprattutto in alcune scene di Stratos 4 e di Girls und Panzer, dove il liceo Pravda appare il vero concorrente delle eroine in questione, sebbene il liceo di carriste più forte sia quello del ‘Picco della foresta nera’ (Kuromorimine), ovvero la trasposizione in minigonna della Wehrmacht.

Terminiamo l’excursus tutt’altro che risolutivo con l’anime Saro no Woto (Canto del Cielo), uno dei più belli e profondi, realizzato con estrema cura e attenzione nei particolari. Anime ucronico puro, si basa chiaramente sul racconto di Buzzati “Il Deserto dei Tartari”, dove il deserto vegliato con ansia dalle soldatine del regno ispano-nippo-francese Helvetia, è un immenso territorio devastato e reso radioattivo da una guerra che ha fatto fare all’umanità un balzo all’indietro di 100 anni, riportandola alla tecnologia da piena era industriale, pre-seconda guerra mondiale, senza computer e senza televisione. L’incombente ombra di Hiroshima e Nagasaki sull’animo giapponese.

Tutte questi anime hanno in comune vari aspetti, ad esempio sul piano tecnico, oltre a un’ottima animazione, inarrivabile in confronto alle animazioni stilizzate e scarne della produzione statunitense, (altro segno del declino tecnico-culturale degli USA); un supporto sonoro sempre originale, le tracklist utilizzate per queste sono sempre opere originali e specificamente prodotte per ogni determinato anime, senza ricorrere all’orrida pratica di sovvenzionare con le royalties le major pseudo-musicali anglosassoni, che ogni giorno sfornano crimini incisi su cd/dvd. Sovranità musicale del Giappone. Infine, la presenza di una narrativa che riesce a tenere un discorso anche complesso e prolungato senza ricorrere allo splatterismo diffuso, pervasivo e maniacale tipico della produzione televisiva statunitense. Gli USA non riescono più raccontarsi senza autorappresentarsi come una specie di immenso obitorio, non che sia sbagliato affrontare la tematica della violenza nella società, ma roba come NCIS e CSI sono l’apoteosi del sado-masochismo più efferato. Non c’è altro negli USA oltre a tribunali e sale per autopsia? Nei prodotti nipponici, anche quelli per un pubblico adulto, la violenza è rara. Questione di civiltà, che apparirà paradossalmente noiosa per quel ceto semi-incolto, sinistro e pacifinto, occidentale in generale e italiano in particolare, per cui la produzione hollywoodiana resta la summa artistico-culturale dell’umanità. Nulla di più lontano dalla verità.
Infine, il messaggio unico supportato e trasmesso da tali realizzazioni. Come indica la consapevolezza della Storia che emerge, questa tipologia di produzioni è dettata dal riconoscimento del mutamento storico e geopolitico a cui il mondo assiste, trattandosi forse perfino di un capovolgimento epocale, del passaggio del motore degli eventi dall’occidente all’oriente, dall’Atlantico all’Eurasia e all’Asia; un mutamento sentito dai giapponesi, nonostante occupino l’idealtipo del Rimland, il margine eurasiatico affacciato sull’immenso vuoto oceanico del Pacifico. Di fronte a tali mutamenti, e al timore che essi suscitano, emerge il sentimento della solidarietà, intima, quella che inizia dalla propria famiglia, comunità, popolo, nazione nel senso più nobile, che i giapponesi sentono ancora in profondità e con forza, aldilà delle schizofrenie e delle bizzarie che luccicano sulla superficie della società contemporanea del Giappone. E ciò si riflette in questi anime, profondamente ottimisti nonostante gli argomenti a volte apocalittici narrati, trasmettendo un messaggio preciso; davanti l’incombenza del pericolo, delle necessità e degli ostacoli, bisogna rispondere con dedizione e serietà, integrità, rispetto e solidarietà tra simili, perché è così che si affrontano le intemperie degli eventi, si abbattono i pericoli e si superano le tragedie. Aspetti derisi e denunciati come fascistoidi o soffocanti da un certo culturame (sì culturame) di stampo libertino, non libertario, ed edonista, non anarchico, costruitosi in occidente negli ultimi decenni, e ben espresso dalla figura massmediaticamente proposta in occidente dell’opportunista massimalista convertitosi nello yuppies arrivista prima e poi nell’ameba sociale vigente, dalla violenza amorfa e camaleontica e sempre pronta ad adattarsi e mai ad affrontare. Ciò si riflette nell’anomia dell’attuale produzione massmediatica occidentale. Violenta se statunitense, tediosa se europea, vacua se italiana.
Al suo confronto, sebbene sempre prodotto capitalistico, l’anime giapponese cerca ancora di rappresentare al meglio le intelligenze che li esprime. La loro narrazione resta legata alla consapevolezza del mondo, perché è anche consapevolezza delle proprie radici.

