Il JSF F-35 non può nascondersi ai radar russi

JSF: aggiornamento del disastro
Dedefensa 28 aprile 2014
f35-af1-af2-lmIl mese scorso, la relazione annuale del General Accounting Office dava una buona notizia per il JSF. Per la prima volta fu annunciato che il probabile prezzo del velivolo era diminuito del 7%. La notizia fu ampiamente acclamata dalla stampa-sistema e su siti come Breaking Defense e Defense One. Lockheed Martin (LM) e il capo del JSF Program Office (JPO) al Pentagono, il Generale dell’USAF Christopher Bogdan, approfittarono di questa opportunità coinvolgendo il GAO per la sua buona reputazione e il rigore contabile, finora sempre assai severo sul JSF; insieme annunciarono che il JSF, o F-35, alla fine sarebbe costato circa 75 milioni dollari a pezzo, previsioni lontane da delle qualificate come “catastrofiche” di 150/200 milioni di dollari per pezzo. Al proposito veniamo rassicurati su alcuni problemi tecnici, come lo sviluppo e l’integrazione del software (questione fondamentale per l’aereo, totalmente controllato dal sistema elettronico), sulla buona strada per essere risolti. Winslow Wheeler, un ex-funzionario del Congresso che ha anche lavorato presso il GAO, specializzato nella decrittazione dei labirinti burocratici e finanziari del Pentagono, interviene sistemando le cose. Lo fa con ancora più efficacia rispetto alla relazione annuale SAR (Selected Acquisition Report) che il Pentagono ha diffuso la scorsa settimana, fornendo un quadro pessimistico e particolarmente graffiante dello stato del programma. Wheeler ha pubblicato un lungo articolo, estremamente tecnico e preciso su CounterPunch il 25-27 aprile 2014. Ne diamo due estratti che mostrano la verità della situazione del JSF, con un’imbarazzante precisione sul GAO e la sua reputazione d’integrità. Questo organismo (equivalente della Corte dei Conti degli USA) ha accettato senza verifica quelli che sembrano i vecchi dati forniti da JPO e LM al Pentagono. Il fatto mette in dubbio la capacità e/o integrità degli analisti del GAO responsabili del dossier, il che può significare che il dispositivo di corruzione venale e/o psicologico (soprattutto psicologico) è penetrato in ciò che era finora considerata la fortezza ultima dell’integrità verso il sistema di gestione della produzione americanista.
La scorsa settimana il dipartimento della Difesa ha pubblicato il suo nuovo Selected Acquisition Report (SAR) sui suoi principali programmi di armamenti. Questi rapporti annuali sono il tentativo del Pentagono di un’analisi definitiva dei costi; sono disponibili in due forme: i dati di sintesi sui 77 Major Defense Acquisition Program (MDAP) del DoD e relazioni sui singoli programmi, come l’F-35, l’ultimo messo on line gratuitamente da Breaking Defense. Come negli ultimi anni, la pubblicazione di nuovi dati sul F-35 ha interessato la stampa, di cui certuni sono stati piuttosto approfonditi nel riassumere i nuovi dati e ciò cui il massimo difensore dell’F-35, il top program manager Tenente-Generale Christopher Bogdan, aveva da dire. Tuttavia, vi sono alcuni punti importanti che non hanno avuto l’attenzione che forse meritano, e un punto chiave sembra essere stato generalmente ignorato. Come il SAR e la sintesi del DoD hanno chiarito, il costo per acquisire l’F-35 è salito rispetto alla stima dello scorso anno. La pagina 6 della sintesi del DoD del suo SAR afferma che per le cellule degli F-35 “i costi sono aumentati di 3,1 miliardi dollari (+1,0%) da 326,9 miliardi a 330,0 miliardi di dollari” e costi per il motore, contabilizzati separatamente, “sono aumentati di 4,3 miliardi di dollari (+6,7%) da 64,3 miliardi a 68,6 miliardi di dollari”. [...] In verità, il futuro del programma F-35 rimane incerto, e la maggior parte dell’incertezza è dovuta al costo unitario finale del velivolo e all’impatto di tale costo, come la realtà afferma, per gli acquirenti esistenti e futuri. Come già affermato, ci sono buone ragioni per pensare che il costo unitario reale dell’F-35, in media rimarrà più intorno ai 200 milioni di dollari che non alla dubbia previsione di 75 milioni della Lockheed e del Tenente-Generale Bogdan. In secondo luogo, l’aumento dei costi d’acquisizione dell’F-35 rivelato dal nuovo SAR, suscita grande imbarazzo al Government Accountability Office secondo cui, in un rapporto pubblicato il mese scorso, i dati sul SAR del DoD mostrano che i costi di acquisizione dell’F-35 scendono e non salgono. Come già spiegato, la relazione del GAO ha utilizzato i dati di due anni fa, grazie al poderoso processo di registrazione delle relazioni dell’agenzia e per il fatto che gli analisti e il direttore assegnati al rapporto hanno utilizzato una metodologia analitica incredibilmente superficiale. Non un solo articolo che abbia letto sui nuovi dati del SAR ricorda gli errori del GAO sul costo di acquisizione del velivolo”.
