La NATO accelera le attività contro la Russia per giustificare la propria esistenza

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 12/04/2014
1902742Questa settimana la NATO segna un triplice anniversario: i 15 anni dell’adesione all’alleanza di  Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca; i 10 anni dell’adesione di Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia e Slovenia e i 5 anni di Albania e Croazia. È il momento in cui la NATO sembra trovare una giustificazione alla propria esistenza. Ecco dove la crisi in Ucraina aiuta…
Parlando l’8 aprile a Parigi, il segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen ha detto che ulteriori interventi della Russia in Ucraina avrebbero “gravi conseguenze” sulle relazioni di Mosca con la NATO e “isolerebbero ulteriormente la Russia a livello internazionale“. Rasmussen ha invitato la Russia a ritirare ciò che ha descritto come “decine di migliaia” di soldati ammassati sul confine ucraino. “Abbiamo attuato i piani per garantire la difesa e la protezione dei nostri alleati“, ha detto. “È evidente che l’evoluzione della situazione della sicurezza in Ucraina e alle sue frontiere rende necessario rivedere i nostri piani di difesa e rafforzare la nostra difesa collettiva“. Ha detto che la NATO esamina l’accordo di cooperazione (Atto istitutivo del 1997) con la Russia e la successiva dichiarazione di Roma del 2002 che impediva alla NATO la creazione di basi in Europa orientale e centrale. I ministri degli Esteri dell’alleanza decideranno a giugno. “Queste decisioni saranno influenzate dalla situazione in Ucraina e dal comportamento russo“, ha detto Rasmussen. (1) Il 9 aprile, il generale dell’US Air Force Philip Breedlove, comandante del comando europeo degli Stati Uniti e comandante supremo alleato in Europa (SACEUR) delle NATO Allied Command Operations, ha detto all’Associated Press (2) che i prossimi piani della NATO prevedono la mobilitazione delle truppe statunitensi. Secondo il generale, non “escluderebbe il coinvolgimento di alcuna nazione, inclusi gli Stati Uniti.” “Essenzialmente ciò che prevediamo è un pacchetto di misure terrestri, aeree e marittime per fornire sicurezza ai nostri alleati orientali“, ha detto Breedlove. “Ho il compito di deciderlo entro la prossima settimana. Intendo adottarlo pienamente e presto”, ha osservato. Le sue parole facevano eco al capo della difesa degli Stati Uniti. Parlando alla CNN, il 9 aprile, il segretario alla Difesa statunitense Chuck Hagel ha detto, “Siamo sempre vigili e guardiamo sempre le opzioni da prendere“. (3) L’assistente del segretario alla Difesa Derek Chollet, testimoniando alla Commissione Forze Armate della Camera l’8 aprile, ha detto che gli Stati Uniti “riesaminano le loro forze in Europa e le nostre esigenze in schieramenti futuri, esercitazioni e formazioni nella regione“. (4) Non ha specificato quale riesame potrebbe comportare quando il Pentagono affronta tagli di bilancio e cerca di ridispiegare parte delle proprie risorse nella regione Asia-Pacifico nell’ambito della strategia del pivot. Tutti questi funzionari degli Stati Uniti non avrebbero fatto tali dichiarazioni minacciose, ovviamente, se non avessero almeno un’opzione sul tavolo. Il giorno dopo la decisione della NATO di porre fine alla cooperazione con la Russia, l’8 aprile la Süddeutsche Zeitung, il maggiore quotidiano per abbonamento tedesco, per dirla chiaramente ha affermato che “la NATO ora vede nella Russia un nemico“. Ha intenzione di attuare il messaggio o è solo una dichiarazione raffazzonata?

I tamburi di guerra si sentono negli USA
I repubblicani della Camera USA chiedono al Pentagono di rivedere la sua strategia. Ad esempio, il presidente del Comitato Forze Armate della Camera Buck McKeon ha presentato, l’8 aprile, una legge volta a stimolare la postura e le capacità di militari degli Stati Uniti in Europa per contrastare “l’aggressione russa all’Ucraina e agli alleati della NATO“. Il disegno di legge, sostenuto dai repubblicani Mike Turner e Mike Rogers, chiede che gli Stati Uniti sospendano l’attività militare con la Russia e forniscano consulenze militare e assistenza tecnica all’Ucraina. I repubblicani hanno criticato il Quadrennial Defense Review, documento strategico recentemente pubblicato dal dipartimento della Difesa per, tra le altre cose, menzionare appena la Russia. Derek Chollet, assistente del segretario alla Difesa per la sicurezza internazionale, ha detto che “non pensiamo di riscrivere il QDR” ma le azioni della Russia spingeranno gli USA a riesaminare la presenza di truppe in Europa. (5) Vi sono voci che chiedono l’espansione della NATO. I senatori John McCain e Lindsey Graham raccomandano d’accrescere “cooperazione e sostegno a Ucraina, Georgia, Moldova e agli altri partner non-NATO“. McCain e Graham esortano l’espansione della NATO in Georgia e Moldavia. L’iniziativa in politica estera ha raggruppato 56 star neoconservatrici a sostegno del Membership Action Plan della Georgia e dell’adesione di Finlandia, Svezia, Ucraina e “altri partner europei della sicurezza“. Un gruppo di 40 membri del Congresso ha chiesto l’ammissione di Macedonia e Montenegro, e infine del Kosovo, avanzando “la prospettiva dell’adesione di Georgia e Bosnia-Erzegovina” e continuando la “stretta collaborazione… con altri Paesi dell’Europa centrale e orientale che vogliono relazioni più strette con Stati Uniti e NATO“.

