Gladio II: guerra di quarta generazione contro Russia, Siria, Iran

Dr. Christof Lehmann, PressTV 8 aprile 2014

fsbIl Direttore del FSB Aleksandr Bortnikov ha annunciato che Umarov è stato neutralizzato a seguito di operazioni di combattimento chirurgiche nel primo trimestre del 2014. Centinaia di altri militanti e loro sostenitori sono stati arrestati. In vista delle Olimpiadi Invernali del 2014 a Sochi, i servizi di sicurezza russi hanno effettuato 33 operazioni antiterrorismo nei primi tre mesi del 2014. Tredici signori della guerra e 65 terroristi sono stati uccisi durante le operazioni, altri 240 terroristi e 18 emissari di organizzazioni terroristiche internazionali sono stati arrestati. Il capo dell’intelligence russa non ha rivelato esattamente quando Umarov è stato ucciso e non è improbabile che la sua morte fosse tenuta riservata per evitare ritorsioni durante i Giochi Olimpici Invernali 2014. A gennaio, il Presidente della Repubblica autonoma russa della Cecenia, Ramzan Kadyrov, aveva annunciato che le comunicazioni intercettate tra i capi dei terroristi indicavano che Umarov era stato ucciso. La dichiarazione è stata confermata oggi. Uno dei più stretti collaboratori di Doku Umarov, Islam Atev, è stato ucciso a dicembre insieme ad altri due taqfiri. Gli esplosivi nel loro nascondiglio, in un villaggio in Daghestan, furono attivati e fatti esplodere durante uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza russe. Il FSB della Russia stava per prendere Umarov, uno dei più pericolosi agenti taqfiri contro la Russia sponsorizzato da sauditi e NATO. Una delle ultime apparizioni pubbliche di Umarov è un video in cui invitava taqfiri russi e stranieri a sabotare a tutti i costi le Olimpiadi invernali 2014 di Sochi.
Le prove del supporto dell’Arabia Saudita ai gruppi taqfiri ceceni e di altro tipo nelle repubbliche caucasiche della Russia, così come in Siria, divennero di pubblico dominio ad agosto 2013, quando l’ufficio stampa presidenziale del Presidente russo Putin divulgò parte del verbale di una riunione tra il Presidente Vladimir Putin e l’allora capo dell’intelligence saudita principe Bandar bin Sultan, del 3 agosto 2013. I verbali rivelarono che i servizi segreti e il ministero degli interni dell’Arabia Saudita hanno il controllo diretto delle reti terroristiche in Russia e Siria. Putin e Bandar discussero, tra l’altro, dell’attacco con armi chimiche nel sobborgo di Damasco del Ghuta orientale, il 21 agosto 2013, che secondo i testimoni e altre fonti, fu effettuato dal Liwa al-Islam filo-saudita al comando di Zahran al-Lush. Fin dal 1980 l’esperto di armi chimiche Zahran al-Lush ha lavorato per le intelligence dell’Arabia Saudita e degli Stati Uniti nelle reti di al-Qaida. Il verbale della riunione Putin-Bandar ha rivelato che Bandar cercava di corrompere Putin con accordi su armi e petrolio per avere il sostegno del presidente russo nel spodestare il governo di Assad. Bandar supponeva che il governo siriano doveva essere sostituito dall’opposizione sostenuta e sponsorizzata dai sauditi. Bandar garantì che gli interessi della Russia in Siria sarebbero stati preservati dal governo filo-saudita se la Russia sosteneva il cambio di regime. Mentre Bandar ha tentato di fare di Putin un potenziale alleato del cambio di regime in Siria, ha anche fatto una minaccia velata dicendo, tra l’altro: “Posso garantirvi la protezione delle Olimpiadi invernali nella città di Sochi, sul Mar Nero, del prossimo anno. I gruppi ceceni che minacciano la sicurezza dei giochi sono controllati da noi, e non si muoveranno sul territorio siriano senza coordinarsi con noi. Tali gruppi non ci spaventano, li usiamo contro il regime siriano, ma non avranno alcun ruolo o influenza nel futuro politico della Siria“. Putin rispose che i russi sanno che i sauditi sostengono i gruppi terroristici ceceni da un decennio, e che il supporto che Bandar appena aveva offerto era assolutamente incompatibile con gli obiettivi comuni della lotta globale contro il terrorismo.
La conferma della morte di Umarov da parte del capo del FSB Aleksandr Bortnikov getta anche nuova luce su Gladio II della NATO e la sua Guerra di 4.ta generazione contro Russia, Siria, Iran, Ucraina e altri Paesi presi di mira. I terroristi dalla Cecenia e altre repubbliche caucasiche della Russia operano in Siria in unità dalle dimensioni del gruppo di combattimento e in stretto collegamento con Jabhat al-Nusrah, Liwa al-Islam e altre brigate taqfire controllate e formate dall’Arabia Saudita e dalla NATO. Combattono in Siria anche le truppe filo-USA del MEK,  responsabile della morte di almeno 17000 iraniani. A febbraio, il capo ultranazionalista ucraino dell’apertamente neonazista Pravý Sektor (Fazione Destra), Dmitrij Jarosh, aveva chiesto pubblicamente a Doku Umarov e ad altre brigate takqire in Russia e internazionali, di colpire gli interessi russi per “sostenere la rivoluzione in Ucraina”. Dmitrij Jarosh, insieme ad altri ultranazionalisti ucraini, ha combattuto contro la Russia nella guerra cecena, dove Jarosh conobbe Umarov. Pravý Sektor collabora strettamente con il cosiddetto esercito di liberazione nazionale dell’Ucraina, UNA-UNSO, che aveva giocato un ruolo chiave nella guerra filo-NATO della Georgia contro l’Ossezia del 2007. Le unità ucraine di UNA-UNSO sono ritenute responsabili di alcuni dei peggiori crimini di guerra commessi durante il tentativo della Georgia di pulizia etnica nella regione. UNA-UNSO è noto per i suoi stretti legami con l’intelligence e la rete Gladio della NATO. UNA-UNSO è, secondo gli analisti, responsabile dell’uccisione di 90 e il ferimento di oltre 500 manifestanti e agenti di polizia a Kiev ad opera dei cecchini, attribuiti alle forze speciali della polizia ucraina (Berkut) e al Presidente Janukovich. L’incidente fu usato come pretesto per il sequestro del parlamento e l’estromissione di Janukovich, il giorno dopo l’accordo mediato da polacchi, tedeschi, francesi e UE per una soluzione pacifica, riforma costituzionale ed elezioni anticipate con l’”opposizione” di Euro-Majdan. Gli Stati dell’UE e della NATO continuarono il sostegno al colpo di Stato, nonostante il fatto che una telefonata trapelata tra il capo degli affari esteri dell’UE Ashton e il ministro degli Esteri lettone Paet rivelasse che l’opposizione aveva ordinato ai cecchini gli assassini.
Una delle operazioni di alto profilo di Doku Umarov, nel 2010, fu l’attentato alla metropolitana di Mosca sotto l’ufficio del servizio d’intelligence russo FSB. L’esplosione uccise e ferì 24 persone. Dopo soli 40 minuti un’altra esplosione deragliò un treno a Park Kulturij (Parco della Cultura) a Mosca, uccidendo 12 persone e ferendone un’altra decina. Considerando l’esplosione del 2010 sotto l’ufficio di Mosca del FSB, il direttore Aleksandr Bortnikov poteva aver interesse personale nella preparazione dell’eliminazione di Doku Umarov. La Guerra di 4.ta generazione della NATO, tuttavia, è destinata a continuare fin quando la “comunità internazionale” chiuderà un occhio sulla sponsorizzazione e il controllo della NATO e dell’Arabia Saudita di morte e distruzione in nome di “libertà e demoinganno”.

