Questioni nucleari: parole e fatti

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 16/01/2014

4.2.3Il presidente degli Stati Uniti Obama ha dichiarato l’obiettivo di un mondo libero dal nucleare. La Nuclear Posture Review 2010 afferma che gli Stati Uniti si preparano a ridurre l’arsenale nucleare a 1000 testate o meno. Nell’estate del 2013 si offrirono di avviare colloqui su ulteriori riduzioni delle armi strategiche che la Russia ha rifiutato. La direzione di Obama del Pentagono punta alla riduzione del ruolo delle armi nucleari nella strategia della sicurezza globale degli Stati Uniti e a restringere la strategia della deterrenza nucleare, come infatti ha affermato la Casa Bianca nel 2013.  Molti iniziano a dire che gli Stati Uniti hanno perso interesse per le armi nucleari, mentre cercavano di intralciare la Russia con la scusa che si rifiuta di seguirne l’esempio. La Deterrence and Defence Posture Review 2012 della NATO collega i cambiamenti della postura nucleare dell’alleanza alla politica nucleare della Russia, affermando che “la NATO è disposta a considerare l’ulteriore riduzione delle armi nucleari non strategiche assegnate all’Alleanza nel contesto di iniziative reciproche con la Russia”. Nell’indirizzo del 19 giugno 2013 presso la Porta di Brandeburgo di Berlino, Obama disse: “Non possiamo più vivere nella paura dell’annientamento globale, ma fin quando esisteranno armi nucleari, non saremo veramente al sicuro”. Sembrava emozionante. L’idea si evolse nella proposta di Obama per un nuovo round per la riduzione delle armi nucleari con la Russia, a giugno, a Berlino. Mosca subito respinse tale proposta e continua a respingerla (e a crescere e modernizzare il proprio arsenale nucleare). Alla fine dello scorso anno il presidente russo Vladimir Putin ha fatto una serie di dichiarazioni annunciando l’intenzione di mantenere un forte deterrente nucleare strategico del Paese, adottando nuovi sistemi nell”arsenale. Tutti questi temi sono in cima all’agenda propagandistica per il Vertice sulla Sicurezza Nucleare che si terrà all’Aia il 24 e 25 marzo 2014. Obama ha annunciato che gli Stati Uniti avrebbero anche ospitato un vertice sulla sicurezza nucleare nel 2016.
Gli Stati Uniti hanno davvero “perso interesse per armi nucleari”? La Russia incrementa il suo potenziale senza ragione o provocazione? Tale ragionamento regge? O è una ritorsione di Mosca per mantenere l’equilibrio esistente? Un rapido sguardo ai fatti contribuirà a darne un giudizio…

USA: nessun arretramento sulle armi nucleari anche in tempi di budget ristretti
Il Congresso affronta tagli lineari da 1200 miliardi dollari al bilancio federale, nei prossimi dieci anni, con il Budget Control Act del 2011. Non importa se un’ampia revisione dell’arsenale nucleare del Paese è in corso. La modernizzazione dell’arsenale nucleare degli Stati Uniti riguarda 5113 testate, piattaforme e impianti di produzione. Fu prudenzialmente stimata in 355 miliardi dollari per il prossimo decennio secondo il think tank Stimson Center. Tale cifra coincide con le stime del Congressional Budget Office, come si può vedere qui. Tuttavia, la relazione del Centro dice che la spesa potrebbe salire, soprattutto se il compito estremamente importante ma pubblicamente sottovalutato viene ancora ignorato. Obama ha patteggiato con i repubblicani del Senato nel 2010, promettendo l’ammodernamento dell’arsenale nucleare per garantirsi l’approvazione dell’accordo sulla nuova iniziativa per la riduzione degli armamenti con la Russia. Secondo i dati appena pubblicati della Federazione degli Scienziati Atomici (FAS), gli Stati Uniti hanno attualmente 4650 testate nucleari, 2130 operative. Oltre alle 4650 testate, Washington ne ha 2700 in deposito per essere smantellate. Secondo le stime della FAS, attualmente “1620 testate strategiche sono schierate sui missili balistici: 1150 sui missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM) e 470 sui missili balistici intercontinentali (ICBM); circa 300 testate strategiche si trovano nelle basi dei bombardieri degli Stati Uniti e quasi 200 testate non strategiche sono dispiegate in Europa”. Gli Stati Uniti spenderanno 1000 miliardi di dollari per mantenere e modernizzare l’arsenale nucleare nei prossimi 30 anni, secondo il rapporto Trillion Dollar Nuclear Triad: US Strategic Modernization over the Next 30 Years, diffuso il 7 gennaio 2014 da James Martin del Center for Nonproliferation Studies (CNS), un think tank indipendente. Si afferma “i contratti per sostituire piattaforme e testate associate raggiungerà il picco nell’arco di quattro-sei anni, poco dopo il 2020. Durante tale periodo di picco, gli Stati Uniti dovranno spendere il tre per cento del bilancio annuale per la difesa per il proprio arsenale nucleare. Ciò è simile alla percentuale del bilancio della difesa dedicata alla modernizzazione dell’arsenale nucleare degli Stati Uniti di Ronald Reagan, negli anni ’80”, come notano gli autori Jon B. Wolfsthal, Jeffrey Lewis e Marc Quint.
