The International parte II: The Offshore Petroleum Standard

Dean Henderson  27 febbraio 2014
Henry-Kissinger-e-David-RockefellerIl mercato degli eurodollari controllato da Londra è un veicolo comodo per riciclare gli enormi fondi neri dei petrodollari generati dai Quattro Cavalieri. Un eurodollaro è semplicemente una qualsiasi valuta convertibile esistente in un Paese diverso dal suo Paese di origine. Una caratteristica fondamentale del mercato degli eurodollari è la mancanza di regolamentazione e la segretezza. La forza della sterlina inglese, ingiustificata per motivi puramente economici, ha a che fare con il fondo multi-miliardario in petroeurodollari che Londra attira, in tandem con la serie di banche off-shore nei protettorati inglesi che facilitano il commercio di eurodollari e i mercati di narcotici, diamanti, oro, platino, plutonio e armi. I principali centri bancari offshore come le Isole Cayman, le Bahamas, Bermuda, Turks & Caicos, Antigua, l’isola di Jersey, Isola di Man, Hong Kong, Dubai e Liberia sono tutti sotto il controllo della Corona inglese. La Casa dei Windsor ospita ogni loggia massonica del mondo, sfruttando la segretezza offerta nel guidare i tentativi della nobiltà nera. Gli Stati Uniti hanno miliardi di dollari di debito dovuti al loro esercito spedito in  tutto il mondo a proteggere questi monarchi e il loro bottino. Nel Sud-est asiatico la CIA ha protetto e diffuso le rotte dell’oppio della HSBC della Corona. Dopo la guerra del Vietnam, gli investitori internazionali persero fiducia nel dollaro, scommettendo sul fatto che gli Stati Uniti avrebbe avuto difficoltà nel ripagare il loro enorme debito di guerra ai banchieri internazionali. Nel 1968 il presidente francese Charles de Gaulle aggravò la crisi quando chiese pagamenti in oro al posto dei dollari, per protestare contro il coinvolgimento degli Stati Uniti in Vietnam. Quando Nixon fece uscire gli Stati Uniti dal Gold Standard, enormi quantità di capitale fluirono dalle banche statunitensi ai mercati off-shore di Londra degli eurodollari. Il dollaro s’era diffuso in tutto il mondo durante la guerra del Vietnam, creando un enorme eccesso di offerta non compensata da una domanda altrettanto robusta. Alcuni surplus di dollari furono rastrellati attraverso programmi di prestito, organizzati dalle mega-banche statunitensi tramite la vendita di buoni del Tesoro USA, che contribuirono a sostenere il debito degli Stati Uniti. Ma il surplus del debito di guerra e del dollaro costrinsero gli Stati Uniti a perdere il controllo dell’offerta di moneta nazionale e Nixon fu costretto a svalutare il dollaro dell’11% nel 1971. Le perdite continuarono. Nel 1973 Nixon svalutò il dollaro di un altro 6%. Dato che anche le multinazionali statunitensi, come oggi, producevano all’estero la maggior parte dei loro beni per l’esportazione, i prezzi all’importazione salirono e l’inflazione si aggravò. Nixon rispose imponendo controlli sui prezzi, ma le multinazionali deviarono le scarse materie prime, come il grano, nei mercati d’esportazione in cui poter avere maggiori profitti. I banchieri internazionali persero la pazienza con Nixon.
Subito l’esistenza dei nastri del Watergate fu svelata alla stampa dall’informatore della CIA Alexander Butterfield, il cui compito ufficiale era collegare la Casa Bianca al servizio segreto, ufficialmente un ramo della Federal Reserve. Le trascrizioni dei nastri del Watergate furono consegnate ai giornalisti investigativi Bob Woodward e Carl Bernstein del Washington Post da una fonte della Casa Bianca, identificatasi solo come Gola Profonda. I ricercatori concordano sul fatto che Gola Profonda dovesse essere il segretario di Stato Henry Kissinger o il generale Alexander Haig, che sostituì HR Haldeman a capo dello staff di Nixon negli ultimi giorni della presidenza. Haldeman fu licenziato dal capo del servizio segreto Robert Taylor, che ora comanda la rete di sicurezza privata degli interessi economici della famiglia Rockefeller. Kissinger, che ha sposato un’assistente dei Rockefeller e deposita i suoi preziosi documenti presso la Rockefeller Pocantico Hills, immobiliare di New York, raccomandò Haig a successore di Haldeman. Haig più tardi divenne presidente della Chase Manhattan Bank di David Rockefeller. Il direttore della CIA di Nixon, Richard Helms, fu licenziato da vicedirettore operativo della CIA poco prima che il suo ex-presidente Kennedy venisse assassinato. [781] Gli idraulici del Watergate Hunt, Sturgis, Quintero, Barker, Diego e Martinez che causarono le difficoltà di Nixon, erano tutti coinvolti nell’Operazione 40 della CIA, da cui provenivano gli assassini di JFK. Fu Kissinger, non Nixon, che ideò gli idraulici del Watergate quale unità speciale d’indagine della Casa Bianca. Il procuratore generale di Nixon, John Dean, disse più tardi che fu David Rockefeller a suggerire che Kissinger creasse gli idraulici. Nixon usò la collusione di Helms nell’assassinio di JFK per estorcere il sostegno della CIA al CREEP (Comitato per rieleggere il presidente) e utilizzò Haldeman per controllare Helms. Helms affermò che voleva che Nixon “scomparisse”, mentre la CIA si chinò sui nastri forniti da Butterfield, sperando di sapere che la “pistola fumante” potesse essere usata per sbarazzarsi di Nixon, senza un altro bagno di sangue in stile Dallas. L’assistente della Casa Bianca di Nixon, Charles Colson, voleva che il presidente licenziasse Helms e facesse indagare sul “complotto della CIA contro il presidente”. Colson poi disse che Nixon era un prigioniero dei luogotenenti di Rockefeller, Kissinger e Haig, durante gli ultimi mesi della presidenza. [782] Spinsero Nixon a dimettersi. Quando si rifiutò, il presidente del Joint Chiefs of Staff inviò un messaggio ai comandanti delle forze militari statunitensi nel mondo, dichiarando: “Al ricevimento di questo messaggio non sarà più possibile eseguire alcun ordine della Casa Bianca. Accusare ricevuta“. [783] Nixon si dimise cinque giorni dopo. Il massone 33.mo e talpa dell’FBI nella Commissione Warren, Gerald Ford, di una ricca famiglia del Michigan, fu nominato presidente. Il vice-presidente di Ford fu Nelson Rockefeller. Il suo direttore della CIA fu George Bush Sr. Kissinger rimase segretario di Stato, mentre Alexander Haig venne nominato Comandante supremo delle forze alleate della NATO in Europa. Il colpo di palazzo Rockefeller era compiuto.