La NATO intensifica le attività militari
Tra le crescenti tensioni in Ucraina, il governo polacco ha confermato che le esercitazioni militari congiunte con gli Stati Uniti continueranno a giugno con l’arrivo di altri caccia F-16. Secondo la radio polacca (6) del 10 aprile, aerei da rifornimento saranno inviati in Polonia dal Regno Unito, nello stesso periodo. “Ciò mostra il forte impegno degli alleati e la visibile presenza degli Stati Uniti“, ha detto al notiziario TVN24 il ministro della Difesa Tomasz Siemoniak. “Ci sforziamo di assicurare che le lezioni della crisi (russo-ucraina) portino alla duratura presenza della NATO in Oriente“, ha aggiunto. Alla domanda sulla disponibilità della NATO ad intervenire in caso di  attacco contro uno suo Stato membro, Siemoniak ha detto che “queste forze sono pronte ad un intervento immediato“. Il ministro ha osservato che 18 jet da combattimento F-16 degli Stati Uniti saranno dislocati in una base aerea di Lask, Polonia centrale, dove gli Stati Uniti e le forze armate polacche collaborano da oltre un anno e mezzo. “Per diverse settimane c’erano 12 aerei F-16 ed aerei da trasporto“, ha detto il ministro della Difesa aggiungendo che le forze della NATO nella regione sono interessate ad “attività a lungo termine che potrebbero durare anni o decenni“, anche se ha riconosciuto che un tale accordo non può essere concluso “in pochi giorni“. Nel frattempo l’USS Donald Cook e la nave-spia francese Dupuy de Lome sono nel Mar Nero. L’USS Donald Cook è la terza nave da guerra statunitense inviata nel Mar Nero. A febbraio, gli Stati Uniti hanno inviato la fregata USS Taylor nelle acque del mare per garantire la sicurezza dei Giochi Olimpici di Sochi. Il mese scorso, l’USS Truxtun aveva attraversato il Bosforo per condurre esercitazioni congiunte nel Mar Nero con Bulgaria e Romania. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha già detto che la presenza di navi statunitensi nel Mar Nero ha superato il limite della convenzione. Le precedenti visite navali statunitensi nel Mar Nero avvenivano nell’arco di mesi.
Le aeronautiche di NATO e Partenariato per la Pace hanno appena terminato le esercitazioni offensive e difensive in Olanda nell’ambito delle manovre Frisian Flag. L’esercitazione olandese, nella base aerea di Leeuwarden, s’è svolta dal 31 marzo all’11 aprile 2014. Circa 50 aerei hanno partecipato alla missione. I jet della NATO parteciperanno ai pattugliamenti aerei nella regione, dopo l’esercitazione che gli analisti dicono aver assunto ulteriore significato per la crisi. Diversi membri dell’alleanza, tra cui Regno Unito, Stati Uniti e Francia hanno offerto altri aerei militari. Gli Stati Uniti hanno aggiunto sei F-15C in Lituania e una dozzina di F-16 e 300 truppe in Polonia, e previsto ulteriori forze per le esercitazioni in Polonia e Paesi baltici, aumentando i voli d’intelligence in Polonia e Romania. Nella riunione di marzo, la NATO ha ordinato lo studio di misure per sostenere i membri dell’alleanza dell’Europa orientale, tra cui l’invio di altre truppe e attrezzature sul posto, ulteriori esercitazioni militari, miglioramento della forza di rapido dispiegamento e revisione dei piani militari. Il comandante dell’alleanza generale Philip Breedlove ha detto che le opzioni per tale “pacchetto di assicurazione” include l’aumento delle potenza aerea e delle navi nel Mar Baltico, la creazione di una forza navale nel Mar Nero e il dispiegamento dal Texas di una brigata di 4500 effettivi dell’esercito. Ma gli europei orientali vogliono altro ancora. Il ministro della Difesa polacco Tomasz Siemoniak ha insistito: “Gli Stati Uniti devono aumentare la propria presenza in Europa centrale e orientale, anche in Polonia“. Il presidente della Romania Traian Basescu ha citato “la necessità di riposizionare maggiori risorse militari della NATO” in Romania. L’ambasciatore alla NATO dell’Estonia, Lauri Lepik, ha dichiarato: “ciò che i Paesi baltici vogliono è la presenza sul campo degli alleati”. Un ex-ministro lettone ha detto all’Economist: “Vorremmo vedere un paio di squadroni statunitensi qui, soldati e anche una portaerei“. (7) Tutti questi passaggi sono una chiara violazione del Trattato del 1997 sulla cooperazione NATO-Russia, incrementando le proprie forze in Europa orientale, la NATO ha promesso di rafforzare la difesa collettiva piuttosto che l’ulteriore stazionamento permanente di sostanziali forze da combattimento in basi regolari.

La Russia chiama alla ragione
Il Ministero degli Esteri russo ha detto che Ucraina e Stati Uniti non hanno “alcun motivo di preoccupazione” per la presenza accresciuta di forze nella regione, e che “la Russia ha ripetutamente dichiarato che non conduce attività insolite o non pianificate militarmente significative sul proprio territorio al confine con l’Ucraina“. Le autorità russe considerano le accuse del segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen contro Mosca un tentativo di rafforzare l’importanza dell’alleanza, ha detto il ministero degli Esteri russo in un commento sul suo sito del 10 aprile (8). “Le continue accuse del segretario generale contro di noi suggeriscono che l’alleanza stia cercando di usare la crisi in Ucraina per “consolidare le fila” di fronte a minacce  immaginarie presumibilmente rivolte contro Paesi della NATO, come pure di rafforzare l’importanza dell’alleanza nel 21° secolo“, dice la nota. Le recenti dichiarazioni del segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen sulla situazione in Ucraina, così come il doppio standard dell’alleanza in Crimea, ostacolano la riduzione delle tensioni, ha detto il Ministero degli Esteri russo. La Russia nega le accuse d’ingerenza in Ucraina e ha detto che vorrebbe dei colloqui sulla crisi politica ucraina coinvolgendo Stati Uniti, Unione Europea e “tutte le forze politiche in Ucraina”. La riunione di aprile dei capi degli Esteri della NATO ha dimostrato che i sostenitori dell’escalation hanno il sopravvento nell’alleanza. Truppe e forze aeree vengono concentrate in prossimità dei confini russi. La presenza e le attività militari vengono intensificate con la scusa delle esercitazioni.  L’alleanza avanza accuse infondate su un’imminente invasione dell’Ucraina dalla Russia come pretesto per ammassare forze in Europa orientale ed elaborare piani di guerra contro la Russia. La politica estera antirussa si acutizza nello spazio post-sovietico, in particolare in Ucraina, Moldova e Georgia. La NATO approfitta della situazione in Ucraina per giustificare la sua ragione d’essere, comprese le sue spese militari pari alla metà della spesa militare mondiale e superiore di decine di volte a quelle della Russia. I piani comporteranno la militarizzazione dell’Europa. L’escalation aggressiva della NATO minaccia la guerra tra NATO e Russia, una grande potenza militare nucleare. La minaccia di un disastro incombe.

nushi20130328193534277La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gladio II: guerra di quarta generazione contro Russia, Siria, Iran

