Il piano segreto del Sud Africa per creare l’arma ebola

Daniel Taylor, Global Research, 20 ottobre 2014
Wouter-Basson-602x400Nel Sudafrica dell’apartheid nei primi anni ’80, il dottor Wouter Basson lanciò un programma segreto per armi biologiche, chiamato Project Coast. L’obiettivo era sviluppare agenti biologici e chimici che potessero uccidere o sterilizzare la popolazione nera e assassinare nemici politici. Tra gli agenti sviluppati vi erano i virus marburg ed ebola. Basson era immerso negli intrighi, avendo detto all’Alta corte di Pretoria, Sud Africa, che “l’agente della CIA a Pretoria mi minacciò di morte davanti l’ambasciata statunitense sulla Schoeman Street“. Secondo un articolo del 2001 della rivista New Yorker, l’ambasciata statunitense di Pretoria era “terribilmente preoccupata” che Basson rivelasse le profonde connessioni tra Project Coast e Stati Uniti. Nel 2013 Basson fu riconosciuto colpevole di “condotta non professionale” dal consiglio sanitario sudafricano. L’esperta di armi biologiche Jeanne Guillemin scrive nel suo libro Armi biologiche: dall’invenzione dei programmi sponsorizzati dallo Stato al bioterrorismo contemporaneo, “Negli anni di sviluppo del progetto, nel 1982-1987, sviluppò una gamma di agenti biologici (come antrace, colera, i virus marburg ed ebola e la tossina botulinica)...” Il programma di armi biologiche di Basson ufficialmente si concluse nel 1994, ma non vi fu alcuna verifica indipendente che gli agenti patogeni creati siano stati mai distrutti. L’ordine di distruggerli proveniva direttamente da dottor Basson. Secondo il Wall Street Journal, “L’integrità del processo poggia unicamente sull’onestà del dottor Basson“.
david-kelly Basson sostiene di aver avuto contatti con agenzie occidentali che hanno fornito “assistenza ideologica” al Project Coast. Basson ha dichiarato in un’intervista per il documentario Guerra dell’antrace di aver incontrato più volte il dr. David Kelly, il famoso ispettore ONU in Iraq. Kelly era il massimo esperto di armi biologiche del Regno Unito che fu trovato morto vicino casa nell’Oxfordshire, nel 2003. Mentre la versione ufficiale sostiene il suicidio, i medici ne dubitano. In un articolo del 2007 del Mailonline, si afferma che una settimana prima della morte, il dottor Kelly sarebbe stato interrogato dall’MI5 sui suoi legami con il dottor Basson.
Il dr. Timothy Stamps, Ministro della Salute dello Zimbabwe, sospetta che il suo Paese abbia subito un attacco biologico quando Basson operava. Stamps disse a PBS Frontline, nel 1998, che “c’erano prove molto chiare che non si trattasse di eventi naturali. Se fossero causati da inoculazione diretta intenzionale o meno, è una domanda cui dobbiamo rispondere“. Stamps disse specificamente che i virus ebola e marburg erano sospetti, e pensava che il suo Paese fosse stato utilizzato come campo di prova per l’arma ebola. “Parlo di antrace e colera in particolare, ma anche un paio di virus che non sono endemici in Zimbabwe (come) il virus Ebola e, pensiamo anche il virus marburg. Ci chiediamo se in realtà non siano associati alla guerra biologica contro il Paese durante le ostilità… Ebola apparve lungo il (fiume) Zambesi, e ho il sospetto che potesse essere stato un esperimento per vedere se poteva essere utilizzato un nuovo virus per infettare direttamente le persone“.
The Ghanian Times riportava ai primi di settembre dell’epidemia di ebola, notando legami tra Basson e la ricerca su armi biologiche. L’articolo sottolinea che, “…vi sono due tipi di scienziati nel mondo: coloro così preoccupati per il dolore e la morte causate da malattie agli esseri umani anche da sacrificare la propria vita per curare malattie mortali, e coloro che usano le loro abilità scientifiche per uccidere gli esseri umani su ordine del governo…” Infatti, queste idee non sono nuove. Platone scrisse più di 2000 anni fa nella sua opera La Repubblica che una classe dirigente deve guidare la società, “…il cui scopo è preservare la popolazione” e inoltre disse: “Ci sono molte altre cose che si dovranno prendere in considerazione, come ad esempio gli effetti di guerre, malattie e agenti simili, allo scopo, per quanto è possibile, di evitare che lo Stato diventi troppo grande o troppo piccolo“. Come rivelato da The Age, il microbiologo australiano premio Nobel Sir Macfarlane Burnet esortò segretamente il governo australiano, nel 1947, a sviluppare armi biologiche da utilizzare contro i “Paesi sovrappopolati del Sud-Est asiatico”. In un incontro del 1947 con il Comitato per lo sviluppo delle nuove armi ed attrezzature, il gruppo raccomandò che “le possibilità di un attacco alle scorte alimentari dell’Asia del Sud-Est e dell’Indonesia utilizzando agenti da guerra biologica, dovrebbero essere considerate dal piccolo gruppo di studio“.
Tali informazioni forniscono una prospettiva interessante sulla recente inaudita epidemia di ebola. È un fenomeno naturale? Forse tale ceppo di ebola è sfuggito accidentalmente da un laboratorio di armi biologiche? Oppure è stato deliberatamente diffuso?

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

ANPI, la Gladio dei neocon dall’Iran all’Ucraina

Nazipiddini in rotta confessano: “tutta colpa di Aurora
Alessandro Lattanzio, 15/10/2014

La verità sarà rivelata un giorno. La verità non muore mai. Non m’interessa quello che succede. Ho avuto tre infarti e non ho figli, quindi se vogliono mandarmi in tribunale o in prigione, ne vale la pena per la verità“.

Campagna promozionale dell'ANPI a Kharkov a sostegno dei camerat...  compagni diversamente antifascisti in Ucraina.

Campagna promozionale dell’ANPI a Kharkov a sostegno dei camerat… compagni diversamente antifascisti in Ucraina.

voerzio3L’ANPI di Vittorio Veneto infine ripiega dal proposito di indire un’inziativa in sostegno ai golpisti naziatlantisti a Kiev, probabilmente un rigurgito di nostalgismo per le operazioni combinate anti-jugoslave tra X MAS, brigata partigiana anticomunista Osoppo, cosacchi del generale ex-sovietico traditore Vlassov, unità di CIC, SOE, Abwehr e Brandenburg, indicendo per il 18 ottobre tale “iniziativa”, in linea con la kermesse naziatlantisa tenutasi il 14 settembre a Buscate (Milano), sotto il patrocinio del PD-PdL-Lega, dove si raccoglievano sia fondi per finanziare le bande neonaziste ucraine, sia le appassionate testimonianze del mercenario neo-fascista Fontana, preso dall’entusiasmo che provava nel bruciare vive persone ad Odessa e ad uccidere donne e anziani a Donetsk. Fontana viaggia tranquillamente tra “fronte interno” italiano e “prima linea” ucraina con il beneplacito dei servizi segreti italiani (legatissimi al PD, che ne ha nominato i vertici), tramite la rete Gladio, cui aderiscono non solo i nazisti Voerzio, Prevedello e Di Pasquale ma anche “giornalisti freelance” come Attanasio e soprattutto l’agente d’influenza statunitense Cazzulani, giovane promessa del PD, “esperto” di Europa orientale, Ucraina, Polonia, ecc. oltre che “pasionario” portavoce in Italia della “pasionaria” Julija Timoshenko, oligarca mafiosa, mandante di omicidi e una delle principali responsabili del disastro socio-economico ucraino; ma non per questo lo “spirito di solidarietà democratico” del PD viene meno, e il legalismo può anche andare all’inferno se si tratta di seguire gli ordini della CIA e della sua agente nel governo italiano Federica Mogherini.
Matteo Cazzulani, in partenza per gli Stati Uniti, destinazione Filadelfia, dove svolgerà attività di collaborazione con istituzioni democratiche italo-americane, è stato negli anni scorsi un giovane giornalista attento osservatore dei fatti di Polonia e Ucraina. Ha scritto sulla rivoluzione arancione, ha seguito come corrispondente da Kyiv il processo contro la Tymoshenko. In questo libro offre una chiave interpretativa fondamentale per capire la crisi dell’Ucraina di oggi, cerniera energetica tra Europa e Russia”. Le perle si saggezza dell’agente della sovversione statunitense Matteo Cazzulani, come questa, “La mentalità sovietica e l’anti americanismo culturale sono i più solidi alleati della propaganda di Putin”, ricordano abbastanza caninamente le perle di saggezza dell’agente della CIA Mogherini: “E sì, certamente la Russia di Putin ha rivitalizzato un atteggiamento di egemonia regionale che accentua la competizione con “l’Occidente”, senza dubbio alcuno”.

Matteo Cazzulani, 'esperto' di Ucraina e braccio destro di Gainni Pittalla

Matteo Cazzulani, ‘esperto’ di Ucraina e braccio molto destro dell’eurodeputato PD Gianni Pittella

A proposito di giornalisti e free-lance, ecco cosa ne dice il giornalista tedesco, con 25 anni di carriera, Udo Ulfkotte sulle menzogne diffuse dai mass media. Afferma che lui stesso fu convinto a mentire, ed oggi denuncia la propaganda di guerra dei media contro la Russia. “Stanco delle menzogne ​e di vivere in una repubblica delle banane senza una vera stampa indipendente. Alcuni suoi colleghi fanno parte di organizzazioni atlantiche che sostengono la propaganda degli Stati Uniti. Molti giornalisti sono “agente sotto copertura non ufficiali“. Udo Ulfkotte infatti ha lavorato sia per la Frankfurter Allgemeine Zeitung che per la CIA. Il suo compito era diffondere la propaganda filo-USA e filo-UE. (Ricorda un certo Cazzulani e un certo Attanasio?) “Organizzazioni atlantiste invitano i giornalisti, corteggiandoli pagandogli i viaggi e quindi corrompendoli, divenendo progressivamente “agenti sotto copertura non ufficiali” di cui la CIA può negare qualsiasi legame, se necessario. Ciò é particolarmente vero per i giornalisti tedeschi, inglesi, israeliani, australiani, neozelandesi e naturalmente francesi” (e italiani). Peggio, il giornalista dice che gli venne recapitato un articolo già scritto su Gheddafi e gli chiesero di firmarlo per pubblicarlo sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung. (Cazzulani ha un ‘negro’ alla casa Bianca?) L’articolo era stato scritto dall’intelligence tedesca BND. “La verità sarà rivelata un giorno. La verità non muore mai. Non m’interessa quello che succede. Ho avuto tre infarti e non ho figli, quindi se vogliono mandarmi in tribunale o in prigione, ne vale la pena per la verità“. Tanto di cappello Signor Ulfkotte. Fawkes

Ma ovviamente il “partigiano” Antonini, che dovrebbe quindi avere circa novant’anni, ci tiene ad indicare che il nemico sono i ‘rosso-bruni’, come insegna il famoso bardo dell’“antifascismo” targato Mondadori, (della nota famiglia rossa dei Berlusconi), Valerio Evangelisti.