Petroleum standard
president-richard-nixon-and-dr-kissingerLa notte dell’infame massacro di Nixon, quando licenziò Archibald Cox, Elliot Richardson e William Ruckleshaus, solo tre giorni prima i membri dell’OPEC si riunirono a Quwayt City per lanciare l’embargo petrolifero del 1973. Quando ministri del petrolio dell’OPEC si riunirono a Teheran, per discutere dei nuovi prezzi del greggio, il fantoccio di Rockefeller, lo Shah dell’Iran, sostenne l’aumento del prezzo del petrolio. Mentre il re saudita Faisal ordinava la riduzione del 25% delle esportazioni di petrolio del suo Paese, per sostenere l’embargo, lo Shah firmò l’accordo di Teheran, che garantì ai Quattro Cavalieri una quantità illimitata di petrolio. Re Faisal fu assassinato poco tempo dopo. Lo stesso Henry Kissinger si diede da fare creando l’Agenzia internazionale dell’energia, cui i francesi si rifiutarono di aderire definendola una macchina da guerra. [784] La scomparsa di Nixon, l’IAE di Kissinger e l’improvviso desiderio dello Scià di alzare il prezzo del petrolio coincisero con l’introduzione nel 1973 del mercato dei futures petroliferi e il rafforzamento del mercato londinese degli eurodollari. I banchieri internazionali potevano manipolare i prezzi del petrolio attraverso il mercato, mentre incanalarono un nuovo torrente di petrodollari dall’embargo ai paradisi fiscali offshore. Ma come potevano i banchieri internazionali fermare il crollo del dollaro? Kissinger guidò un piano del NSC volto a recuperare 20 miliardi di dollari che gli Stati Uniti spesero in petrolio del Medio Oriente. Questo sforzo dei Rockefeller portò alla riunione del FMI del 1973 a Nairobi, in Kenya, dove i funzionari di Morgan Guaranty Trust convinsero il capo della  SAMA, Anwar Ali, a lanciare una banca d’affari saudita con sede a Londra, potendo essere una forza importante nel mercato degli eurodollari. Un secondo incontro voluto dai Rockefeller ebbe luogo a Lagos, in Nigeria nel 1979. Anch’esso coincise con un boicottaggio del petrolio arabo. Il  presidente della Federal Reserve Paul Volcker, che in seguito presiedette la Commissione Trilaterale, andò a Lagos e poi a Quwayt City. Istruì i dittatori nigeriani e kuwaitiani a ridurre il prezzo del loro greggio di alta qualità e ad accettare in pagamento solo dollari statunitensi. Il Bonny Light nigeriano è considerato il migliore greggio del mondo, e il Light Sweet Crude del Quwayt divenne il greggio di riferimento per tutto il mondo. Altri Paesi furono costretti alla dollarizzazione dei loro mercati petroliferi. [785]
Il dollaro USA fu salvo. Attraverso i nodi mercantili del petrolio di New York e Londra i banchieri potevano controllare non solo il prezzo del greggio, ma il valore del dollaro, il cui default veniva ancorato al prezzo del greggio. Big Oil smise di reinvestire i proventi del petrolio in Medio Oriente.  Invece agli sceicchi del GCC dissero di acquistare certificati di dollari di 20 e 30 anni depositati nelle mega-banche controllate dai Quatto Cavalieri, i cui profitti vengono depositati nelle stesse banche come crediti a nome degli sceicchi. Le banche adottarono la politica del prestito a riserva frazionaria, per cui potevano prestare 1 dollaro ogni 66,6 centesimi coniati. Le banche poterono prestare 60 milioni di dollari ai Paesi latino-americani al costo di soli 70000 dollari annui in pagamenti per gli interessi dei titoli posseduti dagli arabi. Il governatore del Texas John Connolly, i fratelli Hunt e il miliardario saudita sceicco Qalid bin Mahfuz, seppero di questa truffa. Raggiunsero il banchiere inglese Jon May nel tentativo di accaparrarsi il mercato dell’argento e utilizzarne il ricavato per lanciare la Banca del Texas, indipendente dai truffatori della Federal Reserve. May nacque in una famiglia inglese benestante e viaggiò per il mondo creando oltre 4000 conti fiduciari. Scoprì la “piccola intesa” che controllava scambio e tassi d’interesse e le politiche bancarie globali. Scoprì che “il prestito o meno del denaro era controllato del tutto“. [786] Il  presidente di Citibank Walter Wriston una volta precisò il gioco pesante svolto dall’intesa quando  dichiarò, senza mezzi termini: “Se Exxon paga l’Arabia Saudita 50 milioni di dollari, tutto ciò che accade è che noi addebitiamo l’Exxon e accreditiamo l’Arabia Saudita. Il bilancio della Citibank rimane lo stesso. E se dicono che non gli piacciano le banche americane, saranno messi nel Credit Suisse. Tutto ciò che facciamo è assegnarlo all’Arabia Saudita e accreditarlo al Credit Suisse. Il nostro bilancio rimane lo stesso. Così, quando le persone corrono in attesa che il cielo cada, non c’è alcun modo che il denaro possa lasciare il sistema. E’ un circuito chiuso“. [787] May cercò d’istituire strutture di finanziamento alternative. Venne molestato dalla polizia in tutto il mondo. A Londra fu perseguitato dall’ispettore generale Goldsworthy. Gli mise un uomo alle costole e scoprì che era coinvolto nel traffico di droga. Andò negli Stati Uniti dove fu incarcerato con accuse fasulle. Molti governi del Terzo Mondo, consapevoli della truffa della FED, contattarono May cercando un nuovo modo con cui prendere in prestito denaro. Lo Scià di Persia aveva appena ottenuto l’aiuto di May quando venne estromesso. May dice che lo Scià era in buona salute fin quando fu portato in una base dell’US Air Force. [788]
Il presidente della Deutsche Bank Alfred Herrhausen fu coinvolto nel tentativo del mercato dell’argento e fu subito assassinato. La versione ufficiale della morte segue la formula P-2 e Gladio, fu accusata la fazione Baader-Meinof dell’Armata Rossa della Germania, ma il colonnello degli Stati Uniti ed assistente di Edward Lansdale al Polo Sud, Fletcher Prouty, pensa che Herrhausen sia stato ucciso dalla CIA per volere dei banchieri internazionali. Herrhausen era un sostenitore della remissione del debito del Terzo Mondo. Aveva ideato un piano di riduzione del debito in una riunione di FMI/Banca Mondiale a Washington due mesi prima della morte. Alla riunione Herrhausen imbarazzò il presidente di Citibank Walter Reed, subendo da lui diverse taglienti critiche pubbliche. [789] Un industriale austriaco che lavorò con Jonathan May fu dichiarato pazzo. La CIA addestrò dei mercenari in Belize, molto probabilmente su un terreno di proprietà dell’amico di Bush e socio di Carlos Marcello Walter Mischer, per assassinare il dittatore nigeriano con cui Volcker stipulò un contratto, perché avevano paura che avrebbe parlato. Jonathan May, che rimane in un carcere del Minnesota, dice che questi stessi mercenari addestrati in Belize furono usati per assassinare Herrhausen. [790] Il 3 ottobre 2005, il Wall Street Journal riportò che i sauditi e le altre nazioni del GCC avevano ancora una volta sorpassato la Cina e il Giappone come maggiori acquirenti di titoli del Tesoro degli Stati Uniti, per via del drammatico aumento dei prezzi del petrolio a quasi 70 dollari al barile. L’alto prezzo del petrolio era necessari per sostenere il traballante dollaro degli Stati Uniti? Nel giugno 2007 le sei nazioni del GCC spesero 1600 miliardi dollari in attività estere. Dubai diventava centro finanziario internazionale rivaleggiante con Londra e aveva acquistato le partecipazioni di Standard Charter, HSBC e Bank Veuthes. Halliburton  trasferì la propria sede a Dubai, nel 2007.

Eurodollari e debito del Terzo Mondo
Con tutti questi meccanismi in atto, una marea di liquidità in petrodollari scorreva nei mercati off-shore degli eurodollari controllati da Londra, cementando il “rapporto speciale” anglo-statunitense che puntella la Casa di Windsor. L’embargo petrolifero arabo del 1973 fu il colpo di grazia al piano. Nel 1976 l’American Jewish Congress individuò JP Morgan e Citibank nei loro “ruoli cardine nella realizzazione del boicottaggio arabo“. I dirigenti di Chemical Bank e Morgan si batterono duramente contro la legislazione anti-boicottaggio al Congresso. [791] Nel 1963 il mercato degli eurodollari era di circa 148 milioni di dollari. Nel 1982 ne valeva 2000 miliardi di dollari. La capacità delle corporazioni e dei ricchi di nascondere i loro miliardi nei mercati dell’euro è un problema cronico sia per il Tesoro degli Stati Uniti che per le sue controparti del Terzo Mondo. Nel 1950 le società statunitensi coprivano il 26% del prodotto fiscale totale degli Stati Uniti. Nel 1990 ne coprivano solo il 9%, contribuendo al massiccio deficit di bilancio e ai 2400 miliardi di dollari di debito degli Stati Uniti. E’ peggio nei Paesi poveri, che prendono in prestito i soldi degli sceicchi dai banchieri internazionali a tassi d’interesse esorbitanti, per poi guardare impotenti mentre i compari degli oligarchi dell’FMI fanno bottino attraverso gli assalti di bankster tipo BCCI, rinviando il denaro di nuovo nel vortice del grande mercato degli eurodollari. Il New York Times ha stimato che nel 1978-1987, la sola America Latina abbia perso 600-800 miliardi di dollari con tale tipo d’evasione dei capitali, un importo quasi pari al debito combinato del Terzo Mondo. Il grande leader rivoluzionario africano e presidente della Tanzania Julius Nyerere, si chiese, “Dovremmo lasciare che la nostra gente muoia di fame per ripagare i nostri debiti?” La risposta dei banchieri internazionali fu un “sì” inequivocabile. Il loro Club di Roma, tra un caviale e un patè, sostiene lo spopolamento del mondo degli indesiderabili poveri. Nel 1982 il debito estero totale del Terzo Mondo era di 540 miliardi di dollari, il 70% del quale dovuto alle mega-banche occidentali. Le prime nove banche statunitensi detengono un debito del Terzo Mondo al 233% del patrimonio iniziale. Nel 1974-1982 il credito bancario internazionale si moltiplicò per cinque, fino a oltre il trilione di dollari. Gli utili derivanti dal prestito di petrodollari al Terzo Mondo delle sette maggiori banche degli Stati Uniti, andavano dal 22% al 60% dei guadagni totali. Le maggiori vittime furono Argentina, Brasile, Messico e Jugoslavia. [792]
Le banche centrali degli Stati Uniti con il loro denaro formarono la Financial Services Holding Company, presentando il fronte unito del cartello dei creditori verso i debitori del Terzo Mondo. Il suo consiglio comprendeva il presidente della Federal Reserve Allen Greenspan della Morgan Guaranty, John LaWare di Chase Manhattan e William Rhodes di Citigroup. Cartelli simili includono l’Istituto per la Finanza Internazionale, il Club di Parigi e la Banca Mondiale, il cui capro espiatorio FMI sfilò via per imporre le condizioni di prestito dell’oligarchia finanziaria. Se i Paesi non possono rimborsare tali prestiti usurari, le loro risorse sono consegnate alle multinazionali clienti delle banche, come nel caso della crisi del debito messicano del 1995. Le banche virarono milioni di dollari nei loro sforzi ardui per la rinegoziazione del debito dal basso tasso messicano di 50 milioni di dollari. I colossi bancari d’investimento Lehman Brothers, UBS Warburg, Lazard Freres, Morgan Stanley, Goldman Sachs, Merrill Lynch e CS First Boston presero l’iniziativa nell’ambito del proficuo default, come consulenti dei governi debitori. Quando le prospettive non sembrano rosee per il recupero di crediti in sofferenza, i banchieri hanno l’abitudine di scaricare i loro crediti inesigibili sui contribuenti statunitensi, tramite il Piano Brady, formulato dal segretario del Tesoro di Bush e banchiere di investimenti della Dillon Read, Nicholas Brady. Il Piano Brady comportava un piccolo ripianamento dei debiti dei Paesi debitori del Terzo Mondo, volto ad attrarre nuovi prestiti ad alto tasso d’interesse. Quantità maggiori di debito furono indicati come oneri speciali nei bilanci delle banche, consentendogli di rivendicare enormi vantaggi fiscali come perdita di capitale, mentre da subito le inutili obbligazioni di Brady furono spacciate all’inconsapevole pubblico statunitense.
Il Gold Standard mondiale fu sostituito da quello del petrolio. Secondo il Tesoro degli Stati Uniti, nel 1974-1980 l’OPEC gettò 117 miliardi di dollari nel mercato degli eurodollari. SAMA prestava direttamente alle multinazionali statunitensi. Nel 1975 AT&T ebbe un prestito di 100 milioni dollari dalla Banca Centrale saudita. Il FMI salì sul succulento treno dei petrodollari, prendendo a prestito 10 miliardi di dollari dalla SAMA nel 1980. [793] I banchieri internazionali si muovevano in mare aperto, spesso in joint-venture, per sfruttare la miniera d’oro dei petrodollari che avevano costruito.  La Manufacturers Hanover Trust si legò via off-shore alla NM Rothschild & Son. La Chase Manhattan a Deutsche Bank, National Westminster Bank e Mitsubishi Bank per formare l’attore degli eurodollari del Gruppo Bancario Orion. Nel 1982 il mercato dell’euro aveva un patrimonio di 2000 miliardi dollari, mentre negli Stati Uniti, l’offerta di moneta M-1 era pari a 442 miliardi di dollari. Il debito degli Stati Uniti saliva alle stelle, mentre i grassi banchieri dispiegano le forze statunitensi per proteggere la loro “crapulenza”. Un anno dopo gli eventi del 1973, le banche centrali internazionali videro i loro asset aumentare del 72%. [794] L’economista John Maynard Keynes raccomandò la creazione di un “pool internazionale monetario”. Il mercato degli eurodollari offshore è la piscina olimpionica dei banchieri illuminati che vi nuotano.

