L’America Latina sceglie armi russe

Nil Nikandrov Strategic Culture Foundation 03/04/2014

6046Gli esperti latinoamericani lo sanno bene, le armi prodotte dalla Russia sono note per la qualità. Rosoboronexport (l’agenzia intermediaria di Stato per le esportazioni/importazioni di prodotti, tecnologie e servizi per la Difesa della Russia) ha una vasta esperienza di proposte nell’emisfero occidentale, dal Messico al Cile. I suoi sforzi non sono falliti. I tempi in cui i militari latino-americani erano sotto stretto controllo del Pentagono sono ormai lontani. Le offerte di aeromobili ad ala rotante e fissa, e di carri armati ai vecchi clienti del complesso militare-industriale degli Stati Uniti, sono diventate argomenti quotidiani… sempre più spesso i latino-americani scelgono produttori russi perché, a differenza delle compagnie statunitensi, non impongono mai condizioni politiche. FIDAE-2014, la Fiera Internazionale della Difesa ed Aerospaziale, s’è svolta il 25-28 marzo 2014 a Santiago del Cile. E’ un altro passo sull’espansione della presenza della Russia sul mercato delle armi latino-americane… L’esposizione russa presentava i prodotti di dieci aziende della Rostekh, come Russian Helicopters, SPA Bazalt, High-Accuracy Complexes e United Shipbuilding Corporation. Negli ultimi dodici anni, la Russia ha venduto più di 14 miliardi di dollari di equipaggiamenti ed aerei militari all’America Latina. Le armi offerte da Rosoboronexport sono vantaggiose sul piano “costo-efficacia”. Piani di cooperazione tecnologica sono allo studio. La produzione congiunta di sistemi di nuova generazione è l’opzione più redditizia. Inoltre, i latino-americani hanno la triste esperienza della cooperazione con gli Stati Uniti, che limita l’accesso alla tecnologia militare d’avanguardia e utilizza la corruzione per vendere armi obsolete.
Durante la fiera gli esperti della Rosoboronexport hanno avuto una serie di colloqui con alti ufficiali di numerosi Paesi latino-americani. Il Cile ha espresso maggiore interesse per l’aereo d’addestramento Jak-130, gli elicotteri d’assalto Mi-17, i sistemi portatili di difesa aerea Igla-S ed armi come il fucile automatico Kalashnikov serie-100. Il radar di sorveglianza navale e terrestre Podsolnukh-E ha attirato particolare attenzione. Il Cile studia l’acquisizione di autocarri pesanti Kamaz e Ural da utilizzare in zone montagnose e nel deserto. I team Kamaz hanno preso i primi tre posti nel recente rally Dakar-2014. Il percorso che attraversa Argentina, Bolivia e Cile passa su un terreno estremamente accidentato. Russia e Perù hanno una lunga cooperazione. Nel dicembre 2013 il Perù ha firmato un accordo da 500 milioni di dollari per acquistare 24 elicotteri da trasporto Mil Mi-171 per il suo esercito. I carri armati T-90S sono i prossimi sulla lista. Un vero e proprio ampio contratto per l’acquisto di 110 veicoli è previsto, così nel 2013 Rosoboronexport ha lasciato che i peruviani testassero il carro armato nelle condizioni locali. É andata proprio bene. Una delegazione peruviana visiterà la Russia e valuterà le capacità di combattimento del carro in prove sul campo. Il Perù prevede un accordo per l’acquisto di mezzi blindati (APC) BTR-80A, che si distingue come il veicolo più affidabile tra gli APC contemporanei.
La cooperazione militare tra Russia e Brasile è un successo. Gli elicotteri sono centrali. Elicotteri  d’attacco Mi-35 e la versione civile del Mi-17 sono già stati consegnati. Il Brasile ha espresso il desiderio di acquistare il Ka-62, in fase di sviluppo. Ha anche acquisito il sistema d’arma combinato d’artiglieria antiaerea e missili superficie-aria a breve-medio raggio russo Pantsir-S1 (SA-22 Greyhound) e il sistema di difesa antiaerea portatile a corto raggio Igla (SA-18 Grouse). A giugno-agosto le parti hanno intenzione di firmare un contratto. I brasiliani hanno ricevuto informazioni dettagliate su Pantsir-S1 grazie agli stretti legami con l’Impresa Federale Statale Unita – Instrument Design Bureau Tula. La russa Rostekh e la brasiliana Odebrecht Defesa e Tecnologia hanno firmato un accordo di cooperazione esteso al 2015. Un altro elemento della cooperazione strategica bilaterale, comprendente sistemi ad alta tecnologia militari. La Russia ha invitato il Brasile a partecipare al programma del caccia di quinta generazione T-50, e s’è offerta anche di avviare la produzione su licenza con un nuovo marchio del Pantsir-S1. I colloqui con il partner brasiliano continuano.
Il Venezuela è un grande importatore latinoamericano di armi russe. Rosoboronexport ha firmato il suo primo contratto il 10 marzo 2005 a Caracas, non badando all’opposizione veemente degli Stati Uniti. Grazie alla Russia l’esercito ha potenziato rapidamente le sue capacità di combattimento. Il Paese è stato il primo a ricevere gli elicotteri da combattimento Mi-35M e l’avanzato sistema russo di difesa aerea antimissile balistico Antej-2500 S-300VM (SA-23 Gladiator/Giant). L’Antej-2500 è stato progettato per abbatter missili balistici a breve e medio raggio, missili da crociera, velivoli ad ala fissa, così come piattaforme ECM e per munizioni a guida di precisione. Il Venezuela ha il sistema di difesa aerea Pechora-2M nell’arsenale, il migliore del suo genere. Si tratta di un sistema missilistico superficie-aria antiaereo a corto raggio progettato per la distruzione di aerei, missili da crociera, elicotteri d’assalto e altri bersagli aerei a quota bassa e media. La capacità della difesa aerea venezuelana è inoltre integrata dai sistemi Buk-M2 (SA-17 Grizzly), un sistema missilistico semovente superficie-aria a medio raggio per una solida difesa dei suoi cieli. L’arsenale dell’esercito vanta gli MLRS (sistema lanciarazzi multipli) Smerch, pezzi di artiglieria-obici da 155mm MSTA-S. L’aeronautica ha gli aerei da combattimento SU-30MK2 che hanno dimostrato le loro capacità neutralizzando in breve tempo circa due dozzine di aerei dei narcotrafficanti in volo tra Messico, America Centrale, Colombia e Caraibi. La costruzione di una fabbrica di fucili d’assalto K-103 a Maracay, capitale dello stato centrale di Aragua, volge al termine, così come quella della fabbrica per la produzione di munizioni. Tutto sommato, il Venezuela ha speso 12 miliardi dollari per acquistare armi russe.
Altri Stati seguono. Gli esperti militari di ALBA (Alleanza Bolivariana per le Americhe) notano sempre più spesso che il Pentagono non è onnipotente. Il desiderio degli Stati latino-americani nel rafforzare la cooperazione militare con la Russia diventa sempre più forte con gli avvertimenti da Washington. Gli elicotteri russi hanno avuto una notevole spinta sul mercato latino-americano. Vi sono oltre 500 velivoli ad ala rotante negli arsenali dei Paesi dell’America latina, dal Messico all’Argentina! L’industria militare russa avrà bisogno di un paio di anni di intensi sforzi per adempiere ai propri obblighi sui sistemi di difesa aerea da consegnare all’America Latina. Veicoli corazzati, sistemi lanciarazzi multipli e armi russi sono sempre al centro dell’attenzione delle fiere per attrezzature militari latinoamericane. Il Pentagono fa del suo meglio per evitare che le armi russe arrivino nella regione, ma i giorni dei regimi fantoccio e dei ministri della Difesa corrotti  diventano storia. Sempre più spesso l’America Latina parla con la propria voce, senza badare a Washington. La Cina, non gli Stati Uniti, sembra essere il principale rivale della Russia sul mercato delle armi latinoamericane.

