La CIA: photoshoppare la crisi in una guerra

Wayne Madsen Strategic Culture Foundaton 24/04/2014_74361102Una grande operazione cospirativa della Central Intelligence Agency si svolge in Ucraina orientale, dove, nell’era di Photoshop e della vendita di toppe militari per corrispondenza, le foto degli stessi barbuti commando delle “forze speciali” russe a Slavjansk e Kramatorsk, in Ucraina quest’anno, e in Georgia nel 2008, vengono sfruttate con successo dai media corporativi e dall’ambasciatore ucraino presso la sede dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) a Vienna. L’operazione segreta segue la visita del direttore della CIA John Brennan a Kiev, dove ha fornito consulenza sull’intelligence per la giunta illegale che ora governa il Paese…
L’idea che un soldato in servizio attivo delle Forze Speciali russe abbia la barba lunga è risibile. Nessuno nei media aziendali occidentale ha detto che la barba lunga per gli effettivi dei commando delle forze speciali sia un rigoroso tabù, perché i capelli lunghi possono essere dannosi nei combattimenti corpo a corpo. Capelli e barbe lunghi non sono ammessi nelle forze speciali, a meno che non sia necessario come travestimento per missioni speciali, come le barbe coltivate dalle forze speciali statunitensi entrate in Afghanistan dopo gli attacchi dell’11/9, per fare causa comune con le varie forze della guerriglia anti-taliban. Alle Forze Speciali statunitensi fu permesso di portare la barba e far crescere i capelli perché apparendo nelle aree tribali senza capelli, sarebbero risaltati quali stranieri. In generale, tuttavia, le potenziali vulnerabilità sono insite nei capelli lunghi che possono essere tirati da un avversario, anche la barba; ed è per questo che Navy SEALS, Berretti Verdi e Gruppo ALFA russo hanno norme rigorose sui capelli lunghi per il personale militare attivo, tranne in circostanze insolite come l’Afghanistan. Nel 2010, alle unità delle forze speciali negli Stati Uniti in Afghanistan fu ordinato di radersi e conformarsi ai regolamenti militari.
Il misterioso commando russo in Ucraina e in Georgia è un’altra ridicola “operazione cospirativa”  ovviamente ideata dal governo ucraino appoggiato dalla CIA per raccogliere il sostegno dell’OSCE a Vienna. Se l’esercito russo avesse schierato Forze Speciali capellute e barbute in Ucraina e Georgia, certamente non avrebbero indossato toppe militari russe. Le forze speciali statunitensi barbute dispiegate in Afghanistan, indossavano abiti locali e andavano a cavalli al fine di confondersi. I cosiddetti commando russi barbuti sono probabilmente foto photoshoppate, è certo non tentavano di confondersi con la popolazione locale. Le foto sono state riprese anche dall’OSCE e dai media, mostrando sempre lo stesso preteso commando russo mascherato in Crimea e Slavjansk. Riguardo la toppa degli Spetsnaz russi, con l’emblema pipistrello indossato dal commando ‘barbuto’ interessato, può facilmente essere acquistata su E-Bay per 4,99 dollari. Altre toppe delle forze speciali russe possono essere acquistate sempre su E-Bay, tra cui il Berretto Magenta dei “Lupi Mananri”, le toppe dell’unità “Tifone”, dei paracadutisti, dell’unità “Mangusta” per la guerra speciale, dell’unità da guerra elettronica, dell’unità per la guerra in montagna del Caucaso, dell’unità “Scorpione”, del gruppo ALFA e dell’unità speciale della polizia OMON. E’ solo un altra cospirazione targata CIA, perché questo è ciò che la CIA definisce operazioni avversarie  nel suo manuale del 1985 sulla destabilizzazione: un manuale tratto fuori dalla naftalina dalla CIA e utilizzato appieno nell’Ucraina di oggi.
Il manuale della CIA del gennaio 1985, “Indicazioni sull’instabilità politica in Paesi chiave”, fornisce gli indicatori su come l’opposizione “pianifica cospirazioni” per rovesciare i regimi presi di mira. Il manuale fu redatto dalla direzione d’intelligence della CIA. Quando fu pubblicato, William Casey, maestro delle cospirazioni criminali come l’affare Iran-contra e l’operazione delle contromisure del 1980 “October Surprise”, era direttore della CIA. E’ ovvio che la CIA utilizzi le operazioni da cospirazione in Ucraina per far prolungare il potere a Kiev delle fazioni golpiste. Tra le operazioni d’instabilità citate nel manuale della CIA vi sono “manifestazioni e disordini”. La CIA ha posto e continua a porre grande importanza alle manifestazioni, e s’è visto nella grande quantità di denaro che gli Stati Uniti hanno speso per fomentare la dimostrazione Euromaidan a Kiev. Secondo il manuale della CIA, le manifestazioni hanno un’efficiente influenza destabilizzante quando aumentano di dimensione ed intensità, si diffondono in altre città, persistono per sempre più giorni e quando la repressione governativa delle manifestazioni s’intensifica. Il manuale della CIA pone l’accento sui media che diventano sempre più favorevoli o critici verso i manifestanti. A Kiev e Ucraina occidentale, i media furono usati per sostenere le manifestazioni contro il governo di Viktor Janukovich. Tuttavia, nella parte orientale e meridionale dell’Ucraina, i media occidentali sono stati invitati a criticare le manifestazioni dei filo-russi. La CIA dedica più o meno tempo ai media che seguono le manifestazioni critiche destabilizzanti un governo. L’attenzione dei media su Euromaidan fu eccessiva, perché la CIA riteneva che favorisse le forze anti-Janukovich. Nella parte orientale e occidentale dell’Ucraina, tuttavia, vi è scarsa attenzione alle manifestazioni pro-russe dai parte dei media occidentali. La CIA ritiene importante anche evidenziare i casi in cui elementi delle forze di sicurezza si alleano ai manifestanti. Tuttavia, si avvera anche l’inverso. Quando elementi dei servizi militari e di sicurezza ucraini hanno iniziato ad allearsi ai federalisti filo-russi in Ucraina orientale, i media ammutolirono o le rigettarono come “teorie del complotto”. E’ importante ricordare che il manuale CIA si affida solo alle operazioni cospirative su cui mantiene un controllo totale. Quando la CIA cerca di mantenere l’unità nazionale, il manuale della CIA afferma che è importante, per il governo centrale, garantirsi che l’autorità centrale al di fuori della capitale non sia erosa. Un modo per evitare questo rischio è attuare le direttive per le autorità locali, come “prestare servizi e la raccolta delle imposte”. D’altra parte, quando la CIA cerca di spezzare un Paese, promuove l’opposizione al governo centrale cambiando lo “status” politico o sociale dei gruppi che promuovono l’intolleranza religiosa o sopprimono una lingua o cultura delle minoranze. Ironia della sorte, il governo appoggiato dalla CIA a Kiev fa esattamente ciò che la CIA ritiene necessario per spezzare la nazione reprimendo lingua e altri diritti della minoranza russofona nella parte orientale e meridionale dell’Ucraina. Il manuale della CIA sottolinea che è importante mobilitare figure religiose contro il governo preso di mira e coinvolgere “preti, suore o altri chierici” in attività antigovernative. Contrapporre i dirigenti della Chiesa ortodossa ucraina ai loro omologhi russi ortodossi fa parte del piano della CIA in Ucraina.
Un fattore chiave nella destabilizzazione delle nazioni prese di mira è l’uso dichiarato della CIA delle “misure di austerità imposte dal FMI”. L’utilizzo del Fondo monetario internazionale per fare pressione sul governo Janukovich era un elemento importante per rovesciarne il governo mentre l’inflazione su cibo, energia e altro contribuiva a portare la classe media ucraina a sostenere i golpisti. Il FMI, un’organizzazione corrotta, iniziò chiedendo al governo Janukovich di frenare la corruzione pubblica endemica. Fu uno dei punti di pressione utilizzati dai golpisti per indebolire il sostegno al governo democraticamente eletto. Il manuale della CIA sottolinea inoltre l’importanza della distruzione dei simboli del regime peso di mira e la loro sostituzione con “simboli del nazionalismo popolare”. La distruzione delle statue in onore degli eroi di guerra russi e sovietici da parte dei nazionalisti ucraini che cercavano di sostituirle con le statue di capi nazisti ucraini come Stepan Bandera, è parte integrante del manuale della CIA del 1985 su come destabilizzare governi e Stati nazionali. Danneggiare la credibilità di un leader di governo presso il pubblico rientra nei piani della CIA. Il manuale del 1985 cita la diffusione di storie sul comportamento “irregolare” di un leader preso di mira quale metodo chiave nel minarne il controllo. Gli esempi citati sono: “trascurare i suoi doveri (che i golpisti ucraini hanno usato come pretesto per spodestare Janukovich), essere influenzati da persone esterne al governo (coniuge, astrologo o chiromante, amante, soci d’affari, ecc), bere, drogarsi, ecc.”) Il manuale della CIA afferma inoltre che è cruciale  che i capi dell’opposizione siano ritratti come “moderati” e “in grado di controllare i pazzi”. Ciò viene usato dalla CIA per supportare i neo-fascisti del partito Svoboda di Oleg Tjagnibok e i neo-nazisti del partito Fazione Destra. Un altro fattore che la CIA utilizza per minare un leader suo obiettivo è organizzare i media in modo che critichino apertamente il leader attraverso battute e altre forme di satira.
Nell’epoca di Photoshop e degli ordini on-line di toppe militari, la CIA crede che i suoi sporchi trucchi in Ucraina passino inosservati. Tuttavia, il trucco è che la CIA spaccia vecchi metodi come  nuovi.

