Lo scenario BRICS e l’ordine mondiale

D. Aurobinda Mahapatra, RIR, 12 novembre 2012

Nonostante l’ordine mondiale economico sia colpito dalla crisi, i cosiddetti BRICS vanno bene economicamente. L’Economist Intelligence Unit (EIU) prevede che entro il 2022, i paesi BRIC domineranno il mercato internazionale del dettaglio, diventando quattro dei sei più grandi mercati al dettaglio. Secondo la relazione, da quell’anno il mercato cinese al dettaglio varrà 8.300 miliardi di dollari. Lo studio suggerisce, inoltre, che l’India rappresenterà i 4 trilioni di dollari di vendite, la Russia 1.500 miliardi di dollari e il Brasile 1.200 miliardi dollari di vendite. Anche se alcuni articoli mettono in dubbio il potenziale di crescita del gruppo, sembra che questi paesi, a meno di qualche drastico ribasso, prenderanno posto in un processo di rapido sviluppo della loro crescita economica, che a sua volta avrà implicazioni globali. Quest’anno testimonia importanti sviluppi nella politica internazionale.
Questo mese, la Cina sarà testimone di un cambiamento della leadership dopo un decennio, con Xi Jinping probabile sostituto di Hu Jintao come leader del paese. Anche se alcuni casi di corruzione evidenti sembrano influenzare l’immagine della classe dirigente, il passaggio della potenza al livello successivo di leadership è probabile che avvenga tranquillamente. All’inizio di quest’anno, la Russia ha visto il cambiamento di leadership con Vladimir Putin sostituire Dmitrij Medvedev alla presidenza del paese. Dall’altra parte dello spettro, l’elettorato negli Stati Uniti, la scorsa settimana, ha deciso di dare al presidente Obama un altro mandato alla Casa Bianca. Quale impatto ciò avrà sugli sviluppi della politica internazionale? I paesi BRICS saranno interessati da questi sviluppi? E quale sarà o dovrebbe essere la loro futura linea di condotta? Ci sono molte possibilità che necessitano di ulteriori studi. I paesi BRICS hanno perso parte del loro slancio negli ultimi mesi, ma sarebbe esagerato scrivere un necrologio del raggruppamento.
Alcuni recenti testi di ben note riviste, tra cui l’attuale numero di Foreign Policy, hanno previsto che il gruppo perderà gradualmente di lucentezza. Le ragioni addotte sono: il gruppo non ha un coordinamento tra i membri, una scarsità di energia che rallenta l’economia di questi paesi, in particolare India e Cina, i paesi dovranno affrontare una graduale carenza di forza lavoro e della crescita della popolazione e, infine, l’Occidente prenderà slancio grazie agli sviluppi tecnologici e all’aumento di forza lavoro qualificata in quei paesi. Ci sono alcuni elementi di verità, da questi dati, ma non possono essere considerati assoluti. Vi sono molti argomenti che possono essere contraddetti. Per esempio, l’argomento secondo cui il commercio bilaterale tra i paesi si indebolisce, non può essere suffragato da dati. Nel complesso gli scambi bilaterali tra questi paesi sono aumentati. Ad esempio, nel periodo 2011-2012, il commercio bilaterale tra l’India e il Brasile hanno registrato una crescita del 34 per cento.
