La Cina alla conquista della Luna

La Corea del Sud fa già parte del “club spaziale”. L’India è interessata a Marte e la Cina alla Luna
Voce della Russia 9 febbraio 2014
001fd04cf03a1403d90402L’ascesa dell’Asia nell’industria aerospaziale nel 2013 ha sorpreso gli esperti. La Corea del Sud ha lanciato il terzo missile dal suo cosmodromo. La sonda indiana Mangalyaan è decollata su un missile vettore indiano dal cosmodromo in India. Questa sonda è dotata anche di dispositivi realizzati in India per riprendere Marte e i suoi satelliti, mentre il rover cinese Yutu (coniglio di giada), cammina sulla superficie lunare dal 15 dicembre alla velocità di 200 km/h. Yutu studia la geologia della Luna. Le immagini che il rover ha inviato sulla Terra sono di migliore qualità rispetto a quelle delle sonde russe e statunitensi. Il rover cinese funziona a batterie solari, compiendo la missione per tre mesi. È dotato di telecamere e radar per esplorare la superficie lunare fino a qualche centinaio di metri di profondità. È un vero successo dell’industria aerospaziale cinese, ritiene l’esperto dell’Istituto sull’Estremo Oriente Aleksandr Larin. “Sono notevoli realizzazioni dell’industria aerospaziale cinese“, spiega. “Dimostrano la svolta nello sviluppo delle tecnologie spaziali. Tutti ritengono che la Cina possa solo copiare altre tecnologie. I cinesi sono riusciti a dimostrare il contrario. Possiamo aspettarci che la Cina realizzi il suo sogno, diventare non solo la prima economia del mondo, ma anche leader del progresso tecnologico.”
Il “Coniglio di Giada” è un progetto al 100% made in Cina, a differenza dei veicoli spaziali con equipaggio, basati sui progetti sovietici. Il CEO del gruppo russo JC, Evgenij Chernjakov, ritiene che la Russia e la Cina abbiano l’opportunità di cooperare nello spazio. “La Cina sviluppa assai rapidamente l’industria aerospaziale“, dice. “In questa fase, mantenendo un passo avanti rispetto alla Repubblica popolare cinese, la Russia potrà contribuirvi. Ad esempio, per progetti complessi, dal bilancio non pienamente accessibile. Russia e Cina hanno la reale necessità d’interagire. Nella tecnologia, la Cina ha tratto molto dalla Russia e continua ad averne molto. Ciò le permette di ridurre il tempo richiesti per sviluppare la struttura spaziale.”
L’editore della rivista Novosti Kosmonavtiki (Notizie di Cosmonautica), accademico dell’Accademia Russa della Cosmonautica, Igor Marinin, cita progetti russo-cinesi che potrebbero essere inviati nello spazio. “Questa collaborazione può essere presente nella ricerca e nel trattamento delle informazioni provenienti dai satelliti scientifici. Questo potrebbe essere molto utile per creare i sistemi di navigazioni Beidou cinese e GLONASS russo. Questa collaborazione potrebbe avere dei vantaggi. In Russia, il programma potrebbe beneficiare di un forte sostegno finanziario nei prossimi anni, una dozzina di satelliti per studiare la Terra sarà lanciata. I cinesi sono abbastanza avanzati nel settore. Ma non ci sarebbero progetti nel settore dei voli con equipaggio.  La Cina non ha bisogno della cooperazione con la Russia nei voli spaziali, come gli europei o giapponesi“.
La prima missione lunare nel 21° secolo suscita molte voci e articoli menzionando l’intenzione della Cina d’installarvi una base militare. Il direttore del Centro di Studi Sociali e Politici Vladimir Evseev la considera una “bufala”. Detto questo, ogni passo avanti nello spazio è “dual use”, pensa. “Non credo possibile che il programma spaziale non possa essere solo pacifico. Ogni Paese pensa se può o meno piazzarvi delle armi. Ho sempre visto un doppio fondo nelle conquiste spaziali della Cina. Soprattutto che la Cina sia meglio preparata ad affrontare gli Stati Uniti nello spazio. I cinesi si rendono conto che se l’esercito statunitense sarà privato del supporto tecnico spaziale, sarà privato dei suoi principali vantaggi tecnologici, tra cui le tecnologie per bloccare i canali di comunicazione e i sistemi di puntamento. La Cina vi si prepara assai aggressivamente. Probabilmente crea questi sistemi per compensare i vantaggi degli Stati Uniti.” Nel 2013, la Cina ha lanciato 20 satelliti. Secondo Vladimir Evseev, la stragrande maggioranza di questi satelliti ha duplice impiego.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli Stati Uniti mettono in campo nuove armi

