Malaysian Airlines MH370 – Inside job II Parte

Aangirfan

849411Aeroporto Cotswold (già RAF Kemble), Regno Unito, 2012. Flickr/Airport-dataIl 26 ottobre 2012, vediamo il Boeing 737-4H6 della Malaysia Airlines por fine alla propria esistenza nel Regno Unito. Fu deviato a Gatwick per via della nebbia nella sua destinazione di Kemble. Abbiamo già sentito, di prima mano, come l’aereo volasse sulla sua rotta oblbigatoria. Così sappiamo che il team della Rolls Royce può dirci entro 30 metri dove i motori furono spenti, eppure non hanno mai detto una parola. L’accetto come prova che un’agenzia d’intelligence inglese sappia del destino del volo 370. Questo è un fatto“. Il Volo MH370 della Malaysia scomparso – Pagina 120

article-2589365-1C87F9EE00000578-69_634x350Un articolo suggerisce che il pilota dell’MH370 potrebbe essersi suicidato, ma il pubblico non si fa ingannare. Il pilota dell’MH370 sconvolto per la separazione dalla moglie
Commenti del pubblico al Daily Mail Online:
1. “Questo articolo s’incentra su affermazioni fatte da “Un caro amico che vuole rimanere anonimo” e “Una fonte dell’industria aeronautica che vuole rimanere anonima”. “Rimanendo anonimi non c’è modo di verificare se dicano la verità su chi siano, o se in realtà siano tirapiedi globalisti prestatisi alla disinformazione dei media per occultare i fatti.
2. “Scodinzoliamo? Voglio dire dopo quasi un mese si menziona che il pilota avesse divorziato  prima di salire sull’aereo e che ne era afflitto? Ma via!”
3. “Non ci sarebbe stato alcun bisogno di salire a 15000 piedi per depressurizzare l’aereo e far svenire i passeggeri. Lo stesso effetto sarebbe stato raggiunto alla normale quota di crociera, anche se l’ipossia avrebbe richiesto diverse decine di secondi piuttosto che pochi. Il pilota avrebbe dovuto saperlo, quindi perché perdere tempo con la salita? Inoltre, il transponder è stato spento, come hanno misurato con precisione l’altitudine del velivolo?
C’è una serie di ragioni per credere che il pilota dell’MH370 non si sia suicidato. Per esempio:
1. La rotta lungo i punti intermedi di navigazione non collima con la storia del suicidio.
2. L’esperto di aviazione australiano Neil Hansford accusa il governo malese di essere evasivo in merito a questioni quali le procedure d’imbarco e i passaporti rubati. Dice che i dati indicano che l’equipaggio dell’aereo ne sia coinvolto. Dailymail/News Sky
3. Prima del volo, il passeggero Paul Weeks si tolse anello nuziale ed orologio e li diede alla moglie con istruzioni rigorose di passarli ai figli se gli fosse successo qualcosa. L’aereo scomparso: ‘Già mi manchi’ – ultimo testo di Lost Kiwi/ I passeggeri delle Malaysia Airlines
4. “L‘annuncio che MH 370 era ancora in volo ed individuato sui radar malesi alle 08:11 indica che  la ricerca nel mare della Cina meridionale fu una perdita di tempo farsesca. Eppure qualcuno ha avuto questa informazione ed apparentemente ha lasciato che una ricerca inutile continuasse per quasi una settimana“. In altre parole, vi è stato il tentativo deliberato delle autorità di ingannare  il pubblico.

Etihad 777 flightIl 777/200 è un aereo ‘fly by wire’ con controlli che consentono alla CIA di teleguidarlo… La CIA assieme ai comandi militari ha… rintracciato il Volo 370, monitorandolo di continuo, monitorando l’assassinio dei suoi passeggeri, l’atterraggio, il rifornimento e sapendo esattamente dove si trova“. Volo 370, menzogna della CIA
Il 24 marzo 2014, il primo ministro malese Najib Razak annunciava che, sulla base delle analisi di dati satellitari della società inglese Inmarsat, l’MH370 delle Malayian Airlines era finito nell’Oceano Indiano meridionale, e nessuno a bordo è sopravvissuto. Come la società satellitare inglese Inmarsat ha rintracciato MH370
Nel 2006, un ex-collaboratore di Najib Razak, Abdul Razak Baginda, fu accusato di favoreggiamento dell’omicidio di Altantuya, l’ex-amante mongola. Abdul Razak Baginda e tre membri dell’unità antiterrorismo della Polizia malese che lavoravano per l’allora viceprimo ministro Najib Razak, furono arrestati per l’omicidio.

Altantuya

Altantuya

Altantuya aveva lavorato come traduttrice di Najib Razak su un ‘losco affare’ per l’acquisto di sottomarini dalla Francia. (Omicidio in Malesia) (2.1.1.1 accuse di corruzione per l’acquisto di sottomarini) Najib Razak ha studiato al Malvern College, una scuola privata nel Regno Unito, e presso l’Università di Nottingham nel Regno Unito. Poco prima del decollo, il pilota dell’MH370, il capitano Zaharie Ahmad Shah ricevette una telefonata da una donna misteriosa. La chiamata fu fatta con una scheda telefonica acquistata da una donna con documenti falsi. Il pilota dell’MH370 ha ricevuto una chiamata da una donna misteriosa/MH370: 23 marzo live – Telegraph/Una donna sconosciuta ha utilizzato un documento falso nell’acquistare un telefonino
Questa scoperta suggerisce un altro possibile legame tra il capitano Zaharie e la CIA. Shah era legato all’agente della CIA Anwar Ibrahim. Al momento dell’acquisto di una scheda SIM prepagata  in Malesia si deve compilare un modulo con il numero della carta d’identità o del passaporto. La polizia ha scoperto che la carta SIM fu acquistata ‘di recente’ in un negozio di Kuala Lumpur. Il 23 marzo 2014 si segnala che, stranamente, la moglie di Shah, Faizah Khan, non era stata ancora formalmente interrogata dalla polizia. Il simulatore di volo di Shah, sequestrato in casa sua, aveva certi programmi cancellati. Un programma gli permetteva di atterrare sulla base aerea USA di Diego Garcia. L’FBI ha preso l’attrezzatura relativa ai file cancellati. Il ministro della Difesa malese,  nonché ministro dei Trasporti responsabile della crisi MH370, è Hishammuddin Hussein, che presumibilmente è gay.

