La Svezia mobilita le forze armate nella caccia di un sottomarino

Tyler Durden Zerohedge 19/10/2014Sweden Submarine SearchNel fine settimana, mentre tutti sono concentrati sulla minaccia del contagio ebola negli Stati Uniti e nel mondo, la capitale altrimenti sonnolenta della Svezia, Stoccolma, avviava un’operazione militare che coinvolge le forze armate svedesi, Marina, Esercito e Aeronautica, quando il sabato sera le forze armate svedesi intensificavano un’operazione che coinvolge oltre 200 uomini, navi furtive, dragamine ed elicotteri su un’area di circa 50 chilometri ad est della capitale. L’operazione è stata avviata venerdì dopo che le forze armate affermarono di essere state informate su un “manufatto umano” in quelle acque. Secondo Local.se, i militari negano di andare a “caccia di un sottomarino” chiamando la mobilitazione, una delle più grandi salvo le esercitazioni della guerra fredda, “operazione d’intelligence”. Anche sabato sera, il direttore comunicazioni e affari pubblici delle forze armate svedesi, Erik Lagersten, ha detto: “Al momento eseguiamo un’operazione d’intelligence nell’arcipelago di Stoccolma con ricognizione ottica e navi da guerra equipaggiate con sensori subacquei specifici. Le unità attivate provengono da tutti i rami delle forze armate svedesi, Marina, Esercito ed Aeronautica“. E mentre non è stato né confermato né smentito un articolo del rispettato quotidiano svedese Svenska Dagbladet, che accusa della rapida mobilitazione ciò che chiama sottomarino russo danneggiato al largo di Stoccolma. Il rapporto afferma che l’intelligence militare svedese aveva intercettato i segnali radio tra una zona al largo di Stoccolma e l’enclave russa di Kaliningrad, sede di gran parte della flotta del Mar Baltico della Russia. Svenska Dagbladet ha riferito che l’avvistamento è avvenuto su un’isola nel Kanholmsfjaerden, insenatura a poco più di 50 chilometri dalla città. Secondo Dagbladet, un testimone dell’avvio dell’operazione militare, Robert Eriksson, ha detto che era su una barca da pesca al largo dell’isola di Skarpoe intorno alle 16:00. “La guardia costiera è arrivata all’ingresso con un aereo che ha volato in tondo per molto tempo“, ha detto all’agenzia stampa TT. Presto spuntava anche la marina. “C’era una grande barca militare rimasta più a sud nel Kanholmsfjaerden“, ha detto.
Stefan Ring, esperto di strategia militare presso il Collegio della difesa nazionale svedese (Foersvarshoegskolan) ha detto che era importante mandare un segnale. “E’ importante in questa situazione, quando notiamo un’escalation nel Mar Baltico, segnalare molto chiaramente che siamo allerta“, ha detto. “Se non dovessimo fare nulla o evitassimo di fare effettivamente qualcosa, allora sarebbe un segnale per l’avversario che ciò non è così importante per noi“. Sempre su The Local: “C’è stata una trasmissione su una frequenza speciale, utilizzata dalla Russia in situazioni di emergenza“, ha scritto il giornale, citando fonti militari svedesi coinvolte nella ricerca. Le forze armate svedesi sono silenti ma dicono che l’attenzione si concentra su “attività subacquee”. “Le forze armate svedesi non possono smentire o verificare notizie e speculazioni sui media su un sottomarino straniero scomparso”, ha detto il portavoce Erik Lagersten. “Al momento conduciamo un’operazione d’intelligence nell’arcipelago di Stoccolma con ricognizione ottica e navi da guerra equipaggiate con sensori subacquei specifici… per stabilire se ci sono o ci sono state attività subacquee straniere nella zona“.
Fonti militari anonime hanno detto al Svenska Dagbladet che un segnale di emergenza in russo è stato intercettato giovedì sera, e che i segnali ulteriormente criptati sono stati inviati venerdì, dopo che le forze armate svedesi hanno iniziato a rastrellare la zona. 14 anni fa, nell’agosto 2000 il sottomarino nucleare russo Kursk, fu affondato nel Mare di Barents con la morte dell’intero equipaggio. Le autorità russe furono in seguito criticate per aver rifiutato l’assistenza internazionale e ingannato il pubblico circa le loro operazioni di salvataggio non riuscite. Negli ultimi mesi, la Svezia ha riferito l’incremento nelle manovre nel Mar Baltico dalla forza aerea russa. In un incidente a settembre, due cacciabombardieri Su-24 sarebbero entrati nello spazio aereo svedese in quello che l’allora ministro degli Esteri Carl Bildt chiamò “l’incursione aerea più grave dei russi in un decennio”. Negli anni ’80 e primi anni ’90 l’allora neutrale, e ora non allineato Paese nordico, era regolarmente in allerta per gli avvistamenti di sottomarini russi, tra cui il caso notevole del 1981, quando un sottomarino sovietico si arenò a diverse miglia dalla più grande base navale della Svezia. Considerando che l’occidente è fin troppo ansioso di scatenare una guerra fredda 2.0, non sarebbe sorprendente se la Russia abbia deciso di visitare Stoccolma.LosharikNel frattempo, la Russia nega tutto. Dalla TASS: “Non ci sono navi militari russe in situazioni di emergenza, ha detto il portavoce del ministero della Difesa russo. I sottomarini della Russia, come le navi di superficie, hanno eseguito i loro compiti negli oceani del mondo secondo i piani” ha detto. “Non ci sono state emergenze o incidenti nelle navi militari russe“. Se non la Russia, allora chi? Solo nove Paesi hanno accesso al Mar Baltico: oltre alla Svezia, Germania, Danimarca, Lettonia, Lituania, Polonia, Russia, Finlandia ed Estonia. Solo Germania, Polonia, Russia e Svezia hanno sottomarini. Secondo almeno una fonte, il sottomarino russo in questione è il Losharik, vale a dire il Projekt 210 o AC-12, un sottomarino nucleare entrato in linea nel 2003, dopo l’incidente del Kursk. E poi c’è questo:

B0RQQ6GCEAIAL_zCosì un sottomarino russo s’è semplicemente perso, o è solo in rotta mentre la Russia militarizza l’Artico per difendere i propri numerosi giacimenti di petrolio e di gas ivi situati?

f2e3d61c1523In realtà si tratta di un sottomarino olandese della classe Waalrus, fotografato da un coppia di Uppsala e che secondo Carl Bergqvist, maggiore dell’aeronautica svedese che dal 2007 gestisce il blog su difesa e sicurezza Wiseman’s Wisdoms, si tratta probabilmente appunto di un sottomarino olandese della classe Waalrus. Le forze armate svedesi hanno ricevuto le foto della famiglia Berlin, ma l’addetto stampa delle forze armate svedesi Philip Simon non conferma ne smentisce che il sottomarino sia olandese.

b114c2e1b28e0e4fb29ba12346be2ce94d75Fonti:
VLT
Politonline

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Novorossia, Siria, Mistral, Africa-Russia: Intervista a Igor Korotchenko

Mikhail Egorov-Gamandij Voce della Russia

Igor Korotchenko è un esperto militare, direttore della rivista russa Nacional’naja Oborona (Difesa nazionale), direttore del Centro Globale di Analisi sul traffico di armamenti e membro del Consiglio pubblico del Ministero della Difesa della Federazione Russa.

vladivostok_4.3.14_bp_0Mikhail Gamandij-Egorov, Voce della Russia: Salve signor Korotchenko! La mia prima domanda sarà sulla Novorossija, essendo probabilmente l’argomento più discusso in questo momento in Russia. Oggi un cessate il fuoco si osserva tra le deboli forze della Novorossija e le forze ucraine. Un cessate il fuoco ripetutamente violato a Donetsk e altri luoghi, che continuano ad essere bombardati dall’artiglieria pesante ucraina. Secondo lei quali sono le prospettive nel prossimo futuro? La ripresa dei combattimenti su larga scala, o il fragile cessate il fuoco che vediamo oggi sarà ancora attuale?
Igor Korotchenko: Vi sono molti rischi che l’attuale cessate il fuoco avvii una nuova guerra. L’Ucraina continua le sue provocazioni. Le città del Donbas continuano ad essere bombardate dai militari ucraini. Senza contare che alcuni battaglioni al comando di Kiev semplicemente non rispettano tale cessate il fuoco. In tali condizioni ed oggettivamente, il rischio di una nuova guerra è grave. Soprattutto dopo l’elezione della Rada ucraina, dove molti seggi saranno occupati da locali signori della guerra che hanno combattuto nel Donbas, e ci sarà generalmente una maggiore radicalizzazione delle posizioni di Kiev. Inoltre, una forte pressione potrà essere esercitata su Poroshenko affinché, in un modo o nell’altro, i combattimenti siano ripresi dagli ucraini.