Ps. Non dimentichiamo il lavoraccio svolto dagli anonimi traduttori che passano ore e ore a sottotitolare decine di serie di anime resi disponibili online. So cosa significhi sottotitolare già due minuti di video. Un lavoro senza il quale la fruizione di anime in Italia sarebbe prossima allo zero.

Qualche sito:
Anime-ultime (francese)
Bleach Anime-Manga
Animehere (inglese)
Animestreamingita
Animetube – Guerra e politica

Alessandro Lattanzio

L’Egitto combatte al-Qaida

Aangirfan 17 agosto 2013


Misteriosi agenti provocatori sparano contro la polizia a Cairo

Il 16 agosto 2013 a Cairo: “Mentre i manifestanti pro-Mursi marciavano verso piazza Ramses… diversi spari risuonarono quando i residenti cercarono d’impedire l’adunata dei manifestanti. Uomini mascherati e in borghese sono stati fotografati mentre sparavano dal cavalcavia sulla folla in piazza 6 Ottobre… Le forze di sicurezza sostengono che la Fratellanza ha incendiato la moschea Rabaa al-Adawiya, l’ospedale da campo e i ricoverati presenti che ospitava.” Uomini mascherati visti sparare sui manifestanti – Irish Times


I Fratelli musulmani hanno giocato con il fuoco e si sono bruciati (video di un loro arsenale), di Saman Mohammadi, The Excavator

I Fratelli musulmani sono anche accusati di orchestrare assalti settari a chiese ed edifici pubblici e della polizia in tutto il Paese… Una dozzina di organizzazioni per i diritti umani egiziane hanno accusato… la confraternita di cercare di iniziare una ‘guerra civile’ lanciando attacchi di rappresaglia contro strutture pubbliche, chiese, case e aziende dei cristiani.” Uomini mascherati visti sparare sui manifestanti – Irish Times
Il conflitto è tra gli egiziani e un gruppo terrorista che si spaccia per religioso e che manipola la pietà di ignoranti, poveri e creduloni“, scrive il dottor Ashraf al-Zat nel suo articolo, “Fine dei Fratelli Musulmani”, Occupy Egypt (La storia non raccontata).
Non solo i cristiani e le chiese d’Egitto sono attaccati con modalità inaudite in epoca moderna, ma nuovi rapporti indicano che la bandiera nera di al-Qaida è stata issata su alcune di esse, in particolare sulla chiesa di San Giorgio a Sohag.” Bandiere di al-Qaida sventolano sulle chiese cristiane
I sostenitori dei Fratelli musulmani usano la violenza contro le forze di sicurezza e i civili egiziani, in particolare contro la minoranza cristiana in Egitto. Vi è la prova video del loro arsenale e dei tiri contro la polizia. Purtroppo, i manifestanti dei FM vengono ingannati dai loro capi menzogneri e gettati nel fuoco.” Il turco Erdogan dice sciocchezze sull’Egitto, oltre ad alcuni commenti e a un video
Nel documentario di Susanne Brandstätter, ‘Scacco matto: Strategia di una rivoluzione’ trasmesso dalla rete televisiva Arte qualche anno fa, funzionari dell’intelligence occidentali rivelavano come squadroni della morte siano stati utilizzati per destabilizzare la Romania e aizzarne il popolo contro il capo dello Stato Nicolai Ceausescu“. Cecchini sconosciuti e “cambio di regime” filo-occidentale

216Le forze di sicurezza salvano una persona quasi linciata dai sostenitori dei Fratelli musulmani (Dostor Watany).