Wheeler ha anche attaccato, con un certo giubilo ironico, alcune proiezioni del Pentagono ispirate dal JPO. Queste proiezioni annunciano che il costo si ridurrebbe secondo una proiezione del costo totale del programma, vale a dire entro il 2065. Il Pentagono è noto nel diffondere regolarmente proiezioni fasulle dai 6 mesi a un anno, in particolare con errori sull’inflazione, ecc. Ma ora  pretende di dare una fornire una chiara proiezione su un arco di 51 anni, una magia straordinaria, così deliziosamente ottimista perché finalmente nel 2065, sarà più efficace che tra sei mesi o un anno… La narrazione burocratica non ha confini temporali, e più le sue previsioni a breve termine si rivelano false, più punta sulle previsioni a lunghissimo termine, immaginando che l’aggiunta vertiginosa di periodi a breve termine, contraffatti, finisca un quadro a lungo termine conforme ai propri desideri. “Sappiamo già che il DoD manipola le previsioni sull’inflazione sia nei suoi budget che per le previsioni a breve termine del quinquennale Future Year Defense Program (FYDP). Esprimendo credulità sull’affermazione che il costo di un programma degli armamenti sarà un po’ meno preciso tra 30 anni, solo perché qualcuno ha riadattato l’inflazione e le previsioni di costo del lavoro. In effetti, nelle passate previsioni sull’inflazione per certi imminenti anni fiscali ( pochi mesi prima), il DoD s’era dimostrato impreciso non solo su quanto l’inflazione cresceva o diminuiva, ma se cresceva o diminuiva. Se non riescono nemmeno a saperlo un paio di mesi prima, come fanno ad affermare di poterlo sapere con precisione fra 30 anni? E’ abbastanza assurdo. Eppure, eccoci qui, a sentirci dire di credere che il costo dell’F-35 che, come il DoD ci dice: “diminuirà a 96,8 miliardi dollari (-8,7%) da 1.113,3 miliardi a 1.016,5 miliardi, quando il programma verrà terminato nel 2065…“”
Nel frattempo, RussiaToday s’interessa al JSF. Consapevole del suo dovere internazionalista ed americanista evidenziato ultimamente dal segretario di Stato ectoplasma (25 aprile 2014), RT ha il dovere di seguire il JSF. RT è più attenta all’interessante abbinamento US Navy-Boeing, il 25 aprile 2014. Entrambe le parti sono collegate, perché l’US Navy cerca in tutti i modi di sbarazzarsi del furtivo JSF, mentre Boeing, fornitore leader dell’US Navy (famiglia F/A-18) ha lanciato un feroce attacco contro il JSF, considerato del tutto inadeguato a sopravvivere in un probabile ambiente di guerra. Naturalmente, Boeing ha i suoi interessi, e come! Offre all’US Navy ciò che essa ha iniziato a fare, ordinare altri EA-18G Growler, versione da guerra elettronica della famiglia F/A-18, il solo capace (secondo Boeing) di garantire un ambiente accettabile per i velivoli da combattimento. (Cioè gli F/A-18 standard, in quanto non ci sarebbe bisogno che caratteristiche da guerra elettronica, stealth o altre, terribilmente costose e da alcuni considerate inefficaci, siano integrate nel velivolo). “Poiché il prezzo delle armi più costose del Pentagono vola ancora di più, i critici mettono in discussione i costi e le capacità del programma Joint Strike Fighter F-35. [...] Il venerdì di questa settimana, Military.com ha riferito che l’US Navy non solo ha deciso di ridurre da 69 a 36 gli F-35 della Lockheed Martin che aveva in programma di acquistare, ma che 22 nuovi EA-18G Growlers costruiti dalla Boeing sono stati aggiunti all’elenco delle priorità non finanziate. I giornalisti Kris Osborn e Michael Hoffman scrivono sul loro sito che la “Boeing non ha operato così tranquillamente lo scorso anno offrendo all’US Navy una via di fuga dal costoso programma Joint Strike Fighter”. Secondo il loro articolo, almeno dalla scorsa estate la Boeing ha sollecitato l’US Navy ad acquistare altri F/A-18 Super Hornet e Growler viste le preoccupazioni sull’F-35. [...] Mike Gibbons vicepresidente per i programmi Super Hornet e Growler della Boeing, ha un buon motivo per parlare male dell’F-35, dopo tutto meno soldi alla Lockheed Martin significano probabilmente di più per la sua azienda. Indipendentemente da ciò, Gibbons ha detto a Osborn e Hoffman che l’F-35 non è poi un aereo furtivo così avanzato, come una volta ha affermato, e non è efficace come il Growler quando si tratta di contrastare un ampio spettro di sistemi di difesa aerea. “La densità della minaccia è sempre più complessa e difficile. Lo spettro elettromagnetico è sempre più complesso e difficile, e richiede sempre più ciò che il Growler fornisce nell’attacco elettronico e ricognizione elettronica. Solo il Growler ha questa capacità, ha detto Gibbons al sito. Russia e Cina, aggiunge, hanno sviluppato sistemi di difesa aerea che mettono la tecnologia stealth dell’F-35 alla prova. E se tali funzionalità dovrebbero migliorare, il programma di armamento ampiamente pubblicizzato dal Pentagono non potrà avere le capacità offensive richieste dai militari stranieri. I sostenitori del Growler dicono che tali aeromobili possono superare la minacciosa tecnologia stealth, e che la capacità di occultarsi, infine, potrebbe presto essere abbandonata del tutto dal DoD”.
In quest’ultimo caso, con la complicità US Navy-Boeing, è chiaro che Boeing gioca da membro di spicco del Sistema. Ma nell’occasione acquista un significativo ruolo antisistema nella devastante critica al JSF, con grande soddisfazione dell’US Navy che, utilizzando questa azione utile ai propri interessi, agisce da anti-sistema in quanto anti-JSF. (In effetti, in questa disposizione e dato il contesto e la notevole importanza del programma, il JSF appare come la produzione più devastante del sistema, e l’indebolimento o la sua caduta catastrofica sarebbero un duro colpo per il sistema. Quindi…, Boeing e US Navy, “esponenti di spicco” del sistema, sono in realtà anti-sistema). Si osservi che le argomentazioni operative sviluppate da Boeing e implicitamente accettate dall’US Navy (ulteriore ordine di Growler a spese del JSF) ovviamente sono tempestive, e il loro avverarsi ovviamente non è una coincidenza. Entrambi gli enti beneficiano della crisi ucraina, che rende improvvisamente concepibile la possibilità di operazioni in un confronto ad alta intensità,  sviluppando la revisione operativa del JSF. La possibilità di un confronto con la Russia non è più una visione teorica, e l’argomento delle grandi capacità della Difesa aerea russa ora gioca pesantemente a favore della linea Boeing-US Navy. Infatti, la crisi ucraina ha veramente molteplici e innumerevoli effetti, ed è destinata a svolgere un ruolo importante sul destino del JSF.

F-35A_three-viewIl nuovo caccia Stealth degli USA non può nascondersi ai radar russi
Il Joint Strike Fighter degli USA da un trilione di dollari dovrebbe essere praticamente invisibile quando sorvola il cortile del nemico. Ma non è così che le cose funzionano.
