Ucraina, i soldati ucraini diventano russi

Alessandro Lattanzio, 17/4/2014

1901230Il popolo esige che gli enti locali prendano ordini dalla Repubblica Popolare del Donetsk, in modo che nessuno dei manifestanti sgomberi gli edifici governativi. Questa è la nostra posizione“, dichiarava Nikolaj Solntsev, leader delle proteste anti-golpe. Gli attivisti anti-Majdan occupavano gli edifici governativi di Donetsk, capitale della regione. Oltre 100 volontari sono stati reclutati per la difesa contro l’”operazione antiterrorismo” di Kiev, soprattutto a Slavjansk. A centinaia si sono riuniti a sostegno della federalizzazione anche a Druzhovka, Debaltsevo e altre città del Donbas, mentre le autorità cittadine di Zhdanovsk e Kirovsk hanno espresso la disponibilità ad avviare colloqui per riconoscere la legittimità della Repubblica popolare di Donetsk. Una manifestazione a Marjupol, nel sud-est del Paese, s’è concluso con l’occupazione del consiglio comunale da parte dei manifestanti filo-russi. Oltre 1000 manifestanti gridando “Slavjansk, siamo con te!” e “Referendum“, hanno costretto la polizia, a guardia del palazzo, a ritirarsi. 1500-2000 manifestanti erano davanti gli uffici del Servizio di sicurezza dell’Ucraina (SBU) di Lugansk. La maggior parte delle forze di polizia della città è passata con i manifestanti. Il movimento anti-Majdan della regione di Odessa dichiarava l’istituzione della Repubblica Popolare di Odessa invitando i residenti a impedire a polizia e militari di entrare nella città. “A partire da oggi, la regione di Odessa diventa la Repubblica popolare di Odessa, dove il potere appartiene solo al popolo che vive sul suo territorio“.
A Kiev, il Consiglio di Sicurezza dell’Ucraina veniva convocato per una sessione d’urgenza su Slavjansk, dove si decideva di lanciare un’”operazione militare su larga scala” contro la cittadina. Secondo il ‘presidente’ golpista Turchinov, gli attivisti anti-Majdan dovevano deporre le armi e abbandonare gli uffici amministrativi occupati alle 09:00 del 14 aprile. Il ‘ministro degli Interni’ golpista Arsen Avakov aveva annunciato la creazione di unità speciali per affrontare i ‘separatisti’ delle regioni orientali dell’Ucraina.
Quando le truppe inviate da Kiev hanno occupato l’aeroporto presso Kramatorsk con elicotteri, blindati trasporto truppa (APC), carri armati e aerei da combattimento, si è svolta un breve scontro con morti su entrambi i lati. Le truppe ucraine così riuscivano ad occupare l’aeroporto di Kramatorsk. All’inizio le truppe “avviarono dei negoziati con la milizia del popolo, che controllava il campo d’aviazione. Ma poi spararono all’improvviso, causando tre feriti tra la milizia” presso il villaggio di Pchjolkino, a sud dell’aeroporto. Gli attivisti che controllavano la base furono costretti a ritirarsi, ma la città restava sotto il controllo delle milizie popolari, bloccando l’ingresso a Kramatorsk. “Siamo stati costretti ad abbandonare il campo d’aviazione, ma la città è sotto il nostro controllo, non permetteremo alle truppe ucraine di entrare“. “Vi sono circa 60 veicoli blindati, che si preparavano da diversi giorni, e ora iniziavano l’assalto al campo d’aviazione. I manifestanti bloccavano la strada, perciò iniziarono a sparare, causando dei feriti. Ci siamo ritirati. C’erano circa 15 carri armati e altri veicoli blindati“. Subito dopo l’operazione, centinaia di civili si sono riuniti nel campo per negoziare con le truppe. Vi erano circa 50 militari in uniformi nere e verdi, che spararono colpi di avvertimento per disperdere i civili. A loro volta, i manifestanti avevano eretto delle barricate. Il generale dell’SBU Vassilij Krutov, inviato a reprimere la popolazione locale, aveva detto che tutti gli attivisti che non deponevano le armi sarebbero stati “distrutti”. “Li avverto che se non depongono le armi, saranno distrutti“. Alla periferia due manifestanti fermavano un carro armato gridando “Cosa credi di fare, non sai che siamo fratelli?
10268593Ma le truppe dispiegate dai golpisti di Kiev per reprimere la resistenza dei manifestanti di Kramatorsk, nell’Ucraina russofona, sono state infine accolte dalla città come eroi, dopo aver deciso di disobbedire agli ordini illegali di Kiev di sparare sui civili. Dopo una breve trattativa, le truppe dichiaravano che avrebbero protetto la popolazione di Kramatorsk contro l’uso illegale della forza, piuttosto che eseguire gli ordini illegali dei golpisti a Kiev. “Tu sei un militare, devi proteggerci“, diceva una donna al ragazzo su un veicolo corazzato alla periferia di Kramatorsk. Il soldato rispose “Non spareremo, non contro i nostri fratelli. Non ne avevamo nemmeno intenzione…” Avvicinandosi alla città, un’altra colonna di sei APC issava la bandiera russa, per evitare  scontri con le forze di autodifesa, mentre i collegamenti telefonici e internet locali venivano parzialmente bloccati dai golpisti di Kiev. Il personale dei sei veicoli da trasporto blindati, circa 60 militari, infine passavano con gli attivisti pro-federalismo unendosi alle squadre di autodifesa locali: “Li abbiamo trovati in una piazza vicino alla stazione ferroviaria. Un gruppo di donne li circondava, gli abbiamo detto che siamo residenti pacifici che lottano per i propri diritti e che non ci sono terroristi. Il primo veicolo corazzato da trasporto aveva una bandiera russa, e se ne andato insieme ai manifestanti verso Slavjansk”. “Vediamo che