spetsnaz_fsb_by_muaythai40000-d51ml1gTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Georgia: scomparso il laboratorio di bio-armi a Tbilisi

Henry Kamens New Oriental Outlook 15/02/2014

800px-Biolab_Tbilisi_02Una cosa curiosa è accaduta in Georgia l’anno scorso. Dopo le diffuse speculazioni sui media nell’aprile 2013, secondo cui la Georgia ospitava un laboratorio di armi biologiche, il Richard G. Lugar Center for Public and Animal Health Research di Tbilisi, che gli Stati Uniti avevano a lungo negato esistesse, la struttura, recentemente riconosciuta, fu visitata dal premier della Georgia, dal ministro della Salute georgiano e dell’ambasciatore degli Stati Uniti. Poche ore dopo il governo georgiano annunciava formalmente la liquidazione di tale centro, senza spiegazioni. La maggior parte dei Paesi è orgogliosa del proprio sviluppo scientifico e avrebbe esposto un centro di ricerca sulla salute pubblica e degli animali con orgoglio, in particolare se creato e finanziato dai più prestigiosi degli alleati, gli Stati Uniti. Pertanto, l’improvvisa chiusura di tale impianto nel maggio 2013, solleva molte domande su quale fosse il suo vero scopo, e quali negoziati hanno avuto luogo per installarlo in Georgia e quindi chiuderlo. Sarebbe facile rispondere a queste domande se il laboratorio fosse stato effettivamente chiuso. Ma questo non è successo. Secondo il decreto del governo georgiano 422 del 7 maggio 2013, le attività del Centro dovevano essere trasferite al Centro Nazionale per il controllo delle malattie della Georgia e una commissione per la liquidazione sarebbe stata istituita e presieduta dai rappresentanti di vari enti governativi. Tuttavia, come già riportato, quando i giornalisti interrogarono il personale del Center for Disease Control di Atlanta (CDC) fu detto che “il laboratorio è gestito dal dipartimento della Difesa degli Stati Uniti” suggerendo di contattare l’USAMIRID (US Army Medical Research Institute di Infectious Diseases). Nulla s’è saputo di ciò da allora. Si potrebbe pensare che il neo-eletto governo georgiano si sia preoccupato del mancato adempimento di un suo ordine o, se ciò fosse stato fatto con il suo consenso, spiegare perché il laboratorio rimaneva sotto il controllo delle forze armate statunitensi, almeno secondo il CDC, quando la sua esistenza era oggetto di tanta speculazione sui media.
Quando il laboratorio è stato chiuso è stato affermato che non era attivo e che mai lo era stato. Allora qual è il problema? Perché improvvisamente liquidarlo e consegnarne il patrimonio implicitamente inesistente a un’altra agenzia, se in realtà non aveva mai iniziato ad operare? Fu a lungo ipotizzato che la Georgia conducesse esperimenti pericolosi con agenti biologici. Voce della Russia, funzionari della sanità pubblica russi e media di diversi Paesi l’avevano segnalato. Secondo l’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (OIE, Organisation Mondiale de la Santé Animale), in Georgia microbiologi e virologi georgiani e statunitensi conducono una ricerca congiunta sul virus del colera. Gli enti che partecipano a tale progetto sono USAMRIID, Fort Detrick e l’Istituto di Batteriologia, Microbiologia e Virologia georgiano. Dato l’equilibrio delle risorse tra questi due organi, il progetto può quindi essere meglio descritto come militare, piuttosto che di natura civile. Molti articoli indicano che gli Stati Uniti sono impegnati nella ricerca su armi biologiche illegali, indicandola come violazione della Convenzione sulle armi biologiche (BWC).
Ci sono anche molti statunitensi ed altri che trafficano con Tbilisi, che si possono incontrare nei soliti luoghi di ritrovo per stranieri, e che chiaramente lavorano in questo laboratorio, presumibilmente non attivo. Uno dei suoi dipendenti ha recentemente detto, per difendersi: “Ho già detto che non ci sono agenti biologici in tutto l’edificio? Questo è ciò che rende così divertente queste storie. Ho letto di tutti questi pericoli e che possa accadere qualcosa in Georgia, coincidenza? E’ ridicolo. Non voglio lavorare in un edificio carico di germi pericolosi“. Infatti, giornalisti e fonti esteri suggeriscono che sia stato usato come centro di comando e controllo, non come laboratorio, per numerosi anni, rientrando in un progetto da 40 milioni di dollari, che poi è finito per costarne quasi 300, come al solito in Georgia.