Dr. Christof Lehmann, PressTV 8 aprile 2014

fsbIl Direttore del FSB Aleksandr Bortnikov ha annunciato che Umarov è stato neutralizzato a seguito di operazioni di combattimento chirurgiche nel primo trimestre del 2014. Centinaia di altri militanti e loro sostenitori sono stati arrestati. In vista delle Olimpiadi Invernali del 2014 a Sochi, i servizi di sicurezza russi hanno effettuato 33 operazioni antiterrorismo nei primi tre mesi del 2014. Tredici signori della guerra e 65 terroristi sono stati uccisi durante le operazioni, altri 240 terroristi e 18 emissari di organizzazioni terroristiche internazionali sono stati arrestati. Il capo dell’intelligence russa non ha rivelato esattamente quando Umarov è stato ucciso e non è improbabile che la sua morte fosse tenuta riservata per evitare ritorsioni durante i Giochi Olimpici Invernali 2014. A gennaio, il Presidente della Repubblica autonoma russa della Cecenia, Ramzan Kadyrov, aveva annunciato che le comunicazioni intercettate tra i capi dei terroristi indicavano che Umarov era stato ucciso. La dichiarazione è stata confermata oggi. Uno dei più stretti collaboratori di Doku Umarov, Islam Atev, è stato ucciso a dicembre insieme ad altri due taqfiri. Gli esplosivi nel loro nascondiglio, in un villaggio in Daghestan, furono attivati e fatti esplodere durante uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza russe. Il FSB della Russia stava per prendere Umarov, uno dei più pericolosi agenti taqfiri contro la Russia sponsorizzato da sauditi e NATO. Una delle ultime apparizioni pubbliche di Umarov è un video in cui invitava taqfiri russi e stranieri a sabotare a tutti i costi le Olimpiadi invernali 2014 di Sochi.
Le prove del supporto dell’Arabia Saudita ai gruppi taqfiri ceceni e di altro tipo nelle repubbliche caucasiche della Russia, così come in Siria, divennero di pubblico dominio ad agosto 2013, quando l’ufficio stampa presidenziale del Presidente russo Putin divulgò parte del verbale di una riunione tra il Presidente Vladimir Putin e l’allora capo dell’intelligence saudita principe Bandar bin Sultan, del 3 agosto 2013. I verbali rivelarono che i servizi segreti e il ministero degli interni dell’Arabia Saudita hanno il controllo diretto delle reti terroristiche in Russia e Siria. Putin e Bandar discussero, tra l’altro, dell’attacco con armi chimiche nel sobborgo di Damasco del Ghuta orientale, il 21 agosto 2013, che secondo i testimoni e altre fonti, fu effettuato dal Liwa al-Islam filo-saudita al comando di Zahran al-Lush. Fin dal 1980 l’esperto di armi chimiche Zahran al-Lush ha lavorato per le intelligence dell’Arabia Saudita e degli Stati Uniti nelle reti di al-Qaida. Il verbale della riunione Putin-Bandar ha rivelato che Bandar cercava di corrompere Putin con accordi su armi e petrolio per avere il sostegno del presidente russo nel spodestare il governo di Assad. Bandar supponeva che il governo siriano doveva essere sostituito dall’opposizione sostenuta e sponsorizzata dai sauditi. Bandar garantì che gli interessi della Russia in Siria sarebbero stati preservati dal governo filo-saudita se la Russia sosteneva il cambio di regime. Mentre Bandar ha tentato di fare di Putin un potenziale alleato del cambio di regime in Siria, ha anche fatto una minaccia velata dicendo, tra l’altro: “Posso garantirvi la protezione delle Olimpiadi invernali nella città di Sochi, sul Mar Nero, del prossimo anno. I gruppi ceceni che minacciano la sicurezza dei giochi sono controllati da noi, e non si muoveranno sul territorio siriano senza coordinarsi con noi. Tali gruppi non ci spaventano, li usiamo contro il regime siriano, ma non avranno alcun ruolo o influenza nel futuro politico della Siria“. Putin rispose che i russi sanno che i sauditi sostengono i gruppi terroristici ceceni da un decennio, e che il supporto che Bandar appena aveva offerto era assolutamente incompatibile con gli obiettivi comuni della lotta globale contro il terrorismo.
La conferma della morte di Umarov da parte del capo del FSB Aleksandr Bortnikov getta anche nuova luce su Gladio II della NATO e la sua Guerra di 4.ta generazione contro Russia, Siria, Iran, Ucraina e altri Paesi presi di mira. I terroristi dalla Cecenia e altre repubbliche caucasiche della Russia operano in Siria in unità dalle dimensioni del gruppo di combattimento e in stretto collegamento con Jabhat al-Nusrah, Liwa al-Islam e altre brigate taqfire controllate e formate dall’Arabia Saudita e dalla NATO. Combattono in Siria anche le truppe filo-USA del MEK,  responsabile della morte di almeno 17000 iraniani. A febbraio, il capo ultranazionalista ucraino dell’apertamente neonazista Pravý Sektor (Fazione Destra), Dmitrij Jarosh, aveva chiesto pubblicamente a Doku Umarov e ad altre brigate takqire in Russia e internazionali, di colpire gli interessi russi per “sostenere la rivoluzione in Ucraina”. Dmitrij Jarosh, insieme ad altri ultranazionalisti ucraini, ha combattuto contro la Russia nella guerra cecena, dove Jarosh conobbe Umarov. Pravý Sektor collabora strettamente con il cosiddetto esercito di liberazione nazionale dell’Ucraina, UNA-UNSO, che aveva giocato un ruolo chiave nella guerra filo-NATO della Georgia contro l’Ossezia del 2007. Le unità ucraine di UNA-UNSO sono ritenute responsabili di alcuni dei peggiori crimini di guerra commessi durante il tentativo della Georgia di pulizia etnica nella regione. UNA-UNSO è noto per i suoi stretti legami con l’intelligence e la rete Gladio della NATO. UNA-UNSO è, secondo gli analisti, responsabile dell’uccisione di 90 e il ferimento di oltre 500 manifestanti e agenti di polizia a Kiev ad opera dei cecchini, attribuiti alle forze speciali della polizia ucraina (Berkut) e al Presidente Janukovich. L’incidente fu usato come pretesto per il sequestro del parlamento e l’estromissione di Janukovich, il giorno dopo l’accordo mediato da polacchi, tedeschi, francesi e UE per una soluzione pacifica, riforma costituzionale ed elezioni anticipate con l’”opposizione” di Euro-Majdan. Gli Stati dell’UE e della NATO continuarono il sostegno al colpo di Stato, nonostante il fatto che una telefonata trapelata tra il capo degli affari esteri dell’UE Ashton e il ministro degli Esteri lettone Paet rivelasse che l’opposizione aveva ordinato ai cecchini gli assassini.
Una delle operazioni di alto profilo di Doku Umarov, nel 2010, fu l’attentato alla metropolitana di Mosca sotto l’ufficio del servizio d’intelligence russo FSB. L’esplosione uccise e ferì 24 persone. Dopo soli 40 minuti un’altra esplosione deragliò un treno a Park Kulturij (Parco della Cultura) a Mosca, uccidendo 12 persone e ferendone un’altra decina. Considerando l’esplosione del 2010 sotto l’ufficio di Mosca del FSB, il direttore Aleksandr Bortnikov poteva aver interesse personale nella preparazione dell’eliminazione di Doku Umarov. La Guerra di 4.ta generazione della NATO, tuttavia, è destinata a continuare fin quando la “comunità internazionale” chiuderà un occhio sulla sponsorizzazione e il controllo della NATO e dell’Arabia Saudita di morte e distruzione in nome di “libertà e demoinganno”.