10001293La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Ucraina: pazzi, mafiosi e nazisti

Alessandro Lattanzio, 29/3/2014

555FastStoneEditorIl Presidente Vladimir Putin ha elogiato la professionalità dei militari russi dicendo che le loro azioni hanno contribuito ad impedire spargimenti di sangue in Crimea, garantendo le condizioni pacifiche per lo svolgimento del referendum  che osservatori internazionali hanno certificato libero ed equo. “I recenti avvenimenti in Crimea sono un test serio che dimostra la qualità delle nuove capacità dei nostri militari, così come l’alto spirito morale del personale“, ha detto Putin ai vertici militari, ringraziando gli ufficiali e i marinai della Flotta del Mar Nero, nonché le unità di stanza in Crimea per la loro resistenza e coraggio. Tutte le 193 unità militari di stanza in Crimea hanno aderito alle forze armate russe mentre 1500 su 18000 militari ucraini presenti nella penisola hanno scelto di rientrare nelle forze armate ucraine, ha dichiarato Valerij Gerasimov, Capo di Stato Maggiore Generale delle Forze Armate russe, mentre numeroso materiale militare ucraino rimane in Crimea, tra cui oltre 30 navi militari, 150 APC e 50 carri armati, 40 caccia MiG-29 e 20 aerei da addestramento L-39, 20 elicotteri, 60 sistemi sistemi missilistici a lungo raggio terra-aria S-300 e 40 sistemi missilistici a medio e corto raggio terra-aria Buk-M1 e Tor, nonché i sistemi della difesa costiera. Infine, la Russia ha iniziato i preparativi per la chiusura degli accordi bilaterali con l’Ucraina relativi allo status della Flotta del Mar Nero. La decisione è stata presa durante una riunione del Consiglio di Sicurezza presieduto dal Presidente Vladimir Putin. Le 30 navi da guerra e ausiliarie della marina ucraina potrebbero entrare nella Flotta del Mar Nero della Russia. “Le navi che navigavano in precedenza sotto la bandiera ucraina non saranno incluse automaticamente nella Flotta del Mar Nero fin quando non saranno valutate tecnicamente decidendo quali entreranno nella flotta, e quali saranno demolite“. Le navi sono dislocate nella baia di Sebastopoli e presso la base navale Juzhnaja, sul lago Donuzlav, presso Evpatorija, dove sono di base la grande nave d’assalto anfibia Konstantin Olshanskij, la nave d’assalto anfibio Kirovograd, la corvetta Vinnitza, la nave da trasporto Gorlovka, i dragamine Chernigov e Cherkassij, il dragamine costiero Genichensk e una dozzina di altri natanti. La Crimea dispone di diverse strutture per la riparazione navale tra cui il cantiere No. 13 di Sebastopoli, il cantiere Zaliv di Kerch e quello di Fjodosija. Una fonte del quartier generale della Flotta russa del Mar Nero ha detto che le navi da guerra ex-ucraine come le corvette Ternopol, Lutsk e Khmelnitskij e la nave scorta Slavutich e le navi da sbarco Olshanskij e Kirovograd sono pienamente operative. “La Ternopol sarà inviata nel Mare di Aden ad aprile, per la lotta contro la pirateria“. A seguito di questo processo, il “ministro ad interim della Difesa” golpista dell’Ucraina, Igor Tenjukh, presentava le dimissioni.
1332102950_shtanski-v-mundireIl 23 marzo, in Transnistria, un velivolo senza pilota è stato abbattuto mentre compiva riprese video e foto. I servizi di sicurezza della Transnistria avrebbero recuperato il materiale d’intelligence raccolto dal drone. La repubblica di Transnistria resistendo alla pressione di Moldavia e Ucraina, chiede aiuto dalla Russia, “Siamo costantemente sotto la pressione di Moldova e Ucraina“, ha detto la ministra degli Esteri della Repubblica Nina Shtanskij. “La Russia gioca un ruolo chiave nel superare le conseguenze di tale pressione“. Shtanskij ha detto che la repubblica è sotto un blocco economico dal 2006, quando l’Ucraina su richiesta della Moldova sospese il transito di merci in Transnistria. “Mosca fornisce alla Transnistria pace e stabilità ed assistenza finanziaria ai gruppi sociali vulnerabili. La costruzione di nuove scuole e ospedali è pagata dal denaro fornito dalla Russia“. Tale sostegno fa sentire i residenti di Transnistria parte del “mondo russo”. “Centinaia di migliaia di cittadini russi vivono qui e anche uno stesso numero di persone di varie nazionalità che s’identificano quali compatrioti russi“. La Duma di Stato della Federazione Russa riteneva legittimo e approvava anche il referendum del 2 febbraio con cui la regione autonoma della Gagauzia in Moldova, opta per l’Unione Doganale con Russia, Bielorussia e Kazakhstan, contrariamente a quanto deciso dal governo di Chisinau. D. Slutskij, capo della commissione della Duma per gli affari della CSI e l’integrazione eurasiatica, ha affermato che “la Russia, secondo le norme del diritto internazionale, è pronta ad espandere la partnership con la Gagauzia e a fornirle il supporto necessario“.
Intanto, il ‘presidente’ golpista ucraino Turchinov ha proposto un progetto di legge “Per concedere l’accesso alle unità militari di forze armate straniere nel territorio dell’Ucraina nel 2014 per la partecipazione alle esercitazioni” della NATO Rapid Trident 2014, Sea Breeze 2014, Bright Avalanche 2014, Carpazi 2014 e South 2014. Nel frattempo l’Ucraina aumenterà del 50% il prezzo di vendita del gas dal 1° maggio, secondo quanto imposto dall’accordo con il FMI per i 15 miliardi di dollari di prestito. 