BJ Murphy 3 Red Ant Liberation Army 1 Giugno 2011
“L’imperialismo e la NATO – seriamente preoccupati per l’ondata rivoluzionaria scatenatasi nel mondo arabo, che produce la gran parte del petrolio che sostiene le economie di consumo dei paesi ricchi e sviluppati – non potevano mancare la possibilità di sfruttare il conflitto interno della Libia, per promuovere l’intervento militare. Le dichiarazioni formulate dal governo degli Stati Uniti, fin dall’inizio sono chiaramente in questa linea “.
Fidel Castro (l’inevitabile guerra della NATO)
Dopo oltre un mese per decidere o meno se l’opposizione dei ribelli libici sia un legittimo movimento “democratico“, o se Gheddafi sia veramente dalla parte dell’imperialismo, nonostante gli sforzi dei principali organi di stampa e della cosiddetta “sinistra rivoluzionaria“, nel dipingere un simile quadro, in realtà si è rivelata una realtà opposta.
Secondo il New York Times, la CIA ha “…operatori clandestini in Libia, per raccogliere informazioni per gli attacchi aerei e prendere contatti con i ribelli che combattono le forze del colonnello libico Muammar Gheddafi.” (1) Questa è stata anche confermata, in parte, dai ribelli, dove il “Magg. Gen. Suleiman Mahmoud, il secondo in comando dei ribelli, ha detto alla BBC che le forze ribelli avevano bisogno di tempo, pazienza e di aiuti per organizzarsi“, e che “…gli ufficiali di collegamento alleati stavano lavorando con i ribelli per organizzare i raid” (2).
Oltre alla CIA statunitense, abbiamo funzionari britannici che affermano che “…decine di forze speciali britanniche e di agenti dei servizi segreti MI6, stanno lavorando in Libia.” (3) Tutto mentre i media britannici, la BBC, affermano che “USA e Gran Bretagna hanno suggerito la risoluzione delle Nazioni Unite, che autorizza l’azione internazionale in Libia, potrebbe anche consentire la fornitura di armi.” (4)
Il 27 marzo, il presidente Obama aveva previsto un discorso in diretta al popolo statunitense, sul ruolo attuale degli Stati Uniti in Libia. Nonostante quello che sappiamo ora, che la CIA partecipa alle missioni segrete assieme l’opposizione libica, Obama ha cercato di sostenere che “…il ruolo dell’America sarebbe limitato, che non avrebbe inviato le truppe di terra in Libia, che metterebbe a fuoco le nostre capacità unicamente sul i fronte delle operazioni e che avremmo trasferimento le responsabilità ai nostri alleati e partner. Questa sera, portiamo a compimento questo impegno.” (5)
Naturalmente, questa non era l’unica affermazione fuorviante fatta da Obama in questo discorso.
Al-Qaida e i ribelli
“Ho messo in chiaro che mai esiterò a usare i i nostri militari rapidamente, con decisione, e unilateralmente quando fosse necessario per difendere la nostra gente, la nostra patria, i nostri alleati e i nostri interessi principali. Ecco perché stiamo andando ovunque al-Qaida cerchi un punto d’appoggio. È per questo che continuiamo a combattere in Afghanistan“, aveva detto il presidente Obama. (6) E, naturalmente, ben anche implicando lo stesso in Libia.
Il problema con questa sua affermazione è che, nonostante la sua pretesa di “andare dove al-Qaida“, in verità, gli Stati Uniti stanno aiutando al-Qaida contro il presidente della Libia Gheddafi. Questo ciò in totale accordo col comandante ribelle libico Abdel-Hakim al-Hasidi, che ponendo al-Qaida in buona luce, affermava che “i membri di al-Qaida sono anche dei buoni musulmani che lottano contro l’invasore.” (7) Si può solo immaginare cosa significhi “l’invasore“. La mia ipotesi è che stiano parlando degli Stati Uniti in Naturalmente, questo da solo rende tali azioni irrilevanti, dato il chiaro aiuto ricevuto da parte di questi stessi invasori.
Ciò era, naturalmente, fu per la prima volta indicato dal colonnello Gheddafi che ha avvertito che i ribelli erano a fianco di al-Qaida. (8) Anche se i media avevano solo allora descritto le sue parole come nulla più che di semplice teorie della cospirazione.