I piani dell’amministrazione Obama costeranno circa 355 miliardi dollari nei prossimi dieci anni, ha detto il Congressional Budget Office il 20 dicembre 2013. Cioè quasi 150 miliardi dollari in più ai 208.500 milioni di dollari stimati dall’amministrazione in un rapporto al Congresso dello scorso anno, ha detto un analista di un gruppo di controllo degli armamenti, poiché la modernizzazione è solo all’inizio i costi dovrebbero aumentare notevolmente dal 2023. L’ufficio del bilancio ha detto che il presidente Barack Obama ha chiesto 23,1 miliardi dollari per le forze nucleari statunitensi per l’anno fiscale 2014, tra cui 18 miliardi dollari per mantenere armi e laboratori di supporto, così come sottomarini, bombardieri e missili vettori. Nel decennio finito con il 2013, i piani dell’amministrazione per modernizzare e mantenere sottomarini, bombardieri e missili prevedevano un costo di circa 136 miliardi dollari, affermava il CBO in un rapporto di 25 pagine. Gli Stati Uniti modernizzano tutti i vettori strategici esistenti e ristrutturano le testate che trasportano in vista dei prossimi 20-30 anni o più. I sistemi di lancio nucleari statunitensi sono in via di ammodernamento continuo, comprese la ricostruzione completa degli ICBM Minuteman III e degli SLBM Trident II.  L’US Navy attualmente prevede l’acquisto di 12 nuovi SSBN per sostituire i 14 SSBN classe Ohio, che saranno gradualmente radiati. Ogni nuovo SSBN costerà circa 4-6 miliardi di dollari. La vita operativa dei sottomarini lanciamissili balistici Trident della classe Ohio è stata estesa. Inoltre, il nuovo sottomarino, l’SSBNX, che sostituirà la classe Ohio è in via di sviluppo e dovrebbe costare circa 100 miliardi, secondo il Congressional Budget Office. L’US Navy ha ora intenzione di acquistare il primo SSBNX nel 2021, il secondo nel 2024 e uno all’anno tra il 2026 e il 2035. Il primo battello dovrebbe diventare operativo nel 2031. Di conseguenza, l’US Navy schiererà 10 sottomarini lanciamissili balistici tra il 2030 e il 2040. L’US Air Force sviluppa una nuova serie di bombardieri d’interdizione a lunga autonomia (LRPB) nucleari. Modernizza continuamente il B-2 (anche il bombardiere B-52H è stato aggiornato) della flotta, divenuto operativo nel 1997 e che dovrebbe restare fino al 2058. L’arma attualmente si occupa della sostituzione dell’ALCM, il missile da crociera standoff a lungo raggio (LRSO). L’US Air Force pianifica l’inizio della produzione del nuovo missile da crociera intorno al 2025, se si decide di portare avanti il LRSO. L’arsenale degli Stati Uniti di testate e bombe nucleari è continuamente rinnovato attraverso il Programma di estensione della vita operativa della NNSA (LEP). L’United States Air Force attualmente dispone di 450 ICBM Minuteman III situati presso la F. E. Warren Air Force Base, Wyoming, Malmstrom Air Force Base, Montana, e Minot Air Force Base, Dakota del Nord. Un programma di estensione della vita operativa da 7 miliardi di dollari è in corso per mantenere gli ICBM sicuri e affidabili fino al 2020; e il generale Robert Kehler, Comandante in Capo di STRATCOM, ha detto che i programmi di modernizzazione manterranno operativi i Minuteman III fino al 2030. Il programma di modernizzazione comporta essenzialmente un “nuovo” missile, ampliandone le opzioni di puntamento e migliorandone l’accuratezza e la capacità di sopravvivenza. L’Air Force attualmente esplora la possibilità di estendere l’operatività del missile Minuteman III fino al 2050 o all’arrivo di un nuovo sistema. L’US Air Force aggiorna anche le testate nucleari del Minuteman sostituendo parzialmente le vecchie testate W78 con nuove e più potenti testate W87, già schierate sui defunti ICBM MX Peacekeeper. L’US Air Force e US Navy inoltre hanno un LEP congiunto per ristrutturate le testate sostituendo le W78 e W88. Un programma per modernizzare la bomba nucleare B61 è in corso. La testata B61 è l’arma nucleare principale utilizzata sia dall’aviazione della triade strategica degli Stati Uniti (bombardieri, missili balistici intercontinentali e sottomarini) che dagli aerei d’interdizione di teatro di Stati Uniti e NATO. Ha un solo seppur importante obiettivo: la deterrenza nucleare. I governi europei hanno detto in numerose occasioni che vorrebbero far rimuovere tali armi. Invece, le armi dovrebbero essere aggiornate con capacità avanzate. La prima B61-12 dovrebbe essere completata entro il 2020. Entro il 2024, tutte le vecchie bombe dovrebbero essere sostituite. Poi, secondo il piano, nuove armi saranno schierate sui jet da combattimento come l’F-16, il nuovo F-35 e  bombardieri strategici come il B-2 Spirit o il nuovo bombardiere LRSB. Gli esperti vedono la B61-12 come molto più di un puro programma di prolungamento operativo o versione leggermente aggiornata delle vecchie bombe. Al contrario,  ritengono che sia de facto un nuova arma, uno sviluppo che violerebbe lo spirito dell’impegno preso dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama di non produrre eventuali nuove armi nucleari o dalle nuove specifiche. “La B61 è l’unica arma in riserva che soddisfa missioni tattiche e strategiche“, ha detto nell’audizione al Congresso del 6 novembre 2013 il Generale Robert Kehler, capo del Comando Strategico. La testata termonucleare B61 potrebbe costare 10 miliardi dollari in cinque anni.