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 14.05.2013
WaveriderLa spesa militare degli Stati Uniti è in flessione, mentre in Russia e Cina aumenta. Tale concetto viene ripetuto sempre più frequentemente da alcuni media ed esperti. “Le emergenti superpotenze militari Cina e Russia hanno aumentato drasticamente le spese militari nel 2012, mentre la spesa degli Stati Uniti e della maggior parte dei Paesi della NATO si contrae”, secondo l”Arms Expenditure Report‘ pubblicato dal think tank dell’Istituto internazionale di Stoccolma per le ricerche sulla pace (SIPRI). Si dice che la quota di spesa militare mondiale degli USA nel 2012 sia scesa sotto la soglia del 40 per cento per la prima volta dal crollo dell’Unione Sovietica nel 1991. Al contrario, la Cina ha aumentato la spesa del 7,8 per cento, ovvero 7,8 miliardi dollari, a 166 miliardi dollari nel 2012. La Russia ha incrementato le proprie spese del 16 per cento, o 12,3 miliardi dollari, fino a 90,7 miliardi dollari. (1) Secondo American Live Wire, “La potenza militare della Cina e della Russia cresce, e nel frattempo gli USA continuano a tagliare la spesa della difesa. I liberali statunitensi ritengono che preoccuparsi della crescita di Russia e Cina, mentre gli USA tagliano il budget per la difesa, sia semplice terrorismo” (2).
Lo scorso febbraio i vertici militari statunitensi hanno incontrato il Comitato Forze Armate del Senato per discutere sui tagli lineari del 1 marzo, lanciando l’allarme sul loro pericoloso impatto sull’operatività in combattimento delle truppe statunitensi. Secondo il presidente dei Capi di stato maggiore riuniti, Generale Martin E. Dempsey, il sequestro “farà correre alla nazione grandi rischi di coercizioni”. L’ex segretario alla Difesa Leon Panetta ha detto che ciò “inviterebbe gli aggressori”! Il segretario della Difesa Chuck Hagel ha detto che le riduzioni “devasterebbero” i militari. Il Generale James Amos, comandante del Corpo dei Marines, va oltre avvertendo che la mancata correzione delle risorse militari metterà a rischio il “mantenimento della prosperità e degli interessi della sicurezza” degli Stati Uniti.
L’armamento della Russia (e della Cina) è giustificato nel contesto dei tagli degli Stati Uniti? Presentare fatti è il miglior modo per giungere a un giudizio imparziale. Un rapido sguardo a ciò che prende una forma tangibile, in questo momento e proprio quest’anno, avrebbe senso.

Il Waverider supera le prove
Il 1 maggio 2013 un aereo senza pilota sperimentale sviluppato per l’US Air Force, ha volato a più di cinque volte la velocità del suono in un test al largo della California. Il test ha segnato il quarto e ultimo volo dell’X-51A dell’US Air Force. Si tratta di un passo avanti nella tecnologia del scramjet, che presumibilmente potrà essere usata per compiere attacchi in tutto il mondo in pochi minuti. Mentre il test veniva effettuato, il motore scramjet è stato acceso separandosi dal booster e spingendo l’aereo a Mach 5,1 (4828 kmh) a 18.288 metri di quota. Qualsiasi velocità oltre Mach 5 è generalmente indicata come ‘ipersonica’. Il velivolo ha coperto 230 miglia in poco più di sei minuti. Il volo si è concluso con il previsto tuffo nell’oceano. Questo era il quarto e ultimo di una serie di test. Il velivolo X-51A è noto come Waverider (surfista) poiché veleggia in parte grazie all’ascensione generata dalle onde d’urto del proprio volo. Il progetto comprende un motore  ‘scramjet’ che utilizza il movimento in avanti del velivolo per comprimere l’aria volta alla combustione del carburante. L’X-51A è unico, principalmente per l’uso di idrocarburi per uno autoreattore a combustione supersonica, o Scramjet, usato come mezzo di propulsione. Senza parti in movimento, il carburante da idrocarburi viene iniettato nella camera di combustione del scramjet dove si mescola con l’aria che scorre veloce attraverso la camera avviando un processo simile all’accensione di un fiammifero nell’uragano. Dopo essere sganciato da un bombardiere B-52, un booster a propellente solido viene utilizzato nella fase iniziale del volo dell’aereo per accelerare fino alla velocità che consente al motore di accendersi risucchiando l’aria sfruttando lo slancio in volo del velivolo. Poiché non vi sono compressori meccanici nello scramjet, il velivolo deve volare a velocità quasi ipersonica. La teoria e il concetto sono relativamente semplici, ma il raggiungimento di un volo in scramjet è tecnicamente molto impegnativo a causa delle alte velocità e temperature generate.
Il Wave Rider è stato progettato per raggiungere la velocità di Mach 6 e oltre, sei volte la velocità del suono e abbastanza veloce da attraversare l’Oceano Atlantico e colpire un bersaglio in Europa in meno di un’ora. Molti dettagli del programma sono classificati… L’obiettivo è dimostrare la fattibilità dell’aspirazione dell’aria per la propulsione dello scramjet ad alta velocità. Come dimostratore tecnologico, l’X-51A non ha alcun immediato successore. Tuttavia, l’US Air Force continua le ricerche ipersoniche e i successi dell’X-51A daranno un contributo al programma del sistema d’arma d’attacco ad alta velocità, attualmente in fase di progettazione.