non sono né separatisti né terroristi, ma normali residenti con cui non abbiamo intenzione di combattere“, ha detto uno dei soldati. Le truppe arrivate a Slavjansk hanno così tolto le bandiere ucraine e consegnato i veicoli alla milizia. “Abbiamo deciso di non combattere contro la popolazione. Ci rifiutiamo di difendere tali autorità“. Gli equipaggi hanno detto di non aver ricevuto rifornimenti da quattro giorni, e di essere stati spediti nella regione di Donetsk dalla confinante regione di Dnepropetrovsk. Infatti, tutte le truppe che si sono schierate con l’auto-difesa provengono da Dnepropetrovsk. “Entrambe le parti erano semplicemente in piedi a fumare, in attesa di Dio-sa-cosa. Poi la milizia locale è arrivata ed ha chiesto alla gente del posto di fare un passo indietro iniziando i negoziati. Ai soldati è stato chiesto se volessero mollare, ci hanno pensato un po’ ed infine erano d’accordo“. Molti soldati si sono appuntati i nastri di San Giorgio, il tradizionale emblema russo che commemora la lotta dell’Unione Sovietica contro il nazismo. Dei 500 soldati ucraini della 25.ma Brigata paracadutisti entrati a Slavjansk, circa 300 decidevano di deporre le armi a seguito dei negoziati con la popolazione, “Siamo riusciti a negoziare con loro. Circa 300 militari hanno deciso di deporre le armi e di rientrare“.
Il golpista Aleksandr Turchinov sbraitava: “La 25.ma Brigata paracadutisti, che ha mostrato vigliaccheria e deposto le armi, sarà sciolta. E i soldati responsabili saranno chiamati a risponderne in tribunale“. Inoltre, il ‘procuratore generale’ golpista dell’Ucraina, Oleg Magnitskij, affermava che un procedimento penale era stato avviato nei confronti di 14 banche russe. Andrej Parubij, capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale e Difesa dell’Ucraina, annunciava che il primo battaglione della Guardia Nazionale “composto da volontari dell’autodifesa di Majdan“, aveva lasciato Kiev per il sud-est. A sua volta il ministro degli Esteri della Polonia Radoslaw Sikorski ha detto che “l’Ucraina ha il diritto di usare la forza per bonificare le aree occupate dai gruppi filo-russi”. Radoslaw Sikorski è sposato con la neocon statunitense Anne Applebaum, ed è cittadino inglese dal 1980, conosce David Cameron e fu consigliere di Rupert Murdoch nel 1988-1992, nonché borsista dell’American Enterprise Institute di Washington, nel 2002-2005, e direttore esecutivo di the New Atlantic Initiative. Anche un portavoce del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ha detto che il governo dell’Ucraina era obbligato a rispondere alle “provocazioni”. Nel frattempo la Casa Bianca ha confermato che il direttore della Central Intelligence Agency aveva visitato Kiev il 12 aprile. Mosca ha esortato Washington a rispondere alle affermazioni della stampa russa secondo cui il direttore della CIA, John Brennan, aveva visitato in incognito Kiev, viaggiando sotto falsa identità al fine di evitare attenzioni. Il capo della CIA ha incontrato funzionari della sicurezza e dell’intelligenza ucraine e consigliato su come rispondere alla crisi in Ucraina orientale. L’addetto stampa della Casa Bianca, Jay Carney, ha detto che non c’era nulla di sospetto nel viaggio del direttore della CIA in un Paese straniero, “le visite di alti funzionari dell’intelligence (all’estero) sono un modo comune per promuovere la cooperazione nella sicurezza reciprocamente vantaggiosa“. Mosca ha risposto che Washington “Non ha ancora dato una risposta chiara” sui motivi della visita di Brennan a Kiev. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov affermava che il Cremlino ancora attende “spiegazioni comprensibili” sul viaggio di Brennan, ma la Casa Bianca s’è rifiutata di svelare la natura del viaggio del direttore della CIA. Infine, Sergej Lavrov ha avvertito le autorità ucraine, “Se gli attuali governanti a Kiev decidono di usare la forza contro i manifestanti nel sud-est, la nostra cooperazione sarà compromessa, non c’è dubbio su ciò“.
Lee Jay Walker dichiara a Modern Tokyo Times: “I doppi standard delle élite a Kiev e delle nazioni estere che si oppongono alla Federazione russa sono stupefacenti. Dopo tutto, il nuovo ordine politico a Kiev nasce con intimidazioni, violenze e occupazione del potere con la forza. In Crimea il voto ha avuto luogo per via di tale nuova realtà politica, oltre che per la natura russofoba delle nuove élite filo-occidentali a Kiev. Tuttavia, l’urna non è stata ritenuta idonea a Kiev e per delle masse in tale nazione. Pertanto, il colpo di Stato ha avuto luogo e ciò è stato relativizzato dalle potenze occidentali a vantaggio della propria agenda politica contro la Federazione Russa. Allo stesso modo, la NATO e gli intrighi occidentali sono responsabili della morte di un numero imprecisato di civili in Iraq, Kosovo (Serbia), Libia, Siria e altre nazioni. Infatti, non passa giorno in cui il terrorismo non assassini persone nelle varie nazioni destabilizzate dalle potenze NATO e del Golfo. Nonostante ciò, il mantra del diritto internazionale e la solita guerra mediatica sono in pieno svolgimento, nonostante il fallimento totale e l’ipocrisia del piano antirusso“.