La sicurezza energetica sarà un grande problema per i paesi membri, in particolare per India e Cina, nei prossimi anni. Degli articoli suggeriscono che entro il 2025 i paesi BRIC rappresenteranno quasi il 38 per cento della domanda mondiale di energia primaria, rispetto al 27 per cento nel 2005. Mentre paesi come la Russia e il Brasile sono nella posizione migliore per soddisfare la domanda di energia, l’India e la Cina non sono benedette da ricche risorse energetiche. La rapida industrializzazione e l’accrescersi sempre più veloce della classe media in questi due paesi, aumenta la domanda di energia. I paesi fornitori di petrolio del Golfo Persico hanno aumentato la produzione, ma la crescente domanda interna in questi paesi ha avuto un impatto sulla loro capacità di esportazione. A proposito, il venti per cento del fabbisogno energetico dell’India è soddisfatto dall’Arabia Saudita. Ma il tasso di aumento del consumo di energia spingerà i paesi, l’India e la Cina, alla ricerca di fonti alternative. C’è un un modello possibile di cooperazione tra i paesi BRICS, per poter affrontare queste sfide. Russia e Brasile sono ricchi di risorse energetiche. Vi sono accordi bilaterali tra i paesi BRICS su petrolio e gas, che possono essere ulteriormente rafforzati. La recente offerta della Russia all’India di esplorare le risorse energetiche del campo Madagan-2, nella parte settentrionale del Mare di Okhotsk, è uno sviluppo positivo che deve essere ulteriormente esteso ad altri giacimenti di petrolio e di gas. India e Brasile hanno accordi commerciali bilaterali sul petrolio, che possono essere ulteriormente allargati. La Cina ha perseguito una forte politica d’importazione di petrolio e gas dai paesi dell’Asia centrale e da altre regioni. Lo sviluppo di un approccio politico coerente tra questi paesi, in materia di sicurezza energetica, li aiuterà a vincere le sfide energetiche. Tale cooperazione energetica reciproca aiuterà, inoltre, a sviluppare un’impostazione coordinata in altre aree con ramificazioni internazionali.
La banca centrale dei BRICS non si è ancora materializzata. Il gruppo ha proposto di istituire una nuova banca per lo sviluppo, a sostegno del finanziamento di progetti a lungo termine delle infrastrutture nei paesi in via di sviluppo. I paesi in via di sviluppo hanno difficoltà a ottenere prestiti da organismi finanziari internazionali, come la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale, per finanziare progetti di sviluppo, come strade, ferrovie, elettricità. Nel giugno 2012, il raggruppamento ha istituito un gruppo di lavoro volto a mettere in comune le risorse  valutarie, per 240 miliardi di dollari, per proteggere i membri dalle pressioni a breve termine sulla liquidità. Queste idee non si sono ancora materializzate. La mancata costituzione della banca è percepita, in molti ambienti, come una debolezza del gruppo e una situazione di incertezza economica. I BRICS forniscono una piattaforma alternativa in politica internazionale. Hanno svolto un ruolo cruciale nel processo decisionale nell’ambiente internazionale, sia nel G-20 che presso le Nazioni Unite. La loro debolezza o fallimento indebolirà le prospettive del multilateralismo nel decidere su questioni internazionali critiche, come il cambiamento climatico, la riforma degli organismi internazionali, la pace e la stabilità nelle situazioni di conflitto come l’Afghanistan. La nuova leadership cinese dovrà svolgere un ruolo fondamentale nel dare sinergia al raggruppamento. Il ruolo della Cina nel mantenimento della pace e della stabilità in Asia-Pacifico e nel Mondo, sarà fondamentale nei prossimi anni. E i vicini della Cina, India e Russia, insieme a giocatori come il Brasile e il Sud Africa, dovranno sviluppare un programma coordinato per la pace e lo sviluppo non solo per se stessi, ma anche per altre regioni del mondo.