ciaLa ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le ONG statunitensi in Ucraina: strumenti della politica estera di Washington

Nikolaj Bobkin Strategic Culture Foundation 23/04/2014
10256449Il vicepresidente John Biden è venuto a Kiev per vedere con i propri occhi l’evolversi degli eventi nel Paese. Qui è importante affermare il fatto che l’Ucraina serve a irritare Mosca, che può divenire sua nemica ed è l’unica cosa che Washington vuole dall’Ucraina. La situazione nel Paese è peggiorata al punto da portarlo sull’orlo della guerra civile, ma a Washington non importa. La cosa principale è mantenere al potere il regime fantoccio. Biden è l’autore della politica delle “rivoluzioni colorate” e responsabile di disordini in altri Paesi. Per lui, l’Ucraina è solo un altro banco di prova, come il Nord Africa… Gli statunitensi non sono persone incline alla fantasia, hanno sempre un modello da seguire e misurano tutte le altre nazioni con il loro “criterio democratico” ignorando caratteristiche razziali e religiose. La stessa cosa si ripete a Kiev. La Casa Bianca dice che Biden incontrerà i capi della società civile per discuterne il ruolo nel rafforzamento delle istituzioni democratiche. Non è un caso che le ONG siano al centro della sua attenzione, miliardi di dollari vengono spesi per tenerle a galla per produrre i risultati previsti. Il governo dell’Ucraina ha utilizzato ogni occasione per sottolineare la sua indipendenza, mentre è abbastanza docile e remissivo verso tutte le organizzazioni non governative e le agenzie speciali straniere che agiscono nel territorio dell’Ucraina. Non importa che le ONG statunitensi sottolineino sempre quanto aperte, democratiche e trasparenti siano, in realtà agiscono come un club dai criteri di arruolamento  normalmente praticati dalla CIA quando sceglie gli agenti per le missioni per rafforzare l’influenza statunitense. Come regola generale, le posizioni principali sono detenute da soggetti appositamente selezionati e pronti a rappresentare gli interessi degli Stati Uniti in altri Paesi, l’Ucraina nel caso specifico, in cambio di una remunerazione finanziaria. Cercano di coinvolgere esperti ed élite ucraini nelle loro attività, mentre conferenze e seminari vengono utilizzati per raccogliere informazioni su politica, potenziale militare, economia, così come vita religiosa e sociale del Paese. Successivamente i dati vengono inviati ai corrispondenti centri di elaborazione delle informazioni e  analisi negli Stati Uniti.
Gli Stati Uniti rappresentano la maggior parte delle ONG straniere in Ucraina, tra cui ad esempio le ben note NDI (National Democratic Institute), IRI (International Republican Institute), e NED (National Endowment for Democracy). L’ambasciata degli Stati Uniti in Ucraina è attivamente coinvolta nel finanziamento estero e nella distribuzione di sovvenzioni. L’internazionale “Vozrozhdenie” è tenuta in speciale considerazione, incaricata di 500-600 progetti. L’organizzazione è un’idea del magnate finanziario George Soros. Per meriti eccezionali “Vozrozhdenie” è incaricata dei fondi destinati a media, assistenza sanitaria, sociologia e altre necessità. La Polonia ha ricordato di recente che alcuni territori dell’Ucraina le appartenevano in passato, quindi ha avviato un’attiva propaganda nelle zone di confine. Non svolge tali attività in modo indipendente; gli Stati Uniti usano le ONG polacche come strumenti della loro politica estera.  Il ruolo della Polonia è limitato all’espansione della presenza delle ONG statunitensi in Ucraina. La missione è la stessa, raccogliere informazioni e inviarle agli Stati Uniti, così come creare fonti informative al servizio degli interessi degli Stati Uniti nella regione. Oltre la russofobia, Polonia e Stati Uniti istigano e provocano l’ostilità degli ucraini verso la Russia. Le ONG polacche hanno diffuso una rete di filiali operanti formalmente nell’ambito della società civile. I nazionalisti radicali di Pravy Sektor hanno la loro parte nelle attività. La Polonia opera costantemente per penetrare Stato e strutture pubbliche ucraini. Si prenda la Fondazione degli aiuti ai polacchi in Oriente (Fundacja Pomoc Polakom na Wschodzie), fondata nel 1992 da Ministero delle Finanze, Ministero degli Esteri, Senato e Ministero della Cultura  polacchi. Gli obiettivi ufficialmente dichiarati è  prestare aiuto alla diaspora dei Kresy (“confini orientali), sviluppando lingua, cultura, spirito nazionale e coscienza di sé dei polacchi, creando condizioni favorevoli ai progetti politici, cooperando con organizzazioni polacche all’estero per collegarle con i gruppi polacchi. Ma basta dare uno sguardo a coloro che dirigono la Fondazione per capirne lo stretto collegamento con lo Stato: i suoi servizi speciali e l’apparato della propaganda. Ora Varsavia ha mano libera per espandere la propria influenza in Ucraina, mentre il governo ucraino ha dimenticato che governa un Paese indipendente, consentendo a Stati Uniti e Polonia di fare ciò che vogliono sul suolo ucraino. L’Ucraina è diventata una base sicura per le ONG che propagano estremismo, separatismo e nazionalismo, e sono coinvolte nella manipolazione delle persone fino alla vera e propria ingerenza negli affari interni. Secondo diverse stime, ci sono oltre 500 ONG internazionali che utilizzano Internet come strumento operativo principale. Molto spesso assumono il ruolo di giudici della politica statale e dell’opinione pubblica. Agiscono in base a ciò che gli Stati Uniti gli dettano per divenire una forza radicale. Vi sono gruppi speciali interagenzia della comunità d’intelligence USA che coordinano le attività delle ONG in Ucraina. Per esempio, il National Intelligence Council (NIC) controlla la National Intelligence per la Russia e l’Eurasia nella sua struttura. L’unità è sottoposta al direttore della National Intelligence ed è responsabile del National Intelligence Estimate, il rapporto redatto in base alle informazioni da fonti aperte, regolarmente trasmessa al presidente degli Stati Uniti. Insieme ad altri servizi operativi guida le attività delle ONG occidentali e filo-occidentali in Europa orientale e nell’ex Unione Sovietica, creando una rete d’influenza multi-stadio.
Gli ucraini passano dei momenti difficili imposti del modello straniero di democrazia, mentre  Washington s’ingerisce grossolanamente negli affari interni di uno Stato a migliaia di chilometri dal CONUS. La Casa Bianca ha assunto il ruolo di tutore del regime di Kiev, rendendosi responsabile dei crimini commessi dai provvisori governanti ucraini contro il loro popolo. Cerca di distogliere l’attenzione dal fallimento del regime ucraino incitando l’odio contro i russi. La storia delle due nazioni fraterne è distorta, i russofoni sono oppressi mentre la lingua russa è stata bandita, i russi vengono dichiarati minoranza nazionale ed i patrioti ucraini nel Sud-Est che scendono in piazza per protesta insieme alle loro famiglie, vengono definiti separatisti. I golpisti al potere hanno le mani sporche del sangue dei loro compatrioti. Ma tutti coloro che si rifiutano di piegarsi a loro vengono posti fuorilegge. Ci sono milioni di persone che violerebbero la legge, e che rappresentano la maggioranza della popolazione del Paese. Migliaia di giovani ucraini sono perduti nel mondo contemporaneo avendo perso senso morale. Il risveglio spirituale e la rottura con l’ideologia imposta dall’estero è ciò di cui l’Ucraina di oggi ha bisogno più di tutti. Le ONG finanziate dagli USA non hanno alcun ruolo da svolgere. Il vicepresidente Biden chiama tali organizzazioni “leader della società civile”, mentre discute del loro ruolo nel rafforzare il regime che combatte il proprio popolo.