spetsnaz_fsb_by_muaythai40000-d51ml1gTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Surrealpolitik di Washington e della NATO

Finian Cunningham Strategic Culture Foundation 09/04/2014

1975046La giunta illegittima a Kiev invia paramilitari mascherati e armati per sedare le proteste nelle città orientali dell’Ucraina dichiarandola operazione “anti-terrorismo”. Il presidente (sic) a Kiev Aleksandr Turchinov ha etichettato tutti coloro che cercano l’autonomia politica di Kharkov, Donetsk, Lugansk e altre città filo-russe nella parte orientale del Paese come “terroristi e criminali”;  una nuova serie di leggi raffazzonate dalla giunta, le elezioni da tenersi tra due mesi, quindi di dubbia legalità, dà ai politici sedicenti a Kiev la facoltà di perseguire chi non riconosce un’autorità auto-proclamata… Nel frattempo la NATO avverte Mosca a fare un “passo indietro” sulla presunta aggressione militare (nei propri confini!) all’Ucraina, anche se l’alleanza guidata dagli USA ha intensificato la presenza dei suoi aerei da combattimento e truppe nei Paesi vicini alla Russia. Anders Fogh Rasmussen, segretario generale dell’organizzazione della NATO, ha anche chiesto di accelerare l’integrazione di Georgia, Macedonia, Montenegro e Bosnia-Erzegovina nel patto nucleare. Ciò in aggiunta all’accordo frettoloso tra NATO e la sua giunta a Kiev sulle esercitazioni  congiunte sul territorio ucraino. Ciò costituisce un nuovo genere di politica, che si può definire “surrealpolitik”. L’ex-realpolitik della Guerra Fredda passata potrebbe essere stata cinica ed insensibile, ma almeno si basava su una realtà oggettiva che le parti poterono comunemente riconoscere e quindi negoziare. Nel nuovo genere di surrealpolitik, la versione della realtà di una parte sembra esistere nel regno della fantasia, rendendo ogni dialogo sulle contese politiche quasi, se non del tutto, impossibile.
Il regime illegale a Kiev è stato piazzato dalla NATO con un colpo di Stato contro un governo legittimamente eletto. Ciò è un fatto, eppure, nel mondo surreale di Washington e dei suoi alleati della NATO, questo fatto viene invertito nella fantasticheria che ciò che è successo a Kiev a febbraio sia stato il culmine di “una rivoluzione democratica”. Cancellati dalla narrazione oggettiva dei dettagli come il nuovo regime filo-occidentale che si arroga il potere amministrativo attraverso violenze e terrorismo, anche con cecchini nascosti che sparano sugli agenti di polizia. Senza prove a sostegno, il regime dei cecchini a Kiev, cui venne accordata prontamente l’autorità di “governo” dalle capitali occidentali e dai loro media, accusa i servizi segreti russi e il deposto Presidente Viktor Janukovich di aver orchestrato gli attacchi. Naturalmente, la fuga della telefonata incriminante del 26 febbraio tra i ministri dell’UE Catherine Ashton e dell’Estonia Urmas Paet sui cecchini segreti filo-occidentali è stata convenientemente eliminata dalle tesi ufficiali occidentali. La giunta apertamente fascista poi ha rapidamente annunciato una legislazione repressiva contro la popolazione a maggioranza etnica russa nella parte orientale del Paese. I suoi capi politici, come la truffatrice Julija Timoshenko appena uscita dal carcere, chiedono apertamente il massacro dei russi e degli oppositori, e quando scoppiano le proteste di piazza nelle città orientali dell’Ucraina contro la giunta a Kiev, quest’ultima dichiara tali manifestanti “terroristiche”. Cosa c’è più di una demagoga come Timoshenko che scherza su come bombardare i russi, per poi accusare Mosca d’intimidazione. Il segretario di Stato USA John Kerry disinfetta tale provocazione scandalosa ribadendo le intimidazioni ai russi. Il portavoce della Casa Bianca Jay Carney questa settimana ha accusato Mosca d’incitare sovversione e violenze nella parte orientale dell’Ucraina, dando così il via libera politico al regime a Kiev per inviare i suoi paramilitari neo-nazisti a Donetz e Kharkov per reprimere le manifestazioni in quelle città, dove la popolazione è comprensibilmente allarmata dalle minacce espresse pubblicamente dal regime della NATO di Kiev.
La popolazione di Donetz, Kharkov e altre città orientali assiste all’anarchia e alla teppa politica a Kiev premiata dall’esagerato sostegno diplomatico e finanziario occidentale. Le regole costituzionali e il diritto internazionale sono stati cestinati. Quindi, perché la popolazione della regione orientale, come quella di Crimea ha già fatto, non può affermare la propria autonomia politica di fronte a tale sfrenato banditismo politico? Quale autorità morale o giuridica possiede la cabala della NATO a Kiev per dare lezioni a chiunque data la sua ascesa criminale al potere amministrativo? E ancor più in particolare, le esplicite minacce alla vita e all’incolumità fisica della popolazione nella parte orientale del Paese espresse dalla giunta di Kiev e dai suoi paramilitari. Le misure di sicurezza adottate da Mosca per prepararsi a proteggere i russi in Ucraina sono  ragionevoli alla luce della presente e passata esperienza. I cosiddetti ministri di Svoboda e Fazione Destra a Kiev rendono omaggio ai fascisti ucraini che durante la Seconda Guerra Mondiale  collaborarono allo sterminio nazista di milioni di loro compatrioti. Quando gli odierni fascisti ucraini chiedono “la pulizia etnica dei russi” e di “sparargli in testa in massa” si ha un chiaro pericolo imminente che riprende in modo spaventoso gli episodi più atroci del 20° secolo. Eppure, gente come John Kerry capovolge la realtà accusando Mosca di essere travolta dall’ottenebrato atavismo del 20° secolo. Ciò cui i governi occidentali, la NATO e la sua giunta di ascari di Kiev sono impegnati è uno spericolato e ridicolo protagonismo completamente avulso dalla realtà. Alla base di tale discorso politico allucinato, i teppisti fascisti filo-occidentali che hanno preso il potere  a Kiev accusano Mosca di “aggressione” e “violazione della sovranità dell’Ucraina”. La NATO lancia accuse infiammate sostenendo che le preoccupazioni per la sicurezza russa minacciano la pace e la stabilità dell’Europa; permettendo così all’organizzazione di accelerare l’espansione delle sue forze sulle frontiere russe, in flagrante violazione degli accordi post-guerra fredda tra Washington e Mosca sulla non espansione della NATO in questa zona sensibile. Come Aleksandr Grushko, l’inviato russo presso la NATO, ha recentemente dichiarato: “Le accuse sui piani aggressivi di Mosca che minacciano i Paesi della NATO sono assolutamente infondate e inverosimili. Se qualche pericolo potrà anche emergere, allora verrà solo dalle forze nazionaliste e radicali in Ucraina, in caso di ulteriore deterioramento della situazione in questo Paese”. Grushko ha aggiunto: “Le misure aggiuntive annunciate (dalla NATO) per la cosiddetta protezione dei membri dell’Europa orientale, sono assolutamente infondate”. Benvenuti nel mondo della surrealpolitik, dove tutto che si afferma essere vero è vero, nonostante la realtà.
Quando il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha ricordato alla NATO i suoi obblighi verso la dichiarazione di Roma e gli altri trattati con Mosca sulla non espansione, ha detto: “Ci aspettiamo non solo una risposta, ma una risposta pienamente rispettosa delle regole che abbiamo coordinato”. Un segno preoccupante che la surrealpolitik ha preso piede nelle capitali occidentali, è quando il capo della NATO Anders Fogh Rasmussen ha respinto bruscamente la dichiarazione di Lavrov. Data la gravità della questione, è sembrato più che una scortesia che Rasmussen facesse un commento sardonico su twitter dicendo che le preoccupazioni del diplomatico russo sono solo “propaganda e disinformazione”. NATO e Washington non solo capovolgono la realtà in Ucraina ma anche le maggiori gravi implicazioni geopolitiche. Una distorsione sconsiderata dovuta da un disprezzo che nasce dall’arroganza miope più fatua. L’enigma è come trattare con tale follia?

