Su-24 contro USS Donald Cook

Dedefensa 23 aprile 2014
NSSeBE’ il sito Vineyard of the Saker, e più precisamente la reazione di Saker a un intervento di uno dei suoi lettori, che ha attirato la nostra attenzione su un recente incidente di particolare interesse… Fissiamo bene tale giudizio perché le circostanze e l’ambiente politico-militare danno alla notizia, al suo presupposto implicito, all’eventuale inesattezza della fonte con tutte le domande che suscita, una particolare importanza: si tratta di un punto riguardante lo scontro nel sistema di comunicazione e nel tecnologismo tra Russia e Stati Uniti (blocco BAO), in connessione alla crisi ucraina e alle tensioni che suscita. L’incidente nella sua semplice descrizione è stato segnalato come una mossa deliberata della Russia per dimostrare la sua presenza e potenza nel Mar Nero, di fronte all’incursione di unità dell’US Navy nella zona, schierata per fare pressione sulla Russia nel contesto della crisi ucraina. (I russi sottolineano che alcune di tali unità avevano, hanno o possono violare la Convenzione di Montreux, che limita a due settimane la presenza di unità navali di Paesi che non hanno accesso al mare, oltre al divieto di unità pesanti, che non riguarda le unità statunitensi coinvolte come le fregate [secondo la terminologia francese, piuttosto che cacciatorpediniere]). L’incidente ha visto un aereo d’interdizione disarmato Sukhoj Su-24 sorvolare dimostrativamente la fregata USS Donald Cook, con diversi passaggi a bassissima quota, senza tuttavia mai generare una situazione di pericolo. Inoltre, questo tipo di azione era comune nella Guerra Fredda, come attività di codificazione de facto, di una parte all’altra, per comunicare l’affermazione del proprio potere: essere in guardia e controllare aree di sicurezza, eseguita dalla missione dell’unità in questione, di per sé una missione che anche noi chiameremmo “affermazione della comunicazione”. Inoltre, l’incidente Su-24-Donald Cook è stato ampiamente riportato, anche con un tono sensazionale che non sembra giustificato… Poi è apparsa un’informazione secondo cui il Su-24 ha effettivamente compiuto una dimostrazione tecnologica “operativa” di un sistema di guerra elettronica che avrebbe completamente accecato il sistema AEGIS del Donald Cook, potente sistema elettronico da difesa aerea, antiaerea e antimissile, che costituisce il nucleo della difesa antiaerea della flotta degli Stati Uniti. (Il sistema AEGIS è ancora più importante costituendo anche una parte notevole della grande rete di difesa antimissile che gli Stati Uniti sviluppano da diversi anni, ufficialmente contro l’Iran, ma che operativamente è evidentemente contro la Russia. Questa è l’importanza non solo militare, ma politica dell’AEGIS). Il sistema russo utilizzato è designato Khibinij. Dopo l’incidente, l’USS Donald Cook s’è diretto in un porto rumeno, a quanto pare per riparazioni e una fonte afferma che 27 membri dell’equipaggio si sono dimessi. La notizia è stata diffusa il 21 aprile 2014 sul sito della radio russa in indiano Indian.ruvr.ru. In particolare, dà voce a Pavel Zolotarev, vicedirettore dell’Istituto per Stati Uniti e Canada di Mosca (importante istituto russo che collabora con la leadership russa).
A quanto pare, tutti gli sforzi per riattivare l’”AEGIS” e fornire informazioni sull’obiettivo per la difesa, sono falliti. La reazione della Russia alla pressione militare degli Stati Uniti è stata profondamente calma, afferma il politologo russo Pavel Zolotarev: “La dimostrazione è stata abbastanza originale. Un bombardiere senza armi, ma con attrezzature per il disturbo radar, ha operato contro un cacciatorpediniere dotato di “AEGIS”, il sistema più moderno di difesa area e missilistica. Ma questo sistema di localizzazione mobile, in questo caso sulla nave, ha uno svantaggio significativo. Cioè, le capacità di tracciamento del bersaglio funzionano bene quando vi sono numerose navi di questo tipo che possono coordinarsi. In questo caso c’era solo un cacciatorpediniere, e apparentemente l’algoritmo del radar del sistema “Aegis” a bordo non ha funzionato sotto l’influenza del disturbo generato dal Su-24. Non era quindi solo una reazione nervosa al sorvolo del bombardiere russo, pratica comune durante la Guerra Fredda. La reazione degli statunitensi era dovuta al fatto che il maggior sistema moderno, in particolare la sua parte informatica e radar, non funzionò adeguatamente. Pertanto, c’è stata una reazione così nervosa all’episodio (…) Quali sono le possibili conseguenze dell’incidente provocato dagli Stati Uniti nel Mar Nero? Pavel Zolotarev prevede: “Penso che gli statunitensi in qualche modo rifletteranno su come migliorare il sistema “AEGIS”. Questo è un aspetto puramente militare. In termini politici, non vi è alcun rischio di simili dimostrazioni dall’altra parte. Questo è sufficiente. Nel frattempo, per gli statunitensi è un momento assai sgradevole. In generale, il sistema di difesa missilistico che dispiegano comporta enormi spese. Devono dimostrare ogni volta che è necessario stanziare fondi, allo stesso tempo, la componente terrestre dell’ABM è stata testata in condizioni ideali, dimostrando scarsa efficienza. Questo fatto viene nascosto dal Pentagono. La componente più moderna, il sistema navale “AEGIS”, ha mostrato le sue lacune nel caso in questione”.
Dopo aver citato Vineyard of the Saker avvertendo di questa notizia, riproduciamo la reazione di Saker, che sembra di una prudenza abbastanza neutra e giustificata, né positiva o negativa. Saker risponde così a un lettore anonimo (“l’alta tecnologia militare russa supera quella degli americani. Date un’occhiata a questo spettacolo di superiorità [...] Gli americani si sono bagnati i pantaloni”): “Ho sentito questa voce, ma devo ancora vederla confermata, anche indirettamente, da qualsiasi fonte credibile. Da ex-pioniere della guerra elettronica, posso dirvi che è difficile da credere, essendovi molta più potenza su una nave dell’USN che su un aereo russo, soprattutto a distanza ravvicinata. Non dico che non sia vero, solo che ho bisogno di altre conferme. Inoltre, la storia dei 27 marinai dell’USN dimessisi perché non vogliono morire, mi sembra falsa. Quindi, se avete altre fonti, fatemelo sapere”. Da parte nostra, facciamo diverse osservazioni relative