Scontro navale tra Corea del Nord e del Sud

Konstantin Asmolov Nuovo Oriental Outlook 09/04/2014

northkorea-8bf0bab48301cbf27686e2d795f8969354e64714-s6-c30Il 31 marzo 2014 c’è stato uno scontro a fuoco in mare tra Corea del Nord e del Sud, durante cui  nessuno è rimasto ferito. Ciò s’è verificato per i seguenti motivi:
A differenza degli anni precedenti, nel 2014, la Corea democratica ha fatto ricorso ad una risposta simmetrica allo svolgersi regolare delle esercitazioni militari di Corea del Sud e Stati Uniti nelle vicinanze del confine marittimo della Corea democratica, importante punto controverso. Il nocciolo della questione è che nel 1953, la frontiera terrestre fu decisa da entrambe le parti, mentre il confine marittimo fu imposto unilateralmente al Nord, lasciando la maggior parte del Mar Giallo, tra cui diverse isole d’importanza strategica, alla Corea del Sud. La Corea democratica non riconosce tale confine e sostene che vada stabilito più a sud. Quindi, c’è un contenzioso sulle acque tra i due Paesi.  Tale problema persiste ancora oggi. Nel 2007, nel corso di un summit tra i leader di Corea del Nord e del Sud, Kim Jong-il e Roh Moo-hyun s’incontrarono per risolvere il problema. L’equivalente di una zona demilitarizzata doveva essere aperta alle imbarcazioni civili di entrambi i Paesi. Tuttavia, nel 2008, il partito conservatore andò al potere in Corea del Sud abbandonando questi piani. Il confine marittimo rimase fonte di tensioni. Ciò divenne più evidente nel 2010, durante l’incidente con la corvetta Cheonan e il bombardamento di Yeonpyeong.
Nell’incidente che ha avuto luogo alla fine di marzo, i nordcoreani inizialmente lanciarono diversi missili a corto raggio. Poi, secondo i militari della Corea del Sud, lanciarono due missili Rodong, dei missili balistici. Ciò portò ad una “condanna de jure” da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e alla prevedibile reazione della Corea democratica. Infine, la Corea democratica ha annunciato un’esercitazione dell’artiglieria dopo aver informato il Sud e “chiuso” l’area in cui i proiettili dovevano cadere. La maggior parte cadde nelle acque della Corea del Nord, ma alcuni di essi (i dati differiscono) caddero sulle acque contese. La presidentessa Park Geun-hye e i rappresentanti della leadership militare della Corea del Sud affermarono ripetutamente che, “Replicheremo adeguatamente alle provocazioni della Corea del Nord“. Ciò causò il bombardamento sudcoreano delle acque nordcoreane, dopo l’evacuazione della popolazione dalle isole nella zona del possibile conflitto, nel caso in cui la Corea democratica rispondesse. Sulla base dei dati attuali, tuttavia, la situazione non degenerava. Tutti i bombardamenti finirono nelle acque ed entrambe le parti fecero i dovuti appelli ad evitare provocazioni. Anche se non è chiaro come la situazione si svilupperà, i mass media sudcoreani hanno riferito razionalmente, sottolineando che i sud-coreani furono informati delle imminenti esercitazioni d’artiglieria. In questo contesto, si dovrebbe prestare attenzione alla pronta risposta della Cina. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hong Lei, quel giorno ha invitato le parti interessate nella penisola coreana a mantenere sobrietà, moderazione e cautela, nelle parole e negli atti, per evitare un’ulteriore escalation del conflitto. Questo è un buon segno, dato che le prime relazioni sul bombardamento fecero riferimento al bombardamento del 2010, quando a causa di un errore tecnico avutosi durante un’esercitazione, e al desiderio di superiorità, le acque nordcoreane furono bombardate. La Corea democratica in risposta bombardò la base militare più vicina della Corea del Sud. Nel bombardamento due soldati e due operai militari furono uccisi. Sebbene la reazione della Corea del Sud dimostrasse scarsa preparazione, rispose al bombardamento infliggendo al nemico dei danni. Ciò fu seguito dal netto peggioramento della situazione, bloccato da una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU convocato da Russia e Cina. Il caso fu risolto senza spargimento di sangue.
Le relazioni inter-coreane oggi sono una combinazione di due tendenze opposte, dichiarazioni di pace e fiducia combinate ad azioni contrastanti. La situazione sarà descritta più in dettaglio nei prossimi articoli, ma vale la pena notare ora che la prudenza dei militari e dei politici di entrambi i Paesi sono volte ad evitare un’escalation del conflitto. Anche se le esercitazioni della Corea del Sud prevedono azioni offensive, compreso l’uso di vettori nucleari, e la Corea del Nord non esclude lo svolgimento di test nucleari in risposta ad ulteriori provocazioni da parte del Sud, non vi è stato alcun aggravarsi della situazione in questo momento, ed è una buona cosa.

