Venezuela: deciso avvertimento sui tentativi di destabilizzazione
marzo 5, 2013 1 commento
Nil Nikandrov, Strategic Culture Foundation, 05/03/2013
Il Vicepresidente Nicolas Maduro ha recentemente messo in guardia l’opposizione, numerose volte, che qualsiasi tentativo di inscenare un colpo di stato nel Paese sarà irricevibile. E’ così che la dirigenza bolivariana ha reagito alla visita del candidato presidenziale dell’opposizione, Henrique Capriles Radonsky, negli Stati Uniti. Ha perso le elezioni presidenziali dell’ottobre 2012 con Hugo Chavez, ma senza mai ammettere i risultati. E neanche le forze esterne che gli offrono sostegno. L’impero degli Stati Uniti e il sionismo mondiale sono intenti a far sì che Capriles continui a servire i loro interessi. Pensano che sia il momento giusto per il cambiamento di potere in Venezuela. La prolungata malattia del Presidente deve essere utilizzata come pretesto per cambiare l’onda degli eventi, in violazione della Costituzione e della volontà del popolo. Nicholas Maduro ha rigorosamente definito le attività di Capriles una cospirazione.
Per primo Radonsky si è recato in Colombia per incontrare uomini d’affari e discutere la collaborazione e le modalità per aumentare il contrabbando di prodotti alimentari e di prima necessità provenienti dal Venezuela; l’agenda abituale di chi progetta la sovversione economica. Ha inoltre discusso la questione del finanziamento delle formazioni paramilitari colombiane da utilizzare sul suolo venezuelano. Secondo Maduro, i loro leader sono stati consultati per una futura collaborazione. A Miami, Capriles ha avuto contatti con i banchieri venezuelani che avevano lasciato il paese per evitare l’arresto. Alcuni di loro sono stati accusati di sovversione, per esempio, nel coinvolgimento della morte del procuratore Danilo Anderson che indagava sulla partecipazione dei banchieri nella cospirazione dell’aprile 2002 contro il presidente Chavez. Le due parti si sono accordate e i banchieri hanno detto che daranno aiuti finanziari all’opposizione radicale in Venezuela.
Maduro ha detto che Capriles ha avuto colloqui con un influente “clan mafioso di Miami” (probabilmente intendeva gli immigrati cubani) e i rappresentanti di Otto Reich, ex ambasciatore degli Stati Uniti in Venezuela, allora inviato speciale per l’emisfero occidentale del presidente degli Stati Uniti, come Assistente del segretario di Stato per gli affari nell’Emisfero occidentale, e che oggi lavora per la CIA ed è coinvolto nelle campagne di propaganda contro il Venezuela e altri “regimi populisti”. A New York, Capriles ha incontrato alcuni repubblicani degli Stati Uniti e Roberta S. Jacobson, Assistente del segretario di Stato in carica per gli Affari nell’Emisfero occidentale. Anche i servizi speciali erano coinvolti nei colloqui. Maduro ha detto che il governo sta attentamente monitorando tutti i movimenti di Radonsky sul suolo statunitense. Mario Silva, giornalista e attivista politico venezuelano, conduttore di un programma televisivo, ha riferito che i dirigenti della Tavola Rotonda per l’Unità Democratica (Mesa de la Unidad Democratica, MUD), Jose Ramon Medina e Andres Borjes, un membro del parlamento e un partecipante attivo al tentato golpe dell’aprile 2002, accompagnavano Capriles nel suo viaggio negli Stati Uniti.
Ovviamente, gli emissari dell’opposizione venezuelani coordinano le proprie attività di destabilizzazione con gli Stati Uniti. Gli atti di sabotaggio vengono rinnovati in Venezuela. Centinaia di tonnellate di prodotti alimentari sono portati fuori dal Paese. Alcuni alimenti vengono portati dagli imprenditori in depositi clandestini, alcuni trasportati nei paesi vicini, mentre un’altra parte è destinata a marcire. Le linee e le sottostazioni elettriche sono soggette ad azioni sovversive. L’erogazione di acqua viene regolarmente interrotta. Le violenze di strada, in particolare nei quartieri operai, aumentano. Non sono così diffuse come in Messico, America Centrale, Colombia e Perù, ma il Venezuela ha ancora la reputazione di Stato criminale di primo piano nell’emisfero occidentale, tra cui il traffico di droga e di “merce umana”.