alla notizia, il cui l’interesse speculativo e di comunicazione, senza pregiudizio per la sua realtà o falsità, ci sembra chiaro; anche le nostre osservazioni saranno generali, senza approfondire. Tuttavia, il primo punto è proprio tecnico. Il Su-24 è un vecchio aereo (del 1970) da penetrazione profonda e attacco al suolo. Il suo uso in una missione di “dimostrazione della comunicazione” è una scelta che potrebbe essere curiosa perché mostra un aereo superato impiegato in una dimostrazione che comporta l’affermazione del potere attraverso la comunicazione. A questo proposito, l’utilizzo di un potente Su-34 (sostituendo il Su-24), o di qualsiasi altro moderno caccia russo sarebbe stato più appropriato. Per contro, questa scelta rafforza la versione proposta dalla notizia citata. Si tratta di un’abitudine comune sviluppare aerei da combattimento nella versione per la guerra elettronica, che rimangono in servizio attivo molto più a lungo rispetto alle versioni da combattimento: l’USAF ha creato la versione da guerra elettronica EF-111A Raven del cacciabombardiere F-111 radiato alla fine degli anni ’70; e lo stesso EF-111A fu dismesso alla fine degli anni ’90, con una decisione che fu anche considerata un errore; l’US Navy ha sviluppato negli anni ’60 l’EA-6B Prowler, versione da guerra elettronica del caccia A-6: il caccia A-6 fu ritirato nei primi anni ’80, l’EA-6B è ancora presente, e comincia ad essere sostituito dall’EF-18G Growler. In ogni caso, questa notizia, o meglio detonatore di speculazioni sul gioco delle potenze nella crisi ucraina, si sposa perfettamente con la tendenza attuale, soprattutto riguardo la Russia contro gli Stati Uniti. Davanti agli Stati Uniti che intraprendono numerose missioni di proiezione in tutti i continenti e senza riguardo per sovranità e diritto internazionale; in ciò, soprattutto da un punto di vista operativo grazie alla potenza e sofisticazione tecnologica dei loro sistemi militari, la Russia ha una politica molto più cauta e non espansiva (la crisi ucraina in questo caso particolare colpisce direttamente la Russia e non rientra nella categoria della “spedizione”); svolge essenzialmente una politica di comunicazione soprattutto nella Difesa, per le sue presupposte capacità nella guerra elettronica e nei missili. Sappiamo dell’odissea non dell’S-300 (missile superficie-aria a lungo raggio), ma della reputazione dell’S-300 (e dei successori S-400 e S-500), spesso presentati come una sorta di “arma assoluta” della difesa aerea, con speculazioni circa la sua consegna a Iran e Siria; questa “Odissea” è meno operativa e più politica, e chiaramente coinvolge le tattiche del sistema di comunicazione. La questione dell’S-300 ha indubbiamente influenzato, ad esempio, le relazioni politiche tra Russia e Israele, più che le relazioni della Russia con i Paesi indicati quali possibili acquirenti del sistema.
Nel caso del Su-24 contro l’USS Donald Cook, versioni intermedie dell’incidente sono possibili tra la piena accettazione della versione proposta e la completa negazione, ed è probabile che sarà grande oggetto di discussioni informali, senza pregiudicare la verità di questa situazione. Il Su-24 ha potuto compiere una dimostrazione parziale di alcune funzionalità contro il sistema AEGIS, il cui effetto sarebbe d’indurre un dubbio estremamente dannoso negli Stati Uniti (nell’US Navy), sulle capacità operative del sistema AEGIS. La famosa nebbia di guerra non è mai più densa che in tali questioni di dimostrazione di capacità, di cui non è noto se siano piene o parziali, con l’introduzione del dubbio in un campo (la guerra elettronica) dove la certezza dell’efficacia (o inefficienza) è molto più importante che in altri campi militari. E’ lì che passa il tecnologismo avanzato, quando comincia a essere contro-produttivo: per giudicarne l’efficacia, quindi la fiducia assegnatagli e la strategia da essa determinata, sempre più spesso si deve avere una certezza al 100% che le capacità corrispondano ai dati teorici; qualsiasi riduzione di questa percentuale sconvolgerebbe completamente le proposizioni che si basano su di essa. La guerra postmoderna, che in teoria consegna il trionfo quasi senza combattere, è un formidabile “tutto o niente” che non abbiamo finito di conoscere a nostre spese. Ma è in definitiva un riflesso del sistema in generale, e della sua dinamica superpotenza-distruzione. C’è un’altra estensione possibile, se non probabile, considerando soprattutto che il caso tende a minare uno dei tre pilastri fondamentali dello status di potenza dell’US Navy nello Stato della Sicurezza Nazionale vigente a Washington. Questi tre pilastri, che in realtà hanno una rilevanza politico-militare statutaria, sono la forza di proiezione di potenza (portaerei), la forza nucleare strategica (sottomarini lanciamissili balistici e d’attacco) e il sistema AEGIS perché fornisce alla flotta di superficie tutta la potenza e un ruolo nel sistema generale di sicurezza nazionale, in particolare presso la rete antimissile globale. La valutazione generale dell’US Navy presso le altre armi, agenzie d’intelligence, i diversi poteri politico-militari dell’americanismo è che l’US Navy deve proteggere gli artigli di questi tre pilastri. Perciò, l’insieme degli AEGIS di cui è dotata la flotta, è un elemento essenziale del suo potere nella burocrazia del sistema americanista, così i suoi status, bilancio, peso nel processo decisionale, ecc. Pertanto, e considerando il clima di forte concorrenza, sospetti, ecc. tra i diversi centri di potere, l’incidente del Su-24 contro l‘USS Donald Cook può essere considerato, a seconda della versione che offre l’US Navy, un elemento che alimenta i sospetti contro di essa. Tuttavia dobbiamo fare attenzione nel valutare questa notizia, come raccomandato da Saker, mentre i nostromi della burocrazia di Washington s’avviano con tutta cautela a suggerire che la Marina degli Stati Uniti potrebbe nascondere qualche elemento dell’incidente, come una particolare osservazione sulla capacità dell’AEGIS, ecc. La nebbia di guerra nella guerra della comunicazione, a volte e spesso, è più densa a Washington, tra i diversi centri di potere che beneficiano dell’esaurimento di un potere centrale completamente scoperto, che tra “partner” internazionali che sembrano sempre più dei nemici.