Secondo la dichiarazione della Casa Bianca, la visita del vicepresidente Joe Biden in Ucraina è volta a mostrarne il sostegno degli Stati Uniti. Washington sa che il governo provvisorio a Kiev è sull’orlo del collasso. Ma la sua caduta equivarrebbe a una sconfitta degli Stati Uniti. Biden è atterrato a Kiev per salvare la faccia agli USA e definire le modalità della ritirata in caso di necessità. Con il pretesto degli impegni globali, la Casa Bianca s’è focalizzata sulla missione locale mantenendo al potere in Ucraina i suoi burattini… Il Paese è allo sbando; il piano per convertirlo in un trampolino di lancio antirusso non è riuscito. Un altro fallimento globale degli Stati Uniti che Biden deve coprire con dichiarazioni sulla “difesa dell’unità e dell’indipendenza dell’Ucraina e la restaurazione del suo onore ed orgoglio nazionali”. Ma i risultati della visita raccontano una storia diversa.
In primo luogo, nessuno ha dubbi, ora, che gli impostori a Kiev dipendano completamente da Washington. La crisi in Ucraina si diffonde su tutta la nazione. La situazione richiede misure urgenti. Gli statunitensi commettono un altro errore cercando di sostituire la gestione globale della crisi nazionale con la dichiarata “de-escalation” in Oriente.
In secondo luogo, appare chiaro a Washington che i governanti a Kiev non possono difenderne gli interessi in Ucraina, come previsto. L’influenza statunitense riguarda solo un numero limitato di singoli politici ucraini dalla scarsa popolarità. La frustrazione degli Stati Uniti è stata dimostrata dal modo in cui le cosiddette elezioni previste per maggio sono state discusse dai partiti. Alcuna campagna elettorale è possibile da quando il potere centrale ha occupato intere regioni con la forza. L’intero processo elettorale si riduce a una lunga lista di candidati, ma non c’è nessuno su cui gli Stati Uniti possono contare. Come potrebbe una vittoria “democratica” essere garantita quando la maggioranza della popolazione non ha voglia di esprimere la propria volontà? Ma il vicepresidente Biden ha detto a Kiev di andare avanti con la missione.
In terzo luogo, va ricordato che Biden è personalmente responsabile del crollo dello Stato ucraino. Alla fine di gennaio, Biden esortò il presidente ucraino Janukovich a rispondere alle preoccupazioni legittime dei manifestanti e a proteggere le libertà democratiche. Biden disse allora che le violenze da qualsiasi lato erano inaccettabili ma che solo il governo dell’Ucraina poteva por fine alla crisi. Il vicepresidente disse anche a Janukovich che ulteriori violenze avrebbero avuto conseguenze nei rapporti dell’Ucraina con gli Stati Uniti, che valutava sanzioni. Oggi ha un’altra faccia, esortando i nuovi governanti a Kiev ad usare la forza in Ucraina orientale. A gennaio Biden chiedeva di rispondere alle richieste dei manifestanti pacifici sottolineando l’importanza del dialogo con l’opposizione e la necessità di trovare una via d’uscita dalla crisi sulla base di un compromesso. Ora vuole impedire di venire incontro all’Oriente. Secondo lui, la volontà del popolo scuote le “fondamenta della società democratica”. Solo persone assai ingenue non possono vedervi lo sfacciato ipocrita che è.
In quarto luogo, le sue osservazioni alla Verkhovna Rada (parlamento) erano insolitamente dure. Ancora una volta ha sottolineato che l’ingerenza della Russia negli affari interni dell’Ucraina è inaccettabile. Solo pochi giorni prima del referendum in Crimea, Kerry minacciava che “i mezzi diplomatici per gestire la crisi potrebbero esaurirsi presto”. Gli avvertimenti degli Stati Uniti non hanno prodotto i risultati attesi. E’ il momento per l’amministrazione statunitense di re-impostare l’approccio nei confronti della Russia. Joe Biden ha condiviso la sua visione del posto della Russia sulla scena internazionale, in un’intervista con il Wall Street Journal. Secondo lui, la situazione nel mondo cambia, mentre la Russia cerca di attaccarsi a un passato traballante rischiando di perdere faccia e postura imperiale. Ammise che Washington doveva agire con cautela, citando anche  suo padre che gli disse di non mettere mai un uomo in un angolo senza via di scampo, puntandosi un dito sulla testa. Ma Biden Jr. porta gli Stati Uniti in un vicolo cieco in Ucraina, vicolo cieco lungi dal lasciare una via di fuga. Non c’è nulla di concreto che il curatore di Kiev possa offrire.
Quinto luogo, intervenendo ad un incontro con i deputati ucraini, Biden ha detto che gli Stati Uniti sostengono l’Ucraina di fronte a “minacce umilianti”, intendendo la Russia. Eppure, molti parlamentari ucraini che non hanno simpatia per la Russia trovano l’aiuto economico offerto dagli Stati Uniti imbarazzante. Gli Stati Uniti fornirebbero 50 milioni di dollari per le riforme politiche ed economiche in Ucraina, tra cui 11 milioni per le elezioni presidenziali del 25 maggio, e ancora 8 milioni per l’assistenza militare non letale, come apparecchiature per lo sminamento e radio. Nulla in confronto a ciò che è stato speso per il colpo di Stato. Gli ucraini sono sconvolti da tali briciole offerte dalla tavola del padrone. Kiev ricorda ancora l’importo degli aiuti economici ricevuti dalla Russia fin dal crollo dell’Unione Sovietica, di circa 250 miliardi di dollari.
In sesto luogo, la visita ha mostrato che gli Stati Uniti sono inclini a discutere dietro le quinte del destino del Paese con le autorità illegittime. La cecità di Kiev è stupefacente. Guarda la patria attraverso il prisma delle ostilità nei confronti della Russia. L’ottica russofoba distorce la realtà al di là del dovuto. Gli appelli del vicepresidente di “smettere di parlare e cominciare ad agire” perseguono l’unico obiettivo di far collassare l’Ucraina trasformandola in un satellite degli USA per minacciarne i vicini. Non solo la Russia, ma tutti i vicini. Gli USA non si preoccupano dell’opinione degli alleati europei. Non è venuto in mente al vicepresidente di tenere consultazioni preliminari con i partner dell’Unione europea. Si ha l’impressione che non abbia mai letto la dichiarazione finale di Ginevra sull’Ucraina firmata dagli europei. L’avvertimento di Biden alla Russia che un ulteriore “comportamento provocatorio” porterebbe ad un “maggiore isolamento”, sembra assai arcaico, qualcosa che non ha alcuna relazione con i recenti tentativi diplomatici di gestire la crisi ucraina. Parlando di “de-escalation” Biden continua a spingere Kiev ad iniziare una guerra contro il proprio popolo.