[781] Plausible Denial: Was the CIA Involved in the Assassination of JFK? Mark Lane. Thunder’s Mouth Press. New York. 1991
[782] The Rockefeller File. Gary Allen. 76’ Press. Seal Beac, CA. 1977. p.175
[783] The Robot’s Rebellion: The Story of the Spiritual Renaissance. David Icke. Gateway Books. Bath, UK. 1994. p.219
[784] The Prize: The Epic Quest for Oil, Money and Power. Daniel Yergin. Simon & Schuster. New York. 1991. p.608
[785] Behold a Pale Horse. William Cooper. Light Technology Press. Sedona, AZ. 1991. p.333
[786] Ibid
[787] The Money Lenders: The People and Politics of the World Banking Crisis. Anthony Sampson. Penguin Books. New York. 1981
[788] Cooper. p.333
[789] “CIA Kills Progressive German Banker”. Executive Intelligence Review. 7-17-92. p.36
[790] Cooper. p.333
[791] The House of Morgan. Ron Chernow. Atlantic Monthly Press. New York. 1990. p.609
[792] The Confidence Game: How Un-Elected Central are Governing the Changed World Economy. Steven Solomon. Simon & Schuster. New York. 1995. p.194
[793] The World’s Money: International Banking from Bretton Woods to the Brink of Insolvency. Michael Moffitt. Simon & Schuster. New York 1983 p.126
[794] Hot Money and the Politics of Debt. R.T. Naylor. The Linden Press/Simon & Schuster. New York. 1987. p.50

rockefeller-pyramidDean Henderson è autore di cinque libri: Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries, Das Kartell der Federal Reserve, Stickin’ it to the Matrix & The Federal Reserve Cartel. Iscrivetevi al suo sito DeanHenderson.wordpress.com

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gladio, Gladio-B e al-Qaida

Dedefensa, 28 maggio 2013

gladioPer oltre un decennio, polemiche e varie rivelazioni sono occasionalmente comparse riguardo Sibel Edmonds, giovane accademica multilingue assunta come traduttrice dell’FBI subito dopo l’attacco dell’11/9 per un lavoro di traduzione su ciò che si sono dimostrati essere dei documenti ultra-sensibili. Fu licenziata dopo essere intervenuta presso i suoi superiori sul contenuto di alcuni cabli top-secret che aveva tradotto, che dimostravano la fattiva collaborazione tra i vari dipartimenti e funzionari del governo degli Stati Uniti e diversi individui ed organizzazioni terroristiche vagamente affiliate al-Qaida, o raggruppati sotto questo nome. Edmonds ha pubblicato un libro sulla sua storia l’anno scorso (Classified Woman: The Sibel Edmonds Story). Ha incontro l’accademico, giornalista, scrittore e attivista Nafeez Mosaddeq Ahmed che ha pubblicato questa intervista con un lungo articolo sul rapporto tra gli statunitensi e i gruppi islamisti. L’articolo è stato pubblicato il 17 Maggio 2013 sul sito della rivista Ceasefire, ripreso da vari siti e finalmente pubblicato sul sito di Nafeez Mosaddeq Ahmed, Cutting Edge, il 21 maggio, 2013. In questa ultima versione, Nafeez Mosaddeq Ahmed aggiunge alcuni dettagli, tra cui il nome di determinate persone precedentemente designate in forma anonima. Ecco il lungo resoconto, molto dettagliato, della straordinaria complessità delle connessioni USA-islamisti e della miriade di implicazioni e operazioni sotto copertura che l’accompagnano.
Pubblichiamo la presentazione dell’articolo di Nafeez Mosaddeq Ahmed, l’inizio del articolo che descrive la carriera Edmonds, del suo licenziamento dall’FBI, delle pressioni e varie sfide legali che ha dovuto affrontare, e un passaggio particolarmente interessante che caratterizza lo sviluppo e la diffusione di una organizzazione designata Gladio-B, sviluppatasi da Gladio. L’uso dello schema Gladio-B prevede che i gruppi terroristici islamici siano utilizzati dal 1990, nello stesso modo dei gruppi neofascisti e neonazisti utilizzati principalmente in Europa negli anni ’70, in operazioni terroristiche attuate con le operazioni Gladio, soprattutto in Italia e in Belgio. Il collegamento è ovviamente molto interessante e permette di prendere in considerazione una panoramica delle operazioni sotto copertura e delle attività terroristiche del gruppo dei servizi di sicurezza degli Stati Uniti, di numerosi Paesi della NATO e di altri Paesi associati al blocco BAO, come quello del presidente egiziano Mubaraq. Si conferma l’importanza fondamentale di Gladio, estesa a Gladio-B, per l’intero periodo post-1945. Vediamo che l’operazione in generale, tendeva e tende a sorvegliare, se non a riunire, tutto il sistema delle operazioni sovversive del Sistema nel suo ramo americanista, durante questo periodo e fino ad oggi, secondo lo scenario volto ad attuare cambiamenti politici o di governo/regime in Paesi di diverse regioni (l’Europa con Gladio, l’Asia centrale e dintorni con Gladio-B) attraverso la strategia della provocazione che utilizza lo strumento del terrorismo per fini specifici che possono variare. Questi dati confermano l’analisi di Daniele Ganser, universitario svizzero e migliore specialista di Gladio, che ha trovato i collegamenti diretti tra l’azione di Gladio durante la guerra fredda e le implicazioni della stessa Gladio nell’attacco dell’11/9 e in generale con questo periodo del post-guerra fredda (vedasi due nostri testi su Ganser e Gladio, un’intervista del 27 dicembre 2005, e un’analisi simile del 27 dicembre 2005).

Introduzione di Nafeez Mosaddeq Ahmed
Venerdì scorso, la rivista Ceasefire ha pubblicato il mio esclusivo e approfondito articolo investigativo che svela la sponsorizzazione occulta del Pentagono dei terroristi di al-Qaida dalla fine degli anni ’90 all’11 settembre, tra cui la sponsorizzazione dello stesso Ayman al-Zawahiri. La mia relazione si basa su interviste all’informatrice dell’FBI Sibel Edmonds, il cui caso straordinario è stato seguito dai professionisti di Vanity Fair e American Conservative, così come dai giornalisti del Sunday Times che hanno corroborato le sue affermazioni e parlato di una serie investigativa su cui stavano lavorando nel 2008 sulla base delle sue rivelazioni, che fu “ritirato” inspiegabilmente su  pressione del governo degli Stati Uniti. L’articolo è andato veramente bene raccogliendo oltre 4.000 contatti su Facebook, 500 su Tweets e venendo ripubblicato in tutto il web. L’articolo è stato anche ripubblicato dall’assai rispettata rivista investigativa Counterpunch. Ma c’è di più…
Le versioni pubblicate finora sono state modificate per evitare di fare certi nomi. Qui di seguito, in esclusiva per questo blog, pubblico la versione originale che indica il “funzionario del dipartimento di Stato” indicato da Sibel in passato, Marc Grossman, un alto funzionario del governo che ha lavorato per le amministrazioni Bush e Obama prima di passare al settore privato/lobbying...”

Il Sistema contro Sibel Edmonds
“Un’informatrice ha rivelato notizie straordinarie sul sostegno del governo degli Stati Uniti alle reti terroristiche internazionali e alla criminalità organizzata. Il governo ha negato le accuse ed ha anche  fatto di tutto per farla tacere. I suoi critici l’hanno derisa come affabulatrice e falsificatrice. Ma ora arriva la notizia che alcune delle sue più gravi accuse sono state confermate da un importante quotidiano europeo, solo per essere scacciate su richiesta del governo degli Stati Uniti. In un libro recente, Sibel Edmonds, ex traduttrice dell’FBI, descrive come il Pentagono, la CIA e il dipartimento di Stato hanno avuto legami intimi con al-Qaida fino al 2001. Nelle sue memorie Donna classificata: la vicenda di Sibel Edmonds, pubblicata l’anno scorso, accusa alti funzionari governativi di negligenza, corruzione e collaborazione con al-Qaida nel contrabbando di armi e  traffico di droga in Asia centrale.
Nell’intervista a questo autore ai primi di marzo, Edmonds ha sostenuto che Ayman al-Zawahiri, attuale capo di al-Qaida e vice di Usama bin Ladin all’epoca, ha avuto innumerevoli incontri periodici all’ambasciata statunitense di Baku, in Azerbaijan, con militari e funzionari dei servizi segreti statunitensi tra il 1997 e il 2001, nell’ambito di una operazione denominata ‘Gladio B’. Accusando che al-Zawahiri così come i vari membri della famiglia bin Ladin e altri mujahidin, furono trasportati su aerei della NATO in varie parti dell’Asia centrale e dei Balcani per partecipare alle operazioni di destabilizzazione del Pentagono. Secondo due giornalisti del Sunday Times, che parlano in condizione di anonimato, queste e altre rivelazioni sono state confermate dai vertici del Pentagono e da funzionari dell’MI6 nell’ambito di una serie investigativa in quattro parti che avrebbe dovuto essere pubblicata nel 2008. I giornalisti del Times hanno descritto come la storia sia stata inspiegabilmente abbandonata su pressione di non dichiarati “gruppi di interesse” che, suggeriscono, sarebbero stati associati al dipartimento di Stato degli Stati Uniti.
Descritta dall’American Civil Liberties Union come la “persona più imbavagliata negli Stati Uniti d’America“, Edmonds ha studiato diritto penale, psicologia e politica presso le università George Washington e George Mason. Due settimane dopo gli attacchi terroristici dell’11/9, la sua fluidità del turco, persiano e azero l’è valsa un contratto dell’FBI presso l’ufficio di Washington DC. Fu incaricata di tradurre fonti d’intelligence altamente classificate in operazioni contro sospetti terroristi dentro e fuori gli Stati Uniti. Nel corso del lavoro, è venuta a conoscenza di elementi che  provano come militari e agenzie di intelligence degli Stati Uniti collaborassero con i militanti islamici affiliati ad al-Qaida, proprio le forze incolpate degli attacchi dell’11/9, e di come i funzionari dell’FBI coprissero tali prove. Quando Edmonds si lamentò con i suoi superiori, la sua famiglia venne minacciata da uno dei soggetti della sua denuncia, e lei venne licenziata. Le sue accuse di spionaggio contro i suoi colleghi dell’FBI furono poi esaminati dall’Ufficio dell’Ispettore Generale del dipartimento della Giustizia, che non diede dettagli sulle accuse rimaste classificate. Anche se non vi sono conclusioni definitive raggiunte sulle accuse di spionaggio, il dipartimento della Giustizia ha concluso che molte delle accuse di Edmonds “sono provate, che l’FBI non le prese abbastanza sul serio e che furono, difatti, il fattore più significativo nella decisione dell’FBI di interrompere il suo servizio“.
Quando tentò di rendere pubblica la sua vicenda nel 2002, e di nuovo nel 2004, il governo degli Stati Uniti mise a tacere Edmonds invocando un precedente giuridico noto come “privilegio del segreto di Stato”, un potere illimitato per annullare una causa basata esclusivamente sulla pretesa del governo che prove o testimonianze potrebbero divulgare informazioni che potrebbero minare la “sicurezza nazionale”. Con questa dottrina, il governo cercò di classificare retroattivamente le informazioni riguardanti il caso Edmonds già note al pubblico, tra cui, secondo il New York Times, “quali lingue Edmonds traducesse, quali casi avesse gestito e con quali dipendenti avesse lavorato, disse il funzionario. Informazioni anche di routine e ampiamente diffuse, come e dove lavorava, sono ora classificate“. Anche se non è stata di certo la prima invocazione del “privilegio del segreto di Stato”, il caso Edmonds è stato utilizzato più volte come precedente nell’era post-11/9 dalle amministrazioni Bush e Obama per proteggere il governo degli Stati Uniti dal giudizio del tribunale su tortura, estradizioni, intercettazioni senza mandato, così come nella rivendicazione dei poteri di guerra del presidente. Altri esperti d’intelligence concordano che Edmonds sia inciampata su una cospirazione criminale nel cuore del sistema giudiziario statunitense. Nelle sue memorie, racconta che l’agente speciale dell’FBI Gilbert Graham, che lavorava per l’ufficio di Washington sulle operazioni di controspionaggio, le aveva detto davanti a un caffè “come si controllassero i precedenti dei giudici federali” nei “primi anni novanta per conto dell’FBI… Se arriviamo alla merda, agli scheletri nei loro armadi, il dipartimento della Giustizia li teneva in serbo per usarli contro di loro in futuro o per fargli fare ciò che voleva  su alcuni casi. Casi come il tuo“. Una versione redatta della divulgazione classificata di Graham al dipartimento di Giustizia, riguardo queste accuse, uscì nel 2007, riferendosi all'”abuso di autorità” dell’FBI nel condurre intercettazioni illegali per avere informazioni su funzionari pubblici degli Stati Uniti.