NLL-and-DPRK-alternativeKonstantin Asmolov, PhD, Senior Fellow presso il Center for Korean Studies dell’Institute for Far Eastern Studies, in esclusiva per la rivista online “Nuovo Oriental Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Pronto il primo sottomarino nucleare indiano costruito con l’aiuto russo

Arun Mohanty, RIR, 5 dicembre 2013

arihant released early June 2010L’INS Arihant, primo sottomarino a propulsione nucleare lanciamissili dell’India, nell’ambito del programma Advanced Technology Vessel (ATV) della Marina indiana, con l’aiuto russo, è pronto per le prove in mare. Il reattore del sottomarino è stato attivato ad agosto. Le prove in mare, che includeranno il lancio di missili balistici a testata nucleare K-15 dal sottomarino all’inizio del prossimo anno, sarà la pietra miliare del potenziamento della deterrenza strategica dell’India. Il comandante della Marina indiana Ammiraglio D K Joshi, ha detto che il reattore nucleare dell’INS Arihant, attivato il 10 agosto, è attualmente oggetto di una serie di attività per raggiungere la piena potenza a Vishakapatanam. Ciò sarà completato nelle prossime settimane e il sottomarino nucleare effettuerà le prove in mare, avendo già completato le prove di accettazione in porto, ha detto l’ammiraglio Joshi.
Il programma ATV fu concepito nei primi anni ’70, all’indomani della guerra indo-pakistana del 1971, quando la portaerei degli Stati Uniti USS Enterprise fu schierata nel Golfo del Bengala per intimidire l’India, e dopo che l’Unione Sovietica inviò navi armate con missili nucleari e sottomarini nucleari nella baia per scongiurare la minaccia statunitense. La presenza di una formidabile flotta nucleare sovietica nel Golfo del Bengala a sostegno dell’India, giocò un ruolo importante nel neutralizzare i piani statunitensi e porre fine alla guerra. A quanto pare, l’allora primo ministro indiano Indira Gandhi apparentemente fu molto impressionata dalla flottiglia a propulsione nucleare sovietica, ed ordinò il programma ATV. Anche se il programma fu concepito dalla signora Gandhi, tutti i successivi primi ministri dell’India, tra cui Rajiv Gandhi, VP Singh, IK Gujral, Atal Bihari Vajpayee e l’attuale Primo ministro Manmohan Singh, hanno mostrato notevole interesse nel successo del programma.
L’Arihant può trasportare dodici missili nucleari K-15. In linea con la ‘politica del non primo impiego’ dell’India, il sottomarino permetterà lo sviluppo di una credibile ‘capacità di secondo colpo’ del Paese. Il sottomarino nucleare non solo incrementa la deterrenza strategica dell’India, ma riflette anche la saga della cooperazione strategica del Paese con la Russia. Infatti, il progetto dell’Arihant si basa sui sottomarini russi classe Akula-1 e il suo reattore ad acqua pressurizzata da 83MW è stato costruito con il significativo contributo russo. Mentre il suo equipaggio di 100 membri è stato addestrato da specialisti russi, gli scienziati indiani del Bhabha Atomic Research Centre hanno tratto una significativa esperienza nel ridurre le dimensioni del reattore per poterlo inserire nello scafo del diametro di 10m del sottomarino nucleare.
Il primo ministro indiano Manmohan Singh, parlando alla cerimonia del varo dell’Arihant, aveva detto che rappresenta “un grande passo nel progresso della nostra tecnologia.” Infatti, la cooperazione nucleare costituisce uno dei principali pilastri della partnership strategica indo-russa, sigillata durante la prima visita di Stato del presidente russo Vladimir Putin in India, nel 2000.  Tuttavia, la cooperazione strategica in questo settore vitale iniziò molto prima della firma della Dichiarazione di Delhi sul partenariato strategico. La Russia è l’unico Paese che abbia affittato sottomarini nucleari all’India, riflettendo la natura strategica della consolidata amicizia. Il primo sottomarino nucleare russo classe Akula-1, battezzato INS Chakra, fu affittato all’India dall’ex Unione Sovietica per tre anni, nel 1988. Il secondo sottomarino nucleare russo fu affittato all’India nel 2012, per un periodo di 10 anni. Attualmente entrambi i Paesi sarebbero in trattative per l’affitto di un altro sottomarino nucleare russo all’India. L’equipaggio indiano dell’Arihant ha ricevuto l’addestramento sul secondo INS Chakra.
Anche se l’India ha missili Agni e caccia Mirage-2000 per trasportare testate nucleari, la sua triade nucleare sarà completata solo quando l’INS Arihant completerà con successo le sue prove in mare,  nei prossimi 12 mesi. L’India programma di costruire un paio di sottomarini nucleari a Vadodara e Vishakapatanam. Tuttavia, l’Arihant è il dimostratore tecnologico, come descritto dall’ex comandante della Marina indiana Ammiraglio Nirmal Verma. Il contributo della Russia nel sviluppare le capacità nucleari dell’India è lodevole. La presenza dell’ambasciatore russo in India Vjacheslav Trubnikov e di altri alti diplomatici, alla cerimonia di lancio dell’Arihant nel luglio 2009, ha confermato l’enorme contributo russo al successo del programma per la triade nucleare indiana.

Arihant_3Arun Mohanty è professore presso la Scuola di Studi Internazionali della Jawaharlal Nehru University e direttore dell’Eurasian Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’arma più micidiale nell’arsenale della marina russa