1779264La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line  della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

NATO e Gladio-B in azione in Ucraina

Alessandro Lattanzio, 21/4/2014

628x471Su invito di un consigliere per la sicurezza nazionale ucraina e di un deputato di Kiev, l’ex-generale statunitense Wesley K. Clark, (ex-comandante NATO) e il dottor Phillip A. Karber, (ex-consigliere per la strategia del segretario della Difesa USA Caspar Weinberger), nell’ambito della Potomac Foundation (un’organizzazione che supporta l’adesione nella NATO dei Paesi dell’Europa orientale e delle repubbliche ex-sovietiche), hanno intrapreso una missione militare segreta in Ucraina. Clark e Karber hanno avuto 35 riunioni con alti ufficiali e politici locali; Karber ha visitato le unità di prima linea sui fronti settentrionale, orientale e meridionale. Secondo costoro, i golpisti di Kiev affrontano gravi minacce militari da Bielorussia, Russia, Crimea, Mar Nero e Transnistria. Clark e Karber confermano che l’esercito ucraino attua la più grande mobilitazione nell’ambito della NATO dalla seconda guerra mondiale. Inoltre, i due consigliano all’Ucraina di acquisire ulteriori velivoli e sistemi antiaerei e anticarro dai Paesi della NATO che hanno materiale compatibile a quello delle forze armate ucraine, come caccia MiG-29, carri armati T-72, sistemi di difesa aerea ed armi anticarro. Inoltre, sempre secondo i due ‘consulenti’, gli USA dovrebbero inviare giubbotti antiproiettili per gli ufficiali ucraini, visori notturni, sistemi di comunicazione, radio satellitari e carburante avio. Inoltre, chiedono all’amministrazione Obama di nominare immediatamente un alto ufficiale dotato di pieni poteri per poter avviare i rifornimenti militari statunitensi per l’Ucraina. Infine i due ‘consiglieri’ statunitensi, sospettando dell’inaffidabilità dei vertici militari ucraini, chiedono di porre al fianco dei golpisti di Kiev dei ‘consulenti militari ed esperti della sicurezza’ statunitensi. I due ‘consulenti’ statunitensi puntualizzavano nel loro documento: “Il presente resoconto è focalizzato sull’invio di armi non letali. Successivamente offriremo riflessioni sulla necessità di prepararsi ad inviare Aiuti Letali”.
Gli Stati Uniti avevano promesso razioni militari (MRE), sacchi a pelo e nafta per l’esercito ucraino, ma i due ‘consulenti’ statunitensi si lamentano che tutto ciò non è arrivato alle truppe ucraine “limitando l’addestramento e la mobilità delle forze ucraine nell’est del Paese”. In conclusione, il documento della fondazione Potomac elenca le unità ucraine che supportarono “con onore” le forze statunitensi in Afghanistan e in Iraq: le brigate meccanizzate 24.ma, 30.ma, 72.ma e 93.ma e le brigate aeroportate 20.ma, 25.ma e 95.ma. Nel 2013, gli Stati Uniti fornirono alla 95.ma Brigata apparecchiature di comunicazione e comando digitali, in modo che operasse in coordinamento con le forze degli Stati Uniti. E’ chiaro che gli statunitensi e la NATO puntano su tali forze per inasprire la situazione in Ucraina meridionale e orientale, con l’ausilio dei vari strumenti atlantisti* chiamati a raccolta tramite le reti Stay Behind (Gladio II e Gladio B) per agire in Ucraina. Un esempio è stato l’assalto all’ambasciata della Federazione russa di Varsavia, nel novembre 2013, proprio mentre Polonia e NATO addestravano i terroristi e sabotatori nazi-atlantisti poi attivati a Piazza Majdan a Kiev, nel dicembre 2013 – febbraio 2014.
La Fondazione Potomac, con sede a Vienne, in Virginia, assai vicino Langley, sede della CIA, è sovvenzionata da Smith Richardson Foundation, Soros/Open Society Fund, Boeing e Georgetown University. La Fondazione Potomac gestisce anche l’ente di beneficenza China Vitaefondata nel 2001 con due obiettivi: migliorare la qualità e la quantità delle informazioni biografiche in lingua inglese sui vertici della Cina, e creare una centrale per mettere tali informazioni a disposizione del pubblico mondiale“. China Vitae è gestita dai coniugi David e Susan Gries. David Gries fa parte del CdA del Washington Institute for Foreign Affairs collegato a CIA e Georgetown University.
Dato che Obama supporta i golpisti a Kiev, gli USA hanno inviato nel Paese denaro, armi e consiglieri (mercenari), come è accaduto in Libia e Siria. In Ucraina quindi sono presenti mercenari, consulenti ed operativi dell’US Special Operations Command che integrano il personale di sicurezza ucraino. Diverse operazioni segrete e palesi sono in corso, in particolare le operazioni di supporto  informativo militare (MISO), per la manipolazione dell’opinione pubblica attraverso il cyber-spazio e i media, e che vede coinvolti funzionari della sicurezza nazionale, membri del Congresso degli Stati Uniti, media e varie ONG. Ciò rientra nelle direttive indicate dal Documento Congiunto 3-22 della Foreign Internal Defense del 12 luglio 2010: “… Le operazioni congiunte prevedono l’applicazione di tutti gli strumenti di potere nazionale, negli sforzi della nazione ospite per costruire la capacità di liberare e proteggere la propria società da sovversione, illegalità e insurrezione… Un Programma di difesa e sviluppo interno (IDAD) che coinvolge quattro funzioni interdipendenti nell’impedire o contrastare le minacce interne. Uno sviluppo equilibrato per raggiungere gli obiettivi nazionali attraverso programmi politici, sociali ed economici, consentendo a tutti gli individui e  gruppi della società di condividere i frutti dello sviluppo, alleviando la frustrazione. La funzione della sicurezza comprende tutte le attività volte a proteggere la popolazione dalle violenze e a creare un ambiente sicuro per lo sviluppo nazionale. La sicurezza dovrebbe creare un ambiente in cui il governo provveda alla propria sicurezza con un supporto limitato dagli Stati Uniti. La neutralizzazione è un concetto politico che fisicamente e psicologicamente emargina un ribelle o un criminale dalla popolazione, rendendo in tal modo gli elementi minacciosi irrilevanti nel processo politico. Ciò comprende le misure legali (ad eccezione di quelle che degradano la legittimità del governo) per screditare, distruggere, impedire, disorganizzare e sconfiggere l’organizzazione degli insorti. La mobilitazione fornisce risorse umane organizzate e materiali necessarie alle attività per motivare e organizzare il sostegno popolare al governo. La mobilitazione permette al governo di rafforzare le istituzioni esistenti e di svilupparne di nuove per rispondere alle richieste promuovendo la propria legittimità…”