Descrizione di Gladio-B
Nella sua intervista di marzo a questo autore, Edmonds ha detto che le operazioni del Pentagono con gli islamisti erano l'”estensione” di un’originale programma di ‘Gladio’, scoperto negli anni ’70 in Italia, nell’ambito europeo dell’operazione segreta della NATO avviata già negli anni ’40. Come lo storico svizzero Daniele Ganser indica nel suo libro fondamentale, Gli eserciti segreti della NATO, un’inchiesta parlamentare italiana confermò che l’MI6 britannico e la CIA avevano stabilito una rete segreta “stay-behind” di eserciti paramilitari, gestiti da collaborazionisti fascisti e nazisti.  Gli eserciti segreti compirono attacchi terroristici in tutta l’Europa occidentale, ufficialmente attribuiti ai comunisti in quello che l’intelligence militare italiana chiamò ‘strategia della tensione’. “Si dovevano attaccare civili, donne, bambini, innocenti, sconosciuti assai lontani da ogni gioco politico“, ha spiegato Vincenzo Vinciguerra, operativo di Gladio, durante il suo processo nel 1984. “La ragione era molto semplice. Dovevano costringere queste persone… a chiedere allo Stato maggiore sicurezza“. Mentre la realtà dell’esistenza di Gladio in Europa è una questione storica, Edmonds sostiene che la stessa strategia è stata adottata dal Pentagono negli anni ’90 in un nuovo teatro di operazioni: l’Asia. “Invece di usare i neonazisti, hanno usato i mujahidin diretti dai vari bin Ladin, così come al-Zawahiri“, ha detto.
L’ultimo incontro di Gladio noto pubblicamente si svolse al Comitato Clandestino Alleato della NATO (ACC) di Bruxelles nel 1990. Mentre l’Italia era un punto focale per le maggiori attività europee, Edmonds ha detto che la Turchia e l’Azerbaigian furono i principali condotti per una completamente nuova e diversa serie di operazioni in Asia con i veterani della campagna anti-sovietica in Afghanistan, i cosiddetti “arabi afghani” addestrati da al-Qaida. Queste nuove grandi operazioni del Pentagono ebbero il nome in codice ‘Gladio B’ dal controspionaggio dell’FBI: “Nel 1997, la NATO chiese [al presidente egiziano] Hosni Mubaraq di scarcerare i militanti islamici affiliati ad Ayman al-Zawahiri [il cui ruolo nell'assassinio di Anwar Sadat portò all'ascesa di Mubaraq]. Furono trasportati, agli ordini degli Stati Uniti, in Turchia per [l'addestramento e l'impiego in operazioni] del Pentagono“, ha detto. Le accuse di Edmonds trovano qualche pubblica conferma indipendente. Il Wall Street Journal riferisce di un accordo nebuloso tra Mubaraq e “l’ala operativa della Jihad islamica egiziana, che fu poi guidata da Ayman al-Zawahiri… Molti dei combattenti di quel gruppo accettarono un cessate il fuoco con il governo dell’ex presidente Hosni Mubaraq, nel 1997.” Youssef Bodansky, ex direttore del Congressional Task Force sul terrorismo e la guerra non convenzionale, ha citato fonti dell’intelligence USA in un articolo per la difesa e gli affari esteri: Politica strategica, confermando le “discussioni tra il leader terrorista egiziano Ayman al-Zawahiri e un arabo-statunitense noto per essere un emissario della CIA e del governo degli Stati Uniti.” Fece riferimento a un'”offerta” fatta ad al-Zawahiri nel novembre 1997 per conto dell’intelligence degli Stati Uniti, concedendo mano libera in Egitto ai suoi islamisti mentre  sostenevano le forze statunitensi nei Balcani. Nel 1998, il fratello di al-Zawahiri, Muhammed, guidava un’unità d’elite dell’Esercito di liberazione del Kosovo contro i serbi durante il conflitto in che Kosovo, avrebbe avuto contatti diretti con la leadership della NATO. “È per questo”, continuò Edmonds nella sua intervista, “anche se l’FBI regolarmente monitorava le comunicazioni  diplomatiche di tutti i Paesi, solo quattro ne furono esenti, Regno Unito, Turchia, Azerbaijan e Belgio, sede della NATO. Nessun altro Paese, nemmeno gli alleati Israele e Arabia Saudita, ne furono esenti. Ciò perché questi quattro Paesi erano parte integrante delle cosiddette operazioni Gladio-B del Pentagono“.
Edmonds non specula sugli obiettivi delle operazioni ‘Gladio B’ del Pentagono, ma evidenzia le seguenti possibilità: proiezione di potenza degli Stati Uniti nell’ex sfera di influenza sovietica per avere un accesso strategico, precedentemente inutilizzato, all’energia e alle riserve di minerali per le aziende statunitensi ed europee; respingere la presenza russa e cinese e ampliare la portata delle lucrose attività criminali come particolarmente il traffico di armi e droga. L’esperta di finanza del terrorismo Loretta Napoleoni stima il valore totale dell’economia criminale a circa 1.500 miliardi dollari ogni anno, la maggior parte dei quali “finisce nelle economie occidentali, dove viene riciclata negli Stati Uniti e in Europa“, un “elemento vitale del flusso monetario di queste economie.” Non è un caso quindi che il commercio dell’oppio, come Edmonds ha detto a questo autore, sia cresciuta rapidamente nell’Afghanistan occupato dalla NATO: “So per certo che gli aerei della NATO inviano abitualmente eroina in Belgio, da dove poi finiscono in Europa e nel Regno Unito. Hanno anche inviato eroina nei centri di distribuzione di Chicago e New Jersey. Le operazioni di controspionaggio dell’FBI e della DEA (Drug Enforcement Agency) acquisirono le prova di questo traffico di droga sorvegliando una vasta gamma di obiettivi, tra cui funzionari del Pentagono, della CIA e del dipartimento di Stato. Nell’ambito di questa sorveglianza, il ruolo dei Dickerson, con il supporto di Grossman, nel facilitare il traffico di droga, aumentò d’importanza. Era chiaro da ciò che l’intero traffico di droga, denaro e terrorismo in Asia centrale era diretto, prima dell’11/9, da Grossman.” La prova di ciò, secondo Edmonds, resta nelle registrazioni di sorveglianza del controspionaggio dell’FBI che le venne chiesto di tradurre. Anche se queste presunte prove non sono mai apparse in tribunale, a causa degli sforzi del governo degli Stati Uniti con il ‘privilegio del segreto di Stato’, poteva testimoniare in dettaglio le sue accuse contro Grossman e altri, fatte sotto giuramento nel 2009. Inoltre, diffuse queste accuse con un’intervista all’ex funzionario della CIA Philip Giraldi della rivista American Conservative, quello stesso anno…

scott2cia_opiummapTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Libia: Fallimento della NATO in Libia e sconvolgimento dell’US Army

Horace G. Campbell, Pambazuka, 26/11/2012
PETRAEUS AFGHANISTAN

La relazione extraconiugale che avrebbe causato le dimissioni del capo della CIA, generale Petraeus, è insignificante in confronto all’appartenenza a una sezione delle forze armate e delle agenzie di intelligence degli Stati Uniti che persegue un complesso e completo programma di destra. E’ in questo contesto che i giornalisti e le università sono manipolati con la bella storia dell’AFRICOM, in particolare sulla Libia, diffusa negli Stati Uniti. Ma la morte dell’ambasciatore Stevens a Bengasi sfata questo mito.

