Novorossija: assalto contro il tempo

Alessandro Lattanzio, 3/7/2014

flag10Mio padre mi ha detto che si univa alla Milizia, ed è un uomo di parola. Non volevo combattere contro di lui e contro i miei connazionali. Ecco come è successo che mi sono dimesso e ho lasciato”, afferma l’ex-paracadutista Jaroslav, della stessa brigata paracadutisti dei sei equipaggi di APC che si rifiutarono di seguire gli ordini dei golpisti di attaccare la città, passando con la milizia di Slavjansk. Al momento Jaroslav era ad un checkpoint vicino la nativa Kramatorsk. Dice che i commilitoni si preparavano alla battaglia, ma non capivano contro chi: “Non avevano idea, davvero. Tutto perché ci hanno detto che avremmo combattuto terroristi e separatisti, ma poiché sono di Karamatorsk ho capito chi fossero i “terroristi”. Ascoltando l’ufficiale si poteva pensare che mia nonna fosse una terrorista”. “Quando presero un quartiere di Kramatorsk, controllarono ogni casa per vedere se c’erano armi o se gli abitanti avevano contatti con la Milizia. E, se c’erano avrebbero ucciso tutti donne, bambini, uomini. Hanno giustiziato intere famiglie!

104751227 giugno, bombardamenti su Slavjansk e Semjonovka e scontri ad Artjomovsk. Un punto di controllo dei golpisti viene raso al suolo, dove 3 soldati ucraini sono eliminati e altri 4 feriti (secondo il ministero ucraino). Scontri a Kramatorsk (Repubblica Popolare di Donetsk) e alla periferia di Lugansk, a Metalist e Kamenaja Boroda (Repubblica Popolare di Lugansk). Ad Artjomovsk, i majdanisti sparano su un pullman uccidendo 2 civili. Kiev subisce nei combattimenti a Kramatorsk 4 caduti e 7 feriti della Guardia Nazionale.
28 giugno, scontri a Krasnij Partizan, dove i distaccamenti della naziguardia subisce perdite e si ritira. Un aereo paracaduta un carico di cinque contenitori sul colle Karachun. La base 3023 delle forze del ministero degli Interni ucraino cede le armi, mentre parte dell’unità militare 3004 aderisce alle forze armate della Repubblica del Donetsk. I coscritti sono rilasciati dal governo della RPD, mentre la naziguardia tenta di occupare il posto di frontiera di Krasnopartisansk, ma l’attacco viene respinto. 10 droni conducono operazioni di ricognizione su Slavjansk e una grande quantità di munizioni viene consegnata per il bombardamento delle posizioni della milizia dell’autodifesa, in violazione del “cessate il fuoco”. Scontri presso Vostochnij, con l’impiego da parte dei miliziani di un 2S9 Nona, dotato di un mortaio da 120 mm, e di lanciagranate AGS-17 Plamja, distruggendo numerosi nidi di mortaio della naziguardia. Bombardamenti su Selidovo e Ukrainsk. Aleksandr Karjakin, presidente del Presidium del Consiglio Supremo della RPL, afferma che “Le forze ucraine ignorano l’ordine emesso da Poroshenko. O il presidente manca di autorità o le forze armate prendono decisioni indipendenti. Vi è anche una figura come Kolomojskij, che ha annunciato che non avrebbe rispettato l’ordinanza del presidente sul cessare il fuoco”. A Semjonovka si svolge una manovra con l’utilizzo di 1 carro armato T-72B2 Rogatka e di AGS Plamja. Scontri nella zona del campo d’aviazione di Kramatorsk.
10367182 29 giugno, i majdanisti bombardano Slavjansk, uccidendo 3 civili, mentre a Kiev si radunano i neonazisti in favore dell’invasione del Donetsk. I battaglioni neonazisti Donbass, Dnepr, Ajdar e le organizzazioni di Majdan, guidati da Simon Semenchenko, capo del battaglione Donbass, chiedono a Poroshenko d’interrompere il ‘cessate il fuoco’, dichiarare la legge marziale nel Donetsk e arrestare gli oligarchi Viktor Medvedchuk e Rinat Akhmetov “per attività anti-statali e anti-costituzionali“. Bombardate dai golpisti Vostochnij, Semjonovka e Seleznjovka. La milizia prende il controllo della fabbrica chimica DZhI e comincia a riattivarla per fabbricarvi munizioni. Il distaccamento speciale dell’esercito della Repubblica Popolare del Donetsk prende il controllo della guarnigione del Reggimento della difesa missilistica antiaerea A1402, dotato di sistemi mobili Buk-1M. A1402 è una unità militare formata nella regione di Alekseevka Belgorod-Dnestr, Odessa. Nel 2007 fu ridislocata nel Donetsk. Il reggimento A1402 svolgeva compiti di protezione delle frontiere orientali ucraine ed era posto a difesa degli importanti centri industriali del Donbas. Il sistema di difesa aerea Dom può rilevare bersagli a una distanza di 150 km, e può colpirli con il sistema di difesa aerea Buk a una distanza di 20 km. L’esercito ucraino esaurisce le riserve e i mobilitati ucraini non vogliono combattere. Le forze majdaniste hanno chiuso tutti i corridoi umanitari per Kramatrosk. Sul versante settentrionale del colle Karachun, una postazione di artiglieria majdanista viene soppressa. I golpisti usano armi chimiche contro Semjonovka. Il deposito munizioni nella base militare ucraina di Bosse viene fatto esplodere dai golpisti in ritirata, “Le munizioni sono esplose subito dopo che gli ucraini hanno lasciato la base. Sembra che la detonazione sia stata innescata a distanza”. Il locale reggimento del ministero degli Interni vi aveva concentrato quantità di esplosivo ed armi destinate alle 5 unità di Pravyj Sektor dirette su Donetsk, ma con l’imminente occupazione da parte della milizia dell’autodifesa, le hanno fatto esplodere. Bombardamento di Slavkurort.
30 giugno, bombardamenti pesanti su Kramatorsk e Slavjansk con l’utilizzo di armi chimiche, lanciarazzi (MLRS) Grad e Uragan, aerei Sukhoj. Colpiti un edificio di 7 piani e 2 ospedali. L’esercito di Novorossija ha abbattuto la torre radio/TV di 110 m sul Karachun, usata dai majdanisti come piattaforma d’osservazione. Combattimenti tra carri armati a Karlovka, nella regione del Donetsk. “Una battaglia tra carri armati è in corso a Gorlovka, presso Donetsk. Nel frattempo, quattro autocarri del battaglione Vostok sono all’ingresso di Gorlovka“. La milizia dell’autodifesa attacca una postazione majdanista a Uljanovka Krasnoarmejskij utilizzando un carro armato Josip Stalin III della Seconda Guerra Mondiale, eliminando così tre mercenari golpisti. A Dolzhanskij, sul confine meridionale di Lugansk, distrutto un BTR ucraino.