Il Capo della CIA John Brennan

Il Capo della CIA John Brennan

Nota:
*Come i movimenti neonazisti dell’Europa occidentale, da sempre serbatoio delle operazioni di guerra psicologica, terrorismo, guerriglia e guerra a bassa intensità istigate ed alimentate dalla NATO in Romania nel 1989, in Jugoslavia dal 1991 in poi, nel Caucaso nel periodo 1992-2008, e quindi in Iraq dal 1991, Afganistan dagli anni ’80, Libia nel 2011 e Siria dal 2011. In Italia, tali formazioni di supporto al sovversivismo atlantista sono Casa Pound Italia, Black Bloc, Forza Nuova e un nugolo di gruppi e gruppetti mimetizzati che sfoggiando una superficiale simpatia verso le forze ‘anti-americane’, hanno il solo scopo di disinformare, infiltrare, influenzare, sabotare e confondere le poche forze anti-atlantiste e anti-egemoniche esistenti in Europa occidentale.

Fonti:
Cryptome
DTIC
4.th Media

I fascisti di CasaPound spacciano la propaganda NATO/Soros in Italia

Ucraina: la Polonia ha addestrato i golpisti due mesi prima

Thierry Meyssan Rete Voltaire Damasco (Siria) 17 aprile 2014

Le bugie hanno vita sempre più breve. Due mesi dopo il cambio di regime a Kiev, la stampa polacca ha pubblicato rivelazioni sul coinvolgimento del governo di Donald Tusk nella preparazione del colpo di Stato. Queste nuove informazioni smentiscono il discorso occidentale e mostrano che il governo provvisorio attuale di Aleksandr Tourchinov è stato imposto dalla NATO in violazione del diritto internazionale.
1797330Il settimanale di sinistra polacco Nie (No), ha pubblicato una testimonianza scioccante sull’addestramento dei militanti più violenti di EuroMajdan [1]. Secondo questa fonte, il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski invitò, nel settembre 2013, 86 membri di Fazione Destra (Pravý Sektor), presumibilmente nell’ambito di un programma di cooperazione interuniversitaria. In realtà, gli ospiti non erano studenti, molti avevano più di 40 anni. Non andarono al Politecnico di Varsavia, contrariamente al programma ufficiale, ma al centro di addestramento della polizia di Legionowo, a un’ora di auto dalla capitale. Lì passarono quattro settimane di addestramento intensivo nella gestione delle folle, nel riconoscimento delle persone, in combattimento tattico, comando, comportamento nelle emergenze, protezione dal gas della polizia, costruzione di barricate e in particolare tiri anche con i fucili dei cecchini. Tale addestramento avvenne nel settembre 2013, quando le proteste di piazza Majdan iniziarono in risposta al decreto di sospensione dei negoziati per la firma dell’accordo d’associazione con l’Unione europea, firmato dal primo ministro Mikola Azarov il 21 novembre. Il settimanale precisa che fotografie attestano tale addestramento, mostrando ucraini in uniformi naziste con i loro maestri polacchi in borghese.
Queste rivelazioni giustificano un nuovo sguardo sulla risoluzione, adottata all’inizio di dicembre 2013, dal Sejm polacco, il Parlamento, che ha affermava la “piena solidarietà ai cittadini ucraini per la forte determinazione a dimostrare al mondo la decisione d’assicurare una piena adesione del loro Paese all’Unione europea”. Naturalmente, i parlamentari non erano consapevoli che il loro Paese addestrava gli individui che cercarono e presero il potere. Tale scandalo illustra il ruolo assegnato dalla NATO alla Polonia in Ucraina, che può essere paragonato a quello assegnato alla Turchia in Siria, ed eseguito dal governo dell’europeista liberale Donald Tusk. Il ministro degli Esteri, il giornalista Radoslaw Sikorski, un ex-rifugiato politico nel Regno Unito, è la mente dell’integrazione della Polonia nella NATO. Come membro del “triangolo di Weimar”, fu uno dei tre rappresentanti dell’Unione europea a negoziare l’accordo del 21 febbraio 2014 tra il Presidente Viktor Janukovich e i tre principali capi di EuroMajdan [2]. Naturalmente, il presidente ucraino non sapeva che aveva addestrato i rivoltosi. Il ministro degli Interni e coordinatore dei servizi speciali, Bartlomiej Sienkiewicz (nipote dello scrittore Henryk Sienkiewicz, autore di Quo Vadis?), è uno dei fondatori dell’attuale servizio segreto polacco, l’Ufficio di Protezione dello Stato (Urzd Ochrony Panstwa). Fu anche per molto tempo vicedirettore del Centro Studi Orientali (Osrodek Studiów Wschodnich), centro nazionale per la ricerca sull’Europa orientale e i Balcani, in particolare Ucraina e Turchia. Questo istituto ha una profonda influenza sulla percezione occidentale degli eventi attuali, grazie ai suoi accordi con la Carnegie Foundation [3]. Durante il governo di Julija Timoshenko (2007-2010), il presidente ad interim dell’Ucraina, Aleksandr Turchinov era il capo dell’intelligence e viceprimo ministro. Lavorò con i polacchi Donald Tusk (già primo ministro), Radoslaw Sikorski (ministro della Difesa) e Bartlomiej Sienkiewicz (direttore della società di spionaggio privata OTHAGO ASBS). Per rovesciare il governo del suo confinante, la Polonia si rivolse agli attivisti nazisti, proprio come la Turchia usa al-Qaida per rovesciare il governo siriano. Non solo non sorprende che le autorità polacche attuali usino i nipoti dei nazisti che la CIA inserì nella rete Gladio della NATO per lottare contro l’Unione Sovietica, ma ricordiamo la polemica che scoppiò nelle elezioni presidenziali in Polonia nel 2005 quando il giornalista e deputato Jacek Kurski rivelò che Jòzef Tusk, il nonno di Donald Tusk, fu un volontario della Wehrmacht. Dopo aver negato, il primo ministro finalmente ammise che suo nonno prestò servizio nell’esercito nazista, ma sostenne che si arruolò dopo l’annessione di Danzica. Un ricordo che dice molto su come Washington selezioni i suoi agenti in Europa orientale.
In sintesi, la Polonia ha addestrato una banda per rovesciare il presidente democraticamente eletto dell’Ucraina con cui finse di negoziare una soluzione pacifica, il 21 febbraio 2014, mentre i rivoltosi prendevano il potere. Inoltre, non v’è dubbio che il colpo sia stato sponsorizzato dagli Stati Uniti, come dimostra la conversazione telefonica tra l’assistente del segretario di Stato Victoria Nuland e l’ambasciatore USA Geoffrey R. Pyatt [4]. Allo stesso modo, è chiaro che gli altri membri della NATO, tra cui la Lituania (l’Ucraina fu dominata dall’impero polacco-lituano) e Israele in quanto membro de facto dello Stato Maggiore atlantista, hanno partecipato al colpo di Stato [5]. Tale schieramento suggerisce che la NATO possieda ora una nuova rete Gladio in Europa orientale [6]. Inoltre, dopo il colpo di Stato, i mercenari statunitensi di una controllata di Academi (Greystone ltd) sono stati dispiegati nel Paese su ordine della CIA [7]. Tali fatti modificano profondamente la percezione che si può avere del colpo di Stato del 22 febbraio 2014. Smentiscono gli argomenti diffusi dai giornalisti del dipartimento di Stato USA (punti 3 e 5 della nota del 5 marzo) [8] e costituiscono un atto di guerra secondo il diritto internazionale. Pertanto, il ragionamento degli occidentali sulla sequenza degli eventi, tra cui l’adesione della Crimea alla Federazione Russa e le rivolte in corso in Ucraina orientale e meridionale, è nullo.