Il counicato del compagno 'diversamente' antifascista Di Pasquale.

Il comunicato del compagno ‘diversamente’ antifascista Di Pasquale.

Annullato il Convegno di Vittorio Veneto sulla crisi ucraina
Il Convegno intitolato Ucraina: terra di confine? previsto per sabato prossimo e organizzato dalla sez. Anpi di Vittorio Veneto, con la partecipazione di giornalisti e opinionisti vicini alla causa del nazionalismo ucraino, senza contrappesi e contraddittori, è stato annullato. Le motivazioni sono state addotte nel comunicato stampa diramato l’11 u. s. dal Direttivo della sezione stessa. La notizia aveva comprensibilmente suscitato clamore e proteste: per una volta ancora, a seguito del Convegno di Cadoneghe del 17 febbraio su Foibe e Confine orientale, invece tenutosi, articolazioni locali della nostra Associazione esprimevano il proposito di legittimare personaggi e sodalizi da sempre ostili all’Antifascismo, danneggiando seriamente l’immagine dell’Anpi. All’esterno non è contemplabile che si tratti di iniziative locali, ragion per cui, specialmente oggi con i social, ove tutto diviene fonte autorevole, si è immediatamente passati a trarre delle conclusioni generali sull’Associazione. Ne sono sortiti lettere e interventi, non tutti, va da sé, disinteressati. Se in molti sostengono giustamente che l’Anpi non debba in alcun modo supportare un nazionalismo come quello ucraino, coi suoi diretti, e fattivi, riferimenti al collaborazionismo filonazista nella Seconda guerra mondiale (si pensi alle famigerate SS ucraine che hanno seminato terrore e morte in tutta Europa, Italia compresa); altri, cui l’Antifascismo non può interessare di meno, hanno colto l’occasione per intorbidire le acque e infangare. È il caso del provocatore e calunniatore Alessandro Lattanzio, il cui post sul suo blog rossobruno “Aurora”, intitolato Anche l’Anpi al fianco dei nazisti ucraini, è stato il più condiviso e divulgato nella rete. (Bingo!)
Non bisogna dar pretesti a questi diffamatori. L’annullamento di questo Convegno è un passo avanti. È bene che l’Anpi promuova una seria riflessione sull’argomento in oggetto e, in linea con le sue prerogative e il suo Statuto, sostenga la causa delle organizzazioni antifasciste che si stanno battendo contro la giunta golpista di Kiev, nel ricordo dell’immenso tributo di sangue dato dalle popolazioni sovietiche per la sconfitta del nazifascismo.

Silvio Antonini
Presidente Cp Anpi Viterbo

Antifa supporter degli ucrofascisti

Antifa supporter degli ucrofascisti

Sì, perché se non fosse stato per il sito Aurora del “calunniatore e provocatore” Alessandro Lattanzio, il convegno di supporto ai nazisti attivi in Ucraina si sarebbe tenuto tranquillamente, con Antonini (e quelli come lui) che sempre tranquillamente avrebbe applaudito all’espressione di democrazia dell’ANPI in supporto della propaganda di coloro che in Ucraina uccidono e perseguitano antifascisti e comunisti, abbattono statue di Lenin, distruggono monumenti all’Amata Rossa e ai Partigiani che, al contrario del “partigiano” Antonini e dei suoi camerati della miniburocrazia nazipiddina, combatterono (e combattono) realmente il fascismo invasore in Ucraina. Ma non è la prima volta che l’ANPI, che Antonini dipinge come baluardo della democrazia e della resistenza, agisce da cinghia di trasmissione della sovversione atlantista, fiancheggiandone le reti terroristiche come Gladio. Tralasciando lo squallidissimo spettacolo dell’ANPI che supporta esplicitamente sionismo e azioni belliche d’Israele, qui e qui. E tralasciando le infinite kermesse dell’ANPI a supporto della sovversione atlantista-sionista in Medio Oriente e delle guerre civili scatenate dagli islamisti eterodiretti dalle intelligence della NATO, qui.
Maryam20Rajavi203 L’ANPI s’é scagliata anche contro l’Iran. Difatti va ricordato che l’ANPI, che blatera in continuazione di resistenza e lotta per la democrazia, seguendo sempre gli ordini del Mossad e della CIA trasmessi via PD, presenziò e sostenne la campagna propagandistica in Italia dell’organizzazione terroristica dei Mujahidin e-Kalq. I Mujahidin e-Kalq è un’organizzazione dedita al terrorismo stragista in Iran dove, su ordine del Mossad e delle intelligence statunitensi, compie agguati contro le forze dell’ordine locali, assassina ricercatori e scienziati iraniani ed iracheni, piazza bombe ed autobombe in località pubbliche, per terrorizzare la popolazione iraniana che supporta la propria Patria. La provincia di Cuneo, con il supporto dell’ANPI, infatti, organizzò un evento ospitando degli esponenti del MeK, “Rahimi ha risposto alle numerose domande dei presenti, tratteggiando il volto della Resistenza, che vede in prima linea proprio le donne, non a caso alla guida del Consiglio nazionale della Resistenza con Maryam Rajavi, di stanza a Parigi. Un’istanza immediatamente accolta dall’assessora provinciale alle Pari opportunità, Anna Mantini, moderatrice dell’incontro, che ha promesso la presentazione a breve di un apposito ordine del giorno provinciale per invocare il rispetto dei diritti universali in Iran (qui)”. Maryam Rajavi, così elogiata dai miserabili burocratelli nazipiddini dell’ANPI/PD, è il capo di tale l’organizzazione terroristico-stragista, una setta di estremisti armati e appoggiati dai vari nemici dell’Iran, da Sadam Husayn ai neocon statunitensi e al Mossad (qui).
All’inizio del 2013 il MeK aveva aperto un ufficio a Washington, registrandosi sotto lo pseudonimo di Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), come lobby. È interessante notare che la registrazione include la dichiarazione che non riceve soldi da governi stranieri, sollevando la domanda se il MeK prenda denaro negli Stati Uniti”. (qui)

La compagna 'partigiana' iraniana dell'ANPI  Maryam Rajavi con Ileana Ros-Lehtinen, deputata neocon statunitense, è a capo della fazione anti-iraniana estremista del Congresso USA.

La compagna ‘partigiana’ iraniana dell’ANPI Maryam Rajavi con Ileana Ros-Lehtinen, deputata neocon statunitense, a capo della fazione anti-iraniana estremista del Congresso USA.

Maryam Rajavi e il rabbino Daniel Zucker, a capo del gruppo Americans for Democracy in the Middle East, accanito supporter sionista del the MEK

Maryam Rajavi e il rabbino Daniel Zucker, a capo del gruppo Americans for Democracy in the Middle East, accanito supporter sionista del MeK

Quindi è comprensibile l’irritazione di Antonini e degli altri mercenari burocratici nazipiddini per le “calunnie” del sottoscritto “rosso-bruno” contro l’ANPI, ente che pretende di onorare la Resistenza organizzando convegni per legittimare e supportare i vari arnesi della sovversione atlantista: gladiatori italiani, islamisti mediorientali, nazisti ucraini e terroristi sionisti. Insomma la feccia della Storia con cui Antonini, Cazzulani e camerati del PD si accompagnano, supportandone e legittimandone di fatto i crimini, in coerenza con la linea geopolitica dettata da CIA e Mossad.

L'ANPI nella realtà.

L’ANPI nella realtà.

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PS: Venghino siori, Venghino, iscrivetevi laddove nazipididni e nazisti senza complessi si danno la mano: Boicottiamo Aurora e Alessandro Lattanzio. Più gente entra, più bestie si vedono.

Katjusha, proteggimi tu (attenzione ai deboli di cuore e di animo, questo è un anime rosso-bruno):