s_miroshnichenko_su-24mr_24_1280Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli USA inventano frottole per “istigare” gli alleati della NATO

Valentin Vasilescu Reseau International, 22 aprile 2014

Opération HarmattanIl generale statunitense Philip Breedlove ha messo a disposizione dell’Associated Press una serie di foto satellitari scattate tra il 22 marzo 27 e il 2 aprile 2014, in cui appaiono aerei militari, elicotteri d’attacco, artiglieria e paracadutisti schierati sul confine tra Ucraina e Russia. Le foto mostrano delle basi militari nel sud della Russia, ad est del confine con l’Ucraina, presso Kuzminkij, Belgorod, Ejsk e Novocherkassk, ad est del Mare d’Azov. Philip Breedlove disse che si trattava dello schieramento di una grande forza d’attacco di circa 40000 soldati russi e notava che questo dispiegamento sarebbe potuto entrare rapidamente in profondità nell’Ucraina. Il portavoce dello Stato Maggiore dell’esercito russo ha smentito le date indicate dalla NATO per tali immagini,  indicando che furono scattate otto mesi prima della data indicata, il 19-22 agosto 2013, durante un’esercitazione della difesa aerea e delle truppe aviotrasportate degli eserciti della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI). Ecco perché nelle immagini di Breedlove mancavano carri armati, veicoli da combattimento per la fanteria e veicoli gittaponti, essenziali per ogni operazione offensiva che debba forzare diversi corsi acqua. L’ufficiale chiarisce che alle esercitazioni parteciparono le truppe ucraine. S’è detto sorpreso dal fatto che il generale statunitense non dicesse nulla dei Mirage F1 del reggimento francese Normandie-Niemen che appaiono nelle foto, poiché partecipò a quelle esercitazioni congiunte.
Due settimane fa, il segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen ha parlato del concentramento di 100000 soldati russi, accusando la Russia dell’escalation della crisi e chiedendo teatralmente al Presidente Putin di por termine all’ammassamento di truppe e d’impegnarsi in un vero dialogo. Quale sarebbe stata la reazione degli Stati Uniti in una situazione di reale minaccia  dall’esercito russo? Il dispiegamento massiccio e rapido delle forze aeroportate pronte ad intervenire immediatamente sul teatro. È successo qualcosa di simile? Sono gli interessi degli azionisti del complesso militare-industriale statunitense, che sono anche proprietari dei media, ad inventare un pericolo imminente? La Russia è un bersaglio o un partner? Una risposta potrebbe risiedere nel fatto che l’ammiraglia Carmen Melendez Rivas, ministra della Difesa del Venezuela, ha ordinato 12 nuovi aerei Su-30MKV e 24 Su-35S, oltre ai 24 Su-30MK2 ricevuti nel 2009 dalla Russia, o i 12 aerei Su-30MK2 per i quali il Vietnam deve pagare 450 milioni dollari e che riceverà alla fine del 2014. Pur mantenendo la stessa linea del segretario generale della NATO, il generale Breedlove arrivò con le sue foto, probabilmente facendo ridere il suo amico, il Generale Sergej Shojgu, che poteva dire in modo convincente che le truppe statunitensi potrebbero presto essere schierate in Europa per “tranquillizzare” gli alleati. Per coloro che l’hanno dimenticato, ricordo che il motto del complesso militare-industriale degli Stati Uniti è: nulla si distrugge, tutto si trasforma… in denaro, e una campagna mediatica è stata organizzata dagli alleati della NATO in Europa, diffusa  immediatamente in Romania. Con Tito Corlatean, la Romania ha abboccato subito chiedendo il rafforzamento delle forze NATO nel Paese. Solo che gli Stati Uniti hanno ricordato che i costi  saranno a carico dei romeni: del 2% del PIL per la Difesa promesso negli ultimi anni, solo la metà è stata assegnata. Così la Romania si sbrighi.
Qual è il vero problema dietro tutto ciò? Nel 2014-2017 più di 500 aerei da combattimento dall’esercito degli Stati Uniti, con un alto grado di usura e a fine operatività, saranno radiati. Se i tipi più moderni e costosi di armamenti degli Stati Uniti, come l’aereo “invisibile” F-35, il loro “campione” planetario, sono sulla lista d’attesa fino al 2020, i membri della terza zona regionale della NATO, in Europa orientale, saranno incoraggiati a correre a comprarsi i rottami dell’US Army.  Ad esempio, gli statunitensi venderanno 12 F-16 portoghesi, vecchi di 30 anni, alla Romania all’85% del prezzo di quelli nuovi, per la paura dei russi. Solo per il 2014-2015 ancor meno caccia F-15C saranno disponibili nell’esercito degli Stati Uniti. Sono più attraenti i quasi 100 aerei da attacco al suolo A-10, rispetto agli aerei MiG-21 rumeni, e che hanno partecipato alle due guerre del Golfo. Resta da vedere se troveranno clienti per tali mezzi, così come per 20 aeromobili da trasporto C-130H e 10 C-17, usati fino alla “fine” nelle campagne in Iraq e Afghanistan su piste non asfaltate.  Soprattutto i nuovi arrivati della NATO hanno preso Hercules di seconda mano, una condizione per l’adesione all’alleanza. La Romania ne ha comprato quattro, due (prodotti nel 1959 e 1963) sono stati utilizzati come pezzi di ricambio per gli altri. Non sorprende nessuno che Romania, Bulgaria, Polonia, Ucraina e Moldova siano arrivate alla conclusione che per il controllo dello spazio tra Mar Nero, Mar Caspio, Mediterraneo e Oceano Glaciale Artico, sarebbe utile avere 4-5 dei 24-36 aerei Lockheed U-2 Dragon Lady radiati dall’arsenale dell’esercito degli Stati Uniti. L’U-2 è un ricognitore strategico subsonico realizzato nel 1957-1968 (contemporaneo del MiG-15), originariamente utilizzato dalla CIA e dai piloti taiwanesi nel 1960-1974 e, successivamente, dall’US Air Force. L’U-2 vola a 21000 m di quota alla velocità di crociera di 690 Km/h, ed ha un’autonomia massima di 10300 km o di 14 ore. Le sue fotografie ad alta risoluzione e le mappe digitali del Radar interessano solo un beneficiario, potendo essere automaticamente trasmesse via satellite, tramite una collegamento segreto, ai centri di comando dell’US Army.