VdR: Se ciò dovesse accadere, come vede gli eventi sapendo che è molto difficile prevederli. Tuttavia, cosa pensa delle azioni delle forze armate della Novorossia? E cosa dovrà fare la Russia da parte sua?
Igor Korotchenko: Politicamente la Russia sosterrà la resistenza. Ovviamente non possiamo ignorare le atrocità e i massacri commessi contro il popolo della Novorossija, nostri compatrioti russi. Più in generale direi che l’Ucraina come Stato unitario vive gli ultimi giorni. Già è un Paese completamente diviso. Il modo ottimale sarebbe creare il piano complessivo della Novorossija, unificando le regioni del Sud-Est dove i sentimenti filo-russi sono prevalenti. Una Novorossija da Odessa al Donbas, creando un collegamento con la Repubblica moldava del Dnestr. L’Ucraina di Kiev perderà l’accesso al mare e sotto il profilo economico e industriale le regioni più sviluppate. Ciò richiama in qualche modo la situazione delle due Germanie. Qui avremo a che fare con due Ucraine, occidentale e Orientale. Ciò risponderà in modo ottimale all’equilibrio di potere che vediamo ora. É una realtà geopolitica oggettiva. Ripeto ancora una volta, oggi non esiste più un’Ucraina unita e unitaria, che vive i suoi ultimi giorni. Non ci sarà mai più.

VdR: E la Novorossia allargata sarà a medio o lungo termine?
Igor Korotchenko: difficile parlare di tempo in questa situazione. Dobbiamo aspettare e vedere cosa accadrà in Ucraina, soprattutto quest’inverno. Una grave crisi incombe. E qual è la via d’uscita da tale crisi? Una soluzione potrebbe essere creare una grande Novorossija. Altre opzioni sono possibili. Aspettiamo e poi vediamo come vanno le cose, soprattutto perché non rimane molto da aspettare.

VdR: Passiamo alla Siria. Ancora una volta preoccupa molti osservatori. La cosiddetta coalizione agli ordini degli Stati Uniti oggi bombarda parte del territorio siriano, il tutto senza il consenso del legittimo governo della Siria e senza l’approvazione delle Nazioni Unite. In realtà, la coalizione ha bombardato i suoi ex-alleati. Ma soprattutto c’è il serio rischio che tale cosiddetta coalizione cominci a bombardare le posizioni dell’Esercito arabo siriano. Secondo voi, questo rischio è realmente grave? Un tale scenario è realistico?
Igor Korotchenko: Sì, assolutamente. Cominciando dal bombardamento del cosiddetto Stato islamico si può passare assai rapidamente al bombardamento di Damasco. Gli Stati Uniti non hanno escluso l’obiettivo di rovesciare Bashar al-Assad. Riguardo la recente attivazione dello SI, è il risultato diretto dei fallimentari calcoli della politica estera degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti hanno armato, addestrato, finanziato e fatto affidamento sui terroristi per rovesciare il leader siriano. Ma il cosiddetto Stato islamico, vedendo la lotta accanita delle forze governative siriane, ha optato per una tattica diversa. Le sue truppe si sono spostate dalla Siria all’Iraq attaccando e respingendo le forze governative di Baghdad. E oggi bombardando il loro ex-alleato gli Stati Uniti cercano di far rientrare nella bottiglia il genio che hanno tirato fuori. Ci sono poche probabilità che ci riescano. Sul fatto che cosiddetta operazione avvenga senza l’approvazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, è ovviamente assai negativo. Soprattutto è il governo siriano che deve prima dare il permesso per spazzare via gli islamisti dal suo territorio. Il territorio della Repubblica araba siriana. Poi deve seguire la decisione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite con un mandato chiaro e obiettivi definiti, in modo che gli USA non possano interpretare il mandato come credono e agire da gendarme del mondo.

VdR: Se un tale scenario caotico dovesse accadere, quali dovrebbero essere le azioni dei Paesi e movimenti da sempre contrari a tale scenario, come Russia, Cina, Iran e movimento libanese Hezbollah?
Igor Korotchenko: Nel nostro caso agiremo politicamente. Questo è ciò che facciamo già ricordando sempre che nessuna azione può essere intrapresa senza l’approvazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La stessa posizione è stata adottata dalla Cina. Quindi politicamente agiamo così, oggi. Riguardo l’Iran e le azioni che potrebbe intraprendere, penso che contribuirà direttamente ed amplierà il proprio intervento tecnico-militare in favore di Damasco, nel caso di un tale scenario. E sarà a mio parere una decisione sovrana e corretta di Teheran. Per gli interessi nazionali dell’Iran. Un possibile rovesciamento del Presidente Bashar al-Assad sarebbe un duro colpo per le posizioni dell’Iran nella regione. E infatti l’Iran ha la possibilità di coordinarsi con il movimento in questione, al fine di riconfigurare la situazione a scapito degli Stati Uniti e dei loro alleati.

VdR: Altro tema popolare di questi giorni è la consegna o meno dalla Francia alla Russia delle navi portaelicotteri Mistral. Vediamo molta manipolazione e anche ricatto. La Francia è sotto grande pressione esterna, soprattutto da Stati Uniti e NATO, a cui cede dopo diversi anni. Ora vengono imposte “condizioni” sulla consegna sebbene ne guadagni di più la Francia che non la Russia in tale vicenda. Tuttavia, da grande esperto militare, cosa ne pensa?
Igor Korotchenko: la Russia ha adottato una posizione molto tranquilla sull’argomento. Il contratto è firmato, il denaro versato. Il contratto deve quindi essere adempiuto. Se Parigi e l’Eliseo annullano la transazione, la Francia dovrà rimborsare tutto ciò che ha ricevuto di contratto e pagare una grossa penalità. Quanto a noi, abbiamo reagito con calma, senza eccessi.

VdR: la Francia sarebbe perdente in tale vicenda, in caso di mancata consegna? Abbiamo davvero bisogno di queste Mistral?
Igor Korotchenko: In primo luogo, per la Francia sarà un durissimo colpo alla propria immagine e reputazione di Paese rifornitore. D’altra parte, le Mistral che saranno costruite in Russia sono appositamente studiate per le esigenze e le specifiche russe, che non sono le stesse della Francia che utilizza le Mistral per svolgere missioni in Africa. Le Mistral per la Russia non hanno ponte e hangar delle stesse dimensioni… Primo perché gli hangar sono progettati per gli elicotteri russi Ka-52. Anche la funzione rompighiaccio è adatta alle nostre esigenze. I nostri sistemi sono integrati. Parigi avrà difficoltà a vendere tali navi ad altri che non la Russia. Un altro punto importante è che il rifiuto di eseguire il contratto porterà alla crisi della cantieristica francese. I sindacati hanno già detto apertamente che non accetteranno la risoluzione del contratto. Il presidente francese Hollande, che anche senza tale storia ha perso e continua a perdere sostegno politico, potrebbe divenire il politico che ha apertamente tradito gli interessi nazionali della Francia. Gli elettori francesi non lo perdoneranno. Inoltre non perdoneranno le forze politiche a lui associate. Pertanto, l’eventuale rifiuto di adempiere al contratto farà perdere alla Francia più di quanto ne raccolga. Quanto alla Russia, si concentrerà sui propri mezzi. Non sarà una tragedia.