Novorossija, liberato l’aeroporto di Donetsk

Alessandro Lattanzio 5/10/201400-novorossiya-soldiers-tanks-01-10-14Il 22 settembre, a Starshina, la milizia catturava 2 BTR-60 ucraini. Bombardamenti su Trudovskoe, Dzerzhinsk, Pervomajsk e Petrovka; scontri a Donetsk, Marjupol, Avdeevka, Debaltsevo e Shastie. Il 23 settembre scontri a Avdeevka, Donetsk e Marjupol. A Belokamenka veniva attaccato un convoglio majdanista. A Lomovatka l’artiglieria federalista reagiva al bombardamento delle proprie postazioni eliminando 9 mezzi e 40 naziguardie ucraini. Il 24 settembre, le truppe majdaniste bombardavano Fashevka, Makeevka e Donetsk. Aspri combattimenti presso Avdeevka e l’aeroporto di Donetsk, dove gli ucrofascisti avevano tentato di sfondare verso Peski e Vodjanoe, venendo respinti con pesanti perdite. Il 25 settembre, scontri a Zeljonoe, Enakievo, Debaltsevo e Olkhovatka. I majdanisti bombardavano Donetsk uccidendo due civili. Nel frattempo, i majdanisti radunavano due gruppi d’assalto presso Avdeevka a nord, con 8000 effettivi e 100 carri armati, e a sud presso Kurakhovo, con 6000 effettivi e 80 carri armati. Complessivamente 14000 effettivi con artiglieria, blindati, MLRS e 180 carri armati. A Debaltsevo, le FAN liberavano Uglegorsk chiudendo la strada M03 da ovest verso la sacca di Debaltsevo. Quindi il concentramento di truppe majdaniste a Debaltsevo era definitivamente accerchiato dalla Brigata Prizrak dei federalisti. Nel frattempo un gruppo d’assalto corazzato delle FAN operava per liberare Avdeevka ed isolare gli aggressori ucraini operanti tra Donestk e Gorlovka. Il 26 settembre, intensi combattimenti presso l’aeroporto di Donetsk e Peski. La junta bombardava le posizioni dell’esercito di Novorossija e i quartieri della città. Le Forze Armate di Novorossija (FAN) contrastavano l’assalto della 25.ma brigata aeroportata e 600 neonazisti comandati da Ljashko verso l’aeroporto, impiegando artiglieria ed MLRS, costringendo gli aggressori a ripiegare. Il corpo volontari di Pravij Sektor e il 3° reggimento SBU ucraino avevano perso tutti i blindati e il loro comando era stato isolato. Ad Odessa, i miliziani federalisti attaccavano un checkpoint majdanista distruggendo un BTR ed eliminando delle naziguardie. Nel frattempo gli ucrofascisti avanzavano a nord di Jasinovataja, interrompendo la rotabile M03 tra Donetsk e Gorlovka. I majdanisti bombardavano Avdeevka, Enakievo, Kirovskoe, Brjanka, Fashevka, Pervomajsk e Shirokoe. Scontri a Shastie, Marjupol e Debaltsevo. A Marjupol veniva distrutto un deposito del battaglione Feniks della 79.ma brigata aeroportata ucraina. Il 27 settembre, i majdanisti bombardavano ancora Donetsk, uccidendo un civile. Combattimenti nell’aeroporto di Donetsk, Nikishino, Schastie e Avdeevka, mentre le FAN avanzavano su Volnovakha. Il 28 settembre, nei combattimenti nell’aeroporto di Donetsk le FAN distruggevano la compagnia comando della 93.ma brigata meccanizzata ucraina. I majdanisti si ritiravano da Krimskoe, Nizhnee e Toshkovka, mentre venivano accerchiati a Gorskoe e Zolotoe, verso Lisichansk. Bombardamenti su Donetsk e Telmanovo, scontri a Shastie e Avdeevka. Sei civili furono uccisi e 18 feriti a Donetsk, dai bombardamenti dei majdanisti. L’esercito della RPL distruggeva le posizioni dei majdanisti presso Shastie. L’artiglieria delle forze armate di Novorossija (FAN) bombardava le posizioni delle unità majdaniste appena giunte presso la località, distruggendo un’ex-scuola di polizia convertita in comando delle unità majdaniste, un deposito di munizioni e un concentramento di unità corazzate ucraine. Il 29 settembre, nei combattimenti presso l’aeroporto di Donetsk, la milizia eliminava il comandante della 93.ma brigata meccanizzata ucraina e distruggeva un BTR della 79.ma brigata meccanizzata, eliminando 7 majdanisti e ferendone altri 9. Il cerchio intorno alle truppe mercenarie ucrofasciste, trinceratesi in un bunker antiatomico della difesa aerea nell’aeroporto, si stringeva. Combattimenti a Trudovskoe, Opitnoe, Avdeevka, Peski, Jasinovataja, Makeevka, Telmanovo, Novogrigorievka, Popasnaja e Debaltsevo. Bombardamenti a Chernukhino, Nikishino, Maloorlovka, Timofeevka, Petropavlovka, Rassipnoe, Kirovskoe, Sakhanka e Stozhkovskoe. I majdanisti si ritiravano dai villaggi Toshkovka e Krimskoe, nella Repubblica di Lugansk. Il 30 settembre, nei combattimenti per l’aeroporto di Donetsk, le milizie della RPD eliminavano oltre 50 naziguardie e mercenari majdanisti e 13 loro blindati. Le milizie subivano 11 caduti. I majdanisti si ritiravano da Komunar, Avdeevka, Marinka e Krasnogorovka.
milice 5 Il 1° ottobre, i majdanisti bombardavano Popasnaja, Donetsk, Lugansk, Stakhanov e Pervomajsk. Combattimenti a Shastie. La milizia distruggeva una base dei majdanisti a Trojtskoe. Il 1 ottobre, a Kievskij, Donetsk, i nazisti ucraini uccidevano 11 persone e ne ferivano 40, bombardando una scuola. Il 2 ottobre, a Debaltsevo la milizia arrestava l’offensiva majdanista; a Brjanka l’esercito ucraino aveva cercato di sfondare da Debaltsevo, ma diversi blindati della Guardia nazionale furono distrutti dalle milizie dei cosacchi e dal battaglione ‘Prizrak‘. L’aeroporto di Donetsk veniva liberato dalle milizie, mentre gli ultimi ucrofascisti erano rintanati nel bunker antiatomico. Si trattava dei resti della 79.ma brigata, responsabile dei massacri di prigionieri e civili a Nizhnjaja Krinka. Da qui l’ostinazione nei combattimenti. Le altre unità majdaniste venivano respinte per almeno 15 chilometri a nord dall’aeroporto. Bombardamenti su Donetsk da parte majdanista: sette case distrutte, danneggiato l’impianto industriale Tochmash e nove civili uccisi. Scontri presso Krasnogorovka, Avdeevka, Gorlovka, Trudovskoe, Nikishino, Redkodub, Maloorlovka e Tonenkoe. La milizia avanzava verso Severodonetsk e Lisichansk. Il 3 ottobre, le Forze di autodifesa della Repubblica popolare di Donetsk avevano il pieno controllo dell’aeroporto di Donetsk, sebbene vi fossero ancora nuclei di majdanisti nel bunker antiatomico dell’aeroporto. Combattimenti a Shastie, Tonenkoe, Krasnogorovka, Avdeevka, Nevelskoe e soprattutto a Debaltsevo. La milizia distruggeva avamposti majdanisti a Mirnaja Dolina (Zolotoe) e nei pressi di Chernukhino (ad est di Debaltsevo). I majdanisti bombardavano Donetsk con 3 missili Tochka lanciati dalla base aerea di Kramatorsk. Un gruppo da ricognizione e sabotaggio della Repubblica Popolare di Lugansk distruggeva un grande deposito di carburante a Kharkov. La Guardia Nazionale cosacca catturava un gruppo di sabotatori del battaglione della difesa territoriale di Kiev, Rus’ di Kiev, a Chernukhino. Il 4 ottobre, bombardamenti a Donetsk, combattimenti a Debaltsevo, Lisichansk e Volnovakha. La milizia attaccava le posizioni majdaniste tra Bobrovo e Borovskoe, e presso Popasnaja. L’artiglieria dell’esercito di Novorossija bombardava le posizioni majdaniste tra Avdeevka e l’aeroporto di Donetsk, e tra Krasnogorovka e Marinka. La Guardia Costiera della RPD affondava le 2 imbarcazioni ucraine Grif e Kalkan tra Shirokino e Bezimenoe, mentre cercavano di sparare sulle posizioni dell’esercito di Novorossija. I 12 majdanisti a bordo furono eliminati quando la milizia ha affondato i due natanti utilizzando dei missili anticarro e i cannoni dei carri armati.
La Guardia nazionale ucraina riceveva 10 carri armati T-64B che dovevano andare in Congo dopo esser stati modernizzati presso la fabbrica Malyshev. Il ministro della Difesa della RPD Vladimir Kononov dichiarava che su 174 persone rilasciate dagli ucraini, solo 30 avevano a che fare con la milizia, gli altri erano civili sequestrati dai neonazisti ucraini appositamente per lo scambio di prigionieri. Inoltre i miliziani prigionieri veniva torturati dai neonazisti galiziani. Secondo dei prigionieri della Guardia Nazionale ucraina, un gruppo di 50 uomini, addestrati per compiere attacchi terroristici, sarebbe stato costituito a Cherkassij. Si tratta di criminali amnistiati in cambio del servizio militare. Il loro compito sarebbe effettuare sabotaggi contro le infrastrutture della Novorossija. Altre informazioni indicano la presenza della guerriglia anti-Majdan a Marjupol e nelle regioni di Kherson e Zaporozhe. Perciò Kiev formava la cosiddetta unità di autodifesa Kherson con 400 volontari per la difesa contro gli attacchi della guerriglia. Infine, il governo golpista ucraino secretava il numero dei soldati morti nelle operazioni contro Novorossija. La consigliera del ministro della Difesa ucraina Anna Kovalenko annunciava “Che tutte le informazioni concernenti le vittime delle operazioni contro Novorossija sono state accuratamente classificate. Come nel caso di Illovajsk, i cui aspetti strategici e tattici devono essere segreti”.
Il 28 settembre, il Pentagono inviava otto ‘esperti’ in contro-insurrezione a Kiev per pianificare tattiche e tecniche con le forze majdaniste. “Il personale militare condividerà con gli ucraini la pianificazione di tattiche, tecniche e procedure, mentre raccoglieranno i dati sulle necessità delle forze di sicurezza, secondo la portavoce del Pentagono Eileen Lainez. Il personale valuta le operazioni del ministero della Difesa dell’Ucraina“. Gli ‘operatori’ statunitensi avrebbero “cercato i modi con cui gli Stati Uniti possono fornire equipaggiamento militare” all’Ucraina ed analizzarne le esigenze, come fornire assistenza medica alle forze di sicurezza ucraine. “Con il sostegno del dipartimento di Stato, la squadra di valutazione della sicurezza in Ucraina esaminerà anche la possibilità di espandere il nostro Ufficio di Cooperazione alla Difesa a Kiev, per migliorarne le capacità militari e l’interoperabilità“. Anche se la Casa Bianca ha rifiutato di fornire armi ed equipaggiamenti militari all’Ucraina, continua ad inviarvi esperti militari per “migliorarne la capacità della difesa e ad impostare le basi per una cooperazione nella difesa a lungo termine“. Secondo il colonnello dell’US Army Steve Warren, portavoce del Pentagono, l’obiettivo principale degli esperti militari statunitensi è “formare e stabilire un programma duraturo per i futuri sforzi degli Stati Uniti nel sostenere l’esercito ucraino tramite team di esperti e consulenti”.