La cosa interessante di questo legame tra la CIA degli Stati Uniti e al-Qaida, che lavorano insieme per rovesciare un regime che non si adatta bene con gli interessi stranieri dell’Occidente, è che stiamo assistendo ad un altro déjà vu. E un déjà vu, voglio dire, della storia dell’Afghanistan durante la leadership socialista del Partito democratico popolare (PDPA) (9).
Dove la CIA degli Stati Uniti ha finanziato e addestrato Usama Bin Ladin e i mujahidin (che si sarebbero poi divisi in due note organizzazioni terroriste – i taliban e al-Qaida) al fine di rovesciare il Governo dell’Afghanistan socialista, e stiamo ora assistendo alla storia che si ripete, con la CIA che sta aiutando sia al-Qaida che i ribelli contro il Governodella Libia socialista, in quello che sembra ormai abbastanza chiaramente essere l’obiettivo finale – un cambio di regime.
Chi guida i ribelli?
Attraverso un singolo articolo pubblicato dal Washington Post, siamo in grado di raccogliere informazioni sufficienti per capire chi sono i membri della Conferenza Nazionale dell’Opposizione libica (NCLO) – il “consiglio di transizione” che guida i ribelli. Secondo il Post, “i ribelli hanno creato un governo interinale, noto come Consiglio nazionale di transizione. [...] Il gruppo include gli attivisti che hanno combattuto per decenni e recenti disertori di Gheddafi” (10).
‘Non è niente!‘ si potrebbe dire. Naturalmente, c’è di più:
“Altri membri del consiglio nazionale includono un professore di scienze politiche istruitosi negli USA, un noto leader dei giovani e un parente dell’ex monarca della Libia, che ha trascorso 31 anni in prigione per aver partecipato a un tentativo di golpe contro Gheddafi. Il Consiglio ha inoltre sfruttato dei diplomatici esperti che hanno disertato, come suoi rappresentanti nelle capitali occidentali e arabe.
“Mahmoud Jibril, un professore istruitosi negli USA ed ex capo del consiglio nazionale per lo Sviluppo Economico della Libia, è il rappresentante all’estero della leadership ribelle e di cui si prevede un incontro con la Clinton, al Cairo. In un cablo diplomatico statunitense del 2009, rilasciato da Wikileaks e scritto dall’ambasciatore Usa in Libia, Gene Cretz, Jibril viene descritto come “un interlocutore serio che ‘adotta’ il punto di vista degli USA.” (11)
Quindi, non solo abbiamo una opposizione ribelle aiutata sia dalla CIA che da al-Qaida, abbiamo anche un “consiglio di transizione” che dirige i ribelli, che è formato da professori di formazione occidentale che “adottano la prospettiva degli Stati Uniti“, e con familiari dello spodestato ex re libico Idris quali membri di tale consiglio.
Ciò che rende il “consiglio di transizione” ancora più interessante, è il fatto che i paesi imperialisti che attualmente conducono la guerra contro l’indipendenza della Libia, hanno anche riconosciuto il consiglio come il “Governo legittimo” della Libia (12). Ignorando completamente l’attuale governo della Libia, guidato dal colonnello Gheddafi.
Perché le forze della coalizione hanno invaso la Libia?
Quello che era iniziato come una coalizione che conduce una no-fly zone sul Libia e attacchi aerei sulle città in cui vi erano diverse forze pro-Gheddafi, si sta ora trasformando in una guerra della NATO (qualcuno può dire Jugoslavia? (13)), ciò che non è chiaro, almeno agli occhi della stampa tradizionale e dei liberali/conservatori che non hanno abbastanza coscienza per capire nemmeno lontanamente quello che succede in Libia, è innanzitutto il motivo dietro l’invasione.
Secondo il presidente Obama:
“Gheddafi ha scelto di intensificare i suoi attacchi, lanciando una campagna militare contro il popolo libico. Persone innocenti sono state presa di mira per essere uccise. [...] Jet militari ed elicotteri da combattimento sparavano su persone che non avevano mezzi per difendersi contro gli attacchi dal cielo. [...]