VdR: L’ultimo tema che volevo discutere con voi è l’Africa, un continente che mi è caro. Questo continente attende il nostro ritorno. Da qualche tempo la Russia ha espresso il desiderio di tornarvi. Oggi ne vediamo i primi risultati. La cooperazione russo-africana è fortemente legata tra l’altro alla collaborazione tecnico-militare, così come ad altri settori dell’economia e del commercio. Pensa che le condizioni siano mature per un ritorno della Russia in Africa e al rafforzamento del partenariato Africa-Russia?
Igor Korotchenko: E’ vero ed è un peccato che in 20 anni abbiamo guardato l’Africa come un continente di poco o nessun interesse. In particolare, le nostre posizioni sono state occupate dagli Stati Uniti. La Cina ha anche una molto forte presenza. Oggi in realtà torniamo. Se parliamo degli armamenti, abbiamo firmato una nuova serie di contratti con l’Egitto, così modernizzeremo e perfezioneremo la difesa aerea egiziana. Vi sono inoltre nuovi contratti con l’Angola per la consegna di blindati e caccia Sukhoj Su-30. Molti Paesi africani acquistano armi russe, soprattutto l’Algeria. L’Uganda ha recentemente firmato un contratto molto importante, anche per aerei da caccia Su-30. Inoltre promuoviamo attivamente i nostri elicotteri. Sono stato di recente nella Repubblica Sudafricana, dove nei pressi di Pretoria si è tenuta una grande mostra di armamenti. La Russia era rappresentata dalle nostre maggiori aziende: Almaz-Antej, Visokotochne Kompleksij, Vertoletij Rossij (“Elicotteri Russi”), Rosoboronexport. Nel complesso tutti sanno che oggi si deve lavorare attivamente con l’Africa. Ma sottolineo ancora una volta che dovremmo lavorare in condizioni di estrema concorrenza. La Cina è molto attiva, come gli Stati Uniti ed altri attori. Il nostro valore aggiunto è poter dare garanzie che i Paesi occidentali non possono. Garanzie politiche, a conferma che la cooperazione continuerà a dispetto di qualsiasi potenziale forza maggiore. Mentre gli Stati Uniti usano l’embargo quando e dove vogliono, rifiutando anche i servizi al cliente o la fornitura di parti di ricambio. L’armamento moderno opera per molto tempo: 20 anni e più. Così il Paese acquirente, con la scelta di questo o quel sistema d’arma, si aspetta che lo Stato fornitore garantisca gli obblighi per tutto il ciclo di vita delle armi in questione. La Russia ha una buona immagine su questo aspetto, di partner affidabile e prevedibile. Inoltre la Russia rafforzerà le sue posizioni e sarà libera politicamente, anche in caso di sanzioni che appaiono paradossali, ma il numero di Paesi disposti a comprare armi russe potrà solo crescere. Questo già si vede oggi. Una posizione forte e indipendente assieme alle ottime caratteristiche dei nostri sistemi di difesa, attraenti per tutti gli acquirenti stranieri, compresa l’Africa.

VdR: Ultima domanda. Secondo lei possiamo rafforzare i nostri legami con i Paesi africani che intendono collaborare al massimo livello con la Russia, mentre sono sotto la forte pressione dei loro ex-colonizzatori occidentali e degli Stati Uniti? Mi riferisco segnatamente ai Paesi africani francofoni.
Igor Korotchenko: Certo. Prendiamo l’esempio del Mali che compra le nostre armi. Soprattutto su alcune posizioni non c’è alternativa. Dobbiamo necessariamente rafforzare le nostre posizioni in tali Paesi. Ma devo sottolineare un punto importante che, oltre alla cooperazione tecnico-militare, il nostro business globale deve anche essere molto più attivo nel continente africano. Si guardi come sono attive le aziende cinesi che operano in Africa, in tutti i settori economici del continente. Noi abbiamo interesse a partecipare ai progetti minerari e d’estrazione delle risorse naturali. Il nostro capitale, i nostri investimenti, le nostre armi dovrebbero completarsi a vicenda. Nel mondo di oggi le imprese e la vendita di armi si accompagnano, perché possono promuovere gli interessi strategici del Paese. Senza dubbio, dobbiamo guardare all’Africa dritto negli occhi, essendo stata sottovalutata da tempo come partner. Ecco perché dobbiamo assolutamente ampliare la nostra partnership.

VdR: Grazie di tutto.

166043Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La sorpresa di Putin

Konstantin Dushenov, PravdaVoice of Sevastopol, 5/10/2014
Konstantin Dushenov nel 1977-1987 ha prestato servizio nella Flotta del Nord della Marina sovietica, a bordo dei sottomarini nucleari Projekt 671RTM e 667A come comandante addetto al gruppo missili e siluri.