Götz Neuneck dell’Istituto per le ricerche sulla pace e la politica di sicurezza di Amburgo vede un futuro onere per il governo tedesco. “Dovrebbero far capire a Washington che l’Europa non ha bisogno di nuove bombe e non ne renderà disponibile alcun vettore.” Inoltre, la NATO deve urgentemente fare proposte concrete alla Russia sul controverso sistema di difesa missilistico degli Stati Uniti, visto da Mosca come una minaccia. “Se tutto ciò fallisce”, ha detto Neuneck, “nuove armi nucleari tattiche saranno di stanza in Europa, e il disarmo nucleare sarà impossibile per decenni.” Alcuni della comunità di controllo degli armamenti affermano che la modernizzazione della triade nucleare è inutile strategicamente. Joseph Cirincione, Presidente del Fondo Ploughshares, scrive nel suo recente libro “Incubi nucleari: assicurare il mondo prima che sia troppo tardi”, “L’arsenale nucleare degli Stati Uniti è ancora configurato per contrastare la minaccia da guerra fredda di un massiccio attacco nucleare russo… la riconfigurazione della forza nucleare per affrontare l’ambiente delle reali minacce del XXI.mo secolo potrebbe ridurne drasticamente le dimensioni nel prossimo decennio, senza sacrificare le vitali missioni militari”.

y8uuQLa Russia incrementa il potenziale nucleare
Il 3 gennaio il portavoce del ministero della Difesa ha detto che l’esercito russo prevede di testare circa 70 tipi di razzi e missili presso un importante poligono, per quest’anno. Secondo il colonnello Igor Egorov, portavoce del ministero, il programma dei test al poligono di Kapustin Jar, nella Russia meridionale, riguarderà circa 300 lanci di razzi, missili e droni di oltre 180 programmi di ricerca e sviluppo. Lo sforzo non si limita al “prolungamento della vita operativa” o all’aggiornamento tecnico dei vecchi sistemi presenti nell’arsenale come: i missili balistici intercontinentali (ICBM) SS-18, SS-19 e SS-25 e i missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM)  SS-N-18 e SS-N-23. L’obiettivo è sostituire una forza obsolescente con nuovi missili, testate e piattaforme. Il Tenente-Generale Sergej Karakaev, il comandante in capo delle Forze missilistiche strategiche, ha annunciato che l’intera forza nucleare strategica russa sarà aggiornata entro il 2021.  La maggior parte dei missili balistici intercontinentali russi è alla fine della vita utile, ciò rende l’implementazione e l’ammodernamento dei missili attuali e nuovi fondamentale per mantenere le capacità nucleari del Paese. Attualmente, la maggioranza degli ICBM della Russia è costituita dai vecchi missili balistici intercontinentali SS-18, SS-19 e SS-25 entrati in servizio nell’era sovietica. La Russia vuole sostituire entro il 2016 108 di questi vecchi missili con i nuovi e più avanzati RS-24 Jars-M (SS-29) e Topol-M (SS-27)  mobili, così come 30 SS-19 di nove divisioni basate sui silo.
Nel corso della riunione allargata del Ministero della Difesa del 10 dicembre, Putin ha dettagliato gli sforzi per la modernizzazione delle forze nucleari, ricordando che la Russia deve ricevere 40 ICBM avanzati e aggiornati. Faceva seguito a un vertice con i leader delle forze missilistiche strategiche russe, alla fine del novembre scorso, dove furono discussi in dettaglio i piani per il dispiegamento di 40 ICBM RS-24 Jars-M, 22 sui silo e 18 mobili. Mosca ha annunciato che implementerà un nuovo missile balistico intercontinentale pesante a propellente liquido nel 2018, che vanta caratteristiche superiori a tutti i precedenti missili russi, compresa l’immunità dai sistemi di difesa missilistica. La Russia ha sviluppato un nuovo ICBM a propellente solido, l’RS-26, da testare per la fine di quest’anno. Poche caratteristiche sono note, mentre il missile sarebbe dotato di una nuova testata. La Russia sta attuando il programma degli otto nuovi sottomarini nucleari della classe Borej per l’arsenale della marina, divenendo il nucleo della forza nucleare strategica navale, mentre vengono sostituiti i vecchi sottomarini Typhoon, Delta III e IV. Ogni Borej è dotato di 16 (le versioni successive ne avranno 20) nuovi SLBM Bulava. Il PAK-DA, nuovo bombardiere a lungo raggio, è in via di sviluppo per sostituire la sempre più obsoleta flotta di bombardieri strategici Tu-95MS Bear e Tu-160 Blackjack. L’aeromobile sarà equipaggiato con i nuovi missili da crociera nucleari Kh-101 e Kh-102 che vantano una gittata di 10000 km. Armi nucleari tattiche potranno essere configurate anche per i nuovi cacciabombardieri Su-34 recentemente introdotti in servizio.