1500 nazisti ucraini si erano riuniti davanti il parlamento minacciando di assaltarlo se il ‘ministro degli Interni’ golpista Avakov non si dimetteva per la liquidazione del loro duce Muzichko per mano della polizia a Rovno, Ucraina occidentale. “Il ministero degli Interni fornirà documenti, materiale, prove video e audio“, ha detto Avakov, “Ciò darà al pubblico ulteriori informazioni sul caso. Tutti potranno decidere chi è l’eroe e chi un volgare bandito“. Dmitrij Jarosh, capo di Fazione Destra chiede le dimissioni di Avakov e l’arresto degli agenti di polizia coinvolti nell’eliminazione del famigerato terrorista Aleksandr Muzichko. La Russia ha inserito Jarosh tra i ricercati internazionali per terrorismo. Dopo l’assedio al parlamento di Kiev da parte dei neonazisti, si è svolta una riunione con il ministro degli Interni golpista Arsen Avakov, il capo del Consiglio di Difesa e Sicurezza 1979730Nazionale Andrej Parubij e Oleg Tjagnibok, capo del partito nazista Svoboda. Durante l’incontro, Avakov ha suggerito la messa al bando di Fazione Destra, con il sostegno di Parubij, che vede tale mossa come modo di occultare i loro legami con gli estremisti. Tjagnibok rimase in silenzio. Infine, il servizio di sicurezza nazionale ucraino ha messo il Procuratore capo di Crimea, Natalija Pokhlonskaja, sulla lista dei ricercati, accusandola di aver violato l’articolo 109 del codice penale per aver rovesciato con la violenza l’ordine costituzionale e il governo e aver occupato il potere! Pokhlonskaja, dopo  l’adesione della Crimea alla Federazione russa, è stata nominata capo sostituto procuratore di Crimea dal Procuratore generale russo Jurij Chajka. I golpisti a Kiev sono irritati dalla popolarità su internet e sui media di Pokhlonskaja; inoltre, i nazisti al governo a Kiev hanno anche dichiarato di aver sequestrato sette presunti “separatisti” per violazione dell’articolo 109. Tra loro diversi leader delle proteste popolari nell’Ucraina orientale contro i golpisti.
Il governo ucraino è un agglomerato di pazzi pragmatici, oligarchi dubbi e ultra-nazionalisti brutali che non riescono a stabilizzare il Paese“, questa è l’analisi del think tank tedesco SWP legato al ministero degli Esteri tedesco. Il rapporto indica che le grandi aree orientale e meridionale dell’Ucraina non si fidano dei golpisti, che provocano tensioni nominando il neonazista Aleksandr Sitsh ‘ministro’ per la tutela delle minoranze. Tale nuova provocazione è un messaggio minaccioso alle province orientali, dove il governo non ha nessuna influenza. Infatti, in Ucraina è attiva anche l’organizzazione C14, nota come Sich, affiliata al partito nazista Svoboda e capeggiata di Evgen Karas; la sua attività principale è di carattere russofobo. Quando le manifestazioni di Euromajdan iniziarono, C14 si scontrò con la polizia antisommossa. “La maggior parte dei membri del C14 furono molto attivi nei disordini di Majdan. Combattono per l’Ucraina basata sull’unità etnica“. Oggi insieme a Fazione Destra, C14 pattuglia le strade di Kiev e occupa edifici pubblici. A C14 aderiscono numerosi mercenari neonazisti stranieri. Quando il parlamento ucraino fu convocato il 17 marzo per discutere della Crimea, C14 e Fazione Destra fungevano da servizio di sicurezza, composto da individui mascherati e in uniforme armati di fucili automatici. “Alcuni dei tizi di Fazione Destra sono scimmie con le pistole. Rischi la vita solo rimanendoci vicino quando sono armati. C14 è meglio addestrata, quasi a livelli militari“, dice un mercenario nazista svedese. La settimana precedente 20 attivisti di C14 irruppero nella sede delle autorità penitenziarie di Kiev per strappare il rilascio di uno dei membri dell’organizzazione, incarcerato per aver partecipato ai combattimenti contro la polizia, “C’erano quattro guardie, che si nascosero appena arrivammo. Abbiamo detto al capo che se non fosse uscito a parlarci, saremmo entrati, venne fuori e dopo una breve discussione, promise che avrebbe fatto ciò che era necessario per liberare il camerata“.
Il primo ministro slovacco Robert Fico ha dichiarato che “la priorità della Slovacchia è garantirsi le forniture di gas russo dall’Ucraina“. La Slovacchia è preoccupata per i negoziati in Ucraina sulle forniture di gas. “Uno dei compiti principali del governo slovacco è la diplomazia economica e il sostegno alle nostre aziende“. La società energetica della Slovacchia Eurostream dovrebbe investire non meno di 20 milioni di euro nel progetto, “che nessuno ci restituirà in caso di fallimento“, per le forniture di gas dall’Ucraina. Anche la camera dei deputati del Parlamento ceco non segue l’UE, “La camera dei deputati non sostiene la proposta in cui il governo viene incaricato di promuovere, nel quadro dell’UE, sanzioni economiche contro la Russia“. Non è stata sostenuta neanche la proposta di aumentare il finanziamento all’esercito ceco. Infine i BRICS appoggiano la partecipazione della Russia al vertice del G20 in Australia, “I ministri hanno preso atto con preoccupazione della dichiarazione sul prossimo vertice del G20 che si terrà a Brisbane a novembre. L’adesione al G20 è garantita a tutti gli Stati membri e nessuno Stato membro può deciderne unilateralmente natura e carattere“, hanno dichiarato i BRICS dopo l’incontro tra il ministro degli Esteri sudafricano Maite Nkoana-Mashabane, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, il ministro degli Esteri indiano Salaman Khurshid, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi e l’ambasciatore Carlos Antonio Paranhos, sottosegretario generale per gli Affari Politici del Brasile, incontratisi a L’Aja. “Decideremo ulteriori passi in relazione al G20. I Paesi BRICS convengono a che le sfide nelle regioni dei Paesi BRICS siano affrontate nel quadro delle Nazioni Unite in modo calmo ed equilibrato. L’escalation di linguaggio ostile, sanzioni e contro-sanzioni e forza non contribuisce a una soluzione durevole e pacifica secondo il diritto internazionale, i principi e gli scopi della Carta delle Nazioni Unite. Riguardo alla riunione dei ministri degli Esteri dei BRICS, la posizione comune afferma che non è solo l’Australia a formare il G20 e che lavoreremo in tale meccanismo come già deciso”.