12870_originalimage_IMGP5259I nuovi missili da crociera navali russi neutralizzano la potenza militare statunitense nella grande regione geopolitica da Varsavia a Kabul, da Roma a Baghdad. Il presidente Barack Obama, parlando alla 69.ma sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha definito le azioni della Russia principale minaccia per il mondo, più grave del terrorismo internazionale e del fondamentalismo islamico. I suoi attacchi contro la Federazione russa sono nevrotici e fallaci. Cosa disturba il presidente del Paese più forte del mondo? Uno dei motivi potrebbe essere il dispiegamento dei nuovi missili da crociera navali russi che Putin ha annunciato nell’ultima riunione a Novorossijsk, neutralizzando la potenza e la superiorità militare di Washington nella grande regione geopolitica tra Varsavia e Kabul, Roma e Baghdad. Ma andiamo con ordine.
Il 10 settembre le agenzie di stampa russe riferirono che il Presidente Putin guida personalmente la Commissione militar-industriale finora guidata dal governo, ordinando di preparare la nuova versione della dottrina militare della Russia entro dicembre 2014. Il Presidente ha proposto di discutere in dettaglio quali sistemi d’arma dovrebbero essere sviluppati, in modo da rispondere adeguatamente alle nuove minacce. Putin aveva indicato le munizioni di precisione come promettente direzione nello sviluppo del complesso industrial-militare, sottolineando che lo sviluppo di tutte le componenti di tali armi sarà necessario nei prossimi anni. Inoltre, il capo dello Stato ha detto che è necessario creare modelli unificati di armi e attrezzature militari, sottolineando che la Marina russa deve sviluppare nuove navi con sistemi di armamento, controllo e comunicazione globale. Il capo dello Stato è giustificato dal fatto che la Russia deve rispondere alle nuove minacce alla sicurezza: gli Stati Uniti continuano la costruzione del sistema di difesa missilistico ignorando i tentativi di negoziato della Russia. Inoltre, parti di tale sistema sono sempre schierate in Europa e Alaska, vicino ai nostri confini, ha detto. Inoltre, gli Stati Uniti sviluppano la dottrina dell’attacco preventivo globale, ha aggiunto il presidente. Ci sono altre cose realmente interessanti, ha detto Putin accennando ad altre sorprese spiacevoli per i partner occidentali, concludendo con sarcasmo che tali suggerimenti sono importanti per salvarli dalla futura isteria. Innanzitutto, solo pochi hanno dato la dovuta attenzione alle strane parole sull’isteria. La maggior parte degli analisti e politologi, interpreti e commentatori, ha preso le parole di Putin come mero discorso figurato, solita retorica volta a dimostrare all’occidente, guidato da Washington, la determinazione del nostro Presidente a difendere gli interessi nazionali russi. Solo pochi esperti hanno preso sul serio le sue parole su sorpresa e isteria. Ma mentre questi pochi si chiedono quali sorprese lo Zio Vova prepari per loro Zio Sam, la situazione ha cominciato a chiarirsi.
02.jpg46a3da45-80e1-47b0-a055-79fa940f2a8dLarge Il 23 settembre Putin giunse a Novorossijsk per un incontro sullo sviluppo del porto. Nel corso della riunione, l’Ammiraglio Vitko riferiva sullo stato di avanzamento della costruzione della base della Flotta del Mar Nero di Novorossijsk. In particolare, l’ammiraglio disse: i sottomarini basati a Novorossijsk, dotati di missili da crociera a lungo raggio e furtività, hanno un vantaggio qui superiore rispetto a Sebastopoli. Quando il presidente ha chiesto della gittata di questi missili, il comandante della Flotta del Mar Nero ha detto: oltre 1500 km. La base può ospitare otto sottomarini, ma per ora abbiamo intenzione di averne sette. Alla fine del 2016 sarà completata. Tutti le reti TV illustrarono la riunione e tutte le agenzie del Paese ne hanno scritto. E allora? Un lettore medio potrebbe chiedersi. Per capire la portata di questa “sorpresa”, prima di tutto è necessario dire qualche parola sui sottomarini che presto saranno dislocati nella base navale di Novorossijsk. Secondo i media i sottomarini sono del tipo Projekt 636.3, una versione profondamente modernizzata dei Varshavjanka, terza generazione dei grandi sottomarini diesel-elettrici della Marina sovietica. La prima generazione erano i Projekt 641 chiamati “Ferraglia”, la seconda, i Projekt 641B, fu chiamata “Gomma” per lo scafo leggero elastico. Nel 1983 la terza generazione di questi sottomarini, Projekt 877, fu completata e soprannominata Varshavjanka per l’intento di fornire i sottomarini non solo alla Marina sovietica, ma anche alle flotte dei nostri alleati del Patto di Varsavia. L’attuale versione modernizzata di questo sottomarino porta il nome di Projekt 636. Originariamente il Varshavjanka non era attrezzato per trasportare missili. Lo sviluppo dei missili da crociera adattati ai Varshavjanka iniziò solo nel 1983, quando i sottomarini del Projekt 877 furono inclusi nelle forze da combattimento della Marina sovietica e la prima dimostrazione di questi missili da crociera si svolse un decennio più tardi, nel 1993. In un primo momento, il missile da crociera Birjuza (SS-NX-27) e poi il Kalibr (3M-54 Klub) furono progettati per il Projekt 877. La portata massima di questi missili è inferiore a 300 km, secondo fonti aperte.
Fin dall’avvio, il Projekt 877 Varshavjanka è il più grande e potente sottomarino non nucleare nel mondo, e quindi il solo sottomarino non nucleare al mondo dotato di missili. I missili inclusi tra le sue munizioni sono i primi modelli di missili da crociera lanciati da tubi lanciasiluri del diametro di 533 millimetri della nostra Marina. In precedenza, solo missili balistici venivano lanciati da tali tubi lanciasiluri: 81R, 83R, 84R e varianti. Utilizzarono testate nucleari dalla metà degli anni ’70, e la combinazione missile-siluro dalla metà degli anni ’80. La loro gittata non superava i 50 km. Ed ora il comandante della Flotta del Mar Nero riferisce al Presidente della Russia che questi sottomarini saranno armati con missili da crociera che potranno colpire bersagli distanti oltre mille miglia!
Se tutto ciò è vero (e come potrebbe mentire l’ammiraglio al comandante in capo) e i responsabili degli armamenti russi sono riusciti ad inserire in un tubo lanciasiluri da 533 millimetri un missile da crociera con una gittata di 1500 km, si tratta di un vero passo avanti e di un risultato eccezionale della difesa nazionale. Inoltre, ciò significa il completo fallimento della strategia militare statunitense e il cambio qualitativo nell’equilibrio di potere a favore della Russia. Ora, ogni nave da guerra della Marina russa, non solo un sottomarino ma anche una nave di superficie, potrà divenire un vettore di missili strategici. Perché strategici? Perché dotare tali straordinari sistemi missilistici con testate nucleari è solo questione di tempo e di volontà politica del Cremlino. Le navi di superficie richiedono una spiegazione. Se questi nuovi missili a lungo raggio non superano le dimensioni del sistema missilistico Kalibr, difatti installato sul Varshavjanka, allora saranno nel munizionamento di qualsiasi nave attualmente dotata dei Kalibr. Il fatto è che il Kalibr è facile da installare su qualsiasi nave della Marina russa, dalle motomissilistiche agli incrociatori. L’unico problema è il numero dei missili che dipende dal tonnellaggio della nave. Finora si credeva che le caratteristiche del Kalibr non consentissero l’uso di questi missili contro qualsiasi nave o bersaglio a terra oltre i 300 km. Ora, attenzione per favore, abbiamo un’altra sorpresa.
292307cbed46c3c7ce78aa2b2ebefc5d Il 29 settembre 2014 i media riferirono del vertice sul Caspio cui hanno partecipato i capi dei cinque Stati rivieraschi: Russia, Iran, Kazakistan, Turkmenistan e Azerbaijan. I partecipanti al vertice concordarono una dichiarazione politica che esprime, per la prima volta, l’accordo unanime sul futuro status del Mar Caspio. Vladimir Putin commentava l’evento: “la cosa più importante che abbiamo concordato per la prima volta, è una relazione riguardante i principi fondamentali della cooperazione politica delle cinque controparti nel Mar Caspio. Gli accordi riflettono interessi a lungo termine di tutti”. Disse anche che la cooperazione tra i cinque Stati del Caspio rafforzerà la sicurezza regionale. I cinque hanno deciso che la presenza di forze armate straniere nella regione non sarà accettabile. Così, per i media, le nove corvette missilistiche Projekt 21631 Bujan-M delle unità da combattimento della Flotta russa del Mar Caspio diventano particolarmente interessanti. Queste navi agili, equipaggiate con motori a reazione e dal dislocamento di 950 tonnellate, possono anche essere basate sul fiume Volga, se necessario. Sono progettate specificamente come navi fluviali-marittime ma soprattutto, nonostante le loro piccole dimensioni, sono dotate del sistema missilistico Kalibr, con otto missili nel lanciatore verticale. Tre navi sono già in servizio, e il resto arriverà nella flotta da combattimento entro il 2018. Supponendo che saranno armati con missili convenzionali dalla gittata di 300 km, non è chiaro contro cui la Russia ha intenzione di utilizzarle sul Mar Caspio. Uno di questi missili può affondare un cacciatorpediniere, ma nessuno dei Paesi del Mar Caspio ha navi di questa classe. I missili convenzionali possono solo distruggere bersagli a terra sul territorio di Azerbaigian, Turkmenistan, Kazakistan e Iran, assolutamente inutile oggi. Ma se assumiamo che il Bujan-M sarà equipaggiato con i nuovi missili a lungo raggio, come i Varashvjanka di Novorossijsk, tutto appare chiaro. Il trattato Intermediate-Range Nuclear Forces firmato da Mosca e Washington nel lontano 1987 vieta ancora alla Russia di schierare missili a terra dalla gittata superiore ai 500 km. Ma tale divieto non riguarda missili superficie-superficie navali. Ciò significa che i nove Bujan armati con la nuova super-arma potranno distruggere 72 bersagli a una distanza di oltre 1500 km con un lancio solo. Date le dimensioni del Caspio, diventata la base delle corvette Bujan, è facile capire che copriranno la grande regione dell’Eurasia. E se si aggiungono i missili che verranno installati sui Varshavjanka nel Mar Nero, copriranno uno spazio enorme. Varsavia e Roma, Baghdad e Kabul, le basi della Sesta Flotta degli Stati Uniti nel Mediterraneo e i suoi gruppi navali d’attacco, Israele e la maggior parte delle coste meridionale del Mediterraneo, saranno sotto il tiro dei nuovi missili russi. Tutto ciò assieme al fatto che gli Stati Uniti non possono dispiegare forze per contrastare questa nuova inaspettata “minaccia russa” dal Mar Nero e dal Caspio. La Convenzione di Montreux del 1936 l’impedisce nel Mar Nero e i leader del Caspio hanno appena annunciato tolleranza zero verso una presenza militare straniera nella regione. Nient’altro da dire, Putin ha preparato una bella sorpresa per i nostri “partner statunitensi”. Dipartimento di Stato e Pentagono avranno di che pensare nel tempo libero.