Forces_StructureValentin Vasilescu, pilota ed ex-vicecomandante della base militare di Otopeni, laureato in Scienze Militari presso l’Accademia di Studi Militari di Bucarest nel 1992.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’America Latina sceglie armi russe

Nil Nikandrov Strategic Culture Foundation 03/04/2014

6046Gli esperti latinoamericani lo sanno bene, le armi prodotte dalla Russia sono note per la qualità. Rosoboronexport (l’agenzia intermediaria di Stato per le esportazioni/importazioni di prodotti, tecnologie e servizi per la Difesa della Russia) ha una vasta esperienza di proposte nell’emisfero occidentale, dal Messico al Cile. I suoi sforzi non sono falliti. I tempi in cui i militari latino-americani erano sotto stretto controllo del Pentagono sono ormai lontani. Le offerte di aeromobili ad ala rotante e fissa, e di carri armati ai vecchi clienti del complesso militare-industriale degli Stati Uniti, sono diventate argomenti quotidiani… sempre più spesso i latino-americani scelgono produttori russi perché, a differenza delle compagnie statunitensi, non impongono mai condizioni politiche. FIDAE-2014, la Fiera Internazionale della Difesa ed Aerospaziale, s’è svolta il 25-28 marzo 2014 a Santiago del Cile. E’ un altro passo sull’espansione della presenza della Russia sul mercato delle armi latino-americane… L’esposizione russa presentava i prodotti di dieci aziende della Rostekh, come Russian Helicopters, SPA Bazalt, High-Accuracy Complexes e United Shipbuilding Corporation. Negli ultimi dodici anni, la Russia ha venduto più di 14 miliardi di dollari di equipaggiamenti ed aerei militari all’America Latina. Le armi offerte da Rosoboronexport sono vantaggiose sul piano “costo-efficacia”. Piani di cooperazione tecnologica sono allo studio. La produzione congiunta di sistemi di nuova generazione è l’opzione più redditizia. Inoltre, i latino-americani hanno la triste esperienza della cooperazione con gli Stati Uniti, che limita l’accesso alla tecnologia militare d’avanguardia e utilizza la corruzione per vendere armi obsolete.
Durante la fiera gli esperti della Rosoboronexport hanno avuto una serie di colloqui con alti ufficiali di numerosi Paesi latino-americani. Il Cile ha espresso maggiore interesse per l’aereo d’addestramento Jak-130, gli elicotteri d’assalto Mi-17, i sistemi portatili di difesa aerea Igla-S ed armi come il fucile automatico Kalashnikov serie-100. Il radar di sorveglianza navale e terrestre Podsolnukh-E ha attirato particolare attenzione. Il Cile studia l’acquisizione di autocarri pesanti Kamaz e Ural da utilizzare in zone montagnose e nel deserto. I team Kamaz hanno preso i primi tre posti nel recente rally Dakar-2014. Il percorso che attraversa Argentina, Bolivia e Cile passa su un terreno estremamente accidentato. Russia e Perù hanno una lunga cooperazione. Nel dicembre 2013 il Perù ha firmato un accordo da 500 milioni di dollari per acquistare 24 elicotteri da trasporto Mil Mi-171 per il suo esercito. I carri armati T-90S sono i prossimi sulla lista. Un vero e proprio ampio contratto per l’acquisto di 110 veicoli è previsto, così nel 2013 Rosoboronexport ha lasciato che i peruviani testassero il carro armato nelle condizioni locali. É andata proprio bene. Una delegazione peruviana visiterà la Russia e valuterà le capacità di combattimento del carro in prove sul campo. Il Perù prevede un accordo per l’acquisto di mezzi blindati (APC) BTR-80A, che si distingue come il veicolo più affidabile tra gli APC contemporanei.
La cooperazione militare tra Russia e Brasile è un successo. Gli elicotteri sono centrali. Elicotteri  d’attacco Mi-35 e la versione civile del Mi-17 sono già stati consegnati. Il Brasile ha espresso il desiderio di acquistare il Ka-62, in fase di sviluppo. Ha anche acquisito il sistema d’arma combinato d’artiglieria antiaerea e missili superficie-aria a breve-medio raggio russo Pantsir-S1 (SA-22 Greyhound) e il sistema di difesa antiaerea portatile a corto raggio Igla (SA-18 Grouse). A giugno-agosto le parti hanno intenzione di firmare un contratto. I brasiliani hanno ricevuto informazioni dettagliate su Pantsir-S1 grazie agli stretti legami con l’Impresa Federale Statale Unita – Instrument Design Bureau Tula. La russa Rostekh e la brasiliana Odebrecht Defesa e Tecnologia hanno firmato un accordo di cooperazione esteso al 2015. Un altro elemento della cooperazione strategica bilaterale, comprendente sistemi ad alta tecnologia militari. La Russia ha invitato il Brasile a partecipare al programma del caccia di quinta generazione T-50, e s’è offerta anche di avviare la produzione su licenza con un nuovo marchio del Pantsir-S1. I colloqui con il partner brasiliano continuano.
Il Venezuela è un grande importatore latinoamericano di armi russe. Rosoboronexport ha firmato il suo primo contratto il 10 marzo 2005 a Caracas, non badando all’opposizione veemente degli Stati Uniti. Grazie alla Russia l’esercito ha potenziato rapidamente le sue capacità di combattimento. Il Paese è stato il primo a ricevere gli elicotteri da combattimento Mi-35M e l’avanzato sistema russo di difesa aerea antimissile balistico Antej-2500 S-300VM (SA-23 Gladiator/Giant). L’Antej-2500 è stato progettato per abbatter missili balistici a breve e medio raggio, missili da crociera, velivoli ad ala fissa, così come piattaforme ECM e per munizioni a guida di precisione. Il Venezuela ha il sistema di difesa aerea Pechora-2M nell’arsenale, il migliore del suo genere. Si tratta di un sistema missilistico superficie-aria antiaereo a corto raggio progettato per la distruzione di aerei, missili da crociera, elicotteri d’assalto e altri bersagli aerei a quota bassa e media. La capacità della difesa aerea venezuelana è inoltre integrata dai sistemi Buk-M2 (SA-17 Grizzly), un sistema missilistico semovente superficie-aria a medio raggio per una solida difesa dei suoi cieli. L’arsenale dell’esercito vanta gli MLRS (sistema lanciarazzi multipli) Smerch, pezzi di artiglieria-obici da 155mm MSTA-S. L’aeronautica ha gli aerei da combattimento SU-30MK2 che hanno dimostrato le loro capacità neutralizzando in breve tempo circa due dozzine di aerei dei narcotrafficanti in volo tra Messico, America Centrale, Colombia e Caraibi. La costruzione di una fabbrica di fucili d’assalto K-103 a Maracay, capitale dello stato centrale di Aragua, volge al termine, così come quella della fabbrica per la produzione di munizioni. Tutto sommato, il Venezuela ha speso 12 miliardi dollari per acquistare armi russe.
Altri Stati seguono. Gli esperti militari di ALBA (Alleanza Bolivariana per le Americhe) notano sempre più spesso che il Pentagono non è onnipotente. Il desiderio degli Stati latino-americani nel rafforzare la cooperazione militare con la Russia diventa sempre più forte con gli avvertimenti da Washington. Gli elicotteri russi hanno avuto una notevole spinta sul mercato latino-americano. Vi sono oltre 500 velivoli ad ala rotante negli arsenali dei Paesi dell’America latina, dal Messico all’Argentina! L’industria militare russa avrà bisogno di un paio di anni di intensi sforzi per adempiere ai propri obblighi sui sistemi di difesa aerea da consegnare all’America Latina. Veicoli corazzati, sistemi lanciarazzi multipli e armi russi sono sempre al centro dell’attenzione delle fiere per attrezzature militari latinoamericane. Il Pentagono fa del suo meglio per evitare che le armi russe arrivino nella regione, ma i giorni dei regimi fantoccio e dei ministri della Difesa corrotti  diventano storia. Sempre più spesso l’America Latina parla con la propria voce, senza badare a Washington. La Cina, non gli Stati Uniti, sembra essere il principale rivale della Russia sul mercato delle armi latinoamericane.