Un corrispondente arabo di Sky News a Cairo, ha confermato che i manifestanti appartenenti ai Fratelli musulmani hanno crocifisso nudi degli oppositori del presidente egiziano Muhammed Mursi su alberi di fronte al palazzo presidenziale.” L’assalto dell’agosto 2012 operato dai Fratelli musulmani


Professore di legge egiziano: Gli USA cercano d’istigare guerra civile e caos in Egitto [MEMRI TV]


Video dalla Siria che mostra militanti filo-Obama che giustiziano due ragazzi accusati di sostenere il regime di Assad

Salafis in EgyptSalafiti egiziani di fronte al quartier generale della sicurezza di Cairo, 2 maggio 2013. (Foto: AP)

Nel 2006, John Loftus, ex procuratore del governo degli Stati Uniti ed ex ufficiale dell’intelligence militare, ha scritto I Fratelli musulmani, CIA, nazisti e al-Qaida: “I Fratelli musulmani erano una organizzazione fascista ingaggiata dai servizi segreti occidentali e che si è evoluta nel tempo in quello che oggi conosciamo come al-Qaida…Aangirfan: A chi piacciono i Fratelli musulmani?

Al-Qaeda-Flags-EgyptBandiere di al-Qaida in Egitto

I Fratelli musulmani sono stati a lungo strumento del servizio di sicurezza MI6 inglese e della CIA. Nel 1955 l’MI6 arruolò i Fratelli musulmani in Siria per una manifestazione contro il nuovo governo. In Siria, nel 1982, il presidente siriano Assad rivelò che le forze dei Fratelli musulmani erano armate con armi made in USA…  Israele ha finanziato i Fratelli Musulmani e il movimento islamico palestinese Hamas. La CIA e l’MI6 hanno utilizzato i Fratelli musulmani per rovesciare lo Scià, quando il suo regime cadde in disgrazia. (Red Moon Rising)

egyptian-cleric-AQ-flagsIn piazza Tahrir di Cairo, il chierico egiziano Tawfiq al-Afni, circondato da bandiere di al-Qaida, parla a sostegno di Usama bin Ladin.

Da un articolo sul web: “Stavo guardando un popolare talk-show egiziano; Fil Midan, o in piazza, del 10/20/2011. Vi era un ospite molto interessante, un leader di una fazione politica salafita islamica… Una figura islamica di spicco, con il suo show su una TV satellitare; sheikh Mahmud al-Masry, alias Abu Ammar… partecipava a una serie di sermoni ufficiali presso il Centro islamico di Brooklyn, NY, all’indomani degli attentati dell’11 settembre. Lo sceicco Mahmud al-Masry… disse che gli attacchi dell’11/9 erano una benedizione perché attiravano l’attenzione di centinaia di migliaia di americani verso l’Islam.” L’Egitto diventerà il prossimo Pakistan

Mohamed MorsiMursi ha lavorato alla NASA nello sviluppo dei motori dello Space Shuttle. Solo cittadini statunitensi possono lavorare alla NASA. I figli di Mursi sono cittadini statunitensi. (Cronache statunitensi/egiziane!)
Quando Mursi è stato eletto, l’affluenza alle urne fu del 51%. Mursi così ottenne il voto di circa il 25% dell’elettorato.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