UkrPolmapFonti:
[1] “Tajemnica stanu, tajemnica Majdanu“, Nie, n°13-2014, 18 aprile 2014.
[2] “Accord sur le règlement de la crise en Ukraine“, Horizons et débats (Svizzera), Réseau Voltaire, 21 febbraio 2014.
[3] “La Fondation Carnegie pour la paix internationale“, Réseau Voltaire, 25 agosto 2004.
[4] “Conversation entre l’assistante du secrétaire d’État et l’ambassadeur US en Ukraine“, Oriental Review, Réseau Voltaire, 7 febbraio 2014. “Svelata l’agenda segreta di Ashton e Nuland“, Wayne Madsen, Traduzione di Alessandro Lattanzio, Strategic Culture Foundation, Réseau Voltaire, 12 marzo 2014.
[5] “Soldati israeliani mimetizzati a Maidan“, Réseau Voltaire, 3 marzo 2014.
[6] “La nuova Gladio in Ucraina“, Manlio Dinucci, Il Manifesto, Réseau Voltaire, 18 marzo 2014.
[7] “Mercenari statunitensi dispiegati nel sud dell’Ucraina“, e “Le directeur de la CIA recherche des mercenaires US à Kiev“, Réseau Voltaire, 4 marzo e 15 aprile 2014.
[8] “Fiche documentaire du département d’État: 10 contre-vérités sur l’Ukraine“, Réseau Voltaire, 5 marzo 2014.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Ucraina, i soldati ucraini diventano russi