Il primo laser imbarcato va nel Golfo Persico
Nell’aprile 2013 l’US Navy ha annunciato lo schieramento di un prototipo di arma laser nel Golfo Persico. Per la prima volta le navi saranno equipaggiate con un laser d’attacco in grado di danneggiare motovedette e accecare o distruggere droni da ricognizione, come i test hanno dimostrato. La marina chiama le sue nuove armi LAWS (LAser Weapon System). Il prototipo del laser imbarcato sarà schierato su una nave d’assalto anfibio convertita, schierata nel Golfo Persico per contrastare le motovedette d’attacco iraniane e, possibilmente, velivoli teleguidati. L’USS Ponce sarà la base galleggiante per le operazioni militari e l’assistenza umanitaria nelle acque del Medio Oriente e del sud-ovest asiatico. La nave è stata scelta per una missione volta a garantire una presenza duratura nel Golfo, per contrastare le minacce marittime iraniane nella regione. Il laser sarà operativo il prossimo anno. Molti dei dettagli sul funzionamento del laser rimangono segreti, come ad esempio quale sia la portata del suo raggio, quanto sia potente o quanta potenza viene utilizzata per generarlo. Ma gli ufficiali della Marina hanno fornito alcuni dettagli non classificati.  Ad esempio, il laser è stato progettato per essere un sistema “plug and play” che integra le esistenti  tecnologie di puntamento e la potenza elettrica di una nave. Questi fattori rendono l’arma sorprendentemente a buon mercato.
Il dispiegamento del prototipo è inteso quale avvertimento all’Iran a non intensificare le proprie attività nel Golfo nei prossimi mesi. “Dotare le navi di superficie della Marina con il laser potrebbe portare a cambiamenti nelle tattiche navali, nella progettazione navale e nei piani di approvvigionamento delle armi navali, determinando un cambiamento tecnologico per la Marina, un ‘cambio del gioco’ paragonabile all’avvento dei missili imbarcati negli anni 50”, ha detto una valutazione del Congressional Research Service, un ramo della Biblioteca del Congresso. (3) Lo studio trova che il nuovo laser ad alta energia “potrebbe dotare le navi di superficie della Marina di un efficiente mezzo per contrastare mezzi di superficie, aerei e missili balistici”. Finora i laser non sono efficaci con il maltempo perché il fascio può essere disturbato o disperso dal vapore acqueo, nonché da fumo, sabbia e polvere. L’arma non può attaccare obiettivi oltre l’orizzonte ed è oggetto di contromisure come natanti e droni con superfici riflettenti. Il primo prototipo non è abbastanza potente per poter abbattere caccia a reazione o missili che si avvicinano. I vantaggi sono un basso costo (meno di 1 dollaro per impulso prolungato) e una fornitura illimitata di munizioni (impulsi ad alta energia), a condizione che la nave possa generare elettricità. Il fascio può raggiungere il suo bersaglio alla velocità della luce e può inseguire obiettivi in rapido movimento.
Uno degli ultimi esempi di sviluppo dei sistemi laser, è il laser della statunitense Raytheon Corp., il CIWS (Close-In Weapon System). Già presentato pubblicamente al Farnborough Airshow nel luglio 2010, la società ne dimostrava la capacità di danneggiare una serie di oggetti, tra cui aerei, droni, missili e navi di superficie, utilizzando un raggio laser a stato solido da 50 kW. In confronto con il CIWS radar-controllato Phalanx della Marina degli Stati Uniti, che utilizza un cannoncino multi-canna da 20 millimetri per colpire oggetti che si avvicinano, il laser CIWS ha il vantaggio di una portata maggiore e, teoricamente, di munizioni illimitate. La Northrop Grumman Corp. sta sviluppando anche il Gamma, un laser ad alta energia a stato solido (HEL) per distruggere missili cruise antinave e, collaborando con il Comando Mobilità dell’USAF e con la Guardia Nazionale Aereo, ha installato su un KC-135 un pod Large Aircraft Infrared Countermeasures che utilizza raggi laser per disabilitare missili terra-aria in arrivo. L’US Navy ha anche in fase di sviluppo sistemi che hanno lo scopo di abbattere droni nemici che puntano contro navi di superficie. Allo stesso modo, l’esercito statunitense ha annunciato nel 2011 di condurre ricerche sul Laser-Induced Plasma Channel (LIPC), un laser che può sparare un “fulmine” da 50 miliardi di watt contro un bersaglio.

Il Rail Gun, l’arma del futuro
La Marina degli Stati Uniti va avanti nel tentativo di migliorare la capacità delle navi da guerra “nell’abbattere missili così come proiettili sparati da molte miglia di distanza“. Annunciato lo scorso anno, il nuovo programma si chiama Hyper Velocity Projectile che affretta la fine del dominio del missile. Si tratta di un’arma in grado di sparare proiettili a Mach 10 senza esplosivi. I Rail Gun sono costituiti da due guide metalliche parallele, tra le quali viene caricato un proiettile tenuto in un’armatura, chiudendo il circuito tra di essi. Una massiccia corrente elettrica dell’ordine di un milione di ampere viene applicata, creando un campo elettromagnetico che a sua volta produce una forza che accelera il proiettile lungo le guide. Un Rail Gun offre una serie di potenziali vantaggi rispetto alle tradizionali armi a proiettili esplosivi. La forza di accelerazione viene applicata per tutto il periodo in cui il proiettile è posto tra le rotaie del dispositivo di lancio, al contrario delle forze esplosive che hanno una durata limitata. Ciò significa che velocità molto più elevate possono essere raggiunte. Potenzialmente Mach 10 a livello del mare, o più di tre volte la velocità di un proiettile di fucile. Ciò comporterebbe una gittata di 220 miglia, circa dieci volte quella di qualsiasi altra arma. Non essendo esplosivi, proiettili del Rail Gun si affidano alla loro enorme velocità per distruggere il bersaglio, riducendo così il rischio di un incendio a bordo della nave. Relativamente piccoli e leggeri, possono essere facilmente trasportati e conservati. L’energia cinetica sviluppata potrebbe fare più danni di un missile da crociera consentendogli di trapassare una nave. Alte velocità significano proiettili assai meno influenzati, rispetto alle armi convenzionali, da fattori quali il vento, permettendogli di mantenere la massima precisione lungo una grande distanza, piuttosto che di necessitare di sistemi di bordo per continue correzioni della traiettoria, rendendoli assai più economici. L’USS Arleigh Burke (DDG-51) è la piattaforma dei test più probabile per le prove in mare. La fase successiva è un sistema di alimentazione a impulsi per il lancio di proiettili in rapida successione. Rivolto a una frequenza di lancio di sei-dieci colpi da 50 millimetri al minuto, il sistema d’arma navale dovrebbe essere operativo entro il 2025.