10390017Fonti:
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Infobeez
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ITAR-TASS
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RIAN
Slavyangrad
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Perché Obama ha perso la guerra in Ucraina

Eric Zuesse, Global Research, 3 ottobre 2014

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Vuoi riscaldarti, cara? (scritta ‘carbone’ sul sacco)

Quando il presidente Obama ha preso il controllo di Ucraina nel febbraio 2014 con un colpo di Stato contro il presidente democraticamente eletto, piuttosto che con una vera e propria invasione statunitense, il nuovo governo imposto a Kiev è democraticamente assai vulnerabile. L’uomo che Obama ha rovesciato era stato eletto in modo schiacciante nelle regioni di Crimea, Donetsk e Lugansk nel sud-est dell’Ucraina e ampiamente altrove nel sud-est; gli elettori del sud-est dovevano essere eliminati (sterminati e/o espulsi dall’Ucraina), al fine di consolidare il nuovo regime ucraino pro-USA (sostenuto solo dagli elettori nel nord-est dell’Ucraina), se l’Ucraina avrà mai restaurata la democrazia, avrà i nuovi governanti antirussi piazzati da Obama. Ma la Crimea subito si staccava dal nuovo governo, e le truppe russe entravano in Crimea per proteggerla dall’azione militare pianificata dagli Stati Uniti per impedirne la fuga, e la Crimea poi subito tenne il plebiscito a marzo sostenendo in modo schiacciante il ricongiungimento con la Russia, la Crimea non ha mai lasciato volontariamente la Russia: il leader dell’URSS Krusciov aveva donato la regione russa della Crimea all’Ucraina nel 1954, e la Crimea ne fu sempre nettamente contraria. Poi, altrove nel sud-est dell’Ucraina, la popolazione ha occupato gli edifici governativi e rifiutato di accettare il nuovo governo golpista antirusso ucraino. Obama e i suoi nuovi dirigenti dell’Ucraina non lo gradivano ed erano determinati a fermare la ribellione, avviando una campagna di pulizia etnica per eliminare gli elettori nel sud-est (tranne in Crimea, ora difesa dalle truppe russe, per cui Obama non avrebbe sostenuto l’intento del suo regime golpista di estendere la pulizia etnica immediatamente in Crimea e anche di distruggere la Russia; Obama considerava l’intento prematuro, il suo programma di pulizia etnica sarebbe stato applicato in altre parti del sud-est).
Nessuno può capire la sconfitta di Obama in Ucraina se non sa che ha imposto in Ucraina un governo che ha avvito la pulizia etnica per sbarazzarsi delle popolazioni delle regioni che avevano votato per l’uomo che Obama ha rovesciato. È fondamentale saperlo, in modo da avere la possibilità di capire il motivo per cui Obama ha perso tale guerra che ha iniziato con il suo golpe di febbraio. In realtà, l’uomo che la squadra di Obama ha scelto per programmare la pulizia etnica ha annunciato, a giugno, che ci sarebbero stati campi di concentramento per tutti coloro che nel sud-est sostenevano il separatismo. La linea ufficiale degli Stati Uniti è che la popolazione nel sud-est sono “terroristi” che bombardano la propria gente procurandogli problemi; o come ha detto Christia Freeland su The New York Times, “Questa non è una guerra civile“. Il regime statunitense ha sempre strenuamente sostenuto ciò che il nuovo governo ucraino fa nel sud-est, in particolare la pulizia etnica. Uno dei motivi di tale linea, secondo cui i separatisti bombarderebbero la propria gente, è falso (oltre che essere semplicemente ridicolo), dato che la guerra civile non iniziò prima del 2 maggio, quando ci fu il massacro di pacifici oppositori al governo imposto da Obama, compiuto dai suoi sostenitori inviati a Odessa da Kiev per l’occasione, compiendo il massacro nella casa dei Sindacati. Questo massacro è stato co-ideato e finanziato da Igor Kolomojskij, miliardario ucraino che ha assunto il figlio di Joe Biden e occupato il governatorato locale grazie alla squadra di Obama. Il dipartimento di Stato degli Stati Uniti aveva indetto una conferenza stampa il 29 luglio affermando che Stati Uniti ed UE sono “uniti nella determinazione a rispondere all’intensificata l’aggressione russa”. Il pubblico di giornalisti (il solito gruppo di stenografi della burocrazia USA) pose alla portavoce del governo statunitense domande volte a infangare ulteriormente le vittime ucraine degli USA (in particolare la popolazione bombardata), e lei disse, “Naturalmente, sosteniamo la de-escalation. Ma la maggior parte, stragrande parte, dell’escalation è dovuta ai russi… e ai separatisti russi” (termine ufficiale occidentale per le popolazione che bombarda), affermando che sono loro, e non il governo ucraino (che bombarda i villaggi ‘separatisti’), responsabili dell'”escalation” nella guerra civile ucraina che gli Stati Uniti hanno iniziato, e di cui ora finanzia il regime nazista che tormenta quei cittadini ucraini; cioè, coloro che gli USA accusano essere causa del problema. Devono liberare la terra nel sud-est dell’Ucraina, in modo da consentire alle compagnie petrolifere di estrarre il gas shale ucraino. Solo che di ‘tali’ compagnie del fracking, la più grande è di proprietà dell’oligarca Igor Kolomojskij, i cui agenti negli Stati Uniti sono il figlio di Joe Biden, Hunter Biden, e qualcun altro assunto dalla cricca di John Kerry. Ci sarebbero stati anche molti altri vantaggi per l’aristocrazia statunitense se Obama avesse vinto in Ucraina, ma la maggior parte di tali benefici saranno persi se i giacimenti di gas nel sud-est dell’Ucraina non potranno essere venduti (“privatizzati”) alle compagnie petrolifere occidentali, e a buon prezzo, dal governo ucraino che deve rimborsare quasi 30 miliardi di dollari che Stati Uniti, UE e FMI gli hanno prestato per finanziare il programma di pulizia etnica, fondamentale per la privatizzazione. Se tali prestiti non funzionano, i contribuenti occidentali saranno costretti a rimborsare i creditori in Ucraina, in quanto i cittadini occidentali pagano le tasse. Tuttavia, il nostro governo ucraino non è riuscito a sbarazzarsi di un numero sufficiente di ucraini. Come Christine Lagarde del FMI ha avvertito il 1° maggio (poco prima del massacro di Odessa che avviava la pulizia etnica per eliminare gli elettori indesiderati del sud-est dell’Ucraina), la “perdita del controllo economico sull’est (perdita dei redditi dal fracking) riduce le entrate del bilancio (ucraino) richiedendo una ricalibrazione significativa del programma (prestiti); (mettendo fine) a ulteriori finanziamenti, anche dai partner bilaterali dell’Ucraina”, Stati Uniti e UE.
A cosa fatte, quei “partner bilaterali” hanno ormai prestato all’Ucraina tutto ciò che possono o vogliono, e il lavoro è lungi dall’essere finito. Al meglio, in prospettiva, una qualsiasi continuazione porta a una lunga estenuante guerriglia per cui l’occidente non ha né denaro, né volontà. Quindi: “la perdita di controllo economico sull’est” da parte occidentale significa che Obama ha, in effetti, perso la sua guerra ucraina, e che i contribuenti e gli utenti occidentali saranno costretti a rimborsare il FMI (tramite aumento di tasse e riduzione dei servizi) per perdite superiori ai previsti 30 miliardi di prestiti all’Ucraina. Il FMI ha agito da intermediario degli aristocratici occidentali (come fa sempre), proteggendoli dalle perdite nei loro investimenti internazionali, in modo che i governi del FMI (contribuenti e utenti) assorbano le perdite di un qualsiasi aristocratico. Naturalmente, nelle puntate vincenti, i patrizi si trattengono tutti i guadagni. Nel frattempo, il pubblico (contribuenti ed utenti) di qualsiasi Paese che accetti prestiti dal FMI viene voracemente spogliato, come i cittadini ucraini vedranno. Ma l’affare ucraino di Obama è una delusione totale tranne che per i fabbricanti di armi. Povero Barack Obama, dovrà aspettare finché sarà licenziato prima che i miliardi inizino a piovergli (come già accade al suo amico ed ex-subalterno Timothy Geithner). Il motivo è che Obama ha perso i residenti del sud-est dell’Ucraina che preferiscono combattere fino alla morte che cedere ai suoi nazisti. A differenza degli ebrei nella Germania nazista, i russi che vivono in Ucraina hanno le loro armi, quelle che strappano alle truppe ucraine che eliminano e anche quelle provenienti dalla vicina Russia. Ma, soprattutto, sono disposti a combattere fino alla morte, cosa che solo pochi nazisti farebbero per l’occidente. Semplicemente non ci sono abbastanza nazisti dediti (cioè, abbastanza fascisti razzisti fanatici), in tutti i Paesi dalla ‘nostra parte’, per vincere. Non ci sono sufficienti fascisti razzisti antirussi per strappare una tale vittoria. E da fine giugno Obama l’ha finalmente riconosciuto, gettando la spugna. Naturalmente, non impedirà ai suoi diretti tirapiedi di massacrare persone, ma già da luglio non aveva più voglia di aumentare il debito del governo sostenendo tale massacro. Il Kyiv Post filo-Obama titolava il 26 maggio (il giorno dopo le elezioni, ma solo nel nord-ovest dell’Ucraina, di Petro Poroshenko, a presidente dell’Ucraina), “Poroshenko promette di accelerare l’operazione anti-terrorismo, ottenendo il successo in ore e non mesi“. Ma ora è già passato oltre un mese e Poroshenko-Kolomojskij-Obama-Jatsenjuk non solo non hanno racimolato “successi” in “giorni”, ma sono oltre il limite promesso di Poroshenko “non di mesi”; in realtà stanno perdendo la guerra. Così, Obama ha perso questa guerra. L’ha mollata ed è per questo che Obama ha perso.
In parole povere, non può sterminare abbastanza ‘nemici’. Il suo programma di sterminio ha finito i soldi molto prima che la popolazione cedesse la volontà di combatterlo. Naturalmente, chi ne paga il costo sono soprattutto coloro a cui la squadra di Obama spegne la vita, colpisce e distrugge le case. Contribuenti ed utenti occidentali non subiranno più di tanto. Gli aristocratici occidentali fanno tutto il possibile per indebolire l’economia della Russia, al fine di vincere la nuova grande guerra fredda, che il colpo di Stato di Obama in Ucraina ha riavviato. I proprietari delle aziende belliche statunitensi sono in piena espansione in conseguenza della mossa ucraina di Obama. La Russia, dal canto suo, fa tutto il possibile per rispondere alle sfide di Obama della rinnovata guerra fredda, cercando di trasformare in limonata la pila di limoni che Obama gli ha lasciato. In un certo senso, quindi (e molto semplificato): la seconda guerra mondiale ha creato il dominio statunitense; la guerra del Vietnam ha devastato tale dominio e le guerre di GW Bush-Obama potrebbe porvi fine. E’ particolarmente degno di nota, in tale contesto, che mentre la seconda guerra mondiale fu combattuta contro i nazisti, la guerra ucraina di Obama sostiene i nazisti. Gli USA così chiuderanno il cerchio con l’Ucraina, divenendo ciò che nella seconda guerra mondiale fu la nostra nemesi. In sostituzione dell’ex-nazione unica ucraina ci saranno due o più Stati falliti. Sarà un inferno. L’unica speranza per la Novorossija sarà Putin creare la versione russa del nostro Piano Marshall ripristinando la Novorossija. La metà nord-occidentale dell’Ucraina, che Obama controllava anche prima del suo golpe del 22 febbraio 2014, sarà travolta da una guerra sanguinosa assai intensa tra i nazisti e tutti gli altri. Obama non vorrà più neanche tale metà, avendo perso la metà del sud-est, suo vero obiettivo.
Il predominio di Stati Uniti, Unione europea e Giappone finisce. L’alleanza occidentale si dissolve e gli aristocratici europei hanno dato il comando agli aristocratici statunitensi, arrogante e sconsiderati che hanno affossato l’alleanza e da cui non potranno mai più riprendersi. Il mondo post-seconda guerra mondiale, in cui tutti noi abbiamo vissuto, è finito. Obama, con le sue azioni continua la tradizione di George W. Bush di orrende politiche, portando universalmente a piuttosto pessime conclusioni.