Alessandro Lattanzio, 17/4/2014

1901230Il popolo esige che gli enti locali prendano ordini dalla Repubblica Popolare del Donetsk, in modo che nessuno dei manifestanti sgomberi gli edifici governativi. Questa è la nostra posizione“, dichiarava Nikolaj Solntsev, leader delle proteste anti-golpe. Gli attivisti anti-Majdan occupavano gli edifici governativi di Donetsk, capitale della regione. Oltre 100 volontari sono stati reclutati per la difesa contro l’”operazione antiterrorismo” di Kiev, soprattutto a Slavjansk. A centinaia si sono riuniti a sostegno della federalizzazione anche a Druzhovka, Debaltsevo e altre città del Donbas, mentre le autorità cittadine di Zhdanovsk e Kirovsk hanno espresso la disponibilità ad avviare colloqui per riconoscere la legittimità della Repubblica popolare di Donetsk. Una manifestazione a Marjupol, nel sud-est del Paese, s’è concluso con l’occupazione del consiglio comunale da parte dei manifestanti filo-russi. Oltre 1000 manifestanti gridando “Slavjansk, siamo con te!” e “Referendum“, hanno costretto la polizia, a guardia del palazzo, a ritirarsi. 1500-2000 manifestanti erano davanti gli uffici del Servizio di sicurezza dell’Ucraina (SBU) di Lugansk. La maggior parte delle forze di polizia della città è passata con i manifestanti. Il movimento anti-Majdan della regione di Odessa dichiarava l’istituzione della Repubblica Popolare di Odessa invitando i residenti a impedire a polizia e militari di entrare nella città. “A partire da oggi, la regione di Odessa diventa la Repubblica popolare di Odessa, dove il potere appartiene solo al popolo che vive sul suo territorio“.
A Kiev, il Consiglio di Sicurezza dell’Ucraina veniva convocato per una sessione d’urgenza su Slavjansk, dove si decideva di lanciare un’”operazione militare su larga scala” contro la cittadina. Secondo il ‘presidente’ golpista Turchinov, gli attivisti anti-Majdan dovevano deporre le armi e abbandonare gli uffici amministrativi occupati alle 09:00 del 14 aprile. Il ‘ministro degli Interni’ golpista Arsen Avakov aveva annunciato la creazione di unità speciali per affrontare i ‘separatisti’ delle regioni orientali dell’Ucraina.
Quando le truppe inviate da Kiev hanno occupato l’aeroporto presso Kramatorsk con elicotteri, blindati trasporto truppa (APC), carri armati e aerei da combattimento, si è svolta un breve scontro con morti su entrambi i lati. Le truppe ucraine così riuscivano ad occupare l’aeroporto di Kramatorsk. All’inizio le truppe “avviarono dei negoziati con la milizia del popolo, che controllava il campo d’aviazione. Ma poi spararono all’improvviso, causando tre feriti tra la milizia” presso il villaggio di Pchjolkino, a sud dell’aeroporto. Gli attivisti che controllavano la base furono costretti a ritirarsi, ma la città restava sotto il controllo delle milizie popolari, bloccando l’ingresso a Kramatorsk. “Siamo stati costretti ad abbandonare il campo d’aviazione, ma la città è sotto il nostro controllo, non permetteremo alle truppe ucraine di entrare“. “Vi sono circa 60 veicoli blindati, che si preparavano da diversi giorni, e ora iniziavano l’assalto al campo d’aviazione. I manifestanti bloccavano la strada, perciò iniziarono a sparare, causando dei feriti. Ci siamo ritirati. C’erano circa 15 carri armati e altri veicoli blindati“. Subito dopo l’operazione, centinaia di civili si sono riuniti nel campo per negoziare con le truppe. Vi erano circa 50 militari in uniformi nere e verdi, che spararono colpi di avvertimento per disperdere i civili. A loro volta, i manifestanti avevano eretto delle barricate. Il generale dell’SBU Vassilij Krutov, inviato a reprimere la popolazione locale, aveva detto che tutti gli attivisti che non deponevano le armi sarebbero stati “distrutti”. “Li avverto che se non depongono le armi, saranno distrutti“. Alla periferia due manifestanti fermavano un carro armato gridando “Cosa credi di fare, non sai che siamo fratelli?
10268593Ma le truppe dispiegate dai golpisti di Kiev per reprimere la resistenza dei manifestanti di Kramatorsk, nell’Ucraina russofona, sono state infine accolte dalla città come eroi, dopo aver deciso di disobbedire agli ordini illegali di Kiev di sparare sui civili. Dopo una breve trattativa, le truppe dichiaravano che avrebbero protetto la popolazione di Kramatorsk contro l’uso illegale della forza, piuttosto che eseguire gli ordini illegali dei golpisti a Kiev. “Tu sei un militare, devi proteggerci“, diceva una donna al ragazzo su un veicolo corazzato alla periferia di Kramatorsk. Il soldato rispose “Non spareremo, non contro i nostri fratelli. Non ne avevamo nemmeno intenzione…” Avvicinandosi alla città, un’altra colonna di sei APC issava la bandiera russa, per evitare  scontri con le forze di autodifesa, mentre i collegamenti telefonici e internet locali venivano parzialmente bloccati dai golpisti di Kiev. Il personale dei sei veicoli da trasporto blindati, circa 60 militari, infine passavano con gli attivisti pro-federalismo unendosi alle squadre di autodifesa locali: “Li abbiamo trovati in una piazza vicino alla stazione ferroviaria. Un gruppo di donne li circondava, gli abbiamo detto che siamo residenti pacifici che lottano per i propri diritti e che non ci sono terroristi. Il primo veicolo corazzato da trasporto aveva una bandiera russa, e se ne andato insieme ai manifestanti verso Slavjansk”. “Vediamo che non sono né separatisti né terroristi, ma normali residenti con cui non abbiamo intenzione di combattere“, ha detto uno dei soldati. Le truppe arrivate a Slavjansk hanno così tolto le bandiere ucraine e consegnato i veicoli alla milizia. “Abbiamo deciso di non combattere contro la popolazione. Ci rifiutiamo di difendere tali autorità“. Gli equipaggi hanno detto di non aver ricevuto rifornimenti da quattro giorni, e di essere stati spediti nella regione di Donetsk dalla confinante regione di Dnepropetrovsk. Infatti, tutte le truppe che si sono schierate con l’auto-difesa provengono da Dnepropetrovsk. “Entrambe le parti erano semplicemente in piedi a fumare, in attesa di Dio-sa-cosa. Poi la milizia locale è arrivata ed ha chiesto alla gente del posto di fare un passo indietro iniziando i negoziati. Ai soldati è stato chiesto se volessero mollare, ci hanno pensato un po’ ed infine erano d’accordo“. Molti soldati si sono appuntati i nastri di San Giorgio, il tradizionale emblema russo che commemora la lotta dell’Unione Sovietica contro il nazismo. Dei 500 soldati ucraini della 25.ma Brigata paracadutisti entrati a Slavjansk, circa 300 decidevano di deporre le armi a seguito dei negoziati con la popolazione, “Siamo riusciti a negoziare con loro. Circa 300 militari hanno deciso di deporre le armi e di rientrare“.
Il golpista Aleksandr Turchinov sbraitava: “La 25.ma Brigata paracadutisti, che ha mostrato vigliaccheria e deposto le armi, sarà sciolta. E i soldati responsabili saranno chiamati a risponderne in tribunale“. Inoltre, il ‘procuratore generale’ golpista dell’Ucraina, Oleg Magnitskij, affermava che un procedimento penale era stato avviato nei confronti di 14 banche russe. Andrej Parubij, capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale e Difesa dell’Ucraina, annunciava che il primo battaglione della Guardia Nazionale “composto da volontari dell’autodifesa di Majdan“, aveva lasciato Kiev per il sud-est. A sua volta il ministro degli Esteri della Polonia Radoslaw Sikorski ha detto che “l’Ucraina ha il diritto di usare la forza per bonificare le aree occupate dai gruppi filo-russi”. Radoslaw Sikorski è sposato con la neocon statunitense Anne Applebaum, ed è cittadino inglese dal 1980, conosce David Cameron e fu consigliere di Rupert Murdoch nel 1988-1992, nonché borsista dell’American Enterprise Institute di Washington, nel 2002-2005, e direttore esecutivo di the New Atlantic Initiative. Anche un portavoce del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ha detto che il governo dell’Ucraina era obbligato a rispondere alle “provocazioni”. Nel frattempo la Casa Bianca ha confermato che il direttore della Central Intelligence Agency aveva visitato Kiev il 12 aprile. Mosca ha esortato Washington a rispondere alle affermazioni della stampa russa secondo cui il direttore della CIA, John Brennan, aveva visitato in incognito Kiev, viaggiando sotto falsa identità al fine di evitare attenzioni. Il capo della CIA ha incontrato funzionari della sicurezza e dell’intelligenza ucraine e consigliato su come rispondere alla crisi in Ucraina orientale. L’addetto stampa della Casa Bianca, Jay Carney, ha detto che non c’era nulla di sospetto nel viaggio del direttore della CIA in un Paese straniero, “le visite di alti funzionari dell’intelligence (all’estero) sono un modo comune per promuovere la cooperazione nella sicurezza reciprocamente vantaggiosa“. Mosca ha risposto che Washington “Non ha ancora dato una risposta chiara” sui motivi della visita di Brennan a Kiev. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov affermava che il Cremlino ancora attende “spiegazioni comprensibili” sul viaggio di Brennan, ma la Casa Bianca s’è rifiutata di svelare la natura del viaggio del direttore della CIA. Infine, Sergej Lavrov ha avvertito le autorità ucraine, “Se gli attuali governanti a Kiev decidono di usare la forza contro i manifestanti nel sud-est, la nostra cooperazione sarà compromessa, non c’è dubbio su ciò“.