Fornire un vantaggio tecnologico
I Rail Gun elettromagnetici, laser e siluri anti-siluro possono essere le tecnologie chiave necessarie per garantire la sopravvivenza dei gruppi d’attacco delle portaerei della Marina degli Stati Uniti, durante lo svolgimento di un’operazione di diniego e contro-accesso di un’area (A2/AD), come ex alti ufficiali hanno detto ad USNI News. “La vera svolta in tutto questo, a mio avviso, è il cannone elettromagnetico”, ha detto Bob Work, direttore esecutivo del Centro per una nuova sicurezza americana. Secondo il rapporto dell’US Naval Institute (USNI) (4) utilizzando un Rail Gun per la difesa, si potrebbe ridurre drasticamente il costo-per-colpo della Marina, quando si opera in difesa da salve in massa di missili balistici o da crociera, rispetto al missile intercettore come lo Standard Missile-3. Forse, ancora più importante, una nave da guerra può trasportare molte più munizioni per Rail Gun di quanto potrebbe mai sperare di avere tubi lanciamissili. L’USNI cita l’ex ammiraglio Gary Roughead, ex capo delle operazioni navali, dire che i Rail Gun sono un’arma di svolta per via delle dimensioni dei proiettili. Secondo l’articolo di Work e Roughead per l’US Naval Institute, Talk Fleet Protection del 7 maggio 2013, “La terza tecnologia cruciale per la Marina è un siluro anti-siluro. Mentre il gruppo di portaerei stende la rete A2/AD sulle coste, la minaccia dei sottomarini aumenta in modo esponenziale”. I siluri anti-siluro sono più piccoli dei siluri standard imbarcati o eliportati da 324mm, avendo circa 229mm di diametro. Work ha detto che la minaccia ai gruppi di portaerei indubbiamente è in aumento. Ciò è stato anticipato dalla metà degli anni ’90, ma se l’US Navy avrà armi elettromagnetiche, laser e siluri anti-siluro operativi entro il prossimo decennio, i gruppi di portaerei potranno operare maggiormente all’interno delle aree contrastate.
È vero, la Russia ha in programma ulteriori aumenti della sua spesa militare, con progetti di bilancio che mostrano un aumento del 53% in termini reali fino al 2014. Un anno fa, il Presidente Vladimir Putin ha apertamente dichiarato l’intenzione di espandere radicalmente e di aggiornare l’esercito russo. Oggi la Russia ha intrapreso la via per la valorizzazione militare. Programmi per il riequipaggiamento e la fondamentale riforma delle forze armate vengono adottati e attuati. Questa politica è coerente con le realtà internazionali emergenti? Viene sollevato molto clamore sui tagli lineari dell’esercito statunitense. Ma la difesa consuma quasi il 20 per cento del bilancio degli Stati Uniti. Il Paese spende più su ciò che su qualsiasi altra cosa. Gli Stati Uniti con il loro massiccio budget sono il determinante principale dell’attuale tendenza mondiale, e la loro spesa militare rappresenta ormai poco meno della metà del totale mondiale, il 41%. Come si può vedere, dispongono di nuove armi rivoluzionarie, oggi. Quindi non vi è motivo di ritenere che gli altri Stati non abbiano il diritto di preoccuparsi e di adottare una politica militare per affrontare la realtà.

Riferimenti:
1. Defense News
2. American Live Wire
3. NYTimes
4. USNI

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

 

La missione segreta dell’aerospazioplano militare USA, arriva al quinto mese
Leonard David, SPACE.com 28 maggio 2013

9769c621-7e55-436a-afde-203b173558a9.FullL’aerospazioplano robot X-37B dell’US Air Force ha tranquillamente superato la soglia dei cinque mesi nella sua ultima missione segreta nell’orbita terrestre. Il velivolo spaziale senza pilota X-37B, lanciato con un razzo Atlas-5 dalla stazione dell’USAF di Cape Canaveral, in Florida, l’11 dicembre 2012, avviando una missione i cui obiettivi e carichi utili sono classificati. Il velivolo alato è conosciuto come Orbital Test Vehicle-3 (OTV-3), poiché conduce la terza missione del programma X-37B dell’USAF.