HVhDuPS: un’altra cosa: qualcosa mi dice che non è l’ultima…

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il sottomarino nucleare top-secret russo entra in servizio

Aleksandr Korolkov, RIR, 18 giugno 2014

Il Severodvinsk, della nuova classe di sottomarini nucleari multiruolo Projekt 885 Jasen, è entrato in servizio nella Marina russa il 17 giugno

10376016La costruzione del sottomarino nucleare Severodvinsk doveva rivoluzionare la flotta sottomarina sovietica, ma per via dei problemi economici negli anni ’90, il progetto fu congelato. La caratteristica fondamentale dei sottomarini classe Jasen, che restano un programma top-secret della Difesa russa, è la sua universalità, una volta irraggiungibile per i predecessori russi o esteri.

Focus sull’universalità
Il lavoro di progettazione sul Severodvinsk terminò nel 1991, segnando la nuova era nella costruzione dei sottomarini russi. Diversamente dagli Stati Uniti, dove da quando la flotta di sottomarini nucleari nacque vi fu la spinta all’uniformità, in URSS vi furono molti sottomarini costruiti sulla base di diversi progetti, difficili da unificare e le cui funzioni spesso si sovrapponevano. Tale pratica venne abbandonata quando un sottomarino di quarta generazione iniziò ad essere sviluppato nel 1977. La decisione fu presa per avere una maggiore specializzazione in combattimento, cioè il nuovo sottomarino nucleare doveva essere agile sia nel colpire bersagli subacquei che di superficie, nonché nel lanciare missili da crociera contro obiettivi terrestri; in altre parole doveva poter adempiere praticamente a tutti i compiti che attendono alla flotta sottomarina. Per raggiungere questo obiettivo, i progettisti dei sottomarini russi ricorsero a soluzioni ingegneristiche originali. Venne deciso che i sottomarini classe Jasen non avrebbero avuto la struttura a doppio scafo dei sottomarini sovietici del momento. Tuttavia, non fu un sottomarino monoscafo come i suoi equivalenti statunitensi. Due scafi garantiscono affidabilità e galleggiabilità al sottomarino, mentre un solo scafo indica silenziosità e invisibilità. Gli Jasen sono una via di mezzo, avendo la cosiddetta architettura “uno scafo e mezzo” con una leggera carena che  parzialmente copre lo scafo a pressione del sottomarino. Un’altra caratteristica tradizionale del progetto sovietico, che non fu implementato nei sottomarini classe Jasen, era la posizione dei tubi lanciasiluri a prua, laddove si trovava il potente sistema sonar Irtysh, quindi non c’era semplicemente più spazio per i siluri. Così i tubi di lancio sono stati collocati nella parte centrale del sottomarino, ad angolo rispetto alla mezzeria. Così, lo Jasen prese in prestito una soluzione costruttiva ampiamente utilizzata negli Stati Uniti.

01.jpga04aa0c2-2c21-4300-a6fb-e796863ee821LargeGranat vs Tomahawk
L’arma principale del sottomarino sarà il missile supersonico antinave 3M55 Oniks (Jakhont) con una gittata di 350 km. Il lancio multiplo di 24 di questi missili potrebbe presentare un problema serio anche per il potente sistema di difesa aerea di un gruppo portaerei statunitense. I sottomarini classe Jasen saranno equipaggiati con l’equivalente russo del missile Tomahawk statunitense, il Granat, che ha una gittata di 3000 km e, proprio come la sua controparte statunitense, può avere una testata nucleare. Inoltre, il nuovo sottomarino avrà missili 3M14 Kalibr, dalla gittata di oltre 500 km, consentendo ai sottomarini Projekt 885 di effettuare massicci attacchi di alta precisione contro obiettivi a terra. Attraverso i suoi tubi lanciasiluri, il sottomarino potrà lanciare i missili antinave 3M54 Birjuza e i missili antisottomarini 91R così come deporre mine. Per l’auto-difesa, il Severodvinsk avrà speciali dispositivi di lancio per vari sistemi d’inganno, e possibilmente un sistema di difesa attiva antisiluro capace di distruggere siluri nemici con piccoli speciali antisiluri.
Nel suo libro ‘La Guerra Fredda Sottomrina’, il famoso analista navale statunitense Norman Polmar chiude il capitolo sui più recenti progetti sottomarini nucleari statunitensi e sovietici concludendo che vi sono molte prove a sostegno della tesi che i sottomarini sovietici di quarta generazione hanno raggiunto livelli in molti aspetti pari o superiori ai loro rivali statunitensi. Gli equivalenti dei sottomarini classe Jasen degli Stati Uniti sono i sottomarini multiruolo classi Seawolf e Virginia, anche se lo Jasen è destinato ad una più vasta gamma di compiti. Ecco come l’esperto militare russo Igor Korochenko elenca i compiti del nuovo sottomarino: “Primo, seguire i sottomarini strategici missilistici classe Ohio degli USA. Inoltre, eventualmente effettuare pattugliamenti operativi nelle regioni in cui la Marina russa vuole impedire la presenza di sottomarini stranieri. Allo stesso tempo, i sottomarini classe Jasen potranno lanciare missili cruise contro obiettivi terrestri, anche nel caso di conflitti locali in regioni in cui la distribuzione di una forza di terra permanente russa sia impossibile“.

10325508Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La guerra segreta di Crimea