2f700__73413744_donetsk_afpLa ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La menzogna libica

Dean Henderson 7 aprile 2014

G8: AL VIA ULTIMA GIORNATAIl golpe del 2011 in Libia sarà ricordato in due modi. In primo luogo, ha segnato l’usurpazione e l’infiltrazione della primavera araba da parte delle agenzie d’intelligence occidentali e del Consiglio di cooperazione del Golfo. In secondo luogo, e peggio, rappresenta la distruzione della nazione più moderna e riuscita dell’Africa, nota dal 1977 al suo popolo come Jamahiriya Araba Socialista del Popolo Libico. Mentre ancora la propaganda degli illuminati si crogiola tra notizie fasulle che fanno rivivere la caricatura del “pazzo Gheddafi”, i loro giornalisti rigurgitato le psyops della CIA, i noti falsi sui “massacri e bombardamenti”. L’elemento più significativo del loro misero repertorio erano le bandiere rosse, verdi e nere tirate fuori dai “ribelli” di Bengasi, la bandiera della monarchia di re Idris. Ben presto nacque anche una banca centrale privata. La Libia era una colonia italiana dal 1911 fino al 1951, quando re Idris fu messo sul trono dagli inglesi. Firmò trattati con Gran Bretagna (1953), Stati Uniti (1954) e Italia (1956) permettendo a questi Paesi di stabilire basi militari, come la base aerea Wheelus nei pressi di Tripoli. Subito Exxon Mobil, British Petroleum e Agip ebbero enormi concessioni petrolifere. Re Idris era assai impopolare tra i libici poiché vendeva il loro Paese alle compagnie petrolifere estere. Le proteste furono represse assai brutalmente e la rivolta sotterranea crescente incluse molti delle forze armate. Nel 1969 un incruento colpo di Stato fu effettuato da poche decine di ufficiali che si facevano chiamare “ufficiali liberi”, sull’esempio di Gamal Nasser in Egitto. Nasser aveva guidato la ribellione che depose il re egiziano Faruq nel 1952. L’architetto del colpo di Stato libico del 1969 che pose fine alla monarchia di re Idris era un capitano dell’esercito di nome Muammar Gheddafi.
La nuova Repubblica della Libia adottò la bandiera verde, che simboleggia il ‘Libro Verde’ di Gheddafi, che scrisse per spiegare il modello economico unico dell’anarco-sindacalismo libico. E’ un libro molto premuroso di cui raccomando la lettura. Nel 1970 Gheddafi costrinse le forze statunitensi ed inglesi ad evacuare le loro basi militari. L’anno seguente nazionalizzò le proprietà della British Petroleum e costrinse le altre compagnie a versare allo Stato libico una quota molto più alta dei loro profitti. Inoltre nazionalizzò la banca centrale della Libia. La Libia era uno dei soli cinque Paesi al mondo la cui banca centrale non era controllata dalle otto famiglie del sindacato bancario guidato dai Rothschild. A causa della drastica uscita dall’usura coloniale, la Libia ebbe uno dei più alti standard di vita di tutta l’Africa. Il reddito medio pro-capite era di 14000 dollari all’anno. I lavoratori non solo avevano le proprietà delle fabbriche in cui lavoravano, ma decidevano cosa produrre. Le donne godevano di pari diritti. Mentre i media degli illuminati ritraggono lo Stato libico come altamente centralizzato e onnipotente, niente era più lontano dalla verità. L’idea dell’anarco-sindacalismo è che lo Stato alla fine sparisce. E fu così. Quando Gheddafi diceva che non aveva molto a che fare con la gestione quotidiana degli affari della nazione, intendeva ciò. Il popolo gestiva quegli affari e il potere era assai disperso. Gheddafi accusò la rivolta libica di essere opera di al-Qaida e delle nazioni occidentali. Si riferiva al Fronte Nazionale per la Salvezza (NFS), affiliato ad al-Qaida, che a lungo operò dalle basi in Ciad tentando di rovesciare Gheddafi. Gli estremisti del NFS erano finanziati dall’Arabia Saudita ed erano guidati dai loro gestori di CIA/MI6/Mossad. I giornalisti occidentali ricevevano notizie fresche dai capi del NFS. Il Ciad fu a lungo il Paese nordafricano più importante nel sistema di produzione petrolifero della Exxon. Nel 1990, a seguito di un contro-colpo di Stato filo-libico contro il governo del Ciad che dava rifugio al NFS, gli Stati Uniti evacuarono in Kenya 350 elementi del NFS con il finanziamento saudita. Negli anni ’80 il pazzo Reagan bombardò la casa di Gheddafi uccidendo molti suoi parenti dopo che l’intelligence occidentale falsamente gli attribuì un attentato ad una discoteca tedesca.