Guardare e aspettare
Ciò che l’OTV-3 compie nella sua crociera riservata, rimane ignoto. Tuttavia, una rete di osservatori del cielo segue la missione. “E’ certamente importante non dimenticare questi programmi“, ha detto Ted Molczan di Toronto, un leader nella comunità mondiale dei cacciatori di satelliti. “Un’attenta osservazione, a lungo può fornire indizi per risolvere definitivamente il mistero.” Molczan ha detto che, anche allora, sospetta che ogni passo avanti nella conoscenza  riguardo le missioni orbitali di X-37B, probabilmente si avrà da qualche confidenza di un addetto ai giornalisti. “Le osservazioni per hobby possono fornire conferme e alcuni interessanti particolari, anche utili, ma raramente sufficienti a definire il quadro… soprattutto con i nuovi programmi“, ha detto a SPACE.com. “Con l’X-37B, possiamo solo guardare e aspettare“.

Speculazioni sulla missione
Gli osservatori satellitari hanno fatto notare che, ai primi di marzo, l’OTV-3 era passato da un’orbita a 46 km di altezza, a un’orbita a 399 km. L’inclinazione del velivolo è rimasta a 43,5 gradi. “Come per le precedenti missioni, una quota quasi costante viene mantenuta per mezzo dell’accensione periodica dei motori“, ha detto Molczan. “A differenza di quelle missioni, la precisione e la frequenza indicano una periodicità non poi così fortemente indicativa di una missione da ricognizione. Trovo le informazioni inconcludenti, ma un esperto di telerilevamento potrebbe ben vedervi qualche dato che non io non vedo”. Alla richiesta di commentare il volo in corso, i funzionari dell’X-37B hanno detto che non avrebbero discusso della missione fin quando fosse in corso.

Il pilota automatico
Qualunque osservazione dell’OTV-3 venga fatta, l’aerospazioplano X-37B ha già messo a segno un traguardo programmato, la riutilizzabilità. Questo stesso velivolo ha compiuto il volo inaugurale del programma X-37B nel 2010. La missione orbitale dell’OTV-1 durò quasi 225 giorni, scivolando verso la Terra sopra l’Oceano Pacifico e atterrando con il pilota automatico alla Vandenberg Air Force Base in California. La missione dell’OTV-2, che utilizzò un diverso velivolo X-37B, venne lanciata dalla stazione dell’USAF di Cape Canaveral nel marzo 2011. Il velivolo condusse esperimenti in orbita per 469 giorni, più che raddoppiando la permanenza nello spazio della sua nave gemella, per poi atterrare sempre a Vandenberg. Si dice che l’OTV-3 non può atterrare a Vandenberg. L’US Air Force pensa di fare atterrare il velivolo sulla pista di atterraggio dello Space Shuttle della NASA Kennedy Space Center, vicino a Cape Canaveral. Usare le ex infrastrutture della navetta spaziale è una possibile misura per la riduzione dei costi del programma, hanno detto i funzionari.

Operazioni a basso costo
Appena prima del volo inaugurale del programma X-37B nel 2010, Gary Payton, allora sottosegretario per i programmi spaziali dell’Aviazione, ha sottolineato alcuni obiettivi. In un briefing con i giornalisti, Payton sottolineò la speranza che la gestione e manutenzione (O&M) dei velivoli sia a basso costo. “Una volta che atterra, vediamo ciò che serve veramente per prepararlo e farlo volare di nuovo, come cambiare il carico di bordo sul posto, sapere quanto costa veramente riutilizzare queste nuove tecnologie dello stesso X-37“, ha detto Payton.

Massima priorità
Payton ha detto che la priorità è la dimostrazione del velivolo e dei suoi sistemi di controllo del volo autonomo, delle piastrelle di silice di nuova generazione e delle tante altre nuove tecnologie di una generazione più avanzate rispetto al defunto programma Space Shuttle della NASA. “A differenza della navetta, non dispone di un sistema di alimentazione a celle di combustibile. Ha pannelli solari con più batterie agli ioni di litio, mentre la navetta aveva celle a combustibile idrogeno/ossigeno. Quindi ci sono alcune differenze“, ha detto Payton. Presumibilmente, solo due aerospazioplani X-37B sono stati costruiti per l’US Air Force dalla Boeing Space Systems Government. Ma Payton ha detto a SPACE.com che è possibile che la flotta possa crescere, a seconda del successo dei primi due velivoli, del costo delle operazioni e della manutenzione e facilità di conversione tra le missioni. “Certo, questi mezzi non trasportano i nostri satelliti più grandi… ma ancora una volta, possono fare un ottimo lavoro con i nostri satelliti più piccoli“, ha detto Payton. “E se vi è un O&M a basso costo, dal questo punto di vista potrebbero avere un grande ruolo in futuro.”