1 luglio, i golpisti bombardano intensamente Kramatorsk, Slavjansk, Krasnij Liman, Jampol e Krivaja Luka. Intensi combattimenti nella zona di Vishnevo-Djakovo. A Metalist (sobborgo di Lugansk), i majdanisti si ritirano. Bombardamento aereo del villaggio Belenkoe, presso Kramatorsk. Nella RPL combattimenti a Zheltoe, Metalist, Stanitsa Luganskaja e Krasnij Partizan. Bombardamenti dei majdanisti su Snezhnoe, Savr-Mogila, Rubezhnoe, Nikolaevka, Svjatogorsk e Piskunovka. Almeno 6 morti e 4 feriti nel bombardamento di Kramatorsk. Assaltata una colonna majdanista presso Kombikormovij, quando un 2S9 Nona della milizia la bombarda distruggendo 5 autocarri dei rifornimenti. Nell’attacco alle posizioni del Battaglione Mozgovoj Lisichansk della Milizia dell’autodifesa, nella città di Seversk, i golpisti perdono 2 APC prima di ritirarsi. Scontri al confine tra RPL e Federazione russa ad Izvarino, i miliziani distruggono 6 carri armati T-64, 2 BMP, 2 autocarri Ural, 1 BTR e 2 mortai. A Slavjansk 1 morto e 3 feriti nei bombardamenti della città. Un elicottero d’assalto MI-8 e 2 Su-25 vengono abbattuti presso Lugansk, e un cacciabombardiere Su-24 viene abbattuto su Semjonovka. In totale, il 1° luglio vengono abbattuti 5 aeromobili ucraini, l’ultimo su Rajgorodok. A Donetsk viene arrestato l’ufficiale di polizia Pozhidaev, subordinato a Kiev. Non vi sono più forze filo-golpiste a Donetsk. A Krasnodon (Lugansk) la milizia cattura 2 carri armati e un BTR-80 nemici. Tra Makarova e Shatsja, sulle rive del fiume Donetsk, 20 km a nord di Lugansk, la milizia respinge l’assalto dei corazzati majdanisti, distruggendo 6 carri armati e 8 veicoli corazzati ucraini. Il consigliere del ministro degli Interni golpista Anton Gerashenko riconosce che l’aeroporto di Lugansk è isolato e circondato dalla milizia dotata di sistemi antiaerei. Almeno 18 civili uccisi nei bombardamenti dei golpisti.
Dal 2 maggio, le forze golpiste hanno subito la perdita di 3650 miliziani tra caduti e feriti, tra cui un generale, 15 elicotteri da combattimento, 27 veicoli della fanteria BMP, 40 veicoli da trasporto truppe BTR, 2 unità di artiglieria 2S9 Nona, 4 carri armati T-64, 1 aereo da ricognizione Antonov An-30, 1 aereo da trasporto strategico Il-76, 3 jet Su-25, 6 autocarri, un sistema lanciarazzi multipli Grad, 2 sistemi lanciarazzi multipli Uragan, 2 autocarri Ural. Sono stati catturati dalle forze di autodifesa del Donbas 12 BTR, un carro armato T-34, due unità di artiglieria 2S9 Nona, 6 BMP, 5 autobus, 5 carri armati T-64, 6 autocarri, 1 mortaio automatico Vasilek, 1 sistema missilistico anticarro Fagot, 3 lanciagranate automatici AGS-17 Plamja. Anche 3 agenti delle forze speciali del gruppo SBU Alfa sono stati catturati, oltre a 490 combattenti della “guardia nazionale”. Aleksej Mukhin, direttore del Centro per la politica d’informazione, annuncia che 270 mercenari stranieri sono stati uccisi nell’operazione avviata il 2 maggio: 61 polacchi della ASBS Othago, 40 della compagnia statunitense Greystone e 125 della statunitense Academi, 26 cecchini baltici e 18 ufficiali della NATO. Inoltre, nella sola giornata del 1° luglio i golpisti hanno perso almeno 14 soldati, 8 carri armati T-64, 3 BTR-80, 10 BMP, 1 elicottero Mi-8, 4 aerei d’attacco Su-25 e 1 cacciabombardiere Su-24, 9 autocarri e 2 mortai. Vengono catturati anche 20 sistemi lanciarazzi Grad. Infine, il 2 luglio, all’aeroporto di Dnepropetrovsk si schianta un aereo d’attacco ucraino Su-25, di rientro dal bombardamento di Donetsk.
1048897 Una serie di misure per una via d’uscita dalla crisi ucraina viene concordata tra i ministri degli Esteri di Germania, Francia, Russia e Ucraina incontratisi a Berlino. Nella dichiarazione congiunta, i ministri hanno chiesto al gruppo di contatto di riprendere il lavoro “entro e non oltre il 5 luglio con l’obiettivo di raggiungere un cessate il fuoco permanente, incondizionato e di comune accordo“. Il gruppo dovrebbe comprendere rappresentanti di Kiev e delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk. “Il cessate il fuoco deve essere monitorato dalla Missione di monitoraggio speciale OSCE in Ucraina, in conformità con il suo mandato“. “Tutte le parti devono contribuire a un ambiente sicuro“. Il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius ha detto, “Il nostro compito è prima di tutto raggiungere la pace e la sicurezza. Penso che l’accordo tra i quattro Paesi raggiunto rappresenti un passo nella giusta direzione”. Turchinov e gli altri agenti nazi-atlantisti, che operano in favore dell’influenza di Washington in Ucraina, cercano da giorni di sabotare tale accordo, “Faremo di tutto per eliminare i separatisti e liberare l’est dell’Ucraina“, ha detto Aleksandr Turchinov, il ‘presidente’ del parlamento golpista ucraino. Sono 110000 i rifugiati ucraini in Russia. Il primo ministro russo Dmitrij Medvedev dichiara che il presidente ucraino Petro Poroshenko è personalmente responsabile di ogni vittima dell’azione militare di Kiev, “Rompendo la tregua, il presidente Poroshenko ha commesso un grave errore. Provocherà nuove vittime, e ne sarà personalmente responsabile. Sarà molto più difficile rilanciare i colloqui. Queste sono le regole di una guerra“.
Il Vicepremier russo Dmitrij Rogozin promette “pieno sostegno” alla Transnistria, spiegando che con l’associazione della Moldavia all’UE, Mosca  aprirà i suoi mercati alla repubblica di Transnistria e le fornirà aiuti. L’obiettivo della Russia è garantire condizioni di vita dignitose ai residenti della Transnistria. Funzionari governativi di Russia e Repubblica di Transnistria hanno firmato una serie di memorandum sulla cooperazione nel commercio, economia, istruzione e cultura. Rogozin ha definito la posizione pro-UE della Moldova contraria alla “logica naturale della vita”, quando 700000 cittadini moldavi lavorano in Russia e i loro redditi sostengono il bilancio del loro Stato. Ha ribadito che Chisinau non prende in considerazione gli interessi del popolo della Transnistria. “Oggi i diritti fondamentali dei residenti della Transnistria vengono violati dalla Repubblica di Moldavia e da tutti coloro che sostengono la firma dell’accordo di associazione con l’Unione europea. In questa situazione ci accingiamo a rivolgerci a una prassi insolita, ma permessa dal diritto internazionale e dalla nostra Costituzione, fornendo ogni tipo di assistenza alla regione in modo che la Transnistria possa sopravvivere a tale periodo difficile“.

10491984Fonti:
Alawata
Colonel Cassad
RIAN
RussiaToday
RussiaToday
RusVesna
RusVesna
Vineyard Saker
Vineyard Saker
Vineyard Saker
Vineyard Saker
Vineyard Saker
Voice of Russia
Voice of Russia

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Le bombe di Boston, sono opera della ‘Blackwater di Obama’?