chuck_hagel_us_defence_secretary_hishammuddin_hussein_malaysian_defense_minister_640_001Il presunto gay Hishammuddin Hussein con il suo amico Chuck Hagel, segretario della Difesa degli Stati Uniti.

L’esperto di aviazione australiano Neil Hansford accusa il governo malese di non raccontare la storia completa di ciò che è successo. Ha detto a Sky News: “Trovo in ogni intervista con i malesi che c’è un bel po’ di vaghezza, negazione delle procedure di imbarco e controllo dell’elenco dei passaporti rubati, e continue incoerenze“. Secondo Neil Hansford: “Nulla di ciò che sento mi dice alcunché dei due passeggeri dai passaporti rubati” ha detto. “Se si dirigevano in  Germania, perché dovevano essere su un aereo malese per la Cina? Semplicemente non ha senso“.
Neil Hansford presidente di Strategic Solutions Aviation, dice:
1. Ciò che è successo all’MH370 non è stato un incidente.
2. Le prove indicano che l’equipaggio dell’aereo è coinvolto.
3. La scomparsa “è stata ben studiata e pianificata”.
4. Gli investigatori malesi non hanno mai avuto il controllo dell’incidente.
Daily Mail

ADF assistance to Malaysia Airlines MH370.Tony Ryals (Wolfblitzzer0) ci ha allertato su Paul Weeks, un passeggero sull’MH370. Il neozelandese Paul Weeks è un ingegnere meccanico di Perth, Australia. Prima del volo, Weeks si tolse anello nuziale e orologio che diede alla moglie con l’istruzione rigorosa di passarli ai figli se gli fosse successo qualcosa. La signora Weeks ha detto che suo figlio Lincoln di 3 anni le disse: “Sai papà è andato via… e sulla strada papà si è perso“. I media descrivono Weeks come un ex-soldato della Nuova Zelanda. Poco prima d’imbarcarsi sul volo MH370 volo, Weeks inviò un messaggio alla moglie dicendo che i loro figli significavano tutto per lui. I passeggeri delle Malaysia Airlines
Tony Ryals osserva che vi è un Paul Weeks ingegnere meccanico specializzato in Boeing 777. Paul Weeks – LinkedIn
E che dire del pilota e di sua moglie? Secondo quanto riferito, la moglie e i tre figli del pilota del volto MH370 Zaharie Shah sparì di casa il giorno prima del volo. Il pilota Zaharie Shah dell’MH370 Malaysia Airlines
Il pilota dell’ MH370 Zaharie Ahmad Shah era legato ad Anwar Ibrahim, che sarebbe un agente della CIA. Anwar Ibrahim, CIA, bar gay

diego-garcia-to-Iran01Secondo quanto riferito la CIA dispone di prigioni segrete a Diego Garcia.

Cinque grandi aziende di comunicazione tecnologica high-tech legate ai militari avevano dipendenti e dirigenti sulla lista passeggeri dell’MH370. Le aziende sono: “China Telecom, Business Machines Corp., Freescale di Austin, International Business Machines (IBM), ZTE Corp. e Huawei Technologies Co. In totale, 26 esperti di alta tecnologia sulla lista dei passeggeri”. Il dirigente di China Telecom Hualian Zhang, vicepresidente della rete pianificazione di Global China Telecom, appariva sulla lista dei passeggeri. Il dipendente della ZTE Li Yanlin, un ingegnere che fa parte del team di installazione e manutenzione attrezzature delle telecomunicazioni della società appare sulla lista dei passeggeri. La società di telecomunicazioni cinese Huawei, con legami militari, ha due dipendenti nella lista, ma ha rifiutato di identificarli”. Spie sull’aereo della Malaysia
La National Security Agency degli Stati Uniti (NSA) ha creato “porte” nelle reti gestite dalla società di telecomunicazioni cinese Huawei, secondo un rapporto. Il rapporto proviene da un documento dell’ex-contractor della NSA Edward Snowden e fu divulgato da New York Times e Der Spiegel. Huawei spia per la Cina, afferma l’ex-capo della CIA Michael Hayden. La Freescale Semiconductor, una società degli Stati Uniti, aveva 20 dirigenti a bordo del Malaysia Airlines MH370. Dodici erano malesi, mentre otto erano cittadini cinesi. Il 3 marzo 2014, appena cinque giorni prima che l’MH370 scomparisse, Freescale lanciava un nuovo elemento da guerra elettronica per i sistemi radar militari. Gli azionisti di Freescale includono gli investitori di private equity del il Gruppo Carlyle, i cui passati consiglieri inclusero l’ex-presidente USA George Bush Sr e tra i cui investitori in passato vi era la famiglia bin Ladin. Aereo malese: 20 a bordo lavoravano per la guerra elettronica…
Secondo quanto riferito, “i 20 nerd tecnologici a bordo capita che lavorassero per la Cina nella progettazione ‘classificata’ dei principali software di controllo per calcolatori di bordo/internet, di cui trasportavano l’hardware adatto sull’aereo… Il jet sarebbe atterrato a Diego Garcia, e l’hardware e il software scaricati con i nerd“. Il Volo MH370 scomparso della Malaysia – pagina 83 – David Icke