Controllo di missione
L’X-37B sembra uno space shuttle in miniatura. Il veicolo è lungo 8,8 metri e largo 4,5 m. I voli della navetta sono condotti sotto l’egida del Rapid Capabilities Office dell’US Air Force, un’organizzazione che si occupa della riduzione del rischio, della sperimentazione e dello sviluppo dei concetti operativi delle tecnologie dei veilvoli spaziali riutilizzabili. Il Controllo Missione per i voli degli OTV è gestito dal 3° Squadrone Sperimentazione Spaziale della Schriever Air Force Base in Colorado. Questa unità viene indicata come primaria organizzazione del Comando Spaziale dell’USAF per le missioni, le esperienze e i test spaziali. La ristrutturazione organizzativa nell’aprile di quest’anno, ha mantenuto il Terzo Squadrone Sperimentazione Spaziale sotto il Comando Spaziale dell’USAF, ma è stato trasferito al 50° Gruppo Operazioni di Schriever. Una scansione dei documenti storici dell’USAF può dare indizi su come le missioni OTV possano contribuire a sostenere alcune delle operazioni dello squadrone. Il 3° Squadrone Sperimentazione Spaziale viene identificato come uno dei due squadroni del sistema di tracciamento spaziale presenti in tutto il mondo. Questi gruppi hanno il compito di inseguire con i sensori ottici gli oggetti in orbita sulla Terra, dato che le agenzie utilizzano queste informazioni per ogni aspetto, dalle collisioni alla raccolta d’intelligence.

La rivoluzione robotica
L’X-37B rientra nella tendenza tra gli scienziati e i governi a fare sempre più affidamento sui robot per esplorare e osservare il nostro pianeta, dicono gli esperti. “La rivoluzione robotica non si limita solo all’atmosfera. Abbiamo sistemi senza pilota che assumono sempre più ruoli, dallo spazio alle profondità del mare“, ha detto Peter Singer, direttore del Centro per la Sicurezza e l’Intelligence del 21° secolo del Brookings Institution di Washington, DC. “In effetti, vi è una lunga storia di sistemi senza pilota nel campo spaziale, che sempre più cresce la domanda sulla necessità del ruolo umano in ciò… in fondo ci chiediamo: ‘Perché ho bisogno di un pilota umano per questo?’ Riguardo la navetta, ma non è ancora il momento di fare la stessa domanda per gli aerei“, ha detto Singer. Singer ha detto a SPACE.com che l’X-37B è anche importante strategicamente, “in quanto fornisce all’esercito statunitense maggiore flessibilità nelle nostre attività spaziali, sia in termini di lancio che di sorveglianza. Riempie un interessante divario tra ciò che i tradizionali aerei spia e i satelliti spia possono fare.”

 

Leonard David si occupa dell’industria spaziale da più di cinquant’anni. Ex direttore della ricerca per la Commissione Nazionale sullo spazio, e co-autore del nuovo libro “Mission to Mars – My Vision for Space Exploration” di Buzz Aldrin, pubblicato da National Geographic.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La militarizzazione dello spazio degli USA

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 21/12/2012

x37-orbit-580x424L’11 dicembre 2012 un velivolo, un Boeing X-37B, veniva lanciato da Cape Canaveral per il suo terzo volo di prova. Il primo velivolo orbitale di prova (OTV-1) venne lanciato nell’aprile 2010 e tornò sulla Terra a dicembre. Fu il primo velivolo senza equipaggio degli Stati Uniti a tornare dallo spazio e ad atterrare da solo. La navetta spaziale era l’unico velivolo spaziale in grado di atterrare su una pista. Un secondo OTV-2 ha stabilito un record, per un velivolo spaziale riutilizzabile, a giugno del 2012, quando ha completato una missione di 469 giorni. In confronto, la più lunga missione dello Space Shuttle era durata 17 giorni.
Il velivolo orbitale sperimentale (X-37B), fu ideato dalla NASA nel 1999, ma il progetto venne assegnato alla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) nel 2004, e poi all’US Air Force nel 2006. Si tratta di un spazioplano senza pilota riutilizzabile a decollo verticale e atterraggio orizzontale. L’X-37B può rientrare nell’atmosfera terrestre e atterrare autonomamente senza pilota. Il robot può anche regolare la sua orbita nello spazio invece di seguire la stessa prevedibile orbita, una volta decollato. La navetta non ha un abitacolo, nessun sistema di supporto vitale, e né l’Air Force, né la NASA hanno espresso il desiderio di aggiornarlo al volo spaziale umano. L’autonomia della navetta orbitale è dovuta ai suoi pannelli solari che generano potenza elettrica dopo essere dispiegati dal vano di carico, permettendogli di rimanere in orbita per 270 giorni. L’X-37B è lungo 8,8 metri e largo 4,5 m, con un vano di carico delle dimensioni di un camioncino. Due velivoli X-37B potrebbero rientrare nel vano di carico di uno Space Shuttle.
Il costo totale del progetto è sconosciuto poiché il bilancio è classificato da quando il progetto X-37B è stato trasferito alla DARPA. L’identità specifica del carico utile non è stato rivelato… L’Air Force ha dichiarato solo che il velivolo spaziale avrebbe “eseguito vari esperimenti e consentito a sensori, sottosistemi, componenti per satellite e alla tecnologia associata di essere immessi nello spazio e fatti rientrare.”