Cause e ragioni di tale posizione
La Russia vede una minaccia nello sviluppo dell’iniziativa Prompt Global Strike che consente agli Stati Uniti di colpire obiettivi in tutto il mondo con armi convenzionali in meno di un’ora, così come lo sviluppo della difesa missilistica statunitense, che modifica la bilancia globale del potere. In  risposta s’è concentrata sul rafforzamento del deterrente nucleare. Poco prima di del suo terzo mandato a presidente della Russia, Vladimir Putin ha scritto un articolo per la rivista Foreign Policy, in cui ha sottolineato la particolare importanza per Mosca del suo potenziale strategico. Il Presidente ha osservato che, “In un mondo in sconvolgimento c’è sempre la tentazione di risolvere i propri problemi a spese di qualcun altro, attraverso la pressione e la forza. In altre parole, non dobbiamo tentare nessuno permettendoci di essere deboli. Noi, in nessun caso, cederemo la nostra  deterrenza strategica. Infatti, la rafforzeremo”. Parlando al suo annuale indirizzo alla nazione del dicembre 2013, il Presidente Putin ha sottolineato, “L’incremento in Paesi stranieri dei propri sistemi strategici ad alta precisione non nucleari e l’ampliamento delle possibilità della difesa antimissile, potrebbero rovinare gli accordi precedentemente raggiunti sul controllo e la riduzione degli armamenti nucleari, rompendo il cosiddetto equilibrio strategico… Nessuno dovrebbe farsi illusioni sulla possibilità di superare militarmente la Russia”, ha detto. “Non lo permetteremo mai”. Il 23 giugno, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov suggeriva che riduzioni oltre i livelli del nuovo START renderanno gli arsenali nucleari di Stati Uniti e Russia paragonabili a quelli di altri Paesi con armi nucleari. “Ciò significa che ulteriori eventuali proposte per la riduzione effettiva delle armi strategiche offensive, dovranno essere riviste multilateralmente. Parlo non solo delle potenze nucleari ufficiali, ma di tutti i Paesi che possiedono armi nucleari”, ha detto Lavrov alla TV Rossija 1. La Russia insiste sul fatto che ulteriori riduzioni nucleari dipendono anche dalla risoluzione delle sue preoccupazioni sui piani della difesa missilistica strategica degli Stati Uniti. La difesa missilistica, i programmi di modernizzazione in corso delle forze nucleari, il concetto Prompt Global Strike, l’evidente superiorità degli Stati Uniti nelle armi non nucleari di alta precisione a lungo raggio, la crescente proliferazione delle armi nucleari nel mondo (aspetto che gli Stati Uniti evitano di prendere in considerazione, pur presentando proposte sui tagli delle forze strategiche), tutti questi fattori definiscono la posizione della Russia sulla questione… Speriamo che questi temi scottanti siano nell’agenda del prossimo evento dell’Aia, venendo affrontati costruttivamente da tutti i partecipanti che realmente si sforzano di rendere il mondo un posto più sicuro rispettando ogni altra preoccupazione e agendo concretamente, invece di insistere con dure parole dal senso torbido, come ogni tanto accade nei migliori eventi mondiali.

TBXjbTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

L’esercito siriano può abbattere i missili tomahawk

Valentin Vasilescu, Réseau International, 11 settembre 2013

88I cacciatorpediniere classe Arleigh Burke hanno a bordo fino a 90 missili da crociera Tomahawk (TLAM) e i sottomarini d’attacco classe Los Angeles ne hanno 40, ma non sono una novità per l’esercito siriano. Né lo sono i bombardieri strategici B-52, che possono portare fino a 22 Tomahawk (CALCM), di cui 16 sui lanciatori rotanti (solo 8 per ridurre il consumo di carburante) e 6 sotto le ali. Né che il missile da crociera ha in memoria una traiettoria prefissata che il missile, una volta lanciato, non può cambiare. I missili da crociera non possono essere lanciati in salve, ma solo uno alla volta dai cacciatorpediniere e dai sottomarini (in ondate di 5-15 missili da crociera), la distanza tra essi è di almeno 20-30 km. Questo è un sistema di sicurezza per evitare collisioni a mezz’aria. La successiva ondata di missili da crociera può essere lanciata solo dopo 15-20 minuti dai precedenti. L’esperienza dimostra che circa il 5-10% dei missili da crociera, subito dopo il lancio, soffre di un guasto tecnico. Ecco perché i missili sono seguiti con esattezza entro i primi 50-70 km dai radar della nave che li lancia, con uno scarto di circa 15° rispetto alla rotta inserita nella memoria, quindi il controllo dell’autodistruzione viene innescato.