Boston: Prima delle bombe
Aangirfan 18 aprile 2013

triplecanopyLa Triple Canopy, fondata a Chicago nel 2003 da veterani delle US Army Special Forces. Prima di Boston, Mumbai. Mercenari addestrati dagli statunitensi possono essere stati impiegati in entrambi gli attentati. Alcuni degli uomini armati di Mumbai sembravano essere dei caucasici bevitori di birra, secondo una notizia della BBC. Secondo la BBC del 27 novembre 2008:
(BBC NEWS; I terroristi di Mumbai creano una ‘zona di tiro libero’): “Uomini dalla ‘pelle chiara’, come li ricorda il signor Mishra, semplicemente sparavano per uccidere…” La Triple Canopy ha operato recentemente in India, Nigeria e Somalia. (Le attività della Triple Canopy) Negli attentati di Mumbai del 2008, testimoni oculari hanno detto che tra gli aggressori “vi erano mercenari nigeriani o somali.” (Bagno di sangue a Mumbai – Dnaindia.com)

FI4ogxThSembra che l’amministrazione Obama abbia deciso, scegliendo dei mercenari, la Triple Canopy, una società di Chicago… La Triple Canopy è nota per arruolare mercenari provenienti da Paesi con pessime statistiche sui diritti umani...” (Triple Canopy, la ‘Blackwater di Obama’/ISN, Triple Canopy Takes Over)
Wayne Madsen riferisce che un’“azienda di mercenari” che lavora per il governo degli Stati Uniti, ha effettuato attentati terroristici ‘false flag’ in Asia, con l’assistenza del Mossad e dell’intelligence dell’India, il RAW. (Blackwater/Xe dietro gli attentati terroristici in Asia e in Africa?)

KasabDavid Headley, di Chicago, ha ammesso di aver pianificato gli attentati di Mumbai. Headley ha lavorato per la Drugs Enforcement Administration degli USA, strettamente collegata alla CIA. Secondo The Hindu del 16 gennaio 2010 (Headley ha frequentato i campi di addestramento in Pakistan del Lashkar): Headley ha affermato di aver collaborato per un certo periodo con l’esercito degli Stati Uniti. Headley ha parlato con il suo amico Rahul Bhatt della Delta Force degli Stati Uniti e della truppe top-secret della CIA chiamate Special Activities Division, che svolgono azioni politiche segrete ed operazioni paramilitari. (IndiaDaily – Secondo Rahul Bhatt, Headley potrebbe essere un agente doppio della CIA-ISI…)

Mumbai-attacks-26_11Attentati di Mumbai

Headley operava da una palestra estremamente vicina al consolato statunitense di Ponte Candy. (Mahesh Bhatt e la vicenda Headley) “Era anche molto cordiale con il personale del consolato degli Stati Uniti ed  era in ottimi rapporti con un certo numero di funzionari del Consolato degli Stati Uniti che  incontrava in palestra.” (Mahesh Bhatt & vicenda Headley)

HeadleyHeadley era della CIA?

Secondo Wayne Madsen: (Blackwater/Xe dietro gli attentati terroristici in Asia e in Africa?) C’è un’avanzata base operativa a Karachi, delle forze speciali segrete Blackwater-Xe/CIA/Joint Special Operations Command. Vi sono anche notizie sul personale della Blackwater/Xe presente in Somalia dove avrebbe effettuato attentati terroristici a Mogadiscio… Una serie di attentati terroristici in Pakistan è stata attribuita dai leader islamici pakistani a Blackwater, Mossad e RAW. La Blackwater è stata accusata di arruolare giovani pakistani a Peshawar per realizzare attentati ‘falsa bandiera’ con cui poi incolpare i taliban pakistani… Gli attentati terroristici presumibilmente venivano compiuti dalla base operativa avanzata di Karachi delle forze speciali segrete del Blackwater-Xe/CIA/Joint Special Operations Command. La componente Xe Services era precedentemente nota come Blackwater Select, una società controllata da una serie di scatole cinesi e di società collegate, gestite dalla Blackwater/Xe per conto della CIA e del Pentagono.
Il 3 dicembre 2009, il quotidiano pakistano Nawa-i-Waqt riferiva: “Il vasto territorio nei pressi della diga di Tarbela è stato assegnato agli statunitensi che vi hanno insediato le basi del loro esercito e della loro aviazione. Lì, il RAW [Research and Analysis Wing] indiano e il Mossad israeliano collaborano con la CIA per gestire le attività degli estremisti in Pakistan. La Blackwater/Xe potrebbe anche eseguire attentati terroristici con bombe sulle autostrade in Algeria, una volta  dominio esclusivo dei mercenari della Legione straniera francese, per giustificare una maggiore presenza militare statunitense in Algeria, apparentemente per proteggere i gasdotti del Paese.”
Le forze speciali statunitensi hanno compiuto gli attentati di Mumbai?

Craft
I capri espiatori di Boston: la bufala della pentola a pressione?
Aangirfan, 19 aprile 2013

suspectcloseups0419I sospetti degli attentati della maratona, secondo la polizia e l’FBI, sono Mike Mulgeta (a sinistra) e Sunil Tripathi (a destra). Tripathi sarebbe uno studente della Brown University scomparso il 16 marzo. Sunil Tripathi, studente della Brown University, è scomparso – Huffington Post

boston_suspects_fbi_w_LRGDue uomini passeggiano insieme con zaini leggeri. I due uomini nelle foto rilasciate dall’FBI, vengono descritti come sospetti “armati ed estremamente pericolosi” responsabili dei bombardamenti di Boston. Il Boston Globe ha riferito che uno dei sospettati delle bombe della maratona di Boston sarebbe in custodia, e altri media segnalano che il secondo sospettato forse sarebbe morto. Un sospettato della bomba alla maratona di Boston in custodia, Globe

0 finishlineChi ha invitato la forza mercenaria ‘Craft’ alla maratona di Boston?

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Altre foto mostrano i mercenari condurre un’operazione alla maratona di BostonL’FBI ignora gli uomini con gli zaini sulla scena degli attentati di Boston.

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Altri della ‘Craft’ alla maratona di Boston. Chi li paga?

0 imagesIl ragazzo: Non sono il bombarolo della maratona di Boston. Il ragazzo nella foto qui sopra, Salah Barhoun, 17 anni, ha detto all’ABC News che è andato alla polizia per salvaguardare il proprio nome.

boston-fragment-1_2538958bpressure-cookers-boston-bombs_siJon Rappoport si chiede: La bomba della pentola a pressione di Boston è una menzogna o una bufala? (No more fake news) “…Ho fatto delle ricerche e scritto dell’attentato del 1995 ad Oklahoma City. Io e altri scoprimmo che lo scenario ufficiale della bomba sul camion di Ryder, parcheggiato sul marciapiede davanti al Murrah Federal Building, era gravemente incompleto… Delle bombe cablate sulle colonne del palazzo Murrah hanno inflitto i danni maggiori. Una foto di una pentola a pressione maciullata… mostra la valvola della pentola a pressione e, vicino, un piccolo foro rotondo, a quanto pare opera del produttore. Però… non vi sono altri piccoli fori. Vedo macchie ma non decine o centinaia di fori. Eppure ci viene detto che le bombe della maratona erano state collocate all’interno di pentole a pressione e confezionate con  chiodi e cuscinetti a sfere. Se ciò fosse vero, le esplosioni avrebbero creato molti, molti piccoli fori prodotti dallo shrapnel esploso dalla pentola in ogni direzione“.
La bomba della pentola a pressione di Boston è una menzogna o una bufala?