diego_garciaIl 20 marzo 2014, un funzionario della ricerca e soccorso australiano ha detto che aerei furono inviati a controllare due oggetti eventualmente legati al volo scomparso delle Malaysia Airlines, avvistati su immagini satellitari nell’Oceano Indiano a circa 2500 chilometri a sud-ovest di Perth. Fu previsto che “il relitto dell’aereo sarebbe stato poi attentamente depositato (presumibilmente da un aereo) lontano da Diego Garcia…Dirottato verso gli USA?
Da Diego Garcia agli USA? “Se supponiamo che l’aereo sia stato dirottato a Diego Garcia, è ragionevole supporre che l’aereo e i suoi passeggeri non sarebbero stati trattenuti lì a tempo indeterminato“. Il Volo 370 della Malaysia Airlines dirottata a Diego Garcia e poi in South Carolina?
Se dobbiamo seguire la logica di alcuni teorici della cospirazione che seguono questo e altri forum, l’aereo e i suoi passeggeri sarebbero volati verso la costa orientale degli Stati Uniti, sopra l’Oceano Atlantico per sfuggire al controllo (e relativamente meno distante). Certo, la livrea dell’aereo sarebbe stato ridipinta. Il relitto dell’aereo sarebbe poi stato attentamente depositato  (presumibilmente un aereo) lontano da Diego Garcia… Quattro giorni dopo la scomparsa dell’MH370, una curiosa esercitazione ebbe luogo nelle coste sud-orientali degli Stati Uniti. “Aerei da caccia avrebbero ‘scortato’ un aereo.” Dirottato verso gli USA?
I membri della Carolina Air National Guard del Sud conducono un’esercitazione della difesa aerea lungo la costa. Il sergente maggiore della Guardia Edward Snyder dice che le persone potrebbero vedere jet da combattimento scortare un aereo civile sulle aree di North Charleston e Myrtle Beach.” La SC Air National Guard pianifica esercitazioni costiere
MH370: l’ambasciata indonesiana deplora l’articolo di Utusan Malesia. Carolina Mason lo collega all’attentato del centro commerciale in Kenya

map_of_diego_garciaGli investigatori hanno scoperto che Diego Garcia è uno dei 5 aeroporti nell’Oceano Indiano caricati nel simulatore di volo del capitano Zaharie Ahmad Shah. Base militare statunitense e aeroporti dell’Asia meridionale nel simulatore del pilota dell’MH370
Diego Garcia è una base militare degli Stati Uniti. Il simulatore del capitano Zaharie Ahmad Shah è stato rimosso da casa ed è stato rivelato oggi che i dati furono cancellati.

tumblr_inline_n2kagsCjSF1suyqf0E’ chiaro, controllando la rotta SIA68, che l’MH370 si è accodato sulla scia di SIA68 alle 18:00 UTC circa, e nei successivi 15 minuti l’ha seguito… il Volo 68 delle Singapore Airlines l’ha proceduto sul Mar delle Andamane nel Golfo del Bengala e, infine, nello spazio aereo dell’India… E’ mia convinzione che MH370 probabilmente seguiva la scia SIA68 sullo spazio aereo di India e Afghanistan...” Il volo 370 delle Malaysian Airlines scomparso dietro il SIA68/SQ68

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Malaysian Airlines MH370: Inside job?

Aangirfan 16 marzo 20141
no-clue-about-malaysia-airlines-mh370Il 16 marzo 2014, l’esperta di antiterrorismo inglese dr.ssa Sally Leivesley avrebbe detto che, nel caso MH370, sembra che vi sia la pianificazione di qualcuno dalle ampie ed avanzate conoscenze ingegneristiche. I dirottatori avrebbero cambiato velocità, altitudine e rotta dell’MH370 inviando segnali radio al sistema di controllo del volo di bordo. Possono averlo fatto atterrare o schiantare via telecomando. Tra i possibili colpevoli una potenza straniera.
James R. ha detto: “L’annuncio che l’MH 370 era ancora in volo e che venne rilevato sul radar alle 08:11, indica che le ricerche sul mare della Cina meridionale siano state una perdita di tempo farsesca. Eppure qualcuno ha avuto questa informazione ed apparentemente non fece nulla, lasciando che l’inutile ricerca continuasse per quasi una settimana. Le informazioni rilasciate dalle autorità malesi indicano che l’aereo fu dirottato via telecomando. L’equipaggio non poteva nascondere l’aeromobile ai radar. Il radar non dipende da alcuna attrezzatura sull’aereo, non può essere spento. Solo notevoli capacità di guerra elettronica possono far scomparire un aereo dai radar sull’oceano… quasi certamente gli Stati Uniti o una società alleata sotto il loro controllo (hanno fatto sparire l’aereo)“. Come riportato dal Telegraph, è emersa la prova di un possibile complotto della CIA in stile 11/9 riguardo l’MH370. Sajid Muhammad Badat di origine inglese, un agente ‘CIA-MI6-al-Qaida‘, ha recentemente detto in tribunale che 4-5 malesi progettavano di dirottare un aereo usando una bomba nascosta in una scarpa per abbattere la porta della cabina di guida. Saajid Muhammad Badat ha detto che aveva incontrato agenti malesi di CIA-MI6-al-Qaida, uno dei quali pilota, in Afghanistan dandogli una bomba-scarpa da utilizzare per prendere il controllo di un aeromobile. La possibilità di un tale complotto, ordito dalle menti della CIA degli attacchi dell’11/9 alle Torri Gemelle di New York, è stata sostenuta dall’ammissione di Najib Razak, primo ministro della Malesia, secondo cui i sistemi di comunicazione del Boeing 777 furono deliberatamente spenti “da qualcuno a bordo”. I genitori di Sajid  Muhammad Badat, Muhammad Badat e Zubayda Patel, giunsero in Gran Bretagna dal Malawi, dove facevano parte della comunità asiatica portatavi per governare il Paese quando era una colonia inglese. Suo padre è un giornalaio e ancora gestisce l’edicola. Badat frequentò il ginnasio Cript nel Regno Unito, dove ebbe il diploma.