La menzogna di Lockerbie
lockerbieIl volo Pan Am 103 del 21 dicembre 1988 fu fatto esplodere su Lockerbie, in Scozia. Quando il presidente Bush prestò giuramento il mese dopo, accusò dell’attentato terroristico due libici, Abdal Basat Ali al-Magrahi e Lamin Qalifa Fimah. Bush impose le sanzioni alla Libia. Il presidente Bill Clinton poi chiese il boicottaggio internazionale del petrolio libico. Nel 2000 i libici furono condannati da un tribunale scozzese istituito a L’Aia. Le prove erano inconsistenti. Numerose indagini indipendenti sull’incidente dipingono un quadro molto diverso. Interfor, una società d’intelligence aziendale di New York City, assunta dalla compagnia assicurativa della Pan Am, scoprì che una cellula della CIA a Francoforte, Germania, proteggeva un’operazione di contrabbando di eroina mediorientale, che usava il deposito di Francoforte della Pan Am come punto di trasbordo del suo traffico. Interfor individuò nel siriano Manzar al-Qasar il capo dell’operazione di contrabbando. Un’indagine della rivista Time giunse alla stessa identica conclusione. Andò oltre scoprendo che al-Qasar era anche parte di una cellula super-segreta della CIA dal nome in codice COREA. Un altro gruppo di agenti della CIA che lavorava per liberare i cinque ostaggi della CIA, detenuti dagli aguzzini dell’Hezbollah di William Buckley, scoprì che al-Qasar poté continuare il contrabbando di eroina, nonostante i vertici della CIA sapessero delle sue attività. Il team sugli ostaggi a Beirut aveva scritto e chiamato il quartier generale della CIA a Langley per denunciare la rete di al-Qasar. Non ebbe alcuna risposta. Così decisero di andare negli Stati Uniti e informare di persona i loro capi della CIA. Tutti e sei gli agenti erano sul Pan Am 103 quando fu fatto esplodere. Dopo un’ora dall’attentato, agenti della CIA indossanti le uniformi della Pan Am giunsero sul luogo dello schianto. Gli agenti rimossero una valigia che apparteneva a uno degli agenti morto insieme agli altri 269. La valigia molto probabilmente conteneva prove incriminanti sul coinvolgimento di al-Qasar e dell’unità COREA della CIA nella rete del narcotraffico siriana. Forse conteneva anche una videocassetta sulle confessioni del capo stazione della CIA a Beirut, William Buckley, ai suoi torturatori di Hezbollah, che avrebbe potuto ulteriormente svelare il coinvolgimento della CIA nel narcotraffico in Medio Oriente.
L’ex-investigatore dell’US Air Force Gene Wheaton pensò che il colonnello Charles McKee e gli altri cinque agenti della CIA fossero gli obiettivi primari dell’attentato. Wheaton dichiarò: “Un paio di miei vecchi compagni del Pentagono ritengono che gli attentatori del Pan Am mirassero alla squadra di soccorso degli ostaggi di McKee“. Wheaton sospetta il coinvolgimento della CIA in un altro incidente aereo verificatosi poco dopo l’attentato della Pan Am. In quell’incidente, 248 soldati statunitensi di ritorno dal servizio in Europa rimasero uccisi quando un aereo da trasporto militare Arrow Air si schiantò nei pressi di Gander, Terranova. Wheaton ritiene che l’Arrow Air fosse una compagnia aerea della CIA e che l’incidente fosse collegato a un “accordo su operazioni segrete andate male” tra la CIA e la BCCI. Il giorno in cui Arrow Air si schiantò, due uomini in borghese arrivarono sul posto portandosi via una sacca da viaggio di 70 chili. Wheaton pensa che la borsa fosse zeppa di denaro che la BCCI aveva fornito alla CIA per un’operazione segreta. Pensa che la CIA avesse causato l’incidente per far sembrare che il denaro della BCCI fosse bruciato per poi arrivare sul posto e rubarlo, dopo averlo avvolto con materiale ignifugo. La CIA poté quindi andare dalla BCCI e riscuoterne altro. Poco dopo, le relazioni BCCI/CIA s’inasprirono. La CIA si preparò ad abbandonare la nave della BCCI che affondava e ad attaccare i poveri del Terzo Mondo con la chiusura della Bank of England dei Rothschild.
La Polizia Federale Tedesca (BKA) fece irruzione nella casa di un sospetto terrorista, due mesi prima l’attentato di Lockerbie. Trovò una bomba identica a quella utilizzata sul Volo 103. Tutti, tranne uno degli arrestati nel raid, furono misteriosamente rilasciati. Il giorno dell’attentato un agente di sorveglianza della BKA assegnato al controllo del bagaglio, notò un diverso tipo di valigia per la droga utilizzata dalla gente di al-Qasar. Informò i suoi superiori che trasmise le informazioni a un’unità della CIA di Francoforte. Al-Qasar contattò la stessa unità della CIA per farle sapere che McKee e gli altri cinque agenti stavano rientrando negli USA quel giorno. La risposta del gruppo della CIA di Francoforte al rapporto della BKA fu: “Non vi preoccupare. Non fermatelo. Lasciatelo perdere”. L’ambasciata degli Stati Uniti in Finlandia ricevette l’avvertimento di un possibile attentato aereo quel giorno. Si strinse nelle spalle, nonostante un altro avvertimento della FAA. Un’indagine di PBS Frontline scoprì la prova che la bomba era stata effettivamente piazzata sul Volo 103 quando si fermò a Heathrow, Londra. Una valigia appartenente all’agente della CIA Matthew Gannon, uno degli altri cinque della squadra del colonnello McKee, fu scambiata con una valigia a Heathrow. Frontline ritiene che la valigia di Gannon contenesse informazioni che collegavano la cellula COREA della CIA di Damasco con la narcorete di al-Qasar, così la valigia fu rubata e sostituita da una contenente la bomba. Secondo il settimanale tedesco Stern, un funzionario della sicurezza Pan Am a Francoforte fu sorpreso a retrodatare l’allerta che la FAA aveva emesso. La Pan Am fu multata per 600000 dollari dalla FAA dopo l’attentato. L’agenzia accusò il lassismo della sicurezza nelle operazioni di movimentazione dei bagagli della Pan Am. Secondo l’indagine d’Interfor queste operazioni con i bagagli furono più che inette. Furono seguite da al-Qasar. Nel giugno 2007 la polizia spagnola arrestò al-Qasar per traffico di armi. Pan Am ha vecchie relazioni con la CIA. Il suo consiglio consultivo internazionale è il “chi è” dei trafficanti di droga e armi dei Caraibi. Tra costoro Ronald Joseph Stark, il piduista collegato agli spacciatori di LSD della Brotherhood of Eternal Love; Sol Linowitz della Carl Lindner United Brands; il segretario di Stato di Carter Cyrus Vance della Gulf & Western Corporation, controllata dalla Lindner, e Walter Sterling Surrey, agente dell’OSS in Cina che contribuì a lanciare la Cartaya World Finance Corporation di Guillermo Hernandez.
Stati Uniti e Gran Bretagna si impegnarono ad insabbiare i fatti. L’editorialista Jack Anderson registrò una conversazione telefonica tra il presidente Bush Sr. e il primo ministro inglese Margaret Thatcher, dopo l’attentato entrambi decisero che l’indagine doveva essere limitata, per non danneggiare l’intelligence delle due nazioni. Paul Hudson, avvocato di Albany, NY, che dirige il gruppo “Famiglie di Pan Am 103/Lockerbie“, perse la figlia 16enne nello schianto. “Sembra che il governo sappia i fatti e li copra, o non conosce tutti i fatti e non vuole sapere“, spiega Hudson.  Nell’aprile 1990, l’omologo inglese del gruppo “familiari inglesi del Volo 103″ inviò lettere aspre a Bush e Thatcher, citando “resoconti pubblici interamente credibili…avete deciso di minimizzare deliberatamente le prove e ridurre le indagini fino a liquidare il caso come storia vecchia“. Abdel Basat Ali al-Magrahi, uno dei libici capro espiatorio dell’attentato, fece appello nel febbraio 2002. L’argomento centrale dell’avvocato era la nuova prova secondo cui il reparto bagagli di Heathrow, a Londra, era stato violato la notte prima dell’attentato. Nel 2010 i libici furono improvvisamente liberati. Alcune voci insistettero che il loro rilascio fosse parte di un accordo petrolifero della BP con la Libia. Gheddafi fece altre aperture verso l’occidente, ma fu tutto inutile. Quando hai a che fare con i dei pazzi veri, come lo sono senza dubbio i banchieri illuminati, le concessioni sono raramente efficaci. Il popolo libico ha perso la bandiera verde che simboleggiava la fuga rivoluzionaria dalla trappola dei bankster, tornando a vivere sotto colonialismo, feudalesimo e monarchia.