Una missione da interpretare
Le fonti ufficiali dell’US Air Force dicono che il velivolo viene utilizzato come “programma di test sperimentali per la dimostrazione tecnologica di una piattaforma a controllo remoto, affidabile e riutilizzabile, da testare nello spazio per conto dell’US Air Force.” Vi sono diverse versioni di ciò che il velivolo spaziale dovrebbe fare, mentre orbita intorno al pianeta in quote dichiarate che variano da 200 a 750 km sopra la superficie terrestre. L’idea iniziale era che il velivolo spaziale agisse come un nuovo tipo di satellite di sorveglianza che potesse cambiare le orbite volando sopra un determinato territorio della Terra. Questa versione è confermata dal fatto che la navetta ha sorvolato Afghanistan, Iran, Iraq, Corea del Nord, Pakistan e ha cambiato orbita più di una volta.
E’ quasi certamente un aereo spia, o almeno un banco prova per attrezzature di sorveglianza spaziale, e una piattaforma di lancio per mini-satelliti spia. Il carico utile del veicolo è sufficiente per alcuni equipaggiamenti da spionaggio come telecamere e sensori. Il velivolo non ha un portello di attracco, non potendo così essere un altro piccolo velivolo da carico per la ISS o qualsiasi altra stazione orbitale. Sarebbe anche un modello di prova per un futuro “bombardiere spaziale” che sarebbe in grado di distruggere obiettivi dall’orbita. Alcuni si chiedono se l’X-37B, in sé, possa essere un sistema da bombardamento nucleare, se l’astronave è destinata a rientrare nell’atmosfera terrestre e, con il pilota automatico, sganciare bombe su un bersaglio nemico. Ma altri analisti non sono d’accordo, dicendo che il carico utile è troppo piccolo e le specifiche non sono conformi allo scopo. Alcuni ipotizzano che l’X-37B sia un satellite-tracker o un satellite-killer. O entrambe le cose.
James Lewis, direttore del Programma di Tecnologia e Politiche Pubbliche presso il Centro di studi strategici e internazionali di Washington, dice che la durata della missione indica che l’OTV ha anche una missione ancor più segreta. Non ci sarebbe la necessità di rimanere in orbita per mesi, altrimenti, dice Lewis. “Non si tratta solo di un bus progettato per prendere le cose nello spazio e riportarle indietro.” Questo esperimento dimostra che gli Stati Uniti possono utilizzare lo spazio “come piattaforma per i sensori in grado di raccogliere dati dagli altri paesi e in in modo veramente continuo” aggiunge. Nel caso dell’X-37B ciò probabilmente comprende la raccolta “di segnali elettronici di tutti i tipi“, che si tratti di comunicazioni a microonde o della capacità di misurare dei dati a distanza. “Nel caso, per esempio, del recente lancio del missile nordcoreano, questo potrebbe includere i messaggi tra il controllo a terra ed il missile, così come misurare la firma termica e la traiettoria del lancio” (1).
Il presidente di Global Network, Dave Webb (che è anche il presidente della Campagna per il disarmo nucleare del Regno Unito) ritiene che il velivolo spaziale sia parte degli sforzi del Pentagono per sviluppare la capacità di colpire ovunque nel mondo con una testata convenzionale, e in meno di un’ora. Dice: “Crediamo che lo spazioplano X-37B faccia parte degli sforzi del Pentagono per sviluppare la capacità di colpire ovunque nel mondo con una testata convenzionale in meno di un’ora; noto come Prompt Global Strike. Così, mentre gli Stati Uniti portano avanti questi tipi di sistemi di attacco globale spaziali, sarà probabile che la Russia e la Cina saranno costrette a rispondere, rifiutandosi di ridurre le armi nucleari e sviluppando tecnologie spaziali per contrastare il programma degli Stati Uniti. “Global Networ sostiene che lo sviluppo di questi nuovi spazioplani è uno dei motivi per cui l’amministrazione Obama e il Pentagono sono desiderosi di ridurre le scorte di armi nucleari di Russia e Cina, in futuro. Come elementi chiave dell’avanzamento del programma di primo attacco degli Stati Uniti (insieme ai sistemi della cosiddetta ‘difesa antimissile’), diventano ancora più efficaci se gli Stati Uniti possono far ridurre le capacità di rappresaglia nucleare dei loro potenziali rivali, fornendo al Pentagono una probabilità ancora maggiore di scagliare con successo un decisivo attacco di primo colpo” (2).
Il ruolo della navetta può essere ampliato in futuro. Allo stato attuale, il velivolo potrebbe condurre missioni di carico attraccando ai vani di approdo congiunto di un avamposto orbitante, affermano dei funzionari della Boeing (3).
Vorrei aggiungere qualcosa, un parere strettamente personale sulla base di una modesta esperienza militare. Le altitudini utilizzate a fini militari e di esplorazione, oggi, vanno da 0 a 20 km e da 140 km in poi. C’è un vuoto da riempire tra tali orbite, che viene considerato come un potenziale teatro bellico. L’X-37 è chiaramente un mezzo per riempire il vuoto dall’”alto” in basso, mentre il Boeing X-51 (noto anche come X-51 Wave Rider), va dal “basso” o da un livello inferiore in alto. L’X-51 è un velivolo senza pilota per la dimostrazione nelle prove di volo del scramjet ipersonico (Mach 6, circa 4.000 miglia orarie (6.400 km/h) in quota). Nelle dimostrazioni di volo, l’X-51 viene trasportato da un B-52 ad una altitudine di circa 50.000 piedi (15,2 chilometri) e poi rilasciato sopra l’oceano. Il programma è gestito dall’US Air Force. La navetta ha completato con successo il suo primo volo a motore nel maggio 2010, ed ha anche compiuto il volo alla velocità di oltre Mach 5 di maggiore durata.