Carter Ham è stato sollevato dal suo incarico a capo del Comando Africa degli Stati Uniti (AFRICOM). Petraeus si è dimesso dalla CIA il 9 novembre. Il 26 ottobre, il viceammiraglio Charles M. Gaouette è stato assegnato al comando del gruppo d’attacco dell’USS John Stennis. Questi tre cambiamenti nei vertici della dirigenza militare statunitense sono tutti collegati al fallimento della missione e dell’intervento della NATO in Nord Africa, con la successiva guerra e ondate di assassini effettuati dalle milizie in Libia, in particolare a Bengasi. Questi cambiamenti mostrano la nuova autonomia e capacità di combattere una guerra testata in circostanze in cui, la CIA e i capi delle strutture di comando militare, come il Comando Centrale (CENTCOM) o AFRICOM, perseguono politiche indipendenti dal potere esecutivo e dalla leadership civile. Questi esperimenti hanno fallito, con conseguenze devastanti per l’intero apparato militare, incastrando generali, speculatori finanziari e specialisti mediatici di questioni militari e politiche.
Il 18 ottobre 2012, il segretario della difesa, Leon Panetta, annunciava che il presidente Obama avrebbe nominato comandante di AFRICOM il generale David Rodriguez, in sostituzione di Carter Ham. Quest’ultimo ha preso il comando di Africom dal generale William “Kip” Ward l’8 marzo 2011, e si fece notare come responsabile dell’intervento internazionale della NATO in Libia, presumendo che sarebbe durato un mese. Questa guerra è durata più di un anno. Un anno più tardi, dopo che le forze NATO hanno annunciato il loro “successo” in Libia, gli scontri con le milizie dell’11 settembre 2012 portarono al decesso dell’ambasciatore degli Stati Uniti in Libia Christopher Stevens, e di altre tre persone (uno specialista del dipartimento di stato e due agenti della CIA) nei “locali” statunitensi di Bengasi. La risposta all’indagine interna dell’US Army è stata la nomina del generale David Rodriguez a capo di AFRICOM. Se e quando il Senato confermerà la nomina di David Rodriguez, AFRICOM avrà avuto tre diversi comandanti in meno di quattro anni.
Il 9 novembre, due giorni dopo che Barack Obama è stato eletto presidente degli Stati Uniti, veniva annunciato che il generale a quattro stelle in pensione e direttore generale della Central Intelligence Agency (CIA) si era dimesso. David H. Petraeus, che aveva corteggiato la stampa e le università per crearsi la reputazione di soldato-studioso di successo, improvvisamente si dimetteva dopo che la sua relazione extraconiugale era stata rivelata al pubblico. Questa relazione extraconiugale, a Washington, con la sua biografa che ha scritto “Tutto: la formazione del generale David Petraeus“, non era un segreto per nessuno. Questo libro è stato pubblicato nel gennaio 2012. Quando Paula Broadwell apparve in televisione a gennaio per promuoverlo, fece un discorso era pieno di allusioni, e coloro che potevano leggere tra le righe avrebbero capito ciò che stava cercando di comunicare. I media hanno riferito che la relazione extraconiugale è stata scoperta dal Federal Bureau of Investigation (FBI) e che questo testimoniava “un giudizio discutibile” del generale. Tra il 18 ottobre, quando il comandante di AFRICOM è stato sollevato dal suo incarico, e il 9 novembre, quando il generale Petraeus si è dimesso, c’è stato un notevole sforzo per presentare le informazioni sugli eventi di Bengasi, allo scopo d’influenzare il risultato delle elezioni presidenziali del 6 novembre. In gergo militare, questo sforzo dei neo-conservatori di scaricare la caduta di Bengasi sulle spalle della Casa Bianca, sarebbe stata considerata un’operazione d’informazione militare.
La stretta relazione tra media statunitensi, mondo accademico e forze armate è stata perfezionata nella nuova guerra, volta a combattere secondo i metodi sperimentati dall’adozione del Patriot Act e dalla fusione di media, aziende high-tech e quelle armi letali, robotiche, senza equipaggio, chiamate droni. Nella guerra gestita con tali metodi, i giornalisti e gli accademici che servono gli interessi dei vari rami militari hanno cercato di nascondere quegli enormi fallimenti come il fiasco dell’Iraq o della massiccia guerra contro la droga in Afghanistan. Questi camuffamenti sono stati rafforzati da relazioni tendenziose sul ruolo dei vari generali. Il recente libro di Thomas Ricks: “Generali: il comando militare americano dalla seconda guerra mondiale ad oggi” è uno degli spettacoli della nuova alleanza tra settori dei media e della dirigenza  militare. In questo libro, molti generali vengono criticati per la loro incompetenza e mancanza di visione. Tom Ricks ha partecipato a un dibattito dicendo che molti generali erano da licenziare. Per quanto riguarda Petraeus, Tom Ricks ha avuto solo complimenti, notando che “ha dimostrato una vera indipendenza mentale… Si tratta di un generale che sa adattarsi.” In questo libro, Petraeus è la pietra di paragone, mentre altri, come Tommy Frank e Casey vengono paragonati a William Westmoreland, simbolo del fallimento in Vietnam. Il web è ormai invaso da storie di sesso, intrighi e corruzione ora svelati al Mondo, in modo che tutti possano vedere come dei generali, come John Allen comandante delle forze USA in Afghanistan, che si ritiene sia al centro della guerra, abbia avuto il tempo e lo spazio per inviare da 20 a 30000 pagine di e-mail a Jill Kelley, una donna che vive a Tampa (Florida) considerata una rivale dell’amante del generale Petraeus. I titoli dei media su “la comunicazione non appropriata” con Jill Kelly, può distrarre dalla realtà dell’attuale situazione di guerra e di insicurezza in Libia, che ha provocato più di 50.000 morti  dall’intervento della NATO e della sua “responsabilità di proteggere“.
Per il popolo libico, le Nazioni Unite e la comunità pacifista, la rivelazione dello scandalo Petraeus ha un interesse particolare a causa della stretta relazione tra compagnie petrolifere, agenzie militari e di intelligence occidentali e le milizie di predoni che terrorizzano la popolazione libica. Il fallimento della strategia di controinsurrezione in Iraq e in Afghanistan si svela in Libia. Tutto è qui. Quando le informazioni sull’attacco ai “locali” statunitensi a Bengasi furono date, ci fu confusione. Lo spazio attaccato è un “consolato”, un “locale” del Dipartimento di Stato, un rifugio della CIA o, addirittura, una prigione per i miliziani catturati? Questa confusione ha distolto l’attenzione dal fatto che gli elementi dell’esercito hanno formulato una politica di allineamento con alcune milizie nella parte orientale della Libia (a volte chiamati jihadisti), che in passato hanno avuto legami con gruppi che gli Stati Uniti indicavano come “organizzazioni terroristiche”. Francia, CIA e AFRICOM hanno avuto come alleati questi jihadisti, nel destabilizzare la Libia, congelare i miliardi di Gheddafi, assassinarlo e stringere un’alleanza con una Libia quale base per l’attuale spinta al cambio di regime in Siria. I repubblicani pensavano di poter approfittare della confusione e della disinformazione diffuse dai servizi d’intelligence e militari sulla vera causa della morte dell’ambasciatore statunitense a Bengasi. Le udienze si svolgono su richiesta dei repubblicani, nel Congresso dominato dai repubblicani. Il Dipartimento di Stato ha fatto dichiarazioni, e la CIA ha pubblicato un calendario degli eventi a Bengasi, nella notte dell’11 settembre.
I media conservatori tentano di politicizzare il caso cercando di presentare una tabella che dimostri l’incompetenza dell’amministrazione Obama. Dopo ogni nuova dichiarazione alla stampa e presentazione del calendario, spuntano nuove informazioni, che pongono nuove questioni circa il marciume e la corruzione nell’esercito degli Stati Uniti. Dopo le sue dimissioni, è stato riferito dalla stampa statunitense che il generale David Petraeus ha visitato la Libia a fine ottobre, per condurre una propria indagine (alcuni direbbero un cover-up). Dopo la pubblicazione di queste informazioni, è stato rivelato che la CIA deteneva  miliziani libici in un suo edificio a Bengasi. Queste informazioni, rilasciate da Paula Broadwell in un discorso all’Università di Denver il 26 ottobre, ha ulteriormente complicato il nodo libico. Petraeus è stato il comandante delle forze USA in Iraq e in Afghanistan, in un momento della storia degli Stati Uniti in cui le informazioni militari sono importanti quanto le armi. Secondo la dottrina militare degli Stati Uniti, in questa nuova forma di guerra c’è una lotta per il controllo della narrazione. L’esercito degli Stati Uniti non è mai stato in grado di controllare le storie sull’Africa perché la storia della supremazia e del sciovinismo bianco hanno impedito una chiara comprensione delle dinamiche dell’auto-determinazione in Africa. Nel corso degli ultimi dieci anni, di assoluto fallimento delle operazioni militari statunitensi in Iraq e in Afghanistan, lo sforzo per  controllare la narrazione ha comportato una massiccia campagna di disinformazione contro i cittadini statunitensi.
Nel caso specifico della Libia, i media hanno presentato la “fine della guerra” come la vittoria delle forze della NATO. La verità non è mai stata dichiarata. Non è mai stato detto che la lotta continua in Libia, con la recentissima battaglia di Bani Walid quale prova esplicita della continuazione della guerra. Il “successo” dell’intervento della NATO era la versione ufficiale, fino a che la morte dell’ambasciatore Stevens ha dimostrato la natura stratificata della guerra. Tra il licenziamento del generale Carter Ham e le dimissioni del generale Petraeus, vi è stata la sostituzione del viceammiraglio Charles M. Gaouette posto a capo del gruppo d’attacco dell’USS John C. Stennis. Mentre tutta la questione su Libia e Petraeus viene sezionata, questa settimana vogliamo esaminare in che modo le strutture come l’AFRICOM cercano di gestire il tutto, come se il comando fosse un governo parallelo con un proprio accesso a risorse contro l’AIDS, le società militari private, il gruppo di attacco della portaerei John Stennis… Siamo di fronte alla collusione tra l’esercito e i servizi di intelligence indipendenti dal potere esecutivo, che ne ha perso il controllo.