Dr. Debidatta Aurobinda Mahapatra è un commentatore indiano. Le sue aree di interesse includono le relazioni India-Russia, i conflitti, la pace e gli aspetti strategici della politica eurasiatica.

Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora

Il BRICS pronto a raccogliere i resti delle macerie dell’impero USA

Wayne Madsen (USA) Strategic Culture 2011/04/18

L’impero statunitense  si indebolisce dall’interno e dall’estero. Nel tentativo di preservare il loro impero, gli Stati Uniti hanno adottato una postura militare aggressiva iniziando una guerra in Libia e proseguendo l’occupazione militare dell’Afghanistan e dell’Iraq. I pianificatori militari di Washington stanno intensificando gli attacchi dei drone in Pakistan e le forze della NATO estendono l’egemonia statunitense sulle ricche risorse dell’Africa, non solo in Libia, ma anche in Costa d’Avorio. Le forze per le Operazioni Speciali USA sono impegnate in avventure militari dalle Colombia e Honduras agli Yemen e Filippine.
I proconsoli militari statunitensi, sotto le spoglie dei comandi regionali combattenti, come il Comando Africa, il Comando del Pacifico e il Comando meridionale, stanno cercando di puntellare i confini imperiali statunitensi alla loro periferia. Ma proprio come le legioni romane, alle estremità dell’impero romano scoprirono molto tempo fa, questi tentativi fatti per conto di una società corrotta e frammentata, sono destinati al fallimento.
Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno invaso l’economia globale con i dollari a buon mercato, usando l’espediente della Federal Reserve Bank conosciuto come quantitative easing. L’operazione ha portato a disoccupazione e inflazione ad alto tasso nei paesi di tutto il mondo, con conseguenti misure di austerità draconiane e caos politico ed economico.
Sul fronte interno, gli stati, le contee e le città degli USA sono al collasso economico, con manifestazioni di massa nelle capitali statali e il discorso politico ridotto a insulti e a misure estremiste dei governatori e delle legislature statali repubblicani.
L’alleanza di Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa, conosciuta anche come BRICS, che osserva l’agonia dell’impero USA, sta reagendo creando le basi per costruire un accordo globale post-USA.
Dopo il recente vertice BRICS su Hainan, isola della Cina, il ministro delle Finanze brasiliano Guido Mantega ha detto al Fondo Monetario Internazionale, a Washington, che gli Stati Uniti e altri paesi occidentali hanno tentato di “esportare la loro via di uscita da situazioni economiche difficili“, stampando moneta e abbassando i tassi di interesse – cioè il principio base del quantitative easing. E’ chiaro che Mantega, parlando per le altre nazioni del BRICS, avvisava Washington che il solito modo di agire sta per finire.
Mantega ha fatto sapere al segretario al Tesoro USA, Tim Geithner, e al capo del FMI, Dominique Strauss-Khan, che nazioni come il Brasile non si faranno guidare da coloro che hanno portato a peggioro collasso economico dell’economia mondiale, dopo la Grande Depressione degli anni ’30. Tale retorica diventerà più comune, mentre le nazioni BRICS affermano il loro potere e staccheranno altri paesi dall’orbita economica e politica di Washington.
Il Ministro del commercio Sud Africano, Rod Davies, ha messo il suo peso sul dibattito, mettendo in guardia il Fondo monetario internazionale che i suoi controlli distruttivi sulle economie nazionali in tutto il mondo, sono dannosi non solo per il blocco BRICS, ma per le altre nazioni. La collusione tra gli gnomi finanziari di Washington e Bruxelles ha portato alle drastiche misure prese dai governi di Grecia e Spagna, dal Portogallo e dall’Irlanda all’Egitto e alla Tunisia. Il risultato sono stati scioperi generali, rivolte e l’odio generale di larghi settori della popolazione verso banche, banchieri, e il capitalismo in generale.
Il BRICS comprende che la dittatura post-seconda guerra mondiale del FMI e della Banca Mondiale, che si trova a pochi isolati dalla Casa Bianca, sta per finire – che a Washington piaccia o no. Il Brasile sta diventando anch’esso un leader de facto delle nazioni latino-americane progressiste, che vedono il dominio degli Stati Uniti nell’emisfero occidentale, esercitato attraverso l’Organizzazione degli Stati Americani, che si trova alla 17.ma Strada dalla Casa Bianca, sta anch’essa avvicinandosi ai suoi ultimi giorni.