Lo sfondo di questa storia
BioIl Richard G. Lugar Center for Public and Animal Health Research fu aperto con l’assistenza del governo statunitense nel quadro del programma di riduzione della Difesa. Il presunto scopo di tali programmi è mettere sotto controllo nazionale le scorte di armi e agenti biologici rimasti dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Ufficialmente, gli specialisti vi studiano la genetica dei batteri e dei virus, nonostante non fosse attivo secondo queste stesse fonti ufficiali. I contribuenti statunitensi potrebbero avere qualcosa da dire su come i loro fondi vengono spesi impiegando squadre di scienziati, che non costano poco, che vivono in un Paese straniero e presumibilmente s’impegnano in certi lavori per conto proprio. L’ex-consulente mediatico del presidente, Jeffrey Silverman, ritiene che il laboratorio fosse probabilmente impegnato nello sviluppo di un virus, piuttosto che studiarli. Ha anche affermato che il centro esisteva quando veniva negato, e da allora s’è dimostrato come una grande quantità di armi, comprese quelle biologiche, furono spedite dalla Georgia in zone calde del mondo, a sostegno delle posizioni degli Stati Uniti. Vi sono anche i piani di un impianto del Centro che sembrava essere progettato per lo smaltimento di corpi. Del personale che lavorava presso il centro rispose a queste affermazioni, quando fu ricoverato nel novembre scorso per una mattonata sulla fronte. Silverman ritiene che una delle attività del centro sia iniettare nuovi ceppi di agenti biologici in animali utilizzati per la nutrizione, per vedere come il sistema immunitario dei georgiani funziona e come reagisce quando esposto a tali agenti. Cose simili sono state anche sostenute da Ragnar Skre, un giornalista norvegese che fu aggredito da cinque uomini mascherati, poche ore dopo una visita sul posto. Queste affermazioni oltraggiose su atrocità nazistoidi sarebbero incredibili se non fosse per due fattori. Uno, si tratta della Georgia, dove la storia recente ha dimostrato che le affermazioni più estreme sono anche le più probabili a dimostrarsi vere. Due, Silverman finora ha avuto ragione.
Molti media russi e statunitensi hanno affermato che la diffusione di tali malattie pericolose, come l’influenza suina e la febbre del coniglio in Georgia, sia collegata agli esperimenti con agenti biologici. Un improvviso scoppio inspiegabile di morbillo, non limitato ai bambini come avviene di solito, fu collegato a tale programma. Si è anche affermato che in Georgia gli statunitensi abbiano una scorta segreta del mortale virus del vaiolo, anche se puramente a scopo di ricerca. Paata Imnadze, Vicedirettore del Centro Nazionale per il controllo delle malattie della Georgia, che doveva rilevare le attività del laboratorio, ha cercato di smentire l’aumento di influenza e morbillo affermando specificatamente che non aveva “nulla a che fare con il laboratorio“. “Allo stato attuale, gli anziani sono sempre malati perché la loro immunità è bassa. Nel 2008 abbiamo lanciato una vasta campagna per vaccinare un milione di persone, ma ne abbiamo vaccinati solo 500000, e ora ne vediamo le conseguenze“, ha detto. Tuttavia, Imnadze non ha potuto spiegare perché il vaccino per la malattia dei bambini fosse stato donato dal dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, piuttosto che da un ente della sanità pubblica come il Centro per il Controllo delle Malattie di Atlanta, in Georgia. Inoltre, non ha spiegato perché il “consenso informato” non era stato ottenuto dai vaccinati, compresi gli adulti, come la legge richiede. Silverman sostiene che alcuni componenti di questo vaccino non fossero così innocui, e la sua donazione fosse probabilmente parte di un esperimento oscuro.
Nell’ambito della stessa esercitazione sul controllo dei danni, il 13 settembre dello scorso anno, l’ufficio di Voice of America di Mosca parlò del laboratorio finanziato dagli Stati Uniti in Georgia e respinse la tesi che fosse parte di un programma per armi biologiche. Inoltre affermò che queste accuse erano di carattere politico, dato che il Cremlino presumibilmente li fabbricava per avere “un motivo per bloccare l’importazione di frutta e verdura georgiane“. Tali importazioni sono state effettivamente riprese. Il governo georgiano ha descritto come “assurda” la dichiarazione secondo cui un laboratorio alla periferia di Tbilisi sviluppasse virus pericolosi per la salute, testati sugli abitanti della zona. La deputata Irina Imerlishvili ha detto che “il laboratorio fu aperto dal governo del presidente Saakashvili. Lui stesso partecipò alla cerimonia. E’ ben noto che Saakashvili non ama il proprio popolo e ama condurre esperimenti su di esso, naturalmente. Tuttavia, credo che ciò non abbia nulla a che fare con questo caso.” La chiusura del Centro è stato minimizzato dalle fonti ufficiali. Secondo il Georgian Times, un settimanale in lingua inglese, Amiran Gamkrelidze, responsabile del Centro Nazionale per il controllo delle malattie (NCDC) della Georgia , sostiene che il decreto di liquidazione riguardi soltanto lo status giuridico del centro. “Il centro di ricerca è una persona giuridica di diritto privato, e il NCDC è una persona giuridica di diritto pubblico.  Abbiamo dovuto cambiare il suo status giuridico per renderlo proprietà del NCDC“, ha detto al Georgian Times. “Questo non significa che il laboratorio sarà venduto o che il suo profilo sarà cambiato. Manterrà il vecchio nome, ma sarà fuso con il NCDC e avrà un consiglio di sorveglianza multi-settoriale, presieduto dal ministero della Salute“, ha aggiunto. Non ha spiegato però il motivo per cui un centro non funzionante sarebbe descritto in “liquidazione”, piuttosto che messo sotto nuova gestione.
E non finisce qui. Ci sono prove che il Richard Lugar Lab sia una delle tante strutture il cui riconoscimento dell’esistenza sia fondamentalmente un inganno. Tutti i laboratori finora identificati sono collegati al programma Biological Weapon Proliferation Prevention (BWPP) e a vari progetti nel suo ambito. Un altro laboratorio che si occupa di malattie delle piante opera a Kobuleti, sulla costa del Mar Nero, sotto gli auspici del ministero della Difesa del Regno Unito. C’è anche un laboratorio biologico minore a Kutaisi, nella Georgia centrale.

Inventare il futuro
Ci sono anche collegamenti non-così-segreti tra i bio-laboratori in Georgia, il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e i Lincoln Labs del MIT, in particolare il Research Group 48, (biometria forense) impegnato in operazioni in Iraq e in Afghanistan e in stretta collaborazione con il Team di vigilanza persistente (Gruppo 99). Un altro vaso di Pandora in attesa di aprirsi e la tempistica per farlo può essere quella giusta, con tutto ciò che succede nella regione. Fonti dell’intelligence georgiano affermano che non sia un caso che ci siano molti collegamenti ai vertici dell’intelligence fra Boston (non solo MIT e Lincoln Labs, ma altre strutture) e il programma del laboratorio di Tbilisi. La struttura di Boston lavora a stretto contatto con l’Army DA G2 (intelligence) sulla biometria e le applicazioni dell’intelligence. Sviluppando congiuntamente specificamente tecnologia biometrica (DNA, voce, viso), politica forense e concetti operativi. Il laboratorio di Boston è impegnato in molti programmi del dipartimento dell’Homeland Security e del dipartimento della Difesa, in queste aree. Sulla base delle relazioni della Fondazione per la Cultura Strategica russa alla fine dell’anno scorso, gli agenti dell’intelligence georgiani “più favorevoli” al primo ministro Bidzina Ivanashvili hanno collegato i punti tra la fine del presunto attentatore della maratona di Boston, Tamerlan Tsarnaev, la Jamestown Foundation della CIA e l’addestramento di operatori daghestani e ceceni, come Tsarnaev, nei seminari del 2012 co-sponsorizzati dall’Ilia State University di Tbilisi. Anche qui vi è un chiaro collegamento Tbilisi-Boston.
L’intelligence georgiana infatti è ormai diventata una continua fonte di informazioni sulle attività nel Caucaso e zone circostanti di CIA e Mossad, e dei collegamenti con programmi a Boston riguardanti Tbilisi. C’è una ragione, è ovvio che l’accordo con DTRA e Defense Intelligence Agency relativo al Lugar Center, fatto dal presidente pro-USA e filo-israeliano Mikheil Saakashvili, non sia accettabile per il nuovo governo georgiano. Non vi è dubbio che la TV e la stampa filo-governativi siano strumentali nel cambiare la direzione del laboratorio, fornendo una copertura concertata alle accuse su “qualcosa di sinistro che vi  accade” e che “il bene pubblico” o “la salute pubblico” non ne siano mai state le vere mansioni. La Russia a lungo ha sostenuto che, anche quando tale struttura non esisteva ufficialmente, la Georgia diffondeva virus dannosi tra i cittadini della Russia, e questo è il vero motivo tacito per cui la Russia impose l’embargo sui prodotti agricoli georgiani nel 2006. Ora, con il ritorno della democrazia in Georgia, le barriere sono state abbattute e si è avuto rapidamente un miglioramento delle relazioni. Per mostrarsi seria, anche a lungo, come la Russia e altri hanno sempre sostenuto, la Georgia ha deciso tranquillamente di mettere il laboratorio in naftalina, chiedendo che tale struttura sia ricostruita per il suo scopo originale operando come centro di ricerca per la salute pubblica e veterinaria.