10171219In relazione alle operazioni repressive dei golpisti a Kiev, il presidente russo Vladimir Putin aveva parlato al telefono con il capo delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon discutendo delle tensioni causate dalle operazioni di Kiev. “Il segretario generale… ha sottolineato che qualsiasi aggravarsi della crisi sarebbe profondamente dannosa per tutti gli interessati, da qui la necessità di lavorare per disinnescare la situazione“. Il 13 aprile Mosca chiese al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e all’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) di studiare con urgenza la situazione nel sud-est Ucraina. “Chiediamo che i manifestanti di ‘Majdan’ che hanno rovesciato il legittimo presidente dell’Ucraina fermino immediatamente la guerra contro il loro popolo e adempiano i loro impegni nell’ambito dell’accordo del 21 febbraio“, affermava il ministero degli Esteri russo. “I mandanti occidentali dei manifestanti di “Majdan”, soprattutto coloro che firmarono il suddetto accordo, e anche gli Stati Uniti che li appoggiano, devono trattenere i loro protetti, ora fuori controllo, e allontanarli da neo-nazisti e altri estremisti, smettere di usare le armi contro il popolo ucraino e avviare immediatamente un vero dialogo nazionale, in cui tutte le regioni abbiano ruolo paritario nell’interesse di una riforma costituzionale veloce e fondamentale. La possibilità di evitare la guerra civile è nelle mani dell’occidente“. Il 14 aprile, il Ministro degli Esteri della Federazione Russa Sergej Lavrov criticava gli Stati Uniti e l’UE per aver tentato di incolpare Mosca per gli eventi in Ucraina. Ha anche giustificato il diritto dei manifestanti pro-federalizzazione del Paese a reagire davanti alle mancate garanzie del governo golpista di Kiev verso i loro interessi. “I residenti della zona orientale del Paese, in gran parte russofoni, temono l’ascesa degli ultranazionalisti nel governo centrale del Paese e hanno chiesto maggiore autonomia, anche sulla questione della lingua. Condanniamo categoricamente e chiediamo la cessazione dell’invio di forze di sicurezza e divisioni dell’esercito, in violazione delle norme del diritto ucraino e internazionale, per reprimere le proteste”. La Russia invitava l’occidente a premere sulle autorità di Kiev affinché abbandonino i piani per usare i militari contro i manifestanti, “La comunità internazionale deve esigere che i capi andati al potere tramite Majdan, fermino la guerra contro il proprio popolo“, aveva detto l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite Vitalij Churkin, nella riunione straordinaria sull’Ucraina del Consiglio di Sicurezza, convocata su richiesta della Russia. Churkin ha esortato le autorità statunitensi a contattare Turchinov per fargli abbandonare l’idea di usare la forza. L’ambasciatore russo ha anche avvertito che l’uso della forza da parte delle autorità di Kiev minaccia di sospendere l’incontro tra i capi diplomatici statunitensi, ucraini, russi e dell’UE a Ginevra. “Il tentativo bellico nel sud-est dell’Ucraina mina le prospettive del vertice“, ha detto Churkin. Il ministero della Difesa russo decideva anche di sospendere la consegna all’Ucraina di armi e materiale rimasti in Crimea, per evitare che vengano usati contro la popolazione russofona, “…Ricordo che la Russia s’è impegnata a non inviare armi nelle zone in conflitto e di cautelarsi sulle spedizioni“, dichiarava il Viceministro della Difesa Anatolij Antonov, che inoltre invitava l’occidente ad agire “con saggezza e moderazione” su possibili forniture di armi all’Ucraina, facendo notare che Mosca teme che “tali armi possano essere usate contro la popolazione o i manifestanti” delle regioni dell’est e sud-est del Paese. Il possibile uso di queste armi contro il popolo “trascinerà il colpevole nell’escalation delle tensioni“. La Federazione Russa è decisa a tutelare tutti i cittadini dell’Ucraina, convinta che ciò soltanto possa risolvere la crisi. Allo stesso tempo, Mosca vuole stabilizzare la situazione economica dell’Ucraina. Tuttavia, quando opzioni valide vengono proposte dalla Federazione russa, i golpisti a Kiev creano altro caos e tensione. E’ difficile credere che Kiev lo faccia seguendo una propria agenda, per via della propria debolezza, pertanto il ruolo oscuro delle potenze occidentali è chiaramente in gioco. Infatti, il direttore della CIA John Brennan aveva recentemente visitato Kiev avendo diversi incontri con i golpisti al potere in Ucraina, mentre Polonia, Gran Bretagna e Svezia hanno chiesto l’invio di una missione nell’ambito della politica di sicurezza e difesa comune dell’Unione europea; ovvero centinaia di ‘esperti’ in polizia e ‘diritti civili’ dell’UE da posizionare in Ucraina per rafforzare le forza della repressione dei golpisti.
Infine, secondo il Pentagono un cacciabombardiere russo Su-24 avrebbe sorvolato dodici volte, in modo assai ravvicinato, il cacciatorpediniere AEGIS della marina statunitense USS Donald Cook, schierato nel Mar Nero. Il 12 aprile l’aereo russo aveva sorvolato più volte l’USS Donald Cook a circa 500 metri di quota, per oltre 90 minuti. L’equipaggio del cacciatorpediniere fece diversi tentativi di chiedere via radio all’aereo da guerra russo la ragione delle manovre, senza ricevere alcuna risposta. Un secondo aviogetto fu osservato nelle vicinanze della nave. Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha sostenuto che la missione della nave è “rassicurare gli alleati della NATO e i partner del Mar Nero“. Mosca aveva affermato “Ciò che vediamo, per la prima volta dal 2008, è la NATO che crea un gruppo navale presso i confini russi“.