La distanza tra i cacciatorpediniere, i sottomarini e i bombardieri, che lanciano i Tomahawk, e gli obiettivi in Siria viene coperta in un ora e 45 minuti/due ore. Il tempo a disposizione è sufficiente per i comandanti della forza aerea e della difesa antiaerea siriane per calcolare con grande precisione la zona più probabile che ogni Tomahawk sorvolerà e quando. E i comandanti delle Forze aeree siriane stabiliranno, per ogni Tomahawk lanciato, 3-4 zone aeree scaglionate in successione a partire dalla prima linea sul Mediterraneo. In queste zone aeree, verrebbero inviati gli aerei da combattimento più potenti con l’equipaggiamento più ottimale per tali fini e pilotati dai migliori equipaggi siriani. Vi sono molti dettagli sull’implementazione assai sofisticati e la pianificazione impeccabile di questa missione fondamentale per l’esercito siriano, su cui per ragioni comprensibili mi rifiuto di parlare.
Per diversi decenni, i piloti russi di aerei da combattimento sono stati addestrati alle procedure per intercettare e distruggere i missili da crociera, ciascuno eseguendo almeno quattro esercitazioni annuali, con tiri reali, nel poligono di Astrakhan contro aerei senza pilota simulanti perfettamente il profilo di volo del Tomahawk. In base ad un accordo tra Nicolae Ceausescu e i dirigenti del Cremlino, una rotazione di due gruppi di 24 piloti da caccia rumeni, addestrati ad abbattere i missili da crociera, fu testata fino al 1991, effettuando tiri reali, di giorno e di notte, su bersagli aerei che volavano a bassa quota, nel poligono di Astrakhan. Negli ultimi anni dell’era Ceausescu, la Romania aveva acquistato dai sovietici una squadriglia di aerei senza pilota tipo VR-3, la cui manovrabilità, quota di volo e velocità erano identici a quelli del Tomahawk. La loro missione principale era la ricognizione aerea e, in secondo luogo, addestrare i piloti da caccia e le batterie dei missili antiaerei nelle procedure d’attacco dei missili da crociera. Per motivi politici nel 1995, i VR-3 smisero di volare e furono rimossi dall’arsenale. I piloti da caccia rumeni non compirono più, dal 1991 fino ad oggi, nessuna vera esercitazione intercettando bersagli aerei. Con il tempo e il cambiamento generazionale, tutti hanno perso la capacità di attaccare i missili da crociera.
Durante la Guerra del Golfo del 1991, gli Stati Uniti lanciarono 35 CALCM e 288 TLAM, e nell’aggressione militare della NATO contro la Jugoslavia, nel 1999, 60 CALCM e 150 TLAM furono lanciati. Mentre i piloti da caccia avevano discrete capacità, né i piloti iracheni né i piloti jugoslavi erano stati addestrati a riconoscere e attaccare di notte i missili da crociera, senza  conoscerne la rotta e il momento del lancio. Così non furono in grado di rilevare e abbattere i missili da crociera. Se i russi decidessero d’informare sulla tempistica dell’operazione, le coordinate di lancio e di guida di ogni missile da crociera lanciato dagli Stati Uniti, per l’esercito siriano la probabilità di eliminarli sarà vicina al 50%. Questa percentuale può aumentare o tendere a zero, a seconda della competenza professionale e alla calma mostrate dalla leadership militare siriana e dall’addestramento dei piloti e dei comandanti delle batterie dei missili antiaerei in questo tipo di missione.
L’aviazione siriana allinea 60 MiG-29, di cui 36 delle versioni M/M2 e SMT, sulle quali sono state installate apparecchiature KOLS/OEPS-29 di categoria IRST (ricerca e inseguimento bersaglio via infrarossi), il resto sono MiG-29C che hanno a bordo un meno efficace S-31E2. L’OEPS-29 è basato su un sensore montato sul naso per rilevare bersagli aerei indipendentemente dal radar. Nell’emisfero posteriore rileva bersagli distanti da 12/18 a 50 km. Nei test, con meteo perfetto, l’OEPS-29, sensore raffreddato con azoto liquido, aveva rilevato bersagli aerei fino a 90 km. Il sensore a infrarossi è accoppiato ad un microprocessore che controlla il processo di scansione dell’antenna radar dello spazio aereo (a ± 60° in azimut e a 60/-15° di elevazione). L’OEPS-29 è un ricevitore passivo che non viene rilevato e non può essere neutralizzato da interferenze. Altri 60 MiG-23MLD e 30 MiG-25PD siriani sono stati modernizzati dai russi, dotandoli di equipaggiamenti 23MLet TP-26Sh-1 a scansione ai raggi infrarossi a ± 40° azimut e 30/-15° in elevazione, potendo rilevare bersagli aerei a 15-25 km nell’emisfero posteriore.