Bechtel Nazionale
Il laboratorio di Tbilisi era effettivamente gestito dalla Bechtel Nazionale, un appaltatore della difesa statunitense implicato in una vasta serie di traffici di armi e riciclaggio di denaro. Stipulò un accordo con la Technology Company Management (TMC) georgiana sulla non proliferazione biologica, sotto l’apparente veste di un programma civile. Un generale fu inizialmente incaricato di dirigere tale programma dagli Stati Uniti, nonostante la sua totale mancanza di formazione scientifica o specializzazione nella salute umana o animale. L’ambasciata statunitense in Georgia rispose agli articoli della ricista Georgian Times sul laboratorio, rilasciando una dichiarazione nell’aprile dello scorso anno, che diceva: “Gli Stati Uniti sostengono con forza la libertà di parola e di stampa e da tempo sostengono un ambiente libero e pluralistico nei media, in Georgia e altrove. Tuttavia, la libertà giornalistica comporta responsabilità, ivi compresa la responsabilità di confermare le informazioni prima di segnalarle. I brani dell’intervista a Kviris Palitra, pubblicata oggi sul suo sito web e pagina facebook, contengono una serie di dichiarazioni sulla politica degli Stati Uniti assolutamente prive di fondamento e che, purtroppo, si riflettono sulla veridicità della loro fonte apparente“. Mai l’ambasciata degli Stati Uniti, in realtà, ha presentato una sola prova per confutare le affermazioni fatte sul laboratorio. Le interviste sulla potenziale minaccia rappresentata da tale laboratorio furono trasmesse su quasi tutte le principali reti televisive georgiane, con la notevole eccezione di Rustavi2, portavoce dell’ex-regime di Saakashvili strettamente legato all’intelligence degli Stati Uniti e all’US National Security New Reporting Service.
Se accettiamo che il Richard Lugar Center sia effettivamente funzionante e faccia un buon lavoro, identificando agenti infettivi nocivi per gli animali e la salute, lavorando per combatterli, non c’è nulla di cui preoccuparsi. Ma il centro è stato attivo per circa 10 anni, e in tutto questo tempo non abbiamo mai sentito parlare delle sue ricerche, o che abbiano mai prodotto un qualche risultato positivo. Le uniche cose che sappiamo è che si trattava di un presunto laboratorio di bio-armi che il nuovo governo georgiano ha ritenuto di liquidare dopo che la sua esistenza non poteva più essere apertamente negata.

Cosa succederà dopo?
Ora, per molti non è un brutto momento per finirla con questa bio-infezione. Così tante persone cercano in tante altre direzioni, guidate dai media di qui. Una bella epidemia potrebbe agire da  spinta politica e aiutando lo sforzo bellico della NATO e degli Stati Uniti nel mondo arabo. La loro macchina di PR non funziona molto bene in questo momento, corrosa dalla Flack delle conseguenze non intenzionali delle operazioni militari degli Stati Uniti e dei diversi attacchi sotto falsa bandiera, e quando la persuasione non funziona, l’unica opzione rimasta è usare le brutte maniere. Tutto è possibile per gli statunitensi e i loro partner strategici, anche scatenare attacchi con l’antrace. Se si verificassero, naturalmente si supporrà che uno di quei leader arabi pazzi che hanno intrapreso un programma biologico, abbiano trovato un paio di capsule di Petri dimenticate. Anche se ciò fosse vero, c’è solo un posto da cui potrebbero averle ottenute. Basta guardare chi finanzia i laboratori in cui sappiamo si fanno tali ricerche.

mag-article-largeHenry Kamens, giornalista, esperto di Asia centrale e Caucaso, in esclusiva per la rivista online “New Oriental Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Storia della British Petroleum