White Rena 2L’ambasciatore degli Stati Uniti Barry White e il suo ospite, il deputato Trygve Slagsvold Vedum (Partito di Centro) visitano Rena. (L’ambasciatore White visita Rena). Rena è il sito della fattoria di Anders Breivik, dove la polizia ritiene abbia pianificato gli attentati norvegesi del 2011. La valle di Oesterdalen, dove si trova Rena, viene usata dai militari per l’addestramento delle forze speciali. Una base militare dell’esercito norvegese si trova nelle vicinanze di Rena. (Rena, Norvegia – Wikipedia)
Secondo la Reuters, la fattoria di Breivik si trova nei pressi di una base militare che ospita i 2000 effettivi del battaglione Telemark. (Breivik in tribunale: le autorità possono avere qualcosa da nascondere – Global Research). Breivik è un capro espiatorio. Una squadra di mercenari potrebbe aver effettuato la sparatoria in Norvegia.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le Forze speciali dietro le bombe di Boston

Aangirfan, 18 aprile 2013

4chan ThinkTank – Imgur.
5uhkquYqq0ZDMQuesti due uomini, visti al traguardo della maratona di Boston poco prima delle esplosioni, indossano stivali militari per il deserto (foto in alto).
Uno indossa un berretto con un logo utilizzato dalle forze speciali degli Stati Uniti o da ex membri delle forze speciali (foto in basso).
È questo il bombarolo?

kylecapIl berretto è della “Craft International”, una società per l’addestramento di mercenari fondata dall’ex Navy SEAL Chris Kyle. “Almeno uno di loro indossa un auricolare, il tipo che i servizi segreti usano per comunicare sul posto durante le operazioni.”
La bomba di Boston: uomini addestrati dalla Craft International presso il luogo dell’attentato, prima dell’esplosione della bomba.

punisherI Navy SEALs visti alla maratona di Boston, indossavano zaini sospetti?

chriskyleIl Navy SEAL Kyle

Una squadra d’emergenza della Guardia Nazionale, la 24.ma squadra civile di supporto della Guardia Nazionale per la Distruzione di Armi di Massa di New York, era a Boston quando le bombe sono esplose. L’unità ADM della Guardia Nazionale è intervenuta a Boston.

J57yXU2hIl ragazzo che è morto (in alto), l’uomo che passa la borsa (in basso)

Un anonimo scrive: I due tizi avvistati al traguardo erano della 1° unità ADM CST di Boston, MA, cioè la Squadra di supporto civile sulle Armi di distruzione di massa. Uno indossa il logo utilizzato dal personale per le operazioni speciali.  

puvQAoAhUomo con zaino

La 1° Unità WMD CST durante un’esercitazione a Boston, MA, 666.ma Strada, “Vicino la più antica taverna massonica“. 1° Unità WMD CST

Bost 3Jn82qarhScott Creighton non è d’accordo con John Kaminski. La bomba di Boston: “niente vittime“, solo “attori dell’emergenza”, la disinformazione è iniziata prima. La Craft International è una società militare e sicurezza privata simile alla Blackwater (Xe).

FI4ogxThLa Craft International alla maratona di Boston.

4chan.org, Anthony Gucciardi, Paul Joseph Watson e Alex Jones hanno rivelato che vi erano appaltatori militari privati con zaini operanti sulla scena delle bombe di Boston.

CraftL’uniforme della Craft International.

craft-international-boston-marathon1Prima che le bombe esplodessero.

qTHP5z4obyu7VDhFI4ogxThDopo.

Sandy HookSandy Hook e Boston.

Secondo i media main stream, questa volta il suo nome è Donna ed era a pochi isolati di distanza dalle bombe di Boston… Non credo che questo sia un errore di FOX News, a mio parere, è la firma di coloro che sono dietro il massacro di Sandy Hook, collegando i due eventi.
Le bombe di Boston sono un affare interno – le prove

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Grecia: attentati, arresti e mercenari

Darkernet 15 marzo 2013

10greece2-600Riportiamo le notizie sul bombardamento di uffici governativi greci e sugli anarchici arrestati. Nel frattempo vi sono ancora domande senza risposta riguardanti il ruolo dei mercenari impiegati dal governo greco. Tutto questo mentre peggiora la crisi economica, con un appello per coprire la grave carenza di farmaci.

Per primo… aggiornamento di due vecchie storie
1. Un seguito al photoshoping delle foto di Dimitris Politis, Yannis Michailidis, Nikos Romanos e Andreas-Dimitris Bourzoukos, i quattro giovani anarchici picchiati dalla polizia; una rivista ha pubblicato una foto truccata del primo ministro greco picchiato, per attirare l’attenzione sullo scandalo.
2. Kostas Vaxevanis, il giornalista che ha rilasciato i dettagli sulla sezione greca della lista Lagarde (Darkernet ha pubblicato tale elenco, per evitare un’azione legale) secondo il Frontline Club, è stato scelto per il prestigioso premio sul giornalismo dell’Index on Censorship.

A. Attentati e arresti
Tre uffici del partito conservatore Nuova Democrazia di Salonicco sono stati bombardati. Una persona è stata leggermente ferita. Gli attentati sono stati simultanei. Uno degli obiettivi era l’ufficio del Viceministro per lo sviluppo Stavros Kalafatis. Gli altri uffici attaccati sono quelli dei deputati Giorgos Orfanos e Costas Gioulekas.
Gli attentati sono avvenuti dopo che le squadre antiterrorismo di Atene hanno fatto irruzione in due appartamenti a Exarchia e vi avrebbero trovato un’auto a nolo  con due zaini contenenti due fucili Kalashnikov con il calcio segato, quattro granate di tipo F1, tre caricatori (due da 20 cartucce e uno da sei), due casse di grandi dimensioni sigillate contenenti 720 proiettili calibro 7,62 mm, e un paio di guanti di stoffa. Un altro appartamento vicino al Pireo è stato perquisito.
Gli appartamenti e garage sono stati identificati nell’ambito dell’indagine sul gruppo che ha effettuato delle rapine a mano armata a Velvento, vicino alla città settentrionale di Kozani, così come su gruppi legati ad altri recenti atti insurrezionali. Così mentre quattro giovani sono stati arrestati per le rapine di un mese fa, altri quattro vengono ricercati. Il mese scorso circa 30 assalitori mascherati hanno bersagliato il distretto di polizia di Exarchia con bombe incendiarie, causando danni ma nessun ferito; circa otto molotov sono state lanciate sulla stazione di polizia di Kallidromiou Street.

B. Mercenari
untitled Tre settimane fa abbiamo pubblicato un articolo su sei gruppi di mercenari assunti dal governo greco presumibilmente per proteggere il governo e supervisionare le operazioni di polizia. Tra i gruppi mercenari, vi è la Blackwater (ora Academi). Academi ha inviato un’oscura smentita su un contratto del genere con Academi, Xe o Blackwater; abbiamo aggiornato l’articolo di conseguenza (anche se abbiamo aggiunto che i gruppi mercenari spesso usano nomi diversi per poter dare smentite). Abbiamo anche sostenuto che il governo greco dovrebbe dichiarare quali di queste sei organizzazioni mercenarie/di sicurezza ha assunto e per quale scopo.
Un articolo del giornalista e scrittore Jeremy Scahill ha rivelato come la Blackwater abbia creato oltre 30 scatole cinesi per ricevere finanziamenti e presumibilmente gestire appalti e subappalti. Erik Prince, che ha fondato la Blackwater, è anche a capo di una società chiamata Total Intelligence Solutions (TIS), oggi conosciuta come OODA. Sarebbe interessante vedere se TIS/OODA sia una delle agenzie assunte dal governo greco.
Inoltre un documento è stato appena rilasciato su come la Blackwater sia fondamentalmente un braccio della CIA, facendo riferimento a un articolo del Daily Beast: … la CIA solitamente usa la Blackwater in missioni in tutto il mondo“, scrive. “Queste azioni avvengono in base a contratti scritti e verbali, e attraverso richieste informali. In molte occasioni la CIA non ha pagato la Blackwater per la sua assistenza. La Blackwater ha impiegato anche funzionari e agenti della CIA, e ha fornito coperture agli agenti e funzionari della CIA che agiscono in operazioni segrete e clandestine. Per molti aspetti, la Blackwater, o almeno sue componenti, è un’estensione della CIA. Prince avrebbe il controllo di numerose società affiliate all’Academi.”