2013-10-24T153639Z_879833070_GM1E9AO1TGK01_RTRMADP_3_BELARUSFonti:
Allain Jules
Express
Global Research
HispanTV
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La NATO intensifica le attività contro la Russia

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 27/03/2014

maxresdefaultLa NATO calcola le mosse per intensificare la pressione diplomatica e armare le sue minacce verbali mentre si prepara a provocare un’ulteriore escalation delle relazioni con la Russia. Alcuni aspetti ricevono poca attenzione o sono oscurati al pubblico nel vortice degli eventi legati a Crimea e Ucraina. Nel suo intervento alla Brookings Institution di Washington, il segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen ha detto che la posizione della Russia sull’Ucraina può influenzare le prospettive sul controllo delle armi nucleari in Europa, che hanno già affrontato sfide politiche. Come ha sottolineato, “Certo che non si può escludere che gli eventi cui abbiamo assistito in Crimea avranno anche un impatto sul modo di pensare il controllo degli armamenti, comprese le politiche nucleari”. Il capo dell’alleanza non specificava se si riferisse a potenziali variazioni nelle posizioni della NATO o della Russia sul possibile ritiro delle armi nucleari tattiche in Europa, o a entrambe. Un’inversione su tagli alla difesa è probabile sia l’argomento principale del vertice NATO, come ha detto il ministro degli Esteri inglese William Hague a Sky News all’inizio del mese. Secondo notizie, un funzionario occidentale anonimo ma ben piazzato ha detto, “la NATO avrà un serio ripensamento su ciò che l’articolo 5 significhi veramente”, aggiungendo, “le nazioni occidentali hanno minimizzato la prospettiva di dover rafforzare i nostri alleati orientali. In un sol colpo, tutto è cambiato”.

Gli USA chiedono maggiore durezza
Il 3 marzo, il Pentagono ha annunciato che esercitazioni, incontri bilaterali, visite e conferenze di pianificazione con la Russia sono sospesi. Un crescente gruppo bipartisan di parlamentari, tra cui i senatori Dick Durbin (D-Ill.) e Kelly Ayotte (R-N.H.), ha ripetutamente chiesto agli Stati Uniti d’inviare aiuti militari all’Ucraina. I due hanno quasi chiesto l’invio di truppe USA a “Face the Nation” della CBS. “E’ importante prendere azioni per scoraggiare ulteriormente l’aggressione russa contro il popolo ucraino”, ha osservato Ayotte. “Potremmo inviare altre apparecchiature di comunicazione e assistenza tecnologica. Ci sono cose che potremmo fare senza coinvolgere i nostri soldati sul terreno”. Durbin ha incoraggiato il Congresso a prendere in considerazione l’invio di armi. “Si possono inviare armi leggere”, ha detto. La Casa Bianca intanto non esclude l’invio di aiuti militari all’Ucraina. Il viceconsigliere per la Sicurezza Nazionale Tony Blinken ha detto che l’amministrazione Obama avrebbe preso in considerazione “ogni richiesta che riceviamo dagli ucraini”. “Quello che vediamo ogni giorno è una Russia sempre più isolata e la sua economia colpita gravemente”, ha detto Blinken alla CNN il 23 marzo. “Questo richiede una rivalutazione completa di come avvicinare la Russia”, ha detto Fiona Hill della Brookings, un’ex-agente dell’intelligence nazionale statunitense dedita alla Russia. “Putin ha chiarito che intende riaffermare la sfera d’influenza della Russia… Non abbiamo una strategia per affrontarlo”.

Attività militari intensificate
La NATO dovrebbe rispondere con l’invio di altre forze militari statunitensi nell’Europa centrale e orientale, stimolando la spesa per la difesa dai Paesi europei. Anche se gli Stati Uniti hanno annullato Atlas Vision 2014, che avrebbe dovuto svolgersi a luglio nella città russa nord-orientale di Cheljabinsk, il Pentagono dice che andrà avanti con i piani per un’esercitazione militare multinazionale questa estate in Ucraina. Come Stars and Stripes riporta, “Il fatto che gli Stati Uniti e i loro alleati hanno scelto di portare avanti l’esercitazione in Ucraina, mentre annulla quella in Russia, dimostra il sostegno occidentale a Kiev nel suo confronto con Mosca”. A luglio l’esercito statunitense prenderà parte a Rapid Trident 2014, esercitazione per coordinare le operazioni congiunte tra le forze armate partner in Ucraina occidentale, vicino al confine polacco. Il post di Adam Rippon è conciso ma riflette la sostanza della questione, “Ci hai messo tanto, Ucraina, a chiedermelo, e mi batterò per l’Ucraina contro la Russia! Con amore dall’Irlanda!” Questo è solo uno dei tanti commenti postati sulla pagina facebook dell’esercitazione che riflette il pensiero degli aspiranti all’evento. Rapid Trident si terrà a Leopoli, vicino al confine polacco. “Promuoverà la stabilità e la sicurezza regionale, rafforzando la capacità del partenariato, stimolando la fiducia, migliorando l’interoperabilità tra USAREUR, le forze di terra di Ucraina e di altre nazioni (NATO e alleati)”, dice il sito USAEUR. La pagina facebook informa che, “le esercitazioni lo scorso anno videro più di 800 pezzi di artiglieria e circa 170 veicoli da combattimento… Inoltre, 4 elicotteri Mi-8, un aereo da trasporto militare An-26 delle Forze Armate dell’Ucraina e un aereo da trasporto C-160 tedesco furono coinvolti nelle operazioni per l’evacuazione dei feriti dal campo di battaglia”. Sullo sfondo degli eventi ucraini, ci potranno essere nuovi elementi nello scenario previsto. Ad esempio, il Pentagono ha rifiutato di fornire informazioni sul numero di forze USA che dovrebbero partecipare alle manovre. Oltre alle truppe statunitensi e inglesi, Rapid Trident 2014 comprenderà unità di Armenia, Azerbaijan, Bulgaria, Canada, Georgia, Germania, Moldavia, Polonia, Romania e Ucraina. Nel commentare l’evento Stars and Stripes ha scritto, “Il governo statunitense non ha promesso armi o intelligence al governo ucraino, ma potrebbe ripensarci se la situazione s’aggrava”. I quattro F-15C Eagles statunitensi schierati nella base lituana saranno affiancati da altri sei F-15 di Lakenheath in Inghilterra. Il 17 marzo, il Regno Unito ha annunciato che aerei Typhoon si uniranno alla missione di polizia. Il contingente statunitense nei Paesi baltici ha più che raddoppiato il numero di aerei da guerra statunitensi che attualmente pattugliano i cieli delle repubbliche ex-sovietiche di Lituania, Estonia e Lettonia. La NATO ritiene che con tale maggiore presenza s’intende istituire una forza di risposta rapida per contrastare eventuali minacce del Cremlino, come l’invio di bombardieri presso basi vicine allo spazio aereo del Baltico.
Il 5 marzo il segretario alla Difesa statunitense Chuck Hagel ha detto al Congresso che gli Stati Uniti, separatamente, aumenteranno i voli di addestramento negli Stati Uniti con l’esercito polacco. Tre C-130 e circa 100 effettivi di Ramstein dovrebbero arrivare ai primi di aprile, ma date le osservazioni di Hagel, ciò potrebbe cambiare. Saranno schierati nella base aerea di Powidz in Polonia. “Penso che sia chiaro… che gli eventi della scorsa settimana sottolineano la necessità per gli USA del costante impegno globale e della leadership”, ha detto Hagel al Comitato dei Servizi Armati del Senato. E pochi giorni fa, la NATO ha annunciato che gli E-3 AWACS da sorveglianza decolleranno dalle basi in Inghilterra e Germania per pattugliare Polonia e Romania, tenendo d’occhio l’attività nella vicina Ucraina. Il 14 marzo quattro membri della NATO dell’Europa centrale hanno firmato un patto militare a Visegrad, per coordinare la pianificazione della Difesa e creare un’unità di combattimento congiunta che operi sotto l’egida della NATO e dell’Unione europea, in risposta alla crisi in Ucraina. L’organo comune sarebbe composto da 3000 soldati forniti dai quattro Paesi. L’accordo firmato dai ministri della Difesa dei quattro Paesi include esercitazioni militari congiunte e coordinamento delle spese per la Difesa. Secondo il ministro della Difesa polacco Tomasz Siemoniak, l’unità da combattimento “V4-UE” sarà pronta a partecipare alle operazioni della NATO o dell’Unione europea entro il 2016, tuttavia ha aggiunto che la cooperazione militare V4 è “unica” nell’alleanza militare NATO”. Il ministro degli Esteri ungherese Janos Martonyi ha detto il 13 marzo che i membri V4 sono particolarmente “vulnerabili” alla situazione ucraina, e che venendo colpiti dalle sanzioni dell’UE contro la Russia, s’attendono “solidarietà” dagli altri Stati membri dell’UE. Varsavia, da parte sua, si concentra sulla promozione delle sue capacità antimissile nazionali. I vertici polacchi hanno avuto colloqui con il consorzio degli armamenti a guida USA responsabile del Medium Extended Air Defense System, ha riferito il Syracuse Post-Standard. La Polonia valuta il sistema di difesa missilistica a medio raggio MEADS e altre tre tecnologie rivali, per un possibile contratto da 5 miliardi di dollari per migliorare le capacità della difesa missilistica dell’ex-Stato satellite sovietico. Non c’era molto di nuovo nella descrizione del lieve incremento del dispiegamento di forze militari. I recenti spostamenti di velivoli F-16 e F-15 in Polonia per partecipare ad una missione di pattugliamento aereo della NATO sono solo temporanei, e saranno sostituiti da forze di altre nazioni quando Washington ritirerà i suoi equipaggiamenti, ha riferito il New York Times.