Dean Henderson è autore di: Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries, Das Kartell der Federal Reserve, Stickin’ it to the Matrix & The Federal Reserve Cartel. Potete seguirlo gratuitamente su Left Hook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Ucraina: verso la repubblica nazi-atlantista del Banderastan

Alessandro Lattanzio 8/4/2014

Non credo che alla Russia importi se un’Ucraina sfasciata si unisce alla NATO, chiamandosi “Repubblica Nazista del Banderastan”. La Russia ci guadagnerà se si riprende di nuovo tutto ciò che ha ceduto dagli anni ’20, annettendosi uno Stato con metà popolazione e l’80% dell’industria del Banderastan. Nel frattempo, l’UE avrà preso a bordo il caso disperato di un’economia gestita da gente che farà fare all’ungherese Jobbik la figura del liberaldemocratico. La NATO avrà acquisito carne da cannone e un fronte con una Russia risorgente; ma anche uno Stato fallito che la Russia conosce bene e può gestire, parlando d’intelligence, a volontà. Ci vorrà del tempo alla CIA per fornire parrucche e corsi di lingua ucraina ai suoi agenti, ne sono sicuro”.

3349151Migliaia di persone sventolando bandiere russe sono scese nelle piazze delle città dell’Ucraina orientale di Donetsk, Lugansk, e Kharkov occupando gli uffici governativi. Il 6 aprile, oltre 2000 manifestanti russofoni occupavano i locali del governo provinciale della città di Donetsk, nell’oriente dell’Ucraina. I manifestanti issarono la bandiera russa sul palazzo governativo e inalberavano cartelli con gli slogan “Donetsk, città russa”, “referendum sull’indipendenza e l’unificazione con la Russia”, “I Berkut hanno salvato l’Ucraina”, “Svegliati, popolo ucraino”, “Che sia un’unione dei popoli fratelli” e “fuori la NATO”. La milizia popolare occupava anche l’edificio del Servizio di Sicurezza dell’Ucraina. A Lugansk venivano occupate la filiale della Banca Nazionale e l’edificio della Direzione Provinciale del Servizio di Sicurezza. La milizia popolare chiede all’amministrazione regionale di Lugansk di “non riconoscere il governo a Kiev” e di “assumere il controllo politico della regione“. Le persone radunatesi a Piazza Lenin, a Donetsk, presentarono una petizione in favore degli agenti di Berkut, falsamente accusati di aver sparato ai rivoltosi di Majdan. I manifestanti chiedono che la “giunta illegale a Kiev” ponga fine a repressioni e persecuzioni politiche e non molesti l’esercizio del diritto all’autodeterminazione, perseguendo l’esempio della Crimea. I manifestanti chiedono ai funzionari una sessione speciale sul referendum, altrimenti organizzeranno l’iniziativa per risolvere la questione. I manifestanti non riconoscono le cosiddette autorità a Kiev e chiedono anche la liberazione del ‘governatore popolare’ Aleksandr Kharitonov, incarcerato da metà marzo, e di altri 15 attivisti filo-russi. Così sei attivisti anti-Majdan furono rilasciati. A Kharkov 10000 manifestanti russofoni si sono scontrati con elementi neonazisti e circa 1500 attivisti pro-russi occupavano la sede dell’amministrazione regionale di Kharkov. Gli organizzatori delle proteste invitarono i partecipanti “a sostenere Donetsk e Lugansk, dove sono stati occupati edifici governativi“. Il 7 aprile, nella sessione del Consiglio del popolo del Donbass, a Donetsk, veniva dichiarata l’autonomia da Kiev proclamando la Repubblica Popolare di Donetsk. Polizia e servizi di sicurezza ucraini non interferivano nonostante le minacce dei golpisti a Kiev. Il Consiglio si proclamava unico organo legittimato della regione fino al referendum generale da tenersi non oltre l’11 maggio. “La Repubblica Popolare del Donetsk costruirà le sue relazioni in linea con il diritto internazionale e sulla base dell’uguaglianza e dei vantaggi reciproci. Il territorio della repubblica rientra nei confini amministrativi riconosciuti della regione di Donetsk ed è indivisibile e inviolabile. Questa decisione entrerà in vigore dopo il referendum“. Inoltre il Consiglio di Donetsk s’è indirizzato al presidente russo Vladimir Putin, chiedendo l’invio di una forza di pace nella regione. “Senza il vostro sostegno sarà difficile resistere alla giunta di Kiev. Lo chiediamo al Presidente Putin perché possiamo affidare la nostra sicurezza solo alla Russia“. Una manifestazione contro la repressione politica in Ucraina si svolgeva anche nella città meridionale di Odessa.