10001293La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Ucraina: pazzi, mafiosi e nazisti

Alessandro Lattanzio, 29/3/2014

555FastStoneEditorIl Presidente Vladimir Putin ha elogiato la professionalità dei militari russi dicendo che le loro azioni hanno contribuito ad impedire spargimenti di sangue in Crimea, garantendo le condizioni pacifiche per lo svolgimento del referendum  che osservatori internazionali hanno certificato libero ed equo. “I recenti avvenimenti in Crimea sono un test serio che dimostra la qualità delle nuove capacità dei nostri militari, così come l’alto spirito morale del personale“, ha detto Putin ai vertici militari, ringraziando gli ufficiali e i marinai della Flotta del Mar Nero, nonché le unità di stanza in Crimea per la loro resistenza e coraggio. Tutte le 193 unità militari di stanza in Crimea hanno aderito alle forze armate russe mentre 1500 su 18000 militari ucraini presenti nella penisola hanno scelto di rientrare nelle forze armate ucraine, ha dichiarato Valerij Gerasimov, Capo di Stato Maggiore Generale delle Forze Armate russe, mentre numeroso materiale militare ucraino rimane in Crimea, tra cui oltre 30 navi militari, 150 APC e 50 carri armati, 40 caccia MiG-29 e 20 aerei da addestramento L-39, 20 elicotteri, 60 sistemi sistemi missilistici a lungo raggio terra-aria S-300 e 40 sistemi missilistici a medio e corto raggio terra-aria Buk-M1 e Tor, nonché i sistemi della difesa costiera. Infine, la Russia ha iniziato i preparativi per la chiusura degli accordi bilaterali con l’Ucraina relativi allo status della Flotta del Mar Nero. La decisione è stata presa durante una riunione del Consiglio di Sicurezza presieduto dal Presidente Vladimir Putin. Le 30 navi da guerra e ausiliarie della marina ucraina potrebbero entrare nella Flotta del Mar Nero della Russia. “Le navi che navigavano in precedenza sotto la bandiera ucraina non saranno incluse automaticamente nella Flotta del Mar Nero fin quando non saranno valutate tecnicamente decidendo quali entreranno nella flotta, e quali saranno demolite“. Le navi sono dislocate nella baia di Sebastopoli e presso la base navale Juzhnaja, sul lago Donuzlav, presso Evpatorija, dove sono di base la grande nave d’assalto anfibia Konstantin Olshanskij, la nave d’assalto anfibio Kirovograd, la corvetta Vinnitza, la nave da trasporto Gorlovka, i dragamine Chernigov e Cherkassij, il dragamine costiero Genichensk e una dozzina di altri natanti. La Crimea dispone di diverse strutture per la riparazione navale tra cui il cantiere No. 13 di Sebastopoli, il cantiere Zaliv di Kerch e quello di Fjodosija. Una fonte del quartier generale della Flotta russa del Mar Nero ha detto che le navi da guerra ex-ucraine come le corvette Ternopol, Lutsk e Khmelnitskij e la nave scorta Slavutich e le navi da sbarco Olshanskij e Kirovograd sono pienamente operative. “La Ternopol sarà inviata nel Mare di Aden ad aprile, per la lotta contro la pirateria“. A seguito di questo processo, il “ministro ad interim della Difesa” golpista dell’Ucraina, Igor Tenjukh, presentava le dimissioni.
1332102950_shtanski-v-mundireIl 23 marzo, in Transnistria, un velivolo senza pilota è stato abbattuto mentre compiva riprese video e foto. I servizi di sicurezza della Transnistria avrebbero recuperato il materiale d’intelligence raccolto dal drone. La repubblica di Transnistria resistendo alla pressione di Moldavia e Ucraina, chiede aiuto dalla Russia, “Siamo costantemente sotto la pressione di Moldova e Ucraina“, ha detto la ministra degli Esteri della Repubblica Nina Shtanskij. “La Russia gioca un ruolo chiave nel superare le conseguenze di tale pressione“. Shtanskij ha detto che la repubblica è sotto un blocco economico dal 2006, quando l’Ucraina su richiesta della Moldova sospese il transito di merci in Transnistria. “Mosca fornisce alla Transnistria pace e stabilità ed assistenza finanziaria ai gruppi sociali vulnerabili. La costruzione di nuove scuole e ospedali è pagata dal denaro fornito dalla Russia“. Tale sostegno fa sentire i residenti di Transnistria parte del “mondo russo”. “Centinaia di migliaia di cittadini russi vivono qui e anche uno stesso numero di persone di varie nazionalità che s’identificano quali compatrioti russi“. La Duma di Stato della Federazione Russa riteneva legittimo e approvava anche il referendum del 2 febbraio con cui la regione autonoma della Gagauzia in Moldova, opta per l’Unione Doganale con Russia, Bielorussia e Kazakhstan, contrariamente a quanto deciso dal governo di Chisinau. D. Slutskij, capo della commissione della Duma per gli affari della CSI e l’integrazione eurasiatica, ha affermato che “la Russia, secondo le norme del diritto internazionale, è pronta ad espandere la partnership con la Gagauzia e a fornirle il supporto necessario“.
Intanto, il ‘presidente’ golpista ucraino Turchinov ha proposto un progetto di legge “Per concedere l’accesso alle unità militari di forze armate straniere nel territorio dell’Ucraina nel 2014 per la partecipazione alle esercitazioni” della NATO Rapid Trident 2014, Sea Breeze 2014, Bright Avalanche 2014, Carpazi 2014 e South 2014. Nel frattempo l’Ucraina aumenterà del 50% il prezzo di vendita del gas dal 1° maggio, secondo quanto imposto dall’accordo con il FMI per i 15 miliardi di dollari di prestito. 