Dean Henderson 18 dicembre 2013

bpNel 1872 il barone inglese Julius du Reuter ebbe la concessione esclusiva per 50 anni di estrarre e commercializzare in Persia, dal Trono del Pavone, la monarchia del Paese. Nel 1921 il governo inglese insediò Shah Mohammed Reza Khan con un golpe di palazzo. Con il suo burattino al potere, la compagnia di du Reuter, uno dei tentacoli più importanti dell’impero inglese, si mise a sfruttare le ricche riserve di petrolio dell’Iran. L’Anglo-Persian Oil Company crebbe rapidamente, prima cambiando il suo nome in Anglo-Iranian Oil, e poi divenendo British Petroleum (BP). Durante gli ultimi due decenni del 20.mo secolo, la BP accelerò l’espansione mondiale, assorbendo Britoil e Standard Oil of Ohio negli anni ’80, e poi inghiottendo Amoco e Atlantic Richfield (ARCO) alla fine degli anni ’90. Nel 1991, la Russia traeva 13 miliardi di dollari dalle esportazioni di petrolio. Nel 1992, il fantoccio del FMI Boris Eltsin annunciò che la Russia, leader mondiale del petrolio, con 9,2 miliardi di barili/giorno, sarebbe stata privatizzata. Il sessanta per cento dei giacimenti siberiani della Russia non era mai stato sfruttato. Nel 1993 la Banca Mondiale annunciò un prestito di 610 miliardi di dollari per modernizzare l’industria petrolifera russa, il più grande prestito nella storia della banca. La Banca Mondiale, controllata dall’International Finance Corporation, acquisì le azioni in diverse società petrolifere russe e diede un ulteriore prestito alla Conoco della famiglia Bronfman, per l’acquisto della Siberian Polar Lights Company.
Il mezzo principale del controllo bancario internazionale sul petrolio russo fu la Lukoil, inizialmente con il 20% di BP e Credit Suisse First Boston. Una manciata di oligarchi sionisti russi con passaporto israeliano, noti collettivamente come la mafia russa, possedeva il resto della Lukoil, La collaborazione dei Quattro Cavalieri nel sfruttare petrolio e gas del Paese trascinò quantità impressionanti di capitale. Tra questi Sakhalin I, una joint venture di 15 miliardi di dollari dell’Exxon Mobil, e Sakhalin II, un affare di 10 miliardi di dollari della Royal Dutch/Shell comprendente Mitsubishi, Mitsui e Marathon Oil quali partner. Lo sfruttamento siberiano fu ancora più grande. RD/Shell fu partner al 24,5% di Uganskneftegasin, che controllava un enorme giacimento di gas naturale siberiano. A Prjobskoe, la BP Amoco gestiva un progetto da 53 miliardi di dollari, mentre a Timan Pechora, sul Mar Glaciale Artico, un consorzio composto da Exxon Mobil, Chevron Texaco, BP Amoco e dalla norvegese Norsk Hydro, creò una joint venture da 48 miliardi di dollari. Nel novembre 2001, l’Exxon Mobil annunciò l’intenzione di investire altri 12 miliardi di dollari su un progetto su petrolio e gas nell’Estremo Oriente russo, mentre RD/Shell annunciò altri 8,5 miliardi dollari di investimenti nelle sue concessioni sull’isola Sakhalin. BP Amoco fece proclami simili. Nel 1994 Lukoil estrasse 416 milioni di barili di petrolio diventando così il quarto più grande produttore mondiale dopo RD/Shell, Exxon Mobil e la relativa proprietà BP Amoco. I suoi 15 miliardi di barili di riserve di greggio erano secondi al mondo solo a Royal Dutch/Shell. Lukoil possiede anche il 26% del porto strategico russa sul Mar Nero di Novorrossijsk.
Il Caucaso sovietico, con l’incoraggiamento dell’intelligence occidentale, ben presto venne diviso dalla Russia. La mappa dell’Asia centrale fu ridisegnata con Kazakhstan, Uzbekistan, Tagikistan, Turkmenistan, Kirghizistan, Armenia, Azerbaigian, Ucraina e Georgia che dichiararono la propria indipendenza. La privatizzazione dell’industria petrolifera venne rapidamente annunciata in queste nuove repubbliche dell’Asia centrale, confinanti con i vasti giacimenti di petrolio e di gas del Mar Caspio. Già nel 1991, Chevron ebbe colloqui con il Kazakhstan. Le repubbliche dell’Asia centrale subito divennero i maggiori beneficiari degli aiuti dell’USAID, così come dei prestiti di Exim Bank, OPIC e CCC. Azerbaigian, Turkmenistan e Kazakhstan furono particolarmente favoriti, dato che questi Paesi, insieme a Iran e Russia, si affacciano sul Mar Caspio. L’Istituto del libero scambio e le Camere di commercio degli Stati Uniti invitarono funzionari kazaki a studiare le arti più sottili del capitalismo globale. I Quattro Cavalieri si mossero in fretta, con Chevron Texaco che rivendicava il premio più grande, i 20 miliardi di dollari del giacimento Tenghiz, insieme a quello di Korolev. L’Exxon Mobil firmò un accordo per sviluppare una concessione offshore sul Mar Caspio. Tengizchevroil ottenne il 45% da Chevron Texaco e il 25% da Exxon Mobil. Bush il minore, e l’agente dell’NSA e poi segretaria di Stato Condaleeza Rice, esperta di Asia centrale, sedettero nel CdA di Chevron, accanto all’ex-segretario di Stato di Reagan e insider della Bechtel George Schultz, nel 1989-92. Condie più tardi diede il suo nome a una petroliera della Chevron.
Oltre il Mar Caspio, l’Azerbaigian ricevette centinaia di milioni di dollari in aiuti statunitensi. BP Amoco guidò un consorzio di sette giganti del petrolio che riversarono 8 miliardi di dollari per sviluppare tre concessioni al largo della costa della capitale azera Baku, l’ex campo base di Big Oil nella regione prima che i bolscevichi vincessero nel 1917. BP Amoco e Pennzoil (oggi della Royal Dutch/Shell) presero il controllo della compagnia petrolifera dell’Azerbaigian, il cui consiglio di amministrazione comprendeva l’ex-segretario di Stato di Bush Sr., James Baker. Nel 1991 il super-spettro dell’Air America Richard Secord si presentò a Baku sotto la copertura della MEGA Oil. Secord & Co. fornivano addestramento militare ed armi israeliane, passavano “pacchetti marroni pieni di contanti” e spedirono oltre 2000 mercenari islamisti dall’Afghanistan con l’aiuto del sostenitore dei taliban Gulbuddin Hekmatyar. L’eroina afgana inondò Baku. L’economista russo Aleksandr Daskevich disse che i 184 laboratori di eroina scoperti dalla polizia a Mosca, nel 1991, “erano gestiti da azeri, che utilizzavano il ricavato per acquistare armi per la guerra dell’Azerbaijan contro l’Armenia per il Nagorno-Karabakh“. Una fonte dell’intelligence turca afferma che Exxon Mobil era dietro il colpo di Stato del 1993 contro il presidente eletto Abulfaz Elchibey. Gli islamisti di Secord vi parteciparono, mentre Usama bin Ladin istituì una ONG a Baku, quale base per attaccare i russi in Cecenia e Daghestan. Venne nominato il più flessibile presidente azero Heidar Aliev che nel 1996, per volere del presidente dell’Amoco, fu invitato alla Casa Bianca ad incontrare il presidente Clinton, il cui agente dell’NSA Sandy Berger deteneva 90.000 dollari di titoli dell’Amoco (ora BP).
Nel 2003 il dipartimento della Difesa propose un corso per l’addestramento militare da 3,8 milioni dollari all’Azerbaigian, nell’ambito della guerra al terrore. Più tardi, ammise che servivano a proteggere l’accesso al petrolio degli Stati Uniti. Come ha indicato l’autore Michael Klare, “Lentamente ma inesorabilmente, l’esercito statunitense si converte nel servizio globale di protezione del petrolio“. Con i Quattro Cavalieri saldamente aggrappati ai giacimenti del Mar Caspio, nacque il Caspian Pipeline Consortium. La Chevron Texaco si prese una quota del 15% e gli altri tre Cavalieri e la Lukoil, controllata da BP, si spartirono il resto. Il gasdotto del Caspio fu costruito da Bechtel in partnership con GE e Willbros Group. Il gasdotto iniziò a trasferire petrolio e gas dal novembre del 2001, appena due mesi dopo l’11 settembre. L’amministrazione Bush poi ancora più tranquillamente, programmò una serie di ulteriori pipeline dal Mar Caspio per completare la linea Tenghiz-Mar Nero. L’oleodotto Baku-Tblisi-Ceyhan fu costruito da un consorzio dei Quattro Cavalieri guidato da BP Amoco. Lo studio legale che rappresentava il consorzio BP era della famiglia di James Baker, la Baker Botts. Il gasdotto BP Amoco attraversa la Georgia, passando per la sua capitale Tblisi. Nel febbraio 2002, gli Stati Uniti inviarono 200 consiglieri militari ed elicotteri d’attacco in Georgia, per “consolidare il nostro terrorismo“. Piuttosto ironico dato che nel settembre 2002 il ministro degli Esteri russo Igor Ivanov accusò la Georgia, fedele alleato degli Stati Uniti, di ospitare ribelli ceceni. Nell’ottobre del 2003 il presidente georgiano Eduard Schevardnadze fu costretto a dimettersi con una rivoluzione incruenta. Secondo un articolo dell’11 dicembre 2003 sul sito del Partito Socialista Mondiale (WSWS), la CIA appoggiò i golpisti. Nel settembre del 2004 centinaia di bambini di una scuola russa furono uccisi quando i separatisti ceceni occuparono il loro edificio. Il presidente russo Vladimir Putin disse dell’incidente, “Certi ambienti politici occidentali vogliono indebolire la Russia, proprio come i romani volevano indebolire Cartagine“, accusando “servizi segreti stranieri” di complicità negli attentati. Il suo consigliere Aslanbek Aslakhanov andò oltre, affermando sul notiziario russo di Canale 2, “Questi uomini avevano colloqui non con la Russia, ma con altri Paesi. Erano al guinzaglio. I nostri sedicenti amici hanno lavorato per decenni per smembrare la Russia… (sono i burattinai) e finanziano il terrorismo.” KM News Russia titolò “Il sequestro del scuola è stato pianificato a Washington e Londra“.
La Lukoil, controllata da BP, incarna la corruzione dilagante in Russia dal crollo sovietico. La corruzione è una caratteristica normale delle offerte di Lukoil. La società diede un jet di lusso al sindaco di Mosca, al capo della Gazprom (monopolio del gas statale) e al presidente del Kazakhstan Nazarbaev. Secondo Kurt Wulff dell’impresa di investimento petrolifero McDep Associates, i Quattro Cavalieri si scatenarono nei loro nuovi pascoli dell’Estremo Oriente, osservando un aumento delle attività nel 1988-94 così: Exxon Mobil 54%, Chevron Texaco 74%, Royal Dutch/Shell 52% e BP Amoco 54%. I Quattro cavalieri raddoppiarono il loro patrimonio collettivo in sei anni, mentre la Russia cadde in due decenni di povertà.