Il BRICS fungerà anche da contrappeso al G-8 e G-20 collegati al FMI, che hanno operato sotto la guida virtuale dei banchieri centrali occidentali e dei governi di Stati Uniti, Canada, Francia, Gran Bretagna, Germania e Giappone. I paesi BRICS hanno concluso un accordo che le loro rispettive banche di sviluppo per fornirsi credito l’un l’altro, in valute BRICS, quali yuan, rubli, rupie, real e rand, e non in dollari USA. La decisione ha piantato un altro chiodo al concetto di “onnipotente dollaro americano“, che è stato portato allo status di “dollari bongo” dagli avidi e occulti alchimisti  finanziari di Wall Street.
Questo è il simbolismo del vertice BRICS tenutosi in Cina, a Sanya, sull’isola meridionale di Hainan. Hainan non ospita solo la più importante base per sottomarini nucleari della Cina, ma era anche il centro della rivalità Usa-Cina, dopo l’incidente nel 2001 tra un aereo spia della marina militare statunitense e un caccia MiG cinese (un intercettore Shenynang di concezione cinese, non un MiG. NdT). La Cina ha fatto subito capire che è disposta a sostenere la potenza economica del BRICS con la potenza militare.
E’ da Hainan, dove i leader delle nazioni BRICS, tutte potenze economiche emergenti, hanno intrapreso la difficile sfida per ai potenti di Washington, Londra, Bruxelles, Parigi e Berlino. E in un ulteriore avvertimento ai sostenitori egemonici del fantasioso “Nuovo Secolo Americano” e ai neo-conservatori mondiali del Bilderberg e della Commissione Trilaterale, il presidente cinese Hu Jintao ha invitato il Forum Boao per l’Asia a tenere una riunione ad Hainan. Il forum di Boao, sul modello del World Economic Forum di Davos, in Svizzera, è una sfida diretta agli avvoltoi ultra ricchi e imbroglioni delle ‘corporation’, che si riuniscono ogni anno in Svizzera ad inventare complotti per garantirsi il controllo del sistema finanziario mondiale. Il messaggio di Boao: l’era del gruppo elitario di magnati occidentali che comanda la politica economica internazionale, sarà presto un ricordo del passato.
Le nazioni BRICS che entro il 2015, rappresenteranno il 43 per cento della popolazione mondiale e il 23 per cento del prodotto interno lordo del mondo, stanno flettendo il loro peso economico e politico. Il BRICS ha chiesto la fine degli attacchi della NATO sulla Libia. In realtà, BRICS sarà presto in grado di smontare la NATO e distaccare molti fra i suoi membri dal controllo di Washington. L’astensione della Germania nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU, sulla no-fly zone sulla Libia, è stato il primo segno che la Germania potrebbe essere la prima nazione a sbullonarsi dalla NATO. L’ascesa del Partito dei Verdi tedesco inserirà un cuneo tra Berlino e Washington, uno scisma che può sfociare nella richiesta della Germania di ritirare le basi militari statunitensi e la rimozione delle armi nucleari USA dal suolo tedesco. Una Germania neutralista vedrebbe un allineamento con il blocco BRICS, come passo vantaggioso per l’economia della Germania, soprattutto se l’euro crolla e ci sia un ritorno al marco tedesco.
La Turchia è un’altra potenza economica emergente che potrebbe allinearsi con il BRICS. Con una politica estera più indipendente, la Turchia ha avviato iniziative con partner che non sono di gradimento per Washington. La Turchia e un membro del BRIC, il Brasile, hanno cercato di negoziare indipendentemente un accordo nucleare con l’Iran, con grande dispiacere dell’amministrazione Obama e del governo israeliano. L’opposizione della Turchia all’attacco militare statunitense alla Libia e al disumano assedio israeliano di Gaza, l’ha anche allontanata dalla NATO. Lo stretto rapporto della Turchia con le nazioni centro-asiatiche di lingua turca, dell’ex Unione Sovietica, la rende una potenza emergente eurasiatica matura per l’allineamento con l’alleanza BRICS.
Con il crollo dell’impero globale imperiale degli Stati Uniti, ci sarà un nuovo ordine “multi-polare“. I termini “multipolare” ed “indipendenza economica” sono sulla bocca di ogni leader BRICS e dei loro consiglieri a Sanya. E il Vice Ministro degli Esteri cinese Wu Hailong, ha detto a Sanya che molti altri paesi hanno segnalato interesse ad aderire al BRICS. Nazioni da tutto il mondo vogliono sempre più allontanarsi dal naufragio degli Stati Uniti, per non essere trascinati in fondo dall’affondamento dell’impero.

La ripubblicazione è gradita con riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – Aurora03.da.ru

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