article-2134056-02397C260000044D-390_634x427Il 15 marzo 2014, il primo ministro malese Najib Razak ha detto:
1. il Volo 370 è stato probabilmente dirottato da qualcuno a bordo
2. il Volo 370 ha volato per più di sette ore, e potrebbe aver raggiunto il Kazakhstan
Il primo ministro Najib Razak ha detto che anche se i movimenti fossero stati coerenti con atti deliberati, ciò non confermava che l’aereo fosse stato dirottato. In relazione all’MH370, funzionari e altri hanno fatto dichiarazioni contrastanti, suggerendo che alcuni di loro possano avere qualcosa da nascondere.
1. Una teoria, avanzata dalla Professional Pilots Rumour Network, afferma che l’MH 370 è stato colpito da missili e che i Paesi limitrofi sono coinvolti in una cover-up o cospirazione. Tuttavia, i satelliti statunitensi non avrebbe rintracciato alcuna esplosione.
2. C’erano voci secondo cui l’MH370 era atterrato in Cina, a Xian o Nanjing. Queste voci sono state smentite dalle Malaysian Airlines.
3. Le Malaysia Airlines inizialmente dissero che l’MH370 perse il contatto con il controllo del traffico aereo alle 02:40. Le Malaysia Airlines più tardi disse che il contatto fu perso alle 01:30, come mostrano i dati sui siti web di monitoraggio dei voli.
4. Il governo malaysiano ha detto, il giorno della scomparsa dell’MH370, che c’erano indicazioni che l’aereo aveva ‘tentato di rientrare’. Giorni dopo, un ufficiale avrebbe detto che i militari avevano rilevato quello che poteva essere l’aereo sulle registrazioni radar della difesa aerea, indicando che l’aereo potrebbe aver volato sullo Stretto di Malacca. Il generale malese Rodzali Daud più tardi disse che “non fece tali dichiarazioni“.
5. Funzionari malesi, inizialmente dissero che quattro o cinque passeggeri avevano fatto il check-in per il volo, ma non salirono a bordo e il loro bagaglio fu sbarcato dall’aereo. Giorni dopo, i funzionari malesi dissero che nessun bagaglio era stato rimosso.
6. Il ministro degli Interni malese Ahmad Zahid Hamidi inizialmente descrisse i due passeggeri con i passaporti rubati dai lineamenti asiatici. Il giorno dopo, il capo dell’aviazione civile della Malesia, Azharuddin Abdul Rahman, sembrava indicare che uno di questi passeggeri fosse nero. I due uomini furono successivamente identificati dall’Interpol come iraniani. Le foto dei due uomini diffuse dalla polizia malese, dalle gambe identiche, si sono rivelate manipolate digitalmente. La risposta malese al volo scomparso MH370
7. Il Wall Street Journal ha detto che investigatori dell’aviazione e funzionari della sicurezza nazionale statunitensi credevano che l’aereo, dopo la scomparsa, avesse volato per cinque ore, secondo i dati scaricati automaticamente dai motori dell’aereo. Tuttavia, il 14 marzo 2014, la Rolls-Royce avrebbe detto di essere d’accordo con il governo malese, secondo cui l’MH370 non può aver volato per ore dopo la scomparsa.

Missing Malaysian Airways.jpgSopra, vediamo la distanza minima, circa 2500 chilometri, che l’MH370 può aver coperto dopo la ‘scomparsa’.
La Rolls-Royce concorda con la Malaysia sui dati dei motori del jet scomparso

Army-bases-online_2614912aLe principali basi militari. 8) Brunei, 10) Corea del Sud, 11) Giappone
L’MH370 avrebbe potuto raggiungere alcune delle basi militari qui sopra.
12) Guam – Andersen Air Force Base.
14) Diego Garcia.
C’è una base militare nelle isole Andamane
L’MH370 potrebbe essere stato costretto ad atterrare a Guam? Guam potrebbe essere stato il bersaglio di un complotto terroristico con questo aereo? Nel febbraio 2014, sull’Andersen Air Force Base di Guam, più di 1800 effettivi e circa 50 aeromobili di US Air Force, US Navy, Japan Air Self-Defense Force, Royal Australian Air Force e Republic of Korea Air Forces si riunirono per un’esercitazione militare. L’esercitazione era caratterizzata da velivoli comando e controllo (AWACS) di Stati Uniti, JASDF e RAAF. Cope Nord 2014 inizia sull’Andersen AFB a Guam

Foreign Observers/Valiant ShieldAndersen Air Force Base, Guam: Colonnello Charles McMillan, Comandante del 36.th Contingency Response Group, saluta i membri del ministero della Difesa cinese ad Andersen, 19 giugno 2006. Più di 40 osservatori di diversi Paesi, tra cui Cina, Australia, Giappone, India, Singapore, Repubblica di Corea e Russia assistettero a Valiant Shield, esercitazione che mostrava la capacità degli Stati Uniti e l’interoperabilità nella cooperazione come forza congiunta. Valiant Shield
Alcune domande sul Malaysia Air Flight 370

adamanL’ultima traccia sui radar militari suggerisce che l’aereo volava verso le isole Andamane dell’India, un arcipelago tra il Mar delle Andamane e il Golfo del Bengala.I dati dei radar: esclusivo
L’India ha una base navale nelle isole Andamane. Nel 2013, gli Stati Uniti avrebbero avuto dei piani per una base aerea nelle Isole Andamane. I piani per una base militare degli Stati Uniti nelle isole Andamane
L’ambasciatore malese in Cina ha ricevuto conferma che i militari malesi avevano rilevato un jet ignoto solo un’ora dopo che il volo MH370 era svanito. Jet Rogue