Anton Valagin, RIR, 2 dicembre 2013

1469965I Marines russi operano dalle navi d’assalto, infliggendo la ‘morte nera’ (come i Marines sono chiamati) sul campo di battaglia. Queste navi hanno rampe di sbarco a prua e a poppa. Truppe e materiali militari vengono caricati sulla nave attraverso la rampa di poppa, in porto, mentre la rampa a prua viene utilizzata per sbarcare truppe e attrezzature direttamente in acqua, o anche su terreno su un punto adeguato (lo scafo viene zavorrato per questa ragione). L’imbarcazione è in grado di sbarcare truppe e attrezzature con mare forza quattro. Una grande nave da assalto è in grado di imbarcare un battaglione rinforzato di marines così come 80 veicoli militari, in media una compagnia di marines e 12 veicoli blindati. Il Zubr (Bisonte in russo) è un hovercraft d’assalto in grado di coprire 1000 miglia alla stessa velocità di un’auto e di sbarcare 360 truppe (o 10 veicoli corazzati da trasporto o 3 T-80 carri armati e 80 soldati) su quasi ogni spiaggia. La nave può fornire fuoco di copertura con salve di lanciarazzi, nonché dai sistemi d’artiglieria sei canne. La nave e le truppe sono protetti dagli attacchi aerei da quattro sistemi missilistici antiaerei Igla. Il Zubr è il più grande hovercraft del mondo e uno dei più veloci. Nei test è arrivato a 70 nodi (130 km/h), ma questa non è la sua velocità massima. La nave è propulsa da eliche azionate da turbine a gas dalla potenza combinata di 36000 hp e da quattro turbocompressori dalla potenza combinata di 24000 hp, che sollevano la nave sulla superficie dell’acqua. Un pilota controlla il vascello con una cloche di tipo aeronautico.

2s31Il Vena galleggiante
A causa delle idiosincrasie delle loro operazioni, tutti i blindati della marina russa possono galleggiare. In realtà il BMP-3F (Flotta) è stato testato e ma non ha avuto l’approvazione per entrare in produzione. La MGTU Baumann (Moskovskij Gosudarstvennij Tekhnicheskij Universitet – Università Tecnica Statale di Mosca) ha vinto un concorso per compiere ricerche per creare il futuro veicolo da combattimento dei Marines. Questo veicolo dovrà soddisfare le esigenze del nuovo concetto di sbarco ‘oltre l’orizzonte’ di soldati ed equipaggiamenti: truppe e attrezzature sbarcate dalla nave a 15-40 km dalla riva. In relazione a ciò, il veicolo deve possedere ottime qualità marine. “In effetti questo deve operare come una veloce imbarcazione in mare e come veicolo corazzato a terra“, ha spiegato il capo progettista del Centro Scientifico di Produzione per l’Ingegneria Meccanica Speciale presso l’Università Baumann, Sergej Popov. “Il problema principale era che i Marines non hanno mai avuto un veicolo da combattimento proprio, e di conseguenza non c’era una chiara comprensione di come questo veicolo debba essere. Produrre un veicolo simile a una variante terrestre non aveva significato.
I marines ancora utilizzano il BMP-3 standard. L’eccellente potenza di fuoco di questo veicolo data da un cannone da 100mm, un sistema lanciamissili, un cannone automatico da 30mm e una mitragliatrice, accompagna le sue scarse qualità marine. Dopo 30 minuti in acqua la tensione elettrica del BMP comincia a mancare. L’obice semovente galleggiante Vena fornisce una potenza di fuoco supplementare ai Marines. Il sistema di controllo del cannone da 120mm è automatizzato, e il computer è dotato di un sistema di navigazione per mappare il terreno calcolando i dati del tiro. L’alta potenza esplosiva dei colpi del Vena può essere paragonata alle munizioni da 152-155mm.
Tra l’altro l’eroe di Stalingrado, il cecchino Vasilij Zaitsev, era un marine, un sergente maggiore di prima classe della Flotta del Pacifico. A 1942 Zaitsev aveva personalmente ucciso 242 camicie brune di cui 11 cecchini, nonché l’asso tedesco e capo della scuola dei cecchini Heinz Thorvald che fu inviato a Stalingrado per dargli la caccia. I cecchini sovietici addestrati da Zaitsev uccisero 1106 soldati fascisti.
Le armi letali dell’arsenale della marina sono gli stessi marines. Secondo una legge non scritta un marine deve essere pronto al combattimento in ognuno dei tre ambienti: terra, mare e aria. I marines sono il più piccolo di tutti i rami delle forze armate. Il numero totale dei raparti suddivisi in ciascuna delle flotte russe non supera i 12500 effettivi. Inoltre, una compagnia di marines è uguale a un reggimento standard. Per sottolineare il carattere elitario di questa unità, i marines hanno una propria uniforme: basco nero, giubbotto nero, camicia di marinaio, pantaloni regolari e stivali. L’obiettivo principale dei marines è stabilire una testa di ponte a terra. Inoltre, la ‘morte nera’ viene spesso chiamata a svolgere impegnative missioni di combattimento lontano dalla riva. Per esempio durante la presa di Groznij, nel 1995, un battaglione dei marines della Flotta del Nord fu inviato a prendere d’assalto il palazzo di Dudaev. La prima bandiera russa ad apparire sulla facciata del palazzo era sulla giacca da marinaio del Tenente Igor Borisevich.

1013566Pubblicato la prima volta su Rossijskaja Gazeta.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Sierra in Florida