‘Pussy Riot’, CIA e terrorismo culturale

Oriental Review 22 agosto 2012

Venerdì scorso il famigerato ‘punk-group’ Pussy Riot è stato condannato a due anni di carcere dal tribunale penale di Mosca. Nelle ultime settimane il destino di tre mediocri pagliacci russi è stato al centro dell’attenzione del pubblico in tutto il mondo. La galassia delle celebrità mondiali e ufficiali, da McCartney al Bundestag tedesco hanno sprecato il loro tempo scrivendo lettere che richiedevano il loro rilascio. Decine di arrapate mascherate si sono mostrate in luoghi pubblici per sostenere le loro copie russe. Molto probabilmente le isterie intorno alle Pussy Riot saranno alimentate per qualche tempo. Nel frattempo un’analisi sobria di questo scandalo viene ovviamente sospesa.
Ricordiamo la cronologia della storia per coloro che per fortuna non l’hanno seguita fin dall’inizio. Lo scorso febbraio un gruppo di ragazze e di loro sostenitori, sono entrati nella maestosa Cattedrale di Cristo Salvatore, nel cuore di Mosca. Si erano avvicinate all’altare, e indossando mantelli fantasiosi e passamontagna, iniziarono ad agitare le gambe, gridando versi osceni e blasfemi. Formalmente avevano offeso intenzionalmente i fedeli. La performance è durata meno di un minuto mentre il gruppo di sostegno ai rivoltosi stava filmando l’azione sui telefoni cellulari, e il loro servizio di sicurezza era occupato a respingere i tentativi degli ecclesiastici di fermarli. Più tardi, quel giorno un video-clip della ‘performance’ con una traccia musicale sovrapposta, appariva su YouTube .
E’ ancora opinabile se la decisione di perseguire i bestemmiatori sia corretta. Hanno perso la libertà,  ma per un po’ hanno avuto ‘fama’ mondiale. Senza dubbio non è stato il singolo atto spontaneo di un gruppo di individui dissoluti, ma un episodio di una campagna globale molto più ampia, volta a scuotere e alla fine rovinare società e istituzioni tradizionali. E’ attuato dagli stessi potenti ambienti che hanno ispirato, per esempio, le caricature offensive del Profeta Maometto su un giornale danese nel 2005. Il lavaggio del cervello della macchina mediatica internazionale ha trasformato un misero incidente a Mosca in uno scandalo globale. Queste tre troie, precedentemente conosciute in Russia esclusivamente per un disgustoso atto di sesso di gruppo, esibendosi in pubblico con i loro partner nel Museo Zoologico di Mosca, nel 2008 (quelli non troppo esigenti, possono vedere una foto di quell’orgia qui), sono stati scelti come simbolo della ‘protesta civile’ e dell”abuso di potere’ in Russia! Per i russi, è stata un’azione ridicola e anche grottesca. Tuttavia, per i cosmopoliti post-moderni, occupati a plasmare le future società globale, apparentemente non è così.
Si tratta di un segreto di Pulcinella che l’avanguardismo sia diventato popolare in Occidente negli anni ’50-’60, grazie al sostegno inusitato della CIA, e che è stato usato dagli Stati Uniti come potente arma ideologica. Donald Jameson, ex funzionario della CIA, ha confessato a The Independent nel 1995: “Per quanto riguarda l’Espressionismo Astratto, mi piacerebbe poter dire che la CIA l’ha inventato solo per vedere cosa succedesse a New York e a SoHo l’indomani! È stato riconosciuto che l’espressionismo astratto era il tipo di arte che ha fatto sembrare il realismo socialista ancora più stilizzato, più rigido e limitato di quanto non fosse. E quel rapporto è stato sfruttato in alcune mostre“.
Nelson Rockefeller (1908-1979), che agiva come assistente speciale del Presidente degli Stati Uniti per la guerra psicologica e come direttore del New York Museum of Modern Art negli anni ’50, comprese chiaramente che l’arte moderna non è solo business, ma un potente strumento di formazione della coscienza umana, secondo la dovuta (proiettata) direzione. Tra l’altro, il Consiglio di fondazione del museo includeva alti ufficiali della CIA come William Paley (un caro amico di Allen Dulles) e Henry Luce (creatore dell’impero mediatico Time/Life).
Non c’è da stupirsi che un tale rispettoso patrocinio dell’Arte Moderna (naturalmente insieme ad iniezioni dai grandi sponsor) abbia ben presto portato alcuni frutti maleodoranti. Nel 1961 lo scandaloso scultore italiano Pietro Manzoni ha scioccato il pubblico con un nuovo capolavoro, chiamato “Merda d’Artista”. Ha spiegato l’idea in questo modo: “Se un collezionista vuole ottenere qualcosa in cui l’artista ci ha messo tutto se stesso, dategli la sua merda, che al 100% è personale“. Così ha fatto sigillare i suoi escrementi in lattine etichettate come ‘Merda d’Artista’ in italiano, inglese, tedesco e francese. Era riuscito a produrre 90 lattine autografate prima che un infarto al miocardio lo seppellisse due anni dopo. La realtà devastante è che ha usato, per vendere queste lattine da 30 grammi, la stessa misura per l’oro. Nel 2000. la famosa Tate Gallery di Londra ha comprato la lattina N° 4 per £ 22.300, e nel 2007 un altro capolavoro è stato venduto da Sotheby per 124.000 euro! In effetti, l’arte contemporanea non è piuttosto un arte, ma il simbolo di un’ideologia politica incarnata in certi artefatti. Il suo valore è proporzionale al rateo con cui l’ideologia si propaga. Dagli anni ’50 il degrado culturale globale è stato uno dei progetti più riccamente pagati in occidente. Questi semi sono stati coltivati anche in Russia come lo show escrementizio delle Pussy Riot. L’oltraggiata reazione pubblica all”arte occidentale moderna’, che improvvisamente è stata vomitata dall’underground radicale sull’altare della Cattedrale, era naturale e comprensibile. La risposta delle autorità, conseguente a tali sfide, deve essere più intelligente la prossima volta.