Si può concludere, da quanto sopra, che almeno in teoria i siriani avranno abbastanza tempo per intercettare e abbattere con la loro aviazione i Tomahawk lanciati dagli statunitensi. Resta da dimostrare se vogliono e se i comandanti ne saranno capaci.
La reazione delle batterie di missili e artiglieria antiaerei dell’esercito siriano non deve essere sottovalutata, anche se i missili da crociera Tomahawk sono quasi invisibili ai loro radar. Il dispositivo di combattimento sembra scaglionato sul territorio per settori e allineamenti distinti. Damasco, l’obiettivo principale degli attacchi mirati USA, ha una forte densità di sistemi antiaerei, ossia 10 batterie di missili S-75, 8 batterie di S-125 e 28 di 2K12 (Kub).  Allo stesso modo, al confine sud-occidentale con Giordania e Israele, vi sono 7 batterie di S-75, 6 di S-125 e 9 batterie di 2K12 (Kub). Ma anche nella Siria nord-occidentale, dove vi sono due linee concentriche della difesa antiaerea profondamente scaglionate: le coste sul Mar Mediterraneo (5 batterie di S-75, 12 di S-125, 2 di S-200) e Homs-Aleppo (11 batterie di S-75, 10 di S-125, una di S-200 e 12 batterie di 2K12). Va notato che le stazioni di controllo del tiro delle batterie di missili e artiglieria antiaerei dell’esercito siriano, hanno un canale principale con radar di rilevamento e puntamento e un canale elettro-ottico. I vecchi sistemi antiaerei si basano su una telecamera comune 9Sh38/83-2 Karat, e i sensori delle emissioni termiche sono montati in cima a un’antenna di 21 metri.
Nei sistemi antiaerei a medio raggio Pantsir, Osa-1T, Buk-M2 e Tor, il canale di guida delle stazioni di controllo del tiro si basa su un modulo di ricerca indipendente agli infrarossi (1TPP1), con due sensori operanti su due canali. Uno per la ricerca omnidirezionale nello spazio aereo, funzionante nella gamma dei 3-5 micron, e l’altro per la rigorosa localizzazione dei missili da crociera, la cui impronta termica è compresa tra 0,8 e 0,9 micron. I segnali dei sensori vengono elaborati digitalmente e inviati al centro di controllo del tiro. Il tempo trascorso tra il rilevamento del bersaglio e il lancio del missile dalla rampa è di 4 secondi. L’esercito siriano ha oltre 4000 missili portatili russi 9K32, 9K34 e centinaia delle varianti più moderne 9K338 Igla-S, di cui gli operatori sono dotati di visori notturni. Mentre il missile da crociera vola a 50-100m sopra il terreno, una volta individuato, la probabilità di essere colpito con un missile portatile, dalla portata massima di 5 km, è del 48%. Dal 2000, la Siria ha collaborato per 10 anni con la società italiana Galileo Avionica, importando o producendo su licenza migliaia di telecamere a infrarossi di tipo militare, di cui solo 500 sono state montate su carri armati e veicoli da combattimento per la fanteria. Inoltre, l’azienda Rosoboronexport (Russia Romarm) ha consegnato all’esercito siriano, a giugno, una lunga serie di equipaggiamenti militari, tra cui un numero insolitamente elevato di dispositivi per la visione notturna, basandosi su una richiesta pervenuta nel marzo 2013.
Ricordiamo che il tempo a disposizione del comando della difesa antiaerea siriana, per la riconfigurazione del dispositivo antiaereo, è di un’ora, due al massimo, dopo la notifica da parte russa dei lanci e della traiettoria della prima ondata di missili crociera. L’arte militare è la felice combinazione di  scienza militare, esercitate competenze nel comando, d’intelligenza e dose d’immaginazione superiori alla media. Sono i comandanti della difesa antiaerea siriani che devono dimostrare di avere padronanza pratica dell’arte della guerra. Non mi permetto di lanciare ipotesi sulla configurazione ottimale della futura postura della difesa antiaerea siriana. Un fattore perturbatore della difesa aerea siriana nel combattimento dinamico è l’interferenza elettronica, in grado di generare centinaia di falsi bersagli nello spazio aereo siriano, per innescare la reazione prematura della difesa antiaerea, permettendone la penetrazione ai missili da crociera. Di solito i falsi bersagli vengono lanciati 3-5 minuti prima dei missili da crociera. Seguono un percorso prestabilito e cambiano direzione durante il volo per non rivelare la posizione degli obiettivi reali dei missili da crociera. Questo tipo di interferenze è stato utilizzato con successo in Jugoslavia, nelle guerre del Golfo e in Libia, da parte dei velivoli statunitensi EA-6B Prowler, EA-18G Growler ed EC-130H Compass Call. L’esercito israeliano ha usato, per attaccare obiettivi in Siria, un velivolo da guerra elettronica Gulfstream G550 Shavit. I velivoli da guerra elettronica sono costretti a rimanere lontano dai confini, al di là della portata della difesa aerea siriana. Il segnale di interferenza dei radar del velivolo è più debole e più distante dei falsi bersagli che genera, permettendo al sistema di controllo automatizzato della difesa antiaerea di dare la priorità ai bersagli più pericolosi, ignorando i velivoli da guerra elettronica.