Dedefensa 8 novembre 2012

Le informazioni che aveva diffuso la pubblicazione on-line Free Bacon di Washington, lo scorso agosto, firmate da Bill Gantz, sull’incursione di un sottomarino russo tipo Akula nel Golfo del Messico, dovrebbero essere considerate ora molto credibili, data la presenza di due navi da guerra russe, tra cui un sottomarino della classe Sierra, al largo delle coste della Florida durante l’uragano Frankenstorm, più in generale e ufficialmente noto con il nome di Sandy. (Riguardo all’Akula, si veda in particolare 17 agosto 2012 e 22 agosto 2010.) Bill Gantz ha dettagliato il caso di due navi russe il 5 novembre 2012, sempre sul sito Free Bacon di Washington. Vediamo che le inchieste di Gantz sono ampiamente supportate dalle dichiarazioni dei funzionari del Pentagono, con delle informazioni sul rifugio fornito  durante l’uragano ad una delle due unità, una nave di sorveglianza elettronica, in un porto in Florida.
Un funzionario della difesa ha detto che il sottomarino avrebbe condotto un’esercitazione antisottomarino contro i sottomarini lanciamissili balistici e da crociera degli Stati Uniti, di base a Kings Bay, Georgia. Un secondo funzionario ha detto che il sottomarino non navigava presso Kings Bay e non minacciava il gruppo da battaglia di una portaerei statunitense, che svolgeva esercitazioni nell’Atlantico orientale. […] Nel frattempo, i funzionari hanno detto che alla nave per l’intelligence elettronica (AGI) russa è stato concesso rifugio nel porto commerciale di Jacksonville, in Florida, nel raggio di ascolto delle forze di Kings Bay. Alla nave russa AGI, (Intelligence Generale Ausiliaria), è stato permesso di rimanere nel porto per evitare il super-uragano che ha devastato la costa orientale degli USA, la scorsa settimana. A Jacksonville, la portavoce della Port Authority non ha fatto commenti immediati sulla nave AGI russa nel porto. Una nave AGI e un SSN russi nella stessa area geografica, vicino a una delle più grandi basi per sottomarini lanciamissili balistici degli USA, Kings Bay, ricorda le attività della marina sovietica nella Guerra Fredda, per seguire i movimenti dei nostri SSBN”, ha detto un terzo funzionario degli Stati Uniti, riferendosi alla designazione dei sottomarini lanciamissili balistici, SSBN. “Anche se non posso dirvi come li abbiamo scoperti, posso dirvi che tutto ha funzionato nel modo corretto”, ha detto il secondo funzionario, affermando che il sottomarino russo “non costituisce alcuna minaccia…
La notizia è stata ripresa da RussiaToday, che aveva seguito con attenzione le informazioni relative all’Akula, lo scorso agosto. Il 6 novembre 2012, un articolo di RT conteneva le informazioni di Gantz. (RT sembra fare confusione tra la presenza delle due navi, come riportato da Gantz, e la versione secondo cui il Sierra veniva trasformato in nave AGI che avrebbe trovato, quindi essa soltanto, un rifugio in un porto sulle coste della Florida. (“I funzionari della difesa comunica che un sottomarino d’attacco a propulsione nucleare russo ha navigato entro 200 miglia dagli Stati Uniti, la scorsa settimana, ed è stato accolto in un porto sicuro quando il super-uragano Sandy ha colpito la costa orientale.”) Questi fatti stessi, così come le unità coinvolte, come descritto, non sembrano in alcun modo avere una funzione strategica fondamentale, o anche fondamentalmente nuova nella distribuzione generale teorica dello schieramento delle forze. Pertanto, le disposizioni strategiche adottate dai russi, che sono ben illustrate dagli incidenti descritti, non hanno a loro volta un “carattere strategico fondamentale.” E’ in un altro campo, nel sistema mediatico, che si deve cercare l’importanza di questi eventi e il loro impatto “strategico”, resi più urgenti dalla pubblicazione della cosa, anche se questa descrizione è estremamente moderata, precisamente dal punto di vista mediatico, ma oramai c’è, tanto più che si riflette a livello internazionale con RT, ed è questo ciò che conta. (Si noti ancora una volta come, a tale riguardo, come la strategia, e quindi la geostrategia, dipendano dalla percezione che i media veicolano, e quindi dalla comunicazione.)
Gli incidenti qui descritti rendono pubblica l’esistenza, o meglio più precisamente e più significativamente, la rinascita di una strategia della Russia per affermare il suo potere nei confronti degli Stati Uniti. Il sottomarino tipo Sierra, indipendentemente dalla potenza che rappresenta, era a 200 miglia dalle coste statunitensi e nella zona di manovra della Flotta dell’Atlantico USA. Questa è una conferma diretta, dopo l’incidente dell’Akula, dell’attuale strategia russa. Si tratta di un dispositivo da “guerra fredda” che non ha una particolare specificità politica, non è una recrudescenza della guerra fredda, ma semplicemente la prova che la posizione di potenza della Russia verso gli Stati Uniti, che non hanno cessato di affermare la propria posizione strategica aggressiva, si incontra con l’atteggiamento sovietico durante la Guerra Fredda, nella constatazione che nessun altro dispiegamento strategico è possibile a questo proposito, se non una presenza strategica “vicina” alla massa degli Stati Uniti. La cosa importante, in questo senso, è non vedere solo le cause tecniche di questo “revival”. Le cause sono politiche e senza dubbio rispondono alla dinamica e all’aggressività guerrafondaia degli Stati Uniti che alimentano la reazione strategica russa. L
e reazioni ufficiali del Pentagono questa volta cercano di minimizzare completamente il problema, presentandolo come una circostanza di routine. Ciò fa parte della “politica” del Pentagono di eliminare ogni drammatizzazione delle situazioni strategiche, in particolare verso la Russia. Ciò non esclude l’esistenza di fatti, e questi fatti diventano una nuova (conferma) sull’importante sviluppo delle relazioni strategiche tra gli Stati Uniti e la Russia, dalla prospettiva russa. Gli eventi mediatici che hanno avuto luogo non possono più nascondere questo nuovo fattore nelle relazioni internazionali. Questo fattore ha meno a che fare con il desiderio di affermazione di potenza della Russia che con la realizzazione della preoccupazione russa verso la politica aggressiva e guerrafondaia degli USA, avviata e continuata dalla loro leadership politica.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La successiva fase della rinascita della Russia: Ucraina, Bielorussia e Moldova