Bill Sweetman, Aviation Week & Space Technology, 28 aprile 2014 – The Daily Beast

eurofighterL’F-35 Joint Strike Fighter, il jet su cui il Pentagono punta il futuro furtivo dei suoi aeromobili  tattici, soffre di ogni sorta di carenze. Ma la cosa più grave è che il JSF non è, infatti, furtivo agli occhi di un crescente numero di radar russi e cinesi. Né è particolarmente bravo a disturbare i radar nemici. Il che significa che il dipartimento della Difesa punta centinaia di miliardi di dollari su un caccia che avrà bisogno dell’aiuto di aerei da guerra elettronica per proteggere il non così furtivo aereo “radar splendente”, come alcuni addetti ai lavori lo chiamano. Questi problemi non sono per nulla un segreto. Il F-35 è rilevabile dai radar operanti in banda VHF. Il sistema di disturbo dei  radar del caccia si limita alla banda X, nel settore coperto dal radar APG-81. Queste non sono critiche al programma, ma il risultato delle scelte del cliente, il Pentagono. Suggerire che l’F-35 sia VHF-furtivo è come sostenere che il cielo non sia blu, perché entrambe le cose riguardano lo stesso fenomeno. Il fisico tardo-vittoriano Lord Rayleigh diede il suo nome al modo in cui la radiazione elettromagnetica viene diffusa da oggetti di dimensioni inferiori alla sua lunghezza d’onda. Ciò vale per le particelle nell’aria che disperdono la luce solare, e gli stabilizzatori e le superficie alari degli aeromobili che sono circa dello stesso ordine di grandezza delle onde metriche VHF. Gli attributi contro-furtivi delle VHF sono di dominio pubblico da decenni. Sono noti dagli albori della furtività, nel 1983, quando il Lincoln Laboratory del MIT ordinò un radar di 30 metri per emulare il sistema di allerta precoce VHF della Russia P-14 Oborona. La divisione della Lockheed Martin di Fort Worth responsabile del F-35 dovrebbero saperlo: l’ha costruito.
Per avere un aeroplano furtivo alle VHF, s’inizia con la rimozione della coda, come nei bombardieri B-2. Ma non si sapeva come fare con un agile aereo supersonico (come l’F-35 dovrebbe essere), quando furono scritte le specifiche JSF. Nemmeno la tecnologia per fornire di un sistema di disturbo attivo a banda larga un aereo stealth esisteva nel 1995. Non solo i sostenitori dello stealth aspettano che il disturbo svanisca, ma c’è un evidente e (al momento) insolubile problema: Per utilizzare il sistema di disturbo radar bisogna essere certi che vi abbia rilevato. In caso contrario, il disturbo svelerebbe la vostra presenza identificandovi come aereo stealth, dato che il nemico può vedere il segnale, ma non il riflesso. Possiamo essere sicuri che il sistema di disturbo non sia stato aggiunto a bordo del F-35. I requisiti del JSF erano rigorosi fino alla virgola quando il programma iniziò, e i suoi sostenitori ne avrebbero incolpato dei ritardi e sforamenti. Ciò che il JSF deve avere è il sistema di disturbo radar noto anche come “attacco elettronico”, o EA in militarese. Ha anche un sistema a perdere d’inganno radar della BAE Systems, l’ALE-70. Sono misure da ultima spiaggia per interrompere l’aggancio di un missile, non per impedirvi di essere inseguiti.
I pianificatori del JSF, a metà degli anni ’90, stavano correggendo i calcoli sulla bassa banda stealth e un limitato EA, combinati alla sorveglianza elettronica passiva per la consapevolezza della situazione, adeguandole alla fase operativa. Ma si aspettavano che l’F-35 avrebbe raggiunto gli squadroni nel 2010, e la modernizzazione militare della Cina era appena immaginabile. Le minacce degli anni 2010 sono qualitativamente diverse. I vecchi radar VHF possono essere colpiti spezzando la catena tra rilevamento e inseguimento: non forniscono un riverbero abbastanza netto quanto quello dei radar analogici a scansione meccanica puntati sul bersaglio. I radar VHF a Matrice a scansione elettronica attiva (AESA), ad alta potenza e ad onde decimetriche e centimetriche, sono i nemici più tenaci. Lo scorso agosto, in un air show nei pressi di Mosca, ho parlato con i progettisti di un nuovo sistema radar anti-stealth altamente mobile, ora consegnato alle forze armate russe. Il suo nucleo è un’antenna VHF di 30 metri tipo AESA totalmente digitale, ma che incorpora anche potenti radar a più alta frequenza permettendo di monitorare piccoli bersagli una volta che il radar VHF li ha rilevati. Ultimamente, tuttavia, è emerso che la Marina degli Stati Uniti sia preoccupata dalle nuove navi da guerra cinesi dotate del radar di ricerca VHF Tipo 517M, che secondo l’ideatore sono di tipo AESA.
Niente di tutto ciò dice che la furtività è morta, ma non è ragionevole aspettarsi che il gioco del gatto e del topo nella rilevazione ed evasione nel combattimento aereo sia finito, o che lo sarà mai. EA e furtività ancora non coesistono molto comodamente sulla stessa piattaforma, ma fuori EA e furtività sono sinergici: minore è il bersaglio, meno potenza di disturbo è necessaria per mascherarlo. Ma l’agilità dimostrata dalla minaccia indica che non c’è alcuna mossa vincente nel gioco con i radar. L’eccessiva dipendenza di un progetto da un singolo aspetto non è una buona idea, e l’utilizzo di un segreto fittizio per annullare il dibattito è anche peggio.

November 23, 2011 F-35 assembly area bi-monthly photo shoot forTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli USA annunciano “cambiamenti significativi” nella politica militare

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 15.11.2013

x51-waverider-08-16-12-02Il 5 novembre, nel discorso al Global Security Forum del Centro per gli Studi Strategici e Internazionali (CSIS), il segretario alla Difesa statunitense Chuck Hagel ha detto che il Pentagono ha bisogno di cambiamenti significativi “in ogni aspetto” della difesa. Aveva individuato sei aree d’interesse che guideranno l’importante riforma del Dipartimento della Difesa (DoD)… L’organizzazione delle truppe, l’addestramento militare e l’acquisto di attrezzature verranno rivalutati nella revisione quadriennale della difesa, da presentare al Congresso all’inizio del prossimo anno. “L’obiettivo è garantire che riflettano al meglio i nostri obiettivi nel mutato contesto strategico, la capacità di evoluzione dei nostri alleati e partner, le minacce mondiali reali e le nuove capacità militari delle nostre forze e dei nostri potenziali avversari”, ha detto Hagel nel discorso al think tank CSIS. “Dobbiamo fare in modo che gli scenari emergenti decidano la struttura delle forze, e non viceversa”.