10153196Fonti:
Channel 4
Global Research
ITAR-TASS
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Modern Tokyo Times
Nsnbc
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StopNATO
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RussiaToday
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Voice of Russia

Il generale golpista Krutov,  fermato dalla popolazione di Kramatorsk

Il generale golpista Krutov, fermato dalla popolazione di Kramatorsk

La CIA pianifica in Ucraina una guerra terroristica di tipo siriano?

Jim Dean New Oriental Outlook 16/04/2014

Solo gli sciocchi credono a ciò che gli viene detto, quando è chiaro che molto altro viene nascosto“… Anonimo

10173652Qualcuno ha deciso di staccare la spina ai colloqui a quattro sull’Ucraina previsti per questa settimana. Kiev ha deciso d’invadere il proprio Paese. Sappiamo tutti che il movimento pro-referendum in Ucraina orientale è una certezza. Il governo golpista di Kiev, nei suoi primi giorni, millantava aperture ai piani per reprimere la popolazione russa in Oriente. Ha iniziato immediatamente vietandone la lingua negli affari di Stato. Ma questo era solo l’inizio della corsa per lacerare il Paese. Dimitrij Jarosh è la peggiore mina vagante, un parlamentare armato. Come capo dei 15000 nazionalisti di Fazione Destra, responsabile della gran parte delle violenze nel colpo di Stato a Kiev, organizza la nuova Guardia Nazionale con 50000 – 60000 nazionalisti, che così avrebbero accesso ad armi pesanti e stipendi pubblici. Inoltre ha dichiarato di voler essere ministro degli Interni per poter usare i suoi mafiosi nazionalisti eliminando gli oppositori. I russi in Oriente erano spaventati a morte. Non abbiamo dimenticato quanto fossero cauti i golpisti filo-occidentali su un’immediata indagine estera sulle violenze del golpe di Majdan, soprattutto su chi ne fosse il responsabile. L’intelligence statunitense ovviamente lo sa, ma non lo dice. Abbiamo tutti visto una rivolta popolare piuttosto non violenta svolgersi negli ultimi giorni, con i manifestanti e la polizia locale molto attenti ad evitare vittime. Alcune unità si sono persino ammutinate e unite al popolo, tra cui un’unità Berkut indossante nastri di San Giorgio, felicemente acclamata dalla folla mentre rientra nel comando. Manca dal quadro la teppaglia nazionalista che abbiamo visto a Kiev il mese scorso attaccare selvaggiamente la polizia antisommossa disarmata. Li abbiamo anche visti usare tattiche in cui furono chiaramente addestrati. Eppure non ci furono grida al vento per scoprire chi ci fosse dietro il golpe delle forze anti-Janukovich. Più tardi arrivarono le intercettazioni di posta elettronica sugli attacchi sotto falsa bandiera pianificati dall’ambasciata statunitense in coordinamento con il governo golpista… per incolparne i russi.
Un focus diplomatico per diminuire le tensioni era già stato deciso da Kerry e Lavrov. Il primo per una nuova costituzione. Ma le cose cominciarono a trascinarsi, per dare a Kiev il tempo per cercare di consolidare il potere, e così avere il sopravvento nei negoziati. Kiev aveva persino deciso di mettere in crisi i rifornimenti del gas europei, per non pagare un centesimo per l’approvvigionamento attuale, sperando d’innescare la rottura con l’occidente che possa trasformarsi in un colpo propagandistico all’orso russo. Gli Stati Uniti devono aver dato l’OK. Ma non ha funzionato. Putin ha contro-attaccato magistralmente con la sua accurata lettera ai 18 clienti europei della Russia, avvertendoli di concentrarsi maggiormente su quelle bollette del gas dell’Ucraina che la Russia non ha intenzione di sopportare da sola, ma piuttosto di farne una obbligo per tutti. Nonostante la continua serie di accuse pubblicizzata da Kiev e dal dipartimento di Stato degli Stati Uniti sull’imminente invasione russa dell’Ucraina, l’occidente perde la guerra della propaganda, insieme a coloro che appoggiano il colpo di Stato. Il generale della NATO Breedlove s’è screditato  tentando di utilizzare le immagini satellitari delle esercitazioni militari in Russia/Ucraina dello scorso anno, sostenendo che fossero la prova di una forza d’invasione imminente. Obama ha fatto peggio non chiedendo le dimissioni di Breedlove. L’enorme posta sul balzo delle sanzioni di Washington e di certi alleati europei, è anch’essa evaporata. La comunità imprenditoriale europea, vecchia cliente