Stratfor 8 febbraio 2012

Gli stati ex-sovietici dell’Europa orientale Ucraina, Bielorussia e Moldavia sono importanti per la Russia per vari motivi, tra cui l’ubicazione geografica e le relazioni economiche. In genere, tutti questi stati cooperano con Mosca, ma i gradi di cooperazione variano. L’Ucraina comprende la necessità di forti legami con la Russia, ma lavora per giocare tra la Russia e l’Occidente per ottenere il maggior numero possibile di concessioni. La Bielorussia, in gran parte isolata dall’Occidente per motivi politici, dipende molto dalla Russia ed è già membro dell’unione doganale di Mosca con il Kazakhstan, quindi sarà meno resistente alla integrazione nell’Unione eurasiatica. La Moldavia è un paese diviso all’interno, trascinato da una parte verso le potenze occidentali e dall’altra parte verso Mosca, ed è destinato a rimanere politicamente paralizzato per il breve e medio termine.

Ucraina
Diversi fattori rendono l’Ucraina cruciale per la Russia. La sua posizione sulla pianura del Nord Europa e lungo il Mar Nero, ha fatto dell’Ucraina un percorso tradizionale per l’invasione da ovest. L’Ucraina è anche il secondo paese più grande dell’ex Unione Sovietica in termini di popolazione. Inoltre, l’Ucraina è la terza più grande economia dell’Unione Sovietica, e le sue industria, agricoltura ed energia sono integrate con quelle della Russia.

Le Leve della Russia
Politica: il presidente ucraino Viktor Janukovich e il suo Partito delle Regioni godono di una relazione di sostegno con Mosca. La Russia ha anche legami con i leader dell’opposizione ucraina come l’ex primo ministro Julija Timoshenko e il politico di spicco Arsenij Jatsenjuk. Inoltre, gli oligarchi ucraini, come Dmitrij Firtash e Rinat Akhmetov, hanno mantenuto relazioni commerciali con la Russia.
Sociale: i cittadini di origine russa rappresentano il 17 per cento della popolazione ucraina, e il 30 per cento degli ucraini parla russo come lingua madre. Inoltre, gli ucraini provengono dallo stesso gruppo etnico-linguistico slavo orientale dei russi (e dei bielorussi). La maggior parte del paese è cristiana ortodossa, e oltre il 10 per cento della popolazione ucraina è sotto il patriarcato di Mosca.
Sicurezza: La Russia mantiene una presenza militare in Ucraina, stazionando la sua Flotta del Mar Nero in Crimea. Il servizio di sicurezza federale della Russia e il suo omologo ucraino collaborano nell’intelligence e nell’addestramento. Anche se l’Ucraina non è un membro dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO) guidata dalla Russia, non è neanche un membro della NATO.
Economica: l’Ucraina ottiene più del 60 per cento del suo gas naturale dalla Russia, con cui può manipolare l’infrastruttura delle pipeline ucraina, tagliandone i rifornimenti. La Russia possiede molte risorse nel settore dell’industria metallurgica dell’Ucraina e rifornisce l’energia all’industria (oltre a mantenere rapporti commerciali con gli oligarchi del settore). La Russia fornisce all’Ucraina anche assistenza finanziaria o prestiti tramite la Sberbank e altre istituzioni finanziarie.

Successi, ostacoli e ambizioni della Russia
Tra il 2010 e il 2012, la Russia ha raggiunto molti dei suoi obiettivi in Ucraina. Mosca ha esteso il contratto di affitto di Sebastopoli per la Flotta del Mar Nero fino al 2042. La legislazione ucraina ha reso illegale l’appartenenza alla NATO, limitando i legami di Kiev con il blocco, e la fazione filo-occidentale del governo ucraino, guidata dall’ex presidente Viktor Jushchenko e il suo partito Nostra Ucraina-Autodifesa popolare sono stati emarginati. Una grave minaccia per i piani della Russia, gli accelerati negoziati tra Kiev e l’Unione europea, non sono stati completati nel 2011 come previsto, lasciando Ucraina senza accordi di associazione e di libero scambio con l’Unione e senza prospettive esplicite di adesione all’UE.
Nel 2012, Mosca spera di ottenere un certo grado di controllo sulle pipeline e sul sistema di immagazzinamento energetici dell’Ucraina, mantenendo elevati i prezzi del gas naturale e costringendo l’Ucraina a scambiare risorse energetiche con un gas più economico. La Russia vuole anche impedire che l’Ucraina si avvicini troppo all’Unione europea attraverso la creazione e la manipolazione di sfide interne che non mancheranno di tenere occupato Janukovich, e rendere l’Ucraina meno desiderabile agli europei. Inoltre, Mosca prevede di impedire a specifici stati membri dell’UE, in particolare Svezia e Polonia, e alla loro iniziativa di Partnership orientale, dal concentrarsi sull’Ucraina, mantenendo quei paesi divisi e concentrati su altre questioni.
Tuttavia, questo non significa che Mosca può fare quello che vuole in Ucraina. La più grande sfida alle ambizioni della Russia in Ucraina proviene dal governo ucraino, nonostante gli stretti legami del governo con Mosca. Non è nell’interesse di Janukovich o degli oligarchi che compongono la sua base di potere, cedere il controllo del sistema di transito del gas del Paese alla Russia, che non è solo una risorsa economica di vitale importanza, ma anche un simbolo della sovranità dell’Ucraina. È per questo che l’Ucraina ha continuato ad opporsi a vendere il sistema alla Russia e ad entrare nelle istituzioni guidate dai russi, come l’unione doganale, che minerebbe ulteriormente la sovranità economica di Kiev.
Oltre il 2012, Mosca vuole preparare l’Ucraina a una maggiore integrazione attraverso l’adesione all’Unione Eurasiatica, evolventesi in unione doganale e spazio economico comune.