Per illustrare la reazione del pubblico russo alla provocazione delle pussy, postiamo un frammento della lettera aperta a Sir Paul McCartney, scritta da un sacerdote russo. (Che ha risposto al recente toccante messaggio della star inglese a sostegno delle ‘rivoltose’).
Caro Sir Paul,
Alcuni mesi fa la Russia ha visto un atto malvagio. Noi, credenti russi, percepiamo l’evento in questo modo. Nella chiesa, costruita in onore della liberazione della Russia dall’invasione di Napoleone, nella chiesa che per noi è il più grande santuario nazionale, quattro ragazze hanno iniziato a ballare proprio davanti all’altare del giuramento, cantando canzoni sacrileghe e offensive verso il Patriarca, che è per tutti di noi un leader spirituale e un uomo d’onore. Tutto questo Baccanale è stato filmato e diffuso nel mondo. Inutile dire che shock e insulto nell’animo è stato per noi, religiosi ortodossi russi, averlo subito.
Diverse settimane prima di questo evento, le Pussy Riot hanno cercato di fare qualcosa di simile in un’altra chiesa di Mosca. Gli è stato gentilmente chiesto di andarsene senza dare un simile spettacolo pubblico. Hanno condotto una azione simile nella Piazza Rossa, esattamente dove voi, caro Sir Paul, avete dato il vostro concerto. E ancora, il sacrilegio e la distorsione sono rimasti senza conseguenze. Alla fine, prima dell'”azione” nella Chiesa di Cristo Salvatore, i membri delle Pussy Riot hanno ripreso ed eseguito un atto di sesso di gruppo con i loro partner al Museo zoologico di Stato, in pieno giorno e in presenza di visitatori, compresi dei bambini. Video e foto di questa sfrontatezza sono stati diffusi su Internet e mostrati sui canali televisivi centrali russi.
Sir Paul, vorrei chiederle se considera queste azioni normale? Cosa potrebbe accadere in futuro, se questi cosiddetti artisti punk rock, che in realtà non hanno nulla a che vedere né con il movimento punk, né con la musica rock, non saranno fermati? Certo, i tempi stanno cambiando e nel “mondo civilizzato” questo è probabilmente considerato normale, ma non riesco a immaginare che i musicisti del gruppo dei Beatles, anche con la loro non conformità, consentirebbero qualcosa di simile in presenza di bambini in un museo. Esistono alcune norme di morale, decenza, etica, bene e male, non necessariamente connessi con questa o quella religione, che nessuno può trascurare. Perché se la gente oltrepassa questi limiti, perderà il carattere di Homo Sapiens e diventerà un animale.
Caro Sir Paul, sono sicuro che voi e altri musicisti famosi, siete stati indotti in errore circa l’essenza di quest’ultimo evento, ed avete parlato in favore delle Pussy Riot senza conoscere questi dettagli. Questo è il motivo per cui mi sono avventurato a farvi conoscere la posizione dei credenti russi.  Nella vostra lettera indirizzata alle Pussy Riot, lottate per la libertà d’arte e l’autoespressione.  Nessuno vi è contrario. Tutto, la libertà, l’arte e la libera espressione, sono diritti elementari che Dio ha dato ad ogni uomo. Come Nostro Signore Gesù Cristo ci insegna, Conoscerete la verità, e la Verità vi renderà liberi (Il Vangelo secondo Giovanni, cap. 8 par. 32). Il cristianesimo è la religione delle persone amanti della libertà e del libero pensiero.
E nella Russia di oggi, il nostro desiderio di essere liberi è moltiplicata dall’esperienza di vita nello stato totalitario comunista che noi, russi, abbiamo avuto. Sir Paul, si ricordi che la Chiesa ortodossa russa non invita a punire le Pussy Riot: il procedimento giudiziario ha avuto luogo su petizione di privati che sono stati profondamente offesi dal loro gesto. E capisco queste persone. Quando le Pussy Riot bestemmiano in strada, è un loro affare privato. Molte persone fanno lo stesso. Ma se  irrompono nella nostra chiesa disturbando la gente che prega, insultando il nostro Dio, la nostra fede, il nostro patriarca, offendono personalmente ognuno di noi.
Vi prego, ditemi, Sir Paul, quale sarebbe la vostra reazione se qualcuno durante un vostro concerto irrompesse sul palco e iniziasse a rompere i vostri strumenti, ostacolando le vostre prestazioni, per poi prendere il microfono e con parolacce offendere tutto ciò che è caro e sacro per voi, cioè vostra moglie, i vostri genitori, la vostra arte, i vostri valori morali? La chiamereste auto-espressione e libertà di arte o la considererete una condotta distorta? E che cosa fareste in una situazione del genere? Penso che come uomo in possesso di dignità, non avreste aspettato la guardia, ma avreste reagito voi stessi contro tale persona.
Probabilmente la condanna delle Pussy Riot è severa. Ma è stato emessa dagli organi giudiziari. Volendo il bene di queste giovani donne, vi prego di capire anche noi, credenti ortodossi. A nessuno si vuole fare del male, o dare il carcere, molto tempo in carcere, ma allo stesso tempo desideriamo che i nostri santuari, per i quali i nostri padri e nonni hanno versato il sangue, e non in un così lontano passato, non siano sottoposti ad un affronto. Non siamo stati noi che abbiamo preso i membri del gruppo Pussy Riot, ma sono loro che sono entrati nella nostra chiesa e insultato profondamente le persone presenti, e migliaia di utenti di Internet che hanno visto il video di questo sacrilegio. Ci hanno preso in giro davanti all’altare di Dio. E non vogliamo che queste donne ignoranti e disturbate passino molto tempo in carcere, ma solo che qualcosa del genere non avvenga in una delle nostre chiese.