84-bpNel 1928 Sir John Cadman della BP tenne una piccola riunione nel suo castello di Achnacarry in Scozia. Erano presenti Sir Henry Deterding della Royal Dutch/Shell, un accanito sostenitore di Adolf Hitler, Walter Teagle della Exxon, che in seguito inviò sostanze chimiche ai nazisti, e William Mellon della Gulf Oil, ora parte dell’abominio ChevronTexaco. L’accordo di Achnacarry divise le riserve mondiali di petrolio tra i Quattro Cavalieri. BP e Shell, la fazione Rothschild dei Cavalieri, si presero l’Iraqi Petroleum Company e il Consorzio iraniano, mentre Exxon, Mobil, Chevron, Texaco e Gulf Oil, l’ala Rockefeller dei Cavalieri, si presero la Saudi Aramco. Nel 1949 BP e RD/Shell controllavano il 52% del petrolio del Medio Oriente, mentre i Cavalieri statunitensi ne controllavano il 42%. Nel 1931-1933 questo cartello tagliò spietatamente il prezzo del greggio East Texas da 98 centesimi a barile a 10, rovinando molti produttori indipendenti del Texas. Coloro che sopravvissero furono messi sottoposti a un rigoroso regime di quote di produzione, esistente ancora oggi. Nel frattempo, il Cartello trasferì le sue operazioni nei pascoli dal lavoro a buon mercato del Medio Oriente, licenziando migliaia di lavoratori del petrolio degli Stati Uniti in Texas e Louisiana. I contribuenti statunitensi finanziarono le guerre in Medio Oriente a beneficio di questi baroni del petrolio, da allora. Se si vuole incolpare qualcuno della nostra dipendenza dal petrolio straniero, la colpa è della BP e dei suoi amici del Cartello.
La BP Amoco acquistò poi l’Arco nel 1999, divenendo proprietaria del 72% dell’Alaskan Pipeline. Alla fine del 1998, una serie di email della BP rivelò i piani a “breve termine sul mercato della West Coast“, per deviare il petrolio dagli Stati Uniti in Asia. L’azienda voleva creare “un’insurrezione sulla West Coast” e ricattare i consumatori degli Stati Uniti. Alla fine del giugno 2006, BP fu accusata di cercare di accaparrarsi il mercato del propano statunitense. La BP è anche uno dei produttori di bauxite più grandi al mondo, con grandi miniere in Giamaica. La BP s’interseca con i CdA delle compagnie finanziarie inglesi più vecchie, quali Hudson Bay, Kleinwort Benson, Jardine Matheson, HSBC e P&O Nedlloyd Shipping, l’operatore portuale più grande del mondo. Deutsche Bank, controllata dalla famiglia Warburg, JP Morgan Chase e Wells Fargo ne sono i maggiori azionisti, insieme ai Rothschild e ai reali europei. La British Petroleum, precedentemente nota prima come Anglo-Persian Oil e poi Anglo-Iranian Oil, ideò l’operazione Ajax nel 1953, impiegando agenti della CIA, del Mossad israeliano e dell’M16 inglese per rovesciare il governo iraniano democraticamente eletto di Muhammad Mossadegh. Tale evento è alla base dell’attuale tensione USA/Iran. In Colombia, la BP è implicata nel finanziamento degli squadroni della morte di destra, che terrorizzano quella nazione. Alla fine degli anni ’90, la BP ebbe la quota di maggioranza della compagnia petrolifera russa Lukoil, già nazionalizzata. Le attività di BP quadruplicarono, mentre la Russia veniva derubata delle sue risorse petrolifere e subiva una grave crisi finanziaria. E fu la BP che scaricò ai contribuenti degli Stati Uniti le sue passività, ripulendosi dei titoli tossici attraverso la sua controllata Arco di Milltown, MT, quando quel settore gravemente inquinato divenne un Superfondo.
La BP è una delle quattro compagnie petrolifere giganti che controllano l’industria petrolifera mondiale dal grande pennacchio di gas fiammeggiante. Nel mio libro, Big Oil e i suoi Banchieri nel Golfo Persico… li chiamo I Quattro cavalieri: BP Amoco, ExxonMobil, Chevron Texaco e Royal Dutch/Shell. Dopo decenni di fusione-mania, i Quattro Cavalieri, di proprietà in gran parte delle famiglie Rockefeller e Rothschild e della nobiltà europea, non solo hanno integrato verticalmente l’industria petrolifera, ma hanno anche integrato orizzontalmente l’intero settore energetico, dato che sono anche i più grandi proprietari di carbone, metano e gas naturale del pianeta. La BP ha il più grande impianto offshore di tutto il mondo. Riguardo la politica energetica degli Stati Uniti, è il momento di spezzare Big Oil e lanciare una società energetica statunitense nell’ambito del dipartimento dell’Energia, incentrata sulla produzione di energia alternativa. Se il fiasco del 2010 della BP, nel Golfo del Messico, non è una sveglia, si prendano in considerazione i pensieri economici di Daniel Webster, “Il governo più libero non può reggere a lungo se la tendenza della legge è accumulare rapidamente proprietà nelle mani di pochi, e rendere le masse povere e dipendenti“.

Oil RefineryDean Henderson è autore di quattro libri: Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries, Das Kartell der Federal Reserve e Stickin’ it to the Matrix. È possibile iscriversi gratuitamente al suo settimanale Left Hook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Sconfitta dai taliban, Washington decide di aggredire Russia e Cina