Il DoD deve prepararsi a un futuro in cui le truppe non schierate non saranno addestrate ai livelli attuali. “Potremmo dover accettare la realtà che non ogni unità sarà al massimo grado di prontezza, e una sorta di sistema di prontezza a più livelli è forse inevitabile”, ha detto. Le sei aree d’interesse che determineranno bilancio e pianificazione strategica annunciati, sono:
– Riforma istituzionale. Questa estate Hagel ha annunciato la riduzione del 20 per cento dei bilanci per i comandi di tutti i reparti, a cominciare dall’ufficio del segretario della Difesa.
– Rivalutare la pianificazione delle forze militari. “L’obiettivo”, ha aggiunto, “è garantirsi che riflettano al meglio i nostri obiettivi e il mutato contesto strategico, la capacità di evoluzione dei nostri alleati e partner, le minacce mondiali reali e le nuove capacità militari delle nostre forze e dei nostri potenziali avversari”.
– Preparazione alla sfida di una prolungata prontezza militare. Questa è la responsabilità più alta del dipartimento verso le sue forze, ha detto il segretario, e tuttavia già “abbiamo visto la prontezza di unità non schierate soffrire di addestramento ridotto, ore di volo ridotte, navi non operative ed esercitazioni annullate”.
– Proteggere gli investimenti nei settori militari emergenti, soprattutto cyberspazio, forze speciali e d’intelligence, sorveglianza e ricognizione. “Mentre i nostri potenziali avversari investono in settori più sofisticati cercando di vanificare i vantaggi tradizionali dei nostri militari, tra cui la nostra libertà di azione e di accesso in… tutto il mondo”, ha detto “sarà importante mantenere il nostro decisivo vantaggio tecnologico”.
– Equilibrato mix tra capacità. “In alcuni casi faremo un cambiamento, per esempio, dando priorità a forze militari più piccole, moderne e capaci rispetto a forze più grandi con vecchi equipaggiamenti. Inoltre si favorirà una forza attiva globale e una forza impegnata di presidio”, ha spiegato Hagel.
– Personale e politica di compensazione. “Senza seri tentativi per avere risparmi significativi in tale settore, che oggi consuma circa la metà del bilancio del DoD e che aumenta ogni anno, rischiamo di diventare una forza sbilanciata, ben compensata ma mal addestrata ed equipaggiata, con disponibilità e capacità limitate”, ha detto.
Andando avanti, il dipartimento deve fare scelte difficili in questo settore, al fine di garantirsi una difesa sostenibile per il 21° secolo, ha osservato il segretario. La riforma della pianificazione è una risposta ai vincoli di bilancio, come sottolineato in tutti i commenti sulle questioni militari.

Studio, sperimentazione e servizio
La spesa per gli armamenti degli Stati Uniti sarebbe slittata a causa del sequestro derivante dai problemi finanziari della nazione. Parlando alla Commissione Forze Armate del Senato a febbraio, il presidente del Joint Chiefs of Staff, Generale Martin E. Dempsey ha detto che il sequestro “mette la nazione sotto maggior rischio di coercizione”, e i programmi militari chiave in esecuzione suscitano preoccupazioni tra gli altri attori mondiali. Il 1° maggio 2013, l’X-51A Wave Rider, un velivolo senza pilota sperimentale sviluppato per l’US Air Force, ha volato a più di cinque volte la velocità del suono, in un test al largo della California. Il test ha segnato il quarto e ultimo volo dell’UAV. Questo è un passo avanti nella tecnologia del scramjet che presumibilmente potrà essere usata per compiere attacchi in tutto il mondo entro pochi minuti. Questo era il quarto e ultimo di una serie di test. Il Wave Rider è stato progettato per raggiungere la velocità di Mach 6 ed oltre. Sei  volte la velocità del suono, abbastanza veloce per attraversare l’oceano Atlantico e colpire un bersaglio in Europa in meno di un’ora. Molti dettagli del programma sono classificati… Quello che si sa è che l’Air Force continua la ricerca ipersonica ed i successi dell’X-51A daranno un contributo al programma per l’arma d’attacco ad alta velocità attualmente in fase di sperimentazione. La Lockheed Martin ha svelato i piani per l’aereo spia ipersonico SR-72, in grado di volare a velocità ipersonica. È stato progettato utilizzando materiali commerciali, per contenersi a prezzi accessibili nel difficile contesto attuale del bilancio. Guy Norris ha pubblicato su Aviation Week and Space Technology un articolo esclusivo dedicato all’SR-72. Il nuovo aereo avrà all’incirca le stesse dimensioni del Blackbird, ma sarà in grado di volare due volte più veloce. Sarà in grado di avere una velocità di crociera di Mach 6, rendendolo il primo velivolo ipersonico ad entrare in servizio ed essere prodotto. Seguendo il piano ipersonico a lungo termine dell’US Air Force, l’SR-72 è stato progettato per colmare ciò che viene percepito dai pianificatori della difesa come la crescente lacuna nell’intelligence di rapida reazione della pletora di satelliti e piattaforme con e senza pilota subsoniche, destinate a sostituire l’SR-71. Un velivolo che penetra ad alta quota e a Mach 6, una velocità indicata da Lockheed Martin come il “punto giusto” per l’attivazione del volo ipersonico, dovrebbe sopravvivere laddove velivoli, aerei subsonici o supersonici avanzati, furtivi e senza pilota non potrebbero. Il velivolo dovrebbe anche avere capacità opzionali di attacco. La tempistica s’integra anche con il progresso dell’Air Force verso il volo ipersonico, richiedendo sforzi per sostenere lo sviluppo di un’arma d’attacco ipersonica entro il 2020 e di un velivolo da penetrazione per intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), entro il 2030. La scadenza del 2018 è determinata dalla pianificazione dell’arma d’attacco ad alta velocità (HSSW), un programma missilistico ipersonico statunitense avviato dall’Air Force e dalla DARPA. Il Wave Rider corrisponde perfettamente all’SR-72, migliorandone notevolmente la rapida capacità di attacco convenzionale (Prompt Global Strike – PGS), evidentemente andando molto oltre lo scoraggiare gruppi terroristici. L’obiettivo è un’arma formidabile contro le infrastrutture di comando e controllo, così come i siti degli ICBM. La maggiore velocità dell’SR-72 darebbe anche la possibilità di rilevare e colpire bersagli più agili.