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Grecia: mercenari della Blackwater proteggono il governo e sorvegliano la polizia, per timore di un golpe

DarkerNet 25 febbraio 2013

Blackwater-1Mercenari della Blackwater attualmente supervisionano la polizia in Grecia, mentre voci di un colpo di stato si diffondono. Comprendiamo che la situazione sia estremamente tesa e che i mercenari sono presenti principalmente per proteggere il governo e il parlamento dai tumulti che dovrebbero esplodere sotto forma di rivoluzione o controrivoluzione. Già un complotto per la destabilizzazione, che coinvolgeva estrema destra e polizia, è stato scoperto.
Nel corso degli ultimi 12 mesi la Grecia ha visto ondate di manifestazioni di massa, rivolte, scontri tra polizia e manifestanti, attacchi armati a locali pubblici, aggressioni dei fascisti (di Alba Dorata) a migranti, così come, ovviamente, il completo collasso dell’economia. Il governo è afflitto da scandali (ad esempio, sui conti bancari segreti in Svizzera) e dei giornalisti sono stati arrestati. La maggior parte delle persone sopravvive, giorno dopo giorno, grazie alle cooperative, e i lavoratori  assumono il controllo delle fabbriche. Come abbiamo detto, vi è in atto una rivoluzione, una rivoluzione disordinata. E diventa sempre più caotica, essendo la situazione in Grecia ormai entrata in una fase critica; ecco un riepilogo (con ulteriori dettagli di seguito):
* La strategia della tensione è già cominciata
* Il governo è sotto assedio ed è protetto da mercenari
* Ora si parla apertamente di colpo di stato militare
* Un insider avverte che la rivoluzione (o la controrivoluzione) è imminente

Strategia della tensione
Pochi giorni fa abbiamo riportato di un complotto della polizia in collusione con l’estrema destra, per avviare una strage di poliziotti da attribuire agli anarchici, probabilmente questo verrebbe quindi usato come pretesto per introdurre la legge marziale o lo stato di emergenza. Il complotto potrebbe essere stato sventato (23 persone sono state arrestate) dalla Blackwater in collaborazione con agenti di polizia fedeli al governo. La Blackwater prevede di continuare le operazioni di supervisione della polizia, per identificare quegli agenti che possono essere coinvolti in altri simili complotti.
Nota: La strategia della tensione a lungo termine è nata in Italia negli anni ’70 e ’80, quando degli attentati contro civili furono commessi da organizzazioni neofasciste come Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale o Fronte Nazionale).

I mercenari proteggono il governo sotto assedio
Il governo greco ha firmato un contratto con l’Academi (il nuovo nome della Blackwater) nel novembre dello scorso anno, è un accordo segreto e non troverete dettagli su ciò nel sito dell’Academi). La notizia del contratto è trapelata a fine gennaio, quando l’ambasciatore greco in Canada, Leonidas Chrysanthopoulos, ne fece cenno in una intervista poi pubblicata in un blog (vedi la frase evidenziata in rosso). Il contratto con l’Academi è stato confermato pochi giorni dopo, tramite il sito di notizie militari greco Defencenet. Blackwater/Academi è tristemente famosa come l’agenzia che gestiva le operazioni dei mercenari durante l’ultima guerra in Iraq, impegnati in inutili scontri a fuoco nelle aree urbane, che causarono perdite umane tra i civili. Attualmente ha una base operativa avanzata in Afghanistan.
Comprendiamo che il suo ruolo principale in Grecia è duplice. Supervisionare le operazioni della polizia, per cui ha stipulato i contratti, affinché il governo sappia che la polizia è stata ampiamente infiltrata dai membri fascisti di Alba Dorata, e che quindi non può fidarsi della fedeltà della polizia. L’altro compito è agire come forza neutrale di protezione completa del governo contro attacchi da qualsiasi parte. In effetti, il governo greco è sotto assedio.

Possibilità di un golpe
Recentemente il governo ha raggiunto un accordo con l’esercito, secondo cui in nessun caso sarebbe disposto a ricorrere al colpo di stato (come è successo nel 1967, portando alla giunta del 1967-1974). Se questo accordo verrà onorato, resta da vedere. Essendo la Grecia aderente alla Comunità europea, un colpo di stato sarebbe improbabile, ma in caso di maggiore tensione, la legge marziale potrebbe essere dichiarata con il coprifuoco, ecc.

Allerta su rivoluzione/controrivoluzione
Secondo l’ambasciatore Chrysanthopoulos, nella sua intervista: “A un certo punto, molto presto, ci sarà un’esplosione di agitazioni sociali. Sarà assai spiacevole.” Facendo poi riferimento a quindici incidenti armati nei precedenti dieci giorni, tra cui il bombardamento degli uffici dei partiti di governo e delle case di giornalisti filo-governativi, il mitragliamento della sede del primo ministro conservatore di Nuova Democrazia, e l’esplosione di una bomba in un centro commerciale appartenente al secondo cittadino più ricco del Paese. Chrysanthopoulos predice che i problemi inizieranno quando arriveranno (presto) le nuove imposte.


La polizia riduce drasticamente la protezione di figure pubbliche

AMNA 1 agosto 2012

La protezione della polizia verso leader di partito, ministri, parlamentari, governatori e sindaci sarà ridotta. (Reuters) La sicurezza del Parlamento sarà affidata a una società privata, mentre il numero di agenti di polizia a protezione di politici e altri personaggi pubblici sarà drasticamente ridotto. Secondo una decisione del ministro per l’ordine pubblico e la protezione dei cittadini Dendias Nikos, e una relazione speciale del comitato speciale della polizia greca (ELAS), circa 1.000 agenti di polizia, 100 auto e 60 moto verranno reindirizzati a compiti regolari. Le modifiche saranno attuate dopo la firma del decreto presidenziale relativo.
La decisione prevede che la protezione della polizia di figure pubbliche non sarà più obbligatoria e verrà assegnata su raccomandazione di una commissione speciale. Solo il Presidente della Repubblica e il Primo ministro avranno diritto alla protezione obbligatoria della polizia. Il numero di agenti di polizia in servizio nella sicurezza del primo ministro sarà ridotto di 25 unità, mentre quello a protezione del leader del principale partito di opposizione, sarà ridotto di 20 unità. Simili riduzioni riguarderanno il numero di agenti di polizia che proteggono leader dei partiti politici rappresentati in parlamento, ministri del governo, uffici dei partiti politici e delle emittenti televisive. Inoltre, non ci sarà la scorta della polizia per parlamentari, deputati, governatori regionali e sindaci.
Gli ex ministri del governo avranno la protezione della polizia per 2 mesi, invece di 6, dopo la fine del loro mandato. I privati con un reddito annuo superiore a 100.000 euro, che richiedono la protezione della polizia e la ricevono, dovranno pagare lo stipendio del poliziotto che assumerà i compiti di guardia del corpo. Se il loro reddito annuo è inferiore ai 100.000 euro, la protezione della polizia sarà approvata per un periodo di tre mesi, dopo di che dovrà essere rinnovata.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La battaglia di Damasco è iniziata

Thierry Meyssan Réseau Voltaire Damasco (Siria) 19 luglio 2012

Le potenze occidentali e del Golfo hanno lanciato la più grande operazione di guerra segreta dai tempi dei Contras in Nicaragua. La battaglia di Damasco non è destinata a rovesciare il presidente Bashar al-Assad, ma a spezzare l’esercito siriano per meglio assicurare il dominio di Israele e degli Stati Uniti in Medio Oriente. Mentre la città si sta preparando a un nuovo assalto dei mercenari stranieri, Thierry Meyssan traccia il punto della situazione.