Carter Ham è stato scelto dai crociati dell’esercito degli Stati Uniti
Quando l’Africa Command degli Stati Uniti è stata fondata nell’ottobre del 2007, William E. “Kip” Ward, un generale statunitense a quattro stelle, vi prestò servizio come comandante dal 1° ottobre 2007 all’8 marzo 2011. Afro-americano, è stato degradato a generale a tre stelle e sarà presto in pensione. È stato ritirato dall’AFRICOM subito dopo l’adozione della risoluzione 1973, nel febbraio 2011, quando la NATO e le agenzie d’intelligence degli Stati Uniti erano a conoscenza del complotto contro il popolo libico, da eseguirsi mediante AFRICOM. Come afro-americano, Ward aveva instaurato stretti rapporti con generali e politici africani, anche quelli che avevano pubblicamente preso posizione contro AFRICOM. La retrocessione di Ward si basa sull’accusa di aver speso troppo denaro, consentendo ai membri della famiglia di viaggiare con gli aerei del governo. Ed ecco un ufficiale che viaggiava con moglie e famiglia, caduto in disgrazia dall’alto comando dell’esercito, in un momento in cui il generale Petraeus dimostrava “mancanza di giudizio” verso Paula Broadwell.
Nel novembre 2012, hanno tolto una stella al generale William  “Kip” Ward” per uso improprio dei fondi militari quando era capo di AFRICOM, e deve ancora risarcire 82 mila dollari. Nel novembre 2010, il Senato confermava la nomina del generale Carter Ham al comando AFRICOM, ma l’ondata rivoluzionaria in Tunisia e in Egitto accelerava mentre assumeva l’incarico e s’insediava l’8 marzo 2011. A quel tempo, le forze armate degli USA erano divise tra coloro che ho definito le rocce e i crociati (vedi “Le Forze armate statunitensi e Africom: tra le rocce e i crociati” Pambazuka News, 31 marzo 2011). In questo articolo, ho detto che il capo di AFRICOM è stato scelto dai crociati. I crociati è un termine di Seymour Hersh, che lo ha usato per un pubblico poco preoccupato dalla pace e dalla giustizia sociale, in un articolo sulla rivista Foreign Policy. In questo articolo, Hersh ha rivelato che una fazione all’interno delle forze armate degli Stati Uniti, nota come “i crociati”, ha preso il potere nell’esercito. Hersh ha sostenuto che i crociati erano determinati a intensificare la guerra contro l’Islam e a considerarsi i protettori del cristianesimo. Secondo questo articolo, Hersh sostiene che gli elementi neo-conservatori dominano le alte sfere delle forze armate statunitensi, tra cui figure come l’ex-comandante statunitense in Afghanistan, Stanley McChrystal e il viceammiraglio William McRaven. Hersh ha detto: “Quello che sto dicendo è che otto o nove neo-conservatori, dei radicali se si vuole, hanno rovesciato il governo americano e preso il potere.”
Nel maggio 2009, quattro mesi dopo l’arrivo al potere del presidente Barack Obama, Harper Magazine ha pubblicato un lungo articolo che poneva il generale David Petraeus al centro dei crociati. L’articolo dal titolo “Proselitismo evangelico ancora dilagante tra le forze armate degli Stati Uniti“, dettagliava  in modo notevole il ruolo dei crociati. L’articolo discuteva di un libro del tenente-colonnello William McCoy, il cui titolo è “Manuale spirituale per il personale militare“. Secondo l’articolo, il libro sottolineava le “tendenze anti-cristiane” negli Stati Uniti e tentava di contrastare queste tendenze difendendo “la necessità per i cristiani di avere un esercito che funzioni correttamente“. Il libro di McCoy è stato adottato dal generale David Petraeus, che ha detto: “Oltre alle bandiere, questo libro dovrebbe essere in ogni zaino oggi, in cui i soldati hanno bisogno di energia spirituale“.
La guerra in Libia ha fornito ai crociati la possibilità di distruggere una società stabile del Nord Africa e di devastarne la società con 1700 milizie. Non solo i crociati hanno permesso l’invasione della Libia, ma anche di crearvi il caos, generando un grande tensione in Africa. L’impatto ha creato instabilità in tutto il nord-ovest dell’Africa. Carter Ham ha preso il comando di AFRICOM dopo che il generale Stanley McChrystal era stato licenziato. Petraeus ha curato i media e il mondo accademico, e ora sappiamo che la sua arroganza e superbia gli garantivano una elevata tolleranza all’idea dell’eccezionalità e superiorità innata del cittadino statunitense di origine europea. AFRICOM ha approfondito il concetto del generale Petraeus di mobilitazione delle forze “oscure” per la guerra. Questo concetto si basa sulla mobilitazione di risorse finanziarie e di personale esterni alla struttura formale dell’US Army, e un grande uso della Central Intelligence Agency (CIA) e delle società militari private. Nick Turse ha documentato questo cambiamento della pianificazione e dei combattimenti dell’istituzione militare nel libro: “Il nuovo volto dell’impero: operazioni speciali, droni, spie, combattenti-fantoccio, basi segrete e guerra informatica“, Haymarket Book, 2012. All’inizio dell’anno, Turse aveva partecipato a un dibattito con il colonnello Davis dell’AFRICOM sulla crescita rapida della presenza militare degli Stati Uniti in Africa (Vedasi: La rapida crescente presenza militare degli Stati Uniti in Africa). La discussione con il direttore dell’Ufficio affari pubblici del Comando dettagliava grandemente una serie di questioni sollevate da Turse, ed ha mostrato come la burocrazia dell’AFRICOM sia diventata sensibile alle nuove forme di guerra, delegandola alle operazioni con i droni e le forze speciali. (cfr. Dibattito).
Petraeus ha trovato lo spazio ideale per creare una unità militare/intelligence per elaborare una politica alternativa, quando chiese il comando della CIA e di gestire la rete di corruzione e droga in Afghanistan, nel 2011. Secondo il New York Times, Petraeus ha offuscato il confine tra soldati e spie in missione segreta all’estero. “La nomina del generale Petraeus e del signor Panetta sono l’ultima prova di un mutamento significativo negli ultimi dieci anni, su come gli Stati Uniti combattano le loro battaglie, confondendo il confine tra soldati e spie in missione segreta all’estero… Petraeus ha gettato l’esercito nelle braccia della CIA, che si avvale di operazioni speciali militari e di agenzie di sicurezza private per condurre missioni di spionaggio. Come comandante del Comando Centrale degli USA, ha anche firmato nel settembre 2009 un ordine confidenziale che autorizza le truppe per operazioni speciali a raccogliere informazioni in Arabia Saudita, Giordania, Iran e in altri luoghi ancora, oltre alle zone di guerra tradizionali.” (Vedasi)

Carter Ham licenziato dopo Bengasi
Questa è l’alleanza dei crociati che ha occupato il Dipartimento di Stato e la diplomazia degli Stati Uniti nella guerra in Libia. L’ambasciatore Stevens è diventato un campione della collaborazione tra il Comando Operazioni Speciali e le società militari private. Christopher Stevens aveva lasciato il suo posto presso l’ambasciata a Tripoli, nel febbraio 2011, per coordinare questo tipo di guerra a Bengasi. Quando la NATO ha dichiarato la vittoria, nell’ottobre 2011, Christopher Stevens venne scelto come ambasciatore in Libia e nel maggio 2012 era di nuovo in Libia. Tuttavia, la base principale per le operazioni speciali e gli intrighi in favore della sicurezza privata a Bengasi, era laddove la CIA aveva una base per il reclutamento degli “estremisti” diretti in Siria. Stevens è stato intrappolato in uno scontro tra la milizia e la CIA. L’ambasciatore Christopher J. Stevens, il senior management delle informazioni Smith Sean e gli agenti della CIA Tyrone Woods e Glen Doherty sono stati uccisi in un attacco a Bengasi, durante la notte dell’11-12 settembre 2012. Quando giunse la notizia, venne inizialmente detto che Woods e Doherty erano stati identificati come contractor privati, al fine di distogliere l’attenzione sulla CIA nella battaglia di Bengasi. Sean Smith, il responsabile informazione del Dipartimento di Stato, era il simbolo di quei simpaticoni che si sono mobilitati per una nuova postura militare degli Stati Uniti. Dopo la sua morte, la comunità “trendy” era in lutto.
Secondo il New York Times: “Il signor Smith era un accanito giocatore online di un videogame multiplayer chiamato Eve Online, in cui centinaia di migliaia di partecipanti di tutto il mondo, agiscono come pirati o diplomatici in un ambiente fantascientifico. Smith, on-line era “topo vile”. La sua esperienza è indicativa di come l’esercito abbia mobilitato esperienze sia nel mondo reale che nel mondo virtuale. Messaggi in codice vennero scambiati nel mondo virtuale, per assecondare gli interessi dei servizi segreti militari che operano al di fuori del quadro politico del governo. Sean Smith era chiamato “Maven” dai suoi compagni di gioco che ne hanno pianto la morte. E’ nel libro di Malcolm Gladwell, “Tipping Point” (Punto di interruzione), che Smith viene accostato ai “Maven” o connettori, “specialisti dell’informazione” o “alla persona che riposa dopo averci dato nuove informazioni.” Questi esperti o connettori sono cruciali per la nuova forma di guerra dove il confine tra guerra virtuale e guerra reale svanisce. Sempre più spesso i giocatori pescano a piene mani da situazioni reali, al punto che molti videogiochi sono in realtà delle simulazioni di possibili scenari di guerra. I militaristi conservatori che progettano questo tipo di distrazioni macho, hanno appena pubblicato Call of Duty Black Ops II, dove si presenta un David Petraeus virtuale come Segretario della Difesa. Sean Smith ha tragicamente imparato che la vera guerra non è un gioco. Il libro di Bob Woodward ci dice che l’ex generale Jack Keane (ora membro del consiglio dell’Istituto per lo studio della guerra) è uno dei più forti sostenitori della dirigenza militare/intelligence di Petraeus.
Il fatto che Jack Keane era arrivato alla National Public Radio (NPR) come presentatore, per spiegare la tempistica degli eventi di Bengasi (dove Stevens e Smith sono morti), rivela l’importanza del coinvolgimento di Petraeus negli eventi della notte dell’11-12 settembre. E’ in questa intervista del 2 novembre, che Jack Keane ha detto al Mondo della decisione del generale Carter Ham di chiedere alla National Response Force Mission (NMRF) di schierarsi a Bengasi. La NMRF è un’unità segreta di base sulla costa orientale degli Stati Uniti, in allerta 24 ore su 24, 7 giorni su 7, è l’unità di intervento più veloce disponibile a recarsi in qualsiasi parte del Mondo. In questa intervista, Keane ha detto al pubblico statunitense: “Queste sono forze di terra. Non c’era altra forza disponibile e questo è il motivo per cui ha dovuto chiedere rinforzi fuori dall’AFRICOM. Il generale Ham ha cercato forze simili nel Comando Europeo, che ha un’altra forza segreta destinata alle operazioni speciali, ma si addestrava in Europa centrale; fu trasferita in una base, equipaggiata per il combattimento e inviata a Sigonella. Quando queste forze sono arrivate, furono informate che la sede della CIA era stata evacuata. Il problema che abbiamo è che AFRICOM non ha forze assegnate alla regione della Libia, quindi abbiamo dovuto dipenderne,… allertando le truppe provenienti dall’Europa e dal Nord America per venire a combattere.” Le informazioni sullo schieramento del comandante di AFRICOM erano velate, ma sufficienti per capire che Carter Ham è stato coinvolto in una battaglia per cui AFRICOM non è adibito. Quando il Pentagono indagò sui fatti di Bengasi, Carter Ham venne sollevato dal suo incarico di comandante di AFRICOM. Non vi aveva prestato servizio per i consueti tre anni. Petraeus visitò la Libia dopo la partenza di Carter Ham, nella speranza di salvare la sua reputazione e le forze di guerra e distruzione che aveva sviluppato.