Le speranze vengono riposte nell’istigare il caos… La nuova generazione di studenti è l’obiettivo primario degli sforzi della propaganda. Bloccano strade con manifestazioni teatrali e chiedono al governo di dire tutta la verità sullo stato di salute del Presidente. Gli studenti dell’opposizione (provenienti dalle famiglie abbienti, di norma) sono coinvolti in attività di propaganda e di diffusione di voci antigovernative con l’aiuto dei social network. Dicono che Chavez è condannato. Questa disinformazione viene diffusa dentro e fuori il Venezuela. Gli intrugli di Guillermo Cochez, ex ambasciatore di Panama presso l’Organizzazione degli Stati Americani, che affermano che a Chavez sia stato spento il supporto vitale, vengono ampiamente diffusi. Il quotidiano spagnolo ABC riceve denaro dalla CIA per diffondere storie fabbricate, di norma dei falsi su Chavez. La colombiana Radio Caracol gode di una posizione speciale in tali sforzi. La prima pagina della rivista venezuelana della gioventù antigovernativa CETA, ha mostrato la foto di Chavez con gli occhi chiusi, dicendo che era morto.
Nicolas Maduro e la sua squadra sanno che la propaganda esercita un’influenza negativa. Durante tutto il periodo della malattia di Chavez, i funzionari del governo hanno fornito aggiornamenti regolari su ciò che stava accadendo e con molti dettagli. Nel giugno del 2011 è stato oggetto di un intervento chirurgico a un ascesso pelvico a L’Avana, poi è stato colpito da gonfiore intestinale. Entro la fine di febbraio 2012, Chavez ha subito un nuovo intervento chirurgico. Nel novembre dello stesso anno, stava attraversando un periodo di recupero a Cuba, nell’apposita camera a pressione. Si scoprì che un quarto intervento era richiesto. Dopo di che i media occidentali iniziarono a diffondere menzogne totali dicendo che il presidente era ostaggio dei cubani e che Maduro stava usurpando il potere in Venezuela. Chavez insistette a ritornare per allentare le tensioni. E’ stato trasferito a Caracas, nell’ospedale militare Carlos Arvelo. Il recupero è avviato, ma le regolari relazioni sul suo stato di salute non sono sufficienti a placare l’opposizione. Vuole vedere con i propri occhi se il presidente è veramente vivo e in grado di reagire in modo adeguato alla realtà. In realtà, ciò significa che l’opposizione ha intenzione di convertire il territorio circostante l’ospedale in un epicentro per lo scontro con le autorità. Diosdado Cabello, il presidente dell’Assemblea nazionale, ha messo in guardia contro tali azioni che minacciano di provocare una risposta rapida e risoluta.
Il recupero di Chavez è un processo difficile e lento. È per questo che i suoi parenti più prossimi sono contrari alla pubblicazione di foto che mostrano un leader nazionale impotente. Operazioni e chemioterapia non possono non lasciare tracce. In questo momento, Chavez non può incontrare persone che via radio a causa dei problemi respiratori, essendo intubato non può liberamente parlare. Una squadra mista di medici specialisti di Cuba e Venezuela fa del suo meglio per farlo riposare. Solo i parenti più prossimi e un ristretto gruppo di leader bolivariani ha accesso presso di lui. Anche ai presidenti di Ecuador e Bolivia, Rafael Correa e Evo Morales, è stata rifiutata la possibilità di vederlo. “Ci sono giorni in cui il suo stato di salute è assai difficile, secondo le informazioni dei suoi ministri, ma ora è tornato a Caracas e questo è un grande sollievo“, ha detto Morales. “A volte malattia e malessere sono difficili da combattere, ma naturalmente speriamo di incontraci presto per poter continuare a collaborare, come abbiamo fatto finora“, ha aggiunto il presidente boliviano.
Il Ministro della Comunicazione e dell’Informazione Ernesto Villegas ha annunciato la creazione del Sistema di informazione e comunicazione bolivariano per combattere gli attacchi psicologici lanciati dalle agenzie degli Stati Uniti. Ha sottolineato che scopo del sistema è neutralizzare gli sforzi sistematici delle forze ostili per mettere a tacere le informazioni relative alle attività del governo. Tutto il Paese deve essere coperto dalla sua trasmissione. I media delle amministrazioni locali (comunas) e degli attivisti bolivariani assistono Radio, TV e stampa statali. Diventerà un mezzo per contrastare gli sforzi propagandistici pro-USA. Finora, i canali TV e le stazioni radio dell’opposizione hanno dominato le trasmissioni. Lo stesso è accaduto con gli organi di stampa. Ora i tempi sono maturi per cambiare tendenza. E’ una questione di mesi, non di anni.
Mentre la possibilità di Chavez di tornare al timone sta svanendo, in qualità di presidente Maduro è sempre più sottoposto a dure critiche dai media pro-USA. Ma ha acquisito la necessaria esperienza politica nel corso degli anni di collaborazione con Chavez. Ha anche una solida reputazione internazionale come capo di Stato. Maduro sa come prendere decisioni equilibrate e ferme, se necessario. Nel caso in cui diventi il Presidente del Venezuela, dovrà rispettare rigorosamente la politica iniziata da Chavez.
La ripubblicazione è gradita con riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.
Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora