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Obama, lo sai cosa separa l’uomo dalla scimmia? Milioni di anni di evoluzione… No, l’Oceano Atlantico!

Copyright © 2014 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I ‘banderisti’ del PD, ovvero come il PD finanzia i neonazisti ucraini

Alessandro Lattanzio, 15/09/2014

Mauro Voerzio

Mauro Voerzio

Fabio Prevedello, Mauro Voerzio e Matteo Cazzulani sono attivisti e propagandisti del golpe naziatlantista a Kiev, e sotto la protezione dell’intelligence della NATO (Gladio), i tre soggetti tramite l’organizzazione “Associazione Nazionale Italia Ucraina Maidan”, organizzano in Italia la raccolta di fondi destinati alle bande paramilitari della Guardia nazionale ucraina. Tali figuri, in sostanza, chiedono agli italiani di finanziare le stragi commesse dai neonazisti galiziani contro le popolazioni russofone ucraine (Odessa, Donetsk, Slavjansk), e responsabili dell’assassinio e della scomparsa di centinaia di dissidenti anti-golpisti.
Va ricordato che la guardia nazionale, che tali banderisti piddini vogliono finanziare, è responsabile della scomparsa di almeno 200 persone che ha sequestrato:
“Il 13 settembre, fonti di Novorossija hanno annunciato che: ‘Lo scambio di prigionieri è in stallo a causa del fatto che nel corso della registrazione nelle celle del servizio segreto ucraino (SBU) e nelle gabbie dei battaglioni neonazisti (guardia nazioonale), non sono state trovate numerose persone indicate sulle liste ufficiali (dei prigionieri) presentate dal regime di Kiev alle autorità di Novorossija. L’SBU ha riferito che ‘queste persone non sono più nelle sue mani’. Ciò significa che dopo essere state sequestrate, queste persone sono morte per le torture o sono state giustiziate. I battaglioni (comandati da Arsen Avakov, “ministro degli Interni” di Kiev) si sono particolarmente distinti negli omicidi dei prigionieri. I battaglioni della guardia nazionale praticano la tortura ed esecuzioni extragiudiziali dei prigionieri sospetti sostenitori delle milizie di Novorosssija. Ora a Kiev si cerca di trovare un modo rapido per uscirsene da tale situazione. Un”opzione’ sarebbe dichiarare che i prigionieri di guerra scomparsi sono ‘fuggiti'; un’altra sarebbe annunciare che i prigionieri “scomparsi” si sono pentiti e si rifiutarono di tornare” (un linguaggio menzognero assai consonante con quello della spia neonazista Voerzio quando esalta Majdan e accusa Putin d’infangare la nobile rivolta ‘spontanea’ di Majdan). Si parla di almeno duecento persone”. 24 ore prima della diffusione di tale notizia, Arsen Avakov che guida i suddetti battaglioni della guardia nazionale (era con il battaglione neonazista Azov a Marjupol) dichiarava sulla sua pagina personale di Facebook: ‘Abbiamo preso due volte e imprigionato ‘Topaz‘. La prima volta la Corte di Kharkov l’ha messo agli arresti domiciliari, da cui è fuggito e dopo aver occupato la sede dell’SBU di Lugansk, combatté nella banda di Girkin (Strelkov). Poi l’abbiamo ripreso di nuovo e fu rilasciato dal carcere su richiesta della Procura della Repubblica (!!!) … Questa è follia, abbaglio… Quello che vedo è violare il buon senso a Kharkov, che aiuta i traditori, e il tradimento di Kharkov verso Euromaidan. Da ministro degli Interni del governo ucraino, non capisco e non accetto tali decisioni a Kharkov. Non capisco come tali decisioni possono essere prese. Penso che sia criminale, inaccettabile per l’Ucraina!’ Quindi, 200 prigionieri, la cui esistenza è stata ufficialmente confermata da Kiev sono scomparsi improvvisamente, e poco prima di ciò, Avakov sfogava la sua rabbia secondo cui i prigionieri che avevano non dovevano essere rilasciati. Confessione pubblica di un crimine contro l’umanità commesso dal ministro degli Interni ucraino Arsen Avakov. Sarebbe opportuno per la Russia e la Novorossija avviare immediatamente un’indagine. A tal proposito, in un’intervista Avakov disse che se sapeva come gli eventi si sarebbero svolti nel sud-est dell’Ucraina, avrebbe fatto saltare l’edificio dell’amministrazione di Donetsk con i sostenitori della federalizzazione all’interno.”

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Mercenario della Guardia nazionale

Mauro Voerzio, che si presenta come tour operator*, partecipa fin dall’inizio ai tumulti banderisti di Majdan, probabilmente è l’ennesimo ‘gladiatore’ che, grazie alla protezione dei servizi segreti italiani (“l’unico italiano accreditato all’ambasciata italiana di Kiev”), viene sempre contattato dai mass media italiani per dettare la propaganda e la disinformazione da diffondere in Italia riguardo il golpe neonazista in Ucraina. “Negli ultimi tempi mi hanno contattato in molti. I più erano aspiranti mercenari in cerca di lavoro“. Conclude i suoi interventi con lo slogan neonazista “Slava Ukraina!
Matteo Cazzulani, “responsabile per i rapporti del Partito Democratico metropolitano milanese” è il delegato del PD per “i rapporti con il dissenso ucraino” (oggi dovrebbe aggiornarsi, “per i rapporti con i golpisti al potere a Kiev”), ha “fatto parte della missione a Kiev del vicepresidente del parlamento europeo Gianni Pittella”. Quindi, il braccio destro dell’eurodeputato filo-golpista piddino Pittella organizza il finanziamento di bande armate e squadroni della morte in Ucraina responsabili dell’assassinio di centinaia di veri dissidenti anti-golpisti.L’inglobamento dell’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica mette a serio repentaglio la sicurezza energetica ed economica dell’UE, che vedrebbe naufragare la possibilità di rafforzare la propria economia tramite l’integrazione di un Paese dalle enormi potenzialità umane, agricole, industriali come l’Ucraina”, si legge sul blog cazzulesco, dall’inecquivocabile nome “La voce arancione”. In sostanza, lo scopo del golpe majdanista viene qui dichiarato apertamente e nettamente: saccheggiare e devastare l’Ucraina a vantaggio delle potenze occidentali.

Pittella e Cazzulati

Pittella e Cazzulani in viaggio di piacere a Kiev, alla vigilia del golpe di Gladio

Fabio Prevedello, “esperto dell’Ucraina”, altro probabile ‘gladiatore’, partecipa da subito, assieme a Voerzio, al golpe di Kiev “euromaidan”, fondando a Milano “Euromaidan Lombardia” e l’associazione “culturale” Europea Italia-Ucraina Maidan. Quindi un sodale di Voerzio.
Ricordo, ancora, che tutti costoro, spie, esponenti del PD, ‘docenti’ universitari, assieme alla russofoba e squallida giornalista Anna Zafesova, hanno partecipato ad un evento, la ‘Festa dell’Unità Ucraina‘, il cui scopo ‘umanitario’ reale era raccogliere fondi per l’organizzazione paramilitare neonazista ‘Guardia Nazionale dell’Ucraina’, a cui aderisce il famigerato battaglione, del pedofilo Ljashko e del mafioso Kolomojskij ,’Azov‘; tutti colpevoli di omicidi, stragi, torture a civili e prigionieri, ed altri crimini contro l’umanità.