Dr. Paul Craig Roberts, Global Research, 4 dicembre 2013

1450709I diversi giorni di proteste organizzate in Ucraina sono notevoli per la relativa mancanza di violenza della polizia. A differenza di Stati Uniti, Canada, Thailandia, Grecia e Spagna, i manifestanti pacifici non sono stati picchiati, e colpiti dai gas lacrimogeni, cannoni ad acqua e taser dalla polizia ucraina. A differenza di Egitto, Palestina e Bahrein, i manifestanti ucraini non sono colpiti da proiettili veri. La moderazione del governo e della polizia ucraini di fronte alle provocazioni è  notevole. A quanto pare, la polizia ucraina non è stata militarizzata dall’US Homeland Security. Quali sono le proteste ucraine? In superficie, le proteste non hanno senso. Il governo ucraino ha preso la decisione giusta di rimanere fuori dall’UE. Gli interessi economici dell’Ucraina sono con la Russia, non con l’UE. Ciò è del tutto evidente. L’UE vuole che l’Ucraina aderisca in modo che possa essere saccheggiata come Lettonia, Grecia, Spagna, Italia, Irlanda e Portogallo. La situazione è così grave in Grecia, per esempio, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità riporta che alcuni greci si sono infettati con l’HIV per ricevere l’assegno mensile di 700 euro. Gli Stati Uniti vogliono che l’Ucraina aderisca in modo che possa diventare un luogo per altre basi missilistiche di Washington contro la Russia.
Perché gli ucraini vorrebbero essere saccheggiati? Perché gli ucraini vorrebbero diventare il bersaglio dei missili Iskander della Russia, divenendo una base dell’aggressione di Washington alla Russia? Perché gli ucraini dopo aver ottenuto la sovranità dalla Russia dovrebbero perderla con l’UE? Ovviamente, l’intelligente e consapevole popolazione ucraina non avrebbe accettato questo prezzo per l’adesione all’UE. Quindi, perché le proteste?
Parte della risposta è l’odio verso la Russia dei nazionalisti ucraini. Con il crollo dell’Unione Sovietica, l’Ucraina divenne un Paese indipendente dalla Russia. Quando gli imperi si dissolvono altri interessi possono impadronirsi del potere. Le varie secessioni produssero una collezione di staterelli come Georgia, Azerbaigian, repubbliche ex-sovietiche dell’Asia centrale, Ucraina, Paesi Baltici e i pezzi in cui andarono la Cecoslovacchia e la Jugoslavia spezzate dal “nazionalismo”. I governi di questi Stati deboli erano facili acquisti per Washington, essendo impotenti e quindi più sensibili verso Washington che verso i loro popoli. Gran parte dell’ex impero sovietico è ora parte dell’impero di Washington. La Georgia, terra natale di Stalin, ora manda i suoi figli a morire per Washington in Afghanistan, proprio come ha fatto la Georgia per l’Unione Sovietica. Questi ex-elementi costitutivi dell’impero russo/sovietico sono stati incorporati nell’impero di Washington. I nazionalisti ingenui, veramente tali, in queste colonie statunitensi potrebbero pensare di essere liberi, ma semplicemente hanno cambiato un padrone con un altro. Sono ciechi nel loro servilismo, perché ricordano la loro sottomissione alla Russia/Unione Sovietica e non hanno ancora realizzato il loro servilismo verso Washington, che vedono come il liberatore con libretto degli assegni. Quando questi nuovi, deboli e impotenti Paesi, senza protezione, si renderanno conto che il loro destino non è nelle loro mani, ma in quelle di Washington, sarà troppo tardi.
Con il crollo dell’Unione Sovietica, Washington sostituì rapidamente la Russia. I nuovi Paesi erano  devastati, come la Russia al tempo e quindi impotenti. Washington utilizzò le sue ONG e le sue marionette dell’UE per creare movimenti pro-Unione europea, anti-russi e filo-americani negli ex-elementi costitutivi della Russia sovietica. I popoli creduloni erano così felici di essere sfuggiti al pollice sovietico che non si resero conto che ormai avevano nuovi padroni. E’ una facile scommessa che le proteste ucraine siano organizzate dalla CIA che utilizza ONG finanziate Washington e dell’Unione europea manipolando l’odio dei nazionalisti ucraini per la Russia. Le proteste sono dirette contro la Russia. Se l’Ucraina potrà essere riallineata e intrappolata nell’impero di Washington, la Russia sarà ulteriormente emarginata come potenza mondiale. A tal fine la NATO ha condotto le esercitazioni Steadfast Jazz 2013 contro la Russia, il mese scorso. Finlandia, Ucraina, Georgia e la neutrale Svezia si sono offerte di partecipare alle prossime esercitazioni della NATO presso i confini della Russia, nonostante il fatto che non siano membri della NATO.
L’emarginazione della Russia come Stato potente è fondamentale nell’agenda di Washington per l’egemonia mondiale. Se la Russia può essere resa impotente, l’unica preoccupazione di Washington sarà la Cina. Il “Pivot in Asia” del regime di Obama annuncia il piano di Washington per circondare la Cina con basi navali e aeree e frapporre Washington in ogni disputa della Cina con i vicini asiatici. La Cina ha risposto alla provocazione di Washington espandendo il suo spazio aereo, un’azione che Washington definisce destabilizzante quando in realtà è Washington che destabilizza la regione. La Cina difficilmente sarà intimidita, ma potrebbe minare se stessa se la riforma economica apre l’economia cinese alla manipolazione occidentale. Una volta che la Cina libera la moneta e abbraccia il “libero mercato”, Washington può manipolare la valuta cinese e trascinarla nella volatilità scoraggiandone l’uso al posto del dollaro. La Cina è svantaggiata dal fatto di avere tanti laureati provenienti da università statunitensi, dove sono stati indottrinati alla visione del mondo di Washington. Quando questi laureati programmati torneranno in Cina, alcuni tenderanno a diventare una quinta colonna la cui influenza si alleerà con Washington nella guerra alla Cina.
Allora, dove ci porta tutto questo? Washington prevarrà fino a quando non collasserà il dollaro. Molti meccanismi di sostegno del dollaro vengono attuati. I lingotti della Federal Reserve e banche dipendenti hanno fatto scendere il prezzo di oro e argento vendendoli nel mercato dei futures di carta, consentendo ai lingotti di fluire verso l’Asia a prezzi stracciati, ma abbassando la pressione sul prezzo dell’oro, aumentando il valore di scambio del dollaro USA. Washington ha prevalso sul Giappone e, a quanto pare, sulla Banca centrale europea, stampando dollari al fine di impedire l’ascesa di yen ed euro. I partenariati trans-Pacifico e trans-Atlantico sono volti a mantenere i Paesi nel sistema dei pagamenti in dollari, sostenendo in tal modo il valore del dollaro sui mercati valutari. Ai membri dell’Europa orientale dell’UE che hanno ancora proprie valute è stato detto che devono stamparle al fine di evitare di aumentarne il valore rispetto al dollaro USA, che ne limiterebbe le esportazioni. Il mondo finanziario è sotto il controllo di Washington. E Washington stampa denaro a vantaggio di 4 o 5 mega-banche. Cose che si dovrebbero dire ai manifestanti in Ucraina, e che tutti hanno bisogno di sapere.

Copyright © 2013 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Toccare il fondo con le armi chimiche usate dai ribelli in Siria

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 11.09.2013

1175328Non vi è dubbio che i ribelli siriani, tra cui gli affiliati ad al-Qaida di Jabhat al-Nusra, siano in possesso di armi chimiche in Siria e che le abbiano usate contro i civili e le forze governative siriane. Per l’intelligence degli Stati Uniti, l’uso da parte delle forze siriane di armi chimiche è, secondo la CBS News, stata valutata con “scarsa e moderata” fiducia, difficilmente abbastanza credibile per indurre gli USA ad attaccare la Siria. Il governo russo ha fornito un rapporto di 100 pagine alle Nazioni Unite, che dimostra che i ribelli siriani hanno condotto un attacco chimico contro Khan al-Assal, nel nord della Siria, il 19 marzo. Esperti russi hanno concluso che il razzo usato dai ribelli non era un armamento standard preso dagli arsenali siriani e che, quindi, non era opera dei militari siriani. Il razzo è stato definito ‘artigianale’ dagli specialisti russi e le sostanze chimiche presenti in campioni del terreno, sarin e fluorofosfatato diisopropilico, non sarebbero state fabbricate in un ‘ambiente industriale’ standard. Il capo del team delle Nazioni Unite che indaga sulle armi chimiche usate nella guerra civile siriana, la svizzera Carla del Ponte, aveva detto a maggio che vi erano prove che i ribelli siriani avevano usato il gas nervino sarin.