Brad Leland, l’ingegnere dela Lockheed che ha diretto le ricerche per sette anni, ha detto che il nuovo aereo offre capacità rivoluzionarie ai militari: un jet bimotore dimostratore che può raggiungere qualsiasi destinazione in un’ora e potrebbe essere sviluppato per meno di un miliardo di dollari in 5-6 anni. Lo scopo dell’SR-72 è fornire agli Stati Uniti non solo una piattaforma ipersonica da ricognizione, ma anche un aereo d’attacco. Secondo Brad Leland, “velivoli ipersonici, accoppiati a missili ipersonici, possono penetrare spazi aerei protetti attaccando quasi qualsiasi luogo in un altro continente, in meno di un’ora”. Nessun nuova tecnologia è necessaria per l’SR-72, così che un velivolo dimostrativo potrebbe volare entro il 2018, e il velivolo potrebbe essere operativo entro il 2030. I dettagli del nuovo aereo spia ipersonico sono emersi dopo che la Lockheed, il più grande fornitore del Pentagono, ha collaborato con il secondo fornitore, la Boeing Co. (BA.N) per sviluppare una proposta per il nuovo bombardiere a lungo raggio del Pentagono. Lockheed, Boeing e altri grandi produttori di armi fanno pressione sul Pentagono per continuare a finanziare nuovi programmi per lo sviluppo di aeromobili, nonostante i grandi tagli alla spesa militare, sostenendo che un ritiro di tali programmi potrebbe minare la superiorità militare degli Stati Uniti in futuro. L’11 dicembre 2012 l’Orbital Test Vehicle Boeing X-37B ha compiuto il suo terzo volo di prova. L’X-37B, una navetta spaziale senza pilota riutilizzabile a decollo verticale ed atterraggio orizzontale, può rientrare nell’atmosfera terrestre e atterrare autonomamente. Il robot può anche regolare la rotta nello spazio invece di seguire la stessa orbita prevedibile, una volta in volo. La permanenza orbitale della navicella è attivata con i pannelli solari che generano energia una volta dispiegati dalla stiva di carico, potendo rimanere in orbita per 270 giorni. L’X-37B è senza dubbio un aereo spia, nonché un modello di prova del futuro “bombardiere spaziale” che potrà distruggere obiettivi dall’orbita. Non può essere escluso che il velivolo stesso possa essere un sistema da bombardamento nucleare, un satellite-tracker o un satellite-killer.
Il 2 novembre la Marina Militare ha battezzato l’undicesimo sottomarino d’attacco nucleare classe Virginia, l’USS North Dakota (SSN 784), a Groton nel Connecticut. I sottomarini classe Virginia hanno migliorate sofisticate capacità stealth e di sorveglianza. I miglioramenti delle loro specialità belliche gli consentono di compiere molteplici tipi di missione. La necessità totale dell’US Navy è di 30 unità della classe. Il North Dakota (SSN-784) da 2,6 miliardi di dollari è il primo previsto degli otto sottomarini Virginia modificato Block III. Vi sono due notevoli cambiamenti dal Block II al Block III. I Block III dispongono di due Multiple All up round Canisters (MAC) nella vela del battello. I tubi MAC possono contenere fino a sei missili d’attacco (TLAM) Tomahawk. I Block III dispongono anche di un nuovo sonar a prua. L’antenna del Large Aperture Bow (LAB) richiede meno componenti e meno manutenzione rispetto ai precedenti sonar dei Virginia. Ulteriori modifiche includono un’efficienza migliorata nella costruzione rispetto ai precedenti due blocchi.

130911-N-ZZ999-001_compressedStudio, sperimentazione e servizio
Nell’aprile 2013, l’US Navy ha annunciato lo schieramento del prototipo di un’arma laser nel Golfo Persico. Per la prima volta le navi vengono equipaggiate con un’arma laser in grado di disabilitare motovedette ed accecare o distruggere droni di sorveglianza, come le prove dimostrarono. La marina chiama le sue nuove armi LAWS (che sta per LAser Weapon System, sistema d’arma laser). Un prototipo del laser deve essere installato a bordo dell’USS Ponce, una nave appoggio assalto anfibio convertita che opera da base galleggiante per le operazioni militari e d’assistenza umanitaria nelle acque del Medio Oriente e del sud-ovest asiatico. Il laser sarà operativo il prossimo anno. Molti dettagli sul funzionamento del laser rimangono segreti, come ad esempio la portata del raggio, quanto sia potente o quanta potenza viene utilizzata per generarlo. Ciò che è noto del laser è che è stato progettato per essere un sistema “plug and play” che s’integra con le esistenti tecnologie di puntamento e la rete elettrica a bordo delle navi. Questi fattori rendono l’arma sorprendentemente economica. L’US Navy ha anche altri sistemi in fase di sviluppo destinati ad abbattere droni nemici e da installare sulle navi di superficie. Allo stesso modo, l’esercito statunitense aveva annunciato nel 2011 che compiva ricerche sul Laser-Induced Plasma Channel (LIPC), che può sparare un “fulmine” laser-guidato da 50 miliardi di watt contro un bersaglio.
Il 29 ottobre il caccia della Lockheed Martin Corp. F-35, aveva testato una Guided Bomb Unit-12 (GBU-12) Paveway II lanciandola dal suo vano armi interno mentre volava a circa 8.000 metri di quota, distruggendo un carro armato a terra, aveva dichiarato l’ufficio del programma F-35 del Pentagono. Ci vollero 35 secondi per colpire il bersaglio. “Questa prova di lancio di un’arma guidata GBU-12 indica che per la prima volta l’F-35 è diventato veramente un sistema d’arma“, aveva detto il maggiore dei marine Richard Rusnok, il pilota che aveva guidato l’aereo durante il test. “Rappresenta un ulteriore passo avanti nello sviluppo di questo programma vitale.” Era la prima volta che il jet aveva lanciato un’arma teleguidata contro un bersaglio a terra. Il Corpo dei Marines prevede di iniziare di iniziare ad adottare gli aerei a metà 2015. La GBU-12 fu seguita il 30 ottobre dalle prove di tiro reali presso l’Edwards Air Force Base, con l’impiego di un Advanced Medium Range Air to Air Missile, o AMRAAM, AIM-120. Un test sulla capacità dell’F-35 di sganciare una GBU-32 da 454 kg si terrà il prossimo novembre. Il mese scorso, la versione per la Marina, l’F-35C, ha compiuto il suo primo test di lancio presso la Naval Air Station sul Patuxtent River, nel sud del Maryland, e la versione per l’aviazione, o F-35A, ha compiuto il primo test di sgancio di una bomba dal piccolo diametro GBU-39, da 114 kg. La Lockheed sviluppa tre versioni del nuovo aereo da guerra furtivo per i militari degli Stati Uniti e degli otto Paesi che contribuiscono a finanziarne lo sviluppo: Gran Bretagna, Canada, Turchia, Italia, Norvegia, Australia, Danimarca, Paesi Bassi, Israele e Giappone.