wpid-1405369227049Pittella non è stato l’unico esponente del PD a partecipare ai preparativi del golpe naziatlantista a Kiev: il 10 febbraio 2014, Federica Mogherini, non ancora ministra degli Esteri, si recava a Kiev con una delegazione “dell’Assemblea parlamentare della NATO, per incontrare rappresentanti di tutte le forze politiche (tutte?) … e poi Ong, società civile variamente organizzata, giornalisti.” In sostanza stava partecipando attivamente alla costruzione del golpe di Gladio in Ucraina, contro il presidente eletto Janukovich. “Poco più in là, al di là della piazza, altre barricate proteggono i palazzi del potere, il Parlamento ed il palazzo presidenziale, con blindati e forze di polizia. É qui che passiamo la giornata, in un Parlamento che sembra essere stato aperto solo per noi – e probabilmente é proprio così“. “Ma c’é anche il racconto di un giovane deputato di uno dei partiti di opposizione che, dopo aver richiamato la necessità della non violenza e del dialogo nel corso dell’incontro, nella pausa per il pranzo ci spiega con disinvoltura inconsapevole che stanno mettendo su un esercito parallelo, strutturato non solo a Kiev e non solo per difendere la piazza“. Mogherini e gli altri gerarchi della NATO si erano recati a Kiev ad organizzare le forze naziatlantiste, ovvero Gladio, in vista del golpe che venne attuato il 22 febbraio. E non solo, ma a preprare le forze per reprimere l’opposizione al piano nazi-atlantista e, soprattutto, per distruggere le regioni orientali russofone e filorusse. Ciliegina sulla torta, “E sì, certamente la Russia di Putin ha rivitalizzato un atteggiamento di egemonia regionale che accentua la competizione con “l’Occidente”, senza dubbio alcuno“. Non è un caso che Mogherini, da ministra degli Esteri dell’UE sia all’avanguardia nella nuova crociata contro la Russia, definendola ‘non più un partner strategico dell’Europa’. No, per Mogherini Mosca non è mai stata un partner strategico dell’Europa, perché non è mai stata un partner strategico della NATO, vero referente e creatore di Federica Mogherini, commissaria agli Esteri dell’Unione Europea. BlogMog

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Francesco Saverio Fontana, il neonazista che ha partecipato ai massacri di Odessa e nel Donbas, nei ranghi del battaglione neonazista Azov.

Francesco Saverio Fontana, il neonazista che ha partecipato ai massacri di Odessa e nel Donbas, nei ranghi del battaglione neonazista Azov, alla festa cosponsorizzata dal PD per l”Unità dell’Ucraina’.

Alla Festa dell’Unità Ucraina, organizzata il 14 settembre a Milano dai neonazisti di Pravij Sektor Voerzio e Prevedello assieme al PD di Milano, rappresentato da Matteo Cazzulani, braccio destro del Vicepresidente del Parlamento Europeo, il parlamentare del Partito Democratico Gianni Pittella, era presente il mercenario neonazista Francesco Saverio Fontana, che ha partecipato ai massacri commessi ad Odessa e nel Donbas, dove aveva aderito al battaglione neonazista Azov, e che aveva dichiarato di essere in Ucraina, dove “Io sono volontario, non prendo soldi. Ho pagato per venire in Ucraina. Questa esperienza l’ho sognata tutta la vita, l’ho desiderato. Non c’è spazio per i sentimentalismi. Questa è la guerra. Sono qui per uccidere“. Fascisti stranieri pagano il safari con diritto di uccidere gli ucraini“. Il fatto che individui simili partecipino tranquillamente a una manifestazione pubblica, organizzata assieme al PD, per raccogliere denaro con cui finanziare bande ed organizzazioni armate che praticano la pulizia etnica e la soppressione degli oppositori, dimostra che i servizi segreti, l’AISE e l’AISI, storicamente vicini al Partito Democratico, coprono e partecipano attivamente all’aggressione e alle operazioni terroristiche dei mercenari neonazisti in Ucraina, nell’ambito della struttura atlantista Stay Behind/Gladio, con la consapevole ed attiva collaborazione del Partito Democratico e delle sue cinghie di trasmissione, come l’ANPI ed Emergency, che non a caso non hanno mai condannato i crimini commessi a Odessa e nel Donbas dalla teppa neonazista agli ordini dei golpisti di Kiev.
BqGUZ4OIIAA_uKfInvitato dal presidente dell’associazione Mauro Voerzio a condividere la sua esperienza con i presenti in piazza, Fontana ha detto: “È una vita durissima. Abbiamo a disposizione pochissime armi: qualche Flobert rinforzata, un buon numero di mazze. Gli scontri sono quasi sempre ravvicinati. Combattiamo spesso a colpi di Molotov. È durissima, si lotta corpo a corpo. Da giovane militavo in Avanguardia Nazionale. Sognavo un giorno di prendere parte a una vera rivoluzione patriottica. Questa è la mia ultima opportunità per farlo: come potevo lasciarmela sfuggire?“.

L'opportunità di Fontana, il filantropismo di Voerzio, la democraticità di Cazzulani

L’opportunità di Fontana, il filantropismo di Voerzio, la democraticità di Cazzulani

La manifestazione era stata indetta dall’associazione per raccogliere fondi per i combattenti sul fronte ucraino. “C’è urgenza di tutto, dagli anfibi alle mimetiche, ai giubbotti antiproiettile. Ho visto i combattenti del battaglione Kiev. Vanno in trincea con le scarpe da ginnastica”, ha spiegato Voerzio.

I bisognosi che il nazista Voerzio e il piddino Cazzulani aiutano.

I bisognosi che il nazista Voerzio e il piddino Cazzulani aiutano (a proposito di rosso-bruni).

*Tour operator: l’Ucraina “continua ad attirare turisti del sesso da mezza Europa: sbarcano da queste parti grazie alle nuove compagnie aree low cost che hanno iniziato a collegare da un paio d’anni l’Ucraina con il resto del Continente“. Gazeta Ukrainska

Matteo Cazzulani, 'esperto' di Ucraina e braccio destro di iGinni Pittella

Matteo Cazzulani, ‘esperto’ di Ucraina del PD e braccio destro di Gianni Pittella

Gianni Pittella

Gianni Pittella

Ecco gli eroi che Voerzio e il PD di Pittella/Mogherini sostengono, e a cui il governo italiano invia armi:

Le opere di bene che Voerzio, Prevedello e Cazzulani finanziano inviando denaro alla Guardia nazionale ucraina (per i sottotitoli in italiano, cliccare sul secondo pulsante (rettangolare) in basso a destra):

Fonti:
Liveleak
Qelsi
Gazeta Ukrainska

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PS: I banderisti ed altro fascistume rintanati nel loro sito clandestino Vivamafarka, rimuginano su quale tipo di spedizione punitiva inviare contro il sottoscritto, vogliono fare oscurare il blog, per diffamazione, e poi intentare causa. Bene, c’è un pirlotto che da i numeri su leggi e fattispecie da usare contro il sottoscritto, ma prima, il pirlotto, dovrebbe pensarci due volte ad agitare tale arma, come fa invece il nazistello Mauro Voerzio, scrivendo bisogna essere come il serpente a sonagli… immobile che studia l’avversario e non reagisce, poi di colpo sferra l’attacco. Inutili le reazioni scomposte. Si studia il caso e poi si decide come muoversi”, sì, una serpe, come solo dei nazistelli sanno essere.
A proposito, riguardo all’iniziativa sul finanziamento della Guardia nazionale ucraina:
“Il finanziamento dei gruppi terroristici è un reato a forma libera nel quale è consentito sussumere ogni tipo di investimento di capitali, di raccolta di fondi o di conferimento di beni o di altra utilità. L’apporto di natura finanziaria deve peraltro essere finalizzato al consolidamento e al mantenimento dell’associazione e non dei singoli associati. Deve inoltre trattarsi di apporto avente una consistenza di carattere economico-patrimoniale tale da condizionare positivamente la realizzazione del programma terroristico”.
A) Associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico (Art. 270-bis).
Chiunque promuove, costituisce, organizza, dirige o finanzia associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico è punito con la reclusione da sette a quindici anni. Chiunque partecipa a tali associazioni è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. Ai fini della legge penale, la finalità di terrorismo ricorre anche quando gli atti di violenza sono rivolti contro uno Stato estero, un’istituzione e un organismo internazionale.
Nei confronti del condannato è sempre obbligatoria la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto, il profitto o che ne costituiscono l’impiego(*).
(*) Articolo dapprima inserito dall’art. 3, d.l. 15 dicembre 1979, n. 625, conv. nella l. 6 febbraio 1980, n. 15, e poi così sostituito, in sede di conversione, dall’art. 1, comma 1, d.l. 18 ottobre 2001, n. 374, conv. con modificazioni in l. 15 dicembre 2001, n. 438.”
Volete portarmi in tribunale? Liberissimi, non è mica la prima volta per me.
Il resto del lungo, lunghissimo, articolo riguardo al finanziamento di bande armate e organizzazioni similari, è qui: AltaLex
Con ciò, Cazzulani e Pittella (che di eversione e banda armata dovrebbe saperne qualcosa), oltre ai nazistelli clandestini di Vivamafarka, sono avvertiti.

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Qualcuno già combatte il SIIL: l’Esercito Arabo Siriano

Tony Cartalucci New Eastern Outlook 15/09/2014

13921221000486_PhotoI1Dal 2011, l’Esercito Arabo Siriano (EAS) ha intrapreso una guerra implacabile sul territorio siriano contro ciò che fin dall’inizio ha chiamato invasione di estremisti settari armatissimi ed eterodiretti. In retrospettiva, la natura ridicola degli articoli del Guardian, come “I ribelli siriani si uniscono per cacciare Assad e sostenere la democrazia” è chiara. L’articolo riporta affermazioni sulla Siria in linea con le storie raccontate in occidente, affermando: “In uno degli scontri più feroci dall’insurrezione, le truppe siriane finalmente hanno preso il controllo della città di Rastan, dopo cinque giorni di intensi combattimenti con i disertori dell’esercito schieratisi con i manifestanti. Le autorità siriane hanno detto che combattono bande terroriste”. Col senno del poi, e dopo aver esaminato l’evidente situazione sui campi di battaglia della Siria oggi, le autorità siriane hanno chiaramente ragione. Poco dopo che la NATO effettuò con successo il “cambio di regime” in Libia nel 2011, sotto il falso pretesto dell'”intervento umanitario”, armando, finanziando e sostenendo via aerea i mercenari settari in Libia, ha iniziato ad infiltrarli costantemente in Siria dal confine settentrionale con il membro della NATO Turchia. I terroristi dell’organizzazione terroristica, secondo il dipartimento di Stato, del Gruppo combattente islamico libico (LIFG), contattò ufficialmente i terroristi che combattono in Siria per offrirgli armi, denaro, addestramento e combattenti. Il London Telegraph riferiva nell’articolo “I capi libici islamici incontrano il libero gruppo dell’opposizione armata siriana“, che: “Gli incontri indicano i crescenti legami tra il nuovo governo della Libia e l’opposizione siriana. Il Daily Telegraph ha rivelato che le nuove autorità libiche avevano offerto denaro e armi alla crescente insurrezione contro Bashar al-Assad. Belhaj ha anche discusso l’invio di combattenti libici per addestrare le truppe, ha detto la fonte”. Infatti, i vertici, anche nel lontano 2011-2012, dei cosiddetti “ribelli moderati” erano legati ad al-Qaida, confermando le dichiarazioni del governo siriano di lottare contro il terrorismo straniero, e non una “rivolta pro-democrazia”. Oggi, l’occidente ha espunto ogni retorica “pro-democrazia”, con l’estremismo settario che chiaramente guida i militanti dalle frontiere della Siria con Libano e Iraq. Invece, l’occidente non s’è rassegnato ai tentativi di distinguere i gruppi come al-Nusra affiliati ad al-Qaida. e la loro controparte dello Stato islamico (SIIL), sostenendo che quest’ultimo deve essere affrontato con urgenza, anche a costo di cooperare ancora con l’ex-organizzazione terroristica designata dal dipartimento di Stato USA.