NATO-E-3-AWACSSi ritiene che il Volo 377 delle compagnie aeree malesi sarebbe stato dirottato da un aereo AWACS dell’aviazione statunitense. L’11/9 aerei AWACS furono visti osservare o controllare i crash contro le torri gemelle. (JimStone freelance)
Gli Stati Uniti hanno basi per aerei AWACS in Asia. AWACS significa ‘Allarme e controllo precoce aeroportato’.

04119845-1024x958I due uomini con “passaporti rubati”. Malaysia Airlines e il caso delle gambe mancanti
Il Wall Street Journal ha riportato che gli investigatori statunitensi sospettano che il jet di linea malese scomparso abbia volato per 4-5 ore una volta perso il contatto con i controllori del traffico aereo. Ciò sulla base di dati provenienti dai motori dell’aereo, che vengono scaricati e trasmessi a terra automaticamente nei programmi di manutenzione ordinaria. L’aereo scomparso delle Malaysia Airlines ha ‘volato per quattro ore’ dopo la scomparsa dai radar…
Il 13 marzo 2014, le autorità malesi hanno detto che non vi era alcuna prova che l’aereo di linea avesse volato per ore dopo aver perso il contatto con i controllori del traffico aereo, continuando a trasmettere i dati tecnici. La Malaysia dice che non c’è alcuna prova che l’aereo scomparso abbia volato per ore dopo aver perso i contatti

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Cos’è successo alla navetta spaziale Buran?

Natalija Jachmennikova, Rossijskaja Gazeta 19 gennaio 2014 – RIR

Il volo della Buran, durato 205 minuti, fu sensazionale. La navetta spaziale sovietica fu la prima al mondo ad atterrare automaticamente, mentre le navette statunitensi non potevano farlo, se non manualmente. Ma perché il lancio trionfale della navetta sovietica fu il primo e ultimo? C’è qualche speranza che la navetta russa possa di nuovo puntare alle stelle? Rossijskaja Gazeta ha parlato con Valerij Burdakov, uno dei progettisti della Buran e a capo del dipartimento dell’associazione per la produzione scientifica Energija. Oggi è professore presso l’Istituto Aeronautico di Mosca.

1461156Rossijskaja Gazeta: Valerij Pavlovich, si dice che la navicella spaziale Buran fosse la macchina più complessa mai creata dall’uomo.
Valerij Burdakov: Sicuramente. Fino all’avvento della Buran, la navetta spaziale statunitense era al vertice, ma la Buran era molto più capace sia per carico che poteva far rientrare sulla Terra (20-30 tonnellate anziché 14,5) che per l’ampiezza dell’orbita. Avremmo potuto far rientrare la stazione spaziale Mir e trasformarla in un oggetto da museo! Atterraggio automatico, carburante non tossico, test di volo orizzontale e trasporto del serbatoio del razzo su un aereo appositamente progettato. Tutto fu superlativo.

RG: Chi fu la prima persona ad avere l’idea che l’aeromobile orbitale potesse atterrare su una pista  come un aereo?
VB: (Sergej) Koroljov! Lo sentì da Sergej Pavlovich stesso. Nel 1929 aveva 23 anni, ed era già un noto pilota di alianti. Pensava di spingere un aliante a 6 km di quota e poi nella stratosfera, con una cabina pressurizzata. Decise di visitare (Konstantin) Tzjolkovskij per convincerlo a firmare una lettera che confermasse che il volo a quell’altezza fosse praticabile.

RG: E Tzjolkovskij firmò?
VB: No, criticò l’idea. Disse che senza un motore a razzo a propellente liquido l’aliante non poteva essere controllato a quella altezza, spezzandosi mentre accelerava. Tzjolkovskij diede a Koroljov un libretto intitolato “Missili spaziali” consigliandogli a come utilizzare motori a razzo a combustibile liquido per i voli non nella stratosfera, ma ancora più in alto, nello spazio. Koroljov era molto seccato.

RG: E quando hai iniziato a lavorare sul progetto Buran?
VB: Nel 1962, con il sostegno di Sergej Pavlovich, ebbi il brevetto di primo ideatore di un veicolo spaziale riutilizzabile. Quando la navetta statunitense emerse dalle nubi, non era ancora deciso se si dovesse seguire la stessa strada. Ma nel 1974 fu istituito il cosiddetto Servizio n° 16 di Energija. Aveva due reparti di progettazione, il mio si occupava dell’aeromobile e quello di Efrem Dubinskij del vettore di lancio. Affrontammo traduzioni, analisi scientifiche, la stesura e pubblicazione di uno “studio” sulla navetta. E senza tante storie, sviluppammo la nostra versione di navetta e relativo vettore di lancio.

RG: La precisione con cui Buran atterrò fu assolutamente sbalordita.
VB: Quando la navetta spuntò dalle nuvole, uno dei direttori era praticamente in delirio, continuava a dire: “Si schianterà!” Tutti ansimammo quando la Buran picchiò mettenodosi in perpendicolare alla pista. Ma in realtà tale manovra faceva parte del piano. Sembra, tuttavia, che il direttore in questione non lo sapesse o l’avesse dimenticato. La navetta atterrò proprio sulla pista. Quei 205 minuti di volo della Buran eliminarono qualsiasi critica ai suoi progettisti.