L’azione militare contro la Siria potrebbe essere stata messa da parte, almeno per ora. Ma i comandanti statunitensi spesso vedono i conflitti come un’opportunità per utilizzare la tecnologia sviluppata di recente… Ecco gli ultimi sistemi d’ama che potrebbero essere utilizzati e perché, dalle armi a microonde a quelle informatiche. L’Air Force ha confermato che ha due sistemi anti-agenti chimici nel suo arsenale. La CBU-107 Passive Attack Weapon (PAW), essenzialmente un’arma rivestita con migliaia di aste penetranti senza esplosivo. Progettato per obiettivi in cui il calore potrebbe essere pericoloso, l’idea è che una bomba da 450 kg che disperde migliaia di aste a mezz’aria su una superficie di 60 metri quadrati, può penetrare contenitori di armi chimiche drenandoli sul terreno e minimizzandone la dispersione. La BLU-119/B Crash Pad è esplosiva, per l’opzione rapida. La Crash Pad distrugge i depositi di armi chimiche con esplosivo o shrapnel, e contiene fosforo bianco per incenerire gli agenti chimici.
Il caccia più sofisticato degli Stati Uniti, l’F-22 Raptor, deve ancora avere il battesimo del fuoco. Mentre gli ufficiali dell’Air Force sostengono che l’aereo stealth altamente manovrabile sarebbe stato utile per affrontare i sofisticati di sistemi di difesa aerea e missili terra-aria della Siria. I satelliti spia sono da tempo utilizzati per rintracciare le armi di distruzione di massa. A settembre il National Reconnaissance Office ha annunciato il lancio del suo ultimo satellite spia, di cui non ha fornito alcun dettaglio. I documenti diffusi da Edward Snowden, l’ex agente della National Security Agency, e pubblicati dal Washington Post, rivelano una serie di satelliti top-secret dagli intriganti nomi di Quasar e Intruder. Armi a Microonde ad Alta Potenza possono mettere fuori uso tutti i computer dei comandi e delle infrastrutture di controllo siriani senza causare alcun danno fisico. L’anno scorso, Boeing pubblicò un video del suo Programma High Power Microwave Advanced Missile Project, un missile che essenzialmente brucia i circuiti attraverso l’aumento della tensione elettrica. Nel video, il Champ mette fuori uso una serie di computer. L’Air Force ha condotto per anni studi classificati sulle armi a microonde ad alta potenza, e alcuni sospettano che abbia già a disposizione tali armi.

Le legittime preoccupazioni della Cina
Le ultime prove sui PGS degli Stati Uniti preoccupano la Russia, ma preoccupano di più la Cina perché ha assai meno missili a testata nucleare in grado di raggiungere gli Stati Uniti della Russia, e sistemi antimissile meno efficaci della Russia. Scrivendo sul sito China-U.S. Focus il 22 aprile, il Generale-Maggiore Yunzhu Yao, direttore del China-America Defense Relations dell’Accademia di Scienze Militari della Forze Armate cinesi, ha detto che le preoccupazioni cinesi derivano da due fatti:
– I sistemi di difesa antimissile balistico che gli Stati Uniti e i loro alleati schierano o prevedono di schierare nella regione Asia-Pacifico, potrebbero intercettare le restanti armi nucleari che i cinesi potrebbero lanciare per rappresaglia dopo un attacco alla Cina, quindi, potenzialmente vanificando l’effetto deterrente dell’arsenale nucleare cinese.
– Gli Stati Uniti sviluppano una serie di mezzi di attacco strategico convenzionale. Se distribuiti, potrebbero essere usati per colpire l’arsenale nucleare della Cina.
Hu Yumin, ricercatore presso la China Arms Control and Disarmament Association, ha scritto a gennaio che gli Stati Uniti vogliono coniugare il PGS con le loro tecnologie spaziali e antimissile per “formare un sistema di difesa integrato, in grado di rendere le armi strategiche degli altri Paesi, comprese le armi nucleari, quasi inutile”. Hu chiaramente si riferiva alla Cina, aggiungendo che ciò potrebbe porre un dilemma a questi Paesi: o perderanno la possibilità di lanciare un contrattacco nucleare strategico o che dovrebbero usare le armi nucleari per primi, evitando una devastazione.
È vero, la Russia e la Cina aumentano le spese militari. Il presidente russo Vladimir Putin ha apertamente dichiarato l’intenzione di espandere e migliorare radicalmente l’esercito russo. Vi è una serie di misure da adottare. La Russia ha intrapreso un percorso per rafforzare i militari. Programmi per il riequipaggiamento e una fondamentale riforma delle forze armate vengono adottati e attuati.  Alcuni si chiedono se questa politica sia coerente con le realtà internazionali emergenti. Molti  lamenti e clamori sono stati sollevati dal sequestro militare degli Stati Uniti e dalle riduzioni per i tagli lineari. Ma gli USA adottano armi rivoluzionarie. La Difesa continua a consumare quasi il 20 per cento del bilancio degli Stati Uniti, più di ogni altra cosa. Tale Paese è il primo a decidere la tendenza mondiale attuale e la sua spesa militare rappresenta ormai poco meno della metà del totale mondiale, oltre il 40%. Altri Stati esprimono una preoccupazione giustificata e hanno ragione nell’adottare una politica militare che risponde a questa realtà.