Valentin Vasilescu Reseau International 27 maggio 20140_a8a96_19399f59_XXXLDopo più di tre mesi di propaganda occidentale sulla crisi in Ucraina, dove la Russia viene presenta come aggressore libero di attaccare tutti, si pone la questione se l’attuale russofobia sia stata indotta dal fallimento degli Stati Uniti nel sequestrare con la forza le avanzate attrezzature militari russe del valore di decine di miliardi di dollari. Qualsiasi Paese che dimostri una certa indipendenza verso Stati Uniti ed occidente, ricco di risorse e che pone un’alternativa al dominio USA nella regione, diventa automaticamente antidemocratico e un grave pericolo per la pace mondiale. I leader di questi Paesi vengono definiti dittatori e la maggior parte di loro muore prematuramente. Questo s’è notato in particolare nei Paesi del Mediterraneo che esercitano un vero centro d’influenza contro la forza degli Stati Uniti sostenuta da altri Paesi NATO (vedasi il caso di Jugoslavia, Libia, ecc.) In un documento del Ministero della Difesa russo del 2011, il principale nemico della Russia è il terrorismo internazionale, riferendosi ai ribelli islamisti in Siria e Libia. In tal modo, la Russia ha aperto il vaso di Pandora, mentre fissa luogo e ruolo della potente nuova squadra navale russa nel Mediterraneo, strutturata sulla base della Flotta del Mar Nero. Vale la pena ricordare che compito di questa flotta è impedire il bombardamento della Siria da parte degli Stati Uniti. Secondo il documento, la Russia è riuscita a creare una base per i rifornimenti degli aerei da pattugliamento marittimo Tu-142M e dei caccia intercettori MiG-31BM nella base aerea “Andreas Papandreou” a Paphos, Cipro.
Quando gli Stati Uniti hanno negato gli aiuti militari all’Egitto, del valore di 1,3 miliardi dollari all’anno, l’Egitto iniziò a negoziare il ritorno dei russi, dopo un’assenza di 40 anni, nella base aerea di Ras Banas nella penisola sul Mar Rosso, che gli avevano tolto per far posto agli statunitensi. La Russia è in trattative per l’invio permanente delle navi della Flotta del Mar Nero a Port Victoria, nelle Seychelles. Queste isole dell’Oceano Indiano occupano una posizione che permette di raggiungere facilmente sia il Golfo Persico che il Mar Rosso. A seguito della riorganizzazione del comando strategico meridionale della Russia, la 30.ma Divisione Navale (Flotta del Mar Nero), è stata dotata di 20 moderne navi in fase di ultimazione, tra cui sei sottomarini classe Varshavjanka, fregate lanciamissili specializzate in interferenze e ricognizione radio-elettroniche (SIGINT ed ELINT) e la prima portaelicotteri Mistral costruita dai francesi. La Flotta del Mar Nero comprende anche un corpo di spedizione (come gli Stati Uniti), composto da truppe aviotrasportate e truppe di fanteria navale. Il sostegno della Flotta del Mar Nero è fornito dalla 4.ta Divisione aerea e dal supporto antiaereo. Inoltre, una flotta indipendente da trasporto pesante, costituita da 135 aeromobili An-22, An-124, Il-76MD e An-12, fornisce la mobilità aerea alla forza di risposta rapida supplementare di 80000 soldati russi del 49° e 58° Corpo. La Forza di reazione rapida è soggetta alla Flotta del Mar Nero. Questo potente corpo di spedizione ha la capacità di distruggere qualsiasi gruppo o sistema considerato terroristico dalla Russia nel Mediterraneo, Africa orientale, Golfo Persico e Medio Oriente. Questa è solo la parte visibile dell’iceberg, dicono vari generali della riserva che hanno lavorato nel campo della Difesa spaziale della Federazione Russa, il cui elemento chiave è il sistema C4I, organizzato nella base ultramoderna della Flotta Mar Nero, nel sud della penisola di Crimea. E’ da lì che si assicura il coordinamento delle operazioni terrestri e navali in tutta la parte europea del territorio russo e del fianco meridionale della Federazione Russa. Nell’era sovietica, l’attuale base della Flotta del Mar Nero fu utilizzata per ospitare il centro di gestione delle missioni spaziali KIP-10, la cui responsabilità era guidare le missioni Saljut, Sojuz, Sojuz-Apollo e il programma Lunokhod dei veicoli automatici progettati per atterrare sulla Luna e percorrerne la superficie per analizzarne autonomamente la struttura, grazie al laboratorio a bordo.
L’errore di omissione commesso dagli analisti politici e militari stranieri, dicono i generali della riserva russa, deriva dalla loro ignoranza della nuova dottrina militare della Federazione russa che non può nemmeno concepire una futura operazione militare senza l’uso della potente componente spaziale. La componente spaziale, fatte salve le sede della Flotta del Mar Nero, mira ad aumentare di 10 volte mobilità, reattività, efficienza e precisione delle tecniche di combattimento convenzionali tramite sorveglianza e monitoraggio continui del 25% dell’emisfero settentrionale del globo. Il Centro Spaziale riceve informazioni dal radar antibalistico Voronezh-M (raggio operativo 6000 km) accoppiato ai sensori ottici e laser situati a Lekhtusi (vicino a San Pietroburgo), Pjonerskij (Kaliningrad) e Armavir sulla sponda orientale del Mar Nero. Il Centro Spaziale russo in Crimea riceve informazioni dalla rete satellitare di allerta KMO/K in grado di rilevare dall’orbita il lancio  di missili da crociera e balistici. Il centro è collegato alla rete di satelliti ELINT militari russi che controlla le trasmissioni radio ed elettroniche, così come i sistemi di navigazione che equipaggiano  missili antiaerei, aerei e navi da guerra nel Mediterraneo, Mar Nero, Mar Rosso, Golfo Persico e in profondità negli Stati rivieraschi. Le operazioni del Centro Spaziale della Flotta del Mar Nero sono svolte con microprocessori di ultima generazione, antenne e apparecchiature di rilevazione, comunicazione e controllo satellitare (il P-2500 dal diametro di 70 m di Evpatorija) in 20 strutture militari russe sul territorio della Crimea, permettendo l’integrazione dei sensori per il rilevamento e il puntamento automatizzato delle armi ad alta precisione della Flotta del Mar Nero.
Come NATO e Stati Uniti possono compromettere il piano russo di spezzare l’egemonia degli Stati Uniti nel Mediterraneo e Golfo Persico e basato sulla Flotta del Mar Nero? Disorganizzandone e neutralizzandone il centro nevralgico in Crimea e sostituendo le truppe russe con quelle degli Stati Uniti. E più di qualsiasi altro metodo, il più probabile nel raggiungere tale obiettivo non era fomentare il colpo di Stato del febbraio 2014 a Kiev contro il presidente democraticamente eletto Viktor Janukovich? L’errore che gli Stati Uniti hanno commesso, vedendosi già padroni della Crimea, è non aver avuto la pazienza di aspettare lo smantellamento del sistema di attrezzature C4I della Russia dopo i risultati delle elezioni presidenziali anticipate. Si affrettarono a schierare  prematuramente uno squadrone di droni da ricognizione a Dnepropetrovsk. Con il sorvolo permanente di tali droni della Crimea, prima dell’annuncio del referendum, gli stessi statunitensi rivelarono le loro vere intenzioni ai russi.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Ucraina: pazzi, mafiosi e nazisti