La posizione e la strategia dell’Ucraina
Poiché storicamente è stata governata da molte potenze estere – Russia, Polonia, Austria-Ungheria e Impero Ottomano, – il territorio che costituisce la moderna Ucraina comprende popoli provenienti da culture diverse e con diverse visioni del mondo. La divisione più ampia in Ucraina è tra l’est, economicamente e culturalmente più integrato con la Russia, e l’ovest, più nazionalista, più vicino all’occidente e più favorevole all’adesione dell’Ucraina alle istituzioni occidentali, come l’Unione Europea. L’imperativo principale per ogni Stato ucraino è evitare che il paese si spacchi ed essere in equilibrio tra le potenze straniere per mantenere la sovranità.
Così, Janukovich, nonostante provenga dall’est dell’Ucraina e sostenga una piattaforma molto più amichevole verso la Russia di quella del suo predecessore, non è stato solo un alleato incondizionato di Mosca, durante la sua presidenza. Anche se ha fatto numerosi gesti favorevoli alla Russia, all’inizio del suo mandato, come passare la normativa giuridica per bloccare l’adesione alla NATO e la firma dell’accordo Gas – Flotta del Mar Nero, Janukovich ha poi cercato di bilanciarli con i negoziati dell’Ucraina con l’Unione europea, per firmare l’accordo di associazione e libero scambio (con cui Kiev spera di includere una disposizione per un’eventuale adesione all’UE).
Tuttavia, il fallimento dei negoziati dell’Ucraina con l’Unione europea, a causa della detenzione della Timoshenko, ha indebolito il contrappeso dell’Ucraina verso la Russia e costretto Kiev a una posizione difficile. L’Ucraina può soltanto cercare di pagare più di 400 dollari ogni mille metri cubi di gas della Russia, per un tempo sufficiente lungo, prima che i prezzi alti creino una crisi finanziaria; così si tratta davvero della questione di quando – e non se – l’Ucraina dovrà dare alla Russia almeno un certo controllo, o l’accesso al suo sistema energetico, in cambio di prezzi più bassi. Questo diminuirà la capacità di Kiev di manovrare ulteriormente nei confronti di Mosca, e farà in modo che, lo voglia o no, l’Ucraina infine debba tenere in conto gli interessi della Russia.

Bielorussia
La geografia gioca un grande ruolo nell’importanza della Bielorussia per la Russia. Il paese è situato sulla pianura nord europea, un percorso tradizionale d’invasione da ovest, e non ci sono barriere geografiche significative agli invasori, a causa del terreno pianeggiante del paese. La Bielorussia funge da tampone per il nucleo territoriale della Russia. La Bielorussia ha anche una delle maggiori economie dell’ex Unione Sovietica, e le sue industrie, energia e sicurezza sono integrate con quelle della Russia.

Le Leve delle Russia
Politica: la Bielorussia e la Russia sono partner nello Stato dell’Unione, e il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko riceve il sostegno di Mosca. La Russia ha legami con i leader della sicurezza bielorussa e l’élite economica della Bielorussia ha rapporti d’affari con la Russia.
Sociale: i cittadini di origine russa rappresentano l’11 per cento della popolazione bielorussa. La maggior parte della popolazione bielorussa parla il russo come lingua madre, e il russo e il bielorusso sono entrambe lingue ufficiali del paese. La maggior parte del paese è cristiana ortodossa, con circa il 60 per cento della popolazione sotto il patriarcato di Mosca. Bielorussi e russi hanno radici nello stesso gruppo etnico-linguistico slavo orientale e quindi hanno affinità culturali.
Sicurezza: il complesso militare-industriale della Bielorussia è integrato con quella della Russia, e i due paesi hanno un sistema unificato di difesa aerea. La Bielorussia è un membro della CSTO a guida russa e ospita installazioni militari russe, come i sistemi di difesa aerea S-300. Inoltre, gli organismi d’intelligence bielorussi e russi hanno un rapporto di collaborazione, compresa l’addestramento.
Economica: La Russia fornisce il 99 per cento del gas naturale della Bielorussia e la maggior parte del suo petrolio. La Russia possiede anche una quota del 100 per cento di Beltransgaz, dandogli la piena proprietà dei gasdotti del paese. Gli scambi commerciali tra i due Paesi sono importanti per l’economia bielorussa, la metà delle esportazioni bielorusse va in Russia. Inoltre, la Russia fornisce alla Bielorussia assistenza finanziaria, tra cui un prestito di 3 miliardi dollari attraverso la Comunità economica eurasiatica, e 1 miliardo di dollari di prestito dalla Sberbank.