La lunga guerra della Siria
77829 Mentre i combattimenti feroci in Siria iniziarono nel 2011, la guerra dell’estremismo settario eterodiretto iniziò una generazione prima. Nel 1976-1982 il padre del presidente siriano Bashar al-Assad, Hafiz al-Assad, avviò la grande guerra ai Fratelli musulmani. Dopo la dissoluzione dell’organizzazione in Siria, fuggirono e successivamente furono ricostituiti da Stati Uniti e Arabia Saudita, divenendo al-Qaida nelle montagne dell’Afghanistan, combattendo l’Unione Sovietica. Nella relazione del 2008 del Centro antiterrorismo (CTC) dell’US Army di West Point, “Dimamitardi, conti bancari e sangue: al-Qaida da e per l’Iraq“, affermava inequivocabilmente che: “Nella prima metà degli anni ’80 il ruolo dei combattenti stranieri in Afghanistan era trascurabile ed ignorato dagli osservatori esteri. Il flusso di volontari provenienti dal centro dei Paesi arabi era solo un rivolo, anche se c’erano legami significativi tra i mujahidin e i musulmani dell’Asia centrale, soprattutto tagiki, uzbeki e kazaki. Individui come il suddetto Abu al-Walid, furono reclutati con campagne di sensibilizzazione ad hoc avviate in Afghanistan, ma nel 1984 le risorse versate nel conflitto da altri Paesi, in particolare Arabia Saudita e Stati Uniti, aumentò come l’efficacia e la raffinatezza dei reclutamenti. Solo allora gli osservatori stranieri notarono la presenza di volontari stranieri. La repressione dei movimenti islamici in Medio Oriente contribuì ad accelerare la partenza dei combattenti arabi per l’Afghanistan. Un processo importante fu la brutale campagna del regime siriano di Hafiz Assad contro il movimento jihadista in Siria, guidato dall'”avanguardia combattente” (al-Talia al-Muqatila) dei Fratelli musulmani siriani. Il giro di vite avviò l’esodo dei militanti dell’avanguardia negli Stati arabi confinanti. Nel 1984, molti di loro si diressero da Arabia Saudita, Quwayt e Giordania al sud-est Afghanistan per combattere i sovietici”. Nonostante termini come “repressione” e “brutale campagna,” è chiaro che il CTC si riferisce ai pesantemente armati e militarizzati movimenti estremisti su cui gli USA presumibilmente conducono “repressive e brutali” campagne in tutto il pianeta, anche nel vicino Iraq. E’ anche chiaro che la Siria combatte l’estremismo settario da decenni, di cui l’attuale violenza protratta è semplicemente l’ultimo capitolo. E’ anche chiaro che Stati Uniti ed Arabia Saudita certamente puntellano l’estremismo regionale dei Fratelli musulmani e delle sue varie fazioni armate, come di al-Qaida e quindi del SIIL. La Siria combatte una lunga guerra contro gli ascari dell’imperialismo, i terroristi armati fino ai denti ed infiltrati che agiscono da mercenari e da pretesto, se tutto il resto fallisse, per i loro Stati-sponsor d’intervenire direttamente per fermare il caos sparso dai loro piani.

C’è solo un logico alleato nella guerra al SIIL
Se l’occidente fosse veramente interessato a combattere il SIIL, avrebbe un solo alleato nella regione, l’Esercito Arabo Siriano che combatte ferocemente il SIIL ed i suoi affiliati dal 2011, e i suoi predecessori da decenni. Ciò che l’occidente invece propone è aumentare l’armamento e il finanziamento dei cosiddetti “moderati” del SIIL, al-Nusra e innumerevoli altre fazioni estremiste, svelando l’ipocrisia e la doppiezza assoluta delle sue intenzioni in Medio Oriente e Nord Africa (MENA). Si tratta di geopolitici incendiari che cercano di spegnere le fiamme dei loro crimini gettando benzina sull’inferno che infuria. Infatti, dal 2011 i cosiddetti “moderati” dell'”esercito libero siriano” collaborano apertamente con il LIFG, organizzazione terroristica per gli Stati Uniti. Sarebbe inoltre confermato che l'”esercito libero siriano” combatte al fianco della filiale di al-Qaida (se non sua componente integrale) al-Nusra nel territorio che ora sarebbe controllato dal SIIL. Il SIIL infatti non nasce da moderati idealisti, solo il racconto per nascondere l’esistenza e l’entità degli aiuti esteri al SIIL in Siria, e ora in Iraq e in Libano, è cambiato. Fin dall’inizio, e in effetti, prima della guerra in Siria, una grossa forza mercenaria genocida e settaria fu prevista per devastare la regione per conto degli Stati Uniti e dei loro partner regionali, il piano fu svelato già nel 2007. Il giornalista premio Pulitzer Seymour Hersh avvertì, in un profetico articolo sul New Yorker del 2007, intitolato “The Redirection, la nuova politica dell’amministrazione avvantaggia i nostri nemici nella guerra al terrorismo?” che: “Per minare l’Iran sciita, l’amministrazione Bush ha deciso in effetti di riconfigurare le sue priorità in Medio Oriente. In Libano, l’amministrazione collabora con il governo dell’Arabia Saudita, sunnita, in operazioni clandestine volte ad indebolire Hezbollah, l’organizzazione sciita sostenuta dall’Iran. Gli USA inoltre partecipano ad operazioni clandestine contro l’Iran e la sua alleata Siria. Sottoprodotto di tali attività è il rafforzamento dei gruppi estremisti sunniti dalla visione militante dell’Islam ed ostili agli USA, e inclini verso al-Qaida”. Non si può più negare che l’occidente sia la causa, non la soluzione, del caos che lentamente devasta tutto il Medio Oriente e oltre. Non si può negare che l’unica vera forza regionale che combatte al-Qaida e la miriade di suoi alias sia il governo siriano con l’appoggio degli alleati Libano, Iraq, Iran e anche della Russia. L’occidente che posa da “nemico” del SIIL creando una coalizione composta dagli stessi patrocinatori dell’organizzazione terroristica, illustra l’audacia concessa all’occidente con i suoi immensi potere ed influenza ingiustificati, potere ed influenza che devono essere ridimensionati per risolvere veramente le violenze in Medio Oriente ed evitare che un caos simile sia istigato in altre parti del mondo.

1852Tony Cartalucci, ricercatore e scrittore di geopolitica a Bangkok, per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’Ucraina verso la dissoluzione

Xavier Moreau, RealpolitikReseau International 24 agosto 2014

Il sistema ucraino continua nella dissoluzione politica, economica e militare. Il calcolo del Cremlino, che prevede che la realtà economica porti alla ragione il governo oligarchico, sembra funzionare. La questione è ora se ci sarà qualcuno che avvierà le riforme costituzionali per la federalizzazione del Paese.

alexander-zakharchenkoSituazione militare
Il 19 agosto Kiev ha lanciato all’assalto, ancora una volta, le sue forze, e ancora senza risultati. In realtà, avvicinandosi alle truppe ribelli ucraine, nel corpo a corpo, la superiorità della fanteria della Nuova Russia è decisiva, soprattutto contro le truppe demoralizzate o abituate alle zuffe di Majdan. L’artiglieria ribelle, più professionale e manovriera, regolarmente sconfigge quella di Kiev, che si vendica bombardando indiscriminatamente le città. Il rinvio del convoglio umanitario russo non è dovuto alla possibilità che i russi vi nascondano una divisione di paracadutisti o di T-90, ma del fatto che l’aiuto sfida gli sforzi di Kiev nell’affamare il popolo della Nuova Russia. L’intera strategia della junta si basa sulla speranza di ripetere ciò che è successo a Slavjansk. Si noti che il tentativo di tagliare l’acqua a Donetsk è fallito, l’amministrazione comunale è riuscita a ripristinare le stazioni di pompaggio. Stanchi dell’anarchia di Kiev e con il controllo del territorio dei combattenti della Nuova Russia, i russi inviano il loro convoglio, giunto oggi a Lugansk. La crisi umanitaria è innegabile per Kiev, tanto più che il suo esercito ne è anche vittima. L’OSCE continua ad essere d’accordo con la Russia, e i soldati ucraini, non riuscendo a combattere efficacemente i combattenti del Donbas, sono ridotti ai selfie in cui si consegnano prigionieri ai soldati russi. Mentre Pravyj Sektor e SBU torturano e brutalizzano i prigionieri, l’esercito della Nuova Russia illustra come cura correttamente i prigionieri. Gli ucraini catturati sono autorizzati a chiamare le famiglie, avendo un effetto devastante, perché Kiev nega il massacro che subisce il suo esercito. Ancora una volta lo scontro tra barbarie della modernità occidentale e l’Europa cristiana. I russi non hanno bisogno d’inviare materiale perché, come ha sottolineato con umorismo il Premier della RPD Aleksandr Zakharchenko, l’unico affidabile fornitore di armamenti dei ribelli rimane l’esercito ucraino. I russi sicuramente inviano volontari e denaro, ma questa guerra è una guerra civile che Kiev perde, senza ammetterlo. Sembra che la controffensiva annunciata regolarmente tre settimane fa sia iniziata. Su tutti i punti del fronte, le forze kieviane si ritirano. L’obiettivo della Nuova Russia è controllare completamente la zona cuscinetto tra il confine con la Russia e Lugansk. Conseguiti questi primi obiettivi, i federalisti potrebbero reindirizzarsi, se le riserve lo consentono, su Slavjansk e Marjupol. I prossimi giorni decideranno.