16ddh10La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia affronta una nuova minaccia missilistica

Andrej Akulov, Strategic Culture Foundation, 14/11/2012


E’ noto a tutti che il centro della spesa militare e della potenza militare globale si sposta verso l’Asia. L’Asia come perno degli Stati Uniti rischia di esacerbare la tendenza. Le potenze asiatiche iniziano a trasformare la crescita economica post-guerra fredda in potenza militare, producendo organizzazioni militari sempre più moderne ed efficienti. La maggior parte dei nuovi investimenti riguarda le capacità aero-navali; si tratta duìi un fenomeno universale. I fornitori di tecnologia della difesa più sofisticata iniziano a provenire dalla regione. Il Giappone, naturalmente, rimane costituzionalmente impegnato all’1% della spesa, ma è una quantità enorme tenendo conto dell’ampiezza dell’economia giapponese. Mentre appaiono nuove tecnologie innovative, sembra che non siano limitate dai confini della regione, ma abbiano un’influenza globale portando ad una svolta rivoluzionaria nella guerra contemporanea.
Il Giappone ha in programma “di sviluppare un drone che sarà dotato di missili a testata ad infrarossi per missioni a bassa quota, che potrebbero individuare un attacco missilistico nucleare nordcoreano e contrastare l’avanzata militare della Cina”, affermava il 4 novembre un rapporto del ministero della difesa giapponese. Secondo lo Yomiuri Shimbun, il ministero ha chiesto 3.000.000.000 di yen (372 milioni di dollari) per i prossimi quattro anni, per sviluppare il velivolo che entrerà in servizio nel 2020. Una parte di questo importo dovrebbe essere assegnato al progetto di bilancio da votare il prossimo dicembre. Taiwan e Corea del Sud stanno già guardando con interesse a tale processo. Essendo un alleato strategico degli Stati Uniti e con uno speciale accordo di cooperazione nella tecnologia della difesa missilistica, il Giappone avrà pieno accesso a tutto ciò che si studia negli Stati Uniti. Ciò significa che c’è da aspettarsi presto l’avvento di una nuova componente per la distruzione dei missili intercontinentali balistici (ICBM) russi. Ora la divergenza tra gli Stati Uniti (e alleati) e la Russia sulla questione sta diventando molto più complicata di quanto non lo sia stata finora…

Nuovi sistemi d’arma
Nell’aprile di quest’anno la Corea del Nord ha lanciato quello che ha affermato essere un missile balistico. I radar di terra e i cacciatorpediniere Aegis del Giappone, supportati dai satelliti di sorveglianza dagli Stati Uniti, non sono riusciti a rintracciarlo. Si temeva che le capacità di monitoraggio del Giappone fossero insufficienti. La vera ragione era che l’oggetto non era mai andato abbastanza in alto da essere rilevato. Sempre a Tokyo ci si ricordò del problema della capacità di rilevare oggetti a bassa quota, nonché della fase iniziale del lancio di un missile. La risposta del governo giapponese fu iniziare un costoso programma per sviluppare velivoli non pilotati dotati di sensori a infrarossi ultrasensibili per monitorare i lanci di missili balistici (e possibilmente da crociera) e altri oggetti a bassa quota. Non se ne sa ancora nulla, sebbene brevi articoli siano apparsi sui media all’inizio del novembre 2012. Secondo fonti giapponesi, per lo più anonime, un prototipo di UAV, che sarebbe in grado di operare ad una quota di circa 13.500 metri, sarà presentato entro l’anno fiscale successivo ed entrerà in servizio nel 2020. Vorrei notare che è esattamente la tempistica annunciata dalla NATO per la Phased Adaptive Approach, entro cui si prevede che l’Aegis raggiungerà la sua piena capacità operativa intercontinentale. La cosa di primaria importanza è che il sistema rileverà i lanci in tempi più ridotti rispetto agli attuali radar terrestri.
Il nuovo sistema d’arma avrebbe la capacità di intercettare i missili balistici al primo stadio, o almeno di aggiungere una serie di punti nella “catena di eliminazione” con cui un missile balistico può essere abbattuto dal Giappone. Resta da vedere se il drone giapponese avrà abbastanza autonomia e se sarà dotato di missili aria-aria come, per esempio, i moderni AIM-120 AMRAAM con un secondo stadio a propellente liquido, che opererebbero come missili intercettori aerolanciati e rileverebbero i movimenti di oggetti a bassa quota sulle acque viciniori al Giappone. Poiché i piloti non sono necessari per guidare i droni, i velivoli dovrebbero essere in grado di pattugliare i cieli per 22 ore consecutive. Il ministero giapponese prevede di avere il progetto di un prototipo di UAV pronto entro il prossimo anno fiscale. Una volta completato, sarà sottoposto ai test di resistenza e altri. L’UAV sarà in grado di inseguire i missili dal loro lancio, operazione difficile per i satelliti. Anche se un missile non completa il lancio, l’UAV sarà in grado di rilevarlo. Il ministero si aspetta che l’UAV svolga altri compiti. Tra cui la sorveglianza marittima, come ad esempio controllare i movimenti della Marina cinese nel Mar Cinese Orientale, e la raccolta di informazioni sulle aree contaminate dalle sostanze radioattive fuoriuscite dal danneggiato reattore n° 1 della centrale nucleare di Fukushima della Tokyo Electric Power Co.
Non è necessario essere un esperto militare per sapere che rilevare un oggetto durante il suo decollo, offre notevoli vantaggi. Il missile non manovra e presenta una firma agli infrarossi molto elevata. È più lento nell’ascesa rispetto alla fase di rientro, rendendo l’intercettazione cinetica più facile da realizzare. Questo è uno dei motivi che suscitano i timori della Russia riguardo la difesa missilistica europea della NATO. Inoltre, un aeromobile da sorveglianza aerea situato in prossimità del sito di lancio, ovvierebbe al tempo e all’alta energia necessaria per intercettare un oggetto in volo da parte degli atuali intercettori basati a terra o in mare. Renderà le intercettazioni più economiche e veloci. Una cosa molto importante del sistema è che distruggere un missile balistico in quella fase significa che la sua distruzione si verificherà sul territorio nemico, piuttosto che altrove, per esempio in Giappone o nei cieli degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti hanno dei propri progetti.