Da cinque giorni Washington e Parigi hanno lanciato l’operazione “Vulcano di Damasco, e terremoto in Siria.” Non è una nuova campagna di bombardamenti aerei, ma un’operazione militare segreta, simile a quella utilizzata ai tempi di Reagan in America Centrale.
40-60000 Contras, soprattutto libici, sono arrivati in pochi giorni nel paese, il più delle volte dal confine giordano. La maggior parte di loro sono aggregati all’esercito libero “siriano”, struttura paravento delle operazioni segrete della NATO, posta sotto il comando turco. Alcuni sono affiliati a gruppi di fanatici, tra cui al-Qaida, posti sotto il comando del Qatar o della fazione della famiglia reale saudita dei Sudeiri. Tra l’altro, hanno preso alcuni posti di frontiera, e poi si sono trasferiti nella capitale, dove hanno seminato confusione attaccando dei bersagli casuali che trovavano: gruppi di poliziotti o militari isolati.
Mercoledì mattina, una esplosione ha distrutto il quartier generale della Sicurezza Nazionale, dove si incontravano alcuni membri del Consiglio di Sicurezza Nazionale. Avrebbe ucciso il Generale Daoud Rajha (Ministro della Difesa), il Generale Assef Shawkat (Viceministro) e il Generale Hassan Turkmani (sostituto Vicepresidente della Repubblica). Le modalità  dell’operazione rimangono incerte: potrebbe essere stato un attentatore suicida o il lancio da un drone stealth.
Washington spera che la decapitazione parziale dell’apparato militare induca alcuni alti ufficiali a disertare con le loro unità, o addirittura a rivoltarsi contro il governo civile. Non è accaduto nulla. Il presidente Bashar al-Assad ha immediatamente firmato i decreti di nomina dei loro successori e la continuità dello Stato è stata garantita impeccabilmente.
A Parigi, Berlino e Washington, i mandanti dell’operazione si sono scatenati nella squallida farsa della condanna delle azioni terroristiche, mentre riaffermano il proprio sostegno politico e logistico militare ai terroristi. Senza vergogna, hanno concluso che la responsabilità di questi omicidi non era dei colpevoli, ma delle vittime che avevano rifiutato di dimettersi sotto pressione e di consegnare la loro patria agli appetiti occidentali.
Caracas e Teheran hanno inviato le loro condoglianze alla Siria, sottolineando che l’attentato è stato commissionato e finanziato dalle potenze occidentali e del Golfo. Anche Mosca ha espresso le sue condoglianze e ha detto che le sanzioni richieste del Consiglio di Sicurezza contro la Siria, equivalgono al sostegno politico dei terroristi che l’attaccano.
I canali televisivi nazionali hanno cominciato a trasmettere musica militare e canzoni patriottiche. Interrompendo i programmi, il Ministro dell’Informazione Umran al-Zou’bi ha chiesto la mobilitazione di tutti: non è più il tempo delle dispute politiche tra governo e opposizione, è la nazione che viene attaccata. Ricordando l’articolo della Komsomolskaja Pravda, in cui ho descritto l’operazione mediatica di demoralizzazione preparata dalle reti TV del Golfo e occidentali [1], ha avvertito i suoi connazionali del suo imminente lancio. Poi, ha smentito le menzogne delle reti TV del Golfo secondo cui una rivolta era scoppiata nella quarta divisione e delle esplosioni avrebbero devastato la sua principale caserma.
I canali nazionali hanno trasmesso più volte, per ore, degli annunci che indicavano come ricevere i loro programmi su Atlantic Bird, in caso di interruzione dei satelliti Arabsat e Nilesat.
In Libano, Sayyed Hassan Nasrallah ha ricordato la fratellanza d’armi che unisce Hezbollah alla Siria contro l’espansionismo sionista, ed ha assicurato l’esercito siriano sul suo sostegno.
L’attentato è il segnale della seconda parte dell’operazione. I commando infiltratisi nella capitale hanno  poi attaccato diversi obiettivi, più o meno scelti. Così, un gruppo di 100 Contras ha attaccato la casa adiacente al mio appartamento, al grido di Allah Akbar! Un alto funzionario militare vi risiedeva. Dieci ore di combattimento ininterrotto vi hanno fatto seguito.
Considerando che, all’inizio della notte, l’esercito reagiva con misura, l’ordine veniva restaurato con più ritardo che usando la forza indiscriminatamente. Non si trattava più di combattere contro dei terroristi giunti per destabilizzare la Siria, ma di affrontare un’invasione straniera occulta, e di salvare la patria in pericolo.
L’aviazione è entrata in azione per distruggere le colonne dei mercenari diretti verso la capitale.
In tarda mattinata, è tornata la calma a poco a poco in città. I Contras ed i loro collaboratori sono stati dappertutto costretti a ritirarsi. Il traffico è stato restaurato sulle strade principali, e degli sbarramenti sono stati installati nel centro della città. La vita riprendeva. Tuttavia, ancora si sentono degli spari sparsi qua e là. La maggior parte delle attività sono chiuse, e ci sono lunghe code davanti alle panetterie.
Tutti si aspettano che l’assalto finale venga lanciato nella notte di giovedì e venerdì, e per tutto il giorno di venerdì. Non c’è dubbio che l’esercito siriano uscirà vittorioso ancora una volta, perché il rapporto di potenza è a suo vantaggio, e che l’esercito di leva sia sostenuto dalla popolazione, compresa l’opposizione politica interna.
Come previsto, Arabsat e Nilesat hanno scollegato il segnale televisivo di al-Dunya nel bel mezzo del pomeriggio. L’account Twitter di al-Dounia è stato dirottato dalla CIA, per diffondere dei falsi messaggi che annunciano il ritiro dell’esercito siriano.
Le reti TV del Golfo hanno annunciato il crollo della valuta, preludio della caduta dello Stato. Il governatore della Banca centrale, Adib Mayaleh, ha parlato alla televisione nazionale smentendo la disinformazione e confermando il tasso di cambio di 68,30 lire siriane per un dollaro USA.
Rinforzi sono stati dispiegati intorno alla piazza degli Omayyadi per proteggere gli studi televisivi pubblici, che sono considerati un obiettivo prioritario per tutti i nemici della libertà. Degli studi di ricambio sono stati installati presso l’hotel Rosa di Damasco, dove si crogiolano gli osservatori delle Nazioni Unite. La presenza di coloro che hanno lascito perpetrare l’attacco alla capitale, senza interrompere la loro pigrizia, serve da protezione de facto dei giornalisti siriani che cercano di informare i loro concittadini che rischiano la vita.
Al Consiglio di Sicurezza, Russia e Cina si sono opposte per la terza volta ponendo il veto a una bozza di risoluzione occidentale e del Golfo, volta a rendere possibile un intervento militare internazionale. I loro rappresentanti hanno instancabilmente denunciato la propaganda volta a far passare l’attacco straniero contro la Siria per una rivolta repressa nel sangue.
La battaglia di Damasco dovrebbe riprendere stasera.

[1] “La NATO sta preparando una grande operazione di disinformazione“, Réseau Voltaire, 10 giugno 2012.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’alleanza blasfema tra i mercenari della Blackwater e i governanti degli Emirati Arabi Uniti

Habib Siddiqui Mediamonitors 23 maggio 2011

“… Non ci vuole uno scienziato per capire la logica dietro la diffusione di R2 negli Emirati Arabi. Le autorità hanno paura di questi lavoratori a basso reddito e dei loro diritti legittimi di cui vengono derubati. La diabolica alleanza con un odiato gruppo di omicidi dal grilletto facile, come la Blackwater, ha molto a che fare con il contenere le potenziali agitazioni dei lavoratori, e quindi per evitare catastrofi come quelli occorsi all’ex Shah nell’Iran, a Zine Ben Ali in Tunisia e a Hosni Mubarak in Egitto. Ma come la storia ha mostrato, per tanti volte è arrivato il momento in cui nessun gruppo di mercenari è in grado di proteggere un regime impopolare.”