di Gazprom, non ha voluto averci a che fare. I media corporativi occidentali minimizzano l’enorme surplus commerciale dell’UE con la Russia, dove i soldi per comprare il gas russo finanziano l’avanzo da 110 miliardi di dollari, e l’affarone delle esportazioni con esso. Nessuno vuole una guerra commerciale tranne i manichini di Washington DC. Immaginate. Così abbiamo il rapido passaggio dell’Ucraina da una risposta moderata e dai negoziati con i leader che invocano il referendum, all’annuncio dell’attuazione della soluzione militare. E l’ha detto dopo che Lavrov aveva avvertito che qualsiasi azione militare minaccerebbe i colloqui a quattro di questa settimana. Cosa sia cambiato, non ci vuole molto a scoprirlo. Anche se la CIA nega che John Brennan fosse a Kiev, è evidente che invece ci fosse stato. Ha avuto incontri non solo con il governo, ma anche con i capi della sicurezza… e un buon numero di loro,… l’ha confermato facendo sapere che c’era. I deputati comunisti l’hanno subito saputo, e gli ex-capi della sicurezza del regime, ancora con contatti nell’ambiente, hanno saputo dei colloqui. Si può supporre che l’intelligence russa avesse anche orecchie lunghe, in quanto non avrebbe permesso a Janukovich di spifferare ai media il segreto della visita di Brennan. Non sarei sorpreso nel sentire un’altra telefonata intercettata su YouTube questa settimana, la pistola fumante del caso. Ma sono un po’ nel panico vedendo Brennan rischiare un viaggio a Kiev, sapendo che non poteva restare un segreto. Devo aspettarmi che gli Stati Uniti cerchino di adescare la Russia in Ucraina orientale per arginare il collasso della credibilità del prestigio degli Stati Uniti. Brennan ha dovuto recarvisi per garantire che se ottenessero la guerra, gli Stati Uniti potrebbero fare il balzo militare e scatenare le sanzioni gravi che vogliono adottare veramente contro la Russia. E qui vi sono più indizi. L’ammutinamento delle forze di sicurezza in Oriente deve aver scosso Kiev, anche se avrebbe dovuto aspettarselo. Dopo tutto, è una regione a maggioranza russa. Abbiamo poi sentito Dimitrij Jarosh di Fazione Destra invocare il suo “esercito” a prepararsi a purificare l’Oriente. Poi il presidente Turchinov stranamente ha sostenuto che l’invio di un reggimento di 350 riservisti iniziando le operazioni. Dove sono, mi chiedo, le unità regolari? Il ministro degli Interni ad interim, Arsen Avakov, ha annunciato la creazione di unità speciali del ministero degli Interni basate su “componenti civili” dell’Ucraina, per affrontare il sentimento separatista. Sulla sua pagina Facebook, Avakov dice che Kiev è pronta “ad attirare” 12000 persone nella nuova forza, che avranno armi, attrezzature e supervisione, e sostiene inoltre che l’Ucraina orientale assaggerà per prima tale unità. Vi presenta le unità dell’esercito? Sono i 12000 teppisti di Fazione Destra di Jarosh, o un altro gruppo? Brennan ha fatto promesse a certi fantocci terroristi che la CIA ha nascosto, come i ceceni con sui sarebbe vicina, scommettendo sulla sicura sconfitta dei russi? Diffido, ma sento puzza dei preparativi per due possibilità. L’esercito rimane in riserva, mentre si lanciano in avanti le truppe usa e getta e le “unità speciali”. Kiev si preoccupa che se l’esercito venisse schierato, possa passare al popolo dandogli le sue armi pesanti? Potrebbe essere un buon modo per sbarazzarsi di Fazione Destra?
La CIA, per punire la Russia del sostegno alla Siria, ha deciso di scatenare la guerra terroristica in stile siriano nell’Ucraina orientale, per attirare i russi in una lunga lotta con la nuova arma preferita degli USA, i fantocci terroristi? Chi pagherà questa guerra? Il FMI non l’ha finanziata. La NATO non vuole finanziare nulla. Così saranno il contribuente statunitense e il Pentagono, che ha già un bilancio spremuto. Ma con un Congresso guerrafondaio, quanto difficile pensate sia ottenere che il deficit dello stanziamento venga votato dal Congresso… un paio d’ore, forse? Avviando tale conflitto, si potrebbe anche risolvere un altro problema che il nuovo governo golpista vorrebbe evitare… le elezioni. S’è già visto come la banda non può reggersi e di come le sue credenziali di fantoccio occidentale siano ben chiare al pubblico. Ciò che vedo è un gruppo che si percepisce solo come futura forza d’occupazione del proprio Paese… un destino triste per i tanto sofferenti ucraini.