1500 nazisti ucraini si erano riuniti davanti il parlamento minacciando di assaltarlo se il ‘ministro degli Interni’ golpista Avakov non si dimetteva per la liquidazione del loro duce Muzichko per mano della polizia a Rovno, Ucraina occidentale. “Il ministero degli Interni fornirà documenti, materiale, prove video e audio“, ha detto Avakov, “Ciò darà al pubblico ulteriori informazioni sul caso. Tutti potranno decidere chi è l’eroe e chi un volgare bandito“. Dmitrij Jarosh, capo di Fazione Destra chiede le dimissioni di Avakov e l’arresto degli agenti di polizia coinvolti nell’eliminazione del famigerato terrorista Aleksandr Muzichko. La Russia ha inserito Jarosh tra i ricercati internazionali per terrorismo. Dopo l’assedio al parlamento di Kiev da parte dei neonazisti, si è svolta una riunione con il ministro degli Interni golpista Arsen Avakov, il capo del Consiglio di Difesa e Sicurezza 1979730Nazionale Andrej Parubij e Oleg Tjagnibok, capo del partito nazista Svoboda. Durante l’incontro, Avakov ha suggerito la messa al bando di Fazione Destra, con il sostegno di Parubij, che vede tale mossa come modo di occultare i loro legami con gli estremisti. Tjagnibok rimase in silenzio. Infine, il servizio di sicurezza nazionale ucraino ha messo il Procuratore capo di Crimea, Natalija Pokhlonskaja, sulla lista dei ricercati, accusandola di aver violato l’articolo 109 del codice penale per aver rovesciato con la violenza l’ordine costituzionale e il governo e aver occupato il potere! Pokhlonskaja, dopo  l’adesione della Crimea alla Federazione russa, è stata nominata capo sostituto procuratore di Crimea dal Procuratore generale russo Jurij Chajka. I golpisti a Kiev sono irritati dalla popolarità su internet e sui media di Pokhlonskaja; inoltre, i nazisti al governo a Kiev hanno anche dichiarato di aver sequestrato sette presunti “separatisti” per violazione dell’articolo 109. Tra loro diversi leader delle proteste popolari nell’Ucraina orientale contro i golpisti.
Il governo ucraino è un agglomerato di pazzi pragmatici, oligarchi dubbi e ultra-nazionalisti brutali che non riescono a stabilizzare il Paese“, questa è l’analisi del think tank tedesco SWP legato al ministero degli Esteri tedesco. Il rapporto indica che le grandi aree orientale e meridionale dell’Ucraina non si fidano dei golpisti, che provocano tensioni nominando il neonazista Aleksandr Sitsh ‘ministro’ per la tutela delle minoranze. Tale nuova provocazione è un messaggio minaccioso alle province orientali, dove il governo non ha nessuna influenza. Infatti, in Ucraina è attiva anche l’organizzazione C14, nota come Sich, affiliata al partito nazista Svoboda e capeggiata di Evgen Karas; la sua attività principale è di carattere russofobo. Quando le manifestazioni di Euromajdan iniziarono, C14 si scontrò con la polizia antisommossa. “La maggior parte dei membri del C14 furono molto attivi nei disordini di Majdan. Combattono per l’Ucraina basata sull’unità etnica“. Oggi insieme a Fazione Destra, C14 pattuglia le strade di Kiev e occupa edifici pubblici. A C14 aderiscono numerosi mercenari neonazisti stranieri. Quando il parlamento ucraino fu convocato il 17 marzo per discutere della Crimea, C14 e Fazione Destra fungevano da servizio di sicurezza, composto da individui mascherati e in uniforme armati di fucili automatici. “Alcuni dei tizi di Fazione Destra sono scimmie con le pistole. Rischi la vita solo rimanendoci vicino quando sono armati. C14 è meglio addestrata, quasi a livelli militari“, dice un mercenario nazista svedese. La settimana precedente 20 attivisti di C14 irruppero nella sede delle autorità penitenziarie di Kiev per strappare il rilascio di uno dei membri dell’organizzazione, incarcerato per aver partecipato ai combattimenti contro la polizia, “C’erano quattro guardie, che si nascosero appena arrivammo. Abbiamo detto al capo che se non fosse uscito a parlarci, saremmo entrati, venne fuori e dopo una breve discussione, promise che avrebbe fatto ciò che era necessario per liberare il camerata“.
Il primo ministro slovacco Robert Fico ha dichiarato che “la priorità della Slovacchia è garantirsi le forniture di gas russo dall’Ucraina“. La Slovacchia è preoccupata per i negoziati in Ucraina sulle forniture di gas. “Uno dei compiti principali del governo slovacco è la diplomazia economica e il sostegno alle nostre aziende“. La società energetica della Slovacchia Eurostream dovrebbe investire non meno di 20 milioni di euro nel progetto, “che nessuno ci restituirà in caso di fallimento“, per le forniture di gas dall’Ucraina. Anche la camera dei deputati del Parlamento ceco non segue l’UE, “La camera dei deputati non sostiene la proposta in cui il governo viene incaricato di promuovere, nel quadro dell’UE, sanzioni economiche contro la Russia“. Non è stata sostenuta neanche la proposta di aumentare il finanziamento all’esercito ceco. Infine i BRICS appoggiano la partecipazione della Russia al vertice del G20 in Australia, “I ministri hanno preso atto con preoccupazione della dichiarazione sul prossimo vertice del G20 che si terrà a Brisbane a novembre. L’adesione al G20 è garantita a tutti gli Stati membri e nessuno Stato membro può deciderne unilateralmente natura e carattere“, hanno dichiarato i BRICS dopo l’incontro tra il ministro degli Esteri sudafricano Maite Nkoana-Mashabane, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, il ministro degli Esteri indiano Salaman Khurshid, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi e l’ambasciatore Carlos Antonio Paranhos, sottosegretario generale per gli Affari Politici del Brasile, incontratisi a L’Aja. “Decideremo ulteriori passi in relazione al G20. I Paesi BRICS convengono a che le sfide nelle regioni dei Paesi BRICS siano affrontate nel quadro delle Nazioni Unite in modo calmo ed equilibrato. L’escalation di linguaggio ostile, sanzioni e contro-sanzioni e forza non contribuisce a una soluzione durevole e pacifica secondo il diritto internazionale, i principi e gli scopi della Carta delle Nazioni Unite. Riguardo alla riunione dei ministri degli Esteri dei BRICS, la posizione comune afferma che non è solo l’Australia a formare il G20 e che lavoreremo in tale meccanismo come già deciso”.