Con tutto il rispetto,
Igumeno Sergej (Ribko),
Rettore della Chiesa dello Spirito Santo di Mosca, negli anni ’70 batterista di un gruppo rock e membro del movimento hippy“.

In realtà siamo in grado di comprendere i motivi di Sir Paul e di altre pop-star internazionali che hanno espresso sostegno a questi pagliacci. Prima di tutto erano solo male informati. In caso contrario, non si può spiegare come Anthony Kiedis dei Red Hot Chili Peppers potrebbe concordare mettendosi una t-shirt  favore di uno sconosciuto gruppo ‘porno-punk’ che non sa suonare, cantare o ballare, e non c’è speranza che mai acquisirà tali abilità. Se avesse ascoltato la loro ‘musica’, avrebbe richiesto la pena capitale. Lui e gli altri hanno solo detto che ‘Putin opprime un gruppo femminista che ha bisogno di aiuto’ e hanno fatto quello che potevano. Chi l’ha detto? Alcuni tizi prendono sempre in giro le attività musicali. Ogni produttore intelligente, sa bene che deve fare attenzione con questi tizi, se non vuole avere problemi con la polizia; cronicamente drogati, ubriachi, che distruggono auto e stanze di hotel, e che hanno rapporti sessuali con minorenni.
Sono a conoscenza del fatto che perdono popolarità in Russia, sostenendo un gruppo porno-‘punk’ marginale? Probabilmente no. Ma un tale degrado della consapevolezza risulterebbe da una ben pagata campagna mediatica internazionale? Improbabile. Temiamo che il prezzo della merda in lattina sarebbe solo ancora più elevato. I burattinai dell’arte moderna e del terrorismo culturale continuano a svolgere la loro missione.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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