La Missile Defense Agency (MDA) ha testato “un sensore aeroportato” per velivoli senza pilota, come il General Atomics MQ-9 Reaper. Il direttore della MDA, Ten.-Gen. Patrick O’Reilly ha detto che il test di rilevazione di lanci di missili a una distanza di oltre 965 km ha avuto successo. La gamma delle opzioni per una intercettazione riuscita dipenderà dall’aggiornamento dei piccoli e leggeri missili trasportati dagli UAV, come da una velocità significativa necessaria per intercettare i missili balistici, soprattutto da grandi distanze. Gli ostacoli tecnologici per identificare e inseguire i lanci di missili sarebbero notevolmente ridotti se  dei satelliti ‘panoramici’ vi venissero coinvolti. Un nuovo concetto allo studio permetterebbe di distruggere i missili balistici di teatro subito dopo il lancio, quando sono ancora dei bersagli lenti e luminosi. Non c’è dubbio che si inizia proprio con la gittata di teatro per poi raggiungere la capacità intercontinentale. Inoltre, i progettisti di missili sono stati incoraggiati a lavorare su dei booster più potenti e a riprogettare missili abbastanza piccoli e leggeri da poter essere trasportati internamente ai velivoli. Devono essere abbastanza veloci, almeno 5 km al secondo, per impegnare i pesanti missili balistici durante il loro lancio e salita da distanze di 563 km o più. Questo è esattamente la velocità per poter avere la capacità parziale per distruggere un ICBM. Maggiore è la gittata, più veloce e più pesante deve essere l’intercettore. Gli esperti affermano che i sensori possono vedere la scia di lancio di un missile a una distanza di circa 560 km, da 19.800 metri di quota.
Alla fine di questo ottobre la società della difesa statunitense Boeing ha condotto un primo riuscito test di un drone denominato Counter-electronics High-powered Advanced Missile Project (CHAMP) (Progetto missilistico avanzato ad alta potenza per contromisure) in grado di emettere un  potente impulso a microonde, bruciando ogni componente elettronico sulla sua traiettoria, dai personal computer alle macchine fotografiche ad avanzati attrezzature ospedaliere e computer di controllo del volo. CHAMP si è avvicinato al suo primo obiettivo e ha sparato una raffica di microonde ad alta energia contro un edificio di due piani costruito sul campo di prova. All’interno   personal computer e sistemi elettrici erano stati attivati per valutare gli effetti delle potenti onde radio. CHAMP aveva eliminato con successo i sistemi informatici ed elettrici nell’edificio puntato. Anche le telecamere presenti per registrare il test sono state disattivare, senza danni collaterali. “Questa tecnologia segna una nuova era della guerra moderna”, ha detto Keith Coleman, il responsabile del programma CHAMP per la Boeing Phantom Works. “Nel prossimo futuro, questa tecnologia potrà essere utilizzata per rendere i sistemi elettronici e digitali inutili prima ancora che le prime truppe o aeromobili del nemico arrivino”. Questi droni sono stati propagandati come armi non letali, con lo scopo di fare fuori gli ‘impianti elettrici’ del nemico, come sistemi di puntamento o forse i database dell’intelligence. Ma non è mai stato detto che il test abbia dimostrato la capacità di disattivare i sistemi di comando e controllo dei siti degli ICBM. Non si hanno notizie su un sito per missile intercontinentale a cui è stato messo fuori uso il sistema di controllo; il sogno dei pianificatori militari. Oltre ai missili, spegnere un sistema informatico potrebbe portare a ulteriori perdite umane, a lungo termine, nel caso si distruggesse un sistema idrico o una diga controllati da computer.
La distruzione di un missile balistico durante la sua fase di lancio è quasi un compito arduo data la sua posizione in territorio nemico, ma è ancora più difficile nel caso in cui lo spazio aereo nemico sia coperto da forti sistemi di difesa. Tuttavia, i velivoli aerei senza pilota a bassa firma possono  penetrare inosservati in territorio nemico e volare più in prossimità di un sito di lancio degli aerei convenzionali, aumentando notevolmente le possibilità dell’intercettazione.

Russia
Subito dopo l’elezione del presidente degli Stati Uniti, Putin ha inviato ad Obama le sue congratulazioni esprimendo la speranza che le relazioni bilaterali migliorino, invitando il neo-eletto presidente a visitare la Russia l’anno prossimo. Come è noto, la polemica sul programma dello scudo missilistico crea tensione fra Stati Uniti e Russia. Mosca ha respinto le assicurazioni di Washington secondo cui lo scudo è destinato a contrastare potenziali minacce missilistiche dall’Iran e ha espresso la preoccupazione che il sistema possa minacciare il deterrente nucleare russo. A  marzo Obama, senza sapere che stava parlando con un microfono aperto, aveva detto a Dmitrij Medvedev, l’allora presidente della Russia, che avrebbe avuto maggiore flessibilità sulla questione dopo le elezioni di novembre. L’8 novembre, subito dopo la rielezione del signor Obama, il viceprimo ministro della Russia, Dmitrij Rogozin, sembrava cercasse di ricordare a Obama la sua promessa di una conferenza internazionale a Mosca. Ha detto che Mosca spera che il presidente degli Stati Uniti ascolti le preoccupazioni della Russia sulla difesa missilistica della NATO in Europa. Parlando con RIA-Novosti il 12 novembre ha detto, “la Russia reagirà in maniera più decisa a ogni nave statunitense dotata del sistema di combattimento Aegis che tenti di navigare presso le sue coste”.
Quanto a Rogozin, la difesa antimissile degli Stati Uniti destabilizza le relazioni Russia-Stati Uniti in questo momento. Commentando la vittoria di Obama, il Viceministro degli esteri Sergei Rjabkov ha detto che Mosca è ancora intenzionata a collaborare con i paesi della NATO, se le circostanze lo permettono; tuttavia continuerà a spingere per avere solide garanzie da Washington. I colloqui Russia-USA per la riduzione degli armamenti non andranno avanti fino a quando le due parti risolveranno la spinosa questione della difesa missilistica. La questione comprende anche le componenti dello scudo della difesa missilistica in Europa e in altre regioni, ha aggiunto Rjabkov. La Russia pretende garanzie giuridicamente vincolanti che il sistema di difesa missilistico non sia rivolto contro la Russia, e non accetterà alcuna assicurazione verbale in alternativa. Il piano di Mosca di ridurre le scorte nucleari dipende da tutti i fattori più rilevanti che influenzano la sua ‘stabilità strategica’, compresi i piani di alcuni partner occidentali per schierare la progettata difesa antimissile in Europa, ha detto.
Resta da vedere come la tecnologia creata da Stati Uniti, Giappone e altri alleati degli statunitensi che partecipano al progetto dello scudo missilistico influenzerà il processo. Ma non c’è dubbio che la realizzazione di nuovi elementi della difesa missilistica difficilmente migliorerà le relazioni bilaterali e, senza dubbio, provocherà delle misure di ritorsione da parte della Russia.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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