RG: Come ti sei sentito dopo quel trionfo?
VB: Le parole non possono esprimerlo. Ma c’era un’altra sensazione: chiusero un progetto riuscito e innovativo. Alla fine, 15 miliardi di rubli furono sprecati.

RG: Il know-how scientifico e tecnico del progetto Buran sarà mai utilizzato?
VB: Come navetta, la Buran non è finanziariamente sostenibile perché il sistema di lancio è costoso e inaffidabile. Ma le soluzioni tecniche uniche possono essere sviluppate ulteriormente nell’ambito del progetto Buran-M. Un nuovo velivolo spaziale modificato che tenga conto degli ultimi sviluppi potrebbe diventare assai veloce, affidabile e conveniente nel trasporto intercontinentale di passeggeri e turisti. Ma perché ciò avvenga, dobbiamo creare un nuovo vettore di lancio multi-uso, monostadio ed integralmente ecologico (MOVEN) per sostituire il missile Sojuz. Per inciso, il nuovo velivolo non richiederà un sistema di lancio ingombrante, quindi potrebbe anche decollare dal cosmodromo di Vostochnyj. Il know-how della Buran non è svanito. L’atterraggio automatico del velivolo ha ispirato gli aerei da combattimento di quinta generazione e numerosi velivoli senza equipaggio. Solo che, come è avvenuto con i satelliti artificiali, ci arrivammo prima.

RG: Secondo te, qual è la prospettiva dell’industria spaziale oggi?
VB: L’era degli idrocarburi sta per essere sostituita dall’era atomica e solare, inconcepibile se non usiamo una gamma molto ampia di velivoli spaziali. Per costruire centrali solari spaziali che forniscano energia ai consumatori sulla Terra, avremmo bisogno di velivoli che possano trasportare un carico utile di 250 tonnellate, che si baseranno sui MOVEN. E se mi chiedi dell’industria spaziale nel complesso, allora potrà soddisfare tutti i bisogni dell’umanità, non solo le esigenze dell’informazione che soddisfa oggi.

Antonov_An-225_with_Buran_at_Le_Bourget_1989_ManteufelTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La diplomazia del Flanker, vincente per l’India e l’Asia

Rakesh Krishnan Simha RIR 10 dicembre 2013

969171L’adozione degli avanzati velivoli Flanker nelle forze aeree asiatiche si dimostra una manna inaspettata per l’India. Come centro per la manutenzione dei velivoli della serie Sukhoj Su-27/30 Flanker e l’addestramento dei piloti stranieri, il Paese ricava una notevole quantità di denaro. Ma ancora più importante, rafforza i legami di New Delhi con la regione.

Neutralizzare l’Indonesia
Nell’ottobre 2013, l’India ha accettato di addestrare e supportare l’aviazione indonesiana nel gestirne la flotta di caccia Sukhoj. Gli indonesiani attualmente impiegano i jet Su-27 e Su-30, con l’ultima partita di Flanker arrivata il mese scorso. Secondo l’accordo, cui si è giunti durante il viaggio del ministro della Difesa indiano a Giacarta, India e Indonesia collaborano nell’addestramento, assistenza tecnica e fornitura dei pezzi di ricambio. In passato Jakarta aveva un accordo con la Cina per addestrare i suoi piloti e fornire supporto tecnico alla flotta di Flanker. Ma Jakarta ora ha cambiato ritenendo che l’Indian Air Force (IAF) sia il mentore ideale. L’IAF s’è fatta la reputazione mondiale di leader del dogfight dopo aver battuto la potente US Air Force nella serie di esercitazioni aeree Cope India. Inoltre, in tre guerre, nel 1965, 1971 e 1999, ha battuto la Pakistan Air Force, che non è secondaria. Dato che l’India avrà una delle più grandi flotte di Flanker di tutto il mondo, una volta che tutti i previsti 272 jet Sukhoj saranno operativi, la decisione dell’Indonesia di cambiare il proprio guru dei caccia è comprensibile. Gli ufficiali indonesiani avranno colloqui con un gruppo di alto livello dell’IAF, per finalizzare i dettagli dell’accorso per l’addestramento, i pezzi di rispetto e il supporto. Oltre a manutenzione e addestramento dei piloti dei Flanker, India e Indonesia miglioreranno significativamente la loro cooperazione nella difesa. “Le due parti si sono scambiate opinioni sulle questioni relative alla sicurezza regionale e globale, le esercitazioni bilaterali e i servizi, addestramento e co-produzione di attrezzature per la difesa e le munizioni, e scambi di visite ad alto livello”, ha detto un portavoce del ministero della Difesa indiano.

Sinergie comuni
Il quotidiano dell’industria della Difesa (DID) spiega il significato dell’accordo India-Indonesia sui Flanker: “La mossa avrà un’importanza che va ben oltre il valore in dollari, in quanto è parte di una ampia serie di accordi sulla cooperazione per rafforzare la difesa che i due Paesi perseguono.” Il DID aggiunge: “L’Indonesia non cerca di inimicarsi la Cina, ma le affermazioni aggressive della Cina sul Mar Cinese Meridionale contrastano con il sostegno dell’India alla libertà di navigazione e alla risoluzione multilaterale delle controversie secondo il diritto internazionale. Il risultato è l’importante passo indonesiano verso una maggiore cooperazione con l’India, adattandosi molto bene con le priorità strategiche dell’India“.