Una forza militare russa pronta al combattimento con cui fare i conti
La Russia adotta le risposte. La Bielorussia riceve altri aerei da guerra russi. Il ministero della Difesa questo fine settimana ha annunciato che aerei di primo allarme A-50 sono stati riassegnati alla base aerea di Baranovichi in Bielorussia. Questi aerei-radar sono fondamentali per la gestione dello spazio aereo durante i combattimenti, coordinando le missioni aria-aria e aria-terra di 10 aerei  alla volta. La scorsa settimana, l’aeronautica russa ha inviato in Bielorussia sei caccia Su-27 costruiti per contrastare gli F-15 degli Stati Uniti. Sono altamente manovrabili, ma possono anche svolgere missioni di supporto aereo contro obiettivi a terra. Unità russe in Bielorussia hanno appena condotto “esercitazioni tattiche” con i nuovi aerei da guerra. Entro la fine dell’anno ci sarà un intero reggimento di 24 Su-27 in Bielorussia. I nuovi sistemi a lungo raggio di Difesa aerea con capacità di difesa missilistica S-400 (Trjumf) sono stati recentemente installati nelle aree suburbane di Mosca di Zvenigorod, Elektrostal e Dmitrov. La nuova arma può colpire aerei, velivoli senza pilota e missili balistici a una distanza di 400 km. I sistemi sono protetti dal sistema di difesa aerea a breve-medio raggio Pantsir-S1 su ruote gommate, cingolati o stazionarie con 2-3 operatori. Si compone di cannoni antiaerei a tiro rapido e missili superficie-aria con un sistema di puntamento radar ed ottico e guida via radio-comando che può monitorare 36 obiettivi alla volta. Gli S-500 (55R6M “Trjumfator-M”) entreranno nell’arsenale delle forze armate a breve. L’S-500 è un sistema missilistico superficie-aria di nuova generazione (non un aggiornamento), progettato per intercettare i missili balistici intercontinentali e per la difesa contro gli Airborne Early Warning e i sistemi di controllo e disturbo. Con una gittata di 600 km l’S-500 potrà rilevare e inseguire contemporaneamente fino a 10 bersagli balistici supersonici che volano a 5 km/s alla quota di 400 km. Questo sistema di difesa missilistico può colpire testate strategiche in volo. Il Ministero della Difesa della Russia ha stanziato 55 miliardi di dollari per la Difesa migliorando notevolmente la capacità delle difesa aerea, e introducendo nelle forze armate nuovi caccia Su-35 ed SSBN.
Gli eventi mondiali recenti, tra cui la situazione interna della Russia, testimoniano il fatto che nessuno si preoccupa dei deboli. Di regola le norme del diritto internazionale e morali sono dimenticati dai forti. Ad esempio, la Jugoslavia era un Paese con un’economia di mercato che non rappresentava alcuna minaccia per l’occidente. Fu bombardata e divisa, mentre il mondo intero guardava. L’atteggiamento nei confronti della Russia è evidente. Non appena ha posto il veto alla risoluzione che vietava il diritto all’autodeterminazione della Crimea, indicato nella Carta delle Nazioni Unite, l’ambasciatore russo Vitalij Churkin Nazioni Unite è stato letteralmente aggredito dalla collega statunitense Samantha Power che, essendo eccessivamente emotiva, gli si avvicinò per dire che la Russia aveva perso e non vinto la guerra fredda. Nessuno considera un perdente da pari. In realtà la Russia non ha mai perso la Guerra Fredda, ma piuttosto vi ha posto fine. Continua ad essere una grande potenza con proprie politiche interna ed estera, attuate senza badare ai cosiddetti “vincitori”. Per evitare qualsiasi tentazione nel testare la forza di volontà della Russia nel difendere la propria indipendenza, rafforza il suo potenziale militare, soprattutto la difesa aerea. Rafforzare le capacità difensive è il modo migliore per dare agli altri una visione realistica del mondo e della sua realtà.