Alessandro Lattanzio, 29/3/2014

555FastStoneEditorIl Presidente Vladimir Putin ha elogiato la professionalità dei militari russi dicendo che le loro azioni hanno contribuito ad impedire spargimenti di sangue in Crimea, garantendo le condizioni pacifiche per lo svolgimento del referendum  che osservatori internazionali hanno certificato libero ed equo. “I recenti avvenimenti in Crimea sono un test serio che dimostra la qualità delle nuove capacità dei nostri militari, così come l’alto spirito morale del personale“, ha detto Putin ai vertici militari, ringraziando gli ufficiali e i marinai della Flotta del Mar Nero, nonché le unità di stanza in Crimea per la loro resistenza e coraggio. Tutte le 193 unità militari di stanza in Crimea hanno aderito alle forze armate russe mentre 1500 su 18000 militari ucraini presenti nella penisola hanno scelto di rientrare nelle forze armate ucraine, ha dichiarato Valerij Gerasimov, Capo di Stato Maggiore Generale delle Forze Armate russe, mentre numeroso materiale militare ucraino rimane in Crimea, tra cui oltre 30 navi militari, 150 APC e 50 carri armati, 40 caccia MiG-29 e 20 aerei da addestramento L-39, 20 elicotteri, 60 sistemi sistemi missilistici a lungo raggio terra-aria S-300 e 40 sistemi missilistici a medio e corto raggio terra-aria Buk-M1 e Tor, nonché i sistemi della difesa costiera. Infine, la Russia ha iniziato i preparativi per la chiusura degli accordi bilaterali con l’Ucraina relativi allo status della Flotta del Mar Nero. La decisione è stata presa durante una riunione del Consiglio di Sicurezza presieduto dal Presidente Vladimir Putin. Le 30 navi da guerra e ausiliarie della marina ucraina potrebbero entrare nella Flotta del Mar Nero della Russia. “Le navi che navigavano in precedenza sotto la bandiera ucraina non saranno incluse automaticamente nella Flotta del Mar Nero fin quando non saranno valutate tecnicamente decidendo quali entreranno nella flotta, e quali saranno demolite“. Le navi sono dislocate nella baia di Sebastopoli e presso la base navale Juzhnaja, sul lago Donuzlav, presso Evpatorija, dove sono di base la grande nave d’assalto anfibia Konstantin Olshanskij, la nave d’assalto anfibio Kirovograd, la corvetta Vinnitza, la nave da trasporto Gorlovka, i dragamine Chernigov e Cherkassij, il dragamine costiero Genichensk e una dozzina di altri natanti. La Crimea dispone di diverse strutture per la riparazione navale tra cui il cantiere No. 13 di Sebastopoli, il cantiere Zaliv di Kerch e quello di Fjodosija. Una fonte del quartier generale della Flotta russa del Mar Nero ha detto che le navi da guerra ex-ucraine come le corvette Ternopol, Lutsk e Khmelnitskij e la nave scorta Slavutich e le navi da sbarco Olshanskij e Kirovograd sono pienamente operative. “La Ternopol sarà inviata nel Mare di Aden ad aprile, per la lotta contro la pirateria“. A seguito di questo processo, il “ministro ad interim della Difesa” golpista dell’Ucraina, Igor Tenjukh, presentava le dimissioni.
1332102950_shtanski-v-mundireIl 23 marzo, in Transnistria, un velivolo senza pilota è stato abbattuto mentre compiva riprese video e foto. I servizi di sicurezza della Transnistria avrebbero recuperato il materiale d’intelligence raccolto dal drone. La repubblica di Transnistria resistendo alla pressione di Moldavia e Ucraina, chiede aiuto dalla Russia, “Siamo costantemente sotto la pressione di Moldova e Ucraina“, ha detto la ministra degli Esteri della Repubblica Nina Shtanskij. “La Russia gioca un ruolo chiave nel superare le conseguenze di tale pressione“. Shtanskij ha detto che la repubblica è sotto un blocco economico dal 2006, quando l’Ucraina su richiesta della Moldova sospese il transito di merci in Transnistria. “Mosca fornisce alla Transnistria pace e stabilità ed assistenza finanziaria ai gruppi sociali vulnerabili. La costruzione di nuove scuole e ospedali è pagata dal denaro fornito dalla Russia“. Tale sostegno fa sentire i residenti di Transnistria parte del “mondo russo”. “Centinaia di migliaia di cittadini russi vivono qui e anche uno stesso numero di persone di varie nazionalità che s’identificano quali compatrioti russi“. La Duma di Stato della Federazione Russa riteneva legittimo e approvava anche il referendum del 2 febbraio con cui la regione autonoma della Gagauzia in Moldova, opta per l’Unione Doganale con Russia, Bielorussia e Kazakhstan, contrariamente a quanto deciso dal governo di Chisinau. D. Slutskij, capo della commissione della Duma per gli affari della CSI e l’integrazione eurasiatica, ha affermato che “la Russia, secondo le norme del diritto internazionale, è pronta ad espandere la partnership con la Gagauzia e a fornirle il supporto necessario“.
Intanto, il ‘presidente’ golpista ucraino Turchinov ha proposto un progetto di legge “Per concedere l’accesso alle unità militari di forze armate straniere nel territorio dell’Ucraina nel 2014 per la partecipazione alle esercitazioni” della NATO Rapid Trident 2014, Sea Breeze 2014, Bright Avalanche 2014, Carpazi 2014 e South 2014. Nel frattempo l’Ucraina aumenterà del 50% il prezzo di vendita del gas dal 1° maggio, secondo quanto imposto dall’accordo con il FMI per i 15 miliardi di dollari di prestito. 1500 nazisti ucraini si erano riuniti davanti il parlamento minacciando di assaltarlo se il ‘ministro degli Interni’ golpista Avakov non si dimetteva per la liquidazione del loro duce Muzichko per mano della polizia a Rovno, Ucraina occidentale. “Il ministero degli Interni fornirà documenti, materiale, prove video e audio“, ha detto Avakov, “Ciò darà al pubblico ulteriori informazioni sul caso. Tutti potranno decidere chi è l’eroe e chi un volgare bandito“. Dmitrij Jarosh, capo di Fazione Destra chiede le dimissioni di Avakov e l’arresto degli agenti di polizia coinvolti nell’eliminazione del famigerato terrorista Aleksandr Muzichko. La Russia ha inserito Jarosh tra i ricercati internazionali per terrorismo. Dopo l’assedio al parlamento di Kiev da parte dei neonazisti, si è svolta una riunione con il ministro degli Interni golpista Arsen Avakov, il capo del Consiglio di Difesa e Sicurezza 1979730Nazionale Andrej Parubij e Oleg Tjagnibok, capo del partito nazista Svoboda. Durante l’incontro, Avakov ha suggerito la messa al bando di Fazione Destra, con il sostegno di Parubij, che vede tale mossa come modo di occultare i loro legami con gli estremisti. Tjagnibok rimase in silenzio. Infine, il servizio di sicurezza nazionale ucraino ha messo il Procuratore capo di Crimea, Natalija Pokhlonskaja, sulla lista dei ricercati, accusandola di aver violato l’articolo 109 del codice penale per aver rovesciato con la violenza l’ordine costituzionale e il governo e aver occupato il potere! Pokhlonskaja, dopo  l’adesione della Crimea alla Federazione russa, è stata nominata capo sostituto procuratore di Crimea dal Procuratore generale russo Jurij Chajka. I golpisti a Kiev sono irritati dalla popolarità su internet e sui media di Pokhlonskaja; inoltre, i nazisti al governo a Kiev hanno anche dichiarato di aver sequestrato sette presunti “separatisti” per violazione dell’articolo 109. Tra loro diversi leader delle proteste popolari nell’Ucraina orientale contro i golpisti.
Il governo ucraino è un agglomerato di pazzi pragmatici, oligarchi dubbi e ultra-nazionalisti brutali che non riescono a stabilizzare il Paese“, questa è l’analisi del think tank tedesco SWP legato al ministero degli Esteri tedesco. Il rapporto indica che le grandi aree orientale e meridionale dell’Ucraina non si fidano dei golpisti, che provocano tensioni nominando il neonazista Aleksandr Sitsh ‘ministro’ per la tutela delle minoranze. Tale nuova provocazione è un messaggio minaccioso alle province orientali, dove il governo non ha nessuna influenza. Infatti, in Ucraina è attiva anche l’organizzazione C14, nota come Sich, affiliata al partito nazista Svoboda e capeggiata di Evgen Karas; la sua attività principale è di carattere russofobo. Quando le manifestazioni di Euromajdan iniziarono, C14 si scontrò con la polizia antisommossa. “La maggior parte dei membri del C14 furono molto attivi nei disordini di Majdan. Combattono per l’Ucraina basata sull’unità etnica“. Oggi insieme a Fazione Destra, C14 pattuglia le strade di Kiev e occupa edifici pubblici. A C14 aderiscono numerosi mercenari neonazisti stranieri. Quando il parlamento ucraino fu convocato il 17 marzo per discutere della Crimea, C14 e Fazione Destra fungevano da servizio di sicurezza, composto da individui mascherati e in uniforme armati di fucili automatici. “Alcuni dei tizi di Fazione Destra sono scimmie con le pistole. Rischi la vita solo rimanendoci vicino quando sono armati. C14 è meglio addestrata, quasi a livelli militari“, dice un mercenario nazista svedese. La settimana precedente 20 attivisti di C14 irruppero nella sede delle autorità penitenziarie di Kiev per strappare il rilascio di uno dei membri dell’organizzazione, incarcerato per aver partecipato ai combattimenti contro la polizia, “C’erano quattro guardie, che si nascosero appena arrivammo. Abbiamo detto al capo che se non fosse uscito a parlarci, saremmo entrati, venne fuori e dopo una breve discussione, promise che avrebbe fatto ciò che era necessario per liberare il camerata“.
Il primo ministro slovacco Robert Fico ha dichiarato che “la priorità della Slovacchia è garantirsi le forniture di gas russo dall’Ucraina“. La Slovacchia è preoccupata per i negoziati in Ucraina sulle forniture di gas. “Uno dei compiti principali del governo slovacco è la diplomazia economica e il sostegno alle nostre aziende“. La società energetica della Slovacchia Eurostream dovrebbe investire non meno di 20 milioni di euro nel progetto, “che nessuno ci restituirà in caso di fallimento“, per le forniture di gas dall’Ucraina. Anche la camera dei deputati del Parlamento ceco non segue l’UE, “La camera dei deputati non sostiene la proposta in cui il governo viene incaricato di promuovere, nel quadro dell’UE, sanzioni economiche contro la Russia“. Non è stata sostenuta neanche la proposta di aumentare il finanziamento all’esercito ceco. Infine i BRICS appoggiano la partecipazione della Russia al vertice del G20 in Australia, “I ministri hanno preso atto con preoccupazione della dichiarazione sul prossimo vertice del G20 che si terrà a Brisbane a novembre. L’adesione al G20 è garantita a tutti gli Stati membri e nessuno Stato membro può deciderne unilateralmente natura e carattere“, hanno dichiarato i BRICS dopo l’incontro tra il ministro degli Esteri sudafricano Maite Nkoana-Mashabane, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, il ministro degli Esteri indiano Salaman Khurshid, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi e l’ambasciatore Carlos Antonio Paranhos, sottosegretario generale per gli Affari Politici del Brasile, incontratisi a L’Aja. “Decideremo ulteriori passi in relazione al G20. I Paesi BRICS convengono a che le sfide nelle regioni dei Paesi BRICS siano affrontate nel quadro delle Nazioni Unite in modo calmo ed equilibrato. L’escalation di linguaggio ostile, sanzioni e contro-sanzioni e forza non contribuisce a una soluzione durevole e pacifica secondo il diritto internazionale, i principi e gli scopi della Carta delle Nazioni Unite. Riguardo alla riunione dei ministri degli Esteri dei BRICS, la posizione comune afferma che non è solo l’Australia a formare il G20 e che lavoreremo in tale meccanismo come già deciso”.