1505154Jim W. Dean, redattore di VeteranToday.com, produttore/conduttore di Heritage TV di Atlanta, per la rivista online “New Oriental Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia ha un’arma segreta contro l’occidente, e non si tratta di petrolio, gas o armi nucleari

Jason Karaian QZ 14/4/2104

ap070614059593I mercati dell’energia sono alquanto instabili di recente, grazie alle violenze in Ucraina e la guerra verbale tra Russia e occidente. Entrambe le parti in conflitto giocano sulla politica dei gasdotti, con minacce e contro-minacce che volano tra il fornitore di energia più grandi del mondo e i consumatori. Come gli animi si accendono, la minaccia di chiudere gli oleodotti cruciali basta a spaventare anche i trader più temprati. Anche se petrolio e gas sono in cima ai pensieri, non sono le uniche merci di cui i trader si preoccupano. Il prezzo del palladio ha avuto un balzo da tre anni ad oggi:

spot-palladium-price-nymex-price_chartbuilderLa Russia è il maggiore produttore mondiale del metallo, ingrediente fondamentale per convertitori catalitici nelle automobili, condensatori elettronici, corone, gioielli e molto altro. Mentre l’occidente minaccia sanzioni sempre più severe contro la Russia, per le sue presunte provocazioni in Ucraina orientale, la Russia potrebbe infliggere danni simili con proprie restrizioni commerciali. Limitare le esportazioni di palladio può essere un’utile ed efficace arma rispetto al divieto di visto imposto ai principali funzionari occidentali, ma non provocatorio come l’embargo su petrolio o gas. Ciò che dà alla Russia mano libera nel possibile uso della “politica del palladio”, sono i minatori in sciopero in Sud Africa, il secondo maggiore grande produttore di palladio del mondo. Circa 80000 minatori sono in sciopero per il salario e devono ancora tornare al lavoro. Russia e Sud Africa controllano più di tre quarti della produzione di palladio nel mondo, secondo Johnson Matthey. L’anno scorso, la domanda di palladio ha superato l’offerta di 23 tonnellate (25,4 tonnellate), così le scorte già si esauriscono.

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Gli europei sono giustamente preoccupati per l’affidabilità delle forniture energetiche russe, mentre gli Stati Uniti cominciano a gettare il loro peso di produttori che potrebbero influenzare il mercato petrolifero. Ma le schermaglie iniziali della guerra economica tra Russia e occidente non sono state combattute sugli oleodotti. Gli Stati Uniti hanno già usato il settore finanziario per azzoppare una banca russa e disturbare i sistemi di pagamento del Paese, mentre i Paesi europei hanno congelato i contratti per la Difesa con i russi. Controllando un oscuro metallo prezioso, ma assai importante, la Russia ha un mezzo per reagire; il prezzo del palladio è in crescita del 13% nel mercato, quest’anno, con i futures che suggeriscono ulteriori guadagni futuri. Può sembrare strano, ma una disputa  territoriale in Ucraina potrebbe far balzare i prezzi negli autosaloni europei e nelle cliniche odontoiatriche statunitensi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Disordini popolari nel sud-est dell’Ucraina: esito della crisi

Pjotr Borovoj Strategic Culture Foundation 14/04/2014

1978674I disordini popolari nell’Ucraina sud-orientale contro i dirigenti a Kiev comprende sempre più città, dallo scorso fine settimana. In realtà Kiev perde il controllo sulle regioni di Donetsk e Lugansk (con una popolazione di oltre 6,5 milioni di abitanti). Vi sono due forze politiche contrapposte: coloro giunti al potere con un colpo di Stato e il movimento di resistenza civile nella parte sud-orientale del Paese, sorto per difendere i diritti del popolo. L’obiettivo principale del gruppo a Kiev è legalizzare il proprio potere. Il movimento di protesta sud-orientale (8 regioni con 20 milioni di abitanti) è fare dell’Ucraina uno Stato federale tramite il referendum sull’autodeterminazione… Kiev rifiuta di discutere l’idea della federalizzazione e dice che i disordini civili sono inscenati da “separatisti”.
Per capire la radice del problema e cosa ha fatto esplodere il confronto politico si dovrebbe ricordare che i torbidi di dicembre 2013 – febbraio 2014 hanno riportato l’ideologia fascista di Stepan Bandera, collaborazionista dei fascisti tedeschi nella seconda guerra mondiale,  effettivamente legalizzato nelle parti occidentali e centrali del Paese. E’ particolarmente popolare tra i giovani di 15-25 anni. Gli eventi caotici hanno fatto emergere una serie di organizzazioni neo-naziste con il gruppo Pravý Sektor in testa, guidato da Dmitrij Jarosh, membro dell’influente Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale ucraino. Il 12 aprile ha mobilitato formazioni armate per reprimere i disordini civili nel Sud-Est. Jarosh è ufficialmente un candidato presidenziale. L’elezione è prevista per il 25 maggio. I programmi del movimento nazionalista banderista prevedono l’ucrainizzazione e l’esclusione della lingua russa nel Paese, reprimere gli oppositori politici, come vietare il Partito delle Regioni, il partito di governo con Victor Janukovich, e la discriminazione etnica o, in altre parole, l’apartheid. La giunta a Kiev è sinonimo di Stato etnico. I sostenitori dell’etnocrazia rifiutano categoricamente di riconoscere il russo come lingua ufficiale insieme all’ucraino. Perciò 20 milioni di persone che vivono nel Sud-Est semplicemente non hanno posto nella società ucraina. Così le due forze opposte perseguono obiettivi diversi e hanno visioni opposte sulla struttura statale dell’Ucraina. Le aspirazioni dei 20 milioni di russi e russofoni non possono essere ignorate in eterno; le offerte insignificanti del regime a Kiev non possono risolvere la crisi. In nessun modo l’uso della forza risolverà il problema. La protesta è sempre più forte in nuove aree e persone. Parlando del confronto in Ucraina, oggi, si può dire senza dubbio che il punto di non ritorno è già stato superato.
In realtà, gli eventi nel Nord-Est vanno oltre la rivolta popolare. C’è solo un modo per fermarli, le richieste dei manifestanti dovrebbero essere soddisfatte senza indugio: referendum per l’autodeterminazione locale devono tenersi e il russo dovrebbe diventare la seconda lingua ufficiale.  Dopo tutto, solo le riforme che rendano l’Ucraina uno Stato federale con il diritto delle regioni alla secessione potrebbero lasciare il Paese integro. Il tempo sta per scadere. Più a lungo il regime a Kiev ritarderà una risposta positiva alle esigenze del Sud-Est, o se lancia azioni punitive contro i manifestanti, meno probabilità avrà l’Ucraina di rimanere uno Stato con i suoi confini attuali. Referendum e nuove elezioni parlamentari e presidenziali, così come l’adozione di una nuova costituzione: questo è il modo per uscire dalla crisi. Tale punto di vista è stato espresso dal capo legale dello Stato ucraino Victor Janukovich nella sua conferenza-stampa tenutasi il 13 aprile a Rostov sul Don.