La flotta malese
L’India aiuta la Royal Malaysian Air Force (RMAF) a mantenere la sua flotta. Mentre la Sukhoj è il contraente principale della fornitura di Su-30MKM, i canard, timoni e stabilizzatori del velivolo vengono prodotti dall’Hindustan Aeronautics Limited di Nasik, in India, con un accordo da 25/30 milioni di dollari. Nel 2008 l’India ha accolto la richiesta della Malesia di addestrare il personale della Royal Malaysian Air Force (RMAF) sull’operatività e la manutenzione dei suoi caccia Su-30MKM. “L’addestramento iniziale del personale della RMAF è stato condotto in India dalla HAL e dall’IAF“, dice il sito della missione diplomatica indiana a Kuala Lumpur. Successivamente, un gruppo composta da piloti e istruttori tecnici è stata implementata presso la base Gong Kedah nell’ambito dell’Indian Air Force Training Team (IAFTT), impartendo l’addestramento per due anni e mezzo. L’addestramento si concluse con successo nel settembre 2010. Il personale della squadra IAFTT era stata salutata, durante la cerimonia speciale prima della partenza, dal generale Dato Sri Rodzali bin Daud, comandante della RMAF.

Spinta in Vietnam
La cooperazione sui Flanker ha avuto un altra spinta. Il successo dell’India nell’accoppiare il missile da crociera BrahMos ai suoi Sukhoj, ha visto il Vietnam mostrare interesse nell’acquistare il missile. Se l’affare andrà in porto, sarà la prima vendita all’estero del noto missile sviluppato congiuntamente da India e Russia. Una delegazione di alto livello vietnamita, che ha visitato New Delhi questo mese, ha invitato l’India a fornire l’addestramento sui sottomarini e per la conversione dei piloti vietnamiti dei velivoli Sukhoj Su-30.

Mosse strategiche
Indonesia e Malesia sono due nazioni musulmane e nonostante le loro storiche radici indiane, la loro attuale appartenenza religiosa le fa propendere per le altre nazioni musulmane. Perché questo è un problema? Ebbene, nella Guerra India-Pakistan del 1965, l’Indonesia inviò navi da guerra in Pakistan per combattere contro l’India. Prima di ciò, quando il Partito Comunista d’Indonesia era al potere, si schierò con la Cina comunista. I leader indonesiani iniziarono a rivendicare le isole Andamane e Nicobare, e chiesero che l’Oceano Indiano fosse ribattezzato “Oceano indonesiano”.  Anche se il potere militare indiano di oggi è notevolmente superiore rispetto agli anni ’50 e ’60, e gli indonesiani difficilmente ripeteranno una spericolata diplomazia delle cannoniere, l’India non vorrebbe che Jakarta e Kuala Lumpur sostengano il Pakistan in alcun modo. La diplomazia del Flanker è quindi un ottimo modo per stringere i legami della difesa con questi due Paesi. Ufficiali  indonesiani e malesi che cooperano con l’IAF, probabilmente staranno con l’India in un conflitto tra India e Pakistan o tra India e Cina.

1002385Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il “Vento si alza” di Hayao Miyazaki: trascurare il resto del mondo