Stalingrado, l’offensiva del Tet e anche lo sbarco del 6 giugno 1944
Lo Stato Maggiore della Nuova Russia ha attutato Stalingrado contenendo le forze d’invasione, mentre prepara il contrattacco. Avviando l’offensiva del Tet, rivela all’opinione pubblica ucraina e occidentale che la guerra è lungi dall’essere vinta da Kiev, e che può essere persa. Infine, avendo il governo di Kiev inviato la maggior parte delle proprie forze nel Donbas, ha creato un vuoto tra Donetsk e le altre città orientali: Kharkov, Dnepropetrovsk e Zaporozhe. L’esercito tedesco si trovò nella stessa situazione dopo la battaglia di Normandia. Su richiesta dell’ambasciata degli Stati Uniti, i media francesi hanno spiegato questa debacle come cambio di strategia, “un calcolo intelligente” dice Harold Hyman. Incompetente come i suoi omologhi francesi, ha allegramente confuso munizioni illuminanti e bombe al fosforo, come Frédéric Encel confonde il T-64, prodotto a Kharkov, con il T-72. A sua difesa, a differenza dei suoi omologhi francesi, il giornalista statunitense ha almeno il merito di essere divertente.

Situazione economica
Il primo ministro Jatsenjuk, che certuni fraintendono moderato e ragionevole, impazzisce sulle sanzioni contro la Russia. Gli europei hanno appreso con costernazione che stava per tagliare il flusso di gas dall’Ucraina. L’incredulità è divenuta sconcerto quando ha proposto la privatizzazione parziale della rete dei gasdotti ucraini. Le strutture sono in serio stato di abbandono, nessuno vi vorrà investire. La Shell ha subito declinato l’offerta, preferendo lavorare con la Russia. Tutti aspettano il “South Stream“, mentre i bulgari, minacciati da John McCain e dall’UE, hanno congelato il progetto contro i propri interessi. Sarà interessante vedere come il governo bulgaro si spiegherà con la popolazione questo inverno, se Kiev interrompe il gas. In realtà, l’inverno arriva, ma non il gas. Le forniture alternative si dimostrano una favola, come abbiamo detto fin dall’inizio. Il deficit di gas, che impedisce di riscaldare correttamente le case d’inverno, si aggiunge a quello dell’acqua calda e del carbone (generalmente estratto nel Donbas). In 40 giorni, l’Ucraina passa da esportatrice ad importatrice. La produzione di elettricità, in cui l’Ucraina era esportatrice, sarà gravemente colpita, anche a Kiev. Avendo acquistato boiler e stufe elettriche, si prevede che gli ucraini subiranno il “blackout” questo inverno. L’aiuto del FMI, previsto per il 29 agosto, non è garantito. Data la situazione, il ministro dell’economia Pavel Sheremet s’è dimesso il 21 agosto.

Situazione politica
Le dimissioni del ministro dell’economia non sono un caso isolato. Parubi ha lasciato il Consiglio di Sicurezza Nazionale, dopo aver rinunciato due settimane prima alla segreteria generale. Tatiana Chernovol, altra isterica banderista, nel frattempo, ha lasciato il suo ministero della lotta alla corruzione. Il governo ucraino cede alle minacce di Jarosh. Il capo di “Pravyj Sektor” che non supportando che i suoi scagnozzi vengano arrestati per traffico di armi, aveva minacciato di lasciare il Donbas per Kiev. Secondo voci, Poroshenko ne avrebbe chiesto l’eliminazione e che le unità naziste, prive di professionalità facendone facili bersagli dei ribelli, siano inviate nelle zone più pericolose per essere distrutte (il dispiegamento tragicomico dell’unità in questo video, comporterebbe l’immediata espulsione dalla scuola di fanteria). Diversi capi radicali sono stati feriti o uccisi. L’efficacia di Jarosh ci ricorda quella di un altro grande stratega della seconda guerra mondiale. L’arbitrio domina l’Ucraina. Rapimenti e torture aumentano. Gli scambi di prigionieri e di spoglie umane svelano gli spaventosi maltrattamenti nelle carceri di Kiev. Come se non bastasse, il presidente Poroshenko ha firmato un decreto che autorizza la detenzione di 30 giorni senza l’autorizzazione del giudice. Quindi, i valori statunitensi scompaiono in Ucraina. Majdan viene sgombrata, almeno in parte. Vitalij Klishko ha le mani in tasca e non è mai stato così popolare da quando riempie i cassonetti, evitando di parlare. Così il governo non baderà più al soviet di Majdan, senza suscitare l’indignazione di Anne Tinguy, che si era fatta trascinare, con molta sensualità, dalla felicità del 26 febbraio, prima della costruzione di tale favoloso e originale sistema politico. Nei Carpazi, gli ungheresi chiedono l’indipendenza con il sostegno del partito nazionalista ungherese Jobbik. Sorridiamo pensando a coloro che volevano unire i nazionalisti di tutta Europa. Saremo lieti della reazione di Svoboda e del suo capo Tjagnibok. A Kiev, la situazione è più delicata, l’Ungheria non è solo un membro della NATO ma anche un Paese amico della Russia, con cui condivide valori cristiani, in attesa di riceverne il gas.

Relazioni tra Russia e Ucraina
Il presidente Poroshenko incontrerà Vladimir Putin a Minsk il 26 agosto, ma il suo peso è limitato. Julija Timoshenko, che non ha ancora digerito la sconfitta nella corsa presidenziale, è in agguato con l’accusa di tradimento, nel caso in cui il presidente ucraino accetti la federalizzazione. E’ supportata da Igor Kolomojskij, in procinto di sequestrare Odessa e metterla a disposizione della “principessa del gas”, con il suo esercito privato composto dai banditi armati di Pravyj Sektor. Se Poroshenko vuole fare qualcosa, come la costituzione ucraina, prima o poi dovrà mettere in conto le dimissioni. Eletto per fare la pace, è sempre più impopolare e rischia di perdere le elezioni parlamentari. Beneficerebbe in tale caso del sostegno francese e russo. La domanda è se Angela Merkel, che l’incontrava a Kiev il 23 agosto, saprà fargli dimenticare il revanscismo antirusso. La Russia è l’unico Paese interessato ai risultati delle indagini sulla distruzione del Boeing malese. Scommetto che la relazione, se ci sarà, farà storia sui media francesi, come l’omicidio di James Foley, presumibilmente detenuto da Bashar al-Assad dal 2012.

Fallimento delle sanzioni
Le sanzioni sono un fallimento quasi totale. L’UE, che non dubita di nulla, chiede al Sud America di sanzionare la Russia, così come la Serbia. La risposta non si è fatta attendere. Gli statunitensi sperano su Cina e Corea, Washington spera, con grande ottimismo e candore, che facciano pressione. Il Giappone continua a fingere. I contadini russi e serbi possono così ringraziare UE e NATO. Da parte sua, la Russia batterà nel 2014 il record di produzione del grano, ed ha anche firmato un contratto di forniture dall’Egitto nell’ambito della politica araba ereditata dall’Unione Sovietica. Con le sanzioni, il valore delle azioni delle aziende agricole russe è aumentato del 20%. I 125 milioni proposti dall’UE sono soltanto una goccia nell’oceano del disastro, gli ideologi pro-europei cercano di spiegare ai produttori europei che è ancora più difficile per i russi. Anche se ciò fosse vero, sarebbe una magra consolazione per i contadini francesi che, a differenza di Bruxelles e Washington, non sono in guerra contro la Russia; né per i lettoni, troppo stanchi, o gli spagnoli che ora protestano apertamente. Povero Jacques Rupnik che vede nella crisi ucraina un test per l’Europa (in realtà l’UE, ma la distinzione è troppo sottile per il suo entusiasmo da tifoso). Sarà servito. UE e NATO vivono ancora nel 1990, ed è tempo che la Francia entri nel ventunesimo secolo e smetta di seguire i capricci della Polonia rivolgendosi ai BRICS e all’Asia. Per ora, la Francia ha giocato bene la sua parte alla mostra degli armamenti di Mosca, dal 13 al 17 agosto, quando Dimitri Rogozin ha annunciato che le società presenti nei momenti difficili non sarebbero state dimenticate. Su Exxon-Mobil, di cui abbiamo discusso nell’ultima analisi, la compagnia petrolifera non ha mostrato alcun interesse per i tubi arrugginiti di Naftogaz, ma tuttavia ha inaugurato in diretta, con Putin e Igor Sechin (sulle liste delle sanzioni) la sua prima perforazione USA-Russia nell’Artico, il 9 agosto. La Russia si aspetta che la situazione si calmi. Le sanzioni saranno una doccia fredda per l’UE, che chiaramente pensava che Mosca si sarebbe fatta punire come un discolo. Il governo francese, di cui si deve salutare la perseveranza sulla Mistral, è stato trascinato in sanzioni stupide e sterili per via della nullità degli “esperti” consultati sulle questioni russe e ucraine. I giornalisti francesi, naturalmente, non contano e Gomart, Encel, Tertrais, Rupnik e altri Heisbourg, la cui incompetenza lede gravemente gli interessi francesi, devono sparire. La Fondazione per la Ricerca Strategica e l’IFRI devono recuperare con urgenza, assolutamente e seriamente.

MAPInsomma
Concludendo con una nota umoristica, vi presentiamo un video su come si gioca con i bambini in Galizia. E’ più simile a una cerimonia voodoo, dopo una tale infanzia, anche un Oleg Tjagnibok è scusato… Infine, ultima e grande novità, il bilancio per produrre RussiaToday in francese, 29 milioni di euro, è stato votato. Il Cremlino prende in considerazione la mancanza di libertà d’espressione in Francia e cerca di porvi rimedio.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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