Ascesa e caduta di Petraeus: Bengasi, snodo elettorale
Petraeus è un ufficiale ambizioso, che ha raggiunto fama internazionale perché sapeva corteggiare i media in modo da fargli un ritratto luminoso. Petraeus è noto come ufficiale ambizioso da quando era a West Point, dove si rese conto che sposando la figlia del sovrintendente dell’Accademia Militare di West Point, l’avrebbe aiutato nella sua carriera. Holly Knowlton proviene da una famiglia di tradizione militare. Suo padre, generale William A. Knowlton, era il capo dell’Accademia Militare di West Point quando Petraeus era ancora un cadetto. Petraeus si è laureato all’Accademia di West Point nel 1974, due mesi dopo aver sposato Holly. Petraeus si spaccia come studioso e soldato, così ha studiato a Princeton e ha scritto una tesi dal titolo “L’esercito americano e le lezioni del Vietnam“. Per soddisfare le sue ambizioni, Petraeus usò l’accademia, in particolare i sociologi, per soddisfare le sue “ambizioni”. E’ stato il rapporto con uno di questi scrittori che ha rivelato l’entità delle sue ambizioni manovriere. Nell’esercito, Petraeus era noto dagli ufficiali tradizionali come uno che avrebbe fatto qualsiasi cosa per avanzare di carriera. Il suo stretto rapporto con George W. Bush e il “successo” della rimonta delle truppe in Iraq, hanno contribuito alla sua reputazione. Petraeus è una figura controversa per la sua vicinanza ai neo-conservatori. Un ufficiale in pensione si pone la domanda: “Il generale Petraeus è un eroe, come suggerito dalle sue dichiarazioni alla stampa, o è una finzione creata, imballata e presentata al popolo americano dall’amministrazione Bush e dai suoi alleati neo-conservatori nei media e nel mondo accademico, come icona della contro-insurrezione?” (Cfr. Col. Douglas MacGregor, La saga di Petraeus: epitaffio per un quattro stelle)
La storia del generale Petraeus è ora di dominio pubblico. Ma ciò che è ignoto è come sia diventato un vero e proprio capolavoro di finzione creato, confezionato e raccomandato al pubblico statunitense. La maggioranza dei cittadini statunitensi non conosce le immense sofferenze inflitte al popolo iracheno dopo la rimonta delle truppe voluta dal generale Petraeus. Nell’esercito c’erano grandi differenze tra gli ufficiali nello sforzo di comprendere l’esperienza in Afghanistan e in Iraq. Ciò ha portato alla pubblicazione di importanti studi dal titolo “Decennio di guerra”. Lo studio delle guerre che seguirono l’11 settembre dello Stato Maggiore, rappresenta lo sforzo dell’esercito per capire perché l’esercito statunitense ha fallito e si è impantanato nella palude della corruzione, della guerra contro la droga in Afghanistan e in Iraq. Non mancano certamente scrittori che hanno esplorato in dettaglio come gli Stati Uniti hanno corrotto l’Afghanistan. Un articolista del Washington Post è stato esplicito quando ha scritto “La corruzione afgana e come gli Stati Uniti l’hanno favorita“: “E’ ora che noi americani – governo, media, analisti e intellettuali – guardiamo con occhio acuto alle cause della corruzione in Afghanistan; il fatto è che siamo tanto da biasimare per quello che è successo. Gli afgani e noi abbiamo fortemente ritardato ad ammettere i nostri sforzi o a correggerci“. Altri esperti militari noti, come Anthony Cordesman, hanno scritto ampiamente sul saccheggio e la devastazione dell’Afghanistan. Uno scrittore pacifista come Alfred McKoy ebbe a scrivere: “C’è qualcuno per pacificare lo stato numero uno stato delle droghe. Le guerre dell’oppio in Afghanistan?“.
Anche se il nome di Petraeus non è specificamente apparso in queste relazioni su droga e  corruzione, la sua posizione di comandante in Afghanistan e capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha inevitabilmente puntato i riflettori nella sua direzione. Da importante esperto nella presentazione delle informazioni sulle operazioni militari redatte per i media, Petraeus ha avuto cura della stampa. Una delle manifestazioni più evidenti si può trovare nel nuovo libro di Thomas Ricks: “Generali: il Comando militare americano dalla seconda guerra mondiale ad oggi“. In questo libro, generali come Tommy Franks sono vilipesi, mentre Petraeus viene esaltato. Petraeus riceveva lo stesso atteggiamento da sicofante nel suo rapporto con Paula Broadwell. Petraeus aveva conosciuto Broadwell nel 2006, quando operava tra la CIA e Harvard. Ma questo rapporto non è stato completo prima della morte del generale William A. Knwolton nel 2008.

Il generale Petraeus e la mancanza di rispetto per Barack Obama
Petraeus si è reso popolare tra i neo-conservatori e i fondamentalisti cristiani come un buon esempio del codice d’onore dei cadetti di West Point. Il codice d’onore è semplice. Disse: “Un cadetto non mente, non bara, non ruba e non tollera quelli che lo fanno.” A causa del suo sostegno a “Agli ordini: manuale spirituale per il personale militare” del tenente-colonnello William McCoy, Petraeus era sui radar della destra. Non è un caso che politici come George W. Bush hanno fatto appello a lui. Bob Woordward nel suo libro ‘Le guerre di Obama’, ha documentato la mancanza di rispetto di un settore militare (i crociati) verso Obama. E’ importante per il lettore comprendere la profonda arroganza di Petraeus verso Obama. La formulazione di Petraeus era particolarmente rivelatrice, quando ha cercato di “incastrare” il presidente sulla questione del dispiegamento di truppe in Afghanistan. Bob Woodward racconta il via vai tra Obama, Petraeus e il generale Stanley McChrystal. Stanley McChrystal aveva istigato la divulgazione di notizia sulla corruzione in Afghanistan facendo commenti espliciti sul presidente Obama, sapendo che sarebbe valsa la pena di restare fuori dalla guerra alla droga in Afghanistan. Immediatamente nominato comandante in Afghanistan da Barack Obama, Petraeus comprese il valore dell’eredità del generale, e per via del suo senso della storia, approvò il progetto di Paula Broadwell che voleva scrivere la sua biografia. Douglas MacGregor lo descrive in questo modo: “Petraeus e Broadwell sono semplicemente due persone con obiettivi che convergono“.
Tra la biografia della Broadwell e il libro di Thomas Ricks, Petraeus è convinto che i posteri ricorderanno il suo nome. Nell’esercito vi era un intenso dibattito nel corpo degli ufficiali, sulla questione se ufficiali come Petraeus dovessero rendere conto. Il tenente-colonnello Paul Yingling ha scritto un articolo ampiamente discusso sul Giornale delle forze armate: “Il fallimento dei generali”. Con la presa del potere dei crociati nel campo militare, gli ufficiali che seguono la linea di Petraeus sono considerati favorevolmente. Secondo un articolo del New York Times, “Petraeus è stato il militare americano più importante negli ultimi dieci anni, l’architetto della rimonta delle truppe in Iraq. Ha sostituito il Generale Colin L. Powell come volto dei militari, diventando un personaggio esaltato da entrambe i lati della “linea” di Washington. Il New York Times è pienamente consapevole della divisione tra le rocce e i crociati, e di come Obama ha usato Colin Powell per chiamare a raccolta le rocce per sconfiggere i crociati. Ora sappiamo che il team di Obama non era compiacente verso le attività del generale Petraeus, che venivano monitorate. L’amministrazione lo teneva d’occhio ed era pienamente consapevole delle ambizioni presidenziali di Petraeus. Aveva assicurato Rahm Emmanuel di non essere un candidato per le presidenziali del 2012. Nel profilo favorevole compilato dal New York Times, si apprende che “Broadwell è diventata una presenza permanente presso la sede della coalizione guidata dagli americani a Kabul, poco dopo che Petraeus ne ha assunto il comando nel giugno 2010. Era considerata un’ambiziosa che perseguiva lo scopo di essere ammessa nell’elite della sicurezza nazionale di Washington. Se ne risentì quando gli ufficiali fecero notare che lei approfittava del suo rapporto con il loro capo.” Sei mesi dopo che Petraeus prese ufficio a Kabul, servendo da mentore della sua biografa, l’amministrazione nominò Holly Knowlton Petraeus alla carica di vicedirettrice dell’US Consumer Financial Protection Bureau, il cui compito è difendere i militari e le loro famiglie. La storia rivelerà più tardi il grado di contatto tra Michelle Obama e Holly Knowlton, quando gli iniziati a Washington capirono perfettamente le insinuazioni di Paula Broadwell al Daily Show.