John Watanabe, WSWS, 7 novembre 2013

ff20130719a2aSi alza il vento” (Kaze Tachinu) è l’ultima realizzazione del creatore di Studio Ghibli e famoso regista giapponese Hayao Miyazaki (nato nel 1941). E’ anche, secondo le sue dichiarazioni pubbliche, l’ultimo lungometraggio del regista. Il lavoro di animazione presentato in Giappone a luglio e a New York e Los Angeles l’8 novembre 2013, per potersi candidare agli Oscar. L’edizione in Nord America è prevista per febbraio. Il film d’animazione è su Jiro Horikoshi, il progettista del caccia della seconda guerra Mitsubishi A6M Zero, utilizzato nell’attacco a Pearl Harbor e dopo, nelle missioni kamikaze. E’ assai liberamente ispirato alla novella dallo stesso titolo di Tatsuo Hori (1936-1937). Quest’ultimo, a sua volta prende in prestito il titolo da una poesia del 1920 di Paul Valéry (“Le vent se lève!… Il faut tenter de vivre!“, “Si alza il vento! … Dobbiamo cercare di vivere!“) La frase di Valéry è enfatizzata nel film e sembra intrisa di un significato abbastanza limitato: che si dovrebbe vivere e agire al meglio nelle circostanze immediate, trascurando le più ampie condizioni di vita su cui non si possono avere responsabilità, in ogni caso.
Hori (1904-1953) è stato scrittore, poeta e traduttore le cui prime opere, secondo un commentatore, seguivano “lo spirito della letteratura proletaria” cioè, presumibilmente di sinistra, mentre le sue opere successive “tendevano al modernismo”. “Si alza il vento” è una storia d’amore ambientata in un sanatorio di montagna, “riflettendo la sua (di Hori) lotta contro la tubercolosi, a cui infine cedette“. L’opera originale non aveva nulla a che fare con Horikoshi, il progettista di aerei da guerra, il suo inserimento è interamente opera di Miyazaki. Il caccia Zero è una grande fonte di orgoglio per i nazionalisti e i militaristi giapponesi, che lo vedono come simbolo delle prime vittorie dell’imperialismo giapponese nella seconda guerra mondiale. In un’intervista con l’Asahi Shimbun, il 4 agosto, Miyazaki ha osservato che “lo Zero simboleggia la nostra psiche collettiva“, e “lo Zero rappresenta una delle poche cose di cui noi giapponesi potemmo essere orgogliosi“.
TheWindRisesPoster-thumb-630xauto-35588Il film si apre con Jiro Horikoshi, un ragazzo che sogna di volare o di progettare da sé degli aerei. Segue i suoi sogni all’università di Tokyo, dove sperimenta un forte terremoto (il grande terremoto di Kanto del 1923). Nel caos che ne segue, aiuta una ragazza e la sua cameriera ferita a rientrare a casa, una grande villa di Tokyo. Jiro poi svanisce senza attendere di essere ringraziato. Impiegato dalla Mitsubishi nella progettazione di aerei da guerra, Jiro si applica più dei suoi collaboratori, mostrando un genio intuitivo per il lavoro e facendo carriera nell’azienda. Nell’amena località turistica di Karuizawa rincontra la ragazza che ha aiutato dopo il terremoto, Naoko, e alla fine ottiene la sua mano in matrimonio. Tuttavia, è gravemente malata di tubercolosi, fornendo al film il suo elemento tragico.
Si alza il vento” segue un ritmo lento per due ore. Tuttavia, l’opera rivela straordinariamente poco dei protagonisti principali, Jiro e Naoko, per non parlare di tutti gli altri. Di conseguenza, la situazione dei personaggi evoca scarsa reazione emotiva nello spettatore. Jiro sembra accettare sia il destino di Naoko che le scene di devastazione della guerra. Quest’ultima distruzione, per inciso, è raffigurata nello stesso modo del terremoto precedente, il che implica che la guerra avrebbe un carattere “naturale” quasi inevitabile. Miyazaki (meglio noto negli Stati Uniti per la “Principessa Mononoke” del 1997) rappresenta mezzo secolo di storia del cinema di animazione giapponese. Nessuno può negare il suo notevole talento. L’animazione di “Si alza il vento” è assai ben fatta e le scene storiche sono minuziosamente ricercate e meticolosamente ricreate. Che si tratti della campagna, della vivace metropolitana di Tokyo o degli sforzi per l’industrializzazione della periferia di Nagoya, le scene sono realistiche e sono chiaramente il prodotto di molte ore di lavoro. In certi momenti Miyazaki fornisce un contesto più ampio. In una scena, Jiro e un collega discutono di quanti bambini che muoiono di fame potrebbero essere nutriti con le spese per la guerra. In un altro, il capo di Jiro l’avverte sulla compiacenza verso la polizia segreta: “Ne hanno già presi tre che non avevano niente da nascondere“. C’è anche il panico bancario. Tuttavia, tali momenti sono pochi e distanti tra essi senza scorrere organicamente nel resto della storia.
Jiro ha lavorato per le Mitsubishi Heavy Industries, uno dei pochi trust che controllano gran parte dell’economia giapponese fino ad oggi, offrendo la possibilità di esplorare importanti problemi sociali, economici e morali. Questi non vengono mai perseguiti, e questo è in gran parte dovuto alla prospettiva del regista. Nell’intervista all’Asahi, Miyazaki ha commentato: “Ho imparato ad accettare il fatto di poter essere utile solo nella zona di mia immediata vicinanza… Devo accettare i miei limiti. In passato, mi sentivo obbligato a fare qualcosa per il mondo o l’umanità. Ma sono cambiato molto negli anni. C’è stato un tempo in cui mi dilettavo nel movimento socialista, ma devo dire che ero abbastanza ingenuo.” Miyazaki è stato considerato a volte un pacifista, e alcune delle sue opere precedenti infatti avvertivano contro i pericoli della guerra ed altri mali sociali. Tuttavia, indubbiamente s’è spostato a destra.
65th Venice Film Festival (Mostra) : japanese director Hayao Miyazaki presents 'Ponyo on the cliff by the sea' In Venice, Italy On August 31, 2008-In un saggio pubblicato un paio di giorni prima di “Si alza il vento”, per esempio, Miyazaki ha  supportato le missioni in Iraq e nel Golfo Persico delle “Forze di autodifesa giapponesi”, presumibilmente perché le truppe giapponesi non hanno sparato un solo colpo o subito alcuna vittima. Il regista rifiuta la sua precedente ammirazione per i “Paesi neutrali come la Svizzera o la Svezia“, sostenendo che l’armamento è necessario “in un certo grado“, mettendo in guardia sull’”espansione della Cina“. Mette in discussione la divisione internazionale del lavoro dal punto di vista della resilienza nazionalista e accusa la “sovrappopolazione” per la guerra, sostenendo che il Giappone dovrebbe avere una popolazione di “circa 35 milioni di abitanti“, senza spiegare cosa dovrebbe essere fatto dei restanti 90 milioni di persone!
Sul fronte interno, Miyazaki accetta acriticamente le misure di austerità: “Dobbiamo diventare gradualmente più poveri. E’ questa la via, e non può essere evitata“. Quindi, piuttosto che avere “speranze per il futuro“, bisogna concentrarsi sul presente: amici, famiglia, lavoro. Infine, respinge le “ansie” prevalenti nella generazione più giovane, dicendo: “Così, in passato non c’erano preoccupazioni?… Se siete in buona salute e avete un lavoro, è sufficiente. Se non c’è lavoro, createlo.” Miyazaki non glorifica apertamente l’imperialismo e la guerra, ma la sua promozione dei simboli militaristi come il caccia Zero, la sua posizione equivoca sulla seconda guerra mondiale e la guerra in generale, e i suoi appelli a concentrarsi sull’immediata sfera puramente privata, oggettivamente aiuta a disarmare il pubblico di fronte a pericoli come la prossima guerra regionale o mondiale, che coinvolgerebbe immediatamente anche il suo nativo Giappone.
Queste posizioni politiche e sociali portano inevitabilmente ad un atteggiamento deplorevole nei confronti delle questioni artistiche. Nella stessa intervista a Miyazaki, gli è stato anche chiesto: “Dite che non si può essere responsabili di tutto ciò che accade al di là del proprio orizzonte, ma in realtà voi influenzate innumerevoli persone con i vostri film. Che ne pensate di ciò?” Il regista risponde: “Faccio film per affari, non per sforzi culturali. Ai miei film è capitato di avere successo. Se le persone non ne fossero state interessate, la mia azienda sarebbe fallita in poco tempo.” Una prospettiva molto limitata in effetti.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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