Successi, ostacoli e ambizioni della Russia
L’influenza della Russia in Bielorussia non è stata incontrastata negli ultimi due anni. All’inizio del 2010, Lukashenko s’è scagliato contro Mosca per gli elevati prezzi dell’energia e ha iniziato a prendere in considerazione fornitori alternativi (Venezuela e Azerbaigian, in particolare), come modo per fare pressione sulla Russia ad abbassare i prezzi. Ma la Russia ha mantenuto alti i prezzi e tagliato il gas naturale alla Bielorussia, fino a quando Minsk ha accettato di cedere il controllo completo del proprio sistema di pipeline e di Beltransgaz a Mosca.
La Russia ha seguito diverse strategie per aumentare la sua influenza in Bielorussia. A partire dal 2010, Russia e Bielorussia si sono integrate economicamente e la Bielorussia ha aderito all’unione doganale russa, una entità che è diventata lo Spazio economico comune nel 2012. La Russia è stata in grado di limitare i legami verso occidente della Bielorussia e le aperture, attraverso la Polonia, dell’UE a Minsk, in vista delle elezioni bielorusse. Dopo le elezioni, l’Occidente ha scelto di isolare la Bielorussia, dando alla Russia la possibilità di aumentare il suo sostegno economico e politico a Lukashenko.  Mosca ha anche migliorato la sua integrazione della sicurezza con Minsk, quando la Bielorussia ha aderito alla forza di reazione rapida della CSTO e ospitato lo schieramento di S-300.
Nel 2012, la Russia vuole proseguire i suoi sforzi di integrazione della Bielorussia. Lo spazio economico comune servirà gli interessi economici della Russia, ma Mosca vuole accedere agli asset economici più strategici della Bielorussia, quali le raffinerie e l’azienda dei sali di potassio Belaruskali.  Politicamente, Mosca vuole che Minsk rimanga isolata dall’Unione europea e dall’Occidente. Militarmente, la Russia vuole utilizzare le vendite di armi e la partecipazione alla CSTO per avvicinare la Bielorussia. Dopo il 2012, la Russia vuole una completa integrazione strategica della Bielorussia, attraverso l’Unione Eurasiatica.

Posizione e strategia della Bielorussia
A differenza della Russia o dell’Ucraina, la Bielorussia è una società relativamente omogenea, sia culturalmente che politicamente. Questo ha facilitato la centralizzazione del potere di Lukashenko, che domina politicamente la Bielorussia dal 1994. Inoltre, a differenza della Russia o dell’Ucraina, la Bielorussia non ha sviluppato una potente classe di oligarchi; piuttosto, Lukashenko ha mantenuto un modello sociale ed economico molto simile al vecchio sistema sovietico, sin dai primi anni dell’indipendenza della Bielorussia. Governa il paese con un affiatato gruppo di élite, molti dei quali hanno legami con l’apparato di sicurezza e d’intelligence.
Anche se questa dinamica ha reso più facile il consolidamento del potere, complica un altro imperativo: l’equilibrio tra le potenze straniere per mantenere la sovranità economica, militare e politica. La Bielorussia non si è mai allontanata troppo dalla Russia in termini di sicurezza o economia, tenuto conto dei requisiti delle riforme democratiche ed economiche necessarie per essere considerati membri della NATO e dell’UE. Tuttavia, i rapporti politici della Bielorussia con la Russia non sono stati così costanti, i due paesi hanno formato lo Stato dell’Unione nel 1997, ma questa vicinanza non ha impedito divergenze sulle questioni economiche che hanno portato periodicamente Lukashenko a guardare verso Occidente per la cooperazione, al fine di ottenere una leva sulla Russia. Data l’integrazione delle infrastrutture della Bielorussia con quelle della Russia, e le connotazioni politiche delle relazioni economiche, questo è più facile a dirsi che a farsi. I test di Minsk su Mosca su questioni quali i prezzi dell’energia, di solito sono fallite, come la recente acquisizione da parte di Gazprom di Beltransgaz ha dimostrato.
Paesi come la Polonia e la Lituania hanno interessi geopolitici nel corteggiare la Bielorussia, come il desiderio di stabilire ad est lo stesso tipo di tampone territoriale che la Russia desidera avere da ovest. Ma questi paesi non possono eguagliare l’influenza della Russia sulla Bielorussia, così hanno fatto ricorso a manovre di soft power, come la creazione di legami con gruppi di opposizione bielorussi e guidato sanzioni dell’UE contro il governo Lukashenko. Il successo della prima strategia è stato limitato, dal momento che i gruppi di opposizione affrontano numerosi vincoli. La seconda strategia è una minaccia più grave per il governo bielorusso, in quanto il governo di Lukashenko dipende da un modello populista economico e tali modelli s’indeboliscono in ambienti economicamente e finanziariamente poveri. Tuttavia, questo isolamento economico ha dato alla Russia la possibilità di fornire assistenza finanziaria e servire come ancora di salvezza economica della Bielorussia, un ruolo che Mosca continuerà a giocare per tutto il tempo in cui Lukashenko sarà sulla cresta dell’onda.
Andando avanti, la Bielorussia non avrà altra scelta, se non supportare la strategia e una più ampia rinascita della Russia, date le limitate opzioni di Minsk di ottenere sostegno da altre potenze. Pertanto, la Russia continuerà a integrare la Bielorussia, muovendosi verso la creazione dell’Unione Eurasiatica nel 2015.

Moldova
La posizione della Moldova la rende importante per la Russia. Si trova nella Bessarabia, tra i Carpazi e il Mar Nero, un percorso tradizionale d’invasione da sud-ovest e dagli Stati balcanici. Si trova vicino al porto strategico di Odessa e alla penisola di Crimea, dove la Russia staziona la sua Flotta del Mar Nero, e serve come parte della rete di transito dell’energia che collega la Russia all’Europa e alla Turchia.