Aspetti giuridici
Dalla metà del XX.mo secolo, lo spazio è stato utilizzato per le operazioni dei velivoli spaziali militari come i satelliti per le comunicazioni e la ricognizione, e da alcuni missili balistici che passano attraverso lo spazio durante il volo. Finora, tuttavia, le armi non sono state dislocate nello spazio. Le armi nucleari e di distruzione di massa sono vietate nello spazio in virtù del trattato del 1967, i cui principi governano le attività degli Stati nell’esplorazione e nell’uso dello spazio, compresi la Luna e gli altri corpi celesti, che di solito viene chiamato Trattato sullo Spazio. Ma il Trattato non vieta il posizionamento di armi convenzionali in orbita. Azioni e piani attuali di Washington hanno suscitato preoccupazioni sulle armi non nucleari nello spazio. Attraverso risoluzioni e discussioni in seno alle Nazioni Unite, un accordo generale ha dichiarato che una corsa agli armamenti nello spazio deve essere evitata. Tuttavia, a causa della struttura del regime giuridico internazionale e ad eccezione di un piccolo numero di stati, come gli Stati Uniti, per esempio, non è ancora stato negoziato un trattato per impedire completamente lo schieramento di armi spaziali. Gli Stati Uniti sostengono che una corsa agli armamenti nello spazio non esiste ancora, e non è quindi necessario intervenire sulla questione.
Il 12 febbraio 2008, il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, rivolgendosi alla Conferenza aveva presentato un progetto della Russia di trattato per la prevenzione del collocamento di armi nello spazio, la minaccia o l’uso della forza contro oggetti spaziali (PPWT), sostenuto anche dalla Cina. Fu il primo progetto di trattato sulla questione formalmente presentato alla Conferenza sul Disarmo (CD), anche se si basava su elementi proposti in un documento di lavoro per il CD, del giugno 2002, da Russia, Cina, Vietnam, Indonesia, Bielorussia, Zimbabwe e Siria. Il Ministro Lavrov aveva spiegato che il progetto di trattato era volto “ad eliminare le lacune esistenti nel diritto spaziale internazionale, creare le condizioni per l’esplorazione e l’utilizzo dello spazio, a conservare le costose proprietà spaziali, a rafforzare la sicurezza generale e il controllo degli armamenti.” In precedenza la Cina e la Russia avevano presentato diversi “documenti di lavoro” per impedire una corsa agli armamenti nello spazio, ed elementi preliminari del trattato definito dai precedenti documenti congiunti.
L’allora Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon, in un discorso al gruppo sul disarmo, espresse costernazione per la lunga impasse nei colloqui volti a fermare la diffusione di armi pericolose. Eppure l’iniziativa di Russia-Cina non è arrivata a compimento per l’opposizione degli Stati Uniti. Donald Mahley, in qualità di viceassistente del segretario si Stato statunitense per la riduzione delle minacce, i controlli sulle esportazioni e le trattative, aveva detto, “Gli accordi vincolanti sul controllo degli armamenti non sono che semplicemente uno strumento efficace per migliorare le interessi a lungo termine per la sicurezza spaziale degli Stati Uniti e dei loro alleati.”
Gli Stati Uniti continuano a investire in programmi che potrebbero fornire armamenti anti-satelliti e spaziali. Nel luglio 2010, l’amministrazione Obama lanciava la nuova politica spaziale nazionale degli Stati Uniti, affermando: “Gli Stati Uniti restano impegnati nell’utilizzo di sistemi spaziali a sostegno della propria sicurezza nazionale e interna. Gli Stati Uniti investono nella capacità di conoscere la situazione e di lanciare velivoli; di sviluppare i mezzi per garantire le funzioni essenziali delle missioni spaziali, di migliorare la nostra capacità di identificare e caratterizzare le minacce, di dissuadere, difendere e, se necessario, sconfiggere le minacce volte a interferire o ad attaccare sistemi spaziali degli Stati Uniti o degli alleati“(4).
La nuova politica rileva inoltre che gli Stati Uniti esamineranno proposte e concetti sulle misure di controllo degli armamenti, se sono “equi, effettivamente verificabili e volti a migliorare la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e dei loro alleati.” Secondo gli Stati Uniti, il comune progetto di trattato russo-cinese sulla prevenzione del collocamento di armi nello spazio (PPWT) non rispondeva ai criteri degli Stati Uniti, in quanto è “fondamentalmente errato” e non forniva motivi per iniziare dei negoziati. In qualche modo, gli Stati Uniti non sono riusciti a venire incontro a una qualsiasi altra iniziativa, finora, dando priorità alla continua militarizzazione dello spazio.
Militarizzare lo spazio distruggerà l’equilibrio e la stabilità strategica, minerà la sicurezza internazionale e nazionale, compromettendo il regime di controllo delle armi e provocando una corsa agli armamenti. Il modo per evitarlo è un trattato multilaterale per non lanciare velivoli spaziali militari in missioni avvolte dal segreto.

Riferimenti:
1. The Christian Science Monitor, US launches super-secret, orbiting, robotic plane, 12 dicembre 2012,
2. War is Crime.org, Planned Military Space Plane Launch Highlights Keep Space for Peace Week Concerns, 6 ottobre 2012
3. The space.com, Air Force’s Secret X-37B Space Plane Lands in Calif. After Mystery Mission, 16 giugno 2012
4. National_Space_Policy_6-28-10

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio - Sitoaurora

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