“Di fronte a questa repressione brutale e crisi umanitaria, ho ordinato alle navi da guerra di entrare nel Mediterraneo. [...] E con la mia direzione, l’America ha attuato un’azione con i nostri alleati al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, per una risoluzione storica che autorizza la no-fly zone per fermare gli attacchi aerei del regime, ed ha ulteriormente autorizzato tutte le necessarie misure per proteggere il popolo libico.” (14)
Naturalmente, come tutto ciò che Obama aveva dichiarato nel suo discorso, ciò non era esattamente preciso.
Secondo il think-tank dell’”intelligence internazionale” occidentale International Institute for Strategic Studies, attraverso un briefing militare di un’ora, dove ha dichiarato:
“Quando i secchioni della politica globalista parlano con franchezza, al di fuori delle brevi capacità di attenzione del grande pubblico, parlano delle forze professionali di Gheddafi, che prestano particolare attenzione a evitare vittime civili, ben sapendo che ciò alimenterebbe le richieste d’intervento occidentale.” (15)
Quando gli è stato chiesto se ci fosse alcuna conferma sule affermazioni dei media, di civili libici uccisi dalle forze filo-Gheddafi attraverso attacchi aerei, il segretari Gates aveva dichiarato che aveva “visto i comunicati stampa, ma non abbiamo conferma di ciò.”
Però, non è tutto. Durante una conferenza stampa del Dipartimento della Difesa, con il segretario alla Difesa Robert Gates e il presidente dei capi di stato maggiore, ammiraglio Mike Mullen, alla domanda se ci fosse o meno alcuna conferma alle affermazioni dei media di civili che dei libici erano stati uccisi dalle forze filo-Gheddafi, attraverso attacchi aerei, il Seg. Gates e l’ammiraglio Mullen avevano dichiarato che non avevano “…visto nessuna conferma di sorta.” (16)
Ciò che rende le relazione che affermano il contrario, ancora più confuse, secondo l’intelligence militare russo, durante il primo mese di guerra civile in Libia, non vi sono stati attacchi aerei di sorta. Tutto ciò, secondo loro, era stato confermato via satellite. (17)
Quindi, dal momento che possiamo più o meno sbarazzarci dei “civili vittime di attacchi aerei” come motivo per l’invasione della coalizione/NATO, cos’altro avrebbe potuto portarli a voler rovesciare il Governo attuale della Libia? OH! E’ vero, il petrolio!
Il 16 marzo, appena un giorno prima che gli USA annunciassero che non solo avrebbero sostenuto la no-fly zone sulla Libia, ma anche compiuto attacchi aerei (18), il Col. Gheddafi aveva annunciato ciò che le potenze occidentali più temevano:
“Non crediamo più all’Occidente , è per questo che invitiamo russi, cinesi e indiani a investire sui settori del petrolio e delle costruzioni della Libia. [...] Non ci fidiamo delle loro imprese – hanno preso parte alla congiura contro di noi.” (19)
Per coronare il tutto, dal 2009, il colonnello Gheddafi aveva voglia di nazionalizzare l’industria petrolifera libica, la ragione era dovuta alla perdita di profitti a causa della privatizzazione sotto interessi stranieri. (20) E chi sono i ribelli che fanno questo? Secondo la BBC News, i ribelli hanno firmato un accordo per l’esportazione del petrolio con il Qatar – una delle forze imperialiste in lotta assieme alla coalizione contro il colonnello Gheddafi (21). Quindi, chiaramente, Gheddafi ha cominciato ponendo una barriera tra le grandi aziende private dell’Occidente e i giacimenti di petrolio situati in Libia. E con quali mezzi l’Occidente va riaffermando il controllo sul rifornimento? Il Cambio di regime.
Il popolo libico sta con l’imperialismo o l’indipendenza?
Durante il primo mese della guerra civile che si svolge in Libia, i media affermavano che il colonnello Gheddafi comprava i “mercenari” per uccidere i membri dell’opposizione ribelle. Ciò che per primo era apparso chiaro, era che i cosiddetti “mercenari” erano in realtà dei migranti africani, che attraversavano la Libia per cercare lavoro. (22)
Migliaia di libici restano come scudi umani contro il bombardamento imperialista degli Stati Uniti/europeo dello Stato libico. Da allora in poi, abbiamo cominciato a ricevere segnalazioni di ribelli che conducevano una campagna razzista di esecuzione (23), linciaggio (24) ed imprigionamento dei migranti africani. (25)
Naturalmente, ciò non è stata una sorpresa per coloro che effettivamente hanno prestato attenzione agli eventi della Libia, secondo Human Rights Watch, non hanno trovato alcuna prova di sorta della presenza di “mercenari” in Libia. (26) Quindi, ciò che è iniziato come una storia del “popolo libico contro i mercenari“, poi si è evoluto in quello che ora si appare come una guerra civile nel popolo della Libia – i fedeli al colonnello Gheddafi contro i suoi oppositori.