2013-10-24T153639Z_879833070_GM1E9AO1TGK01_RTRMADP_3_BELARUSFonti:
Allain Jules
Express
Global Research
HispanTV
ITAR-TASS
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RBTH
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Reseau International
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Russia Today
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La NATO intensifica le attività contro la Russia

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 27/03/2014

maxresdefaultLa NATO calcola le mosse per intensificare la pressione diplomatica e armare le sue minacce verbali mentre si prepara a provocare un’ulteriore escalation delle relazioni con la Russia. Alcuni aspetti ricevono poca attenzione o sono oscurati al pubblico nel vortice degli eventi legati a Crimea e Ucraina. Nel suo intervento alla Brookings Institution di Washington, il segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen ha detto che la posizione della Russia sull’Ucraina può influenzare le prospettive sul controllo delle armi nucleari in Europa, che hanno già affrontato sfide politiche. Come ha sottolineato, “Certo che non si può escludere che gli eventi cui abbiamo assistito in Crimea avranno anche un impatto sul modo di pensare il controllo degli armamenti, comprese le politiche nucleari”. Il capo dell’alleanza non specificava se si riferisse a potenziali variazioni nelle posizioni della NATO o della Russia sul possibile ritiro delle armi nucleari tattiche in Europa, o a entrambe. Un’inversione su tagli alla difesa è probabile sia l’argomento principale del vertice NATO, come ha detto il ministro degli Esteri inglese William Hague a Sky News all’inizio del mese. Secondo notizie, un funzionario occidentale anonimo ma ben piazzato ha detto, “la NATO avrà un serio ripensamento su ciò che l’articolo 5 significhi veramente”, aggiungendo, “le nazioni occidentali hanno minimizzato la prospettiva di dover rafforzare i nostri alleati orientali. In un sol colpo, tutto è cambiato”.

Gli USA chiedono maggiore durezza
Il 3 marzo, il Pentagono ha annunciato che esercitazioni, incontri bilaterali, visite e conferenze di pianificazione con la Russia sono sospesi. Un crescente gruppo bipartisan di parlamentari, tra cui i senatori Dick Durbin (D-Ill.) e Kelly Ayotte (R-N.H.), ha ripetutamente chiesto agli Stati Uniti d’inviare aiuti militari all’Ucraina. I due hanno quasi chiesto l’invio di truppe USA a “Face the Nation” della CBS. “E’ importante prendere azioni per scoraggiare ulteriormente l’aggressione russa contro il popolo ucraino”, ha osservato Ayotte. “Potremmo inviare altre apparecchiature di comunicazione e assistenza tecnologica. Ci sono cose che potremmo fare senza coinvolgere i nostri soldati sul terreno”. Durbin ha incoraggiato il Congresso a prendere in considerazione l’invio di armi. “Si possono inviare armi leggere”, ha detto. La Casa Bianca intanto non esclude l’invio di aiuti militari all’Ucraina. Il viceconsigliere per la Sicurezza Nazionale Tony Blinken ha detto che l’amministrazione Obama avrebbe preso in considerazione “ogni richiesta che riceviamo dagli ucraini”. “Quello che vediamo ogni giorno è una Russia sempre più isolata e la sua economia colpita gravemente”, ha detto Blinken alla CNN il 23 marzo. “Questo richiede una rivalutazione completa di come avvicinare la Russia”, ha detto Fiona Hill della Brookings, un’ex-agente dell’intelligence nazionale statunitense dedita alla Russia. “Putin ha chiarito che intende riaffermare la sfera d’influenza della Russia… Non abbiamo una strategia per affrontarlo”.

Attività militari intensificate
La NATO dovrebbe rispondere con l’invio di altre forze militari statunitensi nell’Europa centrale e orientale, stimolando la spesa per la difesa dai Paesi europei. Anche se gli Stati Uniti hanno annullato Atlas Vision 2014, che avrebbe dovuto svolgersi a luglio nella città russa nord-orientale di Cheljabinsk, il Pentagono dice che andrà avanti con i piani per un’esercitazione militare multinazionale questa estate in Ucraina. Come Stars and Stripes riporta, “Il fatto che gli Stati Uniti e i loro alleati hanno scelto di portare avanti l’esercitazione in Ucraina, mentre annulla quella in Russia, dimostra il sostegno occidentale a Kiev nel suo confronto con Mosca”. A luglio l’esercito statunitense prenderà parte a Rapid Trident 2014, esercitazione per coordinare le operazioni congiunte tra le forze armate partner in Ucraina occidentale, vicino al confine polacco. Il post di Adam Rippon è conciso ma riflette la sostanza della questione, “Ci hai messo tanto, Ucraina, a chiedermelo, e mi batterò per l’Ucraina contro la Russia! Con amore dall’Irlanda!” Questo è solo uno dei tanti commenti postati sulla pagina facebook dell’esercitazione che riflette il pensiero degli aspiranti all’evento. Rapid Trident si terrà a Leopoli, vicino al confine polacco. “Promuoverà la stabilità e la sicurezza regionale, rafforzando la capacità del partenariato, stimolando la fiducia, migliorando l’interoperabilità tra USAREUR, le forze di terra di Ucraina e di altre nazioni (NATO e alleati)”, dice il sito USAEUR. La pagina facebook informa che, “le esercitazioni lo scorso anno videro più di 800 pezzi di artiglieria e circa 170 veicoli da combattimento… Inoltre, 4 elicotteri Mi-8, un aereo da trasporto militare An-26 delle Forze Armate dell’Ucraina e un aereo da trasporto C-160 tedesco furono coinvolti nelle operazioni per l’evacuazione dei feriti dal campo di battaglia”. Sullo sfondo degli eventi ucraini, ci potranno essere nuovi elementi nello scenario previsto. Ad esempio, il Pentagono ha rifiutato di fornire informazioni sul numero di forze USA che dovrebbero partecipare alle manovre. Oltre alle truppe statunitensi e inglesi, Rapid Trident 2014 comprenderà unità di Armenia, Azerbaijan, Bulgaria, Canada, Georgia, Germania, Moldavia, Polonia, Romania e Ucraina. Nel commentare l’evento Stars and Stripes ha scritto, “Il governo statunitense non ha promesso armi o intelligence al governo ucraino, ma potrebbe ripensarci se la situazione s’aggrava”. I quattro F-15C Eagles statunitensi schierati nella base lituana saranno affiancati da altri sei F-15 di Lakenheath in Inghilterra. Il 17 marzo, il Regno Unito ha annunciato che aerei Typhoon si uniranno alla missione di polizia. Il contingente statunitense nei Paesi baltici ha più che raddoppiato il numero di aerei da guerra statunitensi che attualmente pattugliano i cieli delle repubbliche ex-sovietiche di Lituania, Estonia e Lettonia. La NATO ritiene che con tale maggiore presenza s’intende istituire una forza di risposta rapida per contrastare eventuali minacce del Cremlino, come l’invio di bombardieri presso basi vicine allo spazio aereo del Baltico.
Il 5 marzo il segretario alla Difesa statunitense Chuck Hagel ha detto al Congresso che gli Stati Uniti, separatamente, aumenteranno i voli di addestramento negli Stati Uniti con l’esercito polacco. Tre C-130 e circa 100 effettivi di Ramstein dovrebbero arrivare ai primi di aprile, ma date le osservazioni di Hagel, ciò potrebbe cambiare. Saranno schierati nella base aerea di Powidz in Polonia. “Penso che sia chiaro… che gli eventi della scorsa settimana sottolineano la necessità per gli USA del costante impegno globale e della leadership”, ha detto Hagel al Comitato dei Servizi Armati del Senato. E pochi giorni fa, la NATO ha annunciato che gli E-3 AWACS da sorveglianza decolleranno dalle basi in Inghilterra e Germania per pattugliare Polonia e Romania, tenendo d’occhio l’attività nella vicina Ucraina. Il 14 marzo quattro membri della NATO dell’Europa centrale hanno firmato un patto militare a Visegrad, per coordinare la pianificazione della Difesa e creare un’unità di combattimento congiunta che operi sotto l’egida della NATO e dell’Unione europea, in risposta alla crisi in Ucraina. L’organo comune sarebbe composto da 3000 soldati forniti dai quattro Paesi. L’accordo firmato dai ministri della Difesa dei quattro Paesi include esercitazioni militari congiunte e coordinamento delle spese per la Difesa. Secondo il ministro della Difesa polacco Tomasz Siemoniak, l’unità da combattimento “V4-UE” sarà pronta a partecipare alle operazioni della NATO o dell’Unione europea entro il 2016, tuttavia ha aggiunto che la cooperazione militare V4 è “unica” nell’alleanza militare NATO”. Il ministro degli Esteri ungherese Janos Martonyi ha detto il 13 marzo che i membri V4 sono particolarmente “vulnerabili” alla situazione ucraina, e che venendo colpiti dalle sanzioni dell’UE contro la Russia, s’attendono “solidarietà” dagli altri Stati membri dell’UE. Varsavia, da parte sua, si concentra sulla promozione delle sue capacità antimissile nazionali. I vertici polacchi hanno avuto colloqui con il consorzio degli armamenti a guida USA responsabile del Medium Extended Air Defense System, ha riferito il Syracuse Post-Standard. La Polonia valuta il sistema di difesa missilistica a medio raggio MEADS e altre tre tecnologie rivali, per un possibile contratto da 5 miliardi di dollari per migliorare le capacità della difesa missilistica dell’ex-Stato satellite sovietico. Non c’era molto di nuovo nella descrizione del lieve incremento del dispiegamento di forze militari. I recenti spostamenti di velivoli F-16 e F-15 in Polonia per partecipare ad una missione di pattugliamento aereo della NATO sono solo temporanei, e saranno sostituiti da forze di altre nazioni quando Washington ritirerà i suoi equipaggiamenti, ha riferito il New York Times.