Le leve della Russia
Politica: L’ex presidente moldavo Vladimir Voronin e il suo partito comunista si trovano in partnership con la Russia. Mosca ha anche legami con i leader dell’Alleanza per l’Integrazione Europea (AEI), tra cui il primo ministro moldavo Vlad Filat e il presidente Marian Lupu. In particolare, la Russia sovvenziona la leadership della regione secessionista della Transnistria.
Sociale: solo circa il 6 per cento della popolazione moldava è etnicamente russa, anche se in Transnistria il 30 per cento della popolazione è russa (e un altro 30 per cento è ucraino). Circa l’11 per cento dei moldavi parla russo come lingua madre, e circa il 16 per cento della popolazione ha il russo come lingua primaria. La maggior parte del paese è cristiana ortodossa, ma divisa tra ortodossa rumena e ortodossa russa.
Sicurezza: La Russia mantiene circa 1.100 truppe in Transnistria (insieme ad un piccolo contingente di soldati ucraini). Anche se la Moldavia non fa parte del CSTO a guida russa, non è neanche membro della NATO.
Economica: la Moldova dipende dalla Russia per il 100 per cento del gas naturale e invia il 20 per cento delle sue esportazioni in Russia (particolarmente importante è il vino, importazione che la Russia ha tagliato per ragioni politiche). La Russia controlla gran parte dell’economia in Transnistria – che pur essendo una regione separatista, è il cuore industriale della Moldova – e fornisce assistenza finanziaria e sovvenzioni alla Transnistria.

Successi, ostacoli e ambizioni della Russia
La Russia ha respinto i tentativi di smilitarizzare la Transnistria o consentire una presenza occidentale sul suo territorio. Tuttavia, Mosca ha dovuto fronteggiare alcune battute d’arresto in Moldova; i comunisti non sono al potere da quando il filo-occidentale AEI li ha cacciati dal potere nel 2009, dopo la “Rivoluzione Twitter“. Nonostante la sua posizione, l’AEI non è abbastanza forte da eleggere un presidente, per cui la Moldova è in stallo politico da quasi tre anni.
Gli obiettivi della Russia per il 2012 sono migliorare la propria posizione in Moldova, attraverso il rafforzamento del Partito comunista e formando relazioni indipendenti con i leader e i membri dell’AEI. Se la Russia non può aiutare i comunisti a riconquistare il potere, almeno vuole far rimanere divisa la Moldova e l’AEI incapace di eleggere un presidente filo-occidentale. Mosca potrebbe ottenere questo risultato complicando il processo politico e ostacolando i negoziati tra Moldavia e Transnistria. La Russia vuole anche mantenere la propria presenza militare e influenza politica in Transnistria, e iniziare a gettare le basi per un eventuale inserimento della Moldova nell’Unione Eurasiatica.

La posizione e la strategia della Moldova
Come l’Ucraina, la Moldova è sia debole che divisa. A differenza dell’Ucraina, la Moldova non ha legami tradizionali o etnici con la Russia, è rumena etnicamente e linguisticamente. Questo, insieme alla piccole dimensioni e allo scarso peso strategico della Moldava, è un fattore principale della debolezza dello Stato e della sua capacità di essere in equilibrio tra le potenze straniere.
La Moldova è divisa sia territorialmente che politicamente. Il governo moldavo non detiene la sovranità territoriale sulla Transnistria, che ospita una base militare russa ed è popolata in gran parte da russi e ucraini. La spaccatura all’interno della Moldova è politicamente dominata da due grandi gruppi: i comunisti filo-russi e la AEI, una coalizione di partiti che vogliono portare la Moldova verso occidente. L’AEI si articola ulteriormente, con alcuni elementi impegnati in stretti legami con la Romania e la NATO, mentre altri sono più flessibili nelle loro lealtà, ma in generale, tutti i partiti dell’AEI supportano l’integrazione moldava con l’Unione europea. Dal 2009, né il Partito comunista, né l’AEI sono in grado di ottenere abbastanza voti in parlamento (61 su 101) per eleggere un presidente, in modo che il paese è paralizzato e incapace di formare una politica estera decisiva da quasi tre anni. Queste divisioni significano che la visione e la strategia della Moldova non sono unificate. Tutti i leader della Moldova devono superare queste divisioni, al fine di consolidare il paese, solo allora la questione della Transnistria e le più ampie questioni di politica estera, saranno affrontate da Chisinau.
Potenze straniere, oltre alla Russia, hanno interessi in Moldova; prima fra tutte la Romania. Non solo la Moldova e la Romania condividono legami etnici e linguistici, ma anche il territorio che costituisce la Moldova e la Transnistria (così come parti occidentali dell’Ucraina) appartenevano alla Romania, come  provincia di Moldavia, prima che la Russia annettesse il territorio come baluardo difensivo. Tuttavia, la Romania non è abbastanza forte per sfidare la Russia militarmente, e dato che la Moldova è il paese più povero d’Europa ed è sostanzialmente limitato dalla presenza e dall’influenza della Russia, le prospettive di adesione all’UE, nel vicino a medio termine, sono assai improbabili (anche se la distribuzione di passaporti rumeni ai cittadini moldovi, che gli permette di viaggiare nell’Unione europea, è un esempio di soft power della Romania verso il paese). Altri singoli stati membri dell’UE come la Polonia e la Svezia, vogliono avvicinare all’occidente la Moldova attraverso il programma di partenariato orientale, ma questo è un processo a lungo termine dagli effetti limitati.
La paralisi della Moldavia – politico, territoriale e geopolitica – dovrebbe persistere fino a che una potenza straniera sarà in grado di contestare la Russia nella regione in termini di hard power, piuttosto che soft power. Questo non è probabile che accada nel breve e medio termine.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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