Secondo il presidente Obama, “Gheddafi aveva perso la fiducia del suo popolo e la legittimità di guidarlo“, e così, a causa di ciò, il colonnello Gheddafi “…deve dimettersi dal potere.” (27) Ma il colonnello Gheddafi ha veramente perso la fiducia del suo popolo, nel suo complesso?
Ebbene, secondo un rapporto di Stratfor, un’azienda “intelligenza globale” filo-imperialista e anti-Gheddafi:
“Secondo la narrazione, Gheddafi dovrebbe rapidamente esser stato travolto – ma non è andata così. In realtà ha un sostegno sostanziale tra alcune tribù e all’interno dell’esercito. Tutti questi sostenitori avevano molto da perdere se fosse stato rovesciato. Pertanto, si sono dimostrati molto più forti collettivamente dell’opposizione, anche se sono stati colti di sorpresa dal successo iniziale dell’opposizione. Con sorpresa di tutti, Gheddafi non solo non è fuggito, ma ha contrattaccato e respinto i suoi nemici. [...]
“Una delle parti della narrazione è che il tiranno sopravvive solo con la forza, e che la nascente democrazia lo metteva subito in rotta. Il fatto è che il tiranno ha un ampio sostegno in questo caso, l’opposizione non è particolarmente democratica, molto meno organizzata o coesa, ed è stato Gheddafi che li ha sbaragliati.” (28)
Non troppo tempo fa, ci avevano dato notizia che la più grande tribù della Libia – la tribù Warfalla – si era schierata con Gheddafi, chiedendo la riconciliazione, invece di una guerra civile:
“Alcuni sono giovani che vogliono delle cose, ma sono stati usati. Vogliono dividere il paese? No, non saremo d’accordo. Vogliono una Costituzione? La maggioranza deve essere d’accordo. Nessuno vuole sostituire Muammar Gheddafi. Ma il problema è una cospirazione contro la Libia.” (29)
Non molto tempo fa, in quello che in origine si pensava fosse una roccaforte dei ribelli, le forze pro-Gheddafi hanno attuato delle proteste, a Bengasi, nonostante la detenzione e le esecuzioni da parte dei ribelli libici contro coloro che ritengono essere “pro-Gheddafi“. Questo era il segno della forza e del coraggio tra le forze pro-Gheddafi:
Quindi, come possiamo vedere chiaramente, Gheddafi non solo ha ancora la fiducia di una parte del suo popolo, ma la fiducia è cresciuta nella stragrande maggioranza del popolo libico. Contraddicendo il discorso del presidente Obama sul colonnello Gheddafi che perde la sua fiducia. Così, perdendo la giustificazione tra le sue affermazioni sulla “necessità di dimettersi dal potere” del colonnello Gheddafi.
Mentre la coalizione continua a cercare di contrastare l’avanzata delle forze pro-Gheddafi verso l’ultimo città-chiave di Bengasi, e i ribelli continuano a fallire nell’avanzare, data la chiara mancanza, nel complesso, del sostegno del popolo libico, la guerra civile deve ancora vedere la fine. Con la Libia socialista già in passato nel mirino dell’imperialismo, la sua indipendenza è minacciata e ora lo è più che mai, necessitando del sostegno e della solidarietà di tutti i popoli del mondo, e non solo dei marxisti-leninisti.
Viva l’indipendenza della Libia! Abbasso l’imperialismo occidentale!
Saluti comunisti!