Ricordate la Blackwater USA, il gruppo militare privato che ha lavorato come contractor per il Dipartimento di Stato USA? Dal giugno 2004, è stata pagata più di 320milioni di dollari dal budget del Dipartimento di Stato per il suo servizio mondiale di protezione individuale, proteggendo funzionari degli Stati Uniti e alcuni funzionari stranieri, nelle zone di conflitto. Solo in Iraq, in una sola volta, impiegava non meno di 20.000 forze di sicurezza armate. Nell’Iraq post-Saddam, avevano tratto molta notorietà per il loro grilletto facile, dall’atteggiamento da Gung Ho. Tra il 2005 e il settembre 2007, il personale di sicurezza della Blackwater è stato coinvolto in 195 scontri a fuoco, in 163 di questi casi, il personale della Blackwater ha sparato per primo.
Nel 31 marzo 2004, gli insorti iracheni a Falluja attaccarono un convoglio con quattro contractor della Blackwater. Secondo i resoconti iracheni, gli uomini fecero irruzione in una casa e violentarono alcune donne. I quattro contractor furono attaccati e uccisi con granate e armi leggere. Più tardi i loro corpi vennero appesi a un ponte che attraversa l’Eufrate. Nell’aprile del 2005, sei contractor indipendenti della Blackwater furono uccisi in Iraq quando il loro elicottero Mi-8 venne abbattuto.
Il 16 febbraio 2005, quattro guardie della Blackwater di scorta ad un convoglio del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti in Iraq, spararono 70 colpi su un’auto. Una ricerca condotta dal servizio di sicurezza diplomatica del Dipartimento di Stato concluse che la sparatoria non era giustificata e che i dipendenti della Blackwater fornirono dichiarazioni false agli investigatori. Le false dichiarazioni sostenevano che uno dei veicoli della Blackwater era stato colpito dagli spari dei ribelli, ma l’indagine aveva rivelato che una delle guardie della Blackwater aveva effettivamente sparato al proprio veicolo per sbaglio. Tuttavia, John Frese, alto funzionario della sicurezza dell’ambasciata degli Stati Uniti in Iraq, non volle punire la Blackwater o le guardie di sicurezza, perché credeva che eventuali azioni disciplinari abbassassero il morale del gruppo di mercenari.
Il 6 febbraio 2006, un cecchino impiegato dalla Blackwater Worldwide aveva aperto il fuoco dal tetto del ministero della giustizia iracheno, uccidendo tre guardie che lavoravano per l’Iraqi Media Network statale. Molti iracheni presenti alla scena dissero che le guardie non avevano sparato contro il ministero della giustizia. La vigilia di Natale 2006, una guardia di sicurezza del vicepresidente iracheno venne uccisa, mentre era in servizio all’esterno del compound del primo ministro iracheno, da un dipendente della Blackwater USA. Cinque contractor della Blackwater furono uccisi il 23 gennaio 2007, quando il loro elicottero venne abbattuto sull’Haifa Street di Baghdad. Alla fine di maggio del 2007, i contractor della Blackwater aprirono il fuoco per le strade di Baghdad, per due volte in due giorni, uno degli incidenti provocò una  situazione di stallo tra i contractor della sicurezza e i commando del ministero dell’interno iracheno. Il 30 maggio 2007, i dipendenti della Blackwater uccisero un civile iracheno di cui fu detto che stesse “guidando troppo vicino” ad un convoglio del Dipartimento di Stato che veniva scortato dai contractor della Blackwater.
Il governo iracheno revocò la licenza di operare in Iraq alla Blackwater, il 17 settembre 2007, a causa della morte di diciassette iracheni. Gli infortuni mortali si verificarono mentre una Blackwater Security Detail (PSD) privata stava scortando un convoglio di veicoli del Dipartimento di Stato statunitense, in viaggio per una riunione, nella parte occidentale di Baghdad, con dei funzionari dell’USAID. Come in molti altri casi precedenti, anche in questo si era riscontrato che le guardie della Blackwater avevano aperto il fuoco senza provocazione e con un uso eccessivo della forza. L’incidente aveva causato almeno cinque indagini, e una inchiesta della FBI aveva rilevato che i dipendenti della Blackwater usarono incautamente una forza letale. La licenza venne ripristinata dal governo statunitense nell’aprile 2008, ma all’inizio del 2009 gli iracheni annunciarono di aver rifiutato di estendere tale licenza.
I documenti ottenuti dalla fuga di informazioni sulla guerra in Iraq, sostengono che i contractor della Blackwater hanno commesso gravi abusi in Iraq, uccidendo anche dei civili. Nell’autunno del 2007, un rapporto del Comitato di Vigilanza della Camera del Congresso, aveva rilevato che la Blackwater aveva intenzionalmente “ritardato e ostacolato” le indagini sulla morte dei contractor (del 31 marzo 2004).
Così negativa era la percezione pubblica del gruppo di mercenari, che ha dovuto cambiare il suo nome due volte – prima nell’ottobre 2007 come Blackwater Worldwide e poi come Xe Services LLC, nel febbraio del 2009.
Dopo tutti questi incidenti gravi di non provocate orge omicide di civili inermi in Iraq, da parte dei mercenari dal grilletto facile che lavoravano come contractor per il Dipartimento di Stato USA, nel periodo post-Saddam, abbiamo pensato che avremmo visto per l’ultima la Blackwater e il suo CEO Erik Prince. Ma ci sbagliavamo. Assolutamente sbagliato! Ci siamo dimenticati che il male si vende alla grande! Un brutto mostro è tanto più preferibile di un Don della mafia quanto un affascinante uomo dall’animo candido.
Erik Prince si è stabilito ad Abu Dhabi e vi ha aperto una filiale dei mercenari. Ha preso il nome di Reflex Responses. La società, spesso chiamata R2, è stata autorizzata nel marzo scorso (2011). Oltre a statunitensi, inglesi, francesi e alcuni colombiani, R2 ha reclutato un plotone di mercenari sudafricani, inclusi alcuni veterani di Executive Outcomes, una società sudafricana nota per avere preparato dei tentativi di golpe o la soppressione di ribellioni contro dittatori africani negli anni ’90.
La scorsa settimana il New York Times (NYT) ha avuto un rapporto dettagliato su questo gruppo di mercenari, che viene impiegato – da chi altri questa volta se non – il principe Sheik Mohamed bin Zayed al-Nahyan di Abu Dhabi, emirato zuppo di petrolio, per proteggere la sceiccato dalle minacce. L’affare redditizio vale 529 milioni dollari. R2 spende circa 9 milioni di dollari al mese per mantenere il battaglione, comprendendo tra le spese gli stipendi dei dipendenti, per le munizioni e i salari per decine di lavoratori domestici che cucinano i pasti, lavano i panni e puliscono il campo.
Le legge degli emirati vieta la divulgazione dei documenti riguardanti le imprese, che tipicamente indicano le cariche sociali, ma richiede di pubblicare i nomi delle società sugli uffici e le vetrine. Nell’ultimo anno, il cartello fuori la suite è cambiato almeno due volte – ora dice Management Consulting Assurance.