Il gruppo navale russo nel Mediterraneo monitora costantemente l’intero spettro delle emissioni elettromagnetiche nella regione, grazie alla nave Prjazove (SSV-201). In collaborazione con le apparecchiature elettroniche delle batterie antiaeree tipo S-300, presenti a bordo dell’incrociatore Moskva, pochi secondi dopo l’avvio dei disturbi da parte del velivolo da guerra elettronica, l’equipaggio del Prjazove, tramite il metodo della triangolazione, rileva la disposizione di ogni fonte delle interferenze. Una volta identificati, questi obiettivi vengono inseriti nel programma di sorveglianza continua e i dati della loro traiettoria vengono inviati a tutte le navi russe e al centro comando aerospaziale di Armavir. Se i russi hanno proposto ciò, i siriani ne saranno istantaneamente informati, sui loro schermi radar, e potranno eliminare tutti i falsi bersagli e abbattere i velivoli da guerra elettronica.

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Valentin Vasilescu, pilota dell’aviazione, ex vicecomandante della base  militare di Otopeni, laurea in Scienze Militari presso l’Accademia di Studi Militari di Bucarest nel 1992.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Putin e la Russia sono dannatamente seri

Dedefensa 22 ottobre 2012

Il presidente russo Putin ha personalmente diretto, il 19 ottobre, la simulazione di una guerra nucleare strategica, con esercitazioni “reali”, tra cui il lancio di un missile balistico intercontinentale (ICBM), di un missile nucleare strategico lanciato da un sottomarino (SLBM) e di missili aria-terra lanciati da bombardieri nucleari. Sono stati utilizzati in pratica i tre elementi della “triade nucleare”: i missili nucleari strategici terrestri e su sottomarini, e i bombardieri strategici nucleari (con missili a testate nucleari, tra cui dei missili da crociera). Reuters ha riferito sullo svolgimento delle esercitazioni e su alcune circostanze che hanno segnato il 19 ottobre 2012. Affermava che l’esercitazione strategica nucleare era la più grande dalla fine dell’Unione Sovietica (1991), e certamente la prima del suo genere nella Russia post-sovietica. Le nuove procedure per il comando, controllo e comunicazioni (C3, C3I se si aggiunge l’intelligence) sono state testate e collaudate.
I test che coinvolgevano i sistemi di comando di tutte le tre componenti della “triade nucleare”, missili nucleari a lungo raggio lanciati da terra, mare e dai bombardieri strategici, sono stati condotti ‘sotto la guida personale di Vladimir Putin’, riferiva il Cremlino. Un missile balistico intercontinentale RS-12M Topol è stato lanciato da Plesetsk, un sito nel nord della Russia, e un test di un missile balistico intercontinentale lanciato da sottomarini ha avuto luogo dal Mare di Okhotsk, ha detto il Ministero della Difesa. I bombardieri a lungo raggio Tu-95 e Tu-160 hanno lanciato missili contro degli obiettivi, che sono stati colpiti, nel poligono della regione nord-occidentale di Komi. Le esercitazioni delle forze nucleari strategiche sono state condotte su grande scala, per la prima volta nella storia moderna della Russia“, affermava la dichiarazione del Cremlino. “Vladimir Putin ha dato un’alta valutazione del lavoro delle unità di combattimento, degli equipaggi e dello Stato Maggiore Generale delle Forze Armate, che hanno svolto con affidabilità ed efficacia i compiti assegnati alle forze nucleari russe.” Le esercitazioni comprendevano anche il test dei sistemi di comunicazione e dei ‘nuovi algoritmi’ per il comando e controllo. La Russia modernizza l’arsenale nucleare, in gran parte creato nell’era della guerra fredda, e continuerà ad usare le armi nucleari come deterrente chiave…
Ammettiamo subito che sarebbe incompleto non rispettare l’aspetto tecnico dell’esercitazione, pur riconoscendo l’importanza di questo aspetto, soprattutto riguardo le nuove procedure C3 usate, fornendo un apprezzamento particolarmente importante di questo settore tecnico. Ma proprio questo aspetto introduce un’altra dimensione, che è politica, legata a Putin in questo caso, dal momento che le procedure C3 sono dei mezzi tecnici dal ruolo assolutamente fondamentale per il potere politico in una guerra nucleare strategica. In questo caso, la visibile presenza di Putin, oggetto di una notevole pubblicità, è di particolare importanza. Gli argomenti dell’opposizione e della propaganda schematica del BAO nella notizia data sulla presenza di Putin (Putin vuole darsi la statura di comandante in capo, vuole distogliere l’attenzione dall’opposizione interna concentrandosi sulle minacce esterne) sono d’interesse marginale e della solita povertà; in questo caso, facendo riferimento alle solite turbolenze delle “rivoluzioni colorate” e dell”aggressione morbida’ rispetto al significato più profondo dell’evento; e nei fatti, dei vari significati profondi dell’evento.