Bengasi e la Libia entrano nel gioco elettorale
Settimane dopo gli scontri tra le milizie concorrenti a Bengasi, che costarono la vita degli agenti CIA e dell’ambasciatore degli Stati Uniti, i media simpatizzanti con i crociati “s’impadronirono di una serie di agenzie conservatrici, per lanciare accuse incendiarie poco prima delle elezioni, affermando che quattro americani erano stati uccisi a causa della negligenza dell’amministrazione.” Petraeus non fece alcuna dichiarazione pubblica. Ma i rapporti dei media e il breve viaggio di Petraeus in Libia sono la prova che ci fosse un grande progetto per limitare i danni. Sezioni dei media conservatori erano così sicuri della storia, che hanno accusato l’amministrazione di negligenza. William Kristol, direttore del conservatore Weekly Standard, ha concluso che l’agenzia stava indicando la Casa Bianca, suggerendo che avrebbe rifiutato l’azione richiesta. “Petraeus getta Obama in pasto ai lupi” avrebbe dovuto essere intitolato l’articolo sul blog del Weekly Standard. Tra l’incidente a Bengasi, il blog di William Kristol e la storia di Jack Keane sulla National Public Radio, c’era solo una cosa che avrebbe protetto Petraeus da una rivelazione completa. Le elezioni del 6 novembre 2012.
Bengasi e la Libia non furono un problema durante le elezioni, come speravano conservatori e crociati. Le forze alleate per la pace e la giustizia hanno eletto Barack Obama il 6 novembre. Due giorni dopo la sua rielezione, Petraeus ha rassegnato le dimissioni. I media ci dicono che il presidente aveva sentito per la prima volta dell’indagine sul rapporto tra Paula Broadwell e David Petraeus, l’8 novembre, quando Petraeus ha presentato le sue dimissioni. Secondo i media, il procuratore generale Eric Holder era stato già informato nel corso dell’estate. E’ difficile credere che il presidente non sapesse che l’FBI indagava sul generale David Petraeus. “I funzionari della Casa Bianca hanno detto che erano stati informati  la sera di mercoledì, che Petraeus aveva in programma di dimettersi a causa della sua relazione extraconiugale. Giovedì mattina, poco prima di una riunione del personale alla Casa Bianca, il presidente veniva informato quello stesso pomeriggio: Petraeus era andato dal presidente per dirgli che pensava sul serio alle dimissioni, che il presidente non aveva accettato, ma venerdì chiamò Petraeus e accettò le sue dimissioni…
Gli storici militari capiscono perché il Presidente ha voluto aspettare prima di prendere la decisione di accettare le dimissioni del più famoso generale statunitense. Dopo tutto, l’influenza di Petraeus sui giornalisti e i crociati era ben nota. Petraeus è stato il comandante di Fort Leavenworth, Kansas e del Center of Combined Arms (CAC) che si trova anche lì. Come comandante del CAC, Petraeus ha supervisionato lo Stato e il Collegio Maggiore Generale e 17 altre scuole, centri e programmi di formazione, mentre lavorava allo sviluppo di manuali di dottrina dell’esercito, alla formazione degli ufficiali e alla supervisione dei centri dell’esercito per la raccolta e la diffusione delle lezioni apprese. Durante la sua permanenza al CAC, Petraeus e il tenente-generale dei marines James Mattis curarono congiuntamente la pubblicazione del Field Manual 3-24, la maggior parte del quale è stato scritto da un gruppo straordinariamente composito di ufficiali, intellettuali, dirittumanitirasti, giuristi e giornalisti.
L’autore di queste righe rimane scettico riguardo la decisione di Obama di rifiutare le dimissioni di Petraeus, che si sarebbe basata su un approccio graduale alle tattiche militari adottate dal 2009. L’autore si astiene dal giudicare la recente prolusione di lodi a Petraeus di Obama, durante la conferenza stampa del 14 novembre 2012. Ci sono molti generali al comando legati sul piano militare e sociale a Petraeus, e l’estensione della sua rete cominciano ad essere conosciute. Le informazioni che il comandante in Afghanistan, John Allen, ha avuto dalla “comunicazione inappropriata” di 20-30000 pagine di e-mail, ha suscitato l’interesse dei cittadini mentre la storia veniva svelata. La cosa importante è che John Allen ha seguito le dottrine militari di Petraeus in Iraq e in Afghanistan. Ancora più significativo è il fatto che Allen ha sostenuto la nuova forma di destabilizzazione, la contro-insurrezione che coinvolge compagnie militari private.

La guerra in Libia e la necessità di smantellare le compagnie militari private
Il caso Petraeus si concentra sui dettagli piccanti della relazione extraconiugale del generale Petraeus, lasciando da parte la questione più fondamentale delle forme di distruzione militare scatenate in Iraq, Afghanistan e ora Libia. C’è stato un acceso dibattito nella dirigenza militare se i generali debbano rispondere alla leadership civile. Le dimissioni del generale Petraeus, il licenziamento di Carter Ham dall’AFRICOM e la nuova assegnazione del viceammiraglio Charles M. Gaouette, hanno fatto rivivere la questione del controllo civile sulle forze armate. Nonostante il nuovo libro di Tom Ricks, che è stato scritto per salvaguardare la reputazione di Petraeus, e la biografia di Petraeus che dovrebbe metterlo sul piedistallo dei generali più famosi degli USA, la nuova forma di guerra incontrollata ha abbattuto gli ufficiali principali architetti della strategia COIN di Petraeus e dei crociati. Nel contesto di una società democratica, i militari sono tenuti a fornire consulenze ai capi militari, e gli ufficiali non dovrebbero inviare truppe a combattere assieme alle milizie e senza l’autorizzazione della leadership civile.
L’intervento della NATO in Libia e la successiva base della CIA a Bengasi, sono forme costose di sperimentazione di nuove forme di guerra, che hanno causato la morte di migliaia di persone e distruzioni. Le rivelazioni sui centri di detenzione della CIA durante la guerra in Iraq, hanno generato sdegno verso queste prigioni private. Ci sono cittadini in Libia che possono rivelarsi confermando la veridicità sull’accusa di Paula Broadwell: che la CIA detiene dei prigionieri nei suoi centri in Libia. Politici stranieri hanno resistito alle richieste di una parte del Consiglio di Sicurezza degli Stati Uniti che voleva rivedere le operazioni militari della NATO in Libia. Attraverso il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, c’è stato uno sforzo enorme da parte di attivisti per la pace dal Sud del mondo, affinché le società militari private siano messe sotto il controllo internazionale. Il Consiglio ha istituito un “Gruppo di lavoro intergovernativo indefinito, per esaminare la possibilità di sviluppare un quadro giuridico internazionale per la regolazione, il controllo e la supervisione delle attività delle compagnie militari e di sicurezza private“.
Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno guidato l’opposizione alla sorveglianza delle aziende militari. I comandanti di CENTCOM e AFRICOM si sono comportati, in questi ultimi anni, come se fossero un governo parallelo. La guerra contro il terrorismo ha generato un clima di terrorismo intellettuale e una logica burocratica del comando unificato, permettendo ai militari di diventare una fonte politica esecutiva indipendente. Non c’era controllo quando il bilancio militare metteva a disposizione dei comandanti militari fondi illimitati. Perché AFRICOM non scava pozzi in Africa orientale e distribuisce libri di scuola? Queste attività facevano parte di un approccio di pubbliche relazioni per diffondere l’idea che AFRICOM stesse compiendo del lavoro umanitario in Africa. L’audizione di conferma del generale Rodriguez dovrebbe fornire un’altra occasione per esporre il fallimento della CIA/AFRICOM in Libia. Gli intellettuali africani hanno scritto molto per dire che l’AFRICOM è stata costituita come forza ausiliaria per proteggere le compagnie petrolifere statunitensi.
In questo gioco di protezione, vi sono settori dei vertici militari che si sono avventurati a dire che AFRICOM serve da contrappeso all’influenza della Cina in Africa. Petraeus ha gettato l’esercito sul terreno della CIA, che si avvale di agenzie militari per le operazioni speciali e di sicurezza private, svolgendo missioni di spionaggio e combattimento. Nella sua qualità di comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti, ha perfezionato il trucco di combattere assieme a un gruppo contro cui poi si rivolge. Questo doppio gioco, in fase di attuazione in Libia, al fine ritarda la pace e la ricostruzione della Libia, in modo da farla diventare un’altra Somalia. Grazie ai milioni di dollari a disposizione per corrompere  giornalisti e accademici, la storia del successo di AFRICOM è stata ampiamente utilizzata negli Stati Uniti. E’ questo tentativo di controllare la storia che ha contribuito a sostenere l’idea che l’operazione della NATO e degli Stati Uniti in Libia, sia stata un successo. La morte dell’ambasciatore Stevens sfata questo mito. Il licenziamento di Carter Ham ha rivelato come la CIA e l’esercito abbiano preso decisioni politiche indipendentemente dalla leadership civile. Quando si connettono i punti finanziari tra le società di facciata della CIA, come l’IN-Q-Tel, le aziende e i produttori di petrolio, si vede che il capitale globale è anche partner del complesso militare-industriale, e la sua necessità di una guerra perpetua contro il terrorismo. Questo è il cerchio che deve essere spezzato da coloro che vogliono la pace.
Petraeus e i suoi sostenitori sono convinti che il ciclo della guerra e della distruzione continuerà per generazioni. Petraeus era sicuro che con l’aiuto dei media, il quadro completo della distruzione in Libia e dell’alleanza con le milizie rimanesse nell’ombra, lontano dal controllo pubblico. La storia completa si sta svelando. Le forze per la pace e la giustizia devono intensificare la loro richiesta per lo smantellamento di AFRICOM. L’Africa ha bisogno di cooperazione e sostegno per la ricostruzione. La Libia ha bisogno del sostegno della comunità internazionale per controllare le milizie e ricostruire la società. E’ tempo per il movimento per la pace di riorientarsi verso le attività reali del generale Petraeus e non sulla sua relazione extraconiugale. In effetti, alcuni commentatori europei dicono che in Europa alcuni generali inseriscono tali informazioni nel circuito dei pettegolezzi per aumentare il proprio prestigio. Le forze per la giustizia e la pace dovrebbero concentrarsi sui collegamenti tra le dimissioni di Carter Ham, Petraeus e del viceammiraglio Charles. Mr. Gaouette

Horace Campbell è professore di Studi afro-americani e Scienze politiche alla Syracuse University. E’ anche professore ospite alla Tsinghua University di Pechino. È autore del libro di prossima pubblicazione “La NATO globale e il suo fallimento catastrofico in Libia”

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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