Una forza militare russa pronta al combattimento con cui fare i conti
La Russia adotta le risposte. La Bielorussia riceve altri aerei da guerra russi. Il ministero della Difesa questo fine settimana ha annunciato che aerei di primo allarme A-50 sono stati riassegnati alla base aerea di Baranovichi in Bielorussia. Questi aerei-radar sono fondamentali per la gestione dello spazio aereo durante i combattimenti, coordinando le missioni aria-aria e aria-terra di 10 aerei  alla volta. La scorsa settimana, l’aeronautica russa ha inviato in Bielorussia sei caccia Su-27 costruiti per contrastare gli F-15 degli Stati Uniti. Sono altamente manovrabili, ma possono anche svolgere missioni di supporto aereo contro obiettivi a terra. Unità russe in Bielorussia hanno appena condotto “esercitazioni tattiche” con i nuovi aerei da guerra. Entro la fine dell’anno ci sarà un intero reggimento di 24 Su-27 in Bielorussia. I nuovi sistemi a lungo raggio di Difesa aerea con capacità di difesa missilistica S-400 (Trjumf) sono stati recentemente installati nelle aree suburbane di Mosca di Zvenigorod, Elektrostal e Dmitrov. La nuova arma può colpire aerei, velivoli senza pilota e missili balistici a una distanza di 400 km. I sistemi sono protetti dal sistema di difesa aerea a breve-medio raggio Pantsir-S1 su ruote gommate, cingolati o stazionarie con 2-3 operatori. Si compone di cannoni antiaerei a tiro rapido e missili superficie-aria con un sistema di puntamento radar ed ottico e guida via radio-comando che può monitorare 36 obiettivi alla volta. Gli S-500 (55R6M “Trjumfator-M”) entreranno nell’arsenale delle forze armate a breve. L’S-500 è un sistema missilistico superficie-aria di nuova generazione (non un aggiornamento), progettato per intercettare i missili balistici intercontinentali e per la difesa contro gli Airborne Early Warning e i sistemi di controllo e disturbo. Con una gittata di 600 km l’S-500 potrà rilevare e inseguire contemporaneamente fino a 10 bersagli balistici supersonici che volano a 5 km/s alla quota di 400 km. Questo sistema di difesa missilistico può colpire testate strategiche in volo. Il Ministero della Difesa della Russia ha stanziato 55 miliardi di dollari per la Difesa migliorando notevolmente la capacità delle difesa aerea, e introducendo nelle forze armate nuovi caccia Su-35 ed SSBN.
Gli eventi mondiali recenti, tra cui la situazione interna della Russia, testimoniano il fatto che nessuno si preoccupa dei deboli. Di regola le norme del diritto internazionale e morali sono dimenticati dai forti. Ad esempio, la Jugoslavia era un Paese con un’economia di mercato che non rappresentava alcuna minaccia per l’occidente. Fu bombardata e divisa, mentre il mondo intero guardava. L’atteggiamento nei confronti della Russia è evidente. Non appena ha posto il veto alla risoluzione che vietava il diritto all’autodeterminazione della Crimea, indicato nella Carta delle Nazioni Unite, l’ambasciatore russo Vitalij Churkin Nazioni Unite è stato letteralmente aggredito dalla collega statunitense Samantha Power che, essendo eccessivamente emotiva, gli si avvicinò per dire che la Russia aveva perso e non vinto la guerra fredda. Nessuno considera un perdente da pari. In realtà la Russia non ha mai perso la Guerra Fredda, ma piuttosto vi ha posto fine. Continua ad essere una grande potenza con proprie politiche interna ed estera, attuate senza badare ai cosiddetti “vincitori”. Per evitare qualsiasi tentazione nel testare la forza di volontà della Russia nel difendere la propria indipendenza, rafforza il suo potenziale militare, soprattutto la difesa aerea. Rafforzare le capacità difensive è il modo migliore per dare agli altri una visione realistica del mondo e della sua realtà.

75070La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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