454feb891d3035f97dc0d0024ac40472_article630bwLa ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line dello Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La ricetta segreta ucraina: “Brennan a Kiev”

Wayne Madsen, Strategic Culture Foundation, 15/04/2014
0107-John-Brennan-CIA.jpg_full_600Il direttore della Central Intelligence Agency, John O. Brennan, prepara una tempesta in Ucraina e “Brennan a Kiev” è l’entrée sul menu. Brennan ha recentemente visitato in segreto la capitale ucraina per discutere con i golpisti su come spezzare la rivolta in Ucraina orientale. Secondo diverse agenzie europee Brennan è arrivato il 12 aprile a Kiev con un passaporto diplomatico sotto falsa identità. Brennan avrebbe esortato i membri del “Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale”, l’autorità suprema creata dai capi che hanno deposto il Presidente Viktor Janukovich nel colpo di Stato di febbraio, a sedare con violenza la ribellione degli ucraini filo-russi a est. Brennan e altri funzionari del governo degli Stati Uniti sono anche responsabili dell’identificazione dei secessionisti dell’est come “terroristi”, nell’ambito di una grande guerra di propaganda statunitense e occidentale contro i leader secessionisti ucraini orientali e il governo russo. La notizia della visita segreta di Brennan a Kiev proviene soprattutto dai lealisti di Janukovich rimasti nel governo ucraino, così come dai funzionari del Partito Comunista ucraino ancora parlamentari. Brennan ha coordinato le attività anti-russe della CIA con i servizi d’intelligence degli alleati della NATO in Europa orientale, in particolare di Paesi baltici, Polonia, Repubblica ceca e Slovacchia. E’ anche significativo che Brennan, figlio di immigrati irlandesi, sia sposato con Kathy Pokluda, nativa del New Jersey di origine ceca. Tre figli di Brennan, Kyle, Kelly e Jaclyn, sono ceco-irlandesi. I Pokluda non abitano solo nella Repubblica Ceca, ma anche in Slovacchia e Ucraina occidentale. I legami di Brennan con la Repubblica ceca, che ha eletto capi violentemente antirussi, spiega in parte il desiderio di Brennan di aumentare le tensioni con Mosca in Ucraina orientale.
Stati Uniti e Gran Bretagna hanno chiamato i capi della violenta ribellione che rovesciò Janukovich a febbraio “combattenti per la libertà” e “forze pro-democrazia”, anche se le milizie nazionaliste di  destra hanno sparato sui manifestanti di piazza Majdan con i cecchini annidati negli edifici intorno al luogo delle proteste. I “combattenti per la libertà” dell’occidente hanno ucciso numerosi manifestanti e agenti di polizia. La CIA, utilizzando prevalentemente i gruppi di facciata della “società civile” di George Soros e le operazioni mediatiche, aveva affermato che i cecchini erano fedelissimi del governo Janukovich e persino unità delle forze speciali russe. Tuttavia, ciò che la CIA accusa facciano Janukovich e la Russia in Ucraina è esattamente ciò ha fatto nelle ultime settimane: dispiegare unità delle forze speciali, tra cui forze di sicurezza private della CIA, come  l’Academi (la famigerata ex-Blackwater), per sparare sui manifestanti filo-russi nell’Ucraina orientale. Brennan, i cui sentimenti filo-sauditi sono così ben noti che viene soprannominato “Shayq Brennan” dagli addetti della CIA, secondo quanto riferito ha contribuito a forgiare la reazione violenta delle forze di sicurezza ucraine nella città di Slavjansk e in altri centri abitati, tra cui Donetsk, Kharkov e Lugansk. Essendo normale routine viaggiare, per i direttori della CIA, Brennan avrebbe fornito consulenza ai funzionari ucraini, assistito da una squadra del servizio nazionale clandestino della CIA, tra cui agenti sul campo della CIA, già presenti in Ucraina e che parlano correntemente l’ucraino. In reazione alla presenza di Brennan nella capitale ucraina, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha chiesto spiegazioni a Washington su ciò che Brennan fa in Ucraina.  Parlando ad una conferenza stampa, Lavrov ha detto che la Russia non ha ancora ricevuto una risposta ragionevole dagli Stati Uniti sullo scopo del viaggio segreto di Brennan a Kiev.