Aggiornamento
Dalla prima pubblicazione di questo articolo, due eventi importanti hanno avuto luogo che rinforzano ulteriormente la mia analisi sui ribelli libici. Secondo il Dipartimento di Stato USA, il “governo dei ribelli che controlla la parte orientale della Libia, ha effettuato la sua prima vendita di petrolio del territorio da esso controllato” a una raffineria degli Stati Uniti, la Tesoro. (30) L’altro evento importante ha avuto luogo pochi giorni prima, in cui è stato annunciato che i ribelli libici volevano riconoscere ufficialmente lo stato sionista di Israele, (31) una mossa che non è mai stata fatta dal colonnello Gheddafi, nonostante le passate concessioni agli imperialisti.
Note
1. Mazzetti, M. e Schmitt, E., “CIA in Libya Aiding Rebels, US Officials Say”, The New York Times, 30 marzo 2011.
2. “Libya: Foreign Minister Moussa Koussa ‘defects to UK’”, BBC News, 30 marzo 2011.
3. Mazzetti and Schmitt.
4. BBC News, 30 marzo 2011.
5. “Trascrizione del discorso di Obama sulla Libia“, News One, 28 marzo 2011.
6. Ibid.
7. Swami, P., “Libyan rebel commander admits his fighters have al-Qaeda links”, The Telegraph, 25 marzo 2011.
8. Kumar Sen, A., “Gadhafi blames al Qaeda for uprising in Libya”, The Washington Times, 24 febbraio 2011.
9. Dixon, N., “How the CIA created Osama bin Laden”, Green Left, 19 settembre 2011.
10. Raghavan, S., “Rebel council seeks to transform Libya”, The Washington Post, 15 marzo 2011.
11. Ibid.
12. “Libya: France recognises rebels as government”, BBC News, 10 marzo 2011.
13. Chossudovsky, M., “YUGOSLAVIA VERSUS LIBYA: NATO’s War of Aggression against Yugoslavia”, Global Researcher, 24 marzo 2011.
14. News One, 28 marzo 2011.
15. “The Conflict In Libya And Military Options For The International Community”, Youtube, 16 marzo 2011.
16. “DOD News Briefing with Secretary Gates and Adm. Mullen from the Pentagon”, US Department of Defense, 1 marzo 2011.
“D: Lei ha visto alcuna prova che effettivamente abbiano sparato contro il suo popolo dall’aria? Ci sono state segnalazioni, ma avete una conferma indipendente? In caso affermativo, in che misura?
“SEG. GATES: Abbiamo visto le notizie della stampa, ma non abbiamo conferma di ciò.
“AMM. MULLEN: Esatto. Non abbiamo avuto nessuna conferma.”
17. ““Airstrikes in Libya did not take place” – Russian military”, Russia Today, 1 marzo 2011.
18. Nicholas, P., “US considers action beyond no-fly zone”, The Spokesman-Review, 17 marzo 2011.
19. “’The West is to be forgotten. We will not give them our oil’ – Gaddafi”, Russia Today, 16 marzo 2011.
20. “Reason for war? Gaddafi wanted to nationalise oil”, Pravda.ru, 25 marzo 2011.
21. “Libyan rebels ‘sign oil export deal with Qatar’”, BBC News, 27 marzo 2011.
22. “Libya: African migrants, no mercenaries!”, Radio Netherlands Worldwide, 16 marzo 2011.
23. “LIBYA: Rebels execute black immigrants while forces kidnap others”, Somaliland Press, 4 marzo 2011.
24. Martins Aresa, F., “World And Press Watch As Africans Are Lynched In Libya”, Sahara Reporters, 1 marzo 2011.
25. Smith, G. “In a rebel prison, any African is a mercenary”, The Globe and Mail, 28 marzo 2011.
26. “HRW: No mercenaries in eastern Libya”, Radio Netherlands Worldwide, 2 marzo 2011.
27. News One, 28 marzo 2011.
28. Friedman, G., “Libya, the West and the Narrative of Democracy”, Stratfor Global Intelligence, 21 marzo 2011.
29. Black, I., “Libya’s biggest tribe joins march of reconciliation to Benghazi”, Guardian, 23 marzo 2011.
30. Crawford, J., “Libyan rebel group sells first oil to US”, CNN, 8 giugno 2011.
31. “Libyan rebels will recognise Israel, Bernard-Henri Lévy tells Netanyahu”, Radio France Internationale, 2 giugno 2011.
Traduzione di Alessandro Lattanzio – Aurora03.da.ru