Da dove proverrebbero questi prodotti chimici?
Una probabile fonte è il Threat Reduction Agency Defense (DTRA), Centro per la ricerca sulla salute pubblica finanziato da Richard G. Lugar, presso Tbilisi, Georgia, nel comune di Alekseeva. Si tratta di una struttura che opera come centro di ricerca civile per la guerra biologica, ma che ha anche magazzini con armi chimiche acquistate dai depositi scoperti in alcune repubbliche dell’ex Unione Sovietica. La DTRA è responsabile del controllo della distruzione delle armi di distruzione di massa (WMD) in tutto il mondo. Tuttavia, la struttura di Tbilisi, conosciuta anche come Central Public Health Reference Library, è anche strettamente legata alla Defence Intelligence Agency statunitense (DIA) e all’U.S. Army Medical Research Institute for Infectious Diseases (USAMRIID) di Fort Detrick, nel Maryland. I linguisti russi dell’intelligence statunitense che lavorano per la DIA vengono assegnati alla struttura in Georgia. Fonti dell’intelligence mediorientale riferiscono che la Lugar Center è la probabile origine degli ordigni ‘artigianali’ e delle sostanze chimiche ‘non standard’, aggiungendo che sono stati trasportati in Siria dai guerriglieri ceceni che lavorano per la CIA. Ordigni e sostanze del Center Lugar sono stati utilizzati dai ribelli anche contro i civili a Ghuta,  sobborgo di Damasco, il 21 agosto.
A maggio, la sicurezza turca arrestò dei guerriglieri aderenti ad al-Nusra, vicino al confine turco-siriano, con un contenitore di gas nervino sarin. Tuttavia, avrebbe scarsa veridicità il video postato su YouTube che mostrerebbe ribelli siriani sparare proiettili chimici dalla punta blu, in Siria. Il video afferma che l’arma chimica è stata: “Schierata da una struttura di ricerca controllata dal governo degli Stati Uniti, il Jack Kemp Research Facility, dal nome di un senatore statunitense. Le armi sono molto simili a quelle che furono costruite da Saddam Hussein”. La narrazione implica che l’arma provenisse dalle scorte trasferite in Georgia dall’Iraq. Tuttavia, l’impianto in Georgia prende il nome da Richard Lugar, ex senatore repubblicano dell’Indiana. Jack Kemp era un repubblicano del Congresso degli Stati Uniti di New York. Quando fu inaugurato nel marzo 2011, alla dedica ufficiale parteciparono Andrew Weber, assistente del segretario alla Difesa per i programmi di difesa nucleare, biologica e chimica, e l’ambasciatore degli Stati Uniti a Tbilisi John Bass. Non estraneo alle operazioni segrete, Bass è stato consulente speciale del vicepresidente Dick Cheney, nel 2004-2005. Tali disinformazione e ‘operazioni d’informazione’ sono ormai un segno distintivo della guerra moderna. Molte battaglie hanno luogo nel cyberspazio come sul campo di battaglia.
Stranamente, il costo iniziale dell’impianto è stato di 15 milioni di dollari. Tuttavia, il costo complessivo schizzò a 100 milioni di dollari, senza una spiegazione ragionevole. Il responsabile della struttura è un ex capo dei servizi segreti esteri della Georgia, che ha stretti legami con la CIA e il Mossad. Le richieste di visite al sito di funzionari dei governi di Iran, Azerbaijan, Russia e Armenia furono tutte respinte dalla Georgia. Ma elementi dell’intelligence georgiani favorevoli al più russofilo Primo ministro Bidzina Ivanashvili, hanno rivelato i legami tra il presunto attentatore della maratona di Boston, Tamerlan Tsarnaev, la Jamestown Foundation vicina alla CIA e l’addestramento di agenti ceceni e daghestani, nonché di Tsarnaev, nei seminari nel 2012 co-sponsorizzati dalla Ilia State University di Tbilisi. L’intelligence georgiana ha fornito informazioni sulle attività della CIA e del Mossad nel Caucaso e nelle aree circostanti. L’accordo con DTRA e DIA sul Lugar Center coinvolgeva il precedente governo, fedele agli USA e il presidente filo-israeliano Mikheil Saakashvili. Ivanashvili ha migliorato le relazioni, con grande dispiacere dell’amministrazione Obama, con la Russia. La Russia anche offerto assistenza nell’evacuare cittadini georgiani dalla Siria. Un modo per mostrare l’apprezzamento della Russia verso gli agenti dell’intelligence pro-Ivanashvili, per aver rivelato ai media l’origine delle armi chimiche dei ribelli siriani. Ciò danneggia Saakashvili mentre si rafforza la posizione della Russia secondo cui le armi chimiche in Siria vengono utilizzate dalle forze ribelli, e non dall’esercito siriano. Saakashvili e i suoi alleati neoconservatori hanno recentemente criticato Ivanashvili per aver suggerito che la Georgia possa aderire all’Unione Eurasiatica, un progetto avviato dal presidente russo Vladimir Putin.
La proposizione di Ivanashvili è stata accolta con derisione dagli statunitensi e dai loro compari in Europa e nel Medio Oriente. Tuttavia, un video di incerta provenienza, sostiene che le armi chimiche provengano dal ‘Jack Kemp Research Facility’, dal nome di un senatore degli Stati Uniti.  Tali gravi errori sono sempre il segno di una campagna di disinformazione. Vi sono prove nette che i ribelli siriani abbiano utilizzato armi chimiche in Siria per spingere gli Stati Uniti ad attaccare la Siria, anche sulla base di un’informazione che riceve ‘scarsa e moderata’ fiducia presso la comunità d’intelligence degli Stati Uniti. Un articolo di due giornalisti mediorientali, Yahya Ababneh, libero professionista giordano e Dale Gavlak, corrispondente dell’Associated Press, incolpano i ribelli degli attacchi chimici, basandosi sulle ammissioni degli stessi ribelli, che sostengono, inoltre, che il principe Bandar bin Sultan, capo dell’intelligence saudita, ha organizzato l’invio di gas nervino sarin ai ribelli. Bandar non ha mai esitato a usare terrorismo false flag per raggiungere i propri obiettivi, oltre a quelli di Stati Uniti e Israele. Quando era ambasciatore negli Stati Uniti, le impronte digitali di Bandar furono trovate nel finanziamento, soprattutto attraverso la Riggs Bank di Washington legata alla famiglia Bush, dei dirottatori ‘capri espiatori’ accusati dell’esecuzione degli attacchi terroristici al World Trade Center e al Pentagono dell’11 settembre 2001. Da un rapporto della commissione sull’intelligence del Senato, sull’11 settembre, 25 pagine furono cassate dall’amministrazione Bush, perché collegavano direttamente Bandar agli attentati dell’11 settembre. Recentemente, Bandar era a Mosca, dove s’era offerto di ‘ritirare’ le proprie unità di al-Qaida, per non attaccare le Olimpiadi invernali di Sochi, se la Russia avesse semplicemente abbandonato il suo sostegno al governo di Bashar al-Assad di Damasco. Non vi è dubbio che Bandar sia coinvolto nell’attuazione di una serie di attacchi terroristici sotto falsa bandiera in Siria, per incolparne il governo siriano, prescindendo se dei bambini siano stati uccisi nell’attacco. Numerosi bambini di tutte le età furono uccisi negli attacchi dell’11 settembre. Un ex-senatore degli Stati Uniti, che conosce ciò che è scritto nelle 25 pagine mancanti sull’Arabia Saudita, Bandar e l’11 settembre, ha paura di parlarne apertamente, perché teme che la sua sicurezza sia ‘colpita’ da una squadra saudita e/o sponsorizzata dalla CIA.

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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