Ci viene detto che la forza militare straniera era prevista mesi prima delle cosiddette rivolte della primavera araba, che molti esperti ritengono improbabile che si diffonda tra il popolo degli Emirati Arabi Uniti; funzionari statunitensi di R2 e coinvolti nel progetto, hanno detto ai giornalisti del NYT che gli emirati erano interessati allo schieramento del battaglione R2 per rispondere agli attacchi terroristici e per reprimere le insurrezioni all’interno dei campi di lavoro presenti in ogni angolo del paese, che ospitano pakistani, filippini e altri stranieri che costituiscono il grosso della forza lavoro del paese.
Vale la pena sottolineare che gli Emirati Arabi Uniti sono il fondo abissale della democrazia nel mondo arabo di oggi. Attraverso la loro infinita ricchezza si sono trasformati in una nuova federazione high-tech popolata da due comunità dal basso profilo – un corpo di modernisti capitalisti arabi (21% della popolazione) e occidentali (8% in totale), che hanno ben pochi contatti con il grande corpo dell’Islam, e una massa di lavoratori stranieri immigrati (per un totale del 71%) – 27% indiani, 20% pakistani, 8% bengalesi e 16% di altri asiatici – non pagati o sottopagati, senza documenti o passaporti (confiscati), che lavorano tutto il giorno, in ogni condizione, senza assistenza medica o supervisione. Come gli schiavi egizi dei tempi biblici che hanno costruito le piramidi, i lavoratori migranti – negatigli i fondamentali diritti umani – sono gli schiavi moderni che hanno costruito il Burj Khalifah (l’edificio più alto del mondo) e continuano a costruire il parco giochi per l’elite capitalista del mondo – una zona senza regole e senza timore di ricorso alla legge. Come sottolineato recentemente da Shaykh Abdal Qadir as-Sufi, “Non ci sono kamikaze negli Emirati Arabi Uniti, solo il suicidio settimanale di un lavoratore in preda alla disperazione per il suo stipendio, le sue condizioni di lavoro, il suo squallido dormitorio e il suo futuro.”
Gli Emirati Arabi Uniti, come molti dei Paesi del Golfo, hanno una scala dei redditi altamente discriminatoria, che si basa sulla nazionalità. Ad esempio, i salariati più pagati sono i bianchi occidentali (da Stati Uniti, Europa, Australia e Nuova Zelanda), seguiti dai cittadini del GCC, asiatici orientali (da Giappone, Corea), Sud-est asiatici (da Singapore, Filippine, Thailandia), sud-asiatici (da India, Pakistan, Sri Lanka, Bangladesh) e altri paesi africani (in questo ordine).
Mentre principi e sceicchi corrotti vivono una opulenta vita da parassiti, beneficiando delle prestazioni del dono di Dio alla nazione – la risorse in petrolio e gas naturale – e del frutto del lavoro dei loro lavoratori schiavi, che lavorano in quei giacimenti di petrolio e di gas naturale, nell’industria delle costruzioni e nei negozi o centri commerciali; questi lavoratori sono pagati con dei salari tra i più bassi immaginabili. Gli operai edili lavorano 12 ore al giorno, 7 giorni alla settimana, e sono pagati circa 370 AED (100 dollari USA) al mese. I ‘lavoratori’ sono vincolati dal sistema Kafala a non spostarsi dal loro lavoro ad un altro e vengono ‘legati’ al datore di lavoro. I lavoratori sono ospitati dai datori di lavoro nei dormitori conosciuti come campi di lavoro, di solito ai margini delle zone urbane. Ad al-Quoz e a Sonopar, a Dubai, la tipica abitazione di un operaio edile medio è una piccola sala (40 mq) che deve ospitare fino a otto lavoratori. Al-Quoz Camp ospita 7.500 lavoratori migranti che condividono 1.248 camere. La ritenuta dei salari, in totale disprezzo delle regole islamiche, è un luogo comune. Agli avidi datori di lavoro non piace che i loro lavoratori musulmani digiunino durante il Ramadhan, temendo che la loro efficienza sul lavoro ne risenta.
Nel maggio 2010, centinaia di lavoratori hanno marciato dal loro campo di lavoro a Sharjah al Ministero di Dubai, chiedendo di essere rimandati a casa. Avevano affermato che erano rimasti senza assegni per oltre sei mesi ed erano stati mantenuti nello squallore. Le autorità finalmente ne mandarono a casa 700 dei bloccati nel campo di lavoro Sharjah al-Sajar.
Quindi, non ci vuole uno scienziato per capire la logica dietro la diffusione di R2 negli Emirati Arabi. Le autorità hanno paura di questi lavoratori a basso reddito e dei loro diritti legittimi di cui vengono derubati. La diabolica alleanza con un odiato gruppo di omicidi dal grilletto facile, come la Blackwater, ha molto a che fare con il contenere le potenziali agitazioni dei lavoratori, e quindi evitare catastrofi come quelli occorsi all’ex Shah nell’Iran, a Zine Ben Ali in Tunisia e a Hosni Mubarak in Egitto. Ma come la storia ha mostrato, per tante volte è arrivato il momento in cui nessun gruppo di mercenari è in grado di proteggere un regime impopolare.
Negli ultimi anni, il governo degli emirati ha inondato le aziende della difesa statunitensi, con miliardi di dollari per contribuire a rafforzare la sicurezza del paese. Una società gestita da Richard A. Clarke, ex consigliere dell’antiterrorismo durante la amministrazioni Clinton e Bush, ha vinto diversi contratti lucrativi di consulenza, negli Emirati Arabi Uniti, su come proteggere le loro infrastrutture.
Gli ufficiali degli emirati avevano promesso che se il primo battaglione R2 di Erik Prince fosse stato un successo, sarebbe stata acquisita una brigata intera di diverse migliaia di uomini. I nuovi contratti sarebbero miliardari, e avrebbero aiutato il prossimo grande progetto di Prince: un complesso di addestramento nel deserto per le truppe straniere, modellato sul compound della Blackwater di Moyock, Carolina del Nord
In una notte della scorsa primavera, dopo mesi di stanza nel deserto, i mercenari della R2 salirono su un autobus non marcato e furono inviati in un hotel nel centro di Dubai. Lì, alcuni dirigenti della R2 avevano organizzato il loro passatempo serale con le prostitute. In quale altro luogo nel mondo arabo se non negli Emirati Arabi Uniti, si può trovare tale esposizione di immoralità?
In un noto hadith, Muhammad (S), il Profeta dell’Islam, ha detto: “Allah l’Altissimo dice: ‘Ci saranno tre persone contro cui mi batterò nel Giorno del Giudizio: (1) la persona che fa una promessa con un giuramento nel mio nome e poi lo rompe, (2) la persona che vende un uomo libero come schiavo e si appropria dei proventi della vendita, e (3) la persona che impiega un operaio e dopo aver beneficiato appieno del suo lavoro, non riesce a pagargli i suoi debiti.” [Bukhari: Abu Hurayrah (RA)].
Muhammad (S) disse anche: “Date il suo salario al lavoratore prima che il suo sudore si asciughi.” [Ibn Majah: Abdullah b. Umar (RA)] Umar (RA)]
Qualcosa è profondamente sbagliato nel mondo arabo. Una una volta dotati di cammelli e di tenda-dimora, ed ora che volano su jet e hanno ricche abitazioni moderne, gli arabi del deserto sono così occupati a godere delle modalità e dei valori delle moderne tecno-società che hanno completamente perso il cuore di tutta la loro identità civica e spirituale. Hanno dimenticato che la migliore sicurezza non viene dai mercenari, ma da una forza lavoro soddisfatta che sia trattata equamente e umanamente.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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