75070La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La crisi ucraina vista dalla Cina

Valentin Vasilescu Reseau International 19 marzo 2014

9highres_00000401419611Il progetto di risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, elaborato dagli Stati Uniti, sul referendum in Crimea è stato respinto con veto russo. La Cina, uno dei cinque membri permanenti non ha votato come la Russia, ma si è astenuta. La Crisi ucraina ha creato una frattura nel rapporto tra le due maggiori potenze mondiali? La cooperazione nella produzione della Difesa tra l’Ucraina e la Cina è forte e durevole. Nei primi anni dell’indipendenza, l’Ucraina ha venduto ai cinesi uno dei prototipi del Sukhoj Su-33, versione imbarcata del Su-27, e contribuito a copiarlo con il nome di J-15. Questo velivolo è già in servizio sulla portaerei cinese Varjag (classe Admiral Kuznetsov), acquistata dall’Ucraina nel 1998. Durante la progettazione del nuovo velivolo da trasporto pesante Y-20, i cinesi hanno anche beneficiato dell’esperienza della celebre società ucraina Antonov. Sappiamo che la marina cinese ha ordinato quattro hovercraft d’assalto anfibio classe Zubr, i primi due sono già stati costruiti in Ucraina e consegnati alla Cina. La costruzione degli altri due avverrà nei cantieri cinesi con parti ucraine e sotto la supervisione ucraina. L’hovercraft è il più grande al mondo ed è può sbarcare su una spiaggia tre carri armati, 10 veicoli APC, MLT o 500 fanti di marina.
L’astensione sulla Crimea permette flessibilità alla Cina. In primo luogo, garantisce che gli ucraini continuino a lavorare con essa, almeno sui progetti delle navi classe Zubr. D’altra parte, la Cina non si opporrebbe a una decisione degli Stati Uniti e dei suoi alleati europei d’intervenire militarmente a favore dell’Ucraina, o di armare gli ucraini con armi di nuova generazione, direttamente o con intermediari, come i ribelli islamici in Siria. Perché così la Cina ha mano libera per intervenire militarmente nel Sud-Est asiatico, citando il precedente ucraino. Le attrezzature militari acquistate dall’Ucraina sono di vitale importanza per la Cina, un Paese che alla fine di quest’anno sarà la prima economia mondiale e che cerca il pretesto opportuno per ridurre la leadership militare degli Stati Uniti nel Pacifico occidentale. Ciò può essere fatto solo rompendo il blocco imposto dagli Stati Uniti con i suoi alleati nella regione, assumendo così il controllo delle rotte marittime che permettano il libero accesso della Cina agli oceani Indiano e Pacifico. La direzione strategica principale per garantire l’accesso della Cina all’oceano Pacifico è il controllo delle rotte marittime nell’area tra l’arcipelago giapponese di Okinawa (Ryukyu) e Taiwan. Le isole Senkaku, sono situate tra Miyako Island e Taiwan, e sono costituite da otto isole appartenenti al Giappone, reclamate di recente in modo più aggressivo dalla Cina. I cinesi hanno ampliato la loro area di azione nel Mar Cinese Orientale, tra Giappone e Taiwan, sulle isole Senkaku (giapponesi) creando una zona di sorveglianza marittima e aerea con l’aiuto di 78 droni da media ed alta quota.
Con l’arcipelago Senkaku, tra gli obiettivi della Cina vi è anche Taiwan, alleato chiave degli Stati Uniti nella regione, abitata da cinesi e appartenente alla Cina fino alla seconda guerra mondiale.

Valentin Vasilescu, pilota ed ex-vicecomandante della base militare presso l’aeroporto di Otopeni, laureato in Scienze Militari presso l’Accademia di Studi Militari di Bucarest nel 1992

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Ucraina, Crimea libera e ritirata a stelle e strisce

Alessandro Lattanzio, 17/3/2014

Durante la votazione per la risoluzione sulla Crimea presentata dagli USA al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, cui la Russia ha ovviamente messo il suo veto, Samantha Power, l’ambasciatrice degli USA alle Nazioni Unite, in preda a una crisi di nervi, aggrediva Vitalij Churkin, l’ambasciatore della Federazione Russa presso le Nazioni Unite. Ricordando con tono sarcastico il comportamento della ‘signora’, Churkin commentava: “Poteva andare in tour mondiale con le Pussy Riot, prima a San Pietro a Roma e a La Mecca, per poi terminare con un concerto davanti al Muro del Pianto a Gerusalemme“. Infatti Samantha Power aveva invitato due ex-membri delle Pussy Riot a pranzo a New York, prima del concerto organizzato in loro onore da Amnesty International.