Le condizioni dell’esercitazione e delle politiche che sono state descritte direttamente, hanno a che fare con la campagna di ‘comunicazione’, si potrebbe dire, con cui la Russia continua a ‘educare’ i suoi ‘partner’ (del blocco BAO) sui pericoli e i rischi sulla situazione attuale e sulle catene di crisi e di alta crisi prevalenti ovunque. Pertanto, l’esercitazione è in relazione con la crisi siriana, la ‘primavera araba’ e tutto quel genere di cose. Questo è un modo concreto per ricordare a tutte le potenze coinvolte nel disordine generale che colpisce le aree strategiche, che il rischio di guerra generale esiste e che implica il massimo livello di rischio di una guerra nucleare strategica. Riconosciamo, in questo caso, che la modalità di presentazione dell’esercitazione nucleare, con il ruolo di Putin, è un modo per insistere, ad esempio, nell’avviso di Medvedev dello scorso maggio (vedi 18 maggio 2012) sul rischio che uno di questi conflitti regionali, gestiti dal blocco BAO come  esercitazioni di comunicazione, demagogiche ed elettoralistiche, ma anche molto emotive nelle loro descrizioni in generale sul tema dell’umanitarismo, della superiorità dei ‘valori’ e dell’impunità strategica occidentale, non degenerino in un conflitto vero e proprio, fino alla dimensione nucleare. Ma si capisce che si tratta meno di una minaccia che di un tentativo di riportare i leader politici del blocco BAO alla realtà dei veri rapporti di forza e sulla necessità per tutti di creare e potenziare una situazione di stabilità, come se, in un certo senso, ci si potesse aspettare da questo tipo di esercitazione abbia la virtù di far uscire i leader del blocco BAO dall’ipnosi paralizzante in cui si trovano oggi, riguardo le loro politiche, azioni, posizioni, ecc., con la psicologia terrorizzata e il  comportamento ipomaniacale per cui sono conosciuti, particolarmente ben illustrati dalle crisi libica e siriana.
Su un punto particolare e specifico, vi è anche uno sforzo di comunicazione dei russi dello stesso modo: nei confronti dei due candidati presidenziali negli Stati Uniti, per convincerli che i rapporti tra le potenze nucleari (le due maggiori potenze nucleari strategiche) non sono solo un gioco elettorale o uno strumento per esercitare le diverse influenze su di loro, ma anche un’equazione e un potere di bilanciamento che devono essere considerati seriamente e con la massima cautela. (Certo,  non è un caso che l’esercitazione abbia avuto luogo nel bel mezzo della campagna elettorale degli Stati Uniti.) Comprendiamo gli sforzi russi in questo senso, ma dubitiamo molto che abbiano una certa efficacia. La situazione psicologica della leadership politica del blocco BAO sembra irrimediabilmente e assolutamente impantanata nella paralisi, nell’impotenza, e nel caos che sappiamo. Inoltre… forse i russi la pensano così, alla fine loro stessi compiono questi sforzi nel senso  descritto, nella disperazione, cioè senza molte speranze di essere ascoltati. Pertanto, l’esercitazione ha una seconda funzione profonda, molto più unilaterale, molto più rigorosamente “russa”. Per esempio, conferma e rafforza le decisioni russe sull’acutizzarsi della crisi, illustrata in particolare dall’annuncio del dispiegamento di missili antiaerei S-400 in direzione della Turchia. (Vedasi il nostro testo del 20 ottobre 2012). Il carattere strategico di queste due misure complementari (gli S-400 e l’esercitazione nucleare) indica che la Russia intende far pesare la sua importanza strategica, sia riguardo alla situazione siriana, sia riguardo i progetti di destabilizzazione del blocco BAO, come ad esempio la rete missilistica BMDE (compresi i radar installati in Turchia).
Qui, si tratta meno di comunicazione che di sistemi d’arma specifici, e anche del potere strategico pratico. Il blocco BAO, e gli altri paesi coinvolti nella crisi siriana, intendano l’avviso o meno, non importa perché questa funzione di avvertimento è del tutto secondaria… Vi è semplicemente l’evoluzione del potere russo, una Russia che continua a ragionare sulla base dei dati concreti del potere, e da questo punto di vista, per garantirsi la sicurezza nazionale. Il fatto è che, in questo modo, i russi continuano a indurire la loro posizione, rendendola più comprensibile sbarazzandosi di qualsiasi ambiguità. Pertanto, confermano con questa esercitazione che stanno perdendo, se non l’hanno già fatto, tutte le illusioni, le speranze e le debolezze che avevano dalla fine della guerra fredda e anche fino a poco tempo fa (perfino dopo la guerra contro la Georgia, il desiderio di cooperazione con alcuni paesi del blocco BAO era molto forte), su una politica di leale e proficua collaborazione con il blocco BAO. Da questo punto di vista, la Russia è totalmente in guardia, ci dice Putin mentre assiste ai test di lancio delle componenti della ‘triade’ nucleare strategica russa. Che i paesi del blocco BAO sentano o meno questa interpretazione della cosa, è un mezzo molto importante per la leadership russa; la “cosa” (il potere strategico russo) esiste, ed è essenziale a tal proposito.

Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora

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