Lee Jay Walker dichiara a Modern Tokyo Times: “I doppi standard delle élite a Kiev e delle nazioni estere che si oppongono alla Federazione russa sono stupefacenti. Dopo tutto, il nuovo ordine politico a Kiev nasce con intimidazioni, violenze e occupazione del potere con la forza. In Crimea il voto ha avuto luogo per via di tale nuova realtà politica, oltre che per la natura russofoba delle nuove élite filo-occidentali a Kiev. Tuttavia, l’urna non è stata ritenuta idonea a Kiev e per delle masse in tale nazione. Pertanto, il colpo di Stato ha avuto luogo e ciò è stato relativizzato dalle potenze occidentali a vantaggio della propria agenda politica contro la Federazione Russa. Allo stesso modo, la NATO e gli intrighi occidentali sono responsabili della morte di un numero imprecisato di civili in Iraq, Kosovo (Serbia), Libia, Siria e altre nazioni. Infatti, non passa giorno in cui il terrorismo non assassini persone nelle varie nazioni destabilizzate dalle potenze NATO e del Golfo. Nonostante ciò, il mantra del diritto internazionale e la solita guerra mediatica sono in pieno svolgimento, nonostante il fallimento totale e l’ipocrisia del piano antirusso“.
10171219In relazione alle operazioni repressive dei golpisti a Kiev, il presidente russo Vladimir Putin aveva parlato al telefono con il capo delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon discutendo delle tensioni causate dalle operazioni di Kiev. “Il segretario generale… ha sottolineato che qualsiasi aggravarsi della crisi sarebbe profondamente dannosa per tutti gli interessati, da qui la necessità di lavorare per disinnescare la situazione“. Il 13 aprile Mosca chiese al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e all’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) di studiare con urgenza la situazione nel sud-est Ucraina. “Chiediamo che i manifestanti di ‘Majdan’ che hanno rovesciato il legittimo presidente dell’Ucraina fermino immediatamente la guerra contro il loro popolo e adempiano i loro impegni nell’ambito dell’accordo del 21 febbraio“, affermava il ministero degli Esteri russo. “I mandanti occidentali dei manifestanti di “Majdan”, soprattutto coloro che firmarono il suddetto accordo, e anche gli Stati Uniti che li appoggiano, devono trattenere i loro protetti, ora fuori controllo, e allontanarli da neo-nazisti e altri estremisti, smettere di usare le armi contro il popolo ucraino e avviare immediatamente un vero dialogo nazionale, in cui tutte le regioni abbiano ruolo paritario nell’interesse di una riforma costituzionale veloce e fondamentale. La possibilità di evitare la guerra civile è nelle mani dell’occidente“. Il 14 aprile, il Ministro degli Esteri della Federazione Russa Sergej Lavrov criticava gli Stati Uniti e l’UE per aver tentato di incolpare Mosca per gli eventi in Ucraina. Ha anche giustificato il diritto dei manifestanti pro-federalizzazione del Paese a reagire davanti alle mancate garanzie del governo golpista di Kiev verso i loro interessi. “I residenti della zona orientale del Paese, in gran parte russofoni, temono l’ascesa degli ultranazionalisti nel governo centrale del Paese e hanno chiesto maggiore autonomia, anche sulla questione della lingua. Condanniamo categoricamente e chiediamo la cessazione dell’invio di forze di sicurezza e divisioni dell’esercito, in violazione delle norme del diritto ucraino e internazionale, per reprimere le proteste”. La Russia invitava l’occidente a premere sulle autorità di Kiev affinché abbandonino i piani per usare i militari contro i manifestanti, “La comunità internazionale deve esigere che i capi andati al potere tramite Majdan, fermino la guerra contro il proprio popolo“, aveva detto l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite Vitalij Churkin, nella riunione straordinaria sull’Ucraina del Consiglio di Sicurezza, convocata su richiesta della Russia. Churkin ha esortato le autorità statunitensi a contattare Turchinov per fargli abbandonare l’idea di usare la forza. L’ambasciatore russo ha anche avvertito che l’uso della forza da parte delle autorità di Kiev minaccia di sospendere l’incontro tra i capi diplomatici statunitensi, ucraini, russi e dell’UE a Ginevra. “Il tentativo bellico nel sud-est dell’Ucraina mina le prospettive del vertice“, ha detto Churkin. Il ministero della Difesa russo decideva anche di sospendere la consegna all’Ucraina di armi e materiale rimasti in Crimea, per evitare che vengano usati contro la popolazione russofona, “…Ricordo che la Russia s’è impegnata a non inviare armi nelle zone in conflitto e di cautelarsi sulle spedizioni“, dichiarava il Viceministro della Difesa Anatolij Antonov, che inoltre invitava l’occidente ad agire “con saggezza e moderazione” su possibili forniture di armi all’Ucraina, facendo notare che Mosca teme che “tali armi possano essere usate contro la popolazione o i manifestanti” delle regioni dell’est e sud-est del Paese. Il possibile uso di queste armi contro il popolo “trascinerà il colpevole nell’escalation delle tensioni“. La Federazione Russa è decisa a tutelare tutti i cittadini dell’Ucraina, convinta che ciò soltanto possa risolvere la crisi. Allo stesso tempo, Mosca vuole stabilizzare la situazione economica dell’Ucraina. Tuttavia, quando opzioni valide vengono proposte dalla Federazione russa, i golpisti a Kiev creano altro caos e tensione. E’ difficile credere che Kiev lo faccia seguendo una propria agenda, per via della propria debolezza, pertanto il ruolo oscuro delle potenze occidentali è chiaramente in gioco. Infatti, il direttore della CIA John Brennan aveva recentemente visitato Kiev avendo diversi incontri con i golpisti al potere in Ucraina, mentre Polonia, Gran Bretagna e Svezia hanno chiesto l’invio di una missione nell’ambito della politica di sicurezza e difesa comune dell’Unione europea; ovvero centinaia di ‘esperti’ in polizia e ‘diritti civili’ dell’UE da posizionare in Ucraina per rafforzare le forza della repressione dei golpisti.
Infine, secondo il Pentagono un cacciabombardiere russo Su-24 avrebbe sorvolato dodici volte, in modo assai ravvicinato, il cacciatorpediniere AEGIS della marina statunitense USS Donald Cook, schierato nel Mar Nero. Il 12 aprile l’aereo russo aveva sorvolato più volte l’USS Donald Cook a circa 500 metri di quota, per oltre 90 minuti. L’equipaggio del cacciatorpediniere fece diversi tentativi di chiedere via radio all’aereo da guerra russo la ragione delle manovre, senza ricevere alcuna risposta. Un secondo aviogetto fu osservato nelle vicinanze della nave. Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha sostenuto che la missione della nave è “rassicurare gli alleati della NATO e i partner del Mar Nero“. Mosca aveva affermato “Ciò che vediamo, per la prima volta dal 2008, è la NATO che crea un gruppo navale presso i confini russi“.

10153196Fonti:
Channel 4
Global Research
ITAR-TASS
ITAR-TASS
Modern Tokyo Times
Nsnbc
RIAN
RIAN
RIAN
RIAN
RIAN
StopNATO
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RussiaToday
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Il generale golpista Krutov,  fermato dalla popolazione di Kramatorsk

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