1977103Il 97% degli elettori nel referendum in Crimea ha risposto ‘sì’ al quesito “La Crimea dichiara l’indipendenza, in conformità con la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite del 22 luglio 2010, che dice che la dichiarazione unilaterale d’indipendenza di una parte del Paese non viola le norme internazionali, con questa decisione“. La maggior parte dei crimeani, votando a favore del quesito, fa sì che la Crimea avvii il processo d’adesione della repubblica autonoma alla Federazione Russa. L’affluenza complessiva dei votanti è stata dell’81,37% e circa il 40% dei tatari s’è recato ai seggi elettorali. Il presidente russo Vladimir Putin ha detto che i cittadini della penisola hanno avuto la possibilità di esprimere liberamente la propria volontà e di esercitare il diritto all’autodeterminazione, “La sua effettuazione è pienamente conforme alle norme del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, prendendo in considerazione il precedente del Kosovo, tra le altre cose“. La prossima settimana, la Crimea presenterà ufficialmente il rublo come seconda moneta ufficiale con la Grivna ucraina, e la doppia moneta sarà in vigore per circa sei mesi. Nel complesso l’integrazione della Repubblica nella Russia richiederà un anno.
Lee Jay Walker dice a Tokyo Modern Times: “I mass media e i vertici politici di USA, Francia, Polonia, Svezia, Regno Unito e altre nazioni, stanno cercando di far capire che il diritto si deve applicare e le frontiere devono essere protette. Strano perché le grandi potenze occidentali s’introdussero subito negli affari interni della Jugoslavia riconoscendo nuove nazioni etniche. Naturalmente, questo doppio standard è tipico delle grandi potenze occidentali e questo vale anche quando ignorarono il diritto internazionale sostenendo la riduzione della Serbia sottraendole il Kosovo. Allo stesso modo, Cipro del Nord esiste grazie alle forze armate della Turchia che occupano questa zona ed espandono gli insediamenti turchi. Anche l’ex Cecoslovacchia ha accettato di separarsi creando così la Repubblica Ceca e la Slovacchia. Nel frattempo, nel Nagorno-Karabakh dell’Azerbaijan la comunità armena vuole unirsi all’Armenia, giustamente. Pertanto, la creazione di nuovi Stati nazionali, il cambiamento dei confini nazionali e l’aspetto militare di determinati conflitti sono una realtà evidente. In questo contesto, la crisi in Crimea non è l’unica in Europa degli ultimi tempi, oltre questo caso contrario all’agenda occidentale. Il mondo è in attesa dell’esito del voto in Crimea e di come la Federazione russa risponderà al risultato. Se la maggioranza dei cittadini sostiene l’adesione della Crimea alla Federazione russa, allora Mosca assai difficilmente ignorerà la volontà della Crimea. Dopo tutto, con l’inasprirsi dei sentimenti nell’Ucraina afflitta da nazionalismo, enorme debito e svolta verso occidente, diventando un nuovo caso disperato, ignorare le masse in Crimea potrebbe essere la soluzione peggiore. Anzi, sarebbe più sensato mettere un coperchio sugli eventi accettando la volontà del popolo di Crimea e cercando di risolvere le divisioni politiche, etniche e religiose che minacciano di polverizzare l’Ucraina“.
1912369Putin, rispondendo a una telefonata di Obama, ha richiamato l’attenzione degli USA “sull’incapacità o mancanza di volontà di Kiev di tenere a freno i gruppi ultranazionalisti e radicali che destabilizzano la situazione e terrorizzano i cittadini, compresi la popolazione russofona e i nostri connazionali”. Ha anche discusso la possibilità di inviare una missione di monitoraggio dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione (OSCE) in tutte le regioni dell’Ucraina. E difatti il governo golpista a Kiev dichiarava “E’ necessario stanziare fondi per le guardie e le truppe interne, per mobilitarle, e per l’effettivo adeguamento delle truppe. La richiesta prevede una spesa di 680 milioni di dollari. Anzi, dobbiamo stanziare fondi per la Difesa per 10 volte quanto previsto nella finanziaria“. Nel frattempo, i media ucraini riportavano che la “Guardia Nazionale” aveva chiuso i confini con la Federazione Russa, per via delle tensioni a Kharkov e Lugansk. Infatti, gli abitanti di Donetsk e Lugansk hanno impedito il trasferimento di mezzi militari ucraini verso la frontiera con la Russia. “Abbiamo ipotizzato che il gruppo militare si stesse avvicinando al confine. Ed essendo per la pace e contrari a che la nostra terra veda un massacro fratricida, senza usare la forza e a viso scoperto, senza mezzi di difesa… a mani nude, abbiamo detto ai militari di tornare indietro; devo dire che avendo macchine agricole pesanti e che loro dovevano attraversare la nostra città, non so cosa sarebbe successo, ci sarebbe stata un’escalation della tensione che avrebbe causato il panico totale”, aveva detto un attivista della milizia popolare.
La Russia schierava, intanto, un aereo d’allerta precoce Beriev A-50 in Bielorussia, nell’ambito dell’esercitazione della Difesa aerea bielorusso-russa, “Il 15 marzo, unità aeree e della difesa aerea che partecipano alle manovre hanno avviato le loro missioni nella difesa aerea seguendo il calendario previsto. Per rafforzare la componente del sistema regionale della Difesa aerea congiunta che partecipa alle manovre, un aereo di allerta precoce (AWACS) russo A-50 è stato rischierato nella base aerea di Baranovici. Le caratteristiche tecniche dell’A-50 permettono di incrementare significativamente la ricognizione radar, dirigere i caccia bielorussi e russi sugli obiettivi, e controllare le unità della difesa aerea“.
Nella telefonata tra il segretario di Stato USA Kerry e il ministro degli Esteri russo Lavrov, avuta il 16 marzo, Kerry accettava la richiesta russa per la federalizzazione dell’Ucraina, in cui gli Stati federali avranno una forte autonomia nei confronti del governo centrale, “Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e il segretario di Stato statunitense John Kerry concordano nel cercare una soluzione alla crisi in Ucraina sostenendo le riforme costituzionali, afferma il ministero degli Esteri russo, che non entra nei dettagli sulle riforme se non per dire che dovrebbero avere “una forma generalmente accettabile tenendo conto degli interessi di tutte le regioni dell’Ucraina… Sergej Lavrov e John Kerry hanno deciso di continuare a lavorare per trovare una risoluzione sull’Ucraina attraverso la rapida introduzione della riforma costituzionale con il sostegno della comunità internazionale”, ha comunicato il ministero”. Lavrov ha anche esortato Washington ad usare la sua influenza su Kiev per far cessare le illegalità contro la popolazione russofona dell’Ucraina. Lo stesso Kerry descrive il processo per la nuova costituzione ucraina: il russo sarà nuovamente lingua ufficiale in Ucraina, le regioni avranno un’elevata autonomia, non ci saranno interferenze negli affari ecclesiastici e l’Ucraina rimarrà politicamente e militarmente neutrale. Qualsiasi decisione della Crimea sarà accettata. Il tutto garantito dal “gruppo di sostegno dell’Ucraina“, composto da Stati Uniti, Unione europea e Russia, consolidato da una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. In una successiva telefonata al ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, Kerry ha invitato Mosca “a sostenere pienamente gli sforzi ucraini nell’indirizzo della condivisione del potere e del decentramento attraverso una riforma costituzionale, ampiamente inclusiva e a tutela dei diritti delle minoranze“. Washington sembra aver fallito nel sottrarre l’Ucraina alla Russia e ad integrarla nella NATO e nell’UE mentre Mosca si riprende la Crimea, dove il 97% degli elettori ha deciso di aderire alla Federazione Russa, sventando il piano degli Stati Uniti di cacciare i russi da Sebastopoli ed escluderli dal Medio Oriente. Infatti, l’uso della forza militare da parte dell’occidente sarebbe impossibile, ha impiegato mesi contro l’impreparato e mal equipaggiato esercito della Jamahiriya Libica, e ha