La CIA ha una lunga tradizione nell’assumere il comando virtuale dei servizi di sicurezza stranieri, come il servizio di sicurezza ucraino o Sluzhba Bezpekij Ukrajinij (SBU). Durante il regno dello Scià dell’Iran, la CIA guidava il temuto servizio di sicurezza SAVAK iraniano e dopo che si dimise  da direttore della CIA, Richard Helms divenne l’ambasciatore degli Stati Uniti a Teheran. Come nelle recenti attività di Brennan in Ucraina, Helms comandava la SAVAK addestrata dalla CIA in Iran. Ciò che seguì all’operato di Helms a Teheran fu la rivoluzione islamica che, in parte, reagì agli  agenti della SAVAK addestrati dalla CIA in tecniche di tortura ed esecuzioni extragiudiziali dei leader dell’opposizione iraniana. La CIA guidava virtualmente i servizi segreti del dittatore dello Zaire Mobutu Sese Seko, del caudillo della Repubblica Dominicana Rafael Trujillo, del dittatore panamense Manuel Noriega e di quello nicaraguense Anastasio Somoza. Tuttavia, ciò che potrebbe causare una certa apprensione tra i capi provvisori di Kiev, va notato: quando la CIA si stancò di tali dittatori, se ne sbarazzò rapidamente. Mobutu morì in esilio in Marocco, dopo essere stato rovesciato da forze aiutate dalla CIA. Trujillo fu assassinato nella sua Chevrolet Bel Air da congiurati addestrati dalla CIA. Noriega fu arrestato mentre cercava asilo nell’ambasciata del Vaticano a Panama City, dopo l’invasione degli Stati Uniti; fu condannato in Florida e in Francia ed ora marcisce in una prigione nella giungla panamense; e Somoza fu costretto a fuggire in Nicaragua dopo il taglio del sostegno degli Stati Uniti; la sua auto fu poi colpita da un razzo anticarro mentre viveva in esilio in Paraguay. Il presidente temporaneo ucraino Aleksandr Turchinov, il primo ministro Arseniyj Jatsenjuk, il ministro degli Interni Arsen Avakov e gli altri golpisti ucraini, ovviamente, non hanno considerato ciò che la CIA fa dei suoi “amici” diventati inutili e spendibili.
Il deputato del Partito comunista ucraino Vladimir Golub ha detto a RIA Novosti che l’SBU è diventata una “unità della CIA”. Gli agenti della CIA hanno respinto le notizie su Brennan a Kiev come “bugie”. Tuttavia, Brennan è noto per aver mentito in passato sulle operazioni clandestine della CIA e la CIA ha pubblicato la sua risposta standard che “né conferma né smentisce” la presenza di Brennan in Ucraina.
Brennan mentì sul ruolo di sauditi e Qatar nell’operazione della CIA a Bengasi, in Libia, che vide l’ambasciatore USA Christopher Stevens e altri tre diplomatici statunitensi uccisi dai ribelli islamisti nel tentativo di trasferire armi dai depositi del leader libico caduto Muammar Gheddafi ai guerriglieri salafiti in Siria. Brennan era il viceconsigliere per la sicurezza nazionale del presidente Obama al momento del disastro di Bengasi. Dopo l’ammissione del direttore della CIA David Petraeus di una relazione extraconiugale con la sua biografa, Brennan, ex-agente del Servizio Nazionale Clandestino della CIA dai solidi legami con l’Arabia Saudita, sostituì Petraeus. Brennan ha supportato la politica dell’invio segreto di armi e tortura dell’amministrazione di George W. Bush, usata contro “al-Qaida” in tutto il mondo. Dopo il suo ritiro nel 2005, Brennan è diventato l’amministratore delegato di The Analysis Corporation (TAC), il contraente privato favorito dalla CIA. Fin dall’inizio della campagna presidenziale del 2008, i dipendenti del TAC di Brennan presso l’Ufficio passaporti del dipartimento di Stato, si assicurarono che certe informazioni su Obama e i suoi parenti venissero eliminate dai documenti del dipartimento di Stato. Il mini-scandalo riguardava anche le registrazioni dei passaporti degli avversari di Obama, Hillary Rodham Clinton e John McCain, cancellati anch’essi. Brennan fu premiato per il suo lavoro a favore della campagna di Obama con la seconda carica nel Consiglio di Sicurezza Nazionale e, infine, con la direzione della CIA dopo la caduta di Petraeus. Brennan prende poche decisioni senza prima discuterne con Obama. Qualsiasi decisione d’inviare agenti della CIA, tra cui mercenari, in Ucraina orientale avrebbe il consenso di Obama, ufficialmente con la firma di un “decreto presidenziale”, o ufficiosamente con una semplice “strizzatina d’occhio e un cenno del capo” a Brennan. Brennan, definito un “delinquente insopportabile” dai funzionari e pensionati della CIA che lo conoscono, non sarebbe la figura più gradita in Ucraina, se le autorità di Kiev in realtà desiderassero la soluzione pacifica con gli oppositori…

John-Brennan-Confirmed-As-CIA-DirectorLa ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line dello Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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