Il ‘presidente’ golpista Aleksandr Turchinov ha minacciato misure antiterrorismo contro coloro che si ribellano alle ‘autorità’ di Kiev, “Quello che è successo ieri è la seconda fase dell’operazione speciale della Federazione russa contro l’Ucraina” perciò un “comando anti-crisi è stato istituito ieri sera. Abbiamo intensificato le misure di sicurezza al confine orientale del Paese, considerando la passività delle forze dell’ordine locali, che saranno rafforzate con personale di altre regioni”. A sua volta il ‘ministro’ degli Esteri ad interim ucraino Andrej Deshitsa annunciava che il governo golpista a Kiev prenderà misure “molto dure” contro i manifestanti russofoni. Quindi i golpisti a Kiev pianificano un’”operazione di pulizia” in Ucraina orientale, mentre Turchinov ha cancellato la visita alla Conferenza dei presidenti dei parlamenti dell’Unione europea in Lituania. Il ‘ministro’ degli interni ucraino, il golpista Arsen Avakov, conferma che “Queste unità speciali sono pronte a risolvere compiti immediati senza prestare attenzione alle peculiarità locali. Invito tutte le teste calde ad astenersi da critiche e panico ed aiutare la polizia a prendere la situazione sotto controllo“. Le ‘autorità’ a Kiev hanno già aperto più di 20 procedimenti penali contro i manifestanti anti-Majdan. Agenti della sicurezza in Crimea avevano sventato un attacco presso la città di Saki, la notte del 6 aprile. Un gruppo di 10 individui aveva attaccato un checkpoint e occupato un edificio nelle sue vicinanze. Quando la polizia è arrivata sul posto fu aggredita da cinque soggetti che cercarono di rubare le armi degli agenti. “Durante lo scontro uno degli aggressori è stato arrestato e un altro è morto, gli altri tre sono fuggiti. Dopo essere stato ferito, un militare s’è difeso uccidendo un ufficiale dell’esercito ucraino, Stanislav Karachevskij“.
Intanto il rappresentante permanente degli Stati Uniti presso l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), Daniel B. Baer, ha dichiarato che qualsiasi referendum in Ucraina sarà considerato illegale da Washington. Il ministero degli Esteri russo invece esorta Kiev a bloccare i preparativi volti ad istigare la guerra civile. L’Ucraina starebbe inviando unità speciali della polizia nelle regioni del sud-est, nel tentativo di contrastare le proteste antigovernative. “Secondo le nostre informazioni, unità delle truppe interne e della guardia nazionale, nonché militanti armati della formazione illegale ‘Fazione Destra’, si avviano verso il sud-est dell’Ucraina e la città di Donetsk“, ha detto il ministero. “Siamo particolarmente preoccupati dal coinvolgimento dei 150 mercenari statunitensi della società privata Greystone Ltd., vestiti con l’uniforme delle unità speciali della polizia ucraina Sokol. Gli organizzatori di tale istigazione hanno una gravissima responsabilità minacciando diritti, libertà e vita dei cittadini ucraini, così come la stabilità dell’Ucraina“. Secondo Lavrov i golpisti di Kiev non sono “In grado di stabilizzare la situazione in Ucraina se ignorano gli interessi delle regioni meridionali e orientali. Il rifiuto del dialogo indica che se non si prendono cura dei loro diritti, nessuno si curerà di loro“.
Il direttore dell’FSB russo Aleksandr Bortnikov ha riferito che il capo di al-Qaida nel Caucaso, Doku Umarov, è stato neutralizzato con un’operazione militare chirurgica nel primo trimestre del 2014, mentre centinaia di terroristi sono stati arrestati. I servizi di sicurezza russi hanno effettuato 33 operazioni antiterrorismo nei primi tre mesi del 2014, eliminando 13 capi islamisti e 65 terroristi, arrestandone altri 240. Già a gennaio, il Presidente della Repubblica autonoma russa della Cecenia, Ramzan Kadyrov, annunciò che Umarov era stato ucciso. Alla fine di dicembre 2013, un braccio destro di Doku Umarov, Islam Atev, era stato eliminato durante uno scontro a fuoco con la polizia russa nella regione di Khasavjurt, nel Daghestan. L’emirato del Caucaso guidato da Umarov, e altri gruppi terroristici islamici nel Caucaso, vengono finanziati dall’Arabia Saudita ed operano in collegamento con le intelligence occidentali e degli Stati Uniti. La conferma dell’eliminazione di Doku Umarov arriva un mese dopo che il capo di Fazione Destra ucraina, Dmitrij Jarosh, ricercato per terrorismo dalla Russia e dall’Interpol, e collaboratore di Umarov nella guerra in Cecenia, aveva istigato al-Qaida a sostenere il movimento Euro-Majdan a Kiev compiendo attentati in Russia. 10153065Fonti:
ITAR-TASS
Moon of Alabama
Nsnbc
RussiaToday
RussiaToday
RussiaToday
RussiaToday
RTL
TeleSurTV
Voice of Russia

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