fallito in Iraq, Afghanistan e Siria. La guerra contro la Russia sarebbe un disastro. Sapendo di essere incapace di affrontare una qualsiasi significativa minaccia militare, la NATO tenta la carta delle sanzioni economiche, ma l’applicazione delle “sanzioni” contro la Russia avrà il solo effetto di liquidare gli interessi russi ancora legati all’occidente, portando la Russia a cercare altri partner economici. La Russia poi avviando il dumping del dollaro USA, ne potrebbe aggravare la già precaria posizione da cui dipende interamente la stabilità degli Stati Uniti, e una nazione come la Russia ha la capacità di controllare l’occidente grazie a solide politica estera e strategia economica. L’ordine multipolare che promuove attrae molti alleati, come l’avversione all’ingerenza globale occidentale e il sostegno alla legittimità nazionale, soprattutto nelle situazioni estreme ai suoi confini, che ne minacciano la sicurezza nazionale. Russia, Cina e altre nazioni in crescita oramai denunciano ed isolano l’usurato modello unipolare dell’egemonia economica e geopolitica globale atlantista. “Mentre la Russia può contrastare geopoliticamente, militarmente ed economicamente l’occidente con numerose mosse, la NATO continua a perseguire questa incursione mal concepita ai confini della Russia, che potrebbe infliggergli un colpo tremendo. Come si è visto in Libia e in Siria, ogni mossa dell’occidente volta all’egemonia globale, gli costa in termini di credibilità e legittimità. Pochi possono vedere il segretario di Stato degli Stati Uniti John Kerry senza notarne l’oscena ipocrisia verso la Russia o le palesi provocazioni occidentali che hanno innescato tale confronto”. Pochi nel mondo, ma tanti in Italia, soprattutto nei mass media e nel governo. “La continua spinta occidentale in Ucraina, se avrà successo anche parziale,  costerà altra legittimità divenendo per l’occidente ancor più difficile agire in futuro. Nel frattempo, l’occidente si sovraestende con le sue varie azioni geopolitiche, come i nazisti nella Seconda Guerra Mondiale, divenendo sempre più vulnerabile all’inevitabile risposta che finalmente fermerà e invertirà definitivamente la sua azione globale. Per coloro che vi hanno investito, sarebbe il momento opportuno di mollare”.
21670Dopo l’astensione sul voto per la risoluzione delle Nazioni Unite con cui gli USA hanno cercato di definire il referendum in Crimea invalido, la Cina dichiarava che non avrebbe appoggiato alcun ‘percorso conflittuale’ sulla crisi. “Non possiamo accettare l’assunto di base: dichiarare illegale il previsto referendum del 16 marzo con cui i residenti della Repubblica di Crimea dovranno decidere sul loro futuro“, aveva affermato Vitalij Churkin, ambasciatore russo all’ONU, “La filosofia della proposta va contro uno i principi base del diritto internazionale, il principio della parità dei diritti e dell’autodeterminazione dei popoli sancito dall’articolo 1 della Carta delle Nazioni Unite“. Pechino a sua volta ha detto che la “votazione sul progetto di risoluzione del Consiglio di sicurezza in questo frangente si tradurrà solo in un confronto complicando ulteriormente la situazione, che non è conforme agli interessi comuni del popolo ucraino e della comunità internazionale“, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Qin Gang. La Russia, membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’ONU, aveva posto il veto alla risoluzione del Consiglio che dichiarava il referendum sullo status della Crimea “senza alcuna validità“, esortando nazioni ed organizzazioni internazionali a non riconoscerlo. “La Cina non è d’accordo con una mossa volta al confronto“, chiedendo a tutte le parti di “astenersi da qualsiasi azione che possa aggravare ulteriormente la situazione“.
Secondo Bloomberg i funzionari governativi e gli uomini d’affari russi si sono già preparati alle sanzioni. Nel caso che riserve valutarie e attivi bancari russi vengano congelati, la Russia probabilmente risponderà con un enorme dumping delle riserve e obbligazioni in dollari. Per rappresaglia la Russia potrebbe decidere di accettare solo lingotti d’oro per i pagamenti di gas, petrolio e altre materie prime. Ciò porterebbe probabilmente a una brusca svalutazione del dollaro e un aumento dei prezzi dell’oro. Infatti, nessun Paese sarà immune dalla guerra valutaria globale. La Russia come la Cina accumulano riserve auree da diversi anni. Il sistema dei petrodollari si basa solo su una cosa: la fiducia, che se dovesse svanire crollerebbe tutto il sistema. È il tallone d’Achille degli Stati Uniti e la Russia può colpirlo. Infatti, i mercati finanziari sono in allerta per la crisi Ucraina, fin dalle speculazioni secondo cui il Cremlino aveva iniziato a vendere quantità enormi di titoli del Tesoro USA. Oltre 100 miliardi di dollari hanno lasciato gli Stati Uniti la settimana scorsa, una massa almeno tre volte superiore alla media, pari all’80% delle obbligazioni del Tesoro USA detenute dalla Russia, suscitando il timore che Mosca si prepari alle sanzioni occidentali. La banca centrale russa sarebbe dietro tale azione e Aleksej Miller, dirigente di Gazprom, e Igor Sechin, direttore di Rosneft, sono probabilmente nel mirino delle sanzioni minacciate contro la Russia. L’allarme era scattato dopo che la FED aveva riferito che i buoni del Tesoro erano scesi di 105 miliardi di dollari nella settimana terminata del 5-12 marzo, passando da 2,96 a 2,85 triliardi.
In Russia, inoltre, le prime quattro banche commerciali degli Stati Uniti, Citigroup, Bank of America Corp, JPMorgan Chase e Wells Fargo, hanno circa 24 miliardi di dollari di esposizione. Poco rispetto all’esposizione delle banche europee. “L’Europa è in una posizione difficile in quanto la sua economia è interconnessa con quella russa“, afferma l’azienda di consulenza Petromatrix. La Russia ottiene oltre la metà dei suoi ricavi economici dalle esportazioni energetiche, e fornisce all’Europa un quarto del petrolio e un terzo del gas che utilizza. La Russia è anche il maggiore esportatore di metalli e uno importante di grano. Ed il Paese è anche il quinto mercato per consumatori del mondo: lo scorso anno ha importato quasi 350 miliardi di dollari di beni di consumo, cibo, medicine e macchinari; metà solo dall’Unione europea. Il 10 marzo, King World News, blog finanziario, intervistava William Kaye, manager di hedge fund della Pacific Group Ltd. di Hong Kong: William Kaye “Ora vi sono segnalazioni dall’Ucraina secondo cui l’oro ucraino è stato trasferito in aereo, alle 2:00, dall’aeroporto Borispil di Kiev, e portato a New York, presumibilmente alla FED di New York…” Si tratta di 33 tonnellate d’oro, circa 1,5-2 miliardi di dollari, un buon acconto sui 5 miliardi di dollari che Victoria Nuland vantava gli Stati Uniti avessero speso per destabilizzare l’Ucraina e imporre un governo fantoccio. Eric King: “Quando gli Stati Uniti abbatterono Saddam Hussein in Iraq e Muammar Gheddafi in Libia, hanno sempre trovato l’oro alla fine dell’arcobaleno, di cui poi si appropriavano“. Kaye: “Esatto. Gli Stati Uniti hanno messo al potere un ex-banchiere in Ucraina, grande amico dell’occidente. Ha lavorato alla banca centrale. Questa sarebbe stata la sua prima decisione importante, inviando l’oro dell’Ucraina negli Stati Uniti”. Si ricordi che la FED di New York non ha potuto restituire le 300 tonnellate di oro tedesco depositate negli Stati Uniti e che la Germania ha voluto indietro. Dopo un anno, la FED di New York ha inviato solo 5 tonnellate d’oro. Quindi la FED non ha nemmeno 5 tonnellate di oro nei suoi depositi. La Bundesbank ha perfino ammesso che l’oro inviato dalla FED è stato fuso e analizzato perché non si trattava dei lingotti originali. Così l’Ucraina probabilmente non rivedrà mai più il suo oro.

Fonti:
Electronic Resistance
ITAR-TASS
Modern Tokyo Times
Moon of Alabama
NEO
Nsnbc
Nsnbc
RussiaToday
RussiaToday
Oriental Review
Strategic-Culture
The BRICS Post

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