2013-10-24T153639Z_879833070_GM1E9AO1TGK01_RTRMADP_3_BELARUSFonti:
Allain Jules
Express
Global Research
HispanTV
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Reseau International
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Russia Today
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L’Iran costruisce la riproduzione di una portaerei a propulsione nucleare statunitense

Eric Schmitt New York Times 21 marzo 2014 – Iranfocus

21ship2-blog427L’Iran sta costruendo un modello di portaerei a propulsione nucleare statunitense che i funzionari degli Stati Uniti dicono che potrebbe essere distrutto per propaganda.
Gli analisti dell’intelligence studiano le foto satellitari delle installazioni militari iraniane in cui è stata notata per la prima volta la nave, nel cantiere Gachin, nei pressi di Bandar Abbas sul Golfo Persico, la scorsa estate. La nave ha la stessa forma caratteristica delle portaerei classe Nimitz dell’US Navy, nonché il numero 68 della Nimitz ordinatamente dipinto di bianco vicino alla prua.  Modelli di aeromobili appaiono sul ponte di volo.
Il modello iraniano, che i funzionari statunitensi descrivono simile più a una chiatta che a una nave da guerra, non ha un sistema di propulsione nucleare ed è lunga solo circa due terzi di una tipica porterei da 300 metri di lunghezza dell’US Navy. Funzionari dell’intelligence non credono che l’Iran possa costruire una vera portaerei. “Sulla base delle nostre osservazioni, questa non è una portaerei operativa, è una grande chiatta costruita in somiglianza ad una portaerei“, ha detto il comandante.  Jason Salata, portavoce della Quinta Flotta della Marina in Bahrain, nel Golfo Persico. “Non siamo sicuri cosa l’Iran speri di ottenere con tale costruzione. Se si tratta di propaganda, a che scopo?” Qualunque sia lo scopo, i funzionari statunitensi hanno riconosciuto di aver voluto rivelare l’esistenza della nave per anticipare gli iraniani.
Gli analisti dell’intelligence dell’US Navy e di altri servizi statunitensi, suppongono che la nave, che dei mattacchioni della Quinta Flotta hanno soprannominato la chiatta-bersaglio, sia qualcosa che l’Iran potrebbe trainare in mare, ancorare e far saltare in aria, filmando il tutto per motivi di propaganda se, per esempio, i colloqui con le potenze occidentali sul programma nucleare iraniano andassero a fondo. L’Iran ha precedentemente utilizzato chiatte come bersagli per i lanci di missili durante le esercitazioni, riprendendoli e trasmettendoli poi sui notiziari TV, hanno detto gli ufficiali della Marina. “Non è sorprendente che le forze militari iraniane possano usare una varietà di tattiche, tra cui l’inganno militare, per comunicare strategicamente ed eventualmente dimostrare la loro determinazione nella regione“, ha detto un funzionario statunitense che ha seguito da vicino la realizzazione del modello. Ma mentre l’Iran ha cercato di nascondere i suoi siti nucleari sotterranei la Marina iraniana non ha preso alcun provvedimento per nascondere agli indiscreti satelliti occidentali ciò che costruisce nel cantiere in questione. “Il sistema è troppo opaco per capire chi abbia avuto questa idea, e se sia stato approvato ai massimi livelli“, ha detto Karim Sadjadpour, esperto dell’Iran presso il Carnegie Endowment for International Peace.
L’Iran ha cercato di sfruttare la tecnologia militare statunitense catturata o piratata, in passato. Lo scorso anno, l’élite politica e militare dell’Iran s’è vantata che le loro forze avevano abbattuto un drone dell’intelligence statunitense, un velivolo teleguidato dell’US Navy denominato ScanEagle subito mostrato dai media iraniani. Gli ufficiali dell’US Navy risposero che il droni non fu abbattuto dal fuoco nemico, anche se il Pentagono ha riconosciuto di aver perso un piccolo numero di ScanEagles, probabilmente per malfunzionamento del motore.
Non è stato possibile raggiungere gli ufficiali della Marina iraniana per un commento, dato che il Paese si prepara a festeggiare il Capodanno. I funzionari dell’intelligence statunitense citano una fotografia scattata il 22 febbraio a Bandar Abbas e una breve descrizione in persiano della nave su un sito web del Ministero dell’Industria, Miniere e Commercio iraniano. Per ora, gli analisti dell’US Navy e funzionari dei servizi segreti statunitensi dicono di non essere eccessivamente preoccupati dalla finta nave. Ma il fatto che gli iraniani la stiano costruendo, presumibilmente per misteriosi scopi bellicosi, contrasta con il fatto che gli iraniani hanno fatto un passo indietro rispetto alla loro tipica pesante postura anti-statunitense, durante le recenti esercitazione navali nel Golfo Persico. Fino a poco tempo fa, i motoscafi d’attacco veloce iraniani hanno molestato navi da guerra statunitensi, e il governo di Teheran ha schierato droni con gondole di sorveglianza e che potrebbero un giorno portare missili.
Date le diverse basi del potere politico dell’Iran, sarebbe difficile decifrare gli scopi del governo. Dopo che a novembre è stato raggiunto l’accordo nucleare temporaneo tra le potenze mondiali e il governo moderato del presidente iraniano Hassan Ruhani, non era chiaro ai funzionari statunitensi se le Guardie Rivoluzionarie islamiche dell’Iran dalla linea dura potessero tentare di provocare un conflitto con la Marina degli Stati Uniti per minare l’accordo. La marina delle Guardie Rivoluzionarie si compone di motoscafi veloci di attacco con armi automatiche ad alta potenza e siluri, e gli equipaggi in passato impiegarono tattiche di guerriglia, tra cui avvicinarsi pericolosamente alle navi da guerra statunitensi.
Quando il modello sarà varato e navigherà, se mai lo farà, nessuno può indovinarlo, dicono gli analisti. La nave è in fase di completamento, hanno detto, e verrà presumibilmente inviata tramite i binari del cantiere, a destinazione sul Golfo Persico, a poche centinaia di metri di distanza.

nimitziranianTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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